Da Lost in Translation di Michael Foley prendiamo ogni settimana [vedi] le formule del latino liturgico pubblicate da New Liturgical Movement. Oggi riprendo la recensione dell'Arciv. Cordileone del libro da cui sono tratti gli articoli, anche perché contiene interessanti riflessioni sull'Anno liturgico.
Radicati nella convinzione che la Sacra Liturgia, in quanto «esercizio dell'ufficio sacerdotale di Gesù Cristo», sia «il culmine verso cui tende l'attività della Chiesa» e «la fonte da cui scaturisce tutta la sua potenza», i Padri del Concilio Vaticano II affermarono la supremazia della preghiera liturgica nella vita della Chiesa e invitarono tutto il popolo di Dio – clero, religiosi e laici – a formarsi in una vita spirituale centrata sulla Liturgia della Chiesa. In tal modo, diedero voce autorevole al Movimento Liturgico che fioriva nella Chiesa da circa un secolo, il cui obiettivo centrale era il risveglio dei fedeli cristiani a una vita spirituale liturgicamente incentrata.
Tra gli scrittori cattolici contemporanei che rispondono all'appello del Concilio Vaticano II e del Movimento Liturgico, Michael P. Foley si è distinto sia a livello divulgativo con il suo bestseller "Drinking with the Saints" (e i volumi correlati) sia in ambito accademico con le sue approfondite e erudite esplorazioni della "ricapitolazione liturgica" e del "Tempo Ordinario" nel calendario liturgico della Chiesa. Ora, tuttavia, Foley ha realizzato un'opera ibrida tra divulgazione e rigore accademico in "Lost in Translation: Meditating on the Orations of the Traditional Roman Rite" (Angelico Press, 2023), un'opera di profonda riflessione teologica e spirituale, scritta in una prosa accessibile.









