lunedì 21 ottobre 2019

Il Sinodo amazzonico e l'abominio della desolazione

Indice degli articoli pubblicati sul Sinodo per l'Amazzonia.

Mi scrive un lettore: ""Cari amici, che uno dei maître à penser del sinodo sia Teilhard de Chardin è fuori discussione. Che i “padri” del circolo A abbiano trovato lo spunto teilhardiano nel magistero altrettanto: «L’Eucaristia è un atto di amore cosmico. Sì, cosmico! Perché anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l'Eucaristia è sempre celebrata, in certo senso, sull'altare del mondo. Essa unisce il cielo e la terra. Comprende e pervade tutto il creato». 
Signore abbi pietà di noi. Andrea"" In calce trovate la notizia ripresa dalla fonte vaticana.
E dunque da questa citazione tratta da Ecclesia de Eucaristia (n.8) completo la segnalazione col carico da undici aggiunto con la citazione dalla Laudato sì: «Perciò l’Eucaristia è anche fonte di luce e di motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente, e ci orienta ad es­sere custodi di tutto il creato» (n.236 Lo trovate per intero qui). Abbiamo i prodromi l'effetto ultimo. 
Oltre a questa avvisaglia, già grave di per sé, si resta sconvolti per le vere e proprie contaminazioni sacrileghe perpetrate in questi giorni. Nel calendario degli eventi che accompagnano lo svolgimento dell'assise è stata inserita anche la celebrazione di una Misa por la Tierra Sin Males, creata nel 1979 e già condannata dalla Santa Sede. Veniva “celebrata” in Brasile nell’ambito della Teologia india [sulla quale vi rimando alla trattazione magistrale di Paolo Pasqualucci] ed è stata riproposta in Santa Maria in Transpontina (loro quartier generale come abbiamo appreso qui) in un trionfo di rivendicazioni anticolonialiste e senza alcunché di cattolico. Anzi, si chiede persino perdono per il battesimo imposto agli Indios come un marchio impresso nel corpo e si loda la terra che è stata saccheggiata. Si tratta dunque di una messa blasfema in cui il battesimo viene bestemmiato e definito come il “marchio del bestiame umano (cito Josè Antonio Ureta della Tfp francese). Mentre è cocente il dolore e lo sdegno per i riti pagani dei giardini vaticani [qui] e la processione della Pachamama in San Pietro [qui]...

Instrumentum diaboli - l’apostasia, le eresie dello ‘Instrumentum Laboris per l’Amazzonia’ denunciate da autorevoli cardinali, vescovi, teologi e da studiosi e saggisti – sintesi e approfondimenti di Paolo Pasqualucci

Una sapiente e ponderosa analisi, fatta con grande acribia da Paolo Pasqualucci, che fornisce a noi e alla Chiesa tutta molti materiali per l'ineludibile discussione sul Sinodo per l'Amazzonia tuttora in corso, molti risvolti del quale, comprese le sacrileghe e blasfeme celebrazioni nei giardini Vaticani [qui], nella Basilica di San Pietro [qui e immagine a lato] e in Santa Maria In Traspontina [qui], ci hanno lasciati sgomenti [qui l'indice di numerosi articoli]. 
Diverse pagine della trattazione sono dedicate alla infame "teologia india", che nessuno ovviamente conosce, e che ci vogliono imporre. L'Autore vi ha premesso una Nota Previa nella quale spiega la struttura del saggio. Pubblico il testo integrale mettendolo a disposizione anche in formato pdf, per chi lo volesse scaricare da qui.

Instrumentum diaboli - l’apostasia, le eresie  dello ‘Instrumentum Laboris per l’Amazzonia’ denunciate da autorevoli cardinali, vescovi, teologi e da studiosi e saggisti – sintesi e approfondimenti di Paolo Pasqualucci 

Sommario : Nota Previa. 1. Condanne dal significato magisteriale. 2. La “teologia india”,  pseudoteologia dal taglio modernista. 3. La memoria di mons. Javier Lozano Barragán sulla “teologia india”. 3.1 Il tratto modernista della “teologia india”. 3.2  Una “tipologia” contraddittoria. 3.3  Il cosiddetto “metodo teologico indio”: ibrido pagano-cristiano, stravolgimento dei fatti storici.  3.4  Eresie  nella “teologia india”:  Dio è duale, Padre-Madre; la Natura è divinizzata dalla Dea Madre; l’Amazzonia è “luogo teologico” ossia Terra della Rivelazione; lo Spirito Santo ha già illuminato i pagani, la Chiesa non deve fare proselitismo, non è l’unica Arca della Salvezza; la vera fonte della religione è il mito... 3.5 Le giuste critiche di mons. Barragán alla “teologia india”. 4. Lo ‘Instrumentum laboris’ dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie.  5. Le quattro accuse del cardinale Brandmüller, piú una quinta. 6. L’apostasia:  si dissolve il cattolicesimo nel culto panteistico di un Dio androgino, Padre-Madre Terra, nel quale riappare la religiosità pagana dell’America precolombiana, uno dei paganesimi più crudeli mai esistiti.  6.1 La falsa citazione di san Giustino martire, per giustificare l’irruzione dei culti pagani nella nostra fede. 7. La vera natura dei culti indigeni meso e sudamericani. 8. L’autentico spirito missionario:  la testimonianza di mons. Marcel Lefebvre nell’Africa Equatoriale Francese – la replica di mons. Schneider alla caramellosa retorica dei “teologi indi”.  9.  L’estinzione del celibato ecclesiastico, nei progetti ereticali dello ‘Instrumentum laboris’. 10. L’eresia del “sacerdozio femminile”, tappa essenziale per “render femminile” la Chiesa.
* * *
Nota previa
Il presente contributo viene pubblicato quando il tristo Sinodo per l’Amazzonia è iniziato da una settimana.  Esso ha assunto la dimensione di un libro.  Nonostante ciò, lo pubblico in tutta la sua interezza.  Il suo scopo è soprattutto quello di fornire ai fedeli ampi materiali per poter rendersi conto dell’abisso nel quale stiamo precipitando.  Ci dicono ora che dobbiamo venire istruiti nella “teologia india”e dare ampio spazio alle donne nella struttura gerarchica e di insegnamento della Chiesa ossia alla “teologia femminista” professata dalla gran maggioranza di loro.  Queste pseudo-teologie sono e restano per ovvie ragioni un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza di tutti noi.  Quest’ignoranza favorisce l’azione eversiva di pastori che da troppo tempo sono cattolici solo di nome, ci lascia senza difesa contro l’assalto dei lupi travestiti da agnelli oggi pullulanti nella Gerarchia, a cominciare dai vertici. L’esposizione analitica della “teologia india” ha implicato anche un’esposizione aderente ai fatti delle antiche religioni amerindie, culti satanici se mai ve ne furono, sulle quali i ‘teologi indi’ glissano alla grande, limitandosi ad elogiarle sobriamente in quanto culti della supposta “sapienza” degli antenati, da venerare per questa ragione.
Ho anche richiamato l’attenzione sulla dottrina dei c.d. “semi del Verbo” da reperirsi nelle culture e nelle religioni non cristiane.  Questa dottrina è stata male intesa e applicata, dal Concilio in poi, per giustificare le aperture indiscriminate alle altre religioni, che hanno portato alla fine, come dimostrano anche i recenti eventi, ad una “inculturazione” del cattolicesimo ad esse, capovolgendo il senso originario della suddetta dottrina, concepita per favorire le conversioni a Cristo.

domenica 20 ottobre 2019

A Roma 150 vescovi del Sinodo oggi rinnovano il “Patto delle Catacombe” ribadendone il pauperismo di conio marxista in chiave amazzonica

Riprendo da La Stampa di ieri, aggiungendo alcune osservazioni, la notizia riportata di seguito. Nella neo-chiesa nulla sarà come prima; le variazioni de La Catholica sono diventate capovolgimenti. Fino a quando?

Oggi è prevista la firma del secondo“Patto delle Catacombe”, da parte di circa 150 partecipanti al Sinodo dell’Amazzonia, a pochi giorni dalla chiusura dell'assise.
Il documento è in perfetta analogia col pauperismo di conio marxista del primo, che fu uno dei manifesti della "Teologia della Liberazione", firmato da 42 Padri Conciliari, a Roma, nelle Catacombe di Santa Domitilla, il 16 novembre 1965. Anch'esso a pochi giorni dalla chiusura del Concilio Vaticano II.
Ed è proprio alle Catacombe di Santa Domitilla, sulla via Ardeatina, che si recheranno in carovana di prima mattina, i Padri del Sinodo - principalmente brasiliani e colombiani - insieme ai partecipanti di altre iniziative concomitanti all’assise come “Amazzonia, Casa Comune” con base nella parrocchia di Santa Maria in Traspontina [vedi con quali esiti qui]. 
Il nuovo documento recherà il titolo di “Patto delle Catacombe per la Casa comune” e vi confluiranno i temi trattati dal Sinodo per la Regione pan-Amazzonica di cui tanto si discute [vedi]. L'evento si svolgerà nella basilica semi sotterranea dedicata ai martiri Nereo e Achilleo e sarà guidato dall’arcivescovo austriaco naturalizzato brasiliano, Erwin Kräutler, pastore emerito della prelatura di Xingu, tra i protagonisti di questo Sinodo [illuminante la risposta sul Sinodo a lui rivolta dal vescovo Schneider]. La messa verrà presieduta invece dal cardinale Claudio Hummes. La celebrazione come pure l’atto della firma si svolgeranno in forma privata e non sarà consentita la partecipazione della stampa.

sabato 19 ottobre 2019

Nella bacheca della chiesa la lettera di una fedele che si “dissocia” dal Papa

Anche i semplici fedeli reagiscono e la stampa comincia a occuparsene.

VILLIMPENTA – «Mi scuserete se lascio qui questa lettera per trasmettere il mio disagio, da credente praticante e parrocchiana, nei confronti di Papa Bergoglio. Un disagio che non riesco più a nascondere dopo che anche domenica scorsa il nostro Pontefice non ha speso una parola per i cristiani perseguitati e uccisi». È questo l’incipit della missiva apparsa domenica scorsa nella bacheca parrocchia di Villimpenta, quella posta a fianco della chiesa centrale di San Michele Arcangelo. A firmarla una misteriosa «parrocchiana», sulla cui identità nel pomeriggio le voci hanno cominciato ad accavallarsi, dando vita ad un dibattito tra chi ha disapprovato l’iniziativa e chi, invece, ne ha sposato il messaggio. L’autrice parte dalla “famosa” lettera di sfiducia che un gruppo di teologi, intellettuali ed ecclesiastici cattolici aveva recentemente inviato ai vescovi del mondo affinché convenissero sulla necessità di fare dimettere Papa Francesco, accusato di posizioni eretiche. «Non ho la cultura né la preparazione per addentrarmi in temi più grandi di me, ma posso moralmente e coscientemente aderire al malumore generale di tanti credenti nei confronti di un Pontefice che oltre a negare una serie di verità, pur consapevole che la Chiesa le insegna in quanto rivelate da Dio, ha generato una delle peggiori crisi nella storia della Chiesa cattolica».

venerdì 18 ottobre 2019

Il Cardinal Brandmüller dichiara che col Sinodo dell’Amazzonia ci si gioca tutto

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews  (17 ottobre), la dichiarazione competa del Cardinal Walter Brandmüller preceduta dall'introduzione di Maike Hickson. 
Il cardinale, rispetto alle precedenti dichiarazioni [qui - qui] alza il tiro chiamando in causa Papa Francesco. In conclusione egli si pone la "domanda sconvolgente" : "se i protagonisti di questo Sinodo non abbiano piuttosto l'intenzione di sostituire in modo occulto la religione come risposta dell'uomo alla chiamata del suo Creatore con una panteistica religione naturale dell'uomo - ossia, con una variante del Modernismo degli inizi del XX secolo. È difficile non pensare ai testi escatologici del Nuovo Testamento! Spetta ora ai vescovi convocati al Sinodo per l'Amazzonia - e in ultimo a Papa Francesco stesso - decidere se una rottura del genere con la tradizione costitutiva della Chiesa avverrà nonostante le sue inevitabili, terribili conseguenze". L'ultima riga è all'apparenza enigmatica: "Le osservazioni di Papa Francesco sul destino atteso dello Instrumentum Laboris - possono risvegliare la speranza?". Cosa dirà Bergoglio sul "destino del Sinodo"? Qui l'indice di tutti i precedenti pubblicati.

Introduzione
In una recente dichiarazione sul Sinodo Panamazzonico dei Vescovi che è in corso a Roma, il Cardinal Walter Brandmüller – stimato storico della Chiesa e uno dei due cardinali rimanenti tra quelli che hanno formulato i dubia – mette in guardia contro la sostituzione della fede cattolica con “una religione naturale panteistica dell’uomo”.
Il cardinale tedesco esplicita che il documento di lavoro del Sinodo dell’Amazzonia (Instrumentum Laboris) eclissa sostanzialmente tutti i documenti magisteriali della Chiesa emanati dopo il Concilio Vaticano II, basandosi invece quasi esclusivamente su citazioni di una conferenza episcopale regionale, la Conferenza Episcopale Latinoamericana tenutasi ad Aparecida, in Brasile, nel 2007. A tal proposito, egli mette in guardia contro una “breccia spettacolare nella tradizione dogmaticamente vincolante”.

Venerdì 18 ottobre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profilano all'orizzonte anche gli esiti inquietanti del Sinodo dell'Amazzonia in corso in questi giorni [qui]
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte, specialmente in questi giorni, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
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Riflessione settimanale
 «Preghiera a San Michele Arcangelo» 

Monaci nel mondo, monaci nel cuore

Dopo il libro «Il Chiostro e il Focolare - La Regola di San Benedetto: una traccia di vita familiare», annunciato qui, che sarà presentato a Reggio Emilia il 19 ottobre, un'altra perla della spiritualità benedettina tuttora viva nel profondo del cuore dell'Italia e dell'Europa. Precedenti interessanti: sulla Regola di San Benedetto e la rinascita della civiltà [qui]; sulla spiritualità monastica [qui] e sulla Stabilitas loci [qui].

Meiattini (a cura di), «Monaci nel mondo, monaci nel cuore. Piccola guida per Oblati benedettini», La Scala Edizioni, Noci 2019, p. 184, Euro 14,00.
di Giulio Meiattini osb

Da un secolo circa a questa parte non sono mancati libri su quella istituzione e forma di vita, tipica del mondo benedettino, che va sotto il nome di oblazione secolare. Diverse pubblicazioni che hanno cercato di illustrare gli impegni, lo stile di vita e la fisionomia spirituale di chi aderisce a questo tipo di cammino, legandosi in modo diretto e speciale a qualche cenobio della famiglia benedettina. Non è qui il caso di passare in rassegna i titoli di questi sussidi, pensati come piccoli manuali di introduzione e accompagnamento per coloro, sia laici sia sacerdoti, che intraprendono la via dell’oblazione. Uno studio accurato di questi libri, dei loro contenuti come del loro linguaggio, che ci auguriamo un giorno sia intrapreso, potrebbe mostrare come essi siano stati segnati dalla teologia e dalla spiritualità propri dell’epoca in cui sono stati scritti e, di conseguenza, abbiano presentato di volta in volta sotto una luce un po’ diversa la figura dell’oblato.

giovedì 17 ottobre 2019

Padre Stefano Manelli Sospeso a 85 anni - Ma l'appello ferma la sospensione

Abbiamo seguito fin dall'inizio la dolorosa vicenda. Qui ne trovate tutto l'excursus. Qui i prodromi della notizia riportata. Qui per capire qualcosa di più sul tema specifico dei 'beni'.

Il 1° febbraio, Padre Stefano Manelli, fondatore dei Frati Francescani dell'Immacolata, sarebbe stato "sospeso" come sacerdote dal salesiano don Sabino Ardito, commissario Vaticano dei Francescani di Manelli dal 2015. 
Questa affermazione è stata fatta dai dissidenti che gestiscono il sito VeritaCommissariamentoFFI.wordpress.com (15 ottobre) che pubblica soprattutto insulti contro Manelli.
La verità: Ardito ha tentato di sospendere padre Manelli che ha presentato ricorso alla Segnatura apostolica. Perciò la Congregazione per i Religiosi sotto il cardinale Braz de Aviz ha fatto marcia indietro. La ragione della continua lotta vaticana contro Manelli è il fatto che egli si rifiuta di aiutare il Vaticano ad entrare in possesso dell'importante patrimonio della sua comunità. [Fonte]

Instrumentum diaboli - l’apostasia, le eresie dello ‘Instrumentum Laboris per l’Amazzonia’ denunciate da autorevoli cardinali, vescovi, teologi e da studiosi e saggisti – sintesi e approfondimenti di Paolo Pasqualucci

Sono grata a Paolo Pasqualucci che ci ha inviato una sapiente e ponderosa analisi, fatta con grande acribia, che fornisce a noi e alla Chiesa tutta molti materiali per l'ineludibile discussione sul Sinodo per l'Amazzonia tuttora in corso, molti risvolti del quale, comprese le sacrileghe e blasfeme celebrazioni nei giardini Vaticani [qui], nella Basilica di San Pietro [qui e immagine a lato] e in Santa Maria In Traspontina [qui], ci hanno lasciati sgomenti [qui l'indice di numerosi articoli]. 
Diverse pagine della trattazione sono dedicate alla infame "teologia india", che nessuno ovviamente conosce, e che ci vogliono imporre. L'Autore vi ha premesso una Nota Previa nella quale spiega la struttura del saggio. In attesa di completare il lavoro di redazione per pubblicarlo sul blog, vi anticipo il Sommario e la Nota previa, mettendo a disposizione il testo integrale in formato pdf, che intanto potete leggere o anche scaricare da qui.

Instrumentum diaboli - l’apostasia, le eresie  dello ‘Instrumentum Laboris per l’Amazzonia’ denunciate da autorevoli cardinali, vescovi, teologi e da studiosi e saggisti – sintesi e approfondimenti di Paolo Pasqualucci 

Sommario : Nota  Previa. 1. Condanne dal significato magisteriale. 2. La “teologia india”,  pseudoteologia dal taglio modernista. 3. La memoria di mons. Javier Lozano Barragán sulla “teologia india”. 3.1 Il tratto modernista della “teologia india”.  3.2  Una “tipologia” contraddittoria. 3.3  Il cosiddetto “metodo teologico indio”: ibrido pagano-cristiano, stravolgimento dei fatti storici.  3.4  Eresie  nella “teologia india”:  Dio è duale, Padre-Madre; la Natura è divinizzata dalla Dea Madre; l’Amazzonia è “luogo teologico” ossia Terra della Rivelazione; lo Spirito Santo ha già illuminato i pagani, la Chiesa non deve fare proselitismo, non è l’unica Arca della Salvezza; la vera fonte della religione è il mito... 3.5 Le giuste critiche di mons. Barragán alla “teologia india”. 4. Lo ‘Instrumentum laboris’ dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie.  5. Le quattro accuse del cardinale Brandmüller, piú una quinta. 6. L’apostasia:  si dissolve il cattolicesimo nel culto panteistico di un Dio androgino, Padre-Madre Terra, nel quale riappare la religiosità pagana dell’America precolombiana, uno dei paganesimi più crudeli mai esistiti.  6.1 La falsa citazione di san Giustino martire, per giustificare l’irruzione dei culti pagani nella nostra fede. 7. La vera natura dei culti indigeni meso e sudamericani. 8. L’autentico spirito missionario:  la testimonianza di mons. Marcel Lefebvre nell’Africa Equatoriale Francese – la replica di mons. Schneider alla caramellosa retorica dei “teologi indi”.  9.  L’estinzione del celibato ecclesiastico, nei progetti ereticali dello ‘Instrumentum laboris’. 10. L’eresia del “sacerdozio femminile”, tappa essenziale per “render femminile” la Chiesa.
* * *
Nota previa
Il presente contributo viene pubblicato quando il tristo Sinodo per l’Amazzonia è iniziato da una settimana.  Esso ha assunto la dimensione di un libro.  Nonostante ciò, lo pubblico in tutta la sua interezza.  Il suo scopo è soprattutto quello di fornire ai fedeli ampi materiali per poter rendersi conto dell’abisso nel quale stiamo precipitando.  Ci dicono ora che dobbiamo venire istruiti nella “teologia india” e dare ampio spazio alle donne nella struttura gerarchica e di insegnamento della Chiesa ossia alla “teologia femminista” professata dalla gran maggioranza di loro. Queste pseudo-teologie sono e restano per ovvie ragioni un oggetto misterioso per la stragrande maggioranza di tutti noi.  Quest’ignoranza favorisce l’azione eversiva di pastori che da troppo tempo sono cattolici solo di nome, ci lascia senza difesa contro l’assalto dei lupi travestiti da agnelli oggi pullulanti nella Gerarchia, a cominciare dai vertici. L’esposizione analitica della “teologia india” ha implicato anche un’esposizione aderente ai fatti delle antiche religioni amerindie, culti satanici se mai ve ne furono, sulle quali i ‘teologi indi’ glissano alla grande, limitandosi ad elogiarle sobriamente in quanto culti della supposta “sapienza” degli antenati, da venerare per questa ragione.
Ho anche richiamato l’attenzione sulla dottrina dei c.d. “semi del Verbo” da reperirsi nelle culture e nelle religioni non cristiane.  Questa dottrina è stata male intesa e applicata, dal Concilio in poi, per giustificare le aperture indiscriminate alle altre religioni, che hanno portato alla fine, come dimostrano anche i recenti eventi, ad una “inculturazione” del cattolicesimo ad esse, capovolgendo il senso originario della suddetta dottrina, concepita per favorire le conversioni a Cristo. 
L’autorevole teologo P. Thomas  Weinandy  OFM, in una recentissima intervista [qui], riferendosi agli ultimi sviluppi negativi del presente pontificato – sinodo per l’Amazzonia, deriva eretica del sinodo  dei vescovi tedeschi, cerimonie pagane in Vaticano e nelle chiese cattoliche, messa in discussione dell’etica cattolica – ha avanzato l’ipotesi dell’esistenza ormai di uno “scisma papale interno” alla Santa Chiesa.  Ha detto:  “L’unica espressione che posso trovare per descrivere questa situazione è “scisma papale interno”, perché il papa, proprio come papa, sarà effettivamente il leader di un segmento della Chiesa che attraverso la sua dottrina, l’insegnamento morale e la struttura ecclesiale, è a tutti gli effetti pratici scismatico.  Questo è il vero scisma che è in mezzo a noi e deve essere affrontato”.[1]
Questa autorevole opinione sembra confortare l’ipotesi da me avanzata circa un mese fa, sotto forma di domanda [qui], quella che tanti fedeli si sono sicuramente posti e si pongono:  se approvare un documento infarcito di eresie come lo Instrumentum laboris per l’Amazzonia  e chiaramente apostatico perché mirante a sottoporre la nostra bimillenaria religione ad una mutazione radicale, d’impronta neo-pagana, non significherebbe porsi oggettivamente fuori della Chiesa, attuare uno scisma di fatto o virtuale.  Mi sembra che la tesi dello “scisma papale interno”, avanzata da una fonte così autorevole, risponda in modo positivo alla domanda, inquadrando il problema posto dallo Instrumentum  in una prospettiva più ampia e in uno schema teologico suscettibile di significativi sviluppi, se i cardinali e i vescovi rimasti ancora fedeli al dogma della fede vorranno, a Dio piacendo, prendere finalmente le necessarie iniziative.
(continua a leggere qui)

mercoledì 16 ottobre 2019

Dante fondò l’Italia

L’Identità italiana. Non è un refuso, è una tesi precisa. La fonte principale, più alta e più vera della nostra identità è Dante Alighieri. A lui dobbiamo la lingua, il racconto, la matrice, la visione. L’Italia intesa più che Nazione, come Civiltà. L’identità italiana secondo Dante, è nazionale e universale, ben delineata nei suoi confini geografici, marini e alpini, ma espansiva nelle sue linee spirituali.
L’Italia si prepara a commemorare i sette secoli della morte di Dante nel 1321 e già si riaprono polemiche sulla sua tomba, se traslarla da Ravenna a Firenze. Il Corriere della sera, con Paolo Di Stefano, ha lanciato l’idea di istituire una giornata speciale nel mondo, tramite gli istituti italiani di cultura e non solo, per ricordare ovunque Dante. L’ha chiamato vezzosamente Dantedì, il dì di Dante; un dì di festa, per citare un suo altissimo collega. Superando ogni piccineria di bottega, è un’iniziativa da sostenere, che personalmente ho portato nel comitato di Palazzo Chigi dedicato agli anniversari di valore nazionale, per farla adottare. Ma è vano chiedere queste cose a un governo di ignoranti, voltagabbana e scappati di casa, non in senso dantesco.