martedì 19 febbraio 2019

Anche il summit sugli abusi crea seri “dubia”. Lettera aperta dei Cardinali Brandmüller e Burke ai Presidenti delle Conferenze Episcopali

Riprendiamo da Settimo cielo la notizia che i due Cardinali dei famosi Dubia, sul fronte degli abusi hanno espresso Dubia ulteriori, suscitati dalla circostanza che la questione dell’omosessualità tra il clero, ma anche la stessa parola “omosessualità” è stata messa al bando tra le finalità del Vertice romano del 21-24 prossimi. E li hanno formulati e resi pubblici con la Lettera aperta pubblicata di seguito. Anche loro invitano i vescovi a infrangere il muro del silenzio: «Oggi quei “dubia” non solo non hanno avuto risposta, ma sono parte di una più generale crisi della fede. Perciò, Vi incoraggiamo ad alzare la voce per salvaguardare e proclamare l’integrità della dottrina della Chiesa».

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI DELLE CONFERENZE EPISCOPALI

Cari Confratelli, Presidenti delle Conferenze Episcopali,

Ci rivolgiamo a Voi con profonda afflizione!
Il mondo cattolico è disorientato e si pone una domanda angosciante: dove sta andando la Chiesa?

Cattolici di tutto il mondo a Roma per rompere il muro di silenzio (Video)

I quattro simboli degli Evangelisti (Il Bue di san Luca, L’Angelo di san Matteo, il Leone di san Marco, l’Aquila di san Giovanni) hanno delimitato la grande piazza San Silvestro nel cuore di Roma, dove cento cattolici provenienti dall’Italia e dall’estero - come abbiamo annunciato e illustrato qui. - sono rimasti ordinatamente schierati, in piedi e in silenzio per un'ora, recitando il S. Rosario o leggendo i classici della Fede cattolica. Per rompere, con il loro silenzio nutrito di preghiera e meditazione, il muro del silenzio dei vescovi sulla crisi morale e dottrinale che sta devastando la Chiesa. Il silenzio è stato interrotto solo dall'invocazione che ha segnato l'inizio e la fine della manifestazione: Acies Ordinata, ora pro nobis
Al termine, la maggior parte dei partecipanti è confluita nella chiesa di S. Silvestro per la recita comunitaria del Rosario; ma nel frattempo la vicina sede della Stampa Estera ha ospitato la conferenza stampa, destinata soprattutto agli osservatori stranieri. I relatori -  rappresentanti di testate cattoliche di diversi Paesi -  sono stati unanimi nel sostenere che se non verrà affrontato nei termini corretti il problema dell’omosessualità, la conferenza vaticana che avrà inizio il 21 febbraio prossimo per concludersi il 24, può considerarsi fallita prima ancora di iniziare. Interessante la risposta di Michael Matt (USA), direttore di Remnant, a Marco Tosatti sulle aspettative dei fedeli statunitensi nel presente travagliato momento della storia della Chiesa: essi si aspettano che la crisi sia affrontata secondo verità. In America ricordano ancora che già nel 2002, in occasione delle prime avvisaglie dello scandalo, furono fatte solenni promesse di trasparenza e di riforma... il garante di queste promesse era - udite, udite - il vescovo Theodor McCarrick…
Ciò che più colpisce è che si è trattato di laici cattolici provenienti da ogni parte del mondo, in rappresentanza dei loro rispettivi contesti, tra cui anche il nostro. Significativo il fatto che ci si sia  riuniti a Roma - cuore della cattolicità - nel cuore della città, in una delle piazze più frequentate e centrali, creando un'oasi di pensosa composta orante partecipazione, mentre il traffico e la vita cittadina continuavano a pulsare frenetici in un giorno feriale qualunque, ma in qualche modo speciale perché molte frecce incandescenti sono state lanciate verso il Cielo.
Nel frattempo, apprendiamo che anche i cardinali Brandmüller e Burke alzano il tiro con ulteriori Dubia e invitano i vescovi a infrangere il muro del silenzio: «Oggi quei “dubia” non solo non hanno avuto risposta, ma sono parte di una più generale crisi della fede. Perciò, Vi incoraggiamo ad alzare la voce per salvaguardare e proclamare l’integrità della dottrina della Chiesa» [vedi]. (M.G.)
Il video:

Intervista esclusiva a Roberto de Mattei sul vertice in Vaticano dal 21 al 24 febbraio

Intervista rilasciata dal prof. Roberto De Mattei a Michael Matt, direttore della rivista Remnant, dalla quale emergono ulteriori dettagli sulla iniziativa che si è svolta oggi a Roma, annunciata qui.

Il 21 febbraio si apre in Vaticano un incontro dei presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo. voluto da papa Francesco per trattare il tema degli “abusi sessuali dei minori”. Alla vigilia dell’evento, una coalizione internazionale di laici, Acies Ordinata, ha promosso una manifestazione pubblica a piazza san Silvestro, nel centro di Roma. Poniamo alcune domande al prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto e promotore di questa iniziativa
* * *
Qual è innanzitutto, il suo giudizio sul vertice che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio?

Il vertice Vaticano è dedicato agli abusi sessuali, un tema assolutamente riduttivo, perché la grave crisi morale che esiste all’interno della Chiesa non si limita certo al problema della pedofilia. Mi sembra scandaloso che non venga ufficialmente affrontata la questione della omosessualità che è una piaga ben più estesa della pedofilia e ne costituisce una delle cause. L’omosessualità non è solo praticata, ma è teorizzata da reti organizzate, come ha giustamente affermato l’arcivescovo Carlo Maria Viganò.

Oggi laici di tutto il mondo manifestano a Roma. Chiedono ai vescovi di rompere il silenzio sulla crisi nella Chiesa

Oggi a Roma, una delle piazze più centrali, quella di San Silvestro, sarà occupata per un’ora, dalle 14 alle 15, da decine di fedeli cattolici provenienti da tutto il mondo. Un evento straordinario, per chiedere ai vescovi – quelli che si riuniscono dal 21 in Vaticano a discutere di abusi sui minori, ma non solo: a tutti i vescovi del mondo – di rompere il silenzio sulla crisi morale e dottrinale che sta devastando la Chiesa. 
Subito dopo, nella sede della Stampa Estera, si svolgerà un incontro con alcuni dei partecipanti e organizzatori della manifestazione, sotto il titolo: “Interrogativi sulla crisi morale della Chiesa cattolica”, così presentata: “Alla vigilia del summit vaticano sulla questione degli abusi sessuali i rappresentanti di diverse realtà internazionali che si battono per la difesa della vita e della famiglia risponderanno presso la Stampa estera di Roma – dopo una breve introduzione – alle domande in materia poste dai media”.
Intervengono:
  • John Smeaton (GB), presidente della Society for the Protection of the Unborn Child
  • Michael Matt (USA), direttore della rivista Remnant
  • Scott Schittl (Canada), rappresentante del portale LifeSiteNews
  • Julio Loredo (Perù), socio fondatore di Tradición y Acción por un Perú Mayor
  • Jean-Pierre Maugendre (Francia), presidente di Renaissance Catholique
  • Arkadiusz Stelmach (Polonia) – Vice-Presidente dell’Istituto Piotr Skarga
  • Roberto de Mattei (Italia), presidente della Fondazione Lepanto
Modera: Giuseppe Rusconi.
In silenzio per abbattere il muro del silenzio!

Siamo laici cattolici, provenienti da tutta Italia e da ogni parte del mondo. Partecipiamo a questa manifestazione a titolo personale, o a nome di associazioni e testate giornalistiche accomunate dall’amore per la Chiesa, la sua dottrina e le sue istituzioni. Siamo riuniti per questo evento sotto il nome di Acies ordinata, un appellativo che la tradizione della Chiesa riserva a Maria SS.ma, che raccoglie l’esercito dei suoi fedeli e sconfigge i suoi nemici: terribilis ut castrorum acies ordinata (Cantico dei Cantici, 6, 3; 6,9). Figli della Chiesa militante, siamo qui per professare pubblicamente la nostra fede cattolica, ma anche per rompere il muro del silenzio. Il silenzio tombale dei Pastori della Chiesa di fronte ad una crisi dottrinale e morale senza precedenti.
La Chiesa di San Silvestro in Capite, in questa piazza, contiene la reliquia della testa di san Giovanni Battista. Il precursore del Messia fu ridotto al silenzio da Erode, ma la sua lingua muta continua a parlare ai nostri cuori. Siamo in piedi, in maniera rispettosa e ordinata, per esprimere simbolicamente la resistenza di chi davanti al silenzio non si piega. Abbiamo nelle mani il Santo Rosario e leggiamo dei testi della Tradizione cattolica, perché alimentiamo la nostra resistenza alla preghiera e allo studio, convinti che solo nel raccoglimento si prepara l’azione. 
Il vertice dei presidenti delle Conferenze episcopali, che si apre il 21 febbraio alla presenza del Santo Padre, è un’occasione storica per affrontare non solo il tema degli abusi sessuali sui minori, ma il tema della corruzione morale, che comprende ogni violazione della legge divina e naturale, a cominciare dalla terribile piaga dell’omosessualità.
Il nostro è un appello ai Vescovi silenziosi perché qualcuno tra loro, abbia il coraggio di rompere il silenzio. Ci sarà qualche Pastore che oserà dire la verità al Santo Padre? La Chiesa non teme la Verità, perché la Chiesa annuncia al mondo la Verità del Suo Capo e Fondatore, Gesù Cristo. È soprattutto a Lui che ci rivolgiamo con questo atto simbolico, affinché in questi tempi calamitosi, venga in soccorso della nostra debolezza e con una sola Parola, salvi la Sua Chiesa. 
Domine ne sileas (Ps 34, 22) Signore non tacere!

Il tradimento dei gesuiti - don Elia

Cosa resta dello spirito del fondatore?
Nel XVI secolo la propaganda protestante – anche grazie all’inescusabile ritardo di una Roma restia a riformarsi dalla sua scandalosa corruzione persino dopo il terribile sacco del 1527 – dilagò ovunque in Europa, in curie diocesane, corti principesche, università civili e facoltà teologiche. La novità faceva agevolmente presa su clero e intellettuali disgustati della condotta della corte papale e dei presuli latitanti che vi soggiornavano stabilmente, anziché stare alla guida del loro gregge. L’atteso concilio finalmente convocato a Trento, seppure in extremis, fu più volte interrotto per anni. A molti la situazione sarebbe potuta sembrare disperata, ma la Provvidenza aveva già suscitato santi vescovi e fondatori che fornissero gli strumenti della rinascita: gesuiti, teatini, barnabiti, cappuccini e tanti altri sul campo di battaglia; nelle retrovie, a sostenere i combattenti con la preghiera e l’offerta di sé, le carmelitane riformate e, più tardi, le visitandine.

lunedì 18 febbraio 2019

9° corso degli Esercizi spirituali per sacerdoti e religiosi - Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum

Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum ricorda il 9° corso degli Esercizi spirituali per i sacerdoti e religiosi che si terrà in Ariccia (RM) dal 24 febbraio al 2 marzo p.v.
La partecipazione è aperta anche si seminaristi
Info: amiciziasacerdotale@gmail.com

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A reti unificate: Don A.M.Morselli spiega che l’unica vera religione è Gesù Cristo

A reti unificate perché riprendiamo il testo dal sito Cooperatores veritatis e, nell'attuale temperie, vogliamo inaugurare un fitto scambio di testi e iniziative che rendano più efficace e incisivo il nostro impegno sulla rete e non solo.

Il Documento sulla fratellanza universale firmato da papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar fa ancora — giustamente — discutere. Don Alfredo Maria Morselli, parroco, teologo e curatore del sito DogmaTV, lo esamina e spiega perché non è possibile che l’unico vero Dio possa ingannare gli uomini o lasciarli nell’ignoranza. 
Il pluralismo e la diversità di religione sono voluti da Dio nella sua sapienza?
 di don Alfredo Morselli

Il recente Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi[1] da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed al-Tayyb, ha suscitato non poche reazioni e contestazioni.
La frase che ha destato maggiori perplessità è la seguente: “il pluralismo e la diversità di religione… sono una sapiente volontà divina” (ingl.: “are willed by God in His wisdom”, ar.: حِكمةٌ لمَشِيئةٍ إلهيَّةٍ، = hikmt lmashiyt ‘ilhyatin = “saggezza della volontà divina”).

domenica 17 febbraio 2019

Senza ritegno.... E ulteriore disorientamento e confusione per molti

Un conto è richiamarsi al dovere Cristiano del buon Samaritano, altro fare propaganda su accoglienza che nasconde tutt’altro, come tratta di essere umani, prostituzione, droga e altro. E contraddice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica che non sancisce l'accoglienza indiscriminata ma quella nei limiti del possibile.
È successo il 15 febbraio a Sacrofano, in Provincia di Roma, all’apertura del Meeting “Liberi dalla paura”, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, dalla Caritas Italiana e dal Centro Astalli. Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera, si è avvicinato a Papa Francesco che ha notato la spilletta che teneva in mano. Da lì la foto a lato. Ma non finisce qui. Nella Messa da lui celebrata Bergoglio ha paragonato la Chiesa cattolica che s’identifica nell’accoglienza incondizionata dei migranti al popolo di Israele che sognava e a cui è stata data la Terra promessa: «Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d’uscita».
Si tratta di un paragone che, mentre ci confonde sul piano della logica, ci preoccupa sul piano delle conseguenze concrete materiali ma anche spirituali. Perché la vera terra promessa, per noi, è la salvezza in Cristo Signore!
E individuare l’Europa come la nuova Terra promessa cui far accedere anche i migranti, significa continuare a incentivarne l'esodo massiccio che rischia di provocare la sostituzione etnica della popolazione europea, minacciare la nostra civiltà che storicamente si fonda sulle radici cristiane, a fronte di una prevaricatrice invasione islamica.
Un papa non può insistere nel fare politica attiva schierandosi con un contesto mondialista e interferendo pesantemente negli affari interni dell'Italia, che fino a prova contraria è e deve restare uno Stato sovrano; il che vale anche per tutti gli stati d'Europa. Mentre per contrastare il declino demografico basta aiutare le famiglie a ritrovare le condizioni socio-economiche che rendano possibile una nuova fecondità.

Il Cardinale Sarah pubblicherà un libro sull'odierna "crisi spirituale, morale e politica".

Edward Pentin sul National Register annuncia l'imminente pubblicazione dell'ultimo libro del card. Robert Sarah Si fa sera e il giorno già volge al declino. Titolo tradotto dall'originale francese. Evidente l'allusione ai discepoli di Emmaus e alla "profonda crisi spirituale, morale e politica nel mondo contemporaneo".
Si tratta del terzo volume del trittico - dopo Dio o Niente e La forza del silenzio - Cfr i link con i rispettivi riferimenti  inseriti nel testo che segue, nella nostra traduzione. 

Il prefetto della Congregazione per il culto divino afferma che il nuovo volume sarà l'ultimo ma "il più importante" di una serie di tre libri.
Il cardinale Robert Sarah pubblicherà un nuovo libro, questa volta sulla "profonda crisi spirituale, morale e politica nel mondo contemporaneo".
Il libro, l'ultimo volume di tre che ha scritto con l'autore francese Nicolas Diat, sarà "il più importante" a causa di ciò afferma essere la "decadenza del nostro tempo" che ha "tutti gli aspetti del pericolo mortale".
Il cardinale ha rivelato la notizia in un breve messaggio pubblicato questo pomeriggio [16 febbraio] su Facebook.
Il prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti si è dichiarato "lieto di annunciare l'uscita in Francia, il 20 marzo, del mio nuovo libro realizzato con Nicolas Diat".
Il titolo francese del libro è Le soir approche et déjà le jour baisse  (Si fa sera e il giorno già volge al declino) ed è tratto dal racconto del Nuovo Testamento dell'incontro dei discepoli con Gesù sulla via di Emmaus (Luca 24:28 -30):

La Recta Ratio e le variazioni magisteriali

Sono soprattutto i documenti del Concilio Vaticano II a generare il malinteso, per l’uso eccessivo di un linguaggio volutamente oscuro. Tutto questo ha dato ampia apertura, diretta o indiretta ai principi del laicismo e dell’indifferentismo religioso. Fontana ammette che una certa «confusione» dottrinale è oramai dilagante e sembra avere il culmine nel pontificato di papa Francesco. L’insegnamento magisteriale è oggettivamente «diventato lacunoso e impreciso»: si era sempre espresso con chiarezza, ma ora viene «detto al massimo per allusione indiretta quando addirittura non più detto».
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Nota su un articolo di Stefano Fontana con riferimento ad Antonio Muratori e Antonio Livi
di Silvio Brachetta.

Stefano Fontana, “Paradigma metafisico e paradigma ermeneutico: le variazioni nel Magistero sociale postconciliare”, in Fides Catholica, XIII (2018) 2, pp. 389-403

Ludovico Antonio Muratori[1] è autore di uno degli scritti più appassionati in difesa della capacità umana di conoscere con «certezza»: Trattato delle forze dell’intendimento umano, o sia Il Pirronismo confutato[2]. Più che un lavoro generico, si tratta della critica mirata a un testo di mons. Pierre-Daniel Huet, dal titolo Trattato filosofico della debolezza dello spirito humano[3]. Muratori dimostra estesamente l’inconsistenza del pensiero di Huet, di Montaigne e dei pirronisti (o scettici) di tutti i tempi. C’è un’«evidenza» – scrive Muratori – che è il «criterio della Verità»[4]. Non è vero che non è possibile conoscere con certezza e non è vero che resta il dubbio su ogni questione. Al contrario, questa evidenza del vero «risulta dalla Chiarezza della Cosa e dell’Idea» e «per tale è ravvisata dall’intelletto nostro dopo la dovuta attenzione […]»[5].