venerdì 24 febbraio 2017

Venerdì 24 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Ogni giorno, con grande dolore, vediamo chinarsi davanti al mondo chi dovrebbe invece guidare sulla strada della Fede. Restiamo quindi fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione delle offese al Sacro Cuore di Gesù. Rinnoviamo anche le preghiere affinché il Signore doni Santi Pastori alla Sua Chiesa e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, leggiamo alcuni Detti di Sant'Antonio Abate. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 23 febbraio 2017

Il generale dei gesuiti guida l'esercito degli storicisti - Silvio Brachetta

Riprendo da Settimo Cielo di Sandro Magister.

Con Arturo Sosa Abascal, nuovo superiore generale della Compagnia di Gesù, si ha la dimostrazione compiuta che la teologia cattolica è travolta dallo storicismo.
Ne ha data notizia indiretta Sandro Magister, riportando tra le altre queste parole di Sosa in un’intervista:
"Intanto bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù. A quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole. Quello che si sa è che le parole di Gesù vanno contestualizzate, sono espresse con un linguaggio, in un ambiente preciso, sono indirizzate a qualcuno di definito".
Questo di Sosa è solo l’ultimo di una serie sterminata di ragionamenti analoghi, da parte di altrettanti autori.
La tesi è vecchia, riproposta in modo assillante: le Scritture dovrebbero essere sottoposte a un’esegesi continua, per via del fatto che su di esse non si potrà mai dare un’interpretazione definitiva.

mercoledì 22 febbraio 2017

Fraternità Sacerdotale San Pio X. Già disponibile la sede della Prelatura?

Negli ultimi giorni è corsa voce - da noi non verificata per quanto ci è possibile, ma che riteniamo abbia una alta probabilità di veridicità - che la Fraternità San Pio X avrebbe perfezionato il contratto di acquisto di un complesso immobiliare a Roma, composto da un ampio fabbricato con annessa chiesa. Riportiamo la notizia, come è nostro solito, dopo che essa è già stata diffusa su alcuni siti cattolici internet internazionali.
Si tratterebbe dell'acquisto del complesso già appartenuto ai Frati della Carità detti Frati Bigi, che lo fecero erigere dalla fine dell'800 al 1914. Il complesso, situato su via Emanuele Filiberto, tra viale Manzoni e via Galilei, si trova nel quartiere Esquilino, nel centro di Roma, nei pressi della Scala Santa [e del Laterano]: è composto da un ampio fabbricato che i Frati, la cui congregazione si è estinta nel 1973, usavano come convento con annessa scuola. [Fonte]

Quando la correzione pubblica è urgente e necessaria - Roberto De Mattei

Si può correggere pubblicamente un Papa per il suo comportamento riprovevole? Oppure l’atteggiamento di un fedele deve essere quello di un’obbedienza incondizionata, fino al punto di giustificare qualsiasi parola o gesto del Pontefice, anche se apertamente scandaloso? Secondo alcuni, come il vaticanista Andrea Tornielli, è possibile esprimere “a tu per tu”, il proprio dissenso al Papa, senza però manifestarlo pubblicamente.

Questa tesi contiene comunque un’importante ammissione. Il Papa non è infallibile, se non quando parla ex cathedra. Altrimenti non sarebbe lecito dissentire neanche in privato, ma la strada da seguire sarebbe solo quella del religioso silenzio. Invece, il Papa, che non è Cristo, ma solo un suo rappresentante sulla terra, può peccare e può errare.

L’immigrazione, la Chiesa e l’Occidente. Ettore Gotti Tedeschi

L'ex banchiere Ior spiega a Formiche.net come le vere cause del fenomeno migratorio non siano affatto quelle economiche. 
Sono sue parole tratte da un saggio che fa parte dell’Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân sul tema immigrazione.
Abbiamo già presentato qui l'intervento dell'Arcivescovo di Trieste, Mons. Crepaldi, nel corso della presentazione del Rapporto, stilato a cura dell'Arcivescovo e di Stefano Fontana.

Le motivazioni economiche non bastano a spiegare l’immigrazione di massa. E’ un fenomeno “previsto e voluto per modificare la struttura sociale e religiosa della nostra civiltà, in pratica, per ridimensionare il cattolicesimo”. Sono parole messe nero su bianco da Ettore Gotti Tedeschi nell’Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân sul tema immigrazione. L’economista e banchiere cattolico, già presidente Ior, ha affidato a un breve saggio le sue valutazioni, che dopo la presentazione del Rapporto a Roma hanno suscitato alcune critiche (qui e qui) insieme a commenti positivi.

Gotti Tedeschi, nel suo intervento lei parla di una “correzione fraterna” ad alcune istituzioni ecclesiali che non avrebbero compreso il problema dell’immigrazione. In cosa consiste questa correzione?
Sono rimasto preoccupato della solerzia umanitaria piena di toni emotivi che tende a ignorare i numeri del fenomeno e non affronta le cause del problema. Si direbbe infatti che ci siano tre “tabù” che oggi non si devono o possono affrontare razionalmente e in modo completo: il problema della natalità, dell’ambiente e delle migrazioni. Si direbbe che ci sia una volontà superiore, diffusa ed imposta, che non vuole che si discutano questi tre tabù. Così come si direbbe che ci siano “controllori” pronti ad usare ogni mezzo, inclusa l’intimidazione, affinché su questi tabù si accetti un pensiero unico: basta nascite perché l’uomo distrugge l’ambiente, facilitiamo perciò l’immigrazione perché è la miglior soluzione. Ci sono molti punti non chiari su tutti e tre i tabù, ma per rimanere in tema è bene sapere che i dati e le informazioni sulle immigrazioni regolari sono influenzati da accordi o “ricatti economici” con nazioni di partenza migrazioni.

Lo scisma nella Chiesa? Non ci sarà, a meno che... Agostino Nobile

Da circa due secoli la massoneria italiana ha stabilito il piano per abbattere il papato. Sapevano che ci sarebbero voluti molti anni, forse un secolo, ma con la certezza che quel giorno sarebbe arrivato. Il programma prevede la separazione tra Chiesa e Stato, realizzato il 20 settembre del 1870, e l'uguaglianza di tutte le religioni per annichilire tutte le dottrine, affinché emerga in tutte le culture la religione massonica, unica depositaria della Verità (per chi non l'avesse visto, vale la pena riproporlo).  Il metodo è relativamente semplice. Far credere ai sacerdoti e ai fedeli che la lettura evangelica debba adattarsi ai costumi del mondo che cambia. Ma chi legge il Vangelo, trova scritto: 
“Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia” (Gv 15,18-20). E dato che il mainstream e la morale non nascono spontanemente, come pensano oggi in Vaticano, ma create dagli stessi massoni e affini attraverso i mezzi di comunicazione, se si continuerà su questa strada il programma non potrà che realizzarsi. Per quanto riguarda i rinnovamenti della chiesa bergogliana, che accusa di legalismo i fedeli alla bimillenaria dottrina, leggiamo: “In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto” (Mt 5,18).  

martedì 21 febbraio 2017

Il cardinale Zen sui Dubia. "Una rispettosa richiesta alla quale i cardinali hanno titolo ad avere chiarezza"

Nella nostra traduzione un articolo pubblicato ieri da LifeSiteNews. Un altro autorevole appoggio ai 4 Cardinali e dunque ai Dubia: una figura rappresentativa della Chiesa asiatica, il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong. Qui un precedente in cui denuncia i compromessi tra Vaticano e Cina.

Il cardinale Joseph Zen in una intervista con EWTN di Raymond Arroyo ha espresso il suo appoggio ai Dubia dei quattro cardinali che chiedono chiarimenti sulla esortazione apostolica Amoris Laetitia - Capitolo 8.
Il Cardinale ha detto: "Credo che sia una richiesta molto rispettosa, da parte di quei vescovi e cardinali, di avere chiarimenti".

Papa Francesco è rimasto in silenzio sul "sì e no" sulle domande sollevate dai cardinali Raymond Burke, Walter Brandmüller, Joachim Meisner e Carlo Caffarra.

Il cardinale Zen è il vescovo emerito di Hong Kong, uno strenuo difensore della verità cattolica contro il regime in Cina, e una voce chiara sulle questioni pro-vita. Egli sostiene lo stile corretto con cui i quattro cardinali si sono rivolti al Papa per avere chiarimenti e concorda sul fatto che Francesco dovrebbe chiarire le ambiguità.

Ordine di Malta. Il Card. Burke non ci sta a fare il capro espiatorio e accusa di calunnia il Reggente

Marco Tosatti su Stilum curiae

Il cardinale Burke non ci sta, ad essere usato come capro espiatorio per le lotte di potere interne all’Ordine di Malta, con le loro metastasi vaticane. Finché ad attaccarlo erano i giornalisti contigui al cerchio magico pontificio, magari con qualche piccolo aiuto proveniente dalla Segreteria di Stato, molto interessato a ciò che succede fra i Cavalieri, ha più o meno lasciato correre. Ha fatto conoscere in maniera indiretta il contenuto della lettera che gli ha inviato il Pontefice in relazione al caso dei preservativi distribuiti in alcune zone dell’Africa e dell’Asia, in modo da chiarire che agiva su mandato preciso, e basta. Ma poi ha parlato il Reggente, accusandolo; e a quel punto, deve essersi detto il porporato americano, il troppo è troppo.

La nuova dottrina di Ecclesia de Eucharistia, ultima enciclica di Giovanni Paolo II, che proponeva la Messa “cosmica” ed “escatologica” - P. Pasqualucci

Il presente saggio critico di Paolo Pasqualucci, da lui opportunamente modificato ed ampliato, non deve ritenersi privo di attualità. E lo riproponiamo manche in relazione ai recenti venti di ecumenizzazione della Messa. L'interpretazione della Messa NO dataci da Giovanni Paolo II nell'ultima sua Enciclica, pur denunciando gli abusi liturgici imperversanti e ribadendo alcune verità di fede essenziali all'ortodossa liturgia della Messa, introduceva tuttavia una prospettiva "di comunione", "cosmica" ed "escatologica" della stessa, intrecciata all'afflato ecumenico particolarmente intenso in questo Pontefice, tali da rappresentare elementi difficilmente conciliabili con la Tradizione della Chiesa e la Messa di rito romano antico o Ordo Vetus. Ed è intuibile come questi elementi abbiano contribuito sulle percezione del rito da parte di fedeli e chierici privi degli antidoti della Tradizione.

Religione – Crisi del Cattolicesimo  1

La nuova dottrina di  Ecclesia de Eucharistia, ultima enciclica di Giovanni Paolo II, che proponeva la Messa “cosmica” ed “escatologica”.

Sommario: Premessa. 1. Introduzione. 2. Il contenuto essenziale dell’enciclica. 3. Il Papa deplorava i molteplici e variegati abusi dell’Eucaristia. 3.1 Un esempio concreto del caos dottrinale e pastorale che imperversava nella Chiesa, coinvolgendo la Liturgia. 4. Le verità di fede richiamate da Giovanni Paolo II a proposito dell’Eucaristia. 5. L’enciclica si situava sempre nell’orbita del Nuovo Catechismo, nel quale si riflettevano le novità conciliari: 5.1 Una nuova concezione della Messa. 5.2 L’ombra della nuova concezione della Chiesa penetrata nel Concilio. 5.3 Una corrotta teologia della Redenzione. 6. La rappresentazione dell’’Eucaristia nell’enciclica woytiliana. 7. Osservazioni su alcuni punti essenziali dell’enciclica: 7.1 Qual è il significato autentico del “Mysterium fidei”, come impiegato nel Novus Ordo? “Cosmico” ed “escatologico”, banchetto nel quale si consuma il Cristo glorioso... 7.1.1. Il mutamento di senso della Messa è confermato dall’enciclica. 7.1.2 La Nuova Messa vuol essere “cosmica” ed “escatologica”. 7.1.3 Il nuovo vertice della Messa: la S. Comunione, al posto della Consacrazione. 8. La S. Comunione ritenuta da Papa Woytila all’origine della “Chiesa di Cristo” fin dall’ultima Cena 9. La S. Comunione realizza di per sé l’unione dei fedeli in Cristo, assunta a fine essenziale dell’Eucaristia. 9.1 Ritorno della “Messa-pasto”? 9.2 La dottrina eucaristica del Magistero infallibile. 9.3 L’“unione con Cristo” secondo il Nuovo Catechismo. 9.4 Dall’Eucaristia così intesa un impulso prevalentemente intramondano ed ecumenico. 10. La S. Comunione intesa infine come modulo e archetipo dell’unità della Chiesa, dei cristiani, del genere umano, dell’universo: 10.1 Questione non di fede bensì di mera opportunità. 10.2 L’enciclica si mostrava  degna dell’ira divina abbattutasi sulla Chiesa a partire dal Concilio. 10.3 Propositi inconcepibili, teologicamente aberranti, che provocano la giusta ira di Dio su tutta la Chiesa.

lunedì 20 febbraio 2017

“La deposizione del Papa” – un importante Colloquio internazionale sul tema

Circola da qualche tempo la locandina di quattro pagine con l’annuncio dettagliato di un importante “Colloquio internazionale” sul tema, diventato negli ultimi tempi di vitale importanza per la Chiesa cattolica, della “Deposizione del Papa. Luoghi teologici – Modelli canonistici – Poste costituzionali” [Locandina leggibile o scaricabile qui].
Il colloquio si terrà il 30 e il 31 marzo 2017, in Francia, a Sceaux. È organizzato congiuntamente dall’Università di Parigi-Sorbona, di Parigi-Sud e Parigi-Saclay (Facoltà Jean Monnet), dall’Università di Clermont in Alvernia, dal Laboratorio per il Diritto & le Società Religiose, dal Centro Michel de l’Hospital e dall’Istituto delle Scienze Giuridiche e Filosofiche della Sorbona. Vi partecipano sedici professori, gran parte dei quali ordinari. Il Colloquio raccoglie tra i migliori specialisti del mondo accademico francese nel campo del diritto pubblico, della storia del diritto, del diritto canonico. Il suo interesse deriva anche dal fatto di affrontare la complessa questione da una molteplicità di punti di vista, non limitati pertanto all’angolazione strettamente canonistico-teologica ma includenti profili processualistici e costituzionali, come pure di teoria della politica. La speranza è che da questo Colloquio possano uscire idee nuove, capaci cioè di contribuire a trovare giuste soluzioni per la crisi e l’impasse sempre più grave che al momento attanagliano la Chiesa cattolica. 
[Presentazione a cura di Paolo  Pasqualucci , 20 febbraio 2017]