martedì 21 aprile 2015

La Liturgia è la Tradizione stessa nel suo più alto grado di potenza e di solennità

Il 2 settembre del 2013 proponevamo questo testo, che riprendo oggi perché lo trovo citato da diverse altre fonti. Il blog sommerge inesorabilmente anche i testi sui quali sarebbe opportuno soffermarsi a lungo e tenere ben presenti per i propri approfondimenti. Ma, in attesa di sistematizzare in un sito in costruzione gli innumerevoli importanti contenuti per renderli meglio fruibili, eccovi questo piccolo tesoro non più nascosto.
È un brano di Dom Gérard Calvet O.S.B.da Romualdica. Questi, non altri, sono i nostri maestri.

Sapete di quali tesori siete depositari? Alla fine del secolo VI, nel momento in cui l’Impero romano in piena decadenza passa il testimone della cultura al mondo cristiano, la Chiesa è in possesso dei più bei gioielli del suo tesoro liturgico, tra i quali bisogna contare le preghiere del Messale e specialmente le ammirevoli collette che precedono la lettura dell’Epistola.

Charles Péguy scopriva con stupore che c’è un santo per ogni giorno; dovete inoltre sapere che ogni giorno c’è una preghiera destinata a guidare i vostri passi sulla via stretta.
Queste preghiere, cesellate da anni di fede da mani fini e sapienti, dovete saperle a memoria, studiarle e meditarle, perché vi si trova lo spirito incorrotto del cristianesimo contenuto sotto forma di massime scolpite nel bronzo, e non c’è niente di più adatto da mettere in pratica come le alte certezza dell’anima: queste preghiere sono regole di vita.

Il 25 aprile? Giornata culturale radiospadista

25 aprile 2015, Reggio Emilia:
una giornata di conferenze non conformi, targata RADIO SPADA
Presso l’Agriturismo “Il Bove”, Via Salimbene da Parma 115, Reggio Emilia

EUROPA, EUTANASIA DELLA CHRISTIANITAS

Programma:

Ore 10: Apertura dei banchetti librari con i testi delle Edizioni Radio Spada, ritrovo degli ospiti provenienti da tutta Italia.

Ore 11: Prima Conferenza: “Europa” senza anima, Vaticano senza Dottrina. Quali prospettive per la “Chiesa di Francesco”?
Maria Guarini (gestore del portale Chiesa e post Concilio) introduce Danilo Quinto (autore del libro ‘Ancilla Hominis’ pubblicato dalle Edizioni Radio Spada)

Ore 12: Pranzo e ricreazione (costo: 25 euro, importante prenotarsi). Libero accesso ai banchetti librari.

Ore 14: Breve monologo teatrale a cura del Prof. Luca Fumagalli intitolato “Il mio nome è Simone”.

Ore 14,30: Seconda conferenza: Sfacelo continentale. Tra ironia e speranza.
Ilaria Pisa (Responsabile tesoreria delle Edizioni Radio Spada) introduce Alfio Krancic (vignettista de ‘Il Giornale’)

Ore 15,30: Piccola pausa con possibilità di acquistare libri presso i banchetti

Ore 15,45: Terza Conferenza: Moderni tonfi ed antichi trionfi: cos’era la Christianitas e cosa ne è rimasto
Relatori: Piergiorgio Seveso (vicepresidente RadioSpada.org),
Matteo Castagna (Responsabile Nazionale del Circolo Cattolico ‘Christus Rex‘)

Ore 17: Conclusione dei lavori, saluti finali (Andrea Giacobazzi e altri) e canto di “Noi vogliam Dio”.

Possibile prenotarsi per il pernottamento in loco. Per qualsiasi informazione: 329 2210540 (orario lavorativo) o 392 9950752 (dalle 15 alle 20) – radiospada@gmail.com

lunedì 20 aprile 2015

1° maggio a Linarolo. La terza giornata della buona stampa


Le sviste dei topi di biblioteca

Cari Amici,
mi stanno arrivando bordate da tutte le direzioni: un vero e proprio fuoco concentrico, a partire dai FI ribelli, passando per altri fronti. Premetto che sto sorvolando, affidandomi al Signore, sulle vere e proprie diffamazioni - che molti lettori continuano a segnalarmi - di naufraghi isolani e antitangheri nonché imprenditori svizzeri (un certo Cantale), che si qualificano (o squalificano) da soli insultando senza mai argomentare. Tuttavia sta di fatto che, non capisco perché, sono il loro bersaglio preferito. Sorvolo perché non intendo perder tempo ed energie preziosi, da spendere per essere affermativa con chi ha orecchie per intendere, ma da non disperdere con interlocutori malevoli per partito preso.

Ora mi segnalano che su Sodalitium è apparsa la bella notizia che potete leggere qui. E questa non posso ignorarla perché picchia duro.
Il titolo : Gestire l’opposizione la dice lunga, attribuendomi intenzioni e comportamenti che non mi appartengono. Si riferiscono al mio cosiddetto "passato conciliare", aggiungendo subdolamente: Non dice però che, fino al 2012, ha aggiornato il sito dell’associazione Nostre Radici, di cui era vice-presidente, il cui scopo, come si legge  qui è “denunciare e combattere ogni forma di antigiudaismo, antisemitismo e antisionismo” in linea con la dichiarazione Nostra aetate del Concilio Vaticano II. Non una semplice fedele, quindi, ma un’attivista ben introdotta del Modernismo.

Ebbene quel sito era stato aperto in base all'attività di un'Associazione che non esiste più, conformemente a quanto già dichiarato con trasparente semplicità a don Bellunato su Radio Vobiscum. Ho smesso di aderirvi già da molti anni, una volta vissuta e chiarita sul campo la mia posizione, che partiva da uno studio appassionato dell'ebraico e dell'ebraismo intrapreso con il Prof. Giovanni Odasso, mio docente di Sacra Scrittura presso la Pontificia Università del Seraphicum nella quale mi sono formata per lunghi anni. Studio fruttuoso per tanti motivi, perché mi ha aperto molti usci di comprensione diversamente impensabili. E ne ringrazio la Provvidenza. Ebbene mi è capitato anche di ascoltare i rabbini presso il Centro Bea alla Gregoriana. E allora? Conoscere la mentalità la lingua e l'habitat non solo mentale da cui il nostro Signore proviene non può che rafforzare e meglio illuminare una fede viva e non indossata come un vestito. Anzi, mi ha permesso di verificare come ciò che noi viviamo e vediamo dall'interno come realtà viva e costituisce parte integrante della nostra persona, ci renda estranei a chi le stesse cose le 'vede' solo dall'esterno senza riuscire a fare quel 'salto' che, solo, permette di accogliere il Signore e Salvatore nostro. Chi conosce il libro di Rav Jacob Neusner, Disputa immaginaria tra un rabbino e Gesù, mi può ben comprendere.

EUCARESTIA E DIVORZIO. Chiarimento necessario in attesa del Sinodo sulla Famiglia del 2015

Riprendiamo in interessante articolo di Pierfrancesco Nardini da Il giudizio cattolico.

Se si può comprendere un ateo che critica la posizione della Chiesa Cattolica sul divorzio e sul divieto di accedere all’Eucarestia per i divorziati sposati con rito civile, non si capisce assolutamente la critica sollevata da molti che si dicono cattolici.

Partiamo dal presupposto che se uno dice di essere cattolico sa cos’è la Fede cattolica, conosce cioè i dettami alla base della stessa ed i principi a cui la Chiesa deve rifarsi. Conosce quindi il Catechismo. Conosce il Magistero. Almeno conosce i tratti fondamentali di quel che sostiene di credere.
Dato questo presupposto, riassumiamo in breve (per quanto possibile) quel che da sempre è la legge sul matrimonio e sull’Eucarestia.

Fondamentale è, in primis, ricordare, e purtroppo mi rendo conto ce ne sia spesso il bisogno, che
«il matrimonio non fu istituito né restaurato dagli uomini, ma da Dio; non dagli uomini ma da Dio, autore della natura, e da Gesù Cristo, Redentore della medesima natura, fu presidiato di leggi e confermato e nobilitato. Tali leggi perciò non possono andar soggette ad alcun giudizio umano e ad alcuna contraria convenzione, nemmeno degli stessi coniugi» (Pio XI, Casti connubii, 31.12.1930).

domenica 19 aprile 2015

Niente applausi in Chiesa ...Papa Giovanni XXIII

«Sono molto contento di essere arrivato fin qua ma, se vi debbo esprimere un desiderio, (è) quello che in Chiesa non gridiate, non battiate le mani e non salutiate neanche il Papa, perché templum Dei, templum Dei (il tempio di Dio è il tempio di Dio). Ora, se voi siete contenti di trovarvi in questa bella chiesa, immaginate se non è contento il Papa di vedere i suoi figliuoli. Ma appena li vede i suoi figliuoli mica batte loro le mani in faccia. E questo che sta davanti a voi è il successore di San Pietro» (san Giovanni XXIII, Ostia, IV Domenica di Quaresima 1963) - [Fonte]

Oggi è un decennale


Profezia del card. Francis George (1937-2015): Riposi in pace!

Una boccata di aria pura da Il Timone by Una fides. 
Il Card. Francis George, arcivescovo di Chicago, è morto ieri (Riposi in pace). Malato da tempo, visto il peggiorare delle sua condizione, ha chiesto al Vaticano di iniziare il processo per individuare il suo successore. il testo è un estratto di un articolo pubblicato sul suo spazio internet nel novembre del 2012.
«L’eternità entra nella storia umana spesso in modi incomprensibili. Dio fa promesse ma non dà scadenze temporali. I pellegrini che visitano il Santuario di Fatima entrano in una enorme piazza, con il punto delle apparizioni segnato da una piccola cappella su un lato, una grande chiesa a un’estremità, una cappella per l’adorazione altrettanto grande all’altra estremità, un centro per visitatori e per le confessioni. Appena fuori lo spazio principale è stata ricostruita una sezione del muro di Berlino, una testimonianza tangibile di ciò di cui Maria aveva parlato quasi un secolo fa. Il comunismo in Russia e nelle nazioni satellite è crollato, benché molti dei suoi effetti di peccato siano ancora tra di noi. Il comunismo impose un modello di vota totalizzante basato su un assunto: Dio non esiste. Il secolarismo è il suo compagno e sodale più presentabile. Per ironia della storia, alcune settimane fa alle Nazioni Unite la Russia si è unita alla maggioranza dei Paesi per opporsi agli Stati Uniti e all’Europa occidentale che volevano dichiarare l’uccisione di un bambino non nato un diritto universale. Chi si trova sul lato sbagliato della storia in questo momento? La presente campagna elettorale ha portato in superficie un sentimento anti-religioso, in buona parte esplicitamente anti-cattolico, cresciuto in questo Paese per decenni. La secolarizzazione della nostra cultura è una questione che supera di gran lunga quelle politiche o l’esito di queste elezioni, per quanto siano importanti. Parlando alcuni anni fa a un gruppo di sacerdoti, totalmente al di fuori dell’attuale dibattito politico, stavo cercando di esprimere in modo plateale ciò che una completa secolarizzazione della nostra società potrebbe comportare un giorno. Stavo rispondendo a una domanda, non ho mai messo nulla per iscritto, ma le parole furono catturate dallo smart-phone di qualcuno e sono diventate virali, da wikipedia e altrove. Dissi – ed è stato riportato correttamente – che io mi aspettavo di morire in un letto, ma che il mio successore sarebbe morto in prigione e il suo successore sarebbe morto martire in una piazza pubblica. E’ stata omessa però la frase finale, sul vescovo successore di un possibile vescovo martirizzato: “Il suo successore raccoglierà i resti di una società in rovina e lentamente aiuterà a ricostruire la civiltà, come la Chiesa ha fatto tante volte lungo la storia”. […] Dio sostiene il mondo, nei buoni e cattivi tempi. I cattolici, assieme a molti altri, credono che solo una persona ha superato e riscattato la storia: Gesù Cristo, figlio di Dio, salvatore del mondo e capo del suo corpo, la Chiesa. Coloro che si raccolgono ai piedi della sua croce e della sua tomba vuota, non importa la loro nazionalità, sono sul lato giusto della storia. Quelli che mentono su di lui e minacciano e perseguitano i suoi seguaci, in qualsiasi epoca, possono illudersi di portare qualcosa di nuovo, ma finiscono solo per portare variazioni su una vecchia storia, quella del peccato e dell’oppressione umana. Non c’è nulla di “progresso” nel peccato, anche quando viene promosso come qualcosa di “illuminato”». [...]

sabato 18 aprile 2015

Atto profanatorio sul Sacro Monte di Varese. Possibile che non si possa far niente?

Ho ritagliato l'immagine dal filmato, che non condivido qui per non lasciar risuonare da questo 'luogo' dedicato al nostro incontro nella Verità, i profanatori islamici di un luogo di culto e devozione cristiano, dalla storia centenaria, qual è la Cappella del Sacro Monte di Varese. 
Chi ne ha lo stomaco può vederlo qui. Inserisco il link anche per documentare la fonte.
Non mi vanno giù quei babbei che assistono non so se indifferenti o imbambolati. Oppure sono già convertiti? Mi limito a trascrivere un commento letto su Facebook, al quale c'è ben poco da aggiungere.
L'aspetto più grave è quel personaggio, e le persone che lo hanno autorizzato, ha consacrato quel suolo all'Islam, praticamente lo ha consegnato ad un idolo che viene adorato tramite il Corano e si avvale di seguaci pronti alla guerra santa per farlo proprio. Lui ha solo consacrato all'Islam e nel cuor suo sa che quella è terra islamizzata e che poi solo il tempo deciso da allah lo consegnerà alla Umma, la comunità islamica dei fedeli, ovviamente sgozzando quelli che lo difenderanno. Questo è il senso di tutto, è un gesto sacrilego in ogni senso.

La fede permea la storia e la cultura dell'Italia (Certo quella d'un tempo. Ma oggi?)

Città del Vaticano, 18 aprile 2015 - Riporto di seguito uno stralcio tratto dal Discorso pronunciato oggi dal papa durante l’incontro con il presidente Sergio Mattarella.
“ ...un sano pluralismo non si chiuderà allo specifico apporto offerto dalle varie componenti ideali e religiose che compongono la società, purché naturalmente esse accolgano i fondamentali principi che presiedono alla vita civile e non strumentalizzino o distorcano le loro credenze a fini di violenza e sopraffazione. In altre parole lo sviluppo ordinato di una civile società pluralistica postula che non si pretenda di confinare l’autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire.
La storia dell’Italia mostra chiaramente quanto sia grande il contributo del Cristianesimo alla sua cultura e al carattere della sua popolazione, quanto la fede cristiana abbia permeato l’arte, l’architettura e il costume del Paese.
La fede si è trasformata in opere e queste in istituzioni, fino a dare volto ad una storia peculiare e a modellare pressoché tutti gli aspetti della vita, a partire dalla famiglia, primo e indispensabile baluardo di solidarietà e scuola di valori, che va aiutata a svolgere la sua insostituibile funzione sociale quale luogo fondamentale di crescita della persona”.
Alcune rapide osservazioni di massima:
  1. Non è completamente fuori dalla realtà riferirsi indiscriminatamente alle varie componenti ideali e religiose che compongono la società, ignorando che esiste un tipo di violenza e sopraffazione che non nasce dalla strumentalizzazione e dalla distorsione di alcune credenze religiose, ma è strutturalmente radicato in esse (vedi Islam, che sta diventando una componente non ininfluente delle nostre nazioni d'Europa e non solo)?
  2. Giustissimo e sacrosanto affermare che l’autentico spirito religioso non è nella sola intimità della coscienza. Ma, detto in termini così vaghi e soprattutto dopo aver parlato delle varie componenti religiose della società pluralistica, non autorizza chiunque a pensare che l'autentico spirito religioso si possa riconoscere in qualunque fede anche non cristiana? 
  3. E così pure, nell'opportuno accenno alla famiglia, non è forse necessario esplicitare, non potendosi purtroppo dar più per scontato, che essa sia composta da un uomo e da una donna?
  4. Si parla anche di lavoro e di ambiente, di squilibri e inquinamenti, che il Papa ricorda come strettamente connessi al modo con cui l’uomo considera e tratta sé stesso. Bene, ma il modo in cui l'uomo considera e tratta se stesso non nasce dal suo autentico e fedele rapporto col Creatore al quale è ordinato in Cristo Signore? O no? E non è il caso di ricordarlo opportune et importune, dal momento che proprio a causa dell'antropocentrico diffuso umanitarismo sia in una certa gerarchia ecclesiale che nella società, le forze dissolutorie sembrano avere il sopravvento?
  5. In più sono stati sfiorati anche i valori e i principi. Ma quel che manca è sempre la riaffermazione del fondamento - che è anche il Fondatore - e delle verità inalienabili da Lui affidate alla Chiesa insieme alla grazia per inverarle, da cui scaturisce tutto l'agire morale personale e comunitario, politico e culturale di una nazione e dell'intera umanità.