sabato 15 agosto 2020

Miti e leggende di Santa Sofia

Mentre si abbattono statue e si riscrive la storia non sembra aver suscitato tutto questo scalpore la trasformazione in moschea del museo di Santa Sofia a Istanbul. Una parolina di papa Francesco, qualche articolo coraggioso, la protesta di Salvini davanti all’ambasciata turca a Roma. In fondo, si dice, era già stata moschea per quasi cinque secoli, e poi non è meglio che quel luogo sia riaperto al culto? Isolate voci hanno espresso persino un timido apprezzamento per la mossa di Erdogan che ha superato col fanatismo neo-ottomano il laicismo massonico di Ataturk. Eppure Santa Sofia sembra parlare poco ai nostri cuori, alla nostra memoria collettiva. Non così per il mondo ortodosso, segnatamente per i greci che nell’islamizzazione di Santa Sofia rivivono un antico trauma.

venerdì 14 agosto 2020

Vaccini da feti abortiti e obiezione di coscienza - Amedeo Rossetti

È accertato che molti vaccini contengano cellule umane, derivanti da feti di bambini abortiti volontariamente; questo viene spiegato bene da molti scienziati e medici ed è stato confermato anche da organi ufficiali della Chiesa Cattolica.

La Pontificia Accademia per la Vita nel 2005 ha pubblicato le “Riflessioni morali circa i vaccini preparati a partire da cellule provenienti da feti umani abortiti”, in cui si legge una chiara condanna di questi prodotti ed un invito ad esercitare l’obiezione di coscienza nei loro confronti, che troviamo anche nell’Enciclica. Evangelium vitae, nr. 74, di Giovanni Paolo II. [Ora la PAV, che non è più quella fondata da Giovanni Paolo II [qui], ha abolito la facoltà di teologia morale: qui - qui e anche qui -ndr]

Arcivescovo Viganò: Cristo Re è stato 'detronizzato' non solo 'dalla società ma anche dalla Chiesa'

Testo originale italiano della Meditazione pronunciata dall'Arcivescovo Carlo Maria Viganò, sull’importanza della regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e sul diabolico piano per distruggerla fuori e dentro la Chiesa, nel corso del meeting annuale dei membri di LifeSiteNews, avvenuto il 6 agosto, cui ha partecipato telefonicamente.
Qui indice degli articoli relativi al dibattito sull'attuale crisi della Chiesa. Su Cristo Re, potete approfondire qui - quiqui 

L'importanza della regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo
e il diabolico piano per distruggerla fuori e dentro la Chiesa

di Carlo Maria Viganò

Te adoret orbis subditus

O ter beata civitas
cui rite Christus imperat,
quae jussa pergit exsequi
edicta mundo caelitus!
O tre volte beata la società,
cui Cristo legittimamente comanda,
che esegue gli ordini
che il cielo ha impartito al mondo!

Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo. E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti» (Matteo 7, 1-9) 

Permettetemi, cari amici, di condividere con voi alcune riflessioni sulla Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo, manifestata nella Trasfigurazione che celebriamo oggi, dopo altri episodi significativi della vita terrena del Signore: dagli Angeli sopra la Grotta di Betlemme, all’Adorazione dei Magi, al suo battesimo nel fiume Giordano.

giovedì 13 agosto 2020

Monsignor Gänswein: la malattia di Benedetto XVI si sta “placando”

L'Arcivescovo Georg Gänswein, in un'intervista al giornale “Südkurier” – “Der eremitierte Papst Benedikt XVI. befindet sich laut seinem Privatsekretär Georg Gänswein auf dem Weg der Besserung” (Il Papa emerito Benedetto XVI è in via di guarigione secondo il suo Segretario particolare Georg Gänswein) –, ha affermato che l'infiammazione virale che ha colpito al volto Sua Santità Benedetto XVI [vedi], non ha mai messo in pericolo la sua vita, ma è stata molto dolorosa e ora si sta “placando”.
L’Arcivescovo Gänswein, che già giorni fa aveva dichiarato: la malattia “non è grave”, nell'intervista ha commentato anche alcuni resoconti dei media che, con titoli eclatanti non supportati da contenuti corrispondenti, suggerivano che Benedetto XVI fosse gravemente malato e quasi in punto di morte, sottolineando addirittura che recentemente avrebbe determinato il suo futuro luogo di sepoltura nelle Grotte Vaticane sotto la Basilica di San Pietro e ultimato il testamento spirituale. Gänswein ha dichiarato che il testamento è stato redatto già nel 2006 e aggiunto: “Per quanto tempo il buon Dio lo manterrà in vita, nessuno di noi lo sa” (e così è -ndr). [Fonte]

Si può dare valore venale alla vita?

Credevamo di averle sentite tutte... Riprendo da segnalazioni di lettori.

Secondo il Times è giunta l’ora di metter e un prezzo alla vita umana. Secondo alcuni questo sarebbe progresso. Secondo me no. Difendere la vita è civiltà e condizione necessaria perché una società umana possa realmente definirsi tale. Siete d’accordo con me?
Sarebbe necessario, secondo l’autore dell’articolo, andare oltre quei blocchi culturali dati dal cristianesimo che ci hanno impedito di progredire in questo senso. Non ho timore di dire che troverà in me e in tante altre persone degli strenui difensori di quei paletti culturali che non sono impedimenti per il progresso, ma argini alla barbarie. Ogni vita è unica e irripetibile. Ogni persona ha il diritto fondamentale alla vita, condizione necessaria per ogni altro diritto. Mettere un prezzo alla vita umana non è essere mentalmente illuminati, è un baratro in cui non dobbiamo cadere. (Matteo Di Benedetto)
* * *
Quando la vita costa troppo o diventa intralcio

Card. Burke: un candidato alla Presidenza favorevole all'aborto non può ricevere la Santa Comunione

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un articolo di Martin Bürger su significative dichiarazioni del Card. Burke in occasione di una recente intervista. Retta prassi basata sulla retta dottrina.

L'ex prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura apostolica ha insistito sul fatto che i politici cattolici pro-aborto che si accostano alla comunione causano "uno scandalo".
La scorsa settimana, su Fox News, il cardinale Raymond Burke ha ribadito che ai politici che si dicono “cattolici”, incluso il candidato presidenziale democratico Joe Biden, deve essere negata la Comunione,  a causa del loro sostegno a politiche contrarie alla legge naturale e all’insegnamento fondamentale della Chiesa, compresi temi come l’aborto e l’omosessualità.
Nel corso dell'intervista, rilasciata l'8 agosto a Martha MacCallum, Burke ha detto: “Non possono presentarsi per ricevere la Santa Comunione, perché non sono in comunione con Cristo”.  “Non si tratta di una punizione. In realtà, dire loro di non accostarsi alla Santa Comunione è un favore a queste persone perché, se lo fanno, commettono un sacrilegio”.
Il cardinale Burke è l’ex prefetto del Tribunale supremo della Segnatura apostolica, il più alto tribunale vaticano. Prima di allora è stato arcivescovo di St. Louis, Missouri e vescovo di La Crosse, Wisconsin.

mercoledì 12 agosto 2020

Pro o contro il Concilio, la Chiesa nel vortice. Linee guida per una pacificazione

Sandro Magister pubblica l'articolo di Pietro De Marco ripreso di seguito, che si inserisce nell'ormai accesa disputa sul Vaticano II, prendendo in considerazione l'intera frastagliata galassia delle diverse correnti e relative posizioni, nell'intento di trovare un terreno di confronto comune da cui partire per la prosecuzione del serio dibattito. L'articolo è preceduto da un abstract per agevolarne la lettura. De Marco, filosofo e storico di formazione, già docente di sociologia della religione nell’Università di Firenze e nella Facoltà teologica dell’Italia centrale. Potete trovare qui il nutrito indice dei precedenti innescati dagli autorevoli e significativi contributi  Viganò-Schneider.

ABSTRACT
La disputa, di estensione internazionale, che si è accesa sullo statuto di verità del Concilio Vaticano II, ovvero sui suoi errori, sulla sua costitutiva eresia, va presa sul serio, esaminata, appunto, nella sua verità.
L’autore sostiene la necessità di un accordo preliminare che permetta sia alla maggioranza pro-conciliare (moderata o radicale) che ha assorbito un Concilio parziale o di maniera, sia alle minoranze critiche tradizionali e tradizionalistiche, di trovare il terreno di confronto. Questo accordo richiede:
  1. la rinuncia al pregiudizio discontinuista che impedisce (nei tradizionalisti come nei conciliaristi radicali) l’esame del “corpus” conciliare per ciò che esso è, genealogicamente e testualmente, e anzitutto come evento della Tradizione;
  2. il riconoscimento di uno o più sottoinsiemi problematici nel “corpus” conciliare, che sembrano legittimare le opposte visioni del Concilio come frattura;
  3. il riconoscimento che il lavoro dei Padri e dei periti conciliari intese svolgersi in continuità sostanziale con l’ordine cattolico, istituzionale e dogmatico, ricostruito dopo la crisi modernistica;
  4. la realtà, spesso diagnosticata dai critici tradizionali, di culture teologiche neo-modernistiche responsabili del travisamento dei testi conciliari, nelle diverse fasi del post-Concilio.
    L’esame oggettivo della “intentio auctorum” potrà evitare quella sopravvalutazione, in direzioni opposte, dell’evento-Concilio, che ha condotto novatori e utopisti ad abbandonarlo per realizzarlo, e tradizionalisti a cristallizzarlo per condannarlo “in toto”.

Mario Draghi ed i gesuiti - Gianfranco Amato

Cosa può legare Jorge Mario Bergoglio, cui alcuni attribuiscono giovanili simpatie peroniste, con il mondialista Mario Draghi? Cosa possono avere in comune il campione argentino degli ultimi, degli oppressi, dei poveri con il rappresentante italiano in Europa osannato dai poteri forti, dall’oligarchia finanziaria, dalla plutocrazia globalista?
La domanda è più che lecita visto che il Papa in persona ha voluto nominare Draghi membro della Pontifica Accademia delle Scienze Sociali, e visto che lo ha incontrato solo un paio di volte in vita sua.
La prima occasione è stata il 19 ottobre 2013, durante un’udienza personale concessa a Mario Draghi e famiglia, mentre la seconda si è presentata il 6 maggio 2016, quando il Papa ricevette il prestigioso internazionale Premio Carlo Magno – il massimo riconoscimento europeo – nella Sala Regia del Palazzo Apostolico. In quel caso Mario Draghi era seduto tra i massivi livelli politici ed economici dell’Unione, insieme ad Angela Merkel, Jean Claude Junker, Martin Schultz e Donald Tusk. Fu proprio in quell’occasione che Bergoglio, nel discorso di ringraziamento per il premio ricevuto, disse espressamente di «sognare un’Europa capace di dare alla luce un nuovo umanesimo [qui - qui] basato su tre capacità: la capacità di integrare, la capacità di dialogare e la capacità di generare». Chi scrisse il discorso al Papa si dimenticò di citare Gesù Cristo, ma sono molti, ormai, nei Sacri Palazzi a ritenere che il nuovo concetto di “umanesimo” possa anche prescindere dalla figura del Figlio di Dio.

martedì 11 agosto 2020

La 'Battaglia di San Rafael' si intensifica con l'intervento di Aguer e Viganò

Lungi dal placarsi, la tempesta sollevata dal vescovo argentino Eduardo Taussig dopo l'ordine di chiusura del seminario diocesano di San Rafael, il più grande dell'Argentina, per "disobbedienza" poiché i seminaristi si sono rifiutati di ricevere la comunione in mano, la polemica si intensifica per effetto di una lettera del vescovo emerito di La Plata, Héctor Aguer1 [qui] e il tornare alla carica di Taussig.
"Sono profondamente dispiaciuto per quello che è successo a San Rafael, a causa di un tuo gravissimo errore: il decreto sulle modalità della comunione", scrive l'arcivescovo emerito di La Plata, Héctor Aguer. “Ti ho espresso la mia opinione le due volte che mi hai chiamato al telefono. Ho spiegato le ragioni nel mio articolo "La comunione in tempo di pandemia", pubblicato su "InfoCatólica" [qui]. Prego per voi e per la diocesi. E, in modo molto speciale, per i sacerdoti e i seminaristi. Spero che queste vocazioni non vadano perse”.

L'Arcivescovo C.M. Viganò risponde a P. Thomas Weinandy

È in atto un subdolo e vile tradimento alla Chiesa.

10 Agosto 2020
San Lorenzo, martire
Reverendo Padre Thomas,
ho letto con attenzione il Suo saggio Vatican II and the Work of the Spirit apparso su Inside the Vatican il 27 Luglio 2020 (qui). Mi pare che il Suo pensiero possa esser riassunto in queste due frasi:
«Condivido molte delle preoccupazioni espresse e riconosco la validità di alcune problematiche teologiche e questioni dottrinali enumerate. Mi trovo tuttavia a disagio nel concludere che il Vaticano II sia, in qualche modo, la fonte e la causa diretta dell'attuale stato scoraggiante della Chiesa».
Mi permetta, reverendo Padre, di usare come auctoritas nel risponderLe un Suo interessante scritto, Pope Francis and Schism, pubblicato su The Catholic Thing lo scorso 8 Ottobre 2019 (qui - testo italiano qui). Le Sue osservazioni mi consentono di evidenziare un’analogia che spero possa contribuire a chiarire il mio pensiero e a dimostrare ai nostri Lettori che alcune apparenti divergenze possono trovare composizione proprio grazie ad una proficua disputatio che abbia come scopo principale la gloria di Dio, l’onore della Chiesa e la salvezza delle anime.

lunedì 10 agosto 2020

Il Vaticano II e il Calvario della Chiesa

Ecco il recente intervento di Padre Serafino Lanzetta, nell'alveo del dibattito riaccesosi sul Vaticano II [vedi indice], consigliato vivamente da Peter Kwasniewski in conclusione del suo articolo [qui] come uno dei migliori interventi: un esempio di trattazione equilibrata e profondità di pensiero richieste dalla gravità del soggetto.

Si è riacceso di recente il dibattito sulla corretta interpretazione del Concilio Vaticano II. È vero che ogni concilio porta con sé problemi interpretativi e molto spesso ne apre di nuovi anziché risolvere quelli prefissatisi. Il mistero porta sempre con sé una tensione tra il detto e l’indicibile. Basti rammentare che la consustanzialità del Figlio con il Padre del Concilio di Nicea (325), contro Ario, fu stabilita in modo inconcusso solo sessant’anni dopo con il Concilio di Costantinopoli (385), quando fu definita anche la divinità dello Spirito Santo. Venendo a noi, dopo circa sessant’anni dal Concilio Vaticano II abbiamo non la chiarificazione di qualche dottrina di fede ma un ulteriore obnubilamento. La Dichiarazione di Abu Dhabi (4 febbraio 2019) [vedi indice] stabilisce con tutta sicurezza che Dio vuole la pluralità delle religioni come vuole la diversità di colore, di sesso, di razza e di lingua. Al dire di Papa Francesco, sul volo di ritorno dopo la firma del documento, «dal punto di vista cattolico il documento non è andato di un millimetro oltre il Concilio Vaticano II». Certo si tratta più di un legame simbolico con lo spirito del Concilio che echeggia nel testo della Dichiarazione sulla Fratellanza Umana. Eppure, un legame c’è e non è certamente l’unico con l’oggi ecclesiale. Segno che tra il Concilio di Nicea a il Vaticano II c’è una differenza che bisogna tenere in considerazione.

La "maledizione" di Hagia Sophia: 3.000 turchi hanno contratto il coronavirus nel corso della prima preghiera

Un po' di cronaca spicciola... Ma vi invito a leggere, a seguire, un commento di Francesco Colafemmina il giorno della trasformazione in Moschea dell'antica basilica. A breve pubblicherò il suo articolo: I miti e le leggende di Santa Sofia.

In Turchia si stanno diffondendo voci su una "maledizione" di Hagia Sophia perché è stata trasformata in moschea.
La voce, superstiziosa, è alimentata da fatti reali e teorie del complotto da parte del regime turco.
  1. Ad esempio, il genero di Erdogan, Berat Albayrak, ha affermato che la sterlina turca stava crollando come punizione per Hagia Sophia.
  2. Il muezzin di Hagia Sophia Osman Oslan è morto per un attacco di cuore all'interno della basilica [qui]. E ora è arrivato il terzo "colpo":
  3. Tremila turchi, tra coloro che venerdì si sono precipitati a pregare nella Basilica di Santa Sofia, trasformata in moschea, hanno contratto il coronavirus.
La rivelazione sul coronavirus è stata fatta dal dottore universitario turco, dott. Sharp Ouner (Sarp Üner) il quale, intervenuto su "Cumhuriyet", ha riferito che non è stata osservata alcuna misura di protezione tra i credenti; il che ha provocato la diffusione del coronavirus. - Fonte (traduzione Chiesa e postconcilio)
* * * 
Le leggende che avvolgono Santa Sofia ci introducono al mistero della teologia della storia e ci ricordano la grande potenza simbolica dei luoghi del sacro.
Quella potenza che oggi è simboleggiata dalle campane a lutto che in questo momento stanno risuonando nelle chiese di Salonicco, di Atene, Patrasso, Creta, fino alle più piccole isole dell'Egeo, dove i pope tirano la corda dei piccoli campanili bianchi, nel silenzio interrotto dal canto delle cicale. Un dolore profondo pervade l'Ellenismo in queste ore, lo stesso che si diffuse nell'Europa cristiana all'indomani del 29 maggio del 1453.
Ha ragione la grande bizantinista Eleni Glikatsi Arveler: quella di oggi è la seconda caduta di Costantinopoli. Ma i miti e le leggende di Santa Sofia ci dicono che la storia non si concluderà qui. (Francesco Colafemmina)

L’Apocalisse adesso? - don Elia

In generationem et generationem
annuntiabo veritatem tuam in ore meo
(Sal 88, 2).
«Di generazione in generazione annuncerò la tua verità con la mia bocca». Le attestazioni dei Salmi si avverano pienamente soltanto sulle labbra del Figlio di Dio. Anche in questo caso, Egli solo può svolgere in perpetuo la funzione di assertore della verità, poiché vive in eterno alla destra del Padre. Sulla terra, dove dall’Ascensione non è più fisicamente presente, Gesù parla a tutte le generazioni nel Suo Corpo Mistico, in particolare per mezzo di coloro che, costituiti nel ministero gerarchico, rappresentano la Sua bocca: «Chi ascolta voi ascolta me» (Lc 10, 16). I fedeli hanno dunque tutto il diritto di udire da loro la voce del Maestro, piuttosto che le opinioni personali del tale o del talaltro. Quale severo esame attende, dopo la morte, i ministri della Parola! A tale pensiero non si può non trasalire, chiedendo al contempo la grazia di saper parlare secondo il pensiero di Colui che ha inviato, pensiero ben noto, del resto, grazie al Magistero perenne.

domenica 9 agosto 2020

Rispettose osservazioni alla replica di S. Em. il cardinale Zen, se lui lo permette

Avevo ripreso e commentato qui recenti affermazioni del cardinale Zen Ze-kiun sul Concilio. Le stesse affermazioni sono state oggetto di un intervento del prof. De Mattei cui è seguito un ulteriore dibattito col Cardinale, ripreso qui. Nell'alveo dell'intero dibattito vuole inserirsi la replica che segue, nella quale ho integrato un commento di Paolo Pasqualucci con mie considerazioni in tema.

Rispettose osservazioni alla replica di S. Em. il cardinale Zen, se lui lo permette
di Paolo Pasqualucci e Maria Guarini

Abbiamo tutti grande rispetto per il cardinale Zen, che ha dimostrato un coraggio esemplare nel lottare contro l'implacabile regime comunista cinese e non ha esitato ad affrontare l'impopolarità all'interno della Gerarchia, criticando il pontefice regnante per la sua errata Ostpolitik asiatica.
A maggior ragione dispiace vedere come un uomo del valore del cardinale Zen non si renda conto del problema rappresentato dal Concilio, della devastazione che esso ha prodotto.
In sostanza egli non riconosce il fatto che il Vaticano II rappresenti una rottura definitiva con il precedente insegnamento e con l’autorità della Chiesa secondo l'interpretazione della cosiddetta “ermeneutica della rottura” [approfondimenti qui], affermando che certe interpretazioni sono estranee alla natura di un Concilio ecumenico.

sabato 8 agosto 2020

Dibattito sul concilio tra il Cardinale Zen e Roberto De Mattei

Avevo ripreso e  commentato qui recenti affermazioni del cardinale Zen Ze-kiun sul Concilio. 
Vedo che le stesse affermazioni sono state oggetto di un intervento del prof. De Mattei cui è seguita la replica del cardinale per ribadire la sua posizione. Ne trovate di seguito i rispettivi testi, dopo l'ultima puntualizzazione di Roberto De Mattei, ripresa da Stilum Curiae. E così il dibattito si allarga e si approfondisce ulteriormente [vedi], anche se le varie posizioni, soprattutto quelle dei conservatori del concilio tendono a cristallizzarsi [un esempio qui].

Cortese replica a Sua Eminenza il cardinale Zen 
di Roberto De Mattei
Apprezzo la replica del cardinale Zen al mio articolo su Corrispondenza Romana del 5 agosto perché dimostra come Sua Eminenza conserva ancora uno spirito vivace e combattivo, ma mi permetto di continuare a dissentire sulle benemerenze del Concilio Vaticano II.
Al di là di ogni “ermeneutica”, c’è un’evidenza storica: il tragico silenzio del Concilio Vaticano II sul comunismo. E’ da questo silenzio, più che dalle parole del Concilio che è nata l’Ostpolitik.
“Ogni qual volta si è riunito un Concilio Ecumenico – affermò nell’aula conciliare il cardinale Antonio Bacci – ha sempre risolto i grandi problemi che si agitavano in quel tempo e condannato gli errori di allora. Il tacere su questo punto credo che sarebbe una lacuna imperdonabile, anzi un peccato collettivo. (…) Questa è la grande eresia teorica e pratica dei nostri tempi; e se il Concilio non si occupa di essa, può sembrare un Concilio mancato!” C’è più spirito profetico in queste parole, che nel discorso di apertura del Concilio di Giovanni XXIII.

Passo in avanti per la cultura della morte

Passo in avanti per la cultura della morte: con la dotazione di pillole consegnate in ospedale si potrà abortire farmacologicamente. 
Il ministro della "Salute" Roberto "Speranza", su Twitter, comunica che nelle nuove linee-guida sarà previsto l'aborto farmacologico in day hospital, fino alla nona settimana di gravidanza. "Se Dio non esiste - diceva Dostoevskij - tutto è permesso".
Giuliano Guzzo: "Se di «evidenza scientifica» vogliamo parlare, caro Speranza, ne abbiamo da dire, sulla vita fetale. Per esempio, che il cuore inizia a formasi alla 5°- 6° settimana, che a 7 settimane inizia a maturare la funzione gustativa, che a 8 c’è la percezione tattile, che l’apparato uditivo si forma tra la 9° e la 10° settimana. Prima del parto, poi, abbiamo un soggetto già in grado di rispondere alla voce materna, di memorizzarla fra le altre, di avvertire un senso di dolore. Ma soprattutto, dal momento del concepimento c'è a tutti gli effetti una vita umana. Unica e irripetibile. Come la vostra ostinazione ideologica nel lottare contro questa prima meraviglia."
Mater Salvatoris, ora pro nobis

L'accordo Sino-Vaticano due anni dopo. Per essere impiegati statali o militari si deve rinnegare la fede

Vedi precedenti sulla questione Cina/Vaticano.

In Cina non si può essere impiegati statali se sei cattolico; e non puoi arruolarti nell’esercito se sei cristiano. Solo alcuni aspetti della persecuzione che avviene nella Repubblica popolare cinese e che sembrano essersi acuiti dopo l’Accordo sino-vaticano provvisorio sulle nomine dei vescovi, che firmato due anni fa, in settembre dovrebbe o cadere o essere rinnovato.
La testimonianza di p. Domenico, un sacerdote del Nord della Cina, elenca molti altri aspetti sul controllo delle chiese (telecamere, registrazioni, pubblica sicurezza,…), apparentemente dettati dalla scoperta che il numero dei cattolici e protestanti insieme supera quello dei membri del Partito comunista cinese.

venerdì 7 agosto 2020

Perché il Vaticano II non può semplicemente essere dimenticato, ma deve essere ricordato con senso del peccato e pentimento

Dopo il notevole articolo a sostegno delle tesi di Mons. Viganò [qui] Peter Kwasniewski ne pubblica un altro molto interessante su LifeSiteNews (3 agosto).
Nella traduzione, riportata di seguito, ho inserito alcune osservazioni e citazioni - compresi i link a documenti presenti nel blog in tema con gli argomenti espressi - che ritengo utili per approfondire l'importante e provvidenzialmente diffuso dibattito sul Vaticano II, da ricordare, secondo Kwasniewski, come un momento in cui la gerarchia della Chiesa, a vari livelli, si è arresa a una forma più sottile (e quindi più pericolosa) di mondanità.
Proprio perché il dibattito ormai si va esponenzialmente allargando e gli interventi si accavallano, diventa necessario mettere al loro posto tutti i tasselli che configurano il quadro ordinato delle varie posizioni e relative argomentazioni che si vanno affermando. Da tener presente che sui vari punti qui considerati, nel corso degli anni si sono già scritti non solo articoli, ma volumi. Lo sviluppo di queste stesse considerazioni richiederebbe un volume con molti riferimenti incrociati. Ma ora ci limitiamo all'articolo e relativi rimandi più immediati.

Considerazioni di massima
Kwasniewski coglie come un "segno dei tempi" il fatto che
oggi, sul Concilio Vaticano II, si siano accese e moltiplicate le discussioni, la maggior parte delle quali affrontano la valutazione delle possibili anomalie di quell'Assise,  con maggiore realismo rispetto ai decenni passati, quando era d'obbligo celebrare il Concilio come una vera nuova Pentecoste o per lo meno come un momento di rettifica dei problemi lasciati in eredità da quattro secoli di cattolicesimo tridentino. E sottolinea anche il fatto che dobbiamo ringraziare l'arcivescovo Viganò per aver riacceso una discussione, potremmo dire, "meglio tardi che mai".
La prima constatazione è che sfortunatamente molte delle risposte pubblicate in seguito all'intervento di Viganò [qui] sembrano motivate dal desiderio di "salvare la faccia ecclesiale".

Mons. Schneider e mons. Viganò terranno delle discussioni dottrinali con Roma?

Un'affermazione della FSSPX che si inserisce nel recente dibattito sul Vaticano II innescato dagli interventi dell'arcivescovo Carlo Maria Viganò e Mons. Athanasius Schneider [vedi]. Pare evidente che la risposta dipenda da "Roma"...

Nella sua opera "Christus vincit: Christ’s Triumph Over the Darkness of the Age", pubblicato in inglese da Angelico Press e presto pubblicato in francese da Éditions Contretemps, mons. Athanasius Schneider non esita a mettere in discussione il Concilio Vaticano II :
"Ho per molto tempo ritenuto che i testi del Concilio non costituivano un grosso problema. Da un lato, vedevo i testi del Concilio maltrattati dai liberali e, dall'altro, mi sembrava allora che le critiche di mons. Lefebvre fossero esagerate. Per me era impossibile pensare che un concilio o un papa potessero commettere un errore. Implicitamente, ho considerato ogni parola del Concilio e del Papa come infallibile, o almeno senza errori. […] Ora mi rendo conto di aver "spento" la mia ragione; anzi, un simile atteggiamento non è salutare e va contro la Tradizione della Chiesa, come la vediamo tra i Padri, i Dottori e i grandi teologi della Chiesa negli ultimi duemila anni" (P.116-117, ed. inglese)

giovedì 6 agosto 2020

Una coincidenza che ha fatto scalpore.

Ha fatto scalpore una notizia risalente a domenica 2 agosto. È morto improvvisamente ad Hagia Sophia, a causa di un infarto, Osman Aslan, il muezzin che aveva invitato alla preghiera i fedeli musulmani richiamandoli dai minareti dell'ex Basilica cristiana, appena convertita in  moschea [da qui si può risalire a tutti i precedenti], tra le cui mura è risuonata una preghiera musulmana dopo molti decenni. Fonte


Sull’immigrazione i vertici religiosi «non hanno senso di realtà». Parola di Peter Hahne

Le stesse considerazioni valgono per l'Italia che tuttavia registra una situazione esponenzialmente più grave. Infatti in Germania si parla di un ingente numero di persone cui è stato riconosciuto il diritto di asilo; quindi si tratta di veri profughi (in maggioranza siriani colti, in base ad una scelta della stessa Merkel) e non di clandestini come quelli che invadono e affollano l'Italia...
Indice articoli sull'immigrazionismo.

Peter Hahne, teologo evangelico, giornalista, conduttore televisivo e autore di best seller non ha usato mezzi termini nell’attaccare i vertici religiosi tedeschi che, sul tema dell’accoglienza degli immigrati, vedono il mondo con le lenti distorte dell’ideologia, senza tenere in debita considerazione quella che è la realtà dei fatti. «L’ingenuità è la sorella minore della stupidità», ha infatti affermato, secondo quanto riporta Die Tagespost. «Questo è il minimo che si possa dire dopo l’ora di consacrazione della Merkel da parte dei nostri pastori, che è stata davvero un’ora da favola».
Secondo Hahne, il cardinal Reinhard Marx per la Chiesa cattolica e Heinrich Bedford-Strohm, vescovo evangelico luterano, professore di teologia e dal 2014 Presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania (EKD) non hanno concezione di quella che sia la realtà, tanto – appunto – da lasciarsi andare a «un canto di lode per la Cancelliere che sta infrangendo i confini. Tutto è andato così bene, quasi la metà dei rifugiati è salariata, ha pane ed è ben integrata».

Deliri del 'pensiero unico'. Anche la Lines si arrende e si adegua all'ideologia Gender.

Clicca sull'immagine per ingrandire
Anche la Lines si arrende e si adegua all'ideologia Gender. 
Il mainstream democratico che decide e vuole imporre che maschio e femmina siano "datati tabù e stereotipi" e che ci siano "uomini con le mestruazioni anche non sentendosi donne". Non a caso, con tutti i paurosi problemi che il nostro Paese deve affrontare, porta avanti il ddl Zan [quiqui - qui].
Che dire di un mondo in cui anziché vivere secondo la propria natura, si vuole costruire una società che aliena le persone dalla propria identità costitutiva e le trasforma in pazienti psichiatrici? Non possiamo eludere la deriva nefanda che si prepara.

Contro la famiglia, gender nelle scuole per legge.
Col Pdl Zan il rischio è concreto

Basta consultare l’articolo 6 del ddl, che richiama esplicitamente «una strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere». In che cosa consisterà di preciso? E, soprattutto: riguarderà forse anche l’ambito scolastico?

mercoledì 5 agosto 2020

I possibili scenari dietro l’esplosione che ieri ha scosso Beirut

Il martoriato Libano torna a vivere i peggiori incubi della guerra civile e delle crisi sanguinose che hanno segnato i 30 anni passati dalla fine di quel conflitto. Un'esplosione di potenza inimmaginabile - secondo alcuni testimoni udita fino a Cipro, a distanza di 200 chilometri - ha portato la devastazione e seminato il panico in tutta Beirut e nei sobborghi. Almeno 73 morti e 3.700 i feriti, secondo un bilancio ancora provvisorio della deflagrazione, avvenuta nel tardo pomeriggio nel porto e sulle cui cause regna l'incertezza. Il numero delle vittime potrebbe comunque aumentare, a giudicare anche dalle immagini diffuse dai social media e dalle televisioni che mostrano persone rimaste intrappolate sotto le macerie di edifici crollati. La lettura dell'evento dipende dalla posizione delle diverse fonti.
Nostra Signora del Libano1, prega per loro. E per noi.

Due enormi esplosioni hanno scosso ieri pomeriggio Beirut. Ufficialmente, ad esplodere pare essere stata una fabbrica di fuochi d’artificio presso la zona portuale [fonti accreditate parlano di deposito di armi sequestrate -ndr]. La deflagrazione, avvertita in tutta la capitale libanese, ha ucciso circa 50 persone e ne ha ferite migliaia (dato aggiornato alla sera del 4 agosto 2020).
Ovviamente, al di là delle dichiarazioni ufficiali, molti ritengono che questa esplosione non sia affatto casuale. E i diversi scenari che si aprono sono tutti più o meno fondati.
Il primo scenario chiama in causa Israele. Scenario classico, che vedrebbe lo Stato ebraico dietro l’esplosione di questa fabbrica che, teoricamente, avrebbe potuto essere una fabbrica di esplosivi. Ci pare tuttavia l’ipotesi meno probabile, sia pure non potendo escluderla del tutto. L’intelligence israeliana, ma anche quella americana, cercano sempre di ridurre al minimo il numero di morti e feriti. E Israele avrebbe tutto l’interesse a rivendicare pubblicamente di poter colpire una fabbrica di armi di Hezbollah a Beirut. Neanche a dirlo, nelle prossime ore Israele sarà l’accusato principale di coloro a cui piace “vincere facile” piuttosto che approfondire. Ad ogni modo, molto probabilmente, questa ipotesi sarà esclusa da Hezbollah stesso [di fatto non sono mancate le accuse di Hezbollah a Israele e le corrispondenti smentite qui -ndr].

Una storia naturale delle società

Interessante. Ma basterebbe tornare al realismo cristiano che evidentemente scienziati e filosofi continuano a ignorare....

Una storia naturale delle società
M. W. Moffett è un entomologo specializzato in formiche e foreste tropicali. Ma il libro, a dispetto del titolo “Sciame” (Swarm), non parla molto di formiche e neanche di altri animali, parla per lo più di società umane, sebbene a volte faccia incursioni comparative sul modo di “far società” delle altre specie. Il succo della faccenda è in questo trilogo: “gli scimpanzé devono conoscere tutti. Le formiche non devono conoscere nessuno. Gli umani devono solo conoscere qualcuno.”.
Tra le specie che hanno scelto la via sociale dell’adattamento, che non sono la maggioranza, gli scimpanzé ed i bonobo accettano tutti i membri della società in quanto li riconoscono, le formiche propriamente non conoscono nessuno ma si fidano dell’aroma della chimica che condividono venendo tutte dalla stessa madre. Noi saremmo evolutivamente prossimi ai primati i quali però arrivavano a società limitate di dimensione visto che si debbono conoscere tutti e facciamo società anonime come le formiche, sebbene non ci si riconosca dall’odore e non si abbia gli stessi genitori. Questo perché costruiamo gruppi con specifici marcatori d’identità e quindi riconosciamo tutti quelli che mostrano la stessa nostra identità anche se in effetti non li conosciamo personalmente. Questo portato della nostra componente culturale che si somma a quella naturale, ci ha portato a colonizzare il mondo costruendo società massive, altamente articolate ed adattive.
Moffett è uno scienziato atipico. Nel libro macina una quantità rimarchevole di conoscenze di varie discipline, senza farsi troppi scrupoli dei confini disciplinari gelosamente custoditi dall’accademia. Può permetterselo, visto che evidentemente ne sa parecchio ed ha potuto contare su importanti riferimenti di confronto (dal biologo E.O.Wilson all'antropologo I. De Vore) oltre a ben quattro pagine fitte-fitte di nomi a corpo piccolo di studiosi di vari campi con cui ha avuto la fortuna di potersi confrontare. In effetti la sua qualifica generale sarebbe “naturalista”, come era Darwin, non uno specializzato monoculare, ma uno studioso di fatti naturali ed in quanto tali, anche umani.

martedì 4 agosto 2020

Prove di regime: i pieni poteri, la intolleranza dei tolleranti, la ferocia dei “buoni”, il silenzio-assenso di Mattarella

Ci sono gli aspetti eclatanti, costituzionali – anzi, anticostituzionali – di un regime in fieri: i pieni poteri, la reiterazione del terrore emergenziale, gli oppositori spediti a processo, la censura sulle risoluzioni del sinedrio virologico. E poi ci sono le spie, i segnali che passano e vanno ma non sono meno gravi, meno allarmanti: questi propedeutici a quelli. Frutto apparente di sventatezza, di avventurismo ma forse è il contrario, una tortura sottile, autorigenerante, una pressione psicologica continua e metodica. Ci sono i marines spediti a pattugliare la spiaggia a Ventimiglia come fosse la Normandia, soldati in assetto contro pericolosissimi bagnanti; c’è la polizia calata nei sotterranei della metropolitana a intimidire, a multare quelli che negl’inferi surriscaldati non sopportano la mascherina e se la calano; c’è la psicopolizia dei decreti legge “contro l’omofobia”, norme fobiche di per sé, contro ogni dissenso, mascherine per la mente, maschere su maschere; e c’è l’afflusso sbracato, plateale di clandestini più o meno infetti, tutti irridenti, alcuni in assetto turistico con tanto di cani e gatti, e il governo li difende, dice senza mezzi termini che ce ne vogliono ancora di più, sempre di più e chi non è d’accordo è intollerante e deve essere neutralizzato.

Se 'Il Giornale' difende papa Bergoglio gatta ci cova...

Autore: RVC (Romana Vulneratus Curia) Su Stilum Curiae.

Qualcosa si muove. Il “NON NE POSSIAMO PIÙ“ comincia a diffondersi e concretizzarsi.
Su Il Giornale.it di stamattina (2 agosto per chi legge ora -ndr) un articolo del vaticanista Fabio Marchese Ragona (giornalista tutt’altro che ostile a Bergoglio) titola: “La fronda americana contro Bergoglio – I conservatori USA tentano una spallata contro Bergoglio”.
Curioso, mi son detto, perché mai Il Giornale ospita detto articolo in modo difensivo del povero Bergoglio, accusando invece, senza fare il nome, il perfido suo antagonista Carlo Maria Viganò. Che ci sarà sotto?
Scrive Il Giornale.
“Gli ambienti più tradizionalisti a stelle e strisce, fomentati e foraggiati anche dalle multinazionali ostili al Papa «green», ci avevano già provato, erano riusciti addirittura ad accusare pubblicamente Francesco, il Papa che ha giurato tolleranza zero ai preti pedofili, di aver coperto un cardinale molestatore (l’americano McCarrick) chiedendo le dimissioni del Pontefice”.
Mi è venuto da ridere a pensare a come il bravo Marchese Ragona abbia potuto concepire tale considerazione. Ma dico, se c’è mai stato un papa appoggiato dalle Istituzioni Internazionali globali, dalle multinazionali green è Bergoglio. Se c’è un papa che, come dice Viganò, ha mentito a non finire sul caso McCarrick, è lui.
Ma cosa c’è di nuovo che preoccupa così tanto la Santa Sede da fare anticipare una interpretazione così favorevole a Bergoglio?

lunedì 3 agosto 2020

Non ci sono parole... 1 agosto. Giorno della pachamama!

Senza commenti. Non ci sono più parole!!!
Ma qui trovate le più importanti pronunciate finora
e, in particolare, questi precedenti specifici:

Preoccupazione per la salute di Benedetto XVI, che sarebbe "gravemente malato"

Una notizia che di certo impressiona; ma secondo me è data in chiave allarmistica. Ho inserito la bellissima foto dell'incontro con Seewald.

ULTIM'ORA dalla versione tedesca di Catholic News Agency: Benedetto XVI è "gravemente malato" a causa di una infezione virale (un doloroso herpes facciale). Il suo biografo, Peter Seewald, che lo è andato a trovare nel fine settimana, dice che è "molto fragile".  
cliccare per ingrandire
Il Passauer Neue Presse riporta altre dichiarazioni di Seewald, che sabato scorso ha presentato a Benedetto XVI la sua biografia sul Papa tedesco. All'incontro, il papa emerito è apparso ottimista nonostante la malattia, dichiarandosi pronto a riprendere in mano la penna non appena gli siano tornate le forze.
Il "PNP" riporta inoltre che, sempre a detta di Seewald, il testamento spirituale del Papa emerito è già ultimato e sarà pubblicato dopo la sua morte. E ricorda che Benedetto ha scelto, come luogo del suo ultimo riposo, nella cripta di San Pietro, la vecchia tomba di Giovanni Paolo II, al quale è sempre intimamente legato e il cui sarcofago ora si trova in una cappella laterale - accanto alla Pietà di Michelangelo -  nella zona d'ingresso della Basilica di San Pietro.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

Covid e la Pandemia pilotata. L’Unione europea sapeva. Ecco i documenti

Inquietante. Un documento della Commissione Ue del marzo 2019 dice: "Per la produzione di un vaccino contro la pandemia dipende dalla disponibilità di un ceppo di virus. Questo sarà fornito dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS)", ossia dai "laboratori di riferimento"
L’ipotesi che la pandemia Covid-19 fosse programmata molto tempo prima che scoppiasse nel gennaio 2020 appare sempre più fondata e anche documentata. Sono molte le cose che non quadrano in questo desolante scenario contrassegnato da contraddizioni, litigi tra scienziati e la spasmodica ricerca di un vaccino. Farmaco “magico” che viene sbandierato ufficialmente per tutelare la salute dei cittadini, ma in realtà si presenta come un colossale affaire per l’industria farmaceutica e l’alta finanza. Sulla sua utilità poi, molti esperti definiscono il vaccino anti-Covid inutile (e dannoso) poiché i virus mutano rapidamente, quindi non può prevenire nulla nel caso si dovesse presentare un altro patogeno tra qualche mese.
Tra i primi a parlare di una preparazione pandemica era stato Bill Gates, fondatore di Microsoft e uomo più ricco del globo, che nel 2015 in un video affermava che la Terza guerra mondiale non si sarebbe combattuta con il nucleare o guerre tradizionali, bensì con batteri e virus, spiegando come difendersi dalla minaccia virus sperimentando vaccini. Gates, con la sua fondazione, si scoprirà essere il più accanito sostenitore per la ricerca di vaccini anti coronavirus. Non solo: il magnate, dopo gli Stati Uniti è il secondo finanziatore al mondo dell’organizzazione mondiale della Sanità, organismo dell’Onu che l’11 marzo ha dichiarato lo stato di pandemia nel mondo.

domenica 2 agosto 2020

Dies irae - don Elia

Dies irae Quantus tremor est futurus, quando Iudex est venturus, cuncta stricte discussurus! (Missale Romanum, Sequenza Dies irae).
Quel giorno gli era toccato celebrare nella grandiosa cappella quattrocentesca in cui era avvenuta la sua elezione. L’altare attaccato al muro lo aveva obbligato, durante la parte sacrificale della Messa, a rimanere rivolto verso la parete di fondo, totalmente occupata dall’immenso, celeberrimo affresco dell’universale retribuzione. Il Giudice divino, mostrando la carne eternamente segnata dai Suoi patimenti, scacciava lontano da Sé, con tremendo e irrimediabile gesto, quanti li avevano disprezzati e resi infruttuosi, nei propri riguardi, con l’impenitenza finale. I demoni, ben identificabili per il mostruoso aspetto, trascinavano i dannati nel baratro del tormento senza fine, dove «saranno torturati giorno e notte per i secoli dei secoli» (Ap 20, 10). Caronte percuoteva i loro corpi risuscitati con un remo della sua barca, ma ciò non era nulla in confronto a quel che li attendeva: lo stagno di fuoco e zolfo, ovvero la seconda morte (cf. Ap 20, 14).
Visibilmente scosso, quasi contemplasse quello spettacolo per la prima volta nella vita, l’anziano pontefice non smetteva di occhieggiare in alto con l’inquietudine di uno scolaro impreparato che, da un momento all’altro, può esser chiamato alla cattedra per l’interrogazione. Rientrato in sagrestia, mentre, sempre immerso in un oscuro presentimento, si toglieva i paramenti, si rivolse d’un tratto al prelato che l’aiutava con una domanda inaspettata: «Monsignore, Lei pensa che sarà proprio così?». Colto di sorpresa, il buon curiale rifletté imbarazzato per qualche secondo; poi – per un colpo di genio o per un’illuminazione celeste – replicò candidamente: «Per qualcuno sarà meglio, per qualcun altro peggio!». Il suo augusto interlocutore non parve pago di tale risposta, ma si allontanò ancor più imbronciato, come chi non riesca a scacciare un orribile presagio.

L’Italia sarà ancora il laboratorio del nuovo ordine mondiale nella seconda fase dell’operazione Covid

Non è ancora finita, ed è andata esattamente come ci si aspettava da un po’ di tempo a questa parte.
La voce di Giuseppe Conte riecheggia nell’aula di Montecitorio quando chiede un’estensione dello stato di emergenza.
Per Conte sussistono tutti i requisiti “tecnici” che hanno portato a questa scelta.
Un giorno probabilmente andrà studiata meglio l’innata capacità, a tratti patologica, di questo presidente del Consiglio di mentire così spudoratamente e in continuazione.
I dati sono lì e continuano a dire che non esiste nessuna condizione di emergenzialità.
Le terapie intensive sono pressoché vuote. I contagi, urlati a gran voce dai media di regime, non sono altro che in larghissima parte casi di persone asintomatiche che stanno benissimo.

sabato 1 agosto 2020

Bergamo: calendario Sante Messe in Rito antico nel mese di agosto

Il Comitato Summorum Pontificum di Bergamo comunica il calendario delle Sante Messe di luglio celebrate a Bergamo nel Rito romano antico.
In particolare segnala le Sante Messe di
sabato 1 agosto, alle ore 9:00 (I sabato del mese)
mercoledì 5 agosto, alle ore 20:30
(Dedicazione della Madonna della Neve)
giovedì 6 agosto, alle ore 9:00
(Trasfigurazione di nostro Signore Gesù Cristo)
sabato 15 agosto, alle ore 9:30
(Assunzione della Beata Vergine Maria)
sabato 22 agosto, alle ore 9:00
(Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria)
mercoledì 26 agosto, alle ore 20:30 (Sant’Alessandro)
Prima della Messa è possibile confessarsi ed è prevista la recita del Santo Rosario e che al termine della Santa Messa di venerdì 7 agosto (I venerdì del mese) sono previste l’esposizione del Santissimo Sacramento, l’adorazione e la recita delle Litanie del Sacro Cuore di Gesù.
È possibile scaricare e leggere l’Ordinario ed il Proprio delle Sante Messe ai seguenti link:

Lo stato d'emergenza è un'anomalia enorme

«Il trucco-Matrioska. Prima il governo ha scritto una delega in bianco e l'ha inserita dentro un decreto, il 6/2020. Poi in virtù di quella delega ha iniziato a governare con ordinanze intervenendo su alcuni diritti fondamentali dei cittadini». Comunque una cosa è certa. Il virus circolerà fino a fine legislatura.

Professor Ainis, che succede?
L'accusano di aver partecipato a un convegno «negazionista».
(Ride). «Eh... da due giorni, ormai, ricevo messaggi di tre tipi. Increduli, costernati o imbufaliti».

E cosa risponde a questi messaggi?
«Anche i sassi sanno che non sono di destra. Tuttavia sono una persona libera, e vado a discutere ovunque mi sembri opportuno farlo».

Perché era opportuno andare al convegno di Sgarbi al Senato?
«Perché non mi sono iscritto a nessun partito negazionista sul virus, come ho detto proprio quella mattina - esiste la registrazione - mentre sono molto preoccupato dal partito dei negazionisti dei diritti costituzionali».

I primi sintomi della crisi dentro la Chiesa? “Il prof. De Oliveira li denunciò già nel 1943”

Intervista esclusiva del blog Dies Irae a Juan Miguel Montes*

Grazie mille per averci concesso questa intervista. Lei è arrivato a Roma all’inizio degli anni ‘80. Pertanto, segue gli eventi legati alla vita della Chiesa da quasi quattro decadi. Quali sono le principali differenze tra quell’epoca e oggi?

Le rispondo da cattolico che osserva i fatti e non da teologo, non essendolo.

Dalla fine del Concilio fino alla morte di Papa Paolo VI ci fu un periodo di grande difficoltà nella vita della Chiesa. La pratica religiosa dei fedeli era molto diminuita, molte congregazioni religiose e seminari si svuotavano, innumerevoli sacerdoti abbandonavano il ministero. Indubbiamente il dinamismo di Giovanni Paolo II, diciamo così, “ricaricò” un organismo che, almeno nel suo aspetto visibile, sembrava gravemente malato. I suoi viaggi in tutto il mondo, i suoi giubilei, i suoi raduni con i giovani, ridiedero alla Chiesa grande visibilità. Io sono arrivato a Roma nel quinto anno del suo lungo pontificato e conosco le testimonianze di tante persone che hanno vissuto da vicino entrambi questi periodi. La crisi sembrava, per molti versi, essersi alquanto fermata; negli anni ’80 si percepiva un certo entusiasmo e una certa speranza per la rinascita del corpo della Chiesa, anche se per i cattolici più consapevoli, persistevano seri motivi di preoccupazione. C’erano all’epoca fenomeni contrastanti: da una parte la speranza veniva alimentata dalle solide prese di posizione del magistero pontificio sulle questioni morali, sulla teologia della liberazione, ecc; dall’altra parte, nutrivano perplessità i gesti ecumenici, le richiesta di perdono, la permanenza di teologi progressisti in posti chiavi dell’insegnamento cattolico.