Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 20 agosto 2026

La tradizione oltre la Messa

Nella nostra traduzione da Tradition & Sanity. I sacramenti sono il cuore della vita cristiana: in essi la fede prende forma, si trasmette e si custodisce. Ma che cosa è accaduto a questo patrimonio dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II? Il saggio di don Barthe di cui si parla propone un confronto diretto tra i rituali tradizionali e quelli riformati, mettendo in luce le differenze di linguaggio, struttura e contenuto teologico. Dal battesimo alla messa, dalla penitenza all'estrema unzione, emerge un quadro netto: i nuovi riti, pur legittimi, appaiono caratterizzati da una riduzione della sacralità, da un indebolimento del simbolismo e da una minore chiarezza dottrinale. Non solo: la trasformazione liturgica ha inciso anche sulla percezione del mistero cristiano e sulla trasmissione della fede.

“Ma che dire degli altri sei?”: La tradizione oltre la messa
Tutti i riti sacramentali sono stati modificati in peggio. Ecco perché è necessario recuperare le loro forme tradizionali.
Peter Kwasniewski, 15 agosto

Incisione di Antonie Wierix (II), Hollstein olandese 1672

Nel 1969, venne pubblicato "Breve esame critico del « Novus Ordo Missæ»" con le firme di due influenti cardinali, Antonio Bacci e Alfredo Ottaviani [qui]. Soprannominato "L'intervento di Ottaviani", divenne rapidamente un classico e non è mai andato fuori catalogo. Ma... dov'era il suo volume complementare? Sapete, quello sugli altri sei sacramenti?

Infatti, la riforma della Messa fu accompagnata da profonde revisioni dei riti del battesimo, della cresima, del matrimonio, dell'ordine sacro, della penitenza e dell'estrema unzione (questi ultimi due rinominati rispettivamente riconciliazione e unzione degli infermi). E i cambiamenti a questi riti non furono meno profondi, meno significativi, meno importanti.

Strana preparazione della visita di Leone XIV in Perù

Ci risiamo con la Pachamama. Ci resta da dire: scrivi Prevost leggi Bergoglio... Con autentico disgusto ma con ancor più dispiacere devo riportare da Infovaticana la notizia che un commissario pontificio e un vescovo depositano coca in un «pago alla terra»: Jordi Bertomeu offerente alla Pachamama. Precedenti in questo indice.

Strana preparazione della visita di Leone XIV in Perù

L’Incontro Macrorregionale Sud «Intrecciando Voci per la Dignità», presentato da Vatican News come parte della preparazione della visita di Leone XIV in Perù, si è aperto senza alcuna preghiera cattolica: al suo posto, un rito di invocazione alla Madre Terra con distribuzione di foglie di coca, esercizi di respirazione e offerte di cibo sul suolo.

Tra gli offerenti, come mostrano le immagini, monsignor Jordi Bertomeu, ufficiale del Dicastero per la Dottrina della Fede e commissario pontificio per il Sodalicio, che depone le sue foglie di coca nel recipiente del «pago» con visibile raccoglimento e che, al termine del suo intervento sul caso Sodalicio, gira a faccia in giù il cartello con il suo nome ed esce dall’inquadratura.

Consustantialem Patri

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Consustantialem Patri. Qui l'indice delle varie formule del latino liturgico.

Consustanziale al Padre

Durante il Sermone della Montagna, Gesù dice ai suoi ascoltatori:
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della Legge passerà, finché tutto non sia compiuto. (Matteo 5, 17-18) Uno jot è una iota, la lettera più piccola dell'alfabeto greco, e un tittle è un minuscolo segno usato in ebraico per distinguere una lettera dall'altra. Il punto di Cristo è che Egli adempirà la Legge mosaica fin nei minimi dettagli.
Ma la iota riemerse durante il primo Concilio ecumenico tre secoli dopo. Il Concilio di Nicea fu convocato nel 325 d.C. per stabilire cosa i cristiani credessero realmente riguardo a Gesù Cristo: era veramente Dio, o era semplicemente simile a Dio? L'intero dibattito verteva sulla iota greca (paragonabile alla nostra lettera i): Cristo era o della stessa sostanza di Dio ( homoousios ), oppure di una sostanza simile ma distinta ( homoiousios ). Dopo lunghe deliberazioni, il Concilio professò che Cristo era della stessa sostanza ( homoousios ) di Dio Padre, sancendo la propria definizione nel Credo niceno che viene recitato ogni domenica durante la Messa.

mercoledì 19 agosto 2026

Cordileone. «Il latino è la nostra lingua comune e l'eredità che ci unisce / Le restrizioni sulla Messa antiquior sono irrealistiche»

È la solita solfa dei conservatori: dicono bene ma non vanno fino in fondo. Quando non denunci la radice dell'errore, non può arrivare la soluzione. Vedi in calce nota sulla Sacrosanctum Concilium. Sulle dichiarazioni del cardinale integro due fonti: Sign of The Cross e Lifesitenews. Vengono fuori molti elementi sugli atteggiamenti che caratterizzano i conservatori sulla Messa antiquior.

«Il latino è la nostra lingua comune e l'eredità che ci unisce / Le restrizioni sulla Messa antiquior sono irrealistiche»

L'arcivescovo Salvatore Cordileone ha affermato che la restrizione imposta dal Vaticano alla Messa tradizionale in latino "non è realistica" perché l'amore dei giovani cattolici per la tradizione è "inarrestabile".
"A dire il vero, non credo sia realistico. Guardiamo alla generazione più giovane. A loro piace molto la tradizione", ha detto a Raymond Arroyo durante la trasmissione "The World Over" di EWTN.
«Apprezzano il modo più classico in cui la Chiesa celebra il culto, la Messa tradizionale», ha affermato, citando anche l'interesse per la Messa del Novus Ordo celebrata «in modo più tradizionale, con il sacerdote ad orientem, la musica sacra e grande solennità e riverenza». «Desiderano questa profonda tradizione. Li conduce in un luogo molto intimo». “È inarrestabile. È ciò che attrae i giovani e continuerà a farlo.”

L'arcivescovo di San Francisco, che la scorsa settimana Papa Leone XIV ha nominato membro della Segnatura vaticana, ha inoltre respinto le affermazioni del cardinale Arthur Roche, prefetto del Concilio Vaticano II, secondo cui Leone XIV non modificherà le restrizioni imposte da Papa Francesco al rito tradizionale, dichiarando: «Non so quanto bene conosca il pensiero del Santo Padre». «Ma credo che una cosa sia chiara a tutti: il Santo Padre vuole unire tutti. Per lui l'unità è fondamentale».

Qual è la credibilità dottrinale e l'autorità morale del cardinale Fernández?

Nella nostra traduzione dal sito del FSSPX

Qual è la credibilità dottrinale e l'autorità morale del cardinale Fernández?

Il 2 luglio 2026, il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del dicastero per la dottrina della fede, ha firmato a Écône il decreto di "scomunica" contro i vescovi consacranti e quelli consacrati il giorno precedente. È ironico vedere questo decreto firmato da un prelato che, il 27 gennaio, durante la sessione plenaria del suo dicastero, aveva invocato "umiltà intellettuale, spirituale e teologica"

In quell'occasione, ha denunciato un'«assolutizzazione della ragione stessa o di certi criteri morali che potrebbe condurre a gravi abusi». Tra gli esempi citati figuravano l'Inquisizione, le guerre mondiali e l'Olocausto.

Il 'Per evangelica dicta'

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Per evengelica dicta. Vedi osservazione in nota. Qui l'indice delle varie formule del latino liturgico.

I 'Per evangelica dicta'

Durante una Messa solenne, dopo che il diacono ha terminato la lettura del Vangelo, il suddiacono porta il libro dei Vangeli al sacerdote, che lo bacia e dice sottovoce: Per evangelica dicta deleantur nostra delicta. Durante una Messa cantata o Messa bassa, il sacerdote prende il Messale tra le mani e lo bacia, recitando la stessa preghiera.

Per evangelica dicta deleantur nostra delicta è presente anche nel nuovo Messale. Nell'edizione inglese del 2011, è tradotto come:
Per mezzo delle parole del Vangelo i nostri peccati siano cancellati. [1]
La precedente traduzione ICEL aveva cambiato il senso del testo con “Possano le parole del Vangelo cancellare i nostri peccati”. [2] Il verbo passivo ( deleantur ) è stato cambiato in attivo, e le parole stesse sono diventate gli agenti diretti che cancellano i peccati piuttosto che gli strumenti con cui Dio cancella i peccati.

martedì 18 agosto 2026

Lo strano caso a favore della permanenza del cardinale Roche

Stralcio da Substack l'interessante ipotesi di Mark Lambert ripresa di seguito. Ma, intanto, è intervenuta la lettera di Leone XIV a Roche [qui], già rivelatrice del pensiero dominante in questo momento. Staremo a vedere anche in base al contenuto delle Catechesi in itinere sulla Sacrosanctum Concilium... Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

Lo strano caso a favore della permanenza del cardinale Roche

Perché la decisione di Papa Leone XIV di non promuovere l'arcivescovo Vittorio Viola potrebbe dirci di più sul futuro della Messa tradizionale in latino di quanto non potrebbe mai fare la sopravvivenza di Roche.

Come continuo a ripetere, credo che il futuro del Prefetto del Dicastero per il Culto Divino sarà estremamente indicativo per il futuro del Papato leonino. Per i cattolici legati alla liturgia tradizionale, la prospettiva che il Cardinale Arthur Roche rimanga Prefetto del DDW sarebbe devastante. Roche è diventato, forse più di ogni altra figura a Roma, il volto pubblico delle restrizioni imposte alla Messa tradizionale in latino sotto il pontificato di Papa Francesco. La sua interpretazione della Traditionis Custodes è stata implacabilmente restrittiva, i suoi commenti pubblici sulla liturgia più antica sono spesso apparsi sprezzanti nei confronti di coloro che vi sono legati, e la sua recente intervista a The Tablet conteneva la straordinaria affermazione che Papa Leone XIV "non cambierà la Traditionis Custodes" e "non tornerà al Summorum Pontificum ".

Usus Antiquior -- Lavabo

Nella nostra traduzione da Substack continua la pubblicazione delle formule del latino liturgico nelle versioni di Filemonas, che affiancano quelle di Michael Foley già pubblicate. Non sono ripetizioni; ma prezioso arricchimento, anche per i dettagliati richiami all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico.

Usus Antiquior -- Lavabo
Comunque interpretiamo le azioni di Pilato, si tratta dell'atto finale prima che la Passione cruenta abbia inizio sul serio.

Ora che le offerte sono state preparate, il sacerdote si lava le mani. La prossima volta che toccherà le offerte, queste saranno effettivamente il corpo e il sangue transustanziati di Cristo, non semplicemente pane e vino benedetti. Prega e si lava la punta delle dita nel lavabo, proprio come Gesù lavò i piedi dei discepoli, per indicare che è stato completamente purificato fino alla punta delle sue estremità. Nell'Antico Testamento, Yahweh ordina a Mosè di fare una conca di bronzo subito dopo avergli ordinato di fare un altare d'oro per il sacrificio dell'incenso. Parlando di Aronne e dei suoi figli, Yahweh dice:
«Quando entrano nella tenda della testimonianza, si lavano con acqua, affinché non muoiano; oppure quando si avvicinano all'altare per officiare e offrire olocausti al Signore» (Esodo 30:20).
Nel Tempio di Gerusalemme, non solo i sacerdoti si lavavano. Anche gli uomini che entravano nel Tempio per stare nel Cortile d'Israele dovevano essere purificati ritualmente. Questo avveniva nelle grandi vasche di purificazione (mikvah) appena fuori dall'ingresso del Tempio, dove Pietro in seguito battezzò migliaia di persone a Pentecoste (Atti 2:41). In una chiesa cattolica, questa purificazione rituale avviene quando i fedeli immergono le dita nelle acquasantiere all'ingresso e si fanno il segno della croce. Con questo gesto rinnovano anche il loro battesimo.

Il sacerdote della Nuova Alleanza in persona Christi si sottoporrà anch'egli a una purificazione rituale prima di fare la sua offerta ed entrare nel Santo dei Santi. Entrare nel Santo dei Santi o toccare qualcosa di sacro indegnamente significa morte, sia fisica che spirituale.

Nella Messa tradizionale in latino (MTL), il Lavabo rappresenta il desiderio di purificazione interiore del sacerdote, che si umilia prima di maneggiare la Santa Eucaristia lavandosi le mani e recitando un brano del Salmo 25, a simboleggiare un "cuore puro" in contrapposizione alla purificazione esteriore. Esso segna il passaggio dall'Offertorio al solenne Canone della Messa, richiamando la necessità di purezza spirituale prima di accostarsi a Dio.

Laverò le mie mani nell'innocenza; così andrò intorno al tuo altare, o Signore, per udire la voce della lode e raccontare tutte le tue meraviglie. O Signore, amo la bellezza della tua casa e il luogo dove dimora la tua gloria. Non distruggere la mia anima con gli empi, né la mia vita con uomini sanguinari, nelle cui mani c'è iniquità; la loro destra è piena di tangenti. Ma io cammino nella mia innocenza; riscattami e abbi pietà di me. Poiché il mio piede è saldo; nelle chiese ti benedirò, o Signore. (Salmo 25:6-12)

Quando si fa riferimento a una citazione delle Scritture, è sempre utile consultare l'intero brano per comprenderne appieno il significato. 1 Rileggendo il salmo nella sua interezza, si scopre un affascinante riferimento indiretto a Ponzio Pilato. In questa parte della Messa, i nostri pensieri sono già indirizzati verso di lui, ricordando che la più famosa "lavanda delle mani" delle Scritture è compiuta da Pilato dopo aver condannato Gesù alla croce. La "lavanda delle mani" è l'atto finale prima che la sanguinosa Passione e la sua rievocazione nel Canone abbiano inizio.
Quando Pilato vide che non riusciva a prevalere, anzi che si stava scatenando un tumulto, prese dell'acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto. Pensateci voi» (Matteo 27,24).
Si tratta di un gesto simbolico di diniego di responsabilità. Che Pilato ne fosse consapevole o meno, questo gesto rifletteva la consuetudine ebraica di dichiarare l'innocenza in caso di omicidio.

“Se qualcuno viene trovato ucciso nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti dà in eredità, e cade in campo aperto, e non si sa chi l'ha ucciso, allora i tuoi anziani e i tuoi giudici usciranno e misureranno la distanza tra l'uomo ucciso e le città circostanti. Poi l'anziano della città più vicina all'uomo ucciso prenderà una giovenca dai buoi che non è stata lavorata e tirata con il giogo. Gli anziani di quella città porteranno la giovenca in una valle rocciosa, non arata né seminata, e la legheranno lì nella valle. Allora i sacerdoti, i Leviti, si avvicineranno, perché il Signore, il tuo Dio, li ha scelti per essere presenti per lui e per benedire nel suo nome; per la loro parola ogni controversia e ogni aggressione saranno risolte. Dopo di ciò, tutti gli anziani di quella città più vicina all'uomo ucciso si laveranno le mani sulla giovenca che è stata legata nella valle. Poi risponderanno e diranno: «Non sono state le nostre mani a versare questo sangue, né i nostri occhi l'hanno visto» (Deuteronomio 21:1-7).

Dopo le parole di Pilato e il lavaggio delle mani, la folla raddoppia la posta.

E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Allora Gesù liberò loro Barabba; e dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso (Matteo 27:25-26).

Tuttavia, se torniamo indietro e continuiamo con il passo del Deuteronomio citato in precedenza, i versetti successivi sono:

«Abbi pietà, o Signore, del tuo popolo Israele, che hai riscattato dal paese d'Egitto, affinché non vi sia colpa di sangue in mezzo al tuo popolo Israele». Così il sangue espierà per loro. E toglierai di mezzo a te la colpa del loro sangue innocente, se farai ciò che è buono e gradito al Signore tuo Dio (Deuteronomio 21:8-9).

Per quanto spesso possiamo essere disgustati dalla ripetuta infedeltà e dalla malvagità degli ebrei, Gesù li perdona e il suo sangue espia i loro peccati immediatamente dopo che lo hanno rifiutato e hanno maledetto se stessi e i loro figli. Il loro assassinio e il suo spargimento di sangue per la loro espiazione avvengono inseparabilmente come parte dello stesso atto. Come seguaci di Cristo, dobbiamo sempre e ovunque rifiutare qualsiasi "colpa di sangue" e fare come il nostro Signore. Il modello paradossale di un'offesa che si trasforma in un sacrificio espiatorio e redentivo è il modello fondamentale della vita morale cristiana. È così che il male si trasforma in bene. È così che Gesù e noi trasformiamo l'offesa in grazia salvifica. È per questo che il male perde sempre e vince solo se glielo permettiamo. È per questo che Dio permette il male affinché da esso possa derivare un bene maggiore. È l'unico modo in cui il male può essere sconfitto: rivolgendosi contro se stesso.

Tenendo presente ciò, possiamo comprendere meglio le differenze chiave tra l'atto di Pilato e l'atto del sacerdote in persona Christi nella Messa, che è completamente rivestito (indossa il manipolo e la casula) e impegnato nella sua opera di sacrificio eucaristico al lavabo. Se la lavanda delle mani fosse semplicemente una "ripresentazione" dell'atto di Pilato, allora perché farla compiere all'alter Christus? Perché non farla compiere a un altro funzionario, come ad esempio uno che rappresenti "l'uomo dell'Antico Testamento"? Dopotutto, sono gli ebrei dell'Antico Testamento che chiedono il sangue di Gesù. Se Pilato sta lavando via la sua colpa, allora forse l'alter Christus sta adempiendo e "lavando" la colpa di Pilato e degli ebrei dell'Antico Testamento con questo atto? Tuttavia, la sola lavanda delle mani potrebbe non essere sufficiente a ricordarci Pilato. La Messa inizia la sua citazione del Salmo 25 con il versetto 6, ma è in realtà il versetto 5 "nascosto" che lo precede a indirizzarci verso Pilato.

Odio l'assemblea dei malfattori, e non mi siederò con gli empi. Laverò le mie mani nell'innocenza; così andrò intorno al tuo altare, o Signore, per udire la voce della lode e raccontare tutte le tue meraviglie. O Signore, amo la bellezza della tua casa e il luogo dove dimora la tua gloria. Non distruggere la mia anima con gli empi, né la mia vita con uomini sanguinari... (Salmo 25:5-9)

«Io odio l'assemblea dei malfattori e non mi siederò con gli empi» esprime perfettamente il disprezzo di Pilato per i capi ebrei, che Pilato giustamente considera egoisti e ipocriti, responsabili dell'omicidio del loro Re e del loro Dio.

Oltre a quanto sappiamo dai racconti evangelici, lo storico Flavio Giuseppe riporta diversi episodi chiave nelle sue Antichità giudaiche e nella Guerra giudaica che evidenziano il disprezzo di Pilato per la sensibilità religiosa ebraica. Mentre i Vangeli si concentrano sul ruolo di Pilato nel processo a Gesù, questi resoconti profani suggeriscono che il suo governo in generale fosse caratterizzato da un uso frequente e calcolato della provocazione e della forza per mantenere il controllo e affermare la superiorità romana.

Ad esempio, all'inizio del suo mandato, Pilato fece entrare di nascosto a Gerusalemme, di notte, stendardi militari recanti l'immagine dell'imperatore, violando direttamente la legge ebraica contro le immagini. Quando gli ebrei protestarono a Cesarea, li circondò con i soldati e li minacciò di morte. Cedette solo quando i manifestanti scoprirono il collo, dimostrando di essere disposti a morire piuttosto che vedere violate le proprie leggi. (3)

Pilato si impossessò dei fondi sacri del Tempio (il Corban ) per costruire un acquedotto per Gerusalemme. Quando il popolo protestò, mandò soldati travestiti da civili tra la folla con bastoni nascosti. Al suo segnale, picchiarono i manifestanti, uccidendone molti. (4)

Pilato fu infine rimosso dall'incarico dopo la violenta repressione di un'assemblea samaritana sul monte Garizim, che portò a una denuncia formale al governatore siriano. (5)

Tuttavia, sebbene questi atti di forza possano essere stati giustificati o meno dalla legge e dalla politica romana, il disprezzo personale che Pilato provava per le autorità ebraiche è meglio dimostrato quando gli "ebrei" si presentarono e gli chiesero di cambiare ciò che aveva scritto sul Titulus Crucis (il segno sulla croce di Gesù).(6) Egli rifiutò e li schernì.

Pilato “si lava le mani”, ma in realtà non ha lavato nulla. Non c’è purificazione dalla sua colpa né da quella di altri. È un puro atto di arrogante disprezzo, un male che si risponde al male. Quando l’Alter Christus si lava le mani, c’è una perfetta purificazione dalla colpa e un’umile espiazione. Tuttavia, il gesto teatrale ma vuoto di Pilato contrasta con la realtà e ci indica Cristo che purificherà con il sangue nella Passione e più tardi nella Messa.

Oltre a lavarsi le mani, Pilato è probabilmente altrettanto noto per aver posto la domanda: "Che cos'è la verità?".

Pilato gli disse dunque: «Dunque tu sei re?». Gesù rispose: «Tu dici bene che io sono re; per questo sono nato e per questo sono venuto al mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce». Pilato gli disse: «Che cos'è la verità?». Detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui alcuna colpa. Ma voi avete l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua; volete dunque che vi liberi il re dei Giudei?». Ed essi tutti gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Ora Barabba era un brigante (Giovanni 18:37-40).

Ancora prima, nel Salmo 25, appena prima del brano citato nella Messa, si legge:
Poiché la tua misericordia è davanti ai miei occhi, e nella tua fedeltà ho trovato grande soddisfazione (Salmo 25:3).
Poiché questi sono testi di ispirazione soprannaturale che riflettono la Mente infinita di Dio, scavando più a fondo si scoprono intuizioni sempre più profonde. La parola tradotta qui come "piacevole" è ευαρεστεω o euaresteo. Nell'Antico Testamento appare più volte (7) in riferimento alla fede di Abramo che era "piacevole" a Dio, ma anche a Rebecca (8) al pozzo dove accetta di essere la moglie di Isacco. Isacco è il precursore sacrificale di Gesù ed è a un pozzo che Gesù incontra la donna samaritana e le proclama di essere l' "acqua viva" che lei cerca. È il fedele sacrificio del "vero Isacco" e l'"acqua viva" che stanno per essere ripresentati e resi reali dal sacerdote in persona Christi. Gesù adempie e supera abbondantemente ogni promessa e ogni aspettativa, a volte quasi in modo comico. Forse è per questo che è necessario un contrasto con i nostri scarsi sforzi, rappresentati dalle azioni vuote di Pilato, affinché possiamo comprenderlo.

Nel Nuovo Testamento, euaresteo compare solo nell'epistola di Paolo agli Ebrei.(9) Le prime due occorrenze si riferiscono alla fede di Enoc che lo salvò dalla morte, mentre l'ultima sottolinea quanto siano graditi a Dio il sacrificio e il culto. Non riassumono forse perfettamente queste due idee il significato della Messa? Che meraviglia!

“Verità” è la parola greca αληθεια o aletheia. Pilato non solo si trova di fronte alla Verità che gli sta davanti, ma la persona di Gesù è anche “misericordia ai suoi occhi”, in quanto agnello Tamid, il Nuovo Isacco che sta per essere immolato in riparazione dei nostri peccati per ordine di Pilato.

La Crocifissione è ovviamente l'atto supremo della Divina Misericordia. Inoltre, se, come credono Sant'Agostino e le Chiese orientali, Pilato alla fine si converte, allora il resto del Salmo è una bellissima preghiera che avrebbe benissimo potuto pronunciare. (10) Così com'è, viene letto dal sacerdote in persona Christi come una supplica per la propria dignità.

Quando la patena veniva tenuta davanti agli occhi del suddiacono, l'uomo dell'Antico Testamento, simboleggiava la cecità degli ebrei e dei pagani, nonché l'abbandono da parte degli apostoli, in contrasto con la devozione delle sante donne che si prendevano cura di Gesù. È il perdono ottenuto da Cristo che toglie la cecità causata dai nostri peccati e ci permette di vedere con gli occhi della fede. È questa cecità omicida degli ebrei che Pilato tenta di lavare via, ma, in quanto uomo dell'Antico Testamento, non può. Solo Gesù può farlo, come rappresentato dalla conversione dei pagani (come Pilato) e infine degli ebrei (11) e dalla rimozione della patena davanti al volto del suddiacono dell'Antico Testamento durante il Pater Noster (Padre Nostro), in particolare alle parole " et dimitte nobis " ("e perdonaci i nostri peccati").

Fin dall'Offertorio, ha tenuto la patena velata davanti agli occhi, ostruendogli la vista dell'altare. Abbassarla proprio in questo momento, durante la preghiera del Padre Nostro, simboleggia la rimozione della cecità spirituale e la ritrovata dignità degli ebrei (e nostra) per contemplare il nostro Signore grazie alla Passione espiatoria appena ripresentata. Questo avviene poco prima della Frazione dell'Ostia [qui] (la Risurrezione). Il suddiacono porta quindi la patena scoperta al sacerdote per prepararla alla Comunione, che ora egli è degno di ricevere perché "la tua misericordia è davanti ai miei occhi" ed egli è ora "piacevole alla tua verità". Grazie alla fedeltà appena conquistata per lui da Cristo, ora tutti noi parteciperemo alla Comunione bevendo il suo sangue e mangiando la sua carne.

Non possiamo inoltre ignorare il fatto che questo è uno dei due punti della Messa in cui il soudarion viene usato in modo prominente come fazzoletto o asciugamano. C'è forse un collegamento con il soudarion posto sul volto di Gesù nel sepolcro? Il soudarion è il primo "testimone" a "vedere" la risurrezione, poiché l'immagine del volto di Gesù risorto vi è impressa. Ci invita ad entrare " nel sepolcro " dove lo Sposo consumerà e adempirà il suo fidanzamento con ciascuno di noi. Ciò richiede l'ingresso in cielo, che verrà aperto durante l'Orate Fratres [qui] che seguirà.
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1. Un buon esempio è Gesù che cita il Salmo 21 dalla croce e i commentatori lo interpretano completamente in modo errato come una sorta di "grido di disperazione umanizzante", quando in realtà è un'espressione di profondo ringraziamento e un riconoscimento del passaggio del popolo eletto esclusivamente dagli ebrei ai gentili.
2. Nella Messa Tridentina, l'"uomo dell'Antico Testamento" è rappresentato dal suddiacono.
3. Antichità giudaiche (Libro 18, Capitolo 3.1), La guerra giudaica (Libro 2, Capitolo 9.2)
4. Antichità giudaiche (Libro 18, Capitolo 3.2): La guerra giudaica (Libro 2, Capitolo 9.4)
5. Antichità degli Ebrei (Libro 18, Capitolo 4.1)
6. Per una discussione più approfondita delle parole di Pilato scritte sul Titulus Crucis e delle vere ragioni dell'obiezione degli ebrei, vedi qui .
7. Ad esempio, Genesi 17:1, 24:40, 48:15
8. Qui si cela anche un'allusione a Maria, sempre presente sullo sfondo, dietro a suo Figlio, all'interno della Messa . Quando il servo di Abramo chiese a Rebecca se volesse lasciare immediatamente la sua terra natale per sposare Isacco – un uomo che non aveva mai visto – lei rispose prontamente e incondizionatamente con un assenso di fede: «Andrò» (Genesi 24,58). Questo prefigura perfettamente la pronta obbedienza di Maria all'Annunciazione (Luca 1,38), dove dà il suo incondizionato «Fiat» ("Sia fatto di me") alla proposta dell'angelo Gabriele di diventare la Madre di Dio.
9. Ebrei 11:5, 11:6 e 13:16
10. O Signore, amo la bellezza della tua casa, e il luogo dove dimora la tua gloria. Non distruggere la mia anima con gli empi, né la mia vita con uomini sanguinari, nelle cui mani c'è iniquità; la loro destra è piena di tangenti. Ma io cammino nella mia innocenza; riscattami e abbi pietà di me. Poiché il mio piede è saldo; nelle chiese ti benedirò, o Signore (Salmo 25:8-12).
11. Non ancora tutti, ma alla fine, come predetto da Paolo (Romani 11:25-26).

Vescovo Schneider: Un serio impegno del Vaticano con la Fraternità Sacerdotale San Pio X segnerebbe “l’inizio della fine” del progetto modernista

Nella nostra traduzione dal Substack di Diane Montagna. Il Vescovo Schneider,  che pur non aveva taciuto, ora si esprime con la sua prima dichiarazione pubblica dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio. Il problema è che il papa – come sta già accadendo per la Liturgia – non accenna a riconoscere l'esistenza della crisi, altrimenti avrebbe accettato un minimo di confronto e di discussione.

Vescovo Schneider: Un serio impegno del Vaticano con la Fraternità Sacerdotale San Pio X segnerebbe “l’inizio della fine” del progetto modernista.

ROMA, 17 agosto 2026 — Il vescovo Athanasius Schneider ha rilasciato la sua prima dichiarazione pubblica da quando Roma ha dichiarato sei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X scomunicati automaticamente per le consacrazioni episcopali avvenute a Écône il 1° luglio, contro la volontà di Papa Leone XIV.

Sua Eccellenza si è espresso con voce ferma nel dibattito sulle consacrazioni, e la sua reazione alle conseguenze di esse è stata attesa con particolare interesse. Nei mesi precedenti, aveva ripetutamente implorato Papa Leone XIV di concedere alla Fraternità Sacerdotale San Pio X un mandato apostolico, anziché lasciare che l'atto procedesse senza la sua approvazione, in particolare in un "Appello Fraterno" [qui e anche qui - qui] del 24 febbraio, in cui invitava il Papa ad agire come "costruttore di ponti" e metteva in guardia contro "un'ulteriore divisione all'interno della Chiesa, davvero inutile e dolorosa".

lunedì 17 agosto 2026

Il video del vescovo Schneider che denuncia l'"islamizzazione dell'Europa" diventa virale nel contesto della crisi migratoria in Spagna.

Nella nostra traduzione da Sign of the Cross. L'avvertimento del vescovo Schneider sull'islamizzazione dell'Europa sta diventando virale in seguito alla recente crisi al confine di Ceuta in Spagna, che certamente non resterà circoscritta e si ripercuoterà sull'intera Europa. La notizia è integrata con le dichiarazioni del card. Sarah.

Il video del vescovo Schneider che denuncia l'"islamizzazione dell'Europa" diventa virale nel contesto della crisi migratoria in Spagna.

Il video del vescovo Schneider che denuncia l'"islamizzazione dell'Europa" diventa virale nel contesto della crisi migratoria in Spagna.

Un video del 2025 in cui il vescovo Athanasius Schneider denunciava l'"invasione" di migranti islamici in Europa, accusandoli di distruggere il patrimonio cristiano, è riemerso sui social media dopo che decine di migliaia di migranti hanno invaso la Spagna la scorsa settimana.

Usus antiquior -- Atti di contrizione

Nella nostra traduzione da Substack, Le preghiere  all'inizio dela Messa. Importanti i richiami all'Antico Testamento e le sottolineature delle differenze col Novus Ordo. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus antiquior -- Atti di contrizione
L'Alto Sacerdote dell'Ordine di Melchisedek si prepara ad entrare nell'Infinito
Filemonas

In geometria, il cerchio è considerato un simbolo di unità, poiché tutti i poligoni (1) perfettamente regolari sono racchiusi al suo interno. Essendo privo di inizio e fine, è anche un simbolo di infinito. È un simbolo geometrico perfetto.

La Messa tradizionale è stata descritta come circolare nella sua struttura perché è una forma di culto chiusa, altamente ordinata e "perfezionata". Le stesse preghiere sono state ripetute per secoli, creando la sensazione di un cerchio di sacrificio completo e autosufficiente. La Messa ripresenta il cammino circolare della salvezza che inizia con l'Antica Alleanza all' Asperge e al Judica me, prosegue attraverso il ministero pubblico di Gesù, il suo Sacrificio sulla Croce, la Risurrezione, la Comunione, e si conclude con l'Ultimo Vangelo – il prologo del Vangelo di Giovanni, che è il più famoso inizio dopo il primo capitolo della Genesi. La ripresentazione del Sacrificio inizia di nuovo con l'offerta di un'altra Messa da parte di Melchisedec come sacerdote in persona Christi.

L'arcivescovo di Firenze riduce il cristianesimo a sociologia laica

Mentre noi ci deliziamo con gli scritti sull'Assunzione e i testi sul latino liturgico il clero diocesano mostra gli effetti della nuova chiesa sinodale.

L'arcivescovo di Firenze riduce il cristianesimo a sociologia laica

Sconvolge la disinvoltura con la quale mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze, nell'omelia sull'Assunzione al Cielo di Maria, riduce il cristianesimo a sociologia laica [vedi].

La fede in Dio non è minimamente menzionata.
Nell'articolo viene riportato un sermone laico, politico, su un tema attuale: le donne vittime di violenza.

E Maria Santissima diventa simbolo di questa lotta sociale che la Chiesa, sull'esempio di Maria, deve affrontare.
Rinnovando le sue strutture interne (con le donne sacerdotesse, non detto ma evidenteme), accompagnando, educando.

Maria Santissima, in tutto questo, non viene assunta in Cielo incorrotta per il suo essere senza peccato, sposa dello Spirito Santo, madre di Dio fatto uomo, unica creatura senza peccato che soffre con Lui e offre al Padre il martirio del calvario con fede incrollabile ed esemplare, che diventa Madre della Chiesa...

Canone Romano /Infra Actionem

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo su Il Canone Romano /Infra actionem. Specificamente sul Canone vedi anche [qui - qui - qui]. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico.

Canone Romano /Infra Actionem

Per gran parte della sua storia, ciò che il Messale del 1970 chiama “Preghiera Eucaristica I” era noto come Canone Romano. Papa Vigilio (537-555) lo definì prex canonica [1]; alla fine del secolo, era semplicemente canon/canonis. “Canone” in greco significa norma o regola; le Scritture canoniche, ad esempio, sono riconosciute come norma per la rivelazione divina scritta, mentre gli scritti apocrifi non lo sono. Allo stesso modo, il Canone Romano è (o era) la norma secondo cui un sacerdote nel Rito Romano consacra l’Eucaristia. C’è, tuttavia, una differenza tra i due: mentre le parole del canone biblico non cambiano, quelle del Canone Romano sì. Esistono diverse versioni del Communicantes [qui] e dell'Hanc Igitur [qui] per determinati periodi dell'anno, i nomi del Papa in carica e dell'ordinario locale cambiano, e le intenzioni private del sacerdote per i vivi e per i morti possono variare con ogni Messa, intenzioni che le rubriche presuppongono che egli pronunci ad alta voce con la stessa voce del resto della preghiera eucaristica.

domenica 16 agosto 2026

Preghiera di Sua Santità Pio XII alla Vergine Assunta in cielo

Pio XII ha proclamato il dogma dell'Assunta nel 1950. Qui il filmato dell'evento. Qui indice degli articoli sul Pastor angelicus.

Preghiera di Sua Santità Pio XII
alla Vergine Assunta in cielo
*

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini.
1. — Noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella vostra assunzione trionfale in anima e in corpo al cielo, ove siete acclamata Regina da tutti i cori degli Angeli e da tutte le schiere dei Santi;
e noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore, che vi ha esaltata sopra tutte le altre pure creature, e per offrirvi l'anelito della nostra devozione e del nostro amore.

2. — Noi sappiamo che il vostro sguardo, che maternamente accarezzava l'umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia in cielo alla vista della umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell'anima vostra nel contemplare faccia a faccia l'adorabile Trinità fa sussultare il vostro cuore di beatificante tenerezza;
e noi, poveri peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell'anima, vi supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo, fin da quaggiù, a gustare Iddio, Iddio solo, nell'incanto delle creature.

Festa dell'Assunzione o della Dormizione di Maria?

Riprendo di seguito quella che l'Autrice descrive come "Una passeggiata attraverso 300 anni di raffigurazioni" interessante sia per il contenuto che per le molte significative immagini.

Festa dell'Assunzione o della Dormizione di Maria?
Hilary White, 15 agosto

Incoronazione della Vergine. Ghirlandaio. 1486. Tempera su tavola. 
Questa grandissima pala d'altare è il fiore all'occhiello della collezione del Museo Eroli di Narni. La foto è leggermente distorta nella prospettiva perché è molto difficile scattare una buona foto. Questa è la sezione superiore, e l'intera pala d'altare è alta circa 3 metri e mezzo. È conservata in una stanza buia e climatizzata, e quando si entra e la si vede, si rimane senza parole.
In tutto il mondo cristiano, in Oriente e in Occidente, il 15 agosto(1) è il giorno in cui si commemora la morte o "addormentamento" della Beata Vergine Maria. In Occidente è chiamata Festa dell'Assunzione e commemora il momento in cui fu assunta, o portata in cielo, in corpo e anima, al termine della sua vita terrena. Questo evento, che sottolinea la purezza di Maria e il suo ruolo di Madre di Dio - la Theotokos in greco - è sempre stato un dogma centrale del cristianesimo, ma è stato formalmente definito come dogma da Papa Pio XII nel 1950 [vedi].

In Illo Tempore: XII domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui

In Illo Tempore: XII domenica dopo Pentecoste

Nel flusso verdeggiante del Vetus Ordo, "l'antico ordine", le domeniche, la dodicesima domenica dopo Pentecoste propone l'ultima selezione dalle Lettere ai Corinzi di San Paolo prima che le Epistole passino alla Lettera ai Galati. L'ordine di queste letture è antichissimo, più antico della forma attuale dell'Ufficio Divino. I nostri antenati romani ascoltavano letture, canti, preghiere e antifone all'interno di una rete di memoria scritturale. Perciò l'Epistola, 2 Corinzi 3,4-9, l'Offertorio dall'Esodo 32 e il Vangelo, Luca 10,23-37, formano un trittico liturgico. Mosè intercede per Israele. Paolo intercede per i suoi Corinzi. Cristo, il vero Samaritano, viene all'uomo caduto e comanda a coloro che guarisce di diventare prossimi nella misericordia. Il movimento è dalla pietra al cuore, dalla conoscenza della Legge al fare nella carità ciò che la Legge richiede.

Domenica XII dopo la Pentecoste (“Deus, in adiutorium”)

Le parole dell' Introito della Messa di oggi formano la preghiera introduttiva alle Ore dei Breviari romani, ambrosiani e monastici, recitata mentre si fa il segno della Croce.  Ad esclusione del Triduo Pasquale e nell’Ufficio dei Defunti. Secondo la tradizione è stata introdotta nell'ufficio monastico da san Benedetto da Norcia, fortemente influenzato dagli scritti di san Giovanni Cassiano. San Gregorio Magno l'ha estesa a tutte le chiese romane. Nell'immagine: il Buon Samaritano della parabola evangelica di oggi (miniatura dal Codex purpureus rossanensis sec. VI). Secondo un'interpretazione allegorica, il samaritano è Cristo, l'uomo mezzo morto è l'umanità caduta, e la locanda è la Santa Madre Chiesa, LA Catholica, luogo di rifugio e di guarigione, di salvezza. Abbandonare la Chiesa, turbati dalla terribile crisi che stiamo attraversando, esporrebbe al rischio della morte spirituale... Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Messa di oggi.
Domenica XII dopo la Pentecoste
(“Deus, in adiutorium”)

Intróitus
Ps. 69, 2-3
- Deus, in adiutórium meum inténde: Dómine, ad adiuvándum me festína: confundántur et revereántur inimíci mei, qui quǽrunt ánimam meam.
Ps. 69, 4
- Avertántur retrórsum, et erubéscant: qui cógitant mihi mala. Glória Patri…
Ps. 69, 2-3
- Deus, in adiutórium meum inténde…
Introito
Sal. 69, 2-3
- O Dio, vieni in mio aiuto: o Signore, affrettati ad aiutarmi: siano confusi e svergognati i miei nemici, che attentano alla mia vita.
Sal. 69, 4
- Vadano delusi e scornati coloro che tramano contro di me. Gloria al Padre…
Sal. 69, 2-3
- O Dio, vieni in mio aiuto…

Messa
L'Introito inizia con il magnifico versetto del Salmo 69: O Dio vieni in mio aiuto; Signore, affrettati a soccorrermi! Nella sua decima Conferenza, Cassiano mostra come questo grido dell'anima si addica a tutti gli stati e risponda a tutti i sentimenti (Collat. 10,10). Durando di Mende lo applica nella presente circostanza a Giobbe, poiché le lezioni dell'Ufficio della notte tratte dal Libro in cui sono narrate le sue prove combinano talvolta, benché di rado, con questa Domenica (Razionale 6,126). Ruperto vi vede di preferenza gli accenti del sordomuto la cui misteriosa guarigione formava otto giorni fa l'oggetto delle nostre meditazioni. "Il genere umano nella persona dei nostri progenitori - egli dice - era divenuto sordo per ascoltare i comandamenti del Creatore, e muto per cantare le sue lodi; il primo moto della sua lingua sciolta dal Signore è per invocare Dio" (Dei Divini Uffici 12,12). È pure ogni mattina il primo slancio della Chiesa, come la sua prima parola ad ognuna delle Ore del giorno e della notte.

sabato 15 agosto 2026

Vescovo Mutsaerts: Lettera aperta a Papa Leone XIV

Dal blog del vescovo Mutsaerts, che non ha mai fatto mancare la sua voce. Alcuni precedenti qui - qui - qui - qui. Qui l'indice degli articoli sul Sinodo.
Vescovo Mutsaerts: Lettera aperta a Papa Leone XIV

Rob Mutsaerts, Vescovo ausiliare della Diocesi di ‘s-Hertogenbosch (Olanda) 

Santo Padre,
Con rispetto per il ministero che Le è stato affidato in quanto successore di Pietro, e in solidarietà con la Chiesa che Cristo ha edificato sugli apostoli, mi rivolgo a Lei con questa lettera aperta. Non lo faccio con leggerezza. Ciò che mi spinge a pronunciare pubblicamente queste parole è una preoccupazione che, in ultima analisi, supera ogni altra considerazione ecclesiale: la salvezza delle anime. Salus animarum suprema lex — la salvezza delle anime è la legge suprema. La mia domanda è semplice e seria: il processo sinodale contribuisce davvero ad avvicinare le anime a Cristo e alla salvezza eterna? Questa è per me la domanda decisiva.

"La liturgia è la Tradizione nella sua forma più potente e solenne".

Nella nostra traduzione da Infovaticana, uno straordinario sermone del Vescovo Schneider a Limerick, Irlanda sulla questione liturgica. È importante che si facciano sentire più voci, nella speranza di ricevere ascolto e comprensione che finora difettano. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

La liturgia è la Tradizione nella sua forma più potente e solenne
Monsignor Schneider riscopre un celebre insegnamento di Dom Prosper Guéranger

Il vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), Athanasius Schneider, ha difeso la liturgia tradizionale come espressione privilegiata della trasmissione della fede durante un'omelia pronunciata il 2 agosto nella Chiesa del Sacro Cuore a Limerick (Irlanda), in occasione della sua visita all'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote.

Nel cuore del dibattito sulla messa tradizionale

Negli ultimi mesi, Schneider ha difeso pubblicamente l'opportunità di trovare una soluzione stabile per i fedeli legati alla Messa tradizionale. Dopo l'udienza privata con Leone XIV dello scorso dicembre, ha spiegato di aver proposto al Pontefice la pubblicazione di un documento che regolarizzi la situazione della liturgia precedente alla riforma post-conciliare, con l'obiettivo di promuovere "la giustizia e la pace nella Chiesa".

Di recente, il prefetto del Dicastero per il Culto Divino, il cardinale Arthur Roche, ha dichiarato che Leone XIV non avrebbe abrogato né modificato Traditionis Custodes [vedi]; tuttavia, la Santa Sede non ha annunciato alcuna modifica – tramite un comunicato ufficiale – al motu proprio promulgato da Francesco nel 2021.

15 Agosto/ Assunzione della Beata Vergine Maria

Ripercorrendo l'anno liturgico ci riappropriamo e approfondiamo i retaggi storici che testimoniano l'antichità e la grandezza delle memorie tramandate e che costituiscono i tesori della nostra fede, dalla Chiesa sempre custoditi e oggi così dimenticati. Oltre all'introito ho aggiunto la Secreta. Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa di oggi. Vedi Pio XII, la proclamazione del dogma qui. Vedi anche qui - qui.

Intróitus
Ap. 12, 1 - Signum mágnum appáruit in caelo: múlier amícta sole, et luna sub pédibus eius, et in cápite eius coróna stellárum duódecim. Ps. 97, 1 - Cantáte Dómino cánticum novum: quia mirabília fecit. Glória Patri… Ap. 12, 1 - Signum mágnum appáruit in caelo…

Secreta
Ascéndat ad Te, Dómine, nostrae devotiónis oblátio, et, beatíssima Vírgine María in coelum assúmpta intercedénte, corda nostra, caritátis igne succénsa, ad te iúgiter adspírent. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum. Amen
Introito
Apoc. 12, 1 - Un gran segno apparve nel cielo: una donna rivestita di sole, con la luna sotto i piedi, ed in capo una corona di dodici stelle. Sal. 97, 1 - Cantate al Signore un càntico nuovo: perché ha fatto meraviglie. Gloria al Padre… Ap. 12, 1 - Un gran segno apparve nel cielo…

Secreta
Salga fino a Te, o Signore, l’omaggio della nostra devozione, e, per intercessione della beatissima Vergine Maria assunta in cielo, i nostri cuori, accesi di carità, aspirino sempre verso di Te. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. Amen

15 Agosto.
Assunzione della Beata Vergine in cielo

L'Assunzione della Madonna è una delle solennità liturgiche più ricche di gioia. Gaudent Angeli! Gaudete, quia cum Christo regnat! (Si rallegrano gli Angeli! Rallegratevi anche voi, perché regna con Cristo!). La Chiesa del cielo e quella della terra si uniscono alla felicità infinita di Dio, che incorona sua Madre e cantano con amore la gioia verginale di Colei, che si introduce per tutta l'eternità nella gioia del suo Figlio e Angeli e Santi si affrettano ad acclamarla Regina, mentre la terra gioisce, per aver dato al Cielo la sua gemma più bella.

Glorificazione dell'anima di Maria.
Questo è il giorno natalizio di Maria, quello in cui si celebrano ad un tempo il trionfo della sua anima e quello del suo corpo. Consideriamo prima la glorificazione dello spirito, meno notata, perché comune a tutti i Santi. Il raggiungimento della visione beatifica da parte dell'anima di Maria è cosa di tanto splendore e di tanta ricchezza che riverbera una luce inimitabile sulle nostre più alte speranze. Non ci è possibile immaginare la bellezza di questa suprema rivelazione in cui lo sguardo già così puro e penetrante, della creatura più perfetta, si aprì repentinamente davanti ad un abisso di infinita Bontà, ma, con l'aiuto della grazia divina, tentiamo di levare i nostri pensieri verso la cima, sulla quale si compie questa meraviglia che i nostri occhi non distinguono ancora.
Veramente si tratta di una cima: è il punto di arrivo di un'ascensione continua e perseverante, perché, piena di grazia nel momento della Concezione, l'Immacolata continuò quaggiù a crescere davanti a Dio.

venerdì 14 agosto 2026

Lettera di Leone al card. Roche sulla liturgia

Una notizia che colpisce e che pubblico con notazioni essenziali in attesa di rifletter meglio. Le premesse non mi sembrano incoraggianti. Io mi sto beando con le formule del Latino liturgico di cui sto preparando le prossime pubblicazioni; ma costoro ne ignorano l'incanto e la profondità che non possiamo lasciar vanificare dalle loro visuali ideologiche e distruttive. Ne riparleremo. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

Lettera di Leone al card. Roche sulla liturgia

La Santa Sede ha pubblicato una lettera di Leone XIV al cardinale Roche [qui], datata 29 giugno e scritta in occasione della conferenza sulla formazione liturgica tenuta nell’abbazia di Mount Angel, in Oregon.

Il testo (in inglese) parla di formazione liturgica, richiama Desiderio desideravi, insiste sull’ars celebrandi e afferma con chiarezza «l’esigenza di fedeltà ai testi e alle istruzioni approvati», chiedendo rispetto per i riti promulgati da Paolo VI e Giovanni Paolo II. Di fatto sembra rafforzare l’autorità di Roche e rendere sempre meno plausibile un semplice ritorno a Summorum Pontificum.

Risulta che le sue catechesi attuali sono sulla Sacrosanctum Concilium e molto ci sarà da attingere in itinere già qui sul suo programma. Anche se la sua visuale è già fin troppo chiara in chiave di lettura conciliarista e, sembrerebbe, senza eccezioni. Tuttavia, visto che insiste tanto sull'unità, vedremo come la concepisce.

Per questo pubblico in anticipo sulla programmazione un testo molto significativo di don Mario Proietti [qui]. 

Ne ricaviamo molti squarci di comprensione sulla mentalità della Chiesa attuale che sta mettendo sempre più all'angolo la Tradizione. (Maria Guarini)

Il Latino non è il problema. Il problema è quello che abbiamo smesso di voler insegnare

Finalmente se ne sono accorti (udite udite) perché lo ha detto perfino Enzo Bianchi [vedete chi è qui]! Ma il problema non è solo il latino è anche il Rito e ciò che esso davvero celebra e veicola, oltre al resto che lo stesso don Mario Proietti riconosce nell'articolo che segue... E hai visto mai che il latino diventasse esclusivo dei tradizionalisti! E non avrei finito i punti esclamativi! Il problema è che riconosce gli effetti, ma non le cause, delle quali è vietato discutere: il Concilio e le due ambiguità. Ha abolito i dogmi, ma ora è il nuovo superdogma indiscutibile... Qui l'indice degli articoli sul latino.

Il Latino non è il problema. Il problema è quello che abbiamo smesso di voler insegnare

Premessa su Facebook
Cari amici, ho letto l'articolo di Enzo Bianchi sul suo blog, pubblicato su Vita Pastorale agosto-settembre 2026, sullo scisma della Fraternità San Pio X. In un passaggio riconosce con molta franchezza la sciatteria di tante celebrazioni, critica certe Messe trasformate in spettacolo e arriva a scrivere: «allora decisamente meglio il gregoriano».

Quella frase mi ha fatto pensare. Perché il problema del latino non riguarda il Vetus Ordo. Il latino appartiene alla Chiesa latina e il Concilio Vaticano II non ne aveva previsto la scomparsa. Sacrosanctum Concilium chiedeva che fosse conservato e che i fedeli imparassero almeno le parti dell’Ordinario della Messa.

Papa Leone mantiene il cardinale eterodosso Marx a capo del consiglio economico vaticano

Inaudito, direi; evidentemente sono dello stesso stampo! Inutile ormai illudersi su possibili cambiamenti di rotta rispetto al predecessore. https://www.lifesitenews.com/news/pope-leo-keeps-heterodox-cardinal-marx-as-head-of-vatican-economic-council/ Nel contempo il Vescovo Eleganti avverte che le riunioni di Papa Leone con celebrità di sinistra degradano il papato.
Papa Leone mantiene il cardinale eterodosso Marx a capo del consiglio economico vaticano

Papa Leone XIV ha confermato il cardinale Reinhard Marx a capo del Consiglio per l'Economia del Vaticano, nominando al contempo otto nuovi membri, tra cui quattro laici.

Secondo quanto riportato dalla Sala Stampa della Santa Sede, martedì 11 agosto il Papa ha annunciato i nuovi membri del Consiglio e confermato quelli già in carica. Marx rimane coordinatore del Consiglio per l'Economia, mentre la sua vice è la giurista e laica tedesca Charlotte Kreuter-Kirchhof dell'Università Heinrich Heine di Düsseldorf.
Tra i nuovi membri del consiglio figurano i cardinali Grzegorz Ryś di Cracovia, Ladislav Nemet di Belgrado, Jean-Paul Vesco di Algeri e Roberto Repole di Torino. Inoltre, il Papa ha nominato quattro esperti del mondo imprenditoriale: Denis Duverne, Gisela Liechtenstein, Paolo Nusiner ed Elena Wettstein Principato.

Quando le gerarchie cattoliche giungeranno alla resa dei conti al pari di Anthony Fauci?

Interessante segnalazione da Crisismagazine. Ci si chiede perché, all’interno della Chiesa cattolica, non si prefiguri una discussione simile a quella in corso con protagonista Fauci, in ordine alla discutibile gestione ecclesiastica durante la pandemia [qui]. Nei sei anni trascorsi dallo scoppio della pandemia di Covid, non è stata condotta alcuna analisi approfondita delle decisioni prese dai vescovi e da Papa Francesco in quel periodo. Ma diventa una discussione accademica per il fatto che il primo ad allinearsi è stato il papa e i vescovi con lui, mentre il suo successore sembra in perfetta consonanza con chi l'ha preceduto.

Quando le gerarchie cattoliche giungeranno alla resa dei conti al pari di Anthony Fauci?

Il Senato degli Stati Uniti voterà a breve se dichiarare il dottor Anthony Fauci colpevole di oltraggio al Congresso per essersi rifiutato di rispondere alle domande di una commissione del Senato. Lo scorso 29 luglio, la Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi ha tenuto un'audizione in cui Fauci, ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, si è ripetutamente avvalso del Quinto Emendamento, che vieta di autoincriminarsi, quando gli sono state poste domande sulle decisioni prese durante il suo mandato come "zar del Covid". I repubblicani hanno definito l'audizione un controllo sull'operato del governo durante la pandemia; i democratici l'hanno definita una perdita di tempo retrospettiva per "riaprire la questione" della storia del Covid.

Il Canone romano e lo stato di necessità

Nella nostra traduzione da PeriodicoLaEsperanza. Dice bene e lo dimostra: "Il modernismo non procede principalmente attraverso la negazione esplicita dei dogmi, ma attraverso la loro riconfigurazione a partire da un principio soggettivo in sostituzione della verità rivelata." È stato impegnativo come redazione, sia per i numerosi riferimenti che non ho voluto trascurare per una lettura davvero completa che per alcune glosse che ne integrano la bellissima esposizione. E soprattutto la nota, che diventa un articolo a sé; ma evita dispersioni, permettendo la continuità della consultazione. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico. Qui l'indice di quelli della Chiesa ai tempi di Leone.

Il Canone romano e lo stato di necessità

Ogni grazia ricevuta dall'anima scaturisce dalla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, causa meritoria della nostra salvezza, la cui potenza è significata nel Suo Preziosissimo Sangue versato per la nostra redenzione e che viene ordinariamente applicata attraverso i santi sacramenti. Ma questo stesso sacrificio della Passione si perpetua in modo incruento nel santo sacrificio della Messa, in cui la sua efficacia ci viene comunicata; e così, tutti i sacramenti e tutta la vita cristiana sono ordinati a questo augusto mistero e alla Santissima Eucaristia, culmine del culto divino, nella quale Nostro Signore Gesù Cristo è veramente, realmente e sostanzialmente presente.

Questo si dice nel mese della Solennità del Preziosissimo Sangue, che la pietà della Chiesa celebra il 1° luglio, e lo menziono qui non senza ragione: il Canone Romano non è altro che il rito stesso mediante il quale quel Sangue, versato una volta per tutte sul Calvario, si rende nuovamente presente sull'altare, segno vivente di quell'immolazione cruenta che in sé non può più essere ripetuta. Sia dunque chiaro fin da subito che ciò che si dirà del Canone non intende riferirsi ad esso come a un mero formulario antico, ma piuttosto al fatto che, per disposizione della Chiesa, è il canale stesso attraverso il quale questo Sangue viene effuso sulle anime.

giovedì 13 agosto 2026

Santa Messa solenne antiquior dell'Assunta a Tolentino

Nel quartiere “Cappuccini” di Tolentino la festa dell’Assunta di Sabato 15 agosto 2026 sarà particolarmente solenne grazie ai confratelli “sacconi” di Tolentino che hanno organizzato nella Chiesa del Sacro Cuore di Tolentino il tradizionale Pellegrinaggio a cui prenderanno parte, come di consueto, anche dei turisti e dei fedeli stranieri.

La Messa Solenne cantata delle ore 17,00 sarà celebrata da don Giorgio Lenzi, Superiore Italiano dell’Istituto del Buon Pastore di Roma che porterà a Tolentino un Sacerdote novello ordinato, assieme ad altri suoi confratelli  del seminario internazionale San Vincenzo de Paoli, il 4 luglio scorso dal Cardinale Gerhard Ludwig Müller prefetto emerito del Dicastero per la Dottrina della Fede.

Degna di nota la partecipazione dei Solisti dell’Accademia dei Dissennati diretti dal Maestro Lorenzo Chiacchiera e dei Cantori gregoriani diretti dal Maestro Francesco Mazzeo che seguiranno questo programma di musica sacra polifonica:

Introduzione al Vangelo

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo su L'introduzione al Vangelo. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico.

Mentre per l'Epistola esistono diverse introduzioni, per il Vangelo ce n'è solo una: In illo tempore, ovvero "A quel tempo". Esiste un'altra introduzione per l'Epistola, In diebus illis, ovvero "In quei giorni", simile ma più vaga. "In quei giorni" può suggerire qualcosa come "Nei tempi antichi": gli eventi in questione sono accaduti molto tempo fa, ma non sappiamo con precisione quando, o forse non è così importante. Suggerisce, tuttavia, che gli eventi siano realmente accaduti, a differenza dell'onnipresente introduzione alle fiabe. "C'era una volta", naturalmente, è un modo per dire "Questo non è mai accaduto nel tempo".

Statistiche di lettura inconsuete. Interesse o monitoraggio?

Carissimi,
condivido con voi il mio stupore. Dopo tanto tempo sono andata a guardare le statistiche del blog e mi sono accorta che da qualche mese i lettori superano i 100.000 e, a volte, i 200.000 (sì avete visto bene) al giorno. 
Le punte più alte risultano dagli USA. 
La cosa strana è che vanno a spulciare tutto il blog, anche gli articoli più vecchi che non ricordavo. 
Ieri, ad esempio, il più letto è stato questo. Secondo voi è interesse o monitoraggio?

Due papi nel mirino: dichiarano guerra… ai cattolici tradizionalisti

Nella nostra traduzione da Remnant. Dalla Traditionis Custodes di Francesco alle scomuniche della Fraternità San Pio X di Leone XIV, due pontificati consecutivi hanno rivolto la campagna più aspra della Chiesa non contro i nemici secolari, ma contro gli stessi cattolici legati alla Tradizione. Si tratta di una correzione pastorale o di una guerra senza precedenti contro i fedeli? Quello che segue è uno sfogo, più che un'analisi argomentata; ma inquadra la realtà attuale. Qui l'indice della liturgia ai tempi di Leone e qui l'indice dei precedenti.

Due papi nel mirino: dichiarano guerra… ai cattolici tradizionalisti

I fedeli cattolici non possono certo ignorare due dichiarazioni di due papi diversi... o forse sì?

I cattolici di buona volontà lo capiscono. Le macchinazioni sono state ben documentate. Sia Papa Francesco che Papa Leone XIV hanno condotto la santa Barca di Pietro in posizione di guerra; una guerra in cui il Vaticano è l'aggressore.

Non è una guerra “contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro gli spiriti della malvagità che sono nei luoghi celesti (Efesini 6)”. Né è una guerra contro la brutalità empia del Partito Comunista Cinese o contro il massacro di cattolici innocenti da parte di musulmani radicali in Africa.
No. Questa orribile guerra vaticana è condotta contro i cattolici tradizionalisti all'altare, e ora anche contro quelli seduti tra i banchi. È una guerra contro i fedeli.