domenica 29 marzo 2015

4° Convegno sul Motu proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI “Un tesoro per tutta la Chiesa”

Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum Giovani e Tradizione
4° Convegno sul Motu proprio Summorum Pontificum di S.S. Benedetto XVI
“Un tesoro per tutta la Chiesa”

Roma, Pontificia Università San Tommaso (Angelicum), 13-14 giugno 2015

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Programma:
Sabato 13 giugno 2015
Ore 8,00: Accoglienza e iscrizioni in segreteria
Chiesa dei Ss. Domenico e Sisto (Angelicum)
Ore 8,30 Santa Messa Prelatizia di S.E.R. il Sig. Card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta
Servizio liturgico: Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum
Coro liturgico: Suore Francescane dell’Immacolata
Aula Minor
Ore 9,30: Canto del Veni Creator
Apertura dei lavori: Don Marino Neri (Segretario del sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum – Moderatore del convegno)
Ore 9.40: Prolusione: P. Vincenzo M. Nuara O.P., Moderatore del Sodalizio Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum e Presidente onorario dell’Associazione Giovani e Tradizione
Sessione mattutina
Ore 10,00: Intervento:  S.E. R. il Sig. Card. Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta: “La Tradizione come fondamento della liturgia cattolica”
Ore 10.30: 1^ Relazione:Lex orandi-lex credendi nel Motu proprio Summorum Pontificum: un approccio teologico”, Prof. Dom. Cassian Folsom, O.S.B. (Pontificio Ateneo Sant’Anselmo- Roma)
Ore 11.10: pausa
Ore 11.30: 2^ Relazione: “Giustizia, religione, vero culto : la prospettiva di San Tommaso d’Aquino”, Prof. Giovanni Turco (Università degli Studi- Udine)
Ore 12.10: 3^ Relazione: “Il culto in spirito e verità: liturgia e simbolismo”, Don Marino Neri (Università degli Studi- Pavia)

sabato 28 marzo 2015

Le relazioni della Fraternità S. Pio X con Roma, secondo Mons. Pozzo

Dal mondo della Tradizione:
In occasione della consacrazione di don Jean-Michel Faure da parte di Mons. Richard Williamson, il 19 marzo 2015 al monastero Santa Cruz di Nova Friburgo (Brasile), l’agenzia romana I.Media ha interrogato Mons. Guido Pozzo, segretario della Commissione Ecclesia Dei.

Quest’ultimo ne ha approfittato per fare il punto sullo stato delle relazioni tra la Fraternità S. Pio X e Roma, dichiarando che aldilà delle difficoltà dottrinali che perdurano, i problemi sono «interni alla Fraternità». Secondo il prelato romano citato da I.Media: «Il Papa attende che la Fraternità decida di entrare (nella Chiesa ndr) e noi siamo sempre disponibili con un progetto canonico che è già conosciuto», vale a dire la creazione di una prelatura personale. «È necessario un po’ di tempo affinché le cose si chiariscano all’interno e Mons. Fellay possa ottenere un consenso abbastanza ampio prima di compiere questo gesto». – Siamo noi a evidenziare quest’affermazione.

Alla Casa generalizia della Fraternità S. Pio X, ci si interroga sull’intenzione di Mons. Pozzo nella sua ultima frase che non corrisponde alla realtà: È questa la sua visione della situazione? Un suo personale auspicio? O la volontà d’introdurre una divisione all’interno della Fraternità?

Foto: mons. Schneider celebra la Messa "tridentina" in Vaticano

25 marzo 2015, festa dell'Annunciazione: mons. Athanasius Schneider celebra la Messa "tridentina" all'altare di san Pio X nella Basilica di San Pietro in Vaticano:



Don Curzio Nitoglia. Platone, Aristotele, S. Agostino e S. Tommaso. Una metafisica sostanzialmente simile e accidentalmente diversa

PLATONE, ARISTOTELE, S. AGOSTINO E S. TOMMASO
Una metafisica sostanzialmente simile e accidentalmente diversa

Introduzione

Non si può capire Aristotele se non iniziando con lo stabilire quale sia la sua posizione nei confronti di Platone. Se si va al nucleo strettamente teoretico, si riscontrano alcune concordanze di fondo cospicue, troppo spesso fraintese nelle epoche successive[1], interessate a contrapporre i due filosofi e a farne opposti simboli. Invece Aristotele fu il più genuino dei discepoli di Platone. Infatti ‘genuino discepolo’ di un maestro non è colui che ripete il maestro, ma colui che, muovendo dalle teorie del maestro, cerca di superarle andando oltre il maestro verso la verità, ma nello spirito del maestro”[2].

Inoltre anche a causa di un’interpretazione di Platone alla luce dei suoi soli scritti[3]  e soprattutto di quelli della maturità[4], ossia anteriori ai Dialoghi della vecchiaia[5] (comunemente gli storici dividono gli scritti di Platone in tre periodi: 1°) della gioventù con i Dialoghi socratici; 2°) della maturità con la dottrina delle Idee; 3°) della vecchiaia con la dottrina dei Princìpi), si ritiene che egli sia non soltanto il filosofo del realismo esagerato, ma soprattutto di un certo “idealismo” dualistico, mitologico o discorsivo, tendenzialmente gnostico, e, quindi, in contrapposizione totale con Aristotele.

venerdì 27 marzo 2015

Giovedì 26 marzo abbiamo pregato per i Sacerdoti.

Giovedì 26 marzo 2015
È andata! Eravamo un piccolo drappello, in una splendida luminosa serata romana nel cuore della cristianità, uniti spiritualmente alle molte persone che hanno scritto per assicurare la loro partecipazione anche a distanza.
Ed è così che ieri, ultimo Giovedì di Quaresima, ci siamo ritrovati alle 20:30 in piazza San Pietro sotto l'obelisco e lì abbiamo implorato col Santo Rosario – per la Chiesa tutta e in particolare per i Sacerdoti e il Sacerdozio secondo il Cuore del Signore rammentando l'«unzione» del Giovedì Santo  l'intercessione di Colei che ha schiacciato la testa dell'antico serpente, di Colei che ai piedi della Croce riceveva nelle sue mani il testamento del Redentore.
Dunque noi c'eravamo ed è solo un inizio.
In cordibus Jesu et Mariae.
O Gesù, sommo ed eterno sacerdote,
custodisci il tuo sacerdote dentro il Tuo Sacro Cuore.
Conserva immacolate le sue mani unte
che toccano ogni giorno il Tuo Sacro Corpo.
Custodisci pure le sue labbra
arrossate dal Tuo Prezioso Sangue.
Mantieni puro e celeste il suo cuore
segnato dal Tuo sublime carattere sacerdotale.
Fa’ che cresca nella fedeltà e nell’amore per Te
e preservalo dal contagio del mondo.
Col potere di trasformare il pane e il vino
donagli anche quello di trasformare i cuori.
Benedici e rendi fruttuose le sue fatiche
e dagli un giorno la corona della vita eterna.
(Santa Teresa di Gesù Bambino)

Poteri della Chiesa, limiti dei suoi ministri, atteggiamento dei fedeli

Testo tratto dal libro di padre Enrico Zoffoli La vera Chiesa di Cristo, Roma 1990, pp.285-289. Egli era consapevole già allora di dover
«richiamare la verità essenziale a quanti l'hanno dimenticata; precisare e chiarire le idee di molti che le hanno confuse e discutibili; confutare i pregiudizi derivati da un insegnamento e da notizie storiche false e tendenziose; animare i fedeli ad una scoperta rigorosamente scientifica della sua origine, natura, proprietà e destino, superando tutte le rovine che, accumulate da millenni di persecuzioni ed eresie [polarizzate e confluite negli ultimi decenni], di scandali e tradimenti, particolarmente oggi minacciano di travisarne il volto, soffocarne il respiro, comprometterne la missione». [dalla quarta di copertina]
Padre Zoffoli vedeva con chiarezza i prodromi della crisi - scrive nel 1990 -, ma non si erano ancora manifestate in tutti i loro effetti le derive che stiamo vivendo oggi.

§ 3 - Poteri della Chiesa, limiti dei suoi ministri, atteggiamento dei fedeli

La crisi vissuta nella Chiesa dal Vaticano II in poi ha motivato le ben note deplorazioni dei Papi, delusi dai risultati che tutti si attendevano da un Concilio inaugurato all'insegna del più legittimo ottimismo. Non sono mancate le reazioni, e passerà certo alla storia l'impennata di mons. R. Lefebvre nei suoi rapporti con la S. Sede: essa ha nutrito una polemica che spesso ha superato certi limiti. L'innegabile zelo del vescovo francese purtroppo non ha favorito un ritorno all'ortodossia di teologi scapigliati, e sembra che abbia anche provocato un loro irrigidimento su posizioni incompatibili con la «sana traditio» e il Magistero. Ora, ciò che dopo la «scomunica» del Lefebvre si è tentato di spiegare in difesa del suo contegno è la discutibile distinzione tra la «persona» e la «funzione» del Papa, tra «l'unità della fede» e «l'unità della comunione». Essa, in situazioni definite «straordinarie» - come appunto l'attuale - autorizzerebbe a sottrarsi alla Gerarchia, a resistere alle disposizioni del Papa.
Tutto ciò suggerisce di riprendere e precisare alcune idee per integrare la precedente trattazione sulla «persona» e i «poteri» del Pontefice.

Rinvio ai mittenti di ciò che loro appartiene, mantenendo la rotta di sempre

 AVVISO E PUNTUALIZZAZIONI DOVUTE

Effettivamente siamo in guerra e non nelle retrovie. Ho cercato di sottrarmi ad un gioco perverso che non mi appartiene. E con questa puntualizzazione ineludibile, desidero prendere le distanze dai liquami fangosi ma non senza dire ciò che va detto. È la ragione del presente avviso.
  1. C'è chi continua a sommergermi con segnalazioni sulle recenti ulteriori e ostinate staffilate, che mi prendono come bersaglio con uno stile tutto fuorché accademico né tanto meno pastorale. Questa non è e non pretende di essere un'accademia ma un luogo, serio e documentato, di confronto e di riaffermazione delle verità di fede oscurate.  
  2. C'è anche chi continua a segnalarmi gli insulti gratuiti di un sacerdote (!!) che non perde né il pelo né il vizio di calunniare ad personam senza alcun tentativo di confutare nel merito quel che dico. E non mi riferisco solo a questioni riguardanti la FSSPX, alla quale è notorio che non ho aderito, anche se ne difendo alcune posizioni così come difendo la Tradizione. Mi riferisco alla ripresa del suo gratuito bersaglio sulla mia persona nell’evidente intento di delegittimare tutto quel che dico, sempre e soltanto col metodo dell’asserzione accusatoria, falsa e falsificante senza scendere nel merito di alcun argomento se non con logorroiche circonvoluzioni dalla logica distorta e distorcente che purtroppo fa presa su chi non conosce a fondo gli argomenti sui quali si dibatte da anni.
  3. C'è ancora chi continua a segnalarmi le ultime reiterate acrobazie dell'altro pastore compagno di naufragio alle quali risponderò a parte in maniera equilibrata e documentata, trattandosi della Liturgia.
Insisto e persisto nel dire che intendo rimaner fuori da ogni ignobile vis polemica, da qualunque parte venga. E soprattutto continuerò a non dare importanza e visibilità a un isolano naufrago e ai suoi logorroici monologhi autoincensanti e accusatori senza affrontare nel merito alcun argomento così come continuerò a non dare importanza e visibilità a altri suoi corifei evidentemente malevoli soprattutto ad personam.

Per quanto mi riguarda, offro al Signore questi tristi e purtroppo squallidi episodi che fanno parte del clima di confusione nonché della conseguente divisione che, alla fine, va polarizzandosi su due fronti contrapposti, dal momento che la gravità dell’ora presente impone di prender parte per l’uno o per l’altro. Non esiste una via di mezzo. Ebbene io so dalla parte di Chi sto, forte anche di chi – nella Chiesa – mi conferma con Autorità autenticamente pastorale e che non nomino sia per non accampare crediti di cui vorrei non aver bisogno che per salvaguardarne la figura pubblica non associandolo ad un ‘luogo’ di frontiera indubbiamente ‘scomodo’ perché tocca con parresìa e senza mezzi termini i punti nevralgici dei Fondamenti della nostra Fede, che è necessario evidenziare e riaffermare secondo la Roma perenne.

Io e molti di noi abbiamo già detto e ridetto quanto dovevamo sulla Fraternità e sulla Tradizione e continueremo a dirlo. Mi riservo eventuali azioni nelle sedi adeguate qualora si rivelasse necessario perché un conto è un prudente silenzio che nasce dall’umiltà, un altro conto è subire gli effetti delegittimanti, che ora stanno assumendo addirittura l'aspetto di un fuoco concentrico, di una ormai sistematica azione di diffamazione che purtroppo può aver presa su chi non è addentro alle questioni sul tappeto in tutta la loro complessità. Anche se i frequentatori della Rete non sono tutti deficienti e possono riuscire a fare riscontri obiettivi, di fronte peraltro ad un'enfasi talmente eccessiva e ostinata da rasentare persino il ridicolo.

Si può non esser d’accordo, si può voler correggere la visuale che non si approva; ma nulla autorizza a farlo prendendo frammenti e facendone degli assunti arbitrari per finire agli insulti ed alla diffamazione anziché misurarsi in un civile confronto che potrebbe essere edificante per tutti, ma esige anche la buona fede.

Concludo con le seguenti affermazioni, che inquadrano la realtà nei termini corretti senza divagazioni inutili, parafrasando e facendo mia la sintesi di una lettrice:
L’uso delle parole progressista e tradizionalista è scorretta e deviante. I cattolici, in quanto cattolici, non sono ideologi, non hanno una propria visione della vita, una propria verità, non hanno preferenze in ordine al nuovo o al vecchio. I cattolici calpestano le orme di Cristo e seguono la sua strada, indicata dalla Rivelazione (Sacre Scritture e Tradizione) e resa più chiara, nel caso di pericolo di deviazione, dal magistero infallibile della Chiesa (che è quello dogmatizzato dalla Pastor Aeternus). Del passato essi riprendono ciò che appartiene all'Eterno e per questo non può mutare, del nuovo riprendono ciò ch'è buono, senza respingere ogni cambiamento per partito preso, perché non appartengono a fazioni o a partiti o a tifoserie di nessun genere, ma la loro Maestro e Signore e alla Sua Chiesa.
Quindi i cattolici non possono essere divisi in categorie a seconda delle loro ideologie o gusti in fatto di fede e morale. Coloro che seguono ideologie o gusti, in fatto di fede e di morale, non sono cattolici. I cattolici, poi, per dirla come S. Pio X, in quanto cattolici, non possono essere altro che difensori della Tradizione (dato che la Tradizione è fonte della Rivelazione).
Queste parole, questi “ismi” sono in realtà strumenti di confusione perché mirano, nella discussione ad evitare di entrare nel merito delle questioni, gravi, che dividono il mondo cattolico (falso/vero) in materia di fede e di morale, spostando l’attenzione dall’oggetto della discussione alla persona che discute, la quale viene catalogata, inserita in una categoria, creata artatamente al fine di potere stigmatizzare la categoria (e dunque l’interlocutore nella quale viene inserito o nella quale l’interlocutore stesso si autoinserisce), attraverso l’attribuzione ad essa di connotazioni negative di tipo ideologico e più spesso psicologico-spirituale-comportamentale. La lista lunghissima di queste “connotazioni negative” attribuite dalla attuale gerarchia ecclesiastica e dai suoi corifei alla categoria dei “tradizionalisti” e la totale mancanza di argomentazioni in ordine a ciò che è oggetto di censure rivolte da cattolici (e basta, senza –ismi) preoccupati di questo divario, che sta per diventare un abisso, tra la Chiesa di duemila anni e la “pastorale” di parte, sempre più ampia, della gerarchia ecclesiastica (e della chiesa discente) degli ultimi decenni evidenzia questo meccanismo.
Esso mette in luce un terzo fronte ormai consolidato oltre a quello dei modernisti (giocoforza accennarvi anche se non si vuol cadere nel gioco della categorizzazione): quello dei normalisti ad oltranza che, alla fine, si uniformano al metodo appena descritto.
Bisogna evitare di cadere in questa trappola linguistica e cercare di smascherarla, riportando il confronto sull’oggetto della discussione, che va incentrato, in radice, sul rapporto tra CVII (come testi, come evento, come “spirito”, come seguente magistero ecclesiastico applicativo), da un lato, e Rivelazione e magistero infallibile della Chiesa, dall’altro lato (per l’emergenza Sinodo la discussione va anche mirata sul rapporto tra Rivelazione e magistero infallibile della Chiesa, da un lato, e le proposte nuove dottrine, dall’altro, sul matrimonio e sulla famiglia).
Stessa cosa per i sottogruppi e sottocategorie, dove spesso si fa riferimento a personalismi e sentimenti (gratitudine, amore filiale, antipatie, ecc.) di vario tipo (e mi riferisco alla questione del magistero degli ultimi due papi precedenti al papa regnante), deviati dalla tentazione di indagare il foro interno di questi papi o preoccupati di un giudizio globale sulla persona.
I nostri personali sentimenti non dovrebbero guidarci nel tentativo di comprensione di quello che sta succedendo, non dovrebbero turarci le orecchie e renderci incapaci di intendere, renderci litigiosi, perché a difesa o contro l’uno o l’altro. Il nostro amore dovrebbe essere rivolto verso la Verità ed in caso di contrasto tra la Verità e nostro padre, nostro figlio ecc. noi dobbiamo scegliere sempre la Verità. Come sta scritto. E nostro padre possiamo e dobbiamo continuarlo ad amare, anche se dovessimo scoprire che ha sbagliato. E pregare per lui ancora di più.
E, se il mio ribattere può apparire inutile perché il meccanismo sopra descritto tenta di vanificarlo, continuerò instancabile finché il Signore lo permetterà, martellando non con mie opinioni personali né con sterili polemiche che non portano da nessuna parte, ma riaffermando con la forza della verità conosciuta e col fondamento del Magistero – come ho sempre fatto – ciò in cui credo e che appartiene alle profondità del mio essere.
Maria Guarini

giovedì 26 marzo 2015

Müller: "Poteri dottrinali alle conferenze episcopali? È assolutamente anticattolico"

Matteo Matzuzzi su Il Foglio di ieri [qui].
Per chi vuole approfondire, una interessante riflessione [qui] e un importante documento del Cardinale [qui]. E inoltre: [vedi qui Maradiaga e sinodalità - qui sul "consiglio della corona" - qui su collegialità conciliarista e allineamenti]

Trema il Cupolone, e non per le raffiche di vento che si sono abbattute impetuose oggi su Roma. Il cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Gerhard Ludwig Müller, ha rilasciato un'intervista al settimanale francese Famille Chrétienne in cui non solo ha ribadito con forza la sua posizione sul Sinodo prossimo venturo, ma è andato anche oltre, mettendo in discussione la possibilità di concedere ampi poteri alle conferenze episcopali nazionali, vale a dire uno dei capisaldi dell'esortazione Evangelii Gaudium, il programma di questo pontificato, come ha chiarito, mettendolo nero su bianco, Francesco: "Sottolineo che ciò che intendo qui esprimere ha un significato programmatico e dalle conseguenze importanti".

Come si sentono i bambini come Myriam

All’inizio di marzo l’emittente Sat 7 Arabic ha realizzato un servizio tra i cristiani iracheni rifugiati e fuggiti da Qaraqosh a causa delle violenze dell’Isis. Intervista sottotitolata in italiano a una bambina, Myriam. [Fonte: Tempi.it]

mercoledì 25 marzo 2015

Intervista con il cardinale RAYMOND LEO BURKE

Nel febbraio scorso abbiamo già pubblicato [qui] una importante intervista al cardinale Raymond Leo Burke. Ora, su LifeSiteNews [qui], troviamo ulteriori altrettanto importanti dichiarazioni alle quali contribuiamo a dar voce, per la nostra edificazione e di quella di chi è in attesa degli eventi significativi che sono in itinere.


— Dal Sinodo straordinario sulla famiglia, siamo entrati in un periodo di incertezza e confusione riguardo a diverse questioni «sensibili»: la comunione per le coppie divorziate e «risposate» un cambiamento di atteggiamento nei confronti delle unioni omosessuali e l'apparente allentamento verso le coppie che vivono insieme senza essere sposate. Sua Eminenza pensa che questa confusione produca già effetti negativi tra i cattolici?
— Sì, certamente. Ciò è quel che mi riferiscono i laici e che ho sentito da parte dei vescovi. Ci sono persone oggi che reclamano un «cambiamento» dell'insegnamento della Chiesa sulle relazioni sessuali fuori del matrimonio, o in rapporto alla natura intrinsecamente disordinata degli atti omosessuali. Ci sono anche persone che si trovano a vivere unioni coniugali irregolari che esigono ricevere la Santa Comunione, dicendo che questa è la volontà del Santo Padre. E ci troviamo di fronte a situazioni sconcertanti: tali le dichiarazioni del vescovo di Anversa sugli atti omosessuali, che passano senza essere sanzionate. Di modo che questa confusione si sta diffondendo in modo realmente allarmante.