Omelia nella festa di Tutti i Santi
Chiesa e post concilio
Dove sta andando la Chiesa cattolica? La Chiesa Una Santa è viva e immacolata nel Suo Sposo; ma una parte di quella visibile rischia di subire una 'mutazione genetica' o questa è già avvenuta nostro malgrado e ne stiamo vedendo gli effetti? Ci confrontiamo per "resistere", nella fedeltà.
Peregrinatio Summorum Pontificum 2022
lunedì 2 novembre 2026
Mons. Viganò/ INTER SANCTOS SORS ILLORUM Omelia nella festa di Tutti i Santi
Omelia nella festa di Tutti i Santi
In Novembre il ricordo dei santi e dei defunti
In Novembre il ricordo dei santi e dei defunti
La “conquista del Pantheon”
domenica 1 novembre 2026
1° Novembre/ Festa di tutti i Santi
1° Novembre/ Festa di tutti i Santi
La festa della Chiesa trionfante.
Confidenza.
Storia della festa.
MESSA
EPISTOLA (Apoc. 7, 2-12). - In quei giorni: Io Giovanni vidi un altro Angelo che saliva da oriente ed aveva il sigillo di Dio vivo, e gridò con gran voce ai quattro Angeli, a cui era ordinato di danneggiare la terra e il mare e disse: Non danneggiate la terra, il mare e le piante, finché non abbiamo segnato nella loro fronte i servi del nostro Dio. E sentii il numero dei segnati, centoquarantaquattromila di tutte le tribù d'Israele: della tribù di Giuda dodici mila segnati; della tribù di Ruben dodici mila segnati; della tribù di Gad dodici mila segnati; della tribù di Aser dodici mila segnati; della tribù di Neftali dodici mila segnati; della tribù di Manasse dodici mila segnati; della tribù di Simeone dodici mila segnati; della tribù di Levi dodici mila segnati; della tribù di Issacar dodici mila segnati; della tribù di Zabulon dodici mila segnati; della tribù di Giuseppe dodici mila segnati; della tribù di Beniamino dodici mila segnati. Dopo queste cose vidi una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, d'ogni tribù, d'ogni popolo e linguaggio. Essi stavano davanti al trono e dinanzi all'Agnello, in bianche vesti e con rami di palme nelle loro mani, e gridavano a gran voce e dicevano: La salute al nostro Dio che siede sul trono e all'Agnello! E tutti gli Angeli che stavano intorno al trono, ai vegliardi e ai quattro animali, si prostrarono bocconi dinanzi al trono, e adorarono Dio, dicendo: Amen! Benedizione e gloria e sapienza e ringraziamenti e onore e potenza e forza al nostro Dio, nei secoli dei secoli. Così sia.I due censimenti.
VANGELO (Mt. 5, 1-12). - In quel tempo: Gesù avendo veduto la folla, salì sul monte e, come si fu seduto, gli si accostarono i suoi discepoli. Allora egli aprì la sua bocca per ammaestrarli, dicendo: Beati i poveri di spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che piangono, perché saranno consolati. Beati i famelici e sitibondi di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati i pacifici, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati quelli che sono perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati sarete voi, quando vi oltraggeranno e perseguiteranno e, falsamente, diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi (in quel giorno) ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.Le Beatitudini.
Discorso di san Beda [1].
Incoraggiamento alla pratica delle virtù.
È utile lodare i Santi.
Desiderare l'aiuto dei Santi.
Confidenza nella loro intercessione.
Imitare coloro che si lodano.
I modelli.
Necessità del combattimento.
La nostra risurrezione.
L'inizio della vita eterna.
Dio è tutto in tutti.
PREGHIAMO
(da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1222-1234.)
sabato 31 ottobre 2026
Alla Santa Vergine per il 31 ottobre (e per ogni volta che serve)
sei divenuta Madre e Signora di tutto,
Tu che, per il singolare concorso prestato alla nostra redenzione,
sei vera Regina del mondo,
Tu che, intimamente associata all’opera dell’umana salvezza,
frutto del Tuo olocausto d’amore fuso all’immolazione espiatoria di Cristo,
ci doni con Lui e da Lui la vita divina,
accogli nel Tuo Cuore immacolato la supplica dei figli in balìa della tempesta
e trasmettila ben più perfetta e potente al Sacro Cuore del Figlio Tuo.
Tu conosci i disegni degli empi penetrati nel Santuario di Dio
per trasformarlo, se possibile, in tempio del diavolo.
Tu ci hai messi in guardia dalle insidie in cui saremmo caduti
se non avessimo ascoltato i Tuoi ripetuti richiami.
Oggi veniamo a prostrarci ai Tuoi piedi
implorando perdono per tanta inerzia e tiepidezza,
ma confidando al contempo nella paziente bontà del Tuo Cuore di Madre,
per il quale non è mai troppo tardi.
Impedisci d’ora in poi ogni sacrilego incontro
tra chi dovrebbe rappresentare Tuo Figlio
e quelli che in vaste regioni del mondo ne hanno sedotto i fedeli,
separando dal Suo mistico Corpo tante membra, redente dal Suo Sangue,
con dottrine perverse che falsificano la Sua Parola di verità.
Disperdi con il Tuo scettro regale
tutti i demòni che nella notte di una vigilia santa(1)
saranno stoltamente evocati da chi rifiuta la luce divina,
non più trattenuti da chi, pur avendo missione di istruire e difendere,
preferisce tacere e nascondersi, abbandonando le pecore ai lupi.
Schiaccia sotto il Tuo calcagno la superbia di Satana e dei suoi cultori,
che si tratti di eretici, traditori o ignari gaudenti.
Manda i Tuoi santi Angeli a nostra difesa e protezione,
suscita ardenti e coraggiosi araldi del Vangelo,
rianima i cuori dei Tuoi figli devoti:
che quel giorno non sia ricordato
se non per la Consacrazione del mondo al Tuo Cuore immacolato,
in attesa che Gli sia apertamente consacrato il popolo
che hai scelto in vista del Tuo trionfo, Maria!
(da recitare al termine del santo Rosario)
Novembre 2026 / Calendario Sante Messe antiquior a Bergamo
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di novembre celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.
- domenica 1 novembre: Festa di tutti i Santi;
- lunedì 2 novembre: Commemorazione di tutti i fedeli defunti;
- venerdì 6 novembre: San Leonardo e BENEDIZIONE EUCARISTICA E LITANIE DEI SACRO CUORE DI GESÙ;
- domenica 8 novembre: V domenica dopo l’Epifania;
- domenica 15 novembre: VI domenica dopo l’Epifania;
- domenica 22 novembre: XXIV domenica dopo Pentecoste;
- domenica 29 novembre: I domenica di Avvento.
Vi invito a rimanere aggiornati consultando il sito SummorumPontificumBergamo.it, cliccando «Mi piace» sulle pagine facebook.com/SummorumPontificumBergamo e facebook.com/SanLeonardoBergamo, cliccando «Iscriviti» sulla pagina youtube.com/SummorumPontificumBergamo e cliccando «Segui» sulla pagina instagram.com/SummorumPontificumBergamo e sul canale whatsapp.com/channel/0029Vb8WMkq5q08VN6kBSC0U (Summorum Pontificum di Bergamo).
Un saluto nel Signore.
Lorenzo Vitali
Comitato Summorum Pontificum di Bergamo
Ancora sulla differenza fra Chiesa e uomini-di-Chiesa
QUEL CHE LA CHIESA CATTOLICA NON È
La conclusione è solo apparentemente negativa, perché mette in risalto gli aspetti positivi della Chiesa, esaminati nel capitolo [precedente] e mai sufficientemente capiti da molti estranei, prevenuti dai pregiudizi della pseudo-cultura laicista, anti-clericale.
Si tratta di una chiarificazione oggettiva e leale che consente di concludere questa prima fase della nostra ricerca...
- a) È quasi superfluo escludere che la nostra «Chiesa» non è - assolutamente - l'edificio dedicato al culto, come tanti sprovveduti suppongono. Il «tempio» si chiamò chiesa perché luogo dell'assemblea dei fedeli; i quali - a rigore - possono convenire ovunque: i veri adoratori del Padre non hanno bisogno di «luoghi», dovendo Egli essere adorato soprattutto «in spirito e verità» (Gv 4, 21-24;. cf. At 17, 24-28).
- b) La Chiesa non riconosce se stessa neppure nel «culto» inteso come fatto fisico ed esteriore, che colpisce la fantasia, suscita dei sentimenti, può essere registrato, riprodotto e persino parodiato... Potrebbe quindi risultare vuoto, coreografico, ridicolo...
- c) La Chiesa cattolica non si ravvisa nel ministero di sacerdoti venali e irriverenti, sbrigativi e distratti...; né in certi fedeli pietosamente primitivi che, vocianti e scomposti, partecipano a processioni, si accalcano nei santuari, strepitano, gesticolano, esigono a tutti i costi «il miracolo»...
Nessuno potrebbe riconoscerla nel contegno di credenti tiepidi, abitudinari, idolatri di tradizioni spesso discutibili quanto a forma e contenuto... Il loro esempio provoca reazioni legittime soprattutto in certi ambienti laici... La Chiesa è la prima a denunziarli come suoi più temibili avversari. - d) La Chiesa non è uno «Stato», ossia una potenza politica con territorio, sudditi, Parlamento, tribunali, esercito, ecc. Il potere temporale - che essa cominciò ad esercitare dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente - non ha mai costituito la sua vita specifica, né condizionato in modo assoluto l'adempimento del suo vero mandato.
Il Clero, per se stesso, non ha alcuna vocazione o diritto al dominio politico inteso nel senso corrente. Perciò, sempre in virtù della sua missione, non ha potuto né potrebbe mai vantare dei «carismi di governo». La sua diplomazia ha potuto essere perfino fallimentare e spesso - specialmente nel passato- ha ridotto notevolmente l'efficacia del suo «servizio pastorale», meritando i più severi giudizi della storia... - e) La Chiesa non è il Vaticano, ossia l'attuale minuscolo Stato riemerso nel cuore d'Italia in seguito ai Patti Lateranensi: la sua origine, la sua struttura, i suoi poteri, la sua missione, il suo destino, il suo prestigio... trascendono smisuratamente i confini dell'attuale trascurabile angolo della terra, ridotto appena ad un'espressione simbolica dell'autonomia spirituale del Papa.
- f) E molto meno essa è un «partito politico», concepito e organizzato da uomini, dovuto al loro talento, operante in vista del benessere temporale, condizionato a particolari e sempre mutevoli fattori ambientali e storici, soggetto a deviazioni, metamorfosi, declini; partito che incarna una visione della realtà umana inevitabilmente parziale, non unica, non definitiva, sempre discutibile...
- g) La Chiesa non s'identifica coi singoli fedeli, quale che sia la dignità di ciascuno, perché tutti sono e devono ritenersi peccatori, bisognosi della misericordia di Dio... Dunque, per se stessi, miserabili, poveri, ciechi, soli, dispersi, incapaci di salvare se stessi e gli altri, di organizzarsi, sì da diventare LA CHIESA come Potenza spirituale, in lotta contro un mondo dominato dal Maligno (Gv 5,19).
- h) Non identificandosi con nessuno dei fedeli, la Chiesa - quale si è sempre presentata - neppure si costituisce «somma» dei medesimi... Essi intatti non la precedono, ma la seguono perché da essa nascono, per essa si organizzano, da essa derivano quel singolare modo d'essere, di pensare e di agire che li trasfigura e sublima, facendone delle «nuove creature», come studieremo più direttamente e ampiamente a suo tempo.
In altri termini - secondo la teologia e la coscienza dei credenti più illuminati - questi non si considerano come «parti integranti» di UN TUTTO che ne risulti...: bensì elementi ed espressioni di un TUTTO che li precede, li produce, li compagina, li finalizza...; di un TUTTO che, rispetto ad essi, è PRIMO in quanto ne è la CAUSA, ed ULTIMO perché in essi si esplicita e prolunga, comunicando loro la propria vitalità, rivelando pienamente se stesso... - i) Logicamente, la Chiesa non si identifica neppure coi «ministri del culto», i cui poteri, per quanto li rendano rispettabili, li lasciano uomini con tutti i limiti e i difetti della loro natura. Essa è «fonte» dei loro poteri, com'è il «Soggetto» principale delle loro funzioni. La Chiesa perciò non può confondersi con «questo» o «quel membro» della Gerarchia, potendo - ciascuno per se stesso - fraintendere tutto, rinnegare tutto, esporsi quindi ai meritati vilipendi del pubblico.
Ignoranza e grettezza, volgarità e ambizioni, nepotismo, ipocrisia, abusi di potere e tutto ciò che può rendere odioso ed esecrabile un uomo... non viene dalla Chiesa, perché NON È DELLA CHIESA, OSSIA NON ESPRIME LA SUA VITALITÀ, Ề UN TRADIMENTO DELLA SUA MISSIONE. Esso ha origine da quell'ANTI-CHIESA ch'è il mondo con le sue concupiscenze e Sue menzogne, le illusioni e le tragedie che funestano la vicenda umana nel tempo... - i) Insomma, tutto il negativo che rende biasimevole il «sacerdote» non è un PRODOTTO DELLA CHIESA COME TALE, ma del mondo che l'ha generato, ne alimenta gli egoismi, ne confonde le idee, ne deprime le forze, ne ostacola la maturazione spirituale...
Il «prete» cessa di essere sé stesso «come sacerdote» nel preciso momento in cui si laicizza uniformandosi al «secolo», ossia plaudendo a criteri, interessi e stile di vita di una società a cui la Chiesa è estranea, ad un tipo di cultura che essa rifiuta, condanna.
Ora, una conclusione di tale portata ha la sua riprova più convincente da quanto la stessa CHIESA ROMANA dichiara di essere, respingendo decisamente quel che di negativo le si attribuisce da gente malevola o disinformata. Enorme il peso delle sue dichiarazioni:
- a) esse sono indiscutibilmente autorevoli in quanto riassumono il vasto contenuto del suo Magistero ordinario e solenne, richiamando quel che il Clero e il laicato cattolico:
- dovrebbero essere...
- come dovrebbero vivere...
- cosa dovrebbero pensare in armonia col dogma...
- quale contributo dovrebbero dare alla conversione del mondo, al suo progresso morale e civile. - b) Si tratta di indicazioni categoriche, coraggiose, inequivocabili, che:
- mentre offrono ai nemici della Chiesa luminosi criteri di confronto e validissimi argomenti di condanna degli «UOMINI di Chiesa», senza alcun riguardo per nessuno, in alto e in basso, sollecitano questi a comportarsi in modo coerente, esemplare...
- e, soprattutto, rivelano quel che la CHIESA È IN SÉ al di là di tutto l'umano e il temporale che può farla apparíre e giudicare quale non è, obbligando cosi a risalire alla Sua vera Origine: il Cristo, «Figlio di Dio» e Salvatore del mondo.
(p.Enrico Zoffoli, La vera Chiesa di Cristo, pro manuscripto, Roma, 1990, pp.180-183)
venerdì 30 ottobre 2026
Distinguere fra Chiesa e uomini-di-Chiesa (a certi prelati fischieranno le orecchie)
L'EQUIVOCO
La Chiesa non può né deve confondersi con gli uomini di Chiesa, com'è certo che questi non sono la Chiesa.
Identificare papi, cardinali, vescovi, parroci e fedeli con la Chiesa, equivale a sopprimere questa, ossia negarne l'origine e la natura, l'autonomia dei suoi poteri, la trascendenza della sua storia e del suo destino. In breve: significa avvilire la Chiesa a livello di ogni società umana.
In effetti, chi pretende di confondere Chiesa e uomini di Chiesa offende la verità, perché induce ad attribuire all'una e agli altri bene e male, indifferentemente; mentre, come il bene spetta tutto e solo alla Chiesa, agli uomini di Chiesa - considerati in se stessi, o dal punto di vista della loro umanità con quanto ad essa è naturalmente possibile - si deve tutto il male.
Ne consegue la necessità di ricostruire la storia, per dare a ciascuno il suo, liberandosi da ogni pregiudizio tipicamente laico, avente la sua remota origine nella concezione immanentistica della realtà e dei valori, che soprattutto dal periodo illuministico ha tentato di eliminare il sacro.
Infatti, se l'Altro non c'è, l'umanità deve ritenersi assolutamente autonoma, nella condizione di poter vivere, organizzarsi e progredire indipendentemente da qualsiasi superiore Potenza creatrice e provvidente...; da ogni evento che trascenda il naturale sviluppo storico della specie umana, essendo questa - nell'ipotesi - esclusiva arbitra del suo destino.
Appunto il presupposto dell'umanesimo ateo che, come ha sempre respinto (e irriso) ogni positiva rivelazione divina, così ha rifiutato costantemente la Chiesa quale concreta e vissuta testimonianza di tale rivelazione.
Insomma, senza Dio, Cristo è soltanto un «Uomo», e la Chiesa resta responsabile di tutto il bene e il male di cui è capace ogni società umana. C'è di più: secondo l'umanesimo ateo, la Chiesa sarebbe la peggiore delle società umane perché, parlando in nome di Dio, avrebbe avuto la presunzione d'imporsi come Autorità suprema, indiscutibile, attribuendosi prerogative e rivendicando privilegi quali nessun potere civile ha mai preteso, senza scatenare tremende quanto legittime reazioni.
In sostanza: chi identifica la Chiesa con i suoi fedeli e i suoi capi, umanizza la Chiesa, attribuendole colpe non sue, ma dei suoi membri. È l'equivoco in cui cadono: non-credenti, che ignorano la vera storia della Chiesa; e credenti, che non ne hanno mai compreso la natura profonda.
[...]
Se la vera Chiesa è essenzialmente santa della santità attiva propria della Sposa di Cristo; e della santità passiva, partecipata in atto da alcuni, e in potenza da altri, è assurdo ed ingiusto attribuire delle colpe alla Madre dei Santi, mentre ad essa spetta tutto il bene che la sua storia ha potuto e potrà registrare.
I peccatori, che esse gesta nel proprio seno, le appartengono soltanto perché - per i soccorsi da lei offerti - si trovano nella privilegiata condizione di potersi ravvedere. Ma, finché si ostinano nel male, essi non riflettono il volto di Cristo, rifiutano il suo amore, si ribellano alle sue leggi, non fanno propria la vita del suo Corpo, rinnegano la Chiesa, la denigrano, provocando il disprezzo e le invettive dei suoi nemici, rendendosi complici della sua tentata demolizione.
In breve: le colpe attribuite alla Chiesa sono esclusivamente proprie degli uomini di Chiesa, laici e chierici, in basso e in alto. Uomini detti «di Chiesa» solo perché appartengono ad essa come tralci secchi e sterili, ancora inseriti nella vite, ma prossimi ad essere recisi e gettati al fuoco.
In realtà, pur non essendo scismatici né eretici, la loro fede è in via di estinzione, sopraffatta dall'impeto di concupiscenze ereditate da una natura corrotta, alimentate nel terreno di coltura di un mondo dominato dal Maligno e per il quale Gesù non ha pregato (Gv 17, 9).
Soprusi, violenze, turpitudini, sacrilegi di cattolici empi e di sacerdoti rinnegati, non sono della Chiesa ma del mondo, che, sotto mentite spoglie, vi si è intruso per eclissare - più o meno coscientemente ed efficacemente - la luce dei suoi dogmi, offuscare la purezza della sua morale, profanare i suoi riti, sopprimere le sue tradizioni, secolarizzarla fino ad eliminare ogni residuo del «sacro».
A loro volta filosofi, storici e letterati, ecc. più si accaniscono a biasimare la Chiesa, più condannano duramente se stessi, perché quel che le rimproverano è precisamente quanto ha la sua esclusiva origine nella società di cui fanno parte, nella cultura da essi creata...
Le accuse mosse alla Chiesa sono la più rivoltante e vergognosa espressione dell'ipocrisia umana.
***
Riepilogando: attribuire alla Chiesa delle colpe è lo stesso che attribuirle a Cristo, perché ogni azione del Corpo spetta al Capo che lo dirige. L'unità soprannaturale che vincola il Corpo al Capo fa della Chiesa una Persona mistica, ossia quel Super-Soggetto che, nel Cristo, risponde di ogni opera meritoria dei fedeli, ossia di tutto il bene da essi compiuto in virtù della luce della sua sapienza, del fervore della sua grazia. Non ha detto forse che non possiamo nulla senza di Lui, come appunto «il tralcio» senza «la vite»? (Gv 15,5).
E le colpe dei fedeli, le carenze, i disordini, i tradimenti, gli scandali del Clero? Se tutto il bene viene solo da Cristo, tutto il male è imputabile soltanto ad essi. Ciò si deve al fatto che, pur essendo membri - più o meno qualificati e responsabili - della Chiesa, non traggono però dalla sua vitalità tutte le energie necessarie per salvare la propria identità di «cristiani».
Costituendo il suo elemento materiale-passivo, non si lasciano guidare interamente dal Cristo, animare e modellare dal suo Spirito, conseguendone perciò una loro appartenenza al suo Corpo soltanto esteriore, imperfetta, menzognera.
Se il «santo» non può affermare di essere la Chiesa, dovendo limitarsi a credere di esserne un elemento materiale-passivo; il peccatore ostinato e impenitente - onestamente - non può ritenersi neppure tale, perché materia ribelle all'azione della Grazia, almeno finché non si converte. Egli è «l'anti-Chiesa».
Chiesa e uomini di Chiesa. Apologetica a rovescio,
ed. Segno, 1994, pp.7-8,25-27)
Novembre 2026 /Calendario Messe antiquior di Pavia
Vi invito a prestare attenzione al cambio di orario delle Sante Messe feriali, che saranno d'ora in poi alle ore 18,00 (precedute come sempre dalla recita del S. Rosario).
Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino
- Domenica 1, Tutti i Santi: ore 10,00 S. Messa
- Lunedì 2, Commemorazione di tutti i fedeli defunti: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa "da requiem"
- Venerdì 6, primo del mese, B. Contardo Ferrini: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa
- Domenica 8, V post Epiphaniam: ore 10,00 S. Messa
- Domenica 15, VI post Epiphaniam: ore 10,00 S. Messa
- Domenica 22, XXIV et ultima post Pentecosten: ore 10,00 S. Messa
- Mercoledì 25, S. Caterina d'Alessandria: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa
- Domenica 29, I di Avvento: ore 10,00 S. Messa
- 1. Venerdì 30 ottobre, ore 17,45 S. Rosario; ore 18,15 S. Messa per i defunti
- 2. Nel tempo di Avvento manterremo la bella consuetudine delle S. Messe "Rorate": nei sabati 5, 12 e 19 dicembre alle ore 7,00 (antimeridiane). Segnate le date sulle vostre agende!
Arcivescovo Viganò / Una cronologia che è una sentenza
Arcivescovo Viganò / Una cronologia che è una sentenza
Schede sull'Islam... un autogoal incomprensibile!
Schede sull'Islam... un autogoal incomprensibile!
Egr. Cardinale









