Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 7 settembre 2026

La Santa Sede legittima il panenteismo: un'eresia contro il Creatore

Nella nostra traduzione da Remnant News Paper. Un nuovo documento vaticano elogia il panenteismo, un'eresia che offusca la distinzione essenziale tra Creatore e creazione.
Questo cambiamento teologico, apparentemente sottile, mina in realtà i fondamenti stessi della Creazione, del Peccato Originale, della Redenzione e della necessità della Croce di Cristo. Ne accenna semplicemente in questi termini. Cito:
"L’inizio è collegato alla fine, ma passando attraverso l’economia drammatica dell’incarnazione e della croce, poiché l’economia della salvezza implica il superamento del peccato. Tutta la creazione, infatti, è stata ferita dal peccato dell’essere umano (cf. Gn 3,17-19), ed è sottoposta a una schiavitù dalla quale desidera essere essa pure liberata (Rm 8,20-21). Per questo, il Vangelo integrale della salvezza, anche per la Casa comune, ha il suo punto centrale nella croce del Verbo incarnato, come il luogo e l’evento che è al centro del cosmo e della storia. Avendo assunto la «somiglianza di una carne di peccato» (Rm 8,3), nel momento della passione e della morte, Gesù Cristo ha preso su di sé, nella sua carne, tutte le inique conseguenze del peccato. Così si è compiuta nell’umanità del Figlio di Dio la perfetta mediazione della salvezza per tutta la creazione, in vista della sua glorificazione (cf. Gv 17,5). Se «Cristo, risorto dai morti, non muore più» (Rm 6,9), allora la croce piantata sul Golgota è il nuovo «albero della vita», che non è piantato nel giardino dell’Eden, ma nella Gerusalemme celeste: «In mezzo alla sua piazza, da una parte e dall’altra del fiume, c’è un albero della vita che produce dodici frutti, uno ogni mese. E le foglie di questo albero servono per la guarigione delle nazioni» (Ap 22,2). Con l’incarnazione del Figlio di Dio, questo futuro non si limiterà alla cittadinanza escatologica degli esseri umani, ma avrà una dimensione e una portata cosmiche". Fraternità e sororità cosmica richiamata e approfondita partendo dalla Laudato si’ [qui - qui - qui]. Qui l'indice degli articoli in tema.

La Santa Sede legittima il panenteismo: un'eresia contro il Creatore

Panenteismo: quando Dio e il creato non sono più distinti

Il 21 agosto, la Commissione Teologica Internazionale ha pubblicato un documento intitolato “Prendersi cura della nostra casa comune: una risposta responsabile e fraterna al Dio Trino” [qui]. 

Questo documento delinea il contesto in cui sono stati prodotti i testi teologici, almeno negli ultimi mesi. Al suo interno, tuttavia, vengono presentati numerosi aspetti estremamente problematici. L'aspetto più problematico è certamente l'apertura all'accettazione del panteismo nella sua variante moderata, ovvero il panenteismo.

Prima di soffermarci su questo problema specifico, tuttavia, elenchiamo brevemente gli altri punti problematici del documento.

domenica 6 settembre 2026

Riparazione ad Amsterdam

Dunque è accaduto. Lo annunciavamo qui Dopo il WorldPride di Amsterdam: il cardinale Burke guida una processione penitenziale al Vondelpark. Riempita di fedeli (in maggioranza giovani) la Chiesa di Nostra Signora in Amsterdam in attesa dell'inizio della Messa tradizionale celebrata ieri dal cardinal Burke. Una voce Sevilla lo mette in relazione al Rally Rosary annuale organizzato da Radio María e non alla riparazione. Di seguito le immagini in Chiesa e nel parco. Ora c'è anche l'immagine dell'intenzione annunciata (vedi supra).

In Illo tempore/ XV Domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella corrispondente celebrazione domenicale [qui].

In Illo tempore/ XV Domenica dopo Pentecoste

Giungiamo ora alla 15ª domenica dopo Pentecoste, nota nell'antico computo romano come Quinta post Sancti Laurentii, la quinta domenica dopo San Lorenzo. I Romani amavano il loro diacono martire, la cui basilica sorgeva fuori dalle mura lungo la Via Tiburtina. Nell'antico sistema, le domeniche avevano le loro chiese stazionali durante tutto l'anno, non solo le domeniche di Avvento e i giorni di Quaresima. Il beato Ildefonso Schuster spiega l'antico computo:
Questa è l'ultima delle stazioni intitolate al Portacroce della basilica sulla Via Tiburtina [San Lorenzo fuori le mura]. Il ciclo delle domeniche successive alla festa di San Lorenzo fu sostituito a Roma da quelle raggruppate attorno alla festa di San Cipriano, e in seguito attorno a quella di San Michele. Queste feste servivano in realtà, per quanto riguarda il ciclo domenicale, come altrettante pietre miliari, per segnare la successione delle diverse settimane, e non avevano alcun legame particolare con il santo di cui portavano il nome.

XV Domenica dopo Pentecoste (Inclína, Dómine)

Ripubblico per chi ci legge solo ora e anche per rinnovare il nostro approfondimento degli insegnamenti che nutrono la nostra fede, ripercorrendo con fedeltà l'anno liturgico. Da ogni celebrazione e dalle provvidenziali ripetizioni, infatti, attingiamo sempre cose nuove che ci edificano e ci sostengono. Proprio della Santa Messa qui. Ordinario qui.

Dominica XV post Pentecosten
(Inclina, Domine)

Messa
La decimoquinta domenica dopo Pentecoste prende il nome dal commovente episodio della vedova di Naim. L'Introito ci suggerisce la forma delle preghiere che in tutti i nostri bisogni dobbiamo rivolgere al Signore.
L'Uomo-Dio promise domenica scorsa di provvedere sempre a tali bisogni, alla sola condizione di essere da noi servito con fedeltà nella ricerca del suo regno. Mostriamoci pieni di confidenza nella sua parola, come è doveroso esserlo quando eleviamo le nostre suppliche, e saremo esauditi.

Intróitus
Ps.85,1 et 2-3 - Inclína, Dómine, áurem tuam ad me, et exáudi me: salvum fac servum tuum, Deus meus, sperántem in te: miserére mihi, Dómine, quóniam ad te clamávi tota die.
Ps. 85, 4 - Lætífica ánimam servi tui: quia ad te, Dómine, ánimam meam levávi. Glória Patri…
- Inclína, Dómine, áurem tuam ad me,…

Oratio
Ecclésiam tuam, Dómine miserátio continuáta mundet et múniat: et quia sine te non potest salva consístere, tuo semper múnere gubernétur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum
.
M. - Amen.
Introito
Sal. 85,1 e 2-3 - Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore, ed esaudiscimi: salva il tuo servo che spera in Te, o mio Dio; abbi pietà di me, o Signore, che tutto il giorno grido verso di Te.
Sal. 85, 4 - Allieta l’ànima del tuo servo: poiché a Te, o Signore, levo l’ànima mia. Gloria al Padre… - Volgi il tuo orecchio verso di me, o Signore,…

Orazione
O Signore, la tua continua misericordia purífichi e fortífichi la tua Chiesa: e poiché non può essere salva senza di Te, sia sempre governata dalla tua grazia. Per il nostro Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i sécoli dei sécoli. M. - Amen.

sabato 5 settembre 2026

Settembre 2026 Calendario Sante Messe antiquior a Bergamo

Carissimi amici in Cristo, sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di settembre celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.

In particolare segnalo la Santa Messa di lunedì 14 settembre, alle ore 20:00 (Esaltazione della santa Croce), in ringraziamento nel 19º anniversario dell’entrata in vigore della lettera apostolica in forma di «motu proprio» Summorum Pontificum sull’uso straordinario della forma antica del Rito Romano.

Inoltre segnalo che dopo la Messa di venerdì 4 settembre (I venerdì del mese) sono previste l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù.

Ricordo che prima della Messa è possibile confessarsi ed è prevista la recita del Santo Rosario.

Articoli sul nuovo documento: "Prendersi cura della nostra casa comune: una risposta responsabile e fraterna al Dio Trino"

Articoli sul nuovo documento:
"Prendersi cura della nostra casa comune:
una risposta responsabile e fraterna al Dio Trino"

Con richiamo ai prodromi


I Prodromi:

C'è un solo "odio" non pervenuto: quello anticristiano

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
C'è un solo "odio" non pervenuto: quello anticristiano

Sterco sugli altari. Ostie consacrate buttate nei prati. Madonne decapitate in serie. Croci rovesciate sulle facciate. Tabernacoli strappati dal marmo.

È l'Italia degli ultimi due anni, chiesa dopo chiesa.

Che cos'è tutto questo, se non odio? Eppure nessun politico, intellettuale e piazza hanno mai usato quella parola.

Per una fioriera di plastica bruciata davanti a una moschea, a Cagliari, l'hanno pronunciata in coro in mezza giornata.

E non si tratta di ragazzate promosse a persecuzione. A Viterbo la facciata di una chiesa è stata coperta di "666" e croci rovesciate: la simbologia demoniaca e anticristiana era esplicita, il nome dell'odio no.

In un documento sui "cambiamenti climatici", il Vaticano afferma che la Messa è una "scuola ecologica".

Nella nostra traduzione da Lifesitenews. In un nuovo documento pubblicato il 2 settembre, la Commissione Teologica Internazionale Vaticana ha affermato che l'Eucaristia può condurre alla "conversione ecologica di cui abbiamo urgente bisogno come famiglia umana". Leone, ecologico tanto quanto Bergoglio. Non a caso la sua intenzione di preghiera di questo mese è per la 'cura dell'acqua' [qui]. Richiamo l'attenzione sulle glosse e sulla nota. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.  Qui l'indice sulla liturgia ai tempi di Leone. 

In un documento sui "cambiamenti climatici", il Vaticano afferma che la Messa è una "scuola ecologica".

Un lungo documento pubblicato dalla Commissione Teologica Internazionale, intitolato “Prendersi cura della nostra casa comune – Una risposta responsabile e fraterna al Dio Trino”, si riferisce al Santo Sacrificio della Messa come a una “scuola ecologica”.

Nel documento del 2 settembre incentrato sull'ambiente, sulla "conversione ecologica" e sui cosiddetti "cambiamenti climatici", la Commissione Teologica ha dedicato un intero paragrafo (Capitolo 2, sezione 108) a descrivere la Messa e la Santa Eucaristia come una "scuola ecologica". Sebbene questo paragrafo riconosca che la Messa ha lo scopo di glorificare Dio, sembra sminuire la Messa e il Santissimo Sacramento come mezzo per "prendersi cura del creato".

venerdì 4 settembre 2026

Usus Antiquior -- Il Credo

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior -- Il Credo

Dopo aver terminato l'omelia, il sacerdote risale i gradini dell'altare dove indossa il manipolo (e talvolta la casula, se l'aveva tolta in precedenza) per indicare che ha ripreso il suo ufficio sacerdotale ed è pronto a continuare con il sacrificio eucaristico. Quindi si volta e intona le prime parole del Credo niceno, che il popolo (e il coro) poi continuano.

Nel corso dei secoli sono stati composti molti credi. Diversi sono utilizzati nella liturgia tradizionale, tra cui il Credo degli Apostoli e il Credo Atanasiano. Quello utilizzato durante la Messa è il Credo Niceno, adottato dal Concilio di Nicea nel 325 d.C. Un credo, per definizione, è una sintesi di fede. Dopo il Vangelo [qui - qui], in cui viene proclamata la parola di Dio, gli eventi descritti non possono essere annullati. La salvezza è compiuta. Il sacrificio del Calvario e la successiva Risurrezione e l'ingresso in cielo con l'Ascensione sono completi. Pietro e i suoi successori hanno ricevuto le chiavi del ministero. L'unica Chiesa santa e apostolica, nata dal suo fianco sulla Croce, si è diffusa in tutto il mondo. Poiché tutto il necessario è stato compiuto, l' unico modo in cui il corpo mistico di Cristo può ora essere attaccato da Satana è dividendo, seducendo e confondendo i suoi membri con menzogne, in particolare eresie e false dottrine.

Il caso AGESCI: “identità di genere e orientamento sessuale affettivo

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
Il caso AGESCI: “identità di genere e orientamento sessuale affettivo”

L’AGESCI lo scorso maggio ha ratificato un documento forte e non privo di ambiguità, dal titolo “Identità di genere e orientamento sessuale affettivo”. (qui)
La recezione dei media è stata abbastanza attenta e compiacente, anche in ambiente cattolico (qui). Il fatto merita un commento esteso.

Anzitutto, di chi stiamo parlando? L’AGESCI nasce nel 1974, dalla fusione di precedenti associazioni scoutistiche cattoliche, l’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI), che conta 182.000 soci, è un’associazione giovanile educativa che si propone di contribuire, nel tempo libero e nelle attività extra-scolastiche, alla formazione della persona secondo i principi ed il metodo dello scautismo, adattato ai ragazzi e alle ragazze nella realtà sociale italiana di oggi (fonte).