Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 5 febbraio 2026

Sant'Anna Line e il costo che non mettiamo più in conto

La nostra attenzione ormai allargata al mondo tradizionale nell'intero orbe cattolico, in questo caso anglofono, ci fa conoscere figure al di fuori dai nostri abituali riflettori. Nella nostra traduzione da Catholic Unscripted una figura emblematica, che ben possiamo includere tra i santi intercessori per questo nostro tempo.

Sant'Anna Line e il costo che non mettiamo più in conto
Ciò che i martiri inglesi rivelano sulla fede che abbiamo imparato a temere di difendere
Mark Lambert, 3 febbraio

Oggi nella diocesi di Brentwood celebriamo la festa di Sant'Anna Line. La festa principale di Sant'Anna Line è il 27 febbraio, data del suo martirio. Questa è la sua memoria liturgica ufficiale come santa nella Chiesa. Compare anche in commemorazioni collettive insieme agli altri Quaranta Martiri d'Inghilterra e Galles.
Al contrario, all'interno della diocesi di Brentwood (che comprende l'Essex e l'East London), Sant'Anna Line ha un significato locale speciale, poiché era una martire nata nell'Essex, storicamente legata alla regione in cui operano le sue parrocchie. Diverse parrocchie e scuole della diocesi le sono dedicate, ad esempio a South Woodford e a Great Dunmow, a testimonianza della devozione locale. Grazie a questo legame locale, il vescovo e le parrocchie della diocesi di Brentwood scelgono di celebrare la sua festa come festa patronale o locale, attribuendole particolare importanza nella vita pastorale locale, anche se non è universalmente celebrata nel calendario ecclesiastico più ampio. E la sua storia dovrebbe davvero interpellarci. Non perché sia esotica o particolarmente straordinaria in senso cinematografico, ma perché espone, con dolorosa chiarezza, quanto fosse importante un tempo la fede cattolica e quanto poco sembri contare oggi per molti.

In Illo Tempore: Domenica di Settuagesima

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente qui. Importante anche per i riferimenti al superamento dei problemi attuali.

In Illo Tempore: Domenica di Settuagesima
P. John Zuhlsdorf, 31 gennaio 2026

Ci troviamo ora a nove domeniche dalla Pasqua, collocati in un punto di snodo dell’anno liturgico in cui memoria, attesa e disciplina convergono. Il contesto è decisivo. La Chiesa non attraversa il tempo come una mera successione di date, ma come una pedagogia della salvezza, una lenta educazione dell’anima mediante la ripetizione, l’anticipazione e la moderazione. Il grande ciclo iniziato con l’Avvento e dispiegatosi attraverso il Natale e l’Epifania giunge, per molti aspetti, al suo termine con la festa della Purificazione o Presentazione il 2 febbraio. L’Avvento ci ha formati in una penitenza gioiosa; il Natale e l’Epifania hanno rivelato il mistero per il quale ci eravamo preparati; e le manifestazioni della divinità del Signore ci sono state impresse settimana dopo settimana. Ora un altro grande arco si profila all’orizzonte: il ciclo che si estende dal Mercoledì delle Ceneri attraverso le austerità della Quaresima, esplode nella Pasqua e raggiunge la sua pienezza nella Pentecoste e nella sua Ottava. La Chiesa, conoscendo troppo bene la natura umana per supporre che possiamo passare istantaneamente dal tempo ordinario ai rigori della Quaresima, offre una soglia. Ci prepara a prepararci. O meglio, ci preparava. Le domeniche pre-quaresimali sono state abolite con il Novus Ordo, una perdita enorme che dovrebbe essere reintegrata. Fortunatamente, esse sono conservate nel calendario tradizionale del Rito Romano.

Perché Traditionis Custodes ha causato una crisi di autorità liturgica

Nella nostra traduzione da catholicunscripted.com. Si torna a parlare di Charlotte (precedenti qui - qui - qui - qui) perché quanto vi accade e come si evolverà non resta un fatto locale, ma ha una portata che di estende alla Chiesa tutta.
Perché Traditionis Custodes ha causato
una crisi di autorità liturgica

Ciò che accadrà a Charlotte avrà ripercussioni su tutti noi
Mark Lambert, 1 febbraio

Ci sono momenti nella vita della Chiesa in cui una disputa locale rivela improvvisamente una frattura molto più profonda e preoccupante. Ciò che si sta verificando nella diocesi di Charlotte è uno di questi momenti. In apparenza, la questione riguarda le balaustre dell'altare, l'inginocchiarsi per la Santa Comunione, il culto ad orientem e la continua limitazione della Messa latina tradizionale. In realtà, mette a nudo una crisi di autorità, continuità e fiducia episcopale che si estende ben oltre la Carolina del Nord e tocca l'intera Chiesa cattolica.

mercoledì 4 febbraio 2026

Papa Leone loda il documento vaticano che ha respinto i titoli di "Corredentrice" e "Mediatrice" della Madonna

Papa Leone loda il documento vaticano che ha respinto
i titoli di "Corredentrice" e "Mediatrice" della Madonna


Leggo su  LifeSiteNews che Leone XIV ha elogiato la nota dottrinale di novembre 2025 del Dicastero della dottrina della fede, firmata dal cardinale Fernández, prefetto eterodosso e noto come pornografo (qui), che ha respinto il titolo della Beata Vergine di “Corredentrice” e poi anche quello di “Mediatrice di tutte le Grazie” affermando che il titolo di “Corredentrice” – che santi e pontefici hanno usato per secoli – è diventato teologicamente “inutile” perché può richiedere molte spiegazioni per essere compreso.
Nel discorso pronunciato il 29 gennaio, in cui ringraziava la DDF per il lavoro svolto su diversi documenti dottrinali negli ultimi anni, il pontefice ha brevemente lodato il lavoro svolto appunto sulla nota Mater Populi Fidelis

Le Beatitudini: la bussola morale della persona umile

Sant'Agostino, quando gli fu chiesto di nominare le tre virtù più importanti, rispose: "umiltà, umiltà, umiltà". L'umiltà è centrale nel cristianesimo.

Le Beatitudini: la bussola morale della persona umile

Sant'Agostino, quando gli fu chiesto di nominare le tre virtù più importanti, rispose: "umiltà, umiltà, umiltà". L'umiltà è centrale nel cristianesimo. I cristiani sono coloro che presentano Gesù al mondo come suo unico Salvatore, lasciando che il Suo Spirito parli e operi attraverso di loro come membri della Sua Chiesa. Questo richiede di dare a Gesù e alla condivisione della nostra fede in Lui la priorità basilare della nostra vita. Ciò richiede umiltà, il che non è facile poiché la nostra natura decaduta cerca di glorificare l'ego. La sfida del cristianesimo, e il motivo per cui ha un effetto così purificante sull'individuo e sulla comunità, è che ci riporta con i piedi per terra e ci offre le Beatitudini come nostro codice morale.

Che cos'è la poesia? Molto più di quanto si possa pensare...

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis. Pensieri che ci aiutano a scoprire qualcosa d'altro e oltre rispetto a tante banalità di una realtà che, specialmente nel nostro tempo, può apparire priva di senso.

Che cos'è la poesia?
Molto più di quanto si possa pensare...

Le immagini in questo scritto provengono da una miniatura del XIII secolo che raffigura la creazione del mondo.

La parola compare frequentemente in questa newsletter e sembra assumere significati diversi in momenti diversi. Poesie, poesia, letteratura poetica, esperienza poetica, modi di pensare poetici... Qual è l'essenza di tutto questo? Quale realtà più profonda la parola "poesia" o "poetico" cerca di trasmettere? E perché dovrebbe interessarci? Sicuramente l'economia continuerebbe a funzionare, i raccolti continuerebbero a crescere e Amazon continuerebbe a consegnare i pacchi, anche se nessuno leggesse, scrivesse e parlasse di poesia.

Innanzitutto, sgomberiamo un equivoco che è destinato a esistere in una società in cui le lezioni di inglese devono essere inserite negli spazi vuoti tra analisi matematica e biologia: "poesia" non equivale a "testi di fantasia con versi che finiscono, spesso in rima, prima del lato destro della pagina". Un esempio, per gentile concessione di Hilaire Belloc:

martedì 3 febbraio 2026

Contatti tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X per evitare strappi

Ne hanno dato pronta notizia su X. E su Vatican News: Rispondendo alle domande dei giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha sottolineato che, dopo l’annuncio di alcune ordinazioni episcopali a luglio, i colloqui tra le parti proseguono. Deo Gratias. Preghiamo!


Apprendiamo da Vatican News :
Contatti tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X per evitare strappi

“Proseguono i contatti tra la Fraternità San Pio X e la Santa Sede, la volontà è quella di evitare strappi o soluzioni unilaterali rispetto alle problematiche emerse”. Così Matteo Bruni, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo l’annuncio di ieri, 2 febbraio, da parte della Fraternità, di prossime consacrazioni episcopali in programma il primo luglio nel Seminario Internazionale San Curato d’Ars a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia.
Nel comunicato della Fraternità San Pio X, si fa riferimento ad una lettera inviata alla Santa Sede in cui si esprimeva “la necessità particolare della Fraternità di assicurare la continuità del ministero dei propri vescovi”. La Santa Sede – si legge nel comunicato – ha inviato “una lettera che non risponde in alcun modo alle nostre richieste”, da qui la scelta di procedere sulla strada indicata.

Sulla richiesta al papa di mons. Schneider della pax liturgica

Stralcio da Guía Católica il testo che segue che commenta una notizia già fornita qui. Maggiori dettagli sulla posizione di mons. Schneider li troviamo nell'intervista a Diane Montagna pubblicata  qui. In ogni caso chiedere una “pace liturgica” è come ammettere che il Novus Ordo Missae e la Messa cattolica tradizionale siano la stessa cosa e producano gli stessi effetti. Si tratta di un'altra versione “pacifista” della ermeneutica della continuità ratzingeriana, che fa coesistere e coabitare due riti diametralmente opposti per teologia ed ecclesiologia. Uno (il NOM), neo-protestante, e l'altro (la Messa dei secoli codificata a Trento) genuinamente cattolico e indiscutibile. Tutto sommato Mons. Schneider ha alzato la bandiera di resa. Tuttavia, realisticamente, questa — con le note premesse sull'enfatizzazione ormai irreversibile, ribadita dallo stesso Leone, della lex orandi conciliare — appare come l'unica soluzione possibile e neppure scontata... Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone XIV. 

Sulla richiesta al papa di mons. Schneider  della pax liturgica

Il vescovo Athanasius Schneider ha rivelato di aver chiesto direttamente a Papa Leone XIV la promulgazione di un documento magistrale forte e definitivo — una Costituzione apostolica — per proteggere stabilmente la Messa tradizionale e restituire la pace liturgica alla Chiesa.

Come spiegato, questa proposta mira a superare le restrizioni imposte nel 2021 da Traditionis custodes e a garantire una convivenza pacifica e senza ostacoli tra la Messa usus antiquior e il rito romano post Concilio Vaticano II.

Schneider è stato chiaro: non si tratta di un altro motu proprio, ma di un documento di maggiore peso giuridico e spirituale, capace di dare chiarezza, stabilità e sicurezza a lungo termine. Una legge pontificia che sia al di sopra delle decisioni mutevoli e che protegga i diritti dei sacerdoti e dei fedeli.

Uno dei punti più importanti è questo:
se il Papa stabilisce questo quadro giuridico, nessun vescovo potrebbe vietare o limitare la Messa tradizionale quando un sacerdote la celebra legittimamente. Non per ribellione, ma per obbedienza a una legge superiore della Chiesa.

Inoltre, il vescovo propone qualcosa di profondamente simbolico e necessario: smettere di chiamare la Messa tradizionale "straordinaria" e riconoscere entrambe le forme del Rito Romano come ordinarie. Non una come eccezione, non come concessione, ma come espressione viva e legittima della fede cattolica.

Questa non è nostalgia.
Non è divisione.
È giustizia liturgica.
È riconciliazione.
È riconoscere che ciò che ha santificato generazioni non può essere trattato come un problema.

Molti fedeli amano la Messa tradizionale non per ideologia, ma perché lì hanno trovato silenzio, riverenza, bellezza e Dio. Chiedere la pace non è attaccare. Chiedere la libertà non è disobbedire.

Oggi questa voce episcopale parla per milioni che pregano in silenzio.
Speriamo che venga ascoltata.

Il Vaticano conferma il controverso progetto di un ristorante sulla terrazza della Basilica di San Pietro

Purtroppo non sono voci inattendibili. Diversi prelati, parlando in forma anonima, hanno espresso delle riserve sull'idea che gruppi di visitatori mangiassero e bevessero sopra la tomba di San Pietro. Perfetta continuità col pontificato precedente e coi suoi processi di musealizzazione di molti ambienti.  

Il Vaticano conferma il controverso progetto
di un ristorante sulla terrazza della Basilica di San Pietro


Lifesitenews rivela che il quotidiano italiano Il Messaggero dà notizia dell'esistenza di lavori top secret sulla terrazza della Basilica di San Pietro, che prevedono la costruzione di un bistrot.
Successivamente, tra le forti perplessità di sacerdoti e vescovi sull'opportunità di trattare in questo modo il cuore del cattolicesimo – proprio sopra la tomba del primo Papa – il Vaticano ha confermato i progetti in un comunicato ufficiale, che afferma: "Per rispondere all'aumento dei flussi di visitatori, si sta valutando un ampliamento della superficie della terrazza accessibile ai pellegrini. Ciò contribuirebbe ad agevolare la concentrazione dei visitatori all'interno della Basilica e a favorire un clima di maggiore raccoglimento. In questo contesto, alcuni spazi verrebbero resi disponibili per ampliare il piccolo punto ristoro già presente".

Roche, Fernández e il crollo delle competenze nel cuore della Chiesa

Nella nostra traduzione da catholicunscripted.com cogliamo valide argomentazioni sul mantenimento di nomine problematiche a funzioni di rilievo in ambito curiale; il che dimostra che la crisi nella Chiesa è sempre più consolidata sia pure, ora, mascherata da uno stile più consono alla dua dignità. 

Roche, Fernández e
il crollo delle competenze nel cuore della Chiesa

Come Roma ha elevato Roche e Fernández e indebolito la propria autorità

Temo che l'attuale pontificato rischi di normalizzare un divario sempre più ampio tra autorità e competenza, un divario che è diventato preoccupantemente più evidente quando agli alti funzionari è stato chiesto di giustificare per iscritto politiche controverse. Due recenti interventi da Roma hanno messo nettamente in luce tale divario. Il saggio del Cardinale Arthur Roche in concistoro, in difesa della logica e dell'attuazione della Traditionis Custodes [qui - qui], e la meditazione del Cardinale Víctor Manuel Fernández alla sessione plenaria del Dicastero per la Dottrina della Fede [qui - qui], offrono insieme una preoccupante visione della fragilità intellettuale e istituzionale che tuttora plasma il governo centrale della Chiesa.