Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 8 luglio 2026

Luglio 2026. Calendario delle Sante Messe antiquior a Bergamo

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di luglio celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.
In particolare segnalo che la Santa Messa di domenica 19 luglio (VIII domenica dopo Pentecoste) inizierà alle ore 9:00 per evitare la sovrapposizione con l’attività parrocchiale.
Inoltre segnalo che dopo la Messa di venerdì 3 luglio (I venerdì del mese) sono previste l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù.
Ricordo che prima della Messa è possibile confessarsi ed è prevista la recita del Santo Rosario.
Ringrazio e vi invito a pregare per mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, mons. can. Michelangelo Finazzi, Vicario episcopale per i laici e per la pastorale, mons. can. Giovanni Carzaniga, Prevosto di Sant’Alessandro in Colonna, e per i sacerdoti.

È possibile scaricare e leggere l’Ordinario ed il Proprio delle Sante Messe ai seguenti link:

8 Luglio / Il prezzo della nostra salvezza

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
8 Luglio / Il prezzo della nostra salvezza

Sangue di Cristo, prezzo della nostra salvezza
Oggi l’invocazione delle Litanie apre una verità decisiva: il Sangue di Cristo è il prezzo della nostra salvezza.

Comprendo che la parola “prezzo” può sembrare dura. Nel linguaggio quotidiano richiama lo scambio, il costo, il valore misurabile delle cose. Nella fede, invece, essa ci porta dentro il mistero del riscatto. L’uomo non si è salvato da solo. Non ha potuto liberarsi con le sue forze dal peccato, dalla morte, dalla lontananza da Dio. Aveva bisogno di essere riscattato, e il prezzo di questo riscatto è stato il Sangue di Cristo.

Questa verità va custodita con attenzione. Parlare del Sangue come prezzo della salvezza non significa immaginare il Padre come un creditore severo che esige il sangue del Figlio per placarsi. Questa sarebbe una caricatura indegna della fede cristiana. Il Padre dona il Figlio. Il Figlio offre se stesso nello Spirito. La redenzione nasce dall’amore trinitario, non da una necessità crudele. Il prezzo della nostra salvezza è il valore infinito dell’amore con cui Dio ha voluto raggiungerci fino all’estremo.

Il card. Ratzinger e la questione lefebvriana

Lo avevo pubblicato all'epoca sul mio sito Internetica. L'allora card. Ratzinger parla della questione lefebvriana et alia... Lo avevo citato in un commento; ma ora lo estraggo. Lo storicismo conciliare purtroppo può andare oltre perché non riconosce la Verità oggettiva e applica interpretazioni transeunti secondo le mode del tempo; ma alla fine la Verità sa farsi riconoscere ed imporsi...

Il card. Ratzinger e la questione lefebvriana
Dall'Indirizzo del Card Ratzinger alla Conferenza Episcopale Cilena, 13 luglio 1988

Negli ultimi mesi abbiamo lavorato molto intorno al caso Lefebvre, con l'intenzione sincera di creare per il suo movimento un spazio all'interno della Chiesa, spazio che sarebbe stato sufficiente perché esso potesse vivere. La Santa Sede è stata criticata per questo. Si dice che non ha difeso il Concilio Vaticano II con energia sufficiente; che, mentre ha trattato i movimenti progressisti con severità grande, ha mostrato una simpatia esagerata con la rivolta tradizionalista. Lo sviluppo degli eventi è sufficiente per confutare queste asserzioni. L'[accusa di] rigorismo del Vaticano di fronte alle deviazioni dei progressisti, presentato in modo mitico, è apparsa essere soltanto un discorso vuoto. Finora, infatti, sono stati pubblicati soltanto dei moniti; in nessun caso ci sono state pene canoniche rigorose in senso stretto. Ed il fatto che, quando le cose si sono messe male, Lefebvre ha ritrattato un accordo che già era stato firmato, indica che la Santa Sede, se ha fatto concessioni davvero generose, non gli ha garantito quella licenza completa che egli desiderava. Lefebvre ha visto che, nella parte fondamentale dell'accordo, era obbligato ad accettare il Vaticano II e le affermazioni del Magistero post conciliare, secondo l'autorità propria di ogni documento.

Mons. Schneider: le consacrazioni episcopali della FSSPX non saranno in alcun caso scismatiche

Un testo più articolato della posizione di mons. Schneider già segnalata qui e qui.

Mons. Schneider: le consacrazioni episcopali della FSSPX
non saranno in alcun caso scismatiche


Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, ha concesso lunedì 9 marzo 2026 una lunga intervista al giornalista Andreas Wailzer sul canale YouTube Kontrapunkt. In essa ha esposto il suo pensiero riguardo alla Fraternità San Pio X e alle consacrazioni episcopali che questa prevede di effettuare il prossimo 1° luglio. Ecco alcuni passaggi.

Mons. Schneider ha ricordato su Kontrapunkt di aver rivolto, lo scorso 24 febbraio, un appello a papa Leone XIV affinché concedesse il mandato apostolico per le consacrazioni episcopali della FSSPX: «Bisognerebbe essere magnanimi in questo caso, tanto più che la Fraternità San Pio X ha la stessa fede. Non ha inventato una nuova fede, non ha inventato una nuova liturgia, non ha inventato una nuova formazione sacerdotale; ha esattamente la stessa fede, la stessa liturgia, lo stesso catechismo, la stessa formazione sacerdotale che la Chiesa universale, in tutto il mondo, aveva fino al Concilio Vaticano II, e che addirittura imponeva rigorosamente da secoli. È semplicemente logico, ed è anche conforme al buon senso: non può essere falso. La Chiesa non può comunque aver avuto, per secoli, una tale formazione sacerdotale, aver annunciato una fede così concreta e aver celebrato una tale liturgia, con frutti così evidenti, perché ora si dica che era carente. E quando una comunità chiede semplicemente: «Lasciateci fare ciò che la Chiesa ha ritenuto sacro per secoli», e non le viene concesso, è proprio questo il problema. »

martedì 7 luglio 2026

19° anniversario del motu proprio Summorum Pontificum

Qui la rievocazione della sua prima applicazione, il 14 settembre 2007 a Santa Maria Maggiore. Io c'ero.
19° anniversario del motu proprio Summorum Pontificum

Si compie il 19° anniversario del motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI [qui uno dei precedenti], che ha concesso libertà alla Messa tradizionale in latino e pace liturgica alla Chiesa.  Deo gratias! Il resto non praevalebunt!
Potete consultare i prodromi dei recenti sviluppi a partire da qui. Qui e qui indici più attuali.

Luglio 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Pavia

Carissimi,
ecco il calendario delle Sante Messe nella forma straordinaria del rito romano per il mese di Luglio, che si svolgono sempre nella chiesa di San Luca, in corso Garibaldi 59 a Pavia.
È possibile scaricare e leggere l’Ordinario al seguente link:
- ORDINARIO DELLA SANTA MESSA;

Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino

Müller, cura te ipsum!

Mi accingevo a scriverne; ma lo trovo ben argomentato su Radio Spada.
Müller, cura te ipsum!
di Red.

Tra critici i più duri delle consacrazioni episcopali della FSSPX spicca il cardinale Müller, esponente di punta del “tradi-conservatorismo”. che ha paragonato i continuatori dell’opera di mons. Lefebvre all’eresiarca Lutero e allo scismatico Enrico VIII[1].

Ebbene alle due accuse si può tranquillamente rispondere «Medico, cura te stesso!»

Quanto a Enrico VIII, che, com’è noto diede origine a uno scisma e a una gerarchia antiromana perché fosse legittimato il suo adulterio e concubinato, ricordiamo che l’Eminentissimo fu tra i difensori dell’ortodossa di Amoris laetitia (approvazione pratica del concubinato[2]) e tra i critici delle modalità di presentazione dei famigerati dubia [3].

7 Luglio /Il Sangue dell'Amore crocifisso

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
7 Luglio /Il Sangue dell'Amore crocifisso

Sangue di Cristo, effuso sulla croce
Cari amici, buongiorno. Oggi la Litania ci porta al Calvario dove tutto converge. Il Getsemani, la flagellazione, la corona di spine, il cammino doloroso, gli insulti, l’abbandono, la sete, il perdono offerto ai carnefici. Sulla croce il Sangue di Cristo viene versato fino al compimento. Il Figlio non trattiene nulla. Dona il corpo, dona il respiro, dona la Madre, dona il perdono, dona la vita. L’amore, arrivato alla croce, non parla più con molte parole. Si lascia inchiodare.

La croce è il luogo nel quale il peccato mostra tutta la sua violenza e Dio manifesta tutta la sua misericordia. Gli uomini alzano la croce come strumento di condanna, Dio la trasforma in trono di salvezza. Gli uomini pensano di aver eliminato Gesù, il Padre rivela proprio lì la fecondità del Figlio obbediente. Il Sangue che cade dalla croce non è il segno di una sconfitta subita. È il dono libero dell’Agnello.

Gustavo Corção. Il valore del Concilio Vaticano II

Ringrazio Gederson Falcometa che, alla luce dei recenti avvenimenti che coinvolgono la FSSPX, della crisi della Chiesa e dell'attuale sviluppo della cosiddetta Chiesa sinodale, e considerando che ci troviamo nel mese dedicato al Preziosissimo Sangue di Nostro Signore, ci segnala il testo che riporto di seguito. È di , uno dei maggiori intellettuali cattolici brasiliani del XX secolo e vigoroso difensore della dottrina tradizionale della Chiesa.

Premessa di Gederson Falcometa
Gustavo Corção (1896–1978) è stato uno dei maggiori intellettuali cattolici brasiliani del XX secolo. Convertitosi al cattolicesimo in età adulta, divenne uno dei più vigorosi difensori della dottrina tradizionale della Chiesa. Filosofo, saggista e polemista di grande talento, affrontò con particolare lucidità la crisi postconciliare, sempre ponendo al centro delle sue riflessioni la fedeltà al deposito della fede e il fine soprannaturale della Chiesa: la salvezza delle anime.
Mi ha colpito soprattutto il criterio con cui egli afferma che debba essere giudicato un Concilio Ecumenico:
«Ci sembra evidente che il valore principale di un Concilio Ecumenico possa essere misurato soltanto secondo un criterio essenzialmente cattolico: quello dell'applicazione del Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo per la salvezza delle anime, e non secondo criteri desunti dal mondo o dalla storia
Credo che questo principio racchiuda, in poche righe, una prospettiva profondamente cattolica: il valore di un Concilio non può essere misurato dal suo impatto storico, culturale o mediatico, ma unicamente dalla sua ordinazione al fine proprio della Chiesa, cioè l'applicazione dei meriti della Redenzione e la salvezza delle anime.

lunedì 6 luglio 2026

Lettera di Monsignor Carlo Maria Viganò a don Davide Pagliarani

Qui l'indice dei precedenti e correlati.
Lettera di Monsignor Carlo Maria Viganò
a don Davide Pagliarani:

Spirituale vicinanza e pieno sostegno

Reverendo e caro Don Davide,
desidero esprimere a Lei, agli Ecc.mi Vescovi – in particolare ai Confratelli neo-consacrati – e a tutta la Fraternità Sacerdotale, la mia spirituale vicinanza e il mio pieno sostegno in quest’ora così travagliata e drammatica.
Ho particolarmente apprezzato la Sua Lettera a Leone, commosso per il profondo spirito sacerdotale che la pervade.
Lo spietato Decreto e la Nota dell’ex-Sant’Uffizio, con la loro durezza verso chi ha la sola “colpa” di voler rimanere Cattolico, rivelano ancora una volta lo scisma in atto tra il Papa e il Papato stesso: la chiesa conciliare-sinodale che tenta di eclissare la Chiesa Cattolica.
Mentre si mostra indulgenza, se non aperta complicità, verso veri scismi e abusi di ogni genere, si riservano le pietre a chi custodisce e trasmette la Fede. Ed è proprio la vostra fedeltà a rendere evidente il fallimento della rivoluzione conciliare e la vitalità della Tradizione.
Ai sacerdoti, ai chierici e ai fedeli laici della Fraternità fondata dal Venerato Mons. Marcel Lefebvre, mi permetta, caro Don Davide, di dire con affetto: Non lasciatevi turbare. Rimanete saldi nella Fede, nella Dottrina immutabile, nel Sacerdozio e nella Santa Messa di sempre, fedeli a Santa Romana Chiesa, nella luminosa testimonianza a Cristo Re e Pontefice.
La Santissima Vergine Maria, Ausiliatrice dei Cristiani e debellatrice di tutte le eresie, vi protegga sempre e vi confermi nella Verità.
Cum Benedictione + Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
Viterbo, 4 luglio MMXXVI