mercoledì 23 gennaio 2019

Appello per Danilo Quinto

Il 4 febbraio prossimo il giudice onorario darà lettura della sua sentenza nei confronti di Danilo Quinto, accusato di diffamazione dai Radicali per aver usato in un suo libro l’espressione “servo sciocco” nei confronti di un loro esponente.
Pur dissentendo dall'uso di toni offensivi, non possiamo non riconoscere come a volte la vis polemica possa prendere la mano nelle dispute culturali e politiche, soprattutto quando, come nel caso di Danilo Quinto, si è trattato di una presa di distanza che ha comportato un distacco traumatico da una realtà che lo ha visto coinvolto per molti anni della sua vita. Circa i toni, ci sovviene un precedente analogo: il 28 febbraio 2015, sbagliando s’intende, Matteo Salvini ha usato lo stesso termine nei confronti di Matteo Renzi suo avversario politico, in un comizio a Roma: “Renzi servo sciocco di Bruxelles!”, ha tuonato dal palco, a piazza del Popolo.
Sappiamo che l’epiteto deriva dalla Commedia dell’Arte e vuol deridere chi non si renderebbe conto di fare il gioco altrui, di esser menato per il naso da altri più furbi di lui. Per quanto infelicemente impiegato nella circostanza di cui al giudizio, siamo convinti della buona fede di Danilo: non crediamo egli volesse effettivamente denigrare, diffamare né veramente offendere. 
Abbiamo fiducia nei giudici, ci affidiamo al loro senso dell’equità, alla loro  comprovata capacità di giudicare anche al di là della stretta norma, valutando il caso umano dell’imputato in tutta la sua complessa e spesso drammatica realtà.
Rivolgiamo ai lettori di questo blog l’appello di pregare assieme a noi ininterrottamente la Santissima Vergine e tutti i Santi, affinché la vicenda processuale di Danilo possa concludersi nel miglior modo per lui.
Maria Guarini, amministratore di Chiesa e Postconcilio
Paolo Pasqualucci

«Noi cristiani in Nigeria siamo a rischio estinzione»

La testimonianza di padre Joseph Fidelis, sacerdote della diocesi di Maiduguri: «Boko Haram mi ha minacciato, ma non ho lasciato i miei fedeli: meglio morire in chiesa che scappare. Per noi la fede vale più della vita»
Quando nel 2014 Boko Haram lanciò una campagna terroristica su larga scala per trasformare tutto il nord della Nigeria in Califfato, arrivando a conquistare un’area di 30 mila chilometri quadrati grande quanto il Belgio, la diocesi settentrionale di Maiduguri (Borno) era circondata. La Conferenza episcopale nigeriana offrì la possibilità ai sacerdoti nelle aree più a rischio di abbandonare momentaneamente i propri fedeli, ma padre Joseph Fidelis Bature, 38 anni, rifiutò: «Ero già stato minacciato personalmente da Boko Haram, avevo già visto la gente uccisa e smembrata, ma mi sono detto: “Che vergogna sarebbe abbandonare ora la fede e il mio gregge”».

«MEGLIO MORIRE IN CHIESA CHE SCAPPARE»
Così riunì i suoi fedeli in chiesa e disse: «Fino a quando rimarrà qui anche solo uno di voi che desidera la messa, resterò anch’io. Solo quando ve ne sarete andati tutti, chiuderò la chiesa e ritirerò il Santissimo Sacramento. È meglio morire in chiesa per la nostra fede, infatti, che scappare perché la fede è più importante della vita». Non se ne andò nessuno e padre Joseph continuò il suo ministero tra i cristiani perseguitati.

martedì 22 gennaio 2019

Incognite e arcani poco rassicuranti per il nostro Paese

Lancio alcune serie domande, mentre sto cercando di decriptare e approfondire diversi altri aspetti di cui parlerò... 
Mi chiedo perché Salvini continua i suoi bagni di folla come se niente fosse; mentre Di Maio/Di Battista hanno scatenato l'incidente diplomatico con la Francia, su cose risapute e da tempo denunciate da Giorgia Meloni, proprio alla vigilia del Trattato Merkel-Macron.
Lo stile non manca. Ma vogliamo la schiena dritta!
Un evento ben più grave ed esiziale per il futuro del nostro Paese e non solo [vedi qui - qui], sul quale invece tutti tacciono (tranne la Meloni)? Basterà l'auspicabile, ma non scontato, esito delle nuove elezioni a neutralizzarlo?
E quella di Di Maio è una mossa da campagna elettorale? O un espediente per stornare l'attenzione da un garbuglio ancor più serio, anche avuto riguardo al fatto che Conte (pupillo di Bergoglio, oltre che dei vescovi anti-italiani1 e del Colle) è apprezzato dalla Merkel alla quale ha già dato una delega di voto? Nulla di diverso da quanto già accadeva regolarmente con Gentiloni & C. che il voto del 4 marzo ha delegittimato; il che ci raccontano debba esser sancito dall'attuale governo del cambiamento (more Gattopardesco?)2... E dunque, cosa sta succedendo che pretendono passi sulle nostre teste e cui prodest?
_______________
1. Vedi precedenti qui - qui
2. Che fa mostra di aderire alle novità per non perdere potere e privilegi antichi

Antonio Socci e “Il segreto di Benedetto XVI” recensito da Roberto De Mattei

Il prof. Roberto de Mattei ha scritto per Catholic Family News una recensione al libro di Antonio Socci, Il Segreto di Benedetto XVI. Perché è ancora Papa, pubblicata il 4 gennaio scorso.

«La Santa Madre Chiesa è dinanzi a una crisi senza precedenti in tutta la sua storia». Questa immagine del teologo Serafino M. Lanzetta, che apre l’ultimo libro di Antonio Socci, Il segreto di Benedetto XVI. Perché è ancora papa (Rizzoli, Milano 2018), invoglia alla lettura chiunque desidera capire meglio la natura della crisi e le possibili vie per uscirne.
Socci è un brillante giornalista che ha dedicato tre libri alle vicende della Chiesa sotto il pontificato di papa Francesco: Non è Francesco. La Chiesa nella grande tempesta (Rizzoli, Milano 2014), La profezia finale (Rizzoli, Milano 2016) ed ora Il segreto di Benedetto XVI.
Di questi tre libri, il migliore è il secondo soprattutto nella parte, accuratamente documentata, in cui sottopone a un meticoloso esame gli atti e le parole più controverse del primo triennio di governo di papa Francesco. Nel suo ultimo libro, invece, Socci sviluppa la tesi già proposta in Non è Francesco, secondo cui l’elezione di Jorge Mario Bergoglio è dubbia, e forse invalida e Benedetto XVI sarebbe ancora Papa, perché non avrebbe rinunciato del tutto al ministero petrino. La sua rinuncia al papato sarebbe stata “relativa” – scrive Socci – ed egli avrebbe inteso «rimanere ancora papa sia pure in un modo enigmatico e in una forma inedita, che non è stata spiegata (almeno fino a una certa data)»[1].

lunedì 21 gennaio 2019

Un nuovo vescovo per la Fraternità di San Pio X

Nella nostra traduzione da Le salon beige.

Lo aveva annunciato ai sacerdoti della sua diocesi durante l'estate dello scorso anno: il vescovo Vitus Huonder, attuale vescovo di Coira, alla fine del suo mandato, ha deciso di stabilirsi in uno dei centri della Fraternità Sacerdotale di San Pio X, vale a dire l'Istituto Santa Maria di Wangs (Svizzera), una scuola che conosce molto bene e che ha visitato molte volte. 
È un fatto simbolico? Eppure è così, il capitolo della cattedrale ha eletto vescovo di Coira mons. Huonder il 6 luglio 2007, alla vigilia del Motu Proprio Summorum Pontificum. La sua nomina è stata confermata da Benedetto XVI il giorno successivo. 

Nel 2015, il vescovo Huonder era uno dei prelati che hanno partecipato alle discussioni con la FSSPX, visitando alcuni dei suoi seminari. Ha potuto dunque apprezzare il ruolo svolto da questa comunità in favore della liturgia e dello spirito tradizionali. Due anni dopo, raggiunto il limite di età, ha presentato le sue dimissioni a Papa Francesco che ha deciso di prolungare il suo mandato per altri due anni.

È ovvio che mons. Huonder non parte in uno spirito di dissenso e che il papa ha appoggiato il suo progetto. Questo annuncio conferma solo il movimento di normalizzazione della Fraternità, iniziato vent'anni fa e ora quasi completamente ratificato da quando, negli anni scorsi, il Papa ha concesso la giurisdizione per i sacramenti amministrati dalla Fraternità.

domenica 20 gennaio 2019

Lex orandi senza lex credendi - Cesare Baronio

Pubblico questo interessantissimo testo di Cesare Baronio - che ringrazio di cuore - che anticipa quanto stavo accingendomi a scrivere dopo aver iniziato a riflettere su ciò che si profila all'orizzonte.

Come preannunziato, la Commissione Ecclesia Dei è stata soppressa, e le sue competenze passano ora ad una costituenda sezione della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il Motu Proprio promulgato ieri, 19 Gennaio [vedi], ha confermato quanto da più parti si era già dato come fatto compiuto.
L’avvocato Fabio Adernò, in un suo commento pubblicato su Messa in Latino [qui] ritiene che «l’unica cosa che cambia, da oggi, è la carta intestata». Una pia illusione, se posso permettermi, che verrà presto smentita dai fatti. Come giustamente osservava Steve Skojek in un tweet, quel che fa Bergoglio, ancorché apparentemente innocuo, dovrebbe sempre destare qualche sospetto. E il sospetto che un atto di governo di natura meramente amministrativa possa preludere ad un ulteriore ridimensionamento delle libertà concesse ai conservatori in ambito liturgico è tutt’altro che irragionevole, anzi pare confermato dalla prassi ormai invalidata in seno alla neo-chiesa. Si rassegnino quindi i normalisti che, per rimanere in comunione, sono disposti a negoziare sulla dottrina accettando il Vaticano II, pur di mantenere in vita la liturgia tridentina.

Supplica alla Madonna del miracolo recitata il 20 gennaio

Oggi, 20 gennaio, ricorre l'anniverario della conversione di Alfonso Ratisbonne a Roma, in Sant'Andrea delle Fratte, luogo della devozione alla Santa Vergine del miracolo [vedi]. La Ma dre del Signore e nostra, tra i tanti interventi con i quali nel corso dei secoli si è prodigata verso i suoi figli quale Madre di misericordia e Mediatrice di tutte le grazie, nel 1830 ha affidato a S. Caterina Labouré la medaglia miracolosa come strumento di grazia.
Tra i tanti santi devoti della Medaglia miracolosa, fu il giovane Massimiliano Kolbe, che il 20 gennaio 1917, settantacinquesimo anniversario dell’apparizione, proprio in sant’Andrea delle Fratte, nell’ascoltare la rievocazione della conversione del Ratisbonne, concepì l’istituzione della sua Milizia dell’Immacolata, col fine di «cercare la conversione dei peccatori, eretici, scismatici, giudei ecc., e specialmente dei massoni; e la santificazione di tutti sotto il patrocinio e mediante la B.V.M. Immacolata». Chiediamo l'intercessione sua e della B.V.M. perchè Iddio continui a guidare la Sua Chiesa.
Pio XI, il 19 luglio 1931, in occasione del processo di beatificazione di Caterina Labouré, accennando ai mali che affliggevano la Chiesa, disse: «In questi giorni risplende la Medaglia miracolosa, come per richiamarci in modo visibile e tangibile che alla preghiera tutto è permesso, anche i miracoli, e soprattutto i miracoli. In ciò sta la specialità magnifica della Medaglia miracolosa, e noi abbiamo bisogno di miracoli. è già un gran miracolo che i ciechi vedano… ma vi è un altro miracolo che dobbiamo domandare a Maria Regina della Medaglia, ed è che vedano quelli che non vogliono vedere…».
Qui potete trovare il testo della Supplica che si rivolge alla Vergine ogni 27 novembre e in ogni urgente necessità. Di seguito riprendo il testo di quella che in Sant'Andrea delle Fratte si recita a mezzogiorno del 20 Gennaio e che mi sono permessa di integrare in alcuni punti.

SUPPLICA ALLA MADONNA DEL MIRACOLO recitata il 20 gennaio

Decreto sicurezza, non è materia da obiezione di coscienza - Stefano Fontana

clicca per ingrandire
Ulteriori più ragionati approfondimenti.

L'obiezione di coscienza al decreto sicurezza invocata da alcuni sindaci e, purtroppo, anche da alcuni vescovi non c'entra nulla con la vera obiezione della coscienza umana, che è a carattere universale e oggettivo, riferita a un valore morale assoluto. Sulla politica dei flussi migratori e sulle nuove norme per la sicurezza non ci sono assoluti morali in gioco, ci sono solo posizioni soggettive. E non è un caso che i vari Orlando, Martina e compagnia siano contrari alla vera obiezione della coscienza, vedi unioni civili e aborto.
Un gruppo di sindaci e di governatori fa obiezione di coscienza al decreto sicurezza del governo. Alfredo Mantovano li ha giustamente accusati di essere incoerenti (vedi qui). Io li accuso di non aver ben compreso in cosa consista l’obiezione di coscienza. Con il che, però, non li assolvo dall’accusa di incoerenza.
L’obiezione di coscienza è moralmente legittima quando non è l’obiezione della mia coscienza, ma è l’obiezione della coscienza. L’obiezione che ogni coscienza di un essere dotato di intelligenza farebbe davanti ad una situazione moralmente inaccettabile. La vera obiezione è quella della coscienza umana in quanto tale, a carattere universale ed oggettivo, e non della mia coscienza soggettiva che potrebbe inseguire i propri interessi o desideri. Non per nulla quando si parla di coscienza bisognerebbe sempre aggiungere “retta coscienza”, o coscienza ben formata.

Monsignor Negri: “Usare l’obiezione di coscienza per fare politica è sbagliato”

L’Arcivescovo emerito di Ferrara si smarca dalla linea Bagnasco. «Chi vuole integrarsi deve fare passi di immedesimazione nella società». I sindaci sbagliano a puntare sull’obiezione di coscienza contro il decreto sicurezza. L’integrazione deve essere affrontata con prudenza e realismo mettendo al centro diritti e doveri insieme. Lo afferma monsignor Luigi Negri, classe 1941, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio e teologo. Nella presente versione l’intervista è stata arricchita, a cura di Totustuus network da citazioni di riferimento alla pluri-secolare dottrina cattolica. Posizione felpata e prudente; ma almeno è fuori dal coro nefando. Anche se non del tutto perché dà per scontata l'accoglienza (che non può essere indiscriminata) e parla di integrazione che sarebbe possibile se l'accoglienza si limitasse ai profughi e venissero fatte rispettare le nostre leggi e la nostra cultura; mentre allo stato dei fatti risulta impossibile con le orde islamiche che prevedono unicamente la nostra sottomissione... 

I sindaci sbagliano a puntare sull’obiezione di coscienza contro il decreto sicurezza. L’integrazione deve essere affrontata con prudenza e realismo mettendo al centro diritti e doveri insieme. Lo afferma monsignor Luigi Negri, classe 1941, arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio, teologo, considerato un prelato «tradizionale».

sabato 19 gennaio 2019

Soppressa da oggi la Commissione Ecclesia Dei, inglobata nella Dottrina della Fede

Oggi Bergoglio ha soppresso la pontificia commissione Ecclesia Dei, inserendola nella Congregazione per la Dottrina della Fede. È una mossa ampiamente attesa [vedi]; ma, con il motu proprio Summorum Pontificum del 2007 di Papa Benedetto XVI (ancora in vigore), per i fedeli legati alla liturgia tradizionale (Messale Giovanni XXIII, 1962) e al Rito Romano Antico della Messa cambia poco o nulla. Almeno de iure, perché, de facto, nella maggior parte delle diocesi tira un'aria tutt'altro che favorevole che soffoca sia il mantenimento che la promozione dei relativi Centri Messa. Diventa invece importante il fatto che ora ci sia un dialogo diretto tra la gerarchia vaticana (nella persona del prefetto della CDF, cardinale Ladaria Ferrer) e i superiori della Fraternità Sacerdotale San Pio X; dialogo che, come sottolineato anche nel documento, verte su questioni dottrinali che riguardano il concilio Vaticano II.

Lettera Apostolica in forma di Motu proprio circa la
Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”
- 19.01.2019

Da oltre trent’anni la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita con il Motu proprio Ecclesia Dei adflicta, del 2 luglio 1988, ha assolto con sincera sollecitudine e lodevole premura al compito di collaborare coi Vescovi e coi Dicasteri della Curia Romana, nel facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose, legati alla Fraternità fondata da Mons. Marcel Lefebvre, che desideravano rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica, conservando le proprie tradizioni spirituali e liturgiche.1

Lettera aperta: Ripensare il futuro della Chiesa cattolica di Hong Kong

È indirizzata alla Curia diocesana da parte di un gruppo di cattolici, in maggioranza giovani. Pur apprezzando l’opera educativa e caritativa della Chiesa finora, i firmatari domandano che la diocesi non sia “vassalla” della Cina, e concluda la fase “coloniale” della sua opera, come supplente di servizi. L’impegno dei cristiani anche in politica, difendendo la libertà religiosa dei fedeli in Cina e la libertà ad Hong Kong.
Manifestazione davanti all'Ufficio di rappresentanza
della Cina ad Hong Kong a favore dei cristiani perseguitati.
Hong Kong (AsiaNews) – Un gruppo di cattolici di Hong Kong, in maggioranza giovani, hanno sottoscritto e diffuso una lettera aperta dal titolo “Ripensare il futuro della Chiesa cattolica di Hong Kong”. Essa è idealmente indirizzata alla curia diocesana e a tutti i fedeli della diocesi, domandando loro un cambiamento di stile e di accenti nella missione della Chiesa locale. La lettera aperta è stata diffusa quasi all’indomani dei funerali di mons. Michael Yeung. Forse preoccupati di una possibile influenza di Pechino sulla scelta del nuovo vescovo, i firmatari chiedono alla diocesi di non essere “vassalla” della Cina, ma di sostenere la libertà religiosa dei cattolici cinesi e delle altre comunità religiose. Pur apprezzando il contributo culturale, educativo, caritativo che la Chiesa di Hong Kong ha offerto finora alla popolazione del territorio, nella lettera si domanda di terminare l’esperienza “coloniale”, tipica del periodo britannico, dove la Chiesa ha offerto servizi di supplenza. I firmatari chiedono anche che la Chiesa si impegni nel campo politico. I suoi membri devono lottare per salvaguardare la dignità delle persone e la libertà democratica di Hong Kong.  Ecco il testo integrale (traduzione italiana a cura di AsiaNews). 

Ripensare il futuro della Chiesa cattolica di Hong Kong
Lettera aperta alla Curia diocesana da parte di un gruppo di cattolici

venerdì 18 gennaio 2019

Card. Burke: la risposta di papa Francesco alla crisi degli abusi "crea confusione più che mai"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, interessante articolo di Maike Hickson sulla gravissima crisi nella Chiesa.
I curiali tentano di girare la pizza. Su La Repubblica di oggi velenoso articolo di Paolo Rodari nel quale troverete la versione turiferaria [qui] di quanto potete leggere di seguito.

Il cardinale Raymond Burke ha dichiarato alla TV tedesca, in un'intervista dell'8 gennaio, che la risposta di papa Francesco alla crisi degli abusi crea "confusione".
Ha affermato che Papa Benedetto è stato "molto chiaro in tema di abusi", a differenza del suo successore, del quale "è difficile ora dire quale sia esattamente l'approccio" all'attuale crisi. "E ciò crea più confusione che mai."
Parlando delle recenti dichiarazioni dell'Arcivescovo Carlo Maria Viganò e della richiesta di dimissioni da lui stesso rivolta a papa Francesco [qui], Burke ha affermato: "Altra questione è se dobbiamo spingerci così lontano da chiedere le dimissioni. Tuttavia è vero che, per i commentatori classici, un papa che si allontana dal suo ufficio su questioni dogmatiche, cioè che sia colpevole di eresia, cessi di essere Papa, automaticamente".
Non è la prima volta che Burke fa un commento del genere. Nel 2016, ha affermato: "Se un Papa affermasse formalmente un’eresia decadrebbe, con questo atto, dal Papato. Ѐ automatico. Quindi, potrebbe succedere." e che all'interno della Chiesa  c'è una normativa da seguire per affrontare una situazione del genere [qui].

Ipsa conteret...


Intervento di un lettore. Estratto per condividere anche con chi non segue le discussioni. 
È l'occasione per ricordare che dopodomani, 20 gennaio, ricorre l'anniversario dell'apparizione della Vergine ad Alfonso Ratisbonne a Sant'Andrea delle Fratte [qui] e anche chi non può fisicamente recarsi all'altare della Madonna della medaglia miracolosa può rivolgerLe con devozione la Supplica, che si recita il 27 Novembre e per ogni particolare bisogno [qui].

Con riferimento al geniale articolo di A.M. Valli: La religione è morta è necessario avere del sano realismo e comprendere che il processo "modernizzante" esploso negli ultimi cinquant'anni affonda le proprie radici in un impazzimento collettivo della cosiddetta civiltà occidentale ebbra del proprio affrancamento dal cristianesimo. Dai Papi fatti prigionieri (Pio VI e Pio VII) alla presa di Porta Pia, passando per l'infiltrazione relativista nella Chiesa (contrastata da alcuni e favorita da altri), la Chiesa "indietro di 200 anni" è stata progressivamente "allineata al futuro". Un futuro in cui il cristianesimo pare non abbia nulla da dire e debba progressivamente svanire.
In questo futuro fatto di bruttezza e di chirurgia plastica per rifarsi, il sacro cristiano ha cessato di aver casa, tollerando però ogni altra sacralità religiosa, secondo il principio dell'odio a Cristo. Perciò è così preziosa la profezia di S.Luigi Maria Grignion de Montfort sul ruolo di Maria, la tutta bella, negli ultimi tempi. Questi "ultimi tempi" sono in effetti costellati di una nuova protagonista, da Rue du Bac in poi, passando per La Salette, Lourdes, Fatima e un paio di dogmi mariani.

Venerdì 18 gennaio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dai «Discorsi»
di san Gregorio Nazianzeno, vescovo
(Disc. 39 per il Battesimo del Signore, 14-16. 20; PG 36, 350-351. 354. 358-359)

giovedì 17 gennaio 2019

Nuove ingerenze del Papa nella politica. Non ne possiamo più né come cattolici né come cittadini!

Commentiamo la notizia di oggi [qui]; alla quale colleghiamo l'immagine a lato, che non ci rassicura affatto, per via delle pressanti e sempre più incombenti indebite ingerenze dei vescovi nella politica [vedi] che non hanno mancato di influire su recenti nefasti cedimenti del nostro Presidente e rischiano di condizionare le imminenti elezioni europee. Non ne possiamo più né come cattolici né come cittadini!
Ossessivamente ancora una volta, in tema di migrazioni, Bergoglio entra nel vivo di un problema che comunque divide e tocca nel profondo il Paese e nei confronti del quale egli ha anche chiesto un intervento decisivo della comunità europea. Ora il Vaticano ha raccolto in un libro, presentato stamattina e diffuso in diverse lingue, la miriade di appelli, discorsi, omelie, interventi a braccio, messaggi, lettere rivolte in quasi 6 anni di pontificato ai governi, alle chiese, alle comunità e ai fedeli, che mostrano una Chiesa che non deflette sulla linea dell'accoglienza indiscriminata. Le migrazioni per il pontefice sono un diritto. Lo ripete nella prefazione al volume intitolato «Luci sulle  strade della speranza», e curato dalla sezione migranti e rifugiati del Dicastero vaticano per lo  Sviluppo umano integrale.
Così titola oggi il Faro di Roma: Migranti come Gesù, Maria e Giuseppe. Papa Francesco ricorda “gli esodi drammatici dei rifugiati, un’esperienza che Cristo stesso provò, assieme a i suoi genitori”
Lo abbiamo detto e ripetuto più volte. Recentemente qui : Gesù non era un profugo né un migrante. E tuttavia, se anche lo fosse stato, come insiste Bergoglio, o qualunque altra immagine biblica egli evochi, non sarebbero ragioni sufficienti per continuare a subire l'epocale inedita invasione di tutto il continente africano nonché di quello asiatico e di tutti i mussulmani che ci scodellano. Non ne possiamo più di sentirlo tutti i giorni sponsorizzare l’invasione islamica.

Un gruppo di sacerdoti tedeschi ha chiesto le dimissioni del cardinal Marx per abuso del suo ufficio spirituale

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews l'articolo che segue. Avevamo già registrato precedenti resistenze da parte di vescovi tedeschi [qui - qui].

Un gruppo di sacerdoti tedeschi ha chiesto al cardinale Reinhard Marx di dimettersi da capo dei vescovi tedeschi. 
Un gruppo di sacerdoti dell’arcidiocesi di Paderborn, denominatosi Communio veritatis, ha pubblicato oggi (13 gennaio, ndT) una dichiarazione che accusa il cardinale di “abusare del suo ufficio spirituale nel considerare i sacramenti della Chiesa come beni personali che lei sacrifica a suo piacimento sull’altare dello Zeitgeist (spirito della cultura del tempo, ndT)”.
La prima frase della dichiarazione, pubblicata sul sito cattolico austriaco Kath.net, si riferisce a una recente affermazione di Marx, secondo la quale non approva il termine “Occidente cristiano” perché troppo “esclusivo“. In risposta i sacerdoti tedeschi hanno detto: “La invitiamo a rinunciare alla presidenza della Conferenza episcopale tedesca perché questa nozione è esclusiva per i suoi stessi confratelli vescovi!”

mercoledì 16 gennaio 2019

Riportare la verità nella Chiesa militante. Benedetto XVI e la conversione degli ebrei.

Ancora Benedetto XVI e la conversione degli ebrei. Ratzinger interviene per precisare l’errore commesso da un teologo tedesco nel riportare il suo pensiero
Trattazione completa sulla questione delle alleanze parallele qui.

Sono rare le occasioni un cui Benedetto XVI, da "papa emerito" ha rotto il silenzio; ma tutte significative. La più recente riguarda la conversione degli ebrei, sulla quale egli interviene per precisare l’errore commesso da un teologo tedesco nel riportare il suo pensiero: non «missione» ma «dialogo» verso gli ebrei. Lo specifica in una  lettera – «correzione» – inviata alla rivista cattolica tedesca Herder Korrespondenz, per confutare un articolo del teologo di Wuppertal Michael Böhnke, che critica uno suo scritto sul rapporto tra ebrei e cristiani [qui]. Si tratta di un articolo, di 20 pagine, uscito nell'edizione tedesca del numero di luglio-agosto di Communio, datato 26 ottobre 2017 e firmato "Joseph Ratzinger-Benedetto XVI".
Ne avevamo parlato qui in base alle citazioni, parziali, rese note dalla stampa, dalle quali sembrava di poter cogliere una revisione del pensiero precedente. Pur nella consapevolezza di non poter trarre conclusioni se non dalla lettura integrale dello scritto. In quella occasione Ratzinger scriveva al rabbino capo di Vienna Arie Folger che, su Jüdische Allgemeine, il più grande quotidiano ebraico in Germania, affermava : « è "problematico" che il precedente papa insista su una impostazione cristologica dell’Antico Testamento.». Invece ora emergono ulteriori elementi, Potremo approfondire appena avremo la possibilità di disporre del testo integrale; ma nel frattempo ciò che emerge è sufficientemente significativo perché dimostra come Ratzinger non abbia affatto mutato la sua posizione. .

Intervista al Vescovo Crepaldi sulle migrazioni. Ma "La Verità" sbaglia titolo

Il quotidiano italiano “La Verità” ha pubblicato ieri lunedì 14 gennaio una intervista all’arcivescovo Giampaolo Crepaldi, presidente dell'Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân, a firma di Lorenzo Bertocchi. L’occasione era data dall’uscita in libreria del Decimo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dell’Osservatorio stesso, edito da Cantagalli.
Purtroppo i redattori del quotidiano hanno messo un titolo sbagliato: “Non esiste un diritto ad emigrare”, come se questo emergesse dall’intervista di Mons. Crepaldi, cosa che invece non è. Già nell’Ottavo Rapporto dedicato proprio al fenomeno delle Migrazioni [vedi nel blog], il vescovo Crepaldi aveva chiarito l’insegnamento della Dottrina sociale della Chiesa sull’argomento: a) c’è un diritto a non emigrare; b) c’è un diritto ad emigrare; c) non c’è un diritto assoluto ad immigrare, ossia ad entrare in un altro Stato".
Fatta eccezione per questo errore nel titolo, opera redazionale e da non attribuirsi all’autore dell’intervista, le risposte di Mons. Crepaldi meritano attenzione e per questo riportiamo qui sotto l’intervista. (Fonte)

Si moltiplicano gli appelli all’accoglienza, spesso anche da parte di uomini di Chiesa. Quali sono i criteri che la Dottrina sociale della Chiesa offre per affrontare il problema delle immigrazioni senza cadere nel vuoto buonismo? 
Una delle vie privilegiate di esercizio della carità è la politica, la quale richiede anche l’uso della ragione perché non si limita ad azioni personali di solidarietà ma vuole costruire una società solidale, che funzioni in tale modo. Non potendo andare tutti a Lampedusa ad accogliere immigrati bisogna impegnarsi con una buona politica la quale deve sempre perseguire il bene comune, che non è solo quello degli immigrati, ma anche quello della nazione accogliente e quello del bene della comunità universale. Quindi le politiche dell’immigrazione devono considerare i bisogni di chi chiede accoglienza e nello stesso tempo interrogarsi sulle reali possibilità di integrazione oltre l’assistenza immediata e di altri problemi, come per esempio combattere la criminalità organizzata che organizza gli sbarchi, disincentivare la collusione di alcune ONG, non scaricare tutta la responsabilità sull’Italia ma favorire la collaborazione europea e mediterranea e così via. La carità personale getta spesso il cuore oltre l’ostacolo, ma la politica deve regolare l’accoglienza in modo strutturale nella tutela del bene di tutti.

martedì 15 gennaio 2019

Romano Amerio (Lugano, 17 gennaio 1905 – Lugano, 16 gennaio 1997)

Un Requiem per il grande Romano Amerio
l'indimenticabile autore di 


La sua tomba si trova nel cimitero di Lugano (Svizzera) 

La Chiesa e la sessualità: un'intervista al cardinale Brandmüller

Il card. Walter Brandmüller  è un ex presidente del Pontificio Comitato per le scienze storiche, nonché uno dei quattro cardinali che hanno firmato i cinque dubia con i quali hanno chiesto al Papa chiarimenti sugli insegnamenti morali contenuti nell’esortazione apostolica Amoris Laetitia. Nella nostra traduzione da Catholic News Agency l'approfondimento del pensiero del cardinale, che replica alle critiche rivoltegli in seguito ad una precedente intervista da lui rilasciata all’agenzia di stampa tedesca DPA.

Il card. Walter Brandmüller la scorsa settimana ha suscitato scalpore concedendo una intervista all’agenzia di stampa tedesca DPA nella quale  si è espresso sulla crisi della Chiesa e sulla piaga degli abusi sessuali affermando che il dibattito sugli abusi sessuali del clero “dimentica o mette a tacere il fatto che l’80% dei casi di violenza sessuale nella Chiesa ha colpito giovani maschi non bambini” e che un collegamento tra omosessualità e abuso sessuale è stato “statisticamente dimostrato”. Inoltre ha dichiarato che "solo un esiguo numero" di preti ha commesso abusi sessuali e che è "ipocrita" concentrarsi solo sulla crisi degli abusi sessuali nella Chiesa poiché "ciò che è accaduto in essa non è nient'altro che ciò che sta accadendo nella società nel suo complesso".
L’intervista ha suscitato alcune critiche, come quella di Ulf Poschardt, redattore del quotidiano Die Welt, che lo ha accusato di “diffamare gli omosessuali”.

Lettera dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò al cardinale Theodore McCarrick

Riprendiamo da Corrispondenza romana.

Pubblichiamo oggi un quarto documento [precedenti qui - quiqui] di S. E. Mons. Carlo Maria Viganò che porta la data di Domenica 13 gennaio, festa del Battesimo del Signore e di sant’Ilario di Poitiers, l’indomito vescovo francese che, insieme a sant’Atanasio, mantenne viva la fede durante l’eresia ariana del IV secolo. Il documento è una lettera aperta al card. McCarrick per esortarlo al pentimento.

Caro Arcivescovo McCarrick,
Come è stato riferito da notizie dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, le accuse contro di lei per crimini contro minori e per abusi contro seminaristi saranno esaminate e giudicate molto presto con procedura amministrativa.
Qualsiasi sia la decisione presa dall’autorità suprema della Chiesa, quello che davvero importa e che ha addolorato quelli che le vogliono bene e pregano per lei, è il fatto che durante questi mesi lei non abbia mai dato alcun segno di pentimento.  Io sono tra quelli che pregano per la sua conversione, perché lei si penta e chieda perdono alle vittime e alla Chiesa.

lunedì 14 gennaio 2019

Papa Francesco, la doppia mossa per cancellare Benedetto XVI: retroscena inquietante, caos in Vaticano

La tesi è di quelle pesantissime, così come lo sono gli indizi: Papa Francesco avrebbe un piano per cancellare l'eredità e i discepoli di Benedetto XVI. Operazione che agita il Vaticano, che non a caso in gran parte è schierato contro il Pontefice. La tesi viene avanzata da Riccardo Cascioli su Il Giornale. "Questione di giorni e altri due importanti fili che tengono legato Papa Francesco al suo predecessore saranno tagliati - si legge nell'articolo -: voci sempre più insistenti danno infatti per certa la soppressione della Prefettura della Casa Pontificia, il cui titolare è monsignor Georg Gänswein, che è anche segretario personale di Benedetto XVI: e la fine della Commissione Ecclesia Dei [qui - quiqui], istituita nel 1988 per il dialogo con la Fraternità sacerdotale San Pio X (i lefebvriani), ma oggi punto di riferimento soprattutto per l' applicazione del Summorum Pontificum, il Motu proprio di Benedetto XVI che liberalizzava la messa in latino secondo il rito antico".
Si tratta di due decisioni dal pesantissimo valore simbolico, dopo anche la cacciata di Raymond Burke, il cardinale che Joseph Ratzinger aveva chiamato a Roma nel 2008 come prefetto della Segnatura apostolica. Nel novembre 2014 fu rimosso da Papa Francesco, che già un anno prima lo aveva sostituito alla Congregazione dei Vescovi. Stesso destino per il cardinale Gerhard Muller. Ora si arriva all'ultimo tassello, monsignor Gänswein, un personaggio scomodo per Francesco. Dunque, la soppressione della Prefettura della Casa Pontificia - con lo spostamento del compito degli appuntamenti e delle udienze del Papa a una sezione della Segreteria di Stato - permetterebbe al Pontefice di liberarsi di Gänswein, giustificando l'operazione con la necessità di riformare la curia.
Per quel che riguarda la chiusura della Commissione Ecclesia Dei, di cui si parla da tempo, gli effetti sarebbero dirompenti: di fatto si darebbe molta più forza a chi vorrebbe cancellare il Summorum Pontificum, la messa in "forma straordinaria" sulla quale si espresse nel 2007 Benedetto XVI, chiarendo che si trattava della "forma straordinaria" dell'unico rito romano, la cui "forma ordinaria" è quella prevista dal messale promulgato nel 1969. Un'altra picconata all'eredità di Ratzinger, che Francesco sembra davvero voler cancellare. [Fonte]

La Rivoluzione e la Dottrina sociale della Chiesa - Silvio Brachetta

Il concetto di «rivoluzione», com’è noto, è moderno e nasce in ambito astronomico. Con il sostantivo latino «revolutio», Copernico intendeva indicare l’orbita, cioè il giro completo di un pianeta attorno alla propria stella[1]. Per via del fatto, inoltre, che il ciclo orbitale prevede due punti opposti di transito del pianeta attorno al centro e il ritorno finale del corpo celeste nella medesima posizione d’origine, il vocabolo «rivoluzione» è un sinonimo tanto di «ritorno», quanto di «rivolgimento» (o «rovesciamento»). Nei secoli successivi la «rivoluzione» scivola, dall’astronomico, nell’ambito politico-sociale e indica il processo violento della sollevazione popolare, che distrugge il vecchio ordine e ne instaura uno nuovo. In questo senso si parla anche di «sommossa», «sovversione» o «rivolta».
In generale – e proprio a motivo della Dottrina sociale – la Chiesa ha sempre osteggiato la prassi sovversiva e le suggestioni rivoluzionarie. I motivi sono molteplici ed evidenti: la Rivelazione non sconvolge l’ordine delle cose; Gesù non viene per abolire la Legge, ma per darle compimento[2]; il paradiso sociale in terra è irrealizzabile.

domenica 13 gennaio 2019

Diletto dell'anima mia - don Elia

Surge, illuminare, Ierusalem, quia venit lumen tuum, et gloria Domini super te orta est (Is 60, 1).

«Àlzati, illùminati, Gerusalemme, poiché è venuta la tua luce e la gloria del Signore è sorta sopra di te». La tragedia del popolo ebraico – ma anche la sua soluzione – è tutta in questo versetto: la sua luce è venuta duemila anni fa e la gloria del Signore si è manifestata su di esso, ma, eccetto quella parte di Israele che la riconobbe e accolse quindi la chiamata divina a risorgere mediante la fede in Cristo, ottenendo così ciò che Dio gli aveva promesso, la maggioranza seguì i suoi capi nel rifiuto del Messia e nel rinnegamento della fede, designato in latino con il termine perfidia (che non ha, evidentemente, lo stesso significato che in italiano). Da allora il popolo eletto, depositario della prima alleanza e rivelazione, pazientemente educato da Adonai nel corso di due millenni, dotato di una religiosità viscerale che intride ogni aspetto e momento della vita, si è privato dell’unione con il suo Dio, della quale conserva tuttavia un’inestinguibile nostalgia, alternantesi – come spesso accade nell’animo di chi per sua colpa ha perso l’oggetto del suo amore – a un’irriducibile antagonismo che lo spinge continuamente a sfidare Lui e a detestare quanti invece Lo possiedono.

sabato 12 gennaio 2019

Crisi della Chiesa - P. Pasqualucci: Pieno e incondizionato sostegno a mons. Carlo Maria Viganò - Adesione totale all'Appello 'Osi, Monsignore!' del prof. Roberto De Mattei.

Crisi della Chiesa – P. Pasqualucci: Pieno  e incondizionato sostegno alla denuncia e alla battaglia di mons. Carlo Maria Viganò --- Adesione totale all’AppelloOsi, Monsignore!’ del prof. Roberto De Mattei.

Non sono state molte, finora, le prese di posizione a favore della drammatica e perfettamente documentata denuncia, provocata dall’esplodere dello scandalo McCarrick, dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, il 22 agosto 2018:  un vero e proprio atto d’accusa contro Papa Francesco e alcuni cardinali. Egli si fece coraggiosamente interprete del grido di dolore delle anime per l’inettitudine e latitanza dimostrata finora da Papa Francesco di fronte alle “reti omosessuali” da tempo penetrate nella Gerarchia, “ormai diffuse in molte diocesi, seminari, ordini religiosi, ecc.”; le quali “agiscono coperte dal segreto e dalla menzogna con la potenza dei tentacoli di una piovra e stritolano vittime innocenti, vocazioni sacerdotali e stanno strangolando l’intera Chiesa”[1]. Queste “reti”, aggiungo, sono, a quanto mostrano le cronache, in particolare negli Stati Uniti, diffuse anche nella componente femminile della Gerarchia ecclesiastica.

venerdì 11 gennaio 2019

Il muro dell'idiozia - Marcello Veneziani

La parola d’ordine del Cretino Planetario per farsi riconoscere e ammirare è: vogliamo ponti, non muri. Appena pronuncia la frase, il Cretino Planetario s’illumina d’incenso, crede di aver detto la Verità Suprema dell’Umanità, e un sorriso da ebete trionfale si affaccia sul suo volto. Non c’è predica, non c’è discorso istituzionale, non c’è articolo, pistolotto o messaggio pubblico, non c’è concerto musicale, film o spettacolo teatrale che non sia preceduto, seguito o farcito da questa frase obbligata. L’imbecille globale si sente con la coscienza a posto, e con un senso di superiorità morale solo pronunciando quella frase. Il cretino planetario diverge solo nella pronuncia, a seconda se è un fesso napoletano, un bobo sudamericano o un lumpa siculo. In Lombardia c’è un’espressione precisa per indicare chi si disponeva ai confini per mettersi al servizio dei nuovi arrivati, dietro ricompensa: bauscia.
Il cretino planetario ripete sempre la stessa frase, sia che parli di migranti che di ogni altra categoria protetta. Lui è accogliente, come gli prescrivono ogni giorno i testimonial del No-Muro, il Papa, Mattarella e Fico che ogni giorno guadagna posizioni nel Minchiometro nazionale, l’hit parete dedicata a chi sbatte la testa contro il muro.

Venerdì 11 gennaio - La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dai «500 Capitoli»
di san Massimo il Confessore, abate
(Centuria 1,8-13; PG 90,1182-1186)

giovedì 10 gennaio 2019

Non ci sono più parole...

Nell'immagine a lato il logo per la prossima visita di Bergoglio in Marocco, dal 30 al 31 marzo prossimi.
Vi è rappresentata una croce stilizzata formata da due grosse sciabole islamiche all'interno di una mezza luna rossa: evidenti simboli di sottomissione all'Islam e delle malsane aperture di cui Bergoglio si fa portatore, portando dritti al blasfemo progetto di sottomissione per abituarci all'unica Religione Mondiale, che lui e altre forze oscure stanno pericolosamente mettendo in atto...
L’immagine riprende i colori dei due Paesi: verde e rosso per il Marocco, giallo e bianco (lo sfondo) per il Vaticano. Sotto il nome del vescovo vestito di bianco è riportato il motto della visita: “Servitore di Speranza” e il nome del Marocco scritti in arabo per onorare il Paese che lo accoglie.
Dal Vaticano sottolineano che "sarà un’importante opportunità per sviluppare il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra cristiani e musulmani".
Il sito Vatican News, poi, riporta una frase infelicissima, in cui si fa un parallelo - del tutto falso - tra il "dialogo" attuale e il "dialogo col sultano", in cui San Francesco non "dialogò" affatto, bensì cercò di convertire gli arabi lanciando anche una sfida (non accettata... vedi nel blog):
"[...] Insieme al viaggio che poi avrà anche dal 3 al 5 febbraio negli Emirati Arabi Uniti [qui], parlando al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede oggi Papa Francesco ha detto che “si tratterà di due importanti opportunità per sviluppare ulteriormente il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra i fedeli di entrambe le religioni, nell’ottavo centenario dello storico incontro tra san Francesco d’Assisi e il sultano al-Malik al-Kāmil”.[...]"

Il caso del Convento domenicano di San Marco (Firenze) - Silvio Calzolari, Marco Marrocchini

Sulla vicenda del Convento di San Marco sono stati scritti molti articoli [vedi nel blog qui - qui - qui - qui - qui - qui], tutti però mettevano a fuoco un singolo episodio oppure un singolo periodo, non ce n’era alcuno che tentasse di ricostruire tutta la vicenda dal 2013 in poi, dalla prima decisione di chiudere il convento fino ai nostri giorni. Ebbene, ora questo articolo esiste, un articolo che prova a raccontare tutto l’essenziale dal 2013 al 2018.

Articolo per la rivista “Il governo delle idee”, MENSILE DI POLITICA, CULTURA, ECONOMIA; aggiornato a metà ottobre 2018. Scaricabile qui in pdf

Vogliamo raccontare quello che possiamo denominare come il caso del Convento domenicano di San Marco, il convento che è una delle glorie per la Chiesa cattolica, per l’Ordine domenicano, per l’Italia, per Firenze; una gloria che, per colpa di alcune decisioni sbagliate e di tante omissioni, si sta avviando per il viale del tramonto. Senz’altro i fiorentini ne hanno sentito parlare, perché da alcuni anni la stampa locale ha fatto conoscere gli avvenimenti principali, dal primo annuncio della decisione di chiudere il convento, fino agli eventi di questi giorni, che si succedono rapidamente, senza che si possa intravedere una qualche soluzione. I fiorentini hanno seguito e continuano a seguire la vicenda, perché sanno che, dal XV secolo, San Marco fa parte integrante della città, della sua storia, cultura, religione e arte.
Ma è opportuno procedere per ordine, i lettori più colti ci scuseranno se ripetiamo qualche nozione a loro già nota. Proviamo quindi a spiegare perché questo convento sia così speciale, fiduciosi che una maggiore consapevolezza non potrà che portare nuovi sostenitori alla nostra causa.

mercoledì 9 gennaio 2019

Il vento dell’Est spira sull’Europa Da lì si risvegliano fede e identità

Discorso complesso da non ignorare ma che andrebbe ulteriormente approfondito.

Ex Oriente lux“, “dall’Oriente, la luce”. Questa frase, risalente a un a sentenza medievale, è stata utilizzata nel corso dei secoli per indicare che è da Est che arriva qualcosa di innovativo, di rivoluzionario, o di illuminante. Come il Sole, appunto, che sorge a oriente. E che metaforicamente è diventata la luce del Cristianesimo, secondo i teologi europei, la cultura dell’Estremo oriente per i romantici, ma anche il comunismo, che nella Germania orientale aveva trasformato il motto in “Ex oriente pax“.

L’Europa occidentale guarda a Est

La frase ritorna ciclicamente nella cultura europea. E sembra tornare anche oggi, dove molti movimenti sovranisti europei vedono nell’Europa orientale non solo un modello ma anche l’area da cui attingere idee, prospettive e programmi sul futuro del Vecchio Continente. Per molte aree conservatrici dell’Europa occidentale, è a oriente che bisogna guardare per riscoprire le radici culturali e politiche delle prossime battaglie.
E non è un caso che sia proprio il cosiddetto Gruppo Visegrad a rappresentare la spina nel fianco dell’Unione europea e ai cui leader e programmi si ispirano i movimenti più euroscettici. Come non è un caso che molti movimenti e gran parte del movimento della nuova destra europea volge lo sguardo a Mosca più che in altre capitali occidentali.

martedì 8 gennaio 2019

Tutti contro Salvini. E nella Chiesa, oggi, la missione della gerarchia è ridotta a politica e l'Annuncio di salvezza in Cristo ad umanesimo mondialista

Volevo inserire alcuni link ai principali articoli sull'immigrazionismo; ma sono tanti che ho dovuto creare un indice che troverete qui

La preoccupazione del Papa: i populismi minacciano diritti e giustizia [qui]. Nell’udienza al corpo diplomatico presso la Santa Sede: «Il riapparire di pulsioni nazionalistiche mette in crisi la politica internazionale» e penalizza i «più vulnerabili».
Attraverso le ossessive e sempre più pressanti critiche al populismo e al nazionalismo, persino da parte del Papa e di troppi vescovi, l’obiettivo è quello di criminalizzare il diritto dei popoli alla propria identità e continuità storica. Siamo di fronte ad un epocale scontro culturale oltre che spirituale: da una parte la Chiesa di Bergoglio a favore dell'immigrazione incontrollata e indifferente rispetto ai temi prioritari per il cattolicesimo (crisi della fede, abbandono della frequenza alla messa, unioni civili, tutela della famiglia naturale...); dall'altra parte Salvini sostenitore della sicurezza e dell'ordine, contrario all'immigrazione illegale e al traffico di esseri umani, difensore dei simboli del cattolicesimo, della famiglia naturale, del diritto alla vita, della moralità. È un inedito: mai nella storia la Chiesa cattolica si era schierata contro un difensore della cristianità e dei valori umani. Mai una crociata così dura e spietata da parte della Chiesa che per assurdità ha taciuto di fronte all'approvazione della legge sulle unioni civili e ha condiviso la linea politica di Renzi e Gentiloni e della loro indifferenza nei valori etici a favore di interessi economici e dell'europeismo tecnocratico globalista. E continua a condividerla nelle scelte arroganti e irresponsabili dei sindaci anti-Salvini, di fatto anti-italiani... Ma le esternazioni di questa gerarchia non hanno neppure più nulla di cristiano, visto che il cristianesimo è innanzitutto ragionevole. E cosa c'è di ragionevole in tutto questo?
Lo scontro non riguarda solo l’Italia, nonché le vicende delle navi ong - che rastrellano e traghettano migranti su cui si è focalizzata l'enfasi buonista di questi giorni - e le regole  del decreto sicurezza. La posta è più alta. A Salvini guardano con interesse non solo i cattolici scevri da gabbie ideologiche, ma tutti coloro, non solo in Italia, che si fanno portavoce di una battaglia politica e culturale, europea e internazionale che nei suoi risvolti spirituali interpella il cuore autentico del sacro Soglio e di Colui che rappresenta (o dovrebbe rappresentare).
"La coscienza senza Dio è qualcosa di spaventoso e può ingannarsi fino a commettere le cose più immorali. Non basta definire la moralità con la fedeltà alle proprie convinzioni. Bisogna anche ininterrottamente suscitare in sé la domanda: sono vere le mie convinzioni? il loro banco di prova è uno solo: Cristo. Ma qui non si tratta più di filosofia, bensì di fede." (F. Dostoevskij)

Messa in VO a Genova alla presenza del card. Bagnasco

Nell'occasione della festività di Santo Stefano, lo scorso 26 dicembre nell'antica Abbazia genovese intitolata al santo protomartire è stata celebrata una Santa Messa Solenne “in terzo”, nella forma straordinaria del rito latino come previsto dal Motu Proprio di Benedetto XVI “Summorum Pontificum”. La funzione è stata officiata dall'Abate Parroco Don Paolo Romeo alla presenza di Monsignori e Presbiteri e di Sua Eminenza il cardinal Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova. I canti sono stati curati dalla Schola Cantorum Santo Stefano.

Ha assistito alla funzione un foltissimo gruppo di fedeli, tanto che tutti i posti a sedere disponibili sono andati esauriti. 

Subito dopo la Liturgia l'arcivescovo ha conferito il Sacramento della Confermazione ad un giovane, seguendo la forma straordinaria dell'“Editio Nona Juxta Primam post typicam 1934”.

Marcello Veneziani sui saldi di fine cristianità. Unica sorte delle Chiese vuote, la vendita

Immagine tratta da Panorama su cui è pubblicato l'articolo
Foto sul titolo: Mario Vespasiani - Le nove porte celesti -
Chiesa di Sant'Andrea di Gualtieri -
Mostra d'arte – Credits: Mario Vespasiani
Nessuna voce di cardinale o vescovo o chierico si è levata (che io sappia). Precedente qui. Ancora una volta la testimonianza di un laico, acuta appassionata ed efficace, com'è la penna di Marcello Veneziani...
Questo, a suo tempo, il commento lapidario di un lettore del blog. Bergoglio: «Bisogna constatare che molte chiese fino a pochi anni fa necessarie, ora non lo sono più, per mancanza di fedeli e di clero, o per una diversa distribuzione della popolazione nelle città e nelle zone rurali; questo va accolto nella Chiesa non con ansia, ma come un segno dei tempi». Bene, già che ci siamo, chiudiamole tutte le chiese, nessun problema, no? Sono "segni dei tempi". Ma che cavolo significa "segni dei tempi"? Niente ansia se chiudiamo baracca e burattini, nessun problema. Sono "segni dei tempi". Liquidiamo senza ansia il cattolicesimo, sono "segni dei tempi". Ma cosa vuol dire "segni dei tempi"? Che razza di impostura si cela dietro a questa espressione, "segni dei tempi"? Parole vuote, false, insipienti, senza senso, senza verità, indegne di chi pretende di detenere l'Auctoritas.
E non considera, Bergoglio, che le chiese non gli appartengono ma che, oltre ad essere patrimonio spirituale, sono anche patrimonio culturale dei popoli che le hanno costruite in due millenni di fede ininterrotta? Così come l'eventuale alienazione dei doni dei fedeli, degli arredi sacri destinati al culto, sarebbe in sintonia con ciò che diceva Giuda?

Il Papa annuncia che i luoghi sacri, senza fedeli, vanno riconvertiti per l'accoglienza. Il segno di una crisi profonda
Alle soglie di Natale la Chiesa annuncia che chiuderà per mancanza di preti e di fedeli. Non era mai capitato di sentire una cosa del genere, e non da gente qualunque o da un sacerdote irriverente ma dal Vicario di Cristo in terra, il Papa in persona. Molte chiese, ha detto Bergoglio, «fino a pochi anni fa necessarie, ora non lo sono più, per mancanza di fedeli e di clero». La Chiesa deve adattarsi ai tempi cambiati, ha proseguito Francesco, deve dismettere le chiese e aiutare i poveri, giacché «non ha valore assoluto il dovere di tutelare e conservare i beni culturali della Chiesa, perché in caso di necessità devono servire al maggior bene dell’essere umano e specialmente al servizio dei poveri». Un annuncio storico, per giunta sotto Natale, ma è passato quasi inosservato. Siamo alla liquidazione dell’esercizio? In passato avevamo sentito i papi denunciare la scristianizzazione della società ma nessuno si era mai spinto a parlare di chiese senza devoti e senza sacerdoti da riadattare come ospizi per barboni e migranti, o da cedere allo stesso scopo filantropico. Che regalo di Natale...

Indice dei principali articoli sull'immigrazionismo

Link ai principali articoli sull'immigrazionismo, a partire da quelli più lontani nel tempo.
-- Il Papa chiede perdono a nome del mondo e della Chiesa (!?)
-- Per Bergoglio l'Europa è come Sara, la moglie dterile di Abramo
-- Bergoglio invita ad accogliere tutti
-- I 'migranti' arma dei nuovi comunisti e non solo...
-- Roberto De Mattei. Dall'invasione migratoria alla guerra civile
-- Se esiste un dramma-Europa e un dramma-Italia è perché esiste il dramma-Chiesa.
-- C'è una logica in questa follia? -- Perché sugli 'invasori' si immischia e negli impegni pro-vita no?
-- Il Papa all’Università Roma Tre. Discorso laico: disoccupazione, 'linguaggio violento' (non conforme al pensiero unico) della politica, migrazioni...
-- Storie di ordinaria follia
-- Il malessere per una chiesa che idolatra l'accoglienza
-- Ancora una volta l'ha sparata grossa
-- Un Papa "inquietante"
-- L’immigrazione, la Chiesa e l’Occidente. Ettore Gotti Tedeschi
-- Cattolici francesi su Bergoglio e il suo immigrazionismo
-- Il papa e lo 'ius soli': Meluzzi: 'Ingerenza politica. Ne renderà conto di fronte alla storia e a Dio'
-- Jus soli. Doppio caos politico e Vaticano
-- "La debolezza del Papa" - Lui stesso si sottomette ad Allah
-- In Francia osservano: Papa Francesco contro il governo italiano
-- Storie di ormai ordinaria follia. Ma nessuno dice: 'Basta'!
-- Alcuni ex musulmani divenuti cattolici e i loro amici a Sua Santità Papa Francesco circa il suo atteggiamento nei confronti dell'islam
-- Nuovi Show del papa gradito a Soros
-- Tele-Razza, Marcello Veneziani e una chiosa sulla tenuta del «Nessun porto disponibile»
-- "L'immigrazione indiscriminata porta all'islamizzazione"
-- Idolatria del migrante - Federico Trotta
-- Mons. Luigi Negri a Libero: "La Chiesa si è piegata all'Islam e alla sinistra"
-- La Chiesa è sparita - Marcello Veneziani
-- "Continue ingerenze del Papa sui migranti, allora facciamo come lui in Vaticano"
-- Card. Robert Sarah. "L'Europa ha rinunciato alle sue radici cristiane e ora si trova immersa in un'apostasia silenziosa"
-- 'Romana Vulneratus Curia' voleva stare in pace, ma il "meticciato" di mons. Perego era troppo per lui.
-- I nemici della civiltà cristiana. Marcello Veneziani
-- Angela Merkel svela il piano mondialista: Islamizzare l’Europa
-- Budapest: dobbiamo fermare non incoraggiare le migrazioni. I rischi dell'Italia
-- "Dietro i migranti c'è un piano per cambiare i popoli europei" - Athanasius Schneider
-- La chiesa vuole accogliere 40mila ‘migranti’. A spese degli italiani
-- Il ricorrente intollerabile mantra bergogliano sui migranti
-- C'è un modo diverso per essere europeisti, anzi due
-- 'Cattolici' scrivono alla Cei per chiedere una posizione definitiva sul "dilagare della xenofobia"
-- Emmanuel Macron in Vaticano: "Il potere temporale ha bisogno di un contrappeso", afferma Rémi Brague
-- Alessandro Pini. Dottrina sociale, immigrazionismo e culto dell’Uomo
-- «Il patto di Marrakesh è un appello alla censura dei media politicamente scorretti»
-- Il governo sospende il patto ONU sull'immigrazione
-- Un errore minimizzare: il Global Compact promuove immigrazione di massa
-- Élite laicista e islam, un’attrazione fatale - Agostino Nobile
-- Equivoci e falsità su "Gesù migrante" e inestinguibile ossessione di Bergoglio per i "migranti"
-- Il cristianesimo non è una sharia
-- Un tradimento inaudito. Ecco perché non ci arrenderemo mai
-- Tutti contro Salvini. E nella Chiesa, oggi, la missione della gerarchia è ridotta a politica e l'Annuncio di salvezza in Cristo ad umanesimo mondialista
-- Non ci sono più parole
-- Il muro dell'idiozia - Marcello Veneziani
-- Intervista al vescovo Crepaldi sulle migrazioni
-- Nuove ingerenze del papa nella politica. Non ne possiamo più né come cattolici né come cittadini
-- Decreto sicurezza, non è materia da obiezione di coscienza - Stefano Fontana

Sulla impropria identificazione dei poveri (in questo caso anche dei migranti) con Cristo il papa è recidivo e avevamo confutato Bergoglio, insieme ad altro, qui.

lunedì 7 gennaio 2019

Sia in te la nostra gloria in eterno - don Elia

Expertus potest credere, quid sit Iesum diligere.
«Chi ne ha fatto esperienza è in grado di credere che cosa sia amare Gesù». Non è una professione di modernismo; sono due versi di un inno medievale ripreso dall’Ufficio divino. Qui non si parla della fede quasi fosse un prodotto dell’esperienza umana, dato che essa nasce con la libera adesione, resa possibile dalla grazia e dall’aiuto interiore dello Spirito Santo, alle verità oggettive rivelate da Dio; qui si allude alla carità che, nella vita spirituale, in certi momenti può essere sperimentata per mezzo di una grazia sensibile di ineffabile dolcezza, che conosce soltanto chi l’ha provata. L’inno Dulcis Iesu memoria è un capolavoro attribuito a san Bernardo di Chiaravalle, che vi ha condensato la sua dottrina mistica: «O Gesù, speranza per i penitenti, quanto sei pietoso per chi ti desidera! quanto sei buono per chi ti cerca… ma che cosa sei per chi ti trova?».

domenica 6 gennaio 2019

Il significato e il termine Epifania

Vedi precedenti nel blog: [Hódie cælésti sponso juncta est Ecclésia - Epifania di Nostro Signore - L'ultima picconata del Grande Rivoluzionario]

«Tribus miraculis ornatum, diem sanctum colimus:
Hodie stella magos duxit ad praesepium:
Hodie vinum ex aqua factum est ad nuptias:
Hodie in Jordane a Joanne Christus baptizari voluit, ut salvaret nos, alleluia
«Tre prodigi celebriamo in questo giorno santo:
oggi la stella ha guidato i magi al presepio,
oggi l'acqua è cambiata in vino alle nozze,
oggi Cristo è battezzato da Giovanni nel Giordano per la nostra salvezza, alleluia.»
Così recita l'antifona al Magnificat dei secondi vespri della solennità odierna, l'Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo. Il significato del termine "Epifania" sarà certamente stato spiegato a molti di noi; la parola ha origine greca e significa "manifestazione". 
Ma questa spiegazione non lascerà certo soddisfatto l'interrogativo: perché celebrare la manifestazione di Nostro Signore quando già nel Natale abbiamo celebrato la sua incarnazione e quindi, in qualche modo, la sua manifestazione nella sua carne mortale? E, in ogni caso, che cosa significa veramente questa manifestazione, che cosa ha a che fare con i tre Re magi?
Può aiutarci a dipanare qualche dubbio proprio l'antifona riportata all'inizio dell'articolo, Tribus miraculis; non uno, ma tre eventi prodigiosi la chiesa contempla oggi: l'adorazione dei Magi, o meglio, il fatto che la stella ha condotto i Magi al presepio; l'acqua mutata in vino alle nozze (di Cana) [vedi]; il Battesimo di Gesù al fiume Giordano da parte di Giovanni il Battista. Non solo, ma l'antifona insiste tre volte nel dire che questi miracoli li celebriamo tutti insieme oggi. La liturgia della Chiesa, infatti, pur essendo ordinata secondo un certo criterio cronologico (circa due settimane dopo il Natale avviene l'adorazione dei Magi), celebra in un'unica festa le tre occasioni in cui il Signore Gesù Cristo ha manifestato a tutti le genti la sua divinità. E noi Lo adoriamo e benediciamo adesso e per sempre.
ANT. – Oggi la Chiesa si unisce al celeste Sposo: i suoi peccati sono lavati da Cristo nel Giordano; i Magi accorrono alle regali Nozze portando doni; l’acqua è mutata in vino e gli invitati del banchetto sono nella gioia. Alleluia. 
PREGHIAMO – O Dio, che in questo giorno per mezzo di una stella rivelasti ai Gentili il tuo Unigenito, concedi a noi, che già ti conosciamo per mezzo della fede di giungere a contemplare lo splendore della tua gloria.