venerdì 19 aprile 2019

Gli appunti di Benedetto XVI "correggono" Amoris laetitia

Riproponendo l'enciclica di San Giovanni Paolo II "Veritatis Splendor" come argine al "collasso" della morale cattolica, Benedetto XVI in realtà entra in contrasto con quanto descritto dall'esortazione apostolica "Amoris Laetitia".
Quando un testo viene reso pubblico, acquista una sua autonomia anche dal suo autore e deve essere considerato per se stesso. Anche le Note di Benedetto XVI [qui] sulla crisi della Chiesa a seguito dei fenomeni di pedofilia non sfuggono a questa regola. Esse dicono oggettivamente qualcosa: tacerne vorrebbe dire rinunciare a prendere atto dell’autonomia del testo il che, dal punto di vista delle regole dalla interpretazione, sarebbe un atteggiamento scorretto.

Ora, il testo di Benedetto ristabilisce senza ombra di dubbio il valore della teologia morale così come illustrata dall’enciclica Veritatis splendor di Giovanni Paolo II. Di più: attribuisce a quel documento il grande valore di aver contrastato il “collasso” della teologia morale iniziato negli anni Sessanta per tentare di trattenerne i danni. La conseguenza logica da tirare è chiara: se viene incrinato l’impianto della teologia morale della Veritatis splendor, il “collasso” della teologia morale cattolica è destinato a continuare.

giovedì 18 aprile 2019

Il devastante incendio di Notre Dame fa riflettere sui gravi peccati del nostro tempo

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, riportiamo le parole di un pastore attento e presente, che purtroppo sono mancate dal Soglio, che ha taciuto per molte ore per poi esprimere un messaggio striminzito, più formale che spirituale, deludente per chi si aspettasse edificazione e conforto. E con la solita fissa del pluralismo: “...Questa catastrofe ha gravemente danneggiato un edificio storico ma sono cosciente che ha anche colpito un simbolo nazionale caro al cuore dei parigini e dei francesi, nella diversità delle loro convinzioni....”  [vedi].

Il devastante incendio che ha gravemente danneggiato la Cattedrale di Notre Dame a Parigi è un "riflesso emblematico" degli "attacchi alla bellezza infinita della fede da parte dei gravi peccati e dei crimini dei nostri giorni" ha detto un importante cardinale.

Martedì mattina, in un commento a LifeSite, il cardinale Raymond Burke si è dichiarato "profondamente rattristato dalla massiccia distruzione per effetto del fuoco di ieri alla magnifica cattedrale di Notre Dame a Parigi".

mercoledì 17 aprile 2019

VII Giornata della buona stampa cattolica

VII Giornata della buona stampa cattolica

Il prossimo 1 maggio: Parrocchia di S. Antonio Abate Linarolo (PV) - Via Roma, 4

Anche quest'anno si rinnova l'appuntamento con un ciclo di conferenze riassunte nel titolo "Verità e giustizia: La dottrina sociale della Chiesa".

Il programma : cliccare sull'immagine a lato per ingrandire

Un fenomeno inquietante ignorato dai media: Chiese europee vandalizzate, defecate e incendiate "ogni giorno"

L'attenzione del mondo intero si è focalizzata in questi giorni sul rogo di Notre Dame. Ma ci ha costretti a prendere atto del doloroso fenomeno - totalmente ignorato dai media (ma soprattutto dal Vaticano), delle innumerevoli Chiese vandalizzate e profanate ogni giorno in tutta Europa. L'articolo [qui] riportato di seguito offre una sintesi inquietante. Altro che preghiere di riparazione!....

Chiese europee: Vandalizzate, defecate e incendiate "ogni giorno"
    17 febbraio, rogo a San Sulpice
  • In Germania, quattro chiese sono state vandalizzate e/o incendiate solo a marzo. "In questo paese", è in corso una guerra strisciante contro tutto ciò che simboleggia il Cristianesimo: attacchi ai danni delle croci poste in cima alle montagne, delle statue sacre per strada, delle chiese (...) e di recente anche dei cimiteri". – PI-News, un sito di informazione tedesco
  • n quasi tutti gli episodi di attacchi ai danni delle chiese, le autorità e i media nascondono l'identità dei vandali. In quei rari casi in cui l'identità musulmana (o "migrante") degli iconoclasti è trapelata, questi profanatori vengono poi presentati come delle persone che soffrono di problemi di salute mentale.
  • "Quasi nessuno scrive e parla dei crescenti attacchi contro i simboli cristiani. In Francia e in Germania c'è un eloquente silenzio riguardo allo scandalo delle profanazioni e sull'origine dei perpetratori. (...) Non una parola, nemmeno il minimo indizio che potrebbe in qualche modo indurre a sospettare dei migranti. (...) Non sono i criminali che corrono il rischio di essere messi al bando, ma coloro che osano associare la profanazione dei simboli cristiani all'importazione degli immigrati. Vengono accusati di odio, di discorsi di incitamento all'odio e di razzismo." – PI-News, 24 marzo 2019.
Innumerevoli chiese in tutta l'Europa occidentale sono state vandalizzate, defecate e incendiate.

Notre Dame. Testimonianza: «La mia veglia di fronte al rogo»

Una testimonianza vale più di cento riflessioni. Andrej è un giovane bielorusso di Minsk, a Parigi per motivi di studio. È comparso nel video virale che mostrava la preghiera per l'incendio della Cattedrale. Tornato a casa, a tarda notte, ha scritto questo racconto sulla sua pagina Facebook

Ecco come è andata. Sono a casa, al telefono con i miei genitori in Bielorussia. Ho appena iniziato a parlare di una cosa importante, e all’improvviso fuori dalla finestra si sente il suono delle sirene. Chiudo la finestra, e penso: «Spero non sia niente di grave». Finiamo di parlare alle otto precise. Chiudo Messenger e apro Facebook: la prima cosa che vedo sono le foto di Notre Dame in fiamme.

Ero stato lì l’ultima volta il 5 aprile, quando hanno esposto la Corona di spine per l’adorazione. Era il giorno dopo che a Minsk, la mia città, c'erano state delle veglie spontanee perché a Kuropat, un luogo dove si ricorda la repressione sovietica con delle grandi croci, diciassette di queste erano state distrutte. La gente aveva reagito andando a pregare.

Abisso di umiltà e di amore - Don Elia

Psallam, et intellegam in via immaculata (Sal 100, 1-2).

Imposuisti homines super capita nostra (Sal 65, 12). Sì, Signore, hai posto degli uomini sulle nostre teste. Questa non sarebbe cosa anomala, se si trattasse di veri Pastori, piuttosto che di malvagi che ci schiacciano col sorriso sulle labbra, volendo far mostra di bontà e benevolenza. Tu hai permesso ciò per il nostro bene, a sconto dei nostri peccati e per saggiare chi Ti è realmente fedele. Inimici Domini mentiti sunt ei (I nemici del Signore gli hanno mentito, Sal 80, 16): i modernisti che hanno preso il timone della nave – lo sai bene – sono per costituzione ipocriti, infidi, sleali, menzogneri, inaffidabili… e non potrebbe essere diversamente, visto che Ti hanno rinnegato sostituendoti con le proprie idee, pur millantando di essere al Tuo servizio.
Al posto della beatitudine del Paradiso (in cui non credono), il loro umanesimo cristiano prospetta un’illusoria felicità su questa terra, dove dobbiamo invece soffrire e lottare per meritare la gloria; anziché proporre l’autentica santità, frutto del dono soprannaturale della grazia e di un costante sforzo umano, vaneggiano di una santità meramente verbale, fatta di bei discorsi; in luogo del sano nutrimento della Scrittura e della Tradizione, con una sicumera da imbonitori televisivi propinano fumo allucinogeno, buono soltanto a procurare qualche istante di artificiale euforia. I mantra della comunione e del servizio non sono altro che ricatti morali miranti a ottenere sottomissione assoluta alla loro dittatura; ma non possono entrare nella nostra coscienza, dovranno farsene una ragione.

martedì 16 aprile 2019

Basta con i sensi di colpa per gli immigrati e l'islam

Due interessanti articoli su un nuovo libro uscito in questi giorni: ‘ Il complesso occidentale – Piccolo trattato di de-colpevolizzazione’, per la Paesi Edizioni, scritto dal politologo e saggista francese Alexandre Del Valle (prefazione di Marcello Vaneziani), che contrasta il “terrorismo intellettuale” nato intorno ad un malsano senso di colpa dell’Occidente.  Presentazione a Roma: info

Basta con la vergogna di essere quel che siamo, figli della nostra storia e della nostra civiltà

Una linea critica, decisamente minoritaria in campo intellettuale, che approfondisce il tema del senso di colpa europeo, secondo una visione originale e nuova: dopo il successo ottenuto in Francia (L’Artilleur editore) esce anche in Italia, per Paesi Edizioni, ‘Il complesso occidentale – Piccolo trattato di de-colpevolizzazione’, il libro del politologo e saggista francese Alexandre Del Valle che contrasta il “terrorismo intellettuale” nato intorno al senso di colpa dell’Occidente, trovando per la strada compagni di peso quali Alain Fienkelkraut, Pascal Bruckner, Marcello Pera, Magdi C. Allam, Giovanni Sartori e Oriana Fallaci.
Secondo l’autore il senso di colpa europeo per la mancata integrazione sociale e il fallimento del multiculturalismo è una malattia mortale, di essenza masochista, che può colpire tutti quelli che non hanno gli anticorpi. Per smontarlo Alexandre Del Valle usa nel libro ragionamenti fondati che contrastano quel complesso occidentale che riesce a colpevolizzare più la vittima che il carnefice.

Benedetto rompe il silenzio

Nella nostra traduzione da First Thing proponiamo una acuta analisi di R.R.Reno in ordine agli inattesi "appunti" di Benedetto XVI sulla crisi della Chiesa determinata anche dagli abusi sessuali.

Sesso, scandalo, la Chiesa e una atmosfera generale di disintegrazione: questo il fulcro dell’inatteso intervento del Papa emerito Benedetto XVI a proposito della travagliata politica ecclesiale odierna. Benedetto, dopo aver contattato Papa Francesco, ha scritto una dichiarazione sulla Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali da pubblicare su un periodico bavarese. Lo stile del documento è quello abituale, fatto di dichiarazioni calme e realiste. Nel complesso, è più testimonianza che analisi, testimonianza di un uomo che ha attraversato rivolgimenti culturali e tradimenti teologici. Ed è la testimonianza di un uomo fedele all’amore eterno di Dio.

lunedì 15 aprile 2019

Notre Dame, la cattedrale di Parigi va a fuoco

Parigi, 15 aprile 2019 - A fuoco Notre Dame. Un vasto incendio sta bruciando la cattedrale di Parigi. Sono ancora ignote le cause: sappiamo però che in questi giorni la struttura era interessata da lavori di ristrutturazione. Non è chiaro se ci sia un collegamento ma secondo le prime informazioni che arrivano dalla capitale francese sembra che il rogo si sia sviluppato proprio da un'impalcatura nel sottotetto. Impressionanti le immagini che arrivano via social e che mostrano un'alta colonna di fumo e fiamme salire dalla sommità della chiesa. La chiesa è stata immediatamente evacuata: non è chiaro se ci siano persone coinvolte. I vigili del fuoco sono all'opera: deviato il traffico nella zona. 
La cattedrale, nel cuore della capitale francese, è una delle costruzioni neo-gotiche più famose del mondo ed è il monumento storico più visitato d'Europa. Fu edificata dall'anno 1163 al 1344 e ricostruita dopo le devastazioni della Rivoluzione. L'incendio avviene nel primo giorno della Settimana Santa che porta a Pasqua.

Intervista al Card. Müller. «Vogliono far tacere Benedetto XVI perché dice la verità»

La riflessione di Benedetto XVI va tenuta nella sua interezza perché costringe a focalizzare diversi aspetti della crisi, pur non arrivando a mettere in discussione il Concilio che è stato il cavallo di Troia dei cambiamenti di paradigma portati all'ennesima potenza dal pontificato attuale. Ciò è tanto più indispensabile per superare le frammentazioni riduttive, che già vanno delineandosi, ad uso e consumo delle fazioni perennemente in lotta nella Chiesa, che provocano tensioni proprio facendo leva sulla “crisi pedofilia”.

Il cardinale Gerhard Müller - che papa Benedetto XVI volle come suo erede alla testa della Congregazione per la Dottrina della Fede e fu poi liquidato bruscamente da papa Francesco alla scadenza del suo primo mandato nel 2017 - appare confortato dagli “appunti” sul tema degli abusi sessuali che il papa emerito ha voluto rendere pubblici nei giorni scorsi, ma è molto duro con chi ritiene che Benedetto non debba parlare. Lo raggiungiamo al telefono, al ritorno da un viaggio in Germania.

Eminenza, come giudica la pubblicazione degli “appunti” di Benedetto XVI a proposito degli abusi sessuali?
Il contributo di Benedetto XVI è molto importante in questa ora che sta vivendo la Chiesa, perché abbiamo una grande crisi di credibilità, e abbiamo il dovere di andare alle radici o agli inizi di questa crisi, che non è caduta dal cielo. Finora si è parlato solo di clericalismo, un concetto molto nebuloso, un modo per non affrontare le vere cause della crisi. Che ha una lunga storia che comincia anche nella Chiesa con la rivoluzione sessuale degli anni ’60 e con la contemporanea crisi della teologia morale laddove ha negato l’intrinsece malum, ovvero l’esistenza di atti intrinsecamente malvagi. Si è cominciato a sostenere che alcune azioni sono peccato grave o crimine soltanto a certe condizioni, che tutto dipende dalla situazione. Ma questo non è niente altro che un’autogiustificazione del peccato. Papa Benedetto ha una lunga memoria su quanto avvenuto nella Chiesa, e ha una grande capacità teologica, di analisi. È molto sorprendente che a 92 anni abbia questa lucidità di analizzare la situazione, peraltro molto meglio di altri che pure alzano le loro voci.