martedì 12 novembre 2019

Protesta di 100 studiosi contro gli atti sacrileghi di Papa Francesco

Il testo che segue viene diffuso contemporaneamente in sette lingue su diverse piattaforme internazionali.
Gli studiosi chiedono «rispettosamente a Papa Francesco di pentirsi pubblicamente e senza ambiguità, di questi peccati oggettivamente gravi e di tutte le trasgressioni pubbliche che ha commesso contro Dio e la vera religione, e di riparare questi oltraggi” e “a tutti i vescovi della Chiesa Cattolica di rivolgere una correzione fraterna a Papa Francesco per questi scandali, e di ammonire i loro greggi che, in base a quanto affermato dall’insegnamento della fede Cattolica divinamente rivelato, se seguiranno l’attuale Papa nell’offesa contro il Primo Comandamento, rischiano la dannazione eterna».
Qui il link (in fondo alla pagina del sito di riferimento) per chi vuole sottoscrivere Contra Recentia Sacrilegia. Qui l'indice degli articoli pubblicati sul Sinodo per l'Amazzonia

Noi sottoscritti chierici, studiosi e intellettuali cattolici, protestiamo e condanniamo gli atti sacrileghi e superstiziosi commessi da Papa Francesco, il Successore di Pietro, durante il recente Sinodo sull’Amazzonia tenutosi a Roma.
Questi atti sacrileghi sono i seguenti:
  • Il 4 ottobre Papa Francesco ha partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama [qui].
  • Ha permesso che questo culto avesse luogo nei Giardini Vaticani, profanando così la vicinanza delle tombe dei martiri e della chiesa dell'Apostolo Pietro.
  • Ha partecipato a questo atto di adorazione idolatrica benedicendo un’immagine lignea della Pachamama.
  • Il 7 Ottobre, l’idolo della Pachamama è stato posto di fronte all’altare maggiore di San Pietro e poi portato in processione nella Sala del Sinodo. Papa Francesco ha recitato preghiere durante una cerimonia che ha coinvolto questa immagine e poi si è unito a questa processione [qui].
  • Quando le immagini in legno di questa divinità pagana sono state rimosse dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina [qui - qui], dove erano state collocate sacrilegamente [qui], e gettate nel Tevere da alcuni cattolici oltraggiati da questa profanazione della chiesa, Papa Francesco, il 25 ottobre, si è scusato per la loro rimozione [qui], e una nuova immagine di legno della Pachamama è stata restituita alla chiesa [qui]. In tal modo è incominciata un’ulteriore profanazione.
  • Il 27 ottobre, nella Messa conclusiva del Sinodo, ha ricevuto una ciotola usata nel culto idolatrico della Pachamama e l’ha collocata sull’altare [qui].
Lo stesso Papa Francesco ha confermato che queste immagini in legno sono idoli pagani. Nelle sue scuse per la rimozione di questi idoli da una chiesa Cattolica, li ha chiamati specificamente Pachamama [qui], nome di una falsa dea della madre terra secondo una credenza religiosa pagana del Sud America.
Svariate caratteristiche di queste cerimonie sono state condannate come idolatriche o sacrileghe dal cardinale Walter Brandmüller [qui - qui] dal cardinale Gerhard Müller [qui - qui] dal cardinale Jorge Urosa Savino [qui], dall’Arcivescovo Carlo Maria Viganò [qui]. dal vescovo Athanasius Schneider [qui], dal vescovo José Luis Azcona Hermoso [qui], dal vescovo Rudolf Voderholzer [qui] e dal vescovo Marian Eleganti [qui]. Infine, anche il cardinale Raymond Burke [qui] ha dato la stessa interpretazione in un’intervista.

lunedì 11 novembre 2019

Una prima riflessione in seguito alle dichiarazioni del Card. Burke

Riprendo di seguito una prima riflessione di Paolo Pasqualucci a seguito della Conversazione di Ross Douthat con il cardinale Raymond Leo Burke pubblicata qui
  • L'instrumentum laboris per il Sinodo Amazzonico si allontana dalla tradizione apostolica perché contiene eresie o proposizioni che favoriscono l'eresia o prossime all'eresia. Questo significa  "allontanarsi dalla tradizione apostolica".
  • Se il papa lo firmasse, firmerebbe un documento eretico, implicante la trasformazione del cattolicesimo in una religione "dal volto amazzonico" ossia in una religione sincretistica fra cristianesimo e paganesimo, sostanzialmente improntata a un panteismo naturalistico, con tanto di culto della Madre Terra, di un dio Padre-madre: un abominio mai visto, una nuova religione.
  • Trattandosi della professione di fatto di una nuova religione il papa si dichiarerebbe oggettivamente capo di questa nuova religione in sostituzione della cattolica, diventando così scismatico. Una situazione effettivamente mai verificatasi prima, va apprezzata grandemente l'onestà intellettuale del card. Burke, che dichiara di non avere (al momento) gli strumenti, anche concettuali, per affrontarla.
  • Ѐ evidente che un papa del genere non possiamo considerarlo moralmente vero papa: chi lo seguisse cesserebbe di esser cattolico, diventerebbe apostata ed eretico, prenotandosi il posto all'Inferno, per così dire.  
  • Ma occorre trovare una soluzione sul piano canonistico e teologico.
  • Propongo, pertanto, come semplice credente, e certo la proposta vale quello che vale, di considerare mai perento ossia mai abrogato il famoso principio: "il papa non può essere giudicato da nessuno, a meno che non devii dalla fede." Il principio fece parte per secoli del Corpo del diritto canonico. Il fatto che i due Codici del dr. can., del 1917 e del 1983, l'abbiano omesso, non è a mio avviso decisivo: trattasi di un principio generale dell'ordinamento canonico, fondato sulla Scrittura ("conferma nella fede i tuoi fratelli"), che deve ritenersi implicitamente sempre presente. Se un papa, anziché confermare nella fede i fratelli, cioè tutti noi, fa il contrario e propone loro un'altra religione, nettamente contraria al cristianesimo, come il neopaganesimo di tipo amerindio, è evidente che egli sta deviando dalla fede e quindi non può essere più valido per lui il privilegio di non essere mai sottoposto a giudizio.
  • Sul piano concettuale, non ci sarebbero allora ostacoli ad istituire una commissione, un organo anche numericamente esiguo, di cardinali e vescovi, che ammonisse formalmente il papa ad abiurare i suoi errori per poi, in caso di suo rifiuto, dichiararlo eretico, contumace, scismatico ed iniziare una procedura di deposizione dalla cattedra a questo punto indegnamente occupata.
Nella sua dichiarazione il cardinale ha detto bene. Nemmeno noi, che siamo costretti a criticarlo severamente, siamo e ci consideriamo nemici del Papa. Siamo, in quanto credenti e milites Christi, nemici implacabili degli errori che lui, Papa Francesco, purtroppo ormai propala a pie' sospinto. E ci sentiamo in dovere di denunciarli. Dicendoglielo in faccia, come dall'esempio di S. Paolo ad Antiochia e per obbligo di lealtà. IN faccia, senza nascondere nessuna delle possibili conseguenze negative per lui, in quanto Papa, se continua a perseverare nell'errore, come purtroppo sta facendo. 
Cerchiamo, quindi, di mantenere sempre le necessarie distinzioni. Anche se siamo costretti a criticare ad personam, nelle dovute forme, noi combattiamo contro gli errori e l'Errore, che ammazza le anime e tradisce Cristo Nostro Signore, non combattiamo contro le persone in quanto tali. 
Nell'intervista Burke ha detto che Bergoglio, se firmasse il documento finale del Sinodo per l'Amazzonia, firmerebbe un documento scismatico e diventerebbe (di fatto) scismatico. Ma questa presa di posizione non lo qualifica, appunto, come "nemico del Papa". I sostenitori di Bergoglio cercano sempre di mettere la questione sul piano personale perché intuiscono che su quello dottrinale non hanno argomenti. PP

Cardinale Raymond Burke: “Mi chiamano nemico del papa, ma non lo sono”

Nella nostra traduzione da The New York Times, 9 novembre 2019. Ringrazio il lettore che ci ha fornito il  testo integrale riservato agli abbonati dell'importante e significativa Conversazione di Ross Douthat con il cardinale Raymond Burke che riporto di seguito. A parte, pubblico una prima riflessione a caldo di Paolo Pasqualucci. Ci saranno molte altre riflessioni da fare, che colgo qua e là nelle pieghe del discorso.

Conversazione di Ross Douthat con il cardinale Raymond Leo Burke

Iniziamo dal personale piuttosto che dalla teologia. Com’è diventato sacerdote?

Sono cresciuto in una piccola fattoria in una zona rurale del Wisconsin da genitori cattolici devoti. Allora era naturale che un ragazzo pensasse di diventare prete. Ma quando frequentavo la seconda elementare, nel 1955, a mio padre fu diagnosticato un tumore al cervello. Fu operato alla Mayo Clinic, ma in realtà non si poteva far molto. Ha trascorso a casa gli ultimi mesi della sua vita, e il sacerdote era solito venire per ascoltare la confessione e portargli la Santa Comunione. In quei giorni, quando veniva il sacerdote, andavo alla porta e lo trovavo con una candela accesa. Nella camera da letto, dove giaceva malato mio padre, si svolgeva una piccola processione. Il sacerdote lo confessava e poi ci invitava a rientrare per il rito della Santa Comunione. Questo mi ha lasciato una grande impressione. Solo negli anni successivi ho compreso il vero significato della sofferenza e della morte di mio padre. Ma ho potuto capire, pure da bambino, quello che stava succedendo. Ho visto come quel prete si comportava. Quindi l’idea di diventare sacerdote è cresciuta in me, e quando ero in terza media chiesi a mia madre di andare al seminario minore della diocesi. Lei era un po’ preoccupata. Ero il più giovane di sei figli, piuttosto fragile, e il seminario assomigliava a una scuola militare. Ma poi ha accettato.

P. Serafino Lanzetta. Un «collasso della teologia morale» alla radice della crisi

Gli appunti scritti da Benedetto XVI [qui] sulle radici della crisi morale nella Chiesa Cattolica in vista dell’incontro vaticano sugli abusi dello scorso febbraio (1) hanno destato costernazione tra alcuni e speranza tra altri. Costernazione tra chi ha letto la “mossa” di Ratzinger come un attentato alla libertà magisteriale di Francesco, rispondendo così indirettamente ai dubia sollevati qualche anno fa da quattro cardinali. Speranza tra coloro che invece chiedono di capire come mai sia stato possibile che una un’onda d’immoralità del clero dalle proporzioni indecifrabili si sia abbattuta in modo così veemente sulla Chiesa. Con queste riflessioni il discorso si fa sostanziale e finalmente si passa da un generico “clericalismo” all’esame delle cause degli abusi sessuali, andando alle radici di ciò che viene ora definito «un collasso della teologia morale cattolica». Questa situazione d’afflosciamento della dottrina morale è stata un humus favorevole al proliferare degli abusi sessuali da parte del clero. 

domenica 10 novembre 2019

Il Vescovo Schneider afferma che l’adorazione idolatrica della Pachamama durante il Sinodo dell’Amazzonia affonda le sue radici nel Concilio Vaticano II

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews  (8 novembre) interessante analisi dell'intervista rilasciata da mons. Athanasius Schneider a Michael Matt, editore di The Remnant. Ne avevamo dato notizia qui col link al filmato. La cosa più importante è forse la sua critica al Concilio, cui avevo accennato nel riassunto, che ora LSNews riporta con grande evidenza e ulteriori dettagli nel testo che segue.
Pochi giorni prima, il 27 ottobre, mons. Schneider aveva reso pubblico un Monito chiaro ed incalzante, in forma di lettera pastorale, nella ormai lunga battaglia per la Verità. da noi pubblicato qui. Per prima volta, dai tempi del 'vietato vietare' di Giovanni XXIII, troviamo esplicitamente pronunciata la parola "condanno" (al punto 7.) da parte di un vescovo di Santa Romana Chiesa.
Qui l'indice degli articoli sul Sinodo Amazzonico.

Il Vescovo Schneider afferma che l’adorazione idolatrica della Pachamama durante il Sinodo dell’Amazzonia affonda le sue radici nel Concilio Vaticano II

Il Vescovo ausiliare di Astana (Kazakhstan) Athanasius Schneider ha recentemente rilasciato un’intervista a Michael Matt, editore del periodico cattolico The Remnant. Parlando dell’adorazione idolatrica delle statue della Pachamama durante il Sinodo dell’Amazzonia a Roma, il prelato ha affermato: “Dobbiamo condannare questi atti”. “L’idolatria”, ha aggiunto, “è una violazione della Divina Rivelazione” e del Primo Comandamento. “Non si possono commettere atti di idolatria all’interno della Chiesa cattolica”.
Egli ha poi parlato del “male” presente nella Chiesa, che sta raggiungendo “il suo culmine” ma che si è andato sviluppando già “negli ultimi decenni”. La situazione attuale mostra fino a che punto questo “male è penetrato nella Chiesa”.

sabato 9 novembre 2019

Domenica 10 novembre - FSSPX. Sante Messe di Riparazione per il Sinodo dell'Amazzonia

Come saprete, Don Davide Pagliarani, Superiore Generale, ha chiesto a tutta la Fraternità San Pio X, una giornata di preghiera e penitenza riparatrice per gli spettacoli esecrabili e gli abominevoli riti idolatrici che si sono svolti, in Vaticano ed a Roma, durante i lavori del recente Sinodo per l’Amazzonia.
Oltre alla giornata di digiuno, sabato 9 novembre, domenica 10/11 dovranno essere celebrate S. Messe di Riparazione con il canto o la recita delle Litanie dei Santi “per chiedere a Dio di proteggere la sua Chiesa e di risparmiarle i castighi che simili atti non possono mancare di attirare”.
Don Ludovico Sentagne
Superiore del Distretto
Via Trilussa, 45, 00041 Albano Laziale RM
Telefono: 06 930 6816

Luoghi di culto in Italia della Fraternità San Pio X

Albano Laziale - Cappella

Card. Sarah: “La Chiesa non la riformiamo con la divisione e l’odio, ma quando cominciamo a cambiare noi stessi!”. Alcune osservazioni

Sul sinodo dell'Amazzonia si era già pronunciato qui: «Manipolare il Sinodo sull’Amazzonia sarebbe un insulto a Dio».

Introduzione
Lettura per molti versi sorprendente sul card. Robert Sarah, quella di Michael Warren Davis, ripresa nella nostra traduzione da Crisis Magazine. che indica il libro del cardinale, Si fa sera e il giorno ormai volge al declino come manuale per la nuova Contro-Riforma, ritenuta indispensabile per la riconosciuta grave crisi della Chiesa.
Mi fa tornare in mente l'intervista, rilasciata dal cardinale al Corriere, che ha suscitato non poche perplessità [qui]. Di questa non entro nei dettagli perché è un discorso complesso che non riesco ad affrontare ora; ma non posso ignorare le nuove chiavi di lettura offerte da questo articolo, con alcune chiose ad alcuni punti del testo che comunque evidenzio sinteticamente.
  • La prima chiosa sull'affermazione: “Non abbiamo paura di dire che la Chiesa ha bisogno di riforme profonde e che questo avviene attraverso la nostra conversione”. Queste ultime tre parole sono cruciali: attraverso la nostra conversione. “Non riformiamo la Chiesa con la divisione e l’odio”, avverte; “Riformiamo la Chiesa quando cominciamo a cambiare noi stessi!
    Il dilemma sta nella risposta ai seguenti interrogativi: una denuncia che viene  da sentinelle deste (non come quelle cieche insieme ai cani muti: Isaia 56,10) può generare divisione e odio o non è piuttosto un grido di allarme che mette in guardia il gregge disperso? Una denuncia che, nel silenzio della maggior parte dei pastori, non cambia ma difende e riafferma l'insegnamento costante. E parlare di divisione e odio non è forse anche in questo caso un aspetto del solito neo-linguaggio che definisce 'attacchi' che generano odio, tutto ciò che non si uniforma all'andazzo dominante? Davvero neutralizzabile solo con la conversione e la preghiera? Dovrebbe bastare quella di un 'piccolo resto'? Ma chi si converte più se l'annuncio, indispensabile per comando del Signore, è diventato inopportuno proselitismo a fronte della contro-evangelizzazione che stiamo subendo? Se il card. Sarah dice: “Non abbiamo paura di dire che la Chiesa ha bisogno di riforme profonde e che questo avviene attraverso la nostra conversione” e raccomanda: “Andateriparate con la vostra fede, con la vostra speranza e con la vostra carità”, il Signore forse non dice: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»? 
  • La seconda sull'affermazione, associata dall'articolista al fatto che "potremmo far perdere la fiducia nei nostri padri spirituali": “Coloro che fanno annunci sensazionali di cambiamento e rottura sono falsi profeti”. A chi si riferisce Sarah? A chi promuove il cambiamento e la rottura (peraltro innegabili) o a chi denuncia? Bisognerebbe contestualizzare leggendo il libro.
    O quando vien detto "Può anche incoraggiare la disobbedienza in nome della purezza teologica: non dobbiamo dimenticare che i protestanti originari si consideravano conservatori". 
  • La terza sull'osservazione: “... Di cosa abbiamo bisogno per cambiare noi stessi? Di tutto ciò che non ci separa da Lui. Egli attacca le radici spirituali e morali delle marcite radici che si diffondono ben oltre il Vaticano e vanno oltre il 2013”.
    Questo è vero; Le radici del male sono sempre presenti e non riguardano solo questo pontificato; ma alcuni polloni (certamente provenienti da lontano) e ora divenuti foresta inestricabile sono entrati attraverso le più volte ricordate ambiguità e innovazioni travestite da aggiornamento del 'pastorale' Vaticano II. E, se allora le marcite radici erano in profondità, sepolte da una più o meno spessa coltre di terra buona, ora sono in superficie e ammorbano l'aria che respiriamo. Nell'ottica del cardinale significa che devono aumentare la preghiera e l'offerta. Cosa buona e giusta; ma come la mettiamo con le sentinelle deste di cui sopra, che già Giovanni XXIII etichettava come profeti di sventura e ora vengono sprezzantemente ignorate (vedi i Dubia e i reiterati successivi appelli e richiami)? Esse che non sono mai mancate e mai mancheranno nel Popolo di Dio diventato corpo mistico di Cristo, mentre ora dovrebbero tacere e obbedire, se non ho capito male? Tra l'altro San Giovanni della Croce obbediva alle punizioni ma non  recedeva dalle sue convinzioni.
Certamente la conversione personale e la coerenza di vita - grazie ad una fede retta alimentata da preghiera, digiuno e altri sacrifici - è ciò che fa di una persona un cristiano, un Figlio di Dio nel Figlio. La conversione è alla base di ogni impegno personale e comunitario per il presente e per il futuro della Chiesa e del mondo; ma nell'ottica dell'incarnazione non esclude la risposta personale, se occorre, di testimonianza pubblica, coram populo, commisurata alla responsabilità del proprio status. A maggior ragione per chi riveste un grado elevato della gerarchia piuttosto che per un fedele comune. Me lo dico razionalmente e in coscienza; ma il discorso mi mette in crisi e non mi spiego come il cardinale possa affermare che Papa Francesco è un “figlio fedele e devoto di sant’Ignazio”. Semmai è ciò per cui si prega...  E, se posso continuare a pregare per il papa, non posso obbedire o aderire al profluvio di storture, a danno di tante anime, che vedo e sento ogni giorno. Inoltre mi ricorda quei conservatori conciliari che per anni ci hanno messi al bando definendoci "tradi-protestanti". E comunque sarà utile risalire al testo originale (Maria Guarini) 

Card. Sarah: “La Chiesa non la riformiamo con la divisione e l’odio, ma quando cominciamo a cambiare noi stessi!”

Nel 1577, San Giovanni della Croce fu fatto prigioniero da un gruppo di carmelitani di Toledo che si opponevano alle riforme dell’Ordine che si accingeva ad intraprendere con Santa Teresa d'Ávila. Per otto o nove mesi, fu tenuto in una cella di 1,8 per 3 metri. Il soffitto era così basso che Giovanni, per quanto piccolo di statura, a stento riusciva a stare in piedi. La sua unica tunica era costantemente intrisa di sangue a causa dei frequenti flagelli. Il cibo che gli davano era così cattivo che sospettava che i suoi carcerieri cercassero di avvelenarlo; diceva un Atto d’amore ad ogni morso per darsi coraggio contro la calunnia.

Eppure fu qui che scrisse il Cantico Spirituale e parti del suo capolavoro, La notte oscura dell’anima. Sopportava la prigionia e la tortura con tale amore, pazienza e determinazione che i carmelitani più anziani lo chiamavano “il codardo”. I monaci più giovani – non ancora avvelenati dalla decadenza e dallo spirito di faziosità della Chiesa del XVI secolo – piansero il coraggio di Giovanni di fronte alla sofferenza. T tra loro sussurravano: “Questo è un santo”.

venerdì 8 novembre 2019

Altre voci a favore dell’innocenza di Pell. Mentre funzionari vaticani rivelano: “Il cardinale si oppose a un’operazione finanziaria sostenuta da Becciu”

Due ex impiegate della scuola della cattedrale di Melbourne, in Australia, esprimono forti dubbi circa le accuse che hanno portato il cardinale George Pell in carcere con l’accusa di abusi sessuali.

Secondo quanto riferisce il National Catholic Register, le ex impiegate, Lil Sinozic e Jean Cornish, si sono anche dichiarate deluse per il fatto che il collegio di difesa di Pell non le abbia chiamate come testimoni nel processo.
Pell, settantotto anni, è stato condannato perché nel 1996, quando era arcivescovo di Melbourne, avrebbe costretto due adolescenti, membri del coro, a commettere atti sessuali, subito dopo la celebrazione della messa domenicale, nella sacrestia della Cattedrale di San Patrizio, e per aver accarezzato uno dei ragazzi in un corridoio nel 1997.

All'indice le idee del "Giornale" et alii: la Turchia detta la linea alla Ue

Sapete dirmi, dopo aver letto l'articolo che riprendo di seguito, che fine ha fatto la logica, assieme al comune buon senso? Nel frattempo la Commissione Segre/Cirinnà [qui] si «impegna a livello nazionale contro l’odio in tutte le sue forme e in particolare contro l’hate speech», anche se lo si riconosce di «difficile definizione» perché ancora non ne esiste «una definizione normativa», col rischio non remoto che se ne diano interpretazioni e conseguenti applicazioni arbitrarie. Tra le forme di incitamento all'odio razziale si cita espressamente anche l'antislamismo, mentre nessun accenno all'anticristianesimo quando nel mondo migliaia di cristiani vengono perseguitati e uccisi ogni giorno e le Chiese violate e vandalizzate sono cronaca quotidiana. Il problema è che, dal testo della mozione e dalle dichiarazioni rilasciate, emerge la concreta possibilità che siano considerate 'parole d’odio' anche tutte quelle che riguardano la difesa dell’identità nazionale, della famiglia naturale e dei valori tradizionali, ma diventerà difficile persino parlarne perché potrà esser chiesta la censura in rete delle idee non allineate, non gradite, non conformi al pensiero unico politicamente corretto ma dall'etica distorta, o meglio alla propaganda ideologica e nichilista dominante, che ha escluso dall'Europa le radici cristiane. (M.G.)

Articoli e pubblicazioni nel rapporto sull'islamofobia di Bruxelles. Redatto da una fondazione di Ankara

I turchi mettono all'indice giornali, libri e politici italiani. E lo fanno con i soldi dell'Unione europea, cioè in definitiva nostri.
Dietro il paravento di un uso arbitrario dell'«islamofobia» si consuma così il più beffardo dei paradossi: un «rapporto» sferra bacchettate a destra e a manca - soprattutto a destra - e lancia accuse pesanti quanto approssimative, per arrivare alla più scontata delle generalizzazioni: «L'islamofobia in Italia è reale».
Il primo problema è che questa improbabile lezione di democrazia e tolleranza parla turco. La beffa è che - come recita la copertina - la pubblicazione sia stata «prodotta con il sostegno finanziario dell'Unione europea», la nostra Europa che si trincera dietro un pilatesco «i contenuti sono di esclusiva responsabilità degli autori delle relazioni nazionali; e non riflettono necessariamente le opinioni dell'Unione europea e del ministero degli Affari esteri - Direttorato degli Affari europei».

Venerdì 8 novembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica ora perfino amazzonica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profilano all'orizzonte anche gli esiti inquietanti del Sinodo dell'Amazzonia appena concluso [qui]
Preghiamo per come viene contristato il Signore nella Sua Chiesa, nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia specialmente in questo tempo, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
Dalle «Lettere» di
Sant'Agostino, vescovo

(Lettera 98, 9)

giovedì 7 novembre 2019

Uno scempio felicemente rientrato

La Madonnina che nel rione Monti, a Roma, aveva davanti a sé numerosi cassonetti dei rifiuti è stata liberata. Dopo che, giorni fa, nel blog abbiamo denunciato quello scempio inaccettabile, i cassonetti finalmente sono stati portati via. Ringraziamo i cittadini che non hanno rinunciato a combattere. Ringraziamo l’amministrazione comunale capitolina che non è rimasta insensibile. Rendiamo grazie a Dio! - Fonte

Mons. José Luis Azcona condanna l’“Instrumentum Laboris” del Sinodo sull’Amazzonia e definisce demoniaci i riti nei giardini vaticani

Dopo il testo che segue pubblichiamo anche quello in cui Mons. Azcona definisce demoniaci i riti con gli idoli amazzonici compiuti nei giardini Vaticani.

Mons. José Luis Azcona, agostiniano recolletto e vescovo emerito della Prelatura di Marajó, nella regione amazzonica, ha dato il suo parere sull’“Instrumentum Laboris” (IL) del sinodo sull’Amazzonia. Lo considera completamente distante dalla realtà della regione, in contrasto con la fede e mette in guardia dal pericolo di scisma nella Chiesa.

(ACI/InfoCatólica) Nella sua analisi, offerta al Gruppo ACI , Mons. Azcona mette in discussione i punti centrali dell’IL, il cui testo, a suo avviso, dà una “visione distorta” del cosiddetto “volto amazzonico”, dell’“interculturalità” e dell’ordinazione di uomini sposati.

Amazzonia, protestante pentecostale

Secondo il prelato: «l’Amazzonia, almeno la brasiliana, non è più cattolica» e «questo punto di partenza è cruciale per la celebrazione del Sinodo. Dal momento che l’Amazzonia ha una maggioranza pentecostale, questo fenomeno dev’essere trattato in profondità. Qualunque visione di un’Amazzonia che non esiste più è fatale per la sua completa evangelizzazione. In alcune regioni dell’Amazzonia, la maggioranza pentecostale raggiunge addirittura l’80%».

mercoledì 6 novembre 2019

Carlo Maria Viganò: 'L'abominio dei riti idolatrici è entrato nel santuario di Dio'

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews  (6 novembre 2019) - L'arcivescovo Carlo Maria Viganò chiede la riconsacrazione della Basilica di San Pietro, alla luce di quelle che lui chiama "le spaventose profanazioni idolatriche" commesse tra le sue mura attraverso la venerazione della Statua della Pachamama.

Intervista concessa a Diane Montagna

Eccellenza, come caratterizzerebbe l'arco del resoconto sinodale? C'è un'immagine che la sintetizzi adeguatamente?

La nave della Chiesa è in piena tempesta. Per sedarla, i Successori degli Apostoli che hanno lasciato Gesù sulla riva e che non percepiscono più la Sua presenza, hanno iniziato a invocare la Pachamama!
Gesù ha profetizzato: "Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione....vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà" (Mt 24, 15; 21).
"L'abominio dei riti idolatrici è entrato nel santuario di Dio e ha dato origine a una nuova forma di apostasia i cui semi, già attivi da lungo tempo, ora crescono con rinnovato vigore ed efficacia". "Il processo della mutazione interna della fede, che ha avuto luogo nella Chiesa cattolica per diversi decenni, ha visto con questo Sinodo una drammatica accelerazione verso la fondazione di un nuovo credo, riassunto in un nuovo tipo di adorazione [cultus]. In nome dell'inculturazione, elementi pagani infestano il culto divino in modo da trasformarlo in un culto idolatrico".

Ancora vandalismi contro i simboli sacri cristiani. Tutti ciechi o complici?

Segnalazione di un lettore:
""A sinistra, la statua di Santa Bernadette decapitata ieri nella chiesa francese di Oberhaslach. 
A destra, la statua della Madonna decapitata in Iraq. Benvenuti in Europa! Tout va bien!""
Purtroppo si moltiplicano i casi di  Chiese bruciate o profanate. In Francia non si contano più, nel silenzio indifferente e complice dei media e dei governanti. Di fatto l'Europa - che non crede più in nulla - ci sta trascinando nel baratro, colpevolizzando l'Occidente di tradizione cristiana e sottomettendosi al nuovo Padrone islamico in arrivo, che considera forte, prolifico, invincibile, pieno di rozza voglia di vivere, unico rimedio materiale al caos e al nulla di cui è malata. Ma il Signore della Storia è ancora presente e lo sarà fino alla fine dei tempi. Non solo nei tanti segni lasciati dalla fede millenaria; ma nei cuori dei fedeli che soffrono e offrono e non tacciono, nonostante si continui a rinnegarLo persino ai più alti vertici ecclesiatici... Il resto non è che conseguenza, ma non praevalebunt!

José Antonio Ureta. Sinodo Panamazzonico o Sinodo di Pistoia?

Chissà se è per timore dei cardinali Brandmüller, Müller e Burke oppure per non dare ragione al vescovo Athanasius Schneider [vedi rispettivi interventi: Indice degli articoli sul Sinodo per l'Amazzonia] che il Vaticano ha ritenuto prudente evitare la presenza della statua della Pachamama nella Messa di chiusura dell’Assemblea speciale del Sinodo per la Regione Panamazzonica. Chissà se è per lo stesso motivo che gli scandalosi riferimenti panteistici dell‘Instrumentum laboris, con le loro lodi alle religioni pagane come strumenti alternativi di salvezza, sono stati diplomaticamente limati nel Documento finale.
Tuttavia, uno dei proiettili della vera e propria bomba a grappolo di fabbricazione tedesca che è stato il recente Sinodo ha portato, nel Documento Finale, una carica esplosiva maggiore di quella dei suoi documenti preparatori. Mi riferisco all’ambita rivoluzione ecclesiologica, corrispondente ai sogni  dorati di Leonardo Boff ed espressi nel suo libro “Ecclesiogenesi: le comunità di base reinventano la Chiesa”[1].

martedì 5 novembre 2019

Un prete cattolico brucia l'effigie 'satanica' di Pachamama in riparazione dell'idolatria in Vaticano

Dopo la bella testimonianza del ragazzo austriaco [qui]. Indice degli articoli sul Sinodo Amazzonico.

Don Hugo Valdemar Romero, portavoce della diocesi di Città del Messico, con a fianco un'icona di San Michele Arcangelo,  ha bruciato effigi delle statue pagane di “Pachamama” mentre guidava la preghiera dei fedeli  in espiazione del peccato di idolatria consumato in Vaticano durante il Sinodo dell'Amazzonia recentemente concluso. Ha eseguito il rito in riparazione anche della presenza della preghiera alla pachamama contenuta nel materiale stampato a cura della CEI (non c'è che dire, complimenti ai nostri vescovi, sono diventati famosi). Il vescovo emerito Rene Henry Gracida (texano, da un po' di tempo è uno di quelli che si fanno sentire frequentemente) ha riportato alcune dichiarazioni di Valdemar Romero, che si riferiscono anche ad una dichiarazione di un esorcista: la pachamama incinta sarebbe la parodia satanica della Madonna e di Cristo; ovvero, il bimbo che la pachamama porta in grembo sarebbe l'Anticristo.
“La Benedetta Vergine [Maria] di Guadalupe, come sappiamo, è una giovane donna incinta. Porta in grembo Gesù che deve dare alla luce il nuovo continente (il nuovo mondo). Dice che viene a concedere il suo amore a tutti gli abitanti di questo intero continente (non solo il Messico). È incinta e porta Gesù che ci porterà il Vangelo e scaccia le tenebre dell'idolatria e del diavolo ”.
“Un amico esorcista afferma che questo idolo (Pachamama) è in realtà la figura dell'anticristo. È una bestemmia e una parodia di Maria. Pachamama è incinta, ma porta l'anticristo per partorirlo nella chiesa massonica, per distruggere i sacramenti e tornare all'idolatria e alla superstizione. Quindi, questo anticristo che deve dare alla luce una chiesa con un "volto amazzonico" è un abominio, è una contraddizione con la dottrina della Chiesa. Ed è questa la dinamica in cui ora questi idolatri vogliono entrare ".
"Quindi, in segno di opposizione alle offese commesse nei confronti della Santissima Vergine Maria a Roma, nella sua chiesa della Traspontina, noi, come protesta e come segno di riparazione, bruciamo questo idolo satanico del Pachamama". [Fonte]

Vescovo Schneider. La penetrazione dei modernisti nella Chiesa ha raggiunto il suo picco nel Concilio Vaticano Secondo

In occasione della Conferenza sull'identità cattolica, Michael Matt di Remnant Newspaper intervista il vescovo Athanasius Schneider (video, 2 novembre) che ha spaziato su vari temi: dal Sinodo dell'Amazzonia alla massoneria nella Chiesa. Acquista rilievo per il riferimento esplicito al Concilio Vaticano II, al sedevacantismo e alla necessità di rimanere fedeli alla Chiesa nonostante la Rivoluzione da parte delle gerarchie più alte.
Mons. Schneider nomina la massoneria definendola come "anticlericale" e "nemica della Chiesa di Cristo", sottolineando che essa non si pone contro la religione in generale, ma contro l'unicità e l'esclusività di Gesù Cristo, della Sua Chiesa e della Sua Divina Rivelazione.
Afferma che i modernisti del XX secolo hanno seguito un pensiero simile a quello dei massoni, senza necessariamente esserlo e la loro penetrazione nella Chiesa ha raggiunto il suo apice nel Concilio Vaticano II usato per promuovere il pensiero naturalista, antropocentrico, relativista. Dopo il Concilio, i modernisti, anche veri massoni, hanno ottenuto incarichi ai vertici nella Chiesa.
Schneider aggiunge che col papa attuale, "vere eresie" e "rinnegatori della verità Cattolica non solo vengono promossi ad incarichi nelle alte gerarchie nella Chiesa", ma sono perfino "ricompensati per il loro tradimento di Cristo".
Dopo la critica esplicita del Sinodo amazzonico Schneider spiega perché in questa ora, la più buia della Chiesa Madre, la scelta non è quella di abbandonarla, ma tutti gli uomini e le donne della cristianità sono chiamati a difendere la Sposa di Cristo.
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Già nell'ottobre del 2010 - in occasione del Convegno organizzato dai Francescani dell'Immacolata[1]: Concilio Ecumenico Vaticano II. Un Concilio pastorale. Analisi storico-folosofico-teologica per un'eremeneutica del Vaticano II alla luce della Tradizione della Chiesa [qui] -, Mons. Athanasius Schneider, ha presentato una relazione nella quale dopo un lungo e articolato excursus di taglio teologico pastorale sulle "luci del Concilio" - che si collocano in quel livello, citato da Mons. Gherardini, nel quale l'Assise riprende verità già definite - afferma che la 'rottura' si manifesta nella svolta antropocentrica e nel campo Liturgico ed è individuabile nel chiasso ermeneutico delle applicazioni contrastanti e nei gruppi eterodossi.
In conclusione, egli ha invocato un "sillabo" con valore dottrinale, con completamenti e correzioni autorevoli in campo liturgico e pastorale. Ma, prima di questo, tutta la sua trattazione è una sintesi mirabile e magistrale della missione e della realtà della Chiesa, operata riprendendo e tracciando il filo conduttore fornito dai testi selezionati del Concilio stesso e dei pronunciamenti dei Papi, seguendone il filo aureo attraverso citazioni puntuali e rivelative; il che non toglie valore alla invocazione conclusiva, evidentemente mossa dagli effetti, ormai sotto gli occhi di tutti, delle applicazioni sconsiderate che hanno vanificato quel vero spirito che animava i papi del Concilio e certamente la pars maior et sanior dei Padri Conciliari[2].
Qui il testo integrale della relazione dal titolo: Proposte per una corretta lettura del Concilio Vaticano II. Il primato del culto di Dio come fondamento di ogni vera teologia pastorale.  (Maria Guarini)
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1. Doveva essere il primo di una lunga serie, con la partecipazione di relatori del calibro di quelli del Convegno iniziale al quale ho partecipato con grande entusiasmo e aspettative. Non esito a ritenere che sia stata una delle ragioni del brutale stroncamento dell'Ordine [qui], insieme agli approfonditi studi sulla Massoneria ed alla fedeltà al Rito antico, nonostante il biritualismo.
2. Applicazioni rese possibili dalla ambiguità e dagli elementi di vera e propria rottura inseriti sotto il pretesto dell'aggiornamento nei testi dei vari Documenti conciliari, promossi da una minoranza combattiva, composta dai fautori della Nouvelle Théologie (tra i quali Ratzinger) che di fatto ne furono gli applicatori. Una mia sintesi qui: Permanere nella verità di Cristo. Spero di avere l'opportunità di aggiornarla con le drammatiche ingravescenti rivoluzioni dell'ultimissimo periodo.

lunedì 4 novembre 2019

La testimonianza autentica: "Ho gettato gli idoli pagani nel fiume Tevere!"

Ne abbiamo parlato qui. Per approfondire: indice articoli sul Sinodo dell'Amazzonia.
La rabbia e l'orgoglio. E la fede. Si chiama Alexander Tschugguel. È un ragazzo austriaco e ha poco più di venti anni. Dio lo benedica.


Trascrizione
Salve, mi chiamo  Alexander Tschugguel e sono la persona che ha gettato l’idolo Pachamama nel Tevere. Perché l’ho fatto?
Dovete sapere che ho seguito molto da vicino quello che stava accadendo a Roma al sinodo sull’Amazzonia, e ho pensato che avrei dovuto avere più informazioni. Per questo mi sono recato a Roma all’inizio del sinodo per partecipare ad alcune conferenze e avere più informazioni, da vicino, su tutte le problematiche relatve all’Amazzonia delle quali si discuteva.
Ho visitato la chiesa di Santa Maria in Traspontina, che si trova proprio tra Castel Sant’Angelo e la basilica di San Pietro. In quella chiesa, in due cappelle preparate per i visitatori del sinodo sull’Amazzonia, c’erano simboli della cultura e dell’area amazzonica. E tra questi vi erano le statue della cosiddetta Pachamama.

Negli USA cala il numero dei cattolici ma aumenta quello delle parrocchie tradizionali

Nella nostra traduzione dal Washingotn examiner un articolo di Jeffrey Cimmino

Negli USA è in aumento il numero di parrocchie cattoliche tradizionali gestite dalla Fraternità Sacerdotale di San Pietro: questo dato è in controtendenza rispetto al calo generale e costante del numero dei fedeli cattolici che si registra in America da decenni.
Lo scorso anno, le parrocchie gestite dalla Fraternità – un gruppo di sacerdoti che si dedicano alla celebrazione nel rito tradizionale latino della liturgia cattolica – hanno registrato un considerevole aumento di partecipanti alla messa della domenica. La liturgia tradizionale – che attrae molti fedeli – è il rito della messa che si celebrava prima delle riforme introdotte dal Concilio Vaticano II, un concilio di vescovi cattolici tenutosi negli anni Sessanta.
A Los Angeles la fraternità ha ottenuto la sua chiesa solo nel 2018, ma il numero di persone che frequentano la messa della domenica è già aumentato da 250 a 500. Il parroco, Padre James Fryar, ha commentato sul sito della fraternità che “sono venute altre 200 persone” da quando la sua parrocchia ha aggiunto una quarta messa domenicale.

domenica 3 novembre 2019

La Segre e il dissenso da strangolare. Una trappola politica.

La “mozione Segre” approvata in Senato il 31 ottobre scorso non è - come si vorrebbe far credere - una Commissione straordinaria «per il contrasto ai fenomeni dell’intolleranza, del razzismo, dell’antisemitismo, e dell’istigazione all’odio e alla violenza», tra le cui prerogative c'è anche quella di «formulare pareri su disegni di legge e affari deferiti ad altre Commissioni».
È più esatto chiamarla “Boldrini/Segre”, perché ricalca fedelmente la commissione 'Jo Cox' istituita dall'allora presidente della Camera, con la finalità di creare un gruppo di 'saggi' con il potere di censurare chi non rispetta i canoni del politicamente corretto.
Mi limito ora, in prima battuta, ad alcune osservazioni sugli aspetti più immediatamente evidenti, consapevole che si tratta di una trappola politica che si riverbera in diversi ambiti con risvolti che andranno approfonditi, perché l'intento è quello di adattare le azioni di contrasto al contesto e ai fenomeni sociali, economici, politici e tecnologici in corso. È chiaro che si tratta di una commissione finalizzata alla censura politica, col pretesto del contrasto all'antisemitismo abbinato al neofascismo(!?); il che conferisce anche il potere di chiedere la censura in rete delle idee non allineate, non gradite, non conformi al pensiero unico politicamente corretto ma dall'etica distorta. Un attacco frontale alle voci fuori dal coro, in un momento storico in cui sta montando un serio conflitto di natura politico-economica-valoriale fra sistema e cittadini.

sabato 2 novembre 2019

Il disappunto del papa alla fine del Sinodo. Perché?

Per quanto possa sembrare strano, il Pontefice regnante non era contento, alla fine del Sinodo dell’Amazzonia, un evento “inventato” per cercare di fare passare alcuni elementi di stravolgimento della tradizione della Chiesa. Mi spiego. Ha organizzato un sinodo locale – che avrebbe dovuto svolgersi localmente, per esaminare localmente eventuali problemi locali di una situazione che coinvolge pochi milioni di fedeli sul miliardo e trecento milioni dell’orbe terracqueo – per far passare, come la punta del cuneo, cambiamenti che verranno afferrati rapidamente da vescovi interessati qui e là, ovunque, e che non sarebbero stati approvati se fossero stati sottoposti all’esame di un “vero” sinodo mondiale.
La conferenza episcopale tedesca, che è la maggior finanziatrice della Santa Sede, e che di conseguenza pensa di poterne dettare la politica, vuole modifiche in diversi punti della dottrina cattolica. Celibato dei preti, ruolo delle donne, laici, matrimonio omosessuale etc.

venerdì 1 novembre 2019

Regina Sanctorum omnium, intercede pro nobis!

Come il rito è ripetizione, ma è sempre nuovo nel sacrificio di Cristo che è reso presente come fosse la prima, ultima, unica volta, così la 'santa routine' della ripetitività ci invita a solennizzare la Ricorrenza di oggi. I frutti maturano nella ripetizione e nell'abitudine. 
Buona Festa di Ognissanti a tutti!  -  Vedi precedente nel blog.

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate
(Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)

Affrettiamoci verso i fratelli che ci aspettano

A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perché ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. Ѐ chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro. Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri.
Il primo desiderio, che la memoria dei santi o suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme all'assemblea dei patriarchi, alle schiere dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.

Venerdì 1 novembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profilano all'orizzonte anche gli esiti inquietanti del Sinodo dell'Amazzonia in corso in questi giorni [qui]
Preghiamo invocando, oggi in particolare che è la Festa di Ognissanti, tutti i Santi del cielo per come viene contristato il Signore nella Sua Chiesa, nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia specialmente in questo tempo, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
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Riflessione settimanale
Dai «Discorsi» di
Sant'Agostino, vescovo

(Discorso sul Salmo 81)