L’intervista di “LifeSiteNews” a monsignor Viganò / 3. Sede e Sedente : tra sedevacantismo e papolatria
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Più volte lei ha riferito di aver chiesto inutilmente a Leone XIV un chiarimento teologico. Come interpreta il fatto che un Papa che insiste tanto sul dialogo, sulla riconciliazione e sull’ascolto sia disposto a incontrare interlocutori assai lontani dalla dottrina cattolica (penso a James Martin o allo pseudo-arcivescovo di Canterbury), ma non sembri disposto ad aprire un confronto con un arcivescovo che gli chiede pubblicamente ragione di questioni teologiche fondamentali?
Lo interpreto come la prova più chiara di ciò che sostengo ormai da diversi anni. Il dialogo della chiesa sinodale non è dialogo: è un dispositivo selettivo. Si dialoga con chi non crede, perché con chi non crede non c’è nulla da difendere; non si dialoga con chi crede, perché chi crede pone domande alle quali non si vuole rispondere. L’udienza che mi era stata accordata fu cancellata senza spiegazioni; negli stessi giorni una “arcivescovessa” anglicana veniva ricevuta con onori e impartiva la sua benedizione presso la Tomba di San Pietro. La sequenza dei fatti è più eloquente di qualsiasi commento.
Lo interpreto come la prova più chiara di ciò che sostengo ormai da diversi anni. Il dialogo della chiesa sinodale non è dialogo: è un dispositivo selettivo. Si dialoga con chi non crede, perché con chi non crede non c’è nulla da difendere; non si dialoga con chi crede, perché chi crede pone domande alle quali non si vuole rispondere. L’udienza che mi era stata accordata fu cancellata senza spiegazioni; negli stessi giorni una “arcivescovessa” anglicana veniva ricevuta con onori e impartiva la sua benedizione presso la Tomba di San Pietro. La sequenza dei fatti è più eloquente di qualsiasi commento.










