mercoledì 21 agosto 2019

Europeismo: la cura sinistra per l’Italia indisciplinata

L’anomalia populista della Lega al governo va cancellata, Francia e Germania vanno rassicurate e vanno create le basi per nuove maggioranze di Sinistra. Questo europeismo implacabile, diretto a riportare l’ordine dei potenti dopo il voto indisciplinato degli italiani è talmente sfacciato da essere evidente a tutti. Si riesuma Prodi, il globalista Sachs detta la linea e l’ultima uscita di papa Francesco su sovranismo e Hitler è stato come suonare la carica.
Alle recenti elezioni europee l’Italia aveva votato decisamente contro l’Unione europea. Il grande successo della Lega in primo luogo e di Fratelli d’Italia in secondo luogo aveva anche questa motivazione. L’Italia voleva liberarsi da una ideologia che spesso su questo quotidiano abbiamo chiamato europeismo. Le ideologie non sono solo delle teorie di parte che pretendono di valere per il tutto, ma rappresentano sempre anche una grande concentrazione di interessi e di poteri. Sono molto difficili da sconfiggere e perfino da scalfire. Ed infatti è proprio l’europeismo a tornare alla carica in questa fase della crisi di governo italiana, con l’ipotesi di una coalizione tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle – o altro che uscirà dal cilindro di Mattarella basta che metta la Lega in un angolo – per riprendersi la rivincita di sistema contro questi “straccioni” di italiani che hanno avuto la velleità di votare in dissonanza. Che Romano Prodi sia riemerso è già un segno forte di questo tentativo di rivincita, che poi abbia addirittura invocato la nascita di una “maggioranza Ursula”, dal nome della nuova Commissaria europea, rischia di essere addirittura inquietante come le cose ridicole spesso sanno fare più di quelle serie.

Parole profetiche di San Pio X (nella sua memoria liturgica)

"Ma sono ancora più strane, nello stesso tempo spaventose e rattristanti, l'audacia e la leggerezza di spirito di uomini che si dicono cattolici, che sognano di rifare la società in simili condizioni e di stabilire sulla terra, al di sopra della Chiesa cattolica, "il regno della giustizia e dell'amore", con operai venuti da ogni parte, di tutte le religioni oppure senza religione, con o senza credenze, purché dimentichino quanto li divide, le loro convinzioni religiose e filosofiche, e mettano in comune quanto li unisce, un 'generoso idealismo' e forze morali prese "dove possono".
Quando si pensa a tutto quanto è necessario in forze, in scienza, in virtù soprannaturali per istituire la città cristiana, e alle sofferenze di milioni di martiri, e alle illuminazioni dei Padri e dei Dottori della Chiesa, e alla dedizione di tutti gli eroi della carità, e a una potente gerarchia nata dal Cielo, e ai fiumi di grazia divina, e il tutto edificato, collegato, compenetrato dalla Vita e dallo Spirito di Gesù Cristo, la Sapienza di Dio, il Verbo fatto uomo; quando si pensa, diciamo, a tutto questo, si è spaventati nel vedere nuovi Apostoli intestardirsi a fare di meglio mettendo in comune un vago idealismo e virtù civiche.

martedì 20 agosto 2019

Il clericalismo che pone Conte su un piedistallo per affossare Salvini

Ennesima squallida bordata di Spadaro, il Direttore de La Civiltà Cattolica, che apprezza il discorso di Conte citando su Twitter la parte in cui attacca Salvini sui simboli religiosi usati come simboli politici e ne sottolinea l'aspetto di presunta incoscienza religiosa.

Pur sorvolando  sulla esemplarità di un politico che riafferma le radici cristiane, resta una domanda: perché se Conte esibisce Padre Pio nulla questio, mentre se Salvini mostra il Rosario e affida l'Italia all'Immacolata no?
L'espressione di Conte è di uno che si dice cattolico:“Evitare di accostare ai simboli politici i simboli religiosi. Sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e di offuscare il principio di laicità, tratto caratteristico dello stato moderno”
Dunque le radici cristiane, la testimonianza di un'appartenenza, sarebbero contrarie alla laicità? Ma questa non è laicità è laicismo... La laicità dello stato implica il fatto che esso non è confessionale ma non esclude la pratica religiosa. Il termine "laico" (greco laòs = popolo - laïkós = "del popolo"), nella sua accezione originaria, significa fedele non appartenente ad una congregazione religiosa o non ordinato sacerdote, anche se ora prevale l'uso semanticamente scorretto di attribuire il significato di ateo e spesso diventa sinonimo di anticlericale. La somiglianza tra quanto descritto da Orwell e quanto accade oggi con la neo-lingua è impressionante.

Impugnamo le armi della Verità

"Gli uomini santi(1), pur se torchiati dalle prove, sanno sopportare chi li percuote e, nello stesso tempo, tener fronte a chi li vuole trascinare nell’errore. Contro quelli alzano lo scudo della pazienza, contro questi impugnano le armi della verità. Abbinano così i due metodi di lotta ricorrendo all’arte veramente insuperabile della fortezza.
All’interno raddrizzano le distorsioni della sana dottrina con l’insegnamento illuminato, all’esterno sanno sostenere virilmente ogni persecuzione. Correggono gli uni ammaestrandoli, sconfiggono gli altri sopportandoli".
(San Gregorio Magno, Moralia in Job, Lib. 3, 39-40; PL 75, 619-620)
__________________________
1. Santo non significa 'perfetto', ma 'messo da parte' per il Signore. E questa realtà vivente e vivificante - da perfezionare con l'aiuto della Grazia che precede e soccorre le nostre buone volontà e nutre la fedeltà - la riceviamo con il Battesimo.

Per l'Italia: Supplica alla Madonna di Loreto

Riprendo in prima lettura questa proposta di alcuni giorni fa, già sommersa da altre notizie, per focalizzare il cuore e l'attenzione sul momento cruciale attraversati dal nostro Paese.
Grazie e Fabrizio Giudici che ha proposto qui l'originale. Ci uniamo in questa ardente preghiera. La Madre del Signore e nostra ci ascolta anche se presentiamo la nostra supplica in momenti diversi.

O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te, accogli oggi la nostra umile preghiera.
L’ umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola. Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio.
O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza.
Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla tua Casa benedetta. Per la presenza della tua Famiglia essa è la Casa Santa per eccellenza, alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane, da Gesù ogni figlio impari l’ ubbidienza e il lavoro, da Te, o Maria, ogni donna apprenda l’ umiltà e lo spirito di sacrificio, da Giuseppe, che visse con Te e per Gesù, ogni uomo impari a credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedele rettitudine.
Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio, per questo Ti preghiamo affinchè Tu ci ottenga che ognuna imiti la tua, riconoscendo ogni giorno e amando sopra gni cosa il tuo Figlio divino.
Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro, Egli uscì da questa Casa santa per far sentire la sua Parola che è Luce e Vita, così ancora, dalle Sante mura che ci parlano di fede e di carità, giunga agli uomini l’ eco della sua Parola onnipotente che illumina e converte.
Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa universale, per l’ Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili e per i sofferenti e i peccatori, affinché tutti divengano discepoli di Dio.

O Maria, in questo giorno di grazia uniti ai devoti spiritualmente presenti a venerare la Santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo, con viva fede Ti ripetiamo le parole dell’ Arcangelo Gabriele:
Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te!
Noi Ti invochiamo ancora:
Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei Cristiani.
Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci, ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo:
Ave, Porta del Cielo, Ave, Stella del Mare!
Salga a Te la nostra supplica, o Maria. Essa Ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù e la nostra speranza in Te, o Madre nostra.
Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra con abbondanza di grazie celesti. Amen.
Salve, o Regina.
La supplica alla Madonna di Loreto si recita a mezzodì del 25 marzo, 15 agosto, 8 settembre, 10 dicembre.

lunedì 19 agosto 2019

Il Papa emerito Benedetto XVI avrebbe risposto ai Dubia

Nella nostra traduzione da The Catholic thing proponiamo una riflessione sul saggio del Papa emerito Benedetto XVI sulla Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali pubblicato nell'aprile scorso [qui]. Secondo l’autrice dell'articolo, Elizabeth A. Mitchell, che riprende molte riflessioni apparse sui social a commento del testo, tra le righe ci sarebbero le risposte ai Dubia posti da alcuni Cardinali a Papa Francesco su Amoris Laetitia, ai quali non è mai stata data risposta in modo organico ed ufficiale. Peccato che la comunicazione indiretta, proprio perché tale, non possa dispiegare la dovuta efficacia. Si continua a navigare a vista, sulla base di supposizioni e interpretazioni più o meno fondate. E l'ambiguità resta la cifra dei pontificati post-conciliari, ad eccezione dell'ultimo in cui tutto è rovinosamente precipitato. Di seguito l'articolo.

Ai Dubia è stato risposto

Forse perché Notre-Dame de Paris stava bruciando. Forse perché il posto migliore per nascondere qualcosa perché non lo si veda è metterlo proprio in bella vista. O forse è perché cerchiamo la potenza nel vento nel terremoto e nel fuoco, ma ci sfugge il “mormorio” di Dio quando passa. (1 Re 19, 11-13) Qualunque sia la ragione, il mondo ha guardato, letto e ignorato le risposte ai Dubia proposte dal Papa Emerito Benedetto XVI nel suo saggio di aprile “La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali“.
Offrendo una risposta in tre parti alla crisi della Chiesa, egli risponde indirettamente ai cinque dubbi che i Cardinali Brandmüller, Caffarra, Meisner e Burke avevano presentato anni fa a Papa Francesco. Il papa emerito ha adempiuto a un dovere, mentre Francesco invece non mantiene i vescovi e i fedeli nell'unità dell'insegnamento costante della Chiesa in tema di fede e di morale.
Che cosa ha detto il Papa emerito? Egli offre alla Chiesa e al mondo degli inequivocabili no, sì, sì, sì e sì.

Cinque le domande poste dai Dubia, cinque le risposte

domenica 18 agosto 2019

Il vangelo immigrazionista, e guai a chi lo critica

È polemica per le parole di don Donato Piacentini, il parroco del comune in provincia di Frosinone che poche ore fa, in occasione della festa patronale di San Rocco, ha pronunciato un’«omelia anti-migranti». Questo stando ai media. Sì, perché in realtà il sacerdote, consapevole di prendere una posizione scomoda e destinata a far rumore («voglio essere polemico»), non ha tuonato contro i migranti tout court, limitandosi a fare un accenno a «persone che hanno telefonini o catenine e catene al collo e che dicono di venire dalle persecuzioni» ed esortando tutti a ricordarsi dei poveri che abbiamo accanto, nel nostro stesso paese o quartiere, che mai si guadagnano le prime pagine o le parole dei leader europei. Un ragionamento che si può giudicare inopportuno e che naturalmente si può rigettare: ma parlare di «omelia anti-migranti», ecco, è un tantino eccessivo.

Bergoglio e i migranti, il cardinale Arinze lo sfida: "Quanti ne potete ospitare? Aiutiamoli a casa loro"

Vedi indice articoli sul tema dell'immigrazionismo.

Anche gli organi di stampa riprendono notizie sempre più frequenti delle esortazioni del clero dell'Africa sul fenomeno migratorio [vedi card. Sarah e vescovi africani [qui - quiqui]. Leggiamo ora  un articolo del 16 agosto [qui], che riporta le dichiarazioni del cardinale Francis Arinze, nigeriano e già prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, contro la retorica dell'accoglienza reiterata ad nauseam da Bergoglio. In un'intervista rilasciata al Catholic Herald egli ha ammonito la Chiesa e l'Occidente: 
"Non illudete i giovani, in Europa i soldi non crescono sugli alberi. L'Europa e l'America possono essere di grande aiuto non incoraggiando i giovani ad arrivare come se in Europa trovassero il paradiso, un posto dove i soldi crescono sugli alberi, ma aiutando i loro Paesi". Ogni governo deve capire quante persone può accogliere. Non solo l'ingresso ma l'alloggio, il lavoro, la famiglia, l'inserimento culturale". 
Accoglienza, insomma, per essere tale deve trasformarsi in integrazione e non in semplice sfruttamento. Il cardinale sostiene che i Paesi che perdono i loro giovani stanno perdendo persone che potrebbero costruire il futuro di quella Nazione. Lui stesso nel 1967 è stato profugo durante la guerra civile nigeriana e ne ha tratto una lezione: 
"È meglio che una persona resti nella propria terra – paese, città, area – e lavori lì. In generale, non possiamo negare a una persona il diritto di cercare un'altra area in cui avrà più pace, o anche più istruzione, cultura o opportunità economiche". Ma sui migranti tutti si devono interrogare: "Qual è il loro futuro: lavoro, vita familiare, cultura, religione? Pensate a tutto questo, sono le considerazioni da fare quando citiamo la parola migrante. Dobbiamo comunque ringraziare chi è gentile con i migranti, chi li accoglie. È l'insegnamento di Cristo, secondo la Bibbia. Senza perdere di vista le precedenti considerazioni". 

sabato 17 agosto 2019

Sciamano "benedice" partecipanti al pre-Sinodo per l'Amazzonia con "arti divinatorie"

clicca sull'immagine per ingrandire
Isidoro Jajoy, uno sciamano della tribù colombiana degli Inga, ha "benedetto" i partecipanti di un incontro preparatorio al Sinodo per l'Amazzonia, il 14 agosto a Bogotà (Colombia).
Secondo Catholic News Service [qui], l'incontro è stato un'opportunità per i vescovi che parteciperanno al Sinodo di ricevere proposte e di parlare ai residenti della regione amazzonica.
Mundabor.Wordpress.com ha definito il rito sciamanico una "prostituzione del Cristianesimo".
“Queste persone stanno vendendo la nostra religione al culto della Terra, all'approvazione del mondo e ai riti dei selvaggi." 

La verginità di Maria è la forma. Un nuovo libro la scolpisce

P. Serafino M. Lanzetta, Semper Virgo. La verginità di Maria come forma, Casa Mariana Editrice, Frigento 2019, pp. 161 (ISBN 978-88-98577-15-6).

La verginità perpetua di Maria è la forma del Cristianesimo. È come «un filo rosso che cuce insieme tutte le maglie della fede cristiana. S’intreccia con il mistero cristologico e per questo fa unità con il dogma centrale della fede, l’incarnazione del Verbo. Al punto che se si nega la verginità di Maria cade sotto la sferza anche l’incarnazione e viceversa», scrive p. Serafino M. Lanzetta nel suo nuovo libro uscito per i tipi della Casa Mariana Editrice.

Il P. Lanzetta con questa nuova pubblicazione riprende e rimodella interamente un suo recente scritto sulla verginità di Maria. Se viviamo in un periodo di amorfismo totale, in cui le cose sono ormai tutte uguali, in cui si rivendica il principio secondo cui tutti possono essere tutto e tutto può diventare tutti (vedi ad esempio le richieste della teoria del gender) questo è perché abbiamo smarrito la ragione che distingue le cose, che coglie in ciascuna la sua forma e perciò la sua identità. Anche in ambito teologico, dice il p. Lanzetta, abbiamo smarrito quella ragione teologica che coglie la forma dei misteri, la loro essenza e quindi la loro ragione specifica. L’abbiamo smarrita quando si è pensato di disfarsi della metafisica e quindi del dogma della fede, visto non più come un presupposto logico per conoscere i misteri, ma come un macigno che impedisce la libertà di ricerca. Il dogma ha iniziato ad evolversi e la ragione si è confusa.