28 Luglio. Il Sangue del Re coronato di dolore
Quarta effusione: la coronazione di spine
La quarta effusione ci pone davanti a Cristo coronato di spine. I soldati intrecciano una corona, la pongono sul suo capo, lo rivestono di un mantello, gli mettono una canna tra le mani e lo salutano per scherno come re. È una scena di derisione, e proprio dentro questa derisione risplende una verità che gli uomini non comprendono: Gesù è davvero Re.
Il suo Sangue scende dal capo ferito. Le spine penetrano nella carne. Il volto del Signore viene deformato dalla violenza e dall’umiliazione. Eppure la sua regalità non viene distrutta. Anzi, proprio qui si manifesta nel modo più paradossale. Cristo regna non perché schiaccia i suoi nemici, ma perché non permette all’odio dei nemici di spegnere il suo amore. Regna perché resta Figlio. Regna perché offre. Regna perché la sua mitezza è più forte della derisione.
Il suo Sangue scende dal capo ferito. Le spine penetrano nella carne. Il volto del Signore viene deformato dalla violenza e dall’umiliazione. Eppure la sua regalità non viene distrutta. Anzi, proprio qui si manifesta nel modo più paradossale. Cristo regna non perché schiaccia i suoi nemici, ma perché non permette all’odio dei nemici di spegnere il suo amore. Regna perché resta Figlio. Regna perché offre. Regna perché la sua mitezza è più forte della derisione.




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