Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 15 giugno 2026

Il mondo capovolto: gli eletti possono essere ingannati?

Nella nostra traduzione da Pillars of Faith, una nuova recente esortazione del vescovo Strickland. Anch'essa ci ricorda 'lo stato di necessità' a prescindere dalla FSSPX. Qui l'indice dei precedenti.

Il mondo capovolto: gli eletti possono essere ingannati?

Miei cari amici in Cristo,
C’è un passo delle Scritture che mi turba da molti anni. È un passo che diventa sempre più inquietante man mano che invecchio e osservo il mondo che mi circonda.
Il Signore dice: «Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e prodigi, così da sedurre, se possibile, anche gli eletti» (Matteo 24:24).

Non i peccatori. Non i non credenti. Non coloro che hanno rifiutato Dio. Gli eletti. Coloro che desiderano sinceramente seguirLo. Coloro che pregano. Coloro che vanno in chiesa. Coloro che si credono fedeli.

Le rubriche del 'Per ipsum'

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non solo minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sulle rubriche del Per ipsum. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico.

Le rubriche del Per ipsum

Riprendiamo con piacere la nostra serie sul latino dell'Ordinario della Messa tradizionale. Nel nostro ultimo saggio sull'argomento, abbiamo esaminato il linguaggio della dossologia conclusiva del Canone Romano, il Per ipsum. Qui, esaminiamo le rubriche che accompagnano la preghiera.
Dopo aver pronunciato il Per quem [qui], il sacerdote prende l'Ostia con la mano destra e con la sinistra tiene il pomello del calice. Fa il segno della croce con l'Ostia sopra il calice per tre volte, dicendo: Per ipsum ✠, et cum ipso ✠, et in ipso ✠; poi, tenendo ancora il calice nello stesso modo, fa il segno della croce con l'Ostia tra sé e il calice mentre dice est tibi Deo Patriomnipotenti, in unitate SpiritusSancti. Quindi tiene l'Ostia sopra il calice in posizione verticale e solleva l'Ostia e il calice insieme di qualche centimetro sopra l'altare mentre dice omnis honor et gloria.

Sebbene la storia di come queste rubriche siano nate sia lunga e complicata [1], il risultato finale è un esempio di ciò che Rudolf Otto chiama un mysterium fascinans – un mistero affascinante che suscita il nostro interesse e ci trascina in una realtà più grande di noi. Che cosa significano tutti questi gesti?

Una Chiesa che si rifiuta di insegnare

Grazie a Res Novae – Perspectives romaines per la segnalazione. Potete trovare qui i precedenti sulla questione sinodale.

Una Chiesa che si rifiuta di insegnare

Riproduciamo questo testo pubblicato il 28 maggio 2026 da Paix Liturgique, che ringraziamo per la gentile concessione.

Si credeva, col pontificato di Francesco, di aver raggiunto il vertice di quanto la Chiesa, così com’era uscita dall’ultimo concilio, potesse produrre. Ora ci si rende conto, con alcune pubblicazioni apparse sotto il nuovo pontificato, che ormai si resta a quei livelli.

«Lo stile è l’uomo», diceva Buffon
Il Segretariato generale del Sinodo ha infatti pubblicato lo scorso 5 maggio due testi sbalorditivi [qui indice articoli]: i rapporti finali dei gruppi di studio 7 («Alcuni aspetti della figura e del ministero del vescovo in una prospettiva sinodale missionaria», in particolare i criteri di selezione dei candidati all’episcopato: GE_7_FRA_Synthese.pdf) e 9 («Criteri teologici e metodologici sinodali per il discernimento condiviso di questioni dottrinali, pastorali ed etiche emergenti»: GE-9_FRA_Synthese.pdf). Sbalorditivi per lo stile, poiché questi testi costituiscono una vera e propria antologia del modo astruso di esprimersi del discorso clericale postconciliare, discorso che persino l’IA avrebbe difficoltà a tradurre in un linguaggio chiaro.

domenica 14 giugno 2026

Programma dell’11º Incontro Pax Liturgica (Roma, 23 ottobre 2026)

Programma dell’11º Incontro Pax Liturgica
(Roma, 23 ottobre 2026)

Come ogni anno e come preannunciato qui, la 15ª Peregrinatio ad Petri Sedem sarà preceduta, nella giornata di venerdì 23 ottobre, presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, dall’11º Incontro Pax Liturgica.

Il Coetus internationalis Summorum Pontificum comunica il programma dell’incontro riportato di seguito.

Per l’iscrizione qui.

Venerdì 23 ottobre 2026, ore 9:30
Pontificio Istituto Patristico Augustinianum
(Roma – via Paolo VI, 25)
11º Incontro Pax Liturgica

Programma:
  • ore 9:30: accoglienza dei partecipanti:
  • ore 10.00: Rubén Angel Peretó Rivas, direttore dell’associazione Centre international d’Études liturgiques: introduzione al convegno;
  • ore 10:15: don Claude Barthe, cappellano del Coetus internationalis Summorum Pontificum: benvenuto ai partecipanti;
  • ore 10:30: Sebastian Ostritsch (Stoccarda):
  • ore 11:15: pausa;
  • ore 11:30: Natalia Sanmartin Fenollera (Madrid);
  • ore 12:20: Diane Montagna (Roma);
  • ore 13:10: pranzo;
  • ore 14:30: Jean-Pierre Maugendre (Parigi);
  • ore 15:20: Jorge O’Reilly (Buenos Aires);
  • ore 16:00: pausa;
  • ore 16:15: Christian Marquant, presidente dell’associazione Oremus-Paix Liturgique: conclusione;
  • ore 17:00: fine dei lavori.
Contributo alle spese dei pasti: è chiesta ai laici la partecipazione volontaria alle spese di almeno 10 euro a persona per il pranzo a buffet.

È garantita la traduzione simultanea degli interventi in francese, inglese, italiano e spagnolo.

Gloriarsi nella gloria di Dio: 'Gloria in Excelsis' (Parte 4)

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi completiamo le osservazioni sul Gloria in excelsis. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico.

Gloriarsi nella gloria di Dio: Gloria in Excelsis (Parte 4)
Parte prima   (in corso di traduzione le parti precedenti)
Parte seconda
Parte terza

Il Gloria in excelsis, sul quale abbiamo meditato (qui, qui e qui), viene talvolta contrapposto al Te Deum [qui], poiché ogni volta che il primo viene recitato o cantato durante la Messa, il secondo viene recitato o cantato nell'Ufficio Divino. Ma una differenza tra i due inni è che la Dossologia Maggiore, molto più breve, pone maggiore enfasi sulla gloria divina rispetto alla sua controparte più lunga. Mentre il Te Deum menziona la gloria due volte (una volta in riferimento a Dio e una volta in riferimento a noi stessi), il Gloria in excelsis usa "gloria" o "glorificare" quattro volte:
  1. Gloria in excelsis Deo (Gloria a Dio nell'alto dei cieli)
  2. Glorificámus te (Ti glorifichiamo)
  3. Gratias ágimus tibi propter magnam gloriam tuam (Ti ringraziamo per la tua grande gloria)
  4. Tu solus Altíssimus, Jesu Christe, cum Sancto Spíritu in gloria Dei Patris (Tu solo, o Gesù Cristo, sei l'altissimo, con lo Spirito Santo nella gloria di Dio Padre)
Ascolto su Youtube

Domenica Terza dopo la Pentecoste (Réspice in me)

Domenica Terza dopo la Pentecoste

Intróitus
Ps. 24, 16 et 18 - Réspice in me, et miserére mei, Dómine: quóniam únicus, et páuper sum ego: vide humilitátem meam, et labórem meum: et dimítte ómnia peccáta mea, Deus meus.
Ps. 24, 1-2 - Ad te, Dómine, levávi ánimam meam: Deus meus, in te confído, non erubéscam. Glória Patri…
Ps. 24, 16 et 18 - Réspice in me…
Introito
Sal. 24, 16 e 18 - Guarda a me, e abbi pietà di me, o Signore: perché solo e povero io sono: guarda alla mia umiliazione e al mio travaglio, e rimetti tutti i miei peccati, o Dio mio.
Sal. 24, 1-2 - A te, o Signore, elevo l’ànima mia: Dio mio, confido in te, ch’io non resti confuso. Gloria al Padre…
Sal. 24, 16 e 18 - Guarda a me…

Nella maggior parte delle chiese di Francia ha luogo oggi la seconda Processione del Santissimo Sacramento, così come la prima si era celebrata nella Domenica precedente. In parecchi luoghi vi è anche l'usanza di cantare in questo stesso giorno la Messa solenne del Sacro Cuore, alla quale molti fedeli non potrebbero assistere il giorno stesso della festa.
La Messa di questo giorno è precisamente quella della terza Domenica dopo la Pentecoste. Gli ultimi decreti romani l'avevano assegnata, senza possibilità di spostamento, alla Domenica fra l'Ottava del Sacro Cuore, ottava ora soppressa.
Sarà facile notare come i testi di questa Messa della terza Domenica dopo la Pentecoste si adattino con facilità e naturalezza alla memoria della festa del Sacro Cuore di Gesù, al punto da sembrare che siano stati composti per essa.

sabato 13 giugno 2026

Nuova Messa in rito antico a Napoli

Nuova Messa in rito antico a Napoli
Dal 21 giugno  celebrerà il Rev. don Antonio Luiso all'Arenella 

S. Em. l’ Arcivescovo di Napoli, Cardinale Domenico Battaglia, ha autorizzato la celebrazione della Messa in rito romano antico nella chiesa di S. Maria delle Grazie alle Due Porte, nel quartiere Arenella, a Napoli.

La Messa in rito antico sarà celebrata mensilmente la domenica alle 19 dal Rev. Don Antonio Luiso, che ha sollecitato la celebrazione dell’ Usus Antiquior.

La prima Messa in rito romano antico sarà celebrata DOMENICA 21 GIUGNO ALLE 19.
- (Chiesa di S. Maria delle Grazie alle Due Porte (piazzetta Due Porte all’ Arenella, 16).

Da Chartres all’Inghilterra: nasce un nuovo pellegrinaggio ispirato alla tradizione

Riprendiamo da Infovaticana. In Italia ricordiamo Subiaco qui - qui. Il risveglio dell'Europa cristiana?
Da Chartres all’Inghilterra:
nasce un nuovo pellegrinaggio ispirato alla tradizione


Più di 20.000 pellegrini hanno camminato questa Pentecoste da Parigi a Chartres in una delle manifestazioni pubbliche di fede più impressionanti dell’Europa contemporanea [qui]. Il fenomeno, associato alla crescita della liturgia tradizionale e al crescente protagonismo dei giovani cattolici, ha ora attraversato la Manica: l’Inghilterra celebrerà quest’estate il proprio pellegrinaggio ispirato al modello francese.

La nuova iniziativa, denominata Our Lady of Christendom Pilgrimage, percorrerà per tre giorni il cuore dell’Inghilterra, da Oxford alle rovine dell’antica abbazia di Evesham, uno dei luoghi mariani più emblematici del Paese.

La Festa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

La Festa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria cade oggi, sabato immediatamente successivo alla solennità del Sacro Cuore di Gesù.
La devozione celebra l'amore profondo, la purezza e la totale adesione di Maria al disegno di Dio. Già radicata nella tradizione cristiana, la festa fu estesa a tutta la Chiesa nel 1944 da Pio XII, in seguito all'atto di Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato. 
Vi rimando a questo precedente, che riporta anche testi della Consacrazione del Montfort, raccomandandovelo. Vedi anche qui.

Magnifica humanitas: le mille letture e il problema del linguaggio

Riprendiamo dall' Osservatorio card. Van Thuân. Qui l'indice degli articoli sul documento. 

Magnifica humanitas:
le mille letture e il problema del linguaggio

L’enciclica di Leone XIV Magnifica humanitas è stata accolta in modo diverso. Facciamo qualche esempio. Il vescovo Joseph Strickland ne ha dato una interpretazione molto negativa. Il commentatore Larry Chapp su Catholic World Report ha parlato invece di “un pugno nello stomaco, incisivo e profetico”. La posizione di The Catholic Thing è stata di moderata accoglienza. Leonardo Boff su Religion digital l’ha accolta positivamente per il suo “nuovo stile argomentativo contemporaneo”. Ci sono state accuse di eccessivo umanesimo e lodi per aver invece ripreso a parlare di Cristo. Qualcuno ha mosso critiche su singoli punti, come Gerald Murray e Michael Haynes sulla revisione della dottrina cattolica circa guerra giusta. Sulla Bussola Tommaso Scandroglio ha plaudito al ritorno della metafisica nella trattazione della dignità della persona; Roberto De Mattei ha invece lamentato la mancanza di una prospettiva metafisica proprio sulla persona, e il blog tradizionalista OnePeterFive ha addirittura sostenuto che nell’enciclica si deve salutare con piacere il ritorno dell’architettura tomista.