sabato 30 settembre 2017

Bologna, pranzo in Basilica. Profanazione ingiustificabile

In un commento di qualche giorno fa un lettore aveva segnalato che, in occasione della visita del papa alla diocesi di Bologna fissata per domani 1 ottobre, è previsto il pranzo in san Petronio. Con la sua accorata denuncia chiedeva supporto; ma, presi dalla cronaca incalzante, non abbiamo dato risalto a questa ignobile profanazione del luogo sacro. 
Ora trovo su Facebook l'immagine a lato, che grida vendetta con tutta la sua eloquente efficacia. Purtroppo l'esempio negativo non manca se pensiamo al pranzo di Natale con i poveri organizzato da anni dalla Comunità di San Egidio in Santa Maria in Trastevere a Roma. Ma risulta che l'iniziativa di Bologna è ancor più dissacratoria. Intanto non sarà un pranzo con i poveri in quanto vi parteciperanno i responsabili e dipendenti di varie associazioni caritative della diocesi (e comunque, poveri o non poveri, ci sono locali più consoni) ma si parla persino della installazione di bagni chimici... Horros ecclesiae conciliaris!
Lo scempio dei luoghi sacri e delle celebrazioni liturgiche non solo continua, ma tende ad aggravarsi. E a nulla conta che il Codice di Dicritto Canonico sancisca: «Tutti coloro cui spetta, abbiano cura che nella chiesa sia mantenuta quella pulizia e quel decoro che si addicono alla casa di Dio, e che sia tenuto lontano da esse tutto ciò che è alieno dalla santità del luogo.» (Can. 1220 - §1). E la santità del luogo da altro non è data se non dal culto divino a cui esso è ordinato.  Una ennesima scivolata lungo la china che elimina la distinzione tra sacro e profano, con l'ovvia conseguenza di privare il profano di quanto lo eleva e lo trasforma perché lo orienta e lo apre  al Signore.

Il Cardinale Müller parla su 'Amoris laetitia' i 'Dubia' e il Vaticano

Ampia intervista rilasciata il 28 settembre scorso dal card. Gerhard Müller, ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, a Edward Pentin, del National Catholic Register. Su alcuni punti si lascia andare, su altri è più che prudente.

Eminenza, il mese scorso è stato riferito  che, dal 2013, non è stata intrapresa alcuna azione contro i teologi dissidenti. È vero? 

Questa osservazione non è corretta. L'approccio della Congregazione per la Dottrina della Fede secondo i cambiamenti del Concilio Vaticano II è in primo luogo quello di promuovere e, in secondo luogo quello di difendere la fede. In alcuni casi agiamo come tribunale per i delitti contro la fede e la morale. Ma nel mio tempo ci sono stati casi in cui avevamo innanzitutto un dialogo con alcuni teologi per risolvere i problemi in modo fraterno. Ma credo che non ci sia stato assolutamente alcun cambiamento nel ruolo della congregazione. Deve continuare a difendere la fede contro le eresie, gli scismi e altri delitti contro l'unità della Chiesa e la santità dei sacramenti, secondo la costituzione apostolica Pastor Bonus (1988). 

Per autorità e non per giurisdizione. Sintesi e breve commento della Correctio filialis

Riprendo da Vigiliae Alexandrinae.

A pochi giorni dalla pubblicazione della Correctio filialis de haeresibus proponiamo qui di seguito una sintesi e un breve commento del documento, anche con lo scopo di illustrare l'inconsistenza di alcune prese di posizione critiche.

La pubblicazione della Correctio filialis nel giorno di Santa Maria della Mercede e della Santa Vergine di Walsingham 

La Correzione filiale che, sotto forma di una lettera intitolata Correctio filialis de haeresibus propagatis fu consegnata al Santo Padre l’11 agosto 2017, è stata pubblicata, in seguito al protratto silenzio del Papa, domenica 24 settembre, nel giorno della Festa della Vergine della Mercede e della Vergine di Walsingham. La prima invocata per la redenzione dei Cristiani caduti nella schiavitù degli eretici e del dominio dell’eresia e la seconda come perpetuo baluardo dell’ortodossia cattolica in un paese attraversato dagli errori del protestantesimo di Stato.

venerdì 29 settembre 2017

Il cardinale Parolin parla di 'dialogo' con i firmatari della Correctio. Il papa reitera la comunicazione indiretta

(ANSA) - ROMA, 28 SET - "Ѐ importante dialogare anche all'interno della Chiesa". Così il Segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, commenta la lettera di un gruppo di studiosi che accusa il Papa di eresie. "Le persone che non sono d'accordo esprimono il loro dissenso ma su queste cose si deve ragionare, cercare di capirsi", ha detto a margine della conferenza di Acs sui cristiani iracheni.
Lo stesso Cardinale Müller, ex Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, ha proposto all'inizio di questa settimana che un'impasse tra il papa e coloro che hanno riserve gravissime sul suo insegnamento potrebbe essere risolta dal lui stesso nominando un gruppo di cardinali per una "disputa teologica" con rappresentanti dei Dubia e della Correzione. Segno che dissenso è serio e non più ignorabile; è evidente che si è entrati in una fase decisiva. Ma resta la difficoltà di fondo.

Com'è possibile dialogare con sofismi e manipolazioni?
Anche il papa ha detto la sua, attraverso la solita comunicazione indiretta, notoriamente malsana di per sé proprio perché indiretta e, inoltre, da cattedre inadeguate perché informali (articoli, interviste). La Stampa [qui] informa che Bergoglio ha affrontato le critiche alla sua esortazione apostolica sulla famiglia, «Amoris laetitia», nel corso di un colloquio riservato con i gesuiti locali avvenuto nel corso del suo recente viaggio in Colombia pubblicato sul prossimo numero de La Civiltà Cattolica. rispondendo ad una domanda su cosa si aspetta dalla riflessione filosofica. Nell'occasione ha affrontato le critiche all'AL che, oltre alla Correctio [qui] e a innumerevoli interventi [qui], ha sollevato i dubia di quattro cardinali (rimasti ora in due) - dicendo: «Approfitto di questa domanda per dire una cosa che credo vada detta per giustizia, e anche per carità...».

Oggi ricordiamo i Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

La ricorrenza di oggi è ricordata qui. Di seguito riprendiamo uno stralcio della
Omelia di Benedetto XVI in occasione dei Santi Arcangeli nel 2007

“...guardiamo le figure dei tre Arcangeli la cui festa la Chiesa celebra oggi. C’è innanzitutto Michele. Lo incontriamo nella Sacra Scrittura soprattutto nel Libro di Daniele, nella Lettera dell’Apostolo san Giuda Taddeo e nell’Apocalisse. Di questo Arcangelo si rendono evidenti in questi testi due funzioni. Egli difende la causa dell’unicità di Dio contro la presunzione del drago, del "serpente antico", come dice Giovanni. È il continuo tentativo del serpente di far credere agli uomini che Dio deve scomparire, affinché essi possano diventare grandi; che Dio ci ostacola nella nostra libertà e che perciò noi dobbiamo sbarazzarci di Lui. Ma il drago non accusa solo Dio. L’Apocalisse lo chiama anche "l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusa davanti a Dio giorno e notte" (12, 10). Chi accantona Dio, non rende grande l’uomo, ma gli toglie la sua dignità. Allora l’uomo diventa un prodotto mal riuscito dell’evoluzione. Chi accusa Dio, accusa anche l’uomo. La fede in Dio difende l’uomo in tutte le sue debolezze ed insufficienze: il fulgore di Dio risplende su ogni singolo. È compito del Vescovo, in quanto uomo di Dio, di far spazio a Dio nel mondo contro le negazioni e di difendere così la grandezza dell’uomo. E che cosa si potrebbe dire e pensare di più grande sull’uomo del fatto che Dio stesso si è fatto uomo? L’altra funzione di Michele, secondo la Scrittura, è quella di protettore del Popolo di Dio (cfr Dn 10, 21; 12, 1). Cari amici, siate veramente "angeli custodi" delle Chiese che vi saranno affidate! Aiutate il Popolo di Dio, che dovete precedere nel suo pellegrinaggio, a trovare la gioia nella fede e ad imparare il discernimento degli spiriti: ad accogliere il bene e rifiutare il male, a rimanere e diventare sempre di più, in virtù della speranza della fede, persone che amano in comunione col Dio-Amore.

don Giorgio Ghio. Comunione sulla mano?

Una sorta di “deformazione professionale” mi ha abituato a considerare ogni fenomeno della vita ecclesiale (tanto più se controverso) in modo sistematico, cioè con argomenti di fede e di ragione fondati sulla divina Rivelazione. Il fatto di essere creatura dotata di intelletto e quello di aver ricevuto l’inestimabile quanto immeritato dono della fede pone a qualsiasi cattolico – tanto più a un prete che si occupa di teologia – l’obbligo morale di farne uso, e un uso possibilmente retto. Tale responsabilità incombe in modo particolarmente pressante sui pastori d’anime, che dovranno render conto a Dio della propria e dell’altrui salvezza o perdizione.

Come tutti i saggi teologici oggi in circolazione, anche questo breve schizzo si apre con una rapida contestualizzazione storica. La prassi di distribuire la santissima Eucaristia sulla mano, attualmente, non risale a petizioni popolari in tal senso né a un movimento “dal basso”, ma va di fatto ascritta all’iniziativa con cui le conferenze episcopali hanno fatto istanza alla Santa Sede per ottenere la relativa autorizzazione in deroga alla norma che prescrive la somministrazione in bocca. Il richiamo alle fonti patristiche, normalmente addotto a sostegno, non tiene conto del fatto che si tratta di testimonianze isolate con cui non si può provare che la distribuzione dell’Eucaristia sulla mano fosse anticamente una prassi costante e universale.

Venerdì 29 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Di fronte all’azione instancabile dei nemici di Cristo, che si palesano sempre più numerosi anche tra coloro che dovrebbero guidare i fedeli, non dimentichiamo il nostro impegno nella preghiera di riparazione. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, concludiamo la lettura di San Cirillo di Gerusalemme. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 28 settembre 2017

Perché ho firmato la Correctio filialis - Mons. Bernard Fellay

Dopo la pubblicazione, Domenica 24 settembre 2017, della Correctio filialis redatta da 62 chierici e universitari laici che rilevano sette proposizioni eretiche nell’esortazione apostolica Amoris laetitia, il servizio FSSPX.Attualités ha chiesto a Mons. Bernard Fellay, Superiore generale della Fraternità San Pio X, per quale ragione ha firmato questo documento.

Perché ha dato il suo sostegno alla Correctio filialis ?
Mons. Fellay: Questa iniziativa filiale da parte di chierici e universitari laici, turbati dalle proposizioni eterodosse di Amoris laetitia, è importante. L’insegnamento di Cristo sul matrimonio non può essere surrettiziamente cambiato, col pretesto che i tempi cambiano e che la pastorale vi si deve adattare, fornendo i mezzi per aggirare la dottrina.
Io comprendo che gli autori della Correctio filialis possano essere sconvolti da tutte le divisioni causate da Amoris laetitia, dalle spiegazioni che il Papa ha fornito su questo documento in dichiarazioni recenti, dalle sue dichiarazioni sulla figura di Lutero… Ormai in certi paesi i vescovi accettano la comunione dei divorziati civilmente risposati, in altri la rifiutano. Forse che la morale cattolica è a geometria variabile? La si può sottomettere ad interpretazioni contraddittorie?

S.Messa Tradizionale a Lugano: cambiamento di orario

Presso la chiesa di S.Carlo a Lugano, via Nassa, si celebra la S.Messa Tradizionale in ogni prima domenica del mese da settembre a giugno (compreso).
Dalla prossima domenica in poi, cioè dal 1° ottobre, vi sarà un cambiamento di orario: 
non più come finora alle 16.00, ma alle 17.30.

Di conseguenza la prova di canto per la schola cantorum, che avviene 3/4 d'ora prima in sagrestia, viene spostata alle 16.45. 

Le altre prove si svolgono settimanalmente ogni venerdì alle 17.45 a Massagno. Chiunque è benvenuto! 
Basta annunciarsi o direttamente in chiesa o facendosi conoscere a questo indirizzo web

Anche la Santa Vergine Maria ci dona la vita - Danilo Quinto

Per 54 anni, dal 1664 al giorno della sua morte, avvenuta nel 1718, Benoît Rencurel, Benedetta, laica, del terz’Ordine di san Domenico, fondatrice del Santuario di Notre Dame Du Laus – in lingua occitana significa Nostra Signora del Lago - incontrò e parlò con la Santa Vergine Maria. Queste apparizioni sono state riconosciute dalla Chiesa nel 2008 e a Laus - che si trova sulle Alpi Marittime del Delfinato francese ed è poco distante da un altro luogo celebre di apparizioni, La Salette - la Madre di Dio è venerata come rifugio dei peccatori e Madre della riconciliazione.

La valle dell’Avance, dove si trovava il paese natale di Benedetta, Saint-Étienne d’Avançon, era al confine tra le diocesi di Gap e di Embrun; dipendeva dall’arcidiocesi di Embrun e, per taluni affari giudiziari, dal distretto di Gap, che a sua volta dipendeva da Grenoble. Nel secolo precedente, il territorio di Gap e quello di Embrun erano stati raggiunti dal calvinismo. Guillaume Farel, teologo, riformatore della Svizzera francese, nonché predecessore e collaboratore di Giovanni Calvino, era proprio originario di Gap, dove i protestanti costituivano una minoranza influente, formata soprattutto da magistrati e da medici. La città di Gap, che su circa 4mila abitanti contava 800 protestanti, fu conquistata dalle armate protestanti nel 1562 e riconquistata nel 1567 e nel 1577.

Il triste mercato della maternità moderna

Biblioteca Ambrosiana, Milano
Giovedì 28 Settembre 2017 - ore 15/18.30

CORE cerchera’ di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla realta’ dei vari aspetti della riproduzione assistita – in particolare la compra-vendita di ovuli e sperma, e l’affitto di utero – secondo prospettive nuove che saranno trattate da esperti di vari ambiti.

mercoledì 27 settembre 2017

Ecco perché nessun cardinale ha firmato la "correzione filiale"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews un articolo che spiega i motivi della mancata firma della Correzione filiale da parte di cardinali e vescovi.

Dopo l'uscita della storica "correzione filiale" al papa nel fine settimana, molti cattolici si sono chiesti con preoccupazione perché nessun cardinale abbia apposto la sua firma.

In particolare il cardinale Raymond Burke, dopo la mancata risposta di Papa Francesco all'invito di chiarire Amoris Laetitia, aveva annunciato pubblicamente una imminente "correzione formale" da parte dei cardinali. Allora perché non ha firmato questa "correzione filiale "?
La risposta fondamentale è sono gli studiosi e i pastori che hanno promosso l'iniziativa che hanno scelto di non chiedere l'adesione dei cardinali. "Volevamo che fosse un'iniziativa indipendente", ha detto il portavoce Dr. Joseph Shaw a LifeSiteNews. "Abbiamo preso la decisione di non includere i cardinali". E nello stesso tempo smentisce tutte le voci - apparse sui social media - che ci fossero dei prelati ad agire dietro le quinte, dichiarando: "Vogliamo chiarire che il cardinale Burke non è assolutamente coinvolto in questa iniziativa".

1 ottobre. Santa Messa Tradizionale a Torino

Domenica 1 ottobre 2017 -  ore 18.00 
Chiesa parrocchiale del Beato Pier Giorgio Frassati 
Via Pietro Cossa n. 280/2, Torino (tel. 011.455.14.30).

A cura dell'Associazione Introibo ad altare Dei, sarà celebrata la s. Messa nel Rito Romano Antico (Messale latino di S. Giovanni XXIII del 1962).

Chi ha detto che la Chiesa deve adeguarsi ai segni dei tempi? - Agostino Nobile

Prima regola: demonizzare. Come? Quando non si hanno argomentazioni sufficienti per controbattere, diffama il tuo  interlocutore accusalo di essere fascista, razzista, retrogrado, ecc... Da qualche anno nel mondo cattolico viene usato il neologismo tradizionalista. È diventato un marchio infamante contro chi non si adatta alla politica vaticana. In passato, generalmente per motivi politici, nella Chiesa si sono alternati oltre quaranta papi e antipapi, ma raramente il fedele è stato costretto a scegliere tra la Dottrina e la rilettura sui fondamenti evangelici teorizzata da un papa. Per questo motivo stiamo assistendo a un cortocircuito che sta procurando una  crisi di nervi senza precedenti nella cattolicità, minando le basi stesse della Chiesa. 

martedì 26 settembre 2017

Avviso per la firma della 'Correctio'

All'indirizzo qui sotto è possibile firmare una petizione a sostegno della Correctio filialis de haeresibus propagatis. Per ogni firma, una mail viene inviata in Vaticano. Il promotore Steve Skojek spera di sommergere la casella di posta vaticana di mail. Al momento in cui scrivo, in meno di due giorni effettivi, ha già raccolto più di 7.300 firme.
Ѐ un'iniziativa efficace anche dal punto di vista mediatico (forse il migliore), perché dà conto di quanti sono i firmatari, e quindi di qual è il supporto "di popolo" alla Correzione.

E per chi volesse aggiungere il proprio nome (se in qualche modo qualificato) ai primi firmatari della lettera, lo può fare scrivendo a: info@correctiofilialis.org 

Reazioni alla Correzione Filiale: La Politica calpesta la Teologia

Traduciamo da OnePeterFive. Conciso ed efficace come sempre.

Queste reazioni alla Correzione Filiale, tutte squisitamente politiche, tradiscono un altro aspetto. È come se tutti questi negazionisti non credessero seriamente, o non credessero del tutto, nella componente soprannaturale della fede Cattolica. Cosa alla quale gli autori del documento, invece, evidentemente credono.
Immaginate un uomo, in una posizione di spicco e con un importante curriculm accademico; un uomo autorevole, un consacrato, un uomo la cui parola è ascoltata dal Papa. Quest’uomo vi dice che, a volte, 2+2=5. L’affermazione di quest’uomo può essere vera in ragione del suo status?

Immaginate ora un bambino, povero e senza i benefici di alcuna istruzione, un orfanello abbandonato, dire a quest’uomo importante: “Signore no, 2+2 fa sempre 4, anche per Dio stesso il quale non cambia la Verità”.

L'eresia luterana di Papa Francesco - Paolo Pasqualucci

Crisi della Chiesa : L’eresia luterana di Papa Francesco

Ricordiamo ancora tutti l’elogio di Papa Francesco a Martin Lutero. L’anno scorso, parlando a braccio con i giornalisti durante il volo di ritorno dalla sua visita in Armenia, rispondendo ad una domanda sui rapporti con i luterani nell’imminenza del 500mo anniversario della Riforma, pronunciò in italiano le seguenti parole, mai smentite:
“Io credo che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate. In quel tempo la Chiesa non era proprio un modello da imitare, c’era mondanità, c’era attaccamento ai soldi e al potere.  E per questo lui ha protestato. Poi era intelligente ed ha fatto un passo in avanti, giustificando il perché facesse questo. Ed oggi luterani e cattolici, con tutti i protestanti, siamo d’accordo sulla dottrina della giustificazione: su questo punto tanto importante lui non aveva sbagliato.  Lui ha fatto una “medicina” per la Chiesa, poi questa medicina si è consolidata in uno stato di cose, in una disciplina etc.”[1].

lunedì 25 settembre 2017

Un'iniziativa che ha smosso le acque. Speriamo non solo quelle torbide.

Vatican Insider apre, sulla Correctio filialis de haeresibus propagatis con un titolone ad effetto e contenuti al vetriolo, all'evidente scopo di stornare l'attenzione dalla limpida pregnanza dei contenuti e alimentare la campagna diffamatoria nei confronti di studiosi e fedeli che non sono «contro» nessuno, tanto meno del Papa, ma pensano e si esprimono « per » amore della verità. 

L'Autore presenta, capziosamente, la correzione filiale come se fosse la «correzione formale» attesa da parte dei 4 e ora 2 cardinali firmatari dei Dubia.  Si tratta invece di una iniziativa del tutto diversa. Scrive: «...è stata pubblicata la preannunciata 'correzione formale' a Papa Bergoglio per i presunti errori contenuti nell'esortazione post-sinodale AL. Ma a sorpresa il documento, che secondo quanto affermato da chi l'ha pubblicato è stato consegnato a Francesco l'11 agosto, non contiene le firme di cardinali...». Può parlare qui di «sorpresa» per l'assenza della firma di cardinali solo chi sta spacciando il documento per la «correzione formale» cardinalizia preannunciata e, a quanto si sa, per nulla tramontata. Inoltre il documento va ben oltre i Dubia, anche se non li ignora.

Le due risposte alla 'Correzione': sminuire, etichettare, ghettizzare e il silenzio del papa, inaccettabile

La reazione di Marco Tosatti a Vatican Insider. La pubblico ricordando anche la nostra. Non tutti hanno abbandonato la ragionevolezza portando il cervello e il cuore all'ammasso o all'adulazione ideologica o strumentale. Approfitto per inserire l'indice della nutrita serie di interventi su Amoris Laetitia.

Le due risposte alla 'Correzione':
sminuire, etichettare, ghettizzare e il silenzio del papa, inaccettabile

Primum, denigrare. Affibbiare all’avversario un’etichetta che comunque lo ponga in difficoltà rispetto all’opinione pubblica, lo collochi sulla difensiva. È un artificio retorico vecchio come il mondo e ben lo conosce la Chiesa. Così a fronte di un evento sicuramente eccezionale, ed eccezionalmente sofferto, come la correzione filiale firmata – per ora – da 62 personalità del mondo cattolico, laici e sacerdoti (cardinali e vescovi, ci dicono, sono stati volontariamente esclusi) abbiamo due reazioni. La prima, su cui torneremo, da parte del diretto interessato: il silenzio.

La seconda, dei suoi uomini di mano, o di penna, o di computer, o di TV, se preferite: sminuire, etichettare in forma ghettizzante, far capire che si tratta di povera gente, di (orrore!) destra; non ha firmato anche mons. Fellay, il capo dei lefebvriani? Altra reazione: preghiamo per loro, poverini, che osano dire che il papa può scrivere cose sbagliate! Non è possibile: il papa, è lui che definisce eretico qualcuno! Come potrebbe scrivere cose sbagliate? Lasciamo a chi ne sa più di noi confutare questa tesi, che sembra attribuire al papa, sempre, comunque e dovunque, prerogative di cui non dispone e che nessuno ha mai rivendicato. Ma osserviamo che negli articoli di critica, più o meno velata all’iniziativa, manca – rigorosamente – un elemento: la valutazione se quello che viene detto nella correzione formale abbia senso, o non ce l’abbia.

domenica 24 settembre 2017

Correctio filialis de haeresibus propagatis - Testo integrale

Testo integrale
Correctio filialis de haeresibus propagatis

16 luglio 2017,
Festa della Madonna del Carmine
Beatissimo Padre,

con profondo dolore, ma mossi dalla fedeltà a Nostro Signore Gesù Cristo, dall’amore alla Chiesa e al papato, e dalla devozione filiale verso di Lei, siamo costretti a rivolgerLe una correzione a causa della propagazione di alcune eresie sviluppatesi per mezzo dell’esortazione apostolica Amoris laetitia e mediante altre parole, atti e omissioni di Vostra Santità.

Ci è consentito fare questa correzione in virtù della legge naturale, della legge di Cristo e della legge della Chiesa, tre cose che Vostra Santità è chiamato dalla divina Provvidenza a proteggere. Dalla legge naturale: poiché come gli inferiori per natura hanno il dovere di obbedire ai loro superiori in tutte le cose previste dalla legge, così essi hanno il diritto di essere governati secondo la legge e pertanto di insistere, qualora ci fosse bisogno, che i loro superiori così governino. Dalla legge di Cristo: poiché il suo Spirito ispirò l’apostolo Paolo di rimproverare Pietro in pubblico quando quest’ultimo non agì secondo la verità del Vangelo (Gal 2). San Tommaso d’Aquino nota che questo rimprovero pubblico di un inferiore al superiore fu lecito in ragione dell’imminente pericolo di scandalo concernente la fede (Summa Theologiae 2a 2ae, 33, 4 ad 2) e la “Glossa di Sant’Agostino” aggiunge che, in quell’occasione, «Pietro stesso diede l’esempio ai superiori di non sdegnare di essere corretti dai sudditi, quando capitasse loro di allontanarsi dalla giusta via» (ibid).
Anche la legge della Chiesa ci costringe a ciò, poiché afferma che «i fedeli […]in modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, […] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa» (Codice di Diritto Canonico, can. 212, § 2 e 3; Codice dei Canoni delle Chiese orientali, can. 15, § 3).

Correctio filialis de haeresibus propagatis

Sintesi del testo ed elenco dei firmatari (62) del Documento Correctio filialis de haeresibus propagatis, reso pubblico oggi 24 settembre. 
Un documento storico, che si spera abbia il massimo impatto in tutto l'Orbe cattolico. lo affidiamo alla Madonna della Mercede, la cui festa ricorre oggi1. Il testo integrale è  leggibile o scaricabile qui in formato pdf
Sintesi della “Correctio filialis”
«... Come sudditi, non abbiamo il diritto di indirizzare a Vostra Santità quella forma di correzione mediante la quale un superiore minaccia o amministra la punizione a coloro che sono sottomessi a lui (cf. Summa Theologiae 2a 2ae, 33,4). Le rivolgiamo questa correzione, piuttosto, al fine di proteggere i nostri fratelli cattolici – e quelli fuori della Chiesa, dai quali la chiave della conoscenza non deve essere portata via (cf. Lc 11) – sperando di prevenire una diffusione  maggiore di dottrine che tendono per se stesse alla profanazione di tutti i sacramenti e alla sovversione della Legge di Dio. ...»
Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l'11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest'oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. 

La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni, i quali rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare. La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie).

sabato 23 settembre 2017

Storie di ormai ordinaria follia. Ma nessuno dice: 'Basta'!

L'immagine riproduce l'incontro del Papa con i Direttori nazionali delle Migrazioni in Sala Clementina, in occasione del quale sono pronunciate le dichiarazioni sotto riportate. Spero che quei signori applaudano il Papa e non l'ideologo... Ne abbiamo abbastanza di questo ritornello ossessivo e nauseabondo, che non rispetta né l'Italia né l'Europa né tanto meno le persone (la loro identità e la loro storia), se non i credenti, che soffrono e subìscono un'invasione apocalittica, foriera di rischi materiali e spirituali. Un'invasione, ché tale è, per di più affrontata con la stessa ideologia, se non in collusione con i poteri forti sovranazionali, da parte dei loro governanti.
(ANSA) - ROMA, 22 SET - "Non vi nascondo la mia preoccupazione di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d'Europa. Esse sono spesso motivate dalla diffidenza e dal timore verso l'altro, il diverso, lo straniero". Così il Papa ai capi della pastorale migranti. "Mi preoccupa ancor più la triste constatazione che le nostre comunità cattoliche in Europa non sono esenti da queste reazioni di difesa e rigetto, giustificate da un non meglio specificato 'dovere morale' di conservare l'identità culturale e religiosa originaria".

Presentazione saggio sull'energia

Inserisco la locandina della presentazione che segue per chi fosse interessato. Io e Luigi Rmv ci saremo.

Sabato 7 ottobre Pellegrinaggio alla Madonna di Montenero

A lato la locandina del pellegrinaggio annuale del Coordinamento toscano Benedetto XVI alla Madonna di Montenero con il pontificale di mons. Schneider. 

cliccare sull'immagine per ingrandire--->

X pellegrinaggio regionale
dei cattolici legati all'antica tradizione liturgica della Chiesa

Sabato 7 ottobre 2017, presso il Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero (Livorno)
Patrona della Toscana

Il pellegrinaggio si svolgerà con i seguenti orari:
  • Ore 10,00 - Ritrovo dei pellegrini in piazza delle Carrozze (Montenero basso)
  • Ore 10,30 - Processione e salita verso il santuario.
  • Ore 11,30 - S. Messa in rito romano antico (in latino, Messale del 1962) Solenne Pontificale al Faldistorio celebrata da S. Ecc. Rev.ma Mons. Athanasius Schneider, OCR, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana

'Bussate e vi sarà aperto' non vale per la FSSPX

Avevamo registrato un precedente qui. Ma sembrava che nei confronti della Fraternità qualcosa stesse cambiando.

Il pellegrinaggio annuale della SSPX a Nostra Signora di Knock, Irlanda, è stato interrotto sabato (16 settembre) da funzionari del santuario che hanno rifiutato l'accesso a sacerdoti e laici.
Per la prima volta in oltre dieci anni, la SSPX è stata costretta a celebrare la Messa nel parcheggio delle auto di una cortese caffetteria locale. Per la prima volta in assoluto, il Rosario è stato recitato sulla strada principale, che scorre a fianco del santuario, mentre la sicurezza del santuario si assicurava che il gruppo non entrasse nei confini del santuario.
Secondo il blog "Dio non è morto!" padre Richard Gibbons, rettore del santuario, non ha problemi a invitare anglicani, presbiteriani e musulmani, che non accettano gli insegnamenti della Chiesa su Nostra Signora, a partecipare ai servizi o anche a guidarli. 

venerdì 22 settembre 2017

Ci lascia anche Mons. Brunero Gherardini.

22 settembre - "Ecce Sacerdos Magnus qui in diebus suis placuit Deo" - "Euge, serve bone et fidelis. Intra in gaudium Domini tui".
Cari amici, mi raggiunge una notizia molto triste. Vibrante la mia commozione nel vergare le scarne essenziali notizie che inquadrano la figura di mons. Brunero Gherardini, gloria della città di Prato e maestro insigne di generazioni e generazioni di sacerdoti, poi divenuti vescovi e cardinali, morto la notte scorsa.
Noto per essere l'ultimo illustre esponente della Scuola Romana, già docente alla Università Gregoriana e successivamente ordinario di Ecclesiologia ed Ecumenismo alla Lateranense, dove ha guidato il periodo della delicata fase del post concilio e il passaggio al nuovo ordinamento accademico. È stato uno dei massimi esperti di Lutero e del rapporto tra cattolici e protestanti. 
Come canonico di San Pietro, fino a poco tempo fa, era ancora possibile incontrarlo in Basilica, ai Vespri. Ero felice di andarlo a trovare ogni tanto - mi aspettava sempre a braccia aperte - nel suo appartamento all'ombra del 'Cupolone', e rimpiango le nostre conversazioni nel suo studio accogliente e letteralmente sommerso di sudate carte, dove mi soffermavo con gioia non senza aver sostato nella Cappella in cui ogni mattina celebrava il Rito Antico. Aveva 92 anni; ma non aveva perso neppure un'oncia della sua lucidità, del suo entusiasmo, del suo generoso impegno del quale, negli ultimi tempi, avevano risentito soltanto gli impegni esterni. 
Durante la sua lunga docenza ha avuto contatti e scambi con i più importanti teologi del Novecento. Ha diretto varie riviste scientifiche, tra cui la prestigiosa Divinitas, ed è stato il postulatore, come successore di mons. Antonio Piolanti, della causa di beatificazione di Pio IX. 
La sua bibliografia conta oltre 80 e spesso ponderosi libri e varie centinaia di articoli, molti dei quali arricchiscono queste pagine.
I suoi funerali saranno celebrati lunedì 25 settembre alle ore 11 nella basilica di San Pietro a Roma. Sono troppo addolorata per dire di più se non che la schiettezza del suo sguardo acuto e sereno e il suo frequente sorriso dicevano tutto della persona. Ci lascia un Maestro, un sacerdote, un grande innamorato della Chiesa. Ci lascia qui, ma abbiamo un intercessore di più in Cielo.

Oriente Occidente. Seconda Parte ciclo conversazioni

Venerdì 29 settembre l’associazione culturale Oriente Occidente darà il via alla seconda parte del suo ciclo di conversazioni di Teologia e Attualità dal titolo “Religione, Identità, Protezione”.
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L’iniziativa è la prosecuzione di una prima serie di conversazioni che si sono svolte nella primavera 2017 [qui]. In autunno verranno approfonditi altri temi sempre di grande spessore, tutti oggetto di forte attualità e dibattito, guidati da importanti relatori, estremamente preparati e in prima persona coinvolti nell’affrontare i temi oggetto delle conversazioni assegnate (cfr. programma inserito di seguito), tutti selezionati in virtù della propria esperienza, conoscenza e capacità espositiva dal curatore dell’iniziativa dr. Giuseppe A. Possedoni, responsabile della programmazione culturale di Oriente e Occidente.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di guidare le persone interessate all’apprendimento e all’approfondimento di temi tanto difficili quanto di grande peso nell’attualità contemporanea, caratterizzata da grande confusione, per essere in tal modo maggiormente consapevoli nell’affrontarli, compito ormai richiesto ad ognuno. Il tema di fondo consiste sempre nell’allacciare teologia e attualità, cosa che permette una interpretazione più vera di quest’utima, proprio perché scevra da qualsiasi chiave di lettura esclusivamente di parte politica, principio valido anche per coloro i quali si dichiarano apertamente non credenti.

La riforma protestante una benedizione per la Chiesa?

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Sono un fedele lettore del blog chiesa e post concilio.
Stamane, entrando in una chiesa di Milano per una preghiera, ho notato con stupore il volantino di un'iniziativa dal titolo "La riforma protestante: una benedizione per la Chiesa".

Ormai non ci si può più meravigliare di nulla... Come è possibile considerare lo scisma protestante una benedizione per la Chiesa? Come è possibile non ricordare che i protestanti non riconoscono la presenza di Gesù nell'Eucaristia e la santità di Maria?

Vi allego foto del volantino, e prego Maria Incoronata, a cui è dedicata la parrocchia sede dell'iniziativa, affinché possa illuminare le menti ed i cuori di chi sta portando avanti questi incontri.

Un caro saluto nella fede

Venerdì 22 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

La preghiera di riparazione è quanto mai necessaria, in particolare dopo gli ultimi episodi di celebrazioni “ecumeniche”, che si traducono nel tradimento della Liturgia, centro della vita cristiana. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proseguiamo nella lettura di San Cirillo di Gerusalemme. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 21 settembre 2017

Intervista a S. E. Mons. Schneider su: Prof. Seifert, il Cardinale Caffarra e il dovere di resistere


Maike Hickson, 17 settembre 2017, Nota dell’editore: quanto segue è un’intervista al vescovo Athanasius Schneider, condotta dalla Dr.sa Maike Hickson di OnePeterFive.    

Il vescovo Schneider è vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Astana, Kazakistan.

Maike Hickson (MH): Lei ha firmato, insieme al professore Josef Seifert (tra molti altri), l’Appello Filiale che conferma l’insegnamento tradizionale della Chiesa sul matrimonio. Il professor Seifert è stato ora rimosso dal suo arcivescovo spagnolo dalla sua cattedra Dietrich von Hildebrand presso l’Accademia Internazionale di Filosofia di Granada, Spagna – con l’esplicito riferimento avverso alla sua critica su alcune affermazioni contenute in Amoris Laetitia. Possiamo chiederle la sua risposta a una misura così punitiva, giustificata dall’argomentazione che il professor Seifert stava sconvolgendo l’unità della Chiesa cattolica e confondendo i fedeli?

Mons. Athanasius Schneider (BAS): il professor Josef Seifert ha compiuto un atto urgente e meritorio nel formulare domande critiche su alcune affermazioni palesemente ambigue contenute nel documento papale Amoris Laetitia, considerando che queste affermazioni stanno causando un’anarchia morale e disciplinare nella vita della Chiesa, un’anarchia che è sotto gli occhi di tutti e che, nessuno che ancora usi la propria ragione e abbia vera fede e onestà, può negare.

mercoledì 20 settembre 2017

"Summa familiae cura" è una risposta ai 'Dubia'?

Il Motu Proprio Summa familiae cura
in stretta connesione con Amoris laetitia


Due giorni dopo la morte del Cardinale Carlo Caffarra, presidente fondatore dell'Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia è stato pubblicato il Motu Proprio Summa familiae cura, che pone termine all'attività dell'Istituto voluto per rispondere alla crisi contemporanea attraversata dalla famiglia, profondamente impegnato per promuovere una dottrina e una formazione più solide sul matrimonio e sugli obblighi morali ad esso connessi.

La nuova istituzione accademica, è denominata Istituto Pontificio Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze Matrimoniali e Familiari, allo scopo di portare avanti l'opera dei recenti Sinodi sulla Famiglia, con la conseguenza che lo statuto dell'istituto originale fondato da San Giovanni Paolo II rimarrà solo provvisoriamente finché, d'intesa con la Lateranense, saranno emanati i nuovi statuti.

don Elia. Dio ci chiama a una nuova crociata

Il Signore non abbandonerà la Sua Chiesa. Gli Apostoli erano dodici e il Signore ricomincerà con pochi. Dobbiamo avere fede, speranza e fortezza (il cardinale Carlo Caffarra in lacrime, pochi giorni prima di morire).

Parlare di situazione drammatica è ormai superfluo: solo chi è ipnotizzato dalla propaganda dorme sonni tranquilli, come se tutto fosse in ordine. L’invasione è sotto gli occhi di tutti: migliaia di giovanotti prestanti, che non hanno affatto l’aria di persone denutrite che scappano dalla fame, continuano a sbarcare ogni giorno sulle nostre coste, prelevati dalla nostra stessa Marina militare a pochi chilometri dalle coste libiche. Il ritiro delle “organizzazioni umanitarie” prezzolate ha inciso solo parzialmente sul flusso di migranti indotti, che poi finiscono o nelle maglie del lavoro nero e della criminalità organizzata o in bivacchi improvvisati sulle piazze italiane, dalle quali spostarsi eventualmente di quando in quando, onde ammazzare la noia, per qualche stupro singolo o di gruppo. È notorio, fra l’altro, che la cosiddetta “accoglienza” sia diventata un business molto redditizio. Gridare indignati al razzismo contro chi denuncia quest’incubo è semplicemente da imbecilli; esortare all’accoglienza incondizionata, invece, è da criminali.

Se la Chiesa non fa più politica sarà la politica a zittire la Chiesa

Ringrazio di cuore Ettore Gotti Tedeschi che ci invia copia di questo suo articolo apparso su La Verità del 17 settembre.

Galli della Loggia sostiene che i cattolici non abbiano più nulla da dire in campo pubblico. Ma, al suo estremo, questa tesi porta alla sparizione totale della fede. E il bisogno di sacro tornerà sotto forma di un'etica gnostica.
Ernesto Galli della Loggia (sul Corriere della Sera di venerdì 15 settembre) propone una importante, ma piuttosto sofisticata, spiegazione sulla fine del messaggio cristiano a prestarsi a divenire politico. In pratica sulla fine della influenza della Chiesa cattolica sulla politica. Galli della Loggia, storico e finissimo intellettuale, non propone certamente un simile messaggio fine a sé stesso.

Vediamo però se ho ben capito. A supporto delle sue affermazioni egli porta varie ragioni di carattere geopolitico sui grandi cambiamenti di potere che necessariamente hanno influenzato le esigenze sociali di morale religiosa e quindi il ruolo della religione cattolica (e della Chiesa) che non può pertanto pretendere più di esser più parte di una “religione civile” (da sempre avversata dal laicismo), sacralizzando in qualche modo alcuni valori politici.

29 settembre. San Michele Arcangelo. Messa Antiquior in San Pietro

Laudetur Jesus Christus!

Venerdì 29 settembre 2016 - ore 7,15
Festa di San Michele Arcangelo
Altare di San Michele
della Basilica di San Pietro in Vaticano

Santa Messa Solenne della Festa di San Michele
celebra mons. Marco Agostini

All’arcangelo San Michele, già dall’VIII secolo, era dedicato un piccolo oratorio posto tra la rotonda di S. Petronilla e l’antica Basilica. Oggi all’Arcangelo è dedicata la cappella più antica della nuova basilica. Tale cappella conserva anche la memoria del più antico culto di San Michele (V secolo) del santuario dell’Arcangelo sulla via Salaria.

martedì 19 settembre 2017

L’intima compassione di Gesù: ἐσπλαγχνίσθη

Ѐ il Vangelo di oggi (Messale Novus Ordo). Ci soffermiamo perché ci nutre e ci consola. E ci ricorda la pregnanza di significato dei termini nella lingua originale; il che assume particolare importanza nella Sacra Scrittura. Oggi che vengono sdoganate le traduzioni...

Vangelo Lc 7, 11-17 
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

ἐσπλαγχνíσθη (esplanknìsthe). Questa parola greca vuol dire letteralmente il movimento interiore delle viscere. Gesù ebbe compassione intima, profonda, viscerale.
In ebraico ci sono almeno tre radici per indicare la misericordia.
  • hèsed: è la fedeltà misericordiosa di Dio, la sua misericordiosa ostinazione verso il peccatore;
  • hanan: questa radice indica invece gratuità e grazia;
  • raham: radice verbale che evoca il seno materno, la tenerezza della madre (letteralmente indica la membrana attraverso la quale il mondo antico era convinto che il bambino comunicasse con la madre).
Il termine greco di oggi esprime quest’ultima misericordia. Il movimento uterino della misericordia di una madre. E’ bello allora oggi ricordare i passi della Parola di Dio in cui è utilizzata questo verbo ἐσπλαγχνίσθη da noi tradotto con un più tranquillo “sentire compassione”.

Jus soli. Doppio caos politico e Vaticano

Aggiornamento: Antonio Socci, su Libero, pubblica un articolo sullo stesso argomenti dal titolo: "Il patto tra il Vaticano bergogliano e governo PD per "gabbare lo santo" (cioè gli italiani) sull'immigrazione". Lo riprendo e, per completezza, lo riporto di seguito.

Scrive Marco Tosatti su Stilum Curiae che "la storia dello Jus Soli, il pressing che alcuni pezzi di sinistra e di governo, e del Vaticano fanno per approvare prima delle elezioni una legge di cui moltissimi non sentono il bisogno [non solo non se ne sente il bisogno ma è suicidaria: ne abbiamo scritto ripetutamente qui - qui - qui - quiqui - qui -ndR], ha solleticato l’attenzione di un lettore che si è dato il nick Pezzo Grosso per rimanere nell'anonimato". E aggiunge che costui "ha scritto sul neo-collateralismo ormai evidente (ai tempi della DC erano bazzecole, al confronto) fra pezzi di Chiesa al potere e la sinistra al potere. Le unioni civili, con la legge Cirinnà-Galantino (permettete che si scherzi!) erano solo l’antipasto; e ormai con i giudici che approvano step-child adozioni a tutto andare se ne sono visti i frutti. Una volta – ai tempi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI se tanto tanto qualche uomo di Chiesa sfiorava un tema che avrebbe potuto avere riferimenti politici fioccavano gli editoriali e le condanne sulle “Interferenze” e gli interventi “A Gamba Tesa”. Adesso, chissà perché, tutti zitti… Ma ecco Pezzo Grosso:

Una piccola Lourdes nel cuore di Roma - Danilo Quinto

C’è una Chiesa, nel cuore di Roma, che mi è molto cara, perché fu la Chiesa in cui tornai a confessarmi dopo quarant’anni. Ѐ detta di Santa Maria in Via – meglio conosciuta come Chiesa della Madonna del Pozzo - dal nome dell’omonima via dove si trova: di fronte all’attuale galleria dedicata alla memoria di Alberto Sordi, vicino Piazza Colonna, in Via del Corso. 

Nel XIII secolo, il cardinale Pietro Capocci era proprietario di una stalla adiacente all’antico edificio di Santa Maria in Via, la cui presenza nella zona è attestata già nel X secolo da una bolla di papa Agapito II. I Capocci erano un’antica famiglia feudale romana, secondo le fonti più accreditate di origine genovese. Per i servigi resi a quella Repubblica, ebbe i più ambiti titoli nobiliari. Le prime notizie della famiglia, risalgono alla seconda metà del secolo XI. Divisasi in almeno tre rami, il principale dei quali aveva le sue abitazioni nel rione Monti, nell’area nota come Suburra, dove possedevano anche la torre omonima pervenuta loro dalla famiglia Arcioni. La famiglia aveva altri rami ed abitazioni nel rione Pigna e nel rione Trevi. Furono alcuni membri di questa famiglia ad aver fondato l’ospedale di S. Andrea in Piscinula presso la basilica di Santa Maria Maggiore, dove eressero alcune loro cappelle gentilizie.

lunedì 18 settembre 2017

Sussidi cattolici. Preghiera di Liberazione suggerita da Padre Amorth

Preghiera scritta e recitata da Padre Gabriele Amorth che consiglia di recitarla anche per noi stessi. Nel video che segue sentirete molte indicazioni utili per meglio comprendere l’argomento dei disturbi spirituali. Una preghiera che si può dire su di sé, su singole persone o anche su gruppi interi. La conoscevo senza alcune aggiunte, inserite da Padre Amorth, ascoltate in questo video e l'ho trascritta di seguito, riprendendole.


Preghiera di liberazione
Spirito del Signore, Spirito di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, Santissima Trinità, Vergine Immacolata, angeli, arcangeli e santi del paradiso, scendete su di me.
Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami.
Caccia via da me tutte le forze del male, annientale, distruggile, perché io possa stare bene e operare il bene.
Caccia via da me i malefici, le stregonerie, la magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio, la macumba, il voodoo, i riti satanici, i culti satanici. Spezza tutti i legami con satana e tutte le persone legate a satana vive o defunte; l'infestazione diabolica, la possessione diabolica, l'ossessione diabolica; tutto ciò che è male, peccato, invidia, gelosia, perfidia; la malattia fisica, psichica, spirituale, diabolica.
Brucia tutti questi mali nell'inferno, perché non abbiano mai più a toccare me e nessun'altra creatura al mondo.
Ordino e comando con la forza di Dio onnipotente, nel nome di Gesù Cristo salvatore, per intercessione della Vergine immacolata, a tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze che mi molestano, di lasciarmi immediatamente, di lasciarmi definitivamente, e di andare nell'inferno eterno, incatenati da s. Michele arcangelo, da s. Gabriele, da s. Raffaele, dai nostri angeli custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine santissima immacolata. Amen.

Perché mai San Francesco avrebbe dovuto camminare alla cieca?

Riprendo da Vita Nuova di Trieste.

Si è aperta ad Assisi l’edizione 2017 de “Il Cortile di Francesco”, una sorta di “Cattedra dei non credenti”, nato come «luogo di incontro – attraverso la scoperta dell’altro – non solo tra credenti e non, ma anche tra fedi e culture diverse». Così lo presenta padre Enzo Fortunato, Coordinatore dell’evento. Molti gli invitati, per discutere attorno al tema “Cammino. Dialogo tra credenti e non credenti”.
Non è il titolo a fare problema: il frate francescano è in fondo un itinerante, un peregrinus, che dalla città dell’uomo si dirige verso la città di Dio. Non sarebbe un problema, a certe condizioni, la scelta degli invitati, che in un dialogo tra credenti e non-credenti, tra anticonformisti e conformisti, ci possono pure stare: Oliviero Toscani, Gabriele Lavia, Romano Prodi, Carlo De Benedetti, Valeria Fedeli, Umberto Galimberti e altri. Si tratta dell’italica intellighenzia che conta nei media, allineati al mainstream ufficiale. E qua s’intravvede un’ombra.

domenica 17 settembre 2017

Convegno Summorum 2017. “Il silenzio e il primato di Dio nella sacra Liturgia” - Card. Robert Sarah

Di seguito inserisco il completamento del resoconto sul Convegno del decennale: "Il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI: una rinnovata giovinezza per la Chiesa", che si è tenuto presso l'Università Pontifica Angelicum lo scorso 14 settembre [vedi].
Praticamente ho annotato le frasi e le espressioni che più mi hanno toccata della relazione del Card. Sarah. Il testo integrale (purtroppo dovremo avere la pazienza di attendere la pubblicazione degli atti) certamente consentirà di scoprire molte altre ricchezze nascoste o espresse in maniera incompleta in questa mia trascrizione, che comunque credo lasci assaporare profondità spirituali che purtroppo non entrano nella predicazione comune. In ogni caso ci sono contenuti da approfondire in riferimento a questo testo, che stiamo traducendo, che contiene anche altri elementi: La riconciliazione liturgica

Ed ecco la relazione del card. Robert Sarah (Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti). Il suo tema: “Il silenzio e il primato di Dio nella sacra Liturgia”.
Il cardinale esordisce citando Benedetto XVI, sottolineando che suo intento era la riconciliazione all'interno della Chiesa dopo che si è cercato di adattare la riforma alla svolta antropologica per ricostruirla in senso antropocentrico. Ma la Liturgia non è il laboratorio del nostro agire: è il baluardo della presenza di Dio. Infatti  è la dimenticanza di Dio il pericolo più incombente del nostro tempo in cui l'attenzione non è più diretta al primato di Dio. Conseguenze: terrorismo senza Dio; secolarismo sempre più aggressivo; consumismo; cultura della morte (Ratzinger luglio 2004). La liturgia deve fungere da baluardo offrendo la presenza di Dio. Ma che succede se nella liturgia noi pensiamo solo a noi stessi?

sabato 16 settembre 2017

Pellegrinaggio a San Michele di Mezzo (SA)

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Nel primo centenario delle Apparizioni di Fatima, impetrando il patrocinio di san Michele Arcangelo e meditando sul Rosario
Pellegrinaggio presso il Santuario
di San Michele di mezzo - Fisciano (SA)

Domenica 8 ottobre 2017

Ore 9 - Raduno presso uscita casello autostradale Fisciano - Mercato San Severino (presso distributore carburante IP)
Ore 9,30 - Visita al Santuario e venerazione
Ore 10 - Recita del Rosario
Ore 10,30 - Messa in rito romano antico
Ore 12 - Conferenza
Ore 13,30 - Colazione
Sarà possibile, per chi lo desidera, accostarsi al Sacramento della Confessione.
Per il pranzo, ciascuno potrà provvedere con una colazione al sacco, oppure consumare i prodotti offerti dalla Compagnia di San Michele (lasciando una offerta corrispettiva).
A cura di:
Compagnia di San Michele Arcangelo - Società Internazionale Tommaso d’Aquino (sezione di Napoli) - Cammino dei Tre Sentieri - Associazione “Veritatis Splendor”

venerdì 15 settembre 2017

Convegno Summorum Pontificum. Roma, Angelicum 14 settembre 2017. Resoconto essenziale

Quello che segue è il mio resoconto dell'evento di ieri: il Convegno del decennale: "Il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI: una rinnovata giovinezza per la Chiesa", tenutosi presso l'Università Pontifica Angelicum
Mi sono servita dei miei appunti e di quanto la memoria custodisce dell'esperienza. Non mi dilungo in commenti che non mancheranno in un prossimo articolo in cui condenserò diverse impressioni e riflessioni. Quella più immediata è che tutti - e dico tutti - gli illustri relatori vedono e riconoscono qual è la verità, quali sono i problemi (anche se, quanto al concilio, se ne parla solo con citazioni commestibili) e quali i rimedi, mentre i loro insegnamenti ci fanno ardere il cuore come ad Emmaus. Dunque c'è consapevolezza ed è risuonato, forte, l'invito a 'resistere' ed anzi a promuovere la Liturgia - e la pastorale - tradizionali, come unico rimedio, baluardo certo e irrinunciabile. Ma chi è che deve promuovere? Penso innanzitutto alla formazione dei sacerdoti che tutti dicono carente ma che nelle sedi adeguate nessuno cura nel senso auspicato. E mi fermo qui... mentre la realtà continua ad andare da tutt'altra parte. Ma lasciamo prevalere la fiducia e la speranza nel Signore e nella Sua e nostra Madre e nella pars sanior dei nostri Pastori.  (M.G.)

Laudetur Jesus Christus!
Molto numerosa e partecipe l'Assemblea di cardinali vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose nonché di laici provenienti da tutto l'Orbe cattolico. Saluti particolari sono stati rivolti da Padre Nuara a presenze inconsuete: una delegazione di Hong Kong e le monache eremite provenienti dalla Lapponia Svedese.

In questa nostra società così  segnata dal relativismo, è confortante veder riuniti a Roma - anche in preghiera per il concomitante Pellegrinaggio ad Petri Sedem -migliaia di laici e centinaia di sacerdoti e seminaristi convenuti da lontano per portare proprio a Roma la loro preghiera e la loro speranza.

I lavori dell'evento congiunto del Convegno del decennale: "Il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI: una rinnovata giovinezza per la Chiesa", tenutosi presso l'Università Pontifica Angelicum il 14 settembre, iniziano con il canto del Veni Creator nella corale consonanza di pensieri e sentimenti.

Pellegrinaggio Summorum 2017. Aggiornamento Via Crucis

Ricordo che ieri è stato dato l'avviso che la Via Crucis di oggi alle ore 16,00, anziché al Colosseo, si terrà presso la Chiesa di S. Maria in Campitelli. Dopo la Santa Messa Solenne che sarà celebrata alle ore 19,00 dal Rev. Mons. Gilles Wach, Superiore Generale dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, il Card. Raymond Leo Burke terrà une breve orazione funebre in memoria del Card. Carlo Caffarra.

Terrorismo, responsabilità e sensi di colpa - Agostino Nobile

Troppe volte abbiamo sentito dire, perfino a papa Bergoglio, che il terrorismo contro l'occidente è la diretta conseguenza dell'aggressione dei paesi occidentali in Medio Oriente. Quel “noi occidentali abbiamo bombardato” è corale, da destra a sinistra, intellettuali, personaggi mediatici fino al bar dello sport. Ma certi “mea culpa” si scontrano con i fatti. Gli attacchi terroristici e le conversioni forzate dilagano anche nei paesi africani e asiatici che non hanno mai attaccato le terre dell'islam. La guerra in Iraq, Sira e Libia sono state volute e pianificate dalle monarchie arabe, in primis quella saudita, sostenute dal governo israeliano e dai paesi filo massoni anglosassoni. In Vaticano sono contro la guerra, così i popoli occidentali, ma i primi ad essere minacciati e colpiti dal terrorismo islamico sono proprio i cristiani, credenti o meno. Perché vengono colpiti gli innocenti e non i personaggi appartenenti a quelle lobbies che programmano le guerre, e che i terroristi conoscono molto bene? Se a questi attacchi indiscriminati sommiamo l'apertura delle frontiere a centinaia di migliaia di giovani maschi musulmani, i continui stupri di cui si macchiano, a spese delle donne occidentali, e l'appoggio che danno loro i partiti progressisti, abbiamo il quadro completo del suicidio europeo. Quando pure Bergoglio sostiene la politica delle porte aperte e migliaia di chiese vengono chiuse o adibite a luoghi ludici, ristoranti, librerie o convertite a moschee, significa che il cattolicesimo si trova a un passo delle catacombe. [vedi]

Venerdì 15 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno per la preghiera di riparazione, perché gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù sono quotidiani e purtroppo a ogni livello. Altrettanto insistente e continua deve essere la nostra preghiera. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proseguiamo nella lettura di San Cirillo di Gerusalemme. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 14 settembre 2017

Convegno Summorum 2017

È iniziato il Convegno. Notevole l'afflusso di partecipanti da tutto il mondo. Ho avuto già occasione salutare i cardinali Burke e Müller. Padre Nuara sta ricordando il card. Caffarra annunciando che la Messa in San Pietro sarà celebrata al suo posto da mons. Guido Pozzo. È appena arrivato il card. Sarah. Numerosa e partecipata presenza dunque. Laudetur Jesus Christus. Ora parlerà mons. Pozzo dell'Ecclesia Dei.

14 settembre (2007-2017). In Santa Maria Maggiore la prima Messa Antiquior dopo 39 anni di cattività

Nos autem gloriari opórtet, in cruce Dómini nostri Jesu Christi:
in quo est salus, vita et resurréctio nostra: per quem salváti et liberáti sumus. (Gal.6,14).

Tra quei fedeli, alle 15 pomeridiane, c'ero anch'io
Il 14 settembre di 10 anni fa a Roma, dopo 39 anni di cattività, in S. Maria Maggiore, alle ore 15,30, è stata celebrata la Messa Antiquior, nel giorno in cui entrava in vigore il Motu proprio Summorum Pontificum. E nell'arco della giornata lo stesso è accaduto in tutte le diocesi (o quasi) del mondo. 

Oggi i centri di messa destinati all'usus antiquior sono grandemente aumentati, ma stentano a crescere con le potenzialità che prometterebbero, perché continua a mancare la volontà nei vescovi e nei sacerdoti di impegnarsi ad introdurre nelle parrocchie la nostra Messa e la relativa 'pastorale' e non viene stato dato corso alla formazione liturgica ad hoc nei seminari. Dunque, se non ci preoccuperemo anche di questo, saremo più un'adunata di acquiescenti da tenere sotto controllo ben inquadrati nel loro recinto, che fedeli che vivono la Liturgia, culmen et fons di tutto, e ne gioiscono.

In più, come se non bastasse, proprio nei giorni di questo decennale, abbiamo bevuto l'amaro calice del motu proprio Magnum principium, che modifica il can. 838 del Codice di diritto canonico, riguardante le competenze della Santa Sede, delle Conferenze episcopali e dei Vescovi diocesani nell’ordinamento della liturgia. Ne abbiamo già discusso [qui] e non mancheremo di approfondire. Di fatto si tratta di un colpo di spugna all’istruzione Liturgiam authenticam, già temuto e preconizzato [qui], “sull’uso delle lingue volgari nella pubblicazione dei libri della liturgia romana”. La frammentazione della comunione della Chiesa acquista velocità sia sulla dottrina che sulla morale e ora sulla liturgia, fons et culmen di tutto. Quanto a noi non possiamo che affidarci e "resistere".
Oggi sarò al convegno Summorum all'Angelicum.

mercoledì 13 settembre 2017

Miracoli eucaristici - Danilo Quinto

Fu lo scolastico Berengario di Tours (ca. 999-1088) il precursore delle eresie sulla verità della transustanziazione e della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Egli riteneva simbolica la presenza del Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia. Nonostante le confutazioni dei più illustri teologi di quel tempo – perché allora i teologi questo compito lo svolgevano seriamente – le numerose condanne di sette Concili convocati dalla Chiesa, che allora le eresie le combatteva, la professione di fede nella vera trasformazione sostanziale del pane e del vino che Gregorio VII impose nel 1073 a Berengario di pronunciare, tra l’XI e il XII secolo dilagò anche in Italia il pensiero eretico sulla transustanziazione e su altri errori, sotto il nome di Albigesi, Pietrobrusiani, Euriciani, Catari, Patarini, comunemente appellati nuovi Manichei.

I pericoli per la Chiesa erano enormi, perché riguardavano la centralità del credo cristiano. Solo nel 1215, con il Concilio lateranense IV, nella professione di fede contro gli Albigesi, la Chiesa decretò il dogma («In realtà la Chiesa universale dei fedeli è una, e al di fuori di essa nessuno assolutamente è salvato, e in essa lo stesso Gesù Cristo è sacerdote e sacrificio, e il cui corpo e sangue sono veramente contenuti nel sacramento dell'altare sotto le specie del pane e del vino: il pane transustanziato nel corpo, e il vino nel sangue per il potere di Dio»), che fu poi ribadito dal Concilio di Trento, molti secoli dopo: «Poiché il Cristo, nostro Redentore, ha detto che ciò che offriva sotto la specie del pane era veramente il suo Corpo, nella Chiesa di Dio vi fu sempre la convinzione, e questo santo Concilio lo dichiara ora di nuovo, che con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1376).

martedì 12 settembre 2017

Pellegrinaggio 2017 Summorum Pontificum ad Petri Sedem

“Fiat voluntas tua”
Gli organizzatori degli eventi che celebreranno la settimana prossima a Roma il decimo anniversario del motu proprio Summorum Pontificum invitano tutto il popolo Summorum Pontificum ad unirsi spiritualmente alle intenzioni del pellegrinaggio ed in particolare alle preghiere in suffragio dell’anima del Cardinale Caffarra che avrebbe dovuto celebrare la Messa di ringraziamento nella Basilica di San Pietro sabato 16 settembre.
Il nome del celebrante che officerà a San Pietro verrà comunicato nel corso del convegno che si terrà all’Angelicum giovedì 14.
Si comunica che prima dell’apertura del convegno di giovedì 14 verrà celebrata una Messa letta presso la chiesa dell’Angelicum, alle ore 8.