Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 7 febbraio 2026

Toucho Fernández sarà l'unico a condurre i colloqui con la FSSPX.

Riprendiamo da X.
Toucho Fernández sarà l'unico a condurre i colloqui con la FSSPX 

“Aggiornamento FSSPX 8.0: Chiarimenti su alcuni recenti resoconti sui colloqui tra FSSPX e Vaticano. Il cardinale Koch, prefetto del Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, mi ha detto che: “Non sono coinvolto nel dialogo con la FSSPX. È responsabilità del Dicastero per la Dottrina della Fede.
Per questo motivo non posso essere disponibile per gli incontri”. Ciò conferma il completo passaggio a DDF/Cardinale Fernández che ora gestisce da solo i negoziati con la FSSPX, senza il Cardinale Koch o altri membri del clero del Dicastero, come suggerito dalla stampa italiana“.

18 commenti:

Meglio il Tucho di Roche o Parolin ha detto...

Wanderer sul prossimo incontro tra il Rev. Pagliarani e il Cardinal Fernandez.

Il media internazionale The Pillar — a mio avviso uno dei più autorevoli in materia religiosa — ha recentemente comunicato che il cardinale Víctor Fernández, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, riceverà la prossima settimana padre Davide Pagliarani, superiore generale della FSSPX.
Una prima riflessione è che un po' di pressione è stata utile per stimolare il Vaticano ad agire.
E una seconda, più importante. Al di là di quanto possa sembrare, ritengo che sia una buona notizia. Tutti in questo blog conoscono la mia opinione sul cardinale Fernández. Tuttavia, per correttezza, devo dire che non è stato né credo sia ostile alla messa tradizionale. Anzi, quando era arcivescovo di La Plata ha creato una parrocchia personale per i fedeli di rito tradizionale che, per quanto ne so, è l'unica di questo tipo esistente in Argentina.
D'altra parte, il cardinale è un apprezzato discepolo di Bergoglio, che nutriva simpatia per la FSSPX.
Concordiamo quindi che, alla luce di questi precedenti, è preferibile che sia Fernández ad accogliere padre Pagliarani piuttosto che Parolin o Roche.
Naturalmente, la cosa migliore che possiamo fare noi, che osserviamo la questione dall'esterno, è pregare, e pregare intensamente per questo incontro.

Wanderer, 04.02.2026

E.P. ha detto...

Sarà el Tucho? Benissimo: è la garanzia che le ordinazioni ci saranno.

Dopotutto lui e Bergoglio hanno sempre avuto «simpatia per la FSSPX» e soprattutto per la Tradizione, dico bene o dico giusto?

Anonimo ha detto...

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV7668_FSSPX_Mons_Strickland.html : Deo Gratias ! Anche mons Strickland propende per la sopravvivenza della vera fede cattolica rispetto al mero legalismo burocratico, riguardo alle nuove consacrazioni episcopali nella FSSPX, a prescindere, poi, dal fatto che la vera ribellione alla Chiesa Cattolica bimillenaria è stata quella del clero modernista impadronitosi del ponte di comando della barca di San Pietro : mons Lefebrvre è solo corso ai ripari per garantire la sopravvivenza del depositum fidei e della Santa Messa, entrambi traditi e abbandonati dai ribelli midernisti, insediatisi al comando della Chiesa-istituzione col compito di distruggerla dall'interno. Si fingono cattolici mentre in realtà sono una setta protestante tra le tante, ma vogliono imporre il loro protestantesimo ( mascherato da aggiornamento per ingannare i fedeli) con autoritarismo intollerante, con clericalismo. Ben vengano quindi nuovi vescovi cattolici, Dio li aiuti e li protegga. LJC Catholicus

Anonimo ha detto...

Ogni previsione sul colloquio prossimo venturo è del tutto prematura. Non dimentichiamoci del fatto che il cardinale Fernández agirà sempre sulla base di istruzioni del Papa.
Non farà certo di testa sua. Ma la sua testa, qual'è? Non lo sappiamo, non sappiamo come la pensa veramente sulla questione. La sua eventuale opinione personale conta comunque poco.
Secondo quanto dichiarato da don Pagliarani, nella lettera con la quale rispondeva alla seconda richiesta di don Pagliarani, il cardinale Fernández non mostrava alcuna apertura ed anzi ricordava le sanzioni ecclesiastiche per il caso di consacrazioni senza mandato.
Perciò, calma e sangue freddo.
Bergoglio era di carattere umbratile, dicono. Prese in simpatia la fsspx in argentina perché resistette al governo laico del tempo nel dichiararsi cattolica, cosa che comportava la sua ingiustificata iscrizione nelle sette, in quanto congregazione canonicamente non riconosciuta.
Ma a quale fine Bergoglio abbia poi fatto le due note concessioni unilaterali alla fsspx, non lo sappiamo. lo possiamo intuire: indurre la fsspx ad una "regolarizzazione" canonistica che tuttavia avrebbe messo la fsspx alla mercé degli umori di quel papa.
La personalità singolare di Bergoglio fu un autentico shock per i vertici della fsspx. che decisero ad un certo punto (saggiamente) di non lasciarsi coinvolgere in trattative con lui. Temevano che in un secondo tempo facesse far loro la fine dei Francescani dell'Immacolata.

Anonimo ha detto...

Lasciamo perdere la simpatia di Bergoglio per la Fraternità, che non era disinteressata.
Come all'epoca di De Maistre anche oggi essere pensatori contro il nostro tempo è la cosa migliore, ma più difficile.
Spesso rifletto e mi dico di sentirmi profondamente a disagio nel tempo che mi è toccato in sorte di vivere.
Avverto di non riuscire a respirare il famoso "spirito del tempo" e di avere una sana nostalgia del tempo dello spirito.
--Caustico

Laurentius ha detto...

Incomincia domani, domenica 8 febbraio, la novena alla Festa del Santo Volto, la quale si celebra il giorno che precede il Mercoledì delle Ceneri.

✝️ Volto Santo di Gesù, guardaci con misericordia!

Anonimo ha detto...

Beh, forse per la FSSPX ma per la Tradizione.....

Anonimo ha detto...

Bergoglio aveva simpatia per coloro che l’hanno sempre ritenuto un papa legittimo. Questo gravissimo errore commesso in spregio a Benedetto XVI segna indelebilmente le ragioni per le quali il massimo dell’ortodossia va a discutere con uno che sarebbe già fuori posto in qualunque altro dicastero e invece è alla guida della Dottrina della fede. Così chi vuole l’abilitazione di ottico va dal cieco capo per essere valutato idoneo come vista.

Anonimo ha detto...

Scrive Carlos Balén, riportato da Peter Kwasniewski:
«È meglio smetterla con le finzioni devote. Quanto accaduto con la Fraternità San Pio X non è un incidente, né uno scatto d'ira improvviso, né una “fuga in avanti”. È l'esito logico di una strategia romana perfettamente riconoscibile: prendere tempo, trascinare le conversazioni, rimandare le decisioni e confidare che la biologia faccia il lavoro sporco. Quattro vescovi consacrati da Lefebvre, sempre più anziani. Un calcolo semplice: aspettare che muoiano e, morto il cane, finita la rabbia.

Per trent'anni i negoziati si sono svolti senza negoziare realmente. Incontri, lettere, commissioni, gesti amabili, dichiarazioni ambigue, silenzi prolungati. Molto movimento, nessun progresso strutturale. Nessuna soluzione canonica stabile. Nessuna solida garanzia sacramentale. Nessun quadro giuridico che non potesse essere revocato dal prossimo burocrate dotato di firma delegata. Tutto provvisorio, tutto condizionato, tutto reversibile. La specialità della casa.

Roma non voleva risolvere il “problema FSSPX”; voleva gestirlo fino alla sua naturale estinzione. E questo spiega l'infinita pazienza, la cordialità senza frutti e il rifiuto sistematico di affrontare il vero nocciolo della questione: la continuità oggettiva del ministero episcopale e sacramentale per una realtà viva, in crescita e con vocazioni reali. Nel frattempo, si ripeteva il solito mantra: aspettare, aver fiducia, vedremo, non è il momento.

Il problema dei trucchi dilatori è che funzionano solo finché l'altra parte non li smaschera. E la Fraternità, a torto o a ragione, ha finalmente visto la trappola. Ha capito che non c'era alcun orizzonte, solo rinvii. Che non c'era volontà di una reale integrazione, ma una gestione burocratica del logoramento. Che il tavolo del dialogo era un tapis roulant: molto sforzo, nessuno spostamento.»

Anonimo ha detto...

"E la Fraternità, a torto o a ragione, ha finalmente visto la trappola."

No, se no non ci sarebbero nuovi colloqui tra Pagliarani e Tucho. Io comunque, a prescindere da quanto scrive il buon Kwasniewski, rimango convinto che i fatti dicano altro, ovvero che sono dialoghi impossibili da entrambe le parti, perché le rispettive posizioni sono inamovibili: da un lato si vuole il riconoscimento del V2, dall'altro si vuole la "conversione" di Roma. Posizioni inconciliabili che rendono il dialogo impossibile e una pia finzione reciproca o reciproco esercizio di pubbliche relazioni a beneficio dei rispettivi popoli bue, in quanto la Fraternità non può sottoscrivere il V2, pena il decadere della sua stessa ragione di esistere; e Roma non può accettare che il V2 non sia sottoscritto, perché se lo facesse significherebbe davvero che il Concilio è stato eretico e crollerebbe tutta la rivoluzione.
Questa è la vera posta in gioco, al di là delle consacrazioni ventilate, permessi o dinieghi, dialoghi, "stati di necessità" e compagnia bella, un balletto che mena il can per l'aia e costituisce una delle "distrazioni di massa" a livello ecclesiale tradizionalista.

Meglio ha fatto Mons. Williamson a lasciar perdere tutto ciò e a concentrarsi sulla ricostruzione... Infatti, se si pensa di essere in coscienza nel giusto, non c'è tempo da perdere, perché come ripete giustamente il mantra lefebvriano, nel frattempo "si perdono le anime".

Inoltre, colloquiare con la "Roma ladrona" (di dottrina e liturgia) è lo stesso metodo dell'ecumenismo conciliare con i protestanti. Non ci possono essere dialoghi se almeno da una parte non si pratica l'irenismo o la svendita della propria posizione. Ma ciò non è praticabile da chi ritiene di essere dalla parte della Verità. E i compromessi o accordi al ribasso non sono benefici per nessuno.

Anonimo ha detto...

Niente dialoghi impossibili e Consacrazioni di 4, 5, 20 o 100 vescovi, almeno uno per distretto, in modo che 1) non debbano correre qui e là come anime in pena; 2) il popolo fedele abbia i suoi pastori, non li veda per un mordi e fuggi solo in occasione di cresime e ordinazioni sacerdotali, ma possano essere veri pastori vicini al gregge per tutto ciò che loro compete e non invece "vescovi dimezzati".

Anonimo ha detto...

Mons. Williamson ha consacrato vescovi di nascosto, in clandestinità per così dire. Una prassi singolare. Si sa che ci sono ma non si sa chi siano.
Circa la "svendita" della propria posizione da parte della fsspx (per il solo fatto di avere colloqui con le autorità romane?), si tratta di affermazioni senza senso.

Anonimo ha detto...

"Il cardinal Fernández, a nome di papa Leone, ha invitato la Chiesa a ritornare all’intuizione fondamentale di Francesco, espressa in Evangelii gaudium, la sua enciclica chiave: semplificando un po’, si tratta di ridurre l’annuncio del Vangelo alla sua espressione primitiva ed essenziale, in formule molto concise e incisive – il «kerygma» –, in vista di una «esperienza», di un incontro immediato con Cristo, lasciando da parte tutto il resto, per quanto prezioso possa essere – concretamente, l’insieme degli elementi della Tradizione, considerati come accessori e secondari. È questo metodo di nuova evangelizzazione che ha prodotto il vuoto dottrinale caratteristico del pontificato di Francesco, fortemente avvertito da un intero settore della Chiesa.

Certo, in questa prospettiva occorre sempre preoccuparsi di fornire risposte nuove e adeguate alle questioni che emergono; ma tale compito deve realizzarsi attraverso la riforma sinodale, e non mediante la riscoperta delle risposte classiche e sempre valide offerte dalla Tradizione della Chiesa. È in questo modo, nel «soffio dello Spirito» di questa riforma sinodale, che Francesco è stato capace di imporre all’intera Chiesa decisioni catastrofiche, come quella che autorizza la comunione dei divorziati risposati o la benedizione delle coppie dello stesso sesso.

In sintesi: mediante il «kerygma» si isola l’annuncio del Vangelo da tutto il corpus della dottrina e della morale tradizionali; e mediante la sinodalità si sostituiscono le risposte tradizionali con decisioni aleatorie, facilmente assurde e dottrinalmente ingiustificabili. Lo stesso cardinal Zen ritiene che questo metodo sia manipolatorio e che attribuirlo allo Spirito Santo sia blasfemo. Temo, purtroppo, che egli abbia ragione."

Don Davide Pagliarani, Superiore Generale della FSSPX

Anonimo ha detto...

E allora sono senza senso anche i "colloqui". Colloquiare di che? Per avere qualche chance di essere approvati? Non è possibile e se lo fosse, vorrebbe dire che la Fraternità si è (s)venduta, almeno stando al giudizio di alcuni commentatori che giudicano aspramente gli istituti Ecclesia Dei per non aver detto una parola sulle eresie di Bergoglio. E se davvero l'approvazione succedesse, quale sarebbe poi la differenza per esempio con la Fraternità San Pietro? Nulla. E perché i lefebvriani dovrebbero avere dei vescovi e i San Pietro o qualcun altro no? Mysterium Fidei.
Cari amici, tenetevi cara la vostra libertà e non perdete tempo con i dialoghi. Prima del concilio si bollavano i dialoghi con la seguente battuta: Qual è il primo dialogo della storia? Quello tra Eva e il serpente e non ha portato bene...

Anonimo ha detto...

I vescovi consacrati da Williamson si sa chi sono e sono 6:
Jean-Michael Faure, Tomás de Aquino Ferreira da Costa, Gerardo Zendejas, Giacomo Ballini, Michał Stobnicki, Paul Morgan. Consacrati dal 2015 al 2022, se non erro. I sei sono stati consacrati per vari paesi: Francia, Brasile, Irlanda, Polonia, Uk.

Nessun segreto. Le informazioni ci sono anche su Wikipedia, oltre che sui vari siti della Resistenza... Sono disponibili in rete anche le foto delle consacrazioni, video, articoli di vari giornali, e si nota anche la presenza di parecchi fedeli a queste liturgie. Nulla di nascosto o fatto in segreto. Basta fare una ricerca su Google e le informazioni scappano fuori subito.

Chi sparga disinformazione su Williamson non si sa chi sia, ma non si può escludere nessuno, nemmeno gli ex confratelli o chi si ritenga suo "concorrente" nel campo dei tradizionalisti.

Anonimo ha detto...

Senza senso anche i colloqui con le autorità romane? Non equivochiamo sul termine colloqui.
Non ha un significato tecnico ma solo generico. Sono incontri che corrispondono da sempre alla logica della diplomazia. Come dicono i diplomatici: "finché si discute, non si spara".
Don Pagliarani, semplice sacerdote anche se Superiore della fsspx, viene invitato a Roma a spiegarsi al suo superiore gerarchico, nella fattispecie il cardinale Prefetto del Dicastero per la Dottrina.
Non si tratta di colloqui per convincere qualcuno ma di complessi negoziati per ottenere una determinata cosa o per negarla.

Anonimo ha detto...

Volevo solo ricordare, a me steso in primis, il testamento spirituale di Mons. Léfèbvre, che sicuramente in Fraternità conosceranno tutti, dal Superiore Generale all’ultimo neofita; esso recita più o meno così “nessun accordo con Roma fino a che non ritorna cattolica”.
A tutt’oggi a mio modesto parere, questa esortazione del Fondatore assume ancora più valore di quanto ne avesse a fine anni ’80. LJC Catholicus
(…non ho mica offeso nessuno, vero Mic? grazie)

Anonimo ha detto...

Comunque che i colloqui sian con Fernandez mi sembra lasci spazio a grandi praterie, forse tipo quelle argentine.