domenica 15 luglio 2018

Interrogazione parlamentare sul caso De Mari

Silvana De Mari, noto chirurgo, endoscopista, psicoterapeuta è stata trascinata in tribunale dal Torino Pride e dal sindaco Appendino per aver detto la sua, in termini strettamente scientifici, sui gay e l'omosessualità nonché sui danni derivanti per l'organismo. Il suo legale, il penalista Mauro Ronco dichiara che questo processo segna un punto di svolta in Italia: "Per la prima volta nel nostro Paese sono a rischio tutte insieme tre libertà fondamentali per l'uomo: di opinione, di divulgazione scientifica e di religione". Nell'esprimerle tutta la nostra solidarietà, pubblichiamo il testo dell'interrogazione parlamentare, presentata sul caso al Ministro della Salute,  dai Senatori Giovanardi, Gasparri, Aracri, Compagna, Di Biagio, Augello, Candiani, Malan.

Pubblicato il 14 febbraio 2017, nella seduta n. 761

Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

nelle settimane scorse, sul quotidiano “La Stampa” di Torino e, in seguito, in altre testate e blog su internet, nonché nei principali social network, faceva scalpore la notizia relativa ad un medico chirurgo, dottoressa Silvana De Mari, che, in riferimento a certe pratiche sessuali in uso anche tra persone con tendenze omosessuali, con riguardo ai gay, sosteneva che ascessi, incontinenza, herpes e condilomi sono la conseguenza di tali pratiche, con spaventose conseguenze dal punto di vista fisico, che escludono che questa possa essere una forma di normalità;

Comunicato Comitato “Beata Giovanna Scopelli”. Riparazione "Summer pride" di Luglio a Rimini

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Anche quest’anno, come gli scorsi anni, la città di Rimini ed in particolare il lungomare verranno invasi da quella scandalosa “manifestazione” che si camuffa sotto il suadente nome inglese di “Summer Pride”.   
La suddetta “manifestazione”, ancora una volta, oltraggerà non solo la Fede dei credenti, ma anche il buon gusto, la civiltà e, soprattutto, l’innocenza dei piccoli.
Le lobby omosessualiste, finanziate dai partiti e da organismi nazionali e sovranazionali, sfileranno per fare sfoggio del proprio “orgoglio” sodomita.
Il Comitato “Beata Giovanna Scopelli”, come nel 2017, non potrà tacere davanti a tale scempio ma, ancora più forte, il 28 luglio scenderà in strada per riparare a sì grave scandalo e ad un pubblico peccato contro natura che grida vendetta al cospetto di Dio.
Ulteriori comunicazioni in merito saranno fornite nei prossimi comunicati.
Invochiamo anche l’Intercessione di San Gaudenzio, Patrono di Rimini, che nel IV sec. d.C. non ebbe timore di combattere pubblicamente, subendo per questo anche il linciaggio, il dilagarsi dell’eresia ariana.
Comitato “Beata Giovanna Scopelli”.
Avete taciuto abbastanza. È ora di finirla di stare zitti! Gridate con centomila lingue: io vedo che a forza di silenzio il mondo è marcito!” (S. Caterina da Siena)

sabato 14 luglio 2018

Tele-Razza, Marcello Veneziani e una chiosa sulla tenuta del «Nessun porto disponibile»

Di seguito riprendiamo un pungente ironico articolo di Marcello Veneziani preceduto da una chiosa di stringente attualità, che pure vede protagonista Salvini, il politico più preso di mira ma che tiene il fronte con energico e motivato impegno verso le notevoli forze che gli remano contro che - come osserva un lettore - non sono solo le TV, ma anche: giornali, tutti i media in genere, Soros e i suoi potentissimi complici del NWO, tutte le "sinistre" d’Italia e del mondo, la magistratura, tutti i milioni di mentecatti buonisti, tutti i radical chic, attori, intellettuali, presentatori televisivi ecc che hanno più potere di chiunque altri nel condizionare le masse popolari. 
La chiosa riguarda l'odierna vicenda del barcone con 450 migranti cui è stato negato l'approdo. Provvidenzialmente si è delineata una strategia comune da parte del governo italiano. Confortevole che le iniziative partano da Palazzo Chigi di concerto con interni, esteri ed infrastrutture rendendo operativa la posizione del governo che questa volta è unitaria e stabilisce un primo punto fermo con l’annuncio di una lettera all’Unione europea (ai presidenti Juncker e Tusk e agli altri leader europei) volta a sollecitare l’applicazione immediata anche a quest’ultimo caso di migranti in mare “dei principi europei affermati nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo di fine giugno“. Questa volta non cambia, dunque, la linea del ministro dell’Interno: “Occorre un atto di giustizia, rispetto e coraggio per contrastare i trafficanti e stimolare un intervento europeo” che insiste sull’opportunità che alle due navi venga data indicazione di fare rotta verso Malta o la Libia. Nel frattempo "Otto persone, tutte donne e bambini, sono state già trasportate a Lampedusa a bordo di motovedette della Guardia Costiera per motivi sanitari" [nessuno potrà dire che Salvini (o l'Italia) mette a rischio le vite dei più deboli]. “L’Italia non è più disposta a farsi carico in modo isolato di un problema che riguarda tutti i Paesi europei”. E che richiede maggiore consapevolezza e responsabilità circa i rischi per le identità nazionali e per la civiltà dell'Occidente Europeo.
Hic manebimus optime (almeno speriamo). E invece, ultimora: Conte dichiara che l'Italia è ascoltata visto che Francia e Malta accolgono rispettivamente 50 migranti. Altri non pervenuti. In ogni caso a questo punto sbarcano. Ennesima fregatura. Ci auguriamo che l'Italia sia ascoltata davvero non tanto per la "redistribuzione" quanto per la soluzione radicale.  E cioè: il "blocco" delle partenze e il via alle "espulsioni". Viene fuori persino che non potevamo portarli indietro perché non sono ammessi i respingimenti. Devo documentarmi, ma attendibilmente il divieto di "respingimenti" riguarda i profughi che fuggono dalle guerre e non i migranti economici....E questo andrebbe fatto valere! In ogni caso l'esigenza, ormai, non è distribuire i "migranti" nei Paesi UE ma non farli entrare in Europa e buttar fuori quelli che già ci sono e non sono i rifugiati.

Tele-Razza, Marcello Veneziani

Va in onda TeleRazza, il telegiornale monografico a reti unificate che ogni giorno invade le case degli italiani. Razzismo è la parola chiave più ricorrente, anzi ossessiva, che apre e chiude i servizi sugli sbarchi, sui migranti, sulle reazioni a Salvini, che sono sempre dieci volte più ampie delle dichiarazioni proSalvini. Uno a dieci è la regola della rappresaglia sancita dai nazisti.
Ma anche nei servizi dall’estero, parlando di Trump la parola chiave nei tg è razzismo, come mostravano ieri gli ampi reportage sui quattro sciamannati che si agitavano a Londra contro il presidente Usa, come se fossero la voce profonda degli inglesi (che invece a larga maggioranza sono per i conservatori, i nazionalisti, la Brexit e per l’alleanza atlantica con l’America di Trump).

Don Elia - Bisanzio, otto secoli dopo

Notizia e riflessione da condividere. Purtroppo la manipolazione della storia è molto diffusa anche da noi. Condividiamo la speranza che questo testo sia letto dai numerosi visitatori che consultano le nostre pagine anche dalla Russia.

Omnem viam iniquam odio habui
(Sal 118, 128).
L’efficacia della consacrazione al Cuore immacolato di Maria si manifesta nei modi più impensati quale antidoto universale.
Così a uno può capitare di imbattersi “casualmente”, guidato da Lei, in un documentario della televisione russa sulla caduta di Bisanzio scritto e condotto dal consigliere spirituale del Presidente, monaco laureato in cinematografia. Peccato che, per chi abbia un minimo di competenza in materia, il prodotto risulti fin dalle prime battute una volgare contraffazione della storia, tanto grossolana da potersi classificare in un solo modo: spazzatura. L’intento antioccidentale è fin troppo palese; ma, sebbene sia pienamente giustificato dall’attuale congiuntura politica, esso non autorizza nessuno a una simile falsificazione del passato. Si direbbe che le tossine della vecchia propaganda sovietica non siano state ancora del tutto spurgate, se il documentario non assomigliasse terribilmente (anche per la calcolata scelta di musiche e immagini tendenti a creare l’atmosfera emotiva voluta) a quelli delle reti televisive di casa nostra, controllate dalla massoneria.

venerdì 13 luglio 2018

Venerdì 13 luglio. La Preghiera di Riparazione

Oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

La Verità è attaccata su tutti i fronti. Rimaniamo fedeli al nostro impegno in questa preghiera, in particolare per come viene contristato il Signore nel nostro Paese nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù  

Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
Litanie del Preziosissimo Sangue di Gesù

In questo mese di Luglio, che è dedicato a celebrare le glorie e i benefici del Preziosissimo Sangue di Gesù, continuiamo ad onorarLo anche con le Litanie del Preziosissimo Sangue che la Chiesa ci dona. Chi non ha il Messale, ne può riprendere il testo. Sono bellissime e contengono la Summa della Redenzione.

L’alleanza Putin-Salvini-Trump può rifondare l’Europa - Danilo Quinto

Domenica 15 luglio, in tribuna dello stadio di Mosca, per la finale dei mondiali di calcio, siederà Matteo Salvini. Ci auguriamo di tutto cuore non debba assistere al trionfo della grandeur francese. Pensiamo che Salvini sia della stessa idea.

E’ naturale che Emmanuel Macron - il Re Sole, come l’ha chiamato Le Nouvel Observateur dopo la festa costata 286.000 euro che ha fatto organizzare a Versailles, per festeggiare il primo anno del suo mandato presidenziale – piaccia all’intellighentia post-comunista e radical-chic, quella, per intenderci, di Matteo Renzi ed Emma Bonino, che non a caso si preparano, secondo alcuni, a lanciare un partito insieme sull’onda del grande successo italiano di +Europa e dell’azzeramento del PD. Stessa arroganza. Stessa ansia per il potere. Stessa ambiguità, come quella che il presidente francese mostra dando una carezza e un bacio al papa qualche giorno dopo aver partecipato insieme a sua moglie Brigitte – divorziata e nonna di 6 nipotini – ad una “Festa della Musica” all’Eliseo, dove il dj Kiddy Smile si esibiva con una maglietta con sopra scritto «Figlio di immigrati, nero e pederasta». Sempre in quell’occasione, Brigitte e Emmanuel – che sembra abbia speso per il trucco la bellezza di 26.000 euro nei primi 3 mesi del mandato presidenziale, oltre a 34.000 euro per la costruzione di una piscina privata nella sua residenza di Fort de Brégançon e 500.000 euro per raffinatissimi e firmatissimi articoli da tavola per l’Eliseo - si facevano fotografare insieme ad omosessuali travestiti, perché quella festa era stata fatta per celebrare l’omosessualismo e la pederastia. Come ha scritto Magdi Cristiano Allam, «questa è la vera lebbra di cui parla Macron, rivolgendosi in modo sprezzante ai populisti che avanzano in Europa e lui è l’essere vomitevole, come ha definito il comportamento del Governo italiano nella vicenda della nave Aquarius con a bordo 629 cosiddetti migranti. Ieri il Palazzo dell’Eliseo ha messo in scena lo spettacolo della decadenza della civiltà europea, all’insegna dello strapotere della grande finanza speculativa globalizzata di cui Macron è un illustre rappresentante (insieme al suo mentore, Jacques Attali, il sostenitore del poliamore, che l’ha introdotto alle riunioni segrete del Club Bildeberg, n.d.r.) e della dittatura del relativismo, che ha scardinato le fondamenta stesse della nostra umanità al punto che abbiamo perso la certezza di chi siamo sul piano delle nostre radici, della nostra fede, della nostra identità, dei nostri valori, delle nostre regole e delle nostre leggi».

giovedì 12 luglio 2018

Lettera aperta al Vescovo di Verona, Mons. Giuseppe Zenti

L’abbraccio del vescovo al prete gay “sposato” alle Canarie.

A nome dei suoi fedeli di Verona, diciamo normali, vale a dire non incantati dalle sirene delle lobby gay, ho il dovere di manifestare tutta la nostra indignazione per la solidarietà da lei dimostrata nei confronti del sacerdote Giuliano Costalunga, incoraggiandolo a continuare ad essere prete, quando lui stesso lo scorso 8 febbraio aveva ufficialmente dichiarato, consapevole di non poter stare con un piede su due staffe, di rinunciare al suo sacerdozio perché si voleva unire alle Canarie con un certo Pablo, suo compagno di letto da parecchi anni. Non si tratta di matrimonio per non offendere i veri sposi, ma di compagni di letto spesso interscambiabili, dicono gli esperti delle massime schifezze elevate a diritti e coperti anche da certe autorità ecclesiastiche. 
La gente comune che fatica a tirar su i figli cristianamente, si domanda che bisogno c’era di riservargli tutti quegli onori, chiamandolo come in trionfo nella sua ex parrocchia e riservandogli un abbraccio caloroso, anziché invitarlo privatamente ad eclissarsi dalla vita pubblica religiosa, nell’attesa della dispensa della Santa Sede! Questa specie di approvazione pubblica da parte del Vescovo, ha talmente riconfermato don Giuliano nelle sue scelte, che è arrivato perfino a dire, in un’intervista a “Il Giornale” del 6 luglio che, dopo aver avuto la gioia di poter essere contemporaneamente prete e gay “sposato!” adesso punta ad ottenere anche un figlio, facendo concorrenza a tutti i più ricchi sporcaccioni gay del mondo!   Bell’esempio per un prete!

Benedetto XVI riprende in mano la penna sul dialogo ebraico-cattolico e torna sulle "Alleanze"

Un saggio di Joseph Ratzinger sul dialogo ebraico-cattolico, dal monastero Mater Ecclesiae 

Joseph Ratzinger rompe il silenzio del monastero Mater Ecclesiae dove vive ormai da cinque anni e mezzo. Sulla rivista Communio – da lui fondata assieme a Hans Urs von Balthasar e Henri de Lubac – esce un suo saggio dal titolo un po’ misterioso: “Misericordia e vocazione senza rimpianti”, nel quale riflette sul dialogo ebraico-cattolico e in particolare si sofferma sulla cosiddetta “teoria della sostituzione”, e cioè che Israele non sarebbe sostituto dalla chiesa.
Lo apprendiamo da Il Foglio:
Ratzinger scrive che questa idea “non è mai esistita come tale”, precisando che l’ebraismo “non è una religione tra le altre” bensì “si trova in una condizione speciale e come tale deve essere riconosciuto dalla chiesa”. Benedetto XVI si sofferma poi su un altro punto, quello della “alleanza mai sciolta” tra Dio e gli ebrei. La formula risale a Giovanni Paolo II e per il Pontefice emerito necessita oggi di alcune precisazioni. La tesi “è da considerarsi corretta ma nel dettaglio necessita ancora di molte precisazioni e approfondimenti. La formula dell’alleanza mai sciolta – prosegue Ratzinger – è stata sicuramente di grande aiuto nella prima fase del nuovo dialogo tra ebrei e cristiani, ma a lungo termine non è sufficiente a esprimere la grandezza della realtà in maniera sufficientemente appropriata”. In origine il testo, scritto alla fine dello scorso ottobre, non era stato pensato per essere pubblicato, ha detto il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la Promozione dell’unità dei cristiani, ma alla fine – dietro qualche insistenza – Benedetto XVI ha acconsentito alla diffusione del saggio attraverso le pagine di Communio.
Come replica e approfondimento rimando ai seguenti articoli :
  • Maria Guarini, Modifica dellaDottrina della sostituzionedella Sinagoga con la Chiesa indottrina delle due salvezze parallele” [qui]
  • Brunero Gherardini, Irrevocabili (le Alleanze)? Sì, ma... [qui]

mercoledì 11 luglio 2018

Don Davide Pagliarani è il nuovo Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Don Davide presta giuramento dopo l'elezione
Il IV Capitolo Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X ha eletto per un mandato di 12 anni come superiore generale don Davide Pagliarani .In questi tempi difficili e di crisi lacerante essere il Successore di Mons. Marcel Lefebvre vuol dire caricarsi di enormi responsabilità, che richiedono forte coraggio, ma soprattutto fede incrollabile e certezza in un avvenire migliore. 
Il nuovo Superiore Generale ha 47 anni ed è di nazionalità italiana. Ha ricevuto il sacramento dell'Ordine dalle mani del vescovo Bernard Fellay nel 1996. Ha esercitato il suo apostolato a Rimini (Italia), poi a Singapore, prima di essere nominato Superiore del Distretto d'Italia. Dal 2012 è stato Rettore di Nostra Signora Co-Redemptrix Seminary di La Reja (Argentina). Dopo aver accettato il suo ufficio, l'eletto ha pronunciato la professione di fede e ha pronunciato il giuramento anti-modernista nella chiesa del seminario. Quindi, tutti i padri capitolari presenti hanno fatto atto di obbedienza, prima di cantare il Te Deum in ringraziamento.
I 41 padri capitolari procederanno domani con l'elezione dei due Assistenti generali, per lo stesso mandato di 12 anni. Il Capitolo continuerà fino al 21 luglio al Seminario di San Pio X di Ecône (Svizzera)
Ecône, 11 luglio 2018 (Fonte: FSSPX - FSSPX.News - 11/07/2018)
Ora abbiamo anche il nome degli assistenti: Mons. de Galarreta e don Bouchacourt.

"Preti e suore di strada" contro il governo votato dagli italiani

Scrive un lettore: 《 All'appuntamento di oggi (ieri 10 luglio) in San Pietro si è presentata davvero poca gente. E la protesta dei preti (e suore) di strada è caduta nel vuoto. Ma il 'digiuno a staffetta' prosegue : i manifestanti andranno avanti a protestare contro Salvini anche nei prossimi giorni. Accanto a padre Zanotelli, in San Pietro, c'era anche il vignettista Vauro. I due hanno letto le parole pronunciate in un'intervista da monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta, che ha detto di essere pronto a "trasformare tutte le chiese in moschee se fosse utile alla causa e se consentisse di salvare la vita di uomini e donne".  Noterete anche la bandiera arcobaleno dei LGBT, che ovviamente con loro non mancano. Questo è delirio oltre che apostasia. 》

Preti e suore contro Salvini: 10 giorni di sciopero della fame per chiusura dei porti

Alcuni "preti e suore di strada" annunciano di voler digiunare (come Pannella - sic!) "contro le politiche di Salvini". Due immediate riflessioni: 
  1. Le "politiche di Salvini" non sono semplicemente "di Salvini", ma del Governo italiano (rimando ai princìpi di autorità legittima fino a prova contraria e di sudditanza: questi sconosciuti!!!). 
  2. Non risultano agli atti annunciati "digiuni" degli stessi "preti e suore" contro l'aborto, contro il divorzio, contro le "unioni civili", contro le "adozioni gay", contro in gender nelle scuole, contro la piaga della cristianofobia, contro le diffuse eresie, contro le bestemmie sociali, contro la pornografia, contro i contraccettivi, contro la "dolce morte", contro la droga libera, contro la scuola "laica" (ossia atea = anticristiana), contro la tratta delle prostitute, contro l'usura bancaria, contro l'adulterio, contro il concubinato, contro le "convivenze", contro la tassazione (definita dai veri teologi:) "iniqua", eccetera ...; in parole povere contro l'apostasia delle Nazioni e la negazione simultanea di tutto il Vangelo.
Grazie a Dio NON sono questi signori e signore espressione del cattolicesimo che, al contrario, insegna: "Quicumque autem totam legem servaverit, offendat autem in uno, factus est omnium reus - Chiunque avrà mancato in un punto solo, si è reso colpevole di tutti". Se mai fossero stati solo loro espressione del cattolicesimo, in Terra il cattolicesimo si sarebbe estinto, ma sarebbe rimasto nella mente di Dio; Dio che, al contrario di quello che dice Bergoglio, è cattolico. Difatti l'infallibile dottrina cattolica è "espressione del pensiero di Dio", altrimenti non sarebbe infallibile dottrina. Cfr. Dei Filius; Pastor Aeternus; Satis Cognitum; Mystici Corporis, etc ...