mercoledì 30 aprile 2014

L’ANTICA EREDITÀ LITURGICA

Rito Antiquior tomba Santa Caterina, 2013
Oggi 30 aprile, il Santorale del Rito Romano Antiquior festeggia Santa Caterina da Siena, mentre quello del Novus Ordo san Pio V. Tutti gli uomini hanno bisogno di modelli a cui guardare: c’è chi segue quelli negativi e a volte infimi, e chi, invece, segue quelli positivi o addirittura santi. Il popolo di Dio è interpellato dalla Chiesa a seguire questi ultimi. Fra i santi ci sono poi quelli “speciali”, gli eletti fra gli eletti: santa Caterina e san Pio V fanno parte degli “eletti speciali”, perché nei disegni di Dio ci sono i chiamati, ma anche quelli più chiamati degli altri, esattamente come accade nella distinzione dei cori angelici, dove, per esempio, san Michele Arcangelo ha un ruolo maggiore in confronto ad un angelo custode, a dispetto dell’egualitarismo di matrice illuminista. Santa Caterina e san Pio V hanno operato in tempi molto difficili e critici; vengono perciò a dimostrare a noi, fedeli del secondo millennio, che Fede e Chiesa possono sempre essere difese, anche quando le circostanze appaiono avverse su tutti i fronti. [Fonte]

Approfitto dunque per ricordare San Pio V, il grande Papa che curò la riforma della Chiesa sulle orme del Concilio tridentino e al quale dobbiamo la revisione del Messale Romano e la sua diffusione in tutto l'Occidente latino, con il testo seguente tratto da:

Breve storia della Messa Romana
Michael Davies

Sulla Messa tradizionale nel Rito Romano, la Messa “tridentina”, Padre Fortescue conclude:
 Dal Concilio di Trento la storia della Messa non è per niente e tutt’altro che la composizione di nuove Messe: Lo schema e le parti fondamentali rimangono le stesse. Nessuno ha mai pensato di toccare la venerabile liturgia della Messa Romana, se non per aggiungere nuovi propri.
La sua valutazione finale del Messale di S. Pio V [il libro di Fortescue fu pubblicato nel 1912, n. d. t.] merita un’attenta meditazione:
Ci saranno ancora molti giorni nei quali dremo la Messa detta per secoli dai giorni dei libri gelasiani e leonini. E quando verranno, le nuove Messe cambieranno soltanto nel proprio.
In nostro Canone è intatto, come tutto lo schema della Messa. Il nostro Messale è ancora quello di S. Pio V. Dobbiamo ringraziare che la sua commissione sia stata così scrupolosa da mantenere o restaurare l’antica tradizione romana. Essenzialmente il Messale di S. Pio V è il Sacramentario Gregoriano, modellato sul libro gelasiano che a sua volta dipende dalla collezione leonina. Troviamo le preghiere del nostro Canone nel trattato De Sacramentis riferimenti al Canone stesso nel IV secolo. Così la nostra Messa va indietro, senza cambiamenti essenziali, all’epoca nella quale per la prima volta si sviluppò dalla liturgia più antica. E’ ancora pregna di quella liturgia, di quando Cesare governava il mondo e pensava di poter stroncare la fede in Cristo [qui, probabilmente, Fortescue cita Cesare, morto nel 44 a. C., come prototipo di imperatore romano, n. d. t.], di quando i nostri padri si incontravano tra loro prima dell’alba e cantavano un inno a Cristo come a un Dio. Il risultato finale della nostra inchiesta e che, nonostante i problemi irrisolti, nonostante i cambiamenti successivi, non esiste nella Cristianità un altro rito così venerabile come il nostro.
Mons. Klaus Gamber, uno dei più grandi liturgisti di questo secolo, pne in un suo libro, The Reform of the Roman Liturgy, una domanda assai pertinente sulle motivazioni della riforma che seguì il Vaticano II, ma in nessun modo volute dal Concilio:
Tutto ciò fu fatto veramente per la preoccupazione pastorrale sulle anime dei fedeli, o non rappresentò piuttosto una frattura radicale col rito tradizionale, per impedire l’uso ulteriore dei testi liturgici tradizionali e rendere così impossibile la celebrazione della “Messa Tridentina” – in quanto la stessa non rifletteva più il “nuovo spirito” che circolava nella Chiesa?
Sia ringraziato il Signore non solo perchè la Messa Tridentina non è soltanto “la cosa più bella da questa parte del cielo, ma anche perché è la Messa che non morirà. Come i fedeli di Milano fecero sì che il Rito Ambrosiano non fosse rimpiazzato da quello Romano, così i fedeli del rito Romano hanno rifiutato di abbandonare quella Messa pregna della liturgia “di quando l’imperatore romano [Caesar nel testo originale, cfr. note precedenti, n. d. t.] governava il mondo e pensava di poter stroncare la fede in Cristo, di quando i nostri padri si incontravano tra loro prima dell’alba e cantavano un inno a Cristo come a un Dio.” Il suo uso rinnovato aumenta la sua espansione in tutto il mondo ogni giorno che passa, ed ogni anno sono ordinati sempre più sacerdoti giovani decisi a celebrare la S. Messa secondo il Messale di S. Pio V, che sarà la Messa dei nostri figli come è stata quella dei nostri padri.

Colletta della S. Messa nella Festa di S. Pio V
O Dio, che per debellare i nemici della tua Chiesa e restaurare il culto divino, ti degnasti di scegliere il Beato Pio quale Sommo Pontefice, fà che siamo difesi dalla sua protezione e che ci dedichiamo in tal modo al tuo servizio da gioire, superate le insidie di tutti i nemici, di una perpetua pace. Per il nostro Signore Gesù Cristo, Tuo Figlio, che vive  e regna con Te.
© 1997 Michael Davies

15 commenti:

Anonimo ha detto...

Con gli eventi di domenica, possiamo dire in modo anchè più vero, che la tradizione ecclesiastica rappresenta la religione Cattolica vera unica eternne perenne in modo esemplare senza ogni possibilità di paragone con la liturgia nuova, come i cieli sono alti sopra la terra, così la tradizione ecclesiastica in ogni cosa che contienne e ci insegna, è sopra la nuova...

i modernisti confermano con le loro azione che la loro devozione e religione è una falsa falsificante...


Romano

Alessandra ha detto...

A quella Messa a Santa Maria sopra Minerva, di cui alla foto, io c'ero.

Santa Caterina, intercedi per noi!

Arcangelo ha detto...

Alessandra ha detto...
A quella Messa a Santa Maria sopra Minerva, di cui alla foto, io c'ero.

Santa Caterina, intercedi per noi!

ANCHE IO.

RAOUL DE GERRX ha detto...

Un très bon sermon, en français, de l'abbé Olivier Rioult. Il y explique très bien, avec des exemples insolites, le sens et l'importance du mot "tradition":

http://www.youtube.com/watch?v=V-M3lNiDvJw

Anonimo ha detto...

OT ma poi non tanto, letto che il seminario maggiore di Brescia, una delle diocesi più importanti d'Italia ha chiuso i battenti per mancanza di studenti e che quest'anno neanche 1 prete verrà consacrato, mi ha colpito l'iniziativa del vescovo titolare, oltre a chiudere diverse chiese sempre per mancanza di sacerdoti, ha proposto un 'rito di iniziazione' per tutti i bambini di 11 anni......se qualcuno ne sa di più gliene sarei grato, i riti di iniziazione mi fanno venire in mente strane cose...... comunque pare che il vdr voglia lasciare solo 4 diocesi in Italia.......oggi 1 maggio non è più festa sacra neanche per le lanterne rosse, tutto aperto in regione e limitrofe.....non c'è più religione<;( Lupus et Agnus.

rr ha detto...

Brescia, la diocesi di Montini…la Storia si vendica…oppure si può citare la legge del contrappasso.
In un testo in Tedesco che ho letto per il mio corso, si dice che solo il 7% dei Tedeschi considera importante ("wichtig") recarsi a Messa/servizio divino ("Gottesdienst") il finesettimana. Mentre l'80% circa afferma di trascorrere il finesettimana in famiglia (quindi piuttosto tradizionalmente).
Prendete il tutto con beneficio d'inventario, perché non so se è un articolo di giornale, pubblicato quando, e come sia stata realizzata l'indagine. Tuttavia non credo che il 7% molto lontano dal vero.
"Rito d'iniziazione"…come quelli delle tribù primitive… E' chiaro che, antropologicamente parlando, anche la Cresima può essere vista come un'evoluzione di un rito di iniziazione o rito di passaggio, ma che ne parli un Vescovo, per quanto moderno sia (anche -ista?), fa pensare.
RR

mic ha detto...

di un rito di iniziazione o rito di passaggio, ma che ne parli un Vescovo, per quanto moderno sia (anche -ista?), fa pensare

Fa pensare il fatto che il termine, appartenente anche alla tradizione cristiana e ai suoi "misteri" ma dopo il concilio ormai desueto, sia stato fatto proprio da una realtà come il cammino neocatecumenale, infiltratosi come "cammino di riscoperta del Battresimo", ma di fatto inquadrabile come un vero e proprio "messianismo" di conio giudeo-luterano-gnostico.

Nella pagina di cui al link che inserisco di seguito possono trovarsi molti riferimenti all'invasione delle diocesi e al corrispondente linguaggio, che scade a "gergo", di cui solo chi conosce questa realtà "anomala" e subdolamente ingannevole, può intuire la nefasta portata.

http://www.internetica.it/neocatecumenali/la-nuova-chiesa.htm

mic ha detto...

Aggiungo che solo in un ambiente modernista - o connivente per altri motivi: penso alla simbologia massonica molto presente e ormai smascherata in quell'ambito - certe cose possono svilupparsi e farsi largo senza filtri e resistenze.
Non che queste non ci siano state del tutto o non ci siano ancora. Ma sono state e sono presto vanificate e silenziate in molti modi...

Anonimo ha detto...

Il seminario maggiore c'è ancora, e cambiata la sede; una struttura più piccola dell'enorme seminario costruito negli anni '50.
Da quanto ne so, non dovrebbero esserci ordinazioni perché sarebbero stati solo due i nuovi preti.
M

Anonimo ha detto...

Ho letto in cosa consiste il rito di iniziazione, in pratica si tratta di fare Cresima e Comunione lo stesso giorno all'età di 11 anni, la cosa da rilevare è l'obbligo per i genitori di partecipare alle lezioni di catechismo insieme con i figli e qui sta il busillis..... dalle parti nostre il sabato pomeriggio, giorno deputato per il catechismo, i genitori scaricano i figli dalle auto a debita distanza dalla chiesa, poi ripassano a prenderli di solito dopo che hanno giocato, senza farsi vedere dal prete, di norma 1 carica in auto più bambini.....voglio vedere come va a finire 'sta storia....Lupus et Agnus.

Anonimo ha detto...

Per i francofoni segnalo 2 articoli di Sauvaget e Bilger su PF.

rocco ha detto...

"Nella pagina di cui al link che inserisco di seguito possono trovarsi molti riferimenti all'invasione delle diocesi e al corrispondente linguaggio, che scade a "gergo", di cui solo chi conosce questa realtà "anomala" e subdolamente ingannevole, può intuire la nefasta portata."

i neocat divorano parrocchie come il cancro le cellule. e' il pensiero che ho ogni volta che vedo certi cartelloni affissi enormi sulle facciate delle chiese.

Anonimo ha detto...

Gentile Lupus et Agnus, sono ormai diversi anni che nella diocesi di Brescia si lavora a questo nuovo percorso di iniziazione cristiana (non semplicemente rito di iniziazione), con molti favorevoli, ma anche diversi contrari o perplessi... ed anche qualcuno che nella pratica cerca di fa funzionare le cose il più possibile come prima.
Io non ho esperienza diretta della cosa, ma credo che per quanto riguarda il coinvolgimento dei genitori, la cosa si risolva in qualche domenica pomeriggio da passare in oratorio anche per loro con una sorte di catechesi e qualche ritiro spirituale.
M

Anonimo ha detto...

@ M, ho solo riportato quanto letto in altro sito e riferito come funzionano le cose da queste parti, dove i genitori si tengono alla larga non solo da eventuali 'corsi' di preparazione, ma anche dalla frequentazione della messa domenicale, nonostante i ripetuti appelli dei parroci, se in altre parti le cose funzionano meglio, sarei il primo a rallegrarmene. Grazie per la stima, ricambiata. Lupus et Agnus.

Anonimo ha detto...

Gentile Lupus et Agnus, sono ormai diversi anni che nella diocesi di Brescia si lavora a questo nuovo percorso di iniziazione cristiana (non semplicemente rito di iniziazione), con molti favorevoli, ma anche diversi contrari o perplessi... ed anche qualcuno che nella pratica cerca di fa funzionare le cose il più possibile come prima

Sarebbe interessante poter verificare che non si determini quanto indicato da mic qui

http://www.internetica.it/neocatecumenali/la-nuova-chiesa.htm

Desta infatti sospetto la formula "nuovo percorso di iniziazione cristiana", che con queste parole altisonanti e convincenti designa il cammino neocatecumenale che sostanzia una "iniziazione" a ben altro. Purtroppo infiltrato in ogni diocesi.
Il che è ampiamente motivato e documentato altrove.
http://neocatecumenali.blogspot.it