domenica 25 ottobre 2020

Cristo, Signore nostro, Universorum Rex

Ripropongo questo testo già pubblicato, per onorare la Festa di oggi secondo il Calendario Liturgico Vetus Ordo e richiamare i precedenti che possono aiutare l'approfondimento dei nuovi lettori. In calce trovate il Testo originale dell'Atto di consacrazione del genere umano a Cristo Re di Leone XIII, da recitarsi ogni anno in questa ultima domenica di ottobre.

CRISTO UNIVERSORUM REX

Dall'Enciclica di Papa Pio XI
Quas primas, dell'11.12.1925


«Avendo questo Anno santo concorso non in uno ma in più modi ad illustrare il regno di Cristo, ci sembra che faremo cosa quanto mai consentanea al nostro ufficio Apostolico, se, assecondando le preghiere di moltissimi Cardinali, Vescovi e fedeli fatte a Noi sia da soli che collettivamente, chiuderemo questo stesso Anno coll’introdurre nella sacra liturgia una festa speciale di Gesù Cristo Re. Da gran tempo si è usato comunemente di chiamare Cristo con l'appellativo di Re per il sommo grado di eccellenza, che ha in modo sovraeminente fra tutte le cose create. In tal modo infatti, si dice ch'egli regna nelle «menti degli uomini» non solo per l'altezza del suo pensiero e per la vastità della sua scienza, ma anche perché egli è Verità, ed è necessario che gli uomini attingano e ricevano con obbedienza da lui la verità; similmente «nelle volontà degli uomini», sia perché in lui alla santità della volontà divina risponde la perfetta integrità e sottomissione della volontà umana, sia perché colle sue ispirazioni influisce sulla libera volontà nostra, in modo da infiammarci verso le più nobili cose. Infine Cristo è riconosciuto « Re dei cuori» per quella «sua carità che sorpassa ogni comprensione umana» e per le attrattive della sua mansuetudine e benignità: nessuno infatti degli uomini fu mai tanto amato e lo sarà in seguito al pari di Gesù Cristo. .....

Cina. La colpa è tutta di Pio XII (parola di Parolin)

Riprendo da Radio Spada. Non ci sono limiti all'improntitudine di questa gerarchia... Vorrei richiamare anche la Ad Apostolorum principis, esortazioni e norme per la chiesa cattolica in Cina. Qui i precedenti.

“Il 17 gennaio 1951 – ha detto il Segretario di Stato – le autorità invitarono alcuni vescovi e sacerdoti cattolici ad un incontro cui partecipò anche il Primo Ministro e Ministro degli Esteri Zhou Enlai. Questi assicurò che i cattolici avrebbero potuto continuare a seguire l’autorità religiosa del Santo Padre ma dovevano assicurare piena lealtà patriottica nei confronti del loro Paese. Iniziò allora il tentativo di stendere un documento contenente questi due principi, cui parteciparono non solo vescovi e sacerdoti ma anche il segretario dell’internunzio Antonio Riberi: quest’ultimo lo inviò infatti a Pechino proprio perché partecipasse a tale tentativo. Ciò mostra che fin dal tempo di Pio XII, la Santa Sede avvertì l’esigenza del dialogo, anche se le circostanze di allora lo rendevano molto difficile”. Nei primi mesi del 1951, furono redatte ben quattro stesure di un possibile accordo, ma purtroppo non venne considerata soddisfacente. “Credo che al fallimento di tale tentativo abbiano contribuito – oltre alle tensioni internazionali: erano gli anni della Guerra di Corea – anche le incomprensioni fra le due parti e la sfiducia reciproca. È un fallimento che ha segnato tutta la storia successiva”.
Queste le parole pronunziate dal Segretario di Stato Pietro Parolin, riprese da Vatican News, nella prolusione di apertura al convegno organizzato a Milano dal Centro missionario PIME per i 150 anni di presenza dei missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere in Cina. Parole volte a giustificare il patto scellerato fra il Vaticano e la Cina Comunista. Parole che gettano la croce sul povero Papa Pacelli e sulla Chiesa a riguardo della tragica situazione dei cattolici cinesi. Una Chiesa, a differenza di quella di Montini, di Wojtyla, di Ratzinger e soprattutto di Bergoglio.

Fratelli tutti? Un contributo alla “religione” dei fratelli Muratori

Come previsto l’enciclica Fratelli tutti ha ricevuto elogi, critiche e, a qualcuno come a chi scrive, un certo imbarazzo. Rileggendola mi sono reso conto che per confutare molti passi sarebbe necessaria una contro-enciclica. Invito chi è più qualificato del sottoscritto a farci un pensierino. 
Innanzitutto su quali basi dovremmo essere tutti Fratelli se non c’è un Padre comune? Tranne nel cristianesimo, nessuna religione crede in un creatore padre, ed è ovvio che mettendo Gesù Cristo sullo stesso piano dei fondatori delle altre religioni e, addirittura, a Pachamama, si rinuncia al Padre. L’enciclica, come vedremo, dovremmo leggerla come una summa di impronta massonica. 
Prendendo qui e là, senza seguire la sequenza dell’enciclica, vediamo alcuni esempi. 

sabato 24 ottobre 2020

I cattolici chiedono chiarezza

Chiarezza.
Questo chiedono i cattolici di tutto il mondo. Riaffermare oltre ogni dubbio che le manipolazioni [ma anche avuto riguardo alla confusione e all'ambiguità -ndr] del pensiero e delle parole del Papa vengano condannate, riaffermando la Dottrina di sempre per dovere soprattutto verso i semplici.
(Il Pensiero cattolico)

Il vescovo Athanasius Schneider reagisce ai commenti favorevoli di Papa Francesco sulle unioni civili

Anche il vescovo Athanasius Schneider ha reagito alle dichiarazioni di papa Francesco a favore delle unioni civili per gli omosessuali. Lo prega di ritirare le sue parole, per la salvezza della sua anima immortale. Di seguito, nella nostra traduzione il testo della sua dichiarazione, apparsa sul blog di Edward Pentin [qui].

La fede cattolica, attraverso la voce del Magistero perenne, il senso della fede dei fedeli (sensus fidelium) così come il buon senso rifiutano chiaramente qualsiasi unione civile di due persone dello stesso sesso, che mira a far sì che esse cerchino reciprocamente il piacere sessuale. Anche se le persone che vivono in tali unioni non dovessero effettivamente cercare il piacere sessuale reciproco - che in realtà si è rivelato del tutto irrealistico - la loro unione costituisce grande scandalo, un riconoscimento pubblico dei peccati di fornicazione innaturale, e un'occasione immediata e continua di peccato. I sostenitori dell'unione civile tra persone dello stesso sesso sono quindi anche colpevoli di creare una sorta di struttura di peccato, cioè la veste giuridica della fornicazione abituale e innaturale, poiché gli atti omosessuali appartengono ai peccati che gridano vendetta al cielo, secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica (vedi n. 1867). Coloro che sostengono le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono in definitiva ingiusti e persino crudeli con le persone che vivono in queste situazioni, perché risulteranno confermate nel peccato mortale, rafforzate nella dicotomia psicologica interiore, poiché tali ragioni dicono loro che gli atti omosessuali sono contro la ragione e contro la volontà esplicita di Dio, Creatore e Redentore degli uomini.

24 ottobre San Raffaele Arcangelo

Rāfāʾēl, letteralmente in ebraico: "È Dio colui che guarisce", "Dio guarisce", "Signore, guarisci (noi)", "Medicina di Dio". Raffaele è l'arcangelo dell'amore sponsale e della salute. È, nella chiesa cattolica, come in quella ortodossa, il patrono di giovani, fidanzati, sposi, farmacisti, educatori, viandanti e profughi. Nell'iconografia cristiana i suoi simboli sono il pesce e il vaso dei medicamenti. Ne abbiamo parlato anche qui - qui. Oggi riprendiamo il testo che segue da: P. Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1208-1210.

La vicinanza della grande solennità, che farà convergere sopra di noi gli splendori del cielo, ispira alla Chiesa un raccoglimento profondo. 
Salvo l'omaggio che intende rendere ai gloriosi Apostoli Simone e Giuda, poche feste di rito semplice romano rompono il silenzio degli ultimi giorni di ottobre e conviene che le nostre anime si uniformino alle disposizioni della Chiesa. 
Tuttavia, non ci sottrarremo ad esse, se ricorderemo brevemente l'Arcangelo che la Chiesa oggi solennizza. 

Ministero di san Raffaele

L'ufficio che adempiono verso di noi gli spiriti celesti è espresso in modo mirabile nelle scene graziose, che rivestono di toccante bellezza la storia di Tobia. Ricordando i buoni uffici della guida e dell'amico, che chiama fratello Azaria, Tobiolo dice al padre: "Come ricompenseremo i suoi benefici? Mi ha guidato e ricondotto sano e salvo, ha ricuperato egli stesso il denaro che Gabelo ci doveva, devo a lui se ho incontrata la sposa che mi era destinata e ne ha cacciato il demonio, riempiendo di gioia i suoi genitori, mi ha liberato dal pesce, che stava per inghiottirmi e a te ha fatto vedere finalmente la luce del cielo: siamo stati da lui colmati di benefici" (Tob. 12, 2-3). 

Mons. Viganò. Bergoglio, lobby gay e ambiguità volute.

Le Dichiarazioni recenti di SE mons. Carlo Maria Viganò [qui - qui] hanno il peso e l'autorevolezza di denunce puntuali e significative di eventi sconcertanti e problematici. Quella che segue è un'analisi più dettagliata e ragionata, che val la pena soppesare e raccogliere. Qui l'indice dei precedenti e correlati.

Ieri [21 ottobre], in occasione del Festival del Cinema di Roma, il regista Evgeny Afineevsky ha presentato un documentario dal titolo «Francesco», nel quale sono riproposte alcune interviste fatte a Jorge Mario Bergoglio nel corso degli ultimi anni di pontificato. Tra le altre dichiarazioni, hanno destato sconcerto alcune frasi sulla legittimazione delle unioni civili omosessuali: «Quello che dobbiamo fare è una legge per le unioni civili. In questo modo [gli omosessuali] sono legalmente tutelati. Io sono a favore di questo». 
Penso che tanto i semplici fedeli quanto i Vescovi e i sacerdoti si siano sentiti traditi da ciò che ha affermato Bergoglio. Non occorre essere teologi per capire che l’approvazione delle unioni civili è in palese contraddizione con i documenti magisteriali della Chiesa, anche recenti. Essa costituisce anche un gravissimo assist all’ideologia LGBTQ che oggi è imposta a livello globale. 
In questi giorni il Parlamento dovrà discutere l’approvazione della cosiddetta legge Zan, su proposta del Partito Democratico. In nome della tutela degli omosessuali e dei transessuali, sarà considerato un reato affermare che la famiglia naturale è la cellula della società umana, e verrà punito chi affermerà che la sodomia è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio. Le parole di Bergoglio sono già state accolte in tutto il mondo dalla lobby gay come un autorevole appoggio alle loro rivendicazioni. 

Indice articoli: Bergoglio lobby gay, ambiguità

 Indice articoli: Bergoglio e gli omosessuali


venerdì 23 ottobre 2020

Card. Raymond Burke: «I fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. I pastori a correggere e chiarire»

Testo ripreso di seguito da LifeSiteNews (22 ottobre) che pubblica le dichiarazioni del Card. Burke sullo scandalo causato dalle parole del Papa sugli omosessuali : «Lo scandalo e l’errore che causano fra i fedeli cattolici, danno la falsa impressione che la Chiesa Cattolica abbia cambiato rotta su questioni di cruciale importanza».
Le parole di Bergoglio, pronunciate dall'abituale crinale di ambiguità, sono state manipolate ad arte ma non smentite adeguatamente. Anzi, l'immagine a lato mostra il regista Evgeny Afineevsky accolto in Vaticano il giorno prima della proiezione pubblica del docufilm (clicca per ingrandire). Ed è accaduto in questi giorni, in Vaticano: lo stesso papa porge una torta al regista e scrittore del documentario in segno di augurio. Una immagine che non potrà mai avere smentite, come del resto la realtà. E in quelle espressioni riecheggiate Urbi et Orbi viene stravolto il diritto naturale e divino, scardinata la legge morale naturale, sconvolto il concetto di legge e l’autorità viene fatta coincidere con il potere. Tutte le basi della Dottrina sociale della Chiesa vengono così negate in poche battute e oltre cento anni di insegnamenti vengono cancellati con un colpo di spugna. Di fatto da quello che un tempo era il Sacro Soglio Bergoglio nega la tradizione, rifiuta la retta ragione, mina la Chiesa e dissolve la società. (M.G.)

Card. Burke: «I fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. I pastori hanno il dovere di correggere e chiarire»

I notiziari di tutto il mondo hanno riferito, con grande enfasi, come un cambio di rotta, la notizia che Papa Francesco abbia dichiarato che le persone nella condizione omosessuale, in quanto figli di Dio, abbiano “diritto di essere in una famiglia” e che “Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo”.
Inoltre, hanno scritto che abbia dichiarato: “Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”.
Queste dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di un’intervista con Evgeny Afineevsky, regista del documentario Francesco, proiettato in anteprima il 21 ottobre 2020 in occasione del Festival del Film di Roma.

S.E. Mons. Carlo Maria Viganò a proposito delle Celebrazioni del Santo Natale

Indice dei precedenti interventi di mons, Viganò e correlati.
Dichiarazione
di S.E. Mons. Carlo Maria Viganò
a proposito delle Celebrazioni del Santo Natale 

20 Ottobre 2020 - Il 19 Ottobre è apparso su Il Messaggero un articolo, dal titolo Natale, salta la messa di mezzanotte del Papa, limitazioni per le celebrazioni di Ognissanti: i vescovi impongono rigore. Secondo quanto riportato da Franca Giansoldati1, nel calendario delle celebrazioni papali per il Santo Natale non è stata inclusa la Messa della Natività in Nocte, mentre è indicata la Benedizione Urbi et Orbi del 25 Dicembre. 

Tale notizia, laddove corrispondente alle reali decisioni dell’Ufficio per le Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, lascia intendere che la Santa Sede voglia replicare lo sciagurato lockdown degli scorsi mesi, che ha privato i fedeli della Messa e dei Sacramenti. Se così fosse, si avrebbe conferma dell’intenzione di assecondare la narrazione mediatica di una “pandemia” che, secondo le recenti dichiarazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, avrebbe una mortalità pari alla normale influenza stagionale2

Questo ulteriore episodio lascia sconcertati e scandalizzati i fedeli, abbandonati da una Gerarchia che oggi ha trovato il modo di riunirsi nella Basilica di Santa Maria in Ara Cœli per un rito sincretistico presieduto da Jorge Mario Bergoglio, ma che non esita a sospendere la celebrazione della Messa nella Notte Santa in cui la Chiesa celebra la Nascita del Salvatore. 

Prosegue implacabile il processo di demolizione delle tradizioni più care al popolo, ad opera di coloro ai quali il Signore ha affidato il governo della Sua Chiesa: da un lato con l’affermazione utopista di una fratellanza umana di stampo massonico che prescinde dalla paternità di Dio, dall’altro con la metodica cancellazione delle solennità liturgiche, ad iniziare dalla Santa Pasqua e continuando con il Natale del Signore. 

Invito tutti i Cattolici a pregare e a fare penitenza, per implorare dal Cielo che sia scongiurato questo ennesimo oltraggio alla Maestà di Dio, all’onore della Chiesa e alle anime dei fedeli. Esorto parimenti i Pastori a levare la voce per difendere il gregge loro affidato, ricordandosi della gravissima responsabilità di cui dovranno rendere conto al Signore. 
+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo
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1. https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_natale_messa_ognissanti_vaticano_covid_vescovi-5533451.html 
2. https://tg24.sky.it/salute-e-benessere/2020/10/19/coronavirus-sintomi-eta