Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

venerdì 24 aprile 2026

L'Agostino che Leone XIV non ha citato a Ippona

Da: infoVaticana
L'Agostino che Leone XIV non ha citato a Ippona

Dall'aereo, prima ancora di atterrare ad Algeri, Leone XIV ha lasciato cadere la frase che avrebbe strutturato l'intero racconto del suo viaggio: «Sant'Agostino offre un ponte molto importante per il dialogo interreligioso perché è molto amato nella sua terra». L'immagine era perfetta per il consumo immediato: il primo papa agostiniano della storia, che torna nella terra del vescovo di Ippona, gettando ponti tra cristianesimo e islam, tra Occidente e Africa, tra il presente convulso e un'antichità nobile e venerabile. La stampa cattolica progressista lo ha accolto con entusiasmo. Analisti internazionali hanno parlato di gesto strategico, di pietra miliare storica, di «nuovo epicentro del cattolicesimo». Tutto molto pulito, molto fotogenico, molto in linea con quello che ci si aspetta da un pontefice nel 2026.

L'unico problema è Agostino.

Italia perennis. (I) L'inizio La storia personale di un viaggio letterario

Nella nostra traduzione da 'Italia perennis'. Noto più amore e interesse per il nostro Paese, la nostra arte e cultura, da parte dei nostri amici d'oltreoceano che da noi.
Italia perennis. (I) L'inizio
La storia personale di un viaggio letterario

Robert Lazu Kmita, 17 aprile

Veduta di Piazzetta San Marco verso il Canal Grande di Venezia, all'alba, con Palazzo Ducale a sinistra e Biblioteca Marciana a destra

Viviamo, come direbbe Edmund Burke, nell'era dei contabili e degli statistici. Gli antichi cavalieri, che Miguel de Cervantes cercò di difendere nascondendo la loro grandezza dietro la maschera del comico Don Chisciotte, ci hanno insegnato l'eroismo. I nuovi padroni del mondo ci insegnano i numeri e la pianificazione. Il regno della quantità e dell'intelligenza (pseudo)artificiale sembra non lasciare spazio al mistero. Eppure, le nostre vite ci sorprendono, quando riflettiamo su di esse, attraverso la stranezza di decisioni che non avremmo mai creduto possibili. Con il passare degli anni e l'avvicinarsi del tramonto, abbiamo sempre più occasioni di comprendere che non siamo padroni delle nostre vite. Gli incontri – con le persone e con i luoghi – non sono sotto il nostro controllo. Sfuggono a una pianificazione tirannica, offrendoci la possibilità di riscoprire la discreta e vellutata autorità del mondo invisibile. Il mio incontro con l'Italia è stato il risultato di circostanze impreviste. Impreviste, eppure in qualche modo preannunciate.

Ultim'ora. Gli ordinariati anglicani hanno ricevuto l'ordine di concelebrare la Messa anziché osservare la gerarchia tradizionale sacerdote-diacono-suddiacono.

Nella nostra traduzione da Rorate caeli. Roche &C. hanno colpito ancora. Fino a quando? Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia  ai tempi di Leone.

Gli ordinariati anglicani hanno ricevuto l'ordine di concelebrare la Messa anziché osservare la gerarchia tradizionale sacerdote-diacono-suddiacono.

Ho appreso da una fonte interna che quando il mese scorso i vescovi dell'ordinariato anglicano si sono incontrati con il cardinale Roche, questi ha ordinato di cessare di utilizzare i sacerdoti come diaconi/suddiaconi (e diaconi come suddiaconi) durante la messa solenne ma piuttosto, se c'è più di un prete, devono tutti concelebrare, e i diaconi possono svolgere solo la funzione di diaconi.

Precedentemente, l'Ordinariato aveva seguito la tradizione cattolica osservando la distinzione degli uffici nella liturgia con la classica triade del sacerdote-diacono-suddiacono, che fa parte del patrimonio liturgico comune dei cattolici.

giovedì 23 aprile 2026

Il card. Marx ordina ai sacerdoti di offrire cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso

Nella nostra traduzione da Cathcon. Qui l'indice dei precedenti su Fiducia supplicans

Il cardinale Marx ordina ai sacerdoti di offrire
cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso.


Il cardinale Reinhard Marx ha incaricato i sacerdoti e gli operatori pastorali a tempo pieno dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga di adottare la controversa linea guida "La benedizione rafforza l'amore" come base per la cura pastorale. Coloro che non desiderano celebrare personalmente tali cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso o per i divorziati risposati, sono tenuti a indirizzare le coppie al decano o ad altro personale pastorale.
Una lettera del Cardinale, riportata lunedì da "Die Tagespost", afferma che la linea guida dovrebbe diventare "la base per l'azione pastorale". A partire da giugno, i dipartimenti "Pastorale Queer" e "Pastorale Matrimoniale e Familiare" offriranno corsi di formazione sulla celebrazione di cerimonie di benedizione per tutto il personale pastorale a tempo pieno.

La voce dimenticata di un villaggio cristiano

Nella nostra traduzione da Substack.com
La voce dimenticata di un villaggio cristiano
Dobbiamo recuperare la poesia del canto delle campane.
Robert Keim, 19 aprile

È un oggetto davvero nobile quello che può deliziare simultaneamente tre dei cinque sensi: un incensiere dei riti orientali, che aggiunge il piacere dell'udito a quelli della vista e dell'olfatto, ha dodici campanelle che simboleggiano i dodici apostoli. (Alcuni incensieri orientali hanno una tredicesima campanella che non emette alcun suono e rappresenta Giuda.)
 
Oh! dalle cellule sonore
qual sorgente di eufonia voluminosa scaturisce!
Come s’ingrandisce!
Come si distende
nel futuro! Come dice
dell’estasi che spinge
all’oscillazione ed al suonare
delle campane, campane, campane,
delle campane, campane, campane, campane
campane, campane, campane
all’euritmia ed armonia delle campane!
—Edgar Allan Poe, “Le campane”
Che cos'è una singola nota, anche se ripetuta, di un pianoforte, di un violino o di una tromba? Generalmente non qualcosa che ci incanti e ci ispiri, non qualcosa che risuoni nel profondo dello spirito umano. Ma la singola nota di una campana suonata può farlo. Il rintocco di una campana ben fatta giunge alle orecchie e all'anima, come gli echi della Creazione: una distillazione della voce divina che con insistenza ritmica dice "sia...", "così fu", e "fu bene". Ho vissuto in un luogo dove una vera campana di chiesa veniva usata come una campana di chiesa dovrebbe essere usata, e dove il suo canto non veniva soffocato dal frastuono barbarico di una città moderna. Potevo udire il suo mistico e monotono poema da casa mia. C'era una vita in quella campana, una vita che per la maggior parte di noi è perduta e che dovremmo piangere. (1)

In Illo tempore. Domenica del Buon Pastore – Seconda dopo Pasqua

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui .

In Illo Tempore:
Domenica del Buon Pastore – 2ª dopo Pasqua


Nel rito romano tradizionale, la seconda domenica dopo Pasqua è chiamata Domenica del Buon Pastore. Il titolo è pienamente meritato. Il Vangelo presenta il discorso di Cristo in Giovanni 10; l’Epistola, tratta dalla Prima lettera di Pietro, racchiude in sé il Servo Sofferente di Isaia; e la Stazione romana nell’antichità era presso San Pietro sul colle Vaticano, presso la tomba del primo e principale pastore delle pecore. La Messa è intessuta di un’unica immagine, ma quell’immagine è più ricca e più esigente di quanto la pietà sentimentale di solito consenta. Cristo è il Buon Pastore. Egli conosce le Sue pecore. Le chiama. Le cerca. Le raduna. Offre la Sua vita per loro. Egli è anche, nella forte espressione di Pietro, il pastor et episcopus animarum vestrarum, il Pastore e Vescovo delle vostre anime.

mercoledì 22 aprile 2026

Una suora carmelitana si propone di costruire un santuario di preghiera con la messa antiquior in Florida.

Nella nostra  traduzione da Lifesitenews.  Il progetto di suor Loretta-Maria è quello di sviluppare un monastero carmelitano indipendente e tradizionale, con una messa quotidiana antiquior, al riparo da ingiuste soppressioni.

Una suora carmelitana si propone di costruire un santuario di preghiera con la messa antiquior in Florida.

Una suora, espulsa dal Vaticano insieme alla sua comunità da un convento carmelitano di Savannah [qui], ha ottenuto il terreno, i progetti e la benedizione per un nuovo convento carmelitano tradizionale in Florida, un santuario dove lei e le altre suore potranno offrire preghiere e sacrifici per la Chiesa e per il mondo.

La sua visione è quella di un angolo di paradiso in terra, dove i fedeli potrebbero assistere quotidianamente alla Messa tradizionale in una splendida cappella a High Springs, in Florida, a nord-ovest di Gainesville. Le suore avrebbero un rifugio sicuro per praticare la loro regola di vita carmelitana, in un'istituzione privata indipendente non diocesana, benedetta dal vescovo Athanasius Schneider di Astana, in Kazakistan.

Pluralità senza relativismo /I primi cristiani in un mondo con molti dèi

Una osservazione interessante che interroga il nostro oggi.
Pluralità senza relativismo
I primi cristiani in un mondo con molti dèi


È ormai un luogo comune pensare che la sfida della pluralità religiosa sia un problema esclusivamente moderno. Eppure, il mondo in cui si esprimevano i primi cristiani era tutt'altro che uniforme in termini di credenze. L'Impero Romano era, a ben vedere, un ambiente religiosamente denso: templi, culti, misteri e filosofie coesistevano in una configurazione straordinariamente flessibile.

Eppure, questa pluralità si differenziava per un aspetto decisivo da ciò che oggi chiameremmo "pluralismo". Le religioni dell'impero, per la maggior parte, non pretendevano di detenere una verità universale in modo reciprocamente esclusivo. Erano locali, funzionali, spesso complementari. Una onorava gli dei della città, un'altra cercava la salvezza personale attraverso un culto misterico, un'altra ancora perseguiva la saggezza nelle scuole filosofiche. La contraddizione non veniva tanto risolta quanto ignorata.

martedì 21 aprile 2026

I nemici della Chiesa cattolica si stanno cibando dei “frutti” del Concilio Vaticano II

Nella nostra traduzione da Remnant. Per 60 anni ai cattolici è stato detto di non giudicare il Vaticano II dalle sue conseguenze... ma se l'esperimento "pastorale" producesse esattamente la confusione di cui i critici hanno avvertito fin dal primo giorno? Questa potente esposizione ripercorre il percorso dalle ambiguità del Vaticano II: Falso ecumenismo, Collasso dottrinale, Caos sinodale.

I nemici della Chiesa aspettavano questi "frutti" fin dall'inizio?
Sessant'anni dopo, i cattolici non possono più ignorare i frutti marci del Concilio Vaticano II. Robert Morrison analizza come l'ambiguità, il falso ecumenismo e la traiettoria post-conciliare di Roma abbiano alimentato la confusione, indebolito l'identità cattolica e incoraggiato i nemici della Chiesa.
Uno degli aspetti più importanti del Concilio Vaticano II, su cui concordano sia i suoi sostenitori che i suoi critici, è la sua impostazione "pastorale". Paolo VI lo ha chiarito in diverse occasioni, tra cui durante l'udienza generale del 6 agosto 1975:
“A differenza degli altri Concili, questo non fu di carattere dogmatico, bensì disciplinare e pastorale.”
Dalle parole di Paolo VI, è evidente che il Concilio Vaticano II si distingue dagli altri in quanto “non è stato direttamente dogmatico”. Le sue parole suggeriscono anche che esista una reale distinzione tra un approccio dogmatico e un approccio pastorale. Tuttavia, come ha scritto il professor Roberto de Mattei in Apologia della Tradizione, non esiste una vera tensione tra obiettivi pastorali e dogmatici.

Il Cristo distrutto nel Sud del Libano: anatomia di una decristianizzazione strategica

Qui l'indice degli articoli sulla questione mediorientale.
Il Cristo distrutto nel Sud del Libano:
anatomia di una decristianizzazione strategica

L'immagine che circola in queste ore non è un fotomontaggio. È la documentazione di un atto reale: un soldato delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), equipaggiato con elmetto e giubbotto tattico, che brandisce un pesante martello e colpisce con freddezza la figura di un Cristo crocifisso. Il gesto sembra essere quasi rituale. Non si tratta di un'esplosione casuale di guerra: è un atto di profanazione deliberata di un simbolo fondante della civiltà cristiana del Levante.

Questo episodio non è isolato. Si inserisce in un quadro più ampio e documentato di pressione sistematica sulle comunità cristiane del Sud del Libano, in particolare nei villaggi di Qlayaa, Alma al-Shaab, Rmeish, Debel e Ain Ebel – aree storicamente a maggioranza maronita e greco-melkita. Rapporti di fonti indipendenti e di agenzie ecclesiali confermano che, durante l'offensiva israeliana del 2024-2026, queste località hanno subito evacuazioni forzate, distruzioni di abitazioni e colpi diretti su edifici religiosi. Il 9 ottobre 2024, ad esempio, un raid aereo ha distrutto la chiesa di San Giorgio a Derdghaya, causando almeno otto morti tra i civili che vi avevano trovato rifugio. Nel marzo 2026, il parroco maronita di Qlayaa, padre Pierre al-Rahi, è stato ucciso da colpi di artiglieria mentre rimaneva al fianco della sua comunità.