lunedì 28 luglio 2014

“La chiesa non è un sanatorio”. Oltre la misericordia c’è di più. F.to Müller

Riporto e vi giro il quesito di un lettore, cui aggiungo altri elementi utili alla discussione. È solo una tappa di un percorso che intuisco piuttosto accidentato. 

Ieri ho sentito il commento stampa di padre Livio che riportava il seguente articolo apparso su Il Foglio, col titolo “La chiesa non è un sanatorio”. Oltre la misericordia c’è di più. F.to Müller [qui]:
Il cardinale Müller prende posizione sulle teorie di Kasper, e lo fa in modo egregio, direi. In seguito presenta le sue proposte per sanare il problema dei divorziati risposati che chiedono la Comunione. Se ho capito bene, citando BXVI egli sostiene che occorre studiare una soluzione nella linea della dichiarazione di nullità del matrimonio secondo l'attuale prassi cattolica, ma estendendo i criteri di giudizio per fare in modo che le dichiarazioni di nullità siano più facili da ottenere.
In pratica si tratterebbe di individuare se sia sufficiente giudicare i casi sulla base della fede esplicita o della fede implicita degli sposi al momento della celebrazione del loro matrimonio religioso.
A mio modo di vedere, mi sembra che la toppa sia peggiore dello strappo.
Mi spiego: egli dice che la Chiesa Cattolica non deve assolutamente cambiare il vestito, cioè adottare la prassi orientale eretica ed estranea al cattolicesimo; sostiene invece la necessità di estendere la nullità cattolica arrivando a giudicare il foro interno degli sposi al tempo in cui stipularono la loro promessa matrimoniale.
Evidentemente nessun giudice, solo gli sposi stessi possono sapere o ritenere di sapere cosa essi pensavano e credevano a quel tempo. Conseguenza: gli sposi stessi in pratica potrebbero decretare la propria nullità di matrimonio che verrebbe ratificata sic et simpliciter dal giudice di turno senza troppi approfondimenti, affinché l'accelerazione della pratica sia veramente efficace.
Mancherebbe dunque un criterio oggettivo: una toppa peggiore dello strappo.
Chiedo lumi a voi, per essere sicuro di aver ben compreso e per conoscere il vostro parere al riguardo. Grazie già fin d'ora. (Marius)
Prima di esaminare il testo delle affermazioni di Benedetto XVI, che risalgono al gennaio 2013, rilevo che su Avvenire c'è qualcosa in più [qui]. È da qui che stralcio, tra le affermazioni del cardinale Gerhard Ludwig Müller, quanto credo sarà oggetto di grande perplessità:

domenica 27 luglio 2014

Ci siamo accorti di essere in pieno Vaticano III ?

Grazie a Dio, c’è ancora qualche buon cristiano a tenere sott’occhio il temerario che prima o poi tenterà di cambiargli la fede sotto il naso. Armato di spingarda, dottrina e Vangelo, si acquatta dietro il muretto del prossimo sinodo sulla famiglia per scoprire se comportamenti omosessuali, convivenze, divorziati risposati e via mondanizzando diventeranno moneta corrente nei documenti di santa romana chiesa. Oppure, si mimetizza nelle desolate periferie esistenziali in attesa di sezionare qualche pagina magisteriale in cui sia messo nero su bianco che tutto è definitivamente cambiato. Ma, oltre a essersi munito di armi desuete e incomprese, si apposta nel posto sbagliato.

Ormai, i luoghi in cui ci si batte per salvare la fede e la dottrina non sono più quelli tradizionalmente deputati a tale ufficio. I cattolici novatori e mondanizzanti sanno bene che il segreto del potere si cela in quella riga del “Gattopardo” in cui Tancredi Falconeri sentenzia che “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Ma loro, beffardamente clericali, l’hanno capovolta nell’inafferrabile “se vogliamo che tutto cambi, bisogna che tutto rimanga com’è”. Laddove non può la dogmatica arriva la pastorale, cosicché la prassi si mangia la teoria senza che nessuno abbia da eccepire: tutto cambia mentre tutto sembra immutato.

venerdì 25 luglio 2014

Alcune chiose al frate FI nuovo corso intervistato da Radiospada

Apro le chiose di EP che seguono, in ordine all'intervista al frate felice dalle idee come minimo un po' confuse e in un contesto kafkiano, con la riflessione di un lettore:  come mai i Camilliani, tanto per fare un esempio, non sono stati commissariati? Scandalo per milioni di euro, sostituzione di persona, sequestro di persona, superiore generale e compagni in galera e nessuno fa niente? Vogliamo parlare delle suore eretiche americane proaborto ? Vogliamo parlare delle scandalose messe yoga dei Camaldolesi ? E nessuno fa o dice nulla? Poi sei o sette frati si lamentano per il breviario in latino e scatta il commissariamento? Siamo alla farsa... questa "gente anonima" non merita neppure un pernacchio... sono solo dei poveracci rinnegati e fanno pena, anzi anche un tantinello schifo ! 
Possono farci tutta la pena e lo schifo che vogliamo (riferito, più che alle persone, alle loro idee e comportamenti); ma sta di fatto che il papa ascolta loro e non i fedeli dell'ala tradizionale. Di altro non pare gli importi un bel niente: di fatto gli interessa solo il "lío" che piace a lui. Mentre invece il "lío" che infanga la Chiesa, quando non è addirittura ben accolto, non sembra neppure sfiorare il Soglio che, nel frattempo, ha perso molta della sua sacralità...(MG)

Leggo su Radio Spada l'intervista a un frate ribelle normalista e non posso non permettermi qualche chiosa.

Tolti i "non so, non mi risulta" (che costituiscono più della metà dell'intervista), c'è un dato che torna molto spesso: il rifiuto di pregare il breviario in latino, "che non si capisce". L'intervistato dà l'impressione che il commissariamento sia stato per buona parte edificato su quel rifiuto.

Il breviario tradizionale in latino è oggettivamente "più lungo" (le ore canoniche sono nove salmi ciascuna, contro i "due salmi e un cantico" del breviario postconciliare). La questione del "latino che non si capisce" è del tutto strumentale perché chi prende i voti è tenuto a recitare il breviario ogni giorno: dopo qualche mese a recitare preghiere in latino tutti i giorni a tutte le ore canoniche il latino finisce per diventare la tua seconda lingua. Lo assorbi anche se non capisci, così come i giovani di oggi padroneggiano i termini "week-end", "meeting", "smartphone". Il latino diventa parte del tuo esprimerti anche se sei analfabeta. Chi si lamenta di "non capire il latino" sta infatti dicendo che lo detesta, che non ha alcuna intenzione di usarlo, tanto meno di comprenderlo. Sta cioè opponendo un rifiuto capriccioso. Si pensi poi al fatto che le canzonette chiesastiche moderne si accordano bene col breviario Novus Ordo ma suonano del tutto fuori luogo se allegate al breviario tradizionale.

Insomma, viene il legittimo sospetto che quei frati "ribelli al breviario tradizionale" da un lato temono di dover pregare di più (cfr. l'excusatio non petita delle "5 ore di preghiera al giorno") e dall'altro si rifiutano di lasciar fuori le canzonette parrocchiali fastidiosamente in voga nelle comunità religiose Novus Ordo. Sono convinto che questo sia uno degli inconfessati obiettivi dei frati "ribelli al breviario tradizionale": l'ostentato omologarsi all'andazzo ecclesiale per sentirsi "à la page".

La necessità della Fede

Quando si parla della fede si tende oggi a pensare a una sorta di sentimento religioso, che ci fa star meglio, che ci permette di guardare al di là dei nostri orizzonti umani, ma tuttavia sempre in una prospettiva intimistica, come una fiducia in un Altro che ci fa sentir bene.

Da un punto di vista cattolico, niente è più lontano dalla Fede di una tale definizione.

Seppure la Fede del cattolico può avere come conseguenza un sentimento positivo, non si identifica in nulla con esso. La Fede del cattolico è anzitutto un dono di Dio che opera sulla nostra intelligenza, non sui sentimenti. Sì, proprio su quella facoltà così fredda e impopolare: la Fede illumina l’intelletto dell’uomo, e gli permette di conoscere e di accettare come reali degli oggetti esterni che altrimenti gli resterebbero ignoti.

giovedì 24 luglio 2014

La requisitoria di Spaemann sul matrimonio fra chiesa e mondo

Da Il Foglio [qui]:  Il filosofo tedesco Robert Spaemann, sul mensile americano First Things [qui] ha scritto una potente requisitoria delle aperture alla concezione mondana del matrimonio che si stanno facendo largo anche all’interno della chiesa.

“Il matrimonio non è più visto come una realtà indipendente, nuova, che trascende l’individualità degli sposi, una realtà che, come minimo, non può essere sciolta dalla volontà di un solo partner. Ma può essere dissolta dal consenso di entrambe le parti, o dalla volontà di un sinodo o di un Papa? La risposta deve essere no”. Il filosofo tedesco Robert Spaemann, autorità nel mondo cattolico tenuta in altissima considerazione, fra gli altri, dal conterraneo Benedetto XVI, sul mensile americano First Things ha scritto una potente requisitoria delle aperture alla concezione mondana del matrimonio che si stanno facendo largo – e non da oggi – anche all’interno della chiesa, specialmente in vista del Sinodo straordinario sulla famiglia indetto da Francesco. Seconde nozze, nullità, accesso ai sacramenti per i risposati sono le appendici legali, le incarnazioni storiche del problema matrimoniale in un mondo dove i cattolici divorziano poco meno dei non cattolici, dicono le statistiche.

Venerdì 1 Agosto 2014. Appello urgente per i cattolici: Giornata di preghiera, adorazione e solidarietà per i cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente

Riprendo da Rorate caeli [qui]. Aggiungo, in fondo il toccante messaggio del Patriarca Sako.

Venerdì 1 Agosto 2014. Appello urgente per i cattolici:
Giornata di preghiera adorazione e solidarietà
per i cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente

È il giorno scelto dalla Fraternità Sacerdotale San Pietro (FSSP) per una giornata mondiale di pubblica Adorazione di Nostro Signore Gesù Cristo nel Santissimo Sacramento, nella supplica per i nostri fratelli perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente:
La FSSP chiede a tutti i suoi centri di apostolato sparsi nel mondo di dedicare Venerdì 1 Agosto ad una giornata di preghiera e di penitenza per i cristiani che soffrono terribili persecuzioni in Iraq, Siria e altrove in Medio Oriente.
Il 1 agosto è il primo Venerdì del mese ed è la festa di San Pietro in Vincoli. È la festa in cui leggiamo il grande potere della preghiera perseverante dei membri della Chiesa: «Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui». (Atti 12)

mercoledì 23 luglio 2014

27 luglio. Santa Messa Antiquior Bacoli (Napoli)

Laudentur Iesus et Maria!

Cari Amici,

Vi comunico che la prossima domenica 27 luglio 2014 - ore 19:00, presso la Parrocchia di S. Anna, Gesù e Maria di Bacoli (NA), Via Sant’Anna 1, il Rev.do Don Roberto Spataro SDB, segretario della Pontificia Academia Latinitatis e docente presso il Pontificium Insitutum Altioris Latinitatis (Università Salesiana), celebrerà la S. Messa in rito romano antico a norma del motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, a conclusione dei festeggiamenti per la festa parrocchiale di S. Anna (26 luglio). 

In unione di preghiera
In Cordibus Iesu et Mariae

Antonio Stefano Sembiante
Messa Tridentina Napoli

Il "reverendo" di Bose e improvvide nomine

Leggo e riprendo da MiL, in ordine all'articolo di Vatican Insider [qui], riguardante la notizia dell'improvvida nomina di Enzo Bianchi come consultore del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei cristiani.
Su alcune esternazioni di Enzo Bianchi, inflazionanti l'universo culturale che dovrebbe dirsi cattolico, avevo a suo tempo commentato qui. Personalmente posso testimoniare l'esclusione dalla "formazione permanente" dei futuri sacerdoti, da parte di una prestigiosa Università pontificia romana, di nozioni sul Summorum Pontificum e la Liturgia tradizionale, a favore di interventi - di fatto istituzionalizzati - di personaggi come Enzo Bianchi ed uno psichiatra neocatecumenale. Non è valsa, né del resto si usa ormai più farla valere, neppure la par condicio...
Per saperne di più su Enzo Bianchi vi rimando agli autorevoli scritti di Mons. Livi [qui], [qui] e [qui], che non esita a definirlo "falso profeta" e lo dimostra argomentando sapientemente.

Carissimo Dott. Tornielli, sai benissimo che non avremmo resistito all'impulso ex corde di replicare su un blog tradizionale ( letto cioè da quei tuoi fratelli nella fede che, per arcana disposizione della Provvidenza hanno in cuore un particolare - eroico - amore per la Chiesa e particolarmente per la tradizione liturgica ) alla tua simpatica  [beh, più che simpatica, la definirei disinvoltamente falsa] provocazione di appellare con il termine " reverendo " un personaggio del laicato cattolico ( laico però come me e come te) .

martedì 22 luglio 2014

La strategia del filo di ferro

Il Martedì Gnocchi di Riscossa cristiana: le risposte settimanali ai lettori di Alessandro Gnocchi. Riprendo il testo di questa settimana [qui] , che risponde ad un interrogativo su Mons. Galantino e i “volti inespressivi” di chi recita il Rosario fuori dagli ospedali dove si fanno gli aborti.

Caro Summa,

parto dal fondo e alla sua ultima domanda posso rispondere con una sola parola: nulla. Non si può fare nulla perché non ci troviamo al cospetto di superficialità, di cialtroneria, di disprezzo per l’intelligenza altrui o di scarsità di intelligenza propria. O meglio, c’è anche un po’ di tutto questo perché la qualità degli attori sul palcoscenico è davvero scarsina. Ma ciò è secondario, in quanto l’altalena di affermazioni e smentite risponde a una precisa strategia che cerco di spiegare con un’immagine solo in apparenza banale: è la strategia del filo di ferro.

Nova et Vetera Pubblica una risposta multilingue al cardinale Kasper

Rorate Caeli rivela [qui]. Non posso non sottolineare una delle contraddizioni di questa nostra temperie ecclesiale. Il Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Gerhard Ludwig Müller, sotto citato, in questo caso ha una posizione ineccepibile sulla morale. Ma la sua morale è fondata su una verità storicista, che gli fa dichiarare eretici tutti coloro che non accettano pedissequamente l'idolo concilio perché insistono su alcuni ineludibili distinguo, a tutt'oggi da nessuno confutati se non a suon di slogan. Dunque, di quale verità stiamo parlando? Non dimentichiamo che è la morale che si fonda sulla verità, non viceversa...

Nova et Vetera pubblica una risposta multilingue al cardinale Kasper
- E una rivelazione esplosiva sul prossimo Sinodo -

Da fonte affidabile: in Germania un certo vescovo si è preoccupato sull'orientamento che stanno prendendo i preparativi per l'imminente Sinodo straordinario dei Vescovi sulla famiglia. Si dice che il vescovo abbia affermato che i sostenitori delle proposte del cardinale Kasper hanno fatto passi (a quanto pare con successo) per limitare il coinvolgimento del Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Per capire perché alcuni stanno cercando di mettere ai margini il cardinale Müller, va  ricordato questo.

Nel frattempo, la Rivista Nova et Vetera ha pubblicato la risposta, alle proposte del cardinale Kasper, di otto teologi americani, sette di loro Domenicani, la maggior parte dei quali docenti alla Pontificia facoltà di teologia. La risposta, contemporaneamente pubblicata in inglese, tedesco, spagnolo, francese e italiano [qui], confuta in modo completo le innovazioni proposte dal cardinale Kasper, mostrando punto per punto come esse contraddicono la Tradizione perenne della Chiesa.