venerdì 24 maggio 2019

Il card. Eijk accusa la teoria del gender

Riportiamo l’intervento di S. Emin. il card. Willem Jacobus Eijk al Rome Life Forum, organizzato dalla coalizione internazionale Voice of the Family, tenutosi presso la pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum 16-17 maggio 2019), sul tema “Città dell'uomo versus Città di Dio - Ordine Mondiale Globale versus Cristianità”, che si svolto a Roma presso la Pontificia Università dell’Angelicum. 

Uno sviluppo odierno che fa contrastare la città dell’essere umano con la Città di Dio e l’ordine del mondo con la fede cristiana è sicuramente la teoria del Gender.

Che cosa implica la teoria del gender? Il termine ‘sesso’ riguarda le due categorie ‘maschio’ e ‘femmina’ in cui gli esseri umani e la maggior parte degli esseri viventi sono divisi in base alle differenze anatomiche e fisiologiche degli organi riproduttivi e le caratteristiche sessuali secondarie. A partire dagli anni ’50 fu introdotto il termine gender (genere). Questo concerne piuttosto il ruolo sociale del maschio e della femmina. L’idea fondamentale della teoria del gender è che questo ruolo sociale ha nessun rapporto o solo un rapporto remoto con il sesso biologico.

Venerdì 24 maggio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dal «Commento al Vangelo di Giovanni»
di Sant'Agostino, vescovo
(Omelia 2. 11-16)

giovedì 23 maggio 2019

Liturgia. Via libera del Papa alla nuova traduzione italiana del Messale

Vi do un'informazione per ora limitandomi all'essenziale, per essere tempestiva. Appena riesco approfondirò. Ciò che maggiormente ci mette in allarme è l'affermazione seguente: "L’utilizzo del nuovo Messale verrà accompagnato da una sorta di «riconsegna al popolo di Dio», tramite un sussidio che rilanci l’impegno della pastorale liturgica." [Precedenti qui - qui - qui e tutto quanto detto e scritto sulla Liturgia]

L'Avvenire dà notizia che la nuova traduzione italiana del Messale è pronta ad arrivare nelle parrocchie della Penisola. Ancora non c’è una data certa ma è giunto il “via libera” del Papa. Durante la prima giornata di lavori dell’Assemblea generale della Cei, il cardinale presidente Gualtiero Bassetti ha annunciato ai vescovi che Francesco ha autorizzato la promulgazione della terza edizione in italiano del Messale Romano di Paolo VI. Il testo italiano è passato al vaglio della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti per la necessaria confirmatio. Ancora è prematuro sapere quando cambieranno alcune formule con cui viene celebrata l’Eucaristia nella nostra lingua. Probabilmente saranno necessari alcuni mesi prima che il “rinnovato” libro liturgico entri in vigore. Tra le novità principali quelle su Padre Nostro e Gloria
Scrive Enzo Patruno: "Ieri, quando è stata annunciata la "confirmatio" del messale da parte della Congregazione per il culto divino, era annunciata la visita di Bergoglio in Puglia.
E proprio ieri in coincidenza è avvenuto il terremoto, il cui epicentro era sotto il Santuario della Madonna dello Sterpeto, in Barletta".
Lo stesso giorno (vedi foto a lato) il Prefetto del culto divino, card. Robert Sarah, era in visita da Ratzinger.
Non so se questi dati siano da mettere in relazione. Ma le nuove traduzioni e peggio ancora le nuove formule non promettono niente di buono. E sull'Eucaristia, fonte e culmine della nostra fede, non si può sorvolare neppure di una virgola.

Ora i vescovi africani invitano i migranti a restare in Africa

Un documento ufficiale dei vescovi africani consiglia a coloro che vorrebbero migrare di restare nelle loro nazioni di provenienza

Da una parte c'è buona parte della Chiesa cattolica occidentale, specie quella italiana, che rilancia con cadenza quotidiana il tema dell'accoglienza dei migranti, dall'altra ci sono i vescovi africani, che sul fenomeno e sulle sue conseguenze hanno una visione molto differente sin dai tempi dell'esplosione della crisi migratoria.
I presuli di quelle nazioni, quelle abbandonate da tanti giovani che cercano fortuna e futuro inEuropa, nutrono preoccupazioni lampanti per quello che sta accadendo. L'ennesima conferma è arrivata in queste ore, con le numerose firme poste sotto a un documento ufficiale, stilato al termine di un'assemblea plenaria, che sollecita le persone che manifestano una volontà di andarsene a non intraprendere un'Odissea rischiosa. Quella che non di tado termina con un naufragio fisico ed esistenziale.

“Il rosario per l'Austria” – Predica del Cardinal Walter Brandmüller

Nella nostra traduzione da kath.net la versione integrale della predica che era prevista per la comunità “Il rosario per l'Austria” ma che non è stata pronunciata poiché il Cardinal Brandmüller ha dovuto purtroppo disdire la sua partecipazione. La predica avrebbe dovuto essere declamata il 13 maggio nella chiesa viennese Karlskirche, nel corso della messa solenne celebrata con la forma straordinaria del rito romano. kath.net ringrazia Sua Eminenza per aver gentilmente permesso la sua pubblicazione.

“Chi non ricorda le ore fatali?”
21 maggio 2019
“Oggi non sono più eserciti stranieri a minacciarci, bensì ideologie nemiche dell'umanità e deviazioni morali che hanno colpito la nostra società come malattie... Oggi il futuro dell'Europa non si decide più sui campi di battaglia, ma col voto. Ma anche in questo caso è doveroso non perdere di vista tutto ciò che ha reso grande l'Europa”
Cari fratelli e sorelle nel Signore!
Il rosario per l'Austria: è questo che ci fa riunire qui oggi.
Chi non ricorda le ore fatali in cui i vostri antenati hanno afferrato la corona del rosario e, nell'estrema necessità, hanno sperimentato in modo grandioso l'aiuto della Madre di Dio, la Magna Mater Austriae?

Quando Giovanni d'Austria vinse a Lepanto, quando gli assedi dei giannizzeri del sultano vennero respinti dagli eroi che vi hanno opposto resistenza e quando l'Austria è stata liberata al termine della Seconda Guerra Mondiale, la preghiera del rosario è sempre stata esaudita.

mercoledì 22 maggio 2019

Il cardinale Müller: "non possiamo pregare come o con i musulmani"

Interessante Lectio del cardinale Gerhard Ludwig Müller sul tema dal tema "La Preghiera, Dono di Dio", dalla quale sono stati stralciati i punti riferiti all'Islam. Ho aggiunto alcune mie notazioni. Qui potete leggere il testo intero da cui sono state tratte le citazioni dell'articolo che segue.

Secondo il cardinale e teologo Gerhard Ludwig Müller, già vescovo di Ratisbona e prefetto della Congregazione vaticana per la dottrina della fede dal 2012 al 2017, 
"non possiamo pregare come o con i musulmani, perché la loro fede in Dio e la sua auto-rivelazione non è solo diversa dalla fede cristiana in Dio, ma ne nega addirittura la formula, sostenendo che Dio non abbia un Figlio, che, come Verbo eterno del Padre, è una persona divina, e, con il Padre e lo Spirito Santo, è il Dio unico e trinitario".
Di conseguenza, per il cardinale Müller,

L’appello di mons. Athanasius Schneider al Papa affinché ‘corregga’ la Dichiarazione di Abu Dhabi, rafforza le accuse di eresia rivolte al Papa dalla Lettera Aperta ai Vescovi?

L’appello di mons. Athanasius Schneider al Papa affinché ‘corregga’ la Dichiarazione di Abu Dhabi, rafforza le accuse di eresia rivolte al Papa dalla Lettera Aperta ai Vescovi
Paolo Pasqualucci

Nota previa:  pubblico qui una breve mia nota uscita su LifeSiteNews nella colonna Opinions il 16 maggio scorso  con il titolo: Does Bp Schneider’s call for Pope to ‘correct’ Abu Dhabi statement lend weight to heresy accusations? [qui] L’ho leggermente ritoccata in alcuni punti. Nel frattempo, mons. Schneider ha rilasciato sempre il 16 maggio una teleintervista a Raymond Arroyo di The World Over, ripresa da LifeSiteNews [qui], nella quale prende le distanze dalle accuse di eresia a Papa Francesco contenute nella Lettera Aperta [qui].  Rimprovera alla Lettera di aver accusato il Papa di eresia in senso formale senza esser riuscita a provarla. Cita, comunque, come esempio i rilievi della Lettera contro il cap. VIII di Amoris Laetitia. L’accusa di eresia a proposito della Dichiarazione di Abu Dhabi, contenuta nella Lettera, mons. Schneider tuttavia non la menziona quale possibile errata accusa. Una doverosa quanto rispettosa analisi delle critiche di mons. Schneider alla Lettera Aperta, richiederebbe un articolo a parte, date le questioni che tale analisi dovrebbe cercare di chiarire, a mio avviso, in relazione al concetto stesso di eresia [PP]. 

* * *
Sembra a me che la recente, coraggiosa intervista rilasciata da mons. Athanasius Schneider l’8 maggio scorso al sito LifeSiteNews, rafforzi, oggettivamente ed a tutti gli effetti, la correttezza dell’ormai famosa Lettera Aperta ai Vescovi, accusante il Papa di eresia. In modo particolare per quanto affermato al punto VII dell’elenco di eresie papali ivi allegato. Secondo questo punto VII, Papa Francesco sostiene che “Dio non solo permette ma vuole positivamente il pluralismo e la diversità delle religioni, sia cristiane che non cristiane”. Un’affermazione di questo tenore è stata fatta dal Papa il 5 febbraio 2019 in una Dichiarazione congiunta da lui sottoscritta ad Abu Dhabi con il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, [vedi indice articoli] nella quale per l’appunto si affermava, tra altre cose, che la “pluralità e diversità” di religioni è “voluta da Dio”.  Sarebbero frutto della “saggezza divina”, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. 

Lettera Aperta ai Vescovi sull'eresia papale. Indice articoli

Indice articoli sulla Lettera Aperta ai Vescovi

Illustri studiosi laici ed ecclesiastici accusano Papa Francesco di eresia in una Lettera Aperta ai Vescovi pubblicata il 30 aprile 2019 in simultanea con LifeSiteNews e altri siti in tutto il mondo. A tutt'oggi, 22 maggio, i firmatari sono saliti a 90. Per comodità di consultazione, inserisco il link alla lettera e, a seguire, l'indice dei più interessanti articoli che la riguardano, a partire dai più recenti.

martedì 21 maggio 2019

L'intuizione controrivoluzionaria di Salvini

Articolo interessante. Perché tuttavia chiamare "controrivoluzionaria" l'intuizione di Salvini, che è semplicemente cristiana ed anzi cattolica? Così le si dà una tinta ideologica che di per se stessa non ha. Mettere tutte le nostre imprese, private e pubbliche, politiche sotto la protezione della Divinità corrisponde semplicemente all'istinto più sano. Gli Antichi, e i Romani in particolare, non lo facevano sempre? Loro non avevano avuto ancora la vera rivelazione, c'era però una religiosità naturale, anche se imperfetta e inquinata dall'Avversario.

Sempre nella stessa piazza sotto la Madonnina, a distanza di poco più di un anno, Salvini riespone il rosario e si appella al sacro. Chiede la protezione, per se stesso o per l’Italia, al Cuore Immacolato di Maria. Lo fa davanti al Duomo di Milano, uno dei templi più splendidi della cristianità.
Subito dopo si apre il dibattito, tra i tradizionalisti cattolici: è sincero o non è sincero? E chi lo sa veramente? Nessuno di noi può leggere il suo cuore. Ma non è questo il punto.
Il punto è che Salvini ha comunque genialmente intuito il fondamento teologico, sovrannaturale, della politica, quel fondamento occultato dalla politica moderna perlomeno dalla Rivoluzione francese in poi. Affidarsi a Cristo e alla Madonna significa infatti, per un politico, riconoscere pubblicamente il sovrannaturale, il sacro.

Incontro con Cristo - don Elia

L’errore oggi più diffuso, riguardo alla vita spirituale, è uno dei capisaldi del modernismo: è l’idea che la fede nasca da un’esperienza soggettiva, piuttosto che dall’adesione della coscienza alla verità rivelata da Dio e insegnata dalla Chiesa. È innegabile che la fede vissuta conduca ad una certa esperienza di quanto creduto, ma ciò richiede dapprima l’accoglienza di una dottrina che la ragione riconosce credibile e alla quale la coscienza obbliga ad aderire. L’esperienza mistica, in altre parole, è un punto d’arrivo, non un punto di partenza – e non potrebbe essere altrimenti. La fede, infatti, è anzitutto una forma di conoscenza; il suo contenuto supera la razionalità umana, ma non la elimina e richiede quindi l’assenso della ragione, il quale presuppone a sua volta l’esame degli argomenti razionali che lo giustificano (i cosiddetti praeambula fidei).