giovedì 6 ottobre 2011

Il Cardinal Piacenza ai Seminaristi sull'interpretazione corretta del Concilio


L'Osservatore Romano del 5 ottobre ha pubblicato ampi stralci dell'intervento La Parola di Dio nella vita del sacerdote, sulla ricezione dell'esortazione apostolica post-sinodale Verbum Domini di Benedetto XVI, pronunciato a Los Angeles, martedì 4 ottobre, dal cardinale prefetto della Congregazione per il Clero in una conferenza ai sacerdoti di lingua spagnola dell'arcidiocesi.

Nessun accenno, invece, alle significative e 'sapienti' esortazioni rivolte dal cardinale ai seminaristi nell'incontro svoltosi nella stessa data [testo integrale qui], che pubblico di seguito per condividerle con voi e alimentare la nostra riflessione, sottolineando come purtroppo anche nell'ambito ecclesiale l'informazione venga data con un taglio strumentale e discriminatorio, che riflette le linee portanti della cultura egemone.


[...]
2. Le priorità della formazione
Oltre al primato indiscusso di Dio, è necessario che la formazione umana occupi il fondamentale posto che le spetta. Nessuno può attendere una umanità perfetta per accedere agli ordini sacri, ma è indispensabile, in tutta onestà, mettersi in gioco, affidando a Dio per il tramite del Direttore spirituale tutto di se stessi. Non cedete all'illusione per cui le questioni non risolte (o non debitamente affrontate) si potranno improvvisamente sciogliere dopo l'ordinazione. Non è affatto così! E l'esperienza lo dimostra!

La formazione umana ha certamente bisogno di un giusto grado di auto-conoscenza, ed in questo senso le cosiddette scienze umane possono fornire un valido aiuto, ma ha soprattutto bisogno di "stare a contatto" con la Santa umanità di Cristo!

É stando con Lui che noi veniamo plasmati progressivamente! É Lui in vero formatore! In tal senso, l'adorazione eucaristica prolungata ricopre un ruolo fondamentale anche e soprattutto nella formazione umana! Lasciarsi "abbronzare" dal Sole eucaristico, significa, nel tempo, limerebbe i propri spigoli, imparare dall'umile per eccellenza, stare alla scuola della Carità fatta carne.

Accanto alla formazione umana, centrale è quella intellettuale. É indubbio che questa abbia occupato, negli ultimi decenni, una importante parte dell'intera formazione seminaristica. Ora, molto probabilmente, in questo ambito è necessario valutare attentamente le proporzioni e gli equilibri. Pur desiderando per tutti una buona formazione, non tutti i Sacerdoti dovranno fare i teologi.

La formazione intellettuale deve mirare a trasmettere i contenuti certi della fede, argomentandone ragionevolmente i fondamenti scritturistici, quelli della grande Tradizione ecclesiale e del Magistero nonché facendosi accompagnare dagli esempi di vita sei Sacerdoti santi. Non dovete smarrirvi nei meandri delle varie opinioni teologiche che non danno certezza e pongono la Verità rivelata alla stregua di ogni altro "pensiero umano". Ci si forma sulle certezze e mirando ad avere nel proprio bagaglio una visione di sintesi con l’entusiasmo della missione.

Sono personalmente convinto che una buona e solida formazione teologica, che riscopra anche il fondamento filosofico della metafisica e non tema di accogliere tutta intera la Verità, sia anche il miglior antidoto alle tante "crisi di identità" che taluni purtroppo vivono. In tal senso, il Santo Padre Benedetto XVI ha già più volte richiamato all'imprescindibile utilizzo del Catechismo della Chiesa Cattolica come orizzonte a cui guardare e come riferimento certo del nostro attuale pensare teologico.
Il Catechismo è anche il grande strumento che il Beato Giovanni Paolo II ha donato a tutta la Chiesa, per la corretta ermeneutica del Concilio Vaticano II. Anche su questo aspetto è necessario che la formazione intellettuale non viva equivoci di sorta.

Voi siete nati nel Post-Concilio (credo quasi tutti) e, forse, siete per ciò stesso sia figli del Concilio, sia più immuni dalle polarizzazioni, talvolta ideologiche, che l'interpretazione di quell'Evento provvidenziale ha suscitato.

Sarete voi, probabilmente, la prima generazione che interpreterà correttamente il Concilio Vaticano II, non secondo lo "spirito" del Concilio, che tanto disorientamento ha portato nella Chiesa, ma secondo quanto realmente l'Evento Conciliare ha detto, nei suoi testi alla Chiesa ed al mondo.

Non esiste un Concilio Vaticano II diverso da quello che ha prodotto i testi oggi in nostro possesso! É in quei testi che noi troviamo la volontà di Dio per la sua Chiesa e con essi è necessario misurarsi, accompagnati da duemila anni di Tradizione e di vita cristiana.

Il rinnovamento è sempre necessario alla Chiesa, perché sempre necessaria è la conversione dei suoi membri, poveri peccatori! Ma non esiste, né potrebbe esistere, una Chiesa pre-Conciliare ed una post-Conciliare! Se così fosse, la seconda -la nostra- sarebbe storicamente e teologicamente illegittima!

Esiste un unica Chiesa di Cristo, della quale voi siete parte, che va da Nostro Signore agli Apostoli, dalla Beata Vergine Maria ai Padri e ai Dottori della Chiesa, dal Medioevo al Rinascimento, dal Romanico al Gotico al Barocco, e così via fino ai nostri giorni, ininterrottamente, senza alcuna soluzione di continuità, mai! E tutto perché la Chiesa é il Corpo di Cristo, è l'unità della Sua Persona che é donata a noi, sue membra!

Voi, carissimi Seminaristi, sarete sacerdoti della stessa Chiesa di Sant'Agostino, di Sant'Ambrogio, di San Tommaso d'Aquino, di San Carlo Borromeo, di San Giovanni Maria Vianney, di san Giovanni Bosco, di S. Pio X, fino al Santo Padre Pio, a san José Maria Escrivá ed al Beato Giovanni Paolo II. Sarete sacerdoti della stessa Chiesa che è fatta di tantissimi santi Sacerdoti che nei secoli hanno reso luminoso, bello, irradiante e perciò facilmente riconoscibile il volto di Cristo Signore nel mondo.

La vera priorità e la vera modernità, allora, miei cari, è la santità! L'unica possibile risorsa per una autentica e profonda riforma è la santità e noi abbiamo bisogno di riforma! Per la Santità non c'è un seminario, se non quello della Grazia di Nostro Signore e della libertà che si apre umilmente alla sua azione plasmatrice e rinnovatrice!

Il Seminario della santità, poi, ha un Rettore davvero magnifico ed è una donna: la Beata Vergine Maria. Lei che per tutta la vita ci ripeterà: "Fate ciò che Lui vi dirà", possa accompagnarci in questo arduo, ma affascinante cammino!

[Fonte: http://www.clerus.org/clerus/dati/2011-09/30-13/LA_4X11_Incontro_Seminaristi_it.html ]

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Cos'è che ha provocato il disorientamento se non l'ambiguità? E chi è che deve darci la 'lettura' corretta dei testi ambigui?

DANTE PASTORELLI ha detto...

I seminari van ricostruiti dalle fondamenta, a cominciar dai docenti: basta chiacchiere, anche alate, e fatti concreti.
Un giovane amico seminarista mi diceva giorni fa: devo sostener gli esami e allora gli spiattello tutto quel che voglion sentirsi dire; ma io in segreto studio su testi tradizionali, le mie devozioni son tradizioali, a casa mi fo amandar riviste tradizionali.
Insomma questo ragazzo ha una doppia vita ma non può per motivi seri allontanarsi dalla sua città per frequentare un istituto ben impostato.

Anonimo ha detto...

aro Dante, solo nel mio piccolo giro, ne conosco 5 di seminaristi nella stessa situazione, mentre ogni tanto ce n'è qualcuno, del Laterano, che viene di nascosto alla Messa VO di Via Merulana... Ad uno di loro, giovanissimo, ho regalato il mio Messale e mi ha detto che doveva star attento a non farlo riconoscere...

Questa è la nostra Chiesa, oggi. E, poi, sono in tanti quelli che vorrebbero che continuassimo a dire "che bei vestiti ha l'imperatore", altrimenti remeremmo contro il Papa!

Ma non c'è Carità -e quindi nemmeno comunione- senza Verità...

Anonimo ha detto...

Che senso ha questa fiumana di discorsi, interviste, convegni per discutere sempre delle stesse cose, se poi non si fa nulla per correggere le storture?