Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 12 settembre 2026

Oggi si celebra il Santissimo Nome della Beata Vergine Maria

Dopo il nome di Gesù non v'è nome più dolce, più potente, più consolante che quello di Maria; nome dinanzi a cui s'inchinano riverenti gli Angeli, la terra si allieta, l'inferno trema. Die XII mensis Septembris In festo Sanctissimi Nominis Beatæ Mariæ Virginis ... e il nome della Vergine era Maria (Lc 1,27).

Oggi si celebra il SS. Nome di Maria.

Oggi celebriamo la festa del Santissimo Nome della Beata Vergine Maria.
Benedetto sempre sia, il Santo Nome di Maria.
Lodato, onorato e invocato sempre sia,
l'amabile e potente Nome di Maria.
O Santo, soave e potente Nome di Maria,
possa sempre invocarti durante la vita e nell'agonia.
Cenni storici
La festa del santo nome di Maria fu concessa da Roma, nel 1513, ad una diocesi della Spagna, Cuenca. Soppressa da san Pio V, fu ripristinata da Sisto V e poi estesa nel 1671 al Regno di Napoli e a Milano. Il 12 settembre 1683, avendo Giovanni III Sobieski coi suoi Polacchi vinto i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano la cristianità, il Beato Innocenzo XI, in rendimento di grazie, estese la festa alla Chiesa universale e la fissò alla domenica fra l'Ottava della Natività. Il santo Papa Pio X la riportò al 12 settembre.
In anni più recenti Papa Paolo VI la tolse dal calendario romano, ma inserì nel Messale una Messa votiva in suo onore. Papa Giovanni Paolo II, nella terza edizione del Messale Romano post-conciliare (2002), l'ha reintrodotta come memoria (facoltativa) nella data del 12 settembre.
Il nome presso i Giudei aveva un'importanza grandissima e si soleva imporre con solennità. Sappiamo dalla Scrittura che Dio intervenne qualche volta nella designazione del nome da imporre a qualche suo servo. L'angelo Gabriele previene Zaccaria che suo figlio si chiamerà Giovanni ed egli ancora dice a Giuseppe, spiegandogli l'Incarnazione del Verbo: "Gli porrai nome Gesù". Si può quindi pensare che Dio in qualche modo sia intervenuto, perché alla Santissima Vergine fosse imposto il nome richiesto dalla sua grandezza e dignità. Gioacchino ed Anna imposero alla loro bambina il nome di Maria che a noi è tanto caro.

Ave maris stella (Inno)

Ave maris stella (Inno)

Questo è il grande inno mariano. Probabilmente originario prima delle altre antifone mariane conosciute, vediamo una bella esplorazione dell'antico titolo di Maria "Stella del mare". 
Sumens illud "Ave" Gabrielis ore,
funda nos in pace, mutans Evæ nomen
.
Giocando sul fatto che Ave in latino è la stessa parola di “Eva” scritta al contrario ( Eva ), la poesia collega il “sì” della nuova Eva al “no” della vecchia Eva. La prima parola che l’angelo disse a Maria significava già colei la cui cattiva scelta la sua buona scelta avrebbe invertito:
Ricevendo quell'"Ave" dalla bocca di Gabriele,
Stabiliscici nella pace, Trasformando il nome di “Eva”.
«Ave maris stella,
Dei Mater alma
atque semper virgo
felix coeli porta.
Sumens illud ave
Gabrielis ore
funda nos in pace
mutans Evae nomen.
Solve vincla reis,
profer lumen caecis,
mala nostra pelle,
bona cuncta posce.
Monstra te esse matrem,
sumat per te preces
qui pro nobis natus
tulit esse tuus.
Virgo singularis
inter omnes mitis,
nos culpis solutos
mites fac et castos.
Vitam praesta puram,
iter para tutum
ut videntes Jesum
semper collaetemur.
Sit laus Deo Patri,
summo Christo decus,
Spiritui Sancto
tribus honor unus.
Amen
«Salve, Stella del Mare,
di Dio madre alma
vergine sempre e feconda
porta del cielo.
Quell'ave ricevendo
dal labbro di Gabriele
noi nella pace immergi
mutando il nome d'Eva.
Sciogli dai lacci i rei,
rida' la luce ai ciechi,
discaccia i nostri mali,
ottienici ogni bene.
Dimostra d'esser madre.
Per te le preci accolga
Colui che, per noi nato,
s'offerse d'esser tuo.
Vergine senza pari,
tra tutte la più mite,
scioglici dalle colpe,
rendici casti e miti.
Donaci vita pura,
proteggi il nostro viaggio,
finché Gesù vedendo
gioirem per sempre insieme.
Sia lode a Dio Padre,
a Cristo sommo onore,
allo Spirito Santo,
onore a tutti e Tre.
Amen.»

Questo inno include anche un gioco di parole ingegnoso:
La mia strofa preferita è la penultima:
Dona una vita pura,
Prepara un percorso sicuro: 
Che vedendo Gesù, Possiamo sempre gioire.
Le ultime due righe in latino sono ut videntes Jesum / semper collætemur. Forse sto estrapolando troppo, ma l'uso di collætemur è significativo per me. Avrebbe potuto essere semplicemente lætemur, che è effettivamente un sinonimo: entrambi significano gioire. Ma collætemur mi sembra derivi da co+laetare, con co che significa "insieme", collætemur che implica quindi una dimensione sociale, non un qualsiasi tipo di gioia, ma "gioire insieme".
A mio avviso questo allude al fatto che una delle grandi gioie del cielo deve certamente essere l'unità che le anime sperimenteranno tra loro. Non ci rallegriamo nell'isolamento: ci collætemur con tutti i nostri fratelli in Cristo insieme alla Sua e nostra tenera Madre.

Inno Ave Maris Stella (Ascolto semplice)
Canto tradizionale, I monaci di Norcia

Il cardinale Burke rivendica il titolo di Maria Corredentrice di fronte al criterio della Dottrina della Fede

Riprendiamo da Infovaticana. Qui trovate l'indice degli articoli dedicati, insieme ai precedenti presenti nella tradizione.

Il cardinale Burke rivendica il titolo di Maria Corredentrice
di fronte al criterio della Dottrina della Fede


Il cardinale Raymond Leo Burke ha difeso pubblicamente il titolo di Maria Corredentrice, mesi dopo che il Dicastero per la Dottrina della Fede ha stabilito nella nota Mater Populi fidelis che il suo utilizzo risulta «sempre inopportuno» per esprimere la cooperazione della Vergine nell’opera della Redenzione.

Burke si è espresso domenica [lo scorso 6 settembre -ndr] nella cattedrale di San Bavone, a Haarlem (Paesi Bassi), durante un intervento dedicato alla cooperazione della Vergine Maria nell’opera salvifica di Cristo. Secondo quanto riporta The Catholic Herald, che afferma di aver ricevuto dall’ufficio del cardinale una copia del suo intervento, Burke ha affermato espressamente: «La Santissima Vergine Maria è Corredentrice, cioè partecipa in modo unico all’opera salvifica di Nostro Signore».

L'Arcano nel rito romano antico, parte II

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Ogni liturgia eucaristica è e dovrebbe essere un incontro con il numinoso. In questa II parte vedremo tre modi in cui il Messale Romano del 1962 incoraggia con successo la percezione del numinoso.

L'Arcano nel rito romano antico, parte II

Nel nostro ultimo articolo [qui] abbiamo descritto l'importanza del numinoso per il culto cattolico. Qui, descriviamo come tale principio si concretizza nel rito romano tradizionale.

Il numinoso nel messale del 1962
Per parafrasare il verso di Yeats sulla Rivolta di Pasqua del 1916, ad ogni Messa nasce una bellezza terribile; ad ogni Messa si apre un portale verso il mysterium tremendens et fascinans. Le cerimonie di una liturgia eucaristica e il comportamento dei suoi ministri dovrebbero quindi riflettere questo fatto fondamentale. Le diverse liturgie apostoliche comunicano il numinoso in modi diversi. Nel Messale Romano del 1570/1962 ciò avviene, si possono citare il canone silenzioso, l'uso di una lingua sacra e l'etichetta del sacerdote: i suoi frequenti baci dell'altare e le genuflessioni, il non separare le dita canoniche dopo aver toccato l'Ostia, ecc. Ma in questo articolo ci concentreremo su altri tre esempi: l'esecuzione o la risposta al kairos , la balbuzie liturgica e le allusioni al Santo dei Santi.

venerdì 11 settembre 2026

“È a rischio l’umanità”, l’accusa del ricercatore di Anthropic che si dimette per motivi etici

Primi allarmi sull'uso dell'IA. Fonte: Italian Tech. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica.
“È a rischio l’umanità”, l’accusa del ricercatore
di Anthropic che si dimette per motivi etici


Jacob Coxon, ricercatore britannico specializzato nel pre-addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, ha annunciato le proprie dimissioni da Anthropic dopo tre anni trascorsi tra OpenAI e la stessa Anthropic. In una serie di messaggi pubblicati su X e in un’intervista al Wall Street Journal, ha lanciato un avvertimento diretto: le grandi aziende del settore stanno correndo verso una super-intelligenza autosufficiente senza le misure di sicurezza necessarie, “giocando d’azzardo con le nostre vite”.

Il pre-addestramento è la fase iniziale in cui un modello di intelligenza artificiale apprende elaborando enormi quantità di dati. Coxon sostiene che, all’interno dei laboratori di frontiera, espressioni come “periodo critico” e “fase finale” siano ormai all’ordine del giorno: indicano l’imminente sviluppo di una superintelligenza, ossia un sistema con capacità cognitive superiori a quelle umane.

Brandmüller mette in guardia contro il modello sinodale ispirato a Lutero che concede «uguale voce» a tutti: «È incompatibile con l'ecclesiologia cattolica»

Riprendiamo da Infovaticana. Peccato che queste sapienti parole del card. Brandmüller, insieme ad altre [vedi], non siano ascoltate dalla maggioranza di vescovi e cardinali e neppure dal papa.

Brandmüller mette in guardia contro il modello sinodale ispirato a Lutero che concede «uguale voce» a tutti: «È incompatibile con l'ecclesiologia cattolica»

Il cardinale Walter Brandmüller ha messo in guardia contro una concezione della sinodalità che, a suo giudizio, introduce nella Chiesa cattolica un modello ispirato al protestantesimo, basato sull’elezione democratica dei suoi membri e sulla partecipazione di pastori e laici con «uguale voce». Lo storico della Chiesa fa risalire questa concezione alle idee formulate da Martin Lutero nel 1520 e conclude che risulta «incompatibile con l’ecclesiologia cattolica».

Brandmüller, 97enne ed ex presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, sviluppa la sua argomentazione in un saggio intitolato «A proposito dellasinodalità”», pubblicato da Sandro Magister. Nel testo mette in discussione l’indeterminatezza che circonda il termine, rivendica il carattere propriamente episcopale dei sinodi e mette in guardia contro l’incorporazione «senza spirito critico» di strutture secolari e procedure democratiche nella vita della Chiesa.

Convegno Internazionale Mariano a Roma (7-8 ottobre 2026) De Maria numquam satis

Convegno Internazionale Mariano a Roma
De Maria numquam satis

Roma, 7-8 ottobre 2026

Un importante convegno mariano internazionale, intitolato De Maria numquam satis («Di Maria non si dirà mai abbastanza»), si terrà a Roma il 7 e 8 ottobre 2026 nell’aula magna del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, accanto alla Città del Vaticano. Riunendo eminenti cardinali, teologi, storici e studiosi provenienti da diversi Paesi, il simposio offrirà un’approfondita riflessione sul mistero della Beata Vergine Maria nella dottrina, nel culto e nella storia della Chiesa cattolica.

Il convegno prende il titolo dalla celebre massima tradizionalmente attribuita a san Bernardo di Chiaravalle, che esprime la convinzione perenne della Chiesa secondo cui la riflessione sulla Beata Vergine è inesauribile. La missione unica di Maria nel mistero di Cristo e della sua Chiesa apre continuamente nuovi orizzonti alla comprensione della fede, facendo della mariologia uno dei campi più ricchi e fecondi della teologia cattolica. L’iniziativa è promossa da un gruppo di associazioni cattoliche che desiderano rendere omaggio alla Madre di Dio in un’epoca in cui il suo ruolo unico nella storia della salvezza è troppo spesso trascurato o frainteso. Gli organizzatori auspicano che il convegno contribuisca ad una rinnovata riscoperta dell’autentica dottrina e devozione mariana e favorisca la crescita di un vivo movimento mariano tra il clero, i religiosi e i fedeli laici.

giovedì 10 settembre 2026

Leone XIV dà ragione ai “profeti di sventura”: la Chiesa ha forse abbandonato il regno di Cristo?

Nella nostra traduzione da Remnant News paper. Si supponeva che i “profeti di sventura” si sbagliassero. Ma se avessero visto esattamente dove il Concilio Vaticano II stava conducendo la Chiesa? L'ultima catechesi di Leone XIV, su Gaudium et Spes, rivela una Chiesa sempre più preoccupata per l'acqua, la povertà, l'inquinamento e la pace terrena, mentre l'antica proclamazione cattolica di Cristo Re è silenziosamente scomparsa.

Leone XIV dà ragione ai “profeti di sventura”: la Chiesa ha forse abbandonato il regno di Cristo?

Il 2 settembre, Leone XIV ha iniziato il suo ciclo di lezioni di catechismo sulla Costituzione pastorale del Concilio Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, Gaudium et Spes. Curiosamente, ha aperto la sua catechesi invocando il rifiuto da parte di Giovanni XXIII dei “profeti di sventura”.
«Giovanni XXIII, già nel suo discorso inaugurale dell'11 ottobre 1962, aveva cercato di contrastare i "profeti di sventura" che, "pur ardendo di zelo per la religione [...] vanno in giro dicendo che i nostri tempi, se paragonati ai secoli passati, sono del tutto peggiori; e arrivano fino al punto di comportarsi come se non avessero nulla da imparare dalla storia" (Discorso Gaudet Mater Ecclesia [vedi], 11 ottobre 1962, 4.2). Da qui il compito affidato ai Padri conciliari: "Nell'attuale stato degli eventi umani, in cui l'umanità sembra entrare in un nuovo ordine di cose, bisogna piuttosto vedere i misteriosi disegni della Divina Provvidenza, che si realizzano in tempi successivi attraverso l'opera degli uomini, e spesso al di là delle loro aspettative, e che, con saggezza, dispongono tutto, anche le vicende umane avverse, per il bene della Chiesa" (Gaudet Mater Ecclesia, 4.4).»

L'Arcano nel Rito Romano antico - Parte I

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Ogni liturgia eucaristica è e dovrebbe essere un incontro con il numinoso. Nella II parte vedremo tre modi in cui il Messale Romano del 1962 incoraggia con successo la percezione del numinoso.

L'Arcano nel Rito Romano antico

Il concetto di numinoso fu formulato per la prima volta dal luterano tedesco Rudolf Otto nella sua opera fondamentale "L'idea del sacro: un'indagine sul fattore irrazionale nell'idea del divino e la sua relazione con il razionale". Dalla sua pubblicazione nel 1917, la monografia ha influenzato un'impressionante schiera di pensatori con punti di vista molto diversi: Paul Tillich, Karl Barth, Carl Jung, Joseph Campbell, Martin Heidegger, Karl Rahner, Leo Strauss e C.S. Lewis, per citarne solo alcuni. Il pensiero di Otto non è perfetto (è stato giustamente criticato il suo operare all'interno di una cornice post-kantiana), ma è sufficiente per i nostri scopi, ovvero come mezzo per esplorare qualcosa nel culto che non può essere spiegato con una riduzione razionalista. Anzi, oserei dire che tra i modi più affidabili per misurare la salute di una liturgia c'è la sua capacità di generare un senso del numinoso.

Pertanto, per suffragare la mia tesi, in questo post riassumerò il concetto di Otto e sosterrò che ogni liturgia eucaristica è e dovrebbe essere un incontro con il numinoso. La prossima settimana descriverò poi tre modi in cui il Messale Romano del 1962 incoraggia con successo la percezione del numinoso.

Programma della 15ª 'Peregrinatio ad Petri Sedem' 2026 (23-25 ottobre)

Non metto la locandina con l'immagine del papa che non permette la celebrazione in San Pietro e li dirotta a Santa Maria Maggiore...

Programma della 15ª Peregrinatio ad Petri Sedem

Gli organizzatori della 15ª Peregrinatio ad Petri Sedem – già Pellegrinaggio internazionale Populus Summorum Pontificum – hanno comunicato il programma ufficiale, riportato di seguito assieme alla locandina.

Anche quest’anno, al termine della processione che la mattina di sabato 24 ottobre ci condurrà nella Basilica di San Pietro in Vaticano per la venerazione delle reliquie di San Pietro apostolo presso l’Altare della Confessione, è prevista la Messa pontificale, che sarà celebrata alle ore 15: presso la Basilica di Santa Maria Maggiore (celebrerà mons. Athanasius Schneider).

In calce trovate il programma ufficiale definitivo dell’11º Incontro Pax Liturgica che, come ogni anno, nella giornata di venerdì precede l’inizio del Pellegrinaggio.
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15ª Peregrinatio ad Petri Sedem

Programma:
  • Venerdì 23 ottobre:
    - ore 9:00 – 17:00: 11º Incontro Pax Liturgica presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum;
    - ore 18:30: Vespri pontificali nella Basilica di Santa Maria ad Martyres (Pantheon). (Presenzierà mons. Athanasius Schneider