Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 26 agosto 2026

Il mio appello a Papa Leone XIV: la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine la testimonianza personale di un fedele stimolata dalla recente intervista del card. Burke. C'è da dire che l'esortazione del cardinale lascia il tempo che trova. Lo dico per esperienza personale. Ma viene da sé: abbiamo a che fare con una gerarchia ideologizzata, se non totalmente, con rare eccezioni. Come possismo aspettarci risultati, finora non pervenuti, nonostante l'autorevolezza, forse non abbastanza decisa ma certo non di poco conto, di alcuni cardinali e vescovi che ci hanno provato? Come convincere chi, come Leone, ha sposato la sinodalità, ritenendo superato quello che per noi è intensa vita spirituale innestata nel Soprannaturale? E sì, parla del Signore; ma senza metterLo al posto che Gli spetta, specialmente quando "dialoga" con i musulmani? O, invece di pronunciarsi in base al Depositum fidei, parla in termini politici,  peraltro orientati a sinistra? Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

Il mio appello a Papa Leone XIV:
la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva


Ho ascoltato di recente l'intervista di Michael Knowles al Cardinale Raymond Burke. Verso la fine dell'intervista, si è parlato della Messa tradizionale. Sua Eminenza ha detto:
Penso che la cosa più importante sia che coloro che amano la Messa tradizionale facciano sapere ai loro vescovi, e soprattutto al Santo Padre, il loro desiderio di adorare secondo questa forma, e che non mettano in discussione la validità del Concilio Vaticano II. ( 32,57 )
Dopo aver sentito ciò, sono stato ispirato a inviare una lettera al Santo Padre secondo il mio diritto e obbligo canonico ( CIC , can. 212, §2 ). Tuttavia, quel canone dice che le nostre opinioni non devono essere rese note solo ai “sacri pastori” ma anche al “resto dei fedeli cristiani”. In questo spirito e come partecipazione al “dialogo sinodale”, desidero condividere più dettagliatamente ciò che ho inviato a Papa Leone XIV: desidero partecipare alla Messa con il Rito tradizionale perché lo trovo più facile da comprendere e a cui partecipare.

Piantedosi ferma la Sea Watch, multa e stop di 45 giorni

Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.
Piantedosi ferma la Sea Watch, multa e stop di 45 giorni

È il quinto fermo per la Sea-Watch 5, il quinto. Dopo quanto si diventa recidivi? Marzo 2024, settembre 2024, gennaio 2026, marzo 2026, agosto 2026.
Stessa nave, stessa bandiera, stessa contestazione: ha deciso da sola con chi parlare in mare e dove scaricare i clandestini. E stessa risposta, ogni volta: "Non collaboriamo con criminali e trafficanti".

I criminali sarebbero le autorità libiche.
Bisogna credergli? Decidetelo voi. In ogni caso è un'ammissione travestita da orgoglio
Le immagini dicono con chi tratta. Undici maggio, ventisette miglia dalla Libia, un aereo di Frontex riprende una lancia veloce partita da Sabratha.

La sinodalità ucciderà il cattolicesimo

Nella nostra traduzione da The Catholic thing un articolo di Brad Mine. L'ultima moda in fatto di governo della Chiesa — la ormai consolidata e insopprimibile sinodalità [vedi] — rappresenta una minaccia esistenziale. Il suo stesso meccanismo trasformerà il cattolicesimo in una semplice setta protestante. Qui l'indice degli articoli sull'argomento.

La sinodalità ucciderà il cattolicesimo

La Chiesa cattolica si è sempre distinta dalle altre istituzioni cristiane per la sua pretesa di possedere, e di essere vincolata da, un depositum  fidei tramandato dagli Apostoli. La Chiesa proviene da Cristo e non inventa, rivede o vota sul suo Magistero, sulla sua applicazione autorevole di quel depositum fidei. Essa riceve, custodisce e trasmette quella fede antica. La dottrina può svilupparsi nel senso descritto da San John Henry Newman, crescendo in chiarezza e applicazione, come una ghianda che diventa una quercia. Ma non può essere rinegoziata – o ribaltata! – dal sentimento della maggioranza o dall'entusiasmo contemporaneo.

La pretesa di aver ricevuto la Verità e di custodirla è la ragione stessa della ragion d'essere della Chiesa e la rende qualcosa di più di una semplice associazione religiosa volontaria. Ma la sinodalità, a prescindere da ciò che sostengono i suoi fautori, introduce un meccanismo capace di dissolvere tale pretesa: un processo permanente, indefinito e partecipativo per la generazione di infiniti consensi ecclesiali contemporanei che funzionano sempre più come fonti di autorità rivali, accanto e – dal punto di vista degli innovatori – persino prevalenti rispetto al deposito consolidato della fede e, quindi, del Magistero chiamato a custodirlo.

martedì 25 agosto 2026

Una lettura disgustosa ma al contempo altamente istruttiva

Stamattina al bar, dopo il caffè, sono rimasto estasiato dalla lettura del Corriere della Sera, compiuta e perfetta espressione della propaganda di regime. In prima pagina si trova un lungo articolo di Goffredo Buccini che ci spiega, per l’ennesima volta, quanto sia cattivo Putin (chiamato gentilmente il “tiranno del Cremlino”) e quanto pericolosa sia la Russia, da combattere fino all’ultimo ucraino.

Poi l’intervista (con rimando in prima) a un luminare della virologia, che afferma come non solo i 10 vaccini per i bambini siano necessari, ma ve ne vadano aggiunti altri facoltativi.
L’ennesimo piazzista del grande capitale del farmaco che smercia all’ingrosso i prodotti dei suoi finanziatori, gabellando il tutto per scienza.

Poi (sempre con rimando in prima) l’ennesima intervista a una giovane protagonista del calcio femminile, sport che in realtà non si fila nessuno e sembra interessare solo al giornalismo fucsia.

Usus Antiquior – Comunione

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior – Comunione
Ai fedeli lavoratori viene pagato il loro denaro e partecipano al frutto dell'Albero della Vita

Crocifissione dell'Albero della Vita con il Vecchio e il Nuovo Adamo ed Eva, tratta da un Libro d'Ore franco-fiammingo (circa 1455). Immagine per gentile concessione della Newberry Library, Chicago.

Nel Domine Jesu Christe e nella Perceptio Corporis, il sacerdote prega per la grazia e la guarigione mediante il corpo e il sangue di Cristo, dicendo:
«Liberami per mezzo del tuo santissimo Corpo e Sangue da tutte le mie trasgressioni e da tutti i mali; fammi sempre aderire ai tuoi comandamenti e non permettere mai che io mi allontani da te» e «Che sia per me una salvaguardia e un rimedio di guarigione per l'anima e per il corpo».(1) Prega anche il «Dio vivente» la cui «morte ha dato la vita al mondo».(2) Proprio come Pietro Lo riconobbe a Cesarea di Filippo quando Gesù lo rese «la roccia» della sua Chiesa (Matteo 16,16-18), tutti gli altri dèi sono morti e solo l'unico Dio vivente può dare la vita al mondo ma anche redimerlo.(3)

'Quantum potes, tantum aude — osa fare il più possibile': un'intervista a Dom Alcuin Reid

Nella nostra traduzione da AdVaticanum. Dom Alcuin Reid, priore fondatore del Monastero di Saint-Benoît in Provenza, parla ad AdVaticanum del suo monastero e del ruolo centrale della Sacra Liturgia nella vita della Chiesa. Discute di Sacrosanctum Concilium, delle riforme liturgiche post-Concilio Vaticano II, dell'influenza di Papa Benedetto XVI e delle Traditiones Custodes. Precedenti su Alcuin Reid a partire da qui.

'Quantum potes, tantum aude — osa fare il più possibile':
un'intervista a Dom Alcuin Reid


Dom Alcuin Reid è il priore fondatore del Monastero di Saint-Benoît in Provenza, Francia, una comunità benedettina tradizionale nella diocesi di Fréjus-Toulon. Rinomato studioso di liturgia, ha dedicato gli ultimi quindici anni alla guida del monastero nella sua missione di offrire il meglio a Dio attraverso il Rito Romano antiquior.

In questa intervista, egli parla ad AdVaticanum degli ultimi sviluppi del monastero, della sua vita liturgica e della Sacrosanctum Concilium, la Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II.

lunedì 24 agosto 2026

Il vescovo Strickland si chiede se il Concilio Vaticano II si sia arreso al modernismo

Nella nostra traduzione da Lifesitenews Il vescovo Joseph Strickland, in un recente videomessaggio, ha sollevato il dubbio che il Concilio Vaticano II abbia fatto dei compromessi con il mondo moderno. Ha fatto notare che il cardinale Joseph Ratzinger una volta descrisse la Gaudium et Spes come una sorta di "contro-sillabo" in opposizione al Sillabo degli errori di Papa Pio IX. Cose che abbiamo più volte ben argomentato. L'importante è che ora le sostenga un vescovo inizialmente allineato e poi ravveduto... Qui l'indice dei precedenti.

Il vescovo Strickland si chiede se
il Concilio Vaticano II si sia arreso al modernismo


Il vescovo Strickland ha sottolineato i pericoli del modernismo, nonché gli avvertimenti di Pio X contro questa "sintesi di tutte le eresie". Il vescovo ha ricordato che nel 1910 il santo papa richiese a sacerdoti, vescovi e altri "incaricati dell'insegnamento della fede cattolica" di prestare il Giuramento contro il modernismo, con il quale si impegnavano a "rifiutare i principi del modernismo e a preservare fedelmente la dottrina tramandata dagli apostoli".

Strickland ha sottolineato che questo giuramento "rifletteva la convinzione che il modernismo rappresentasse un pericolo costante per la vita della Chiesa" e che tutti i sacerdoti ordinati tra il 1910 e il 1967 erano tenuti a prestarlo. Ciò includeva quasi tutti coloro che avevano partecipato al Concilio Vaticano II, con "pochissime eccezioni".
E si è chiesto: «Come avrebbero dovuto quei vescovi interpretare il giuramento che avevano pronunciato mentre partecipavano a un concilio che mirava a un nuovo rapporto tra la Chiesa e il mondo moderno? Come avrebbero dovuto conciliare gli avvertimenti intransigenti di San Pio X contro il modernismo con il desiderio del concilio di un maggiore impegno nella società contemporanea?». Ed ha aggiunto: “Non sono domande che si possono semplicemente liquidare con noncuranza. Meritano una riflessione ’attenta, onesta e ponderata”.

Continua il vescovo: “C’è un’enorme differenza tra proclamare il Vangelo al mondo e permettere che il mondo diventi il metro di paragone con cui il Vangelo viene interpretato.”
"Credo che questa distinzione sia al centro della crisi a cui stiamo assistendo oggi".

Il prelato si è poi rivolto direttamente al Concilio Vaticano II, che a suo dire merita una riflessione onesta. Ha sottolineato che, a differenza di tutti i precedenti concili ecumenici, il Vaticano II “non ha definito nuovi dogmi né ha emesso nuovi anatemi contro l’eresia”. È stato descritto piuttosto come un concilio “pastorale”, sia da Papa Giovanni XXIII, che lo ha aperto, sia da Papa Paolo VI, che lo ha chiuso. Lo stesso Papa Paolo VI, durante un’udienza generale del 12 gennaio 1966, ha affermato che, proprio per questo carattere pastorale, il Vaticano II aveva evitato definizioni dogmatiche infallibili.

Strickland ha osservato che lo scopo dichiarato del Concilio Vaticano II era quello di "presentare le verità perenni della fede cattolica in un modo più accessibile al mondo moderno".

Il vescovo ha poi affermato: «Può la Chiesa dialogare con il mondo moderno senza assorbirne i presupposti? Questa domanda è oggi più urgente che mai». E dunque ha preso di mira uno dei principali documenti del Concilio, la Gaudium et Spes, la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, che "ha delineato una visione di impegno tra la Chiesa e la società contemporanea che ha profondamente influenzato la vita cattolica negli ultimi sei decenni". 

Ed ha osservato: "Molti hanno visto questo come uno sviluppo positivo. Altri hanno sollevato seri dubbi sul fatto che parte del suo linguaggio sia stato interpretato in modi che vanno oltre un autentico coinvolgimento e si avvicinano all'adattamento allo spirito del tempo". Esplicidando: sono preoccupazioni che “meritano un’attenta considerazione, proprio perché Pio X ci ha avvertito che il modernismo spesso si insinua nella Chiesa gradualmente, rivestito di un linguaggio che appare del tutto ragionevole”. 

Ha fatto quindi notare che il cardinale Joseph Ratzinger, il futuro papa Benedetto XVI, disse una volta che la Gaudium et Spes funzionava come una sorta di “contro-sillabo” in opposizione al Sillabo degli Errori, pubblicato da papa Pio IX a corredo della sua enciclica Quanta Cura. 

 Secondo Strickland, Ratzinger considerava la Gaudium et Spes "un tentativo di riconciliazione tra la Chiesa e l'età moderna". Ciò solleva la domanda: "Se la Chiesa aveva precedentemente messo in guardia con tanta forza contro i pericoli posti dal liberalismo, dal razionalismo e dallo spirito del tempo, avvertimenti che si ritrovano soprattutto negli insegnamenti dei beati Pio IX e Pio X, cosa si intendeva esattamente riconciliare?". «Le preoccupazioni che avevano suscitato quei solenni avvertimenti non erano più valide? Il pericolo era in qualche modo scomparso? O la Chiesa aveva semplicemente adottato un approccio pastorale diverso, lasciando intatti gli avvertimenti precedenti?» 

E dunque Strickland afferma:  "Queste sono domande che meritano risposte ponderate". 

I critici del Vaticano II hanno sottolineato che, oltre a contenere errori, il Concilio ha introdotto una catechesi debole e tiepida, sia dal pulpito che nelle parrocchie e nelle scuole cattoliche. Ciò è stato attribuito in parte alla promozione, da parte del Concilio stesso, di un maggiore coinvolgimento nella società contemporanea, inteso come "ascolto" del mondo moderno.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte II

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement [qui - qui], venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento e sottolineato con molta efficacia l'aspetto sacrificale dell'Offertorio. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte II
Annunciare e presentare il nostro Liberatore

N.B. La Parte I si trova qui.

L’Offertorio è il primo momento in cui vengono utilizzate le campane liturgiche, precisamente quando il velo del calice viene “spogliato” dal calice. È il richiamo che ci fa sapere che gli eventi del Sacrificio stanno ora iniziando. Le campane sono l’equivalente della Nuova Alleanza delle trombe dell’Antica Alleanza.
Anche nel giorno della vostra gioia, nelle vostre feste stabilite e all’inizio dei vostri mesi, suonerete le trombe sopra i vostri olocausti e sopra i sacrifici delle vostre offerte di pace; ed esse saranno per voi un memoriale davanti al vostro Dio: Io Sono il SIGNORE, il vostro Dio. (Numeri 10, 10)
Yahweh sovrintende esplicitamente a ogni dettaglio della vita del Suo popolo eletto attraverso la Legge mosaica. I segnali delle trombe sono prescritti da Yahweh attraverso Mosè nel Libro dei Numeri per una varietà di ragioni, dall’annuncio della partenza dall’accampamento ai segnali di guerra. Non devono essere considerati semplicemente come richiami all’attenzione, ma come un memoriale o un ricordo per il popolo mentre offre il sacrificio, in particolare gli olocausti, che comprendevano le principali offerte dell’alleanza, le offerte per il peccato, le offerte di ringraziamento e le offerte di pace.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte I

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di New Liturgical Movement [qui - qui], venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento e sottolineato con molta efficacia l'aspetto sacrificale dell'Offertorio. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte I
Il Figlio e l’umanità sono riuniti da Maria per compiere l’offerta della quale il Padre si compiace

Il rito dell’Offertorio, che ha inizio alla conclusione della Messa dei Catecumeni dopo la recita del Credo [qui], presenta un numero notevole di fili conduttori e allusioni che si verificano simultaneamente. In questo articolo e nel successivo possiamo esplorarne soltanto alcuni.

Ai catecumeni che si stanno preparando e non sono ancora iniziati alla Fede cattolica viene chiesto di allontanarsi, poiché non sono ancora preparati ad assistere ai misteri che stanno per essere presentati. È così come avveniva nei pasti sacrificali dell’Antica Alleanza, ai quali era consentito partecipare soltanto ai circoncisi (Esodo 12, 43-50).

Ma quando uno straniero dimora presso di te e vuole celebrare la Pasqua del Signore, siano circoncisi tutti i suoi maschi, e allora si accosti e la celebri; ed egli sarà come un nativo del paese. (Esodo 12, 48)

domenica 23 agosto 2026

Usus Antiquior - Orate Fratres e Sanctus

Nella nostra traduzione da Substack continua la pubblicazione delle formule del latino liturgico nelle versioni di Filemonas, che affiancano quelle di Michael Foley già pubblicate. Non sono ripetizioni; ma prezioso arricchimento, anche per i dettagliati richiami all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico.

Usus Antiquior - Orate Fratres e Sanctus

Le chiese del Novus Ordo in genere non hanno balaustre o portali d'altare, poiché l'architettura di queste chiese influenzate dal protestantesimo attenua la realtà del Sacrificio, la Presenza Reale e, di conseguenza, la netta distinzione tra il santuario e i suoi recessi, per non parlare della differenza essenziale tra il sacerdozio e i laici.

All'Offertorio, gli accoliti chiudono l'accesso all'altare, permettendo la presenza nel santuario solo ai ministri ufficiali (cioè, nessun lettore, ministro straordinario dell'Eucaristia o donna (1) ), proprio come solo i ministri ufficiali potevano essere presenti dietro le porte interne del Tempio di Gerusalemme per il mistero dei sacrifici cruenti e incruenti che vi si svolgevano. Le porte vengono riaperte dopo le abluzioni al termine della Messa.