martedì 23 luglio 2019

Ultima intervista card Sarah. Perplessità...

Il cardinal Sarah, che in molte occasioni non ha esitato a parlare forte e chiaro, anche lui dice e non dice! Anche lui che poteva essere ritenuto uno dei principali baluardi di resistenza al nuovo corso Bergogliano! Leggiamo in un recente articolo:
Il cardinale svolge la sua missione in Vaticano dal 2001. Ha collaborato con Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e adesso con Papa Francesco del quale si rammarica essere presentato come un avversario.
“Io sono tranquillo perché sono molto fedele al Papa. Nessuno può citare una parola, una frase, un gesto con cui mi oppongo al Papa. È ridicolo, è ridicolo. Sono al servizio della Chiesa, del Santo Padre, di Dio. Basta”.
“La gente scrive cose per opporsi a noi, contro il Santo Padre, contro vescovi e cardinali. È ridicolo. Non dobbiamo cadere in questa trappola. Dobbiamo continuare ad insegnare. Non mi interessa quello che dicono”. [vedi]
Cito: Eminenza Sarah,
il 18 marzo scorso – riporto i virgolettati – lei affermava che “la Chiesa è diventata un covo di tenebre". Aggiungeva che “La Chiesa muore perché i pastori hanno paura di parlare con tutta la verità e la chiarezza.”; e ancora: “I teologi e anche i sacerdoti si divertono a decostruire i dogmi, svuotandoli del loro significato profondo. Il relativismo è la maschera di Giuda travestita da intellettuale” [quivedi anche]. Mi fermo qui. Potrei continuare fino a riempire una pagina intera e a stancare i miei venticinque lettori. Che comunque possono consultare, se non l’hanno già fatto, i suoi ultimi volumi [vedi]: "La forza del silenzio", "Dio o niente" e “La sera si avvicina e il giorno sta già calando”, che ho scorso nell'edizione francese, giacché l’opera non è ancora disponibile in Italia. Diamine: tutto quanto ha scritto è un consapevole controcanto alla deriva della chiesa di Bergoglio. 
Punto per punto: il rifiuto di ogni relativismo etico mascherato da “discernimento”, la difesa della famiglia naturale, il tema dei sacramenti a chi non è in grazia di Dio, la priorità alla difesa della vita rispetto a quella – pagana - della natura. 
Persino la sottolineatura che gli africani - lei viene dal quel continente, lo conosce e dunque non ne propone un' immagine ideologica da centro sociale - vanno aiutati in Africa. 
E ora lei se ne esce, in un’intervista del mese scorso ma che solo ora mi è capitato d leggere, con questa frase: “Non mi sono mai espresso contro papa Francesco". Ora: questa è ipocrisia davvero gesuitica, è cerchiobottismo furbastro.
Certo: lei non ha mai DIRETTAMENTE accusato Bergoglio di alcunché. Ma tutta la sua opera di vescovo e di studioso non è per sbaglio sembrata ma È STATA ED È del tutto alternativa a quanto Bergoglio scrive e soprattutto dice, quando parla a braccio e si rivela per quel che è. Eminenza, sia all’altezza delle sue idee. 
Di che cosa ha paura? Di mettere a rischio la sua posizione in Vaticano? Sarebbe da miserabile. E lei non è un miserabile. Teme forse che le cose precipitino fino allo scisma? Ma, sebbene non formalmente, lo scisma è già in atto, eminenza. I fedeli sono divisi, radicalmente divisi. E aggiungo che è bene che sia così, perché tanti tra loro, specchiandosi nell’orrore del bergoglismo, han ritrovata la Fede. Quella vera, forte, che non si "apre" al mondo ma che converte il mondo. 
E dunque basta con questo dire e disdire. Lei, Burke e Müller sembrate tre gamberi – rossi naturalmente – che fanno un passo avanti e tre indietro. O tre “milites gloriosi” che minacciano sfracelli e poi fuggono non appena all'orizzonte compare una papalina bianca. Anche se sotto quella papalina non c’è nessuno. (Biagio Buonomo su Fb)

Conclusioni mie:
Purtroppo devo convenire... Il problema è che questi pastori, che peraltro riaffermano puntualmente e costantemente le Verità cattoliche, non sono ancora arrivati a riconoscere chiaramente e ufficialmente le radici delle distorsioni, fino alla rivoluzione attuale, attribuibili ad alcuni 'bachi', contenuti nei documenti conciliari, perfettamente individuati ed ripetutamente illustrati con tutte le motivazioni del caso. Ma gli studiosi che lo hanno fatto e lo fanno sono sottoposti ad una inesorabile "damnatio memoriae".
È in queste fessure diventate oggi voragini che sono confluite e grazie ad esse applicate nella 'pastorale' le innovazioni della "nouvelles théologie" che incombevano da decenni e oltre. L'applicazione è stata attuata con la finzione di una proclamata ma non provata 'continuità' (peraltro storicisticamente basata sul soggetto Chiesa anzichè sull'oggetto rivelazione). Finzione che ignora anche che la pastorale non può non sottendere una dottrina, sia pure implicita. In conclusione, se non si riconoscono le radici del problema, come e quando si troverà la soluzione?

lunedì 22 luglio 2019

27 luglio - Processione di riparazione a Rimini. Comunicato

Vedi precedenti: Importanza della pubblica riparazione (qui); replica al quotidiano dei vescovi (qui); riparazione non è provocazione (qui) e neppure presunzione (qui).

Mons. Athanasius Schneider benedice la Processione di riparazione al “Summer Pride” di Rimini. 
clicca sull'immagine per ingrandire
Sabato 27 luglio 2019 avrà luogo a Rimini una manifestazione denominata “Summer Pride” volta a celebrare una serie di comportamenti in sé gravemente disordinati e moralmente riprovevoli, in particolare l’omosessualità.
Questa manifestazione, come altre simili, si svolgerà con il colpevole patrocinio di istituzioni e autorità pubbliche e per più motivi offende chiunque abbia conservato un retto sentire e il semplice buon senso:
  • Difende comportamenti gravemente immorali come legittimi
  • Contribuisce a far percepire come normale e lecito ciò che è gravemente peccaminoso
  • Dà scandalo pubblico incoraggiando oggettivamente al male coloro che assisteranno alla manifestazione
  • Offende sfacciatamente la religione cristiana che ha radici millenarie nella città di Rimini
  • Non può non contribuire al degrado morale della città in cui si svolgerà.
Una simile iniziativa offende dunque Dio molto più di un comportamento gravemente immorale compiuto privatamente,proprio per il suo carattere pubblico e, per così dire ufficiale, gridando vendetta al cospetto di Dio e attirando nel modo più tragico i castighi  divini sulla nostra povera città.  
Il Comitato Beata Chiara da Rimini ricorda infatti a tutti che la legge di natura, scolpita nel cuore di ogni uomo, ed il costante insegnamento della Chiesa, vietano ogni atto sessuale al di fuori del legittimo matrimonio;  definiscono come matrimonio solo l’unione fra l’uomo e la donna pienamente aperta alla procreazione; vietano severamente ogni atto contro natura e, in particolare, la sodomia.
Stante la gravità dunque del suddetto “Summer Pride” si invita tutta la cittadinanza a partecipare alla processione che si svolgerà alle ore 10.30 del giorno 27 luglio da piazza Mazzini a piazza Ferrari per riparare l’offesa Maestà Divina, implorare da Dio la conversione di tutti gli sventurati che parteciperanno alla malaugurata iniziativa ed il pieno ristabilimento a Rimini della fede cattolica e della Regalità sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. ( Comitato “Beata Chiara da Rimini”)

Ideologiche grida ed ecclesiastici silenzi. Sugli orrori di Bibbiano tutto si tiene

Per continuare a parlarne con cognizione di causa. La famiglia naturale è il nucleo che racchiude la storia, le tradizioni, l'identità e la lingua di un Paese. È l'architrave fondamentale dello Stato-nazione. È per questo che i globalisti - e la sinistra con loro - vogliono cancellarla. È per questo che i patrioti devono difenderla con tutte le loro forze.

Lasciamo da parte per un momento l’aspetto del tornaconto economico, cioè l’enorme giro di denaro alimentato in Val d’Enza dal mercato di minori e dallo scandalo degli affidi pilotati a beneficio degli amici, degli amanti e degli amici degli amanti. Probabilmente la gran quantità di cointeressati che, chi più chi meno, lucrava dal regime di una macchina così ben oliata in tutte le sue componenti è stata, di fatto, uno dei fattori estrinseci capaci di tenere incollati insieme, a lungo, i pezzi di un mosaico tanto abominevole e di una tresca tanto infame. Vien male a pensarlo, ma evidentemente in molti, pur di spigolare qualche briciola dell’indotto, erano pronti a tacere o sorvolare persino sull’abisso di sofferenza gratuita procurata a famiglie vulnerabili, inermi e incolpevoli. E a bambini indifesi. Se costoro possano dirsi uomini, ognuno può valutarlo da sé. I soldi si sa che c’entrano sempre, in ogni catena di malaffare. Ma la vera cifra della vicenda reggiana, come risulta dagli stessi rapporti degli inquirenti, è la connotazione ideologica dell’impianto criminoso, sviluppato intorno a un nucleo propulsore ben definito, ammesso che lo si voglia vedere.

domenica 21 luglio 2019

Ha il velo l'Africa che sfida il business dell'immigrazione

Non sono bianche, né ricche, né tedesche; ma nere, povere e nigeriane. Sono le suorine del Sacro Cuore di Gesù e percorrono in lungo e in largo l'arcidiocesi di Benin City per sensibilizzare la popolazione locale sui rischi dell'emigrazione illegale. È un volto poco conosciuto della Chiesa e delle attività di volontariato d'ispirazione cattolica presenti in Africa, ma che merita di essere raccontato in quanto onora tra mille difficoltà il sacro principio di salvare vite umane. Le suore mettono a conoscenza le loro connazionali e i loro connazionali dell'incubo che si cela dietro alla promessa alettante di un buon lavoro in Europa: la schiavitù sessuale e l'espianto di organi a cui molto spesso le vittime sono condannate tramite minacce di ritorsioni sui familiari o di far ricorso ai riti voodoo. Alle persone che incontrano durante questa loro attività, le sorelle del Sacro Cuore di Gesù non si limitano a parlare di questi pericoli, ma offrono anche un'alternativa grazie ad un centro formativo da loro gestito nella regione che prepara i giovani non scolarizzati ad acquisire le competenze necessarie per entrare nel mondo del lavoro. All'interno della struttura, la Congregazione cura programmi in cui si insegna a cucire (anche abiti tradizionali africani), a cucinare e a realizzare grafici, oltre a prevedere borse di studio per i più indigenti e a fornire servizi di microcredito a madri sole e a vedove. La Congregazione si preoccupa, poi, di agevolare il reinserimento in società delle vittime della tratta che decidono di tornare a casa. Un percorso complesso, da affrontare superando giudizi e pregiudizi e che spesso richiede un passaggio intermedio in edifici 'protetti'. Uno di questi a Benin City è gestito dal Comitato per il sostegno della dignità delle donne (COSUDOW) coordinato da suor Emeneha, delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, un altro ordine impegnato sul territorio nella campagna di sensibilizzazione contro la tratta.

Signore, dacci un papa! / 2 - don Elia

Chi vuole insegnare bene, occorre che metta mano a cose forti. […] Alcuni sono pieni di parole, ma hanno poche azioni (san Bonaventura da Bagnoregio, De septem donis Spiritus Sancti, 5, 13).

Chiedere a Dio di porre fine a un pontificato e di donare alla Chiesa un nuovo papa non è affatto un’espressione di imprudenza, di superbia o di temerarietà. Per chi legga attentamente, la proposta è di offrire preghiere e penitenze «secondo le intenzioni del Cuore Immacolato di Maria, fra le quali c’è sicuramente la riforma e purificazione della Chiesa e, a tal fine, l’elezione di un nuovo Pastore universale che eserciti degnamente il suo mandato». Nessuno si sogna di impartire ordini a Dio né di forzarne la volontà santissima: proprio per non errare, affidiamo tutto alla nostra Mediatrice presso il Redentore, la quale, conoscendo meglio di chiunque altri i Suoi piani e desideri, Gli offrirà ogni nostra supplica e sacrificio per il motivo più opportuno, purificandoli e perfezionandoli come Lei sola sa fare, così da renderli accetti alla Maestà divina. Tuttavia non possiamo certo dubitare che, conformemente al volere del Figlio, anch’Ella voglia che la Chiesa militante esca dalla spaventosa crisi in cui è precipitata, si rinnovi profondamente e torni a splendere di luce celeste sia per il bene dei suoi membri che per la conversione degli infedeli.

sabato 20 luglio 2019

Mons. Schneider risponde al vescovo Kräutler e all’Instrumentum Laboris sul Sinodo dell’Amazzonia

Dichiarazione pubblicata il 17 luglio sul sito di notizie austriaco Kath.net e diffusa in varie lingue, in cui mons. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare di Santa Maria in Astana, risponde al vescovo Erwin Kräutler e critica con forza l’Instrumentum laboris sul Sinodo dell’Amazzonia. Potete consultare qui l'ndice dei precedenti.

Nella sua intervista del 14 luglio all’ORF [emittente nazionale austriaca di servizio pubblico], il vescovo Erwin Kräutler ha sostenuto essere “quasi uno scandalo” il fatto che in molte parrocchie dell’Amazzonia la Santa Eucaristia venga celebrata di rado. Questo modo di parlare in sé è oscuro e decisamente tendenzioso. Nessuno ha diritto alla Santa Eucaristia. Il Sacramento dell’Eucaristia è il dono più alto di Dio. Si può parlare invece di uno scandalo quando nelle parrocchie cattoliche la Fede è negata e non praticata, quando Dio viene insultato attraverso il disprezzo dei suoi comandamenti, i gravi peccati contro la carità, l’idolatria, lo sciamanesimo e così via. Si potrebbe parlare di uno scandalo in una parrocchia cattolica quando le persone non pregano abbastanza. Questo sì sarebbe un vero scandalo.

I cattolici, il suicidio assistito e l’Ordinanza della Corte costituzionale - Silvio Brachetta.

Silvio Brachetta interviene con questo suo articolo nel dibattito su cosa fare dopo la ormai famosa Ordinanza 207/2018 della Corte costituzionale. L’Osservatorio Cardinale Van Thuân aveva pubblicato un Comunicato nel quale si sosteneva che ottemperare alle richieste della Consulta, finalizzate all’inserimento nel nostro ordinamento del suicidio assistito e quindi di una estensione dell’eutanasia già prevista dalla cosiddetta legge sulle DAT, accettando la revisione dell’articolo 580 del codice panale mediante una revisione delle pene per i familiari coinvolti, non avrebbe impedito una nuova legge sul suicidio assistito mentre avrebbe alimentato la percezione di una partecipazione cattolica alla sua elaborazione facendola passare per una legge anche “dei cattolici”. La proposta dell’Osservatorio era invece di iniziare una vera e propria battaglia per il mantenimento dell’articolo 580 del codice penale e per l’abolizione della legge eutanasica sulle DAT.
Importanti chiarimenti sono stati forniti da Tommaso Scandroglio in due articoli apparsi su La Nuova Bussola Quotidiana, da un Comunicato del Comitato Verità e Vita e da un articolo di Marco Ferraresi, presidente dei Giuristi Cattolici di Pavia, pubblicato (qui ).

I cattolici, il suicidio assistito e l’Ordinanza della Corte costituzionale

Assuntina Morresi, su Tempi, critica le posizioni dell’Osservatorio Van Thuân – espresse da Stefano Fontana – circa la necessità di non scendere a compromessi sull’eutanasia. Il compromesso in questione – che un gruppo di parlamentari cattolici ha richiesto alla Conferenza episcopale italiana di sostenere – prevede, tra l’altro, l’attenuazione delle pene regolate dall’articolo 580 del Codice penale, nella speranza di mantenerlo in essere. Se, infatti, l’articolo 580 non sarà abrogato, costituirà almeno un argine all’eutanasia, che potrebbe essere introdotta da future legislazioni in materia.

venerdì 19 luglio 2019

Islam: un problema politico. Magistrale articolo dell’islamologa francese M-T. Urvoy

Nel blog, usando il motore di ricerca interno. potete trovare molti precedenti sull'argomento. Sto preparando anche questo indice...

« Nel Corano ritroviamo questo primo uso del verbo âmana nel senso di “fidarsi gli uni degli altri”. Vi si dice infatti che il profeta «si fida dei muʼminûn », mentre non «si fiderà per niente» di quanti si tirano indietro e trovano delle scuse per non impegnare i loro beni e le loro persone nella lotta sulla strada di Allah (IX, 41, 44, 73 et 81).
Gli affidati «sono una umma unica, ad esclusione degli altri uomini», dice l’incipit della Carta. Nel grande dizionario classico Lisân al-ʽarab, umma questa parola significa prima di tutto gruppo, o raggruppamento umano in senso neutro. Qui, essa non designa un raggruppamento etnico o tribale, ma nel contesto dell’Arabia di allora indica la federazione dei Qurayshiti della Mecca, giunti a Medina con il profeta, e i vari clan e tribù della zona di Medina. Questa confederazione è di natura politica, unita dall’adesione al profeta di Allah. Essa si caratterizza per il fatto di essere esclusiva. La finalità di questa organizzazione è di garantire l’efficacia del comune sforzo guerriero. Ciò è espresso fin dall’inizio della Carta con la parola jihâd, che verrà più tardi precisata con l’espressione “il combattimento sulla strada di Allah”.

Venerdì 19 luglio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Preziosissimo Sangue (cui questo mese è dedicato), che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.

giovedì 18 luglio 2019

Francia, quadruplicati gli attacchi alle chiese

Precedenti sulle profanazioni in Francia: qui - (Notre Dame qui -quiqui - qui) - qui - qui - qui.

"Questi non sono atti isolati. Testimoniano di un clima in Francia profondamente anti-cristiano". Cattolici preoccupati per l’enorme diffusione della cristianofobia
Cristianofobia in aumento nella Francia di Emmanuel Macron che pretende di dare lezioni di civiltà all’Italia.
Vandalismi, furti, incendi dolosi, profanazioni e attacchi di vario genere, sono sempre più frequenti nelle chiese d'Oltralpe, quegli stessi meravigliosi edifici che gli italiani amanti del ciclismo vedono sovente, in questi giorni, attraverso le riprese televisive delle varie tappe del Tour de France.
I media francesi, "finalmente" secondo i cattolici, stanno cominciando ad aprire dibattiti sulle cause di questi attacchi, cercando di capire chi possano essere gli autori e quali siano le comunità cattoliche maggiormente prese di mira. Si cerca di capire, inoltre, cosa rappresenti questa ondata di cristianofobia sulla cultura francese e sul cristianesimo locale.