martedì 18 dicembre 2018

“L’Anticristo” di Joseph Roth

Ripubblico un testo di cogente attualità.
L'articolo che segue cita un testo tradotto dall'originale tedesco. Segnaliamo che del libro esiste anche l'edizione italiana: Joseph Roth, L'Anticristo, Editori Internazionali Riuniti 2010, pag.164

“L’Anticristo” di Joseph Roth

Introduzione

Joseph Roth fu uno scrittore austriaco di origini ebraiche. Nacque nel 1894 a Leopoli, nella Galizia polacca, ma sentì presto la lingua tedesca come la sua autentica patria letteraria. Scosso dal trauma del crollo dell’Impero austro-ungarico – di cui apprezzava la capacità di far convivere numerose culture diverse – e dall’avvento del nazismo in Germania, nonché da tragedie personali come l’internamento in un ospedale psichiatrico della moglie (che rafforzò a sua volta il trauma della malattia mentale del padre di cui egli fu testimone nell’infanzia), successivamente soppressa nell’ambito del programma di ‘purificazione sanitaria’ nazista, visse gran parte della sua fiorente vita di scrittore in esilio per l’Europa, sviluppando una tematica improntata al sentimento di mancanza di radici e contrassegnata da una critica raffinatamente ironica e profonda alla società del suo tempo.

Cristiani della Piana di Ninive, il futuro dopo l'Isis

Ricostruito e riconsacrato a Ninive un monastero cattolico distrutto dall'ISIS 

Il 4 settembre 2017, grazie al contributo essenziale dell'organizzazione "Fraternité en Irak" iniziavano i lavori di ricostruzione del Monastero di Mar Benham e Mar Sarah a Ninive. Costruito nel IV secolo d.C. il Monastero conservava le reliquie dei martiri a cui era intitolato. I takfiri dell'ISIS l'avevano distrutto con la dinamite nel 2015.
Oggi i cattolici irakeni hanno potuto riconsacrare la struttura, tornata agibile. E a festeggiare con loro c'erano tutti i loro compatrioti di altre fedi: sunniti, sciiti e yazidi, perché nell'Irak libero e autonomo la coesistenza e la fratellanza sono valori fondamentali.

Nell'agosto scorso nella piana di Ninive si è celebrato “il ritorno, la presenza”

lunedì 17 dicembre 2018

25-26 dicembre. Sante Messe in Rito antico a Venezia

Carissimi fedeli, vi inviamo il bollettino di questa settimana.
Vi ricordiamo che anche domenica 23 dicembre, dopo la messa delle 11, sarà cantata la Novena di Natale.
Il 25 dicembre, Natività di Nostro Signore Gesù Cristo, saranno celebrate, come di consueto, due Ss. Messe: 
  • alle 00.00 messa cantata della notte, seguita dalla venerazione della reliquia dei panni di Nostro Signore 
  • alle 11.00, messa cantata del giorno 
Il 26 dicembre, festa di S. Stefano Protomartire, non si celebreranno liturgie solenni a S. Simon (ci sarà solo la messa privata alle 18.30, secondo l'orario feriale). 
Chi lo desiderasse è invitato a prender parte alle funzioni che saranno celebrate a Mariano del Friuli (GO) in tale data, con la Messa cantata alle 11 e il Vespero in canto patriarchino alle 16
Saluti in Christo, 
Fraternità Sacerdotale San Pietro
Chiesa di S. Simeon Piccolo,
S. Croce 698, Venezia 30135, 
Italia https://fsspvenezia.blogspot.it 

Gli errori non smettono di essere errori neanche quando diventano di moda

Sulla pederastia, nel libro “L’uomo eterno”, Chesterton scrive:
“non posso fare a meno di denunciare la falsità di chi nel disgusto romano per i vizi greci non sa vedere che un pretesto e un’ipocrisia. … La verità è che una delle debolezze insite nel culto della natura e nella pura mitologia aveva già prodotto, nei greci, una perversione …Come divennero antinaturali adorando la natura, così divennero antiumani adorando l’uomo. … A un adolescente che abbia avuto la fortuna di crescere sano e ingenuo nei suoi sogni d’amore, provatevi a svelare il culto di Ganimede; egli non solo ne rimarrà colpito, ma disgustato. E questa sua prima impressione … è quella giusta. Ѐ la nostra cinica indifferenza che è un’illusione … Ѐ giusto concepire le più o meno rustiche virtù del primitivo popolo romano come reazione, completamente spontanea e sincera, contro la fama stessa di siffatti costumi” e ancora “Vizi greci e orientali … cominciarono a riempire le fantasie della morente Roma, come sciami di mosche sopra un mucchio di putridume. … Viene il tempo, nella routine di un’ordinata civiltà, in cui gli uomini sono stanchi di giocare con la mitologia … L’effetto di questa stanchezza è sempre lo stesso in tutte le forme di cocainomania o di alcolismo: c’è sempre la tendenza ad aumentare la dose. Gli uomini cercavano sempre più strani peccati, come stimolanti alla loro sensualità spossata; e per la stessa ragione cercavano le follie delle religioni orientali”.

domenica 16 dicembre 2018

22 dicembre. Pellegrinaggio a Madonna del Monte di Aviano

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Beatus vir, cuius est auxilium abs te:
ascensiones in corde suo disposuit,
in valle lacrimarum in loco 
quem posuit.
Etenim benedictionem dabit legislator,
ibunt de virtute in virtutem:
videbitur Deus deorum in Sion (Sal 83,6).

Beato il pellegrino che, sollecitato da una voce misteriosa che nasce nel suo cuore di credente, inizia con i suoi compagni quell’instancabile cammino, quel viaggio santo, alla ricerca del volto del Signore, del luogo della sua Rivelazione, accompagnato nella preghiera dalla Vergine Santa.

Ѐ con questo anelito che la Compagnia di Sant’Antonio, insieme agli amici di UNA VOCE Pordenone, proseguirà il proprio itinerario di Fede con una nuova stagione di pellegrinaggi locali che, dall’ Agro Concordiense, attraversando il fiume Tagliamento, ci porterà ad Aquileia per il “III Pellegrinaggio della Tradizione Marciana” alla fine di settembre del prossimo anno.

Equivoci e falsità su "Gesù migrante" e inestinguibile ossessione di Bergoglio per i "migranti"

Innanzitutto sfatiamo equivoci e falsità su "Gesù migrante"

Gesù nasce a Betlemme perché Giuseppe e la sua Sposa vi si recano, per la registrazione nel loro paese di origine, in occasione del censimento disposto dall’imperatore Augusto. Dunque si dà il caso di un cittadino che fa il suo dovere, mentre la sposa dà alla luce il figlio in una grotta di fortuna, non per indigenza, ma perché l'affollamento ha reso indisponibili tutti i luoghi dove poter soggiornare. Nulla a che vedere con l’immagine del Gesù bambino su una zattera del presepe sul sagrato della chiesa del Santissimo in corso Tre Novembre a Trento (foto a lato) e gli innumerevoli altri del genere che pullulano in tutta Italia..
Se poi, per sostenere il discorso dell'accoglienza indiscriminata, si ricorre anche all'evento della "fuga in Egitto" a causa della persecuzione di Erode, anche in questa occasione Gesù e la sua famiglia non erano "migranti", tipo i clandestini delle torme afro-islamiche che ci stanno invadendo; semmai erano come quei profughi che non noi respingiamo. Ma con qualche differenza sostanziale. Innanzitutto non è una "fuga di massa", ma riguarda unicamente la Sacra Famiglia per salvare la vita del Bimbo. Una partenza discreta, in tutta umiltà, senza rivendicazioni, ma obbedendo ad un avvertimento divino per mezzo di un Angelo apparso in sogno a Giuseppe. Una prova che ha il suo termine alla morte di Erode, con il rientro alla patria e alla casa di origine.
Che dire, dunque, di quei pastori che si richiamano al Vangelo falsandolo e alimentando una fede e cultura basate sulle loro gabbie ideologiche e sottintesi politici?

Inestinguibile ossessione di Bergoglio per i "migranti"

sabato 15 dicembre 2018

Le due anime dei gilets gialli

Il comunicato odierno (V settimana di contestazioni) dei gilet gialli: "noi non dimentichiamo il trattato di Lisbona adottato dopo che è stato bocciato nel 2005, noi non dimentichiamo i 13 anni senza referendum." Il popolo francese non tollera più la dittatura tecnocratica UE. 

La retromarcia della République en Marche di Emmanuel Macron davanti all’avanzata dei “gilets jaunes” fa comprendere la rilevanza della protesta esplosa in Francia nelle ultime settimane.

Il primo bersaglio della protesta è stato l’arrogante presidente francese che nel suo discorso alla nazione del 10 dicembre ha dovuto ammettere il fallimento della sua politica. Ma Macron è la personificazione del potere tecnocratico europeo e il suo fallimento è anche quello della gabbia economica e sociale imposta alla Francia dagli eurocrati. I vincitori politici del braccio di ferro sono per ora i partiti politici sconfitti alle elezioni presidenziali del 2016.

Torniamo a Trento (e al Vaticano I) - don Elia

Expecta Dominum et custodi viam eius (Sal 36, 34).

Sia nei testi del Vaticano II che nel rito della nuova Messa si trovano locuzioni e affermazioni che un cattolico sincero e ben formato non riesce proprio a digerire. Di solito il conservatore conciliare, nel disperato tentativo di salvare capra e cavoli, si appiglia con ansioso zelo al principio secondo cui chiunque abbia una retta fede interpreta spontaneamente ambiguità e stranezze in modo ortodosso mediante un’opportuna contestualizzazione effettuata a partire da una giusta precomprensione. Ma, a questo punto, sorge inevitabilmente una serie di domande: come fa chi, dopo cinquant’anni di confusione dottrinale, quella giusta precomprensione non l’ha più o non l’ha mai avuta? perché mai chi, per grazia di Dio, ne è invece ancora dotato dev’essere obbligato a questo sforzo ermeneutico, quando prega in chiesa o si forma nella fede? e per qual recondito motivo bisognava inserire tutte quelle ambiguità e stranezze, se non per aprire delle crepe che poi, sotto un’enorme pressione culturale, facessero saltare la diga?

venerdì 14 dicembre 2018

Il cardinale Eijk, sulla crisi della Chiesa cattolica in Europa settentrionale e sul futuro dell'Occidente


Il cardinale Eijk è l'arcivescovo di Utrecht, una zona dell'Europa molto difficile per il cattolicesimo. Considerato come l'ultimo baluardo in un luogo dove le radici cristiane sembrano scomparire ogni giorno di più, si è reso disponibile a essere intervistato, in esclusiva, sull'attualità della Chiesa cattolica e della politica.

Cardinale Eijk, qual è lo stato di salute del cattolicesimo in nord Europa? Sappiamo che la Chiesa vive una situazione di difficoltà...
"In tutta l’Europa settentrionale la Chiesa cattolica si sta restringendo. I Paesi Bassi hanno il discutibile onore di essere il leader di questo fenomeno: siamo stati il primo Paese dove il rimpicciolimento è iniziato. Nel frattempo, si percepisce una diminuzione di fedeli in tutta l'Europa settentrionale. Soprattutto in Germania dove il calo è veloce, anche a causa degli abbandoni, ma so che pure in Paesi come la Spagna e l’Italia il restringimento è un fenomeno sensibile".

Venerdì 14 dicembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dalla «Lettera agli amici della Croce» di
Luigi Maria Grignion de Montfort

(Catech. 5 sulla fede e il simbolo, 12-13; PG 33, 519-523)