Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo su La fractio e la mescolanza. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico.
La fractio e la mescolanza
Mentre il sacerdote recita l'abluzione all'Embolismo ( per eumdem Dominum nostrum...) [qui], spezza l'Ostia in due e poi ne stacca una piccola particella. Adagiando le due grandi metà sulla patena, tiene la particella sopra il calice, fa tre volte il segno della croce con essa e dice Pax Domini sit semper vobiscum, cioè: «La pace del Signore sia sempre con voi». I ministranti, l'assemblea o il coro rispondono: Et cum spiritu tuo. Il sacerdote poi lascia cadere la particella nel calice mentre dice:
Haec commixtio et consecratio Corporis et Sanguinis Domini nostri Jesu Christi, fiat accipientibus nobis in vitam aeternam. Amen.Che traduco come:
Possa questa unione e consacrazione del Corpo e del Sangue del nostro Signore Gesù Cristo essere, per noi che la riceviamo, fonte di vita eterna. Amen.









