- Il pensiero cristiano ha sempre difeso il geocentrismo e l'antropocentrismo cosmico, cioè la terra al centro, ferma e servita dalle roteanti sfere celesti, nobilitata dall'uomo re dell'universo, e santificata dalla discesa del Figlio di Dio fatto uomo. Tale l'insegnamento sostanziale della Bibbia. Tale il pensiero del medioevo, che ha determinato perfino la condanna di Galileo. La Chiesa non poteva ricevere, in proposito, dalla astronomia una più colossale smentita e sconfitta, radiando la terra dal centro dell'universo. (R.C., Firenze)
Mi permetterete, cari lettori, di non toccare qui l'episodio di Galileo, che è accidentale all'obiezione e su cui tornerò appositamente un'altra volta. E mettiamo anche subito fuori questione «l'insegnamento sostanziale della Bibbia», la quale invece non ha alcun insegnamento astronomico in proposito, come non v'è alcuna definizione della Chiesa, trattandosi qui puramente di scienza umana, che a quei tempi era comune anche alle altre religioni. Vado alla sostanza del problema.
Siete proprio sicuri che l'astronomia ha radiato la terra dal centro dell'universo? Io non me ne sono accorto. E ritengo anzi che oggi, alla luce della scienza, al centro vi stia molto più di prima.
Una breve ricapitolazione storica.
Come è noto, la famosa centralità cosmica della terra - geocentrismo - e dell'uomo - antropocentrismo - che dominò l'epoca cristiana fino a tutto il medioevo, presupponeva la robusta fissità del nostro pianeta. Questa era, per così dire, irresistibilmente suggerita dall'elementare osservazione, non solo volgare, ma scientifica, quale poteva aversi in un'epoca in cui erano ancora ignote le leggi fondamentali dinamiche e gravitazionali. Provasse un po' a muoversi la terra! Poveri uomini! Tutti conoscono i disastri dei terremoti. Lo stesso geniale rivoluzionatore della teoria cosmica, il pio Canonico Copernico, proponendo la nuova ipotesi - dietro le orme del grande Cardinale Nicolò Cusano (1401-1464) - faceva notare, nella prefazione alla sua opera fondamentale: De revolutionibus orbium caelestium (1530), come essa sembrasse costituire la negazione dello stesso buon senso più elementare, tanto che, a tutta prima, anche a lui «era parsa assurda».
Intorno alla terra fissa si concepivano poi, coerentemente, incentrati i movimenti delle sfere del sole e di tutto il firmamento.
Da aggiungere che, per dare una spiegazione per il momento soddisfacente, dell'inesausto brillare dei corpi celesti, si dovettero concepire come incorruttibili, ossia costituiti di materia con caratteristiche diverse e superiori a quelle della corruttibile terra.
Ma ecco Copernico, che, vinta finalmente la ripugnanza ad ammettere un movimento terrestre - spiegando alla meglio, compatibilmente alla scienza di allora, come mai non ne seguisse lo sconquasso di tutte le cose che vi stavano sopra - fece il primo passo ponendo fisso e al centro del mondo il sole, e la terra roteante intorno ad esso in un'orbita posta al terzo posto rispetto agli altri pianeti, racchiudendo tutto l'universo - eliocentrato - con la grande sfera esterna delle stelle fisse.
Poi anche il sole si rivelò in movimento, le macchie ne scoronarono la sua supposta incorruttibilità e, quanto alla terra, l'astronomia moderna non la vede ormai che come un corpuscolino - trascurabile, rispetto alla moltitudine cosmica, come un granello di sabbia rispetto a tutto il Sahara - sperduto nell'universo, rotante su se stesso (alla velocità equatoriale di 1660 Km. l'ora), roteante intorno al sole (alla velocità di 106.000 Km) e da questo trascinato, insieme a tutto il sistema solare, in una vertiginosa corsa in mezzo alla sconfinata distesa di tutti i corpi celesti in moto (alla velocità di 72.000 Km. rispetto al sistema siderale galattico - via Lattea - e partecipando infine al movimento di questo rispetto ai sistemi extragalattici).
Queste le grandi linee del progresso astronomico.
Le principali ragioni per cui da tutto ciò sembra venir scoronato il primato della terra sono la sua relativa piccolezza e il non essere ferma e al centro del cosmo. Ma da quando in qua il titolo di pregio deve essere senz'altro la grossezza, la quiete e la centralità?
Supponiamo che la terra fosse immensamente più grande e che gli uomini suoi abitanti fossero alti due chilometri: un chilometro per gamba, due transatlantici per scarpe, la cupola di S. Pietro per testa. Se però l'atmosfera fosse di più difficile respirazione e in quel testone non ci fosse cervello, sarebbe una superiorità? È l'elemento qualitativo che decide. E a tal riguardo l'astrofisica moderna rivela una complessità e varietà strutturale della materia terrestre e un dosaggio dei componenti atmosferici e una temperatura, che rendono la terra molto più idonea alla vita degli altri corpi celesti finora conosciuti: sicché, al contrario di quanto illusoriamente si credeva nel medioevo, gli astri hanno una composizione fisica meno nobile del nostro pianeta.
Anche quantitativamente, del resto, perché dire che le scoperte moderne hanno rimpicciolito la terra? Sono piuttosto i corpi celesti e gli spazi stellari che sono immensamente aumentati. Ma ciò col solo risultato di dilatare enormemente la visione della realtà cosmica in cui la terra vive e che, in qualche modo, con la solidarietà gravitazionale e radiattiva, serve alla terra e alla vita. Questa dilatazione dell'orizzonte cosmico è tutta a gloria della terra e dell'uomo che vi abita e che lo contempla. Una reggia non è deprezzata perché le si apre davanti un orizzonte più vasto: anzi ne viene rimpicciolita.
Similmente non è deprezzata la dimora di un re, perché non è al centro del parco; e così deve dirsi della terra, dimora dell'uomo. Benché, a dir vero, al centro geometrico c'è tornata, nel senso che, a prescindere dal centro sferico del mondo, che non ha più significato, essa si trova effettivamente immersa da ogni parte nella distesa stellare.
Se poi prodigiosamente si trattasse di una reggia mobile sarebbe davvero un capolavoro. Così è della terra che non solo offre all'uomo i dilatati orizzonti stellari, ma un meraviglioso orizzonte mobile, sempre rinnovato dalla sua gigantesca e vertiginosa passeggiata cosmica.
Sicché geometricamente la terra non ha perduto alcuna posizione di privilegio, quantitativamente si è arricchita di nuovi sconfinati orizzonti, qualitativamente ha rivelato meglio la sua superiorità.
Ma, a quest'ultimo riguardo, il fatto decisivo è la presenza in essa dell'uomo, piccolo materialmente quanto volete, ma segnato dalla scintilla del pensiero. Per questo esso domina e travalica tutti gli elementi e tutte le distanze cosmiche. Per questo egli è il re del cosmo, e la terra la sua regale dimora. Non è invece positivamente probabile che altrove fiorisca la vita, come vedremo in altra occasione.
Infine, e soprattutto: qui han poggiato i piedi di Cristo. La terra ne è santificata e sublimata: per sempre. È lo «sgabello dei suoi piedi» (Isaia 66,1; cfr. Atti 7,49; ecc.). Il Divin Redentore l'ha resa divina reggia. Geocentrismo, antropocentrismo, cristocentrismo cosmico.
(da: Pier Carlo Landucci, Cento problemi di fede,
ediz. Pro Civitate Christiana, Assisi, 1956, terza edizione, pp.12-16)

17 commenti:
L'analisi profonda e cristallina di Tommaso Scandroglio su la NBQ di oggi dovrebbe essere pubblicata su tutti i siti cattolici. Si straparla di Beatrice Venezi (solo perché è dichiaratamente di destra) e poi non si mette a nudo il gesto scandaloso di un direttore d'orchestra nel tempio della grande Tradizione musicale.
Ha ragione, ovviamente. Vorrei vedere, prendere a riferimento il Sole anziché la Terra, nella nostra vita di tutti i giorni, per le necessità primarie dell’uomo che ha vissuto migliaia di anni senza “sistema copernicano” e senza le inutili stravaganze, peraltro costosissime, del CERN.
Pier Carlo Landucci, sacerdote, nato nelle marche, di famiglia toscana, in un paese che vedo da casa mia, Santa Vittoria in Matenano, si è laureato in ingegneria, prima del sacerdozio e, appassionato di fisica, ha pubblicato diversi libri di carattere scientifico. Una formazione che ha influenzato tutte le sue pubblicazioni di carattere religioso. Ultimamente viene riscoperto, per esempio è citato spesso da don Curzio Nitoglia. È in corso la causa di canonizzazione, ma, essendo antimodernista e non avendo “raccomandazioni”, mi sa che questo percorso sarà molto in salita. Consiglio la lettura di un suo libro bellissimo e profondissimo: “Maria Santissima nel Vangelo”.
C. Gazzoli
Dal calendario 2026 di Frate Indovino : i francescani non vogliono mica apparire “indietristi”, nè? …e quindi anche loro devono dare il loro contributo alla “rivisitazione” della storia della Chiesa, per avallare, giustificare ed accreditare la vulgata neomodernista, conciliar-sinodale, della “chiesa in uscita, in cammino”, dialogante, ecumenica e lontana mille miglia da qualsiasi intento di proselitismo…e come diceva Bergoglio “il proselitismo? è una solenne sciocchezza, paralizza…vado a dire a uno di farsi cristiano, cattolico? No, No, No”
Ecco quindi il messaggio ecumenico-dialogante che i francescani, editori di “Frate indovino” hanno incluso nel loro diffusissimo calendario per l’anno 2026 :
“abbiamo quest’anno inserito degli approfondimenti che ci guideranno alla riscoperta del carisma del nostro amato Francesco…che ci aiuteranno a diventare, proprio come lui, …risvegliando nei cuori la capacità di prendersi cura della casa comune”
Quindi un San Fancesco (anzi, non mettono più nemmeno il San davanti al nome, no, solo Francesco… e cosa c’è da meravigliarsi, se anche la Madonna è stata definita “una di noi” (sic!) da don Tonino Bello?), un San Francesco, dicevo, dialogante, ecumensita, ecologista ed ambientalista, in perfetto stile modernista.
…e a proposito del viaggio del santo in Egitto, nel tentativo di convertire il Sultano ed il suo popolo, i candidi modernisti francescani così esordiscono “Francesco volle incontrare in maniera pacifica il Sultano Malik al-Kamil. L’atteggiamento umile e mite di Francesco portò al dialogo e al rispetto reciproco….il sultano rimase profondamente stupito, e lo guardava come un uomo diverso da tutti gli altri”.
San Francesco evangelizzatore? ma quando mai, mica era uno che scagliava precetti come pietre contro povera gente indifesa, per usare le parole di Papa Francesco.
LJC Catholicus
È purtroppo ancora arenata la causa di beatificazione di mons. Landucci.
E qualche malalingua diceva che quell'arenarsi è dovuto alla chiarezza con cui risponde a questioni di apologetica.
La scienza moderna non ha soltanto “scoronato” la terra medioevale, ha fatto e continua a fare molto di più. Mette continuamente in dubbio molte credenze e soprattutto molti dogmi. E possiamo dire che sono i più giovani a “pagarne” le conseguenze. Tempo fa discutendo con mia figlia sulle questioni legate alle religioni mi ha detto: credere va bene, ma non vuol dire sapere.
L'esperimento di Michelson-Morley (fine del XIX secolo e ripetuto più volte in seguito) fu un tentativo di misurare il moto della Terra rispetto all'etere luminifero, un presunto mezzo che permea lo spazio e che si riteneva fosse il vettore delle onde luminose. Il risultato fu negativo, in quanto Michelson e Morley non trovarono alcuna differenza significativa tra la velocità della luce nella direzione del moto attraverso il presunto etere e la velocità perpendicolare.
Il motivo è molto semplice: l'etere è in relazione con la Terra (ovvero è legato alla Terra). L'idea della Terra come centro dell'universo è supportata anche dalla seguente conoscenza rivelata, presentata da Suor Maria di Gesù di Agreda, Spagna (Città Mistica di Dio, Volume I, Libro 1, par. 82): ... Dio creò la terra insieme ai cieli, per creare l'inferno al centro della terra; poiché immediatamente, al momento della creazione del globo, grandi spazi e ampi abissi furono lasciati al suo interno, adatti all'inferno, al purgatorio e al pre-inferno. E nell'inferno furono creati contemporaneamente il fuoco materiale e altre necessità, che ora servono a punire i dannati...
Inoltre, nell'Antico Testamento è scritto (Genesi, 1-16) che le luci nel cielo celeste furono create nel quarto giorno.
Risultato: la Terra è il centro dell'Universo, nonostante se sono stati identificati e documentati molti movimenti celesti complessi. Alla fine dei tempi, la Terra così come la conosciamo sarà abolita e sostituita da una Nuova Terra.
Secondo questo articolo nella Bibbia non ci sarebbe una particolare concezione del cosmo… ma scherziamo???? Nella Bibbia c’è eccome la concezione del cosmo! Vedi Genesi…
Quando si analizza il cosmo si deve secondo me partire dalla posizione che io, ricercatore, so poco, so parzialmente e le attuali teorie potrebbero essere "teorie duali" (nel senso che descrivono bene i fenomeni noti ma che alla luce di nuove scoperte potrebbero risultare errate). Il Signore comunica con i profeti e/o gli ispira ma costoro con chi devono parlare? Pastori di capre che non hanno la conoscenza dell'astronomia degli egiziani, la cultura degli indiani etc... E come dovrebbe spiegare loro la genesi? Equazioni differenziali? Funzioni d'onda? Il Signore dice loro la verità ma in forma comprensibile. Un esempio? Che anche le nostre attuali teorie dicono che la luce venne creata dopo la nascita dell'universo (in realtà sarebbe corretto dire "emerse"). Dio non scrive un trattato di scienze ma semina per fare germogliare la fede affinché il cuore umano prenda coscienza che noi siamo amati da Dio, talmente amati che Dio non risparmia nulla di quanto in suo potere per noi pur rispettando la nostra libertà. Un tale agire dovrebbe commuovere l'uomo e spingerlo a imitare il suo creatore per provare, pur in modo imperfetto, ad amare come Egli ci ama. Poca scienza allontana da Dio, tanta scienza (ed io aggiungo anche tanta umiltà) lo avvicina.
Non mescoliamo il sacro e il profano. Ricorrendo tra l'altro alle solite rivelazioni private, che dimostrerebbero chi sa cosa.
Come disse giustamente Galileo, la Sacra SCrittura ci insegna ad andare in Cielo non come è fatto il Cielo. L'immagine del mondo che compare nella Bibbia è quella del mondo come lo vede l'uomo comune, per il quale il sole sembra girare attorno alla terra. Visione del resto adottata anche da noi: i giornali scrivono ogni giorno che il sole sorge alla tal ora, tramonta alla tal altra, pur sapendo che in sè il Sole né "sorge" né "tramonta". Ed è giusto così.
Circa le origini del mondo e dell'universo il racconto biblico deve necessariamente eccedere l'esperienza nostra sensibile e ricorrere anche ad elementi simbolici. Già sant'Agostino diceva che i "giorni" della Creazione non potevano intendersi come i nostri "giorni" (di 24 ore, come li contiamo noi). Questo non significa che la Creazione non sia andata in generale come rivelato nella Bibbia. Significa che Dio ci ha voluto dare un'idea per forza di cose generale di quello che Lui ha fatto, trattandosi di cose che, a ben vedere, eccedono l'umana comprensione.
Esatto, amico della 11:06. Solo la frase non è di Galileo ma del Card. Baronio, quindi al di sopra di ogni sospetto!
Quello che si ignora è il concetto di relatività, come i bambini che in ascensore credono che sia il palazzo a muoversi... Relatività galileiana (quella più nota, di Einstein, è arrivata nel 1905).
Sulla questione dell'esperimento di Michaelson-Morley citato in altro commento, i due fisici americani non videro quel che si aspettavano perchè la velocità della luce è la stessa in tutte le direzioni e non varia se viene emessa da un oggetto in movimento: questo fu dimostrato da Einstein nel 1905, rivoluzionando il concetto di relatività e dimostrando che esperimenti come quello di Michaelson e Morley sarebbero sempre destinati a fallire. Lo stesso Einstein poi indicò che l'etere luminifero non esiste, perchè la luce ha allo stesso tempo natura corpuscolare (i famosi quanti) e ondulatoria e perciò non ha bisogno di un mezzo in cui viaggiare.
Robe di fisica dell'Istituto Magistrale, ma me le ricordo ancora!
Eppure a me sembra che l'astrofisica moderna metta di fatto la terra sempre al centro, nelle misurazioni del cosmo.
Sostengono infatti che il cosmo conosciuto grazie soprattutto ai grandi telescopi spaziali avrebbe un diametro di 92 miliardi di anni luce. Una cosa pazzesca, una misura del genere. A questo diametro corrisponde un raggio di 46 miliardi di anni luce. Ora, il raggio da dove parte? Non può che partire dal punto di osservazione di chi misura cioè dalla terra, assunta quindi di fatto come centro dello sferoide che ci appare essere l'universo. O meglio: se gli applichiamo la figura dello sferoide allora non sfuggiamo a figure geometriche quali raggio, diametro, centro di una sfera. La misurazione delle distanze cosmiche viene fatta dal nostro punto di vista.
In realtà non sappiamo se il cosmo sia effettivamente uno sferoide. Ma la visione che i nostri calcoli ne ricavano manda in quella direzione, con la terra al centro, come ho detto.
Tutto questo, naturalmente, vale in relazione al cosmo non allo spazio in quanto tale. Il cosmo è tutto il complesso degli enti che sono nello spazio, dalla polvere di stelle agli asteroidi, ai pianeti, alle stelle come il sole, alle galassie, ai gruppi di galassie - insomma, dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande. Al di là delle galassie e stelle più lontane noi vediamo tuttavia sempre ulteriore spazio, non vediamo moenia mundi. Siamo quindi costretti a dire che lo spazio è infinito. Finito sarebbe invece il cosmo, inteso come la totalità degli enti finiti (costituiti da energia e materia) che lo compongono e vi si muovono secondo leggi precise.
Mons. Landucci era una bella mente, dovrebbe esser rivalutato.
Mai ho coltivato un interesse scientifico, altri interessi così così, sì, passando da uno all'altro secondo gli accadimenti della mia vita. Una certezza però si è andata formado in me che la nostra conoscenza va di pari passo con il nostro rapporto con Dio, Uno eTrino. Ognuno di noi ha degli squarci sul mistero, piccolo o grande che sia. Ad esempio credo che il grande sviluppo della tecnica sia la brutta copia delle potenzialità umane che noi avremmo potuto sviluppare se...fossimo stati capaci di credere, di rapportarci semplicemente con Dio, Uno eTrino. In piccola misura questo avviene già da sempre, in alcuni momenti della nostra vita, nei Santi, riconosciuti o no che siano, avviene con una certa regolarità. D'altra parte la tecnica stessa sempre più spesso si specializza nel Male, nella rapina, nell'omicidio, nella sostituzione meccanico/tecnica dell'essere umano e delle sue potenzialità. Il vero progresso sarebbe dovuto arrivare dalla chiesa che invece di restare rivolta verso Dio e con Lui stare, si è rivolta al mondo per stare con esso. Così al momento il cattolicesimo è in agonia e gli uomini stanno diventando pazzi e criminali. Rimettere un po' in sesto il mondo si può ma, solo tornando sul serio a Dio, Uno eTrino, allora il progresso sarà frutto della Grazia che illuminerà ciascuno secondo quello che Dio riterrà opportuno per ognuno e per tutti.
Certo che l’astrofisica mette la terra al centro, perché è il nostro punto di vista, non perché sia il centro dell’universo.
Troppo "politicamnente scorretto", dott.ssa Guarini, vero ? La verità (Verità) è sempre molto politicamente scorretta, anzi è proprio l'opposto.
C. Gazzoli
mi permetto caro anonimo di osservare che la tecnica, così come gli oggetti, non sono negativi a priori. È il loro utilizzatore che ne determina la bontà o la malizia. Un coltello è utilissimo (addirittura è uno degli strumenti più antichi mai rinvenuti) ma nelle mani sbagliate può ferire o uccidere. Mi permetto di insistere su questo punto perché la Chiesa e noi credenti non dobbiamo mai rifuggire la scienza e la tecnica ma dobbiamo esserne partecipi (ognuno ovviamente secondo capacità e vocazione) affinché gli scienziati siano uomini di fede che misurino l'empirico, esplorino la teoria e la teoretica, e "squarcino" il velo del mistero con la Fede (altrimenti tali posti verranno occupati SOLO da atei e miscredenti). Non abbiamo celebrato l'Epifania proprio ieri? Il mistero (nella Fede) non è una nozione per rispondere quando non si sa e ci si deve salvare dalle domande scomode, una sorta "black box", ma il punto di inizio di una nuova modalità di ricerca: dalla mente al cuore. Rimaniamo sempre ricercatori ma con modalità diverse.
Il fatto è che sono d'accordo con lei ma preferisco non alimentare una discussione che con molte complicazioni e altrettanto tempo ed energia persi (che non ho) non ci porterebbe da nessuna parte... Grazie e cordialità.
Accordo totale sul '...sempre ricercatori ma con modalità diverse.' Aggiungendo che ognuno sceglie il suo campo di ricerca. Personalmente sto lavorando sul 'conosci te stesso' e sul ' non avrai altro Dio fuori che me.'
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