domenica 23 gennaio 2022

Annibale Bugnini, il principale artefice del Novus Ordo, avrebbe voluto distruggere anche il Rosario

Ho pescato in rete un articolo di un blog statunitense di qualche anno fa dal quale apprendo che Annibale Bugnini, il principale artefice del Novus Ordo, avrebbe voluto distruggere anche il Rosario. Ma questo Paolo VI non glielo ha permesso.

L'autore racconta che sua moglie aveva acquistato il ridondante libro di Bugnini La Riforma Liturgica e, dopo averne letto qualche frammento, lo ha messo da parte, totalmente disgustata dall'evidente autocompiacimento, dall'ego monumentale e dal costante disprezzo dell'autore per il rito romano antico di oltre 1500 anni, da lui riformato su incarico di Paolo VI. Ripescato il libro, egli vi ha dato una scorsa, e ha scoperto che colui che aveva posto tanta enfasi sulla “nobile semplicità", eliminando “ripetizioni inutili” e “accrescimenti (per aggiunte) storici”, intendeva distruggere completamente anche il Rosario.

sabato 22 gennaio 2022

La Messa antica in Nigeria

Buone notizie dalla Nigeria
"Dio è stato gentile con noi in Nigeria per aver ripristinato e diffuso la liturgia e le devozioni cattoliche tradizionali. 
Pregate per i vostri Sacerdoti. Pregate per il Papa e per la gerarchia."
Fondata Una Voce-Nigeria per garantire la Messa tradizionale in Africa.

Nonostante le restrizioni la Messa dei secoli sembra non conoscere tramonto...

Effetti del mondo nuovo creato dalla tecnocrazia biosecuritaria

Riporto di seguito un articolo di Elisabetta Frezza, tanto più efficace in quanto frutto dell'esperienza personale. Qui l'indice degli articoli su covid, vaccini e dittatura sanitaria.

Il virus, alla fine, è passato anche di qua. Lo hanno accolto in casa i miei figli minori che, vedendo cosa sta succedendo in giro, aspettavano prima o poi la sua venuta. Il che suona vagamente blasfemo, ma così ci hanno ridotti nel fantastico mondo nuovo della tecnocrazia biosecuritaria e della psicopatologia generalizzata. Non fosse stato intercettato con l’epifania della seconda tacca rosa nello stick del tampone – riedizione pandemica dei mitici test di gravidanza che ci hanno tenuto tutti, qualche volta nella vita, col fiato sospeso – nessuno di loro teenagers si sarebbe accorto del suo transito, tanto fugace quanto indolore. In tempi normali – concetto sepolto – avrebbero continuato ad andare a scuola, come nulla fosse e come sempre si è sempre fatto in compagnia di un raffreddore. Invece, test, dad e quarantena di famiglia, fino a futuro decreto di scarcerazione da parte dell’autorità competente: quella che elargisce a discrezione brandelli di libertà vigilata.

venerdì 21 gennaio 2022

La “character assassination” di Benedetto XVI. In vista del conclave?

Al di là delle considerazioni su munusministerium e papato emerito, di cui si accenna nell'articolo, e sulle quali abbiamo riflettuto ad nauseam [vedi in questo indice], di seguito la notizia rimbalzata con grande eco su tutte le agorà mediatiche in ordine al Rapporto della Chiesa tedesca, secondo cui Joseph Ratzinger non avrebbe agito su 4 casi di pedofilia quando era Arcivescovo di Monaco. Tra l'altro un caso vecchio del quale ridultano già 82 pagine di suoi chiarimenti. Di Benedetto XVI abbiamo ben presente l'impegno e vogliamo ricordare questo nostro articolo: Vaticano e omoeresia. Che fine hanno fatto i risultati dell'inchiesta che Benedetto XVI ha consegnato al suo successore? [qui]. Altrettanto significativo è il suo intervento dal 'recinto di Pietro' quando ha reso pubblici i suoi Appunti su La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali [qui]. Intanto oggi, nel comunicato Ansa leggiamo questa neutra anodina comunicazione del Vaticano: "Nel reiterare il senso di vergogna e il rimorso per gli abusi sui minori commessi da chierici, la Santa Sede assicura vicinanza a tutte le vittime e conferma la strada intrapresa per tutelare i più piccoli garantendo loro ambienti sicuri"...

La “character assassination” di Benedetto XVI.
In vista del conclave?

E ieri, tra le notizie delle follie governative e della situazione ucraina, ecco un fulmine a ciel sereno: un rapporto dalla diocesi di Monaco e Frisinga accusa il papa emerito Benedetto XVI di “negligenza” in quattro casi di pedofilia. Inutile è stata la memoria di 82 pagine inviata da Ratzinger: ignorata dalla polizia.

Cosa c’é di vero e cosa no. Come nei casi di Donald Trump, di Bettino Craxi o di Vladimir Putin assistiamo ad una “character assassination”. In realtà Ratzinger è sotto il fuoco dei fucili sin dall’epoca in cui era cardinale: era il “cardinal Rottweiler”. E’ stato accusato di essere un nazista, cosa peraltro falsa: il più grande storico di Hitler, Joachim Fest, rimandò al mittente queste accuse rispondendo a Franca Rame. Era una bufala la foto di un giovane Ratzinger in atto di fare il saluto nazista: era stata tagliata: Ratzinger stava dando una benedizione (tra l’altro nella si notava come fosse vestito da prete, e venne ordinato nel 1951). Venne estrapolato un inciso dalla lectio magistralis di Ratisbona [qui] che, decontestualizzata, travisava il senso del discorso per provocare un incidente col mondo musulmano [e gli costò anche una mancata prolusione prevista a La Sapienza -ndr]

Mons. Stefan Heid: "Ecco come celebravano i primi cristiani"

Riprendo da MiL alcuni stralci di un'interessantissima intervista a mons. Stefan Heid per sfatare molti luoghi comuni sorti dai falsi archeologismi liturgici post-conciliari.
C’è chi prova a negarlo, ma l’Eucaristia è stata da subito un rito sacro, svolto in uno spazio sacro e su una tavola sacra, ovvero un altare. E il sacerdote era rivolto a Oriente. A colloquio con monsignor Stefan Heid, rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana
di Luisella Scrosati (pubblicato sul Timone n. 213, gennaio 2022, in edicola a Roma e Milano, in spedizione ovunque cartaceo o digitale www.iltimone.org)

Ecco come celebravano i primi cristiani

La Messa una cena e l’altare una tavola? L’abbiamo sentito molte volte, ma le cose stanno un po‘ diversamente. Ne abbiamo parlato con monsignor Stefan Heid, tedesco dell’arcidiocesi di Colonia, classe 1961, rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, a Roma, dove è anche titolare delle cattedre di Storia del culto cristiano e Agiografia.

[...] Una sua pubblicazione mette in discussione alcuni aspetti del periodo paleocristiano, considerati punti fermi. Il più noto: l’Eucaristia veniva celebrata in un contesto conviviale; pertanto come altare si utilizzava la tavola da pranzo. A conferma di ciò ci sarebbe anche l‘utilizzo del termine “mensa” e non “altare”.

«In effetti cent‘anni fa la scienza dell‘archeologia cristiana ha messo in giro alcune idee che, a mio parere, sono sbagliate, idee che però, soprattutto in teologia, vanno avanti imperterrite. Tra queste si trova la convinzione che l’Eucaristia fosse un pasto comune e che anche oggi dovrebbe essere celebrata in questo modo. Bisogna stare attenti. Certamente Gesù ha istituito il rito del Pane e del Calice durante una cena nella quale si mangiava in posizione reclinata. I pasti in questa posizione erano pasti privilegiati, solenni, per i quali occorreva personale di servizio, quindi non certo pasti per i poveri. Ma il vero nucleo del rito eucaristico si è sempre tramandato come un rito specifico, distinto, come già mostra Paolo nella prima lettera ai Corinzi. Il pasto in posizione reclinata è del tutto secondario. Anche se a Corinto i partecipanti fossero stati sdraiati su lettini - cosa che non ritengo probabile a causa del numero dei partecipanti - per il nucleo del rito eucaristico veniva introdotta una tavola sacra distinta - Paolo la chiama la “mensa del Signore” - unica per tutta la comunità. Questo è importante: c’è solo una “tavola sacra”, non importa quanto sia grande la comunità».

Ministro finlandese sotto processo per aver citato la Bibbia: «Ho diritto a professare la mia fede»

Leggo su CNA la vicenda paradossale dell'ex ministro degli interni finlandese dal 2011 al 2015, Päivi Räsänen, sottoposta a processo penale che inizierà il 24 gennaio per "incitamento all'odio" verso gli omosessuali per aver citato san Paolo, dopo aver subito un'indagine e diversi interrogatori.
Päivi Räsänen, medico e madre di cinque figli, rischia il carcere poiché accusata di istigazione nei confronti di un gruppo minoritario, sostenendo che le sue affermazioni «probabilmente causano intolleranza, disprezzo e odio nei confronti degli omosessuali».
La deputata 62enne, già presidente del Partito della Democrazia Cristiana dal 2004 al 2015, è un membro attivo della Chiesa luterana finlandese. Ma ha messo in dubbio la sponsorizzazione da parte della sua chiesa di un evento di LGBT-pride.

giovedì 20 gennaio 2022

Tachipirina e vigile attesa. Incredibile decreto del Consiglio di Stato

Ben detto, senza remore né inutili giravolte. Qui l'indice degli articoli su covid, vaccini e dittatura sanitaria.
Se a Roma c’è un giudice, dev’essercene anche un altro che annulla il lavoro del precedente.

Ha quasi dell’incredibile, la storia della sentenza del Tar Lazio, che alcuni giorni fa aveva sospeso il famoso protocollo Speranza, quello basato su “paracetamolo e vigile attesa” e che, si leggeva nel dispositivo, “anziché dare indicazioni valide sulle terapie da adottare a domicilio”, riporta “un lungo elenco delle terapie da non adottare”. Ponendosi così “in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicati dalla scienza e dalla deontologia”: compito del dottore, infatti, non è mettere in standby il paziente, bensì “agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito”. Insomma, per i giudici amministrativi di primo grado, il protocollo Speranza impediva ai medici di fare i medici e ai pazienti di curarsi.

20 gennaio - Supplica alla Madonna del miracolo

Oggi, 20 gennaio, ricorre l'anniversario della conversione di Alfonso Ratisbonne a Roma, in Sant'Andrea delle Fratte, luogo della devozione alla Santa Vergine del miracolo [vedi]. La Madre del Signore e nostra, tra i tanti interventi con i quali nel corso dei secoli si è prodigata verso i suoi figli quale Madre di misericordia e Mediatrice di tutte le grazie, nel 1830 ha affidato a S. Caterina Labouré la medaglia miracolosa come strumento di grazia.
Tra i tanti santi devoti della Medaglia miracolosa, fu il giovane Massimiliano Kolbe, che il 20 gennaio 1917, settantacinquesimo anniversario dell’apparizione, proprio in sant’Andrea delle Fratte, nell’ascoltare la rievocazione della conversione del Ratisbonne, concepì l’istituzione della sua Milizia dell’Immacolata, col fine di «cercare la conversione dei peccatori, eretici, scismatici, giudei ecc., e specialmente dei massoni; e la santificazione di tutti sotto il patrocinio e mediante la B.V.M. Immacolata». Chiediamo l'intercessione sua e della B.V.M. perchè Iddio continui a guidare la Sua Chiesa.
Pio XI, il 19 luglio 1931, in occasione del processo di beatificazione di Caterina Labouré, accennando ai mali che affliggevano la Chiesa, disse: «In questi giorni risplende la Medaglia miracolosa, come per richiamarci in modo visibile e tangibile che alla preghiera tutto è permesso, anche i miracoli, e soprattutto i miracoli. In ciò sta la specialità magnifica della Medaglia miracolosa, e noi abbiamo bisogno di miracoli. è già un gran miracolo che i ciechi vedano… ma vi è un altro miracolo che dobbiamo domandare a Maria Regina della Medaglia, ed è che vedano quelli che non vogliono vedere…».
Qui potete trovare il testo della Supplica che si rivolge alla Vergine ogni 27 novembre e in ogni urgente necessità. Di seguito riprendo il testo di quella che in Sant'Andrea delle Fratte si recita a mezzogiorno del 20 Gennaio e che mi sono permessa di integrare in alcuni punti.

SUPPLICA ALLA MADONNA DEL MIRACOLO recitata il 20 gennaio

In preparazione: un nuovo testo sulla liturgia, nuovi decreti sugli Istituti Ecclesia Dei

Leggo su Riposte catholique che circolano nuove voci su ulteriori sviluppi delle direttive vaticane sulla Liturgia. Da letture di commenti in gruppi tradizionalisti U.S.A. apprendo che nella redazione di La Croix, da cui provengono le notizie sotto riportate, ci sono allievi di Grillo, uno dei maggiori avversari della Messa antica e che tanta parte ha avuto anche nell'ultima stretta (vedi). Il che ci darebbe anche un'idea sulle fonti vaticane... Qui l'indice degli articoli sulla Traditionis Custodes e sui Responsa.

La Croix dedica due articoli al tema della liturgia postconciliare. Cito dal primo:
Il Vaticano starebbe lavorando ad altri testi sulla liturgia : sarebbe in corso di elaborazione un documento più ampio sulla liturgia post-conciliare, in sostituzione dell’istruzione Liturgiam authenticam del 2001. E un nuovo decreto sugli Istituti Ecclesia Dei sarebbe in preparazione per marzo.
Il primo documento potrebbe generare nuove basi al consolidarsi della Chiesa rivoluzionaria di conio vaticansecondista, le cui variazioni - ormai vere e proprie rotture - si fanno sempre più audaci ad ogni tappa successiva, in continuità esclusivamente all'interno del loro nuovo impianto paradigmatico, ma senz'alcun legame, e quindi in discontinuità, col magistero perenne ritenuto obsoleto per definizione. Proprio sulla Liturgia, il recente motu proprio Traditionis custodes attribuisce alla Messa riformata dai Paolo VI l’unica espressione della lex orandi del Rito Romano. Inquietante cosa ancora potrebbe attenderci posto quanto segue.

L'erosione della coesione sociale ha raggiunto livelli di ingovernabilità che rivelano la crisi ontologica del sistema

L'erosione della coesione sociale preoccupa le stesse élite che ne sono responsabili e comincia a rivelare tutte le problematiche generate dalle dinamiche non tutte gestibili della complessità insieme ai rischi connessi con l'eterogeneità dei fini. L'analisi ripresa di seguito è essenziale, ma apre molti usci di comprensione e approfondimento. Siamo consapevoli che la crisi epocale che ne risulta è originata dalla scristianizzazione dell'intero Occidente e dunque anche che ogni soluzione non è efficace se continua ad espungere il Soprannaturale, che gli analisti laici che vanno per la maggiore continuano a non mettere in campo. 

L'erosione della coesione sociale ora
preoccupa le stesse élite che ne sono responsabili

Il dodicesimo rapporto del World Economic Forum di Davos pone come problema principale, secondo il sentimento degli intervistati nella ricerca, lo smembramento delle società messe sotto la trazione di forze disaggreganti. È la prima volta da quando viene fatto, che le principali problematiche lette come più rischiose, sono relative al campo sociale che assieme ad “ambiente”, “geopolitica”, “economia” e “tecnologia” formano il pentagono di argomenti di solito monitorati. Il rapporto consiste di interviste fatte a circa mille tra CEO, studiosi, politici, ONG ed organizzazioni internazionali e di tutti questi, i più sensibili al problema posto in primo piano, sono proprio coloro che provengono dal mondo del business. Tale problema si declina principalmente in tre elementi: 
  1. erosione della coesione sociale; 
  2. deterioramento della salute mentale; 
  3. vere e proprie crisi di sussistenza, dovuti ad un insieme di trazioni date dalla pandemia, da come viene affrontata, dagli effetti che produce su un corpo sociale già debilitato da anni di dominio ideologico e pratico estremista. 
Al trittico iniziale segue la disillusione giovanile, il fallimento delle infrastrutture pubbliche, il collasso della sicurezza sociale e così via.