L'essenza fraintesa delle Crociate
La seconda parte di un saggio sui “pellegrinaggi armati” del Medioevo.
Parte I - I “pellegrini armati” della cristianità medievale
Parte 2
Nell'anno 628, gli eserciti islamici iniziarono a conquistare città e territori in Siria e Palestina, e nel 638 il califfo musulmano Umar ibn al-Khattab entrò nella Città Santa.
Cavalcava un cammello bianco, i suoi abiti erano sporchi, impolverati e logori, e la sua figura esile rifletteva le difficoltà di anni di guerra nel deserto. Sofronio, patriarca di Gerusalemme, lo osservava presso il sito del Tempio di Salomone e, rivolgendosi a uno dei suoi ecclesiastici, mormorò in greco: «Ecco l'abominazione della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele».(1)
Si potrebbe dubitare che Sofronio abbia effettivamente pronunciato queste parole. Il commento potrebbe riflettere più fedelmente la valutazione del cronista, un uomo di nome Teofane, poiché Sofronio si premurava di trattare il Califfo con grande rispetto. Del resto, l'ostilità non avrebbe portato a nulla, visto che Gerusalemme si era arresa senza combattere.









