Imparare a sognare, con l'aiuto degli uccelli
E dal “Parlamento degli uccelli” di Chaucer
E Dio disse: «Le acque producano in abbondanza esseri viventi e gli uccelli volino sopra la terra, nel firmamento del cielo...». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
«Agli uomini del Medioevo piacevano gli uccelli». Così disse un brillante medievista che fu per me un importante mentore. La frase mi sembrò stranamente diretta e semplicistica per un uomo la cui mente, naturalmente agile e affinata da una lunga carriera accademica, è una forza da non sottovalutare. Ma ci sono momenti nella vita in cui tutto ciò che serve è affermare un semplice fatto, e il semplice fatto è che agli uomini del Medioevo piacevano gli uccelli.
Tordo
La parte tutt'altro che semplice è tutto ciò che questo fatto implica. Nel post inaugurale di Poetic Knowledge ho scritto che "le società medievali erano le più poetiche di tutta la storia occidentale", e un'affermazione del genere sarebbe quantomeno dubbia se le persone medievali non amassero gli uccelli, che devono essere la più perfetta incarnazione della poesia in tutto il regno animale: i loro movimenti aggraziati, le forme fisiche eleganti, le combinazioni di colori artistiche; la loro capacità di librarsi tra le nuvole, come dei, o di lavorare sulla terra, come uomini; la loro affascinante diversità unita a un dono predominante che li accomuna tutti; e naturalmente, il loro canto. Da dove cominciare quando si parla di qualcosa che ha lodato le corti celesti fin dal quinto giorno del mondo e che ha deliziato l'umanità da quando Adamo si è risvegliato nel suo Giardino? Perché parlarne, quando esistono già così tanti canti umani che testimoniano la bellezza del canto degli uccelli?
Tordo
La parte tutt'altro che semplice è tutto ciò che questo fatto implica. Nel post inaugurale di Poetic Knowledge ho scritto che "le società medievali erano le più poetiche di tutta la storia occidentale", e un'affermazione del genere sarebbe quantomeno dubbia se le persone medievali non amassero gli uccelli, che devono essere la più perfetta incarnazione della poesia in tutto il regno animale: i loro movimenti aggraziati, le forme fisiche eleganti, le combinazioni di colori artistiche; la loro capacità di librarsi tra le nuvole, come dei, o di lavorare sulla terra, come uomini; la loro affascinante diversità unita a un dono predominante che li accomuna tutti; e naturalmente, il loro canto. Da dove cominciare quando si parla di qualcosa che ha lodato le corti celesti fin dal quinto giorno del mondo e che ha deliziato l'umanità da quando Adamo si è risvegliato nel suo Giardino? Perché parlarne, quando esistono già così tanti canti umani che testimoniano la bellezza del canto degli uccelli?









