Grazie a Res Novae – Perspectives romaines per la segnalazione. Potete trovare qui i precedenti sulla questione sinodale.
Una Chiesa che si rifiuta di insegnare
Riproduciamo questo testo pubblicato il 28 maggio 2026 da Paix Liturgique, che ringraziamo per la gentile concessione.
Si credeva, col pontificato di Francesco, di aver raggiunto il vertice di quanto la Chiesa, così com’era uscita dall’ultimo concilio, potesse produrre. Ora ci si rende conto, con alcune pubblicazioni apparse sotto il nuovo pontificato, che ormai si resta a quei livelli.
«Lo stile è l’uomo», diceva Buffon
Il Segretariato generale del Sinodo ha infatti pubblicato lo scorso 5 maggio due testi sbalorditivi [qui indice articoli]: i rapporti finali dei gruppi di studio 7 («Alcuni aspetti della figura e del ministero del vescovo in una prospettiva sinodale missionaria», in particolare i criteri di selezione dei candidati all’episcopato: GE_7_FRA_Synthese.pdf) e 9 («Criteri teologici e metodologici sinodali per il discernimento condiviso di questioni dottrinali, pastorali ed etiche emergenti»: GE-9_FRA_Synthese.pdf). Sbalorditivi per lo stile, poiché questi testi costituiscono una vera e propria antologia del modo astruso di esprimersi del discorso clericale postconciliare, discorso che persino l’IA avrebbe difficoltà a tradurre in un linguaggio chiaro.









