Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 16 luglio 2026

16 Luglio Festa e devozione alla Beata Vergine del Carmelo

Oggi, nella ricorrenza della festa della Beata Vergine del Carmelo, riprendo precedenti sempre attuali. Chiediamo la sua materna intercessione per noi, per la Chiesa tutta e per il mondo intero, attraversato da tanto degrado spirituale e morale e da minacce di una guerra più allargata. Anche chi non ha ricevuto lo scapolare può consacrarsi alla Vergine e prenderla definitivamente in sua (Gv 19, 27). 
Il primo profeta d'Israele, Elia (IX sec. a.C.), dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando la pioggia e salvando Israele dalla siccità. In quella immagine tutti i mistici cristiani e gli esegeti hanno sempre visto la Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo. Un gruppo di eremiti, «Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo», costruirono una cappella dedicata alla Vergine sul Monte Carmelo. I monaci carmelitani fondarono, inoltre, dei monasteri in Occidente. Il 16 luglio del 1251 la Vergine, circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre generale dell'Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo «scapolare» col «privilegio sabatino», ossia la promessa della salvezza dall'inferno, per coloro che lo indossano e la liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.
Vedi anche Il perdono del Carmelo [qui]

«Flos Carmeli, Vitis florigera, Splendor Coeli, Virgo puerpera singularis.
Mater mitis, sed viri nescia, Carmelitis esto propitia, Stella Maris.
Radix Iesse, germinans flosculum, hic adesse me Tibi servulum patiaris.
Inter spinas quae crescis Lilium, serva puras mentes fragilium, tutelaris!
Armatura fortis pugnantium, furunt bella tende praesidium Scapularis.
Per incerta prudens consilium, per adversa iuge solatium largiaris.
Mater dulcis, Carmeli Domina, plebem Tuam reple laetitia qua bearis.
Paradisi Clavis et Ianua, fac nos duci quo, Mater, coronaris. Amen
» (San Simone Stock)
Fior del Carmelo, vite fiorita, splendore del cielo, tu solamente sei vergine e madre.
Madre mite, pura nel cuore, ai figli tuoi sii propizia, stella del mare.
Ceppo di Jesse, che produce il fiore, a noi concedi di rimanere con te per sempre.
Giglio cresciuto tra alte spine, conserva pure le menti fragili e dona aiuto.
Forte armatura dei combattenti, la guerra infuria, poni a difesa lo scapolare.
Nell’incertezza dacci consiglio, nella sventura, dal cielo impetra consolazione.
Madre e Signora del tuo Carmelo, di quella gioia che ti rapisce sazia i cuori.
O chiave e porta del Paradiso, fa’ che giungiamo dove di gloria sei coronata. Amen.

Che cosa significa - che cosa comporta
La devozione a Maria nel Carmelo - legata alla storia e ai valori spirituale dell'Ordine dei "frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo" (Carmelitani) - è espressa mediante lo "Scapolare del Carmine" - o "abitino" (indicato anche con altri nomi secondo i diversi luoghi) - ed è una delle devozioni più amate tra il popolo di Dio. 

La grande diffusione sembra doversi ricondurre alla tradizione di una visione della Madonna, documentata almeno alla fine del secolo XIV. È una devozione antica, che, tuttavia, conserva tutta la sua validità, se compresa e vissuta nei suoi valori autentici. 

Lo Scapolare del Carmine
La decisione di consacrarsi a Maria deriva da una scelta della volontà, mossa dalla fede e dall'amore. È quindi un atto intimo, personale, che impegna le facoltà dell'anima. Può tuttavia manifestarsi esternamente per mezzo di un rito o di segni, che cadono sotto l'esperienza dei sensi e possono essere percepiti dagli altri.

Il Patto del Quirinale e il destino europeo del Mediterraneo

Non dimentichiamo gli eventi rimarchevoli della nostra politica.
Il Patto del Quirinale e il destino europeo del Mediterraneo

Vi sono momenti nella storia in cui un documento diplomatico vale meno di quello che lascia intuire tra le righe, e altri in cui esso anticipa, quasi profeticamente, un ordine del mondo che ancora non esiste ma che già si annuncia. Il Trattato per una Cooperazione Bilaterale Rafforzata tra la Repubblica Italiana e la Repubblica Francese, firmato al Quirinale il 26 novembre 2021 da Mario Draghi e da Emmanuel Macron, appartiene — almeno nelle intenzioni originarie — a questa seconda categoria. Eppure la sua storia reale ha assomigliato, nei cinque anni successivi, più a quella del seme che cade su terreno sassoso di cui parla il Vangelo di Marco: vivo, ma incapace di radicarsi in profondità. Il vertice di Antibes del 25 giugno 2026, il trentaseiesimo incontro intergovernativo italo-francese, ha rappresentato il tentativo — riuscito almeno nell’immediato — di trasferire quel seme in un suolo più fertile. La domanda che occorre porre, con il rigore di chi non si accontenta della cronaca, è se si tratti di una primavera vera o dell’ennesimo fiore di stagione destinato a sfiorire prima dell’estate geopolitica che ci attende.

16 Luglio. Il Sangue che consola chi piange

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
16 Luglio. Il Sangue che consola chi piange

Sangue di Cristo, sollievo degli afflitti
Una delle lodi più belle al Sangue di Gesù è l’appellativo di sollievo degli afflitti.

L’afflizione appartiene alla vita di tutti. Può avere il volto della malattia, del lutto, della solitudine, della fatica familiare, della preoccupazione per una persona amata, della prova spirituale, della stanchezza che si accumula senza clamore. Non tutte le afflizioni si vedono. Alcune persone sorridono, lavorano, rispondono con gentilezza, e dentro portano pesi che nessuno conosce. Il cuore umano è spesso un piccolo santuario di dolori nascosti, e naturalmente il mondo preferisce accorgersene quando ormai è tardi, perché la delicatezza preventiva costa troppo.

Il Sangue di Cristo è sollievo degli afflitti perché Gesù non consola da lontano. Ha conosciuto la sofferenza dall’interno. Ha pianto davanti alla tomba di Lazzaro. Ha provato tristezza e angoscia nel Getsemani. Ha sperimentato il tradimento, l’abbandono, la violenza, la sete, la morte. Il suo Sangue versato non è un discorso sul dolore. È Dio che entra nel dolore dell’uomo e lo apre alla speranza.

Segni e pilastri della Chiesa /Una revisione su ciò che la sinodalità non è

Nella nostra traduzione da Substack.com. Sulla sinodalità abbiamo scritto a iosa; ma è sempre bene tener desta l'attenzione visto il punto in cui siamo. Dal punto di vista storico e teologico, il Cattolicesimo si fonda su tre "pilastri": la Scrittura, la Tradizione e il Magistero. Tutti sono necessari; tutti sono reciprocamente interconnessi; tolto il fatto che il Magistero è subordinato agli altri due.Qui uno dei precedenti. Qui l'indice degli articoli dedicati. Troverete nel testo altri link pertinenti di riferimento.

Segni e pilastri della Chiesa
Una revisione su ciò che la sinodalità non è


Una corda a tre capi non si spezza facilmente” (Ecclesiaste 4:12).

«Credo in una Chiesa, santa, cattolica e apostolica.» ~ Credo niceno (325 d.C.)

Per due millenni, gli insegnamenti del Cristianesimo sono stati chiari. Chiunque desideri una rapida introduzione può riflettere sul Credo niceno. Abbiamo la Scrittura, la Tradizione e gli scritti dei Padri della Chiesa se abbiamo bisogno di tornare alle nostre radici, per non parlare dei catechismi offerti nel corso dei secoli.

Ci sono quattro segni distintivi della Chiesa, e la sinodalità non è tra questi.
Ci sono tre pilastri della Chiesa, baluardo della Verità, e la Sinodalità non è tra questi.
Questi sono i nostri punti di riferimento, le nostre pietre miliari, che ci mantengono saldi nell'ovile. Dissipano la confusione.

mercoledì 15 luglio 2026

Giovedì 16 luglio, a Bergamo, la Messa antiquior della Madonna del Carmelo

Carissimi amici in Cristo,
vi comunico che giovedì 16 luglio, alle ore 20:00, presso la Chiesa di San Leonardo (Bergamo - largo Nicolò Rezzara, 2), sarà celebrata la Santa Messa della Madonna del Carmelo.

Chi desidera può portare lo Scapolare della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, che sarà benedetto ed imposto al termine della Santa Messa.
Un saluto nel Signore.  
Lorenzo Vitali
Comitato Summorum Pontificum di Bergamo

Marcello Veneziani. La debole speranza di disarmare l’Intelligenza artificiale

Il nuovo documento di Leone XIV sull'Intelligenza artificiale suscita molti e variegati commenti. Di seguito riprendiamo quello di Marcello Veneziani. 

La debole speranza di disarmare l’Intelligenza artificiale

Doverosa e prevedibile la prima enciclica di Papa Leone XIV, necessaria e vana. Ma sacrosanta. Propone di disarmare l’Intelligenza artificiale ma la Chiesa a sua volta è disarmata, non ha il potere di frenare e guidare la tecnica, esorta, predica e non può fare altro. Eppure se non lo fa la Chiesa, il Papa, quale altra autorità morale e spirituale è in grado di esprimere questa onesta preoccupazione, di salvaguardare l’uomo nel nome della sua ispirazione divina? Parla all’umanità intera e nel nome di quei due miliardi di uomini che in vario modo vivono nella cristianità. Non ce ne sono altre.

Ho letto l’intera enciclica, non mi sono accontentato dei sunti, dei passi e dei titoli e non l’ho fatto perché pignolo e precisino ma perché reputavo che il tema, la fonte, le questioni che solleva meritassero l’attenzione. Così è stato, anche nei passi in cui era facile precedere il testo. Ora vi propongo una sintesi commentata.

La regola di San Benedetto tra storia e modernità

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La regola di San Benedetto tra storia e modernità

Nell'immagine: San Benedetto porge la sua Regola a san Mauro e ad altri monaci; miniatura francese da un manoscritto della Règle de St. Benoît (Regula Benedicti), abbazia di St. Gilles, 1129

La nascita della regola di San benedetto rappresenta il momento di cristallizzazione del monachesimo occidentale, trasformando un’esperienza spesso caratterizzata da eccessi eremitici in un sistema istituzionale equilibrato e duraturo. Redatta intorno alla metà del VI secolo da Benedetto da Norcia (+ 547,), l'opera si inserisce in un’Europa segnata dal collasso delle strutture romane e dalle invasioni barbariche. In questo vuoto di potere e di civiltà, il monastero benedettino non si configurò solo come rifugio spirituale, ma come un microcosmo d'ordine, dove il caos esterno veniva arginato da una disciplina fondata sulla discrezione e sulla stabilità. La Regola non inventò il monachesimo, ma lo perfezionò, attingendo alla precedente Regula Magistri e sintetizzandola in un testo di straordinaria efficacia pratica e spirituale.

15 Luglio. Il Sangue che fa germogliare la verginità del cuore

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
15 Luglio. Il Sangue che fa germogliare la verginità del cuore

Sangue di Cristo, germoglio dei vergini
L’invocazione odierna della litania del Preziosissimo Sangue è delicata e luminosa: il Sangue di Cristo è germoglio dei vergini e delle vergini.

La verginità cristiana non nasce dal disprezzo del corpo, né dal rifiuto dell’amore umano. Nasce da una pienezza. È una forma di appartenenza totale a Cristo, un segno del Regno futuro, una testimonianza che Dio può prendere tutto il cuore e renderlo fecondo in modo nuovo. La Chiesa ha sempre venerato i vergini e le vergini consacrate non come persone sottratte alla vita, ma come vite donate interamente al Signore.

Proviamo a fare i conti: che non tornano...

La realtà è quella descritta, ache se il deep state col suo politicamente corretto non lo riconosce. Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.
Proviamo a fare i conti: che non tornano...

Immigrati clandestini, conviene rimpatriarli o, come va di moda dire, remigrarli? Oppure conviene tenerseli, come sostiene la sinistra?
Facciamo due conti e le sorprese non mancheranno.

Un rimpatrio forzato costa circa 3.500 euro. Lo dice il Ministero dell'Interno, ultimo aggiornamento in Gazzetta Ufficiale. Non un'opinione, un dato certificato.
Tremilacinquecento euro: un volo, una scorta di polizia, le pratiche. Quanto una vacanza per due a Sharm el-Sheikh.
Ma allora perché oltre trecentomila clandestini - secondo le stime più prudenti - sono ancora qui?

martedì 14 luglio 2026

Alcuni atti di disubbidienza sono più sbagliati di altri

Alcuni atti di  disubbidienza sono più sbagliati di altri 

Il vero obbediente
George Orwell scrisse nella celebre frase de "La fattoria degli animali" che "tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri". È una di quelle rare frasi letterarie che sono sfuggite ai confini della finzione perché colgono qualcosa di duraturo delle istituzioni umane: hanno una straordinaria capacità di applicare gli stessi principi in modo piuttosto diverso, a seconda di chi si trova a doverli subire.

Bisogna constatare, con rammarico, che la Chiesa cattolica non sembra essersi dimostrata del tutto immune.

Quando i tradizionalisti di stampo lefebvriano commettono quello che, in fondo, è un atto di disobbedienza, il meccanismo della disciplina ecclesiastica si rivela improvvisamente straordinariamente efficiente. Il diritto canonico si dimostra rassicurantemente vivo e vegeto. Le rubriche contano. L'autorità conta. L'obbedienza conta.