Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 5 aprile 2026

Dalla Croce Gesù non poteva scendere e ha lasciato agli apostoli la Sacra Sindone

Dalla Croce Gesù non poteva scendere
e ha lasciato agli apostoli la Sacra Sindone


Il telo di lino più studiato del mondo distingue due tipi di studiosi: gli uni si accorgono ogni volta di più del mistero, i secondi asseriscono di aver capito che -come reliquia di Cristo- si tratta di un imbroglio, portando a sostegno delle fantasiose riproduzioni del telo sindonico, che però non riproducono mai del tutto l’originale.
A dispetto del recente progresso tecnologico la sindone rimane irriproducibile, pur offrendo numerosi appigli per i tentativi di simulare questo o quella sfumatura o di screditare questo o quel particolare.

L’uomo della sindone risponde perfettamente a ogni dettaglio della morte e resurrezione di Gesù Cristo descritta dai vangeli e già questo dovrebbe far riflettere: c’è molto sangue del gruppo sanguigno AB di un uomo adulto con segni di flagellazione sul corpo, segni circolari di ferite acuminate sul capo, ferite profonde a mani e piedi, una grande al costato, più il segno di un peso che ha gravato, sfregandoli, sulla parte alta del dorso e le spalle.

L’origine del disastro liturgico-musicale. Settima parte: La Santa Pasqua

Tra gli scopi degli articoli dedicati al Gregoriano, vi è principalmente quello di mostrare quanto l’oblio del canto gregoriano abbia significato, in primis, un abbandono di teologia e dottrina cattoliche. Proseguo, quindi, in questo intento col testo che segue, stralciato da una serie di articoli di Mattia Rossi qui. Qui l'indice degli articoli sulla Musica sacra.

L’origine del disastro liturgico-musicale. Settima parte: La Santa Pasqua 

La Pasqua è, per antonomasia, il tempo dell’alleluia. Tale canto, che letteralmente significa “lodate Dio” (allelu, lodate + Yah, contrazione del tetragramma sacro), nei primi manoscritti compare come canto precedente il vangelo riservato solamente al giorno di Pasqua. Venne poi esteso a tutto il tempo pasquale e, ai tempi di Gregorio Magno, a tutte le domeniche dell’anno, fatta eccezione per la Quaresima.

Storicamente, il carattere dell’alleluia era di “preparazione” alla lettura evangelica seguente (come il graduale era di “meditazione” sulla lettura precedente). Da un punto di vista compositivo, invece, soprattutto nella struttura del versetto, esso si presenta come brano molto ornato e di natura virtuosistica, ben lontano dall’“acclamazione” come è (erroneamente e antistoricamente) inteso oggi.

Questo, per inciso, dimostra quanto del tutto illogica, oltre che nefasta, fu la riforma di Bugnini & Montini: ad oggi, infatti, all’interno della “messa” Novus Ordo, è del tutto naturale considerare l’alleluia un’acclamazione e non un vero e proprio canto tanto da esser stato praticamente ridotto ad un breve intervento o ritornellino il più delle volte privo del versetto. Il “messale” montiniano ha tolto, in sostanza, la funzione liturgica propria dell’alleluia di canto interlezionale prima del vangelo.

Il Santo Giorno della Pasqua

Precedenti qui e, ricordando il gregoriano, qui - qui
Il Santo Giorno della Pasqua

Al mattino


La Risurrezione di Cristo.
Le lunghe ore della notte dal Sabato alla Domenica sono ormai trascorse ed il sorgere del giorno si avvicina. Maria, col cuore oppresso, attende con paziente coraggio il momento che le restituirà il Figlio. La Maddalena, con le sue compagne, ha vegliato tutta la notte e non tarderà molto ad incamminarsi verso il sepolcro. Dal fondo del Limbo, lo spirito del divin Redentore si appresta a dare il segnale della liberazione a quelle miriadi di anime giuste, prigioniere da sì lungo tempo, e che ora lo circondano di tutto il loro rispetto, di tutto il loro amore. La morte si libra silenziosa sul sepolcro ove ha racchiuso la sua vittima. Da quel giorno lontano, in cui essa divorò Abele, inghiottì innumerevoli generazioni: ma giammai aveva ghermito tra i suoi lacci una sì nobile preda. Mai come allora la sentenza del Paradiso Terrestre si era così spaventosamente adempiuta; e mai, pure, nessuna tomba aveva visto fallire le sue speranze con una smentita altrettanto crudele. Più di una volta la potenza divina le aveva involato le sue vittime: il figlio della vedova di Naim, la figlia del capo della Sinagoga, il fratello di Marta e di Maddalena, le sono stati rubati; ma essa li attende alla loro seconda morte. V'è un altro, però, di cui fu scritto: "Io sarò la tua morte, o morte; sarò la tua rovina, o sepolcro" (Osea 13, 14).

Buona e Santa Pasqua 2026

In questo travagliato momento storico, che ci vede segnati da dure prove, personali e collettive, su molti fronti, il nostro unico aiuto è nel Signore Risorto!

Buona e Santa Pasqua
Haec dies, quam fecit Dominus. Alleluia 
 Exultemus et laetemur in ea. Alleluia



Exsultet iam Angelica turba caelorum:
exsultent divina mysteria:
et pro tanti Regis victoria tuba insonet salutaris.
Gaudeat et tellus tantis irradiata fulgoribus:
et aeterni Regis splendore illustrata,
totius orbis se sentiat amisisse caliginem.
Laetetur et mater Ecclesia,
tanti luminis adornata fulgoribus:
et magnis populorum vocibus haec aula resultet.

sabato 4 aprile 2026

Mons. Viganò Ecce Rex tuus veniet / Omelia nella Domenica II di Passione, o delle Palme

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Ecce Rex tuus veniet
Omelia nella Domenica II di Passione, o delle Palme

Exsulta satis, filia Sion;
jubila, filia Jerusalem:
ecce rex tuus veniet tibi justus, et salvator:
ipse pauper, et ascendens super asinam
et super pullum filium asinæ.
Esulta grandemente, o figlia di Sion;
giubila, o figlia di Gerusalemme:
ecco, a te viene il tuo re, giusto e salvatore;
egli è povero, e cavalca sopra un’asina
e sopra un puledro figlio di asina.
Zc 9, 9
La Domenica delle Palme commemora l’ingresso trionfale del Re-Messia a Gerusalemme, ossia il mistero liturgico in cui la Santa Chiesa contempla il compimento delle profezie regali dell’Antico Testamento nella Persona di Cristo Signore.

Essa non è mera commemorazione storica, ma atto di fede nella Regalità di Gesù, Re umile e vittorioso, che entra nella Città Santa per consumare la Sua Passione e aprire a noi le porte del Regno eterno. Ma rimane pur sempre un fatto storico, testimoniato da quanti, quel giorno, assistettero alla cerimonia di incoronazione di Nostro Signore Gesù Cristo. Secondo il rituale descritto nel Primo Libro dei Re (1Re 1, 32-40), Davide morente ordina che il figlio Salomone sia consacrato re, fatto montare sulla mula del re Davide (simbolo di pace e successione legittima, non di guerra), condotto alla fonte di Gihon (che si trova ai piedi del Monte degli Ulivi), unto con l’olio sacro dal sacerdote Sadoc e dal profeta Natan. Egli prescrive che si suoni la tromba e il popolo acclami Salomone come re. La processione del nuovo sovrano entra in Gerusalemme tra grida di giubilo, con il popolo che suona flauti e la città che «risuona di clamore» (ibid., 45). Questo rito doveva manifestare in figura il nuovo re come unto del Signore (Messia), legittimo successore davidico, portatore di pace.

Aprile 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Pavia

Cari Amici ed Amiche,
giunga innanzitutto a voi il cordiale augurio di una buona e santa Pasqua! Il Signore risorto doni pace ai nostri cuori e al mondo intero.
Ecco a voi il calendario delle celebrazioni del mese di aprile:
- domenica 5 aprile ore 10,00: DOMENICA DI PASQUA - RESURREZIONE DEL SIGNORE e BENEDIZIONE DELLE UOVA portate dai fedeli;
- lunedì 6 aprile ore 10,00: LUNEDÌ DI PASQUA;
- domenica 12 aprile ore 10,00: DOMENICA IN ALBIS;
- venerdì 17 aprile ore 18,15: Messa votiva del Sacro Cuore
- domenica 19 aprile ore 10,00: II DOMENICA DOPO PASQUA;
- domenica 26 aprile ore 10,00: III DOMENICA DOPO PASQUA.
È possibile scaricare e leggere l’Ordinario della Santa Messa al seguente link:
- ORDINARIO DELLA SANTA MESSA.
La Santa Messa si celebra nella chiesa di San Luca, corso Garibaldi 59, Pavia.

Salve festa dies

Salve festa dies è un inno nel quale si celebra la Pasqua cristiana (festa dies), con la Resurrezione di Gesù. La tradizione lo attribuisce al poeta latino Venanzio Fortunato, che l'avrebbe scritto prima dell'anno 609. In tal caso sarebbe uno dei più antichi canti tramandati. L'inno (in realtà si tratta di brani scelti dal poema più ampio), non è incluso nella liturgia obbligatoria ma viene cantato durante il rito processionale introduttivo della Messa nella giornata di Pasqua.
La poesia religiosa più famosa di Venanzio Fortunato si trova in tre inni in onore della Croce (Vexilla Regis qui, Pange lingua, gloriosi qui e Crux benedicta nitet) e nel poema da cui è tratto questo inno.

I segnali di Papa Leone riguardanti la Messa Tradizionale

Nella nostra traduzione da El Wanderer l'ennesima riflessione sugli ultimi messaggi riguardanti la Messa antiquior, che acquista rilevanza in virtù dell'autore, Joseph Shaw, presidente della Federazione Internazionale Una Voce. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. 

I segnali di Papa Leone riguardanti la Messa Tradizionale
Joseph Shaw, presidente della Federazione Internazionale Una Voce

Il 18 marzo, il cardinale Parolin si è rivolto a una riunione plenaria dei vescovi francesi con una lettera contenente un messaggio – o una serie di messaggi – di Papa Leone. La lettera esortava i vescovi a difendere le scuole cattoliche e a non trascurare l'attenzione da dedicare ai sacerdoti colpevoli di abusi, e affrontava anche la questione della Messa tradizionale in latino.
«Cari fratelli, intendete affrontare il delicato tema della liturgia, al quale il Santo Padre dedica particolare attenzione, nel contesto della crescita delle comunità legate al Vetus Ordo. È preoccupante che nella Chiesa persista una ferita dolorosa riguardo alla celebrazione della Messa, sacramento stesso dell'unità. La sua guarigione richiede una rinnovata apertura reciproca, con una più profonda comprensione delle sensibilità altrui: una prospettiva che permetta ai fratelli, arricchiti dalla loro diversità, di accogliersi a vicenda nella carità e nell'unità della fede. Che lo Spirito Santo vi ispiri soluzioni concrete che includano generosamente coloro che sono sinceramente legati al Vetus Ordo, in armonia con le linee guida del Concilio Vaticano II sulla liturgia».

venerdì 3 aprile 2026

Aprile 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Bergamo

Carissimi amici in Cristo,
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di aprile celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.

In particolare segnalo celebrazioni di giovedì 2 aprile, alle ore 20:00 (Messa vespertina In Cena Domini),
venerdì 3 aprile, alle ore 20:00 (Solenne azione liturgica della Passione e Morte di Nostro Signore Gesù Cristo),
sabato 4 aprile, alle ore 21:00 (Messa solenne della veglia pasquale)
lunedì 6 aprile, alle ore 9:30 (Lunedì di Pasqua);
(Vedi infra calendario con ordinario e propri da scaricare)

Venerdì Santo/ “Pange Lingua gloriosi”, conosciuto anche come “Crux fidelis”

Un inno composto da Venanzio Fortunato (530-609) dal titolo “Pange Lingua gloriosi”, conosciuto anche come “Crux fidelis” (da non confondere con il “Pange Lingua” eucaristico qui di San Tommaso d'Aquino) cantato durante il Tempo di Passione e il Venerdì santo, mette in rilievo lo splendore della Croce, unico albero nobile, di cui nessuna selva è in grado di produrne uno simile.
In un passaggio di grande spessore teologico, l’Inno sottolinea che «il Creatore stesso destinò un legno, per porre rimedio ai danni venuti dal legno».
Il confronto è tra l’albero della conoscenza del bene e del male posto nel paradiso terrestre e la Croce, vero albero che dà vita.
Colui che fece tutte le cose, addolorato per il peccato del primo genitore, che mangiando il frutto proibito cadde nella rovina della morte, ordinò che con un nuovo albero e con l’obbedienza fino alla morte di Croce, il nuovo Adamo, Cristo, vanificasse l’astuzia di satana e ci donasse la vita.