venerdì 29 luglio 2016

Dopo la Lettera dei 45: Uno schema, per discutere e sviluppare un'azione più radicale.

Aggiornamento:
Il sito onepeterfive, sulla scia del NCR, fornisce anticipazioni sulla Lettera dei 45, rendendone disponibile il contenuto nell'originale inglese [qui il testo integrale della Critica degli studiosi - qui la lettera di accompagnamento con i nomi dei sottoscrittori]. Non faccio per ora commenti, in attesa di un esame più meditato del testo che approfondiremo insieme, né anticipo la traduzione, visto che a breve sarà resa nota quella ufficiale anche in italiano. Il sito statunitense sottolinea il coraggio dei firmatari, nella consapevolezza che i loro nomi sarebbero trapelati con gli inevitabili rischi. Alcuni hanno già ricevuto reazioni negative da parte dei superiori o anche dall'opinione pubblica. Afferma che si tratta dell'atto di resistenza fedele di gran lunga più importante e sostanziale finora intrapreso durante l'attuale pontificato, invitando a pregare perché sia un'iniziativa benedetta dal Signore, visto che è nella fedeltà alla sua Chiesa.

Vanno aumentando nell'orbe cattolico le critiche e le perplessità sulle espressioni dell’Amoris laetitia, che appaiono fortemente ambigue e fuorvianti. Essa contiene affermazioni, seguendo il cui filo logico e attenendosi al senso delle parole, non possono essere interpretate in modo conforme alla Tradizione santa ed immutabile della Chiesa [qui l'elenco degli interventi sulla spinosa questione].
Purtroppo non è l'unico elemento critico di questo pontificato, ma acquisisce oggi maggior rilevanza per l'iniziativa dei 45 studiosi [qui], il cui numero è destinato ad aumentare [qui i loro nomi], rivolta al cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio e ai 218 cardinali e patriarchi. Com'è ormai noto, si tratta di un documento di 13 pagine, in versione plurilingue, che sarà reso pubblico a breve, i cui firmatari chiedono ai cardinali, nella loro funzione di consiglieri ufficiali del Papa, «di inoltrare al Santo Padre la richiesta di ripudiare gli errori presenti nel documento in modo definitivo e finale, e di dichiarare autorevolmente che non è necessario che i credenti credano a quanto affermato dall’Amoris laetitia».
Estrapolo ed integro di seguito quanto già delineato in un commento di Paolo Pasqualucci[1] nel corso di una discussione in una pagina precedente. Sostanzialmente è il nostro manifesto, la nostra posizione pubblicamente asserita, nella drammatica situazione che si è venuta a creare.
  1. Da diversi anni sono molti - tra cui noi - i fedeli che soffrono pregano ma anche si impegnano denunciando le sfasature e riaffermando la retta dottrina, affinché si risolva la crisi della Chiesa.
  2. Finora la crisi è andata aggravandosi sempre più. Le sole preghiere e le eventuali ulteriori pratiche devote che non sono mancate certamente il Signore le ha ascoltate. Possiamo tuttavia dirci con realismo che da sole non bastano. E forse il Signore non si contenta delle preghiere, pur necessarie e indispensabili. Ricordiamo quel che diceva Padre Pio: "La preghiera è la migliore arma che abbiamo, è una chiave che apre il cuore di Dio".
    Però, accanto al Rosario quotidiano, nel quale impetriamo anche le grazie per fare ogni giorno la volontà di Dio, non occorre poi l'azione nostra concreta, le famose opere, con le quali ci santifichiamo?
  3. Sia in anni meno recenti che nell'ultimo triennio, accanto alle preghiere, sono apparse le suppliche: cioè le rispettose richieste di chiarimento rivolte da più parti al Papa, a proposito dei suoi documenti ufficiali (ad esempio sui processi di nullità matrimoniale, sul matrimonio [vedi]); documenti formalmente di basso profilo, quanto a qualità di fonte petrina, ma pur sempre atti di governo e quindi di magistero.
    Richieste rivolte anche da ecclesiastici autorevoli, pur pochi di numero.
    Ma le preghiere, le pratiche devote e le suppliche, ai fini concreti tangibili del trionfo della verità cattolica, finora non sono bastate.
  4. Allora abbiamo avuto un'iniziativa di nuovo tipo, più radicale, dovuta soprattutto, sembra di capire, a teologi: la lettera dei 45 studiosi e pastori al Sacro Collegio affinché intervenga sul Papa per fargli chiarire/rettificare concetti presenti nell'Amoris Laetitia, che si prestano ad esser interpretati come eresie o errori nella fede o comunque come proposizioni scandalose etc. Questa lettera mira anche evidentemente a mettere i cardinali e patriarchi di fronte alle loro responsabilità, a farli uscire dal loro silenzio. Inoltre, sembra contenere una implicita possibilità di eresia attribuibile al Papa, fatto indubbiamente nuovo e rivoluzionario. Da quanti secoli non succedeva?
  5. Il problema che si pone ora è il seguente: perdurando il silenzio del Papa, bisognerà vedere se qualche cardinale prenderà posizione contro questo silenzio. Perdurando il silenzio dei cardinali, cosa succederà'? Niente? Non bisogna, a questo punto, mescolare l'essere e il dover-essere, ossia la possibilità concreta di un risultato positivo (per la Fede) con la necessità dell'azione da intraprendere, che è il nostro dover-essere (comunque, il nostro dovere di credenti, battezzati e cresimati).
  6. Appare pertanto qui il concetto di "un'azione più radicale". Essa si configura spontaneamente da tutto lo sviluppo precedente:
    6.1 Quando sarà disponibile il testo sottoscritto dai 45 (ci dicono stampato in 6 lingue), studiarselo bene, discuterlo, allargare sui blog il dibattito su di esso;
    6.2 Creare un clima di opinione il più ampio possibile che prema sul Papa e sui Cardinali affinché si prendano pubblicamente le loro responsabilità cioè chiariscano e spieghino, dimostrino che le accuse di eresia sono sbagliate;
    6.3 Cominciare a studiare la soluzione rappresentata dalla dipartita dell'ostinato Bergoglio dal Sacro Soglio, per deposizione o meglio ancora per abdicazione, rivedendo la questione del cosiddetto "semi-conciliarismo"[2] (vale a dire, di come la "pars sanior" del Sacro Collegio possa "sfiduciare" il Papa, senza deporlo formalmente, sanzionarlo di una censura di tipo etico). Quest'ultima ipotesi rappresenterebbe la "soluzione più radicale", imposta dallo stato di necessità gravissimo in cui versa la Chiesa.
Non dobbiamo scoraggiarci. Siamo un esercito piccolo e disperso perché senza generali, al momento. L'esser piccolo non conta tanto, conta assai di più il non avere ancora i generali. Però le cose si fanno sempre per gradi. Tempo non ne è rimasto molto e tuttavia bisogna procedere per gradi, affidandosi comunque sempre alla Provvidenza.

Nello schema qui delineato un ruolo essenziale gioca questa Lettera dei 45 al Collegio Cardinalizio, al momento ancora sconosciuta al vasto pubblico nei suoi contenuti, anticipati solo per sintetico riassunto. Ci sono evidentemente teologi che hanno preso coraggio e in sostanza mettono sotto accusa il Papa per affermazioni della AL che appaiono eretiche o erronee nella fede, o scandalose etc. Questo ci sembra il dato essenziale su cui lavorare, in questa fase. Un dato, nel panorama attuale, rivoluzionario.

Come già detto sopra, non appena il documento firmato dai 45 sarà pubblicato in 6 lingue, si dovrebbe studiarlo, diffonderlo, discuterlo, suscitare in base ad esso un movimento di opinione. Questo ci sembra il primo passo. Mettere a punto, servendosi anche ma non solo di Internet, gli strumenti concettuali, e quindi i principi, che permettano poi di impostare con chiarezza (retto discernimento dello spirito) la fase successiva della battaglia.

Non pensiamo per ora al (possibile e forse probabile) silenzio dei cardinali e patriarchi.

Pensiamo a fare tutto il possibile e persino l'impossibile (se così si può dire) per quanto sta a noi. In questa fase la battaglia per la Fede è ancora soprattutto intellettuale. Non è questione di cultura o erudizione, ciò che conta è avere idee chiare e giuste. Per metterle in pratica, ci affidiamo alla Provvidenza, che sicuramente ci assisterà anche nella messa a punto dei giusti concetti, che sarà nostro impegno sviluppare ribadire e riaffermare con il dovuto rispettoso equilibrio e con l'altrettanto dovuta parresìa.
Maria Guarini
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1. Chiesa e post-concilio, commento di Paolo Pasqualucci
2. O per lo meno, se ciò dovesse apparire problematico e dunque inattuabile, lo studio e l'impegno corale potranno mettere in campo elementi utili e oggetto di attenzione al Papa che verrà.

Atto di riparazione alla parata LGBT del 30 luglio a Rimini

Atto di riparazione alla parata LGBT del 30 luglio 

Con profonda tristezza abbiamo appreso che, anche la città di Rimini ospiterà, il prossimo 30 luglio, l’ennesima parata del cosiddetto “Gay Pride”. Un evento che ha, purtroppo, ottenuto, da una parte, il patrocinio delle istituzioni civili e dall’altro ha suscitato (finora) soltanto l’assordante silenzio delle istituzioni religiose locali. 
La Fraternità Sacerdotale San Pio X, in accordo al costante insegnamento della Chiesa Cattolica, vuole richiamare al fatto che la pratica dell’omosessualità è un grave disordine, il cui atto specifico è classificato dalle Sacre Scritture tra i peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio e chiamano, già da quaggiù, la Sua giusta punizione. 
Non potendo impedire un simile abominio, vogliamo cercare di riparare ad esso con l’unico strumento nelle nostre mani: la preghiera. 
Vogliamo testimoniare che ci sono tante persone che non sono affatto d’accordo con una cosiddetta “cultura” non paga di avversare, in modo sempre più provocatorio ed impositivo, la legge naturale e quella divina. Vogliamo testimoniare il valore eterno dei Dieci Comandamenti, del pudore, della continenza e di tutte quelle virtù capaci di temperare la concupiscenza. Vogliamo, però, come insegna Sant’Agostino: “odiare il peccato ed amare il peccatore”. 
Noi avversiamo la promozione delle perversioni degradanti di quest’ideologia antiumana che vuole giustificare pratiche contro natura, ma preghiamo per la conversione di tutti coloro che, con diverso grado di responsabilità e consapevolezza, cooperano alla sua affermazione nella società. 
Sabato 30 luglio, dalle ore 18.00 alle 21.00, nella Cappella del Priorato Madonna di Loreto (Via Mavoncello n. 25 a Spadarolo di Rimini) ci raccoglieremo in adorazione della SS. Eucarestia e con la recita del Santo Rosario imploreremo il perdono dell’Onnipotente per l’offesa alla Sua Legge e per lo scandalo pubblico arrecato. 
Speriamo che tanti riminesi e magari, tanti villeggianti, vorranno unirsi a noi, anche solo spiritualmente, in quest’atto di riparazione. 
Don Chad Kinney - Priore
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Via Mavoncello, 25
47923 Spadarolo - Rimini
Tel. 0541/727767
rimini@sanpiox.it

giovedì 28 luglio 2016

Marco Tosatti. Porgere l'altra gola

Vorremmo ricordare a Bergoglio, oltre a quanto efficacemente sottolineato da Tosatti, che il Sacerdote ucciso 'in odium fidei', padre Jacques Hamel, non stava "offrendo una preghiera per la pace", ma il Sacrificio, unico e insostituibile di Cristo Signore. E glissare o dire svarioni perfino su questo è ancora più grave....

C’è un singolare affrettarsi in molti siti e commentatori cattolici, in genere progressisti e comunque omogenei al pensiero dominante nella Chiesa, a scongiurare l’idea di una reazione cristiana o cattolica all’evidente violenza di radice islamica.

C’è chi subito – a poche ore dalla morte – è arrivato a avanzare dubbi sul fatto che il parroco di Rouen sia stato ucciso in quanto prete, e in odium fidei; c’è chi ha definito “jihadisti cattolici” quelli che osservavano la singolare riluttanza del Pontefice regnante ad attribuire la strage di Nizza (e ora, possiamo aggiungere, il sangue di Rouen) a una precisa radice cultural-religiosa. E poi ci sono quelli che ricordano che la risposta cristiana deve essere sempre mite, e dialogante.

martedì 26 luglio 2016

Il cardinale conservatore Burke: "La Chiesa abbia paura dell'Islam"

Riprendiamo da Il Giornale. In riferimento ad un altro contenuto del suo libro di cui abbiamo parlato qui. E ancora una volta troviamo conferma alle nostre posizioni, che sono poi quelle autenticamente cattoliche.

Raymond Burke è famoso per essere uno dei cardinali di Santa Romana Chiesa più vicini alla linea tradizionalista e conservatrice. Quella che più di una volta, soprattutto durante il Sinodo sulla famiglia, ha contrastato il nuovo corso voluto da papa Bergoglio. Niente divisioni, certo. Ma divergenza di opinioni. Anche sull'islam e la relazione tra musulmani e Occidente, Burke ha le idee chiare. E le ha messe nere su bianco in un libro-intervista dal titolo: "Hope for the World: To Unite All Things in Christ". Parole che alla luce di quanto accade in Normandia, Germania e Francia in questi giorni hanno il sapore della profezia.

Altri «squilibrati» (!?). Ma sono islamici e questa volta colpiscono in Chiesa

***CONFERMATO (le Figaro): ad aver sgozzato questa mattina il sacerdote a Rouen sono stati due islamici, introdottisi nella chiesa durante la messa***
Due uomini armati di coltelli hanno preso in ostaggio alcune persone in una chiesa in Normandia, nel nord della Francia. È avvenuto all’interno della chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, vicino a Rouen, nella mattinata di martedì. Ucciso il parroco, che sarebbe stato sgozzato, ferito almeno un altro degli ostaggi. Morti anche gli assalitori. Uno dei due indossava la «chachia» il caratteristico copricapo di lana indossato dai musulmani, e aveva la barba. Lo riferisce una fonte della polizia citata da Le Figaro. Durante l’irruzione, racconta un testimone, si è sentito urlare «Daesh», l’acronimo arabo per Isis.

«Il parroco è stato sgozzato»
Padre Jacques Hamel martirizzato In Odium Fidei a Rouen
✞ R.I.P. ✞
L’attacco è avvenuto durante la Messa mattutina, tra le 9 e le 9,30 i due assalitori si sono introdotti nella chiesa armati di coltelli. Tra gli ostaggi il parroco, due suore e almeno cinque fedeli. Quindi l’intervento della polizia e delle teste di cuoio, uccisi i due sequestratori. Almeno una vittima fra gli ostaggi: si tratta del parroco, che secondo «Le Figaro» «sarebbe stato sgozzato», ferito un fedele, ma la polizia fa sapere che «il bilancio potrebbe aggravarsi». Non chiare le ragioni del gesto, France Tv Info parla di «due squilibrati». Sul posto attesi il presidente francese Hollande, nato a Rouen, che si trova a una decina di chilometri dal posto in cui è avvenuto l’assalto, e il ministro dell’Interno francese Cazeneuve. [Fonte]

«Hanno fatto inginocchiare il prete per sgozzarlo»
È un'altra suora, quella rimasta in chiesa e incolume, a raccontare altri dettagli agghiaccianti dell'assalto dei terroristi in chiesa. Prima di sgozzarlo, i due terroristi di Saint-E'tienne-du-Rouvray hanno costretto padre Jacques Hamel «a mettersi in ginocchio, lui ha cercato di difendersi e lì è cominciato il dramma», racconta suor Danielle a radio Montecarlo. «Si registravano. Hanno fatto una specie di sermone in lingua araba intorno all'altare. Era orribile», ha aggiunto.

Nuovo libro del card. Burke: «Speranza per il mondo». Il cardinale rivela che a sua madre era stato consigliato di abortirlo.

Riprendiamo dal Catholic Herald una bellissima testimonianza del Card. Burke in relazione al suo ultimo libro. Nelle sue affermazioni ritroviamo interamente il nostro sensus fidei e la nostra percezione della realtà odierna.

Il cardinale ha detto che il diavolo cerca di seminare il dubbio nella mente dei cattolici per impedir loro di difendere la vita umana pubblicamente
Il cardinale Raymond Burke rivela che a sua madre era stato consigliato di abortirlo.

In un nuovo libro-intervista con il giornalista francese Guillaume d'Alançon, il cardinale Burke dice che quando sua madre era incinta di lui, si è ammalata gravemente e un medico le ha consigliato di abortire.
Secondo lo stesso Cardinale, il medico le ha detto: "Ha già cinque figli, è importante che lei sia in buona salute, per prendersi cura di loro".
"I miei genitori hanno rifiutato", dice il cardinale, attualmente cappellano presso l'Ordine di Malta. "I miei genitori gli hanno detto che credevano in Dio e che Cristo avrebbe dato loro l'aiuto necessario. Mia madre mi ha dato alla luce, e tutto è andato bene.

"Sono stato quindi abbastanza toccato da questo problema della difesa della vita umana, perché avrei potuto benissimo essere stato ucciso".

Nel libro, intitolato Speranza per il mondo, il cardinale Burke sostiene che il "feroce attacco contro la vita, cui assistiamo oggi, è il risultato della "distorsione dell'atto sessuale attraverso la contraccezione", e invita i cattolici a difendere la vita umana.

Preghiera del beato Marco d’Aviano

O grande Dio degli eserciti, guardaci prostrati qui ai piedi della tua maestà, per impetrarti il perdono delle nostre colpe. Sappiamo bene di aver meritato che gl’infedeli impugnino le armi per opprimerci, perché le iniquità, che ogni giorno commettiamo contro la tua bontà, hanno giustamente provocato la tua ira. O gran Dio, ti chiediamo il perdono dall’intimo dei nostri cuori; esecriamo il peccato, perché Tu lo aborrisci; siamo afflitti perché spesso abbiamo eccitato all’ira la tua somma bontà. Per amore di Te stesso, preferiamo mille volte morire piuttosto che commettere la minima azione che ti dispiaccia. Soccorrici con la tua grazia, o Signore, e non permettere che noi tuoi servi rompiamo il patto che soltanto con te abbiamo stipulato.

Abbi dunque pietà di noi, abbi pietà della tua Chiesa, per opprimere la quale già si preparano il furore e la forza degl’infedeli. Sebbene sia per nostra colpa ch’essi hanno invaso queste belle e cristiane regioni, e sebbene tutti questi mali che ci avvengono non siano altro che la conseguenza della nostra malizia, siici tuttavia propizio, o buon Dio, e non disprezzare l’opera delle tue mani. Ricordati che, per strapparci dalla servitù di satana, Tu hai donato tutto il tuo prezioso Sangue. Permetterai forse ch’esso venga calpestato dai piedi di questi cani? Permetterai forse che la fede, questa bella perla che cercasti con tanto zelo e che riscattasti con tanto dolore, venga gettata ai piedi di questi porci? Non dimenticare, o Signore, che se Tu permetterai che gl’infedeli prevalgano su di noi, essi bestemmieranno il tuo santo Nome e derideranno la tua potenza, ripetendo mille volte: “Dov’è il loro Dio, quel Dio che non ha potuto liberarli dalle nostre mani?” Non permettere, o Signore, che ti si rinfacci di aver permesso la furia dei lupi, proprio quando t’invocavamo nella nostra miserevole angoscia.

lunedì 25 luglio 2016

Rivelati i nomi dei 45 studiosi critici dell'Amoris Laetitia

Riprendiamo da NCR on line, che rende noti [qui] i nomi dei firmatari del documento di critica alla Amoris laetitia : 45 teologi, filosofi, storici e pastori di anime di diversa nazionalità, la cui iniziativa - che rappresenta intanto un segnale di più ampio disaccordo con il documento papale - è stata direttamente rivolta al cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio e ai 218 cardinali e patriarchi [qui]. Un documento di 13 pagine non ancora reso pubblico, i cui firmatari chiedono ai cardinali, nella loro funzione di consiglieri ufficiali del Papa, «di inoltrare al Santo Padre la richiesta di ripudiare gli errori presenti nel documento in modo definitivo e finale, e di dichiarare autorevolmente che non è necessario che i credenti credano a quanto affermato dall’Amoris laetitia». 
Consultabile qui : Elenco articoli critici sull'A.L.

Danilo Quinto. L’arma di chi vuole lottare per la Verità

Per rendere testimonianza alla Verità, così come deve fare un buon cristiano - e per conservare memoria dei martiri cristiani della furia islamica che imperversa, che dilania vite, straziandole dappertutto, nei loro territori e nei nostri, offerti in olocausto da una politica criminale, da una cultura dominante asservita ai poteri diabolici e da una Chiesa Cattolica che disattende il messaggio evangelico della conversione di tutte le genti, espresso da Nostro Signore prima della Sua morte come mandato principale e irrinunciabile per i Suoi apostoli e per il Suo Vicario sulla Terra, pena l’eresia – c’è una sola cosa che si può fare.

I cristiani hanno ricevuto il dono della Croce, che è il fondamento della loro fede. Quel dono sancisce, qualifica e rende viva un’identità. Per quel dono, accettarono di andare in pasto alle belve i martiri della prima ora. Ai cristiani che oggi intendono rimanere fedeli alla Parola del Signore, non si chiede – ancora - un sacrificio di questo genere. Tornerà certamente il tempo, prima del nuovo ritorno sulla Terra di Nostro Signore, che sacrifici di pari natura dovranno essere compiuti. In attesa di questo tempo, le belve circolano e ammazzano nel mucchio. Hanno dichiarato che vogliono impossessarsi delle città sorte per volontà dei cristiani e il loro obiettivo finale – anche questo dichiarato – è il cuore della cristianità, Roma. Un obiettivo che si realizzerà se non verranno fermati, perché è questo il disegno di quest’ideologia, che San Tommaso d’Aquino considerava la somma di tutte le eresie.

domenica 24 luglio 2016

Santa Messa cantata in Rito antico a Torino

Domenica 24 luglio - ore 18,00 
Chiesa della Misericordia
via Barbaroux 41, Torino

sarà celebrata una S. Messa cantata in rito antico nell'ambito della visita a Torino delle ragazze dei campi estivi dell'Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote.