Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 7 giugno 2026

“O fiamma vivente dell’amore” /Una poesia per la Pentecoste di San Giovanni della Croce

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis.
“O fiamma vivente dell’amore”
Una poesia per la Pentecoste di San Giovanni della Croce

Nota per i lettori : Con l'intento di contribuire a prolungare la celebrazione della Pentecoste – che, insieme alla Pasqua, è la mia festa preferita dell'anno – ho pensato di riproporre parte di un vecchio articolo. Di seguito trovate la mia traduzione di "Llama de amor viva" di San Giovanni della Croce.
Ciascuno resti nella propria cella o nelle sue vicinanze, meditando giorno e notte sulla parola del Signore e vegliando nella preghiera.
Regola carmelitana, capitolo 7
Sul monte Carmelo, Elia, con dodici pietre, “costruì un altare nel nome del Signore”. Preparò l’oblazione, recitò una preghiera e vide “il fuoco del Signore scendere e consumare l’olocausto, la legna, le pietre e la polvere”. Nel Carmelo monastico, il fuoco divino discende allo stesso modo, bruciando ciò che potrebbe oscurare la bellezza di Cristo e appesantire un’anima chiamata alla vetta della libertà umana. Che cos’è esattamente questo fuoco? O meglio, chi è questo fuoco?

Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini / Proprio della Santa Messa

Chi non può partecipare alla Messa Antica, può seguire il proprio della Santa Messa di oggi, Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini. Mentre nelle parrocchie NO si celebra il Corpus Domini, la Tradizione lo ha celebrato regolarmente lo scorso giovedì. L'ordinario della Messa Antica può essere scaricato qui. Ovviamente nulla può sostituire la celebrazione in presenza; ma le formule antiche possono essere spunti appropriati di meditazione ma anche di interiorizzazione delle verità perenni che veicolano.
Domenica fra l'Ottava del Corpus Domini
Proprio della Santa Messa

Introitus

Ps 17:19-20.- Factus est Dóminus protéctor meus, et edúxit me in latitúdinem: salvum me fecit, quóniam vóluit me.  ~  Ps 17:2-3.- Díligam te. Dómine, virtus mea: Dóminus firmaméntum meum et refúgium meum et liberátor meus. ~ Glória ~ Factus est Dóminus protéctor meus, et edúxit me in latitúdinem: salvum me fecit, quóniam vóluit me.

Ps 17:19-20.- Il Signore si è fatto mio protettore e mi ha tratto fuori, al largo: mi ha liberato perché mi vuol bene.  ~  Ps 17:2-3.- Amerò Te, o Signore, mia forza: o Signore, mio sostegno, mio rifugio e mio liberatore.  ~  Gloria  ~  Il Signore si è fatto mio protettore e mi ha tratto fuori, al largo: mi ha liberato perché mi vuol bene.

Domenica seconda dopo la Pentecoste /L'Eucaristia sacrificio perfetto

Riscopriamo approfondiamo e meditiamo, ripercorrendoli sempre di nuovo, i tesori della nostra fede secondo i ritmi dell'Anno liturgico.

Domenica seconda dopo la Pentecoste
L'Eucaristia sacrificio perfetto

Intróitus
Ps. 17, 19-20 - Factus est Dóminus protéctor meus, et edúxit me in latitúdinem: salvum me fecit, quóniam vóluit me. Ps. 17, 2-3 - Díligam te, Dómine, virtus mea: Dóminus firmaméntum meum, et refúgium meum, et liberátor meus. Glória Patri… Ps. 17, 19-20 - Factus est Dóminus protéctor meus...
Introito
Sal. 17, 19-20 - Il Signore si è fatto mio protettore e mi ha tratto fuori, al largo: mi ha liberato perché mi vuol bene. Sal. 17, 2-3 - Amerò Te, o Signore, mia forza: o Signore, mio sostegno, mio rifugio e mio liberatore. Gloria al Padre… Sal. 17, 19-20 - Il Signore si è fatto mio protettore...

La nozione del sacrificio.
L'Eucaristia ha per fine principale l'applicazione incessante quaggiù del Sacrificio del Calvario. Bisogna dunque che consideriamo questo Sacrificio dell'Uomo-Dio in se stesso, onde meglio ammirare la mirabile continuazione che se ne fa nella Chiesa. A questo riguardo è opportuno precisare innanzitutto la nozione generale di Sacrificio.
Dio ha diritto all'omaggio della sua creatura. Se i re e i potenti della terra erano in diritto di esigere dai loro vassalli il solenne riconoscimento della loro sovranità, a maggior ragione il dominio supremo del primo Essere, causa prima e fine ultimo di tutte le cose, lo impone agli esseri chiamati dal nulla dalla sua onnipotente bontà. E come, mediante il tributo che lo accompagnava, l'omaggio dei servi e dei vassalli implicava, insieme con la confessione della loro sudditanza, la dichiarazione effettiva dei beni e dei diritti che essi riconoscevano di avere dal loro signore, così l'atto con il quale la creatura si umilia dinanzi al suo Creatore dovrà manifestare a sufficienza, per se stesso, che essa lo riconosce come Signore di tutte le cose e autore della vita.

sabato 6 giugno 2026

Una lezione sinodale: invocate la Distruttrice di tutte le eresie

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine. Pur sostenendo i titoli mariani “co-redemptrix” e “mediatrice di tutte le grazie”, sminuiti dalla pubblicazione di Mater Populi Fidelis [qui], ce n'è un altro che va immediatamente ripristinato nella pietà cattolica ordinaria, soprattutto alla luce della recente testimonianza sinodale: la “distruttrice di tutte le eresie”. Qui l'indice degli articoli sul Sinodo.

 Una lezione sinodale: invocate la Distruttrice di tutte le eresie.

Fin dalla pubblicazione della Mater Populi Fidelis [vedi], si è acceso un vivace dibattito sui titoli mariani di “corredentrice” e “mediatrice di tutte le grazie”. Pur condividendo questi titoli, credo che ve ne sia un altro che debba essere immediatamente ripristinato nella pietà cattolica ordinaria, soprattutto alla luce delle recenti testimonianze sinodali: Nostra Signora, “distruttrice di tutte le eresie” (Pio X, Pascendi Dominici Gregis).

Le recenti testimonianze sinodali [Documento n.9 qui sono semplicemente errate e contraddicono esplicitamente la dottrina cattolica. Ad esempio, la seconda testimonianza codificata, di “un cattolico apertamente omosessuale”, inizia affermando: “La mia sessualità non è una perversione, un disordine o una croce; è un dono di Dio”. Questa affermazione proviene da un uomo che in seguito ha intrapreso un dottorato in teologia presso la Fordham University. Da questi segni esteriori, è probabile che egli sia consapevole della sua rottura con gli insegnamenti della Chiesa, ovvero che l'inclinazione è “oggettivamente disordinata” ( CCC 2358), che i suoi atti “non possono in alcun caso essere approvati” (Persona Humana, VIII) e che le persone con questa tendenza sono chiamate a una speciale partecipazione alla croce ( CCC 2358).

«Conservata nel cassetto»: la difesa di Traditionis custodes di Roche resta fuori dal prossimo concistoro

Nella nostra traduzione da Infovaticana. Forse è meglio che non si parli di Liturgia finché c'è Roche. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

«Conservata nel cassetto»: la difesa di Traditionis custodes di Roche resta fuori dal prossimo concistoro

La diffusione della lettera del cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio, questo mercoledì, ha chiarito che la questione liturgica non farà parte del prossimo concistoro convocato da Leone XIV per i giorni 26, 27 e 29 giugno. L’agenda definitiva sarà incentrata sulla situazione internazionale, l’enciclica Magnifica humanitas e il processo sinodale, escludendo il tema relativo alla liturgia e al vetus ordo che era già stato rinviato durante il concistoro di gennaio, ma che era stato debitamente preparato dal prefetto del Dicastero per il Culto Divino [vedi].

Questa assenza ha una conseguenza che alcuni cominciano a considerare positiva: l’intervento preparato dal cardinale Arthur Roche sulla riforma liturgica e sulla Messa tradizionale viene definitivamente archiviato.

Il vescovo Schneider espone la "questione centrale" nel dibattito sulla consacrazione episcopale della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Nella nostra traduzione dal Substack di Diane Montagna qui. "In sostanza, il conflitto ruota attorno alla questione della verità." Tutto ruota intorno al concilio...

Il vescovo Schneider espone la "questione centrale" nel dibattito sulla consacrazione episcopale della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

ROMA, 4 giugno 2026 — Mentre la Fraternità Sacerdotale San Pio X si appresta a procedere con le consacrazioni episcopali il 1° luglio, il vescovo Atanasio Schneider ha pubblicato una nuova dichiarazione in cui sostiene che la controversia va oltre le questioni di disciplina ecclesiastica e riflette dispute dottrinali e liturgiche che persistono nella Chiesa cattolica sin dal Concilio Vaticano II.

Intitolato "La questione centrale riguardante la Fraternità di San Pio X" e pubblicato integralmente qui di seguito, il documento è strutturato attorno a cinque argomenti principali e pone diverse domande chiave, tra cui:
  • Perché l'accettazione incondizionata da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X dei testi del Concilio Vaticano II viene presentata come una conditio sine qua non per la piena comunione con la Santa Sede, mentre non esiste un requisito analogo per quanto riguarda gli insegnamenti pastorali, disciplinari o non definitivi dei venti Concili Ecumenici precedenti?
  • Perché la riconciliazione e il dialogo paziente dovrebbero essere enfatizzati nel caso dei vescovi tedeschi, ma non nel caso della Fraternità Sacerdotale San Pio X?

venerdì 5 giugno 2026

L'Ottava del Corpus Domini e il Sacro Cuore: quando il tempo stesso è stato ridotto

È appena trascorsa la grande festa del Corpus Domini che, nel rito romano pre-55 inaugura un'intera ottava, dopo la cui conclusione si celebra la festa del Sacratissimo Cuore di Gesù. Per saperne di più: nostra traduzione da OnePeterFive. «...La soppressione di questa ottava non ha semplicemente accorciato una festa, ma ha alterato l'esperienza vissuta della Chiesa di uno dei suoi più grandi misteri e ha sconvolto la cornice stessa in cui un'altra devozione, il Sacro Cuore di Gesù, doveva essere compresa. Per apprezzare ciò che è andato perduto, dobbiamo prima ricordare come una volta la Chiesa celebrava il Corpus Christi - non come un singolo momento, ma come una continua immersione nella gloria eucaristica».

L'Ottava del Corpus Domini e il Sacro Cuore:
quando il tempo stesso è stato ridotto


Tra le numerose perdite delle riforme liturgiche del XX secolo, poche sono teologicamente rivelatrici quanto la scomparsa dell'Ottava del Corpus Domini. Quella che un tempo era una celebrazione prolungata e radiosa della Santa Eucaristia è stata ridotta a un solo giorno, con conseguenze che vanno ben oltre la mera durata cerimoniale. La soppressione di quest'ottava non ha semplicemente accorciato una festa, ma ha alterato l'esperienza vissuta dalla Chiesa di uno dei suoi più grandi misteri e ha sconvolto la cornice stessa entro cui un'altra devozione, quella al Sacro Cuore di Gesù, doveva essere compresa.

Per comprendere appieno ciò che è andato perduto, dobbiamo innanzitutto ricordare come la Chiesa celebrava un tempo il Corpus Domini: non come un singolo momento, ma come una continua immersione nella gloria eucaristica.

Corpus Domini: una festa che si estende nel tempo
La festa del Corpus Domini, istituita nel XIII secolo ed estesa alla Chiesa universale da Papa Urbano IV, fu fin dalle sue origini caratterizzata da una solennità straordinaria. A differenza di molte feste che rimanevano confinate a un solo giorno, al Corpus Domini fu concessa un'ottava, estendendo la celebrazione a otto giorni. Quest'ottava permise alla Chiesa di soffermarsi sul mistero della Presenza Reale di Cristo nel Santissimo Sacramento.

Attuale per la ripubblicazione: un'intervista a Dom Gérard Calvet nel 1995

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Con l'avvicinarsi delle consacrazioni dei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, sembra opportuno, per la memoria storica, riproporre online un'intervista rilasciata da Dom Gérard Calvet, fondatore dell'abbazia di Sainte-Madeleine du Barroux (nota anche semplicemente come "Le Barroux"), vissuto dal 1927 al 2008. Calvet soffrì molto per rimanere fedele alla tradizione monastica durante e dopo le turbolenze del Concilio Vaticano II, e finì per entrare a far parte della cerchia dell'arcivescovo Lefebvre. Tuttavia, lui e la sua comunità si separarono da Lefebvre a causa della sua decisione di consacrare i vescovi senza l'approvazione della Santa Sede. L'intervista fu realizzata da Stefano Paci per il quotidiano 30 Giorni nel 1995. Ci risulta peraltro una situazione di grave degrado rispetto all'epoca di dom Calvet, per effetto di un pŕogressivo allineamento alle formule conciliari, tanto da meritare la definizione di "sezione 'tradizionalista' della Chiesa conciliare...

Attuale per la ripubblicazione:
un'intervista a Dom Gérard Calvet nel 1995 


Come è avvenuta la vostra piena riconciliazione con la Santa Sede?

Dom Gérard Calvet: Nel 1984, mentre ero ancora in un "limbo" canonico e non riconosciuto dal nostro vescovo locale, il cardinale Joseph Ratzinger mi telefonò dicendo che voleva incontrarmi. Mi precipitai subito a Roma e il cardinale Ratzinger mi ricevette. Fu molto rispettoso e ascoltò tutto ciò che avevo da dire. Sentimmo subito un'affinità, sia intellettuale che spirituale. La mia stima per lui è cresciuta con gli anni, con ogni suo discorso che ho letto, in particolare con il suo commovente intervento all'incontro del movimento Comunione e Liberazione a Rimini, in Italia, nel 1990. Rimasi profondamente colpito dalla profondità e dalla chiarezza della sua analisi della Chiesa di oggi.

Tornando al mio incontro con lui quel giorno del 1984, dissi al Cardinale Ratzinger che la nostra situazione canonica a Le Barroux non era buona, che non eravamo stati accolti favorevolmente dall'ordine benedettino. All'epoca, l'Arcivescovo Lefebvre stava ordinando i nostri sacerdoti. Ratzinger mi consigliò di parlare con la Congregazione per i Religiosi. Ma la Congregazione pretendeva che smettessimo di celebrare la Santa Messa secondo il vecchio rito tradizionale - il rito di San Pio V - per essere pienamente integrati nella Chiesa e ricevere il loro aiuto. Quindi, le trattative fallirono.

Processione del Corpus Domini 2026 dalla chiesa di S. Anna al Laterano

Giovedì 4 giugno. Roma: in Festo Corpus Domini 2026. Processione dalla chiesa di S. Anna al Laterano alla Parrocchia dei S. Marcellino e Pietro, via Merulana, come annunciato qui.
Grazie ai meravigliosi ragazzi del Pellegrinaggio Roma-Subiaco! 
Sacris solemniis juncta sint gaudia,
Et ex præcordiis sonent præconia;
Recedant vetera, nova sint omnia,
Corda, voces, et opera.

Sinodalità e Magnifica humanitas: la liturgia resta fuori dal prossimo concistoro di Leone XIV

Per lasciar spazio alla Magnifica humanitas e ad un aggiornamento sul processo sinodale, Leone rimuove la liturgia anche dal concistoro di giugno (Vatican.news). La liturgia era una delle quattro opzioni che i cardinali avrebbero dovuto discutere a gennaio [qui], e non essendo stata scelta in quell'occasione, si presumeva che sarebbe stata affrontata a giugno. Ora sembra che Leone non abbia alcun particolare desiderio di esaminarla con il collegio cardinalizio che intende convocare ogni anno: è stata completamente rimossa dal programma. La decisione fa molto discutere, poiché ancora mancano direttive chiare sul destino della Messa antiquior. Nonostante Leone continui nelle catechesi sulla Sacrosanctum Concilium nelle udienze generali e a invitare i fedeli a riscoprire la bellezza e il valore dei simboli liturgici, il papa - e dunque anche il vertice cardinalizio - ancora una volta accantonano i delicati temi del rito e della tradizione. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone.

Sinodalità e Magnifica humanitas:
la liturgia resta fuori dal prossimo concistoro di Leone XIV

Il prossimo concistoro convocato da papa Leone XIV per i giorni 26, 27 e 29 giugno sarà caratterizzato dalla riflessione sulla situazione internazionale, dallo studio dell’enciclica Magnifica humanitas e da un aggiornamento sul processo sinodale. Lo si evince da una lettera inviata il 3 giugno dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, a tutti i cardinali partecipanti.

Nella lettera il porporato afferma che il Santo Padre desidera che l’incontro sia uno spazio di ascolto reciproco, discernimento e approfondimento comune sulle sfide che la Chiesa affronta attualmente. L’obiettivo è raccogliere l’esperienza dei cardinali sparsi in tutto il mondo e favorire uno scambio franco di opinioni su questioni rilevanti per la vita ecclesiale.