Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 12 gennaio 2026

Il Sacro Mistero di Dame Agatha

Nella nostra traduzione da Substack.com. La segreta devozione della regina del crimine a e il suo audace tentativo di salvare la messa latina!
Il Sacro Mistero di Dame Agatha
Rev. Leon, 12 gennaio

A cinquant'anni dalla morte di Agatha Christie, avvenuta il 12 gennaio 1976, l'eredità della Regina del Giallo continua ad affascinare i lettori di tutto il mondo. Ma al di là dei colpi di scena dei suoi ingegnosi gialli, Dame Agatha nutriva un profondo e discreto legame con il Cristianesimo, che ha plasmato sia la sua vita personale sia il tessuto morale dei suoi romanzi. Mentre celebriamo questa pietra miliare, è tempo di scoprire la fede che ha silenziosamente sostenuto la sua straordinaria carriera.

Nata nel 1890 in una famiglia benestante di Torquay, Agatha Mary Clarissa Miller fu battezzata e crebbe nella Chiesa d'Inghilterra. Sua madre, Clarissa, possedeva una naturale predisposizione mistica, sperimentando vari percorsi spirituali prima di stabilirsi in un anglicanesimo di alta chiesa che enfatizzava il rituale, la bellezza e la contemplazione. La giovane Agatha ereditò questa sensibilità: rimase un'anglicana silenziosamente devota per tutta la vita, frequentando regolarmente le funzioni religiose e tenendo una preziosa copia dell'Imitazione di Cristo accanto al suo letto – una pratica devozionale che continuò per tutta la vita.

Il suo primo matrimonio con Archibald Christie si concluse con un divorzio nel 1928, un episodio doloroso che la portò ad astenersi dal ricevere la Santa Comunione da allora in poi, in linea con le più severe norme anglicane dell'epoca. Eppure la sua fede perdurò. Nel 1930 sposò l'archeologo Sir Max Mallowan, un cattolico convinto. Sebbene non si convertisse mai, Agatha lo accompagnava spesso a Messa, apprezzando la solennità e la tradizione della liturgia cattolica. Questa armonia interreligiosa nella sua casa rifletteva la sua visione cristiana aperta ma profondamente radicata.

Il cristianesimo di Christie non fu mai ostentato, ma infuse nelle sue opere una visione morale distintiva. Le sue storie si svolgono in un mondo in cui il bene e il male sono reali, dove il peccato ha conseguenze e dove la giustizia – spesso con un tocco di misericordia – alla fine prevale. Hercule Poirot, il suo esigente detective belga, è ritratto come un pio cattolico che invoca spesso " le bon Dieu ", si fa il segno della croce e si attinge ai principi cristiani. Miss Marple, la zitella apparentemente mite di St Mary Mead, incarna le silenziose virtù cristiane: carità, perdono, acuta osservazione della fragilità umana e una ferma fede nella redenzione.

Le allusioni bibliche abbondano nei suoi titoli e nelle sue trame: si pensi a "Il male sotto il sole" , tratto dall'Ecclesiaste, o ai riferimenti alle Scritture nelle labbra di vicari e abitanti del villaggio. I suoi romanzi assumono un'impostazione cristiana: la natura umana è decaduta e incline alla malvagità, ma capace di scelta morale e di restaurazione. Come notano gli studiosi, i suoi gialli fungono da moderne parabole di responsabilità, in cui i colpevoli affrontano il giudizio e l'ordine viene ristabilito: una risoluzione profondamente cristiana in un'epoca sempre più secolarizzata.

Forse l'espressione più straordinaria della sua fede avvenne nel 1971, cinque anni prima della sua morte. In seguito alle riforme del Concilio Vaticano II che introdussero la nuova Messa in lingua volgare, un gruppo di eminenti cittadini britannici – cattolici e non cattolici – redasse una petizione a Papa Paolo VI. Sollecitavano che l'antica Messa tridentina (il tradizionale rito latino) potesse continuare a essere celebrata in occasioni speciali in Inghilterra e Galles, sottolineandone l'immenso valore culturale, artistico e spirituale.

L'appello fu pubblicato sul Times il 6 luglio 1971 e firmato da 57 personaggi illustri, tra cui Agatha Christie e suo marito Max Mallowan. Tra gli altri nomi di spicco figurano il romanziere Graham Greene, lo storico dell'arte Sir Kenneth Clark, il poeta e romanziere Robert Graves, il soprano Joan Sutherland, il violinista Yehudi Menuhin, la filosofa Iris Murdoch, la poetessa Kathleen Raine e molti altri: uno straordinario spaccato della vita culturale britannica, dai credenti agli agnostici. L'appello sottolineava il "magnifico testo latino" del rito e la sua ispirazione per poeti, musicisti, pittori e altri nel corso dei secoli.

Il cardinale John Carmel Heenan presentò la petizione e Papa Paolo VI la approvò il 5 novembre 1971, concedendo quello che divenne noto come "Indulto Inglese". Secondo la leggenda popolare (forse arricchita nel tempo), il Papa, scorrendo l'elenco, esclamò "Ah, Agatha Christie!" nel vedere il suo nome – un fan dei suoi misteri – e accolse prontamente la richiesta. Nacque così il famoso Indulto di Agatha Christie  [vedi], una concessione che mantenne l'antico rito in Gran Bretagna per decenni, fino a quando non seguirono permessi più ampi.

Questo gesto non fu di poco conto: Christie, anglicana di alta chiesa, sostenne una tradizione cattolica che apprezzava per la sua bellezza e il suo retaggio. Questo la dice lunga sul suo spirito ecumenico e sulla sua convinzione che la sacra liturgia trascenda i confini confessionali.

Mezzo secolo dopo, i misteri di Agatha Christie rimangono senza tempo, ma lo è anche la dolce etica cristiana che li anima. In un mondo ancora alle prese con il caos morale, i suoi racconti ci ricordano che la verità verrà a galla, il male verrà affrontato e la grazia – per quanto silenziosa – avrà l'ultima parola.

Riposa in pace, Dame Agatha. I tuoi enigmi persistono... e così anche la fede che ha guidato silenziosamente la tua penna. 

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

Nessun commento: