giovedì 21 febbraio 2019

Cardinal Burke, La dichiarazione del Papa che Dio vuole "la diversità delle religioni" "è erronea"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews (19 febbraio) riprendiamo, dopo quella di Mons. Athanasius Schneider [qui], anche la rettifica del cardinale Raymond Leo Burke dell'affermazione che "la diversità delle rrligioni è voluta da Dio", contenuta nella controversa Dichiarazione congiunta cattolico-musulmana firmata da Papa Francesco ad Abu Dhabi all'inizio di questo mese [qui]. È errata e dovrebbe essere rimossa. Segue una sintesi delle dichiarazioni più autorevoli al riguardo.

Il card. Burke, prefetto emerito della Segnatura Apostolica si è unito a numerosi teologi e filosofi che hanno criticato il passaggio della Dichiarazione congiunta cattolico-musulmana firmata da Papa Francesco ad Abu Dhabi, che afferma che la "diversità delle religioni" è "voluta da Dio", nell'asserire: "La dichiarazione deve essere rimossa da questo accordo perché è erronea".
Papa Francesco, il 4 febbraio scorso, ha firmato il documento “Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la convivenza comune”, unitamente a Sheikh Ahmed el-Tayeb, grande imam della moschea al-Azhar, in Egitto. L'evento era parte di un incontro interreligioso durante la visita apostolica di tre giorni di Francesco negli Emirati Arabi Uniti 3-5 febbraio, la prima volta di un papa in visita della penisola arabica.

mercoledì 20 febbraio 2019

L'omosessualità non è sede di diritto - Enrico Maria Radaelli

1. ROBERT SARAH: UN CARDINALE CORAGGIOSO
IN MEZZO E CONTRO UNA CHIESA NEO-CATTOLICA.

Il I° settembre scorso è uscito sul Wall Street Journal (sezione editoriali e opinioni), un articolo del cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, in cui il principe della Chiesa respinge le aberranti tesi sull’omosessualità di padre J. Martin s.j., nota firma della rivista dei gesuiti di New York, America, consulente in Vaticano della Segreteria per la comunicazione, esposte recentemente nel suo Building a bridge, libro che, come illustra Sandro Magister nel suo Settimo Cielo (http:// magister.blogautore.espresso.repubblica.it), « rovescia l’insegnamento della Chiesa in materia di omosessualità, legittimando i rapporti tra persone dello stesso sesso. Un libro – precisa il vaticanista il cui sito in quattro lingue è letto in tutto il mondo – prontamente confutato, negli Stati Uniti, dall’arcivescovo di Filadelfia, Charles Chaput, ma anche pubblicamente apprezzato da altri esponenti di spicco della Chiesa americana, i cardinali – molto cari a papa Bergoglio – Kevin Farrell e Joseph Tobin ».

martedì 19 febbraio 2019

Anche il summit sugli abusi crea seri “dubia”. Lettera aperta dei Cardinali Brandmüller e Burke ai Presidenti delle Conferenze Episcopali

Riprendiamo da Settimo cielo la notizia che i due Cardinali dei famosi Dubia, sul fronte degli abusi hanno espresso Dubia ulteriori, suscitati dalla circostanza che la questione dell’omosessualità tra il clero, ma anche la stessa parola “omosessualità” è stata messa al bando tra le finalità del Vertice romano del 21-24 prossimi. E li hanno formulati e resi pubblici con la Lettera aperta pubblicata di seguito. Anche loro invitano i vescovi a infrangere il muro del silenzio: «Oggi quei “dubia” non solo non hanno avuto risposta, ma sono parte di una più generale crisi della fede. Perciò, Vi incoraggiamo ad alzare la voce per salvaguardare e proclamare l’integrità della dottrina della Chiesa».

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI DELLE CONFERENZE EPISCOPALI

Cari Confratelli, Presidenti delle Conferenze Episcopali,

Ci rivolgiamo a Voi con profonda afflizione!
Il mondo cattolico è disorientato e si pone una domanda angosciante: dove sta andando la Chiesa?

Cattolici di tutto il mondo a Roma per rompere il muro di silenzio (Video)

I quattro simboli degli Evangelisti (Il Bue di san Luca, L’Angelo di san Matteo, il Leone di san Marco, l’Aquila di san Giovanni) hanno delimitato la grande piazza San Silvestro nel cuore di Roma, dove cento cattolici provenienti dall’Italia e dall’estero - come abbiamo annunciato e illustrato qui. - sono rimasti ordinatamente schierati, in piedi e in silenzio per un'ora, recitando il S. Rosario o leggendo i classici della Fede cattolica. Per rompere, con il loro silenzio nutrito di preghiera e meditazione, il muro del silenzio dei vescovi sulla crisi morale e dottrinale che sta devastando la Chiesa. Il silenzio è stato interrotto solo dall'invocazione che ha segnato l'inizio e la fine della manifestazione: Acies Ordinata, ora pro nobis
Lo stendardo del nostro gruppo
Al termine, la maggior parte dei partecipanti è confluita nella chiesa di S. Silvestro per la recita comunitaria del Rosario; ma nel frattempo la vicina sede della Stampa Estera ha ospitato la conferenza stampa, destinata soprattutto agli osservatori stranieri. I relatori -  rappresentanti di testate cattoliche di diversi Paesi -  sono
stati unanimi nel sostenere che se non verrà affrontato nei termini corretti il problema dell’omosessualità, la conferenza vaticana che avrà inizio il 21 febbraio prossimo per concludersi il 24, può considerarsi fallita prima ancora di iniziare. Interessante la risposta di Michael Matt (USA), direttore di Remnant, a Marco Tosatti sulle aspettative dei fedeli statunitensi nel presente travagliato momento della storia della Chiesa: essi si aspettano che la crisi sia affrontata secondo verità. In America ricordano ancora che già nel 2002, in occasione delle prime avvisaglie dello scandalo, furono fatte solenni promesse di trasparenza e di riforma... il garante di queste promesse era - udite, udite - il vescovo Theodor McCarrick…
Ciò che più colpisce è che si è trattato di laici cattolici provenienti da ogni parte del mondo, in rappresentanza dei loro rispettivi contesti, tra cui anche il nostro. Significativo il fatto che ci si sia  riuniti a Roma - cuore della cattolicità - nel cuore della città, in una delle piazze più frequentate e centrali, creando un'oasi di pensosa composta orante partecipazione, mentre il traffico e la vita cittadina continuavano a pulsare frenetici in un giorno feriale qualunque, ma in qualche modo speciale perché molte frecce incandescenti sono state lanciate verso il Cielo.
Nel frattempo, apprendiamo che anche i cardinali Brandmüller e Burke alzano il tiro con ulteriori Dubia e invitano i vescovi a infrangere il muro del silenzio: «Oggi quei “dubia” non solo non hanno avuto risposta, ma sono parte di una più generale crisi della fede. Perciò, Vi incoraggiamo ad alzare la voce per salvaguardare e proclamare l’integrità della dottrina della Chiesa» [vedi]. (M.G.)
Il video:

Intervista esclusiva a Roberto de Mattei sul vertice in Vaticano dal 21 al 24 febbraio

Intervista rilasciata dal prof. Roberto De Mattei a Michael Matt, direttore della rivista Remnant, dalla quale emergono ulteriori dettagli sulla iniziativa che si è svolta oggi a Roma, annunciata qui.

Il 21 febbraio si apre in Vaticano un incontro dei presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo. voluto da papa Francesco per trattare il tema degli “abusi sessuali dei minori”. Alla vigilia dell’evento, una coalizione internazionale di laici, Acies Ordinata, ha promosso una manifestazione pubblica a piazza san Silvestro, nel centro di Roma. Poniamo alcune domande al prof. Roberto de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto e promotore di questa iniziativa
* * *
Qual è innanzitutto, il suo giudizio sul vertice che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio?

Il vertice Vaticano è dedicato agli abusi sessuali, un tema assolutamente riduttivo, perché la grave crisi morale che esiste all’interno della Chiesa non si limita certo al problema della pedofilia. Mi sembra scandaloso che non venga ufficialmente affrontata la questione della omosessualità che è una piaga ben più estesa della pedofilia e ne costituisce una delle cause. L’omosessualità non è solo praticata, ma è teorizzata da reti organizzate, come ha giustamente affermato l’arcivescovo Carlo Maria Viganò.

Oggi laici di tutto il mondo manifestano a Roma. Chiedono ai vescovi di rompere il silenzio sulla crisi nella Chiesa

Oggi a Roma, una delle piazze più centrali, quella di San Silvestro, sarà occupata per un’ora, dalle 14 alle 15, da decine di fedeli cattolici provenienti da tutto il mondo. Un evento straordinario, per chiedere ai vescovi – quelli che si riuniscono dal 21 in Vaticano a discutere di abusi sui minori, ma non solo: a tutti i vescovi del mondo – di rompere il silenzio sulla crisi morale e dottrinale che sta devastando la Chiesa. 
Subito dopo, nella sede della Stampa Estera, si svolgerà un incontro con alcuni dei partecipanti e organizzatori della manifestazione, sotto il titolo: “Interrogativi sulla crisi morale della Chiesa cattolica”, così presentata: “Alla vigilia del summit vaticano sulla questione degli abusi sessuali i rappresentanti di diverse realtà internazionali che si battono per la difesa della vita e della famiglia risponderanno presso la Stampa estera di Roma – dopo una breve introduzione – alle domande in materia poste dai media”.
Intervengono:
  • John Smeaton (GB), presidente della Society for the Protection of the Unborn Child
  • Michael Matt (USA), direttore della rivista Remnant
  • Scott Schittl (Canada), rappresentante del portale LifeSiteNews
  • Julio Loredo (Perù), socio fondatore di Tradición y Acción por un Perú Mayor
  • Jean-Pierre Maugendre (Francia), presidente di Renaissance Catholique
  • Arkadiusz Stelmach (Polonia) – Vice-Presidente dell’Istituto Piotr Skarga
  • Roberto de Mattei (Italia), presidente della Fondazione Lepanto
Modera: Giuseppe Rusconi.
In silenzio per abbattere il muro del silenzio!

Siamo laici cattolici, provenienti da tutta Italia e da ogni parte del mondo. Partecipiamo a questa manifestazione a titolo personale, o a nome di associazioni e testate giornalistiche accomunate dall’amore per la Chiesa, la sua dottrina e le sue istituzioni. Siamo riuniti per questo evento sotto il nome di Acies ordinata, un appellativo che la tradizione della Chiesa riserva a Maria SS.ma, che raccoglie l’esercito dei suoi fedeli e sconfigge i suoi nemici: terribilis ut castrorum acies ordinata (Cantico dei Cantici, 6, 3; 6,9). Figli della Chiesa militante, siamo qui per professare pubblicamente la nostra fede cattolica, ma anche per rompere il muro del silenzio. Il silenzio tombale dei Pastori della Chiesa di fronte ad una crisi dottrinale e morale senza precedenti.
La Chiesa di San Silvestro in Capite, in questa piazza, contiene la reliquia della testa di san Giovanni Battista. Il precursore del Messia fu ridotto al silenzio da Erode, ma la sua lingua muta continua a parlare ai nostri cuori. Siamo in piedi, in maniera rispettosa e ordinata, per esprimere simbolicamente la resistenza di chi davanti al silenzio non si piega. Abbiamo nelle mani il Santo Rosario e leggiamo dei testi della Tradizione cattolica, perché alimentiamo la nostra resistenza alla preghiera e allo studio, convinti che solo nel raccoglimento si prepara l’azione. 
Il vertice dei presidenti delle Conferenze episcopali, che si apre il 21 febbraio alla presenza del Santo Padre, è un’occasione storica per affrontare non solo il tema degli abusi sessuali sui minori, ma il tema della corruzione morale, che comprende ogni violazione della legge divina e naturale, a cominciare dalla terribile piaga dell’omosessualità.
Il nostro è un appello ai Vescovi silenziosi perché qualcuno tra loro, abbia il coraggio di rompere il silenzio. Ci sarà qualche Pastore che oserà dire la verità al Santo Padre? La Chiesa non teme la Verità, perché la Chiesa annuncia al mondo la Verità del Suo Capo e Fondatore, Gesù Cristo. È soprattutto a Lui che ci rivolgiamo con questo atto simbolico, affinché in questi tempi calamitosi, venga in soccorso della nostra debolezza e con una sola Parola, salvi la Sua Chiesa. 
Domine ne sileas (Ps 34, 22) Signore non tacere!

Il tradimento dei gesuiti - don Elia

Cosa resta dello spirito del fondatore?
Nel XVI secolo la propaganda protestante – anche grazie all’inescusabile ritardo di una Roma restia a riformarsi dalla sua scandalosa corruzione persino dopo il terribile sacco del 1527 – dilagò ovunque in Europa, in curie diocesane, corti principesche, università civili e facoltà teologiche. La novità faceva agevolmente presa su clero e intellettuali disgustati della condotta della corte papale e dei presuli latitanti che vi soggiornavano stabilmente, anziché stare alla guida del loro gregge. L’atteso concilio finalmente convocato a Trento, seppure in extremis, fu più volte interrotto per anni. A molti la situazione sarebbe potuta sembrare disperata, ma la Provvidenza aveva già suscitato santi vescovi e fondatori che fornissero gli strumenti della rinascita: gesuiti, teatini, barnabiti, cappuccini e tanti altri sul campo di battaglia; nelle retrovie, a sostenere i combattenti con la preghiera e l’offerta di sé, le carmelitane riformate e, più tardi, le visitandine.

lunedì 18 febbraio 2019

9° corso degli Esercizi spirituali per sacerdoti e religiosi - Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum

Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum ricorda il 9° corso degli Esercizi spirituali per i sacerdoti e religiosi che si terrà in Ariccia (RM) dal 24 febbraio al 2 marzo p.v.
La partecipazione è aperta anche si seminaristi
Info: amiciziasacerdotale@gmail.com

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A reti unificate: Don A.M.Morselli spiega che l’unica vera religione è Gesù Cristo

A reti unificate perché riprendiamo il testo dal sito Cooperatores veritatis e, nell'attuale temperie, vogliamo inaugurare un fitto scambio di testi e iniziative che rendano più efficace e incisivo il nostro impegno sulla rete e non solo.

Il Documento sulla fratellanza universale firmato da papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar fa ancora — giustamente — discutere. Don Alfredo Maria Morselli, parroco, teologo e curatore del sito DogmaTV, lo esamina e spiega perché non è possibile che l’unico vero Dio possa ingannare gli uomini o lasciarli nell’ignoranza. 
Il pluralismo e la diversità di religione sono voluti da Dio nella sua sapienza?
 di don Alfredo Morselli

Il recente Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, firmato ad Abu Dhabi[1] da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed al-Tayyb, ha suscitato non poche reazioni e contestazioni.
La frase che ha destato maggiori perplessità è la seguente: “il pluralismo e la diversità di religione… sono una sapiente volontà divina” (ingl.: “are willed by God in His wisdom”, ar.: حِكمةٌ لمَشِيئةٍ إلهيَّةٍ، = hikmt lmashiyt ‘ilhyatin = “saggezza della volontà divina”).

domenica 17 febbraio 2019

Senza ritegno.... E ulteriore disorientamento e confusione per molti

Un conto è richiamarsi al dovere Cristiano del buon Samaritano, altro fare propaganda su accoglienza che nasconde tutt’altro, come tratta di essere umani, prostituzione, droga e altro. E contraddice anche il Catechismo della Chiesa Cattolica che non sancisce l'accoglienza indiscriminata ma quella nei limiti del possibile.
È successo il 15 febbraio a Sacrofano, in Provincia di Roma, all’apertura del Meeting “Liberi dalla paura”, promosso e organizzato dalla Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana, dalla Caritas Italiana e dal Centro Astalli. Don Nandino Capovilla, parroco a Marghera, si è avvicinato a Papa Francesco che ha notato la spilletta che teneva in mano. Da lì la foto a lato. Ma non finisce qui. Nella Messa da lui celebrata Bergoglio ha paragonato la Chiesa cattolica che s’identifica nell’accoglienza incondizionata dei migranti al popolo di Israele che sognava e a cui è stata data la Terra promessa: «Di fronte alle cattiverie e alle brutture del nostro tempo, anche noi, come il popolo d’Israele, siamo tentati di abbandonare il nostro sogno di libertà. Proviamo legittima paura di fronte a situazioni che ci sembrano senza via d’uscita».
Si tratta di un paragone che, mentre ci confonde sul piano della logica, ci preoccupa sul piano delle conseguenze concrete materiali ma anche spirituali. Perché la vera terra promessa, per noi, è la salvezza in Cristo Signore!
E individuare l’Europa come la nuova Terra promessa cui far accedere anche i migranti, significa continuare a incentivarne l'esodo massiccio che rischia di provocare la sostituzione etnica della popolazione europea, minacciare la nostra civiltà che storicamente si fonda sulle radici cristiane, a fronte di una prevaricatrice invasione islamica.
Un papa non può insistere nel fare politica attiva schierandosi con un contesto mondialista e interferendo pesantemente negli affari interni dell'Italia, che fino a prova contraria è e deve restare uno Stato sovrano; il che vale anche per tutti gli stati d'Europa. Mentre per contrastare il declino demografico basta aiutare le famiglie a ritrovare le condizioni socio-economiche che rendano possibile una nuova fecondità.

Il Cardinale Sarah pubblicherà un libro sull'odierna "crisi spirituale, morale e politica".

Edward Pentin sul National Register annuncia l'imminente pubblicazione dell'ultimo libro del card. Robert Sarah Si fa sera e il giorno già volge al declino. Titolo tradotto dall'originale francese. Evidente l'allusione ai discepoli di Emmaus e alla "profonda crisi spirituale, morale e politica nel mondo contemporaneo".
Si tratta del terzo volume del trittico - dopo Dio o Niente e La forza del silenzio - Cfr i link con i rispettivi riferimenti  inseriti nel testo che segue, nella nostra traduzione. 

Il prefetto della Congregazione per il culto divino afferma che il nuovo volume sarà l'ultimo ma "il più importante" di una serie di tre libri.
Il cardinale Robert Sarah pubblicherà un nuovo libro, questa volta sulla "profonda crisi spirituale, morale e politica nel mondo contemporaneo".
Il libro, l'ultimo volume di tre che ha scritto con l'autore francese Nicolas Diat, sarà "il più importante" a causa di ciò afferma essere la "decadenza del nostro tempo" che ha "tutti gli aspetti del pericolo mortale".
Il cardinale ha rivelato la notizia in un breve messaggio pubblicato questo pomeriggio [16 febbraio] su Facebook.
Il prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti si è dichiarato "lieto di annunciare l'uscita in Francia, il 20 marzo, del mio nuovo libro realizzato con Nicolas Diat".
Il titolo francese del libro è Le soir approche et déjà le jour baisse  (Si fa sera e il giorno già volge al declino) ed è tratto dal racconto del Nuovo Testamento dell'incontro dei discepoli con Gesù sulla via di Emmaus (Luca 24:28 -30):

La Recta Ratio e le variazioni magisteriali

Sono soprattutto i documenti del Concilio Vaticano II a generare il malinteso, per l’uso eccessivo di un linguaggio volutamente oscuro. Tutto questo ha dato ampia apertura, diretta o indiretta ai principi del laicismo e dell’indifferentismo religioso. Fontana ammette che una certa «confusione» dottrinale è oramai dilagante e sembra avere il culmine nel pontificato di papa Francesco. L’insegnamento magisteriale è oggettivamente «diventato lacunoso e impreciso»: si era sempre espresso con chiarezza, ma ora viene «detto al massimo per allusione indiretta quando addirittura non più detto».
* * *
Nota su un articolo di Stefano Fontana con riferimento ad Antonio Muratori e Antonio Livi
di Silvio Brachetta.

Stefano Fontana, “Paradigma metafisico e paradigma ermeneutico: le variazioni nel Magistero sociale postconciliare”, in Fides Catholica, XIII (2018) 2, pp. 389-403

Ludovico Antonio Muratori[1] è autore di uno degli scritti più appassionati in difesa della capacità umana di conoscere con «certezza»: Trattato delle forze dell’intendimento umano, o sia Il Pirronismo confutato[2]. Più che un lavoro generico, si tratta della critica mirata a un testo di mons. Pierre-Daniel Huet, dal titolo Trattato filosofico della debolezza dello spirito humano[3]. Muratori dimostra estesamente l’inconsistenza del pensiero di Huet, di Montaigne e dei pirronisti (o scettici) di tutti i tempi. C’è un’«evidenza» – scrive Muratori – che è il «criterio della Verità»[4]. Non è vero che non è possibile conoscere con certezza e non è vero che resta il dubbio su ogni questione. Al contrario, questa evidenza del vero «risulta dalla Chiarezza della Cosa e dell’Idea» e «per tale è ravvisata dall’intelletto nostro dopo la dovuta attenzione […]»[5].

sabato 16 febbraio 2019

In vista del Vertice dei vescovi in ​​Vaticano, Viganò chiede di chiamare le cose con il loro nome

In vista del vertice che si terrà in Vaticano dal 21 al 24 febbraio sugli abusi nel clero,  il National Catholic Register ha organizzato un Simposio [qui], Abuse and The Way To Healing, al quale intervengono il cardinale Wilfrid Napier (arcivescovo di Durban), Marie Collins (già membro della Pontificia commissione per la tutela dei minori), il cardinale Gerhard Müller (prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede), Janet Smith (docente di teologia morale al Sacred Heart Major Seminary di Detroit), l’arcivescovo di Filadelfia Charles Chaput, Robert Royal (presidente del Faith & Reason Institute di Washington), l’arcivescovo Carlo Maria Viganò (già nunzio apostolico negli Stati Uniti), padre Roger Landry (diocesi di Fall River, Massachusetts) e Al Kresta (presidente di Ave Maria Communications).
* * *

Testo dell’arcivescovo Viganò

Grazie per avermi invitato a partecipare a questo simposio su Abuso e via di guarigione in previsione del prossimo Vertice dei vescovi in ​​Vaticano. Il mio contributo attingerà alla mia esperienza personale di cinquantuno anni di sacerdozio.
È evidente a tutti che una causa primaria dell’attuale terribile crisi di abusi sessuali commessi dal clero ordinato, inclusi i vescovi, è la mancanza di un’adeguata formazione spirituale dei candidati al sacerdozio. Questa mancanza, a sua volta, è ampiamente motivata dalla corruzione dottrinale e morale di molti formatori dei seminari, una corruzione che è aumentata esponenzialmente a partire dagli anni Sessanta.

Athanasius Schneider, Supporto per il Manifesto della Fede del Cardinale Müller

Dichiarazione di Mons. Schneider a LifeSiteNews. Ricordiamo che il vescovo di Astana era stato il primo a formulare osservazioni sull'Amoris Laetitia [qui] e a supportare i cardinali dei Dubia con una dichiarazione pubblica [qui] e poi [qui - qui]

Supporto per il Manifesto della Fede del Cardinale Müller
del Vescovo Athanasius Schneider*

Il recente Manifesto di Fede del Cardinale Gerhard Ludwig Müller è un’iniziativa necessaria e di grande attualità, che edifica nella Fede ed è luce nell’enorme confusione spirituale, che regna da molto tempo nella vita della Chiesa e ha raggiunto nei nostri giorni dimensioni inimmaginabili.
Questa iniziativa porta al fedele consolazione e incoraggiamento. In questo Manifesto della Fede un alto rappresentante della gerarchia della Chiesa, fa una professione pubblica e inconfondibile della immutabile fede cattolica. Questa professione del cardinal Müller riguarda in particolare quelle verità di Fede e di prassi sacramentale che ai nostri giorni sono per lo più sfigurate attraverso un’interpretazione astuta e gnostica passata come ermeneutica o “sviluppo della dottrina, in continuità”.

Dio, l’io moderno e la nuova religione - don Elia

Tutta l’avventura della modernità (intesa nella sua accezione negativa) scaturisce dall’esaltazione dell’uomo e in essa si consuma: l’uomo misura di tutte le cose, l’uomo artefice della sua fortuna, l’uomo indipendente da qualsiasi autorità, l’uomo fonte del diritto e vindice di una libertà assoluta; pur se non creatore della natura, almeno suo manipolatore. Sul finire del Medioevo, il nominalismo prima e l’Umanesimo poi spezzano l’ordine perfetto – almeno a livello teoretico – fondato sulla gerarchia dell’essere e del potere, entrambi partecipati da Dio e sempre orientati a Lui quale loro origine e fine. I particolarismi locali e nazionali, gli interessi di principi e banchieri, infine la rivoluzione protestante trascinano l’Europa in una serie di guerre devastanti che ne infrangono la sostanziale unità politica e religiosa, rendendola incapace di unirsi, almeno fino al 1571 (e solo in parte), contro la comune minaccia, l’irresistibile avanzata dell’Islam ottomano.

venerdì 15 febbraio 2019

Don Claude Barthe : « Papa Francesco non ha lo stesso interesse di Benedetto XVI per la liturgia tradizionale »

eDal sito francese Le Rouge et Le Noir un'intervista di don Claude Barthe sulla soppressione dell'Ecclesia Dei e possibili conseguenze [qui - qui].
Di don Barthe ricordiamo, nel blog, il suo intervento nel corso della Conferenza in occasione della Giornata di studi su "Vecchio e nuovo Modernismo: Radici della Crisi nella Chiesa" - Roma - 23 giugno 2018 : La riforma liturgica, specchio del progetto conciliare e un testo, Il messale della Curia Romana tratta dal saggio: Storia del messale tridentino, Solfanelli 2018, pagg. 91-95. 

Don Claude Barthe è il cappellano del pellegrinaggio internazionale Summorum Pontificum e da poco ha iniziato a pubblicare un foglio di riflessione sulle questioni di attualità religiose: Res Novae (resnovaeroma@free.fr).
Specialista della liturgia romana tradizionale e analista riconosciuto della attuale crisi della Chiesa, il suo ultimo lavoro è stato pubblicato nel dicembre 2918, col titolo: La messe du Vatican II. Dossier historique, ed. Via Romana.  
Egli ha voluto rispondere alle domande di Rouge et Noir sulla recente soppressione della Commissione Ecclesia Dei.
* * *

Ci può ricordare la finalità della Commissione Ecclesia Dei e in che modo era organizzata?

La prima finalità della Commissione Ecclesia Dei permette di comprendere cosa accade oggi. Essa è stata fondata nel 1988, col motu proprio di Giovanni Paolo II: Ecclesia Dei adflicta, in seguito alle consacrazioni dei quattro vescovi effettuata da Mons. Lefebvre senza mandato pontificio. Il suo scopo era di 
«facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, dei seminaristi, delle comunità religiose o di singoli religiosi che fino a quel momento avevano avuti legami con la Fraternità San Pio X (FSSPX) fondata da Mons. Lefebvre».
In concreto, questo significava organizzare un mondo tradizionale «ufficiale»:
con l’erezione e la supervisione di comunità che, almeno all’origine, raggruppavano dei sacerdoti che avevano fatto parte della FSSPX e delle comunità amiche (in particolare l’erezione della Fraternità San Pietro e del Priorato – poi Abbazia – di Le Barroux), e che non volevano «seguire» le consacrazioni di Ecône. Con la raccomandazione rivolta ai vescovi diocesani di permettere «generosamente» la celebrazione della Messa tradizionale nelle loro diocesi, quando i fedeli lo chiedevano.

Venerdì 15 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dalle «Lettere» di
sant'Ambrogio, vescovo
(Lett. 35, 4-6. 13; PL 16, 1078-1079. 1081)

giovedì 14 febbraio 2019

Card. Raymond Leo Burke, “Lasciatevi trasformare e assumete la mente di Cristo”

Nella nostra traduzione da The Wanderer, l'ultima parte di una recentissima intervista al Cardinal Burke, pubblicata con il titolo: “Lasciatevi trasformare e assumete la mente di Cristo”, di Don Fier. Una ulteriore autorevole analisi delle più scottanti questioni oggi sul tappeto.

(Nota dell'editore: Sua Eminenza il Cardinal Leo Burke, patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, ha recentemente fatto visita al santuario di Nostra Signora di Guadalupe a La Crosse, in Wisconsin. Sua Eminenza ci ha generosamente offerto parte del suo tempo della – sottraendolo alla sua agenda molto nutrita – per concedere a The Wanderer un'intervista esaustiva e fornire molti insegnamenti illuminanti. Tra gli argomenti che ha affrontato vi sono la tribolata situazione in cui si trova la Chiesa e il modo migliore in cui i fedeli possono rispondere ad essa....)
Alcuni membri degli alti livelli della gerarchia cattolica, ivi compreso Papa Francesco, sembrano ritenere che la causa soggiacente alla crisi degli abusi sessuali commessi da sacerdoti sia il “clericalismo”. Eppure, sembra anche che i risultati della ricerca John Jay Study incaricata dal Dallas Charter – che hanno rivelato che più dell'80% degli abusi dei sacerdoti era vincolato all'omosessualità – dimostrino una realtà chiaramente diversa. [Nota: È stata recentemente riportata una dichiarazione nientedimenoché del Cardinal Gerhard Mueller, il quale ha ribadito la sua posizione secondo la quale “l'omosessualità e gli abusi sessuali commessi da sacerdoti sono chiaramente collegati” (qui)].
Ci può spiegare esattamente cosa significa il termine “clericalismo”? Pensa che sia corretto attribuire ad esso la radice soggiacente agli abusi sessuali dei sacerdoti e alla copertura dei problemi che piagano la Chiesa?

Il clericalismo è l'uso dell'ufficio sacerdotale per fini diversi da quello autentico, ossia, l'insegnamento della corretta dottrina e la guida della Chiesa verso la corretta disciplina. Il clericalismo suole sorgere quando un sacerdote usa la sua autorità per ottenere benefici personali o per esercitare un potere indebito su altre persone.
Non credo che sia corretto affermare che l'abuso sessuale di minori si debba al clericalismo. Ciò potrebbe dare l'impressione che esista qualcosa di inerente allo stato sacerdotale che induce all'abuso sessuale di minori. Il problema risiede nel fatto che più dell'80% di questi atti viene commesso con adolescenti maschi o con giovani adulti maschi, fatto che è emerso molto chiaramente nel John Jay Study.
La radice è il peccato, la lussuria, il desiderio sessuale disordinato a cui si indulge infliggendo gravi ferite a quanti patiscono questo tipo di abuso.

La scienza e il mondo invisibile negli scritti di un astrofisico cristiano

Arthur Stanley Eddington, oltre alla scienza, amava la filosofia e la teologia ed era cristiano. La sua fede è espressa anche in un libro, La scienza & il mondo invisibile, ripubblicato dopo 70 anni dall'editore Ares, per ricordare il centenario della scoperta dell'astrofisico inglese, che in un’epoca dominata, filosoficamente e politicamente, dal materialismo, osava scrivere: «L’universo ha come natura il pensiero di uno Spirito universale. Detto brutalmente: la sostanza del mondo è la sostanza mentale».

Cento anni fa, fotografando e studiando sull’Isola del Principe l’eclisse solare del 29 maggio 1919 Sir Arthur Stanley Eddington dimostra sperimentalmente che Albert Einstein ha ragione.
Riassume così l’astrofilo Gianfranco Benegiamo:
“La mattina del 7 novembre 1919 Albert Einstein si svegliò a Berlino, dove aveva preso sonno la sera prima come lo sconosciuto direttore quarantenne dell’Istituto di Fisica Kaiser Wilhelm, senza immaginare che da lì a poco sarebbe diventato un personaggio popolare. Il nome dello scienziato tedesco era circolato sino a quel momento tra gli addetti ai lavori nel campo della fisica teorica, soprattutto per le bizzarre conseguenze astrofisiche derivanti dalle sue teorie, ma era completamente sconosciuto al grande pubblico e totalmente ignorato dai mezzi d’informazione.
L’annuncio dato il giorno prima a Londra, nel corso della riunione congiunta di Royal Society e Royal Astronomical Society, riguardante la conferma sperimentale dell’effetto esercitato dal campo gravitazionale sulla direzione di propagazione della luce, fu amplificato dai giornali pubblicati sulle rive opposte dell’Oceano Atlantico che in tal modo consegnarono Einstein alla fama mondiale…
L’analisi delle fotografie riprese pochi mesi prima (da Eddington, ndr), per determinare come varia la posizione delle stelle più vicine al disco solare durante un’eclisse totale, condizionò il successivo sviluppo della fisica anche se forse poggiava più sulla totale fiducia di Arthur Stanley Eddington nella nuova teoria che sulla reale affidabilità dei dati raccolti”.

mercoledì 13 febbraio 2019

Le Chiese in Francia fatte oggetto di una serie di profanazioni

Immaginate il clamore della politica e dei media se quanto accade da tempo in Francia accadesse nelle moschee. Scrive Jean-Marie Guénois su Le Figaro 
Nove luoghi di culto sono stati presi di mira solo negli ultimi giorni. La Conferenza episcopale rimane discreta per evitare di incentivare le violenze. (nell'immagine a lato un presepe bruciato, sotto una statua frantumata).
La Chiesa cattolica affronta un'ondata di atti ostili in Francia. Tra il 28 gennaio e il 10 febbraio sono state prese di mira almeno nove chiese.
Solo in questo periodo, quattro sono state sottoposte ad atti di «profanazione» e cinque ad atti di «vandalismo». Secondo le cifre del 2017 del Ministero dell'Interno, la Chiesa cattolica e le Chiese cristiane detengono il record degli attentati ai luoghi di culto: 878 dei 978 registrati. Una media di due al giorno.
Una cristianofobia di cui praticamente nessun politico o grande mezzo di comunicazione parla. Nella stessa Francia si registra anche l'assalto ai simboli ebraici, dalle kippah alle stelle di David alle vetrine dei negozi.
Il cardinal Robert Sarah parla di una “civiltà malata”. Ma potremmo applicare a Francia e Italia appaiate il detto: se Atene piange Sparta non ride.... 

Josef Seifert: Gravi preoccupazioni per il documento di Abu Dhabi firmato da Papa Francesco

Anche il grande filosofo Josef Seifert (*) si aggiunge  alle reazioni sui contenuti del documento papale di cui molto abbiamo discusso. [Vedi qui - qui - qui ]

Firmando la dichiarazione che Dio vuole una pluralità religiosa, il Papa ha sfidato sia la Fede (fides) che la ragione (ratio); ha rifiutato il fatto che la cristianità è inseparabile dalla fede in Gesù Cristo, che è l’unico Signore (unus Dominus). (Suppongo che anche le più alte autorità islamiche espelleranno questo Imam, perché l’Islam rivendica in modo assoluto anche la verità).
I cattolici sono molto preoccupati riguardo il Documento sulla fraternità umana per la pace e la convivenza nel mondo, che Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, hanno firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi.

Non c’è dubbio che molte verità su Dio e sulla legge morali naturale e alcuni semina Verbi siano stati conosciute anche dai pagani e vi siano contenuti in molte religioni (eccetto quelle direttamente sataniche), così come la “regola d’oro”.

Nessuno crede che Dio non possa dare la grazia della salvezza eterna al di fuori del regno della Chiesa visibile, dei suoi sacramenti e della fede cristiana cosciente. Nessuno nega le tante belle e buone verità che Papa Francesco e l’Imam confermano nel documento.

martedì 12 febbraio 2019

Analisi: L’arcivescovo McCarrick, il vescovo Zanchetta, Papa Francesco e il vertice vaticano sugli abusi

Nella nostra traduzione da Catholic News Agency, l'articolo di JD Flynn che ci offre un'analisi puntuale sul preannunciato vertice Vaticano sugli abusi sessuali, annunciato per il 21-14 prossimi e le possibili ricadute sui cattolici statunitensi.

Tra due settimane si terrà in Vaticano un atteso vertice sugli abusi sessuali. Un incontro annunciato a settembre, pochi mesi dopo che le accuse di abusi sessuali e violenza da parte dell’Arcivescovo Theodore McCarrick sono diventate pubbliche, e poche settimane dopo che lo stesso Papa Francesco è stato accusato dall’ex nunzio apostolico Arcivescovo Carlo Viganò [qui] di non sver dato adeguata risposta alle informazioni fornitegli su McCarrick.
Non sorprende che sull'incontro ci siano grandi aspettative da parte di molti cattolici americani. È stato il fulcro della risposta del Papa alla crescente crisi degli abusi sessuali della Chiesa, e la sua importanza è stata sottolineata tra le ragioni per cui il Vaticano ha ritardato il voto della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti su un pacchetto di riforme che si sperava approvare a novembre. [quiqui]

“Mai avrei pensato di provare tanta perplessità…”

Aldo Maria Valli pubblica la seguente lettera ricevuta da un sacerdote.

Sono un sacerdote della diocesi di Genova e non avrei mai pensato di arrivare a nutrire così grande perplessità verso colui che siede sulla cattedra di Pietro. Ho sempre pensato al papa come a un riferimento inamovibile nel mio essere cristiano.
Chi come me è cresciuto con Giovanni Paolo II ha visto nei pontefici  grandi esempi di fede vissuta nel concreto e nella santità.
Ho accolto con dispiacere le dimissioni di papa Benedetto XVI. Non usava mai parole a caso, era sapiente, mi aiutava a elevarmi verso il trascendente: un uomo di Dio. L’elezione dell’arcivescovo di Buenos Aires l’ho vissuta senza pregiudizi: non lo conoscevo, e poi d’altronde il papa è il papa.

lunedì 11 febbraio 2019

Un ulteriore approfondimento della crisi diplomatica franco-italiana: la decodifica di un dissidio dalle molteplici dimensioni, esterne e interne

Aggiornamento:
riportiamo il Tweet con l'interessante dichiarazione di Marine Le Pen (clicca sull'immagine per ingrandire) che, in un'intervista rilasciata ieri a Quarta Repubblica,  ha anche affermato che, oltre ad essere un gesto eccessivo che rappresenta un errore diplomatico, la decisione di Macron è ispirata a criteri da campagna elettorale...

Di ritorno dall'Italia, dove si è recato per osservare le strategie dei partiti politici locali in prospettiva con le elezioni europee, Alexandre Del Valle* decodifica nell'articolo che segue, nella nostra traduzione dall'originale francese, l'attuale crisi franco-italiana, in apparenza di natura diplomatica. Da condividere per approfondire anche nel complesso e tormentato versante politico la temperie con cui dobbiamo misurarci su tutti i fronti.

Ulteriore approfondimento della crisi diplomatica franco-italiana: la decodifica di un dissidio dalle molteplici dimensioni, esterne e interne

In realtà, le cause del dissidio tra Parigi e Roma, la solidità dei cui vincoli trascende da decenni ogni discrepanza ideologica (congiunturale), dev'essere ricercata nei rispettivi programmi di politica interna, italiano e francese. Infatti, se da una parte il governo italiano – un'alleanza contro natura tra “populisti di sinistra” (il Movimento Cinque Stelle di Luigi Di Maio) e “populisti di destra” (la Lega di Matteo Salvini) – è sempre più diviso su temi come i migranti, le tasse, l'economia, le questioni sociali, etc., e per le rivalità elettorali, dall'altra il governo di Macron, indebolito e affetto da una crisi di legittimità (affare Benalla e gilets gialli) che divide persino la maggioranza che lo compone, ha sempre più bisogno di un capro espiatorio esterno, di un nemico che unisca le fazioni in lotta e sia in grado di creare un diversivo. A questo proposito, Alexandre Del Valle ha intervistato due insigni esperti della politica italiana e francese, i giornalisti e politologi Francesco De Remigis e Cesare Sacchetti. La crisi vista dagli italiani.

Mons. Schneider: il vertice sugli abusi sarà "destinato a fallire" se non affronterà l'omosessualità

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews le dichiarazioni del Vescovo di Astana, Kazakhstan, Athanasius Schneider sull'imminente vertice vaticano. Il suo tipico parlar chiaro, senza remore. Richiamiamo, sulla questione, alcuni precedenti [qui - quiquiqui - qui - qui - qui]

Il vescovo Schneider ha dichiarato a LifeSiteNews
“Se il prossimo Vertice sugli abusi sessuali clericali in Vaticano non affronterà la questione del relativismo morale e l'abbandono del credere nella validità perenne del sesto comandamento del decalogo come la causa più profonda degli stessi e se non evidenzierà il ruolo predominante del comportamento omosessuale nei casi di abusi sessuali da parte del clero, il Summit darà una risposta altamente irresponsabile e sarà destinato a fallire sin dall’inizio, manifestando in questo modo anche una forma peculiare di clericalismo” .
Mons. Schneider ha espresso questi commenti spiegando il suo sostegno alla petizione “Fermate le reti omosessuali nella Chiesa cattolica“, diffusa da LifeSiteNews e dall’organizzazione Pro Ecclesia della Svizzera [per l’Italia La Nuova Bussola Quotidiana - ndR].
Il vescovo Schneider ha scritto che i fatti dimostrano che “la stragrande maggioranza dei casi di abusi sessuali del clero sono di natura omosessuale”. “La causa predominante degli abusi sessuali da parte del clero è conseguentemente e innegabilmente il vizio omosessuale o sodomitico”. Egli dunque argomenta che il vertice previsto in Vaticano per il 21-24 febbraio sugli abusi sessuali del clero fallirà a meno che il comportamento omosessuale non venga affrontato come un problema.
Papa Francesco ha convocato il Vertice “Protezione dei minori nella Chiesa” , che sarà organizzato dal cardinale Blase Cupich di Chicago e riunirà i leader di tutte le conferenze episcopali da tutto il mondo.
Parlando degli “abominevoli” abusi sessuali commessi dai chierici, il vescovo Schneider ha affermato che “il vizio omosessuale” è alla base delle reti omosessuali all’interno della Chiesa a livello mondiale..  Ha quindi affermato:
“La radice più profonda della crisi degli abusi è, naturalmente, il relativismo morale e la perdita di fede nella validità perenne del Sesto Comandamento del Decalogo [“Non commettere adulterio”] e del male intrinseco di ogni atto sessuale fuori da un matrimonio valido. La diffusione del vizio omosessuale tra il clero è collegata in modo direttamente causale al relativismo morale e alla perdita di fede nel sesto comandamento. L’attuale crisi ha fatto emergere la realtà dell’esistenza di vere e proprie reti omosessuali clericali nella Chiesa”.  
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

domenica 10 febbraio 2019

"Soldi" e "Abbi cura di me"

Non ci saremmo interessati al festival di Sanremo se non ne avessimo già ricevuto gli echi nelle discussioni con implicazioni che ci interpellano anche in ragione di un discusso verdetto: Vedi dal comunicato che segue di Maria Giovanna Maglie:
Mahmood ha vinto a Sanremo. Anche a calci se necessario
(terzo al televoto col 14%, la giuria della stampa ha clamorosamente ribaltato la scelta)
Un vincitore molto annunciato. Si chiama Maometto, la frasetta in arabo c'è, c'è anche il Ramadan e il narghilè, e il meticciato è assicurato. La canzone importa poco, Avete guardato le facce della giuria d'onore?
PS. Meticciato: Combinazione di elementi linguistici o culturali di diversa provenienza o natura. In questo caso privilegiato sulla qualità di una canzone. Per il resto, il razzismo è nella testa di chi legge e vorrebbe impedire il pensiero critico.
Io credo che, con tutto il rispetto per il giovane cantante che attendibilmente è stato e sarà ancora  strumentalizzato, è ripugnante che certa politica occupi con arroganza ogni ambito e che anche Sanremo diventi il moltiplicatore di una propaganda anti-italiana ma soprattutto anti-europea e anti-cristiana. E che anche un evento del genere diventi un agone politico.

Christotokos o Theotokos? Contro Nestorio - Padre Luca M. Genovese, FI

È ancora una volta la Vergine benedetta, nello splendore della sua divina Maternità, a debellare una sottile insidia teologica che a detta del grande sant’Agostino «avrebbe privato l’uomo del bene incommensurabile della salvezza».
L’eresia nestoriana, al pari di quella ariana, fu molto influente nella Chiesa anche a causa del suo principale diffusore, il vescovo patriarca di Costantinopoli, il famoso Nestorio, molto stimato e seguito in Oriente. Ancora oggi alcune Chiese cristiane si rifanno alla sua dottrina e prendono il nome di “Nestoriane”.
Chi era Nestorio? Un grande personaggio, sicuramente non alieno da meriti per la lotta contro altre eresie e per questo designato, sotto pressione dell’imperatore Teodosio II, come vescovo del principale centro orientale cristiano, la città di Costantinopoli, sede dell’Impero, voluta da Costantino da cui prese il nome. Nestorio era nato ad Efeso in Asia Minore e aveva avuto una profonda formazione teologica nella scuola di Antiochia dove si era formato pure il grande suo predecessore nella sede di Costantinopoli san Giovanni Crisostomo. 

sabato 9 febbraio 2019

Cardinale Müller: “Ecco il mio appello a difesa della vera fede”

Non è certo un caso che si moltiplichino appelli e riaffermazioni dei principi della fede cattolica. Ora appare anche quello del card. Gerhard L. Müller, già Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede dal 2012-2017. Non mi soffermo sull'analisi; ma lo metto e disposizione e lo esamineremo insieme. Qui la petizione di sostegno lanciata da LifeSiteNews.

Manifesto della Fede
«Non sia turbato il vostro cuore!» (Gv 14,1)

Dinanzi a una sempre più diffusa confusione nell’insegnamento della fede, molti vescovi, sacerdoti, religiosi e laici della Chiesa cattolica mi hanno invitato a dare pubblica testimonianza verso la Verità della rivelazione. È compito proprio dei pastori guidare gli uomini loro affidati sulla via della salvezza, e ciò può avvenire solamente se tale via è conosciuta e se loro per primi la percorrono. A proposito ammoniva l’Apostolo: «A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto» (1Cor 15,3). Oggi molti cristiani non conoscono più nemmeno i fondamenti della fede, con un pericolo crescente di non trovare più il cammino che porta alla vita eterna. Tuttavia, compito proprio della Chiesa rimane quello di condurre gli uomini verso Gesù Cristo, luce delle genti (vedi LG 1). In questa situazione, ci si chiede come trovare il giusto orientamento. Secondo Giovanni Paolo II, il Catechismo della Chiesa Cattolica rappresenta una «norma sicura per l’insegnamento della fede» (Fidei Depositum IV). Esso è stato scritto allo scopo di rafforzare i fratelli e le sorelle nella fede, una fede messa duramente alla prova dalla «dittatura del relativismo»[1].

venerdì 8 febbraio 2019

Cosa insegna la Chiesa cattolica sugli atti omosessuali? Una Lettera aperta a Papa Francesco

Una Coalition of Saint Athanasius (COSA), composta da un gruppo di Media cattolici di orientamento tradizionale, ha posto in questi giorni a papa Francesco una questione semplice ma diretta: Qual è l’insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica sugli atti omosessuali? Un gruppo di rappresentanti della Coalizione saranno a Roma per presentare la loro iniziativa in occasione del summit vaticano sugli abusi sessuali del 21-24 febbraio 2019. Riportiamo una traduzione italiana del testo (COSA’s Open Letter to Pope Francis at www.RestoreTheCatholicChurch.com)   

Lettera Aperta a Papa Francesco

Santità

Nella Festa della Conversione di San Paolo Apostolo e della Commemorazione di San Pietro, in quest’anno del Signore, 2019, i sottoscritti si rivolgono alla vostra augusta persona in veste di rappresentanti di una nuova coalizione di fedeli cattolici che cercano di portare ai piedi del Padre le cocenti preoccupazioni di figli e figlie.

Il dono della filiazione Divina. La fede cristiana: l’unica valida religione e unicamente voluta da Dio

Dichiarazione pubblicata anche da LifeSiteNews e da Corrispondenza Romana, cui vanno aggiungendosi molti siti e blog cattolici.

Dichiarazione di Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana (Kazakistan), in seguito al viaggio di papa Francesco negli Emirati Arabi.

La verità della filiazione Divina in Cristo, che è intrinsecamente soprannaturale, costituisce la sintesi di tutta la rivelazione Divina. La filiazione Divina è sempre un dono gratuito della grazia, il dono più sublime di Dio per l’umanità. Questo dono si ottiene, però, unicamente attraverso la fede personale in Cristo e attraverso la ricezione del battesimo, come insegnò il Signore stesso: «In verità, in verità Io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto» (Giov. 3, 5-7).

Mons. Conley, vescovo di Lincoln: Alcuni cardinali hanno opinioni "molto inquietanti" sulla moralità

Una delle poche voci fuori dal coro: toni prudenti e rispettosi ma nessuna remora nelle osservazioni basilari. Non possiamo fare a meno di registrarla, pescando com'è nostra abitudine, nell'orizzonte oltreconfine. Di seguito nella nostra traduzione dal Catholic Herald

Il vescovo di Lincoln, Nebraska, James Conley, ha dichiarato che nella Chiesa c’è “incertezza e confusione” sull’insegnamento morale, anche “ad un livello molto alto” della gerarchia.
Mentre ha lodato Papa Francesco, il vescovo ha anche discusso il ruolo del papato, dicendo che anche i papi “non possono ribaltare ciò che è stato insegnato infallibilmente”.
Le osservazioni del vescovo Conley sono apparse in un’intervista con il professor Robert George della Princeton University, che è inserita come un capitolo in un nuovo libro, Mente, Cuore e Anima: gli intellettuali e il cammino verso Roma.
Gli sono state chieste informazioni sulle divisioni all’interno della Chiesa ed ha risposto risposto che “All'interno della Chiesa sembrano esserci voci, alcune ad altissimo livello, che mettono in discussione alcune verità fondamentali sulla persona umana”. Il vescovo Conley, che presiede la sottocommissione dei vescovi statunitensi per la promozione e la difesa del matrimonio, ha specificato di riferirsi in particolare alle verità sul matrimonio e sulla sessualità.

Venerdì 8 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dalle «Catechesi» di
san Cirillo di Gerusalemme, vescovo
(Catech. 13, 1. 3. 6. 23; PG 33, 771-774. 779. 799. 802)

giovedì 7 febbraio 2019

Senza cristianesimo l'Europa perirà. Per mano dell'Islam - Agostino Nobile

Una riflessione di Agostino Nobile sulla introduzione in Europa di un nuovo crimine, l’islamofobia,  sottolineando il paradosso che, mentre i Paesi a cultura islamica sono fra i maggiori persecutori di cristiani, in Europa non si possono neppure sottolineare civilmente le caratteristiche reali dei testi sacri e le conseguente sociopolitiche (al di là di quelle spirituali) della teocrazia dell'islam. 

Milioni di cristiani perseguitati dall’islam? L’occidente corre ai ripari creando il neologismo ideologico “islamofobia” per criminalizzare la libertà di pensiero, di opinione e di espressione.
Come sappiamo, la legge sull’islamofobia è stata imposta dall’ONU e dai laicisti per proteggere i musulmani in occidente e tappare la bocca agli occidentali. Anche a leggere passi del Corano, diciamo così: poco edificanti, s’incorre alla persecuzione legale e nella ghigliottina mediatica. La cosa diventa ancora più paradossale leggendo i dati annuali delle persecuzioni anti-cristiane nel mondo. Nella classifica, dopo la comunista Corea del Nord, si trovano i paesi musulmani. Secondo il rapporto annuale del World Watch List 2018, il numero dei cristiani perseguitati nel mondo sono oltre 215 milioni (secondo Porte Aperte 245 milioni). Nelle “top ten” abbiamo Afghanistan, Eritrea, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan, Pakistan e Yemen. L’Arabia Saudita è esclusa dalla lista, perché i cristiani e le chiese, semplicemente, non esistono. 

Se anche la Chiesa diventa positivista

Il tema dell’immigrazione è il campo decisivo, non l’unico ma certamente quello più denso di implicazioni, per la difesa dell’identità europea e delle sue singole identità nazionali.
Se da un lato, nell’attuale prospettiva immigrazionista, si vede all’opera una linea anti-identitaria, anti-tradizionalista, anti-occidentale ovvero terzomondista, tendenzialmente totalitaria di ispirazione marxista, anti-cristiana eppure paradossalmente oggi sostenuta anche da larghi settori della Chiesa, dall’altro lato si assiste a una convergenza fra linee di pensiero storicamente differenti che, per una esigenza storica del presente, si trovano affiancate nella critica delle teorie immigrazioniste. Queste tendenze, ciascuna delle quali conserva intatta la peculiarità e l’autonomia che le deriva dalla propria tradizione, trovano in una concezione identitaria il punto di raccordo. Fra queste spiccano la linea del liberal-conservatorismo e quella del tradizionalismo cattolico, impegnate in uno sforzo comune. 

mercoledì 6 febbraio 2019

Il Trattato franco-tedesco, ovvero la strategia di demonizzazione dei cosiddetti “eurofobi” da parte degli europeisti

Per approfondire, perché il nuovo trattato franco-tedesco poggia su concetti e iniziative che rischiano di passare sulle nostre teste, mettendoci di fronte alla strategia del fatto compiuto quanto a conseguenze. Noi ne abbiamo parlato qui, mentre ora, nella nostra traduzione, riprendiamo sul tema l'ultimo articolo di Alexadre Del Valle, geopolitico, docente e saggista.
Denunciato da alcuni come la liquidazione della sovranità francese, lodato da altri che accusano l'“estrema destra” di diffondere fake news, l'accordo è quanto meno controverso. Tanto se si è “europeisti” convinti come se si è “sovranisti” dalla testa ai piedi, è comunque vero che il documento ha di che lasciare perplessi. La voglia di sfidare la “gente che comanda” incarnata dagli infaticabili “gilets gialli” non rischia certo di placarsi di fronte a quello che ha tutta l'aria di essere l'ennesimo accordo firmato “alle spalle” dei cittadini, esattamente come quello di Marrakech [qui ; il global-compact qui - qui da noi stornato ma non dalla Francia]. In che consiste dunque questo documento e cosa include? Pur non comportando l'annessione dell'Alsazia – come si è arrivati a leggere sulle reti sociali –, esso ha pur sempre a che vedere con l'Europa. E molto più. Alexandre Del Valle analizza qui i principali aspetti problematici del trattato e il modo in cui le persone che vi si oppongono vengono sistematicamente demonizzate per mezzo della reductio ad Hitlerum.

Il Trattato franco-tedesco, ovvero la strategia di demonizzazione dei cosiddetti “eurofobi” da parte degli europeisti
Alexandre Del Valle – 25 gennaio 2019

In base ai termini stessi dell'accordo, l'obiettivo sarebbe quello di rafforzare la collaborazione franco-tedesca negli “ambiti della politica economica; della politica estera; della sicurezza; dell'educazione e della cultura; della ricerca e della tecnologia; del clima e dell'ambiente e della collaborazione tra le regioni di confine e tra le società civili”. La prima domanda che sorge è la seguente: ci troviamo di fronte a un progetto ambizioso o a uno sfoggio di belle parole?

L’inganno dei tempi morti

Editoriale di Radicati nella fede, anno XII - n° 2 - febbraio 2019

C’è una sensazione strana, ci tocca vivere in un clima strano, quasi sospeso, dove sembra che non accada niente.
Il Limbo è stato frettolosamente accantonato dalla teologia cattolica e, ironia della sorte, sembra quasi di vivere in una sorta di limbo della vita della Chiesa, nel quale tutto è fermo.
Le speranze in un ritorno della Chiesa Cattolica alle sue antiche glorie sono ormai da tempo spente, mentre i fautori della primavera del Concilio, sempre più vecchi di età e forse anche nell’animo, stancamente propinano le lodi di una stagione della Chiesa che sarà registrata negli annali come la più grande catastrofe del cristianesimo mai vista.
E’ un tempo sospeso quello che si avverte, un tempo sospeso dove però, a forza di inerzia, la rivoluzione distruttrice del Cattolicesimo sta compiendosi nelle nostre terre. Gli ottuagenari figli del Concilio impazziscono nel loro vuoto di fede, ed esprimono la loro follia riformando il nulla che è rimasto: cambiare, cambiare, per convincersi di esserci ancora e per credere di contare ancora qualcosa per questo mondo!

martedì 5 febbraio 2019

La buona politica deriva da Dio, così si governa una polis

Dalla felice esperienza della Scuola di Dottrina sociale della Chiesa [vedi] promossa dall’Osservatorio Van Thuan e dalla Nuova Bussola Quotidiana nasce un volume edito da Cantagalli che raccoglie i testi scritti dei dodici insegnamenti impartiti dall’arcivescovo Giampaolo Crepaldi. Per riaffermare che "l’autorità si fonda e si legittima in quanto opera per il bene, ma il bene è a sua volta garantito solo da Dio".
- ISCRIVITI AL VIDEO CORSO DI DOTTRINA SOCIALE (2a PARTE) 
Dalla felice esperienza della Scuola di Dottrina sociale della Chiesa promossa dall’Osservatorio Van Thuan e dal giornale on-line Nuova Bussola Quotidiana nasce ora un volume edito da Cantagalli che raccoglie i testi scritti dei dodici insegnamenti impartiti dall’arcivescovo Giampaolo Crepaldi in altrettante video-lezioni trasmesse sul sito della Nuova Bussola Quotidiana (G. Crepaldi, Lezioni di Dottrina sociale della Chiesa, Cantagalli, Siena 2018, pp. 148, euro 15 – richiedere a: info@vanthuanobservatory.org).

Il volume si presenta con un chiaro profilo didattico con i dodici capitoli che lo compongono a coincidere con le dodici lezioni divise in due sessioni secondo lo schema classico delle Scuole di Dottrina sociale curate dall’Osservatorio da anni in diversi luoghi d’Italia.

Uno studioso gesuita esprime il suo giudizio sulla prossima visita papale negli Emirati Arabi Uniti

Nella nostra traduzione dal National Catholic Register, un articolo di Edward Pentin, pubblicato il 31 gennaio scorso, prima del viaggio, le cui sorprese abbiamo commentato a caldo qui, riservandoci di un'analisi più accurata in base al testo completo del Documento firmato ad Abu Dhabi, con crescente costernazione e sofferenza per la situazione gravissima nella nostra Chiesa. 

Padre Henri Boulad, di origini egiziane, afferma che la storica visita offrirà una “preziosa opportunità” per affrontare “argomenti spinosi”, ma esorta Papa Francesco ad assumere un atteggiamento più realista nei confronti dell'islam.
Quando Papa Francesco arriverà ad Abu Dhabi domenica, diventerà il primo papa della storia ad aver messo piede nella Penisola Araba. L'evento chiave della visita dei giorni 3-5 febbraio è un “Incontro della Fraternità Umana” di leader religiosi, finalizzata alla promozione dei valori della fratellanza e del dialogo pacifico.
Per il Padre gesuita melchita Henri Boulad, la visita potrebbe segnare un “passo avanti nelle relazioni tra cristiani e musulmani”, purché il Santo Padre sollevi “argomenti decisamente delicati” che riguardano la regione.
Esperto dell'islam e autore di circa 30 libri pubblicati in 15 lingue, il 19 gennaio Padre Boulad ha confidato via mail al corrispondente romano del Register Edward Pentin di aspettarsi che il papa esorti le nazioni arabe ad assumersi le loro responsabilità per accogliere migranti musulmani provenienti da nazioni come l'Iraq e la Siria, ma ha anche espresso l'auspicio che il Santo Padre cambi la sua posizione sull'islam, definendo il suo approccio “sin troppo ingenuo e angelico”.

lunedì 4 febbraio 2019

Una pace che rinnega Cristo e la nostra Fede, senz'alcun anelito di evangelizzazione, è il suicidio della Chiesa cattolica cui non è estraneo quello della nostra civiltà

Riporta La Repubblica: Il Papa ad Abu Dhabi: "Senza libertà religiosa non si è fratelli ma schiavi" Purtroppo è la libertà religiosa conciliare [qui] delle religioni tutte uguali.
Aveva esordito col dire, "dimenticando" che negli Emirati vige la dura legge della Sharia: «Sono felice di poter visitare, tra pochi giorni, il vostro Paese, terra che cerca di essere un modello di convivenza, di fratellanza umana e d’ incontro tra diverse civiltà e culture, dove molti trovano un posto sicuro per lavorare e vivere liberamente, nel rispetto delle diversità».
Mi scrive un lettore che oggi, ad Abu Dhabi, nel corso del saluto ufficiale, molti cardinali hanno nascosto il Crocifisso. Del resto, come già quello della visita in Marocco [qui] risulta eloquente anche il logo della visita negli Emirati Arabi Uniti. Non penso sia casuale che sia una semplice colomba della pace con i colori della bandiera degli Emirati mentre è totalmente assente la croce. Le stesse Fonti vaticane hanno dichiarato senza remore che la croce manca per la scelta deliberata di non urtare la suscettibilità degli ospitanti islamici. 
Il che sembra confermare la natura laica e non religiosa - da militante pacifista più che da portatore della vera Pace che solo Cristo Signore può dare - dell’orientamento di Bergoglio, che ha concluso l'incontro internazionale interreligioso firmando a sorpresa un  “ Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la convivenza comune” (immagine a lato), insieme allo Sheikh Ahmed al Tayyeb, Grande Imam di Al Azhar. Nella dichiarata convinzione che sia un valido strumento per attestare davanti al mondo che “La fede porta il credente a vedere nell’altro un fratello da sostenere e da amare”, e che “Dalla fede in Dio, che ha creato l’universo, le creature e tutti gli esseri umani – uguali per la Sua Misericordia –, il credente è chiamato a esprimere questa fratellanza umana, salvaguardando il creato e tutto l’universo e sostenendo ogni persona, specialmente le più bisognose e povere”.
Ma non ci è stato insegnato - e così è - che prima di essere fratelli siamo figli nel Figlio e che tali non si nasce ma si diventa con il sacramento del Battesimo? E dunque la vera fratellanza è in Cristo. Se qualcuno - e ahimè persino il papa - invoca una fratellanza orizzontale, qual è la funzione, la ragion d'essere della Chiesa? Per quale ragione Cristo si è incarnato, è morto sulla Croce, è risorto, è asceso al cielo, ha inviato il Suo Spirito e ha fondato e costituito la Chiesa col compito di insegnare, guidare e santificare i Suoi  attraverso atti di potenza dall’alto (i Sacramenti), che accompagnano il cristiano per tutta la vita perché in lui si produca quell’effetto che nessun’altra azione esteriore potrebbe produrre e dovrebbe essere testimoniato e annunciato a tutte le genti?
Quella di Bergoglio, invece, non è altro che la nuova teologia della “Fratellanza Universale” della nuova religione sincretista del mondialismo [vedi]. La stessa salvaguardia del creato e il sostegno dei poveri - che peraltro non sono il fine primario dell'uomo che è il quaerere Deum - non possono realizzarsi davvero se non sono conseguenza delle opere che nascono da cuori redenti. Il fraintendimento ha radici prossime e remote e nasce dall'erronea affermazione che "preghiamo lo stesso Dio", attribuita ai monoteismi, ripetutamente confutata chiaro e forte [qui - qui - qui].
Una pace che rinnega Cristo e la nostra Fede, senz'alcun anelito di evangelizzazione, cos'è se non il suicidio della Chiesa cattolica cui non è estraneo quello di questa Europa relativista ed islamofila, che condivide la follia di legittimare l’islam come religione (ignorando che è una teocrazia conquistatrice) e di favorire l’islamizzazione della stessa Europa?
E che dire se colui che dovrebbe comportarsi come Vicario di Cristo in terra si rivela sempre più come il promotore di una “Religione Mondiale Unificata” [qui], che ora sembrerebbe coagularsi intorno all’oscena alleanza tra una Chiesa irriconoscibile e l’islam maggioritario sunnita? 
E come non sentirsi alieni da questi orientamenti, totalmente incompatibili con le nostre leggi, con le regole su cui si fonda la convivenza civile, con i valori cristiani che sostanziano la nostra fede e poi anche la nostra civiltà? E come non sentirsi ancora una volta traditi da colui che dovrebbe confermarci nella fede?