L'Agostino che Leone XIV non ha citato a Ippona
Dall'aereo, prima ancora di atterrare ad Algeri, Leone XIV ha lasciato cadere la frase che avrebbe strutturato l'intero racconto del suo viaggio: «Sant'Agostino offre un ponte molto importante per il dialogo interreligioso perché è molto amato nella sua terra». L'immagine era perfetta per il consumo immediato: il primo papa agostiniano della storia, che torna nella terra del vescovo di Ippona, gettando ponti tra cristianesimo e islam, tra Occidente e Africa, tra il presente convulso e un'antichità nobile e venerabile. La stampa cattolica progressista lo ha accolto con entusiasmo. Analisti internazionali hanno parlato di gesto strategico, di pietra miliare storica, di «nuovo epicentro del cattolicesimo». Tutto molto pulito, molto fotogenico, molto in linea con quello che ci si aspetta da un pontefice nel 2026.
L'unico problema è Agostino.









