Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 25 gennaio 2026

Un nuovo cattolicesimo

Ci ho pensato anch'io, vedendo le immagini iperdiffuse dalla TV. Lo riprendo da Vigiliae.
Un nuovo cattolicesimo
Rev. Leon, 24 gennaio

Ci sono momenti nella vita della Chiesa che mettono silenziosamente in luce la distanza tra ciò che è scritto e ciò che è vissuto. Il funerale di Valentino, il celebre stilista italiano morto all'età di novantatré anni, celebrato in una basilica romana, è stato uno di questi. Non è accaduto nulla di sensazionale. Nessun dramma liturgico, nessun tumulto teologico. Solo una scena semplice e umana: due uomini che lo avevano amato – uno il suo compagno, l'altro un ex compagno – si sono alzati durante la liturgia per parlare di lui dall'ambone. Erano composti, sinceri, addolorati. L'assemblea ha ascoltato. E questo è tutto.

Dominica tertia post Epiphaniam (Adoráte Deum)

Ripubblico per i nuovi lettori, ma anche per tutti noi, per ripercorrere ogni volta l'anno liturgico con fedeltà e sempre ulteriore approfondimento. Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa di oggi.

Dominica tertia post Epiphaniam

Ps. 96, 7-8  - Adoráte Deum, omnes Ángeli eius: audívit, et laetáta est Sion: et exsultavérunt fíliae Iudae.
Ps. 96, 1 - Dóminus regnávit, exsúltet terra: laeténtur ínsulae multae. Glória Patri…
Ps. 96, 7-8 - Adoráte Deum, omnes Ángeli eius…
Sal. 96, 7-8 - Adorate Dio, voi tutti Angeli suoi: Sion ha udito e se ne è rallegrata: ed hanno esultato le figlie di Giuda. Sal. 96, 1 - Il Signore regna, esulti la terra: si rallegrino le molte genti. Gloria al Padre…
Sal. 96, 7-8 - Adorate Dio, voi tutti Angeli suoi…

L'instabilità della festa di Pasqua provoca quasi tutti gli anni un cambiamento nell'ordine secondo il quale si presentano nel Messale le domeniche che seguono. 
La Settuagesima risale spesso fino a gennaio, e talvolta avviene perfino che la Quinquagesima precede la festa della Purificazione. Di conseguenza, l'Ufficio delle ultime quattro Domeniche dopo l'Epifania può essere rinviato ad altra epoca del ciclo liturgico.

sabato 24 gennaio 2026

Ascoltare senza dare indicazioni: cosa è stato veramente l'incontro del Papa con la FSSP

Nella nostra traduzione da  Substack.com. Una lettura attenta del resoconto della Fraternità rivela un normale procedura pubblica, non un cambiamento nella politica liturgica, e mette in luce il divario tra fatti documentati e interpretazione fiduciosa. La FSSP è nota per la sua dichiarata fedeltà al concilio (è nata per questo) sulle cui critiche è assolutamente abbottonata. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone XIV.

Ascoltare senza dare indicazioni:
cosa è stato veramente l'incontro del Papa con la FSSP

Mark Lambert, 22 gennaio

La recente udienza tra Papa Leone XIV e i vertici della Fraternità Sacerdotale di San Pietro sembra essere stata ampiamente interpretata come un momento significativo nel rapporto in evoluzione tra il nuovo pontificato e il mondo tradizionalista. I commentatori favorevoli alla liturgia tradizionale sembrano aver ampiamente inquadrato l'incontro come prova di interesse personale, persino di amicizia, mentre altri hanno suggerito che segni un provvisorio disgelo dopo anni di inasprimento delle restrizioni previste dalla Traditionis Custodes. Una lettura più attenta delle prove disponibili, tuttavia, suggerisce una realtà più modesta e procedurale, che tuttavia è rivelatrice proprio per la sua moderazione.

Gergo postconciliare (un po' vintage ma sempre attuale)

Dal "lessico" conciliare. Riflessioni qui

Parola

Sempre maiuscolo: da «liturgia della Parola» a «Parola di Dio», o più semplicemente «la Parola». Si tratta della grande scoperta del Concilio: dopo secoli di diffidenza verso la Bibbia, la Chiesa ha «ripreso la Parola», ovvero ha riscoperto «il primato della Parola». Sarà per questo che ogni diocesi che si rispetti organizza una o più «scuole della Parola».
Locuzioni
«Porsi in ascolto della parola»
«La Parola che salva» o «la Parola di salvezza»
«Spezzare il pane della Parola»
«A partire dalla Parola»
«Rigenerati dalla Parola»
Citazioni
«Molfetta riparte dalla Parola» (titolo del quotidiano cattolico)
«Predicare la Parola significa dire Gesù Cristo» (un cartinale italiano)
«La radice che sostiene e sviluppa il rapporto della Chiesa con il mondo è la Parola di Dio, annunciata, ascoltata ed accolta; celebrata e vissuta in pienezza nella Eucarestia; portata ad efficacia di vita, testimoniata ed incarnata nella concretezza e nella complessità della storia» (dal discorso di un ex presidente di Azione cattolica)

Umanità e tragedia. La visione cristiana del male, della fragilità e dell'unica speranza di redenzione

Nella nostra traduzione da Vigiliae. Negli ultimi mesi – come in molti altri prima – il dibattito pubblico è stato scosso da ripetuti atti di violenza e crudeltà. Queste tragedie ci pongono di fronte a interrogativi scomodi sulla natura umana, sulla responsabilità morale e sui limiti della nostra presunta "umanità". Il saggio che segue invita il lettore a guardare oltre la superficie di questi eventi e a recuperare una comprensione teologica del peccato, della grazia e della redenzione. È un invito al realismo e alla speranza.

Umanità e tragedia
La visione cristiana del male, della fragilità e dell'unica speranza di redenzione
Rev. Leon, 22 gennaio

Un mondo ferito dalla tragedia
Di fronte all'ennesima tragedia – un altro omicidio, un altro atto di crudeltà, un'altra vita estinta per mano umana – siamo impressionati. Ci chiediamo come sia possibile un simile male. Facciamo appello a un vago "senso di umanità", sperando che possa frenare la violenza o ripristinare la dignità. Eppure la teologia cristiana offre una lente diversa: che vede la natura umana non come intrinsecamente buona, ma come ferita, fragile e incline al peccato.

La ferita del peccato originale
Fin dai primi secoli, i pensatori cristiani hanno riconosciuto che l'umanità non è semplicemente imperfetta, ma radicalmente guastata. La dottrina del peccato originale afferma che la condizione umana è segnata da una profonda frattura: la perdita della rettitudine originaria e un ripiegamento su se stessi. Agostino d'Ippona insegna che la volontà decaduta non può volgersi al bene con le proprie forze; paragona questa condizione a una persona che cerca di camminare con le gambe rotte, incapace di rialzarsi senza la grazia guaritrice (1). Giovanni Crisostomo mette in guardia dalle passioni che dominano l'anima e distorcono il giudizio (2). Tommaso d'Aquino afferma che, mentre la ragione può discernere certi beni, non può scegliere il bene ultimo senza la grazia (3).

venerdì 23 gennaio 2026

In Illo Tempore: II Domenica dopo l’Epifania

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella domenica precedente qui. Importante anche per i riferimenti al superamento dei problemi attuali.

In Illo Tempore: II Domenica dopo l’Epifania

Siamo entrati con decisione nel Tempo di Epifania, quel breve ma densissimo tratto dell’anno liturgico che ci conduce dalla grande Festa stessa verso la soglia della Settuagesima. Anche se il calendario avanza, permane una forte attrazione magnetica verso l’Epifania, come se la Chiesa, dopo aver contemplato una volta la manifestazione della gloria di Cristo, non riuscisse a distogliere facilmente lo sguardo. La Seconda Domenica dopo l’Epifania si colloca all’interno di questo campo di attrazione. Non è una domenica isolata, ma una domenica che continua a risuonare della luce rivelata per la prima volta il 6 gennaio, data che — è bene ricordarlo — l’Epifania ha sempre mantenuto, indipendentemente da successivi adattamenti o trasferimenti.

Marcel Lefebvre: un profeta inquietante?

Nella nostra traduzione da Vigiliae
Marcel Lefebvre: un profeta inquietante?
Una lettura cristiana di fedeltà, modernità e continuità
Rev. Leon, 20 gennaio

L’arcivescovo Lefebvre all’altare: un gesto di continuità e fedeltà.
Marcel Lefebvre (1905-1991) è spesso ricordato come una figura divisiva all'interno del cattolicesimo romano del XX secolo. Tuttavia, ridurlo a un simbolo di controversia oscura il significato più profondo della sua testimonianza. Vescovo missionario in Africa, Superiore Generale dei Padri dello Spirito Santo, Padre conciliare al Vaticano II e in seguito fondatore della Fraternità San Pio X, Lefebvre visse al crocevia di immensi cambiamenti ecclesiali. La sua vita solleva interrogativi che risuonano in tutte le tradizioni cristiane: che aspetto ha la fedeltà in un'epoca di incertezza dottrinale? Come dovrebbe rispondere la Chiesa alla modernità? E una voce liquidata come divisiva può essere invece intesa come un richiamo profetico alla Chiesa, che la richiama alle sue radici?

giovedì 22 gennaio 2026

Se la forma è anche sostanza...

Papa Leone XIV tornerà a celebrare la Messa in Coena Domini col rito della lavanda dei piedi, la sera di Giovedì Santo, nella Cattedrale di Roma, ovvero la basilica di San Giovanni in Laterano. La celebrazione si terrà alle 17:30 del 2 aprile, mentre la mattina dello stesso giorno celebrerà, nella basilica di San Pietro, la messa del Crisma.
Lo si apprende dagli appuntamenti pubblicati sul sito della Prefettura della Casa Pontificia. Si torna così alla tradizione interrotta da Papa Francesco che fin dal primo anno di pontificato aveva scelto, per questa celebrazione, luoghi come le carceri o i centri di accoglienza per migranti.

I pretacci, i carismatici, i neocatecumenali, e quel Ratzinger che pur rendendosi conto...

Contraddizioni che vengono da lontano [qui - quiqui].
[Ratzinger, allora Prefetto della Dottrina per la Fede] definì «drammaticamente urgente un rinnovamento della coscienza liturgica, una riconciliazione liturgica», che riannodasse «la comunione nella Fede, l'unità universale della Chiesa e della sua storia», ed aiutasse a penetrar più profondamente nel «mistero di Cristo vivente». A fronte di tali premesse, non fa meraviglia né il suo parlare di «comparse quasi teatrali», né il suo accorato lamento perché l'essenziale della preghiera liturgica era stato «degradato in un generico agire [...] misconosciuto il vero teodramma della liturgia [...] ridotto a parodia».

Paolo Pasqualucci. Disputa con il prof. Roberto de Mattei sul “mito asburgico”

Gli approfondimenti del prof. Pasqualucci sul mito asburgico non sono nuovi per noi. Vedi precedenti qui - qui. Abbiamo ora l'opportunità di cogliere altri aspetti interessanti dalla disputa col prof. De Mattei ripresa di seguito, al solito molto equilibrata e ben documentata. In sintesi, secondo Pasqualucci, un conto è la giusta rivalutazione storica (contro i pregiudizi anticattolici e gli odi politici di un tempo) dei non pochi meriti della plurisecolare monarchia danubiana; altro conto lasciarsi andare a sopravvalutazioni ed esaltazioni che tendono a sfociare nel mito, con il risultato di proporre modelli del tutto irripetibili ed illusori per la rinascita di uno Stato autenticamente cristiano in Italia.

Disputa con il prof. Roberto de Mattei sul “mito asburgico” -- 1

Sul blog del prof. Roberto de Mattei, “Corrispondenza romana”, il 15 dicembre 2025, è apparso un articolo del giornalista e saggista Antonio Socci, intitolato “Cosa Sarajevo ci insegna sull’Ucraina”, ripreso dal sito ‘Libero quotidiano’. Prendendo spunto da una frase di Trump “detta alla Ue, all’Ucraina e alla Russia – Basta con questi giochetti: vi ritroverete nella terza guerra mondiale. Non vogliamo che succeda”, Socci fa un parallelo con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale provocato dall’uccisione a Sarajevo, in Bosnia, il 28 giugno 1914, dell’Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austriaco, e della moglie, entrambi in visita ufficiale, esecutori terroristi serbi irredentisti legati ad elementi estremisti dei servizi segreti di Belgrado. Il conflitto russo-ucraino da intendersi, quindi, come possibile detonatore di un conflitto europeo su larga scala e addirittura mondiale? La situazione odierna è alquanto diversa rispetto al 1914 ma il pericolo c’è, naturalmente; ne siamo tutti consapevoli e speriamo tutti che si possa arrivare finalmente ad una pace dignitosa e duratura.