Nella nostra traduzione da Substack.com. Una lettura attenta del resoconto della Fraternità rivela un normale procedura pubblica, non un cambiamento nella politica liturgica, e mette in luce il divario tra fatti documentati e interpretazione fiduciosa. La FSSP è nota per la sua dichiarata fedeltà al concilio (è nata per questo) sulle cui critiche è assolutamente abbottonata. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone XIV.
Ascoltare senza dare indicazioni:
cosa è stato veramente l'incontro del Papa con la FSSP
Mark Lambert, 22 gennaio
La recente udienza tra Papa Leone XIV e i vertici della Fraternità Sacerdotale di San Pietro sembra essere stata ampiamente interpretata come un momento significativo nel rapporto in evoluzione tra il nuovo pontificato e il mondo tradizionalista. I commentatori favorevoli alla liturgia tradizionale sembrano aver ampiamente inquadrato l'incontro come prova di interesse personale, persino di amicizia, mentre altri hanno suggerito che segni un provvisorio disgelo dopo anni di inasprimento delle restrizioni previste dalla Traditionis Custodes. Una lettura più attenta delle prove disponibili, tuttavia, suggerisce una realtà più modesta e procedurale, che tuttavia è rivelatrice proprio per la sua moderazione.
Per coloro che trovano questi acronimi un po' confusi, la Fraternità Sacerdotale San Pietro è una società clericale di vita apostolica di diritto pontificio, fondata nel 1988 per servire sacerdoti e fedeli legati alle tradizioni liturgiche e spirituali del Rito Romano, così come esistevano prima delle riforme postconciliari. È stata istituita in piena comunione canonica con la Santa Sede, con l'esplicito scopo di preservare la liturgia latina tradizionale e la vita sacramentale, pur rimanendo obbediente al Romano Pontefice e alle strutture diocesane in cui opera. Il carisma della Fraternità è fondamentalmente pastorale piuttosto che ideologico, mirato alla santificazione dei sacerdoti e alla cura delle anime attraverso la celebrazione della Messa tradizionale e dei sacramenti, la predicazione, la catechesi e il ministero parrocchiale, il tutto svolto nel quadro giuridico della Chiesa e sotto l'autorità papale.
Il primo punto che deve essere chiarito con chiarezza riguardo a questa udienza papale è l'iniziativa stessa dell'incontro. Contrariamente all'impressione suscitata da alcuni resoconti, tra cui il suggerimento che si trattasse di un chiaro atto di sensibilizzazione papale, il comunicato ufficiale della Fraternità afferma esplicitamente che l'udienza ha avuto luogo a seguito di una richiesta presentata dal Superiore Generale, Padre John Berg. Non si tratta di un dettaglio di poco conto. In termini vaticani, la differenza tra un invito papale non richiesto e un'udienza concessa a seguito di una richiesta è sostanziale. Quest'ultima è un normale esercizio di governo papale e di disponibilità pastorale, soprattutto nei confronti di istituti di diritto pontificio che si trovano sotto pressione o incertezza. Di per sé, non segnala un cambiamento di politica, né tantomeno una contraddizione con la legge vigente.
Il contenuto dell'incontro, così come descritto dalla FSSP, rafforza questa interpretazione. Lo scopo dell'udienza era presentare la fondazione, la storia, gli apostolati, il diritto proprio e il carisma della Fraternità, e di esplicitare alcune incomprensioni e ostacoli incontrati in vari contesti. Il linguaggio qui è scelto con cura e, in particolare, in termini non conflittuali. Non vi è alcun riferimento a richieste, negoziati o ricorsi contro specifiche decisioni di qualche Dicastero. L'enfasi cade invece sulla spiegazione e sul chiarimento, col Papa che pone domande e la Fraternità che risponde. Questa è la posizione di un istituto che cerca di garantire al massimo la propria posizione, non quella di un movimento che riceve approvazione o rassicurazioni in termini di politiche pubbliche.
L'assenza di specificità è di per sé significativa. Il comunicato non elenca gli ostacoli menzionati, né identifica le incomprensioni sollevate. Questo silenzio suggerisce che la Fraternità abbia voluto mantenere discrezione sulla discussione e che non siano stati concordati esiti concreti che potessero essere responsabilmente divulgati. L'unico atto tangibile attribuito al Papa è la sua benedizione al termine dell'udienza, un gesto pastorale e universale piuttosto che giuridico o programmatico...

20 commenti:
Leggo che il prof. De Mattei ha ricordato in un articolo sulla sua testata il vescovo di Prato, Fiordelli, che 70 anni fa fu al centro di un caso, finito poi in parlamento oltre che nelle aule giudiziarie, riguardante due coniugi pratesi che si eran sposati col solo rito civile (definiti pubblici concubini). Un certo Brienza ha dedicato alcuni anni fa anche un libro a questo vescovo, trattando del diritto di famiglia. Oggi un vescovo che "scomunica" due laici è una rarità. Allora, parlo del 1956, l'Italia era ancora uno stato piuttosto cattolico, il Papa era il grande Pio XII, la Chiesa cattolica non aveva ancora respirato i miasmi modernisti. Settant'anni, ma sembrano secoli di distanza, e per un cattolico vero il confronto con il passato è un continuo riemergere della tristezza che gli impone il vivere oggi in questa terra desolata.
Aldo Maria Valli 6 ore fa
Il disastroso pontificato di Bergoglio e le critiche post mortem. A costo zero
Rimane il fatto che quando sono stati messi alla prova, non hanno ceduto al biritualismo, anche a costo di perdere la parrocchia dinanzi al ricatto del vescovo locale. Tra l'altro, ai seminaristi è vietato di partecipare alla Messa NO.
Chiunque abbia fatto almeno qualche anno di seminario conosce benissimo la bruciante frustrazione che si prova a venir ascoltati solo per routine. Lo stesso superiore che ti sorride affabilmente e che ti ha pastoralissimamente concesso udienza, ha già vergato contro di te righe di fuoco che ti macchieranno irreversibilmente il tuo percorso verso il sacerdozio. Quelle stesse mani che ti amministravano la Comunione alle otto e quarantacinque, venti minuti dopo trascrivevano la tua condanna in termini tali da impedirti qualunque appello. E quando calerà la mannaia e chiederai udienza, troverai non quel sorriso affabile ma porte chiuse e orecchie sorde.
Probabilmente non è il caso di padre Berg. Che però se deve correre a presentare chiarimenti, significa che la persecuzione contro la FSSP sta proseguendo. Avranno ancora il tetto massimo di vocazioni annuali consentite? Altre cacciate come da Digione?
Nel procedere dei giorni mi viene di accoppiare RFP all'americaismo, che fu una sorta di sentimental modernismo israelitico verso la religione unica. Di questo americanismo qualcosa deve sapere RFP, americano di nascita e formazione, certamente più di chi scrive. La gran massa di cardinali nominati da JMB certamente facevano un corpo solo, corpo solo che probabilmente si mosse come un sol uomo.
Ma perché tutta questa remissività dei Vescovi e dei pastori di fronte all'eresia modernista? Ce la facciamo questa domanda? Ci fu un golpe, pacifico e silenzioso, ma sempre tale fu e la maggioranza dei prelati accettò, tutto sommato ansiosa di poggiare le terga sul velluto e di emanciparsi da Roma. Perché il golpe fu principalmente contro Roma e il suo potere. La romanità venne sopraffatta dalle nuove ventate moderniste provenienti da Atlantico, Reno e Senna. E oggi il carro teutonico sta deragliando.
Non è solo la FSSP ad essere abbottonata sul Concilio, ma tutti gli istituti ex Ecclesia Dei, eppure il loro pensiero è quasi identico, almeno nelle linee portanti, a quello della FSSPX, solo che ipocritamente non lo rivelano.
E questo a Roma lo sanno, per questo reputano "quella Messa" pericolosa, e non hanno torto per la loro causa. Solo per al loro
Sarei cauto a parlare di ipocrisia. Io sottolineerei invece il fatto che queste realtà Ecclesia Dei (come la Fraternità San Pietro, Cristo Re SS, ecc) stanno costruendo / ricostruendo bene. Evitano le polemiche, come del resto anche la FSSPX, per chi la conosce bene. Celebrano i sacramenti ottimamente, insegnano la dottrina, in molti casi studiano e riscoprono le tradizioni che vanno piu indietro del 1962 o 1955. Hanno ottimi seminari. E così via. I farisei li criticano perché non urlano pubblicamente contro le storture della chiesa attuale?
Lasciamoli lavorare in pace e sosteniamoli con la preghiera e anche materialmente se possibile... Non hanno bisogno del "fuoco amico", ci sono già gli ecclesiastici modernisti a mettergli i bastoni fra le ruote.
Una domanda per gli esperti di questo sito, ho fatto copia incolla dal sito FSSP e la domanda è: se l' ordinario del luogo non gli concede il permesso di celebrare il vetus ordo, che messa celebrano o si astengono? La FSSPX non ha mai chiesto il permesso a nessuno di celebrare il vetus ordo e continuerà a farlo.
Il Santo Padre Francesco concede a tutti i membri dell’Istituto di Vita Apostolica “Fraternitas Sancti Petri”, fondato il 18 luglio 1988 e dichiarato dalla Santa Sede di diritto pontificio, il permesso di celebrare il sacrificio della Messa, il rituale dei sacramenti e altri riti sacri, nonché di recitare l’Ufficio Divino, secondo le edizioni tipiche dei libri liturgici in vigore nel 1962, vale a dire il Messale, il Rituale, il Pontificale e il Breviario Romano.
Essi potranno usare questa facoltà nelle loro chiese o oratori; in altri luoghi, tuttavia, solo con il consenso dell’Ordinario del luogo, eccetto che per la celebrazione privata della Messa.
Nonostante quanto sopra, il Santo Padre raccomanda che, per quanto possibile, si tenga conto anche di quanto stabilito nel motu proprio Traditionis Custodes.
Dato a Roma, presso San Pietro, il dì 11 febbraio, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, dell’anno 2022, nono del mio Pontificato.
Francesco
Quante divisioni invece di combattere uniti per la verità di Cristo.
Matthaeus 15,14
(Vulgata Clementina)
Sinite illos : cæci sunt, et duces cæcorum ; cæcus autem si cæco ducatum præstet, ambo in foveam cadunt.
Come che sia, non deve sfuggirci un fatto: in confronto allo sgangherato “pensiero” del predecessore, qui siamo di fronte a un’insidia ben più sottile e raffinata; chi non la coglie è o ingenuo o complice o ricattato. Dopo aver sfruttato la rozzezza di un incolto divorato dall’odio per quanto la Chiesa ha di più sacro al fine di dividerla in fazioni contrapposte, ora i nemici di Cristo, con un’abilità che ha del diabolico, son riusciti a riportare negli argini il dissenso, individuato e compattato dalle avverse circostanze dello scorso pontificato. Così, mentre il processo dissolutivo, proseguendo la rivoluzione in cappa e tiara, avanza indisturbato con stola e mozzetta, adesso nessuno più fiata; anzi, son tutti felici del nuovo corso – anche se, in realtà, esso radicalizza quello precedente. Ecco gli effetti del linguaggio orwelliano; per grazia di Dio, tuttavia, ne siamo immuni.
Il vostro linguaggio sia: «Sì, sì; no, no»; il di più viene dal maligno (Mt 5, 37).
Nessuno può essere felice del nuovo corso post-Franciscus, se ha un briciolo di lucidità mentale. Con la stessa lucidità si dovrebbe però marciare uniti, non dividerci tra noi. Queste divisioni vengono dal maligno che attua il detto (per una volta) latino "divide et impera". Consiglio a chi non capisce questa strategia diabolica elementare la lettura del seguente articolo:
https://onepeterfive.com/call-for-submissions-traditionalism-at-sixty/
Per i francesisti, visto che è in inglese, ma anche per tutti gli altri amici, ne traduco le parti salienti qui di seguito.
Se mic volesse fare della mia traduzione un articolo a parte, lo puo fare.
(Continua)
(segue 1.)
"Non è un vero Tradizionalista perché l'ho sentito dire..."
"I Tradizionalisti promuovono lo scisma."
"Poi sono arrivato alla Tradizione e la mia vita non è più stata la stessa."
"Unire i Clan."
_____
Si tratta di espressioni vernacolari pronunciate da cattolici che necessitano di un piccolo chiarimento. Le prime due sono pericolose perché mancano di verità (=sono ambigue) e di carità (=presumono il meglio da intenzioni dubbie).[1] Le ultime due sono ambigue ma innocue. In effetti, quest'ultima è una frase coniata da Michael Matt, padrino della Tradizione in questi Stati Uniti, e costituisce la base della nostra posizione editoriale. Questo articolo tenterà di fornire un piccolo chiarimento. (...)
>> Contesto storico di "Unire i Clan"
La nostra linea editoriale cerca di riassumere parte della storia del nostro movimento e menziona un obiettivo fondamentale che abbiamo cercato di raggiungere qui a OnePeterFive: la pietà filiale verso i nostri padrini tradizionalisti. Questo è diventato di fondamentale importanza perché molti giovani si sono uniti al movimento col Summorum Pontificum e si sono trovati in difficoltà dopo Traditionis Custodes. Nel frattempo, la "vecchia guardia" del movimento ha affrontato Traditionis con un sorriso, sapendo cosa significasse la Messa in latino negli anni '70 e '80.
Ma oltre a questo, Internet ha il problema che ricompensa con la serotonina il modo di pensare superficiale. In altre parole, Internet è, ironicamente, progettata per oscurare la verità. Il web è dominato dalle parole più emotive e sensazionali, che fanno "tendenza". Ma ciò che è "di tendenza" di solito è letteralmente metà vero e metà falso.
Più o meno.
A meno che non si parli di verità assolute e nette come "Gesù è Re", la maggior parte delle cose dette dai cattolici con slogan e meme manca della precisione necessaria per affrontare la maggior parte degli argomenti (soprattutto in una crisi dottrinale, spirituale, politica, sociale ed economica senza precedenti, come abbiamo visto con quello che Suor Lucia chiamava "disorientamento diabolico").
Quindi è qui che la nostra rivista online cerca di intervenire e di offrire gratuitamente a tutti: qualcosa in cui possiamo davvero scavare a fondo e trovare tutta la verità, non uno slogan.
Quando parliamo della storia del movimento Trad e in particolare dei suoi vari "clan", non si può in nessun modo descrivere la realtà di cui stiamo trattando con un meme facile e accattivante.
Proprio come nella maggior parte dei Concili Ecumenici e nei periodi a loro susseguenti, anche questo Concilio [Vaticano II] ha avuto una dose di caos totale nel suo post-concilio. Per certi versi il Vaticano II è peggiore della maggior parte dei Concili Ecumenici, e per certi versi è migliore (nessun cristiano che si uccide a vicenda, per esempio). Ma come ogni altro Concilio Ecumenico, sia storicamente che dottrinalmente, è tutt'altro che semplice e "meme-abile".
(segue 2.)
Cosa c'entra tutto questo con i padrini del Tradizionalismo? Ecco le nostre priorità editoriali. Vogliamo pubblicare le storie dei nostri padrini tradizionalisti: il Coetus, Padre Reginald Garrigou-Lagrange, gli Hildebrand, Lefebvre, Senior, Oliveira, Görres e altri. (...) vogliamo promuovere nel movimento lo stesso zelo dei nostri padrini tradizionalisti. Una nuova generazione di tradizionalisti sta emergendo, ma è necessario che vengano a contatto con i loro padrini tradizionalisti che li hanno preceduti e hanno combattuto la giusta battaglia fin dal 1962 e prima ancora. Essi hanno affrontato tempi più bui dei nostri. Come li hanno superati? Cosa hanno fatto? Quali sono stati i loro successi e i loro fallimenti? Qual è la saggezza che possono tramandarci? I recenti studi storici di Chiron e Porfiri sono degni di nota a questo proposito.
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La peculiarità dei nostri padrini tradizionalisti è che il loro intelletto non è stato ostacolato da Internet. Hanno prodotto articoli, libri, conferenze e si sono incontrati di persona per promuovere le loro opinioni. Questo ha portato tra loro a un vero dialogo intellettuale e a un dibattito di stampo accademico tra fratelli, come il Foro Romano degli Hildebrands.
In altre parole, c'è stata un'unione organica dei clan in uno scambio intellettuale benefico perché erano 1) tradizionalisti e 2) non ostacolati intellettualmente dalla tecnocrazia che ci troviamo ad affrontare noi.
Inoltre, avendo una visione del mondo tradizionalmente cattolica, capivano che il loro movimento era completamente nuovo – era davvero "nato ieri" in termini di storia della Chiesa. Quindi era inevitabile che ci fossero disaccordi – anche veementi – ma non si potrebbe definire tradizionale assolutizzare la mia opinione contro la tua, in un movimento nella storia della Chiesa che è appena iniziato "ieri".
I nostri padrini tradizionalisti capirono che l'iconoclastia senza precedenti provocata dal Concilio Vaticano II stava disperdendo tutti i buoni e fedeli cattolici, e che i tradizionalisti erano tutti in guerra dalla stessa parte. In guerra è inevitabile che ci siano divergenze di opinione quando si pianifica la difesa e il contrattacco. Però i nostri padri avevano una visione più ampia del trionfo finale della Tradizione. Capivano chi erano i veri nemici: non gli amici tradizionalisti (e neanche i non tradizionalisti, ma fedeli cattolici), ma piuttosto gli iconoclasti neomodernisti che cercavano di distruggere la Messa in latino.
Il nemico avrebbe rapidamente annientato il movimento tradizionalista se i soldati della Tradizione avessero iniziato un'aspra lotta fra di loro a proposito di quando, come e con quali mezzi attaccare il nemico.
I nostri padrini tradizionalisti erano guerrieri astuti. I loro eroi erano i Crociati, i Vandeani e i Cristeros. Sapevano che se il nemico fosse riuscito a dividere i Tradizionalisti in lotte intestine, il movimento sarebbe stato rapidamente distrutto.
Erano perseguitati ovunque, in quasi tutte le diocesi, quindi era facile per loro quando si incontravano essere uniti, nonostante i vari gradi di disaccordo.
Questo è il quadro storico del concetto di "unire i clan". Non sorprende che questo concetto sia stato concepito da un laico come Michael Matt. La famiglia Matt ha lottato per la fede per generazioni, anche prima del Concilio Vaticano II. Ma Matt ha anche sperimentato il dolore della divisione cattolica all'interno della sua famiglia, quindi ha la magnanimità di vedere il quadro più ampio e di non farsi risucchiare dal "pensiero di internet", in cui i cristiani si lanciano pietre a vicenda, andando incontro alla dannazione eterna.
Dicono tranquillamente il no
"il sacrosanto Concilio, attenendosi fedelmente alla tradizione, dichiara che la Santa Madre Chiesa attribuisce pari diritto e onore a tutti i riti legittimamente riconosciuti e vuole che in futuro vengano preservati e incoraggiati con tutti i mezzi"
-Costituzione Sacrosanctum Concilium, sulla Sacra Liturgia-
Ogni giorno la mia stima per RFP cala. Aumenta invece la critica, mi sembra capitato a svolgere quel compito per caso.
Per caso? No, io penso che sia stato eletto perché hanno ritenuto che fosse l'uomo giusto al momento giusto, giusto per portare avanti l'opera nefasta di Bergoglio senza le sue follie, dunque più manovrabile dai "padroni del vapore" (vapore = "fumo di satana") e immensamente più efficace per portare a casa il risultato della NCS™ (Nuova Chiesa Sinodalica™).
Per caso, non è la definizione giusta, ha ragione lei. Ma forse scricchiola anche la sua ricostruzione.
Giorni fa casualmente su youtube mi è capitato un corto sul funerale di Bergoglio e la voce fuori campo diceva, mentre sfilavano i cardinali, che RFP era sempre in prima fila. Poi la stessa voce ha detto dell'altro che non ricordo esattamente, quasi che vi fosse stata una conferma di JMB su RFP poco prima di morire o prima che venisse abbreviata la sua agonia. Ho cercato di ritrovare questo corto, ma fin qui non l'ho ritrovato. Conosciuti i contenuti di questo corto chi lo dovesse trovare lo segnali e/o lo memorizzi.
Grazie!
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