Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 30 agosto 2026

Mestre, i musulmani presentano il conto.

È mai possibile che siamo stranieri in casa nostra? Ricordate la Fallaci ne Le radici dell'odio? "Ci stiamo suicidando, cari miei. Ci stiamo uccidendo col cancro morale, con la mancanza di moralità, con l’assenza di spiritualità. E questa faccenda del mondo da rifare con la truffaldina eugenetica, con la bugiarda biotecnologia, non è che la tappa defi nitiva del nostro masochismo. Ecco perché ci invadono così facilmente e così disinvoltamente fanno i padroni in casa nostra. Ecco perché a casa nostra vengono accolti con tanto servilismo o tanta inerzia. Tanta paura. Ecco perché l’Europa è diventata Eurabia e l’America rischia di diventarlo."

Mestre, i musulmani presentano il conto.
Pretendono la moschea altrimenti sono guai.

Un conto, non una richiesta. Fermiamo Fincantieri, fermiamo il turismo.
Fermiamoci noi sulla frase, perché è questa il fatto. Non "chiediamo", non "abbiamo diritto", non "vediamoci". Ma "se scioperiamo noi si ferma tutto, volete vedere?".

È il linguaggio del padrone di casa. Solo che a pronunciarlo è chi parla a nome di chi in casa è stato accolto.

Il portavoce della comunità bengalese, Prince Howlader, ha scelto i bersagli con cura. Fincantieri, che con la moschea non ha nulla a che fare. Gli alberghi e i ristoranti, che non hanno voce in capitolo sulla moschea.

In Illo tempore /XIV Domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale odierna qui.

In Illo tempore /XIV Domenica dopo Pentecoste
«Ogni albero buono produce frutti buoni, ma l'albero cattivo produce frutti cattivi... Così li riconoscerete dai loro frutti» (Matteo 7:17, 20).
La lucerna scritturale di Nostro Signore illumina l'Epistola della Quattordicesima Domenica dopo Pentecoste, Galati 5,16-24, dove San Paolo contrappone le opere della carne al frutto dello Spirito. L'immagine dell'albero ci invita all'interiorità. Che tipo di frutto pende dai rami della mia vita? Quale raccolto sta maturando nelle mie parole, abitudini, piaceri, risentimenti, uso dei miei beni, trattamento del prossimo, reazione alla tentazione?

Paolo scrisse la sua alquanto irata Lettera ai Galati perché falsi maestri stavano persuadendo i cristiani dell'Asia Minore che per la salvezza fosse necessaria l'osservanza della Legge mosaica, in particolare la circoncisione. Inizia il quinto capitolo con uno squillo di tromba: "Cristo ci ha liberati per la libertà; state dunque saldi e non lasciatevi di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù" (v. 1). Il giogo simboleggiava lavoro, sottomissione e sconfitta. I buoi venivano aggiogati per arare. Gli schiavi portavano il giogo. I nemici sconfitti di Roma erano costretti a passare sotto un giogo come riconoscimento della sottomissione.

Domenica XIV dopo la Pentecoste (Protéctor noster, áspice, Deus)

L'esperienza ci fa sentire ogni giorno il contrasto in noi tra le inclinazioni al male e gli inviti al bene, tra le tentazioni e il richiamo di Dio. Nell'Epistola è descritto questo dissidio; nel Vangelo il Signore ci mette in guardia contro la facile illusione di poter trovare un compromesso. Nelle altre parti della Messa si accenna alla felicità di quelli che vivono per il Signore, a sua immagine e gloria, mentre nel Vangelo ci è promesso aiuto anche per le difficoltà materiali. Superiamo anche noi dunque le vanità della terra, rimanendo attaccati a ciò che veramente ci è utile (Orazione). Colpisce un termine dell'Orazione di oggi: propitiatione : propitiatio è “compimento, espiazione, propiziazione”. E anche “favore”. Dunque Dio è stato placato e reso nuovamente favorevole a noi peccatori dalle azioni propiziatorie che Cristo ha compiuto sulla Croce. Lo ritroviamo ogni volta soprattutto nella Santa Messa. La propiziazione è un concetto quasi sradicato dalle orazioni del Novus Ordo. Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa di oggi.

Domenica XIV dopo la Pentecoste
Protéctor noster, áspice, Deus

Messa
Volgi lo sguardo a noi, o Dio protettore, volgi lo sguardo al volto del tuo Cristo. Oggi la Chiesa si accosta all'altare cominciando con le parole riferite. La Chiesa è la Sposa dell'Uomo-Dio, è la sua gloria (1Cor 11,7), ma lo Sposo, dice san Paolo, è a sua volta immagine e gloria di Dio (ibidem) e capo della Sposa (ivi 3; Ef. 5,23). Realmente dunque e con la certezza di essere ascoltata, la Chiesa, volgendosi a Dio tre volte santo, lo prega di volgere i suoi occhi, guardando Lei, sul volto del suo Cristo.
La gloria futura, pensando alla quale la Chiesa esulta, e la dignità dell'unione divina che, già in questo mondo, la rende veramente Sposa, non le impediscono di sentire sempre il bisogno di un soccorso dall'alto, perché, se per un solo istante il cielo l'abbandonasse, vedrebbe i suoi figli portati dalla umana fragilità all'abisso dei vizi, che l'Apostolo descrive, e lontano dalle virtù, che egli esalta.

Introitus
Ps.83,10-11 - Protéctor noster, áspice, Deus, et réspice in fáciem Christi tui: quia mélior est dies una in átriis tuis super míllia.
Ps. 83, 2-3 - Quam dilécta tabernácula tua, Dómine virtútum! concupíscit, et déficit ánima mea in átria Dómini. Glória Patri
Ps.83,10-11 - Protéctor noster,…

Oratio
Custódi, Dómine, quaésumus Ecclésiam tuam propitiatióne perpétua: et quia sine te lábitur humána mortálitas; tuis semper auxíliis et abstrahátur a nóxiis, et ad salutária dirigátur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum.
M. - Amen.
Introito
Sal. 83, 10-11 - Sei il nostro scudo, o Dio, guarda e rimira il tuo Consacrato: poiché un giorno passato nei tuoi atrii vale più di mille altrove. Sal. 83, 2-3 - O Dio degli eserciti, quanto amabili sono le tue dimore! l’ànima mia anela e spàsima verso gli atrii del Signore. Gloria al Padre…
Sal. 83, 10-11 - Sei il nostro scudo…

Orazione
O Signore, Te ne preghiamo, custodisci propizio costantemente la tua Chiesa, e poiché senza di Te viene meno l’umana debolezza, dal tuo continuo aiuto sia liberata da quanto le nuoce, e guidata verso quanto le giova a salvezza. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli.
M. - Amen.

sabato 29 agosto 2026

Usus antiquior -- Il Gloria

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus antiquior -- Il Gloria

Il Gloria in excelsis Deo nella Messa tradizionale latina (TLM) è un antico inno di lode, cantato dopo le Preghiere ai piedi dell'altare [qui - qui] e il Kyrie [qui - qui]. Il Kyrie è un annuncio a tutto il mondo gentile che il loro Dio sconosciuto, in cui vivono, si muovono e sussistono inconsapevolmente, è il Dio ebraico Yahweh, e che Yahweh è il Cristo, il Messia e Redentore di tutta l'umanità, non solo degli ebrei.(1) Il Gloria non si rivolge a Yahweh in modo generico, ma si rivolge specificamente ed apertamente alla Trinità. Dice al mondo chi è Yahweh. Rivela la verità più fondamentale sulla sua natura. Questo Dio non si sta solo presentando a noi; la sua incarnazione non solo ci redimerà; ci deificherà e ci porterà in cielo a vivere con lui e con gli angeli. Questa conoscenza provoca una magnifica effusione di gioia! Il Kyrie e il Gloria sono indissolubilmente legati. Il Kyrie greco affronta in modo conciso un problema filosofico nel linguaggio classico dei filosofi, mentre il Gloria lo espande in un dialogo tra cielo e umanità nel linguaggio espressivo riservato alla liturgia. Il Gloria risulta tanto più esuberante e gioioso proprio in contrasto con il Kyrie, conciso e formale, che lo precede.

Guerre liturgiche: l'ultima offensiva: un "dunque" papale

Nella nostra traduzione dal Substack di Diane Montagna. Dom Alcuin Reid sostiene che secondo un eminente studioso di liturgia, coloro che hanno redatto la catechesi del mercoledì di Papa Leone XIV non gli hanno reso un buon servizio. In questo csso si tratta della catechesi  conclusiva in cui tira la somme. Trovo difficile pensare a Prevost che legga a scatola chiusa. E dunque ho inserito alcune glosse e una nota. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia al tempo di Leone. 

Guerre liturgiche: l'ultima offensiva: un "dunque" papale

CITTÀ DEL VATICANO, 26 agosto 2026 — Negli ultimi mesi, diverse personalità di spicco hanno cercato di ribadire la tesi secondo cui la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II è conforme ai desiderata del Concilio stesso ed è al di sopra di ogni critica, e che i riti liturgici più antichi hanno poco o nessun posto nella vita della Chiesa.

Basti ricordare tre esempi recenti: l'intervista del cardinale Arthur Roche a The Tablet del 29 luglio [qui]; il successivo articolo del quotidiano laico spagnolo La Razón, in cui si afferma che la relazione screditata del cardinale Roche sulla liturgia – distribuita ai cardinali durante il primo concistoro straordinario di Papa Leone XIV [qui] – esprime il pensiero del Papa sul rito romano tradizionale [quiqui]; e la recente affermazione di Andrea Grillo secondo cui "il vecchio rito non esiste più dall'approvazione del Novus Ordo" [qui].

venerdì 28 agosto 2026

Usus Antiquior -- Il Kyrie Eleison

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior -- Il Kyrie Eleison

Dopo aver recitato il Judica me [qui], il sacerdote sale i gradini dell'altare e prega davanti al tabernacolo,
Ti preghiamo, o Signore, di allontanare da noi le nostre iniquità, affinché con animo puro possiamo entrare degnamente nel Santo dei Santi. Per Cristo nostro Signore. Amen. (1)
Come abbiamo discusso qui, “Signore”, o “Kurios” in greco, sono nomi di Yahweh, la seconda persona della Trinità. È grazie alla sua perfetta espiazione per i nostri peccati nella Passione, che sta per essere ripresentata a breve nella Messa, che “possiamo entrare degnamente nel Santo dei Santi”. La liturgia è esplicita, aggiungendo specificamente la frase “per Cristo nostro Signore” alla fine della preghiera. La frase “per Cristo nostro Signore” è più di una semplice richiesta di intercessione. Indica che è Cristo la “porta stretta” e colui che apre la “via” al Padre che dimora nel “Santo dei Santi”. È Yahweh Figlio che ci conduce a Elohim Padre in cielo, come discusso qui.

Una biblista ebrea nominata presidente dell'Associazione Biblica Cattolica USA

Una biblista ebrea che mette in discussione la lettura integrale della Passione di San Giovanni presiederà l'Associazione Biblica Cattolica statunitense che collabora con quella Conferenza episcopale. Da quanto apprendiamo c'e da chiedersi: come può la dottrina biblica cattolica rimanere cattolica quando la fede nell'affermazione centrale della Scrittura è apparentemente facoltativa?

Una biblista ebrea nominata presidente dell'Associazione Biblica Cattolica USA

Leggo su Infovaticana che per la prima volta in 90 anni la Catholic Biblical Association of America (CBA) ha scelto, come presidente per l'anno 2026-27, una ebrea: Amy-Jill Levine, biblista, specialista del Nuovo Testamento e membro dell’associazione dal 1988. Una nomina che desta scalpore, poiché l’organizzazione, nei suoi statuti, prevede che il suo lavoro deve svolgersi conformemente al Magistero cattolico e inoltre presta la sua consulenza alla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti.

La nuova presidente ha difeso la convenienza di riconsiderare la proclamazione integrale della Passione secondo San Giovanni il Venerdì Santo e ha sostenuto posizioni in contrasto con la morale cattolica in ordine all'applicazione di alcuni testi biblici sull’omosessualità. Ora collaborerà con i vescovi statunitensi in orientamenti biblici per la predicazione e la catechesi, oltre che per le risorse destinate al clero e agli educatori religiosi.

giovedì 27 agosto 2026

Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

Prima missione della Segreteria di Stato vaticana in Russia dall'inizio della guerra: Gallagher a Mosca dal 24 al 28 agosto incontra Lavrov, Ushakov e il Patriarcato. Obiettivo: verificare le condizioni per un processo diplomatico. Nessuna mediazione formale, ma l'unico canale ancora aperto tra Occidente e Cremlino.

Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

Prima visita ufficiale della Segreteria di Stato in Russia dall'inizio della guerra. Cinque giorni, due binari: il Cremlino e il Patriarcato. Nessun piano di pace sul tavolo, ma una porta che resta aperta. Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

La missione di Gallagher in Russia è il fatto diplomatico della settimana, anche se le cancellerie ne parlano a mezza voce. Dal 24 al 28 agosto monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, è a Mosca: è la prima visita ufficiale di un rappresentante della Segreteria di Stato vaticana dall’inizio della guerra in Ucraina. Un viaggio preparato con cura, annunciato ufficialmente dalla Segreteria di Stato e definito da Vatican News «una missione di dialogo e di pace». Dietro la formula di rito c’è una realtà che merita di essere guardata da vicino: mentre il conflitto entra nel suo quinto anno, la Santa Sede è tra i pochissimi attori al mondo ancora in grado di sedersi ai tavoli di entrambe le parti.

Lourdes bandisce la Fraternità Sacerdotale San Pio X: troppo cattolica per un santuario dell'"inclusività"?

Nella nostra traduzione da Remnantnewspaper. Il vescovo di Lourdes ha vietato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti e organizzare preghiere pubbliche presso il famoso santuario mariano. Eppure il santuario ha accolto pellegrinaggi interreligiosi che hanno coinvolto cristiani e musulmani... Ora la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha risposto, affermando che continuerà comunque a recarsi a Lourdes. 

Lourdes bandisce la Fraternità Sacerdotale San Pio X:
troppo cattolica per un santuario dell'"inclusività"?


Il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, da tempo faro per i cattolici in cerca di guarigione e conversione, ha ora tracciato una linea di demarcazione, non contro il paganesimo o contro il modernismo che Papa San Pio X condannò con veemenza, bensì contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), una confraternita sacerdotale fondata dal defunto Arcivescovo Marcel Lefebvre, che da decenni, dopo il Concilio Vaticano II, chiede al Vaticano chiarezza dottrinale.

In una missiva datata 13 agosto 2026, il vescovo Jean-Marc Micas di Tarbes e Lourdes ha formalmente vietato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti o organizzare preghiere pubbliche all'interno del santuario di Lourdes. La giustificazione del prelato è tanto concisa quanto significativa: "La FSSPX non è più autorizzata a celebrare la Messa o altri sacramenti all'interno del Santuario di Lourdes, né a organizzarvi preghiere pubbliche. In seguito al decreto di scisma e scomunica emesso dalla Santa Sede, non posso autorizzare la celebrazione della Messa o di altri sacramenti, né tantomeno preghiere pubbliche, da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X all'interno del Santuario".

mercoledì 26 agosto 2026

Il mio appello a Papa Leone XIV: la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine la testimonianza personale di un fedele stimolata dalla recente intervista del card. Burke. C'è da dire che l'esortazione del cardinale lascia il tempo che trova. Lo dico per esperienza personale. Ma viene da sé: abbiamo a che fare con una gerarchia ideologizzata, se non totalmente, con rare eccezioni. Come possismo aspettarci risultati, finora non pervenuti, nonostante l'autorevolezza, forse non abbastanza decisa ma certo non di poco conto, di alcuni cardinali e vescovi che ci hanno provato? Come convincere chi, come Leone, ha sposato la sinodalità, ritenendo superato quello che per noi è intensa vita spirituale innestata nel Soprannaturale? E sì, parla del Signore; ma senza metterLo al posto che Gli spetta, specialmente quando "dialoga" con i musulmani? O, invece di pronunciarsi in base al Depositum fidei, parla in termini politici,  peraltro orientati a sinistra? Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

Il mio appello a Papa Leone XIV:
la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva


Ho ascoltato di recente l'intervista di Michael Knowles al Cardinale Raymond Burke. Verso la fine dell'intervista, si è parlato della Messa tradizionale. Sua Eminenza ha detto:
Penso che la cosa più importante sia che coloro che amano la Messa tradizionale facciano sapere ai loro vescovi, e soprattutto al Santo Padre, il loro desiderio di adorare secondo questa forma, e che non mettano in discussione la validità del Concilio Vaticano II. ( 32,57 )
Dopo aver sentito ciò, sono stato ispirato a inviare una lettera al Santo Padre secondo il mio diritto e obbligo canonico ( CIC , can. 212, §2 ). Tuttavia, quel canone dice che le nostre opinioni non devono essere rese note solo ai “sacri pastori” ma anche al “resto dei fedeli cristiani”. In questo spirito e come partecipazione al “dialogo sinodale”, desidero condividere più dettagliatamente ciò che ho inviato a Papa Leone XIV: desidero partecipare alla Messa con il Rito tradizionale perché lo trovo più facile da comprendere e a cui partecipare.