Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 12 giugno 2026

Magnifica Humanitas: un'occasione persa

Nella nostra traduzione da Substack.com
Magnifica Humanitas: un'occasione persa

Desideravo davvero apprezzare la nuova enciclica del Papa. Volevo leggere un insegnamento della Chiesa che illuminasse la mia comprensione e mi ricordasse perché non potrei mai essere altro che cattolico. Volevo un documento che avesse fiducia nella verità, nel suo insegnamento e nell'Istituzione fondata per proclamarli entrambi. Non è  il caso di quell'enciclica. O almeno, non in tutto.

Vi risparmierò tutti i preamboli e le invettive che si sentono in queste situazioni. Sì, il documento contiene alcune idee davvero valide. Ho trovato molto utile anche il riassunto della dottrina sociale della Chiesa. Le restanti 35.000 parole sono un po' altalenanti.

Senza Dio non siamo niente. Facciamo di Lui il nostro tutto

Peter Kwasniewski in onore del Sacro Cuore di Gesù.
Senza Dio non siamo niente.
Facciamo di Lui il nostro tutto

Verità fondamentali
Non esisteremmo nemmeno se Dio non fosse presente in ogni istante e non ci rendesse ciò che siamo. Non saremmo in grado di agire senza la Sua azione in noi. Non possiamo raggiungere la virtù, la santità o la felicità senza di Lui. Gesù lo ha espresso al meglio: "Senza di me non potete fare nulla" (Gv 15,5). Abbiamo un profondo bisogno di pregare ogni giorno. La nostra vita interiore appassirà e alla fine si inaridirà se non ricorriamo alla preghiera quotidianamente. E quando perdiamo la nostra interiorità, diventiamo un guscio vuoto.

Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste /La festa del Sacro Cuore di Gesù

Ripubblico, per interiorizzarne i tesori di grazia ogni anno di più e per chi leggesse solo ora. Ricordo, per la devozione, le Litanie del Sacro Cuore di Gesù [qui]. 
Vedi anche: Intronizzazione del Sacro Cuore di Gesù: la Sacra Scrittura [qui]; Leone XIII il Sacro Cuore e la Regalità sociale di Cristo [qui]; Leone XIII - Atto di Consacrazione del genere umano a Cristo Re [qui]; In festo SS.mi Corporis Christi. L’Eucaristia: rapporto di Dio con l’uomo e dell’uomo con Dio [qui]. 
Ricordo poi la Santa Messa di oggi a Sant'Anna al Laterano qui.

Venerdì della II Settimana dopo Pentecoste.
La festa del Sacro Cuore di Gesù

Oggi la Chiesa ci propone di onorare con un culto speciale il Cuore sacratissimo di Gesù di cui il sacramento ci ha già rivelato l'immensa tenerezza. E per stimolarci ad onorare quel Cuore divino con maggior rispetto e devozione, Pio XI ha elevato questa festa al rito di doppio di prima classe e messo la sua Ottava alla pari di quelle di Natale e dell'Ascensione [1]. Il culto del Sacro Cuore - scriveva egli ancora Cardinale - è la quintessenza stessa del cristianesimo, il compendio e il sommario di tutta la religione. Il cristianesimo, opera d'amore nel suo inizio, nei suoi progressi e nel suo compimento non potrebbe essere identificato assolutamente con nessuna altra devozione come con quella del Sacro Cuore [2].

Oggetto della devozione al Sacro Cuore.

L'oggetto della devozione al Sacro Cuore è lo stesso Cuore ardente d'amore per Dio e per gli uomini. Dall'Incarnazione infatti Nostro Signor Gesù Cristo è l'oggetto dell'adorazione e dell'amore di ogni creatura, non soltanto come Dio ma come Uomo-Dio. Essendo la divinità e l'umanità unite nell'unica persona del Verbo divino, Egli merita tanto come Uomo che come Dio tutti gli omaggi del nostro culto; e come in Dio tutte le perfezioni sono adorabili, così pure in Cristo tutto è adorabile: il suo corpo, il suo sangue, le sue piaghe, il suo cuore, e per questo la Chiesa ha voluto offrire alla nostra adorazione questi oggetti sacri.

giovedì 11 giugno 2026

12 giugno 2026 Festa del Sacro Cuore a Tolentino

Tradizionale Festa del Sacro Cuore 2026 Venerdì 12 giugno 2026

Tolentino, chiesa del Sacro Cuore di Gesù, devozione introdotta da San Vincenzo Maria Strambi, Vescovo di Macerata e Tolentino, nel 1805 ed affidata all’omonima confraternita detta dei “sacconi”.

La Confraternita ha come fini principali la santificazione dei confratelli, l’esercizio del culto pubblico e la promozione di opere di carità fraterna.

“Dovendo i nostri fratelli essere figlioli della vera luce, per risplendere con le loro opere buone e glorificare il Padre Celeste, sarà bene dover usare tutta la diligenza a non ricevere i figlioli delle tenebre, che con i loro pravi costumi potessero oscurare lo splendore cristiano.” (dalla Regola della Confraternita dettata San Vincenzo Maria Strambi)

Ore 19,45 Santa Messa Cantata nel venerabilissimo Rito Romano antico; Coro della Confraternita diretto dal M° Francesco Mazzeo. Simone Settimi, Eufonio.

Parteciperanno alcune Confraternite dei paesi limitrofi, a seguire la processione e la Benedizione Eucaristica.

Leone XIV in Spagna. Commenti del vescovo Strickland.

Nella nostra traduzione da Pillars of Faith, i commenti del vescovo Joseph Strickland sul discorso di Leone XIV in occasione del viaggio apostolico in Spagna e dell’incontro con i membri del Parlamento spagnolo. Qui l'indice dei numerosi precedenti.

Leone XIV in Spagna. Commenti del vescovo Strickland.

Sono grato per le importanti verità che il Santo Padre ha riaffermato nel suo discorso al Parlamento spagnolo.

In un’epoca in cui la dignità umana viene spesso ridotta a utilità, produttività o preferenza personale, è incoraggiante ascoltare una chiara difesa della dignità intrinseca di ogni persona umana, creata da Dio e dotata di diritti che non derivano dallo Stato.

Particolarmente degna di nota è l’affermazione del Santo Padre secondo cui ogni vita umana deve essere protetta dal concepimento fino alla morte naturale, e il suo monito che la grandezza morale di una nazione si misura da come tratta i più vulnerabili tra noi.

Sono inoltre grato per la sua difesa della famiglia quale fondamento naturale della società, per la sua affermazione dei diritti primari dei genitori nell’educazione dei figli, per il suo sostegno alla libertà religiosa e per la sua insistenza sull’inviolabilità del sigillo sacramentale della confessione.

A tanti anni di distanza la chiave interpretativa di Amerio è ancor più significativa

Ottimo commento alla trattazione di Romano Amerio pubblicata qui dove è possibile trovare link a riferimenti significativi. Qui presentazione edizioni del 2012.

A tanti anni di distanza
la chiave interpretativa di Amerio è ancor più significativa

A distanza di trent'anni, la riflessione di Amerio conserva una sorprendente attualità e offre una chiave interpretativa particolarmente significativa per comprendere alcune delle principali dinamiche ecclesiali sviluppatesi nel periodo successivo al Concilio e, in modo speciale, negli ultimi pontificati.

La lettura del saggio di Romano Amerio, pubblicato nel 1996, suscita oggi un'impressione singolare. A quasi trent'anni di distanza, molte delle sue osservazioni sembrano aver acquisito una rilevanza ancora maggiore alla luce degli sviluppi più recenti della vita della Chiesa.

Amerio sosteneva che la crisi ecclesiale non consistesse principalmente nella negazione esplicita dei dogmi, bensì nel trasferimento pratico dell'autorità dottrinale dal Magistero all'opinione teologica dominante. La verità rivelata avrebbe progressivamente cessato di essere presentata come un deposito ricevuto e trasmesso, per diventare materia di continua rielaborazione secondo le esigenze pastorali, culturali e storiche di ogni epoca.

Una supplica per l'oscurità nel tempio di Dio

Osservazioni che potrebbero apparire superficialmente di natura estetica; ma che rivelano una profonda sensibilità al senso del sacro riferito al luogo di culto.
Una supplica per l'oscurità nel tempio di Dio

Spesso parlo di aspetti della vita medievale che ci informano, ci edificano, ci ispirano, ma che non possono realmente diventare parte di noi, perché troppe cose sono cambiate. Il passato non è sempre recuperabile; alcune ferite non guariscono mai; l'inerzia culturale supera la forza dell'individuo; e i contorni della mente, tracciati fin dalla nascita e induriti da lunghi anni di educazione e socializzazione, non si possono rimodellare facilmente. Un ritorno alla vita medievale – o alla vita antica, o alla vita moderna, o alla vita vittoriana – è impossibile su più livelli, e quindi indesiderabile, perché desiderare l'impossibile significa allontanarsi, pericolosamente, dalla bontà e dalla gloria del Reale.

mercoledì 10 giugno 2026

Abbiamo dimenticato cosa sia l'uomo / La crisi migratoria

Nella nostra traduzione da Substack.com. I recenti fenomeni di recrudescenza della crisi migratoria, l'ascesa del populismo e l'insegnamento trascurato della Chiesa su nazioni, cultura e bene comune. Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.

Abbiamo dimenticato cosa sia l'uomo
La crisi migratoria, l'ascesa del populismo e l'insegnamento trascurato della Chiesa su nazioni, cultura e bene comune.

Oggi sul Regno Unito aleggia una sorta di silenzio attonito. Sta diventando un fenomeno fin troppo frequente. Il terribile attentato di Belfast ha messo ancora una volta a nudo il crescente divario tra le classi dirigenti e il popolo che affermano di rappresentare. In seguito all'ennesimo episodio di violenza che ha coinvolto un uomo ritenuto un immigrato sudanese, molti cittadini comuni reagiscono con rabbia, frustrazione e la crescente sensazione che coloro che plasmano il dibattito pubblico o non comprendano ciò che sta accadendo nel Paese, o non siano disposti a parlarne onestamente. Quasi immediatamente, si è ripetuto il solito copione. I leader politici hanno giustamente condannato l'attentato e invitato alla calma. Eppure molti cittadini ritengono che le questioni più ampie sollevate dall'incidente vengano ancora una volta trattate principalmente come un problema di percezione pubblica piuttosto che di politica pubblica. Le preoccupazioni relative all'immigrazione, all'integrazione e alla coesione sociale vengono rapidamente oscurate dagli avvertimenti sulla disinformazione, sull'estremismo e sui pericoli di alimentare le tensioni. Che siano giustificate o meno, molte persone hanno l'impressione che le ansie dei cittadini comuni vengano gestite anziché affrontate.

Tommaso d’Aquino: Il sapiente che voleva sapere tutto

Tommaso d’Aquino: Il sapiente che voleva sapere tutto

C’è un’immagine che Tommaso d’Aquino porta con sé lungo tutta la sua vita: un uomo che non si accontenta. Non nel senso volgare dell’ingordo, ma nel senso nobile di chi sente che la realtà è più grande di qualunque risposta già data, e che fermarsi sarebbe una forma di slealtà verso se stessi e verso Dio.

Aristotele aveva aperto la sua Metafisica con una frase diventata pietra: «Tutti gli uomini per natura desiderano conoscere». Tommaso la raccoglie e la porta fino alle sue conseguenze più radicali. Per lui il compito del vero sapiente è quello di «cercare di indagare tutto lo scibile». Non è un programma accademico: è un’antropologia. Dice cosa siamo. Siamo, come egli afferma con precisione, «in senso stretto animali razionali», e la razionalità non è un ornamento dell’anima ma la forma stessa del corpo, il principio che ci costituisce interamente. L’anima razionale è l’unica vera forma del composto umano. Per questo la beatitudine piena non può darsi senza il corpo: anche raggiunta la visione beatifica di Dio dopo la morte individuale, la beatitudine «non sarà piena, perché non sarà ancora reintegrato e completo» l’uomo. «L’uomo è sempre, indissolubilmente, appunto anima e corpo.» C’è qualcosa di commovente in questa fedeltà al corporeo, in un’epoca che tendeva a vedere la carne come zavorra.

In Illo Tempore: 2a domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta  circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale precedente qui.

Le lingue di fuoco della Pentecoste sono cadute. Ci siamo lasciati alle spalle gli antichi Giorni delle Tempora. La Domenica della Trinità ha coronato la rivelazione di Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Il Corpus Domini ha posto davanti ai nostri occhi il Pane vivo disceso dal cielo. Tra pochi giorni, il Sacro Cuore ci mostrerà la fornace da cui quel Pane fu donato, il Cuore trafitto da cui scaturirono la Chiesa e i Sacramenti.

Ora la Santa Chiesa si riveste di nuovo di verde, colore della speranza e della crescita, e ci introduce nel lungo ciclo delle domeniche dopo Pentecoste.

Questa è la prima domenica verde dopo il grande ciclo di Quaresima e Pasqua, poiché la Domenica della Santissima Trinità sostituisce la Prima Domenica dopo Pentecoste. Si percepisce come un'apertura. Questa domenica, la seconda dopo Pentecoste, ci conduce alla scuola pratica della grazia. I misteri sono stati riversati. Ora la Chiesa dice, in effetti, "ITE". Andate. Vivete secondo essi.