Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 1 febbraio 2026

Preghiera delle “Sette domeniche” per implorare l'aiuto di San Giuseppe

Precedenti qui - qui - qui.
Una devozione poco nota che onora le gioie e i dolori del santo

“La storia dice che due monaci francescani naufragati e che erano rimasti aggrappati a una tavola per due giorni vennero salvati da un uomo dall’aspetto venerabile che li portò miracolosamente a riva. Quando gli chiesero chi fosse, l’uomo replicò: “Sono Giuseppe, e desidero che onoriate i miei sette dolori e le mie sette gioie”.

Qualunque sia la sua origine, si è sviluppata una devozione in cui i sette dolori e le sette gioie di Giuseppe sono diventate il centro della meditazione nelle sette domeniche che precedono la sua festa, il 19 marzo. La prima domenica è in genere o l’ultima di gennaio o la prima di febbraio.

Di seguito riportiamo le gioie e i dolori di San Giuseppe, insieme ai rispettivi passi della Scrittura. Un approccio a queste domeniche è leggere ogni passo e pensare a come dev’essersi sentito Giuseppe in quella situazione. È una forma di lectio divina, in cui ci si riesce a immedesimare nella scena e a vedere le espressioni di Giuseppe in ogni episodio.

Sinfonia di gioia condivisa: 1 Giovanni 1:4

Volentieri condivido per la nostra gioia condivisa, nella traduzione da Vigiliae, la meditazione che segue, del Rev.do Leon.
Sinfonia di gioia condivisa
Sermone per domenica 1 febbraio 2026
Rev. Leon, 31 gennaio

1 Giovanni 1:4
E queste cose le scriviamo,
affinché la nostra gioia sia piena.
Nelle silenziose stanze dell'antica pergamena, l'apostolo Giovanni intinge la sua penna nell'inchiostro dell'eternità, plasmando parole che trascendono il tempo. "E queste cose noi scriviamo", dichiara – καὶ ταῦτα γράφομεν ( kai tauta graphomen ) – una frase ricca di significato, dove γράφομεν ( graphomen ), dalla radice γράφω ( graphō ), evoca l'atto di scrivere, non semplicemente annotare appunti, ma incidere verità nell'anima. Questo versetto, incastonato nelle prime note della sua prima epistola, funge da ponte tra la proclamazione e l'intenzione. Giovanni non è uno scriba ozioso; Le sue parole sono frecce scagliate verso il cuore, che portano il peso della gloria testimoniata – la vita manifestata, vista e toccata (come attestano i versetti precedenti). Qui, nel quarto versetto, intravediamo il perché dietro il cosa: una composizione divina destinata a portare armonia a vite fratturate.

Oggi 1 febbraio, la Domenica in Septuagesima, segna l'avvio del ciclo pasquale

Ripubblico per i nuovi lettori, ma anche perché per tutti noi repetita iuvant. Vedi anche: Dominica in sexagesima [qui] - Dominica in quinquagesima [qui]. Richiamo l'attenzione sul testo pubblicato in calce, che completa la storia e i commenti mostrandoci come il gregoriano, “canto della Chiesa” è realmente incarnazione sonora della Parola di Dio, suono dell’Invisibile, epifania sonora del Verbo, splendida preziosa veste di una liturgia insostituibile, che modella sulla stessa melodia alcuni tratti significativi dei cantici della penitenza e dell'attesa con quelli della gioia pasquale.

clicca sull'immagine per ingrandire
Secondo il calendario liturgico tradizionale, con la S. Messa di oggi, inizia il Tempo di Settuagesima che avvia il secondo ciclo dell'anno ecclesiastico, quello di Pasqua, che si sviluppa attorno alla Passione ed alla Risurrezione del nostro Salvatore. 
Per disseppellire i tesori della nostra fede che uno strumento come il blog inghiotte inesorabilmente, oggi vi ripropongo due testi: Il primo di dom Prosper Guéranger sull'inizio del ciclo pasquale con la Storia completato dal Commento e la spiegazione della Domenica di Septuagesima. Il secondo è un richiamo alla Musica sacra che vi si collega. 
Si tratta di un breve articolo di Mattia Rossi che ci mostra come il gregoriano, “canto della Chiesa” è realmente incarnazione sonora della Parola di Dio, suono dell’Invisibile, epifania sonora del Verbo, splendida preziosa veste di una liturgia insostituibile, che modella sulla stessa melodia alcuni tratti significativi dei cantici della penitenza e dell'attesa con quelli della gioia pasquale. Così come arricchisce di sonore correlazioni parti diverse che si richiamano e arricchiscono vicendevolmente nel corso dell'intero Anno Liturgico. Esempio fra tanti: esiste un fil rouge che collega tra loro i brani di ispirazione battesimale [Se ne può cogliere un assaggio quiProspettiva battesimale della Quaresima e della Pasqua nella liturgia romana]. All'apparenza semplici sfumature, ma in realtà frutto di profondità spirituali inesorabilmente perdute nel Novus riformatore. (M.G.)

Storia del tempo di Septuagesima
Il Tempo di Settuagesima - nel quale la miseria e la gravità del peccato invocano la redenzione divina - ci prepara alla Quaresima anche coi segni liturgici. Il colore dei paramenti è già il viola ed i canti di gioia (Gloria in excelsis e Alleluia) sono soppressi. Tre sono le domeniche del Tempo di Settuagesima:
Dominica in Septuagesima
Dominica in Sexagesima
Dominica in Quinquagesima 
Esse designano non la settimana, ma la decina in cui cade ciascuna domenica.

sabato 31 gennaio 2026

Febbraio 2026/ Calendario Sante Messe usus antiquior a Pavia

Carissimi,
il mese di febbraio è caratterizzato principalmente dall'inizio della Quaresima, tempo santo di conversione e di penitenza; la Chiesa ci introduce gradualmente al clima quaresimale nelle tre domeniche precedenti con una progressiva austerità nei testi e negli aspetti esteriori della liturgia. Così potremo vivere pienamente la gioia della Risurrezione nella Pasqua del Signore.
Ecco il programma delle celebrazioni:
  • Domenica 1 febbraio, Settuagesima: Santa Messa ore 10,00
  • Lunedì 2 febbraio, Purificazione della Beata Vergine Maria: Santa Messa ore 17,45.
  • Venerdì 6 febbraio, primo del mese: Santa Messa ore 18,15.
  • Domenica 8 febbraio, Sessagesima: Santa Messa ore 10,00. Al termine: benedizione della gola in onore di san Biagio.
  • Mercoledì 11 febbraio, Apparizione della Beata Vergine Maria: Santo Rosario ore 17,45, Santa Messa ore 18,15
  • Domenica 15 febbraio, Quinquagesima: Santa Messa ore 10,00
  • Mercoledì 18 febbraio, inizio della Quaresima: Santa Messa con il rito dell'imposizione delle ceneri ore 17,45
  • Domenica 22 febbraio, Prima di Quaresima: ore 10,00 Santa Messa
Avvertiamo sin d'ora che nel mese di marzo, in prossimità dell'anniversario della sua morte, verrà celebrata la Santa Messa da requiem in suffragio del nostro caro Carlo Barilati: le date ipotizzate (in attesa di conferma) potrebbero essere il sabato 14 oppure il sabato 21, alle ore 18,00. Daremo indicazioni più precise nella mail di fine febbraio.
A tutti un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino

Domani inizia la Settuagesima

Domani inizia la Settuagesima [qui]. È il periodo di transizione dalle gioie del Natale e dell'Epifania alle austerità della Quaresima e della Settimana Santa. Per questo motivo verranno utilizzati paramenti viola e la dossologia maggiore come il Gloria in Excelsis e gli Alleluia verranno omessi durante le Messe. Inoltre da questa domenica si canta il tratto, tipico dei tempi penitenziali. Si tratta di un periodo breve, composto da sole 3 domeniche (seguono Sessagesima e Quinquagesima) che portano al Mercoledì delle Ceneri. Questa parte della nostra Liturgia Tradizionale non ha equivalenti nel Novus Ordo. Quindi, come cattolici tradizionali praticanti, entriamo seriamente nel suo spirito.
Oggi, sabato precedente, avveniva un antico rituale speciale, specialmente nell’Europa continentale, noto come "Funerale dell’Alleluia" [vedi qui].
D’ora in poi, a partire dalla seguente Compieta, non sarà più udito quel canto celeste fino a quando esploderà sulla terra il grido della Risurrezione.

Il cardinale Fernández e il suo san Bonaventura di fantasia

Una interessante riflessione di Silvio Brachetta sull'ultimo intervento del card. Víctor Manuel Fernández su San Bonaventura. "Nell’«Itinerarium», Bonaventura dice che l’uomo è stato creato proprio per ascendere a Dio e alla verità. Si comincia con le facoltà naturali dell’anima (intelletto e ragione), si passa per la speculazione e si finisce con l’estasi mistica, citata da Fernández. Il prefetto ha volutamente ignorato il resto dell’«Itinerarium», dove non c’è traccia di scetticismo, ma – viceversa – c’è il cammino per giungere non solo alla scienza, ma anche alla sapienza sul creato e su Dio".

Il cardinale Fernández e il suo san Bonaventura di fantasia
di Silvio Brachetta

È del 27 gennaio 2026 l’ultimo pronunciamento [qui] del prefetto del Dicastero per la dottrina della fede. Víctor Manuel Fernández, dopo le molte critiche a ciò che va scrivendo negli ultimi mesi, cerca di dimostrare la solita tesi secondo cui la verità è irraggiungibile e, quindi, noi uomini «siamo incapaci di interpretare tutti i significati e le sfumature di una realtà, di una persona, di un momento storico, di una verità».

«Nihil novi sub sole»: il suo è solo l’ultimo tra le miriadi di pronunciamenti d’Oltretevere che appoggiano il relativismo teologico e lo scetticismo. Per dimostrare le sue ipotesi, Fernández mette in campo qualche autore notevole: san Tommaso d’Aquino, san Giovanni della Croce e san Bonaventura da Bagnoregio. Sui primi due casca male, ma con san Bonaventura da Bagnoregio casca peggio. E solo di Bonaventura intendo ora dire qualcosa.

I) I Santi del Lago Maggiore: il Cardinale Arcivescovo Carlo Borromeo

Nella nostra traduzione da Italia perennis. L'autore parte dalla considerazione che per molti creativi, l'Italia non è stata solo un luogo da visitare, ma una vera e propria fonte di ispirazione. Continua la serie che presenta i frutti dei loro viaggi e delle loro creazioni indimenticabili.

I) I Santi del Lago Maggiore:
il Cardinale Arcivescovo Carlo Borromeo

L'amore ai tempi della grande peste milanese
Robert Lazu Kmita, 28 gennaio

Carlo Saraceni (1579–1620), L'Esaltazione del Sacro Chiodo con San Carlo Borromeo

Dottore in diritto civile ed ecclesiastico, aristocratico di nascita da parte di padre – il conte Gilberto d'Arona – e anche da parte di madre, Margherita (sorella di Papa Pio IV), discendente dal ramo milanese della celebre famiglia Medici, Carlo Borromeo (1538-1584) può davvero essere considerato, a tutti gli effetti, un alter Christus . Seguendo l'esempio di Nostro Signore Gesù Cristo, diede la vita per il gregge a lui affidato. Leggere la monumentale biografia scritta da Giovanni Pietro Giussano (1553-1623) ci svela i dettagli di una vita perfettamente cristiana. Ma ciò che più ci colpisce – così come ha colpito i lettori di tutti i secoli – è l'eroismo da lui dimostrato durante la grande epidemia di peste, nota come "peste di San Carlo", che colpì la città di Milano tra il 1576 e il 1578.

venerdì 30 gennaio 2026

Studente discriminato per la sua fede cattolica: il caso in un liceo romano

Studente preso di mira dal professore di filosofia per la sua fede cattolica: il caso al liceo romano Giulio Cesare. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
Studente discriminato per la sua fede cattolica:
il caso in un liceo romano

La scuola pubblica italiana è laica per Costituzione. Ma la laicità non equivale a ostilità verso il credo religioso, né può trasformarsi in un criterio di penalizzazione per chi professa una fede. Al liceo classico Giulio Cesare di Roma, uno degli istituti storici "de sinistra" della Capitale, essere cattolici pare invece un handicap.

È quanto denuncia il padre di un ragazzo al penultimo anno di liceo in una lettera indirizzata alla dirigenza scolastica, ripresa l’altro giorno dal senatore di Forza Italia Claudio Fazzone in una interrogazione urgente al ministro dell’Istruzione e del Merito. Lo studente, in particolare, subirebbe da tempo comportamenti discriminatori, culminati in un brusco e immotivato peggioramento delle valutazioni in storia e filosofia in un clima di costante delegittimazione davanti alla classe. La vicenda, quanto mai sgradevole, si inserisce in un contesto già segnato da forti tensioni interne all’istituto. Il Giulio Cesare è balzato più volte agli onori delle cronache negli ultimi mesi: dalle occupazioni studentesche al ritrovamento nei bagni di liste con nomi di presunti responsabili di violenze sessuali. Episodi che non possono destare interrogativi sul clima educativo e sul rispetto delle regole di convivenza civile all'interno di un liceo frequentato da figli di professionisti, magistrati, alti dirigenti pubblici.

Di poesia e realtà

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge una edificante riflessione sulla conoscenza poetica e le sue risonanze sulla ragione e sull'anima, attraverso in sensi e le emozioni suscitate da un incontro vivo con la realtà.

Di poesia e realtà
"niente su questa terra è più bello..."
Robert Keim, 27 gennaio

Nel post inaugurale della newsletter Poetic Knowledge, ho spiegato, con l'aiuto di James Taylor, che "la conoscenza poetica... non è, in senso stretto, una conoscenza di poesie". Piuttosto, è una conoscenza che deriva da un incontro unificante e significativo con la Realtà come qualcosa di "bello, tremendo (awefull), spontaneo, misterioso", qualcosa che ci affascina, ci ispira e ci trasforma "quando la mente, attraverso i sensi e le emozioni, vede con gioia, o persino con sgomento, il significato di ciò che è realmente lì". Quindi, la conoscenza poetica non riguarda, in senso stretto, le poesie, ma questa newsletter, che ha lo stesso nome, parla di poesie (e della letteratura più in generale). Questa situazione alquanto paradossale merita, a mio avviso, ulteriori commenti, e in questo saggio discuterò perché la letteratura poetica sia essenziale per la conoscenza poetica, e quindi per il successo dell'educazione umana e il pieno sviluppo della vita umana.
Il dottor Taylor ha insistito sul fatto che la conoscenza poetica è distinta dalla "poesia", dove la poesia è intesa come "la cosa creata definita verseggiare". Tuttavia, quasi nella stessa ispirazione, nota "come Omero induca in Ulisse i dettagli ordinari e sensoriali di un banchetto per rivelarne il significato poetico e trascendente". Qui si riferisce a un passaggio dell'Odissea, uno dei poemi più famosi e venerati al mondo, in cui Ulisse dichiara che raggiungiamo
Pari a quella d’un Dio suona la voce:
Nè spettacol più grato havvi, che quando
Tutta una gente si dissolve in gioia,
Quando alla mensa, che il cantor rallegra,
Molti siedono in ordine, e le lanci
Colme di cibo son, di vino l’urne,
Donde coppier nell’auree tazze il versi,
E ai convitati assisi il porga in giro.
[Riprendo la traduzione, che ci è familiare, del Pindemonte -ndT]

giovedì 29 gennaio 2026

Leone XIV, il Vaticano II e la lotta tra verità e 'processi' nella Chiesa di oggi

Stralcio da Substack.com. Un indubbio dilemma, con sempre meno speranze, rispetto ai processi innescati dal concilio, che nel pontificato di Bergoglio sembravano aver raggiunto il culmine, con l'aggravante gesuitica ...

Leone XIV, il Vaticano II e la lotta
tra verità e processi nella Chiesa di oggi

Ciò che ha turbato gli osservatori del primo pontificato di Papa Leone XIV non è semplicemente la presenza di segnali contrastanti, ma il modo in cui questi segnali sembrano andare contemporaneamente in direzioni ecclesiologiche opposte.
Da un lato, ci sono momenti di inequivocabile chiarezza, persino severità, che si leggono come un silenzioso ma inequivocabile rimprovero agli impulsi del governo di Papa Francesco. Dall'altro, c'è una persistenza di nomine, enfasi e gesti simbolici che sembrano legare saldamente il nuovo pontificato alle stesse correnti che hanno generato confusione e declino per decenni. La questione non è più se Papa Leone rappresenti la continuità o la rottura, ma se stia tentando di tenere insieme due visioni della Chiesa che sono, in verità, sempre più inconciliabili...