venerdì 21 giugno 2013

Discorso di Francesco all'Assemblea delle Opere per l'Aiuto delle Chiese Orientali (ROACO)

Ricordatevi nelle vostre preghiere la Chiesa in Siria,
che ora ha Dio per pastore, invece di me

(Ignazio di Antiochia, ai Romani)
Abbiamo parlato qui della situazione della Chiesa in Medio Oriente e delle dichiarazioni del Patriarca di Babilonia dei Caldei sul dialogo islamo-cristiano. Ieri il Papa, nella Sala del Concistoro ha incontrato, insieme ad alcuni Pastori delle Chiese Orientali i membri delle Agenzie che compongono la ROACO e ha rivolto loro in discorso nel quale, parlando di "grande tribolazione" ha colto la gravità e la drammaticità della situazione dei nostri fratelli in quella terra. Purtroppo a questa situazione non sono estranei i paesi occidentali perché ormai appare chiaro che la strada verso Teheran passa per Damasco. Auxilium christianorum, ora pro nobis!

Cari Amici,

1.Benvenuti, tutti! Vi accolgo con gioia per rendere grazie al Signore, insieme ai fratelli e alle sorelle d’Oriente, qui rappresentati da alcuni loro Pastori e da voi Superiori e Collaboratori della Congregazione per le Chiese Orientali e membri delle Agenzie che compongono la ROACO.
Sono grato a Dio per la fedeltà a Cristo, al Vangelo e alla Chiesa, di cui gli Orientali cattolici hanno dato prova lungo i secoli, affrontando ogni fatica per il nome cristiano, “conservando la fede” (cfr 2 Tm 4,6-8). Sono loro vicino con riconoscenza. Estendo il mio grazie a ciascuno di voi, e alle Chiese di cui siete espressione, per quanto operate a loro favore e ricambio il cordiale saluto che mi ha rivolto il Cardinale Prefetto. Come i miei Predecessori, desidero incoraggiarvi e sostenervi nell’esercizio della carità,che è il solo motivo di vanto per i discepoli di Gesù. Questa carità scaturisce dall’amore di Dio in Cristo: la Croce ne è il vertice, segno luminoso della misericordia e della carità di Dio verso tutti, che è stata riversata nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo (cfr Rm 5,5).

2. È per me un dovere esortare alla carità, che è inscindibile da quella fede nella quale il Vescovo di Roma, Successore dell’apostolo Pietro, è tenuto a confermare i fratelli. L’Anno della fede ci spinge a professare in modo ancora più convinto l’amore di Dio in Cristo Gesù. Vi chiedo di accompagnarmi nel compito di unire la fede alla carità, che è insito al Servizio Petrino. Sant’Ignazio di Antiochia ha quella densa espressione con cui definisce la Chiesa di Roma: “la Chiesa che presiede alla carità” (Lettera ai Romani, saluto). Vi invito, perciò, a collaborare “nella fede e nella carità di Gesù Cristo Dio nostro” (ibid), ricordandovi che il nostro operare sarà efficace solo se radicato nella fede, nutrito dalla preghiera, specialmente dalla Santa Eucaristia, Sacramento della fede e della carità.

3. Cari amici, è questa la prima testimonianza che dobbiamo offrire nel nostro servizio a Dio e ai fratelli, e solo in questo modo ogni nostra azione sarà feconda. Continuate la vostra opera intelligente e premurosa nella realizzazione di progetti ben ponderati e coordinati, che diano l’opportuna priorità alla formazione, specialmente dei giovani. Ma non dimenticate mai che questi progetti devono essere un segno di quella professione dell’amore di Dio che costituisce l’identità cristiana. La Chiesa, nella molteplicità e ricchezza delle sue componenti e delle sue attività, non trova la sua sicurezza nei mezzi umani. La Chiesa è di Dio, ha fiducia nella sua presenza e nella sua azione, e porta nel mondo la potenza di Dio che è quella dell’amore. L’Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente sia per voi un riferimento prezioso nel vostro servizio.

4. La presenza dei Patriarchi di Alessandria dei Copti e di Babilonia dei Caldei, come dei Rappresentanti Pontifici in Terra Santa e in Siria, del Vescovo Ausiliare del Patriarca di Gerusalemme e del Custode di Terra Santa, mi porta con il cuore nei Luoghi Santi della nostra Redenzione, ma ravviva in me la viva preoccupazione ecclesiale per la condizione di tanti fratelli e sorelle che vivono in una situazione di insicurezza e di violenza che sembra interminabile e non risparmia gli innocenti e i più deboli. A noi credenti è chiesta la preghiera costante e fiduciosa perché il Signore conceda la sospirata pace, unita alla condivisione e alla solidarietà concreta. Vorrei rivolgere ancora una volta dal più profondo del mio cuore un appello ai responsabili dei popoli e degli organismi internazionali, ai credenti di ogni religione e agli uomini e donne di buona volontà perché si ponga fine ad ogni dolore, ad ogni violenza, ad ogni discriminazione religiosa, culturale e sociale. Lo scontro che semina morte lasci spazio all’incontro e alla riconciliazione che porta vita. A tutti coloro che sono nella sofferenza dico con forza: non perdete mai la speranza! La Chiesa vi è accanto, vi accompagna e vi sostiene! Vi chiedo di fare tutto il possibile per alleviare le gravi necessità delle popolazioni colpite, in particolare quelle siriane, la gente dell'amata Siria, i profughi, i rifugiati sempre più numerosi. Proprio sant’Ignazio di Antiochia chiedeva ai cristiani di Roma: “ricordatevi nella vostra preghiera della Chiesa di Siria… Gesù Cristo sorveglierà su di essa e la vostra carità” (Lettera ai Romani IX,I). Anche io vi ripeto questo: ricordatevi nella vostra preghiera della Chiesa di Siria... Gesù Cristo sorveglierà su di essa e la vostra carità. Al Signore della vita affido le innumerevoli vittime e imploro la Santissima Madre di Dio perché consoli quanti sono nella “grande tribolazione” (Ap 7,14). È vero, questa della Siria è una grande tribolazione!

Su ciascuno di voi, sulle Agenzie e su tutte le Chiese Orientali imparto di cuore la Benedizione Apostolica.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Uno degli effetti dell'"aria di primavera" che si respira in Vaticano:

Il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio Müller rende omaggio alla Teologia della liberazione. Nel segno della sua lunga amicizia con il teologo peruviano Gutièrrez.

http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/teologia-della-liberazione-freedom-theology-teologia-de-la-libertad-vaticano-vatican-25842/

Anonimo ha detto...

E con l'articolo cosa c'entra?

Sam su Raffaella blog ha detto...

Su TDL su cui pare che "la guerra è finita" (come titola Raffaella):

Ecco, non mi pronuncio perchè voglio vedere cosa accadrà...
Passi il linguaggio, passino le forme (seppure qualcuno mi dirà che non c'è forma senza sostanza), passino le sensibilità, ma se un Papa fosse pronto a sconfessare i precedenti sui pronunciamenti di merito in materia di dottrina della fede, allora diventerebbe lecito per un fedele cattolico porsi diverse domande che altrimenti non è lecito porsi....

Anonimo ha detto...

E con l'articolo cosa c'entra?

Non c'entra con l'articolo?
Beh, c'entra col percorso che stiamo facendo per cercar di capire cosa succede, di cui l'articolo è un raggio di luce in una nebbia fitta.

Per questo ho pubblicato la prima, ma anche la seconda segnalazione.


Da Raffaella blog ha detto...

Una precisazione sensata sulla TDL:

Per favore: attenzione!! Non parlare del niente, niente agitazioni false.

Devo ripetere ciò che ha detto "gianni":

Leggete bene e osservate la manipolazione/falsificazione mediatica, davvero di scuola.
Il titolare provvisorio della carica di prefetto non fa nulla e non "rende omaggio" a un bel nulla. Nel 2004 formulò dei saggi che entrarono in un volume CHE ORA E' PUBBLICATO IN ITALIA dalle edizioni Messaggero Padova/EMI col titolo "Dalla parte dei poveri. Teologia della liberazione, teologia della Chiesa". Volume dal quale è testualmente ricavata la citazione che apre l'articolo.
La notizia reale è solo questa della pubblicazione del volume in Italia. Tutto il resto è puro "ricamo" di Valente, evidentemente propagandista della TdL.

Si tace sulla vicenda recente della ex "Università Cattolica" del Perù, che non è più tale e che sicuramente ricordate; vicenda nella quale l'attuale titolare provvisorio della carica di prefetto è stato tacitato dalla Santa Sede, e su cui pertanto non ci sono conti sospesi.
Si tace, stranamente, della visione dell'allora Arcivescovo di Buenos Aires circa le questioni concernenti quella "corrente teologica", pure note e del tutto corrispondenti ai contenuti della dottrina cattolica ribaditi dai documenti della CDF del 1988 sotto la Prefettura di Ratzinger e con l'approvazione del Papa Giovanni Paolo II.
Complimenti a Valente, vero specialista. Ma questo si chiama darsi la zappa sui piedi.

Un caso davvero di scuola, molto, molto istruttivo.
gianni

Anonimo ha detto...

Se è normale il travaso tra Blog, non amo gli eccessi.

Ma anche in questo caso, mi pare d'obbligo prendere atto della precisazione pubblicata qui su.

Anonimo ha detto...

Ricordo che noi ne parlavamo qui, dove si rimanda al precedente.

Ma ormai potrebbe essere superato. Oppure no...

Anonimo ha detto...

A pensarci bene il problema non è per niente superato. Anche qui ci vorrà la decisione del papa, se vorrà prenderla.

Anonimo ha detto...

Infatti mic, il problema è complesso, dentro e fuori il Vaticano. Io la manipolazione mediatica non ce la vedo.

Anonimo ha detto...

Infatti mic, il problema è complesso, dentro e fuori il Vaticano. Io la manipolazione mediatica non ce la vedo.

Francamente non intendo occuparmene più di tanto. I problemi in ballo sono davvero troppi. E sulle questioni bisogna essere ferrati per discuterne con cognizione di causa. Su questa, non lo sono e quindi, per quanto mi riguarda, la chiudo qui.