Nella nostra traduzione da Remnant News Paper. Un nuovo documento vaticano elogia il panenteismo, un'eresia che offusca la distinzione essenziale tra Creatore e creazione.
Questo cambiamento teologico, apparentemente sottile, mina in realtà i fondamenti stessi della Creazione, del Peccato Originale, della Redenzione e della necessità della Croce di Cristo. Ne accenna semplicemente in questi termini. Cito:
"L’inizio è collegato alla fine, ma passando attraverso l’economia drammatica dell’incarnazione e della croce, poiché l’economia della salvezza implica il superamento del peccato. Tutta la creazione, infatti, è stata ferita dal peccato dell’essere umano (cf. Gn 3,17-19), ed è sottoposta a una schiavitù dalla quale desidera essere essa pure liberata (Rm 8,20-21). Per questo, il Vangelo integrale della salvezza, anche per la Casa comune, ha il suo punto centrale nella croce del Verbo incarnato, come il luogo e l’evento che è al centro del cosmo e della storia. Avendo assunto la «somiglianza di una carne di peccato» (Rm 8,3), nel momento della passione e della morte, Gesù Cristo ha preso su di sé, nella sua carne, tutte le inique conseguenze del peccato. Così si è compiuta nell’umanità del Figlio di Dio la perfetta mediazione della salvezza per tutta la creazione, in vista della sua glorificazione (cf. Gv 17,5). Se «Cristo, risorto dai morti, non muore più» (Rm 6,9), allora la croce piantata sul Golgota è il nuovo «albero della vita», che non è piantato nel giardino dell’Eden, ma nella Gerusalemme celeste: «In mezzo alla sua piazza, da una parte e dall’altra del fiume, c’è un albero della vita che produce dodici frutti, uno ogni mese. E le foglie di questo albero servono per la guarigione delle nazioni» (Ap 22,2). Con l’incarnazione del Figlio di Dio, questo futuro non si limiterà alla cittadinanza escatologica degli esseri umani, ma avrà una dimensione e una portata cosmiche". Fraternità e sororità cosmica richiamata e approfondita partendo dalla Laudato si’ [qui - qui - qui]. Qui l'indice degli articoli in tema.
Questo cambiamento teologico, apparentemente sottile, mina in realtà i fondamenti stessi della Creazione, del Peccato Originale, della Redenzione e della necessità della Croce di Cristo. Ne accenna semplicemente in questi termini. Cito:
"L’inizio è collegato alla fine, ma passando attraverso l’economia drammatica dell’incarnazione e della croce, poiché l’economia della salvezza implica il superamento del peccato. Tutta la creazione, infatti, è stata ferita dal peccato dell’essere umano (cf. Gn 3,17-19), ed è sottoposta a una schiavitù dalla quale desidera essere essa pure liberata (Rm 8,20-21). Per questo, il Vangelo integrale della salvezza, anche per la Casa comune, ha il suo punto centrale nella croce del Verbo incarnato, come il luogo e l’evento che è al centro del cosmo e della storia. Avendo assunto la «somiglianza di una carne di peccato» (Rm 8,3), nel momento della passione e della morte, Gesù Cristo ha preso su di sé, nella sua carne, tutte le inique conseguenze del peccato. Così si è compiuta nell’umanità del Figlio di Dio la perfetta mediazione della salvezza per tutta la creazione, in vista della sua glorificazione (cf. Gv 17,5). Se «Cristo, risorto dai morti, non muore più» (Rm 6,9), allora la croce piantata sul Golgota è il nuovo «albero della vita», che non è piantato nel giardino dell’Eden, ma nella Gerusalemme celeste: «In mezzo alla sua piazza, da una parte e dall’altra del fiume, c’è un albero della vita che produce dodici frutti, uno ogni mese. E le foglie di questo albero servono per la guarigione delle nazioni» (Ap 22,2). Con l’incarnazione del Figlio di Dio, questo futuro non si limiterà alla cittadinanza escatologica degli esseri umani, ma avrà una dimensione e una portata cosmiche". Fraternità e sororità cosmica richiamata e approfondita partendo dalla Laudato si’ [qui - qui - qui]. Qui l'indice degli articoli in tema.
La Santa Sede legittima il panenteismo: un'eresia contro il Creatore
Panenteismo: quando Dio e il creato non sono più distinti
Il 21 agosto, la Commissione Teologica Internazionale ha pubblicato un documento intitolato “Prendersi cura della nostra casa comune: una risposta responsabile e fraterna al Dio Trino” [qui].
Questo documento delinea il contesto in cui sono stati prodotti i testi teologici, almeno negli ultimi mesi. Al suo interno, tuttavia, vengono presentati numerosi aspetti estremamente problematici. L'aspetto più problematico è certamente l'apertura all'accettazione del panteismo nella sua variante moderata, ovvero il panenteismo.
Prima di soffermarci su questo problema specifico, tuttavia, elenchiamo brevemente gli altri punti problematici del documento.












