domenica 24 giugno 2018

Roma 23 giugno - La crisi nella Chiesa: quali radici, quali rimedi?

Messaggio di Mons. Bernard Fellay, Superiore Generale della FSSPX, alla giornata di studi sulle «Radici della crisi nella Chiesa» - Roma, 23 giugno 2018.
Questa giornata di studi è molto utile, perché è assolutamente necessario oggi risalire alle radici della crisi nella Chiesa. Lo scorso settembre, al momento della pubblicazione della Correctio filialis [qui], che ho firmato, mi auguravo che «il dibattito su queste questioni fondamentali si amplifichi, perché la verità sia ristabilita e l’errore condannato» (FSSPX.News 26/09/2017), e in questo senso aderisco pienamente all’obiettivo che vi siete prefissati: «il rifiuto di questi errori e il ritorno, con l’aiuto di Dio, alla Verità cattolica completa e vissuta, è la condizione necessaria della rinascita nella Chiesa» (presentazione del Congresso del 23 giugno 2018).

CORRISPONDENZA TRA IL CARD. OTTAVIANI E MONS. LEFEBVRE

La vostra iniziativa si iscrive nel solco di uno scambio di corrispondenza poco conosciuto tra il Cardinal Ottaviani e Mons. Lefebvre, che può fornirci un lume prezioso. Questo scambio ebbe luogo meno di un anno dopo il Concilio, nel 1966.

Corrispondenza tra il card. Ottaviani e Mons. Lefebvre

Testi propedeutici all'intervento di Mons. Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità San Pio X, alla giornata di studi sulle «Radici della crisi nella Chiesa» - Roma, 23 giugno 2018.

Il 24 luglio 1966, il Cardinal Alfredo Ottaviani, Pro-Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, inviava ai Presidenti delle Conferenze episcopali, ai Superiori generali di Ordini e Congregazioni religiose del mondo intero, una lettera «circa alcune sentenze ed errori insorgenti sull’interpretazione dei decreti del Concilio Vaticano II».
Il 20 settembre seguente, Mons. Marcel Lefebvre, all'epoca Superiore Generale della Congregazione dello Spirito Santo, gli faceva giungere la sua risposta.
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SACRA CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
Lettera circolare ai Presidenti delle Conferenze Episcopali
circa alcune sentenze ed errori insorgenti
sull’interpretazione dei decreti del Concilio Vaticano II

sabato 23 giugno 2018

Il Rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum - Maria Guarini

Programmato, per voi, per l'ora in cui prevedibilmente terrò il mio intervento.

Convegno Internazionale su Vecchio e nuovo modernismo: le radici della crisi della Chiesa, Roma, 23 giugno 2018

Il Rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum
Maria Guarini

Il 14 settembre 2007 – giorno dell’entrata in vigore del motu poprio Summorum Pontificum – all’Altare della Salus Populi Romani in Santa Maria Maggiore, è stata celebrata la Santa Messa Antica secondo il Messale Romano del 1962 dopo una cattività di 39 anni. Lo stesso è accaduto in tutte le diocesi (o quasi) del mondo. Ѐ stata la prima grande operazione di sdoganamento del rito antico. Ma si è constatato che permettere senza promuovere non garantisce la dovuta efficacia.
Oggi i centri messa destinati all'usus antiquior sono grandemente aumentati, ma stentano a crescere con le potenzialità che prometterebbero, perché continua a mancare la volontà di molti vescovi e sacerdoti di impegnarsi ad introdurre nelle parrocchie la Messa Antica e la relativa 'pastorale' e non viene curata la formazione ad hoc nei seminari.

Com'è nata l'Ave Maria

La preghiera più bella è antica dedicata a Maria nasce dalla Bibbia, esattamente dai brani del Vangelo che parlano dell’Annunciazione. Infatti l’Ave Maria è un’omaggio alla piena di Grazia per eccellenza. cioè la Madonna la tutta Pura, la tutta Santa. l’Immacolata Concezione, colei che col suo si ha contribuito a cambiare il corso della storia della salvezza dell’umanità.
Tutto parte dall’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele che saluta la Vergine come la piena di Grazia:
La prima parte dell’Ave Maria, come tutti sanno, ha un’origine biblica. Essa è composta dal saluto dell’Arcangelo Gabriele a Maria – “Ave, piena di grazia, il Signore è con Te” – seguita dall’esclamazione di Santa Elisabetta quando ha ricevuto a casa sua la Vergine Santissima: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo” (cfr. Lc 1, 26-42). 
Meno nota è, tuttavia, l’origine della seconda parte. Essa è nata come reazione all’eresia di Nestorio, Patriarca di Costantinopoli, che negava che la Madonna fosse la Madre di Dio. Tra i vescovi che hanno combattuto per difendere il dogma della Maternità Divina si è distinto per il suo ardore il Patriarca di Alessandria, San Cirillo, grazie al quale il Concilio di Efeso, realizzato nel 431, ha proclamato: “Se uno non confessa che l’Emanuele è Dio nel vero senso della parola e che perciò la Santa Vergine è Madre di Dio […], sia anatema” (Dz 252). Di conseguenza, si è aggiunta al Saluto Angelico questa supplica incoraggiante: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”.
Una definizione unica ed ufficiale del testo completo dell’«Ave Maria», come lo conosciamo oggi, la troviamo nel Breviario romano promulgato da San Pio V nel 1568. Ecco perché possiamo affermare che questa preghiera ci viene affidata dalla Sacra Scrittura (dal brano dell’Annunciazione e della Visitazione), dalla Tradizione della Chiesa (come la comunità cristiana, con l’aiuto dello Spirito Santo, ha ricevuto, pregato e formulato questa preghiera) e dal Magistero (che con la promulgazione del nuovo Breviario del 1568 ha ufficializzato la versione definitiva inserendola all’interno del testo della Liturgia delle Ore). 
Il completamento dell’Ave Maria è fiorito, dunque, da un sorriso della Vergine Madre, come materno ausilio ai suoi figli peccatori, ossia, a tutti noi.

Proprietari dell'informazione e propaganda antigoverno - Luca Pinasco

Per saperne di più. E comprendere le ragioni per cui la martellante coralità degli stolti araldi del progressismo acefalo senza coscienza cerca di legittimare in tutti i modi le sane reazioni ai disvalori della cultura egemone della sinistra.

Come ha correttamente fatto notare Paolo Mieli: “Ѐ la prima volta nella storia che un governo non è sostenuto neanche da un giornale o media”. Basta leggere un giornale o accendere la TV per rendersene conto. Ogni talk show televisivo è organizzato in modo da mettere un componente della maggioranza di governo contro tutti gli altri componenti del salotto, con il conduttore/conduttrice che spinge le tesi contrarie al povero malcapitato e presenta esclusivamente servizi avversi a qualsivoglia affermazione abbia fatto un esponente giallo-verde. L’omogeneità del discorso di ogni canale televisivo e di ogni quotidiano mainstream propone un livello di propaganda che ha ben poco da invidiare a quello dei regimi autoritari. Propaganda che oggi mira a minare le fondamenta del governo, ovvero dissolvere l’alleanza tra Lega e M5S mettendoli l’uno contro l’altro. Il governo italiano, proprio come quello di Putin o quello di Trump è diventato il “nemico” nel racconto della stampa nazionale ed internazionale. Potremmo dire allo stesso modo in cui la “grande informazione” ha esaltato in passato eventi innegabilmente negativi per l’economia e la società italiana come la guerra a Gheddafi, le sanzioni alla Russia, le privatizzazioni e liberalizzazioni, i tagli alla spesa, il processo di mani pulite, assurde politiche europee, lo stesso euro e potremmo continuare a lungo. Com’è possibile che ciò accada? Per capirlo analizziamo il funzionamento degli assetti proprietari nel settore dell’informazione.

venerdì 22 giugno 2018

Perché l’OCSE e Macron “masticano amaro”? Ve lo diciamo noi

Due notizie veloci-veloci riprese dagli amici de Il Cammino dei Tre Sentieri.

Prima notizia: l’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha recentemente detto che i populismi rallentano la crescita.
Seconda notizia: Macron, ancora più recentemente, ha detto che i populismi sono come una lebbra per l’Europa. Ovviamente l’Europa che hanno in testa lui e i suoi sodali.

Queste due notizie, pur di giorni diversi, sono legate fra loro da un comune denominatore, che è quello dell’idea massonica e mercatista della società umana.

«Vecchio e nuovo modernismo», giornata di studio a Roma, 23 giugno

Il quinquennio di pontificato di papa Francesco ha rivelato l’esistenza di una crisi nella Chiesa che non può ridursi a singoli atti o documenti del regnante pontefice, ma ha origini più remote e profonde. La conoscenza di questi errori ed il ritorno, con l’aiuto di Dio, alla Verità cattolica, integrale e vissuta, è la condizione necessaria ed imprescindibile per la rinascita della Chiesa: per questo si svolgerà domani 23 giugno presso l’Hotel Massimo d’Azeglio, a Roma - Via Cavour 18, una qualificata giornata di studio sul tema Vecchio e nuovo Modernismo: radici della crisi nella Chiesa. I lavori inizieranno alle ore 9 e si concluderanno alle 17.30 del pomeriggio.
Un gruppo di teologi, filosofi, storici e studiosi, molti dei quali firmatari della Correctio filialis a papa Francesco, analizzeranno per l’occasione le radici epistemologiche, storiche, filosofiche, teologiche e pastorali della crisi, per meglio capire dove vada la Chiesa, individuare i rimedi e come correggerne la direzione.

Da Ferrara, su 'Familia Christi'

Ricevo dagli amici di Ferrara e pubblico, con tutta la mia (e nostra) vicinanza spirituale nel doloroso rammarico e nella preghiera. Vedi precedenti quiqui - qui - qui.

Qui a Ferrara siamo  tutti scandalizzati per l'immeritato trasferimento di Familia Christi, cosi, dopo aver inviato al vescovo una petizione di 800 firme (ma se ne potrebbero raccogliere anche a migliaia visto lo sdegno comune che prevale!) senza nessuna risposta, oltre ad aver pubblicato anche  lettere sui giornali locali e sui social, non facciamo altro che piangere vedendo come sono trattati i nostri cari e veneratissimi  Sacerdoti di Familia Christi!
Di seguito potete vedere il video in cui, invece di attuare il tanto celebrato dialogo, il vescovo non fa altro che correre e salire in macchina!

Le reticenze del vescovo Perego e del vicario generale della Diocesi di Ferrara-Comacchio

Piangiamo e preghiamo e invochiamo l'intervento divino, anche perché non vorremmo rivedere il nostro Santuario cosi come era ridotto prima dell'arrivo di Familia Christi. Col suo arrivo tutto risplendeva nel Santuario per mezzo del lavoro svolto in prima persona dagli stessi Sacerdoti!
Questi Sacerdoti che non hanno abbandonato nemmeno per un secondo il confessionale e la sacrestia, dove tutti: malati, poveri, giovani, vecchi e disperati hanno trovato sempre conforto spirituale e materiale! E sempre con la loro umiltà, serietà, cultura e simpatia.

giovedì 21 giugno 2018

Documento vaticano e sinodo episcopale provano a imporre propaganda "LGBT" alla Chiesa. Accadrà anche a Dublino per l'Incontro Mondiale delle Famiglie


Le sei sfide antropologiche dell’instrumentum laboris presentato ieri 19 giugno in vista del Sinodo dei giovani [qui] sono un elenco di questioni che è difficile definire nuove. Come il fatto che i «giovani non condividono» gli insegnamenti della Chiesa su «contraccezione, aborto, omosessualità, convivenza, matrimonio».
E su tutto ricompare il compito «centrale» svolto dalla coscienza. È il cuore del cosiddetto «nuovo paradigma» visto all'opera nel Sinodo precedente sulla Famiglia.
Il testo insinua che le principali domande dei giovani [Cattolici] di oggi riguardino sesso, omosessualità e femminismo.
Tuttavia, un incontro preparatorio a inizio anno aveva mostrato che le principali domande tra i giovani Cattolici riguardavano la Vecchia Messa in latino. Ma il Vaticano non le vuole ascoltare.
Il documento è ovviamente scritto da propagandisti gay. Per la prima volta, un documento Vaticano usa il termine di propaganda "LGBT" per descrivere quello che la Bibbia definisce "abominio".
Inoltre, il documento fa riferimento ai compagni di letto omosessuali nella stessa frase come a coniugi sposati, implicando l'equivalenza tra peccato mortale e un sacramento della Chiesa.
Il cardinale pro-omosessuali Lorenzo Baldisseri durante la presentazione del documento ha detto che la Chiesa è "aperta" ai gay: "Non vogliamo essere chiusi in noi stessi".
Nondimeno, la tolleranza di Baldisseri non si estende ai Cattolici praticanti. [Fonte]

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Non meno inquietante la presenza di James Martin, il sacerdote gesuita che usa i social media per difendere l’omosessualità nella Chiesa cattolica, all’Incontro Mondiale delle Famiglie 2018 che si svolgerà a  di Dublino nel prossimo mese di agosto con la partecipazione anche del papa e avrà per tema l'Amoris Laetitia. Su invito del Vaticano egli terrà una relazione dal titolo: “Esplorare come le parrocchie possano sostenere le famiglie con membri che si identificano come LGBT”.  Così egli scrive sui social: “Su invito del Dicastero Vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita, e dell’Arcidiocesi di Dublino, parlerò all’Incontro Mondiale delle Famiglie di agosto, come parte della visita di Papa Francesco in Irlanda, su come la Chiesa possa accogliere le famiglie con membri LGBT”. “Il mio invito invia un messaggio chiaro e forte dal Vaticano ai cattolici LGBT, ai loro genitori e alle loro famiglie: voi appartenete e siete i benvenuti”. [vedi]

mercoledì 20 giugno 2018

Il “congedo” dalla Basilica di Santa Maria in Vado, a Ferrara, della Fraternità Sacerdotale “Familia Christi”

Vedi precedenti qui - qui - qui.

Domenica scorsa ho partecipato alla Santa Messa, insieme alla mia famiglia, a Ferrara, alla Basilica di Santa Maria in Vado - Santuario del Prodigioso Sangue, retta dai ministri della “Fraternità sacerdotale della Familia Christi”, una Società di Vita Apostolica Clericale di Diritto Diocesano eretta nel mese di settembre del 2016 nell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio da Mons. Luigi Negri. 
L’Opera “Familia Christi” – nata a Tivoli il 17 settembre 1937 – è stata fondata dalla professoressa Tommasina Alfieri, raccogliendo l’ispirazione e la paternità sacerdotale del Servo di Dio Mons. Giuseppe Canovai. Prosegue oggi le sue attività di formazione cristiana ed apostolato cattolico «rivolgendo a quanti desiderano avvicinarsi ad essa una proposta formativa caratterizzata dal servizio di Dio nel culto e nella lode, nella formazione spirituale personale e comunitaria, nelle opere di carità spirituali e materiali che da sempre hanno caratterizzato questa Famiglia nel solco della Tradizione della Chiesa». Nel Santuario del Prodigioso Sangue s’incontra un evento eterno, non superabile, definitivo, escatologico. S'incontra la pienezza dei tempi. Dei tempi di cui abbiamo la certezza che verranno. Quando saremo uniti per sempre a Nostro Signore Gesù Cristo, che l’ha preannunciato ai Suoi amici. Allora, conosceremo la vera pace. Vivremo nella carità, nell’amore vero.