Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 25 gennaio 2026

Un nuovo cattolicesimo

Ci ho pensato anch'io, vedendo le immagini iperdiffuse dalla TV. Lo riprendo da Vigiliae.
Un nuovo cattolicesimo
Rev. Leon, 24 gennaio

Ci sono momenti nella vita della Chiesa che mettono silenziosamente in luce la distanza tra ciò che è scritto e ciò che è vissuto. Il funerale di Valentino, il celebre stilista italiano morto all'età di novantatré anni, celebrato in una basilica romana, è stato uno di questi. Non è accaduto nulla di sensazionale. Nessun dramma liturgico, nessun tumulto teologico. Solo una scena semplice e umana: due uomini che lo avevano amato – uno il suo compagno, l'altro un ex compagno – si sono alzati durante la liturgia per parlare di lui dall'ambone. Erano composti, sinceri, addolorati. L'assemblea ha ascoltato. E questo è tutto.

Se vi foste aspettati un terremoto dottrinale, sareste rimasti delusi. Quello che avete visto invece è stato qualcosa di molto più ordinario: una comunità che risponde a una morte con le reazioni istintive che le comunità tendono ad avere. Qualcuno è morto; coloro che gli erano più vicini vogliono parlare; naturalmente dovrebbero. Sembrava naturale. Pastorale, persino.

Eppure, quel momento portava con sé una silenziosa ironia. La tradizione cristiana ha sempre insistito sul fatto che il pensiero precede l'azione, che la dottrina plasma la pratica. Ma qui sembrava accadere il contrario. Il Catechismo dice ancora quello che dice – in una prosa accurata, nero su bianco con tutto rispetto – ma l'assemblea si è comportata come se quei paragrafi appartenessero a un genere completamente diverso. Non negati, non contestati, semplicemente... inutilizzati.

È una delle curiosità della vita cattolica contemporanea: i documenti abbondano, ma la loro forza normativa spesso svanisce nel momento in cui incontrano l'istinto pastorale della gente [conseguenza che parte dal clero - ndT] comune. La pratica non si ribella alla dottrina; semplicemente la ignora, con la gentile sicurezza di chi dà per scontato che la realtà verrà perdonata per non essere conforme al testo. Alludeva anche a qualcos'altro: uno stile pastorale sempre più contento di incontrare le persone esattamente dove sono, senza l'antico impulso [piuttosto funzione, dovere connesso con la salus animarum -ndT] di chiamarle altrove. Una Chiesa che, in pratica, ti accoglie così come sei e lascia educatamente inespressa la questione della conversione.

In questo senso, si tratta di un nuovo tipo di cattolicesimo: non il cattolicesimo dalle categorie ordinate e dai confini prevedibili, ma qualcosa di più fluido, più improvvisato, plasmato meno dalle regole e più dall'accompagnamento. Viene in mente l'osservazione di Romano Amerio sulla "dislocazione della Monotriade Divina" (vedi): nella teologia classica, l'amore scaturisce dalla verità, non il contrario. L'esperienza segue la comprensione; la volontà segue l'intelletto. Quando questo ordine viene invertito, l'intera architettura spirituale si trasforma. E, si condividano o meno le preoccupazioni di Amerio, l'istinto pastorale manifestato quella mattina certamente propendeva prima verso l'amore, poi verso la dottrina.

Questo non è un fenomeno esclusivamente cattolico, ovviamente. Ogni tradizione cristiana conosce la tensione tra ciò che insegna e ciò che effettivamente fa. I cattolici sono semplicemente più visibili quando ciò accade. I loro rituali sono pubblici, le loro strutture sono pubbliche e anche le loro contraddizioni sono pubbliche [Il vero pronlema è che si tratta di uno dei frutti marci veicolati da concilio -ndT].

Ciò che il funerale di Valentino ha rivelato – senza clamori, senza polemiche – è che la pratica vissuta della Chiesa sta già negoziando realtà che il suo insegnamento ufficiale non ha ancora recepito. Il divario non è creato da momenti come questo; è semplicemente rivelato da essi.

Quel giorno non è stata modificata alcuna dottrina. Non è stato emanato alcun manifesto. Ma qualcosa è divenuto inequivocabilmente chiaro: la vita pastorale della Chiesa spesso anticipa le sue formulazioni dottrinali, non per sfida, ma per fedeltà alle storie umane affidate alla sua cura.

E forse questa è la vera lezione. Non uno scandalo, non una vittoria, non una sconfitta: solo un promemoria che la vita della Chiesa, in tutta la sua tenerezza e disordine, è sempre più grande dei documenti che dovrebbero contenerla.

44 commenti:

Anonimo ha detto...

"La vita della Chiesa è sempre più grande dei documenti che dovrebbero contenerla....".
Se si abbandonano i Novissimi, se si espunge il Memento mori, se la prassi condiziona la dottrina e non viceversa....in una parola, questo avviene se duemila anni di cattolicesimo vengono dissolti nella Nuova Religione Universale che si sta imponendo progressivamente da qualche decennio, anche se ora ha assunto connotati più evidenti.
Certo, Amerio aveva lucidamente capito che si tratta di dislocazione della Divina Monotriade. E noi cattolici dobbiamo accettare tutto ciò?

Anonimo ha detto...

Premetto che frequento questo “sito” della dott.ssa Guarini perché vi trovo un sincero proposito di trattare gli aspetti culturali nonché le cause prime che ci hanno portato nella penosa situazione della nostra religione e di tutto il contesto storico presente.
Lo scopo di questo mio commento, fuori tema, anche con il rischio di essere preso per “irrazionale”, è di offrire argomenti alternativi a chi vorrà approfondire in merito alla seguente affermazione del prof. Pasqualucci, da un commento all’articolo sul “Mito Asburgico”:
«Le stragi di Fenestrelle sono una bufala totale, bisognerebbe leggere il libro di Barbero, appunto, che si è andato a spulciare gli archivi piemontesi relativi, tenuti con la tradizionale pignoleria».
Questa di Fenestrelle può sembrare cronaca minore di un fatto storico così importante, perché fondativo dello Stato, come il cosiddetto “Risorgimento”. In realtà, invece, si tratta di un avvenimento emblematico della totale menzogna sulla quale si è basata l’unità nazionale. Qui nessuno vuole essere così ingenuo anche solo a pensare di far tornare indietro la storia. Quello che a me (e a molti altri) interessa è unicamente la “verità” o almeno non scartare nulla per cercare di perseguirla, come del resto ci ammonisce Gesù.
Per quanto mi riguarda, se anche “le stragi di Fenestrelle” fossero una “bufala totale”, allora sarebbero sulla medesima linea di tutte ( e dico proprio tutte) le bufale che mi hanno raccontato da quando ero bambino, comprese le canzoncine che ci facevano cantare, in tutto il mio percorso scolastico di puro, integrale “indottrinamento”. Ma, anche ammettendo per assurdo, che questi migliaia, soprattutto di soldati dell’esercito borbonico, ma non solo, fossero stati trattati in modo conveniente, con tanto di mensa e pietanze, magari di agnolotti, bollito e fritto misto alla piemontese, ospitati in celle con tanto di riscaldamento, bagno e coperte e curati da medici ed infermieri; che cavolo ci facevano a mille chilometri dalle loro terre, ad una quota media di 1400 metri, in una enorme fortificazione costruita per ben altri scopi ? Fa proprio così ribrezzo parlare di “deportazione”, termine peraltro usato per altri contesti dei quali ci hanno saturato le midolla ?
Ora si da il caso che subito dopo l’uscita del libro di A. Barbero “I prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle”, l’editore Laterza abbia organizzato, accogliendo l’invito del fondatore del Movimento Neo Borbonico, prof. Gennaro De Crescenzo, un dibattito presso la libreria Laterza di Bari il 5 dicembre 2012. A quella serata era presente il prof. A. Barbero, a cui si deve dare il merito di aver raccolto l’invito dell’editore, e lo stesso prof. De Crescenzo, specializzato in archivistica. Il dibattito, pur in modo formalmente corretto, ha avuto momenti drammatici e di forte tensione rispetto alla esposizione dei fatti e alla loro interpretazione.
Fornisco i link della versione ridotta e della versione integrale del dibattito, poi ognuno si faccia la propria personale opinione, come è giusto che sia.
Claudio Gazzoli

Versione ridotta:
https://www.youtube.com/watch?v=2jPZQsPL5g8

versione integrale:
https://www.youtube.com/watch?v=SrlCSLXzKv0

Articolo dal sito della Associazione culturale Neoborbonica:
http://www.neoborbonici.it/portal/index.php?option=com_content&task=view&id=4290&Itemid=99

Anonimo ha detto...

Il prossimo capo della Fondazione Ratzinger non è esattamente un ratzingeriano.
https://gloria.tv/post/eaTtgoJEfSRS11PhbwDH9kjnr
Perche', il precedente lo era?
Solo a Dio sìa la gloria.

Una Presenza ha detto...

Padre Pio conosceva bene quel silenzio carico di Dio che non è vuoto, ma presenza.
Un silenzio abitato dalla preghiera, dalla sofferenza offerta, dall’ascolto profondo dell’anima umana. Tante persone arrivavano da lui con il cuore spezzato: malattie che logoravano il corpo, paure che toglievano il respiro, diagnosi che sembravano chiudere ogni futuro.

Lui non prometteva guarigioni facili.
Non illudeva.
Non spettacolarizzava il dolore.

Pregava.
Guardava negli occhi, come chi vede oltre la ferita visibile.
Affidava tutto al Signore, con quella fede semplice e radicale di chi sa che Dio agisce sempre, anche quando non segue i nostri tempi.

Eppure, proprio lì, nel nascondimento, sono nati miracoli veri.
Corpi guariti senza spiegazione umana.
Dolori che si sono sciolti come neve al sole.
Anime rimesse in piedi dopo anni di smarrimento.

Ma il miracolo più grande non era solo la guarigione del corpo.
Era qualcosa di più profondo, più duraturo.
Era la fede che rifioriva nel cuore di chi si sentiva perduto.
Era la certezza, incrollabile, che Dio non aveva abbandonato nessuno, nemmeno nel momento più buio.

Padre Pio ci insegna che il miracolo comincia quando smettiamo di pretendere risposte immediate e iniziamo ad affidarci davvero. Quando, anche nel buio, scegliamo di credere che Dio sta già operando, anche se non lo vediamo, anche se non lo sentiamo.

La fede autentica non nasce dall’evidenza, ma dalla fiducia.
Non chiede segni per credere: sa riconoscerli nella vita di ogni giorno.
In una pace improvvisa.
In una forza inattesa.
In una speranza che ritorna, quando tutto sembrava finito.

La fede autentica non chiede segni: li riconosce.

Anonimo ha detto...

Tous, tous, tous… Sauf les catholiques fidèles, ces pharisiens…

Anonimo ha detto...

Le esequie dei peccatori manifesti -come da Canone 1184 C.D.C.- sono vietate.

Anonimo ha detto...

Sono vietate le esequie ecclesiastiche dei peccatori manifesti che non abbian9 dato segnali di pentimento prima della morte.
Ex Canone 1184 del Codice di Diritto Canonico.
Pubblico scandalo.

Un saluto da caustico.

Wisteria ha detto...

Una cerimonia come il funerale di Valentino è una tacita accettazione del matrimonio degli omosessuali.

Anonimo ha detto...

Noi fedeli dovremmo in questo caso esprimere tutta la nostra disapprovazione.

Anonimo ha detto...

Assurdo il funerale cattolico di pubblici peccatori.... siamo già pagani ? I discorsetti di fine funerale dell' amante sodomita e dell' ex amante sono solo un di più di errato a ciò che era sbagliato in partenza come già la Comunione data a Luxuria nel funerale di un prete che anche allora non ci doveva essere dato che era progay e anche questo di oggi non doveva esserci...

Wisteria ha detto...

Come si spiega che maggior parte degli artisti venga omaggiato con esequie religiose, che diventano pure eventi mediatici e mondani?

Anonimo ha detto...

# Gazzoli, sul Fuori Tema.
Non erano "deportati" ma soldati napoletani prigionieri di guerra, catturati in gran parte alla resa di Capua (2 nov 1860), trasferiti da Napoli a Genova via mare, poi per treno a Pinerolo, da dove marciarono sfiniti sino alla fortezza di Fenestrelle, non essendoci altro mezzo di trasporto (9 novembre). 1186 soldati, dei quali 178 vennero ricoverati subito in ospedale e in cinque vi morirono. Soldati, come i 557 prigionieri di guerra pontifici detenuti per breve tempo nella stessa fortezza dal 25 ottobre al 29 ottobre/6 novembre 1860, tutti ripartiti entro la fine di novembre (fonte: Barbero).
En passant, visto che si vuole continuare la discussione, come spiegare che la massoneria sia stata importata in Italia proprio da un ramo di quella Casa d'Austria, il cui Stato sarebbe stato alla fine vittima di un complotto massonico con la Grande Guerra? Furono gli Asburgo-Lorena, insediati nel Granducato di Toscana dalle potenze con tanto di guarnigioni austriache al seguito, ad impiantarla da noi, a Firenze. La massoneria fiorì nei domini italiani degli Asburgo-Lorena e anche nelle classi dirigenti dell'impero, anche se poi Francesco Giuseppe formalmente la proibì, ma non nei domini ungheresi.
E come spiegare che i medesimi Asburgo-Lorena abbiano favorito ampiamente l'eresia giansenista, che tentò di affermarsi da noi con il famoso Sinodo di Pistoia, condannato dal Papa?
Un'ineccepibile dinastia cattolica, questi Asburgo-Lorena?
pp

Anonimo ha detto...

Tacita accettazione? direi anche esplicita, più che esplicita, ne è conferma la promozione di mons. Radaelli da parte di Papa Leone : evidentemente entrambi la pensano allo stesso modo circa i rapporti omosex e i matrimoni omosex, oltre a far terra bruciata attorno alla Messa VO. Mons. Radaelli ha già approvato, tempo, fa il matrimonio gay del capo Agesci di Staranzano, mentre il locale parroco lo aveva stigmatizzato : chi ha dato questo scandalo non può fare il capo scout Agesci, disse, e questa sua presa di posizione gli costò il posto; dovette infatti andrsene lui, invece del capo scout; il vice parroco, invece, presenziò felice alle nozze gay, e rimase al suo posto. Ottime credenziali, queste, di mons. Radaelli per la nomina ricevuta : complimenti !http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV7622_Lorenzo_Altra_nomina_pessima.html

E.P. ha detto...

È il bello della pastorale del Concilio Vaticano II: la verità non è più la prima forma di verità, ma solo qualcosa da affermare, tacere o negare, a seconda delle circostanze.

E pensare che perfino i documenti del postconcilio negano la possibilità di fare "testimonianze" (o altro tipo di propaganda) in una messa esequiale.

Anonimo ha detto...

Rilevo dal sito gay.it che, secondo un'indagine condotta dal sociologo Marzano, il 67% dei sacerdoti si dichiara omosessuale. E' qualcosa di sbalorditivo!

Anonimo ha detto...

Mi pare sia la conclusione del pensiero di questo reverendo, quando dice che la vita della Chiesa è più grande della dottrina, ecc.

Anonimo ha detto...

No, caro rev. Leon, questo è uno scandalo enorme, mi consenta di eccepire rispetto al suo finale.

Anonimo ha detto...

Anche Giorgio Armani, altro famoso sarto recentemente scomparso a 91 anni, era gaio, ci hanno informato i giornali. Ma ha avuto anche lui funerali in chiesa? Sembra di no. O forse sì?

Anonimo ha detto...

Faccio notare che la mancata osservazione del Codice di diritto canonico comporta sanzioni disciplinari e spirituali.
Staremo a vedere.

Anonimo ha detto...

I funerali di Giorgio Armani si sono svolti nella chiesa del suo paese natale in forma privata.
Mauro

Anonimo ha detto...

Valentino, le lacrime del compagno Bruce Hoeksema: "Grazie per avermi scelto"
"Grazie per avermi scelto, per aver camminato con me e per avermi cambiato per sempre. Per più di 40 anni tutto insieme è diventato straordinario": così, tra le lacrime, Bruce Hoeksema ha omaggiato il suo compagno Valentino durante i funerali alla Basilica degli Angeli e dei Martiri. "So quante persone ti hanno amato, e le ringrazio per questo", ha proseguito, "ma ciò che condividevamo era soltanto nostro"
https://www.youtube.com/shorts/9JvtGHxPYV4
@repubblica

Anonimo ha detto...

alanews
https://www.youtube.com/shorts/NmBuEcgC8zk

Anonimo ha detto...

Il triplo scandalo di Valentino 1) Tutti quanti sapevamo che Valentino era omosessuale. 2) un peccatore pubblico non può avere funerali religiosi a meno che che non ci sia un pentimento pubblico
del suo peccato, cosa di cui non ho trovato traccia, nel Web.
3) Pentito o non pentito è assurdo fare intervenire il suo ultimo compagno, amante, Bruce Hoeksema, dal pulpito in chiesa, per ricordarlo.
Fare questo è considerare il rapporto sodomitico come una cosa normale.
Siamo sempre più simili a Sodoma e Gomorra. Come finirà? basta leggere la Sacra Scrittura. …
https://gloria.tv/user/1g1BuGeB8VCX3DNq4Zu8u3xmy

Anonimo ha detto...

Piromani anticattolici cercano di bruciare la Cattedrale di Puebla, Messico, vecchia di 400 anni per odium fidei

I vigili del fuoco sono riusciti a evitarlo

Anonimo ha detto...

https://www.elle.com/it/showbiz/celebrities/a70055713/chi-e-vernon-bruce-hoeksema-fidanzato-valentino-garavani/
ELLE moda

Anonimo ha detto...

Ai funerali celebrati con il Novus Ordo succede di tutto, di più.

Serge ha detto...

Mi permetto di ricordare anche le esequie di Lucio Dalla il 4 marzo 2012 nella basilica di San Petronio a Bologna.

Anonimo ha detto...

I funerali di Armani sono stati celebrati nella chiesa di San Martino nel borgo di Rivalta e che fosse omosessuale lo sapevano tutti da 70 anni. Non sono stati i giornali a raccontarlo: era la sua vita a dirlo.

Anonimo ha detto...

Mi chiedeva lo sconto», «sono suo cugino», ecco chi c’era ai funerali di Valentino: il videoracc...
https://www.youtube.com/watch?v=V48DDAwnSsE
Corriere della Sera

Anonimo ha detto...

Si vive e si muore nella falsità senza neanche più riconoscere che è falsità. Menti ottenebrate. Gran parte del genere umano è oggi ottenebrato. Fondamentalmente dipende dalla chiesa che è venuta meno al suo compito di insegnare e santificare. Anche la chiesa cattolica vive nella falsità senza essere più in grado di riconoscersi falsa. Sentimentalismo/buonismo sono la causa, a parer mio, di questa corruzione del pensiero e della volontà. Non siamo più neanche in grado di esaminare la nostra coscienza essendo le nostre potenze, pensiero, sentimento, volontà, profondamente distorte, cioè malate.

Vale ha detto...

Ah, l'affermazione "che la vita della Chiesa... è sempre più grande dei documenti che dovrebbero contenerla" dovrebbe valere soprattutto per Traditionis Custodes e quei vescovi che vogliono impedire la Messa antiquior!

Anonimo ha detto...

https://gloria.tv/share/DKA4iB3RXJRR4d7FwKvT18KX8

Qualcosa non torna....

"Siamo uno, lo siamo già", dice il papa alle confessioni diversamente cristiane, di cui tante non hanno le verità della fede cattolica, le rigettano e rifiutano, non hanno tutti i sacramenti e neanche si rifanno al Concilio Vaticano II che è magistero della Chiesa Cattolica
mentre si fatica a farsi "uno" (qui lo siamo già) con realtà che nella Chiesa chiedono una rilettura del Concilio alla luce della Tradizione, che tale dovrebbe essere, o con la FSSPX - qui c'è tutto della Chiesa Cattolica tranne l'ultimo dei 21 concili.... Eppure, qualcosa non mi torna.

Anonimo ha detto...

Credo che quanto scritto da don Leon rappresenti la realtà, quella vera, anche se molti non se ne rendono conto. Don Leon scrive: “Ciò che il funerale di Valentino ha rivelato – senza clamori, senza polemiche – è che la pratica vissuta della Chiesa sta già negoziando realtà che il suo insegnamento ufficiale non ha ancora recepito. Il divario non è creato da momenti come questo; è semplicemente rivelato da essi”.
E a guardar bene non è soltanto questo funerale a creare il divario, lo sono anche le tante prassi ormai consolidate da coloro che forse ingenuamente si auto proclamano cattolici senza sapere cosa vuol dire esserlo. Prassi che ormai nessuno contrasta più con il dovuto insegnamento. Convivere e praticare la sessualità piena prima del matrimonio, divorziare e accettare le unioni omosessuali senza batter ciglio e ritenere perfino l’aborto un atto degno di comprensione. Sono queste e molte altre le pratiche – senza clamori e senza polemiche – che ormai hanno legalizzato il divario tra la pratica vissuta e l’insegnamento della Chiesa ormai sbiadito.

Anonimo ha detto...

Alcuni commenti sono cme un faro nella notte che illumina improvvisamente le menti ottenebrate, come dice l'amico Anonimo 6:57, e questo è proprio uno di quelli, da mandare a memoria. Non le grandi disquisizioni dottorali, accademiche, con dovizia di citazioni di commi e cavilli, ci vogliono oggi, ma proclami che vengano dal cuore e parlino al cuore. La massa la si muove e conquista con il cuore, non con le citazioni accademiche ( così fanno i modernisti, ma per promuovere il male, non il bene). Questo, ovviamente, senza nulla togliere ai meriti degli accademici, ma oggi, a mio parere, c'è bisogno di altro. Ricordate il finale di " Per un pugno di dollari?" quando Cleant Eastwood dice a Gian Maria Volonté "al cuore, Ramon, al cuore", cioè mira al cuore ( sotto il giubbotto aveva una lastra metallica, che gli salvo' la vita dalle fucile di Ramon); quando Cleant arrivò a portata di pistola, con Ramon sempre più pallido e sudaticcio, estrasse la colt e lo freddò.

Anonimo ha detto...

# Gazzoli, Fuori Tema - risposta alla domanda sui prigionieri napoletani.
Lei si chiede "che cavolo ci facevano a mille km di distanza dalle loro terre in una fortezza costruita per altri scopi etc.".

Risposta, basata sulla documentazione raccolta da Barbero ma anche da altri che hanno studiato il tema. La politica dei vertici piemontesi era quella di arruolare gli ex soldati napoletani nel loro esercito, che stava diventando esercito italiano. Ciò valeva per la truppa e i sottufficiali. Gli ufficiali all'inizio furono lasciati liberi ma poco dopo invece trattati come prigionieri di guerra quando ci si accorse che una parte di loro si dava alla macchia per concorrere alla guerriglia filoborbonica, già in atto. 3600 ufficiali chiesero di continuare il servizio nell'esercito italiano.
I soldati napoletani prigionieri dovevano quindi esser smistati al Nord per esser riaddestrati.
Fenestrelle era centro di smistamento e da tempo era adibito anche a prigione. Vi "soggiornò" anche De Maistre. Il centro di addestramento vero e proprio era il Campo di S. Maurizio aperto il 21 agosto 1861. L'operazione era diretta dal colonnello Federico Torre, ressponsabile dell'Ufficio Leva al MInistero della Guerra piemontese. Secondo questo colonnello, l'esercito delle Due Sicilie contava nel 1860 99.432 uomini.
I soldati napoletani ricevevano lo stesso vitto degli altri, coperte, abbigliamento decoroso, come gli altri soldati, anche se in quell'esercito non c'era molto da scialare per via delle ristrettezze economiche generali. SEcondo il colonnello Torre dall'autunno del 1860 alla fine di settembre 1963 era stati assorbiti nell'esercito italiano 57.968 uomini del disciolto esercito borbonico.
Arrotondando le cifre per comodità vediamo che in quasi tre anni non erano stati inquadrati nel nuovo esercito 42.000 uomini. In questa cifra vanno evidentemente ricompresi: i caduti, i dispersi non ritrovati, i feriti, gli elementi entrati nella guerriglia o comunque datisi alla macchia. I soldati che vollero restar fedeli alla dinastia borbonica. Per costoro mi sembra ci sia stata alla fine un'amnista,
Quanti furono i caduti borbonici, forse circa 10.000 in totale? All'ininzio quello che poi divenne soprattutto brigantaggio fu una guerriglia organizzata dai resti dell'esercito borbonico, sicuramente diverse migliaia di uomini.
Ho citato i dati da Barbero ma c'è stato un altro studio sul tema e un libro del giornalista Messina che riassume queste vicende spinose, diventate "leggende da sfatare" contro il Risorgimento.
Qual'è la leggenda? Questa: secondo i neo-borbonici i Piemontesi avrebbero organizzato campi di sterminio stile nazista nei quali far morire (per pura crudeltà, si immagina) i disgraziati prigionieri napoletani, a migliaia. Fenestrelle sarebbe stato una specie di Auschwitz, mentre il Campo di S. Maurizio sarebbe stato una specie di Buchenwald. Vi sarebbero periti 40.000 se non di più soldati napoletani. Questa la "narrazione" che, in mancanza di prove checchesia, la controparte accusa di fake news. Credo che "la prova" sia costituita da un certo modo di interpretare le cifre.
I links da lei forniti non sono riuscito ad attivarli. Ho comunque trovato un articolo del prof. Di Crescenzo contro Barbero, nel quale riassume il suo polemico punto di vista. Sono gli argomenti in pratica usati nella discussione tenuta a Bari, presso la Laterza. Essi richiederebbero un discorso a parte.
Per me comunque seguire i dialoghi su Youtube al computer è difficile perché il mio computer è vecchio e l'audio non funziona bene.
Tutti questi intellettuali e storici che replicano ai neo-borbonici sono di sinistra, quelli di destra evidentemente non hanno nulla da dire sul tema.
pp

Anonimo ha detto...

"Prassi che ormai nessuno contrasta più con il dovuto insegnamento."
Per la verita', (data l'eta' e l'avversione al computer sono ancora alle aste), uno che contrastava incessantemente con il dovuto insegnamento della Dottrina Cattolica
era Don Leonardo Maria Pompei che non la smetteva di battere il chiodo dei Comandamenti, della purezza, dei fidanzati casti prima del matrimonio, della Confessione generale, della Comunione in ginocchio. Ai funerali non voleva che i poarenti/amici ecc. del defunto usassero l'ambone per l'elogio funebre ma che doveva tenersi semmai sul sagrato della Chiesa ma non nella Casa di Dio.

Anonimo ha detto...

«Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele, come segno di contraddizione! Anche a te una spada trapasserà l’anima» (Luca 2,34-35)
«Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele, come segno di contraddizione ! Anche a te una spada trapasserà l’anima» (Luca 2,34-35)
Ora la “chiesa militante”, attua una “contraddizione” di segno opposto a quella di Gesù; e si sa che la negazione di una negazione riporta tutto allo stato originario. Credo un unico sacerdote ha letto, durante l’omelia di ieri, il canone 1184 del Codice di Diritto Canonico per indicare la evidente contraddizione di una “chiesa” che contraddice sé stessa, la sua stessa legge.
Lo SCANDALO dato a Roma addirittura nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, una delle chiese più prestigiose al mondo, la chiesa costruita sulle rovine delle grandiose terme di Diocleziano su disegno di Michelangelo (mi immagino Maria e gli angeli come avranno accolto...) per la sua rilevanza mediatica mondiale, costituisce la certificazione dell’avvenuta consegna a Lucifero delle chiavi strappate a Pietro. E, ovviamente, nessuno farà nulla perché è questo che vogliono, dal papero in giù. Sarebbe interessante sapere quanto hanno pagato per avere quella chiesa, visto che lo sterco si paga con lo sterco.
Proprio durante la messa di ieri mattina, terza domenica post-epifania, ho dovuto ascoltare (questa volta mi ha preso di sorpresa, di solito mi turo bene le orecchie cercando di fare rumore per non ascoltare le “preghiere dei fedeli”) la prima preghiera dei fedeli del famigerato “foglietto”:
«Per le Chiese, perché attuando il Vangelo di Cristo cerchino di superare le divergenze ancora esistenti e procedano verso la piena concordia, cosi che il mondo creda».
Qualche istante prima si recita, nel Credo: «Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica». Appunto, quale gigantesca contraddizione tra la preghiera del Credo, che costituisce una forma di giuramento e poi, subito dopo, in cui si prega per “le chiese”, perché ormai la Chiesa di Roma, voluta da Nostro Signore che vi ha inviato Pietro, non è altro che una tra le tante scimmie eretiche e blasfeme sparse per il mondo, che veste i panni sfarzosi della sua prodigiosa storia, per imbrattarsi “qual porco rotolante in nigro limo” !
C. Gazzoli

Anonimo ha detto...

"Come finirà?" : bene non può finire, questo è poco ma sicuro, se non scenderà fuoco dal cielo per purificare questa fogna che è diventata l'attuale società (specialmente quella ecclesiastica) ci sarà comunque un castigo, e non sarà un semplice scappellotto. Preghiamo quindi che l'Onnipotente ci risparmi questa tragedia, ci salvi da questa generazione perversa di pervertitori. LJC Catholicus

Anonimo ha detto...

Esemplare!

Anonimo ha detto...

E' vero: don Maria Pompei non smetteva mai di battere il chiodo dei Comandamenti. E quasi certamente oggi coloro che son disposti ad ascoltare sono pochi. E' quindi bene non illudersi, perché come suol dirsi una rondine non fa primavera e la realtà è in pieno inverno.

Anonimo ha detto...

Beh, siamo in buona compagnìa( si fa per dire).
Da noi, prima della fine della Messa piuttosto sbrigativa* il viceparroco
ci presenta un giovane che dovra' tenere due catechesi settimanali sul Vangelo.
Si e' così presentato :
"A un dato momento della mia vita ho ravvisato che avevo tutto ma mi mancava qualcosa, allora mi sono messo a studiare le Sacre Scritture, sono entrato in seminario, tra qualche mese mi sposero'....
"Eccalla' , ho detto a mio marito, questo e' neocatecumenale.."..
Naturalmente lo abbiamo rincontrato sul sagrato al centro di un cerchio di donne adoranti, giovani e vecchie ( forse le assidue?).
Ratisbonne si e' convertito al cristianesimo, noi andiamo avanti a giudaizzarci .

Anonimo ha detto...

"...per avermi scelto...";
Non e' forse l'attuale ventennale formula del matrimonio cristiano?
"Io, [Nome], accolgo te, [Nome], come mia/o sposa/o. ....

Anonimo ha detto...

Qualcuno rimarrebbe pietrificato ad ascoltare la seconda parte dell'omelia di don Alberto Secci di domenica scorsa.
Ha parlato dello scandalo causato recentemente da funerali eccellenti di persone che per il loro stile di vita non avrebbero dovuto avere le esequie cattoliche.
L'eleganza per don Secci non è tutto, evidentemente.

Anonimo ha detto...

Ma scusate, a cosa serve rivangare quanto è stato fatto senza peraltro che nessuno di chi era al corrente e che avrebbe potuto farlo si sia fatto sentire? Anche in passato molte persone che non avrebbero dovuto avere le esequie in chiesa le hanno avute. Rivangare dopo serve a nulla tanto il messaggio che queste manifestazioni veicolano le persone lo hanno recepito e cioè che nulla impedisce la funzione religiosa qualsiasi cosa tu abbia fatto in vita. Il resto sono inutili chiacchiere.