Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 18 gennaio 2026

Mons. Viganò commenta la sentenza sulla dottoressa processata per aver esentato i pazienti dal vaccino COVID

Mons. Viganò commenta la sentenza sulla dottoressa
processata per aver esentato i pazienti dal vaccino


L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha commentato su X una sentenza della giustizia italiana nel caso della dottoressa Patrizia Tiberi, processata per aver esentato dai vaccini.

Durante la pandemia l'Arcivescovo aveva parlato della «religione del vaccino» sponsorizzata anche dalla Santa Sede, stigmatizzando Bergoglio come «promotore delle case farmaceutiche» (vedi).
«Esprimo la più viva soddisfazione per il felice esito del processo che ha visto coinvolta la dottoressa Patrizia Tiberi, alla quale il tribunale di Terni ha riconosciuto piena innocenza nell’aver esentato i propri pazienti dal siero genico sperimentale spacciato come vaccino durante la farsa psicopandemica» ha scritto su X Sua Eccellenza.
«Il tempo farà giustizia dei crimini commessi dalle autorità delle nazioni occidentali in nome dell’agenda globalista. Alla dottoressa Tiberi va la mia più profonda stima per il coraggio con cui, abbandonata da tutti – colleghi e autorità – ha combattuto strenuamente contro la dittatura sanitaria in difesa dei suoi pazienti, onorando il Giuramento di Ippocrate e la sua coscienza di Medico.
«La sua testimonianza di fervente Cattolica sia di conforto a quanti nella sanità non hanno ancora avuto giustizia, di incoraggiamento ai medici che non si sono venduti a BigPharma e di monito per quelli che per pavidità o complicità si sono adeguati agli odiosi diktat dei governi asserviti all’élite globalista».

Il rito che si rifiuta di morire

Nella nostra traduzione da Substack.com l'ennesima reazione al Documento in Concistoro del card. Roche. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Il rito che si rifiuta di morire
Una risposta teologica alle note del cardinale Roche sulla Traditionis custodes
Rev. Leon, 17 gennaio

Nel corso del recente concistoro – una riunione formale del Collegio cardinalizio convocata dal Papa – il cardinale Arthur Roche, prefetto del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha diffuso una breve nota scritta – non un documento magisteriale, non un intervento formale, bensì un promemoria interno – che offre un'interpretazione restrittiva della Traditionis custodes. La nota si presenta esplicitamente come applicazione e rafforzamento del motu proprio, adottandone la lettura più restrittiva ed estendendola oltre l'ambito giuridico proprio del testo.

Il suo effetto pratico – e, si può ragionevolmente concludere, il suo scopo – è quello di confinare il Messale del 1962 ai margini della vita ecclesiale, di renderlo invisibile e, in ultima analisi, di consentirne la scomparsa. Eppure, questa strategia, perseguita in varie forme dalla fine degli anni '60, non ha mai avuto successo. La Messa antiquior è sopravvissuta ripetutamente ai tentativi di relegarla in soffitta. Sopravvive perché non è un'opzione politica, ma un'espressione viva della Tradizione della Chiesa – una Tradizione che non può essere eliminata per legge.

Dominica secunda post Epiphaniam („Omnis terra“)

Sul ricchissimo simbolismo del miracolo di Cana vedi approfondimenti (qui - qui vedi anche nota). Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa.

Dominica secunda post Epiphaniam
(„Omnis terra“) 

Ps. 65, 4 - Omnis terra adóret te, Deus, et psallat tibi: psalmum dicat nómini tuo, Altíssime.
Ps. 65, 1-2 - Iubiláte Deo, omnis terra, psalmum dícite nómini eius: date glóriam laudi eius. Glória Patri…
Ps. 65, 4 - Omnis terra adóret te…

Sal. 65, 4 - Tutta la terra Ti adori, o Dio, e inneggi a Te: canti salmi al tuo nome, o Altissimo.
Sal. 65, 1-2 - Alza a Dio voci di giubilo, o terra tutta: canta salmi al suo nome e gloria alla sua lode. Gloria al Padre… Sal. 65, 4 - Tutta la terra Ti adori…
Il miracolo di Cana.
Il terzo Mistero dell'Epifania ci mostra la realizzazione dei piani della divina misericordia sul mondo, come pure ci manifesta una terza volta la gloria dell'Emmanuele. La Stella ha guidato l'anima alla fede, l'Acqua santificata del Giordano le ha conferito la purezza, il Banchetto nuziale la unisce al suo Dio. Abbiamo cantato lo Sposo che usciva radioso incontro alla Sposa; l'abbiamo sentito chiamarla dalle vette del Libano; ora che l'ha illuminata e purificata, vuole inebriarla del vino del suo amore.
Si è preparato un banchetto, un banchetto nuziale; la Madre di Gesù vi assiste; poiché, dopo aver cooperato al mistero della Incarnazione del Verbo, è giusto che sia associata a tutte le opere del suo Figliuolo, a tutti i favori che egli prodiga ai suoi eletti. Ma nel bel mezzo del banchetto viene a mancare il vino. Fin'allora la Gentilità non aveva conosciuto il dolce vino della Carità; la Sinagoga non aveva prodotto che graspi selvatici. Cristo è la vera Vite, come dice egli stesso. Egli solo poteva dare quel vino che allieta il cuore dell'uomo (Sal 103), e offrirci a bere di quel calice inebriante che David aveva cantato (Sal 22).

sabato 17 gennaio 2026

La liturgia ai tempi di Leone

La liturgia ai tempi di Leone/ Primo Concistoro
da collegare con
Indice restrizioni alla Messa Antiquior [qui]

Resisti, caro cuore

Nella nostra traduzione da Vigiliae su Substack.com
Resisti, caro cuore
Rev. Leon, 16 gennaio

Sotto i silenziosi rami di un bosco invernale, dove i rami spogli si protendono come mani gentili verso un cielo pallido, una giovane vita scivolava via nel silenzio di gennaio. Annabella, a soli ventidue anni, pedalava sulla sua bicicletta viola nella fredda notte e fu ritrovata tra gli alberi: una singola, dolorosa nota in un coro di dolore ben più grande che troppi giovani cuori stanno cantando.

Ora è un volto tra tanti: anime luminose che, invisibili, hanno portato fardelli più pesanti di quanto una spalla possa sopportare da sola. La sua storia non è solo sua; è il grido silenzioso di innumerevoli altri che percorrono lo stesso sentiero oscuro.

Le scuole cristiane di Gerusalemme contro le restrizioni israeliane agli insegnanti palestinesi

Qui l'indice degli articoli dedicati ai problemi mediorientali.
Le scuole cristiane di Gerusalemme contro
le restrizioni israeliane agli insegnanti palestinesi


In questa foto d'archivio, allieve della Schmidt, scuola cattolica femminile in lingua tedesca a Gerusalemme. (foto Hadas Parush/Flash90)

Le dodici scuole cristiane di Gerusalemme sono entrate in sciopero il 10 gennaio per protestare contro l’annullamento dei permessi di lavoro a 171 insegnanti provenienti dalla Cisgiordania.

Il rientro scolastico di gennaio, dopo le vacanze natalizie, non ha avuto luogo per i 10mila alunni delle scuole cristiane di Gerusalemme. Sebbene l’inizio del secondo semestre fosse previsto per il 10 gennaio, questi 12 istituti, tra i più rinomati della Città Santa, hanno deciso una serrata di protesta contro il mancato rinnovo dei permessi di lavoro a 171 dei loro insegnanti, che sono pendolari da località dei Territori palestinesi occupati.

Piacere, salute e destino umano nell'orto medievale

Nella nostra traduzione da Substack.com. Interessante scoprire che i giardini nel Medioevo erano così intrisi di significato religioso e cosmico che la loro esistenza assomigliava alla dualità corpo-spirito della natura umana.

Piacere, salute e destino umano nell'orto medievale

Questo post include una serie di illustrazioni della fine del XIV secolo che testimoniano la cura e l'attenzione che i popoli del Medioevo dedicavano alle erbe medicinali.

Cosma e Damiano, santi patroni dei medici, circondati da motivi di giardino

I giardini nel Medioevo erano così intrisi di significato religioso e cosmico che la loro esistenza assomigliava alla dualità corpo-spirito della natura umana. In quanto creazioni fisiche con uno scopo pratico, i giardini erano necessari e onnipresenti. Come promemoria simbolici del passato, del presente e del futuro dell'umanità, erano come un manoscritto miniato in cui uomini e donne, compresi molti che non avevano mai posseduto o aperto un libro, potevano imparare a leggere e comprendere se stessi.

Racconti esagerati della vita contadina, descritta come povera e brutalmente laboriosa, potrebbero dare l'impressione che la gente del Medioevo fosse così impegnata a sfuggire alla fame da non avere tempo per coltivare erbe e ortaggi. I documenti reali del periodo danno un'impressione diversa. Vediamo piante coltivate ovunque: nel cibo, nell'abbigliamento, nei materiali da costruzione, nella medicina e in varie forme di espressione culturale. I gallesi fecero persino dei porri un emblema della loro identità nazionale. (Il soldato gallese Fluellen nell'Enrico V di Shakespeare punisce il disonesto personaggio Pistol costringendolo a mangiare un porro crudo; la scena è comica, ma mostra anche rispetto per i porri decorativi come "antica tradizione" del Galles). La storica Deirdre Larkin fornisce un riassunto appropriato e memorabile: "Non c'è aspetto della vita medievale – artistico, letterario, storico-sociale, economico, religioso o scientifico – che non possa essere affrontato attraverso piante e giardini".

venerdì 16 gennaio 2026

Una nuova messa tradizionale domenicale a Parigi

Intanto, a Parigi, aumenta il numero delle Messe tradizionali. Nella nostra traduzione da Riposte Catholique.

Una nuova messa tradizionale domenicale a Parigi

A partire dal 30 novembre (prima domenica di Avvento), la Messa tradizionale sarà celebrata ogni domenica alle 20:30 presso la Chiesa di Nostra Signora della Natività a Val-de-Grâce (Place Alphonse-Laveran 1; suonare il campanello al cancello per entrare). Sarà preceduta dall'Adorazione del Santissimo Sacramento dalle 19:30 alle 20:15 (confessioni disponibili). [Alcune eccezioni: nessuna Messa il 28 dicembre 2025, il 1° marzo 2026 e il 26 aprile 2026, così come in agosto.]

La messa sarà celebrata dal canonico Jérôme Maljean, rettore di Val de Grâce e sacerdote della diocesi presso le forze armate francesi.

La messa tradizionale viene celebrata anche il primo martedì del mese alle 18:30 (in onore di San Michele)

Deo gratias!

L’Europa che rinnega sé stessa

L’articolo che segue analizza la crisi europea come crisi di civiltà e di memoria, dalla Costituzione mancata alla cultura woke, fino al ruolo dell’attesa e della leadership. Ma finché o se mancherà il fondamento delle radici greco-romane e poi cristiane, la decadenza, che riguarda l'intero Occidente, sarà inesorabile. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica. 

L’Europa che rinnega sé stessa

La crisi europea non nasce dall’economia o dalla geopolitica, ma da una rimozione più profonda: la paura delle proprie radici. E nessuna comunità può durare a lungo se rinnega ciò che l’ha generata.

C’è un errore di prospettiva che accompagna da anni il dibattito sull’Europa: l’idea che la sua crisi sia il frutto di eventi esterni, di shock improvvisi, di contingenze storiche sfavorevoli. La guerra, l’energia, l’inflazione, le migrazioni. Tutto vero, ma non sufficiente. Perché l’Europa era fragile ben prima che questi fattori esplodessero. Era fragile nel momento stesso in cui ha smesso di pensarsi come civiltà.

"De Pictura Sacra" di Federico Borromeo e la ricerca della bellezza

Nella nostra traduzione da substack.com
"De Pictura Sacra" di Federico Borromeo e la ricerca della bellezza
La saggezza degli antichi e la dottrina pitagorica

Attribuito a Giulio Cesare Procaccini (1574–1625), Ritratto del cardinale Federico Borromeo

Nel mio ultimo articolo, ho presentato per la prima volta sul mio Substack il fondamentale libro del Cardinale Federico Borromeo intitolato De Pictura Sacra. Concepito come un'introduzione – spero – stimolante, dopo aver presentato le edizioni del libro, ho discusso un breve frammento della regola scritta dal sant'uomo per la scuola d'arte da lui creata nel contesto della Biblioteca Ambrosiana. Oggi presenterò qualcosa tratto dal De Pictura Sacra stesso: i primi due capitoli. Nonostante la deliberata concisione, la loro profondità può stupire qualsiasi lettore, anche quelli formati in teologia o metafisica. Ecco perché, oltre a raccomandare di leggere e rileggere questi capitoli più volte, vi invito a commentarli e a sollevare domande ad essi correlate.