venerdì 31 luglio 2015

Quando la teologia e l’esegesi vengono piegate a presunte esigenze pastorali. Intervista a Silvio Brachetta

Riprendo dal sito dell'Osservatorio internazionale cardinale van Thuân [qui]. Puntualizzazione sulla posizione di Silvio Brachetta nei confronti di p. Innocenzo Gargano [vedi nel blog] e, a seguire, interessante intervista a cura di Stefano Fontana.


Silvio Brachetta, giornalista e collaboratore del nostro Osservatorio, studioso di San Bonaventura da Bagnoregio ma non meno preparato sui Padri della Chiesa e sulla teologia in genere, è intervenuto in un dibattito a livello nazionale e i suoi scritti polemici sono stati pubblicati nel noto blog di Sandro Magister Settimo Cielo. La disputa riguardava alcuni scritti del teologo camaldolese padre Guido Innocenzo Gargano. Su di essi Brachetta ha fatto da apripista, altri teologi sono in seguito intervenuti da varie parti del mondo per contestare la dubbia visione del padre camaldolese.

La tesi di padre Gargano

Riepiloghiamo brevemente. Fra Gargano in un saggio pubblicato sull’Urbanian University Journal, poi ripreso su Settimo Cielo, sosteneva che Gesù Cristo, pur avendo insegnato l’indissolubilità del matrimonio, non avrebbe tuttavia rigettato completamente la “legge vecchia” di Mosè che permetteva il divorzio. Mosè lo aveva fatto – così disse Gesù – per la “durezza del loro cuore”, ma questa durezza del cuore – sostiene Gargano – c’è anche oggi nei coniugi che si sono separati e che hanno costituito una nuova coppia. Nei loro confronti Gesù avrebbe usato misericordia ancor più di Mosè, perché la sua “legge nuova”, enunciata nel discorso delle beatitudini, toglie l’asprezza e il legalismo della legge vecchia.

Venerdì 31 luglio. Ricordiamo la Preghiera di riparazione

Oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione. Vi ricordiamo le preghiere, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che [trovate qui].

Sta proseguendo la devozione riparatrice dei cinque sabati per il Cuore Immacolato: potete leggere o scaricare da qui, la guida compilata da Don Marino Neri.

Suggeriamo alcuni titoli di buoni libri, spaziando tra generi diversi. La scelta di uno o più di questi libri ci sarà di aiuto per utilizzare bene i giorni del riposo e del tempo libero con una sana lettura per l’estate.

Troverete gli altri avvisi su Riscossa Cristiana.


INDICAZIONI DI LETTURA PER L’ESTATE

La vacanza e il riposo non si traducono in disimpegno, ma devono essere l’occasione per continuare con un tocco più lieve e riposante quanto si fa durante l’anno. Per questo, è un buon aiuto leggere un buon libro e, quindi, ci permettiamo di suggerire qualche titolo, spaziando tra generi diversi.

“Vita e detti dei Padri del deserto” (Città Nuova). La forma di brevi aforismi facilita l’assimilazione di buona dottrina e di abitudine al combattimento spirituale. La grande quantità di autori favorisce la formazione di un vero e proprio ambiente spirituale nel quale ritrovarsi e rinfrancarsi.

Padre Pio, “Epistolario” (Edizioni Padre Pio). L’edizione completa è in quattro volumi acquistabili singolarmente. È suddiviso nella parte in cui Padre Pio parla con i propri direttori spirituali e nella parte in cui parla con i propri figli spirituali. La prima è fondamentale per conoscere l’intimità di uno dei più grandi santi degli ultimi secoli, la seconda è utilissima per trovare risposte a questioni che toccano i cristiani di tutti i tempi.

Don Divo Barsotti, “La mistica della riparazione” (Parva). Un’opera breve e intensa in cui si mostra che la riparazione è il cuore di ogni cristiano che intenda seguire fedelmente l’esempio del Salvatore. Contiene pagine bellissime sulla devozione al Sacro Cuore.

Louis De Wohl, “La città di Dio. Storia di san Benedetto” (Rizzoli). È la storia, romanzata ma ben documentata, del patrono d’Europa. Un esempio di come la riparazione della civiltà passa attraverso la riparazione delle ferite dello spirito. Se vi piaceranno il genere e l’autore, potrete trovare nella stessa collana una lunga serie edificante di storie di santi.

Robert Hugh Benson, “Il trionfo del re” (Fede&Cultura). Ambientato nel XVI secolo inglese all’epoca della riforma di Enrico VIII, questo romanzo mostra come la distruzione della fede cattolica sia passata attraverso la distruzione della liturgia e della vita religiosa. Rievocando personaggi storici come l’arcivescovo corrotto Cranmer e le sante figure di Thomas More e del Cardinale Fisher, Benson narra il conflitto di due fratelli di famiglia aristocratica, Christopher e Ralph Torridon, il primo sacerdote fedele a Roma, il secondo ambizioso e servo del potere.

Giovannino Guareschi, “Diario clandestino” (Rizzoli). Un libro imperdibile per chiunque voglia capire che Dio parla anche nei luoghi in cui regnano l’odio e il dolore. Scritto da Guareschi durante la prigionia nei campi di concentramento tedeschi svela, tra accenti drammatici, immagini poetiche e levità umoristica, che l’uomo può avvicinarsi a Cristo solo attraverso il cammino di purificazione.

giovedì 30 luglio 2015

Come aggirare i cittadini sulla teoria del gender nella scuola

Leggiamo su Il Giornale del 29 luglio. L'ennesima prova di come, attraverso un linguaggio ambiguo, si cerca strumentalmente di piegare la realtà ai propri fini.

Il ministro Giannini: «Non verrà diffusa alcuna teoria gender ​nelle scuole italiane». Lo ha assicurato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, rispondendo a una interrogazione della Lega Nord.
Nelle scuole italiane non verrà insegnata la cosiddetta teoria gender, saranno attuati invece «i principi di pari opportunità, di lotta alle discriminazioni, di prevenzione della violenza di genere, fondamentali in una società per formare giovani e adulti responsabili».
Lo ha assicurato il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, rispondendo, durante il question time, a una interrogazione della Lega Nord sulla possibilità che una passaggio della riforma della scuola (il comma 16) recentemente approvata possa diventare il veicolo per diffondere la teoria gender.
Il ministro ha spiegato che la norma richiamata nell’interrogazione «stabilisce che il piano triennale dell’offerta formativa assicuri l’attuazione da un lato di principi di pari opportunità, attraverso l’educazione alla parità fra i sessi, dall’altro della prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione. Questi sono i due livelli su cui si lavorerà nelle scuole con attività che in autonomia saranno ispirate a questi principi». Ha quindi ricordato che lo scorso 6 luglio il ministero ha diffuso a questo proposito una nota che, tra l’altro, richiama il corretto utilizzo degli strumenti normativi già esistenti per assicurare la massima informazione alle famiglie su tutte le attività previste dal piano dell’offerta formativa, inclusi i principi richiamati nel comma 16.

Patrizia Fermani. Per il momento si gioca ancora a carte coperte

Questo secondo articolo di Patrizia Fermani, pubblicato di seguito al precedente offre l’occasione per tornare ancora una volta sul caso Fedeli e su certi suoi inquietanti contorni [vedi].

L’idea della libertà di scegliere in corso d’opera il  genere proprio e altrui probabilmente non avrebbe varcato le mura dell’ospedale di Baltimora, dove il  dottor Money aveva cercato tragicamente di darle realizzazione pratica, se non si fosse pensato che poteva diventare il cavallo di battaglia al servizio del totalitarismo omosessista. Cioè un modo elegante,”colto”, “pulito”, per allevare definitivamente all’indifferentismo sessuale le nuove generazioni. La cupola internazionale che amministra e finanzia il progetto planetario offre al neocomunismo un nuovo campo da coltivare. In breve tempo la goffa educazione sessuale che insegnava ai ragazzini quello che avevano appreso  già dai compagni, si deve trasformare nella educazione al gender da applicare eventualmente anche in chiave femminista.

La Fedeli, invitata a parlare a Vicenza da una associazione vicina agli ambienti diocesani, illustra il proprio progetto educativo solo in questo ultimo registro, negando che esso sia volto ad incoraggiare la  scelta omosessuale. Anzi, dice perentoria che in questa chiave la “teoria gender” addirittura non esiste. Con  la capacità di manipolazione della realtà che  la lunga militanza comunista  deve averle  conferito,  tenta di confondere  esistenza e attendibilità di una teoria, anche se la distinzione non esigerebbe un enorme sforzo speculativo. Ma nell’ansia di tagliare corto la senatrice non va per il sottile e pensa che parlando solo della parità di genere, quale  difesa estrema delle donne contro la prepotenza del maschio, e rimettendo a nuovo il femminismo d’antan, possa essere eluso il fine primario perseguito  da tutti i progetti legislativi oggi  in cantiere al servizio del totalitarismo omosessista. 

mercoledì 29 luglio 2015

Lettera aperta a un uomo di Chiesa – di Patrizia Fermani e Elisabetta Frezza

Premessa:

Clicca per ingrandire
Nel Duomo di Vicenza, Don Pierangelo Ruaro, ha tenuto un’omelia domenicale in cui ha tuonato contro chi ha “boicottato l’incontro sulla parità di genere”, così opportunamente organizzato dalla Diocesi vicentina. Si trattava dell’incontro di cui ha parlato Patrizia Fermani nel suo articolo “Il nuovo corso del gender/genere secondo Valeria Fedeli”, pubblicato su Riscossa Cristiana il 17 luglio. Peraltro il “boicottaggio” è consistito nel chiedere chiarimenti su atti legislativi che introducono, più o meno surrettiziamente, l’insegnamento del “gender” nelle scuole. Ma questo non interessava molto Don Ruaro, ben più preoccupato del “dialogo”. È interessante il fatto che lo stesso sacerdote si dichiara però incompetente in materia di teoria del gender: “Mi sono ripromesso di studiare l’argomento”. Potete leggere, cliccando sull’immagine a lato, l’intervista a Don Ruaro sul Giornale di Vicenza.

Riprendiamo, da Riscossa Cristiana, la seguente lettera aperta di Elisabetta Frezza e Patrizia Fermani, che forniscono i dovuti chiarimenti a chi, per sua stessa ammissione, ignora la questione…

Lettera aperta a un uomo di Chiesa
di Patrizia Fermani e Elisabetta Frezza

Poiché siamo fra quelli che hanno partecipato alla conferenza della senatrice Fedeli indecorosamente organizzata nell’ambito della diocesi di Vicenza, e poiché abbiamo avuto l’onore delle Sue vibrate critiche addirittura nel corso della omelia domenicale in Duomo, non possiamo trascurare l’occasione per chiarire anche a Lei – che dice di non avere adeguate cognizioni in materia – quale fosse l’oggetto delle nostre preoccupazioni, e quindi fornirLe qualche elemento utile per colmare questa Sua lacuna.

Siria, Isis, Turchia e Italia

Marco Tosatti su La Stampa. Mentre Il Giornale pubblica: Se l'Isis vince, la Siria diventa Kabul.

In un’interessante intervista a Tg2000 il vicario apostolico di Aleppo dei latini, mons. Georges Abou Khazen, ha espresso dubbi sulla reale volontà della Turchia – e degli Stati Uniti – di voler combattere l’Isis.
Intanto l’organizzazione “Siriapax” ha lanciato una petizione al Presidente della Repubblica, Mattarella, e al Parlamento affinché vengano ristabiliti i rapporti con Damasco, e tolte le sanzioni contro il popolo siriano.
“La gente teme che i turchi vogliano combattere i curdi sotto la scusa dell’Isis”. Lo ha detto il vicario apostolico di Aleppo dei latini, mons. Georges Abou Khazen, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando le operazioni militari che la Turchia sta eseguendo contro l’Isis in Siria e contro i curdi del Pkk in Iraq. “Se è una lotta contro l’Isis va bene - ha aggiunto mons. Khazen - ma se è una scusa della Turchia per creare una zona indipendente dalla Siria, allora diventa un po’ pericoloso. Se è una scusa per combattere i curdi e aumentare la confusione e la violenza, allora non è un segnale positivo. Sappiamo bene che la Turchia ha permesso all’Isis di entrare, di armarsi e avere il loro addestramento”.
Mons. Khazen ribadisce che “tutti noi siamo contro la civiltà della morte e della distruzione” ma “anche molti musulmani moderati che sono contro l’Isis si arruolano per combattere questa peste. A me dispiace che le luci si siano accese su qualche cristiano che si è alleato con i curdi contro l’Isis. Questo fa aumentare l’odio contro i cristiani. E’ naturale che in una guerra le persone si difendano. Ci sono persone che sono obbligate a fare il servizio militare”.

Pierfrancesco Nardini. Peccato, non discriminazione

Una delle critiche più frequenti a chi si manifesta assolutamente non possibilista sulla Comunione agli omosessuali praticanti è che questa posizione (e quindi la posizione della Chiesa) sarebbe discriminatoria.

Il Dizionario Garzanti definisce “discriminare” come “discernere, distinguere, fare una differenza” e anche “assumere atteggiamenti, comportamenti, provvedimenti che, all’interno di un gruppo o di una società, ne isolano o danneggiano una parte”. Possiamo definirla quindi anche come “non permettere l’accesso a diritti che spettano come a tutti gli altri”.

Ora, in uno Stato non si è mai sentito (anche se, ultimamente, la certezza della pena, soprattutto per gli stranieri, in Italia è inesistente) difendere un chi commette un reato con l’argomento della discriminazione: “togliergli la libertà è una discriminazione”.

L’esempio è ben più calzante di quel che alcuni possono pregiudizialmente pensare, anche se ovviamente l’omosessualità non è un reato civile o penale per la Costituzione italiana, e spiego in che senso. Non si discrimina nessuno se gli si attribuisce quel che merita sulla base della sua condotta (se l’omicida è condannato all’ergastolo, metterlo in galera per il resto della sua vita è un diritto della comunità e la logica conseguenza delle sue azioni). Non vi è nessuna discriminazione, nessuna differenza rispetto a chi ha avuto una condotta diversa (l’uomo o la donna onesti e rispettosi della vita altrui).

martedì 28 luglio 2015

Marcello Foa. Facebook incoraggia l’odio contro i cristiani?

È uno dei paradossi della nostra epoca: viviamo in un mondo che assomiglia sempre di più a quello descritto da Orwell, anzi è una via di mezzo tra quello descritto da Huxley in Mondo Nuovo e quello del Grande Fratello di 1984. Una società in cui attraverso gli aspetti ludici, il divertimento, un certo esibizionismo, ogni cittadino racconta spontaneamente la propria vita “per condividerla con gli amici” su Facebook o su Instagram o su Twitter, manda email che vengono copiate dai servizi segreti americani, usa programmi informatici che violano la sua privacy, porta con sé il cellulare che implica la tracciatura di tutti i suoi spostamenti e, attraverso la carta di credito, la mappatura di tutti i suoi acquisti.

Siamo controllati dal momento in cui ci svegliamo fino al momento in cui ci addormentiamo. Certi modelli di televisione della Samsung ascoltano e registrano tutto quello che dite in casa, lo stesso accade con il browser di Google  Google Chrome  in aperta violazione della privacy, dunque senza il vostro consenso, attiva un software in grado di registrate tutto quello che dite di fronte al Pc.

lunedì 27 luglio 2015

Gänswein: «L’ostia ai divorziati risposati? Proposta impossibile»

La scuola di Benedetto non è quella di Kasper, Marx & C. E non è un'idea peregrina che, oltre ad esternare la propria posizione, il fedele Segretario possa farsi portavoce di Benedetto.
Da Vatican Insider, 20 luglio:

«È vero che non tutti gli errori vengono» dalla Germania «ma il punto in questione certamente sì: vent'anni fa Giovanni Paolo II, dopo una lunga e impegnativa trattativa, non accettò che i cristiani risposati potessero accedere all'Eucaristia. Ora, non possiamo ignorare il suo magistero e cambiare le cose». È quanto afferma il prefetto della Casa pontificia e segretario del Papa emerito Benedetto XVI, mons. Georg Gaenswein, in una intervista a Zenit, a proposito del sinodo sulla Famiglia che sarà celebrato ad ottobre ed in particolare sulla situazione delle coppie «irregolari» e del nodo della comunione ai divorziati risposati.
«Perché alcuni pastori - si chiede mons. Gaenswein - vogliono proporre ciò che non è possibile? Non lo so. Forse cedono allo spirito del tempo, forse si lasciano guidare dal plauso umano causato dai media? Essere critico contro i mass media è certamente meno piacevole; ma un pastore non deve decidere in base agli applausi o meno dei media; la misura è il Vangelo, la fede, la sana dottrina, la tradizione».
«Una sfida del sinodo, - osserva mons. Gaenswein - sono certamente i cristiani che si trovano in una situazione matrimoniale, teologicamente detta, «irregolare». Vuol dire persone che hanno divorziato e si sono risposate civilmente. Dobbiamo aiutarle, certamente, ma non in modo riduttivo. È importante avvicinarsi a loro, creare contatto e mantenerlo, perché sono membri della Chiesa come tutti gli altri, non sono espulse tanto meno scomunicate. Essi vanno accompagnati, ma ci sono problemi riguardo alla vita sacramentale. Si deve essere molto sinceri - sottolinea - da parte della Chiesa, anche da parte dei fedeli che vivono in questa situazione. Non si tratta solo di dire: «Possono non possono». E lì, secondo me, si dovrebbe affrontare in modo positivo».
«La questione dell'accesso alla vita sacramentale - aggiunge - è da affrontare in modo sincero sulla base del magistero cattolico. Spero che nei mesi di preparazione prima del Sinodo si presentino delle proposte che aiutino e servano per trovare le giuste risposte a tali pesanti sfide».

Don Curzio Nitoglia. Varie forme di esoterismo pubblico contemporaneo

Aggiornamento: trovo interessante e in tema con questo scritto di don Curzio Nitoglia - e dunque volentieri condivido - l'articolo apparso su La Repubblica di ieri: La lunga marcia dei neoliberali per governare il mondo di Luciano Gallino. Potete leggerlo o scaricarlo da qui. Mi meraviglia che Repubblica abbia pubblicato questo testo; ma forse è un semplice questione di tendenze : keynesiane piuttosto che altre...

L’Istituto “Eranos” in Italia ed “Esalen” in Usa 
In Italia ai confini con la Svizzera, tra Stresa, Verbania e Locarno, ad Ascona, sul Lago Maggiore, sorge l’Istituto Eranos di cui fu il nume tutelare il padre della psicanalisi “spiritualista” o meglio “esoterista” Gustav Jung[1], Istituto che ogni anno da circa un secolo organizza delle conferenze finalizzate alla evoluzione della cultura europea mischiando spiritualità gnosticheggianti ed esoteriche occidentali e estremorientali in vista di un “meta-cristianesimo” (come lo chiamava il padre spirituale del neomodernismo Pierre Teilhard de Chardin[2]).

Negli Stati uniti d’America, nello Stato della California presso Big Sur non lontano da San Francisco, sorge un altro Istituto analogo all’Eranos che si chiama Esalen, il quale si rifà alla dottrina New Age[3] (Movimento del Potenziale Infinito Umano), la quale è una forma più essoterica o pubblica e di massa dello gnosticismo magico/esoterico o iniziatico/segreto dell’Eranos.