giovedì 18 dicembre 2014

SVNT NOMINA RERVM. (Cada cosa tiene su nombre.)

Definiciones exactas en la expresión de la fe
que nos acompaña desde hace dos milenios


Quiero llamar la atención sobre dos afirmaciones de papa Bergoglio que atañen al núcleo de nuestra Fe: la Encarnación y la Redención. Empezaré por la primera, que se encuentra en la famosa entrevista a Scalfari [aqui], para luego proceder con el examen de otros peculiares aspectos de la Encarnación contenidos en reiteradas catequesis y discursos.
« ... El Hijo de Dios se ha encarnado para infundir en el alma de los hombres el sentimiento de la hermandad. Todos somos hermanos, todos somos hijos de Dios. Abbá, como él llamaba al Padre. Yo os señalo la vía, dijo. Seguidme a mí y encontraréis al Padre y seréis todos sus hijos y él se complacerá de vosotros. El ágape, el amor de cada uno de nosotros para con los demás, desde los más cercanos hasta los más lejanos, es precisamente la única forma que Jesús nos ha señalado para encontrar el camino de la salvación y de las Bienaventuranzas ».
 Cristo no « se ha encarnado para infundir en el alma de los hombres el sentimiento de la hermandad », sino para redimirlos –desde la Cruz– de la esclavitud del pecado original, re-generándoles en la Resurrección, la única razón que hace posible toda auténtica hermandad, ¡que no es la de cuño humanitario que emerge en estos discursos! Tampoco puede « el amor de cada uno de nosotros para con los demás » ser el camino de la salvación, aunque se le llame « ágape señalado por Jesús » porque, si antes no nos arraigamos a Él, que nos libera, cura y transforma, no podemos poseer ese ágape que nos vuelve hermanos en Cristo. El amor de cada uno de nosotros para con los demás no es el punto de partida sino el punto de arribo en Cristo; el auténtico camino sólo es en Él y con Él en Su Iglesia.

Nasce la “Lega cattolica per la preghiera di riparazione”

Mi unisco a Paolo Deotto e ad Alessandro Gnocchi, nel lanciare la proposta che segue [qui], che è un inizio di reazione della parte sana della Chiesa alla crisi epocale che stiamo attraversando. 
Ce lo siamo detto anche noi qui più volte che non bastano le parole e non bastano le tribune virtuali, se non come strumenti per accompagnare ed incoraggiare l'esperienza reale di Chiesa da fare nel concreto del cuore e della vita di ognuno.
E non si può non iniziare dalla Preghiera di Riparazione [vedi nel blog].
Tra le tante Realtà meravigliose che la grazia del Signore ci apre e ci dona c'è la Riparazione. Anche di questa non si parla più e rischia di cadere nel dimenticatoio, con la conseguenza che non possa dispiegare più la sua efficacia per il bene delle anime e la maggior gloria - estrinseca - del Signore1. Perché naturalmente la sua gloria intrinseca è immutabile.
Strada facendo potremo pensare anche a momenti d'incontro e formazione o altro, con realismo e semplicità.
È normale che l'iniziativa parta dalla zona di attività del nucleo propositivo; ma, come suggerito, il discorso è affidato all'impegno e alla buona volontà di ognuno con ovvi raccordi nelle zone di rispettiva appartenenza. Già avevamo pensato a qualcosa del genere e il tutto sembra poter confluire in questa iniziativa, con realismo e semplicità. Penso con gioia a quanti che seguono questo blog che potranno ritrovarsi il 1° maggio a Linarolo. Nel frattempo, regione per regione, diocesi per diocesi, si possono trovare anche gli altri raccordi territoriali, così come sarà possibile con l'aiuto del Signore. E lo vedremo strada facendo.
Possono esserci anche altri atti di riparazione, ma se non si inizia dalla preghiera e, soprattutto, se non si coinvolgono i sacerdoti, non si può andare da nessuna parte.
Maria Guarini
Sia lodato Gesù Cristo
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1. Questo discorso è legato anche al fatto che alcuni insegnamenti modernisti negano che Dio possa venire offeso nel senso di togliere a Lui la gloria perché allora Dio sarebbe vulnerabile e non sarebbe più Dio, ed è anche con questo che si elide l'espiazione... Ma nel concetto di "offesa" a Dio bisogna distinguere la gloria intrinseca di Dio - invulnerabile, infinita e immutabile - dalla Sua gloria estrinseca, collegata alla ridondanza delle sue opere nel nostro rapporto con Lui Creatore e Signore nostro, gloria che può essere maggiore o minore, e che risulta diminuita a causa dei peccati degli uomini. Per questo S. Ignazio ha scelto per la Compagnia di Gesù il motto "Ad maiorem gloriam Dei", affermando che essa avrebbe dovuto lottare per la "maggior gloria di Dio".

Proponiamo ai cattolici di buona dottrina e di buona volontà di associarsi all’iniziativa della “Lega cattolica per la preghiera di riparazione” che nasce in questo momento con il fine di restaurare i lineamenti della Chiesa di sempre attraverso un mezzo ascetico che discende dalla spiritualità e dalla devozione del Sacro Cuore.
“E allora che cosa facciamo?” chiedono molti bravi cattolici dopo aver toccato con mano la crisi in cui versa la Chiesa dei nostri giorni. “E tu che cosa fai?” dicono altri, magari provocatoriamente, sottintendendo che non basta toccare con mano e lamentarsi.

In effetti, non basta. Non ci si può solo lamentare davanti allo svuotamento del deposito della fede, ai temerari aggiornamenti della teologia e della filosofia, ai cedimenti morali, agli abusi liturgici, alla devastazione dell’ascetica e della devozione, al rinnegamento della Tradizione.

Il papa e il digiuno eucaristico: la disciplina e i farisei di oggi. Alcune puntualizzazioni

Un "mattutino" particolarmente contundente, lanciato dalla Domus Sanctae Martae nei giorni scorsi, ha suscitato grande scalpore.
Il dilemma è tra l'uso della ragione illuminata dalla retta Fede o la vaghezza di un linguaggio affascinante (ma di certo non in questo caso) e coinvolgente, sentimentale e soggettivista, centrato sull'uomo e sulla “nuova consapevolezza” della Chiesa, fondata sul personalismo e non più sulla Rivelazione. Un linguaggio non definitorio per scelta perché solo rimanendo in bilico sul dire e non dire si possono veicolare alcune interpretazioni piuttosto che altre.1
Dopo la citazione delle parole del papa da Zenit, i commenti che seguono sono una sintesi degli interventi dei lettori.

“Pio XII ci liberò da quella croce tanto pesante che era il digiuno eucaristico”. “Alcuni di voi forse ricordano… Non si poteva neppure bere un goccio d’acqua. Neppure! E per lavarsi i denti, si doveva fare in modo che l’acqua non venisse ingoiata. Ma io stesso da ragazzo sono andato a confessarmi di aver fatto la comunione, perché credevo che un goccio d’acqua fosse andato dentro”. E quando Pio XII cambiò la disciplina, più di qualcuno esclamò: “Ah, eresia! No! Ha toccato la disciplina della Chiesa!”. “Tanti farisei si sono scandalizzati. Tanti”, rammenta Bergoglio, perché Pio XII “aveva fatto come Gesù: ha visto il bisogno della gente...” ...Invece tanti ancora a dire: “La disciplina della Chiesa”,“la nostra disciplina”. Un atteggiamento proprio da dottori della legge, sottolinea il Santo Padre, “rigidi nella pelle, ma, come Gesù gli dice, ‘putrefatti nel cuore’, deboli, deboli fino alla putredine. Tenebrosi nel cuore”. Bisogna fare attenzione allora, perché “anche la nostra vita può diventare così”
Il nuovo farisaismo secondo Bergoglio

Non posso sorvolare sul "cuore putrefatto" attribuito a chi difende la disciplina della Chiesa, perché mostra di non considerare - ce lo ricorda Josh nell'articolata riflessione che segue - che il problema dei farisei non era essere attaccati alle discipline, ma di averne inventate altre diverse da quelle loro comandate: "Invano mi rendono un culto che è un precetto di uomini"; Gesù nei Vangeli cita Isaia, non per condannare la disciplina sacra, ma la falsificazione della dottrina; solo dopo viene la condanna anche dell'ipocrisia, dedicata però a chi guarda alla decima dell'aneto e del cumino, come dire minime formalità, ma tralascia il cuore dell'insegnamento e le essenze.  Gesù stigmatizza infatti la "loro" disciplina, quella dei farisei. Non quella cristiana cattolica, che è stato Lui a darci. E chi l'ha detto che non c'è il coinvolgimento di cuore e anima nella dottrina cattolica? E chi può chiamare la retta dottrina "farisaismo"? Con che coraggio sconfessare ciò per cui Cristo è morto?

Don Curzio Nitoglia. APOCALISSE 3° - COMMENTO AL CAPITOLO XIII

È il terzo di quattro articoli dedicati da Don Curzio Nitoglia - che ringrazio per averceli messi a disposizione - ai capitoli centrali dell'Apocalisse. Pubblicherò il successivo nei giorni che seguono.
Qui: Parte 1° - Parte 2°

La bestia del mare - la bestia della terra - il numero della bestia

Il XIII capitolo inizia con la visione della “bestia che sale dal mare”, la quale secondo la grande maggiorana dei Padri (S. Ireneo, Tertulliano, S. Gregorio Nazianzeno), dei Dottori scolastici, dei teologi e degli esegeti approvati (Ribera, Cornelio A Lapide) rappresenta l’anticristo finale (M. Sales, La Sacra Bibbia commentata, cit., p. 651, nota 1).

Per quanto riguarda la questione specifica dell’anticristo, i Padri, fondandosi sul Deposito della fede rivelata (s. Paolo, 2a Tess., II, 3-12; s. Giovanni 1a Ep., II, 18-22; IV 2; 2a Ep., VII; Apoc., XI, 7 ss.; XIII-XIV), insegnano, unanimemente, che la fine del mondo deve essere preceduta dalla venuta dell’ anticristo (II Tess.), che è “l’uomo del peccato”. Egli, secondo l’interpretazione comune dei Padri (e di san Tommaso d’Aquino, il Dottore Comune della Chiesa), è un uomo, non un personaggio metaforico o un’entità morale, né un diavolo incarnato. È vero che vi sono degli anticristi iniziali (persone o forze ostili alla Chiesa, specialmente il giudaismo farisaico durante tutto il corso della storia, ma è altrettanto vero che vi è l’anticristo finale, il quale sarà ucciso da Cristo e precederà la fine del mondo. Mons. Salvatore Garofalo scrive:

mercoledì 17 dicembre 2014

Super flúmina Babylónis (Junto a los ríos de Babilonia)


« El Señor es mi pastor, nada me puede faltar.
Él me hace descansar en verdes praderas, me conduce a las aguas tranquilas.
[...]
Tu vara y tu bastón me infunden confianza».

¿Qué les ha pasado a la vara y al bastón del Buen Pastor, Aquel que « nos hace descansar en verdes praderas, nos conduce a las aguas tranquilas y luego prepara ante nosotros una mesa frente a nuestros enemigos »?
Él nos brinda el pasto de las ovejas que corresponde a la « leche », comida delicada para los que aún no Le conocen; pero después ofrece también la « comida sólida » de la mesa que prepara para los que se vuelven adultos en la Fe ('adultos' cada día más, es decir).
La Sabiduría también mezcla agua con vino en dosis diversas según la necesidad: aumenta el agua para una enseñanza más humanizada pero añade una mayor cantidad de vino para quienes contemplan Su gloria.

Il Grande Riformatore: Francesco e la creazione di un Papa radicale

Ha fatto scalpore l'azione, evidentemente arrivata in porto, della Lobby riformista all'interno della Chiesa. Ne abbiamo parlato qui, riprendendo gli echi da La stampa e dai media anglofoni nonché nella traduzione del precedente articolo tradotto da From Rome qui. Sempre da From Rome, pubblichiamo il testo che segue che fa il punto della controversa vicenda. L'originale qui.
Il libro è ora in vendita anche in Italia (Mondadori).

Il Grande Riformatore: Francesco
e la creazione di un Papa radicale

di Frà Alexis Bugnolo

Il numero di cardinali implicati nello scandalo del patteggiamento di voti potrebbe salire a 30

9 dicembre 2014: Nel mezzo dello scandaloso caso del "Team Bergoglio", in un momento in cui il mondo cattolico è agghiacciato non solo dalle accuse del Dr. Austen Ivereigh nel suo nuovo libro, The Great Reformer (Il Grande Riformatore), ma anche dall'inconsistenza e dalle contraddizioni delle smentite a tali accuse, provenienti dalle fonti più autorevoli: il portavoce ufficiale del Cardinal Murphy-O’Connor e quello del Papa, Padre Federico Lombardi, S. J., è opportuno analizzare le testimonianze fornite dal Dr. Ivereigh nel suo testo.

Dopo aver acquisito una copia cartacea dell'edizione americana del libro, il blog From Rome è ora in grado di farlo; tuttavia, per chiarire le ripercussioni legali e l'affidabilità del testimone, procediamo in modo forense. Ciò richiederà di prendere in considerazione in primo luogo gli atti contestati, quindi la confessione del capo della cospirazione e infine le prove lampanti che supportino l'affidabilità di quanto si può leggere nel libro del Dr. Ivereigh.

IMAGINES IPSAE LOQUUNTUR...

Ha il 'sentire cum ecclesia'!
Archiviato il caso delle suore ribelli [qui]. Dunque, pacca sulle spalle, e complimenti alle suore americane relativiste, abortiste, omosessualiste. Quelle stesse che criticavano Roma per una visione troppo rigida e maschilista e portavano avanti iniziative disdicevoli, non solo per delle religiose, ma per delle cristiane, tanto più se passano per cattoliche.
L'ufficio stampa della Santa sede comunica la decisione dell'ineffabile Card. Braz de Aviz e della Congrega (zione) dei religiosi [qui].
Il rapporto riconosce un alto valore al ruolo esercitato dalle suore in ogni campo e si esprime profonda gratitudine per il lavoro finora fatto in campo morale, educativo, sanitario, pedagogico, sociale...
Invece, sono praticamente distrutti e dispersi i Francescani e le Francescane dell'Immacolata fedeli al carìsma del fondatore e abolite le loro attività pastorali che richiamavano un grande numero di fedeli....
Non ha il 'sentire cum ecclesia'!
Scrive Paolo Deotto su Riscossa Cristiana: "Il caso dei Francescani dell’Immacolata è il più clamoroso, ma quanti altri sacerdoti e religiosi hanno già pesantemente pagato la loro fedeltà alla Verità? E quanti altri ormai hanno paura – ripeto: paura – di ricevere sul collo da un giorno all’altro la mannaia della chiesa della misericordia?"

Don Curzio Nitoglia. APOCALISSE 2° - COMMENTO AL CAPITOLO XII


È il secondo di quattro articoli dedicati da Don Curzio Nitoglia - che ringrazio per averceli messi a disposizione - ai capitoli centrali dell'Apocalisse. Pubblicherò i successivi nei giorni che seguono.
Qui: Parte 1ma

La donna e il dragone rosso – S. Michele combatte
contro il dragone e lo precipita in terra –
il dragone combatte la donna e i suoi figli

In cielo appare “un grande segno: una donna vestita di sole con la luna sotto i suoi piedi e sulla testa una corona di dodici stelle” (v. 1).
La “donna” simboleggia la Chiesa nel suo senso più largo, comprendente l’Antico e il Nuovo Testamento. Essa compare nel cielo poiché la sua origine è celeste: l’ha fondata Dio e celeste è il suo fine: condurre le anime in Paradiso. Landucci (Commento all’Apocalisse di Giovanni, cit., p. 123, nota 1) commenta che la donna immediatamente è simbolo di Maria e mediatamente è simbolo della Chiesa. lo stesso commento è dato da Dom de Monléon (cit., Le sens mystique de l’Apocalypse, p. 191). Mons. Antonino Romeo commenta che la “donna” rappresenta, per la maggior parte dei Padri, un’allegoria della Chiesa, mentre essa è in senso stretto una persona fisica, madre di Cristo e dei cristiani, madre della Chiesa (La Sacra Bibbia, cit., p. 806, nota 1).
È “vestita di sole” poiché Gesù, che è il Sole di giustizia, la riveste e la protegge.
La “luna sta sotto i suoi piedi” come uno sgabello simboleggiando il disprezzo che essa nutre per le cose mondane e mutevoli, rappresentate dalla luna che è cangiante.
Sulla testa ha una “corona di dodici stelle” ossia i dodici Apostoli della Nuova Alleanza e le dodici tribù della Vecchia Alleanza.

martedì 16 dicembre 2014

16 Dicembre. Inizio Novena per il Santo Natale

NOVENDIALES PRECES ANTE NATIVITATEM D.N.J.C.
QUAS "A PROPHETIIS" VOCANT Die 16 Decembris

INVITATORIO

Regem venturum Dominum
venite adoremus.

Jucundare filia Sion, et exulta satis,
filia Jerusalem.
Ecce Dominus veniet et erit in die illa lux magna, et stillabunt montes dulcedinem; et colles fluent lac et mel quia veniet Propheta magnus et ipse renovabit Jerusalem.

Ecce veniet Deus et Homo de domo David
sedere in throno et videbitis et gaudebit
cor vestrum.

Ecce veniet Dominus protector noster,
Sanctus Israel, coronam regni habens in capite
suo: et dominabitur a mari usque ad mare et
a flumine usque ad terminos orbis terrarum.

Ecce apparebit Dominus, et non mentietur:
si moram fecerit expecta eum, quia veniet
et non tardabit.

Descendet Dominus sicut pluvia in vellus,
orietur in diebus ejus justitia et abundantia
pacis: et adorabunt eum omnes reges terræ
omnes gentes servient ei.

Nascetur nobis parvulus, et vocabitur Deus fortis; ipse sedebit super thronum David patris sui et imperabit; cujus potestas super humerum ejus.

Bethlehem civitas Dei Summi, ex te exiet
Dominator Israel, et egressus ejus sicut a principio dierum æternitatis, et magnificabitur in medio universæ terræ et pax erit in terra nostra dum venerit.

24 dicembre:
Crastina die delebitur iniquitas terræ
et regnabit super nos Salvator mundi.

Regem venturum Dominum
venite adoremus.
Prope est jam Dominus: venite, adoremus

POLISALMO

Lætentur cœli et exsultet terra
jubilate montes laudem.
Erumpant montes jucunditatem et colles justitiam.

Quia Dominus noster veniet
et pauperum suorum miserebitur.
Rorate cœli desuper et nubes pluant Justum:
aperiatur terra et germinet Salvatorem.

Memento nostri Domine
et visita nos in salutari tuo.

Ostende nobis Domine misericordiam tuam
et salutare tuum da nobis.

Emitte Agnum Domine
Dominatorem terræ
de petra deserti ad montem filiæ Sion.

Veni ad liberandum nos Domine. Deus virtutum
Ostende faciem tuam, et salvi erimus.

Veni Domine visitare nos in pace
ut lætemur coram te corde perfecto.

Ut cognoscamus Domine in terra viam tuam
in omnibus gentibus salutare tuum.

Excita Domine potentiam tuam et veni
ut salvos facias nos.
Veni Domine et noli tardare
relaxa facinora plebi tua.

Utinam dirumperes cœlos et descenderes
a facie tua montes defluerent.

Veni et ostende nobis faciem tuam Domine
quia sedes super Cherubim.

Gloria Parti et Filio et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio et nunc et semper
et in sæcula sæculorum. Amen.

INNO
En clara vox redarguit
obscura quæque, personans;
procul fugentur somnia:
ab alto Jesus promicat.

Ecce Agnus ad nos mittitur
laxare gratis debitum
omnes simul cum lacrimis
precemur indulgentiam.

Beatus auctor saeculi
servile corpus induit
ut carne carnem liberans
ne perderet quos condidit.

Castae parentis viscera
cœlestis intrat gratia
venter puellae bajulat
secreta quae non noverat.

Domus pudici pectoris
templum repente fit Dei
intacta nesciens virum
concepit alvo Filium.

Deo Patri sit gloria
ejusque soli Filio
cum Spiritu Paraclito
in sæculorum sæcula.
Amen.

Rorate cœli desuper et nubes pluant Justum.
Aperiatur terra et germinet Salvatorem.

ANTIFONA AL MAGNIFICAT

Ecce Rex veniet Dominus terræ
et ipse auferet jugum captivitatis nostræ.

MAGNIFICAT

Magnificat anima mea Dominum.
Et exsultavit Spiritus meus in Deo salutari meo.

Quia respexit humilitatem ancillæ suæ
ecce enim ex hoc beatam me dicent omnes
generationes.

Quia fecit mihi magna qui potens est et sanctum
nomen ejus.

Et misericordia ejus a progenie in progenies
timentibus eum.

Fecit potentiam brachio suo
dispersit superbos mente cordis sui.
Deposuit potentes de sede
et exaltavit humiles.

Esurientes implevit bonis
et divites dimisit inanes.

Suscepit Israel puerum suum
recordatus misericordiæ suæ.

Sicut locutus est ad Patres nostros
Abraham et semini ejus in sæcula.

Gloria Patri et Filio et Spiritui Sancto.
Sicut erat in principio et nunc et semper
et in sæcula sæculorum. Amen.

Dominus vobiscum.
Et cum Spiritu tuo.

Oremus

Festina quæsumus, Domine, ne tardaveris,
et auxilium nobis supernæ virtutis impende
ut adventus tui consolationibus subleventur
qui in tua pietate confidunt.
Quis vivis et regnas cum Deo Patre in unitate
Spiritus Sancti, Deus, per omnia sæcula
sæculorum. Amen.
INVITATORIO

Venite adoriamo il Re Signore
che sta per venire

Godi figlia di Sion, esulta figlia di
Gerusalemme. Ecco il Signore verrà ed in quel
giorno vi sarà gran luce, i monti stilleranno
dolcezza; e dai colli scorrerà latte e miele perché verrà il grande profeta ed Egli rinnoverà Gerusalemme.

Ecco dalla casa di Davide verrà il Dio-Uomo
a sedersi sul trono. Lo vedrete e  gioirà
il vostro cuore.

Ecco verrà il Signore, il nostro Protettore,
il Santo d'Israele, portando sul capo la corona
regale: e dominerà da un mare all'altro
e dal fiume ai confini estremi della terra.

Ecco apparirà il Signore, e non mancherà di
parola: se indugerà attendilo, perché verrà
e non potrà tardare.

Il Signore discenderà come come pioggia
sull'erba, in quei giorni spunterà la giustizia
e l'abbondanza della pace; tutti i re della terra
lo adoreranno e i popoli lo serviranno.

Nascerà per noi il fanciullo, e sarà chiamato Dio forte; egli siederà sul trono di Davide suo padre,
e sarà un dominatore e avrà sulle spalle
la potestà regale.

Betlemme città del Dio Altissimo, da te nascerà il Dominatore d'Israele, la cui origine risale al principio dei giorni dell'eternità; e sarà
glorificato in tutto il mondo, e quando Egli verrà vi sarà pace sulla nostra terra.

Il 24 dicembre si aggiunge:
Domani sarà distrutta l'iniquità della terra
e regnerà su di noi il Salvatore del mondo.

Venite adoriamo il Re Signore
che sta per venire
Il Signore è vicino: venite adoriamo

POLISALMO

Gioiscano i cieli ed esulti la terra
risuonate di cantici o monti.
Sussultino di gioia i monti e i colli plaudano alla giustizia.

Perché verrà il nostro Signore
e avrà misericordia dei suoi poveri.
Stillate cieli dall'alto lascino scendere il Giusto
le nubi: si apra la terra e germogli il Salvatore.

Ricordati di noi Signore
e visitaci con la tua salvezza.

Mostraci o Signore la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Manda o Signore l'Agnello Dominatore della terra da Pietra del deserto al monte della figlia di Sion.

Vieni a liberarci Signore, Dio delle potenze
mostraci il tuo volto e saremo salvi.

Vieni o Signore a visitarci nella pace affinché
godiamo al tuo cospetto con cuore sincero.

Affinché conosciamo o Signore sulla terra la tua via in mezzo a tutte le genti la tua salvezza.

Ridesta Signore la tua potenza
e vieni in nostra salvezza.
Vieni Signore e non tardare
perdona i delitti del tuo popolo.

Volessi tu squarciare i cieli e discendere
davanti a te i monti si scioglierebbero.

Vieni e mostraci il tuo volto o Signore
tu che siedi al di sopra dei Cherubini.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre e nei secoli
dei secoli. Amen.

INNO
L'eco d'un grido nitido
gli occulti mali rimprovera;
siano fugati gli incubi:
Gesù dall'alto sfolgora.

Ecco l'Agnel discendere
a condonare il debito:
unanimi con lacrime
orsù, chiediamo grazie.

L'almo Autor del secolo
assunse corpo carneo
per far la carne libera
e gli uomini non perdere.

Nel sen di Madre Vergine
scende celeste grazia:
cela quel sen vergineo
mistero incomprensibile.

Divien quel sen purissimo
tempio di Dio l'Altissimo
il Figlio concepisce in grembo
senza conoscer uomini.

Al Padre Dio sia gloria
e al Suo Figlio unico
insieme al Paraclito
nei secoli dei secoli.
Amen.

Stillate cieli dall'alto e piovano il Giusto le
nubi. Si apra la terra e germogli il Salvatore.

ANTIFONA AL MAGNIFICAT

Ecco verrà il Re, Signore della Terra, che     toglierà il giogo della nostra schiavitù.

MAGNIFICAT

L'anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta i n Dio mio Salvatore.

Perché ha guardato l'umiltà della sua serva
d'ora in poi le generazioni
mi chiameranno beata.

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
e santo è il Suo nome.

Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

Ha spiegato la potenza del suo braccio
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore.
Ha rovesciato i potenti dai troni
ha innalzato gli umili.

Ha ricolmato di beni gli affamati
ha rimandato i ricchi a mani vuote.

Ha soccorso Israele suo servo
ricordandosi della sua misericordia.

Come aveva promessoai nostri padri
ad Abramo e alla sua discendenza per sempre.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

Il Signore sia con voi.
E con il tuo Spirito.

Preghiamo

Affrettati o Signore,non tardare, e impiega
per noi l'aiuto della tua grazia celeste, affinché
quelli che confidano nella tua pietà vengano
sollevati dalle consolazioni della tua venuta.
Tu che sei Dio e vivi e regni con Dio Padre
nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli
dei secoli. Amen.

17 dicembre, Torino, Mercoledì delle Quattro Tempora di Avvento

Associazione Cardinal G. Saldarini 
per la liturgia latino-gregoriana “Summorum Pontificum”
(Coetus fidelium stabiliter existens ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum
et art. 15 . Instr. Universae Ecclesiae
)
Chiesa dell'Arciconfraternita della Misericordia
Via Barbaroux, 41, Torino

Santa Messa cantata nella forma tradizionale del Rito Romano 
(Messale 1962 - latino gregoriano)
Mercoledì delle Quattro Tempora di Avvento

17 dicembre 2014, ore 19: S. Messa cantata 
Celebrante: rev. don Giovanni Falchero

Programma musicale della celebrazione:

Proprio salmodiato - kyriale delle ferie di avvento e di quaresima - Parce Domine (responsorio) - Rorate coeli (responsorio) - Alma Redemptoris Mater (antif. simplex)

Per ulteriori informazioni si rinvia alla pagina facebook dell'evento (accessibile senza registrazione):
https://www.facebook.com/events/1442070899370794/