martedì 14 agosto 2018

Vigilia Assumptionis B.M.V. ~ II. classis Tempora: Feria Tertia infra Hebdomadam XII post Octavam Pentecostes

Dal mio amico Alessandro in diretta da Venezia, San Simeon Piccolo
Introitus
Ps 44:13; 44:15; 44:16 Vultum tuum deprecabúntur omnes divíni tesplebis: adducéntur Regi Vírgines post eam: próximæ eius adducéntur tibi in lætítia et exsultatióne.Ps 44:2 Eructávit cor meum verbum bonum: dico ego ópera mea Regi.
V. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto.
R. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in saecula saeculórum. Amen
Vultum tuum deprecabúntur omnes divíni tesplebis: adducéntur Regi Vírgines post eam: próximæ eius adducéntur tibi in lætítia et exsultatióne.

Miracolo nei gulag. Così otto donne, nel fondo dell’inferno, hanno fatto trionfare la bellezza

Come invidio quelle donne, prigioniere di gulag eppurevive come l’erba
Pubblichiamo l’introduzione firmata da Marina Corradi per Vive come l’erba. Storie di donne nel totalitarismo, volume edito da La Casa di Matriona (2105) che raccoglie le storie vere di otto donne vissute sotto regimi totalitari di tipo sovietico.

Noi, donne e uomini nati e vissuti in Italia in settanta anni di pace, cresciuti fra diritti che diamo per scontati, noi che spesso crediamo che “libertà” sia seguire la propria inclinazione, o capriccio, leggendo le storie delle donne riportate in questo libro, per prima cosa, ammutoliamo. Come resi coscienti che la Storia, che con noi si è mostrata tutto sommato finora benevola, civile, forse anche banale, con altri, altrove, ma solo una manciata di anni prima di noi, ha preso volti spaventosi di sopraffazione, e violenza e prigionia. Com’è possibile dunque, viene da domandarsi, vivere in condizioni tanto tragiche, eppure non disperare? (Quando noi, nei nostri tempi molli, siamo talvolta, anche senza una autentica ragione, tristi e spenti). E invece Ella, Milena, Ol’ga e le altre, non soltanto lottano strenuamente, ma riescono perfino, in ore pure drammatiche, a essere liete. Come può essere possibile? (E forse, ti dici, bisognerà che anche noi la impariamo, questa segreta strada, in giorni che rapidamente paiono declinare in anni oscuri, e forse, non possiamo escluderlo, feroci).

lunedì 13 agosto 2018

Verità, sacrificio e sogno

Tutti esaltati e inebriati per una frase come come "Giovani, perseguite i vostri sogni".
Apparentemente, sembrerebbe che il problema sia la esasperante banalità del concetto, che starebbe molto meglio in bocca a un cantautore anni Settanta o nella scena finale di un film dei fratelli Vanzina (per far finta che il film possa avere una valore almeno alla fine...).
In realtà, questa frase reca di per sé un messaggio peggiore della esasperante banalità.
Diciamoci la verità fino in fondo, con totale onestà: questa frase tanto bella e "populista" (questo sì che è populismo, nessuno se ne accorge?), che di primo impatto piace a tutti, chi la direbbe, veramente, al proprio figlio? Almeno, se prima non abbia ben capito quali siano i sogni del proprio figlio. Chi di noi la consiglierebbe senza ovvero indagare prima e invitare al discernimento?

Adun: in quella grotta in Thailandia ho visto l’opera di Dio

“Non potevamo fare nulla per cambiare la situazione. L'unica cosa che potevo fare era pregare”. Per il 14enne è stata la fede in Cristo a strappare dalla morte lui e i suoi compagni di squadra, rimasti intrappolati per quasi tre settimane in una grotta in Thailandia
Nei primi giorni dell’estate 2018 il mondo è rimasto con il fiato sospeso per la sorte dei giovani calciatori dispersi insieme al loro allenatore in una grotta della Thailandia del nord.
Le dinamiche dell’accaduto sono ormai di dominio pubblico. Dodici membri di una squadra di calcio locale (i Moo Pa, cioè i Cinghiali), di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, sono stati condotti dal coach nel lunghissimo complesso carsico di Tham Luang. Un gesto sconsiderato, dato il divieto assoluto di ingresso durante i mesi monsonici (da luglio a novembre). Le improvvise e violenti piogge hanno allagato i cunicoli, costringendo la squadra a ripararsi in una grotta per giorni e giorni, senza viveri né beni di prima necessità.

domenica 12 agosto 2018

La pena di morte - Vittorio Messori

Il testo che segue è tratto da: Vittorio Messori, Pensare la storia. Una lettura cattolica dell’avventura umana, Paoline, Milano 1992, p. 412-424.

Malgrado quanto noi giornalisti ci sforziamo di far credere, spesso e volentieri i giornali non rappresentano affatto l’opinione pubblica.

Il problema della pena di morte è uno di quelli in cui sembra più profonda la frattura tra gente e media. Questi, quasi senza eccezioni, respingono indignati anche solo la prospettiva di dibattere una questione che giudicano talmente anacronistica e incivile da non meritare alcuna attenzione.

Nei giornali in cui mi è capitato di lavorare, ho visto cestinare, con ribrezzo, le molte lettere dei lettori sull’argomento. Eppure, tutti i sondaggi mostrano che, se si andasse a un referendum popolare, certamente il risultato sarebbe per la reintroduzione del plotone di esecuzione o del boia, almeno per i crimini particolarmente esecrabili.

XII Domenica dopo la Pentecoste

Deus, in adiutórium meum inténde: Dómine, ad adiuvándum me festína: confundántur et revereántur inimíci mei, qui quærunt ánimam meam. (Ps 69:2-3)
Avertántur retrórsum et erubéscant: qui cógitant mihi mala. (Ps 69:4)
Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto. Sicut erat in princípio, et nunc, et semper, et in saecula saeculórum. Amen
SAN SIMEON PICCOLO
cappellania per la liturgia in rito tridentino a Venezia

Al centro del vangelo di oggi si trova una domanda importantissima: «Che devo fare per ottenere la vita eterna?»
La risposta è «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua
forza e con tutta la tua mente e amerai il prossimo tuo come te stesso». Ma poi si pone la domanda: “Ma chi è «il prossimo»? Alla domanda “Chi è il mio prossimo?” Gesù risponde con la parabola dell’uomo che sulla strada da Gerusalemme a Gerico viene assalito dai briganti che lo abbandonano ai bordi della via, spogliato e mezzo morto. Passano sulla medesima strada un sacerdote e un levita e vanno oltre. Poi arriva un samaritano.
E il Samaritano si commuove; «Ne ebbe compassione», “Misericordia motus est”. In virtù della misericordia che colpisce la sua anima, diviene lui stesso il prossimo del uomo ferito. E Gesù dà il comando “Vai e fa anche tu lo stesso”.

La Madonna di Akita. la continuazione della missione della Madonna di Fatima

Prologo
Akita è una città sita nel Nord Ovest del Giappone, in cui sono avvenuti dei fatti, che la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente come soprannaturali. Essi hanno avuto luogo negli anni Settanta presso il Convento delle Suore “Serve dell’Eucarestia”, che dista circa 5 km da Akita.
La protagonista dei fatti miracolosi è Suor Agnese Katsuko Sasagawa, nata nel 1931 ed entrata, nel 1973, nel Convento delle Suore “Serve dell’Eucarestia”, vicino Akita, a 42 anni. Essa era completamente sorda e incurabile (cfr. I. Corona, Akita. Le apparizioni della Madonna a suor Agnese Sasagawa, ed. Segno, Tagnavacco di udine, 2015, p.5)

sabato 11 agosto 2018

Bentornati, padre e madre - Marcello Veneziani

Pungente ed efficace l'ironia dell'articolo ripreso di seguito. Non è ancora chiaro se il ripristino dei termini appropriati di Padre e Madre riguarda solo i moduli per richiedere la carta di identità elettronica per i figli minori sul sito del Ministero degli interni o se si è predisposta una legge per cambiare quella corrispondente al nuovo linguaggio orwelliano imposto dalla dissoluzione mascherata da progresso frutto delle gabbie ideologiche dominanti. In ogni caso quella che va ripristinata è la realtà sovvertita, sia  curando l'educazione delle nuove generazioni che neutralizzando la manipolazione mediatica delle masse da parte delle principali agenzie informative.

Il ritorno del Genitor Prodigo. La parabola evangelica a rovescio dei nostri anni. Salvini il Barbaro irrompe nell’ufficio anagrafe e impone di tornare a padre e madre sui moduli per la carta d’identità e di impacchettare le protesi che erano al loro posto, denominate Genitore 1 e genitore 2 e rimandarle ai loro sponsor sinistri. Ma partiamo dall’inizio, anzi dall’Inizio del mondo.

L'omoeresia ancora salda nella Chiesa. Che fine ha fatto l'indagine di Benedetto?

Aldo Maria Valli [qui l'intero articolo dal titolo: Quella rete che andrebbe sradicata] condensa e rende esplicite considerazioni da non sottovalutare. Cito:
Per combattere davvero il fenomeno degli abusi sessuali occorre sradicare le reti gay esistenti all’interno della Chiesa.
Questa la tesi sostenuta dalla professoressa Janet E. Smith, teologa morale Al Sacred Hearth Major Seminary di Detroit, in seguito all’ennesimo scandalo che sta travolgendo la Chiesa cattolica negli Stati Uniti dopo che il cardinale Theodore McCarrick si è dimesso a causa della sua condotta sessuale e degli abusi su seminaristi.
Secondo Janet Smith (qui) a questo punto occorre dire chiaramente che lo scandalo non sta solo nelle coperture da parte dei vescovi, né si può pensare che tutto possa essere risolto con provvedimenti disciplinari verso i responsabili e il perfezionamento di meccanismi per la segnalazione dei pastori viziosi. In profondità, sostiene la teologa americana, il problema sta nella presenza di reti omosessuali all’interno della Chiesa, probabilmente nelle diocesi di tutto il mondo e certamente nella curia romana.

venerdì 10 agosto 2018

Pena di morte - Cristiano Lugli e don Michel Gleize

Dopo i vari richiami di contrarietà alla pena di morte, Bergoglio è arrivato a cambiare il nuovo Catechismo sul tema della pena di morte - tema che aveva già subito modifiche lungo gli anni, anche sotto il pontificato dello stesso Giovanni Paolo II.
Lo ha fatto con un rescritto del cardinale Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, datato 1° agosto e pubblicato, come noto, qualche giorno fa’.

Nel testo si legge che nell’udienza concessa al porporato lo scorso 11 maggio, Bergoglio ha approvato una nuova redazione del n. 2267 del Catechismo della Chiesa Cattolica, disponendo che venga tradotta nelle diverse lingue e inserita in tutte le edizioni del Catechismo, quello pubblicato nel 1992 e in editio typica nel 1997.