giovedì 31 gennaio 2019

L’Italia di Salvini contro le lobby immigrazioniste, le frange europeiste e la Francia di Macron.

Nella nostra traduzione da Valeurs, del 28 gennaio una pregevole analisi di Alexandre Del Valle* su L’Italia di Salvini contro le lobby immigrazioniste, le frange europeiste e la Francia di Macron. Il che dimostra come le vicende socio-politiche del nostro Paese siano oggetto di attenzione Oltralpe e non solo, in quanto rappresentano il 'laboratorio' intellettuale e politico attraverso cui sta agendo la sana reazione, sancita dal voto, alle tecnocrazie oligarchiche mondialiste che hanno in pugno anche l'Europa cosiddetta comunitaria.

L’Italia di Salvini contro le lobby immigrazioniste,
le frange europeiste e la Francia di Macron.

Alexandre del Valle spiega come i tentativi di indebolire Matteo Salvini sulla questione dei migranti e su quella della sovranità da parte della giustizia italiana e delle lobby immigrazioniste contribuiscono ad aumentare la popolarità del Ministro dell’Interno.
Il controverso Ministro dell’Interno italiano e leader della Lega, Matteo Salvini, designato nemico politico numero uno dalla Francia di Macron e dalle frange europeiste, continua a far parlare di sé su due fronti diversi: quello della polemica contro la Francia, intensificato dal suo alleato del Movimento Cinque Stelle Luigi Di Maio – Vicepresidente del Consiglio insieme a lui –, che ha denunciato il neocolonialismo francese in Africa; quello della questione migratoria, sempre al centro dei dibattiti da quando la giustizia italiana ha accusato Salvini di “sequestro di migranti” in seguito al suo rifiuto, nel mese di agosto, di accogliere i 177 clandestini africani che si trovavano a bordo della nave Diciotti. Matteo Salvini ha ribadito sulle reti sociali che non si lascerà intimidire e che i porti italiani resteranno chiusi ai clandestini. Questo tentativo di effettuare una giudiziarizzazione della lotta contribuisce a renderla ancora più popolare in vista delle elezioni europee i cui risultati si prefigurano eccellenti per la Lega, il che inquieta il Movimento Cinque Stelle...

I 'Guerrieri del Rosario'. Continua l'Operazione Assalto al Cielo del 1° di ogni mese col Cardinale Burke

Domani 1 febbraio, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa alle ore 07:00am a Roma, presso la sua Cappella privata e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera.
Per ricevere il link per collegarsi in streaming vedi qui
Rimaniamo fedeli a questa esperienza forte di preghiera che ci vede uniti già da oltre due anni. E intensifichiamola, soprattutto in relazione alle vicende che vedono il nostro Cardinale impegnato a riaffermare con parresìa l'insegnamento costante della Chiesa. Ricordando Padre Pio: « Il Santo Rosario è l'arma per questi tempi ». Senza dimenticare le forze oscure che, oltre alla Chiesa, minacciano il nostro Paese e l'Europa intera.
Anche in questo mese rinnoviamo il nostro fervore e preghiamo più che mai. Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. Gli oltre 127.000 Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.

mercoledì 30 gennaio 2019

3 febbraio. Santa Messa cantata in Rito Antico a Torino

Introibo ad altare Dei. Associazione per la promozione
del M.P. Summorum Pontificum
(Coetus fidelium stabiliter existens
ex art. 5 M.P. Summorum Pontificum et
ex art. 15 Instr. Universae Ecclesiae)
Domenica 3 febbraio alle ore 18 sarà celebrata la S. Messa cantata nella festa della purificazione della B.V. Maria (festa esterna ai sensi dei nn. 356-359 Codex rubricarum 1960) presso la chiesa del Beato Pier Giorgio Frassati, sita in v. Pietro Cossa 280/2 Torino
La S. Messa sarà preceduta dalla benedizione delle candele e dalla processione, e seguita dalla benedizione della gola. Il coro dei giovani "Benedetto XVI" eseguirà i canti per la processione, il proprio e ordinario gregoriano della S. Messa e altri canti polifonici.
          ---->> Clicca sull'immaginne per ingrandire

Sacerdoti cinesi abbandonano il ministero perché contrari all’Associazione patriottica - Padre Peter

Indice dei precedenti sulla questione cinese qui (in calce ad un messaggio del Card. Zen).

Secondo p. Peter, l’autore di questo messaggio appartenente alla comunità ufficiale, essi si sentono “traditi” dal Vaticano, specie dopo l’accordo provvisorio fra Pechino e la Santa Sede sulle nomine dei vescovi. L’Ap opera ancora per una Chiesa “indipendente” (dalla Santa Sede). La funzione dell’Ap dovrebbe essere affrontata in futuro nei dialoghi fra le delegazioni vaticana e cinese.
Pechino (AsiaNews) – Diversi sacerdoti della comunità sotterranea stanno abbandonando la loro missione perché in contrasto con l’Associazione patriottica. È quanto testimonia in questo messaggio giunto ad AsiaNews a firma di padre Peter, un sacerdote della comunità ufficiale, amico di questi sacerdoti sotterranei. P. Peter difende la scelta “di coscienza” dei suoi amici e dice che essi si sentono “traditi” dal Vaticano, specie dopo l’accordo provvisorio fra Pechino e la Santa Sede sulle nomine dei vescovi. In effetti, se l’accordo corregge l’operato dell’AP almeno sulle nomine episcopali (papa Francesco ha detto che “l’ultima parola spetta a me”), esso non chiarisce il rapporto con questo organismo di controllo del Partito comunista cinese, che vuole edificare una Chiesa “autosufficiente” e “indipendente” (dalla Santa Sede).
Nella sua Lettera ai cattolici cinesi del 2007, Benedetto XVI ha affermato che lo statuto dell’Ap è “inconciliabile con la dottrina cattolica”; papa Francesco ha ribadito spesso che la Lettera di papa Benedetto “è ancora valida”, ma di fatto si avalla che vescovi e sacerdoti appartengano all’Ap come una specie di “minor male”.

La reazione “integrista” dei Maccabei al “modernismo ellenizzante di Antioco Epifane - don Curzio Nitoglia

Maccabei 1
La reazione “integrista” dei Maccabei al “modernismo ellenizzante di Antioco Epifane

Prima Parte 

Da Alessandro Magno (356 a. C.) alla Costruzione della Statua
di Giove Olimpico nel Tempio di Gerusalemme (167 a. C.)
Alessandro Magno
Alessandro Magno (356 – 323 a. C.) sconfisse la Persia di Dario III nel 333 ad Isso, passò poi in Egitto (ove fondò la città di Alessandria), avanzò verso la Mesopotamia e batté di nuovo Dario III ad Arbela nel 331; quindi fu nominato re dell’Asia, inoltre conquistò tutta la Persia ed infine si spinse sino all’India (anno 326), fondando un immenso Impero euro/asiatico.
Alessandro era animato dall’idea ellenistica di fondere l’elemento greco e quello orientale in un Impero universale. Tuttavia, diversamente da quanto farà Antioco IV detto Epifane (da Epifania, ossia “Manifestazione di Dio” poiché Antioco IV si riteneva una “divinità”) nel 175 a. C., Alessandro Magno mostrò verso Israele una tolleranza religiosa benevola senza fargli subire danni e senza disturbarlo. Lasciò, infatti, come capo della comunità giudaica di Palestina il vecchio Sommo Sacerdote del Tempio di Gerusalemme, eletto dal Sinedrio, senza deporlo e nominarne lui stesso uno nuovo (cfr. Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche, XI, 8, 7); pratica, questa, che fu inaugurata da Antioco contro la legge giudaica, la quale voleva che il Sommo Sacerdote fosse un discendente di Aronne scelto dal Sinedrio. A partire dall’Epifane i re Siri attribuirono, simoniacamente, la dignità del Sommo Sacerdozio al maggior offerente. Anche i Romani a partire dalla loro conquista della Palestina (64 a. C.)  nominarono e deposero  a loro arbitrio i Sommi Sacerdoti, utilizzando per lo più famiglie influenti, come quella di Anna (Lc., II, 3), cui successero cinque figli e il genero Caifa dal 18 al 36 d. C. (cfr. Antonino Romeo, Enciclopedia del Sacerdozio, Firenze, 1953, pp. 484-497, voce “Il Sommo Sacerdozio”).

martedì 29 gennaio 2019

Aggiornamento su mons. Livi

Ho rimosso l'Appello per mons. Livi pubblicato ieri perché mi sono fidata della fonte che ritenevo attendibile e che peraltro trovava conferma nell'analogo appello di Tosatti. Senonché ulteriori approfondimenti mi hanno resa più guardinga. Conoscevo la gravità delle condizioni di salute di mons. Livi: lo stiamo da tempo accompagnando con la preghiera. Però non mi risultava la sua condizione di bisogno, che in effetti mi aveva dapprima meravigliata ma che avevo raccolto, pensando a sopravvenute esigenze a me non note.
Tuttavia, ho ricevuto comunicazioni in base alle quali ora non posso più sentirmi coinvolta in qualcosa che non mi è chiaro.  
Ciò che mi è ben chiaro, e mi è stato confermato, è la lucida e serena consapevolezza di mons. Livi e il suo fiducioso affidamento al Signore.
Mi spiace per lui che non meritava tutta questa confusione e vi invito a continuare ad accompagnarlo con la preghiera.

«Sodoma distrutta. Le parole di Santi e Papi contro l’omosessualismo» - prefazione Silvana De Mari.

Il Gruppo di Preghiera “Riparazione 20 maggio”, ha inviato un libro al Vescovo di Reggio-Emilia Mons. Massimo Camisasca, pubblicato poco tempo fa e titolato «Sodoma distrutta. Le parole di Santi e Papi contro l’omosessualismo», con la prefazione della Dr.ssa Silvana De Mari.
Insieme al libro, che è in fase di consegna, è stato allegato un testo diretto proprio al Vescovo, che riportiamo qui sotto integralmente insieme alla foto del libro.

Eccellenza,

come sarà certamente noto alla Curia, in seguito ai fatti del 20 maggio scorso presso la Parrocchia di Regina Pacis, le ambiguità relative al peccato contro natura (tra cui l'agghiacciante definizione di "cristiani LGBT") sono rimaste - tanto nell'orizzonte diocesano, quanto in quello universale - sostanzialmente libere di diffondersi.

Amleto = Apostasia

Il mondo è marcio, ragazzi, in lungo e in largo, Ma Dio rimane invariato. Non abbiate dubbi!
Se Amleto è forse la più sconcertante, probabilmente la più interessante e certamente la più moderna tra tutte le 37 opere teatrali di Shakespeare, è per un’unica ragione – c’è un elefante nella stanza. Quest’elefante è l’apostasia dell’Inghilterra dalla fede cattolica che veniva imposta ovunque dal governo inglese quando Shakespeare scrisse l’opera, intorno al 1600 d. C., cosa che lo stava portando alla disperazione perché egli era un devoto cattolico. Così (1) Amleto è la più sconcertante delle sue opere teatrali per la massa di lettori o spettatori o critici post-cattolici che non si rendono conto che la “Riforma” fu la più grande catastrofe mai capitata all’Inghilterra. (2) Ѐ la più interessante perché è centrale e conflittuale tra il passato Medioevo e la successiva Età Moderna. (3) Ѐ la più moderna, perché negli ultimi 400 anni praticamente tutto il mondo ha finito col condividere l’apostasia dell’Inghilterra.

lunedì 28 gennaio 2019

La pastora 'con-celebra' messa. Ecumenismo? No, profanazione

"Che cosa è un pastore protestante? Non è un Sacerdote, perché non ha alcun carattere sacerdotale. A volte è un apostata che ha tradito Dio. Non credono ai Santi, non credono alla Madonna, non credono alla Croce, tanto che non si fanno neppure il segno della Croce. Non credono al Purgatorio, non credono ai Sacramenti, se si eccettui il Battesimo, e non credono quindi nemmeno al più augusto e vitale dei Sacramenti, la santa Eucarestia [la Presenza reale]. Sono perciò come i rami aridi staccati dall'albero vitale, e come i tralci separati dalla vite. Che pena fanno questi poveri traviati." (Don Dolindo Ruotolo)
Noi non dimentichiamo che contro le derive e i guasti provocati dal cosiddetto "dialogo" ecumenico [vedi], come pure da ogni incontro o "liturgia" interconfessionale che, senza mezzi termini, sono profanazioni che tendono a moltiplicarsi per sfociare nella nuova religione mondiale, disponiamo di tre invincibili armi che ci appartengono nella misura in cui permane il nostro radicamento e la nostra fedeltà: la SS.ma Trinità, Gesù nel SS.mo Sacramento del'Altare e Maria Vergine Madre del Signore e nostra. Attenzione perché sono proprio queste armi che La Catholica corre il rischio di perdere. Noi continuiamo a custodire, a pregare, a offrire e a testimoniare. Quel che potete leggere di seguito ci dà la misura di dove siamo arrivati...

Una messa davvero insolita, quella che si è svolta domenica scorsa a Milano nella parrocchia di San Giovanni in Laterano. Ad affiancare il parroco anche una pastora battista che ha letto e commentato il Vangelo, partecipato alla consacrazione e distribuito la comunione. Tutto normale? Non proprio dato che alcuni fedeli [peraltro solo due] se ne sono andati mentre altri hanno deciso di scrivere alla Nuova BQ per segnalare il grave episodio nell'ambito della campagna #salviamolamessa. Quello che trovate qui sotto è il racconto del nostro lettore, che ci ha chiesto di rimanere anonimo. In seguito abbiamo sentito il parroco perché ci confermasse la notizia. Purtroppo vera. E abbiamo capito che questa moda delle commistioni ecumeniche si sta affermando sempre più con scandalo grave dei fedeli i quali non sanno più in che cosa consista la nostra fede. E' con questo spirito che domani, nel rispondere alle giustificazioni del parroco faremo un appello vibrato all'arcivescovo di Milano Mario Delpini. 

La memoria e l'eredità di Carlo Magno - Roberto De Albentiis

Il 28 gennaio 814, 1205 anni fa, moriva ad Aquisgrana Carlo Magno, Re dei Franchi, Re dei Longobardi, Re d’Italia, Imperatore del Sacro Romano Impero, che aveva fondato nell’Europa centrale e occidentale dopo secoli di anarchia e frammentazione; con la sua incoronazione, avvenuta nella notte di Natale dell’anno 800, si assistette al superamento dei regni romano-barbarici e dell’alto Medioevo, in favore di un nuovo modello di Impero, e ad un grande risveglio culturale occidentale, la Rinascita Carolingia.

Non possiamo qui, in un singolo articolo, ripercorrere tutta la vita e le campagne di Carlo, da semplice principe e poi re franco a sovrano dell’Europa, quanto piuttosto possiamo parlare del suo carattere sacrale e simbolico e del suo significato ed eredità; lo storico Gonzague de Reynold, nelle sue celebri lezioni sull’Europa, raccolte in “La Casa Europa. Costruzione, unità, dramma e necessità” (D’Ettoris, 2015), definisce l’Europa come l’incontro tra l’eredità filosofica e culturale greca, il mondo del diritto romano, la teologia cristiana, l’apporto germanico. Per conoscere cos’è l’Europa, fatto quanto mai d’attualità oggi, non possiamo prescindere da nessuno di questi quattro fattori.

Il meccanismo delle tentazioni

Val la pena conoscere questa realtà che purtroppo di solito non viene sminuzzata efficacemente. Può aiutarci a non abbassare la guardia e a riconoscere, ma soprattutto a sventare con la preghiera, gli inganni del nemico.

P. Candido Amantini, passionista esorcista. Viveva nel convento del Pontificio Santuario della Scala Santa: Il mistero di Maria, Dehoniane, Napoli, 1971.
“Le tentazioni, come spiega san Tommaso, passano attraverso la corporeità. Sono possibili per quel connubio che c’è tra il corpo e l’anima dell’uomo. Forse neanche il demonio comprende fino in fondo questo mistero ma, conoscendo la struttura dell’uomo assai meglio del migliore antropologo di questo mondo, può suggestionare l’uomo in molte maniere, muovendo appunto dal corpo. Ma se tali tentazioni sono a volte assai pericolose, certamente più gravi sono quelle che egli suscita direttamente nell’anima. La comunicazione che gli spiriti puri tra loro non può verificarsi che attraverso una specie di immedesimazione, per cui uno spirito entra nell’altro con un contatto diretto. In tal modo essi si sentono, si esprimono a vicenda e l’uno trasmette nell’altro, come per un’induzione vitale, i propri sentimenti interiori. E per questa via superiore appunto che Satana può entrare in comunicazione immediatamente con lo spirito umano, immedesimandoglisi con una specie di copula spirituale e serrandolo intimamente a sé come per violarlo nel suo abbraccio dannato. Gli propina allora tutti i suoi umori tossici, gli alita dentro il suo stesso respiro ammorbante, per farlo vibrare in sintonia con il suo essere maledetto. L’anima umana si trova allora come accecata e quasi paralizzata in se stessa, imbevuta dei sentimenti di Satana, sperimenta al vivo la sua ribellione contro Dio ed ode gli echi delle sue bestemmie. Assapora la disperazione infinitamente amara ed al tempo stesso sente ripercuotersi nell’intimo l’odio che il demonio cova in sé contro tutto ciò che è sacro. Certamente anche in simili frangenti l’anima rimane libera ed arbitra dei suoi atti, ma il rischio che le fanno correre tali suggestioni del maligno è in ogni modo enorme ed essa abbisogna di straordinari aiuti dal cielo per superare tali pericoli” (op. cit., pp. 317-318).
Estratto da un articolo di Don Marcello Stanzione, Padre Candido Amantini, l’esorcista passionista alla Scala Santa, apparso sul sito ‘Riscossa Cristiana’ ottobre 2017. (Al secolo: Eraldo Ulisse Amantini, Bagnolo sul Monte Amiata, 1914, morto a Roma il 22 settembre 1992).

domenica 27 gennaio 2019

«Un uomo senza cultura è un uomo morto»: chi è il nuovo vescovo di Mosul

Najib Mikhael Moussa, che l’Isis cercò di uccidere, è stato ordinato ieri in Iraq dal patriarca caldeo, il cardinale Luois Sako: «Smantella l’ideologia jihadista, sii il nuovo Giona per Ninive»
Quando l’Isis nell’estate del 2014 ha conquistato Mosul, la capitale economica dell’Iraq, e ha marciato ad agosto verso Qaraqosh, la principale città della Piana di Ninive, tutti i cristiani sono scappati nel cuore della notte portandosi dietro solo quello che avevano indosso. Qualche famiglia è riuscita a buttare in valigia alla rinfusa pochi e indispensabili effetti personali. Najib Mikhael Moussa, invece, non ha caricato la sua automobile con soldi e vestiti, ma con libri. Decine e decine di manoscritti antichi, che il padre domenicano catalogava e digitalizzava da decenni per preservare il patrimonio storico del popolo cristiano e di tutti gli iracheni. «Se vedevo qualcuno con le mani libere, gli mettevo in braccio un tomo, chiedendogli di restituirmelo una volta raggiunta Erbil», la capitale del Kurdistan iracheno dove centinaia di migliaia di cristiani si sono rifugiati.

sabato 26 gennaio 2019

E ancora, e ancora: un disco rotto. A Panama... I migranti... 

Dalle segnalazioni dei lettori: Il Papa a Panama durante la Via Crucis: "I migranti sono i cristi di oggi, assurdo identificarli come portatori di male sociale" [qui].

A Panama... I migranti...
Chiesa in parte trasformata in ONG... in una associazione umanitaria che perde il senso del Sacro per un apparente bene che però, porta sempre più a divinizzare l'uomo e a mettere in un angolo Dio. Sempre più pone al centro dell'interesse questi flussi migratori affatto regolari, che stanno comportando disordine, degrado, ingiustizia sociale e invasione islamica... Tutto questo porta soltanto a dimenticare la Missione primaria della Chiesa, Sposa di Cristo, di salvare anime...
A nulla sono valsi gli insegnamenti di San Paolo, di San Tommaso d'Aquino, e i sapienti articoli del Catechismo della Chiesa cattolica al riguardo! È facile dire: "Gesù accoglierebbe tutti!". Ma questa affermazione non coincide la Sapienza della Chiesa, infatti non tutto il bene che vorremmo fare si può concretamente fare, e senza un sapiente ordine nella carità, mirabilmente spiegato nella Summa Teologica da San Tommaso d'Aquino, gli Stati diventerebbero ostaggio del caos e dei disegni malefici del demonio che coincidono con quelli dei tecnocrati mondialisti...

Monasteri di clausura. Uno sterminio silenzioso - Aldo Maria Valli

Sto leggendo il testo di Claustrofobia, gentilmente fattomi pervenire dal Prof. Aurelio Porfiri. In attesa di una accurata recensione, ne trovate notizia, insieme ad elementi interessanti, nel recente articolo di A.M. Valli ripreso di seguito. Vi ricordo, sul tema, i precedenti nel blog a partire dalle prime avvisaglie da me colte già nel 2014 in occasione della dolorosa vicenda dei Francescani e delle Francescane dell'Immacolata.
- La rifondazione in chiave conciliarista della vita religiosa
- Vultum Dei quaerere: una Costituzione apostolica per il “rinnovamento” della vita claustrale nostro articolo che introduce la sapiente 'trilogia' di A.M.Valli. Qualcuno vuole liquidare il monachesimo?
- Parola d’ordine: resistere - Don Elia
- La distruzione dei Monasteri femminili
- Monache di clausura. Dal “quaerere Deum” all’aggiornamento. Senza rispetto per le contemplative 

Cari amici, è uscito il mio nuovo libro. Si intitola Claustrofobia. La vita contemplativa e le sue (d)istruzioni, è edito da Chorabooks ed è dedicato ai pericoli che i monasteri di clausura stanno correndo a causa delle nuove disposizioni vaticane.
La vita di preghiera, nella contemplazione del mistero divino e per la riparazione dei peccati del mondo, è un tesoro grande, conservato in monasteri dalla vita millenaria, ma ora questo tesoro è in pericolo, e non per un attacco dall’esterno, ma per iniziativa della stessa gerarchia cattolica. L’attacco arriva dalla costituzione apostolica Vultum Dei quaerere e dall’istruzione applicativa Cor orans, un apparato normativo che minaccia l’autonomia dei monasteri, indebolisce la loro indipendenza e, con la scusa dell’aggiornamento e della formazione, mette in discussione l’idea stessa di isolamento e di vita di clausura. Ma perché questa “claustrofobia” da parte della Chiesa? Perché mortificare la scelta di chi consacra la propria vita alla preghiera nel nascondimento? Dietro s’intravvede un’idea di spiritualità tutta orizzontale, tutta giocata nel sociale, incapace di scorgere la bellezza e la grandezza di una relazione esclusiva con Dio. Una situazione grave che nel libro è denunciata chiaramente.
Qui di seguito l’introduzione, firmata da una monaca di clausura. (Aldo Maria Valli)

* * *
L’ultima battaglia

venerdì 25 gennaio 2019

La Cannabis tra le strategie di indebolimento e corruzione delle popolazioni

Erdogan ha annunciato il ritorno massiccio della coltivazione di cannabis in Turchia [qui].
La parola assassino deriva dall'arabo hashis-hiya,  cioè fumatore di hashish e membro di una setta islamica famosa per l'efferatezza dei suoi delitti, commessi sotto l'effetto dell'hashish, che fumato e masticato, è tradizionalmente diffuso tra gli islamici.
 È provato che i terroristi islamici sono invasati, che agiscono sotto l'effetto di molteplici droghe, non solo dell'hashish, ma poi hanno il coraggio di prendersela con l'alcol, che è molto meno tossico e allucinogeno.
Come dire che un pugno è sbagliato, ma sparare con il mitra è giusto.
Erdogan poi, che se ne fa di tutta quella droga? Hanno detto che la diffusione che la droga ha avuto in occidente, dagli anni '60 ad oggi, faccia parte di una precisa strategia  per indebolire e corrompere la nostra popolazione, per favorire un invasione incruenta, e la odierna connivenza dei centri sociali e di molti politici di sinistra con i loro pusher islamici ne è la prova. [vedi anche il ddl recentemente presentato dal Movimento 5stelle, nell'assordante silenzio della gerarchia ecclesiastica]
 Se poi la religione sarebbe l'oppio dei popoli, l'islam certamente è l'hashish dei popoli!
 Fabio Riparbelli
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1. Dopo un parere negativo del Consiglio superiore di sanità, il ministero della Salute ha decretato lo stop alla vendita dei prodotti a base di cannabis «light», vale a dire quei prodotti con il principio attivo Thc inferiore ai limiti di legge, disponibili nei negozi «green» proliferati negli ultimi mesi in tutta Italia e in forte crescita (giro d’affari di oltre 40 milioni di euro). Gli esperti dell’organo di consulenza ministeriale non hanno fatto molta fatica a spiegare che «non può essere esclusa la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa». [qui] - ndR

La Regola di San Benedetto e la rinascita della civiltà umana e cristiana – Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa n. 4/2018 - Silvio Brachetta

Del saggio che riprendiamo di seguito, l'Autore ha recentemente parlato a Radio Maria:


La Regola di San Benedetto e la rinascita della civiltà umana e cristiana – Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa n. 4/2018 
di Silvio Brachetta

Tra i vari concetti chiave e luoghi comuni del monachesimo benedettino – ora et labora, stabilitas loci, habitus non facit monachum – ve n’è uno meno noto, seminascosto tra le righe della Regola di san Benedetto da Norcia [1]. È anzi una parola di sei lettere, che compare una sola volta nel testo, ma che ne sostiene l’intera tessitura: «schola» [2]. Benedetto, in particolare, sostiene che «bisogna dunque istituire una scuola per il servizio del Signore» [3]. Il monachesimo occidentale, quindi, nella volontà del suo fondatore avrebbe dovuto essere una scuola, certamente non con il significato che si dà oggi al vocabolo: la schola dei romani trae il nome dal greco σχολάζειν (scholàzein), che significa «stare in ozio, riposarsi, avere tempo» [4]. Scuola pertanto significa, nel suo senso originario, «riposo da fatica corporea, il quale dà opportunità di ricreazione mentale o di studio» [5]. E Benedetto, il romano [6], non poteva dare un senso alla parola troppo diverso da questo, almeno a parere di don Lorenzo Sena OSB, secondo cui il termine antico di schola contiene tre significati: essa è il «luogo» dove «si apprende e si imita», dove «si serve il padrone» e dove «si milita sotto il sovrano», secondo le usanze dei corpi militari o dei funzionari dell’alto Medioevo [7]. Allo stesso modo, Benedetto cercava d’istituire una qualche realtà che permettesse di «avere sempre presente la persona di Cristo sotto tre aspetti complementari: il Maestro che insegna, il Sovrano che comanda, il Redentore sulla croce» [8]. Nel dettaglio, Benedetto si aspettava di ottenere dai monaci «la docilità dell’allievo, l’obbedienza del soldato e l’attività dell’operaio o del funzionario» [9].

Venerdì 25 gennaio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
«Adoro te devote» - 
san Tommaso d'Aquino
(uno dei cinque inni eucaristici scritti in occasione dell'introduzione
della solennità del Corpus Domini nel 1264 su commissione di papa Urbano IV)

giovedì 24 gennaio 2019

Bergoglio: i muri anti-migranti? “La paura rende pazzi” et alia

Ossessivo Bergoglio in volo verso Panama: I muri anti-migranti?La paura rende pazzi [qui].
Inoltre leggo e riprendo da Facebook: 
Il nuovo "ordine mondiale"... citato dal Presidente del Panama seguito dal concetto di "Patria grande" di Bergoglio con tanto di citazione di Bolivar nei discorsi di accoglienza della "terra di convocazione" (!!) non dovrebbero più farci dubitare che anche la giornata mondiale della gioventù cattolica si stia trasformando in convocazione delle future classi dirigenti massonico mondialiste, che predicano bene ma truffano meglio le coscienze cristiane dei giovani già protese verso la religione umanitaria senza più né Dio, né la SS. Trinità, né il Soprannaturale!

24 gennaio - San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti e degli operatori dei media

Diocesi di Trieste - San Francesco di Sales
+ Giampaolo Crepaldi
Cappella del Vescovado, 24 gennaio 2019

Cari giornalisti e operatori della comunicazione,

sono lieto di darvi un cordiale benvenuto nella Cappella del Vescovado per questo incontro eucaristico che ci consente di fare devota memoria di san Francesco di Sales, vostro patrono. Nella considerazione della sua avvincente biografia, in questa circostanza sono a invitarvi a soffermarvi su alcuni aspetti della sua vita, perché da essi giungono a noi alcune preziose lezioni di cui fare tesoro.
  1. La prima lezione riguarda il posto di Dio nella nostra esistenza. Cresciuto in pieno clima in cui predominava il concetto di predestinazione, egli si sentiva amato da Dio, ma indegno, per cui riteneva di essere escluso dal suo Regno. Mentre si trovava a Parigi scoppiò in lui una profonda crisi religiosa che durò molte settimane, durante le quali pianse in continuazione, si ammalò e non mangiò, né dormì. La svolta fu quella di affidarsi alla Madonna e all’infinita bontà del Padre, al quale rivolse una preghiera commuovente: “Qualunque cosa abbiate deciso, Signore.. io vi amerò.. almeno in questa vita, se non mi è concesso di amarvi nella vita eterna”. Poi passò all’azione, cercando di recuperare più anime possibili, che nel frattempo avevano abbracciato idee calviniste. Ecco, amici, questo spaccato di vita di San Francesco di Sales è lì a interpellarci sul posto che Dio occupa nella nostra vita. I contesti teologici e culturali attuali sono certamente molto diversi da quelli del Santo ginevrino, ma il nocciolo della questione resta uguale: Dio – il Dio rivelatoci da Cristo con la sua incarnazione, morte in croce e risurrezione – è una presenza accessoria e secondaria, oppure è il punto di riferimento centrale della mia vita? Che posto ha Dio nella mia vita? Con Dio o senza Dio tutto cambia.

Demonizzazione della virilità che mette in pericolo i ragazzi di questa generazione e di quelle che verranno se nessuno corre ai ripari

Conoscere, per non subire.
Vi proponiamo, nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un articolo che illustra le aberranti «linee guida» della rivoluzione antropologica che avanza mietendo molte vittime senz'alcuna reazione autorevole da parte di legislatori senza etica epigoni di pastori senza fede.
Da quel che leggiamo di seguito la cosa appare più grave di quanto si potesse immaginare perché la pseudoscienza del gender si è insinuata capillarmente nelle agenzie informative e formative. Perfino la RAI - nonostante il cambio al vertice che molto lasciava sperare ma che dire deludente è poco - nella trasmissione Alla Lavagna, andata in onda due sere fa in seconda serata su Raitre, ha scelto di indottrinare i bambini attraverso vere e proprie lezioni sul cambio di sesso tenute da Vladimiro Guadagno, alias Luxuria. Non è altro che la vulgata liberal contro la virilità.... Non ci riconoscete anche l'esautorazione del padre che deriva dalla negazione di Dio?
E cerchiamo di non dimenticare cos'è la virilità: In latino, sia vir che homo significano "uomo". Ma vir riguarda l'uomo... "virile", virtuoso, serio, estraneo al sentimentalismo (attenzione: non al "sentimento", ma al "sentimentalismo"), capace di sacrificarsi, desideroso di darsi una disciplina, di sacrificarsi per un bene più alto, pronto anche al martirio. Solamente la parola vir possiede la connotazione dell'uomo eroe ed è inoltre la parola più spesso utilizzata per "marito", dove la vera famiglia è composta da un uomo e da una donna.

La American Psychological Association demonizza la virilità e mette in pericolo i ragazzi con le sue nuove ‘linee guida’

L’American Psychological Association (APA) – l’associazione di psicologi più grande e professionale degli Stati Uniti – sta promuovendo le sue nuove, dannose Linee guida per la pratica psicologica coi ragazzi e con gli uomini., basate su definizioni e nozioni non edotte dal mondo della scienza bensì raccapezzate dalla cultura di massa pervasa dalle ideologie LGBT.

Non vi è niente di familiare o di rassicurante da cercarvi. Il messaggio principale che l’APA vuole imporre a tutti è che i suoi esperti sono arrivati alla conclusione secondo la quale “la virilità tradizionale… è, nel complesso, dannosa”.

mercoledì 23 gennaio 2019

Appello per Danilo Quinto

Il 4 febbraio prossimo il giudice onorario darà lettura della sua sentenza nei confronti di Danilo Quinto, accusato di diffamazione dai Radicali per aver usato in un suo libro l’espressione “servo sciocco” nei confronti di un loro esponente.
Pur dissentendo dall'uso di toni offensivi, non possiamo non riconoscere come a volte la vis polemica possa prendere la mano nelle dispute culturali e politiche, soprattutto quando, come nel caso di Danilo Quinto, si è trattato di una presa di distanza che ha comportato un distacco traumatico da una realtà che lo ha visto coinvolto per molti anni della sua vita. Circa i toni, ci sovviene un precedente analogo: il 28 febbraio 2015, sbagliando s’intende, Matteo Salvini ha usato lo stesso termine nei confronti di Matteo Renzi suo avversario politico, in un comizio a Roma: “Renzi servo sciocco di Bruxelles!”, ha tuonato dal palco, a piazza del Popolo.
Sappiamo che l’epiteto deriva dalla Commedia dell’Arte e vuol deridere chi non si renderebbe conto di fare il gioco altrui, di esser menato per il naso da altri più furbi di lui. Per quanto infelicemente impiegato nella circostanza di cui al giudizio, siamo convinti della buona fede di Danilo: non crediamo egli volesse effettivamente denigrare, diffamare né veramente offendere. 
Abbiamo fiducia nei giudici, ci affidiamo al loro senso dell’equità, alla loro  comprovata capacità di giudicare anche al di là della stretta norma, valutando il caso umano dell’imputato in tutta la sua complessa e spesso drammatica realtà.
Rivolgiamo ai lettori di questo blog l’appello di pregare assieme a noi ininterrottamente la Santissima Vergine e tutti i Santi, affinché la vicenda processuale di Danilo possa concludersi nel miglior modo per lui.
Maria Guarini, amministratore di Chiesa e Postconcilio
Paolo Pasqualucci

«Noi cristiani in Nigeria siamo a rischio estinzione»

La testimonianza di padre Joseph Fidelis, sacerdote della diocesi di Maiduguri: «Boko Haram mi ha minacciato, ma non ho lasciato i miei fedeli: meglio morire in chiesa che scappare. Per noi la fede vale più della vita»
Quando nel 2014 Boko Haram lanciò una campagna terroristica su larga scala per trasformare tutto il nord della Nigeria in Califfato, arrivando a conquistare un’area di 30 mila chilometri quadrati grande quanto il Belgio, la diocesi settentrionale di Maiduguri (Borno) era circondata. La Conferenza episcopale nigeriana offrì la possibilità ai sacerdoti nelle aree più a rischio di abbandonare momentaneamente i propri fedeli, ma padre Joseph Fidelis Bature, 38 anni, rifiutò: «Ero già stato minacciato personalmente da Boko Haram, avevo già visto la gente uccisa e smembrata, ma mi sono detto: “Che vergogna sarebbe abbandonare ora la fede e il mio gregge”».

«MEGLIO MORIRE IN CHIESA CHE SCAPPARE»
Così riunì i suoi fedeli in chiesa e disse: «Fino a quando rimarrà qui anche solo uno di voi che desidera la messa, resterò anch’io. Solo quando ve ne sarete andati tutti, chiuderò la chiesa e ritirerò il Santissimo Sacramento. È meglio morire in chiesa per la nostra fede, infatti, che scappare perché la fede è più importante della vita». Non se ne andò nessuno e padre Joseph continuò il suo ministero tra i cristiani perseguitati.

martedì 22 gennaio 2019

Incognite e arcani poco rassicuranti per il nostro Paese

Lancio alcune serie domande, mentre sto cercando di decriptare e approfondire diversi altri aspetti di cui parlerò... 
Mi chiedo perché Salvini continua i suoi bagni di folla come se niente fosse; mentre Di Maio/Di Battista hanno scatenato l'incidente diplomatico con la Francia, su cose risapute e da tempo denunciate da Giorgia Meloni, proprio alla vigilia del Trattato Merkel-Macron.
Lo stile non manca. Ma vogliamo la schiena dritta!
Un evento ben più grave ed esiziale per il futuro del nostro Paese e non solo [vedi qui - qui], sul quale invece tutti tacciono (tranne la Meloni)? Basterà l'auspicabile, ma non scontato, esito delle nuove elezioni a neutralizzarlo?
E quella di Di Maio è una mossa da campagna elettorale? O un espediente per stornare l'attenzione da un garbuglio ancor più serio, anche avuto riguardo al fatto che Conte (pupillo di Bergoglio, oltre che dei vescovi anti-italiani1 e del Colle) è apprezzato dalla Merkel [vedi anche] alla quale ha già dato una delega di voto? Nulla di diverso da quanto già accadeva regolarmente con Gentiloni & C. che il voto del 4 marzo ha delegittimato; il che ci raccontano debba esser sancito dall'attuale governo del cambiamento (more Gattopardesco?)2... E dunque, cosa sta succedendo che pretendono passi sulle nostre teste e cui prodest?
_______________
1. Vedi precedenti qui - qui
2. Che fa mostra di aderire alle novità per non perdere potere e privilegi antichi

Antonio Socci e “Il segreto di Benedetto XVI” recensito da Roberto De Mattei

Il prof. Roberto de Mattei ha scritto per Catholic Family News una recensione al libro di Antonio Socci, Il Segreto di Benedetto XVI. Perché è ancora Papa, pubblicata il 4 gennaio scorso.

«La Santa Madre Chiesa è dinanzi a una crisi senza precedenti in tutta la sua storia». Questa immagine del teologo Serafino M. Lanzetta, che apre l’ultimo libro di Antonio Socci, Il segreto di Benedetto XVI. Perché è ancora papa (Rizzoli, Milano 2018), invoglia alla lettura chiunque desidera capire meglio la natura della crisi e le possibili vie per uscirne.
Socci è un brillante giornalista che ha dedicato tre libri alle vicende della Chiesa sotto il pontificato di papa Francesco: Non è Francesco. La Chiesa nella grande tempesta (Rizzoli, Milano 2014), La profezia finale (Rizzoli, Milano 2016) ed ora Il segreto di Benedetto XVI.
Di questi tre libri, il migliore è il secondo soprattutto nella parte, accuratamente documentata, in cui sottopone a un meticoloso esame gli atti e le parole più controverse del primo triennio di governo di papa Francesco. Nel suo ultimo libro, invece, Socci sviluppa la tesi già proposta in Non è Francesco, secondo cui l’elezione di Jorge Mario Bergoglio è dubbia, e forse invalida e Benedetto XVI sarebbe ancora Papa, perché non avrebbe rinunciato del tutto al ministero petrino. La sua rinuncia al papato sarebbe stata “relativa” – scrive Socci – ed egli avrebbe inteso «rimanere ancora papa sia pure in un modo enigmatico e in una forma inedita, che non è stata spiegata (almeno fino a una certa data)»[1].

lunedì 21 gennaio 2019

Un nuovo vescovo per la Fraternità di San Pio X

Nella nostra traduzione da Le salon beige.

Lo aveva annunciato ai sacerdoti della sua diocesi durante l'estate dello scorso anno: il vescovo Vitus Huonder, attuale vescovo di Coira, alla fine del suo mandato, ha deciso di stabilirsi in uno dei centri della Fraternità Sacerdotale di San Pio X, vale a dire l'Istituto Santa Maria di Wangs (Svizzera), una scuola che conosce molto bene e che ha visitato molte volte. 
È un fatto simbolico? Eppure è così, il capitolo della cattedrale ha eletto vescovo di Coira mons. Huonder il 6 luglio 2007, alla vigilia del Motu Proprio Summorum Pontificum. La sua nomina è stata confermata da Benedetto XVI il giorno successivo. 

Nel 2015, il vescovo Huonder era uno dei prelati che hanno partecipato alle discussioni con la FSSPX, visitando alcuni dei suoi seminari. Ha potuto dunque apprezzare il ruolo svolto da questa comunità in favore della liturgia e dello spirito tradizionali. Due anni dopo, raggiunto il limite di età, ha presentato le sue dimissioni a Papa Francesco che ha deciso di prolungare il suo mandato per altri due anni.

È ovvio che mons. Huonder non parte in uno spirito di dissenso e che il papa ha appoggiato il suo progetto. Questo annuncio conferma solo il movimento di normalizzazione della Fraternità, iniziato vent'anni fa e ora quasi completamente ratificato da quando, negli anni scorsi, il Papa ha concesso la giurisdizione per i sacramenti amministrati dalla Fraternità.

domenica 20 gennaio 2019

Lex orandi senza lex credendi - Cesare Baronio

Pubblico questo interessantissimo testo di Cesare Baronio - che ringrazio di cuore - che anticipa quanto stavo accingendomi a scrivere dopo aver iniziato a riflettere su ciò che si profila all'orizzonte.

Come preannunziato, la Commissione Ecclesia Dei è stata soppressa, e le sue competenze passano ora ad una costituenda sezione della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Motu Proprio promulgato ieri, 19 Gennaio [vedi], ha confermato quanto da più parti si era già dato come fatto compiuto.
L’avvocato Fabio Adernò, in un suo commento pubblicato su Messa in Latino [qui] ritiene che «l’unica cosa che cambia, da oggi, è la carta intestata». Una pia illusione, se posso permettermi, che verrà presto smentita dai fatti. Come giustamente osservava Steve Skojek in un tweet, quel che fa Bergoglio, ancorché apparentemente innocuo, dovrebbe sempre destare qualche sospetto. E il sospetto che un atto di governo di natura meramente amministrativa possa preludere ad un ulteriore ridimensionamento delle libertà concesse ai conservatori in ambito liturgico è tutt’altro che irragionevole, anzi pare confermato dalla prassi ormai invalidata in seno alla neo-chiesa. Si rassegnino quindi i normalisti che, per rimanere in comunione, sono disposti a negoziare sulla dottrina accettando il Vaticano II, pur di mantenere in vita la liturgia tridentina.

Supplica alla Madonna del miracolo recitata il 20 gennaio

Oggi, 20 gennaio, ricorre l'anniverario della conversione di Alfonso Ratisbonne a Roma, in Sant'Andrea delle Fratte, luogo della devozione alla Santa Vergine del miracolo [vedi]. La Ma dre del Signore e nostra, tra i tanti interventi con i quali nel corso dei secoli si è prodigata verso i suoi figli quale Madre di misericordia e Mediatrice di tutte le grazie, nel 1830 ha affidato a S. Caterina Labouré la medaglia miracolosa come strumento di grazia.
Tra i tanti santi devoti della Medaglia miracolosa, fu il giovane Massimiliano Kolbe, che il 20 gennaio 1917, settantacinquesimo anniversario dell’apparizione, proprio in sant’Andrea delle Fratte, nell’ascoltare la rievocazione della conversione del Ratisbonne, concepì l’istituzione della sua Milizia dell’Immacolata, col fine di «cercare la conversione dei peccatori, eretici, scismatici, giudei ecc., e specialmente dei massoni; e la santificazione di tutti sotto il patrocinio e mediante la B.V.M. Immacolata». Chiediamo l'intercessione sua e della B.V.M. perchè Iddio continui a guidare la Sua Chiesa.
Pio XI, il 19 luglio 1931, in occasione del processo di beatificazione di Caterina Labouré, accennando ai mali che affliggevano la Chiesa, disse: «In questi giorni risplende la Medaglia miracolosa, come per richiamarci in modo visibile e tangibile che alla preghiera tutto è permesso, anche i miracoli, e soprattutto i miracoli. In ciò sta la specialità magnifica della Medaglia miracolosa, e noi abbiamo bisogno di miracoli. è già un gran miracolo che i ciechi vedano… ma vi è un altro miracolo che dobbiamo domandare a Maria Regina della Medaglia, ed è che vedano quelli che non vogliono vedere…».
Qui potete trovare il testo della Supplica che si rivolge alla Vergine ogni 27 novembre e in ogni urgente necessità. Di seguito riprendo il testo di quella che in Sant'Andrea delle Fratte si recita a mezzogiorno del 20 Gennaio e che mi sono permessa di integrare in alcuni punti.

SUPPLICA ALLA MADONNA DEL MIRACOLO recitata il 20 gennaio

Decreto sicurezza, non è materia da obiezione di coscienza - Stefano Fontana

clicca per ingrandire
Ulteriori più ragionati approfondimenti.

L'obiezione di coscienza al decreto sicurezza invocata da alcuni sindaci e, purtroppo, anche da alcuni vescovi non c'entra nulla con la vera obiezione della coscienza umana, che è a carattere universale e oggettivo, riferita a un valore morale assoluto. Sulla politica dei flussi migratori e sulle nuove norme per la sicurezza non ci sono assoluti morali in gioco, ci sono solo posizioni soggettive. E non è un caso che i vari Orlando, Martina e compagnia siano contrari alla vera obiezione della coscienza, vedi unioni civili e aborto.
Un gruppo di sindaci e di governatori fa obiezione di coscienza al decreto sicurezza del governo. Alfredo Mantovano li ha giustamente accusati di essere incoerenti (vedi qui). Io li accuso di non aver ben compreso in cosa consista l’obiezione di coscienza. Con il che, però, non li assolvo dall’accusa di incoerenza.
L’obiezione di coscienza è moralmente legittima quando non è l’obiezione della mia coscienza, ma è l’obiezione della coscienza. L’obiezione che ogni coscienza di un essere dotato di intelligenza farebbe davanti ad una situazione moralmente inaccettabile. La vera obiezione è quella della coscienza umana in quanto tale, a carattere universale ed oggettivo, e non della mia coscienza soggettiva che potrebbe inseguire i propri interessi o desideri. Non per nulla quando si parla di coscienza bisognerebbe sempre aggiungere “retta coscienza”, o coscienza ben formata.

Monsignor Negri: “Usare l’obiezione di coscienza per fare politica è sbagliato”

L’Arcivescovo emerito di Ferrara si smarca dalla linea Bagnasco. «Chi vuole integrarsi deve fare passi di immedesimazione nella società». I sindaci sbagliano a puntare sull’obiezione di coscienza contro il decreto sicurezza. L’integrazione deve essere affrontata con prudenza e realismo mettendo al centro diritti e doveri insieme. Lo afferma monsignor Luigi Negri, classe 1941, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio e teologo. Nella presente versione l’intervista è stata arricchita, a cura di Totustuus network da citazioni di riferimento alla pluri-secolare dottrina cattolica. Posizione felpata e prudente; ma almeno è fuori dal coro nefando. Anche se non del tutto perché dà per scontata l'accoglienza (che non può essere indiscriminata) e parla di integrazione che sarebbe possibile se l'accoglienza si limitasse ai profughi e venissero fatte rispettare le nostre leggi e la nostra cultura; mentre allo stato dei fatti risulta impossibile con le orde islamiche che prevedono unicamente la nostra sottomissione... 

I sindaci sbagliano a puntare sull’obiezione di coscienza contro il decreto sicurezza. L’integrazione deve essere affrontata con prudenza e realismo mettendo al centro diritti e doveri insieme. Lo afferma monsignor Luigi Negri, classe 1941, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, teologo, considerato un prelato «tradizionale».

sabato 19 gennaio 2019

Soppressa da oggi la Commissione Ecclesia Dei, inglobata nella Dottrina della Fede

Oggi Bergoglio ha soppresso la pontificia commissione Ecclesia Dei, inserendola nella Congregazione per la Dottrina della Fede. È una mossa ampiamente attesa [vedi]; ma, con il motu proprio Summorum Pontificum del 2007 di Papa Benedetto XVI (ancora in vigore), per i fedeli legati alla liturgia tradizionale (Messale Giovanni XXIII, 1962) e al Rito Romano Antico della Messa cambia poco o nulla. Almeno de iure, perché, de facto, nella maggior parte delle diocesi tira un'aria tutt'altro che favorevole che soffoca sia il mantenimento che la promozione dei relativi Centri Messa. Diventa invece importante il fatto che ora ci sia un dialogo diretto tra la gerarchia vaticana (nella persona del prefetto della CDF, cardinale Ladaria Ferrer) e i superiori della Fraternità Sacerdotale San Pio X; dialogo che, come sottolineato anche nel documento, verte su questioni dottrinali che riguardano il concilio Vaticano II.

Lettera Apostolica in forma di Motu proprio circa la
Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”
- 19.01.2019

Da oltre trent’anni la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita con il Motu proprio Ecclesia Dei adflicta, del 2 luglio 1988, ha assolto con sincera sollecitudine e lodevole premura al compito di collaborare coi Vescovi e coi Dicasteri della Curia Romana, nel facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose, legati alla Fraternità fondata da Mons. Marcel Lefebvre, che desideravano rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica, conservando le proprie tradizioni spirituali e liturgiche.1

Lettera aperta: Ripensare il futuro della Chiesa cattolica di Hong Kong

È indirizzata alla Curia diocesana da parte di un gruppo di cattolici, in maggioranza giovani. Pur apprezzando l’opera educativa e caritativa della Chiesa finora, i firmatari domandano che la diocesi non sia “vassalla” della Cina, e concluda la fase “coloniale” della sua opera, come supplente di servizi. L’impegno dei cristiani anche in politica, difendendo la libertà religiosa dei fedeli in Cina e la libertà ad Hong Kong.
Manifestazione davanti all'Ufficio di rappresentanza
della Cina ad Hong Kong a favore dei cristiani perseguitati.
Hong Kong (AsiaNews) – Un gruppo di cattolici di Hong Kong, in maggioranza giovani, hanno sottoscritto e diffuso una lettera aperta dal titolo “Ripensare il futuro della Chiesa cattolica di Hong Kong”. Essa è idealmente indirizzata alla curia diocesana e a tutti i fedeli della diocesi, domandando loro un cambiamento di stile e di accenti nella missione della Chiesa locale. La lettera aperta è stata diffusa quasi all’indomani dei funerali di mons. Michael Yeung. Forse preoccupati di una possibile influenza di Pechino sulla scelta del nuovo vescovo, i firmatari chiedono alla diocesi di non essere “vassalla” della Cina, ma di sostenere la libertà religiosa dei cattolici cinesi e delle altre comunità religiose. Pur apprezzando il contributo culturale, educativo, caritativo che la Chiesa di Hong Kong ha offerto finora alla popolazione del territorio, nella lettera si domanda di terminare l’esperienza “coloniale”, tipica del periodo britannico, dove la Chiesa ha offerto servizi di supplenza. I firmatari chiedono anche che la Chiesa si impegni nel campo politico. I suoi membri devono lottare per salvaguardare la dignità delle persone e la libertà democratica di Hong Kong.  Ecco il testo integrale (traduzione italiana a cura di AsiaNews). 

Ripensare il futuro della Chiesa cattolica di Hong Kong
Lettera aperta alla Curia diocesana da parte di un gruppo di cattolici

venerdì 18 gennaio 2019

Card. Burke: la risposta di papa Francesco alla crisi degli abusi "crea confusione più che mai"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, interessante articolo di Maike Hickson sulla gravissima crisi nella Chiesa.
I curiali tentano di girare la pizza. Su La Repubblica di oggi velenoso articolo di Paolo Rodari nel quale troverete la versione turiferaria [qui] di quanto potete leggere di seguito.

Il cardinale Raymond Burke ha dichiarato alla TV tedesca, in un'intervista dell'8 gennaio, che la risposta di papa Francesco alla crisi degli abusi crea "confusione".
Ha affermato che Papa Benedetto è stato "molto chiaro in tema di abusi", a differenza del suo successore, del quale "è difficile ora dire quale sia esattamente l'approccio" all'attuale crisi. "E ciò crea più confusione che mai."
Parlando delle recenti dichiarazioni dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò e della richiesta di dimissioni da lui stesso rivolta a papa Francesco [qui], Burke ha affermato: "Altra questione è se dobbiamo spingerci così lontano da chiedere le dimissioni. Tuttavia è vero che, per i commentatori classici, un papa che si allontana dal suo ufficio su questioni dogmatiche, cioè che sia colpevole di eresia, cessi di essere Papa, automaticamente".
Non è la prima volta che Burke fa un commento del genere. Nel 2016, ha affermato: "Se un Papa affermasse formalmente un’eresia decadrebbe, con questo atto, dal Papato. Ѐ automatico. Quindi, potrebbe succedere." e che all'interno della Chiesa  c'è una normativa da seguire per affrontare una situazione del genere [qui].

Ipsa conteret...


Intervento di un lettore. Estratto per condividere anche con chi non segue le discussioni. 
È l'occasione per ricordare che dopodomani, 20 gennaio, ricorre l'anniversario dell'apparizione della Vergine ad Alfonso Ratisbonne a Sant'Andrea delle Fratte [qui] e anche chi non può fisicamente recarsi all'altare della Madonna della medaglia miracolosa può rivolgerLe con devozione la Supplica, che si recita il 27 Novembre e per ogni particolare bisogno [qui].

Con riferimento al geniale articolo di A.M. Valli: La religione è morta è necessario avere del sano realismo e comprendere che il processo "modernizzante" esploso negli ultimi cinquant'anni affonda le proprie radici in un impazzimento collettivo della cosiddetta civiltà occidentale ebbra del proprio affrancamento dal cristianesimo. Dai Papi fatti prigionieri (Pio VI e Pio VII) alla presa di Porta Pia, passando per l'infiltrazione relativista nella Chiesa (contrastata da alcuni e favorita da altri), la Chiesa "indietro di 200 anni" è stata progressivamente "allineata al futuro". Un futuro in cui il cristianesimo pare non abbia nulla da dire e debba progressivamente svanire.
In questo futuro fatto di bruttezza e di chirurgia plastica per rifarsi, il sacro cristiano ha cessato di aver casa, tollerando però ogni altra sacralità religiosa, secondo il principio dell'odio a Cristo. Perciò è così preziosa la profezia di S.Luigi Maria Grignion de Montfort sul ruolo di Maria, la tutta bella, negli ultimi tempi. Questi "ultimi tempi" sono in effetti costellati di una nuova protagonista, da Rue du Bac in poi, passando per La Salette, Lourdes, Fatima e un paio di dogmi mariani.

Venerdì 18 gennaio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dai «Discorsi»
di san Gregorio Nazianzeno, vescovo
(Disc. 39 per il Battesimo del Signore, 14-16. 20; PG 36, 350-351. 354. 358-359)

giovedì 17 gennaio 2019

Nuove ingerenze del Papa nella politica. Non ne possiamo più né come cattolici né come cittadini!

Commentiamo la notizia di oggi [qui]; alla quale colleghiamo l'immagine a lato, che non ci rassicura affatto, per via delle pressanti e sempre più incombenti indebite ingerenze dei vescovi nella politica [vedi] che non hanno mancato di influire su recenti nefasti cedimenti del nostro Presidente e rischiano di condizionare le imminenti elezioni europee. Non ne possiamo più né come cattolici né come cittadini!
Ossessivamente ancora una volta, in tema di migrazioni, Bergoglio entra nel vivo di un problema che comunque divide e tocca nel profondo il Paese e nei confronti del quale egli ha anche chiesto un intervento decisivo della comunità europea. Ora il Vaticano ha raccolto in un libro, presentato stamattina e diffuso in diverse lingue, la miriade di appelli, discorsi, omelie, interventi a braccio, messaggi, lettere rivolte in quasi 6 anni di pontificato ai governi, alle chiese, alle comunità e ai fedeli, che mostrano una Chiesa che non deflette sulla linea dell'accoglienza indiscriminata. Le migrazioni per il pontefice sono un diritto. Lo ripete nella prefazione al volume intitolato «Luci sulle  strade della speranza», e curato dalla sezione migranti e rifugiati del Dicastero vaticano per lo  Sviluppo umano integrale.
Così titola oggi il Faro di Roma: Migranti come Gesù, Maria e Giuseppe. Papa Francesco ricorda “gli esodi drammatici dei rifugiati, un’esperienza che Cristo stesso provò, assieme a i suoi genitori”
Lo abbiamo detto e ripetuto più volte. Recentemente qui : Gesù non era un profugo né un migrante. E tuttavia, se anche lo fosse stato, come insiste Bergoglio, o qualunque altra immagine biblica egli evochi, non sarebbero ragioni sufficienti per continuare a subire l'epocale inedita invasione di tutto il continente africano nonché di quello asiatico e di tutti i mussulmani che ci scodellano. Non ne possiamo più di sentirlo tutti i giorni sponsorizzare l’invasione islamica.

Un gruppo di sacerdoti tedeschi ha chiesto le dimissioni del cardinal Marx per abuso del suo ufficio spirituale

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews l'articolo che segue. Avevamo già registrato precedenti resistenze da parte di vescovi tedeschi [qui - qui].

Un gruppo di sacerdoti tedeschi ha chiesto al cardinale Reinhard Marx di dimettersi da capo dei vescovi tedeschi. 
Un gruppo di sacerdoti dell’arcidiocesi di Paderborn, denominatosi Communio veritatis, ha pubblicato oggi (13 gennaio, ndT) una dichiarazione che accusa il cardinale di “abusare del suo ufficio spirituale nel considerare i sacramenti della Chiesa come beni personali che lei sacrifica a suo piacimento sull’altare dello Zeitgeist (spirito della cultura del tempo, ndT)”.
La prima frase della dichiarazione, pubblicata sul sito cattolico austriaco Kath.net, si riferisce a una recente affermazione di Marx, secondo la quale non approva il termine “Occidente cristiano” perché troppo “esclusivo“. In risposta i sacerdoti tedeschi hanno detto: “La invitiamo a rinunciare alla presidenza della Conferenza episcopale tedesca perché questa nozione è esclusiva per i suoi stessi confratelli vescovi!”

mercoledì 16 gennaio 2019

Riportare la verità nella Chiesa militante. Benedetto XVI e la conversione degli ebrei.

Ancora Benedetto XVI e la conversione degli ebrei. Ratzinger interviene per precisare l’errore commesso da un teologo tedesco nel riportare il suo pensiero
Trattazione completa sulla questione delle alleanze parallele qui.

Sono rare le occasioni un cui Benedetto XVI, da "papa emerito" ha rotto il silenzio; ma tutte significative. La più recente riguarda la conversione degli ebrei, sulla quale egli interviene per precisare l’errore commesso da un teologo tedesco nel riportare il suo pensiero: non «missione» ma «dialogo» verso gli ebrei. Lo specifica in una  lettera – «correzione» – inviata alla rivista cattolica tedesca Herder Korrespondenz, per confutare un articolo del teologo di Wuppertal Michael Böhnke, che critica uno suo scritto sul rapporto tra ebrei e cristiani [qui]. Si tratta di un articolo, di 20 pagine, uscito nell'edizione tedesca del numero di luglio-agosto di Communio, datato 26 ottobre 2017 e firmato "Joseph Ratzinger-Benedetto XVI".
Ne avevamo parlato qui in base alle citazioni, parziali, rese note dalla stampa, dalle quali sembrava di poter cogliere una revisione del pensiero precedente. Pur nella consapevolezza di non poter trarre conclusioni se non dalla lettura integrale dello scritto. In quella occasione Ratzinger scriveva al rabbino capo di Vienna Arie Folger che, su Jüdische Allgemeine, il più grande quotidiano ebraico in Germania, affermava : « è "problematico" che il precedente papa insista su una impostazione cristologica dell’Antico Testamento.». Invece ora emergono ulteriori elementi, Potremo approfondire appena avremo la possibilità di disporre del testo integrale; ma nel frattempo ciò che emerge è sufficientemente significativo perché dimostra come Ratzinger non abbia affatto mutato la sua posizione. .

Intervista al Vescovo Crepaldi sulle migrazioni. Ma "La Verità" sbaglia titolo

Il quotidiano italiano “La Verità” ha pubblicato ieri lunedì 14 gennaio una intervista all’arcivescovo Giampaolo Crepaldi, presidente dell'Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân, a firma di Lorenzo Bertocchi. L’occasione era data dall’uscita in libreria del Decimo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dell’Osservatorio stesso, edito da Cantagalli.
Purtroppo i redattori del quotidiano hanno messo un titolo sbagliato: “Non esiste un diritto ad emigrare”, come se questo emergesse dall’intervista di Mons. Crepaldi, cosa che invece non è. Già nell’Ottavo Rapporto dedicato proprio al fenomeno delle Migrazioni [vedi nel blog], il vescovo Crepaldi aveva chiarito l’insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa sull’argomento: a) c’è un diritto a non emigrare; b) c’è un diritto ad emigrare; c) non c’è un diritto assoluto ad immigrare, ossia ad entrare in un altro Stato".
Fatta eccezione per questo errore nel titolo, opera redazionale e da non attribuirsi all’autore dell’intervista, le risposte di Mons. Crepaldi meritano attenzione e per questo riportiamo qui sotto l’intervista. (Fonte)

Si moltiplicano gli appelli all’accoglienza, spesso anche da parte di uomini di Chiesa. Quali sono i criteri che la Dottrina sociale della Chiesa offre per affrontare il problema delle immigrazioni senza cadere nel vuoto buonismo? 
Una delle vie privilegiate di esercizio della carità è la politica, la quale richiede anche l’uso della ragione perché non si limita ad azioni personali di solidarietà ma vuole costruire una società solidale, che funzioni in tale modo. Non potendo andare tutti a Lampedusa ad accogliere immigrati bisogna impegnarsi con una buona politica la quale deve sempre perseguire il bene comune, che non è solo quello degli immigrati, ma anche quello della nazione accogliente e quello del bene della comunità universale. Quindi le politiche dell’immigrazione devono considerare i bisogni di chi chiede accoglienza e nello stesso tempo interrogarsi sulle reali possibilità di integrazione oltre l’assistenza immediata e di altri problemi, come per esempio combattere la criminalità organizzata che organizza gli sbarchi, disincentivare la collusione di alcune ONG, non scaricare tutta la responsabilità sull’Italia ma favorire la collaborazione europea e mediterranea e così via. La carità personale getta spesso il cuore oltre l’ostacolo, ma la politica deve regolare l’accoglienza in modo strutturale nella tutela del bene di tutti.

martedì 15 gennaio 2019

Romano Amerio (Lugano, 17 gennaio 1905 – Lugano, 16 gennaio 1997)

Un Requiem per il grande Romano Amerio
l'indimenticabile autore di 


La sua tomba si trova nel cimitero di Lugano (Svizzera) 

La Chiesa e la sessualità: un'intervista al cardinale Brandmüller

Il card. Walter Brandmüller  è un ex presidente del Pontificio Comitato per le scienze storiche, nonché uno dei quattro cardinali che hanno firmato i cinque dubia con i quali hanno chiesto al Papa chiarimenti sugli insegnamenti morali contenuti nell’esortazione apostolica Amoris Laetitia. Nella nostra traduzione da Catholic News Agency l'approfondimento del pensiero del cardinale, che replica alle critiche rivoltegli in seguito ad una precedente intervista da lui rilasciata all’agenzia di stampa tedesca DPA.

Il card. Walter Brandmüller la scorsa settimana ha suscitato scalpore concedendo una intervista all’agenzia di stampa tedesca DPA nella quale  si è espresso sulla crisi della Chiesa e sulla piaga degli abusi sessuali affermando che il dibattito sugli abusi sessuali del clero “dimentica o mette a tacere il fatto che l’80% dei casi di violenza sessuale nella Chiesa ha colpito giovani maschi non bambini” e che un collegamento tra omosessualità e abuso sessuale è stato “statisticamente dimostrato”. Inoltre ha dichiarato che "solo un esiguo numero" di preti ha commesso abusi sessuali e che è "ipocrita" concentrarsi solo sulla crisi degli abusi sessuali nella Chiesa poiché "ciò che è accaduto in essa non è nient'altro che ciò che sta accadendo nella società nel suo complesso".
L’intervista ha suscitato alcune critiche, come quella di Ulf Poschardt, redattore del quotidiano Die Welt, che lo ha accusato di “diffamare gli omosessuali”.