Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

lunedì 27 luglio 2026

A tavola sulla tomba di Pietro. Un ristorante per turisti sulla terrazza monumentale di San Pietro

Già se ne parlava qui.
A tavola sulla tomba di Pietro.
Un ristorante per turisti sulla terrazza monumentale di San Pietro

Lavori finiti, cucina operativa, degustazione già fatta. A settembre si aprirà salvo che Leone XIV dica l'unica parola che finora nessuno ha pronunciato: no.

Una location straordinaria alla base della Cupola, affacciata sulla piazza, a ridosso delle statue degli Apostoli, sopra la tomba del primo Papa della cristianità.
Il Vaticano lo chiama "ampliamento del punto ristoro." Come chiamare un incendio doloso "riscaldamento autonomo."

27 Luglio. Il Sangue del corpo consegnato

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
27 Luglio. Il Sangue del corpo consegnato

Terza effusione: la flagellazione
La terza effusione ci riporta davanti a Cristo flagellato. Il corpo del Signore viene consegnato alla violenza, colpito, lacerato, umiliato. La carne santissima del Verbo incarnato porta i segni della brutalità umana e del peccato del mondo.

La flagellazione è una delle scene più difficili da contemplare, perché ci obbliga a guardare la concretezza della redenzione. Il Figlio di Dio non ci salva con un gesto simbolico. Non resta protetto nella distanza della sua divinità. Il suo corpo viene ferito. La sua pelle è aperta dai colpi. Il suo Sangue scorre. L’amore entra nella carne fino a lasciarsi spezzare dalla violenza.

Qui appare la serietà del peccato. Ogni volta che l’uomo tratta l’altro come oggetto, ogni volta che la forza diventa prepotenza, ogni volta che la dignità viene calpestata, ogni volta che il corpo è umiliato, il mistero della flagellazione si rende terribilmente vicino. Il corpo ferito di Cristo raccoglie tutte le violenze della storia, quelle visibili e quelle nascoste, quelle gridate e quelle taciute.

Ora che il polverone si è fatto più denso

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine un articolo interessante che ci offre una riflessione onesta intellettualmente da parte di un credente di ultima generazione che quindi conosce solo il post-concilio, ma riesce a fare adeguati distinguo. Rispetto alle nostre articolate trattazioni appare di certo naïf; ma è proprio questo che lo rende interessante, perché – pur senza identificarne le cause specifiche – riconosce le contraddizioni, che risultano enfatizzate dalla vicenda della FSSPX.

Ora che il polverone si è fatto più denso
Quanto tempo deve durare una situazione definita "crisi" prima di diventare semplicemente la normalità?

Con la scomunica della Fraternità Sacerdotale San Pio X da parte di Roma, una cosa è chiara: la situazione è tutt'altro che chiara. Se da un lato la scomunica ha definito lo status di alcuni membri della Fraternità, dall'altro non risolve i problemi di fondo. È probabile che questi problemi rimarranno irrisolti per generazioni.

Per chi desidera approfondire la questione, suggerisco di guardare un podcast di Conor Gallagher con padre Gerard Murray e padre Jonathan Loops della Fraternità Sacerdotale San Pio X. È piuttosto lungo (circa quattro ore), ma entrambe le parti si esprimono con carità e chiarezza. Vorrei semplificare le presentazioni (per come le ho comprese) e poi aggiungere altre considerazioni per mostrare perché l'atto di scomunica, seppur a breve termine (ma forse necessario), non apporta grandi benefici al cattolico medio.

domenica 26 luglio 2026

In Illo Tempore / IX Domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di mantenere il cuore aperto ai tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui. Sono lieta che anche questa settimana siamo riusciti a tradurre in contemporanea.

In Illo Tempore / IX Domenica dopo Pentecoste

Pio Parsch ha osservato che le domeniche dopo Pentecoste possono essere suddivise in tre movimenti. Il primo pone l'accento sulle guarigioni operate da Cristo e, attraverso di esse, sulla salvezza delle anime. Il secondo, dalla settima alla quattordicesima domenica, contrappone il regno di Dio al mondo. L'ultimo gruppo si volge verso la Parusia. La nona domenica appartiene al secondo movimento, pur recando gli accenti del terzo. Cristo giunge come Re nella sua città, giudica nel suo Tempio e preannuncia una distruzione che prefigura il giudizio che attende ogni anima. Allo stesso tempo, piange. Il Re che fa i conti è il Salvatore che desidera che il peccatore riconosca l'ora della grazia e si converta liberamente finché c'è tempo.

La Colletta offre una chiave per comprendere l'Epistola (1 Cor 10,6-13) e il Vangelo (Lc 19,41-47):

26 Luglio/ Il Sangue dell'obbedienza nella notte

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue.
26 Luglio /Il Sangue dell'obbedienza nella notte

Seconda effusione: l’agonia nell’orto
La seconda effusione ci conduce nel Getsemani, nella notte in cui Gesù entra nell’agonia e il suo sudore diventa come gocce di sangue che cadono a terra.

Il Getsemani non è soltanto una tappa della Passione. È il luogo in cui il Figlio consegna la propria volontà al Padre nel momento più oscuro. Gesù ha appena celebrato la Cena, ha donato il suo Corpo e il suo Sangue sotto i segni del pane e del vino, ha parlato ai discepoli con parole di amore e di addio. Poi si ritira a pregare. La notte si stringe attorno a Lui. I discepoli dormono. Giuda si avvicina. L’ora è venuta.

Nel Getsemani Gesù non appare distante dalla nostra paura. Non attraversa l’angoscia come un attore che recita una parte già saputa. La vive realmente. La sua anima è triste fino alla morte. Egli conosce il peso dell’abbandono, della violenza imminente, del peccato del mondo che sta per essere caricato sulle sue spalle innocenti. Il Sangue che scende a terra nell’agonia rivela la profondità di questa lotta interiore.

Domenica IX dopo Pentecoste Messa “Ecce, Deus”

Ed ecco la nostra fedeltà alla Liturgia settimanale. Ripetere è interiorizzare sempre più, approfondire...

Domenica IX dopo Pentecoste

Messa “Ecce, Deus
 
Ho un vecchio Messalino del 1958, intitolato "Sacrificium nostrum".  Prima di ogni Messa - e di ogni momento topico della celebrazione - reca scritte che aiutano a viverla con maggiore partecipazione. Riprendo qui, prima di completare con i testi successivi, la scritta che precede la Santa Messa di oggi, Domenica IX dopo Pentecoste. Giudicatene voi la pertinenza con la temperie che stiamo vivendo e sulla condizione umana di ogni tempo. Meditiamo e preghiamo,

Il castigo della colpa
I castighi e le calamità pubbliche sono causati dalla inosservanza della legge divina: questo l'insegnamento della liturgia odierna. Quando gli Ebrei rinnegarono il loro Dio, preoccupati solo di «mangiare bere e... divertirsi», furono colpiti dal castigo; pestilenza, fame, guerra, distruzione (Epistola - Vangelo). Raccogliamo la lezione. Anche in fondo al male dei nostri tempi c'è il peccato come ultima causa, sebbene non ci si pensi. Purifichiamoci, e viviamo secondo i precetti del Signore (Offertorio): allora ci sarà amico e protettore (Introito, Graduale) ed avremo portato il miglior contributo alla pace sociale. Guardate con particolare attenzione il Vangelo e il commento: Le lacrime di Gesù sulla città che s'era scelta... Ma è la fine che attende tutti i nemici della Chiesa di tutti i tempi.

sabato 25 luglio 2026

1.700 pellegrini partono per Covadonga nella 6a edizione della Nuestra Señora de la Cristiandad

Nella nostra traduzione da Infocatolica. Il pellegrinaggio tradizionale a Covadonga ha battuto ogni record con 1.700 partecipanti registrati, 200 in più rispetto all'anno scorso [qui], e ha inaugurato un percorso per famiglie con neonati integrato nella marcia principale. I pellegrini si organizzano in capitoli, che sono gruppi di pellegrini che rispondono a una realtà naturale: una parrocchia, un gruppo di giovani, un apostolato... Ogni pellegrino, dunque, cammina e si accampa con il suo capitolo [quello italiano, Salus populi romani, è organizzato dal gruppo giovani di S. Anna al Laterano]. Il Pellegrinaggio di quest'anno lo annunciavamo qui.

1.700 pellegrini partono per Covadonga
nella 6a edizione della Nuestra Señora de la Cristiandad

Il tradizionale pellegrinaggio a Covadonga ha battuto ogni record con 1.700 partecipanti registrati, 200 in più rispetto all'anno scorso, e ha inaugurato un percorso per famiglie con neonati integrato nella marcia principale.

I pellegrini iniziano già a riconoscersi il giorno prima a Oviedo. Non tutti, però; quest'anno si sta battendo di nuovo il record di partecipanti, e ci sono parecchi "nuovi".

Oggi, sabato 25 luglio, inizia presso la Cattedrale di Oviedo la sesta edizione del Pellegrinaggio di Nostra Signora della Cristianità-Spagna. Il pellegrinaggio condurrà 1.700 partecipanti iscritti al Santuario di Covadonga in tre giorni di cammino, all'insegna del motto "Per fede conquistarono i regni", tratto dalla Lettera agli Ebrei. Si tratta di un nuovo record: duecento pellegrini in più rispetto ai 1.500 dell'edizione precedente e tre capitoli in più, per un totale di 39.

Segni dei tempi: una sfida difficile Preludio a una discussione sull'escatologia

Per chi è consapevole delle dimensioni senza precedenti della crisi attuale nel mondo e nella Chiesa, nessun tema potrebbe essere più scottante della riflessione sui segni dei tempi.

Segni dei tempi: una sfida difficile
Preludio a una discussione sull'escatologia

Pieter Brueghel il Vecchio (1526/1530–1569), La caduta degli angeli ribelli - 1562

Interpreti canonici e il vizio del sensazionalismo; la questione dello “zero”
Qualsiasi seria discussione sui “segni dei tempi” richiede non solo una buona dose di cautela, ma anche una comprensione ampia e approfondita di tutte le interpretazioni tradizionali, da San Paolo al Venerabile Bartolomeo Holzhauser e alla Beata Anna Caterina Emmerich, inclusi i santi Ildegarda di Bingen, Roberto Bellarmino e Sant'Alfonso Maria de' Liguori. Inoltre, è assolutamente necessaria una saggia selezione dei testi, soprattutto considerando che, in ogni epoca, molti hanno creduto che la fine del mondo fosse imminente. Tuttavia, il rischio maggiore da evitare è quello del sensazionalismo.

25 Luglio. Il primo Sangue del Figlio

Qui le Litanie del Preziosissimo Sangue. Precedenti sulla Circoncisione qui - qui - qui.

25 Luglio. Il primo Sangue del Figlio

Prima effusione: la circoncisione di Gesù
Il nostro cammino del mese entra nella contemplazione delle sette effusioni del Sangue di Cristo. La prima ci conduce all’infanzia del Signore, al momento della circoncisione, quando il Figlio di Dio, nato dalla Vergine Maria, riceve il segno dell’alleanza e gli viene imposto il nome di Gesù.

È una scena piccola, quasi nascosta, lontana dalla violenza del Calvario. Non vi sono folle, soldati, accuse, flagelli, spine o chiodi. Vi è un bambino. Vi sono Maria e Giuseppe. Vi è l’obbedienza alla Legge di Israele. Vi è il primo Sangue versato dal Verbo incarnato, un Sangue che già annuncia il mistero della redenzione.

La 'fractio' e la mescolanza

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Grande gratitudine a chi ce le offre con tanta generosa puntualità. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo su La fractio e la mescolanza. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico. 

La fractio e la mescolanza

Mentre il sacerdote recita l'abluzione all'Embolismo ( per eumdem Dominum nostrum...) [qui], spezza l'Ostia in due e poi ne stacca una piccola particella. Adagiando le due grandi metà sulla patena, tiene la particella sopra il calice, fa tre volte il segno della croce con essa e dice Pax Domini sit semper vobiscum, cioè: «La pace del Signore sia sempre con voi». I ministranti, l'assemblea o il coro rispondono: Et cum spiritu tuo. Il sacerdote poi lascia cadere la particella nel calice mentre dice:
Haec commixtio et consecratio Corporis et Sanguinis Domini nostri Jesu Christi, fiat accipientibus nobis in vitam aeternam. Amen.
Che traduco come:
Possa questa unione e consacrazione del Corpo e del Sangue del nostro Signore Gesù Cristo essere, per noi che la riceviamo, fonte di vita eterna. Amen.