domenica 24 marzo 2019

24 marzo 2019. San Gabriele Arcangelo

Le feste degli Angeli.

Sino a questo momento non abbiamo ancora riscontrato una festa in onore dei santi Angeli, sebbene già tra i fulgori della notte del santo Natale avessimo unito le nostre voci ai concenti che gli Spiriti celesti intonarono sulla culla dell'Emmanuele. Un tal ricordo contribuisce a riempire di soave letizia i nostri cuori rattristati dalla penitenza e dall'avvicinarsi del doloroso anniversario della morte del Redentore.
Facciamo oggi una breve tregua ai severi pensieri della Quaresima per festeggiare l'Arcangelo Gabriele. Domani lo vedremo spiegare il volo sulla terra e fermarsi, celeste messaggero della Santissima Trinità presso la più pura delle Vergini. Dunque a ragione i figli della Chiesa ricorrono a lui per poter degnamente celebrare il mistero che annunciò quaggiù.

Dignità di san Gabriele.
Gabriele appartiene alle più eccelse gerarchie degli angelici Spiriti; come disse di sé a Zaccaria (Lc 1,19), è uno di quelli che stanno al cospetto di Dio. A lui sono riservate le missioni concernenti la salute del genere umano attraverso l'Incarnazione del Verbo, perché il nome Gabriele significa Forza di Dio, ed è in questo mistero, apparentemente umile, che si manifesta principalmente questa divina potenza.

Verginità spirituale - Don Elia

Più la vita di silenzio è densa, più l’anima è sola con Dio; e più l’anima è vergine, più si ritira dall’agitazione del mondo (Robert Sarah, Dio o niente, Siena 2015, 274).

La peggiore malattia spirituale, peculiare al nostro tempo, è una fondamentale disposizione di spirito che attacca proprio la fede. Sullo scorcio del Medioevo, prima che le idee nominalistiche e umanistiche impregnassero la cultura, il realismo del pensiero cristiano rendeva il soprannaturale un elemento familiare e quasi normale della vita; una fede semplice e diretta faceva sì che i miracoli fossero frequenti e comunicava perciò, anche in tempi calamitosi, una sicura fiducia nella vigile e onnipotente presenza di Dio. Fu per la crisi della scolastica (che trasformò la teologia in una selva di sottigliezze mentali riservate a pochi), poi per la diffusione della gnosi rinascimentale e per lo sconquasso dottrinale della rivoluzione protestante che dilagarono la credulità fideistica e l’insana attrattiva per la magia, fino allora contenute in margini abbastanza ristretti. L’autorità ecclesiastica, in ogni caso, vigilava sui fenomeni eccezionali onde accertarne l’origine.

sabato 23 marzo 2019

Vado a messa dai frati per scappare dalle sciocchezze del cardinale Bassetti

Cominciano ad accorgersene anche coloro che non sono propriamente tradizionalisti. 

Il capo della Cei finge di cercare una sintesi impossibile tra Sodoma e Gerusalemme, tra aborto e parto. Il suo messaggio è anti-evangelico.
Non vado a votare e dunque l’avversione del presidente del Consiglio nei confronti del Congresso mondiale delle famiglie (Verona, 29-31 marzo) mi tocca relativamente. Vado a pregare e dunque l’analoga avversione manifestata dai cardinali Bassetti e Parolin mi tocca di più. Il capo della Cei, ossia dei preti di cui seguo la messa quando nei dintorni non ci sono messe di frati, ha rilasciato al Giornale un’intervista potentemente anti-evangelica, anti-biblica, anti-cristica. Bassetti: “La famiglia non dev’essere terreno di scontro”. Ma Gesù ha detto: “Sono venuto a portare non pace, ma spada”. Bassetti: “Avremmo preferito uno stile diverso, con meno polemiche”. Ma San Giovanni ha scritto: “Poiché sei tiepido sto per vomitarti dalla mia bocca”. Bassetti: “Ci si divide accecati dalle ideologie. Questo è il tempo della sintesi”. Ma Isaia ha ammonito: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene”. Mentre il cardinale finge di cercare l’impossibile sintesi fra Sodoma e Gerusalemme, fra Gaystapo e libertà d’espressione, fra aborto e parto, fra crollo demografico e fecondità, che io trovi la forza, ogni domenica, di alzarmi un po’ prima e fare un po’ più di strada per andare sempre a messa dai frati. (Camillo Langone - Fonte)

Intervista del Prof. Roberto De Mattei a Rorate Caeli in ordine all'analisi di Mons. Athanasius Schneider sulla questione di un Papa eretico

Pubblichiamo l'intervista rilasciata dal Prof. Roberto De Mattei a Rorate Caeli in ordine all'analisi di Mons. Athanasius Schneider sulla questione di un Papa eretico [qui]. Il dibattito è aperto (ricordo le osservazioni preliminari del Prof. Pasqualucci qui )  e certamente si allargherà. Restiamo vigili anche intensificando la preghiera che nutra il nostro impegno.

Prof. de Mattei ci vuole dare la sua opinione sullo studio che S.E. mons. Athanasius Schneider ha dedicato al "Papa eretico"?
Lo giudico un documento importante. Innanzitutto tra i vescovi contemporanei mons. Schneider è uno dei più stimati per cultura patrologica e pietà personale. In secondo luogo il tema è di altissimo interesse e mons. Schneider ha avuto il coraggio di affrontarlo apertamente, senza ambiguità e compromessi.

Entrando nel merito, quali sono i punti che Lei più condivide?
In primo luogo sono pienamente d'accordo con mons. Schneider quando ammette la possibilità che un Papa possa "diffondere errori dottrinali o eresie", anche se mai ex cathedra. L'ipotesi del papa eretico non è solo sostenuta dalla quasi totalità dei teologi e dei canonisti, ma è anche un fatto storico che è avvenuto ad esempio, con papa Onorio, e che può tragicamente ripetersi. Un altro punto che mons. Schneider chiarisce bene, alla luce dell'insegnamento della Chiesa, è quello dell'atteggiamento che si deve tenere di fronte al Papa eretico: " Nel trattare il tragico caso di un pontefice eretico, tutti i membri della Chiesa, a cominciare dai vescovi, fino ai semplici fedeli, devono usare tutti i mezzi legittimi, come le correzioni private e pubbliche al papa errante, costanti e ardenti preghiere e professioni pubbliche della verità, affinché la Sede Apostolica possa di nuovo professare con chiarezza le verità divine, che il Signore ha affidato a Pietro e a tutti i suoi successori.

venerdì 22 marzo 2019

Sospensione e rinvio della Scuola di Dottrina sociale della Chiesa del Friuli Venezia Giulia

A Udine si è mostrato, in tutta la sua arroganza, il peggior clericalismo delle attuali Gerarchie! La Scuola di Dottrina sociale del Friuli Venezia Giulia, annunciata qui, è stata sospesa perché... il vescovo di Udine non la vuole.

Domani 23 marzo, alle ore 15,30, avrebbe dovuto iniziare la Scuola di Dottrina sociale della Chiesa del Friuli Venezia Giulia, organizzata dall’Osservatorio Cardinale Van Thuân insieme a sei associazioni e centri culturali operanti in Regione. Era stata fatta un’ampia promozione attraverso vari canali mediatici, erano state già raccolte le iscrizioni e preparati tutti gli strumenti tecnici e organizzativi. 
La Regione Friuli Venezia Giulia aveva dato il patrocinio e alla prima lezione il Presidente del Consiglio Regionale, dott. Piero Mauro Zanin, avrebbe portato il suo saluto.
Per l’opposizione del vescovo di Udine, Mons. Andrea Bruno Mazzocato, siamo ora costretti a sospendere l’iniziativa e a rimandarla al prossimo autunno, in un luogo diverso e secondo un calendario che verrà comunicato a suo tempo. Siamo convinti che sarà ancora più partecipata.
Prendiamo questa decisione, nonostante il nostro Osservatorio sia una associazione di diritto civile non canonicamente né pastoralmente dipendente da alcuna diocesi, nonostante la nostra legittima autonomia di fedeli laici battezzati ci autorizzi e ci stimoli ad agire sotto la nostra responsabilità per “ordinare a Dio le cose temporali”, nonostante non condividiamo le motivazioni trasmesseci dal vescovo di Udine per indurci a sospendere la nostra iniziativa. Lo facciamo per evitare contrapposizioni, in spirito di umiltà e servizio alla Chiesa.
Ringraziamo tutti coloro che si sono dati da fare per l’organizzazione e la buona riuscita della Scuola. Un grazie particolarmente sentito al Presidente del Consiglio Regionale dott. Zanin che avrebbe dovuto portare il suo saluto in occasione della prima lezione sabato 23 marzo, con il quale ci scusiamo per l’inconveniente.
Diamo appuntamento alla riedizione della stessa Scuola nel prossimo autunno. - Fonte

Venerdì 22 marzo. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dal «Commento alla prima lettera di San Giovanni»
di Sant'Agostino, vescovo
​(Cap.4) ​

Rome Life Forum 16-17 maggio 2019 - Città dell'uomo versus Città di Dio. Ordine Mondiale Globale versus Cristianità


I prossimi 16-17 maggio si terrà a Roma l'annuale Rome Life Forum su Città dell'uomo versus Città di Dio. Ordine Mondiale Globale versus Cristianità. Il convegno internazionale, che precede la Marcia per la Vita del 18 maggio, si svolgerà presso la Pontificia Accademia S. Tommaso d'Aquino (Angelicum). 
Tra i relatori che interverranno quest’anno ci saranno Raymond Leo Cardinal Burke, Willem Jacobus Cardinal Eijk (Paesi Bassi), Fr Kevin O’Reilly OP (Angelicum, Italia), Dr Alan Fimister (UK/USA), Roberto de Mattei (Fondazione Lepanto, Italia), Steven Mosher (Population Research Institute, USA), Anthony Murphy (Catholic Voice, Irlanda), John-Henry Westen (LifeSiteNews, Canada), Walter Cardinal Brandmüller e altri.
Il Forum si svolgerà in inglese e in italiano con traduzione simultanea.
Il programma dell’evento sarà disponibile nelle prossime settimane.
Per iscriversi

Qualche osservazione sul documento di mons. Schneider sul papa eretico

Estraggo dalla relativa discussione, riportandolo di seguito, l'intervento di Paolo Pasqualucci con alcune significative osservazioni, (integrate da link di riferimento) sul documento di mons. Schneider sul papa eretico.

Un documento importante, certamente, quello di Mons. Athanasius Schneider che mette a punto bene alcune questioni, anche dal punto di vista pratico. 
Mi lasciano tuttavia perplesso alcuni punti.
  1. Ѐ giusto essere ottimisti, nonostante tutto, sulla possibilità della Chiesa di superare la crisi, basandosi e sulle promesse divine di assistenza alla Chiesa e sul precedente storico del modo in cui è stata superata la crisi monotelita, con il finale arrivo di un Papa che ha messo le cose a posto. Tuttavia: mons. Schneider si sofferma solo su quell'esperienza storica, finita bene. Ma ce ne sono state altre, finite meno bene o che comunque hanno prodotto effetti assai gravi e prolungati nel tempo.
    Mi riferisco alla crisi ariana, che mons. Schneider non mi sembra ricordi nel documento, nonostante l'abbia già chiamata in causa da tempo e ripetutamente [qui - qui - qui - qui - qui - qui e anche nell'Appello alla preghiera qui]. Non ci fu anche lì ad un certo punto la complicità attiva di un papa? Che perlomeno civettò con l'eresia? L'arianesimo portò per decenni la guerra civile nella cristianità. I Germani, tranne poi i Franchi, erano tutti ariani. Genserico, capo dei Vandali, ariano convinto, invase l'Africa del Nord e distrusse tutto quello che potè distruggere della Chiesa rimasta ortodossa. Sant'Agostino morì ad Ippona, assediata dai Vandali. Si legga: Vittore di Vita, Storia della persecuzione vandalica in Africa, Città nuova, 1981.

giovedì 21 marzo 2019

Latino ecclesiastico e gregoriano segnalati dal cardinale Zen


I troppi vescovi che aborrono il Rito Romano Antico, il Latino e il Canto Gregoriano, che ne sono la veste sacra e universale, dovrebbero prendere esempio dal Cardinale Joseph Zen Ze-kiun

----> cliccare sull'immagine per ingrandire

Interceda per l'Europa tutta San Benedetto affinché quel che non possiamo coi nostri meriti, l'otteniamo per il suo patrocinio

Glorioso San Benedetto proteggi le famiglie europee dalle iniquità dei progressisti e dalla dittatura del gender.
Intercéssio nos, quǽsumus, Dómine, beáti Benedícti Abbátis comméndet: ut, quod nostris méritis non valémus, eius patrocínio assequámur.
Per Dóminum nostrum Iesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen