Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

mercoledì 4 febbraio 2026

Papa Leone loda il documento vaticano che ha respinto i titoli di "Corredentrice" e "Mediatrice" della Madonna

Papa Leone loda il documento vaticano che ha respinto
i titoli di "Corredentrice" e "Mediatrice" della Madonna


Leggo su  LifeSiteNews che Leone XIV ha elogiato la nota dottrinale di novembre 2025 del Dicastero della dottrina della fede, firmata dal cardinale Fernández, prefetto eterodosso e noto come pornografo (qui), che ha respinto il titolo della Beata Vergine di “Corredentrice” e poi anche quello di “Mediatrice di tutte le Grazie” affermando che il titolo di “Corredentrice” – che santi e pontefici hanno usato per secoli – è diventato teologicamente “inutile” perché può richiedere molte spiegazioni per essere compreso.
Nel discorso pronunciato il 29 gennaio, in cui ringraziava la DDF per il lavoro svolto su diversi documenti dottrinali negli ultimi anni, il pontefice ha brevemente lodato il lavoro svolto appunto sulla nota Mater Populi Fidelis

Le Beatitudini: la bussola morale della persona umile

Sant'Agostino, quando gli fu chiesto di nominare le tre virtù più importanti, rispose: "umiltà, umiltà, umiltà". L'umiltà è centrale nel cristianesimo.

Le Beatitudini: la bussola morale della persona umile

Sant'Agostino, quando gli fu chiesto di nominare le tre virtù più importanti, rispose: "umiltà, umiltà, umiltà". L'umiltà è centrale nel cristianesimo. I cristiani sono coloro che presentano Gesù al mondo come suo unico Salvatore, lasciando che il Suo Spirito parli e operi attraverso di loro come membri della Sua Chiesa. Questo richiede di dare a Gesù e alla condivisione della nostra fede in Lui la priorità basilare della nostra vita. Ciò richiede umiltà, il che non è facile poiché la nostra natura decaduta cerca di glorificare l'ego. La sfida del cristianesimo, e il motivo per cui ha un effetto così purificante sull'individuo e sulla comunità, è che ci riporta con i piedi per terra e ci offre le Beatitudini come nostro codice morale.

Che cos'è la poesia? Molto più di quanto si possa pensare...

Nella nostra traduzione da Via Mediaevalis. Pensieri che ci aiutano a scoprire qualcosa d'altro e oltre rispetto a tante banalità di una realtà che, specialmente nel nostro tempo, può apparire priva di senso.

Che cos'è la poesia?
Molto più di quanto si possa pensare...

Le immagini in questo scritto provengono da una miniatura del XIII secolo che raffigura la creazione del mondo.

La parola compare frequentemente in questa newsletter e sembra assumere significati diversi in momenti diversi. Poesie, poesia, letteratura poetica, esperienza poetica, modi di pensare poetici... Qual è l'essenza di tutto questo? Quale realtà più profonda la parola "poesia" o "poetico" cerca di trasmettere? E perché dovrebbe interessarci? Sicuramente l'economia continuerebbe a funzionare, i raccolti continuerebbero a crescere e Amazon continuerebbe a consegnare i pacchi, anche se nessuno leggesse, scrivesse e parlasse di poesia.

Innanzitutto, sgomberiamo un equivoco che è destinato a esistere in una società in cui le lezioni di inglese devono essere inserite negli spazi vuoti tra analisi matematica e biologia: "poesia" non equivale a "testi di fantasia con versi che finiscono, spesso in rima, prima del lato destro della pagina". Un esempio, per gentile concessione di Hilaire Belloc:

martedì 3 febbraio 2026

Contatti tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X per evitare strappi

Ne hanno dato pronta notizia su X. E su Vatican News: Rispondendo alle domande dei giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede ha sottolineato che, dopo l’annuncio di alcune ordinazioni episcopali a luglio, i colloqui tra le parti proseguono. Deo Gratias. Preghiamo!


Apprendiamo da Vatican News :
Contatti tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X per evitare strappi

“Proseguono i contatti tra la Fraternità San Pio X e la Santa Sede, la volontà è quella di evitare strappi o soluzioni unilaterali rispetto alle problematiche emerse”. Così Matteo Bruni, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rispondendo alle domande dei giornalisti riguardo l’annuncio di ieri, 2 febbraio, da parte della Fraternità, di prossime consacrazioni episcopali in programma il primo luglio nel Seminario Internazionale San Curato d’Ars a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia.
Nel comunicato della Fraternità San Pio X, si fa riferimento ad una lettera inviata alla Santa Sede in cui si esprimeva “la necessità particolare della Fraternità di assicurare la continuità del ministero dei propri vescovi”. La Santa Sede – si legge nel comunicato – ha inviato “una lettera che non risponde in alcun modo alle nostre richieste”, da qui la scelta di procedere sulla strada indicata.

Sulla richiesta al papa di mons. Schneider della pax liturgica

Stralcio da Guía Católica il testo che segue che commenta una notizia già fornita qui. Maggiori dettagli sulla posizione di mons. Schneider li troviamo nell'intervista a Diane Montagna pubblicata  qui. In ogni caso chiedere una “pace liturgica” è come ammettere che il Novus Ordo Missae e la Messa cattolica tradizionale siano la stessa cosa e producano gli stessi effetti. Si tratta di un'altra versione “pacifista” della ermeneutica della continuità ratzingeriana, che fa coesistere e coabitare due riti diametralmente opposti per teologia ed ecclesiologia. Uno (il NOM), neo-protestante, e l'altro (la Messa dei secoli codificata a Trento) genuinamente cattolico e indiscutibile. Tutto sommato Mons. Schneider ha alzato la bandiera di resa. Tuttavia, realisticamente, questa — con le note premesse sull'enfatizzazione ormai irreversibile, ribadita dallo stesso Leone, della lex orandi conciliare — appare come l'unica soluzione possibile e neppure scontata... Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone XIV. 

Sulla richiesta al papa di mons. Schneider  della pax liturgica

Il vescovo Athanasius Schneider ha rivelato di aver chiesto direttamente a Papa Leone XIV la promulgazione di un documento magistrale forte e definitivo — una Costituzione apostolica — per proteggere stabilmente la Messa tradizionale e restituire la pace liturgica alla Chiesa.

Come spiegato, questa proposta mira a superare le restrizioni imposte nel 2021 da Traditionis custodes e a garantire una convivenza pacifica e senza ostacoli tra la Messa usus antiquior e il rito romano post Concilio Vaticano II.

Schneider è stato chiaro: non si tratta di un altro motu proprio, ma di un documento di maggiore peso giuridico e spirituale, capace di dare chiarezza, stabilità e sicurezza a lungo termine. Una legge pontificia che sia al di sopra delle decisioni mutevoli e che protegga i diritti dei sacerdoti e dei fedeli.

Uno dei punti più importanti è questo:
se il Papa stabilisce questo quadro giuridico, nessun vescovo potrebbe vietare o limitare la Messa tradizionale quando un sacerdote la celebra legittimamente. Non per ribellione, ma per obbedienza a una legge superiore della Chiesa.

Inoltre, il vescovo propone qualcosa di profondamente simbolico e necessario: smettere di chiamare la Messa tradizionale "straordinaria" e riconoscere entrambe le forme del Rito Romano come ordinarie. Non una come eccezione, non come concessione, ma come espressione viva e legittima della fede cattolica.

Questa non è nostalgia.
Non è divisione.
È giustizia liturgica.
È riconciliazione.
È riconoscere che ciò che ha santificato generazioni non può essere trattato come un problema.

Molti fedeli amano la Messa tradizionale non per ideologia, ma perché lì hanno trovato silenzio, riverenza, bellezza e Dio. Chiedere la pace non è attaccare. Chiedere la libertà non è disobbedire.

Oggi questa voce episcopale parla per milioni che pregano in silenzio.
Speriamo che venga ascoltata.

Il Vaticano conferma il controverso progetto di un ristorante sulla terrazza della Basilica di San Pietro

Purtroppo non sono voci inattendibili. Diversi prelati, parlando in forma anonima, hanno espresso delle riserve sull'idea che gruppi di visitatori mangiassero e bevessero sopra la tomba di San Pietro. Perfetta continuità col pontificato precedente e coi suoi processi di musealizzazione di molti ambienti.  

Il Vaticano conferma il controverso progetto
di un ristorante sulla terrazza della Basilica di San Pietro


Lifesitenews rivela che il quotidiano italiano Il Messaggero dà notizia dell'esistenza di lavori top secret sulla terrazza della Basilica di San Pietro, che prevedono la costruzione di un bistrot.
Successivamente, tra le forti perplessità di sacerdoti e vescovi sull'opportunità di trattare in questo modo il cuore del cattolicesimo – proprio sopra la tomba del primo Papa – il Vaticano ha confermato i progetti in un comunicato ufficiale, che afferma: "Per rispondere all'aumento dei flussi di visitatori, si sta valutando un ampliamento della superficie della terrazza accessibile ai pellegrini. Ciò contribuirebbe ad agevolare la concentrazione dei visitatori all'interno della Basilica e a favorire un clima di maggiore raccoglimento. In questo contesto, alcuni spazi verrebbero resi disponibili per ampliare il piccolo punto ristoro già presente".

Roche, Fernández e il crollo delle competenze nel cuore della Chiesa

Nella nostra traduzione da catholicunscripted.com cogliamo valide argomentazioni sul mantenimento di nomine problematiche a funzioni di rilievo in ambito curiale; il che dimostra che la crisi nella Chiesa è sempre più consolidata sia pure, ora, mascherata da uno stile più consono alla dua dignità. 

Roche, Fernández e
il crollo delle competenze nel cuore della Chiesa

Come Roma ha elevato Roche e Fernández e indebolito la propria autorità

Temo che l'attuale pontificato rischi di normalizzare un divario sempre più ampio tra autorità e competenza, un divario che è diventato preoccupantemente più evidente quando agli alti funzionari è stato chiesto di giustificare per iscritto politiche controverse. Due recenti interventi da Roma hanno messo nettamente in luce tale divario. Il saggio del Cardinale Arthur Roche in concistoro, in difesa della logica e dell'attuazione della Traditionis Custodes [qui - qui], e la meditazione del Cardinale Víctor Manuel Fernández alla sessione plenaria del Dicastero per la Dottrina della Fede [qui - qui], offrono insieme una preoccupante visione della fragilità intellettuale e istituzionale che tuttora plasma il governo centrale della Chiesa.

lunedì 2 febbraio 2026

Mons. Viganò esprime il suo sostegno alla FSSPX

Scrive Mons. Viganò su X:
La decisione della Fraternità Sacerdotale San Pio X di consacrare nuovi Vescovi il prossimo primo luglio dimostra l’impossibilità di qualsiasi dialogo con la Santa Sede.

Il rifiuto del Vaticano di assecondare le richieste della Fraternità conferma un doppio standard:
da una parte, la sinodalità apre la via allo scisma senza che ciò costituisca un problema né da parte di chi la impone dall’alto, né di chi la subisce dal basso;
dall’altra, una Fraternità Sacerdotale di sicura ortodossia si vede negare il permesso di consacrare nuovi Vescovi proprio perché essa non è scesa a compromessi con la rivoluzione conciliare, di cui la sinodalità è massima espressione.
Quando la Gerarchia si rende complice della demolizione della Chiesa, l’unica soluzione è appellarsi allo stato di necessità e garantire la Successione Apostolica per il bene delle anime. Nulla è cambiato rispetto al 1988, e possiamo anzi dire che la situazione sia drammaticamente peggiorata.
Esprimo dunque il mio pieno sostegno alla decisione assunta dalla Fraternità San Pio X. 

Il 1° luglio 2026 La Fraternità Sacerdotale San Pio X consacrerà nuovi vescovi

Il prossimo 1° luglio, la Fraternità Sacerdotale San Pio X consacrerà nuovi vescovi: «Dalla Santa Sede una lettera che non risponde in alcun modo alle nostre richieste». Ne accennavamo qui. Ora evidentemente è maturato il tempo...

Comunicato FSSPX del 2 febbraio 2026.

In questo 2 febbraio 2026, festa della Purificazione della Santa Vergine, il Reverendo Padre Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, nel corso della cerimonia della vestizione da lui presieduta presso il Seminario Internazionale San Curato d’Ars a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia, ha annunciato pubblicamente la sua decisione di affidare ai vescovi della Fraternità il compito di procedere a nuove consacrazioni episcopali, il prossimo 1º luglio.

Lo scorso agosto ha chiesto la grazia di un’udienza con il Santo Padre, manifestando il desiderio di esporre filialmente la situazione attuale della Fraternità Sacerdotale San Pio X. In una seconda lettera, ha espresso esplicitamente la necessità particolare della Fraternità di assicurare la continuità del ministero dei propri vescovi, che da quasi quarant’anni percorrono il mondo per rispondere ai numerosi fedeli legati alla Tradizione della Chiesa, i quali richiedono che siano conferiti, per il bene delle loro anime, i sacramenti dell’Ordine e della Confermazione.

2 febbraio/ Avviso Sant'Anna al Laterano

Ricordo che oggi, Lunedì 2 febbraio, Festa della Purificazione di Maria (Candelora):
- ore 16.00 Benedizione delle candele, Processione, S. Messa solenne.
Vedi qui approfondimenti storici e sulla Liturgia.

Nel tempo dopo l'Epifania la Festa della Candelora ci fa gustare ancora il clima del Natale. Nell'usus antiquior la Festa è chiamata "Nella Purificazione di Maria", nell'usus recentior della "Nella Presentazione di Gesù al tempio". Nella legge di Mosè ogni primogenito maschio del popolo ebraico era considerato offerto al Signore, ed era previsto che i genitori lo riscattassero con l'offerta di un sacrificio. Inoltre, secondo la stessa legge di Mosè la madre di ogni nato, indipendentemente dal fatto che il pargolo fosse il primogenito, si recava al tempio per la purificazione 40 giorni dopo la sua nascita. Ai tempi di Gesù era previsto che, 40 giorni dopo la nascita, avvenissero simultaneamente la purificazione della madre e l'offerta del primogenito, e così avvenne per Maria e Giuseppe. Da qui la festa del 2 febbraio, che cade 40 giorni dopo il Natale. Anticamente la Festa era celebrata il 14 febbraio, 40 giorni dopo l'Epifania, come ricorda un'antica pellegrina in Terra Santa: «Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima» (Peregrinatio Aetheriae 24,4). La simbologia è molto chiara.