domenica 26 marzo 2017

Milano 6-9 giugno. IV Convegno internazionale Sacra Liturgia

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Sacra Liturgia organizza il quarto convegno internazionale a Milano (Italia) presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, dal 6 al 9 giugno 2017.
Le relazioni saranno in due lingue, italiano e inglese, con traduzione simultanea.

Sua Eccellenza Mons. Dominique Rey, Vescovo di Fréjus-Toulon (Francia), ha salutato con gioia l'annuncio che Sacra Liturgia si terrà a Milano nel 2017:
“Sono molto lieto del fatto che il quarto convegno Sacra Liturgia si terrà a Milano, Italia, dal 6 al 9 giugno 2017”.
“La questione della formazione liturgica autentica e dell'autentica arte di celebrare rimangono punti fondamentali per la Chiesa e per la sua missione nel XXI secolo.” “Sono profondamente grato a Sua Eminenza il Cardinale Angelo Scola, per il suo caloroso benvenuto ad ospitarci nella grande antica Arcidiocesi di Milano”, ha detto Mons. Rey, “così come sono grato alle autorità accademiche ed ecclesiastiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, della Basilica di Sant'Ambrogio e del Duomo, che hanno gentilmente offerto la loro ospitalità al convegno per lo svolgimento delle conferenze e delle celebrazioni liturgiche.
“I convegni Sacra Liturgia servono a ricordare del primato della grazia nella vita e nella missione cristiana. E che il culto di Dio Onnipotente viene prima di ogni altra cosa. Esso ci forma e ci nutre e solo quando soddisfiamo questi doveri noi possiamo svolgere la nostra missione specifica nel mondo. È per questo che la Liturgia Sacra, come il Concilio Vaticano II così chiaramente insegnato, non è altro che la fonte e il culmine della vita cristiana. Ecco perché ho patrocinato i convegni Sacra Liturgia a Roma, New York e Londra, ed è per questo che il prossimo giugno ci rivedremo a Milano.
​“Ringrazio anche gli sponsors, gli organizzatori e gli illustri relatori che stanno lavorando in maniera assidua e professionale per far sì che Sacra Liturgica Milano 2017 sia un evento che porti un importante contributo alla formazione liturgica permanente di tutti coloro che sono coinvolti nella vita e nella missone della Chiesa.” “Non vedo l'ora di essere presente a Milano, il giugno prossimo” ha aggiunto Mons. Rey. “Chiedo di pregare Dio Onnipotente affinché benedica questa iniziativa, affinché porti molto frutto.” [Fonte]

Omeopatia o bisturi? un dibattito su come curare la necrosi liturgico-dottrinale

In un suo recente commento la nostra Luisa ci ha segnalato il link di uno scritto degno di grande attenzione, che ben si inserisce nell’infervorato dibattito sull'opportunità o meno, nell’attuale temperie, di venire incontro al gregge ignaro e confuso, codificando vari accorgimenti affinché, con tatto e gradualità, si possa far fronte alla necessità di aiutarlo a riscoprire l’autentica dottrina e la liturgia cattolica.
Il Novus Ordo è innegabilmente l’elemento primordiale del cattolico medio, nel quale è immerso fin dalla nascita o quasi; per lo più non conosce e non concepisce altro, anzi da ormai mezzo secolo è indottrinato dall’imperante pregiudizio postconciliare subliminale o espresso apertamente contro tutto ciò che sa di preconcilio, di tradizionale.

sabato 25 marzo 2017

don Minutella - Raduno della Chiesa Cattolica

Una carissima lettrice inoltra il video che ho ripreso di seguito (Don Minutella su Radio Domina nostra). Riconosce - e ne convengo - che quello che viene affermato da don Minutella non è diverso nella sostanza da quanto tra di noi ci andiamo dicendo da tempo; c'è da ammirare il coraggio del sacerdote mentre l'iniziativa che lancia pare ispirata da una sana volontà di restare fedele alla fede di sempre.
La lettrice chiede conferma, in un atteggiamento di sana prudenza. La mia conferma si esprime con la condivisione del video, alla quale dovrà far seguito un raccordo preciso e deciso approfondendo un confronto sereno e illuminato, basato sulla preghiera e sull'adorazione. Contatteremo don Minutella per un raccordo concreto e provvidenziale per coordinare quella che si configura come un'Opera di resistenza dal sapore apocalittico per la salvaguardia del cattolicesimo romano prima che tocchino la Santa Messa.
Il video è da ascoltare sia per i contenuti che per le indicazioni precise date in conclusione, nella quale viene rivolto un Appello: l'invito ad un Raduno per Sabato 22 aprile dalle 13,30 -17,30 presso il palazzetto dello Sport in San Bonifacio (Verona) a due minuti dall'uscita Soave dell'Autostrada. Ѐ opportuno precisare la propria partecipazione direttamente a Radio Domina nostra.


E proprio in questo giorno solenne in cui la Chiesa celebra l'Annunciazione chiudiamo con una delle più belle antifone con cui ci rivolgiamo alla Madre del Signore e nostra.

« Ave, Regina caelorum,
Ave, Domina Angelorum:
Salve, radix, salve, porta
Ex qua mundo lux est orta.
Gaude, Virgo gloriosa,
Super omnes speciosa,
Vale, o valde decora,
Et pro nobis Christum exora »
« Ave, regina dei cieli,
Ave, signora degli angeli;
Porta e radice di salvezza,
Attraverso te nel mondo è sorta la luce.
Gioisci, Vergine gloriosa,
Bella fra tutte le donne;
Salve, o tutta gloriosa,
Prega per noi Cristo Signore »

don Elia. La scala del cielo

Nella città di Santa Fe, nel New Mexico, da quasi un secolo e mezzo si ammira un prodigio di falegnameria che attira ogni anno un quarto di milione di visitatori. La cappella di Loreto fu eretta nella seconda metà del XIX secolo per un gruppo di religiose francesi giunte sul luogo per aprirvi un collegio femminile. Una volta terminata la costruzione, ci si accorse però con disappunto che l’architetto (lo stesso che aveva progettato la cattedrale) aveva omesso un passaggio per accedere alla cantoria. Dopo una vana ricerca di soluzioni, la comunità decise di affidarsi a san Giuseppe con una novena. L’ultimo giorno, ecco presentarsi un uomo anziano, accompagnato da un asinello, che propone di costruire una scala in legno. I suoi soli attrezzi, una sega, un martello e una squadra. In capo a sei mesi, una magnifica scala a chiocciola era pronta e lo sconosciuto sparì senza chiedere un soldo e senza lasciare traccia di sé.

venerdì 24 marzo 2017

“Credo la Chiesa cattolica e apostolica” - Gerhard card. Müller

Come già annunciato qui, la sera del 22/03/2017, il Card. Gerhard Müller è intervenuto a Trieste, nella Cattedrale di San Giusto martire, sul tema “Credo la Chiesa cattolica e apostolica” per la serie di incontri della “Cattedra di San Giusto per il tempo di Quaresima 2017”. Ne riprendiamo il testo dalla trascrizione sul sito della diocesi a cura del Vescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi.
Luci e ombre. Rimando i commenti, che non possono mancare, dopo una lettura più meditata.

Qui la Conferenza del Card. Robert Sarah: “Credo la Chiesa una e santa”, 15 marzo

Credo la Chiesa cattolica e apostolica
Conferenza di S.Em. il Card. Gerhard Müller
Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede
Trieste, 22 marzo 2017

I.
Ringrazio anzitutto il vostro Vescovo per l’invito che ha voluto così gentilmente rivolgermi. Ringrazio ciascuno di voi per essere venuto qui, questa sera, in Cattedrale, per la meditazione che mi accingo a proporvi sul tema “Credo la Chiesa cattolica e apostolica”. E vorrei subito iniziare, a questo proposito, osservando che la Chiesa non si è mai concepita come un semplice aggregato di singole persone religiose, ma come una comunità salvifica fondata nell’evento di Cristo. Essa è, come corpo di Cristo, la koinonia (communio) di tutti i membri del corpo uniti tra loro e con Cristo capo. La comunione e la solidarietà si traducono in atto nell’azione solidale e nell’intercessione. Il servizio reciproco in base al dono peculiare e personale della grazia (cfr. 1Pt 4,10; Rm 12,3; 1Cor 12,26) serve all’edificazione della comunità (cfr. Ef 4,12). Mediante lo scambio reciproco, la solidarietà nella sofferenza, nella speranza e nella mutua intercessione dei singoli membri del corpo, Cristo, capo della Chiesa, fa pervenire i singoli cristiani al loro compimento e unisce il corpo e le sue molte singole membra a se stesso in veste di Capo (cfr. Ef 4,13-16). In connessione con la memoria dei martiri della Chiesa primitiva crebbe la convinzione che la morte non distrugge il legame vitale dei membri del corpo di Cristo. Esiste piuttosto un’unione storico-orizzontale e un’unione verticale, che supera il confine della morte, tra la Chiesa peregrinante (sancti in via) e la Chiesa celeste (sancti in patria; cfr. Ap 6,9; Eb 12,22-24).

Lutero e noi. Attenzione a chi rivaluta il suo commento al 'Magnificat' (e tutto il resto)

La “mariologia” del commento al Magnificat è intrinseca alla sfida in corso alla cristianità cattolica ed è bene sapere che la sfida non è stata lanciata per questioni morali e lo sdegno per i vizi degli ecclesiastici e il commercio delle indulgenze: si tratta di una sfida dottrinale.
Condividiamo la seguente riflessione del nostro carissimo lettore RS.

Sarà che ovunque si sente parlare di riforme nella Chiesa, fatto sta che ultimamente in ambito cattolico va di moda l’artefice della Riforma. Capita alla santa Messa di sentirsi leggere un pensiero di Lutero, o in confessionale sentirsi consigliare la lettura del suo commento al Magnificat, per “rivalutare” il monaco sassone da qualche “pregiudizio”.
Se si estraggono alcuni passi del commento suddetto, Lutero esprime parole che potrebbero accostarlo ai grandi innamorati della Beata Vergine, da Bartolo Longo a Luigi Maria Grignion de Montfort…   Ma è così?
Certamente Lutero, sacerdote dal 1507, “riformatore” dal 1517 e sposo di una suora dal 1525, nel 1520 era ancora in grado di esprimere una riflessione sulla Madonna in modo sufficientemente cattolico, pur avendo già dato alle fiamme la bolla papale che lo minacciava di scomunica se non avesse ritrattato le tesi del 1517. Eppure è impossibile emendare  lo scritto che Lutero rivolge al Re di Sassonia (destinatario del commento al Magnificat) dal quadro di una salvezza senza le opere dunque senza alcuna cooperazione da parte dell’uomo. La “mariologia” del commento al Magnificat è intrinseca alla sfida in corso alla cristianità cattolica ed è bene sapere che la sfida non è stata lanciata per questioni morali e lo sdegno per i vizi degli ecclesiastici e il commercio delle indulgenze: si tratta di una sfida dottrinale.

Il “dramma” di un uomo o quello della nostra epoca del ribaltamento della verità?

Questa la recente notizia, che riprendiamo da La Stampa:
Papa Francesco vuole «riabilitare» la figura di Lutero? «Non lo so. So però che Lutero è stato percepito nei secoli del passato come l’incarnazione del diavolo, quello che ha rotto la comunione e via dicendo… Oggi non si tratta di dire che quello che ha fatto Lutero sia una cosa buona, però possiamo spiegare gli eventi che hanno portato alla riforma e agli sviluppi che sono seguiti». Per padre Bernard Ardura, presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, polemiche e «interpretazioni personali» vengono dopo, ciò che conta è la «ricerca della verità» di un contesto storico, economico e politico che ha esasperato una riforma inizialmente animata da «buone intenzioni», provocando una «rottura» durata cinque secoli che ancora oggi rappresenta «una ferita aperta».[...]
Com'è possibile dimenticare i danni spirituali provocati da Lutero e le migliaia di martiri che hanno dato la loro vita per non rinnegare la fede cattolica che oggi si vorrebbe obsoleta?

Venerdì 24 marzo. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Il dilagare dell’eresia e dell’apostasia è una dolorosa esperienza quotidiana, alla quale dobbiamo opporre la fedeltà al nostro impegno nella preghiera di riparazione. Rinnoviamo anche le preghiere affinché il Signore doni Santi Pastori alla Sua Chiesa e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, leggiamo una Selezione di Detti dei Padri del deserto. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

Padre Pio e la parrocchia ortodossa convertita - Rino Cammilleri

Un grande Santo che fa ancora proselitismo...

Avendo a suo tempo scritto un fortunato libro su Padre Pio (una decina di edizioni con Piemme, ripreso anche in una elegante edizione del Corriere della Sera) non posso non continuare ad esser intrigato da tutto quel che riguarda quel potente mistico e taumaturgo. Morì quando avevo diciotto anni ed avevo la testa piena di Sessantotto, perciò non lo potei conoscere quando ne avevo la possibilità (e ancora mi mordo le mani).

Perciò rilancio volentieri un’agenzia di Aleteia.org che lo riguarda. Con il consueto miracolo il Santo ha recentemente convertito un’intera parrocchia ortodossa in Romania. La cosa è andata così: il giovane pope della parrocchia in questione, Victor Tudor, aveva la madre Lucrecia malata di cancro all’ultimo stadio e l’aveva mandata a Roma dal suo fratello minore, pittore di icone: quest’ultimo, Marian, l’aveva fatta visitare da uno specialista italiano, il quale non aveva potuto fare altro che prescrivere degli antidolorifici. La donna, data per spacciata, passava le sue giornate romane a far compagnia al figlio che lavorava ai mosaici di una chiesa.

giovedì 23 marzo 2017

Segnalazioni dei lettori. Il Card. Müller alla Cattedra di San Giusto

Come annunciato qui, ieri 22 marzo, presso la Cattedrale di San Giusto in Trieste, è stato tenuto il terzo incontro della Cattedra di San Giusto per il tempo di Quaresima 2017, affidato al Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, sul tema “Credo la Chiesa cattolica e apostolica“.
Queste le foto scattate da una lettrice (cliccare per ingrandire), che scrive quanto segue. Relata refero:
« La cattedrale era piena. L'invito a partecipare sembra aver avuto la meglio sulle contestazioni: nella foto non si vede ma anche sotto l'arcata di destra non c'erano più posti a sedere. Desidero aggiungere però che in molti siamo rimasti delusi, ci aspettavamo che il cardinale dicesse molto di più, data l'attuale situazione. Ѐ solo un modernista moderato. Il Cardinale Sarah, invece, ha parlato in modo più esplicito, affrontando i punti più critici. Spero di poter inviare il testo completo della conferenza. Ad Majorem Dei Gloriam ».