giovedì 27 novembre 2014

La lobby riformista ha funzionato.


Una biografia di Papa Francesco - dal titolo Il grande riformatore - che sarà pubblicata il mese prossimo, rivela che c'è stata una discreta, ma molto organizzata, campagna a sostegno del cardinale Bergoglio promossa da un piccolo gruppo di cardinali europei, che ne ha consentito la sorprendentemente rapida elezione. L'autore del libro, lo scrittore cattolico inglese Austen Ivereigh, lo chiama "Team Bergoglio" e rivela cene private e altri incontri di cardinali nei giorni precedenti il conclave, sotto la coltre del più assoluto silenzio. Ne parla il Thelegraph [qui].

Praticamente nel 2013 i riformisti europei - una vera e propria lobby - hanno colto il loro momento, riprendendo i progetti interrotti nel 2005 con l'elezione di Ratzinger.
Ivereigh, già addetto stampa del cardinale Murphy-O'Connor, rivela che il cardinale, sebbene non più elettore per via dell'età, ha giocato un ruolo chiave nell'elezione, in collaborazione con il cardinale tedesco Walter Kasper, dai noti orientamenti rivoluzionari emersi durante il Sinodo.
I cardinali pensavano che l'età dell'eletto non avrebbe dovuto essere considerata un ostacolo, dando per scontato "che i papi hanno la possibilità di dimettersi".
Un punto di svolta fondamentale si è avuto durante la serie di riunioni a porte chiuse prima del conclave, le famose congregazioni, quando il cardinale Bergoglio ha fatto un breve ma commovente discorso sullo stato della Chiesa. 
In realtà non sono grosse rivelazioni, ma sottolineano l'arrembante azione dei progressisti più rivoluzionari ormai attestati nelle posizioni chiave della nuova gerarchia.

mercoledì 26 novembre 2014

Femen a seno nudo sull'altare, 'il Papa non è un politico'

Leggiamo su Riposte Catholique [qui] che la Cattedrale di Strasburgo, disertata dal papa nel corso della sua recente visita al parlamento Europeo, è stata teatro di una manifestazione delle Femen, il movimento femminile di protesta dissacratore, espressione del degrado raggiunto dalla nostra società. Ma almeno la dimostrante aveva scritta sul dorso la verità: «Il Papa non è un politico».... Invece il suo discorso era più da politico che da Vicario di Cristo, il cui Nome e le relative radici spirituali della nostra civiltà non compare nel testo. 
Che contrasto nella dignità  e compostezza
delle sentinelle davanti al Parlamento, il 24 novembre... 
Dalle notizie ANSA apprendiamo che l'evento era annunciato e non sono intervenute neppure le forze dell'ordine; ma ovviamente non sono mancati giornalisti e fotografi.
Nessuna voce si è levata né dalla diocesi né dal Vaticano... E nessuno parla di preghiere di 'riparazione' per la profanazione del luogo sacro e dell'Altare. (vedi aggiornamento)
I nostri amici francesi, nello stigmatizzare il silenzio dell'Arcivescovo, forniscono il link alla pagina della diocesi alsaziana, dalla quale risulta che aveva fatto più scalpore un incendio 'criminale' nel recinto della locale moschea !!!

Aggiornamento: il blog Rorate cæli riporta il tweet di oggi, del corrispondente di Le Figaro, sulla quasi totale assenza di accoglienza al papa nelle strade del suo percorso a Strasburgo.
Mentre un lettore ci aggiorna su una Messa di riparazione indetta in Cattedrale per il 27 novembre [qui].
Deo Gratias. Dovremmo anche noi moltiplicare le nostre preghiere con intenzioni di riparazione per questa e tante altre offese al Signore e alla Sua e nostra Madre benedetta...

Aggiornamento/2: Stralcio dall'articolo di oggi di M. Blondet [qui] :
[...] Facciamo l’esperimento mentale a contrariis: pensate se solo dei cattolici si fossero messi coi megafoni davanti ad una sinagoga a schernire le credenze ebraiche, o davanti ad un tempio luterano a urlare contro Lutero o Jerry Falwell – o se è per questo anche davanti a una moschea – inseguendo financo i fedeli nella sinagoga o nella stanza luterana: tutti i media avrebbero strillato contro gli insopportabili oltraggi al “politicamente corretto” di cui sopra, tutto il progressismo sarebbe in armi contro la «reazione cattolica» che rialza la testa, che stupra la libertà religiosa, l’intolleranza bigotta contro cui bisogna «mobilitare» la politica e la Legge. L’Inquisizione che torna... Qui niente.
Il fatto che i princìpi del politicamente corretto non vengano osservati, anzi siano platealmente oltraggiati verso una sola realtà – la Chiesa eucaristica – e che lo si faccia impunemente, segnala secondo me una fase ulteriore della strategia delle centrali che guidano il totalitarismo della secolarizzazione: dopo aver rinchiuso la fede (o quel che ne rimane) nello spazio privato – potete esistere purché non vi mostriate nell’agorà come cattolici – oggi invadono anche questo spazio privato.
Ciò implica un messaggio preciso: Voi cattolici non avete più diritto nemmeno a questo spazio, a questo rispetto­ standard. Voi cattolici non dovete più esistere. E noi non vi faremo più esistere.
Del resto è precisamente il “messaggio” diffuso dalle Femen [...]

NECESSITÀ E ATTUALITÀ DELLA METAFISICA TOMISTICA

Un testo di don Curzio Nitoglia, per i nostri approfondimenti

NECESSITÀ E ATTUALITÀ DELLA METAFISICA TOMISTICA

I suoi concetti e principi fondamentali

Introduzione

San Pio X diceva: “il male del modo moderno è una malattia dell’intelletto: l’agnosticismo”. Per curare questa malattia bisogna ricorrere alla vera metafisica o filosofia dell’essere, che in san Tommaso d’Aquino ha toccato il suo vertice.

In quest’articolo riassumerò e spiegherò nella maniera più semplice possibile i principali concetti e principi della metafisica tomistica: il suo oggetto formale, il suo metodo, l’essere come atto puro, la composizione ens/esse, la distinzione reale tra essere ed essenza negli enti creati, la partecipazione, la differenza tra essere ed esistere, la causalità, l’analogia, la risalita dall’ente all’Essere sussistente, il trinomio ens/essentia/esse.

Li porgo, dunque, al lettore sperando che lo aiutino a risalire la china del baratro in cui la modernità e la post-modernità ci hanno sprofondato.

lunedì 24 novembre 2014

Il listino prezzi del Vaticano: donatio.catholica...

Poveri parroci presi a bastonate! “Quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi”... Ma il listino prezzi del Vaticano, riguardante la benedizione del papa su pergamena dove lo mettiamo? Non è anche il settore di cui ha licenziato 500 dipendenti? [qui
Il listino potete leggerlo per intero a questo link, il sito della donatio.catholica.va
Perché il papa non comincia la pulizia da casa sua e magari a partire dallo Ior, diventato il paradiso delle lobby finanziarie straniere?

La grande paura dei conformisti: Non prendiamo lezioni da coloro che hanno assassinato moralmente Benedetto XVI!

Sono ora in grado di mettere a disposizione il testo dell'imperdibile invettiva da Rorate caeli [qui]. Tolte le 'lacune' sul cosiddetto "nuovo cattolicesimo", sul fatto che le tendenze eretizzanti se non le vere e proprie eresie siano ignorate e su quanti cosiddetti conservatori e moderati riconoscono nei punti controversi dei documenti conciliari le radici della crisi attuale.

«Obbedienza»? «Rispetto»? Non accettiamo lezioni da coloro che hanno assassinato moralmente Benedetto XVI!
Siamo molto onorati di pubblicare questo nuovo articolo di un ecclesiastico molto saggio, competente e molto influente, che scrive sotto lo pseudonimo di don Pio Pace.

La grande paura dei conformisti:
Non prendiamo lezioni da coloro che hanno assassinato moralmente Benedetto XVI!
don Pio Pace

Da qualche tempo, modernisti, liberali, o auto-definentisi «moderati» e anche documenti e blog «mediamente conservatori» hanno inveito contro la «guerra senza quartiere» condotta dai cattolici ortodossi a Papa Francesco e ai suoi orientamenti.

Siamo proprio nel bel mezzo della parabola della pagliuzza e della trave! Queste anime buone che ora danno lezioni non hanno forse criticato, senza un attimo di riposo, Giovanni Paolo II e il suo tentativo di «restaurazione» minore? Non hanno forse distrutto Benedetto XVI fino al punto che si può parlare di suo assassinio morale? Benedetto XVI, riguardo al quale i liberali, tra loro dicevano, il giorno dopo la sua elezione: «Questo non durerà più di un paio di anni!» Benedetto XVI, ai nemici del quale Piero Marini aveva apertamente fornito il grido di battaglia: «Resistere! Resistere! Resistere!». Proprio loro vorrebbero darci lezioni, coloro che, con i loro incessanti e brutali attacchi a Benedetto XVI, da parte dei cattolici o attraverso i media di regime, fughe di documenti, pressione finanziaria, distruggendogli tutto quello che faceva o non gli permettevano di fare, ciò che diceva o ciò che non diceva, lo hanno spinto a presentare le sue dimissioni. Non solo vogliono annientarci come hanno fatto con lui, ma vogliono che li ringraziamo per essere giustiziati, che troviamo divertente esser massacrati, e anche che ci scusiamo con loro per il fatto che il nostro sangue possa macchiare le loro vesti immacolate.

La conversione di Giosué Carducci

Ringrazio Arcangelo Santoro che mi invia questo suo articolo, che condivido con interesse sulla conversione di Carducci. Il discorso era venuto fuori [qui].

LA TESTIMONIANZA DEL BEATO DON LUIGI ORIONE

Abbiamo parlato tempo fa delle voci circa la presunta conversione di Carducci. Voci che cominciarono a girare subito dopo la sua morte. Don Giuseppe Tomaselli, che, da ragazzo, assistete al funerale del Poeta, ci parla delle ronde per impedire che il prete potesse raggiungerlo. Tale episodio è narrato anche da altri autori. Una delle testimonianze più autorevoli al riguardo, non solo e non tanto di tali “ronde”, ma del tema conversione di Carducci, è quella DEL BEATO DON LUIGI ORIONE. Circa l’argomento, il testo fondamentale è: “CARDUCCI Giosué: Dalla ribellione alla conversione”. Si tratta di un lungo articolo (occupava le pagine da 11 a 42 del n.98 - anno 1998 - della rivista Messaggi di Don Orione), scritto da ALESSANDRO BELANO. Articolo che è la fonte principale delle notizie che troverete nel presente pezzo.

domenica 23 novembre 2014

Antonio Socci. IN DIFESA DELLA CHIESA

E’ notizia di queste ore. In Nigeria (per fare un solo esempio) 11 mila cattolici uccisi e 1 milione e mezzo di persone sfollate per sfuggire a Boko Haram. Ma papa Bergoglio - che tace sull’islamismo - continua a bastonare i cristiani.

BOTTE SUI PARROCI

L’altro ieri è toccato ai parroci che sarebbero attaccati al denaro come trafficanti del tempio (“Quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi”).
Fango generico e generalizzato su tutti, ingiustamente, che stavolta ha provocato una sorda sollevazione (lo stesso cardinale Bagnasco ha risposto che in nessuna chiesa italiana i sacramenti vengono venduti).
Un lettore indignato mi ha scritto:
“al di là di quello che si voleva dare come messaggio, ciò che è passato ai più (ed è ciò che conta in questo contesto) è che i sacramenti si pagano, c’è persino un listino prezzi e se lo dice il Papa allora è vero, non è una diceria degli anticlericali! Quindi non era un pregiudizio che i preti si fan pagare. Ergo, il papa è buono e i preti sono tutti avidi di soldi”.

San Clemente Romano: Ecce sacerdos magnus, qui in diebus suis placuit Deo et inventus est justus. Processione e Messa solenne: Card. Burke

Ieri ero a San Clemente al Laterano1, in occasione della Festa del Santo, che ricorre oggi, ma che è stata celebrata ieri perché oggi nel calendario Liturgico Novus Ordo è la Domenica di Cristo Re.
Dell'evento avevamo parlato [qui]. Colgo l'occasione per ricordarvi i sabati in Rito Domenicano Antico che vi si celebrano da oltre un anno.

Non è solo perché per me San Clemente è un 'luogo del cuore': un tuffo nella strada dove sono nata e cresciuta e nella Chiesa dove ho detto le prime preghiere con la mia mamma e partecipato a tante messe della mia infanzia. Ma, per la Bellezza indicibile dell'antica basilica e di ciò che rappresenta, nell'atmosfera spirituale che vi si respira (pensiamo alle preghiere di generazioni di credenti a partire dai primi anni del cristianesimo delle quali è memoria), ogni volta vi vivo momenti di gioia indicibile, soprattutto ora che sono in un altro quartiere e le mie consuetudini mi portano più spesso altrove.

Ieri dunque era un giorno di festa particolare, voluta dalla comunità dei Domenicani irlandesi che reggono la Basilica, iniziata con la Processione con le reliquie di San Clemente, che si è snodata per le strade limitrofe: solenne e popolare nello stesso tempo. Popolare perché, una volta uscita in strada, era aperta da una banda musicale che suonava uno dei canti religiosi anni 70 ed è stata accolta da fuochi d'artificio e una siepe di girandole luminose ; ma nello stesso tempo solenne perché il cuore della processione era la reliquia del III Papa dopo San Pietro portata da chierici e seguita da una lunga e serpeggiante schiera di Frati Domenicani, compresi quelli confluiti numerosi dall'Irlanda, dal Cardinale Raymond Leo Burke, accompagnato dai concelebranti della successiva Messa Solenne, con al seguito un folto numero di fedeli. A lato l'immagine della reliquia collocata ai piedi dell'Altare.

sabato 22 novembre 2014

Un consuntivo delle reazioni alle rivoluzionarie aperture sinodali

Nel recente Sinodo sulla famiglia, a seguito della rivoluzione innescata da Bergoglio e dai "suoi", molti sono stati i vescovi e cardinali che hanno difeso con audace e chiara fermezza la dottrina perenne sul matrimonio e sull'omosessualità.

Tra le diverse aree geografiche, si sono distinti i rappresentanti di: Africa, Stati Uniti, e Polonia che, anche in questo periodo intermedio prima della ripresa nel 2015, stanno mostrando a tutto l'Orbe cattolico di essere pastori ben orientati. Da rimarcare il fatto che essi reagiscono con vigore ai gravi cedimenti del clero tedesco e latino americano  e non lo fanno da Chiese messe ai margini. Rorate caeli parla di tre divisioni che generano fiducia e con le quali tutti si dovranno misurare nelle prossime tornate del Sinodo.

I vescovi del Ghana
Per quanto riguarda l’Africa, la recente Assemblea della Conferenza episcopale del Ghana, ha reso nota una dichiarazione [qui] dalla quale stralcio:

«L’insegnamento perenne e immutabile della Chiesa sulla famiglia è basato sulla natura umana ma specialmente sulla Scrittura e sulla Sacra Tradizione, secondo cui Dio ha ordinato che il matrimonio sia tra un uomo e una donna, quando “Dio li fece uomo e donna e li benedì”. Dio ha voluto il matrimonio aperto alla vita  “quando li benedì e disse crescete e moltiplicatevi” (Gen. 1,27-28). Inoltre, Dio ha voluto che il matrimonio sia indissolubile, con le parole di Gesù: “L’uomo non separi ciò che Dio ha unito (Mt 19,6)». Amen.

Come il canto gregoriano e l'organo sono stati 'maneggiati' e risanati in epoche addietro...

Sulla puntata di presentazione di “Tonus peregrinus” della scorsa settimana [qui], lamentavamo la (a volte fin troppo) massiccia presenza di una corrente tradizionalista tutta pizzi&merletti secondo la quale il mondo liturgico-musicale preconciliare viveva un immacolato e perfetto splendore squassato poi dal post-Concilio.
A dire il vero – e, qui, anticipiamo già le conclusioni – di abusi musicali fu (e, talvolta, è) piena anche la liturgia preconciliare; quello che cambia, invece, è la posizione della Chiesa: prima “interventista” nei confronti delle trasgressioni, oggi connivente con il mare magnum di porcherie quotidiane. 
In questo nostro contributo ci focalizzeremo su quelli che, sempre nella scorsa puntata, abbiamo eletto a nostri “fari”, il canto gregoriano e l’organo, per vedere come essi siano stati (piuttosto liberamente) “maneggiati” e risanati in epoche addietro.

Basso Medioevo e Novecento: morte e risurrezione del canto gregoriano

Sintetizzando al massimo, il gregoriano nasce in epoca carolingia dalla fusione dei repertori romano e gallicano per giungere al suo massimo splendore nei secoli IX e X. A seguito del Mille e con l’inizio dell’età bassomedievale, il gregoriano iniziò il suo declino per una serie di cause endogene (i cantori, dimenticando progressivamente le melodie, sentirono il bisogno di notarle, a discapito della precisione ritmica) ed esogene (la nascita di nuove forme liturgiche e della polifonia). E’ sulle seconde che, qui, ci concentreremo brevemente: la liturgia bassomedievale, infatti, dovette fare i conti con l’ingresso, all’interno della messa, di due nuove forme: le sequenze e i tropi. Entrambe le forme consistono nella farcitura dei melismi (dell’alleluia nel caso delle sequenze o del Kyrie nel caso dei tropi) con testi liberi di natura non più scritturale ma letteraria.