martedì 24 maggio 2022

Mons. Viganò Intervistato da Patrick Coffin. Resistere all’Infernale Leviatano Globalista.

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
IL GREATEST RESET
INTERVISTA A MONS. CARLO MARIA VIGANÒ

Patrick Coffin - Novembre 2021

NOTA PRÆVIA

Questa è la trascrizione della video-intervista che ho rilasciato a Patrick Coffin lo scorso Novembre 2021: essa costituiva un contributo ad un vasto documentario dal titolo The Greatest Reset Movie (www.greatestresetmovie.com). Purtroppo per ragioni a me sconosciute il lancio di questo docu-film è stato finora impedito. Mi è parso opportuno renderne comunque disponibile la trascrizione online, con il permesso di Patrick Coffin, perché vi sono affrontati temi che oggi, alla luce della crisi russo-ucraina e dell’evolversi degli eventi pandemici, sono quanto mai attuali.

Il Great Reset del World Economic Forum, fatto proprio dalle Nazioni Unite col nome di Agenda 2030, è una minaccia concreta e immediata alla sovranità delle Nazioni, alla prosperità dei popoli, alla libertà dei cittadini, ai diritti dei Cristiani: con esso un gruppo di tecnocrati spietati e senza scrupoli vuole portare a termine un piano criminale annunciato da decenni.

Per la libertà della Messa tradizionale 40ª dimostrazione pacifica e di preghiera davanti alla Nunziatura apostolica in Francia

Senza sosta la resistenza dei fedeli della Messa tradizionale in Francia. Vedi l'indice degli articoli precedenti e correlati.

Per la libertà della Messa tradizionale
40ª dimostrazione pacifica e di preghiera davanti alla Nunziatura apostolica in Francia

Il 14 maggio scorso, per la quarantesima volta, abbiamo pregato e manifestato davanti alla Nunziatura Apostolica in Francia dalle ore 12 alle ore 12:45 [vedi].
Abbiamo ricevuto la spiacevole notizia di questo discorso del Papa agli insegnanti e studenti del Pontificio Istituto Liturgico Sant’Anselmo [qui], pronunciato il 7 maggio, giorno della nostra ultima manifestazione (cfr. Lettera di Paix Liturgique 862). Il discorso ha accusato coloro che praticano la liturgia tradizionale di “formalismo”, di farne “una bandiera di divisione” e che “si allontanano dalla Chiesa”. È vero che questo discorso era più una dichiarazione spinta da una personale afflizione che una dichiarazione di intenti di abolire la liturgia antica, come risultava invece chiaro da Traditionis Custodes e dalla Lettera che l’accompagnava.

Sacrificare Zen per l’accordo con la Cina? Il dilemma vaticano

Qui l'indice degli articoli sulla questione sino/vaticana.
Sacrificare Zen per l’accordo con la Cina?
Il dilemma vaticano


Il Cardinale Zen subito dopo il rilascio su cauzione
La reazione vaticana a quanto accaduto nei giorni scorsi a Gerusalemme, dove i militari israeliani hanno colpito selvaggiamente i palestinesi che partecipavano al funerale della giornalista (cattolica) di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh, fa meglio comprendere la gravità della posizione assunta dalla Santa Sede davanti all’arresto a Hong Kong del cardinale Joseph Zen lo scorso 11 maggio.

Nel primo caso, infatti la risposta è stata immediata e dura: l’incaricato di affari della Delegazione apostolica in Terra Santa, padre Thomas Grysa, ha detto chiaramente che la polizia israeliana «ha violato in maniera molto brutale» il diritto alla «libertà religiosa» della Chiesa, «incluso nell’accordo fondamentale tra Israele e Santa Sede». E ha poi denunciato il ripetersi di episodi che non fanno altro che aumentare «la tensione tra Israele e Santa Sede». Per non parlare delle dichiarazioni del Patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Pizzaballa, e dei leader delle Chiese cristiane.

La Scuola Cattolica fuori dal regime. Un movimento di resistenza e liberazione

Il problema scuola parte da lontano. Negli anni settanta la differenza la facevano quegli studenti che sapevano riconoscere la falsità di certi "consigli"... Il trafiletto di cui all'immagine a lato (ringrazio il lettore che lo segnala con il suo commento e invito a cliccare per leggere il testo ingrandito), dalla cronaca di questi giorni, ci dà il polso della situazione. Le scritture parlano chiaro a proposito di scandalo dei più piccoli. La vergogna ricade non solo sugli insegnanti, ma anche sui genitori, nonché sugli ecclesiastici che hanno permesso, quando non appoggiato, tutto questo. Non chiamando le cose col loro nome, ma anche solo restando in silenzio. La tipologia umana che ne viene fuori è quella che si adegua a quello che fanno tutti per convenienza e dunque non è aiutata a sviluppare l'intelligenza viva e creativa. E nemmeno di persona dedita al bene comune... Viene a proposito l'articolo ripreso di seguito dal sito dell'Osservatorio Cardinale Van Thuân sulla densa e curata tematica della Dottrina sociale della Chiesa.

La Scuola Cattolica fuori dal regime.
Un movimento di resistenza e liberazione


Martedì 17 maggio 2022, una circolare del ministero della Pubblica istruzione a firma del Direttore generale ha invitato tutte le scuole italiane, statali e paritarie, a parlare del dovere di lottare contro l’omofobia. 
Tutti sanno che dietro questa espressione si nasconde l’idea di promuovere le relazioni omosessuali come normali sicché dire il contrario sarebbe come dire che gli uomini di pelle nera sono inferiori a quelli di pelle bianca. Tutti sanno anche che la legge Cirinnà ha purtroppo già equiparato le coppie omosessuali alla famiglia naturale, ma evidentemente questo non basta. Bisogna che lo Stato diventi Educatore ai nuovi diritti e non si limiti a contemplarli per legge, ma anche li insinui nella mente e nei cuori dei nostri bambini, ragazzi e giovani (la circolare non faceva nemmeno distinzione di età scolastica).

Il disegno di legge Zan, tutto impostato su questa lotta ideologica all’omofobia, non è stato approvato, ma il meccanismo ideologico funziona lo stesso. Questo ci dice una cosa fondamentale: quando viene approvata una legge che prevede la colonizzazione ideologica della scuola, vuol dire che la scuola è già stata colonizzata. La cosa avviene dopo, non prima: la rivoluzione giuridica e politica è consuntiva e non preventiva.

24 maggio ricordiamo Maria Auxilium christianorum!

Precedenti: L'eroismo di San Pio V [qui] e la nuova Lega Santa del card. Burke [qui].
Chi ha vinto a Lepanto contro i turchi musulmani ? Certo lo dobbiamo alla Lega santa ma lo dobbiamo soprattutto a Maria Auxilium christianorum, che si festeggia il 24 Maggio. Tu terribile come esercito schierato a battaglia, la chiamava san Giovanni Bosco. Oggi siamo sotto la minaccia di un invasione "pacifica" dei musulmani, a chi rivolgersi dunque se non a Lei per proteggerci e per aprire gli occhi a quei prelati, politici, a tutti quelli che non si rendono conto del pericolo.
L'invocazione Maria, Auxilium christianorum, ora pro nobis appare, per la prima volta, nella versione delle litanie lauretane pubblicata nel 1576 e approvata da Papa Clemente VIII nel 1601. Tale invocazione fu aggiunta da San Pio V dopo la vittoria riportata dalla Lega santa sugli ottomani musulmani a Lepanto (7 ottobre 1571), ottenuta dai cristiani che l'hanno invocata in quella occasione, probabilmente come variante del titolo Advocata christianorum che si trova nell'edizione del 1524.
La festa di "Maria Aiuto dei cristiani", fu istituita dal Servo di Dio Pio VII il 15 settembre 1815 e fissata al 24 maggio in ricordo del suo trionfale rientro a Roma (24 maggio 1814) dopo la prigionia sotto Napoleone a Fontainebleau. In origine la festa era limitata alla Chiesa di Roma, ma fu presto adottata dalle diocesi toscane (1816) e poi estesa alla Chiesa universale.

Martedì delle Rogazioni - (Invocazioni in calce)

Continuiamo a scandire le Rogazioni, in preparazione dell'Ascensione al Cielo del Signore, che si celebra questo giovedì 26 (a Sant'Anna in via Merulana alle ore 16 non mancherà la Santa Messa). 
Per i primi cristiani la Festa dell'Ascensione era la più importante (ancor più della Pasqua). Si tratta del momento culminante dell'Azione divino-umana del Signore, che precede e consente l'invio del Suo Spirito che vivifica la Sua Chiesa: la ricollocazione alla destra del Padre dell'umanità redenta, riscattata dalla Sua passione e morte in Croce e rigenerata dalla Risurrezione.
In questa temperie la Chiesa tutta dovrebbe far risuonare le suppliche di liberazione, nelle quali si chiede al Signore che storni da noi ogni disgrazia umana, diabolica e naturale. 
Ieri abbiamo iniziato le suppliche del Lunedì delle Rogazioni [qui]. Oggi proseguiamo con quelle del martedì. Le Rogazioni si svolgevano in forma di triduo. Almeno una avveniva con la processione verso il luogo stabilito o almeno fino al sagrato della chiesa. Il rituale si ripeteva in punti prestabiliti. La processione si fermava. Il sacerdote ripeteva la formula, pregava e benediceva i quattro punti cardinali. Ho scelto l'immagine commovente di una parrocchia veneta che ha ripreso l'usanza delle suppliche rivolte a Dio perché assicuri i beni spirituali e la prosperità della terra allontanando sventure e calamità. E ogni volta il momento più solenne è quello della “benedizione cosmica”, impartita in direzione dei quattro angoli dell’universo. “A fulgure et tempestate, A peste, fame et bello” recita il celebrante. “Libera nos Domine”, rispondono i fedeli.  
Visto che non possiamo più prendere parte alle Processioni delle Rogazioni, possiamo, almeno, recitare le Litanie dei santi in unione con la Chiesa: "si avrà parte nei benefici di una istituzione così santa, e si contribuirà ad ottenere le grazie che la cristianità, in questi tre giorni, sollecita da tutti i luoghi; avremo anche compiuto atto di vero cattolico".  In calce trovate le litanie dei santi precedute dalle Rogazioni estratte per chi vuole soffermarcisi particolarmente.

Martedì delle Rogazioni

Preghiera per i peccatori.
Oggi continuano ancora le suppliche della Chiesa, e le schiere del Signore percorrono, per la seconda volta, le vie della città ed i sentieri delle campagne. Uniamoci ad essi, e facciamo sentire anche noi quel grido che penetra fino al cielo: Kyrie, eléison! Signore, abbiate pietà! Riflettiamo al numero immenso dei peccati che si commettono ogni giorno e ogni notte, ed imploriamo misericordia. All'epoca del diluvio, "ogni mortale aveva depravato la sua via" (Gen 6,12); ma gli uomini non si preoccupavano di domandare grazia al cielo. Dice il Signore: "Venne il diluvio e spense tutti" (Lc 17,27). Se avessero pregato, se avessero fatto ammenda onorevole alla divina giustizia, la mano di Dio si sarebbe arrestata; non avrebbe rovesciato sulla terra "le cataratte del grande abisso" (Gen 8,2). Un giorno dovrà pur venire, nel quale non più le acque, ma un fuoco acceso dalla collera celeste, divamperà su questa terra che noi calpestiamo; un fuoco che brucerà fino alle radici delle montagne (Dt 32,22), e come accadde al tempo di Noè, divorerà i peccatori sorpresi nella loro effimera sicurezza.

lunedì 23 maggio 2022

Finalmente c'è chi reagisce alle incivili discriminazioni!

FVG Orchestra non prenderà parte al Concorso Internazionale di violino Rodolfo Lipizer. In accordo con quanto già espresso dall’amministrazione comunale di Gorizia, la decisione della sinfonica regionale è stata presa in seguito alla decisione dell’Associazione Lipizer di escludere tre violiniste russe dalla prossima edizione del Concorso. 
 “Ci dispiace molto interrompere la tradizione per cui era proprio la FVG Orchestra ad accompagnare i musicisti internazionali durante la competizione – commenta il presidente Paolo Petiziol – ma non possiamo non reagire in modo coeso e determinato ad una decisione che ci sembra del tutto ingiusta. La cultura è una delle poche armi che abbiamo per sanare ferite, per riavvicinare le persone e i popoli, creando coesione invece di divisioni e rancore. Questa esclusione, invece, va nella direzione diametralmente opposta”. - Fonte

Grenoble: i fedeli di Saint André occupano la cattedrale

La difesa della Messa antica continua indefessa in Francia. Troverete i precedenti nell'indice degli articoli su Traditionis custodes e Responsa.

I fedeli di Saint André occupano da questa sera (21 maggio) la cattedrale di Grenoble. 
Padre Lagadec, amministratore provvisorio della diocesi di Grenoble, allertato fin dalle 18, non sembra aver trovato la cattedrale su una mappa della città 
(suggerimento: l'indirizzo è 1 place Notre-Dame, la fermata del tram di Notre Dame – Museo, linea B. Buon viaggio).

I fedeli di Sant'Andrea intendono ricordare con questo gesto simbolico, dopo aver occupato per quaranta ore il campanile della loro chiesa , che sono determinati a difendere i loro sacerdoti della FSSP , le loro messe ea non permettere a quasi 500 fedeli di Grenoble e Vienne. - Fonte

23 maggio 2022 - Lunedì delle Rogazioni (Invocazioni in calce)

C’è stata un’epoca in cui il cristianesimo non era soltanto una religione ma il vero e proprio modus vivendi che regolava la vita del mondo. Tutto si conformava ad esso ogni più piccola azione, ogni modo di fare quotidiano. Se oggi non possiamo viverle in tutte le parrocchie, per le mutazioni che sembrano averle ridimensionate, noi recuperiamo e meditiamo quelle ricchezze che la Tradizione non ha abbandonato e che aiutano a purificare e irrobustire la nostra fede per meglio assimilarla nel vivere quotidiano.

A peste, fame, et bello, libera nos Domine!
A flagello terrae motus, libera nos Domine!
Te rogamus. Audi nos Domine
Le Rogazioni e il Tempo Pasquale.
Oggi comincia una serie di tre giorni consacrati alla penitenza. Questa coincidenza inaspettata sembra, a prima vista, una specie di anomalia nel Tempo pasquale; tuttavia, quando vi si riflette, si giunge a riconoscere che l'istituzione ha un nesso intimo con i giorni in cui siamo. È vero che il Salvatore, prima della Passione, diceva che non si può far digiunare gli amici dello sposo mentre lo sposo è con loro (Lc 5,34); ma queste ultime ore che precedono la sua dipartita per il cielo, non hanno forse qualcosa di melanconico? e, ieri stesso, non ci sentivamo portati naturalmente a pensare alla tristezza, rassegnata e contenuta, che opprime il cuore della divina Madre e quello dei discepoli, alla vigilia di perdere colui la cui presenza era per essi la pregustazione delle gioie celesti?

Prato 30 maggio. Ricordo di mons. Brunero Gherardini e di mons. Antonio Livi


Lunedì 30 maggio alle ore 21.15 presso i locali della parrocchia dello Spirito Santo a Prato (Via G. Silvestri, 21), il parroco, Canonico Enrico Bini, ricorderà due insigni tomisti pratesi del Novecento. I Monsignori Brunero Gherardini e Antonio Livi.
Entrambi nati a Prato, hanno vissuto gran parte della loro vita a Roma, dove per decenni hanno insegnato nelle Pontificie Università. Eredi, tra gli ultimi, della grande Scuola Teologica Romana, che nel secolo scorso ha annoverato maestri quali Monsignor Antonio Piolanti, p. Cornelio Fabro, i Cardinali Palazzini e Parente, solo per citarne alcuni, Gherardini e Livi hanno messo la loro vita e la loro ricerca a servizio dell'Intelligenza della Fede, avendo quali punti di riferimento la Rivelazione, la Tradizione perenne della Chiesa e il Magistero infallibile.
Tra i grandi maestri che hanno caratterizzato la loro lunga carriera accademica e di ricerca, brilla San Tommaso d'Aquino. Gherardini nella sua ricerca teologica e Livi in quella filosofica hanno trovato del Dottore Angelico un riferimento sicuro e perenne. Mai proni alle mode o ideologie del tempo, si sono caratterizzati, ormai casi rarissimi, per la coerenza del loro insegnamento e della loro ricerca, e da quel parlar chiaro che affondava le radici non solo nel rigore scientifico, ma anche in quella schiettezza toscana che avevano ereditato dalle loro origini pratesi. Un doveroso tributo, quindi, a due illustri pratesi, che sembrano già caduti, a pochi anni dalla loro morte, nell'oblio della memoria di molti. Il Canonico Enrico Bini, che fu amico di entrambi e allievo, e molte volte collaboratore, di Monsignor Gherardini vuole con questa lodevole iniziativa, cercare di tenere vivo il loro ricordo, il loro insegnamento, la loro testimonianza. (Rodolfo Abati)