Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 9 aprile 2026

Non l’arma del mondo ma quella che riconduce ogni cosa al Cuore di Dio

Non l’arma del mondo ma quella
che riconduce ogni cosa al Cuore di Dio


Stavo parlando con mia madre al telefono, e nella sua voce si percepiva qualcosa che andava oltre le parole: una preoccupazione silenziosa, profonda, per la situazione che stanno vivendo i Paesi vicini alla guerra (come il Pakistan). Non era timore, ma quello sguardo vigile che solo una madre sa avere, capace di portare nel cuore il peso del mondo senza mai perdere la fede.

Prima di chiudere la chiamata, ha fatto ciò che ha sempre fatto: mi ha benedetta. Anche a distanza, quella benedizione è arrivata come un velo di pace, come una protezione posata sulla mia casa. Ha pregato per me e per la mia famiglia, affidandoci a Dio con quella semplicità che nasce da una fede vissuta e provata e io ho pregato per lei, perché l’amore vero non trattiene, ma restituisce sempre a Dio ciò che riceve.

Non c’era bisogno di aggiungere altro. Nel silenzio che è seguito, abbiamo compreso entrambe cosa dovevamo fare. Prima di dormire, avremmo pregato il Rosario.

In tempi come questi, mentre il mondo alza la voce, si divide e si agita, cercando sicurezza nelle parole e nelle strategie degli uomini, anche i cuori rischiano di smarrirsi nell’inquietudine. Eppure, proprio in questo smarrimento, il Signore ci richiama a ciò che è essenziale, a ciò che non passa.

È in questo silenzio che le nostre mani cercano il Rosario.

Quasi senza bisogno di dirlo, sappiamo che è lì che dobbiamo tornare. Non per fuggire dalla realtà, ma per rimanerci dentro con fede. Tra quei grani scorre una preghiera umile e potente, capace di raggiungere anche i luoghi che noi non possiamo toccare ed è lì che comprendiamo, con una certezza che non fa rumore, che questa è la nostra arma.

Non l’arma del mondo, che divide e ferisce, ma quella che custodisce e difende; non quella che impone, ma quella che supplica; non quella che distrugge, ma quella che riconduce ogni cosa al Cuore di Dio.

Quante volte, nella storia, proprio nei momenti più oscuri, Dio ha mandato la Vergine Maria per indicarci la strada? Sempre la stessa, semplice e disarmante: convertirsi, pregare, tornare a Dio. Non soluzioni complesse, ma un invito essenziale, che il mondo spesso dimentica ma che resta l’unica vera risposta.

E così, anche questa sera, pregheremo.

Bea ed io continuiamo a pregare per la pace ogni singolo giorno. Nella semplicità della nostra casa, nel ritmo silenzioso delle Ave Maria che scorrono tra le dita, affidiamo a Dio le paure del mondo, le tensioni, le sofferenze nascoste. C’è qualcosa di profondo in questo gesto così piccolo agli occhi del mondo: ogni preghiera, anche la più nascosta, ha un peso eterno.

Forse è proprio questo che ci è chiesto in questi tempi: non lasciarci vincere dall’angoscia, ma rimanere fedeli nelle cose semplici, costanti, invisibili. Stringere il Rosario come si stringe una certezza. Credere, anche ora, che la grazia opera, che Dio non abbandona il Suo popolo, e che attraverso le mani dolci di una Madre continua a guidarci, silenziosamente, verso di Lui.
Zarish Imelda Neno

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