sabato 27 novembre 2021

27 Novembre - Festa della Madonna del miracolo. Supplica


27 Novembre - Festa della Madonna del miracolo

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;>
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!
Amen

Supplica alla Madonna del Miracolo 
Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità.

Roma, S.Andrea delle Fratte,  
luogo della conversione di Ratisbonne
e delle Medaglie miracolose
O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia.

Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all'unisono col tuo. Lo accenderà d'amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui.
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che a te ricorriamo e per quanti a te non ricorrono, in particolare per i peccatori e per coloro che ti sono raccomandati.

Europa dove sei? Chi sei? Ci sei? Di Marcello Pera

Ringrazio il prof. Stefano Fontana che ci segnala la pubblicazione, da parte dell'Osservatorio Card. Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa, dell’intervento tenuto all’ Accademia lucchese di Scienze, Lettere e Arti il 18 novembre 2021 dal Presidente emerito del Senato della Repubblica prof. Marcello Pera. Condividiamo l'auspicio che questo lucido intervento del sen. Pera possa aprire un serio dibattito sull’Europa e sulla Chiesa in Europa. E difatti nella Costituzione europea manca ogni riferimento a Dio e alle radici cristiane della sua civiltà. In tal modo si dimentica che la struttura profonda di una società è spirituale e culturale, prima che politica ed economica. E si sfigura l'identità europea. Mi permetto una chiosa sulle radici – più che giudaico-cristiane – greco-romane, fecondate dal cristianesimo innestato nell'ebraismo puro, in alternativa al giudaismo rabbinico spurio del dopo-Jawne.

Europa dove sei? Chi sei? Ci sei? 
Di Marcello Pera

1 Anche se quasi nessuno lo sa, proprio in questi giorni si stanno riunendo in tutta Europa quattro comitati ciascuno di 200 membri, cittadini europei selezionati in modo casuale, per discutere sullo “Stato futuro dell’Europa”. L’iniziativa, presa dalla presidente dell’Unione Europea, Ursula von der Leyen, su suggerimento del presidente francese Emmanuel Macron, è partita nel 2019, poi slittata al 2020, e si concluderà l’anno prossimo. I temi in discussione sono quattro: economia, democrazia, clima, migrazioni. Saranno oggetto di separati documenti da presentare alle istituzioni europee.

Se si discute di futuro dell’Europa, significa che la costruzione europea presente è ancora un cantiere aperto o quantomeno che vi sono lacune. Faccio sùbito un esempio. In queste ore, a fronteggiare i migranti che dalla Bielorussia premono ai confini della Polonia sono solo le forze dell’ordine polacche, anche se è chiaro che chi ce li manda, Lukashenko oggi, come Erdogan ieri e Geddafi prima, lo fa per ricattare l’Europa intera, non la sola Polonia. Perché, allora, non c’è l’Europa?

venerdì 26 novembre 2021

Il card. Sarah difende Traditionis custodes edulcorandone alcune espressioni

Leggo sull'edizione francese di Aleteia lo stralcio di un'intervista a Le Figaro, in occasione dell'uscita del suo libro Per l'eternità, nella quale il cardinale Robert Sarah, riferendosi al motu proprio “Traditionis custodes”, dichiara che non “è assolutamente obiettivo di papa Francesco sopprimere la vecchia liturgia”.
 Il cardinale aggiunge: “Credo che papa Francesco abbia spiegato chiaramente la sua intenzione nelle varie visite ad limina dei vescovi francese e polacco. Il suo scopo non è assolutamente quello di sopprimere la vecchia liturgia. È consapevole che molti giovani e famiglie vi sono intimamente legati. Ed è attento a questo senso della fede che si esprime nel popolo di Dio”. “Il Papa ha chiesto di applicare questo testo con flessibilità e senso paterno. Sa bene che ciò che è stato sacro per così tante generazioni non può essere disprezzato e bandito dall'oggi al domani. Papa Francesco si aspetta così che l'attuale liturgia si arricchisca del meglio dell'antica liturgia”. Allo stesso modo, si aspetta chiaramente che l'antica liturgia sia celebrata nello spirito del Vaticano II, il che è perfettamente possibile. Secondo lui “non è e non deve diventare un pretesto per i contestatori del concilio”. 

Draghi e i non cittadini. Sorgi Antigone

Speriamo che la pandemia si evolva in maniera tale che il prossimo Natale sia normale per tutti. […] Bisogna che anche coloro che da oggi saranno oggetto di restrizioni [...] possano tornare a essere parte della società con tutti noi”.
Queste testuali parole sono state pronunciate dal Presidente del Consiglio il 24 novembre durante la conferenza stampa in cui il governo ha annunciato l'adozione del cosiddetto “Super Green Pass”, ossia delle ulteriori discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale inflitte ai danni dei cittadini che scelgono di non farsi somministrare i vaccini contro il Covid. Si tratta di una frase “a braccio” all'interno della risposta di Draghi alle domande dei giornalisti presenti, e quindi spontanea, non preparata. Proprio per questo essa è particolarmente rivelatrice della concezione della società, dei diritti, del rapporto tra governanti e governati di cui egli si fa portatore.
Draghi e i non cittadini. Sorgi Antigone
Nessuno dei leader di partito ha sentito il dovere civico e morale di riprendere il premier Mario Draghi, il quale nel corso della conferenza stampa di presentazione del Super green pass ha detto che i non vaccinati sono de facto esclusi dalla società. Si tratta di una frase tanto grave che avrebbe dovuto provocare una mezza rivolta nelle file della maggioranza. Invece, niente. Tutti ipnotizzati, poi, magari, sono gli stessi che parlano di cittadinanza e diritti riempiendosi la bocca di vuote parole sfilando ogni 25 aprile mentre concionano di diritti e fratellanza.

Un docente allontanato dalla preside per essersi rifiutato di fare lezione di fronte a un alunno travestito da donna

C'era da aspettarselo dopo quanto organizzato dagli studenti del liceo classico Zucchi di Monza per combattere la disparità di genere: una giornata in gonna per tutti gli studenti, maschi e femmine, per combattere quella che chiamano "la mascolinità tossica". E pensano di realizzarlo tramite l'abbigliamento che "non sia più sinonimo di alcun pregiudizio". 
Ma se non ci si rende conto che, espulso il Padre dall'orizzonte spirituale, viene meno la figura del padre a livello socio-antropologico. Ed è questa lacuna di paternità una delle cause non marginali della perdita d'identità, della svirilizzazione e della nevrosi diffusa che affligge la nostra civiltà morente. 
Riporto di seguito la testimonianza di quel che è capitato ieri al nostro amico Martino Mora, allontanato dalla scuola in cui insegna per essersi rifiutato di fare lezione di fronte a un allievo maschio travestito da donna. Persino chi ha responsabilità tra i docenti si è bevuto il cervello e si allinea al degrado collettivo. In altri tempi sarebbe accaduto l'inverso. 
Etsi omnes, ego non
La preside del liceo nel quale insegno mi ha cacciato da scuola. Stamattina. Mi ha cacciato poiché le avevo detto che non intendevo fare lezione in presenza di un allievo maschio che si è presentato travestito da donna dalla testa ai piedi. A questo punto la “signora” in questione mi ha messo brutalmente e arbitrariamente di fronte all’aut aut: o tenere la lezione facendo finta di nulla, o lasciare immediatamente la scuola. Alla mia risposta che mi sembrava molto più onorevole la seconda possibilità, ella mi ha cacciato. Questi i fatti (tralascio le parole assai sgradevoli della “signora” in questione, che intendevano, senza successo, umiliarmi e alle quali ho ovviamente replicato).
In una scuola capovolta, che a parole non vuole discriminare nessuno, si discrimina pesantemente solo chi chiede decoro, decenza, rispetto dei limiti. Per giunta si esercita l’arbitrio facendo ricorso dispotico a un’autorità che a questo punto è solo la grottesca caricatura di se stessa. (Martino Mora)

Origini nascoste della Traditionis Custodes: l'autoabrogazione di Grillo e Francesco

Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis Custodes.
Leggo su OnePeterFive un interessante articolo su I Decreti dimenticati Di Francesco. Si tratta di Quo magis e Cum sanctissima, del 22 febbraio 2020, Festa della Cattedra di San Pietro: due Documenti della Congregazione per la Dottrina della Fede, emessi con l'approvazione di Bergoglio nell'udienza del 5 dicembre 2019. 
I Decreti sono sfuggiti all'attenzione generale e sono rimasti lettera morta; ma hanno di fatto promosso il motu proprio Traditionis Custodes del 16 luglio 2021. 
L'articolista fa un excursus interessante, che ripercorro con alcune integrazioni e l'aggiunta delle note, per richiamare l'attenzione sui decreti dimenticati e sulle loro prescrizioni e relative implicazioni. 
  • Quo magis fornisce una selezione di testi facoltativi di sette nuovi Prefazi da inserire nel Missale Romanum del 1962 : per gli Angeli; il Battista; i Martiri; Tutti i Santi e Patroni; il Santissimo Sacramento; la Dedicazione di una Chiesa; Messe Nuziali  [qui].
  • Cum sanctissima offre integrazioni relative alle rubriche del Messale (e del Breviario) riguardanti la celebrazione dei santi aggiunti al Martyrologium Romanum dal 1962. Le rubriche includono dettagli su quali testi utilizzare per questi nuovi santi e fanno esplicito riferimento a un supplemento di successiva pubblicazione per includere i propri della Messa e dell'Ufficio per una selezione di tali potenziali celebrazioni. Di nuovo, tutto è facoltativo.(1) È inclusa un'interessante “correzione” delle rubriche del 1962: durante la Quaresima e il Tempo di Passione, c'è libertà di celebrare i santi le cui osservanze erano fino ad allora severamente limitate. Anche in questo caso, la massima libertà è consentita dallo status facoltativo di tutte le nuove rubriche.(2)
Da notare che i due decreti sono presentati con esplicito riferimento alla prospettiva delineata da Benedetto XVI nel Summorum Pontificum del 2007. Rispondono esattamente alla visione benedettina di un possibile arricchimento del corpus dei Prefazi, e della possibilità di celebrare i santi post-1962 nel Rito romano antico.

giovedì 25 novembre 2021

Il metodo Bergoglio per la soluzione finale. Dopo liturgia e monasteri, è la volta dei movimenti

Qui l'indice degli articoli su Tradizionis custodes. Qui il più recente articolo sui monasteri, che richiama i precedenti.
Fin dall’inizio del pontificato di Francesco in questo blog abbiamo promosso, in materia liturgica, una strategia di basso profilo, di poco scalpore, o di fingerci morti perché non ci uccidessero. E lo abbiamo fatto basandoci su un fatto che noi argentini conoscevamo molto bene: Bergoglio non è interessato alla liturgia ed è assolutamente incapace di comprenderla. Pertanto, non avrebbe mai avuto un problema dottrinale con la questione liturgica. Semmai, il conflitto poteva sorgere se i difensori o protettori della liturgia tradizionale avessero causato un valido problema per lui.

Per più di otto anni la strategia ha funzionato: Bergoglio non ha fatto nulla contro la liturgia tradizionale e ha persino favorito, per quanto era in suo potere, la Fraternità sacerdotale san Pio X. Lo ha fatto resistendo alle forti pressioni dell’episcopato italiano —completamente bugniniano — e di lobbisti più o meno impresentabili come Andrea Grillo.

La morte della filosofia, dell'etica e delle scienze umane

Dovrebbe ormai essere chiaro a tutti che la figura dell'intellettuale appartiene al passato, e che essa è stata sostituita da un nuovo modello di uomo di sapere, solidale all'ordine della religione scientista e suo strumento di propaganda militante. Non che l'intellettuale di professione, figura tipicamente borghese e post-moderna, incarnasse chissà quale valore etico o fosse investito di una qualche missione sociale. Egli era tuttavia il residuo di un mondo in cui esistevano istanze che non potevano essere risolte ricorrendo esclusivamente a comitati tecnico scientifici o a modelli previsionali, ma che si riconosceva utile problematizzare anche alla luce della memoria storica, delle scienze umane e della coscienza critica. Dobbiamo riconoscere che quell'epoca, assieme all'ordine borghese, è ormai agonizzante, e che presto qualsiasi attività di pensiero che non sia esclusivamente la celebrazione o l'apologia dell'esistente, sarà relegata all'ambito dell'intrattenimento e tollerata in quanto innocuo diversivo al pensiero unico.

mercoledì 24 novembre 2021

Perché la sinistra americana disprezza ciò che chiama “Guerra Culturale”. Il vero significato della sconfitta in Virginia

Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica e la cancel culture.

Proprio quando sembrava che la sinistra avrebbe dichiarato finite le Culture Wars, la “Guerra Culturale” (ancora una volta!), qualcuno rovina tutto e fa ripartire le cannonate. Le vecchie ferite si sono riaperte, ed entrambe le parti stanno sparando l'una contro l'altra con sentimenti di vendetta.

Infatti, le elezioni del 2021 in Virginia sono state una questione interamente di cultura. Ciò che ha dato una svolta alla partita è stata la lotta sulla “Teoria critica della razza”, l'educazione sessuale radicale, l'ideologia di genere e l'aborto procurato. La controversia ha risvegliato nei sobborghi gli istinti di “mamma orso” su quanto veniva insegnato ai bambini nelle scuole e i ruggiti hanno ribaltato lo Stato.

In tutta la nazione, reazioni simili sono state registrate in queste recenti elezioni americane del 2021. L'enorme impatto delle questioni culturali dimostra che la “Guerra della Cultura” è lungi dall'essere finita. E, poi, quando combattute con intelligenza, queste battaglie stimolano la partecipazione degli elettori e lasciano la sinistra nel caos.

Parla il domenicano che ha dato la Comunione a Biden

Ricevo da Disputationes Theologicae e volentieri condivido. Del caso avevamo parlato quiqui.
L’abominio della desolazione nel luogo santo

18 novembre 2021, 
Dedicazione della Basiliche di S. Pietro e di S. Paolo

Un nostro lettore Alessandro C. ci ha inviato un link ad un articolo del Corriere della Sera del 30 ottobre 2021 [qui] contenente le dichiarazioni del sacerdote che ha sfrontatamente dato la Comunione all’abortista Joe Biden proprio a Roma:
“Il presidente Usa Joe Biden in serata ha partecipato alla Messa nella chiesa di San Patrizio, in via Boncompagni, a poche centinaia di metri dall’ambasciata degli Stati Uniti. […] Biden ha ricevuto la comunione il giorno dopo che il Papa gli ha detto di continuare a ricevere il sacramento, nonostante l’opposizione di alcuni conservatori [in realtà l’opposizione è ben più consistente, è la linea dell’episcopato americano, ndr] in America che contestano la sua posizione sull’aborto. Il presidente riceve regolarmente l’eucarestia nelle diocesi di Washington e Delaware, ma fare la comunione a Roma ha per lui un significato particolare. Il Papa, tecnicamente, è il vescovo di Roma, e la parrocchia di San Patrizio è parte della sua arcidiocesi. Alla funzione erano presenti circa 30 persone. I Biden si sono seduti nell’ultima fila, dove era stato scritto «riservato». La Messa è stata celebrata da padre Joe Ciccone, che non ha fatto alcun annuncio speciale ai presenti. « La comunione è ciò che ci unisce nel Signore, nessuno di noi è puro e perfetto, siamo tutti santi e peccatori » ha commentato il sacerdote al termine della celebrazione.”