Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 15 gennaio 2026

Manifesto del Concistoro di Roche: la rivoluzione liturgica esige ancora le sue vittime

Continuano numerose le reazioni al documento prodotto dal Card. Roche nel Concistoro. Registriamo di seguito quella di Chris Jackson qui. col quale non si può che essere d'accordo. In attesa della nostra sintesi sull'intero documento, dopo quella preliminare qui.

Manifesto del Concistoro di Roche:
la rivoluzione liturgica esige ancora le sue vittime

«Ogni pochi mesi la macchina postconciliare produce un altro documento che finge di essere tranquillo, pastorale, storicamente informato, persino riverente verso la “Tradizione. ” Poi la maschera scivola. Il bersaglio è sempre lo stesso. La vecchia Messa non deve essere semplicemente regolamentata, non solo "equilibrata", non semplicemente "integrata. ” Deve essere contrastata , svergognata e finalmente sepolta.

Il rapporto nel concistoro del cardinale Arthur Roche è questo schema distillato. È scritto per i cardinali, confezionato come una panoramica neutrale, e costruito intorno alle stesse tre mosse che il regime ha usato per decenni. Primo, una linea temporale selettiva dove la "riforma" è fatta suonare come la natura stessa. Secondo, una definizione moralizzata di "unità" che tratta l'uniformità come carità. Terzo, prova di fedeltà dove l'affetto per il rito romano viene riclassificato come difetto ecclesiologico. Il risultato è un manifesto....

Togliete le virgolette e la collocazione storica, e il messaggio è semplice. La Chiesa del passato va trattata come un preludio. Il rito romano va trattato come un prodotto regolabile. I santi devono essere trattati come nutriti spiritualmente da qualcosa che la Chiesa moderna considera ora come l'espressione sbagliata di se stessa. Il Concilio deve fungere da veto permanente contro il passato. Questo non è un istinto cattolico. È un istinto rivoluzionario.

Un cattolico guarda il culto ereditato della Chiesa e vede un tesoro. Roche lo guarda e vede un ostacolo ad un progetto. Questa differenza spiega gli ultimi sessant'anni. Spiega perché la riforma non va difesa dai suoi frutti ma dalle pressioni amministrative. Spiega perché la Messa tradizionale è stata trattata come pericolosa...

Il documento nel concistoro di Roche non riguarda principalmente la liturgia. Si tratta di controllo e narrazione. La rivoluzione deve rimanere la chiave interpretativa della vita cattolica, e la vecchia Messa è la contraddizione vivente di questa pretesa. Dimostra che la Chiesa può pregare senza il programma postconciliare. Dimostra che i cattolici possono fiorire senza i riti fabbricati. Dimostra che la riverenza, il sacrificio, la gerarchia, il silenzio e l'orientamento a Dio convertono ancora le anime.

Quindi Roche fa quello che ogni burocrazia rivoluzionaria fa prima o poi. Riscrive la storia. Ridefinisce l'unità. Arma l'obbedienza. Patologizza il dissenso. Inquadra le vittime come la causa del conflitto. Ci si aspetta che i cattolici tradizionali accettino la propria disposizione come "comunione”. Ci si aspetta che cedano la loro eredità come “unità”. Ci si aspetta che applaudiranno la propria emarginazione come “progresso. »»

La decostruzione qui di Roche è completa ed esaustiva.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutto giusto, però togliete quella foto! Roche sicuramente soffre vedendosi vestito da cardinale! È una cosa che sa di preconciliare per lui! Meglio una foto di lui in pantaloni stile pastore protestante! Lo farete di certo contento!!

Anonimo ha detto...

«Ogni pochi mesi la macchina postconciliare produce un altro documento.."
Mi fermo qui, per introdurre questo santo pressoche' sconosciuto se non ci fosse
un FFII a ricordarcelo e perche' senza tanti documenti....fece quel che oggi a forza di
chiacchiere dei documenti non sembra farsi piu' (della serie armiamoci e partite) o
forse da pochissimi :
Dal Beato Odorico da Pordenone impariamo il valore grandissimo che hanno le anime. Per esse, egli si spese interamente.

Anonimo ha detto...

Continuando la mia lenta lettura del libro di Henry Delassus, L'Americanismo, Effedieffe, mi chiedo per quale motivo il nuovo pontefice abbia scelto per sé il nome di Leone.
Nei fatti Leone XIII, che visse nel periodo dell'americanismo, una sorta di modernismo / protestante/ istraelita e pasticci vari, Leone XIII dunque il 27 luglio 1896 aveva presentato alla venerazione dell'universo cattolico Giovannibattista Maria Vianney, curato d'Ars. Egli è, dice Leone XIII nel suo decreto "In Ecclesiae terras:... il modello perfetto di tutte le virtù ed i suoi ammirabili esempi son quelli che meglio si confanno al nostro secolo".(cit.p.165)
Questa è stata un delle ultime citazioni trovate in, questo libro sopra citato, allora mi chiedo perché RFP ha scelto per sé il nome di Leone XIV? E ricordo anche che lo stesso Benedetto xvi, nell'anno dedicato al Sacerdozio, propose di studiare la vita del Curato d'Ars. Qui in più d'uno hanno dato un segnale ma, molti o sono stati cooptati dai lupi o sono stati sbranati dai lupi. E non capisco se il nome scelto da RFP sia una trappola per il gregge o un impegno con Dio,Uno eTrino. Non so.

Anonimo ha detto...

"... Non ti curare dei pastori che fanno imputridire le piaghe del Signore, preoccupati di soffrire per loro e di invocare costante misericordia per la loro salvezza..."

«Sicchè il Sangue di Gesù Amore ci manifesta che Dio non vuole altro che la nostra santificazione, perchè se Egli avesse voluto altro non ci avrebbe dato il Verbo e il Figliuolo non ci avrebbe dato la vita... non essere cieco nè sordo, umilia la tua superbia ai piedi della Croce, umilia la tua umanità nel seno della Santa Madre Chiesa, lasciati prendere per mano e lasciati condurre nel lavacro della Santa Eucarestia.

Non ti curare dei pastori che fanno imputridire le piaghe del Signore, preoccupati di soffrire per loro e di invocare costante misericordia per la loro salvezza. L'Eterno Padre si occupa della Sua Chiesa, tu occupati di salvare l'anima tua, preoccupati di non smembrare la Chiesa, di non aggiungere piaga su piaga, immergiti nel Sangue del divin Figlio e come figlio grato e meritevole di avere la Chiesa come Madre, offriti a Dio per la Sua salvezza, offriti a Lui per la Sua crescita, perchè possa raggiungere tutti i confini della Terra...»

(Dal "Dialogo della Divina Provvidenza" di Santa Caterina da Siena, Dottore della Chiesa)

Laurentius ha detto...

È inutile riporre delle speranze nella gerarchia della chiesa conciliare: è tempo perso.

Dio vede e Dio provvede.

Egli interverrà, a tempo suo, come solo Lui sa fare. Nessuna agitazione, nessun scoraggiamento. Restiamo in contemplazione ai piedi di Gesù in Croce, in compagnia di Maria Vergine, Maria Maddalena, Maria di Cleofa, Salomé, Giovanni, l'amato discepolo.

Provvidenza Divina del Cuore di Gesù, provvedici!

Anonimo ha detto...

Ma adesso con Leone tutti si sono adeguati e hanno ritirato fuori dagli armadi le vesti rosse, e dai forzieri le croci d'oro, gli anelli...
Una messinscena, perché per quanto riguarda i contenuti, siamo ancora al sinodalismo bergoglione. Una messinscena per le anime belle conservatrici, e per tutti coloro che si vogliono fare turlupinare.

Anonimo ha detto...

Oh, così mi piace sentir parlare, caro Laurentius, apertis verbis, in modo schietto e realistico, senza inutili illusioni : suppliche, dubia, petizioni? tempo perso, chi ha intrapreso una corsa a perdifiato lungo la china non tornerà più indietro, non si fermerà per nessun motivo, non darà ascolto a nessuno. Però sappiamo per fede che Dio interverrà e li sconfiggerà, li disperderà, cacciandoli dai posti che occupano indegnamente, al solo scopo della perdizione delle anime. Forse non avremo la soddisfazione di essere presenti al tempo della loro sconfitta, ma ci consola il sapere che il Bene avrà lultima parola. Christus vincit, LJC Catholicus

E.P. ha detto...

Il pizzino di Roche è solo l'ennesima conferma che i Credenti nel Concilio sono ossessionati dallo spazzar via tutto ciò che c'era prima.

Se la loro fosse una preoccupazione "pastorale", scenderebbero a compromessi - così come sono scesi a compromessi riguardo alla benedizione di coppie irregolari, comunione ai divorziati risposati, tolleranza di carismatici e di neocatecumeni, tolleranza di clero e prelati omosessuali...