martedì 3 marzo 2015

50 anni dalla messa di Paolo VI a Ognissanti. SI HA PAURA DELLE REAZIONI DEI "CONSERVATORI".

(ANSA) - ROMA, 12 FEB - Sabato 7 marzo 2015, alle 18, Papa Francesco celebrerà la Messa nella Parrocchia romana di Ognissanti. Il Pontefice ricorderà in questo modo, nella stessa chiesa e a cinquanta anni esatti di distanza, la Messa che Papa Paolo VI celebrò per la prima volta in italiano, secondo le rinnovate norme liturgiche stabilite dal Concilio Vaticano II. La visita coincide anche con il 75° anno della morte di San Luigi Orione. Lo ricorda il superiore degli Orionini, don Flavio Peloso.
Questa la notizia ufficiale della celebrazione da parte del papa della ricorrenza. Abbiamo ripristinato qui le coordinate precise di quell'evento, ricordando come il Messale del 1965 sia stato soltanto la prima tappa delle successive riforme che sono andate oltre le prescrizioni conciliari.

Siamo costretti a scriverne perché la circostanza non è scevra di risvolti incredibili che non possiamo passare sotto silenzio. E le nostre fonti sono tanto più attendibili quanto più sono dirette, provenendo dalle mura leonine.

Le scarne notizie sull'evento sono concordi nel sottolinearne la sobrietà e la brevità estrema: il tempo della celebrazione seguito da un rapido saluto ai membri della comunità degli Orionini che regge la Parrocchia e una breve sosta nel cortile dell'istituto adiacente. Un tocca e fuggi peraltro organizzato dalla Segreteria di Stato anziché, com'è prassi, dal Prefetto della Casa Pontificia.

Ebbene, lo sapete il perché, ovviamente non espresso nei documenti ufficiali, ma riecheggiante in ogni corridoio degli uffici della Santa Sede e rimbalzante su ogni muro vetusto della Città del Vaticano? SI HA PAURA DELLE REAZIONI DEI "CONSERVATORI". Questo il termine usato1.

Ciò è frutto di malizia e di malevolenza oltre che totalmente senza fondamento. Perché in 50 anni nessun amante della Tradizione - piuttosto che conservatore - ha mai protestato "contro" la Messa nuova, anche se non si è mancato di sottolinearne pecche e diminutio in diversi studi, com'è prassi in ogni contesto che voglia rimanere vivo attraverso il connubio fede-ragione. Semmai abbiamo assistito ed assistiamo al contrario: opposizione ferma senza appello e piena di disprezzo da parte di molti - troppi - vescovi e sacerdoti trascinati dalla corrente oggi divenuta alluvionale.

Tutto ciò avrebbe dell'incredibile se già non avessimo subìto reiteratamente bastonate e disprezzo da parte di chi dovrebbe farci da guida e sostegno, invece di veder accolta la nostra sensibilità spirituale che ci fa privilegiare il Rito Romano Antiquior. Esso non nasce oggi, ma è quello della Chiesa bimillenaria e appartiene a tutta la Chiesa, alla Roma universale e perenne. C'è una Legge universale qual è il Summorum Pontificum ad attestarlo. Ce lo conferma anche nella più recente intervista il cardinale Burke. Non abbiamo mancato di fornire le ragioni, che per noi hanno la vis incandescente del dogma e che tuttavia non riescono a scaldare quei cuori sacerdotali (!?) che possano abbattere i muri frapposti in quasi ogni diocesi, mai come in questo caso ossequienti al pontefice, mentre ignoravano o si opponevano al suo predecessore. E sembra non ci sia alcunché che possa intenerire i campioni della proclamata tenerezza.

Cos'hanno dunque da temere costoro? Le nostre armi sono il Rosario l'Adorazione la fedeltà. Sarebbe bene che temessero il Signore, che prima o poi la Sua Giustizia la ripristina, mai scissa dalla Misericordia, quella vera.
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1. Più che delle "reazioni" dei "conservatori" hanno paura delle ragioni dei "conservatori".
Il "collaudo" della Messa Novus Ordo avvenne nel 1967, in latino, e raccolse una maggioranza di critiche (il totale dei non placet e dei placet iuxta modum - "piace solo un pochino" - superò quello dei placet). La Messa collaudata nel '67 - e poi entrata in vigore nell'Avvento del 1969 - si discostava infatti alquanto nettamente da quella celebrata nel 1965.
Quello del '65, ad essere onesti, è esattamente il Messale voluto dal Concilio - la liturgia della Parola in italiano e quella Eucaristica in latino, un sacco di spazi per i laici (inclusa l'esecrabile "preghiera dei fedeli"), la semplificazione (alquanto marcata, per la verità) di numerose parti della liturgia, eccetera. È opinione non mia ma di papa Ratzinger, sulle orme dell'ancor più esplicito liturgista oratoriano Klaus Gamber - e a quanto pare la così detta "riforma della riforma" consisteva proprio nell'improbabile tentativo di unificare il Messale del '62 e quello del '69 facendoli entrambi convergere verso quello del '65, scontentando sia i cattolici che i modernisti: ma avviene così ogni volta che si tenta di imporre dall'alto una liturgia o spiritualità creata a tavolino.
Il Messale del '65, pubblicato in fretta e furia allo scopo di "togliere le pietre dalla mano dei pazzi" novatori, sortì purtroppo l'effetto contrario: visto che non era abbastanza rivoluzionario (secondo i gusti protestanti di questi ultimi) fu infatti rapidamente accantonato in favore della brutalizzazione della liturgia per mano del mai sufficientemente deprecato Bugnini.

Non sarà la religione della Massoneria a salvarci dall'Islam

Editoriale "Radicati nella fede" - Anno VIII n° 3 - Marzo 2015

 Dobbiamo pregare San Giuseppe in questo mese a lui dedicato, pregarlo tanto: per noi, per tutta la Santa Chiesa, per l'opera che Dio le chiede nel mondo.
  Protector Sanctae Ecclesiae, è l'ultimo titolo di invocazione indirizzato a San Giuseppe nelle sue litanie, Protettore della Santa Chiesa.

  Sì, perché la Santa Chiesa va protetta da tutti i suoi nemici, che sono gli stessi nemici di Nostro Signore: nemici esterni e nemici interni. E forse, in questi tempi difficilissimi, dobbiamo pregare San Giuseppe soprattutto perché la protegga dai nemici interni, che sono certamente i più pericolosi.

lunedì 2 marzo 2015

Intervista del Cardinal Burke da Rorate Caeli

Nostra traduzione della recente intervista rilasciata telefonicamente dal Card. Raymond Leo Burke a Rorate Caeli [qui], nella quale con grande generosità egli si è pronunciato col suo stile chiaro limpido ed essenziale sui temi più caldi del momento.

Funzionari vaticani che minacciano di denunciare i blogger

Rorate: Eminenza, la ringraziamo molto per aver accettato questa intervista. Come blog internazionale più letto dai cattolici tradizionali, pensiamo che ciò infonderà molta speranza sia ai nostri lettori che ai cattolici di ispirazione tradizionale sparsi ovunque.
Come nostra prima domanda: Il mondo tradizionale, di recente, è rimasto stordito dalla notizia che due funzionari del Vaticano hanno minacciato di citare in giudizio i blogger e giornalisti cattolici di ispirazione tradizionale. È d'accordo con questo approccio, e pensa che dovremmo aspettarci di vederne di più in futuro?

Burke:  A meno che il blogger non abbia calunniato ingiustamente il buon nome di qualcuno, io certo non credo che questo sia il modo in cui dovremmo affrontare questioni del genere come cattolici. Penso che ci dovrebbe essere un contatto. Presumo che il blogger cattolico sia in buona fede e, se c'è qualcuno nella gerarchia che ha problemi con lui, il miglior modo di affrontar la cosa dovrebbe essere in primo luogo rivolgersi direttamente alla persona e cercare di risolvere così la questione. Nostro Signore nel Vangelo e San Paolo nella sua prima lettera ai Corinzi ci istruisce di non ricorrere ai tribunali. Dovremmo essere in grado, come cattolici, di risolvere tali questioni tra noi. (Cfr Mt 18:15; 1 Cor. 6: 1-6)

50 anni fa la prima Messa riformata. Ma non era quella definitiva!

Su Vatican Insider [qui] Andrea Tornielli ha sottolineato la provvisorietà temporale del Messale del ’65 protagonista dell’anniversario che il papa, domenica 7 marzo, si accinge a celebrare nella Parrocchia Romana di Ognissanti. Eloquente il titolo del lungo articolo:
Cinquant'anni fa la prima versione del rito romano post-conciliare, introdotta in forma sperimentale nel marzo 1965. È il primo abbozzo della riforma liturgica che porterà al nuovo messale, entrato in vigore nel novembre 1969” .
La nostra lettrice Luisa ha giustamente rilevato che il Messale del 1965 non era la prima messa celebrata in italiano, tant'è che il Messale era ancora bilingue. Inoltre - ricorda Arcangelo - questo Rito, che rispondeva alla lettera delle raccomandazioni conciliari, ha goduto da subito di una fama non positiva. Tanto agli occhi dei tradizionalisti, quanto a quelli dei modernisti, esso è sempre parso un "ibrido". Mentre, in tappe successive, hanno avuto la meglio le tendenze più rivoluzionarie.

Per ripareggiare la verità, trascrivo di seguito l'iter successivo descritto nel mio saggio, riveduto e ampliato, appena uscito, nel sottocapitolo Cosa dice il Concilio Vaticano II e il Magistero successivo.

Risulta evidente lo scostamento tra le dichiarazioni dei documenti e quelle dello stesso pontefice da quella che sarà, poi, l'effettiva portata della riforma definitiva. Sono entrata in maggiori dettagli, sia sul Vetus che sul Novus, nelle parti precedenti e successive del saggio citato, che ripercorre le ricchezze inalienabili del Rito Romano Antiquior con accenno ai tagli e ai cambiamenti artefatti - in luogo dello sviluppo organico che, solo, può appartenere alla Santa e Divina Liturgia - operati dal Novus, che ne mettono a rischio l'essenza, sanza invalidarla ma determinandone una seria diminutio. Perché lex credendi lex orandi è ineludibile. E non è una moda né un sentire nostalgico né un partito preso, ma una realtà spirituale che diventa vita nel fedele.

Cosa dice il Concilio Vaticano II e il Magistero successivo

Il card. Burke in Emilia, Piemonte e Veneto con il CNSP

Aggiornamento: Ci comunicano - e siamo lieti di diffonderlo - che il Card. Raymond Leo Burke, il giorno successivo agli incontri segnalati, terrà una conferenza in ordine allo stesso tema anche a Correggio di Reggio Emilia: il 15/3/2015 ore 16 presso la Chiesa di San Pietro, per iniziativa del Circolo culturale Pier Giorgio Frassati di Correggio.

Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Raymond Leo Burke sarà in Emilia Romagna, Piemonte e Veneto dal 12 al 15 marzo prossimi per un breve ciclo di conferenze dedicate alla presentazione del volume “Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica”, che raccoglie scritti dei Cardinali Brandmüller, Müller, Caffarra, De Paolis, di mons. Vasil’, dei professori Mankowski, Rist, Dodaro, e dello stesso Cardinal Burke.
Le conferenze, promosse dal CNSP – Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum [qui], e organizzate in collaborazione con diverse realtà locali, si terranno a Piacenza, Biella e Verona, secondo il seguente programma:
-- 12 marzo 2015, h. 17,30: Piacenza, Sala “Panini” della Banca di Piacenza, Palazzo Galli, via Mazzini 14;
-- 13 marzo 2015, h. 18,00: Biella, Sala Conferenze di Biverbanca, via Carso 15, in collaborazione con Federvita Piemonte e Valle d’Aosta, Gruppo Vita e Famiglia Biella e Movimento per la Vita Biella;
-- 14 marzo 2015, h. 17,00: Verona, Biblioteca Capitolare, piazza Duomo 19, in collaborazione con Una Voce Verona, Sezione San Pietro Martire.

A coronamento dell’iniziativa, sabato 14 marzo 2015, alle h. 10,30, a Verona, presso la Rettoria di Santa Toscana, Piazzetta XVI Ottobre, 27 (Porta Vescovo), e domenica 15 marzo 2015, alle h. 11,15, a Piacenza, presso la Chiesa di San Giorgio in Sopramuro, via Sopramuro 63, Sua Eminenza celebrerà la S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano. 

Le celebrazioni del sacro rito sono state promosse dal CNSP in collaborazione con Una Voce Verona, Sezione San Pietro Martire, e con la Confraternita della Beata Vergine del Suffragio di Piacenza.
Nei prossimi mesi, è prevista l’organizzazione, a cura del CNSP, di un ulteriore ciclo di conferenze in Puglia ed a Trieste. Il relativo programma verrà comunicato in seguito.
Il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum ringrazia con profonda, filiale gratitudine S. E. Rev.ma il Cardinal Burke per aver aderito con generosa disponibilità all’iniziativa, che si inserisce nelle attività promosse dal CNSP all’insegna del principio “Lex orandi, lex credendi”.
Un cordiale ringraziamento va anche ai Coetus Fidelium ed agli altri organizzatori locali, senza la cui fattiva e determinante collaborazione l’iniziativa non avrebbe potuto realizzarsi.

Marcel De Corte. La filosofia del realismo integrale e della fedeltà.

Interessante recensione di Cristina Siccardi su Riscossa Cristiana [qui].

Sulla Giustizia – di Marcel De Corte. … il realismo è la vocazione della filosofia, di ogni autentica filosofia. Diverse, infatti, possono essere le vie attraverso le quali si giunge a cogliere la realtà. I percorsi filosofici sono plurali ma la filosofia è una sola, poiché una sola è la verità. Il metodo è opinabile, il risultato no
La sua è stata definita «filosofia del realismo integrale e della fedeltà» e il suo pensiero, come disse Augusto Del Noce, è un «aristotelismo cristiano»; stiamo parlando di Marcel De Corte (1905-1994), il filosofo di Liegi. Questo autore, alla luce della filosofia tomista, sfida i cambiamenti sociali e le trasformazioni nate dalla Rivoluzione francese, la quale ha portato alla cosiddetta società «moderna». L’egualitarismo, l’ urbanizzazione, il marxismo o la globalizzazione sono per lui tante manifestazioni di disgregazione sociale e morale di un uomo che ha perso il senso trascendente della vita.

domenica 1 marzo 2015

7 marzo, Firenze, Ritiro quaresimale S. Francesco Poverino

RITIRO SPIRITUALE QUARESIMALE
COORDINAMENTO TOSCANO BENEDETTO XVI
predicato da don Federico Pozza, I.C.R.S.S.
Sabato 7 marzo 2015
Oratorio di San Francesco Poverino
Piazza SS. Annunziata, Firenze
ore 10:00 Ritrovo dei partecipanti

Padre G. Elia (Esorcista): “Avanzano tenebre e tribolazioni. Ma non si sente il grido della Chiesa”

“Paradossalmente, mentre aumenta da parte dei fedeli la richiesta degli esorcisti e di sacerdoti preparati a fare esorcismi siamo in un campo lasciato assolutamente al fai da te. Di fronte a una battaglia vera c’è la diserzione da parte nostra. Da parte della Chiesa e dei sacerdoti. C’è un deserto: dov’è la dottrina che viene presentata nella sua genuinità? Se la fede è una proposta la proposta deve essere totale. Il peccato implica un cammino ed è previsto, ma in questo modo non ci viene più detto che via seguire. Ma semplicemente si è fatta la retorica del dialogo che non ha nulla a che fare con la fede: Dialogo è un termine che non è mai presente in nessuno dei libri della Scrittura. Non esiste proprio. Nei libri c’è l’Annuncio. Quando una mamma vede che il figlio è in pericolo sull’orlo del precipizio e sta andando di sotto non gli dice di non fare quella cosa ma grida!” [Fonte]

sabato 28 febbraio 2015

Chiesa e preti senza carita’ : “perché non c'era posto per loro”

Riprendo, da MiL, l'ennesima denuncia dell'ostracismo dei misericordiosi. ne avevamo parlato qui.

Una ( triste ) realtà dei nostri ( tristi) giorni.
C’era una volta in una ridente città di provincia un bel gruppo di fedeli, variegato per età e per condizione sociale, unito dall’entusiasmo comune di lodare Dio con le espressioni liturgiche dei loro padri.
Pregavano assieme ad un piccola comunità di frati : perfetta attuazione dell’ideale “cor unum” di cui tanti parlano ma che pochi riescono ad attuare.
Due anni fa in piena estate comunicarono ai fedeli che i fraticelli non avrebbero più potuto celebrare la Messa antica …
La Provvidenza Divina volle però che la celebrazione della S.Messa Gregoriana non subisse interruzione alcuna in quella città e in quella chiesa : ai frati "impediti" infatti subentrò  un giovane e bravo prete venuto “dalla fine del mondo” che, grazie al suo indiscusso carisma e alle belle ed ispirate omelie, ha fatto pure raddoppiare il numero dei fedeli (anche da località  lontane)   .
Il gruppo cresceva e si rendeva meritevole di bellissimi gesti di carità verso Dio (culto) e verso i bisognosi.

Torino. II Domenica di Quaresima Tradizionale “Reminiscere”

Associazione Cardinal G. Saldarini
per la liturgia latino-gregoriana “Summorum Pontificum”
(Coetus fidelium stabiliter existens ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum
et art. 15. Instr. Universae Ecclesiae)
Domenica 1 marzo 2015, ore 17,00
S. Messa cantata in forma straordinaria (messale latino/gregoriano del 1962 di S. Giovanni XXIII)
II Domenica di Quaresima “Reminiscere”
Santuario di San Giuseppe
V. S. Teresa, 22 - TORINO

Programma musicale della celebrazione:
Proprio gregoriano del giorno parzialmente salmodiato Kyriale delle domeniche di Avvento e Quaresima (XVII, Kyrie t. 6) –– Credo IIIParce Domine (responsorio gregoriano) – Ave Verum (antifona gregoriana) – Attende Domine (responsorio gregoriano) - Ave Regina Coelorum (t. simplex) – Tu es Petrus con versetti e oremus (nella ricorrenza della Cattedra di S. Pietro) - Pietà Signor (Inno di L. Perosi)