mercoledì 31 luglio 2019

I 'Guerrieri del Rosario'. Continua l'Operazione Assalto al Cielo del 1° di ogni mese col Cardinale Burke

Domani 1 agosto, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa alle ore 7:00am (ora locale) nel Santuario di Nostra Signora di Guadalupe in La Crosse, Wisconsin e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera.
Appena possibile sarà riattivato lo streaming. Qui una celebrazione in differita. 
Rimaniamo fedeli a questa esperienza forte di preghiera che ci vede uniti già da oltre due anni. E intensifichiamola, soprattutto in relazione alle vicende che vedono il nostro Cardinale impegnato a riaffermare con parresìa l'insegnamento costante della Chiesa. Ricordando Padre Pio: « Il Santo Rosario è l'arma per questi tempi ». Senza dimenticare le forze oscure che, oltre alla Chiesa, minacciano il nostro Paese e l'Europa intera.
Anche in questo mese rinnoviamo il nostro fervore e preghiamo più che mai. Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. Gli oltre 145.000 Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.

Lettera-appello degli studenti del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II

Una lettera [vedi] ignorata e smentita, secondo la prassi ormai abituale nella chiesa odierna. Estrapolo da un commento: Sequeri [il preside] ha gettato una macchia indelebile sull'Istituto affermando in un comunicato stampa che la lettera non era vera. Se non ne sapevano nulla come facevano a dire che era firmata da 150, poi divenuti 214 vista la posizione del Preside? E saranno ancora di più. Hanno distrutto l'istituto. Sono mediocri imbelli vanagloriosi che lottano contro il reale con tutta l'ipocrisia di chi per migliorare l'offerta distrugge la propria storia. È tipico del pensiero cattolico moderno avere il complesso della modernità e ripensare il cristianesimo senza confrontarsi con la storia cristiana precedente per formulare un pensiero finalmente capace di accogliere le 'sfide' attuali. Poco importa se così snaturano il cristianesimo, che non è un pensiero o un'idea ma un fatto che va prima di tutto riconosciuto e accolto attraverso una Rivelazione di cui non rimane più nulla se non delle idee, storicamente modificabili a seconda delle mode del tempo; tant'è che si può tranquillamente oltrepassare persino  l'insegnamento di Giovanni Paolo II

Lettera-appello degli studenti
del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II


“Pubblichiamo la lettera degli studenti dell’Istituto GP2, desiderando informare il pubblico in merito alla grave situazione che adesso il nostro Istituto sta vivendo. Il nostro auspicio inoltre è chiedere giustizia e vedere garantiti in maniera limpida i diritti nostri e dei nostri professori.
Non avendo finora ottenuto dalle autorità accademiche del nostro Istituto, nè dal Preside nè dal Gran Cancelliere, alcuna risposta soddisfacente e chiara a questa lettera, e inoltre non avendo ricevuto per scritto e pubblicamente l’assoluta garanzia dell’adempimento concreto dell’articolo 89 dei nuovi statuti (sulla continuità dei vecchi programmi e sulla situazione dei docenti) rendiamo pubblica la nostra lettera. Se qualcuno volesse citarla o diffonderla chiediamo solo che vengano rispettate le seguenti condizioni:
  • Pubblicare la lettera nella sua interezza.
  • Che si limiti a condividere fatti oggettivi e fondati sulla situazione, senza emettere giudizi o considerazioni che potrebbero danneggiare o andare contro l’unità della nostra Chiesa o contro l’immagine del Santo Padre, Papa Francesco.
Informazioni sulla lettera: la lettera è stata scritta il 24 luglio 2019 e inviata il 25 luglio alle 11 del mattino agli indirizzi emails del preside dell’Istituto, mons. Pierangelo Sequeri, mettendo in copia il Gran Cancelliere mons. Vincenzo Paglia. Inoltre, il venerdì 26 luglio, la lettera è stata inviata per posta (lettera raccomandata), alle 10 del mattino.”
Fonte: Appello studenti GP2

Escludere la Teologia morale dalla riflessione su matrimonio, famiglia e vita ha un costo da non sottovalutare

Ѐ di pochi giorni fa la notizia che riprendo da Il Foglio. Titolo: Epurazioni papali. Meno teologia e più sociologia. Il nuovo corso dell’Istituto Giovanni Paolo II per la famiglia è molto bergogliano.
"L’Istituto Giovanni Paolo II per studi sul matrimonio e la famiglia, quello fondato nel 1982 per volontà del Papa polacco, non esiste più. Lo si era capito già due anni fa, quando – due giorni dopo la morte del suo primo preside, il cardinale Carlo Caffarra – fu promulgato il motu proprio “Summa familiae cura” [vedi un mio articolo: "Summa familiae cura" è una risposta ai 'Dubia'?] con cui si chiudevano i battenti all’Istituto e se ne fondava uno nuovo, “per le scienze del matrimonio e della famiglia”. Pochi giorni fa, l’atto conclusivo: il Gran cancelliere, l’attivissimo mons. Vincenzo Paglia, ha spedito le lettere di licenziamento ad alcuni professori, non più in linea con il nuovo corso che fa dell’Istituto una sorta di dipartimento di sociologia che nulla ha a che vedere con l’idea originaria di Karol Wojtyla. Per rendere ancora più chiaro il messaggio, Paglia ha stabilito la soppressione della cattedra di Teologia morale fondamentale, quella che fu di Caffarra, al quale è stato almeno risparmiato in vita questo scempio". Di seguito l'interessante articolo di Giorgia Brambilla*.

Escludere la Teologia morale dalla riflessione su matrimonio, famiglia e vita ha un costo da non sottovalutare

Alla luce dello sconcertante licenziamento dei docenti dell’Istituto Giovanni Paolo II, oltre alla perdita del loro spessore intellettuale, riferimento indiscusso per chi si occupa di matrimonio, famiglia e vita, c’è da chiedersi su cosa si fonderà la riflessione su questi temi se si mette fuori gioco la Teologia morale.

Ci sono due ordini di problemi: il primo è di tipo concettuale, il secondo di tipo metodologico. Mentre, il primo vede la frammentazione tra morale, fede, ragione e verità – causa del riduzionismo relativista e del nichilismo di cui è permeato il razionalismo moderno; il secondo consiste nell’annullamento del senso principale di questo tipo di riflessione, cioè dire cosa è giusto e cosa non lo è, sradicando l’albero del bene e del male e gettando così nella confusione più totale le coscienze.

Vediamolo brevemente.

martedì 30 luglio 2019

C'era una volta l'Occidente cristiano...

"Così finisce il mondo, non con uno schianto ma con un lamento", scriveva T.S. Eliot, l'autore di "Assassinio nella cattedrale". Oggi nella Cattedrale di Rochester - la seconda più antica d'Inghilterra (fondata nel 604) - l'arcivescovo Tommaso Becket giocherebbe a mini golf. Così finisce l'Occidente, non con uno schianto e nemmeno con un lamento, ma alla nona buca.  (Giulio Meotti)
Clicca sulle immagini per ingrandire

Scoperto il luogo di nascita di San Pietro? Lo sostengono gli archeologi

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews un articolo di Jeanne Smits sulla scoperta, a Betsaida, la Basilica costruita sulla casa dove sono nati Pietro e Andrea. 

Un team di archeologi israeliani e americani asserisce di aver trovato, nel villaggio di pescatori di Betsaida sulla riva del mare di Galilea, la Basilica costruita sulla casa dove sono nati due apostoli di nostro Signore, San Pietro, il primo Papa, e suo fratello, Sant’Andrea, .

Gli scavi di El-Araj, in ebraico Beit Habeck, hanno portato alla scoperta delle vestigia di un grande edificio i cui elementi decorativi, struttura e pianta sono coerenti con una chiesa bizantina.

La posizione esatta di Betsaida è rimasta a lungo sconosciuta: i viaggiatori del XIX secolo in Palestina non sono stati in grado di identificare il villaggio ricordato per la prima volta nel Nuovo Testamento, divenuto molto famoso dopo l'urbanizzazione da parte del tetrarca Erode, Filippo, e ribattezzato Julias nel 30 d.C. Sarebbe citato da storici come Plinio il Vecchio, Flavio Giuseppe e nella letteratura rabbinica prima di scomparire, per motivi sconosciuti, nel terso secolo – forse per mutamenti di livello del mare di Galilea. Riapparve per poi scomparire del tutto nell’ottavo secolo, al momento dell’espansione e delle conquiste islamiche.

lunedì 29 luglio 2019

A proposito di “migranti” - don Elia

Ognuno deve vivere nel suo Paese. Come un albero, ognuno ha il suo suolo, il suo ambiente, in cui può crescere perfettamente. […] Meglio aiutare le persone a realizzarsi nelle loro culture, piuttosto che incoraggiarle a venire in un’Europa in piena decadenza. È una falsa esegesi quella che utilizza la Parola di Dio per valorizzare la migrazione. Dio non ha mai voluto questi strappi (Robert Sarah).

Da qualche anno i vescovi africani [qui] moltiplicano gli appelli ai giovani perché non abbandonino la loro terra in vista di un miraggio, ma si impegnino con pazienza e determinazione per lo sviluppo del proprio Paese. Il continente nero sta perdendo un’intera generazione, quella da cui dipende il suo presente e il suo futuro. I suoi abitanti, nella misura in cui sono coscienziosi e lungimiranti, non possono ignorare un problema di tale gravità, specie se non hanno a che fare – com’è ormai evidente – con un fenomeno migratorio spontaneo, ma con una riedizione della tratta degli schiavi orchestrata dall’alta finanza e operata da bande criminali con la comprovata complicità di organizzazioni non governative. I banchieri che si nascondono dietro questo traffico di esseri umani scelgono apposta, come esecutori, individui del tutto sprovvisti di senso morale che si lascino manovrare a piacimento: la stupidella tedesca affetta da immaturità a livelli patologici è della stessa risma del sodomita psicopatico che han piazzato all’Eliseo o di quei bambocci che, nelle borse di tutto il mondo, praticano speculazioni senza scrupoli capaci di impoverire intere popolazioni.

domenica 28 luglio 2019

Attenzione alla «intermediazione giornalistica»

Mi limito all'eloquente essenzialità dei dati. Il resto lo affido alla discussione.

«L'intermediazione giornalistica unico vero strumento per avere la certezza di un contenuto reale»
Segnalazione di un lettore. “Fake news”: Casellati = Boldrini

1. Leggo che la presidenta del Senato – Maria Elisabetta Alberti Casellati – in occasione della tradizionale ‘cerimonia del Ventaglio’ [qui]
  • ha dichiarato guerra alle “fake news”,
  • ha “garantito”: «Se i “social” hanno creato una piazza virtuale in cui tutti possono avere voce, l’intermediazione giornalistica diventa l’unico vero strumento dei cittadini per avere certezza di un contenuto reale, verificato, credibile» (1).
2. Mi viene in mente la condotta della «intermediazione giornalistica» riguardo ai fatti avvenuti a Colonia la notte di S. Silvestro 2015: nei dintorni della cattedrale si svolge una «[…] caccia alla donna attuata da un migliaio di giovani musulmani,

L'uomo e la Verità

L'ateismo, l'agnosticismo, lo scetticismo e il culto del dubbio non significano una posizione intellettuale, perché dovunque è un'ombra deve esserci una luce, e la negazione non esisterebbe se non ci fosse nulla da negare. Tali atteggiamenti significano invece una posizione morale nella quale l'uomo cerca di rendersi invulnerabile nei confronti della Verità Divina negandone l'esistenza e voltandole le spalle, come fece Pilato. Non sono i dubbi che generano la nostra cattiva condotta: è la nostra cattiva condotta che genera i dubbi. Gesù Nostro Signore è stato estremamente preciso su questo punto: "Chi fa il male odia la Luce e alla Luce non si accosta, affinché non siano discusse le sue opere. Invece, chi opera la verità si accosta alla Luce, affinché si rendano manifeste le opere sue che sono fatte secondo Dio" (Giovanni,3-20,21)...
Un Cattolico rinnegato che dice: "Non posso più credere nel Sacramento della Confessione" in effetti dovrebbe dire: "Sto conducendo una vita malvagia, e mi rifiuto di abbandonare le mie abitudini peccaminose per fare la pace con Dio"...
Il sole di Dio splende al di fuori delle nostre finestre; ma che vantaggio può mai venirci dal discutere sulla sua bellezza se non siamo disposti a pulire le finestre della nostra condotta per poterlo scorgere?
Tre sono le specie di sudiciume che l'abitudine può accumulare sulle finestre dell'anima per impedire l'accesso alla Grazia di Dio: il sudiciume dei sensi, ossia lo sregolato amore dei piaceri della carne, il sudiciume del danaro, ossia l'insaziabile sete di ricchezza; il sudiciume egocentrico, ossia l'egoismo e la vanità. Per poco che ripuliamo le finestre dell'anima, ci avviciniamo a Dio. "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio"...
La resa dell'Ego alla Verità è un preludio all'ingresso nella gioia del Signore. (Beato Fulton J. Sheen, da "La Felicità del Cuore".)

sabato 27 luglio 2019

Cardinale Gerhard Müller: Sul Processo Sinodale in Germania e il Sinodo per l’Amazzonia

Pubblichiamo nella traduzione di Corrispondenza  romana approvata dal Cardinale Gerhard Müller, una sua dichiarazione che appare contemporaneamente in lingua inglese su LifeSiteNews, in lingua tedesca su Die Tagespost e in lingua spagnola su InfoVaticana. Qui indice precedenti.
Vedi nostra nota sulla precedente relazione dello stesso Cardinale [qui]

Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente” (Rom. 12:2)
Sul Processo Sinodale in Germania e il Sinodo per l’Amazzonia
Card. Gerhard Müller

1. La secolarizzazione della Chiesa è la causa della crisi e non il suo rimedio

Colui che crede che “Cristo abbia amato la Chiesa e abbia dato Sé stesso per lei, affinché potesse santificarla” (Ef 5, 25), non può non essere scosso dalle ultime notizie provenienti dalla Germania, e cioè che nel 2018 oltre 216.000 Cattolici hanno lasciato la loro casa spirituale abbandonando esplicitamente la Chiesa, voltando bruscamente le spalle alla madre nella Fede. Può darsi che i motivi delle singole persone membra del Corpo ecclesiale di Cristo in virtù del loro Battesimo siano svariati come diversi sono semplicemente gli esseri umani tra di loro. È chiaro, tuttavia, che la maggior parte di loro lascia la Chiesa con lo stesso spirito con cui si annulla l’appartenenza a un’organizzazione secolare; o quando ci si dissocia dal proprio partito politico di sempre, dal quale ci si è allontanati o da cui si è profondamente delusi. Non sono nemmeno consapevoli – o non è mai stato detto loro – che la Chiesa, sebbene composta da uomini imperfetti fino ai suoi massimi rappresentanti, è, nella sua essenza e nel suo mandato, un’istituzione divina. Perché Cristo ha fondato la sua Chiesa come Sacramento per la salvezza del mondo, come “segno e strumento sia di un’unione molto stretta con Dio sia dell’unità dell’intera razza umana” (Lumen Gentium 1)

Emilia Romagna: passa la legge eterofoba e anti-famiglia

Stanotte alle 3:30 è passata in Emilia Romagna la legge vergognosa che introduce il principio della omotransnegatività con l'approvazione di PD, 5stelle e gruppo misto. È la prova evidente, qualora ce ne fosse bisogno, della matrice ideologica dei fatti di Bibbiano. Abbiamo perso una battaglia ma continueremo a combattere la guerra. Ma mi chiedo: su una materia così delicata e importante, può intervenire una legge regionale? Non dovrebbe essere coinvolto tutto il Parlamento? Ma, in definitiva, è già ignominioso discuterne sulla base di uno pseudo-principio....
Leggo su bolognatoday:
I consiglieri di Fratelli d'Italia "hanno sottoscritto oltre 1.500 dei 1.700 emendamenti presentati, l'Assemblea Legislativa dell'Emilia Romagna non ha ancora approvato la proposta di legge sulla omotransnegatività, una sorta di summa ideologico della sinistra di alcun valore giuridico". Scrive in una nota il deputato emiliano-romagnolo Tommaso Foti, vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati. "FdI – aggiunge Foti - ha mantenuto la promessa di dare battaglia, fino in fondo, ad una proposta di legge che con l'introduzione del principio della omotransnegatività equipara ad un reato la semplice affermazione secondo cui la pratica dell'utero in affitto è aberrante, o le coppie omosessuali sono, per loro natura sterili". "Una battaglia che, dopo tante ore, solo con il ricorso al contingentamento dei tempi di discussione, la sinistra potrà ostacolare, ma che resta una battaglia di civiltà giuridica di difesa dei principi non negoziabili di libertà di espressione, prima che politica". La "decisa opposizione alla proposta di legge delle forze di centrodestra - conclude il deputato di FdI - meritoriamente guidata dai consiglieri regionali di Fratelli d'Italia, conferma che è attorno ai valori che si costruire l'alternativa alla sinistra e al suo sistema di potere. Con la stessa compattezza di questi giorni il centrodestra può e deve cambiare, nei prossimi mesi, il colore della rossa Emilia-Romagna: ciò che fino a qualche anno fa sembrava impossibile, a breve sarà realtà".

L’Instrumentum laboris del sinodo amazzonico è eretico e invita all’apostasia. Ecco le prove

Sull’Instrumentum laboris del prossimo sinodo amazzonico riprendiamo un ampio intervento, pubblicato da Duc in altumdi José Antonio Ureta che, partendo dalle prese di posizione dei cardinali Müller [qui] e Brandmüller [qui] riassume e illustra tutti i motivi per cui, nel caso del testo che prepara l’assemblea sinodale, si può dire senza tema di smentita che siamo di fronte a un caso gravissimo di documento sostanzialmente eretico che invita all’apostasia. Qui indice precedenti.

"...trasformare il Corpo mistico di Cristo in una volgare ONG eco-comunista...
In un’intervista di ampio respiro concessa al giornalista Edward Pentin, corrispondente a Roma per il National Catholic Register, il cardinale Gerhard Müller ha commentato che nell’Instrumentum laboris del prossimo Sinodo speciale sull’Amazzonia “non tutte le idee concordano con gli elementi di base della teologia cattolica, soprattutto la concezione della religione”.
Nella sua significativa dichiarazione del 27 giugno, pubblicata da kath.net, il cardinale Walter Brandmüller è stato più esplicito accusando l’Instrumentum laboris del Sinodo speciale nientemeno che di eresia e di invitare all’apostasia. Secondo il prelato tedesco, il documento invita i partecipanti sinodali a elevare un inno di adorazione alla natura, cosa che un tempo entusiasmava i giovani nazionalsocialisti, e ad elogiare le religioni feticiste e i rituali di guarigione come modelli di relazione con il cosmo e il divino per terminare con la canonizzazione dell’abolizione del celibato e introdurre l’ordinazione femminile. In breve, per trasformare il Corpo mistico di Cristo in una volgare ONG eco-comunista.
La parte sotto accusa ha accolto questa vigorosa denuncia con un silenzio assordante. Come avrebbe detto Thomas More, Qui tacet consentit, “Chi tace acconsente”.
Il dilemma per chi ha scritto l’Instrumentum laboris sta nel fatto che non può né negare né contestare l’accusa del cardinale Brandmuller. La sinossi che segue lo dimostra.

venerdì 26 luglio 2019

I Vescovi cattolici di Terra Santa denunciano le violenze ebraiche (impunite) verso i Cristiani

Rappresentanti cristiani avanti al Santo Sepolcro per
protesta contro il congelamento dei beni ecclesiastici
L’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa ha denunciato i recenti atti intimidatori perpetrati nei confronti delle comunità cristiane locali da parte di gruppi estremisti ebraici, considerati vicini al movimento dei coloni.
La mattina di venerdì 19 luglio, a Jish, in Galilea, ignoti assalitori hanno danneggiato auto e scritto sui muri slogan in ebraico offensivi nei confronti dei cristiani. La settimana precedente, venerdì 12 luglio, i partecipanti a una festa parrocchiale organizzata presso la chiesa di San Giacomo a Beit Hanina, sobborgo di Gerusalemme est, sono stati raggiunti dal lancio di pomodori e altri oggetti scagliati da provocatori residenti presso il vicino insediamento ebraico di Naveh Yaacov.
Almeno nel primo caso, l’atto intimidatorio è attribuibile ai gruppi che negli ultimi anni hanno colpito in vari modi moschee o luoghi cristiani (Tabgha, Beit Jamal, Latrun, la Dormizione, ecc.), siglando i propri atti violenti e le proprie profanazioni con la formula “Price Tag” (il prezzo da pagare).  I Vescovi ordinari cattolici di Terra Santa hanno diffuso venerdì 19 luglio una dichiarazione in cui, tra le altre cose, esprimono amarezza e dispiacere per il ripetersi di atti criminali che non vengono perseguiti, nonostante le numerose denunce effettuate.
Gli attacchi e le profanazioni a danno di monasteri, chiese e cimiteri cristiani perpetrati da gruppi estremisti identificati con lo slogan “Price Tag” sono iniziati nel febbraio 2012. Da allora, militanti oltranzisti di gruppi vicini al movimento dei coloni hanno portato attacchi anche contro moschee frequentate dagli arabi palestinesi di religione islamica.
I crimini commessi da “Price tag” esprimono l’odio razziale della destra ebraica ultranazionalista, e rimangono sovente impuniti.
Nel maggio 2016, come riferito dall’Agenzia Fides (vedi Fides 24/5/2016), anche l’associazione dei Rabbini per i diritti umani, con base in Israele, aveva lanciato una campagna volta a sensibilizzare le forze politiche israeliane intorno alla emergenza rappresentata dagli attacchi contro obiettivi religiosi cristiani e musulmani compiuti dalle bande estremiste. (GV) (Agenzia Fides 22/7/2019)
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Nota di Chiesa e post-concilio
1. Esiste un Accordo fondamentale tra Santa Sede e lo Stato d'Israele, con l'intento di di studiare e definire insieme i punti di comune interesse, e nella prospettiva di una normalizzazione delle loro relazioni; ma la situazione è sempre stata controversa [vedi - qui una panoramica - non aggiornata ma significativa - sui cristiani in Israele]

Agli illustri assassini della nostra santa Liturgia

Quello che segue è uno scritto di mons. Domenico Celada tratto da “Vigilia Romana” Anno III, N. 11, Novembre 1971. Lo riprendiamo perché si tratta di un documento che profetizzava ciò che è effettivamente accaduto nella Chiesa;  ancora oggi è attualissimo visto il degrado liturgico che con il Novus Ordo, imposto da Paolo VI, si è perpetrato e continua drammaticamente a perpetrarsi in questi nostri tempi di profonda crisi nella Chiesa cattolica, con i rischi di ulteriori scempi e contaminazioni. La Lettera aperta di mons. Celada smascherava (e smaschera) lo spirito che animava (e tuttora anima) i sabotatori della Messa cattolica. Vi rimando, per ulteriori spunti, a questo mio intervento e relative citazioni
Aggiungo il link al Discorso di Pio XII in occasione del convegno di “liturgia pastorale” (citato nel testo) nel quale il Santo Padre, oltre a dare una magistrale interpretazione alla disciplina della Sacra Liturgia con ampi riferimenti alle principali fonti antiche e recenti, compresa la Mediator Dei, usa parole durissime contro le distorsioni dei teologi del tempo (poi confluite nei documenti conciliari che ne hanno permesso la nefasta attuazione di cui stiamo soffrendo le conseguenze), affrontando i punti più importanti dibattuti in materia liturgico-dogmatica. Un discorso che acquista una duplice rilevanza, sia come lectio impareggiabile proprio in ragione del nostro impegno per il ripareggiamento della Verità, che per il fatto che purtroppo risulta non abbastanza noto, visto che sul sito del Vaticano c'è solo il testo originale in francese; e dunque quello che segue lo mettiamo a disposizione grazie al solerte impegno del nostro traduttore.

Agli illustri assassini della nostra santa Liturgia

"È da tempo che desideravo scrivervi, illustri assassini della nostra santa Liturgia. Non già perch’io speri che le mie parole possano avere un qualche effetto su di voi, da troppo tempo caduti negli artigli di Satana e divenuti suoi obbedientissimi servi, ma affinché tutti coloro che soffrono per gli innumerevoli delitti da voi commessi possano ritrovare la loro voce.

Venerdì 26 luglio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Preziosissimo Sangue (cui questo mese è dedicato), che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
 Dal trattato «Sui misteri»
di Sant'Ambrogio, vescovo

giovedì 25 luglio 2019

Visita a sorpresa di Ratzinger ai Castelli: passeggiata "blindata" e cena nella mensa della curia

Visita a sorpresa del Papa emerito Joseph Ratzinger ai Castelli Romani dopo diverso tempo che non veniva. Il percorso fatto da Benedetto XVI a bordo di una Mercedes nera Gl, con vetri oscurati è stato : prima tappa alle Ville Pontificie di Castelgandolfo, dalle 17 alle 18.30 con un saluto al personale e passeggiata lungo i vialetti come quando era Papa e passava gran parte dell'estate ai Castelli Romani.
Poi si è diretto a Rocca di Papa, presso il santuario della Madonna del Tufo, per una preghiera e un saluto al parroco e infine a Frascati presso il palazzo vescovile accolto dal vescovo monsignor Raffaello Martinelli, per una visita privata, blindata da un folto cordone di guardie del corpo della gendarmeria e dell'ispettorato Vaticano e una cena leggera nella mensa della Curia a base di pesce fresco.
Sul posto a vigilare per la sicurezza del Papa emerito anche personale del commissariato di polizia di Albano e Frascati. Ad accompagnare Benedetto XVI il suo fidato segretario monsignor Georg, con al seguito anche una sedia a rotelle, che spesso il Papa emerito usa, visto la sua veneranda età e la non più buona condizione di salute. - Fonte

Discorso di Pio XII in occasione del Congresso Internazionale di “liturgia pastorale” del 1956

Dissotterriamo i tesori della nostra tradizione
Pubblichiamo di seguito il discorso di Pio XII in occasione del Congresso Internazionale di “liturgia pastorale” del 1956, nel quale il Santo Padre, oltre a dare una magistrale interpretazione alla disciplina della Sacra Liturgia con ampi riferimenti alle principali fonti antiche e recenti, compresa la Mediator Dei, usa parole durissime contro le distorsioni dei teologi del tempo (poi confluite nei documenti conciliari che ne hanno permesso la nefasta attuazione di cui stiamo soffrendo le conseguenze), affrontando i punti più importanti dibattuti in materia liturgico-dogmatica. Un discorso che acquista una duplice rilevanza, sia come lectio impareggiabile proprio in ragione del nostro impegno per il ripareggiamento della Verità, che per il fatto che purtroppo risulta non abbastanza noto, visto che sul sito del Vaticano c'è solo il testo originale in francese [qui]; e dunque il testo che segue lo mettiamo a disposizione grazie al solerte impegno del nostro traduttore.

DISCORSO DI PAPA PIO XII
AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE
DI LITURGIA PASTORALE*
Sala delle Benedizioni – Sabato 22 settembre 1956

Ci avete chiesto di rivolgervi la parola per la chiusura del Congresso Internazionale di Liturgia Pastorale che si è appena svolto ad Assisi. Accogliamo la vostra richiesta di tutto cuore e vi diamo il Nostro benvenuto.

Se si paragona la situazione attuale del movimento liturgico con quella che vigeva trent’anni fa, si può constatare un progresso innegabile, tanto nella sua estensione quanto nella sua profondità. L’interesse nei confronti della liturgia, le attività pratiche e la partecipazione attiva dei fedeli hanno assunto uno sviluppo che all’inizio era impossibile prevedere. L’impulso principale – tanto in materia dottrinale come nelle applicazioni pratiche – proviene dalla Gerarchia e, in particolare, dal Nostro santo Predecessore Pio X, il quale, con il suo Motu Proprio “Abhinc duos annos” del 23 ottobre 1913 (Acta Ap. Sedis, a. 5, 1913, pag. 449-451) ha infuso al movimento liturgico uno slancio decisivo. Il popolo dei credenti ha accolto queste direttive con riconoscenza e si è dimostrato pronto a rispondervi; i liturgisti si sono messi al lavoro con zelo, e subito sono nate iniziative interessanti e feconde, anche se a volte alcune deviazioni hanno richiesto correzioni da parte dell’Autorità ecclesiastica. Basti ricordare tre tra i numerosi documenti pubblicati recentemente su questo tema: l’Enciclica “Mediator Dei”, “De sacra liturgia” del 20 novembre 1947 (Acta Ap. Sedis, a. 39, 1947, pag. 522-595); la nuova disposizione della Settimana Santa, pubblicata il 16 novembre 1955 (Acta Ap. Sedis, a. 47, M55, pag. 838-847), che ha aiutato a comprendere meglio e a partecipare di più all’amore, alle sofferenze e alla glorificazione di Nostro Signore; e infine l’Enciclica “De musica sacra” del 25 dicembre 1955 (Acta Ap. Sedis, a. 48, 1956, pag. 5-25). Così, il movimento liturgico è apparso un segno delle disposizioni provvidenziali di Dio per il tempo presente, un passaggio dello Spirito Santo all’interno della Sua Chiesa per avvicinare di più gli uomini ai misteri della fede e alle ricchezze della grazia, che emanano dalla partecipazione attiva dei fedeli alla vita liturgica.

Il Congresso che si sta concludendo aveva appunto l’obiettivo di mostrare l’inestimabile valore della liturgia per la santificazione delle anime e quindi per l’azione pastorale della Chiesa. Voi avete studiato come questo aspetto della liturgia si è manifestato nel corso della storia e come continua attualmente a operare; avete esaminato anche come è fondato sulla natura delle cose, vale a dire come emana dagli elementi costitutivi della liturgia. Il vostro Congresso ha implicato quindi uno studio dello sviluppo storico, riflessioni sulla situazione attuale e un esame degli obiettivi da raggiungere in futuro e dei mezzi necessari per arrivarvi. Dopo aver preso attentamente in considerazione il vostro programma di lavoro, formuliamo i Nostri auspici affinché questo nuovo seme, unito a quello del passato, produca ricche messi in beneficio degli individui e di tutta la Chiesa.

martedì 23 luglio 2019

Ultima intervista card Sarah. Perplessità...

Il cardinal Sarah, che in molte occasioni non ha esitato a parlare forte e chiaro, anche lui dice e non dice! Anche lui che poteva essere ritenuto uno dei principali baluardi di resistenza al nuovo corso Bergogliano! Leggiamo in un recente articolo:
Il cardinale svolge la sua missione in Vaticano dal 2001. Ha collaborato con Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e adesso con Papa Francesco del quale si rammarica essere presentato come un avversario.
“Io sono tranquillo perché sono molto fedele al Papa. Nessuno può citare una parola, una frase, un gesto con cui mi oppongo al Papa. È ridicolo, è ridicolo. Sono al servizio della Chiesa, del Santo Padre, di Dio. Basta”.
“La gente scrive cose per opporsi a noi, contro il Santo Padre, contro vescovi e cardinali. È ridicolo. Non dobbiamo cadere in questa trappola. Dobbiamo continuare ad insegnare. Non mi interessa quello che dicono”. [vedi]
Cito: Eminenza Sarah,
il 18 marzo scorso – riporto i virgolettati – lei affermava che “la Chiesa è diventata un covo di tenebre". Aggiungeva che “La Chiesa muore perché i pastori hanno paura di parlare con tutta la verità e la chiarezza.”; e ancora: “I teologi e anche i sacerdoti si divertono a decostruire i dogmi, svuotandoli del loro significato profondo. Il relativismo è la maschera di Giuda travestita da intellettuale” [quivedi anche]. Mi fermo qui. Potrei continuare fino a riempire una pagina intera e a stancare i miei venticinque lettori. Che comunque possono consultare, se non l’hanno già fatto, i suoi ultimi volumi [vedi]: "La forza del silenzio", "Dio o niente" e “La sera si avvicina e il giorno sta già calando”, che ho scorso nell'edizione francese, giacché l’opera non è ancora disponibile in Italia. Diamine: tutto quanto ha scritto è un consapevole controcanto alla deriva della chiesa di Bergoglio. 
Punto per punto: il rifiuto di ogni relativismo etico mascherato da “discernimento”, la difesa della famiglia naturale, il tema dei sacramenti a chi non è in grazia di Dio, la priorità alla difesa della vita rispetto a quella – pagana - della natura. 
Persino la sottolineatura che gli africani - lei viene dal quel continente, lo conosce e dunque non ne propone un' immagine ideologica da centro sociale - vanno aiutati in Africa. 
E ora lei se ne esce, in un’intervista del mese scorso ma che solo ora mi è capitato d leggere, con questa frase: “Non mi sono mai espresso contro papa Francesco". Ora: questa è ipocrisia davvero gesuitica, è cerchiobottismo furbastro.
Certo: lei non ha mai DIRETTAMENTE accusato Bergoglio di alcunché. Ma tutta la sua opera di vescovo e di studioso non è per sbaglio sembrata ma È STATA ED È del tutto alternativa a quanto Bergoglio scrive e soprattutto dice, quando parla a braccio e si rivela per quel che è. Eminenza, sia all’altezza delle sue idee. 
Di che cosa ha paura? Di mettere a rischio la sua posizione in Vaticano? Sarebbe da miserabile. E lei non è un miserabile. Teme forse che le cose precipitino fino allo scisma? Ma, sebbene non formalmente, lo scisma è già in atto, eminenza. I fedeli sono divisi, radicalmente divisi. E aggiungo che è bene che sia così, perché tanti tra loro, specchiandosi nell’orrore del bergoglismo, han ritrovata la Fede. Quella vera, forte, che non si "apre" al mondo ma che converte il mondo. 
E dunque basta con questo dire e disdire. Lei, Burke e Müller sembrate tre gamberi – rossi naturalmente – che fanno un passo avanti e tre indietro. O tre “milites gloriosi” che minacciano sfracelli e poi fuggono non appena all'orizzonte compare una papalina bianca. Anche se sotto quella papalina non c’è nessuno. (Biagio Buonomo su Fb)

Conclusioni mie:
Purtroppo devo convenire... Il problema è che questi pastori, che peraltro riaffermano puntualmente e costantemente le Verità cattoliche, non sono ancora arrivati a riconoscere chiaramente e ufficialmente le radici delle distorsioni, fino alla rivoluzione attuale, attribuibili ad alcuni 'bachi', contenuti nei documenti conciliari, perfettamente individuati ed ripetutamente illustrati con tutte le motivazioni del caso. Ma gli studiosi che lo hanno fatto e lo fanno sono sottoposti ad una inesorabile "damnatio memoriae".
È in queste fessure diventate oggi voragini che sono confluite e grazie ad esse applicate nella 'pastorale' le innovazioni della "nouvelles théologie" che incombevano da decenni e oltre. L'applicazione è stata attuata con la finzione di una proclamata ma non provata 'continuità' (peraltro storicisticamente basata sul soggetto Chiesa anzichè sull'oggetto rivelazione). Finzione che ignora anche che la pastorale non può non sottendere una dottrina, sia pure implicita. In conclusione, se non si riconoscono le radici del problema, come e quando si troverà la soluzione?

lunedì 22 luglio 2019

27 luglio - Processione di riparazione a Rimini. Comunicato

Vedi precedenti: Importanza della pubblica riparazione (qui); replica al quotidiano dei vescovi (qui); riparazione non è provocazione (qui) e neppure presunzione (qui).

Mons. Athanasius Schneider benedice la Processione di riparazione al “Summer Pride” di Rimini. 
clicca sull'immagine per ingrandire
Sabato 27 luglio 2019 avrà luogo a Rimini una manifestazione denominata “Summer Pride” volta a celebrare una serie di comportamenti in sé gravemente disordinati e moralmente riprovevoli, in particolare l’omosessualità.
Questa manifestazione, come altre simili, si svolgerà con il colpevole patrocinio di istituzioni e autorità pubbliche e per più motivi offende chiunque abbia conservato un retto sentire e il semplice buon senso:
  • Difende comportamenti gravemente immorali come legittimi
  • Contribuisce a far percepire come normale e lecito ciò che è gravemente peccaminoso
  • Dà scandalo pubblico incoraggiando oggettivamente al male coloro che assisteranno alla manifestazione
  • Offende sfacciatamente la religione cristiana che ha radici millenarie nella città di Rimini
  • Non può non contribuire al degrado morale della città in cui si svolgerà.
Una simile iniziativa offende dunque Dio molto più di un comportamento gravemente immorale compiuto privatamente,proprio per il suo carattere pubblico e, per così dire ufficiale, gridando vendetta al cospetto di Dio e attirando nel modo più tragico i castighi  divini sulla nostra povera città.  
Il Comitato Beata Chiara da Rimini ricorda infatti a tutti che la legge di natura, scolpita nel cuore di ogni uomo, ed il costante insegnamento della Chiesa, vietano ogni atto sessuale al di fuori del legittimo matrimonio;  definiscono come matrimonio solo l’unione fra l’uomo e la donna pienamente aperta alla procreazione; vietano severamente ogni atto contro natura e, in particolare, la sodomia.
Stante la gravità dunque del suddetto “Summer Pride” si invita tutta la cittadinanza a partecipare alla processione che si svolgerà alle ore 10.30 del giorno 27 luglio da piazza Mazzini a piazza Ferrari per riparare l’offesa Maestà Divina, implorare da Dio la conversione di tutti gli sventurati che parteciperanno alla malaugurata iniziativa ed il pieno ristabilimento a Rimini della fede cattolica e della Regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. ( Comitato “Beata Chiara da Rimini”)

Ideologiche grida ed ecclesiastici silenzi. Sugli orrori di Bibbiano tutto si tiene

Per continuare a parlarne con cognizione di causa. La famiglia naturale è il nucleo che racchiude la storia, le tradizioni, l'identità e la lingua di un Paese. È l'architrave fondamentale dello Stato-nazione. È per questo che i globalisti - e la sinistra con loro - vogliono cancellarla. È per questo che i patrioti devono difenderla con tutte le loro forze.

Lasciamo da parte per un momento l’aspetto del tornaconto economico, cioè l’enorme giro di denaro alimentato in Val d’Enza dal mercato di minori e dallo scandalo degli affidi pilotati a beneficio degli amici, degli amanti e degli amici degli amanti. Probabilmente la gran quantità di cointeressati che, chi più chi meno, lucrava dal regime di una macchina così ben oliata in tutte le sue componenti è stata, di fatto, uno dei fattori estrinseci capaci di tenere incollati insieme, a lungo, i pezzi di un mosaico tanto abominevole e di una tresca tanto infame. Vien male a pensarlo, ma evidentemente in molti, pur di spigolare qualche briciola dell’indotto, erano pronti a tacere o sorvolare persino sull’abisso di sofferenza gratuita procurata a famiglie vulnerabili, inermi e incolpevoli. E a bambini indifesi. Se costoro possano dirsi uomini, ognuno può valutarlo da sé. I soldi si sa che c’entrano sempre, in ogni catena di malaffare. Ma la vera cifra della vicenda reggiana, come risulta dagli stessi rapporti degli inquirenti, è la connotazione ideologica dell’impianto criminoso, sviluppato intorno a un nucleo propulsore ben definito, ammesso che lo si voglia vedere.

domenica 21 luglio 2019

Ha il velo l'Africa che sfida il business dell'immigrazione

Non sono bianche, né ricche, né tedesche; ma nere, povere e nigeriane. Sono le suorine del Sacro Cuore di Gesù e percorrono in lungo e in largo l'arcidiocesi di Benin City per sensibilizzare la popolazione locale sui rischi dell'emigrazione illegale. È un volto poco conosciuto della Chiesa e delle attività di volontariato d'ispirazione cattolica presenti in Africa, ma che merita di essere raccontato in quanto onora tra mille difficoltà il sacro principio di salvare vite umane. Le suore mettono a conoscenza le loro connazionali e i loro connazionali dell'incubo che si cela dietro alla promessa alettante di un buon lavoro in Europa: la schiavitù sessuale e l'espianto di organi a cui molto spesso le vittime sono condannate tramite minacce di ritorsioni sui familiari o di far ricorso ai riti voodoo. Alle persone che incontrano durante questa loro attività, le sorelle del Sacro Cuore di Gesù non si limitano a parlare di questi pericoli, ma offrono anche un'alternativa grazie ad un centro formativo da loro gestito nella regione che prepara i giovani non scolarizzati ad acquisire le competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro. All'interno della struttura, la Congregazione cura programmi in cui si insegna a cucire (anche abiti tradizionali africani), a cucinare e a realizzare grafici, oltre a prevedere borse di studio per i più indigenti e a fornire servizi di microcredito a madri sole e a vedove. La Congregazione si preoccupa, poi, di agevolare il reinserimento in società delle vittime della tratta che decidono di tornare a casa. Un percorso complesso, da affrontare superando giudizi e pregiudizi e che spesso richiede un passaggio intermedio in edifici 'protetti'. Uno di questi a Benin City è gestito dal Comitato per il sostegno della dignità delle donne (COSUDOW) coordinato da suor Emeneha, delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, un altro ordine impegnato sul territorio nella campagna di sensibilizzazione contro la tratta.

Signore, dacci un papa! / 2 - don Elia

Chi vuole insegnare bene, occorre che metta mano a cose forti. […] Alcuni sono pieni di parole, ma hanno poche azioni (san Bonaventura da Bagnoregio, De septem donis Spiritus Sancti, 5, 13).

Chiedere a Dio di porre fine a un pontificato e di donare alla Chiesa un nuovo papa non è affatto un’espressione di imprudenza, di superbia o di temerarietà. Per chi legga attentamente, la proposta è di offrire preghiere e penitenze «secondo le intenzioni del Cuore Immacolato di Maria, fra le quali c’è sicuramente la riforma e purificazione della Chiesa e, a tal fine, l’elezione di un nuovo Pastore universale che eserciti degnamente il suo mandato». Nessuno si sogna di impartire ordini a Dio né di forzarne la volontà santissima: proprio per non errare, affidiamo tutto alla nostra Mediatrice presso il Redentore, la quale, conoscendo meglio di chiunque altri i Suoi piani e desideri, Gli offrirà ogni nostra supplica e sacrificio per il motivo più opportuno, purificandoli e perfezionandoli come Lei sola sa fare, così da renderli accetti alla Maestà divina. Tuttavia non possiamo certo dubitare che, conformemente al volere del Figlio, anch’Ella voglia che la Chiesa militante esca dalla spaventosa crisi in cui è precipitata, si rinnovi profondamente e torni a splendere di luce celeste sia per il bene dei suoi membri che per la conversione degli infedeli.

sabato 20 luglio 2019

Mons. Schneider risponde al vescovo Kräutler e all’Instrumentum Laboris sul Sinodo dell’Amazzonia

Dichiarazione pubblicata il 17 luglio sul sito di notizie austriaco Kath.net e diffusa in varie lingue, in cui mons. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare di Santa Maria in Astana, risponde al vescovo Erwin Kräutler e critica con forza l’Instrumentum laboris sul Sinodo dell’Amazzonia. Potete consultare qui l'ndice dei precedenti.

Nella sua intervista del 14 luglio all’ORF [emittente nazionale austriaca di servizio pubblico], il vescovo Erwin Kräutler ha sostenuto essere “quasi uno scandalo” il fatto che in molte parrocchie dell’Amazzonia la Santa Eucaristia venga celebrata di rado. Questo modo di parlare in sé è oscuro e decisamente tendenzioso. Nessuno ha diritto alla Santa Eucaristia. Il Sacramento dell’Eucaristia è il dono più alto di Dio. Si può parlare invece di uno scandalo quando nelle parrocchie cattoliche la Fede è negata e non praticata, quando Dio viene insultato attraverso il disprezzo dei suoi comandamenti, i gravi peccati contro la carità, l’idolatria, lo sciamanesimo e così via. Si potrebbe parlare di uno scandalo in una parrocchia cattolica quando le persone non pregano abbastanza. Questo sì sarebbe un vero scandalo.

I cattolici, il suicidio assistito e l’Ordinanza della Corte costituzionale - Silvio Brachetta.

Silvio Brachetta interviene con questo suo articolo nel dibattito su cosa fare dopo la ormai famosa Ordinanza 207/2018 della Corte costituzionale. L’Osservatorio Cardinale Van Thuân aveva pubblicato un Comunicato nel quale si sosteneva che ottemperare alle richieste della Consulta, finalizzate all’inserimento nel nostro ordinamento del suicidio assistito e quindi di una estensione dell’eutanasia già prevista dalla cosiddetta legge sulle DAT, accettando la revisione dell’articolo 580 del codice panale mediante una revisione delle pene per i familiari coinvolti, non avrebbe impedito una nuova legge sul suicidio assistito mentre avrebbe alimentato la percezione di una partecipazione cattolica alla sua elaborazione facendola passare per una legge anche “dei cattolici”. La proposta dell’Osservatorio era invece di iniziare una vera e propria battaglia per il mantenimento dell’articolo 580 del codice penale e per l’abolizione della legge eutanasica sulle DAT.
Importanti chiarimenti sono stati forniti da Tommaso Scandroglio in due articoli apparsi su La Nuova Bussola Quotidiana, da un Comunicato del Comitato Verità e Vita e da un articolo di Marco Ferraresi, presidente dei Giuristi Cattolici di Pavia, pubblicato (qui ).

I cattolici, il suicidio assistito e l’Ordinanza della Corte costituzionale

Assuntina Morresi, su Tempi, critica le posizioni dell’Osservatorio Van Thuân – espresse da Stefano Fontana – circa la necessità di non scendere a compromessi sull’eutanasia. Il compromesso in questione – che un gruppo di parlamentari cattolici ha richiesto alla Conferenza episcopale italiana di sostenere – prevede, tra l’altro, l’attenuazione delle pene regolate dall’articolo 580 del Codice penale, nella speranza di mantenerlo in essere. Se, infatti, l’articolo 580 non sarà abrogato, costituirà almeno un argine all’eutanasia, che potrebbe essere introdotta da future legislazioni in materia.

venerdì 19 luglio 2019

Islam: un problema politico. Magistrale articolo dell’islamologa francese M-T. Urvoy

Nel blog, usando il motore di ricerca interno. potete trovare molti precedenti sull'argomento. Sto preparando anche questo indice...

« Nel Corano ritroviamo questo primo uso del verbo âmana nel senso di “fidarsi gli uni degli altri”. Vi si dice infatti che il profeta «si fida dei muʼminûn », mentre non «si fiderà per niente» di quanti si tirano indietro e trovano delle scuse per non impegnare i loro beni e le loro persone nella lotta sulla strada di Allah (IX, 41, 44, 73 et 81).
Gli affidati «sono una umma unica, ad esclusione degli altri uomini», dice l’incipit della Carta. Nel grande dizionario classico Lisân al-ʽarab, umma questa parola significa prima di tutto gruppo, o raggruppamento umano in senso neutro. Qui, essa non designa un raggruppamento etnico o tribale, ma nel contesto dell’Arabia di allora indica la federazione dei Qurayshiti della Mecca, giunti a Medina con il profeta, e i vari clan e tribù della zona di Medina. Questa confederazione è di natura politica, unita dall’adesione al profeta di Allah. Essa si caratterizza per il fatto di essere esclusiva. La finalità di questa organizzazione è di garantire l’efficacia del comune sforzo guerriero. Ciò è espresso fin dall’inizio della Carta con la parola jihâd, che verrà più tardi precisata con l’espressione “il combattimento sulla strada di Allah”.

Venerdì 19 luglio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Preziosissimo Sangue (cui questo mese è dedicato), che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.

giovedì 18 luglio 2019

Francia, quadruplicati gli attacchi alle chiese

Precedenti sulle profanazioni in Francia: qui - (Notre Dame qui -quiqui - qui) - qui - qui - qui.

"Questi non sono atti isolati. Testimoniano di un clima in Francia profondamente anti-cristiano". Cattolici preoccupati per l’enorme diffusione della cristianofobia
Cristianofobia in aumento nella Francia di Emmanuel Macron che pretende di dare lezioni di civiltà all’Italia.
Vandalismi, furti, incendi dolosi, profanazioni e attacchi di vario genere, sono sempre più frequenti nelle chiese d'Oltralpe, quegli stessi meravigliosi edifici che gli italiani amanti del ciclismo vedono sovente, in questi giorni, attraverso le riprese televisive delle varie tappe del Tour de France.
I media francesi, "finalmente" secondo i cattolici, stanno cominciando ad aprire dibattiti sulle cause di questi attacchi, cercando di capire chi possano essere gli autori e quali siano le comunità cattoliche maggiormente prese di mira. Si cerca di capire, inoltre, cosa rappresenti questa ondata di cristianofobia sulla cultura francese e sul cristianesimo locale.

Caro padre Martin, ecco perché è giusto chiamare “intrinsecamente disordinata” la mia attrazione per lo stesso sesso

Niente è più efficace di una testimonianza diretta. Nella nostra traduzione da Lifesitenews la testimonianza di un cattolico, che prova attrazione per lo stesso sesso, guarito da un abbraccio che non risparmia la verità, sui “sermoni” pro LGBT di padre James Martin. [vedi di chi si tratta qui - quiqui - qui]

Come uomo cattolico ravveduto dall’attrazione per lo stesso sesso, vorrei commentare l’influenza persuasiva del libro, “Building a Bridge” (“Costruire un ponte”), del padre pro-LGBT James Martin, e l’attuale desiderio eccessivo della gerarchia ecclesiastica di ricondurre nel gregge chiunque sia attivamente coinvolto nello stile di vita LGBT senza chiedergli di lasciarselo alle spalle.
Nella maggior parte della mia vita adulta ho lottato con la mia condizione e con la mia identità. Da quando, 35 anni fa, sono diventato cattolico, mentre cercavo di conciliare le mie inclinazioni con gli insegnamenti di Cristo, la lotta si è intensificata. In tutto questo tempo, non sono mai stato accolto con giudizi o severità opprimente, né ho subito una crudele emarginazione da parte dei sacerdoti cattolici: solo compassione e consigli premurosi e utili. La Chiesa non ha nulla di cui scusarsi, non nei miei libri comunque.

mercoledì 17 luglio 2019

Un discorso inusuale dalle nostre parti!

“Molti Paesi euro-atlantici stanno negando le loro radici, tra cui i valori cristiani che sono alla base della civiltà occidentale. Stanno negando i principi morali e la propria identità: nazionale, culturale, religiosa e perfino sessuale. Mettono in vigore politiche che pongono allo stesso livello delle numerose famiglie tradizionali, le famiglie omosessuali: la fede in Dio equivale ormai alla fede in Satana.
Questo eccesso di politicamente corretto ha condotto la volontà di qualche persona a legittimare partiti politici il cui obiettivo è promuovere la pedofilia. In molti Paesi europei, la gente non ha il coraggio di parlare della propria religione. Le vacanze sono abolite o chiamate diversamente; la loro essenza è nascosta, proprio come il loro fondamento morale. La gente cerca, aggressivamente, di esportare questo modello per il mondo. Sono convinto che questo apra una via diretta al degrado e al primitivismo che porteranno ad una profonda crisi demografica e morale.
Che cosa testimonia meglio di questa crisi morale se non la perdita della capacità a riprodursi? Oggigiorno, quasi nessuna nazione sviluppata è in grado di riprodursi, anche con l’aiuto dei flussi migratori. Senza i valori presenti nel cristianesimo e nelle altre religioni del mondo [(ahi ahi)... ma che lo dica lui è meno grave che venga detto dal soglio di Pietro, che purtroppo di cristianesimo non parla più -ndr], senza gli standard morali che si sono formati per millenni, le popolazioni perderanno inevitabilmente la loro dignità umana. Consideriamo normale e naturale di difendere questi valori. 

Prima pietra per il nuovo monastero a Norcia

ANSA 11 luglio - Posata oggi a Norcia la prima pietra del nuovo monastero benedettino. Sarà realizzato in San Benedetto in Monte, dove i monaci, guidati dal priore padre Benedetto Nivakoff, si sono trasferiti dopo che la Basilica e il monastero nel centro storico della città, sono crollati per il terremoto del 2016. Quella che verrà realizzata sulla collina di Norcia sarà una nuova costruzione che affiancherà l'esistente chiesa appartenuta a un ex convento cappuccino. Il nuovo monastero, ha spiegato il priore, "si svilupperà su circa 2 mila metri quadrati e con l'aiuto di Dio contiamo di completarlo in tre anni". Il recupero della chiesa è previsto, invece, entro la metà del prossimo anno. "La posa della prima pietra nel giorno della festa di San Benedetto è molto significativa per la nostra comunità, ma anche per tutta la città di Norcia che soffre tanto dal terremoto", ha detto padre Nivakoff. "La costruzione di un nuovo monastero - ha aggiunto - significa che lì si trova Dio e questo sarà un luogo dove si potrà arrivare per trovare quella pace che solo Cristo sa offrire". La pietra sistemata in un muro di contenimento e sulla quale è stata incisa la frase "Nova facio omnia" (Faccio nuova ogni cosa), tratta dal libro dell'Apocalisse, custodirà per sempre anche una lettera del priore in cui si ricorda questo giorno "unico". Tanto che padre Benedetto ha sottolineato come "il rito celebrato lo si vede una sola volta". Tanti i fedeli che hanno preso parte alla cerimonia. Con loro il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, il direttore generale della Regione Umbria e responsabile dell'Ufficio speciale per la ricostruzione post sisma, Alfiero Moretti e il cardinale Brandmuller. Ma alla celebrazione, come era avvenuto ieri sera per i vespri, ha partecipato anche la ex presidente della Regione, Catiuscia Marini. Alemanno, al termine della mattina, ha parlato di "momento storico per Norcia e per l'intera Umbria". "La costruzione del nuovo monastero - ha aggiunto - cementa ancora di più il legame tra la città e i suoi monaci e pone questo territorio al centro dell'Europa, di cui il nostro santo è patrono".

martedì 16 luglio 2019

Madonna del Carmelo 

De Maria numquam satis. Merita di esser condiviso.

Elia parlava con il re Acab all’epilogo della grande siccità, né rugiada né pioggia, che quando ancora non si parlava di riscaldamento del pianeta stava producendo una terribile carestia. Elia aveva sbugiardato i profeti di Baal, oggi diremmo il mainstream, mostrando a chi bisogna prestare fede e perchè. Al re, mentre era sereno e non c’erano le previsioni meteo satellitari, disse: “sento un rumore di pioggia torrenziale” e lo invitò a mangiare. Poi salì sul monte Carmelo, mandando un ragazzo a guardare verso il mare: cielo sgombro da nuvole. Lo mandò sette volte e finalmente il ragazzo vide una nuvoletta a forma di mano umana. Elia allora disse al re di mettersi al sicuro prima che iniziasse a piovere. La pioggia cadde a dirotto. 
In questa nuvoletta i santi ispirati hanno riconosciuto la figura della Vergine Maria.  Si palesa in modo quasi insignificante, ma chi è puro di cuore ne riconosce la realtà capace di trasformare le situazioni più assetate e sfiancate. Silenziosa come una nuvola, materna come una mano tesa a carezzare chi è sfinito.
Quella insignificante nuvoletta è però portatrice di pioggia abbondante di grazia. La Piena di grazia farà fiorire il deserto in cui siamo da tempo: a noi vederne i contorni mentre si rivelano a cuori sensibili alle celesti cose. Chi è della madre, sarà del Figlio. Chi è del Figlio, ha occhi per riconoscerne la madre, mentre il cielo appare quasi vuoto, tranne una strana manina… Chi parla di clima e si preoccupa di anidride carbonica, non ha alcuna voglia di occuparsi del peccato che alimenta le fiamme purificatrici, desertificando il creato. (tralcio)

16 luglio. Festa e Devozione alla Beata Vergine del Carmelo

Oggi, nella ricorrenza della festa della Beata Vergine del Carmelo, riprendo un precedente sempre attuale. Chiediamo la sua intercessione per noi, per la Chiesa tutta e per il mondo intero, attraversato da tanta confusione e inquietudini. Anche chi non ha ricevuto lo scapolare può consacrarsi alla Vergine e prenderla definitivamente in sua (Gv 19, 27).

Che cosa significa - che cosa comporta;
La devozione a Maria nel Carmelo - legata alla storia e ai valori spirituale dell'Ordine dei "frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo" (Carmelitani) - è espressa mediante lo "Scapolare del Carmine" - o "abitino" (indicato anche con altri nomi secondo i diversi luoghi) - ed è una delle devozioni più amate tra il popolo di Dio. 

La grande diffusione sembra doversi ricondurre alla tradizione di una visione della Madonna, documentata almeno alla fine del secolo XIV. È una devozione antica, che, tuttavia, conserva tutta la sua validità, se compresa e vissuta nei suoi valori autentici. 

Lo Scapolare del Carmine
La decisione di consacrarsi a Maria deriva da una scelta della volontà, mossa dalla fede e dall'amore. È quindi un atto intimo, personale, che impegna le facoltà dell'anima. Può tuttavia manifestarsi esternamente per mezzo di un rito o di segni, che cadono sotto l'esperienza dei sensi e possono essere percepiti dagli altri.

Ma oltre i migranti ci sono i restanti

Ero l’altro giorno a Otranto nella piazza dedicata “all’umanità migrante”, dove campeggia un monumento in forma di barca dedicato ai migranti. E mi sono detto: ma all’umanità restante nessuno dedica niente, piazze, monumenti, prediche, premure? Non c’è settimana che Papa Bergoglio non si preoccupi dei migranti che ritiene un’umanità speciale; a loro dà priorità e dedica l’evangelico “Prima gli ultimi”. E non c’è dem, progressista, radicale, cattosinistro, ogni santo giorno, che non consideri bestie, razzisti, subumani e disumani coloro che non ritengono assoluto e illimitato il diritto di migrare e il dovere di essere accolti. Al Papa e ai promigranti vorrei dire: i veri ultimi non sono i migranti. Sono i restanti. Sono cioè i miliardi di “dannati della terra”, come li chiamava Franz Fanon, che vivono nella miseria più nera e non hanno la forza, la possibilità, la voglia e le risorse per partire. Perché, come sapete, gran parte dei migranti pagano e anche tanto, tremila euro per imbarcarsi e venire da noi. Più di un volo aereo di prima classe. Spendono i risparmi di una vita e di una famiglia o il frutto di attività, a volte illecite se non criminali. Ma hanno l’energia, le conoscenze, le possibilità per espatriare. La stragrande maggioranza resta lì per sempre, vecchi, bambini denutriti, malati, e quanti non hanno la minima possibilità o cognizione di andarsene. O che pensano sia giusto, naturale, un destino necessario, morire dove si è nati e dove sono i loro avi. Sono loro i veri ultimi della terra. Sono loro quelli che stanno peggio. E noi, invece, a vostro giudizio, dovremmo preoccuparci solo di coloro che partono ed elogiarli perché si sradicano,

Emilia: il PD forza per la legge filo LGBT. Nonostante i legami politici con gli orrori di Bibbiano

È un argomento da non lasciar cadere. Ne abbiamo già discusso qui. Ed ora leggo e volentieri condivido da Stilum Curiae. Il nostro impegno sta nel non abbassare la guardia su tutti i fronti e anche nel fare da ripetitore a chi tempestivamente mette a disposizione le sue informazioni e osservazioni (in questo caso Stilum Curiae e Radio Spada). Completa, a seguire, un precedente articolo di Raffaella Frullone

In Emilia Romagna quella che è stata a buona ragione definita una legge liberticida “Contro le Discriminazioni” è passata in commissione Parità. Stilum Curiae se ne è occupato nei giorni scorsi: qui.
Ma questo progetto di legge oltre a presentare problemi in sé, come si evidenzia dal fatto che sia accompagnato da oltre trecento emendamenti, e dal fatto che Lega e Fratelli d’Italia siano usciti e non abbiano voluto partecipare alla votazione degli emendamenti , “per lasciare traccia della nostra completa contrarietà a questa legge”, come ha chiarito un esponente di minoranza, avviene in un quadro fortemente inquinato dallo scandalo di Bibbiano, della Val d’Enza, e con pesanti ombre politiche e sociali che toccano il Partito Democratico e la prima relatrice di questa legge, Roberta Mori.
È straordinario – o forse non lo è affatto, vista la funzione fiancheggiatrice del Partito Democratico in particolare e della sinistra in generale svolta dai maggiori giornali, Corriere, Stampa e Repubblica, e dai canali televisivi – che le implicazioni politiche dello scandalo affidi non vengano evidenziate. E in questo senso bisogna fare tanto di cappello al lavoro giornalistico svolto da “Radio Spada”, che invece continua a scavare in quella miniera degli orrori.

lunedì 15 luglio 2019

Sinodi manipolati per costruire la "nuova Chiesa" - Stefano Fontana

Tutti i precedenti citati da Fontana - e altri - li trovate qui, mentre qui potete consultare l'indice degli articoli sul Sinodo per l'Amazzonia.

La gestione dei due ultimi sinodi dei vescovi e, almeno fino a questo momento, del prossimo sull’Amazzonia sembra destinata a far morire il sinodo in quanto tale, svuotandolo di autorevolezza e riducendolo ad un insieme di mosse di politica ecclesiastica concordate in anticipo. Quando, con il sinodo sull’Amazzonia, i fedeli si accorgeranno per la terza volta consecutiva che “tutto era stato pianificato prima”, dei sinodi si disinteresseranno, nonostante la retorica degli organizzatori circa il vento dello Spirito Santo nei lavori sinodali. A quel punto i sinodi saranno diventati una astuta prassi ecclesiastica pienamente secolarizzata e saranno giunti alla loro fine: morti per asfissia.

Signore, dacci un Papa! - don Elia

L’attualità profana dimostra che occorre rivedere la nostra Costituzione per fornirle il fondamento metafisico di cui è priva, così da restituire alle istituzioni dello Stato la necessaria solidità, una corretta connotazione morale e l’intrinseco fine ultraterreno. Una repubblica non può fondarsi su un’attività umana come il lavoro: è un non-senso filosofico, di chiara impronta marxista, che è stato imposto da quella regia massonica che si lascia scorgere nel suo emblema: una stella a cinque punte (pentacolo o pentalfa, quello che pure “papa Francesco” aveva inizialmente inserito nel suo stemma : vedi immagine a lato. Sul blog ne avevamo parlato in diretta) inscritta in una ruota dentata, idea dettata dall’alto ed eseguita da un artista valdese… Lo Stato può fondarsi soltanto su Dio e sulla legge naturale; per un popolo cristiano, sulla signoria di Cristo. Nel 1948 gli Italiani erano ancora cattolici praticanti in stragrande maggioranza, ma i massoni travestiti da democristiani, a quanto pare, non ne tennero conto. Oltretutto la nostra finta repubblica era nata con uno sfacciato broglio elettorale, che quel demonio incarnato di Togliatti aveva imposto al re ricattandolo per certe sue inconfessabili debolezze.

domenica 14 luglio 2019

Tre generazioni di terroristi - don Elia

I loro nonni si macchiarono di crimini orrendi di inaudita ferocia rimasti in gran parte impuniti. Fra gli innocenti massacrati a migliaia, intorno alla metà degli anni Quaranta del secolo scorso, anche un ragazzino di quattordici anni, il beato martire Rolando Rivi, barbaramente seviziato e ucciso per non aver voluto dismettere la sua talarina dopo la chiusura del seminario, requisito dall’occupante germanico. I loro padri hanno lanciato la rivoluzione culturale che ha liquidato il diritto, l’educazione, la morale, il matrimonio, la famiglia e la pubblica decenza, proclamando il libero amore e votandosi al brigatismo. I rappresentanti della terza generazione, oggi, non mangiano più i bambini (a meno che non siano iniziati al rito egizio), ma in compenso li rapiscono per poi venderli ai pervertiti. Essi sono giunti ad occupare la magistratura, la scuola, l’università, il mondo dell’informazione e dello spettacolo nonché i gangli vitali dello Stato e dell’economia, instaurando un vero e proprio sistema totalitario che, per quanto dissimulato dalla maschera della democrazia, non ha nulla da invidiare a quello cinese o a quello sovietico.