lunedì 29 novembre 2021

Novena all'Immacolata Concezione. Dal 29 novembre al 7 dicembre

  NOVENA ALL’IMMACOLATA CONCEZIONE 

Preghiera composta da San Pio X
Vergine santissima che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo e nello spirito, nella fede e nell'amore, concepita senza peccato, guardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio!
Il maligno serpente contro cui fu scagliata la prima maledizione continua, purtroppo, a combattere e ad insidiare i miseri figli di Eva. Voi, o benedetta Madre nostra, nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento schiacciaste il capo del nemico, accogliete le preghiere -- che uniti con Voi in un cuor solo -- Vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli, la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l'inno della liberazione, della vittoria e della pace. Così sia
"O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi" ( per tre volte)

Durante la Novena si consiglia di:
1) Pregare ogni giorno una decina del Rosario, o meglio una parte intera,  
2) Fare dei canti in onore della B.V. Maria, 
3) Fare dei fioretti per la gloria di Maria 
4) Vivere la Novena come momento di conversione personale o di gruppo, 
5) Curare il silenzio per la riflessione personale.

Come il metaverso creerà un inferno virtuale sulla terra

Un mondo isolato e disconnesso dalla realtà e dalla natura delle cose, può alimentare passioni sfrenate opposte ad ogni regola morale. Una tale realtà potrebbe passare rapidamente da Alice nel Paese delle Meraviglie a manicomio.. Ne abbiamo già parlato qui. Qui l'indice degli articoli sulla realtà distopica e il transumanesimo.

Come il metaverso
creerà un inferno virtuale sulla terra

(LifeSiteNews) - Il prossimo passo della rivoluzione informatica è il cosiddetto metaverso, una potente piattaforma che va oltre qualsiasi cosa vista finora. Verrà commercializzato come la prossima generazione di Internet, facilitando intense esperienze e aprendo nuovi mercati. Alcuni temono che questo metaverso peggiori le attuali dipendenze dai social media. Altri lo vedono come una distrazione molto più dannosa, soprattutto per i giovani.

Tuttavia, nessuno sembra considerare le implicazioni morali del progetto. Il metaverso danneggerà le anime. Purtroppo, nessuno vede alcuna ragione per coinvolgere Dio e la moralità in un'invenzione tecnologica apparentemente al di fuori del regno privato della religione. Peggio ancora, il clero non mostra alcun segno di riconoscere la questione. Essa non rientra nemmeno nel suo radar.

domenica 28 novembre 2021

Che rapporti ci sono tra la sinistra politica e il globalismo?

Nella nostra traduzione dal più recente articolo di alt-market.us, ci soffermiamo su un'analisi stringente, nelle cui dinamiche perverse possiamo riconoscere i parallelismi con le recenti vicende delle nostre manifestazioni contro la dittatura sanitaria e tecnocratica, mettendo a raffronto le scene di Trieste Roma e Milano e la morsa sempre più soffocante delle nuove restrizioni discriminatorie in un clima di crescente criminalizzazione del dissenso. La ragione estenuata, nell'incapacità ormai di leggere qualitativamente la realtà per misurarla solo quantitativamente, non si riprenderà se non con l’aiuto della fede.

Che rapporti ci sono tra la sinistra politica e il globalismo?

Non è certo una novità sconvolgente il fatto che la sinistra politica non piaccia a nessuna persona dotata di una certa formazione e di sano giudizio.

Come ho sottolineato per molti anni (e ancor più in quelli più recenti), le persone di sinistra sono le UNICHE in tutto il paese a supportare costantemente le politiche draconiane del governo e il monopolio oppressivo delle corporazioni.

Sono le uniche persone che appoggiano la censura di massa di punti di vista contrari alle “versioni ufficiali” da parte della Big Tech e delle reti sociali. Sono le uniche persone che chiedono l’ostracizzazione dalle piattaforme elettroniche e la “cancellazione” di personalità pubbliche che si azzardano ad esprimere opinioni contrarie alle favole della sinistra. Sono l’unico gruppo di gente la cui vasta maggioranza supporta le misure autoritarie “anti-Covid” e i lockdown. Sono le uniche persone che esigono in modo aggressivo che si costringa a vaccinarsi chi non vuole farlo. Sono le uniche persone che esigono che i non vaccinati siano licenziati o denunciati. Sono le uniche persone che premono per l’indottrinamento degli scolari più giovani alla teoria critica della razza (che è sostanzialmente una forma di razzismo travestita da attivismo accademico). E sono anche le uniche persone che sentono l’ossessiva necessità di diffondere le politiche del gender nelle scuole pubbliche.

Dominica prima Adventus e Storia dell'Avvento, dom Prosper Guéranger

Testi che appartengono alla vena aurea dei tesori che La Catholica ci ha tramandato e che noi disseppelliamo per rimeditarli e perché non siano consegnati all'oblìo e continuino a nutrire anche questa generazione e quelle che verranno. Richiamo alcuni precedenti: Tempore Adventus [qui]; Dominica prima Adventus e Mistica dell'Avvento, dom Prosper Guéranger [qui] ; L'Avvento è tempo di silenzio... Il Cielo presente sulla terra [qui] ; È di nuovo Avvento [qui].

Dominica prima Adventus
Questa Domenica, la prima dell’Anno Ecclesiastico, è chiamata, nelle cronache e negli scritti del medioevo, la Domenica Ad te levavi, dalle prime parole dell’Introito, oppure anche la Domenica Aspiciens a longe, dalle prime parole d’uno dei Responsori del Mattutino.

EPISTOLA (Rm 13,11-14). – Fratelli, riflettiamo che è già l’ora di svegliarsi dal sonno; perché la nostra salvezza è più vicina ora di quanto credemmo. La notte è inoltrata e il giorno si avvicina: gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Viviamo onestamente, come di giorno; non nelle crapule e nelle ubriachezze; non nelle mollezze e nell’impudicizia; non nella discordia e nella gelosia; ma rivestiti del Signore Gesù Cristo.

Il Salvatore che aspettiamo è dunque la veste che coprirà la nostra nudità. Ammiriamo in questo la bontà del nostro Dio il quale, ricordandosi che l’uomo si era nascosto dopo il peccato, perché si sentiva nudo, vuole egli stesso servirgli di velo, e coprire tanta miseria con il manto della sua divinità. Siamo dunque preparati al giorno e all’ora in cui egli verrà, e guardiamoci dal lasciarci cogliere dal sonno dell’abitudine e della mollezza. La luce risplenderà presto; facciamo sì che i suoi primi raggi rischiarino la nostra giustizia, o almeno il nostro pentimento. Se il Salvatore viene a coprire i nostri peccati affinché non appaiano più, noi almeno distruggiamo nei nostri cuori ogni affetto a quegli stessi peccati; e non sia mai detto che abbiamo rifiutato la salvezza. Le ultime parole di quest’Epistola caddero sotto gli occhi di sant’Agostino quando egli, spinto da lungo tempo dalla grazia divina a consacrarsi a Dio, volle obbedire alla voce che gli diceva: Tolle, lege; prendi e leggi. Esse decisero la sua conversione; egli risolse d’un tratto di romperla con la vita dei sensi e di rivestirsi di Gesù Cristo. Imitiamo il suo esempio in questo giorno: sospiriamo ardentemente la cara e gloriosa divisa che presto sarà messa sulle nostre spalle dalla misericordia del nostro Padre celeste, e ripetiamo con la Chiesa le commoventi suppliche con le quali non dobbiamo temere di affaticare l’orecchio del nostro Dio.

Arciv. Viganò. Meditazione sull’Avvento

Ringraziamo mons. Viganò per questa meditazione sull’Avvento scritta per Catholic Family News, ma che siamo felici di poter condividere. Qui l'indice degli interventi precedenti e collegati.

VENI, UT FACIAS SALUTEM IN TERRIS,
IN CŒLO GAUDIUM.


Quaere, inquit, servum tuum, quoniam mandata tua non sum oblitus.”
Veni ergo, Domine Jesu, quaere servum tuum, quaere lassam ovem tuam; veni, pastor, quaere sicut oves Joseph. Erravit ovis tua, dum tu moraris, dum tu versaris in montibus. Dimitte nonaginta novem oves tuas, et veni unam ovem quaerere quae erravit. Veni sine canibus, veni sine malis operariis, veni sine mercenario, qui per januam introire non noverit. Veni sine adjutore, sine nuntio, jam dudum te expecto venturum; scio enim venturum, quoniam mandata tua non sum oblitus. Veni non cum virga, sed cum caritate spirituque mansuetudinis. [1]

Il sacro tempo dell’Avvento è di antica istituzione e lo troviamo menzionato intorno al secolo V, come momento dell’Anno Liturgico destinato alla preparazione della Natività di Nostro Signore Gesù Cristo secundum carnem. L’Avvento segna anzi l’inizio dell’Anno Liturgico, permettendoci di cogliere questa opportunità di seguire la voce della Chiesa con santi propositi.

La disciplina della penitenza e del digiuno quaresimale in preparazione alla Pasqua è certamente di origine apostolica, mentre quella in expectatione Domini è successiva e ispirata alla prima, ma meno rigida e passata nel corso dei secoli alla sola astinenza in alcuni giorni della settimana. «È vero che san Pier Damiani, nell’XI secolo, suppone ancora che il digiuno dell’Avvento fosse di quaranta giorni e che san Luigi, due secoli dopo, continuava ad osservarlo in questa misura; ma forse questo santo re lo praticava in tal modo per un trasporto di devozione particolare»[2]. La mollezza delle generazioni moderne ha indotto la materna saggezza della Chiesa a mitigare i rigori del passato, senza impedire di praticarli volontariamente; ma forse la situazione presente ci induce a considerare quantomai opportune – proprio perché non imposte – le privazioni che praticavano i nostri antenati obbedendo a un precetto ecclesiastico.

sabato 27 novembre 2021

27 Novembre - Festa della Madonna del miracolo. Supplica


27 Novembre - Festa della Madonna del miracolo

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;>
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!
Amen

Supplica alla Madonna del Miracolo 
Da recitarsi alle 17 del 27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa, in ogni 27 del mese e in ogni urgente necessità.

Roma, S.Andrea delle Fratte,  
luogo della conversione di Ratisbonne
e delle Medaglie miracolose
O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia.

Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest'ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d'affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all'unisono col tuo. Lo accenderà d'amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui.
O Maria concepita senza peccato, prega per noi che a te ricorriamo e per quanti a te non ricorrono, in particolare per i peccatori e per coloro che ti sono raccomandati.

Europa dove sei? Chi sei? Ci sei? Di Marcello Pera

Ringrazio il prof. Stefano Fontana che ci segnala la pubblicazione, da parte dell'Osservatorio Card. Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa, dell’intervento tenuto all’ Accademia lucchese di Scienze, Lettere e Arti il 18 novembre 2021 dal Presidente emerito del Senato della Repubblica prof. Marcello Pera. Condividiamo l'auspicio che questo lucido intervento del sen. Pera possa aprire un serio dibattito sull’Europa e sulla Chiesa in Europa. E difatti nella Costituzione europea manca ogni riferimento a Dio e alle radici cristiane della sua civiltà. In tal modo si dimentica che la struttura profonda di una società è spirituale e culturale, prima che politica ed economica. E si sfigura l'identità europea. Mi permetto una chiosa sulle radici – più che giudaico-cristiane – greco-romane, fecondate dal cristianesimo innestato nell'ebraismo puro, in alternativa al giudaismo rabbinico spurio del dopo-Jawne.

Europa dove sei? Chi sei? Ci sei? 
Di Marcello Pera

1 Anche se quasi nessuno lo sa, proprio in questi giorni si stanno riunendo in tutta Europa quattro comitati ciascuno di 200 membri, cittadini europei selezionati in modo casuale, per discutere sullo “Stato futuro dell’Europa”. L’iniziativa, presa dalla presidente dell’Unione Europea, Ursula von der Leyen, su suggerimento del presidente francese Emmanuel Macron, è partita nel 2019, poi slittata al 2020, e si concluderà l’anno prossimo. I temi in discussione sono quattro: economia, democrazia, clima, migrazioni. Saranno oggetto di separati documenti da presentare alle istituzioni europee.

Se si discute di futuro dell’Europa, significa che la costruzione europea presente è ancora un cantiere aperto o quantomeno che vi sono lacune. Faccio sùbito un esempio. In queste ore, a fronteggiare i migranti che dalla Bielorussia premono ai confini della Polonia sono solo le forze dell’ordine polacche, anche se è chiaro che chi ce li manda, Lukashenko oggi, come Erdogan ieri e Geddafi prima, lo fa per ricattare l’Europa intera, non la sola Polonia. Perché, allora, non c’è l’Europa?

venerdì 26 novembre 2021

Il card. Sarah difende Traditionis custodes edulcorandone alcune espressioni

Leggo sull'edizione francese di Aleteia lo stralcio di un'intervista a Le Figaro, in occasione dell'uscita del suo libro Per l'eternità, nella quale il cardinale Robert Sarah, riferendosi al motu proprio “Traditionis custodes”, dichiara che non “è assolutamente obiettivo di papa Francesco sopprimere la vecchia liturgia”.
 Il cardinale aggiunge: “Credo che papa Francesco abbia spiegato chiaramente la sua intenzione nelle varie visite ad limina dei vescovi francese e polacco. Il suo scopo non è assolutamente quello di sopprimere la vecchia liturgia. È consapevole che molti giovani e famiglie vi sono intimamente legati. Ed è attento a questo senso della fede che si esprime nel popolo di Dio”. “Il Papa ha chiesto di applicare questo testo con flessibilità e senso paterno. Sa bene che ciò che è stato sacro per così tante generazioni non può essere disprezzato e bandito dall'oggi al domani. Papa Francesco si aspetta così che l'attuale liturgia si arricchisca del meglio dell'antica liturgia”. Allo stesso modo, si aspetta chiaramente che l'antica liturgia sia celebrata nello spirito del Vaticano II, il che è perfettamente possibile. Secondo lui “non è e non deve diventare un pretesto per i contestatori del concilio”. 

Draghi e i non cittadini. Sorgi Antigone

Speriamo che la pandemia si evolva in maniera tale che il prossimo Natale sia normale per tutti. […] Bisogna che anche coloro che da oggi saranno oggetto di restrizioni [...] possano tornare a essere parte della società con tutti noi”.
Queste testuali parole sono state pronunciate dal Presidente del Consiglio il 24 novembre durante la conferenza stampa in cui il governo ha annunciato l'adozione del cosiddetto “Super Green Pass”, ossia delle ulteriori discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale inflitte ai danni dei cittadini che scelgono di non farsi somministrare i vaccini contro il Covid. Si tratta di una frase “a braccio” all'interno della risposta di Draghi alle domande dei giornalisti presenti, e quindi spontanea, non preparata. Proprio per questo essa è particolarmente rivelatrice della concezione della società, dei diritti, del rapporto tra governanti e governati di cui egli si fa portatore.
Draghi e i non cittadini. Sorgi Antigone
Nessuno dei leader di partito ha sentito il dovere civico e morale di riprendere il premier Mario Draghi, il quale nel corso della conferenza stampa di presentazione del Super green pass ha detto che i non vaccinati sono de facto esclusi dalla società. Si tratta di una frase tanto grave che avrebbe dovuto provocare una mezza rivolta nelle file della maggioranza. Invece, niente. Tutti ipnotizzati, poi, magari, sono gli stessi che parlano di cittadinanza e diritti riempiendosi la bocca di vuote parole sfilando ogni 25 aprile mentre concionano di diritti e fratellanza.

Un docente allontanato dalla preside per essersi rifiutato di fare lezione di fronte a un alunno travestito da donna

C'era da aspettarselo dopo quanto organizzato dagli studenti del liceo classico Zucchi di Monza per combattere la disparità di genere: una giornata in gonna per tutti gli studenti, maschi e femmine, per combattere quella che chiamano "la mascolinità tossica". E pensano di realizzarlo tramite l'abbigliamento che "non sia più sinonimo di alcun pregiudizio". 
Ma se non ci si rende conto che, espulso il Padre dall'orizzonte spirituale, viene meno la figura del padre a livello socio-antropologico. Ed è questa lacuna di paternità una delle cause non marginali della perdita d'identità, della svirilizzazione e della nevrosi diffusa che affligge la nostra civiltà morente. 
Riporto di seguito la testimonianza di quel che è capitato ieri al nostro amico Martino Mora, allontanato dalla scuola in cui insegna per essersi rifiutato di fare lezione di fronte a un allievo maschio travestito da donna. Persino chi ha responsabilità tra i docenti si è bevuto il cervello e si allinea al degrado collettivo. In altri tempi sarebbe accaduto l'inverso. 
Etsi omnes, ego non
La preside del liceo nel quale insegno mi ha cacciato da scuola. Stamattina. Mi ha cacciato poiché le avevo detto che non intendevo fare lezione in presenza di un allievo maschio che si è presentato travestito da donna dalla testa ai piedi. A questo punto la “signora” in questione mi ha messo brutalmente e arbitrariamente di fronte all’aut aut: o tenere la lezione facendo finta di nulla, o lasciare immediatamente la scuola. Alla mia risposta che mi sembrava molto più onorevole la seconda possibilità, ella mi ha cacciato. Questi i fatti (tralascio le parole assai sgradevoli della “signora” in questione, che intendevano, senza successo, umiliarmi e alle quali ho ovviamente replicato).
In una scuola capovolta, che a parole non vuole discriminare nessuno, si discrimina pesantemente solo chi chiede decoro, decenza, rispetto dei limiti. Per giunta si esercita l’arbitrio facendo ricorso dispotico a un’autorità che a questo punto è solo la grottesca caricatura di se stessa. (Martino Mora)