venerdì 25 luglio 2014

Alcune chiose al frate ribelle normalista

Apro le chiose di EP che seguono, in ordine all'intervista al frate felice dalle idee come minimo un po' confuse e in un contesto kafkiano, con la riflessione di un lettore:  come mai i Camilliani, tanto per fare un esempio, non sono stati commissariati? Scandalo per milioni di euro, sostituzione di persona, sequestro di persona, superiore generale e compagni in galera e nessuno fa niente? Vogliamo parlare delle suore eretiche americane proaborto ? Vogliamo parlare delle scandalose messe yoga dei Camaldolesi ? E nessuno fa o dice nulla? Poi sei o sette frati si lamentano per il breviario in latino e scatta il commissariamento? Siamo alla farsa... questa "gente anonima" non merita neppure un pernacchio... sono solo dei poveracci rinnegati e fanno pena, anzi anche un tantinello schifo ! 
Possono farci tutta la pena e lo schifo che vogliamo (riferito, più che alle persone, alle loro idee e comportamenti); ma sta di fatto che il papa ascolta loro e non i fedeli dell'ala tradizionale. Di altro non pare gli importi un bel niente: di fatto gli interessa solo il "lío" che piace a lui. Mentre invece il "lío" che infanga la Chiesa, quando non è addirittura ben accolto, non sembra neppure sfiorare il Soglio che, nel frattempo, ha perso molta della sua sacralità...(MG)

Leggo su Radio Spada l'intervista a un frate ribelle normalista e non posso non permettermi qualche chiosa.

Tolti i "non so, non mi risulta" (che costituiscono più della metà dell'intervista), c'è un dato che torna molto spesso: il rifiuto di pregare il breviario in latino, "che non si capisce". L'intervistato dà l'impressione che il commissariamento sia stato per buona parte edificato su quel rifiuto.

Il breviario tradizionale in latino è oggettivamente "più lungo" (le ore canoniche sono nove salmi ciascuna, contro i "due salmi e un cantico" del breviario postconciliare). La questione del "latino che non si capisce" è del tutto strumentale perché chi prende i voti è tenuto a recitare il breviario ogni giorno: dopo qualche mese a recitare preghiere in latino tutti i giorni a tutte le ore canoniche il latino finisce per diventare la tua seconda lingua. Lo assorbi anche se non capisci, così come i giovani di oggi padroneggiano i termini "week-end", "meeting", "smartphone". Il latino diventa parte del tuo esprimerti anche se sei analfabeta. Chi si lamenta di "non capire il latino" sta infatti dicendo che lo detesta, che non ha alcuna intenzione di usarlo, tanto meno di comprenderlo. Sta cioè opponendo un rifiuto capriccioso. Si pensi poi al fatto che le canzonette chiesastiche moderne si accordano bene col breviario Novus Ordo ma suonano del tutto fuori luogo se allegate al breviario tradizionale.

Insomma, viene il legittimo sospetto che quei frati "ribelli al breviario tradizionale" da un lato temono di dover pregare di più (cfr. l'excusatio non petita delle "5 ore di preghiera al giorno") e dall'altro si rifiutano di lasciar fuori le canzonette parrocchiali fastidiosamente in voga nelle comunità religiose Novus Ordo. Sono convinto che questo sia uno degli inconfessati obiettivi dei frati "ribelli al breviario tradizionale": l'ostentato omologarsi all'andazzo ecclesiale per sentirsi "à la page".

La necessità della Fede

Quando si parla della fede si tende oggi a pensare a una sorta di sentimento religioso, che ci fa star meglio, che ci permette di guardare al di là dei nostri orizzonti umani, ma tuttavia sempre in una prospettiva intimistica, come una fiducia in un Altro che ci fa sentir bene.

Da un punto di vista cattolico, niente è più lontano dalla Fede di una tale definizione.

Seppure la Fede del cattolico può avere come conseguenza un sentimento positivo, non si identifica in nulla con esso. La Fede del cattolico è anzitutto un dono di Dio che opera sulla nostra intelligenza, non sui sentimenti. Sì, proprio su quella facoltà così fredda e impopolare: la Fede illumina l’intelletto dell’uomo, e gli permette di conoscere e di accettare come reali degli oggetti esterni che altrimenti gli resterebbero ignoti.

giovedì 24 luglio 2014

La requisitoria di Spaemann sul matrimonio fra chiesa e mondo

Da Il Foglio [qui]:  Il filosofo tedesco Robert Spaemann, sul mensile americano First Things [qui] ha scritto una potente requisitoria delle aperture alla concezione mondana del matrimonio che si stanno facendo largo anche all’interno della chiesa.

“Il matrimonio non è più visto come una realtà indipendente, nuova, che trascende l’individualità degli sposi, una realtà che, come minimo, non può essere sciolta dalla volontà di un solo partner. Ma può essere dissolta dal consenso di entrambe le parti, o dalla volontà di un sinodo o di un Papa? La risposta deve essere no”. Il filosofo tedesco Robert Spaemann, autorità nel mondo cattolico tenuta in altissima considerazione, fra gli altri, dal conterraneo Benedetto XVI, sul mensile americano First Things ha scritto una potente requisitoria delle aperture alla concezione mondana del matrimonio che si stanno facendo largo – e non da oggi – anche all’interno della chiesa, specialmente in vista del Sinodo straordinario sulla famiglia indetto da Francesco. Seconde nozze, nullità, accesso ai sacramenti per i risposati sono le appendici legali, le incarnazioni storiche del problema matrimoniale in un mondo dove i cattolici divorziano poco meno dei non cattolici, dicono le statistiche.

Venerdì 1 Agosto 2014. Appello urgente per i cattolici: Giornata di preghiera, adorazione e solidarietà per i cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente

Riprendo da Rorate caeli [qui]. Aggiungo, in fondo il toccante messaggio del Patriarca Sako.

Venerdì 1 Agosto 2014. Appello urgente per i cattolici:
Giornata di preghiera adorazione e solidarietà
per i cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente

È il giorno scelto dalla Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP) per una giornata mondiale di pubblica Adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento, nella supplica per i nostri fratelli perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente:
La FSSP chiede a tutti i suoi centri di apostolato sparsi nel mondo di dedicare Venerdì 1 Agosto ad una giornata di preghiera e di penitenza per i cristiani che soffrono terribili persecuzioni in Iraq, Siria e altrove in Medio Oriente.
Il 1 agosto è il primo Venerdì del mese ed è la festa di San Pietro in Vincoli. È la festa in cui leggiamo il grande potere della preghiera perseverante dei membri della Chiesa: «Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui». (Atti 12)

mercoledì 23 luglio 2014

27 luglio. Santa Messa Antiquior Bacoli (Napoli)

Laudentur Iesus et Maria!

Cari Amici,

Vi comunico che la prossima domenica 27 luglio 2014 - ore 19:00, presso la Parrocchia di S. Anna, Gesù e Maria di Bacoli (NA), Via Sant’Anna 1, il Rev.do Don Roberto Spataro SDB, segretario della Pontificia Academia Latinitatis e docente presso il Pontificium Insitutum Altioris Latinitatis (Università Salesiana), celebrerà la S. Messa in rito romano antico a norma del motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, a conclusione dei festeggiamenti per la festa parrocchiale di S. Anna (26 luglio). 

In unione di preghiera
In Cordibus Iesu et Mariae

Antonio Stefano Sembiante
Messa Tridentina Napoli

Il "reverendo" di Bose e improvvide nomine

Leggo e riprendo da MiL, in ordine all'articolo di Vatican Insider [qui], riguardante la notizia dell'improvvida nomina di Enzo Bianchi come consultore del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei cristiani.
Su alcune esternazioni di Enzo Bianchi, inflazionanti l'universo culturale che dovrebbe dirsi cattolico, avevo a suo tempo commentato qui. Personalmente posso testimoniare l'esclusione dalla "formazione permanente" dei futuri sacerdoti, da parte di una prestigiosa Università pontificia romana, di nozioni sul Summorum Pontificum e la Liturgia tradizionale, a favore di interventi - di fatto istituzionalizzati - di personaggi come Enzo Bianchi ed uno psichiatra neocatecumenale. Non è valsa, né del resto si usa ormai più farla valere, neppure la par condicio...
Per saperne di più su Enzo Bianchi vi rimando agli autorevoli scritti di Mons. Livi [qui], [qui] e [qui], che non esita a definirlo "falso profeta" e lo dimostra argomentando sapientemente.

Carissimo Dott. Tornielli, sai benissimo che non avremmo resistito all'impulso ex corde di replicare su un blog tradizionale ( letto cioè da quei tuoi fratelli nella fede che, per arcana disposizione della Provvidenza hanno in cuore un particolare - eroico - amore per la Chiesa e particolarmente per la tradizione liturgica ) alla tua simpatica  [beh, più che simpatica, la definirei disinvoltamente falsa] provocazione di appellare con il termine " reverendo " un personaggio del laicato cattolico ( laico però come me e come te) .

martedì 22 luglio 2014

La strategia del filo di ferro

Il Martedì Gnocchi di Riscossa cristiana: le risposte settimanali ai lettori di Alessandro Gnocchi. Riprendo il testo di questa settimana [qui] , che risponde ad un interrogativo su Mons. Galantino e i “volti inespressivi” di chi recita il Rosario fuori dagli ospedali dove si fanno gli aborti.

Caro Summa,

parto dal fondo e alla sua ultima domanda posso rispondere con una sola parola: nulla. Non si può fare nulla perché non ci troviamo al cospetto di superficialità, di cialtroneria, di disprezzo per l’intelligenza altrui o di scarsità di intelligenza propria. O meglio, c’è anche un po’ di tutto questo perché la qualità degli attori sul palcoscenico è davvero scarsina. Ma ciò è secondario, in quanto l’altalena di affermazioni e smentite risponde a una precisa strategia che cerco di spiegare con un’immagine solo in apparenza banale: è la strategia del filo di ferro.

Nova et Vetera Pubblica una risposta multilingue al cardinale Kasper

Rorate Caeli rivela [qui]. Non posso non sottolineare una delle contraddizioni di questa nostra temperie ecclesiale. Il Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, sotto citato, in questo caso ha una posizione ineccepibile sulla morale. Ma la sua morale è fondata su una verità storicista, che gli fa dichiarare eretici tutti coloro che non accettano pedissequamente l'idolo concilio perché insistono su alcuni ineludibili distinguo, a tutt'oggi da nessuno confutati se non a suon di slogan. Dunque, di quale verità stiamo parlando? Non dimentichiamo che è la morale che si fonda sulla verità, non viceversa...

Nova et Vetera pubblica una risposta multilingue al cardinale Kasper
- E una rivelazione esplosiva sul prossimo Sinodo -

Da fonte affidabile: in Germania un certo vescovo si è preoccupato sull'orientamento che stanno prendendo i preparativi per l'imminente Sinodo straordinario dei Vescovi sulla famiglia. Si dice che il vescovo abbia affermato che i sostenitori delle proposte del cardinale Kasper hanno fatto passi (a quanto pare con successo) per limitare il coinvolgimento del Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Per capire perché alcuni stanno cercando di mettere ai margini il cardinale Müller, va  ricordato questo.

Nel frattempo, la Rivista Nova et Vetera ha pubblicato la risposta, alle proposte del cardinale Kasper, di otto teologi americani, sette di loro Domenicani, la maggior parte dei quali docenti alla Pontificia facoltà di teologia. La risposta, contemporaneamente pubblicata in inglese, tedesco, spagnolo, francese e italiano [qui], confuta in modo completo le innovazioni proposte dal cardinale Kasper, mostrando punto per punto come esse contraddicono la Tradizione perenne della Chiesa.

lunedì 21 luglio 2014

Diffida e ferma rettifica nei confronti di anonimi calunniatori di p. Serafino Lanzetta FI

Ave Maria!

Non posso esimermi dal rettificare le calunnie, che in questi giorni circolano sul web, sul conto di padre Serafino M. Lanzetta FI, un sacerdote e studioso profondo, attento e ben orientato. 

Egli già da diversi anni si è distinto per gli studi seri e appassionati [qui la sua relazione al Convegno sul Vaticano II del 2010; qui un resoconto dell'evento ricco di presenze illustri; qui gli Atti] e per le significative pubblicazioni che ne sono il frutto [qui] [qui]; ma anche per aver portato avanti, finché non l'hanno brutalmente rimosso [qui], una oasi luminosa nella Parrocchia di Ognissanti di Firenze, divenuta in pochi anni un Centro d'eccellenza, sia per la pastorale - rigorosamente biritualista ma esemplare - che come 'luogo' e fucina di incontri e attività anche di studiosi del versante tradizionale. 

Su un sito di incappucciati "normalisti" che (tutti nomi fittizi, nessuno si prende mai la briga di firmare con nome e cognome ciò che scrive), per una dichiarata ricerca di una sui generis “parcondicio” (come dice lì un tale “Claudio”), hanno iniziato ad attaccarlo sul lato personale e soprattutto in foro interno, leggendo le sue intenzioni, la sua volontà, quello che avrebbe inteso fare. Siccome tali tifosi del Kommissario attaccano chiunque difenda i Francescani dell'Immacolata (a cominciare da noi ed altri del versante della Tradizione), si permettono di infangare le persone con supposta neutralità elvetica, lasciando spazio a delatori qui più volte confutati. E lo fanno in modo subdolo e capzioso.[1]
Non si accorgono, però - o non vogliono farlo - di una differenza: loro non si fermano alle idee e ai fatti, ma si permettono di giudicare le intenzioni, la coscienza. Proprio loro che si definiscono seguaci fedelissimi di Papa Francesco.

domenica 20 luglio 2014

Patriarcato Caldeo : " Salvate i cristiani di Mosul ". Case contrassegnate e requisite

Aggiornamento 21 luglio: Sempre da Messa in Latino [qui], il Papa dopo l'Angelus di ieri: "A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera".

Leggo su Messa in Latino, che riprende Imola oggi [qui] e l'Ansa [qui] perché non si può rimanere in silenzio. Pregare. Ma anche esercitare la propria autorità per esigere giustizia, nella reciprocità, senza non più tollerabili calamenti di braghe e salamelecchi unilaterali. Una comunità cristiana quasi completamente estinta dopo 2000 anni. E non è la sola...

19 luglio – “ Tutti coloro che hanno un potere in Iraq e nel mondo intervengano per salvare i cristiani di Mosul, depredati e scacciati dalla città ”.
È l’appello lanciato da Shlemon Warduni, vice patriarca della Chiesa caldea in Iraq, in risposta alle misure che lo Stato islamico in Iraq e nel Levante (Isil), che il 9 giugno ha preso il controllo di Mosul, sta adottando nei confronti della comunità cristiana locale.
Nei confronti di questa minoranza, è stato diffuso oggi un nuovo ordine di lasciare la città.

Edificio cristiano espropriato
Qualche giorno fa, i miliziani dell’Isil hanno segnato tutte le case dei cristiani con la lettera araba ‘N’, che sta per ‘nasrani’, ossia ‘cristiano’ (plur. nasara), e con la scritta “Proprietà immobiliare dello Stato islamico”. (1)
Inoltre, i commercianti sono stati messi in guardia dal distribuire ai cristiani le razioni alimentari sovvenzionate dal governo e lo stesso è capitato ai distributori di energia elettrica.
“L’Isil ha invitato ieri con una lettera ufficiale tutti i rappresentanti della comunità cristiana a partecipare a una riunione per organizzare la questione degli alloggi in città”, racconta il patriarca Warduni ad Aki-Adnkronos International. “Tuttavia – prosegue – la lettera è arrivata tardi ad alcuni di loro, mentre altri hanno preferito non presentarsi per paura di quel che li aspettava e di conseguenza nessuno ha risposto a questo invito”. “Alla fine, questa mattina l’Isil ha annunciato attraverso i megafoni delle moschee che i cristiani devono lasciare la città, oppure pagare la jizya (ossia la tassa di ‘protezione’, ndr) oppure diventare musulmani”, racconta Warduni. “Quando i cristiani hanno iniziato ad uscire di casa, gli elementi dell’Isil li hanno fermati e derubati di ogni cosa, soldi, oggetti preziosi e anche le automobili, costringendoli a lasciare la città a piedi”, aggiunge.

Mentre il Vaticano ai musulmani: “felicitazioni ed i migliori auguri per il ramadan” (Fonte VIS 18 luglio 2014) [qui]. (2)