martedì 20 novembre 2018

Continuità con la missione della Chiesa? Bilancio quinquennale dell'attuale pontificato

Continuità o rottura
nella missione della Chiesa?

Le espressioni “cambio di paradigma” e “rivoluzione culturale”, con cui si vuole auto-definire il pontificato di Francesco, indicano l’idea di una radicale trasformazione. Si tratta di continuità o rottura nella missione della Chiesa? E come devono porsi i fedeli davanti a tale panorama?
Per rispondere a queste ed altre domande, l’Associazione Tradizione Famiglia Proprietà organizza una serie di conferenze in sei città, a partire da lunedì 26 novembre, nelle quali parleranno autorevoli rappresentanti del mondo cattolico italiano. Le conferenze si terranno a Milano, Verona, Firenze, Roma, Napoli, Salerno.
Nel corso dell’incontro sarà presentato il libro di José Antonio Ureta «Il cambio di paradigma di Papa Francesco. Continuità o rottura con la missione della Chiesa?», Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, Roma 2018, 233 pp.
Vedere i rispettivi inviti sotto riportati (cliccare sulle immagini per leggerle ingrandite)

Il “partito degli africani” della Kyenge rappresenta una seria minaccia alla nostra identità nazionale, al nostro stato di diritto e alla nostra democrazia

Le critiche più puntali ed efficaci a certe aberrazioni della politica e della cultura attuali vengono paradossalmente da un nuovo italiano, ma di quelli veri, com'è Magdi Cristiano Allam.
Ricevo da un lettore: "La congolese che nel nostro paese si permette una cosa del genere, cioè di creare un partito separatista e che ha tutte le caratteristiche per essere definito un partito razzista. Tutto questo in uno stato che non è il suo! Ringraziamo sempre il PD e il sig. Letta. Se ne avessimo fondato uno noi di partito cui possono avere accesso solo i bianchi?"

L’annuncio della nascita di un “partito degli africani” in Italia deve farci seriamente riflettere sulla sostanza della nostra identità nazionale, sulla tenuta del nostro stato di diritto e sul futuro della nostra democrazia. Il fulcro della questione è: possiamo concepire un’identità nazionale duplice o plurima, dove il singolo cittadino identifica se stesso contemporaneamente come italiano e come congolese? Può il nostro stato di diritto accogliere al suo interno doppi o multipli binari giuridici al fine di legittimare istanze giuridiche diverse che esprimono ambiti religiosi, culturali e sociali diversi? Può la nostra democrazia caratterizzarsi non più sul confronto dialettico tra idee che rappresentano gli italiani, ma sullo scontro di interessi strategici tra persone che difendono religioni, etnie o nazionalità diverse?
È stata Cécile Kyenge, l’ex Ministro per l’Integrazione nel Governo di Enrico Letta dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, attuale europarlamentare del Partito Democratico, a formalizzare a Modena lo scorso 9 e 10 novembre la costituzione di “Afroitalian Power Initiative”, letteralmente “Iniziativa per il Potere Afro-italiano”, che ambisce ad essere il partito degli africani con cittadinanza italiana.

lunedì 19 novembre 2018

Pastori, dove siete? - Don Elia

Pasce oves meas. Confirma fratres tuos (Gv 21, 17; Lc 22, 32).

Sembrava tutto troppo tranquillo. Le solite manovre diversive avevano distratto tanti, entrati subito in fibrillazione per presunte indiscrezioni sullo sdoganamento dell’omofilia o su cambiamenti nella  liturgia da promulgare urbi et orbi nella Messa conclusiva, o ancora sull’abolizione del celibato o sull’ammissione delle donne al ministero. Invece i furbastri del pool bergogliano stavano lavorando di nascosto su tutt’altro versante. In realtà l’assoluta mancanza di trasparenza (eliminazione della relazione intermedia sulle discussioni sinodali, embargo sui testi degli interventi, comunicazione strettamente controllata dall’alto…) faceva già fiutare il colpo basso, preparato lontano dai riflettori per neutralizzare ogni opposizione. I vescovi, a impedire le vivaci polemiche che agitarono i due “sinodi sulla famiglia”, si son visti forzati a votare un testo preconfezionato e presentato all’ultimo momento, di cui mancavano le traduzioni e sul quale non avevano avuto il tempo di riflettere. Per inciso: quando il Magistero era scritto in latino e i Pastori cattolici lo conoscevano, non c’era alcun bisogno di tradurre un bel nulla…

Il clericalismo del cardinal Levada

Nella nostra traduzione da Church Militant dello scorso 16 novembre un articolo di Christine Niles : Il clericalismo del card. Levada. Un incontro rivelatore a Baltimora. Qui il precedente

Sebbene questa settimana si sia avuta un'attenzione diffusa da parte dei media sulle dichiarazioni pubbliche accuratamente elaborate dai vescovi durante la loro riunione annuale a Baltimora, i più illuminanti sono stati i colloqui privati con vari prelati; in particolare, un incontro con il Cardinale William Levada.

Giovedì, mentre diversi vescovi stavano lasciando l'Hotel Marriott Waterfront e nell'attesa, nella hall, dei taxi per l'aeroporto, abbiamo scorto Levada che conversava con altri vescovi nell'atrio. Il cardinale 82enne, appena il giorno prima, durante la riunione a porte chiuse dei vescovi, si è alzato in piedi e si è espresso contro la mozione per la richiesta alla Santa Sede di rilasciare i file sul Arcivescovo Theodore McCarrick, predatore sessuale, sostenendo che un voto del genere avrebbe solo allargato il divario tra i vescovi statunitensi e Papa Francesco. Levada ha supportato il suggerimento del vescovo di New Jersey Joseph Tobin secondo cui la proposta avrebbe dovuto essere riformulata per esprimere sostegno alle indagini del Vaticano.

domenica 18 novembre 2018

Oggi inizia la Novena alla Vergine della medaglia miracolosa

Le invocazioni che seguono vanno ripetute per nove giorni.

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta parte prendi alle nostre pene e quanto di adoperi per stornare da noi i castighi di Dio e impetrarci le sue grazie, muoviti a pietà della presente nostra necessità; consola la nostra afflizione e concedici la grazia che ti domandiamo. 
Salve Regina
O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, quale rimedio a tanti mali spirituali che ci affliggono, ci hai portato la tua Medaglia, affinché fosse difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.
Salve Regina
O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, tu hai promesso che grandi sarebbero state le grazie per i devoti della tua Medaglia che ti avessero invocata con la giaculatoria da te insegnata; ebbene, o Madre, ecco che noi, pieni di fiducia nella tua parola, ricorriamo a te e ti domandiamo, per la tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.
Salve Regina
O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te!
Sub tuum praesídium confúgimus,
sancta Dei Génetrix;
nostras deprecatiónes ne despícias
in necessitátibus;
sed a perículis cunctis
líbera nos semper,
Virgo gloriósa et benedícta.
Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
santa Madre di Dio:
non disprezzare le nostre suppliche
nelle necessità,
ma liberaci sempre da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

La sesta domanda: "Non ci immettere nella tentazione" - Sant'Agostino

Lo abbiamo già ricordato qui, nel proporre il testo di San Tommaso sulla sesta domanda del Pater, ma giova ripetere che abbiamo una vena aurea, inestinguibile, dalla quale possiamo attingere copiosamente. Anche quello che segue (tratto dal De sermone Domini in monte, II, 9, 30-34 di Sant'Agostino) è uno dei testi che in giorni come questi ci tengono ancorati alle sorgenti dell'insegnamento costante della Chiesa. Sul Pater, vedi nel blog: Non abbandonarli alla tentazione di cambiare il Padre nostro [qui]; Il “Padre nostro” in versione sacrilega [qui]

Dedicato a tutti coloro che ritengono "necessario" modificare il Padre nostro...

La sesta domanda è: Non ci immettere nella tentazione (Mt 6, 13). Alcuni manoscritti hanno: Indurre, che ritengo abbia il medesimo significato; infatti dall’unico termine greco è stato tradotto l’uno e l’altro. Molti poi nel pregare dicono: Non permettere che siamo indotti in tentazione, mostrando, cioè, in che senso sia stato usato l’indurre. Infatti Dio non ci induce da se stesso, ma permette che vi sia indotto colui che per un ordinamento occultissimo e meriti avrà privato del suo aiuto. Spesso anche per ragioni manifeste egli giudica uno degno fino a privarlo del suo aiuto e permettere che sia indotto in tentazione. Una cosa è infatti essere indotto in tentazione e un’altra essere tentati. Infatti senza la tentazione nessuno è adatto alla prova, tanto in se stesso, come si ha nella Scrittura: Chi non è stato tentato che cosa sa? (Eccli 34, 9), quanto per l’altro, come dice l’Apostolo: E non avete disprezzato quella che era per voi una tentazione nella carne (Gal 4,14). Da questo fatto appunto li ha riconosciuti costanti, perché non furono distolti dalla carità a causa delle sofferenze capitate all’Apostolo nel fisico. Infatti noi siamo noti a Dio prima di tutte le tentazioni perché egli sa tutto prima che avvenga.

Gerusalemme, la ‘colonizzazione’ israeliana degli immobili per cacciare palestinesi (e cristiani)

La vendita della casa di famiglia del guardiano (musulmano) delle chiavi del Santo Sepolcro conferma una tendenza crescente. Per un palestinese cedere l’immobile a un ebreo è considerato una vergogna e un tradimento. Per gli intermediari ebrei è un mezzo “pacifico” e “fantastico” per partecipare al conflitto territoriale. Un fenomeno che preoccupa anche leader cristiani. La condanna del vescovo greco-ortodosso: L’obiettivo è marginalizzare la presenza cristiana in Terra Santa.
Gerusalemme (AsiaNews) - La vendita anomala e misteriosa della casa del guardiano (un musulmano) delle chiavi del Santo Sepolcro a Gerusalemme, acquistata di recente da un ebreo israeliano, ha riaperto la ferita dei beni e delle proprietà immobiliari nella città santa. Adeeb Joudeh, discendente di una famiglia che dai tempi delle Crociate regola l’accesso al luogo più caro della cristianità, ha visto entrare ebrei israeliani nella casa. E a quanti chiedono spiegazioni, egli assicura di aver venduta la proprietà nel 2016 a un uomo di affari palestinese, non “al nemico”.

sabato 17 novembre 2018

Joseph Ratzinger interviene in occasione di un simposio sui "nuovi diritti".

Joseph Ratzinger lucido e presente... Poiché in alcune occasioni non sono mancati suoi interventi -- pensiamo ad esempio alla sua risposta alla critica del card. Brandmüller [qui] e alle precisazioni sulle dichiarazioni del Viganò responsabile della comunicazione vaticana [qui]) --, ci aspetteremmo una sua reazione ai recenti attacchi al Summorum Pontificum in seno alla CEI [qui].

Clicca sull'immagine per ingrandire
La lettera del Papa emerito Benedetto XVI letta ieri mattina, 15 novembre 2018, durante l'inaugurazione del Simposio Internazionale "Diritti fondamentali e conflitti fra diritti", organizzato dalla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI in collaborazione con la Università Lumsa, a Roma (15-16 novembre 2018).

«Fin da quando sono stato informato – diversi mesi fa – del primo progetto del simposio», scrive Joseph Ratzinger nella lettera firmata il 12 novembre, «le ho subito manifestato il mio apprezzamento per l’iniziativa, considerandola straordinariamente utile. In particolare, mi è sembrato importante che si parli esplicitamente della problematica della “moltiplicazione dei diritti” del rischio “della distruzione dell’idea di diritto”. È una questione attuale e fondamentale per tutelare le basi della convivenza della famiglia umana, che merita di essere messa ancora una volta a tema di una riflessione approfondita e sistematica, come il programma del simposio dimostra di voler fare. Assicuro perciò a tutti i relatori e ai partecipanti al simposio la mia stima e la mia vicinanza nella preghiera perché il Signore benedica i lavori come prezioso servizio per la Chiesa e per il bene della famiglia umana».

S. Tommaso, Commento al Padre nostro. La sesta domanda

Abbiamo una vena aurea, inestinguibile, dalla quale possiamo attingere copiosamente. Quello che segue è uno dei testi che in giorni come questi ci tengono ancorati alle sorgenti dell'insegnamento costante della Chiesa. Sul Pater, vedi nel blog: Non abbandonarli alla tentazione di cambiare il Padre nostro [qui]; Il “Padre nostro” in versione sacrilega [qui]

Dedicato a tutti coloro che ritengono "necessario" modificare il Padre nostro...

Sesta domanda: e non ci indurre in tentazione
Alcuni peccano e poi, desiderando di ottenere il perdono dei loro peccati, li confessano e se ne pentono, senza però impegnarsi a fondo, come dovrebbero, per non ricadervi.
Ma non è davvero bello che uno, da una parte, pianga i propri peccati quando si pente, e dall’altra accumuli motivi di pianto tornando a peccare. Infatti sta scritto: “Lavatevi, purificatevi, togliete il male dalle vostre azioni, dalla mia vista. Cessate di fare il male, imparate a fare il bene” (Is 1,16).
Per questo motivo Cristo, mentre nella precedente domanda ci insegnava a chiedere perdono dei peccati, in questa ci insegna a chiedere di poterli evitare, ossia di non essere indotti nella tentazione per la quale scivoliamo nel peccato, e ci fa dire: “Non ci indurre in tentazione”.

venerdì 16 novembre 2018

Attentati sempre più pertinaci alla immutata e immutabile vigenza del Rito Romano Antico

In occasione dell'Assemblea della CEI, si è provato a colpire il motu proprio di Benedetto XVI. Le variazioni nella Chiesa cattolica nella Liturgia - e non solo; ma la Liturgia è culmen et fons -  stanno raggiungendo livelli non più tollerabili. Per le riflessioni su questo tema vi ricordo la mia relazione: Il rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum al Convegno Internazionale su Vecchio e nuovo modernismo: le radici della crisi della Chiesa, Roma, 23 giugno 2018.
Ignorare che centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo sono ormai legate al messale antico e che attorno ad esso sono nate comunità e centinaia di vocazioni, vuol dire negare un pezzo di Chiesa viva e attiva. 
In ogni caso, dopo il nuovo messale, continueremo a dire il Pater in latino e sottovoce, come anche il "non sum dignus". Anche perché, nel frattempo, pro multis rimane "per tutti" [qui - qui], la casa del centurione rimane "la tua mensa", e "qui tollit" rimane "Colui che toglie", invece che "prende su di sé", tutti errori da matita blu, che dimostrano che l'intento non era quello di migliorare la traduzione, ma di comportarsi come i protestanti e i testimoni di Geova: traduzioni arbitrarie per sostenere teologie rivoluzionarie. Si impone una resilienza sempre più tenace, nella consapevolezza di quanto sia deleteria la smania di cambiamenti continui, fondati sull’ideologia del provvisorio, della continua evoluzione che fa anche della liturgia un terreno di scontro ideologico per imporre ai fedeli le visuali sempre mutevoli dominanti nei vari momenti storici. [Temi ampiamente esaminati qui - qui - qui].
Riprendo da MiL il testo che trovate di seguito.

CEI: "Va abrogata la messa antica, papa Ratzinger ha sbagliato".

Mons. Redaelli, vescovo di Gorizia (che sappiamo avere conseguito la laurea in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana) ha asserito che il Messale Antico di Giovanni XXIII era stato abrogato da Paolo VI (e ciò contrariamente a quanto dichiarato da Benedetto XVI nel Motu Proprio) e che quindi il Summorum Pontificum, essendo errate le premesse giuridiche da cui muove i passi, è inefficace nella parte in cui afferma la continuazione di validità del messale antico e ne riconosce l'immutata vigenza ai giorni nostri. Per tale motivo, il motu proprio è un "non-sense" giuridico e la liturgia "tridentina" non è stata legittimamente ristabilita dal motu proprio e non può considerarsi liberalizzata.
Con la conseguenza, sperata dai vescovi più ostili, di una cancellazione totale e senza deroghe di tutti i centri messa nati e fioriti dopo il 14.09.2007

La vicenda dei fratelli Viganò. Tra verità da chiarire e facili strumentalizzazioni

Un milione e 824 mila euro: è quanto monsignor Carlo Maria Viganò, arcivescovo ex nunzio apostolico negli Usa, deve pagare al fratello. Lo ha deciso un giudice monocratico civile di Milano il 9 ottobre scorso, sostenendo che il monsignore avrebbe sottratto al fratello l’eredità paterna.

Monsignor Viganò dovrà risarcire il fratello Lorenzo, anche lui prete, per aver gestito autonomamente l’eredità avuta dal padre che, nel 2010, ammontava a 7 milioni in contanti e quasi 20 milioni e mezzo in beni immobili. Nel corso della causa civile, è emerso che monsignor Viganò “ha beneficiato di operazioni per un importo netto di 3 milioni e 649 mila euro” e “di fondi pagati a suo favore per 4 milioni e 800 mila euro, mentre al fratello sono arrivati complessivamente un milione e 700 mila euro”. Da qui la sentenza emessa dal giudice Susanna Terni per bilanciare tra i due fratelli i proventi dell’eredità del padre.

Venerdì 16 novembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dalla «Lettera ai Corinzi»
di san Clementi I, Papa

(Capp. 30, 3-4; 34, 2 - 35, 5; Funk, 1, 99, 103-105)

giovedì 15 novembre 2018

Grecia: l'austerity che uccide - Ilaria Bifarini

Che sia di monito al governo e al fuoco amico e nemico... Troppo tardi un report del Consiglio d’Europa, commentato da EU Observer [qui], mostra come l’accesso a servizi essenziali in Grecia sia stato compromesso in modo devastante da otto anni di programmi di “salvataggio” europei. L’austerità ha inciso in modo pesantissimo anche sui servizi sanitari di base e sull’istruzione, oltre ovviamente ad avere ridotto drasticamente il reddito e i posti di lavoro. L’unica domanda è quanto ci vorrà prima che questo lampante fallimento delle politiche europee – e dell’intera struttura di potere UE -inizierà ad avere conseguenze politiche proporzionate al disastro causato.

Il vero pericolo per lo stato di salute di un Paese e dei suoi cittadini non è rappresentato tanto da una crisi economica ma dalla risposta che a tale evento dà la politica. Non è la recessione in sé a provocare effetti disastrosi sulle vite umane, ma le sciagurate politiche di austerity attuate per superarla. A dimostrarlo sono due esperti di scienze mediche, D. Stuckler e S. Basu, nel libro “L’economia che uccide” (Rizzoli, 2013).
Dalle ricerche condotte emerge come alcune popolazioni abbiano addirittura riportato un miglioramento nel livello di salute a seguito di periodi di grave crisi economica, come avvenuto ad esempio in Islanda, Svezia e Canada durante le recenti crisi e negli stessi Stati Uniti a seguito della Grande Depressione. È provato, ad esempio, che la minore disponibilità economica induce le persone a spendere meno per alcol e fumo e a preferire gli spostamenti a piedi piuttosto che in automobile, portando in alcuni casi a una diminuzione del tasso di mortalità.

Dichiarazione ufficiale di guerra dei tedeschi all'Italia

Riprendiamo il testo che segue da una fonte qualificata come Scenari economici. Ormai gli attacchi si vanno intensificando e arrivano su più fronti. Con la connivenza dei 'nemici' interni. Molto interessante l'articolo di Blondet qui : Commerzabank e Deutsche “danno consigli” al Presidente italiano. Noi non abbiamo mai abbandonato il nostro Rosario per l'Italia; lo riproponiamo per chi ci leggesse solo ora. 

Ormai la Germania ci ha abituati ad utilizzare dei metodi para mafiosi, ma a questo punto siamo arrivati proprio al limite. sul quotidiano economico Handelsblatt (Let the markets chasten Italy’s populists) è comparso un articolo, anonimo, nel quale si invitano i mercati a fare giustizia dell’Italia. Praticamente si tratta di un vero e proprio appello affinché l’Italia sia ridotta alla bancarotta e quindi a chiedere aiuto all’OMT, che dovrebbe quindi imporle delle strettissime norme di rientro di bilancio.
Cito da Blondet:
Questo programma “aiuta” il paese in difficoltà, ma sotto precise condizioni: le “riforme” (tagli all’osso che abbiamo visto applicare alla Grecia) [ora dicono che per la Grecia sono stati violati i diritti civili. Ma ora la Grecia versa in condizioni estreme -ndR]. In pratica, il paese viene messo sotto amministrazione controllata dai pignoratori europei.
C’è un piccolo guaio, per il tedesco: deve essere il paese-vittima a chiedere l’aiuto speciale (OMT) della banca centrale, chiedendo prima l’assistenza finanziaria del piano ESM. Ora, è altamente improbabile che Roma avanzi questa richiesta, “tanto più che alcuni rappresentanti dei partiti al governo hanno flirtato con l’idea di uscire dalla zona euro”.
Il tutto dovrebbe passare attraverso l’imposizione da parte del mercato di interessi molto alti sui titoli di stato, che da un lato si sposterebbero sull’economia reale delle aziende, e dall’altro sul bilancio dello stato, obbligando quindi questo a rivederli completamente.

mercoledì 14 novembre 2018

Magdi Cristiano Allam alle giovani italiane che si convertono all'Islam.

Appello alle giovani italiane che si convertono all’islam per amore di un musulmano: questi matrimoni non funzionano a meno che lui non sia veramente laico

Cari amici, nel giro di poche ore ho conosciuto due casi di ragazze italiane innamorate di giovani musulmani, che da un giorno all’altro si spersonalizzano, rinnegano tutto ciò che erano e in cui hanno creduto, si convertono all’islam, indossano il velo e pregano regolarmente cinque volte al giorno, si sottomettono al loro uomo, fanno tutto ciò che lui ordina.
In passato ho conosciuto diversi casi simili. Tutti finiti male. Dopo averla presentata alla sua famiglia e dopo aver contratto il matrimonio islamico che di fatto sancisce la riduzione della moglie a una proprietà del marito, ciò che interessa a questi giovani islamici è ottenere la cittadinanza italiana e spillare soldi a lei e alla sua famiglia. Se poi ci sono di mezzo anche dei figli, ebbene i figli vengono usati come arma micidiale per ricattare la madre e costringerla a subire ogni forma di vessazione. Compresa la coabitazione con una seconda o una terza moglie nel contesto della poligamia che è pienamente legittimata da Allah.

Il card. Zen vola a Roma per consegnare al Papa una lettera sulla crisi della Chiesa in Cina

Nella nostra traduzione da UcaNews riprendiamo la notizia di una ulteriore iniziativa del Card. Zen, che non si arrende nel difendere la causa della Chiesa cattolica in Cina. Purtroppo anche in questo caso assistiamo ad un papa ed una curia sordi e muti agli appelli dei Pastori che difendono la vera fede. E le dichiarazioni del cardinale rendono palpabile il dramma che ne consegue.
Indice dei precedenti sulla questione cinese qui (in calce ad un messaggio del Card. Zen).

Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun è volato a Roma e ha consegnato una lettera di sette pagine a Papa Francesco richiamando la sua attenzione sulla crisi della chiesa clandestina in Cina. 

Lo scorso 8 novembre il vescovo emerito di Hong Kong ha detto a ucanews.com che i sacerdoti gli hanno lanciato un grido di dolore dopo l’accordo tra Vaticano e Cina sulla nomina dei vescovi. Il Cardinale riferisce che essi “hanno detto che i funzionari li hanno costretti ad aprirsi, ad aderire all’Associazione patriottica cattolica cinese e ad ottenere un certificato di sacerdote in virtù dell'accordo provvisorio sino-vaticano  firmato dal papa”.

martedì 13 novembre 2018

Ampio movimento di indignazione nel mondo laico cattolico USA. Alcune puntualizzazioni sul card. Burke

Il mondo laico cattolico statunitense, indipendentemente dalle sue posizioni politiche, è percorso da un ampio movimento di indignazione, ampiamente motivato, che si è manifestato in maniera molto concreta non solo con iniziative di mobilitazione. Risulta che “In gran numero hanno sospeso i loro contributi finanziari e molte diocesi vedono un forte calo delle donazioni” (qui).
La nostra stampa ne dà notizia  mettendo l'accento su Burke e Bannon... Vedi precedente qui. Oggi Il giornale pubblica un articolo dal titolo allusivo: Washington vuole il cardinale "di Bannon" come arcivescovo, riferendo di una manifestazione, di fronte alla Nunziatura Apostolica, del gruppo Wakeup, forte dell'appoggio ricevuto dalle vittime degli abusi sessuali. Nel corso della stessa manifestazione è stata chiesta, contestualmente, la rimozione di tutti i vescovi americani che hanno avuto legami con quella che chiamano "mafia omosessuale" e con i "pedofili all'interno della Chiesa".
L'articolo mette in risalto che le vittime di abusi sessuali ritengono il cardinal Burke l'unica candidatura possibile per fronteggiare lo scandalo pedofilia - che innanzitutto è omofilia - che, proprio a Washington, ha portato al "dimissionamento" dell'ex cardinale Theodore McCarrick (chiamato in causa nella 'testimonianza' Viganò).

Il Vaticano annulla il voto dei vescovi statunitensi sulle misure di riforma in ordine agli abusi sessuali

Aggiornamento: L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha inviato una breve nota ai vescovi americani riuniti a Baltimora : "Cari Fratelli Vescovi negli Stati Uniti, Vi scrivo per ricordarvi il ​​sacro mandato che vi è stato dato il giorno della vostra ordinazione episcopale: condurre il gregge a Cristo. Meditate su Proverbi 9:10: il timore del Signore è l’inizio della saggezza! Non comportatevi come pecore spaventate, ma come pastori coraggiosi. Non temete di alzarvi e di fare la cosa giusta per le vittime, per i fedeli e per la vostra salvezza. Il Signore renderà a ognuno di noi secondo le nostre azioni e omissioni. Sto digiunando e pregando per voi. Arcivescovo Carlo Maria Viganò, Il vostro ex Nunzio Apostolico".
Nella nostra traduzione da Catholic News Agency un articolo di Ed Condon che dà notizia del blocco da parte del Vaticano della votazione sulle nuove norme di condotta dei vescovi in materia di abusi sessuali e sulla commissione di laici col compito di indagare sugli abusi sessuali.

Il cardinale Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale americana, ha detto che i vescovi americani non voteranno su due proposte chiave che dovrebbero costituire la base della risposta della Chiesa alla crisi degli abusi sessuali.
La notizia è arrivata all’inizio dell’assemblea generale autunnale della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, riunitasi a Baltimora dal 12 al 14 novembre.

Il cardinale DiNardo, ad una sala conferenze visibilmente sorpresa, ha annunciato che l’istruzione di dilazionare l’esame di un nuovo codice etico per i vescovi e la creazione di un organismo laico per indagare sui vescovi accusati di cattiva condotta è venuto direttamente dalla Santa Sede, aggiungendo che la Santa Sede ha insistito affinché l’esame delle nuove misure fosse rimandato fino alla conclusione di un incontro speciale indetto da Papa Francesco per febbraio. Questo incontro, che coinvolgerà i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo, affronterà la crisi globale determinata dagli abusi sessuali.

lunedì 12 novembre 2018

Come il Vaticano distrugge un ordine di suore in Francia.

Al nuovo articolo di don Elia si aggiunge questa notizia ripresa da Stilum Curiae: Come il Vaticano distrugge un ordine di suore in Francia. In passato, il Vaticano ha già distrutto le suore ad Auerbach (Germania), le suore contemplative di Saint John (Francia) e le Suore Francescane dell'Immacolata (Italia). Tutte congregazioni benedette da molte vocazioni.

L’usuale gestione autoritaria (clericalismo? Qualcuno ne ha sentito parlare?) della Congregazione per i religiosi , guidata dal focolarino brasiliano Braz de Aviz e soprattutto dal francescano, reduce dal più clamoroso crack finanziario della storia dell’ordine, Carballo, sta provocando la distruzione di un ordine religioso femminile a Laval, in Francia. Un’operazione strana e inspiegabile, a cui probabilmente non sono estranei appetiti vescovili per le proprietà della piccola congregazione. Un copione che sembra ricalcare quello adottato nei confronti dei Francescani dell’Immacolata. Le Piccole Suore di Maria madre del redentore d’altronde condividono con la congregazione commissariata nel luglio 2013 (oltre cinque anni!) un amore per la tradizione che suscita evidentemente i peggiori istinti nell’attuale gestione della Santa Sede.

Parola d’ordine: resistere - Don Elia

Veni, Electa mea, et ponam in te thronum meum; quia concupivit rex speciem tuam.
Desponso te Iesu Christo, Filio summi Patris, qui te illaesam custodiat.

Care monache di clausura, da qualche mese una nuova, seppur prevedibile, tempesta si è scatenata su di voi. Questa volta, a volere la vostra morte o almeno la vostra dispersione, non è il sanguinario regime rivoluzionario che, alla fine del XVIII secolo, imprigionò o decapitò tante di voi, né il neonato Stato unitario che dopo la metà del XIX vi rubò i monasteri e ve ne cacciò fuori, né ancora una legge di “separazione” tra Chiesa e Stato emanata all’inizio del XX, nonostante il ralliement del Vaticano, da una repubblica massonica nata dall’ennesima rivoluzione, e nemmeno quella analoga che la riprodusse quasi alla lettera, tredici anni dopo, in un Paese lontano appena caduto, con la regia dei “fratelli” d’Occidente, sotto uno dei regimi più feroci che la storia ricordi.
No: questa volta l’attacco vi giunge dai vertici della Chiesa stessa, cioè da quelle autorità che hanno sempre accuratamente protetto la vostra preziosa vocazione in quanto ausilio indispensabile alla buona salute di tutto il Popolo di Dio e segno inequivocabile della sua chiamata definitiva, al punto che fino a cinquant’anni fa, nella cerimonia di consacrazione delle vergini, il vescovo pronunciava una terribile maledizione contro chiunque attentasse alle monache o ai loro beni. Ora è proprio colui che occupa il Soglio di Pietro ad aver decretato la vostra fine: come ben sapete, la Costituzione Apostolica Vultum Dei quaerere (29 giugno 2016), con l’istruzione applicativa Cor orans (1° aprile 2018), vi impone di rinunciare all’autonomia dei vostri monasteri, ad una formazione specifica e alla clausura stessa, mentre l’Esortazione Gaudete et exsultate (19 marzo 2018) condanna senza mezzi termini l’amore del silenzio e della preghiera (cf. § 26).

domenica 11 novembre 2018

Mattarella ammonitore - Marcello Veneziani

Il modo unico di Veneziani di rivestire di parole i nostri stessi sentimenti...

Non so di quali gravi problemi psicologici io soffra ma ogni volta che vedo in tv il presidente Mattarella mi sento uno straniero in patria. Anzi peggio, sento lui come il commissario, il proconsole inviato dalla Ue nel protettorato dell’Italistan per sedare le popolazioni ribelli. Nel mio stato allucinatorio lo vedo come un regnante assiro-babilonese, frutto di altre epoche e di altri mondi e il suo stile, il suo linguaggio, il suo incedere, il suo sontuoso copricapo bianco mi sembrano confermarlo. Sarà sicuramente una mia debolezza mentale, un trauma infantile o prenatale, ma non riesco mai a riconoscermi in quello che dice. Anzi penso quasi sempre il contrario di quel che dice, a parte il fondo inevitabile di ovvietà atmosferica e istituzionale con cui incarta il tutto e che è retaggio del suo ruolo protocollare.

Ѐ diabolico che la Chiesa si adatti ad una cultura di morte

Nella nostra traduzione da LifesiteNews i brani essenziali di un interessante discorso del Card.ai giovani riuniti a Roma per conferenza della gioventù di Voice of the family.

Il cardinale Raymond Burke non ha usato mezzi termini in un recente discorso ai giovani riuniti a Roma, definendo “diabolica” l’attuale “situazione” della Chiesa che sembra cerchi di “adattarsi” al mondo e alla sua “cultura di morte”. Il mondo e la cultura stanno avvitandosi in un declino vertiginoso con attacchi alla vita, all’integrità della famiglia e alla libertà di coscienza, e quindi è necessario che la Chiesa pronunci la verità “forte e chiara” come mai prima, ha detto. Ed ha aggiunto: “Eppure, dà l’impressione di tentare di avvicinarsi a questa cultura, che è veramente una cultura di morte, e in qualche modo adattarsi ad essa”, continuando: “Questa, a mio giudizio, è davvero una situazione diabolica”.

sabato 10 novembre 2018

10 novembre 2018: Sant'Andrea Avellino, confessore

Da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1261-1263

10 novembre 2018: Sant'Andrea Avellino, confessore

Riforma o rivolta?

È stato ed è ancora d'uso chiamare "riforma" il vasto movimento di ribellione contro la Chiesa scatenato da Lutero. Per molti, che hanno della storia nozioni molto modeste, nel secolo XVI la Chiesa era caduta in uno stato di letargia e di corruzione che pareva incurabile e fu necessario l'appello al Concilio del 28 novembre 1518, ripetuto il 17 novembre 1520 dal monaco eretico, per deciderla ad uscirne con il Concilio di Trento. La Chiesa dovrebbe per alcuni essere riconoscente al protestantesimo per la controriforma imposta dal protestantesimo.

La verità è ben altra ed è opera di storico, non di settario, affermare prima di tutto che il protestantesimo fu rivolta contro la Chiesa e non ritorno allo spirito del Vangelo, alla Bibbia e al culto dei primi secoli, rivolta iniziata quando già la riforma era in atto, prima che Lutero apostatasse, con un autentico ritorno al Vangelo, allo spirito di Cristo e degli Apostoli. I dati storici provano tutto questo.

Intorno tutto distrutto, ma il crocifisso resta in piedi. E scatta la devozione

BELLUNO - A destra e a sinistra, niente. Di fronte e dietro, nulla. In quella zona di Colle Santa Lucia detta Peze, martoriata dall'uragano, è resistito solo il crocifisso detto appunto el Crist de Peze
Una presenza quasi surreale, vista la devastazione che si vede tutt'attorno, che sta dando origine a dei piccoli pellegrinaggi. 
Una pianta di crisantemo è comparsa in questi giorni, quasi come una sorta di ringraziamento a quel Gesù che almeno ha aiutato a preservare le vite umane del paese. 
E non sono mancate le persone che si sono fermate, anche solo un attimo rallentando il passo, a rivolgere un pensiero o una preghiera. [Fonte]

Sequestrato dalla polizia mons. Shao Zhumin, vescovo di Wenzhou

Indice dei precedenti sulla questione cinese qui.

Subirà isolamento e indottrinamento per 10-15 giorni. I fedeli domandano preghiere a tutta la Chiesa nel mondo. Mons. Shao è riconosciuto dalla Santa Sede, ma non dal governo. Nella diocesi comunità ufficiale e sotterranea sono unite. Proibito a sacerdoti ufficiali di andare a rendere omaggio a tombe di sacerdoti e vescovi sotterranei. Divieto di partecipazione a messa e catechismo per i giovani sotto i 18 anni. La Chiesa deve rimanere “indipendente” nonostante l’accordo sino-vaticano.
Roma (AsiaNews) – Il vescovo di Wenzhou (Zhejiang), mons. Pietro Shao Zhumin, è stato sequestrato dalla polizia questa mattina alle 9 e verrà tenuto lontano dalla diocesi per “10 o 15 giorni”.
Di solito tali sequestri che avvengono contro la volontà del vescovo, vengono definiti dalla polizia come dei “periodi di vacanza”. Essi in realtà sono periodi di interrogatori e indottrinamento. I fedeli della diocesi hanno invitato tutte le comunità e la Chiesa nel mondo a pregare per il vescovo.
Mons. Shao, 55 anni, appartiene alla comunità non ufficiale, non riconosciuta dal governo, ma egli è riconosciuto dalla Santa Sede come vescovo di Wenzhou. Negli ultimi due anni, è stato portato via dalla polizia almeno 5 volte. L’ultima volta è stato nel maggio 2017 e liberato dopo 7 mesi.

venerdì 9 novembre 2018

Occorre avere un punto di appoggio in un altro ordine di esistenza: il Soprannaturale

"Solovev (1853-1900), poche settimane prima di morire, confida ad un amico: sento che si avvicinano tempi in cui i cristiani dovranno radunarsi per la preghiera nelle catacombe.
La fede sarà perseguitata dappertutto, forse meno brutalmente che ai tempi di Nerone, ma più sottilmente e crudelmente, per mezzo della menzogna, dell’inganno, della falsificazione.
Il problema vitale per l’uomo è prendere sul serio il male ed il suo potere, e di credere nella necessità di un intervento salvifico trascendente.
Le parole iniziali del libro di Solovev: “Ѐ forse il male un difetto di natura, una imperfezione che scompare da sé, con lo sviluppo del bene, oppure è una forza effettiva che domina il mondo per mezzo delle sue lusinghe, sicchè per una lotta vittoriosa contro di esse occorre avere un punto di appoggio in un altro ordine di esistenza?”.
Ѐ un interrogativo drammatico che si pone ancora oggi". (Cardinale Giacomo Biffi)

Venerdì 9 novembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dalla «Lettera a Proba»
di sant'Agostino, vescovo

(Lett. 130, 11,21-12,22; CSEL 44,63-64)

giovedì 8 novembre 2018

Invito alla lettura - “Curzio Nitoglia, Sintesi di filosofia della politica”

Oggi si tende a confondere “politica” con “partitica” o con il “parlamentarismo”. Per confutare questo pregiudizio l’Autore espone in questo libretto intitolato “Sintesi di filosofia della politica. L’ABC della filosofia politica tradizionale” - Edizioni Effedieffe, 2018[1] quanto la sana filosofia di Aristotele e di S. Tommaso d’Aquino ha insegnato sulla natura della “politica”. 
Per Aristotele “la virtù di prudenza per rapporto al bene comune si chiama politica”[2]. Secondo l’Aquinate la politica è una parte della filosofia morale e precisamente la parte “sociale”. Oggetto della filosofia morale è l’attività dell’uomo, vivente in Società con altri uomini, ordinata ad un fine, in un universo tutto finalizzato. 
La filosofia pratica aristotelica riguarda la condotta dell’uomo e il fine che esso può raggiungere mediante la sua condotta, sia individualmente (etica o morale individuale) sia socialmente (politica e economia).

Mons. Athanasius Schneider sulla crisi della Chiesa

Riprendiamo un articolo già pubblicato lo scorso 26 gennaio che riproponiamo per richiamare alla memoria la sua figura e i suoi insegnamenti. Con tutta la nostra vicinanza spirituale e il nostro sostegno, in unione di preghiera. D'ora in poi, comunque, manterremo un prudente silenzio nell'attesa che la situazione possa decantare con l'aiuto e nel Cuore dell'Immacolata, alla quale rivolgiamo la nostra ardente preghiera.
*
Nella nostra traduzione.dal National Catholic Register [qui] una recente intervista a Mons. Athanasius Schneider, del corrispondente da Roma, Edward Pentin, nella quale vengono toccati i temi più salienti dell'attuale situazione ecclesiale, compresa la questione della FSSPX.

Il vescovo ausiliario di Astana in Kazakhstan, Athanasius Schneider, sta assumendo un ruolo di primo piano nell'affermare l'insegnamento morale della Chiesa di fronte alle varie interpretazioni del capitolo 8° di Amoris Laetitia, documento di sintesi di Papa Francesco sul Sinodo sulla famiglia, che alcuni sostengono stia minando la fede e la morale.

Il 31 dicembre, lui e altri due vescovi kazaki hanno reso pubblica una "Professione di fede sulle verità immutabili in ordine al matrimonio sacramentale" [qui] affermando che alcune interpretazioni del citato capitolo da parte dei vescovi - riguardanti, in particolare, l'ammissione alla Santa Comunione dei divorziati risposati che non vivono in continenza - causano "dilagante confusione", favoriscono la diffusione della "piaga del divorzio" e introducono una disciplina "aliena" rispetto a tutta la Tradizione della fede cattolica e apostolica.

mercoledì 7 novembre 2018

Hebei, quattro sacerdoti sotterranei scomparsi nelle mani della polizia

Indice dei precedenti suslla questione cinese qui.

Due sacerdoti appartengono all’antica diocesi di Xiwanzi; gli altri due a quella di Xuanhua. Tutti e quattro si rifiutano di iscriversi all’Associazione patriottica. Per questo sono sottoposti a indottrinamento e isolamento. A Shangcai (Henan), distrutta la croce del campanile e alcune guglie.
Roma (AsiaNews) – Quattro sacerdoti della comunità sotterranea della diocesi di Zhangjiakou (Hebei) sono stati portati via dalla polizia perché si rifiutavano di iscriversi all’Associazione patriottica.

La diocesi di Zhangjiakou è stata formata dal governo e comprende due antiche diocesi, quella di Xiwanzi e di Xuanhua
Due sacerdoti appartengono alla diocesi di Xiwanzi. Essi sono p. Zhang Guilin (foto 1) e p. Wang Zhong (foto 2). Gli altri due appartengono alla diocesi di Xuanhua e sono p. Su Guipeng e p. Zhao He (foto 3).

Tutti i sacerdoti sono stati presi dalle loro chiese e portati forse in qualche albergo per essere indottrinati sulla politica religiosa del governo cinese. Essi subiscono questo trattamento perché si rifiutano di iscriversi all’Associazione patriottica, che ha come scopo l’edificazione di una Chiesa indipendente dalla Santa Sede.
Secondo alcune fonti, p. Zhao He sarebbe invece agli arresti domiciliari, anche lui sottoposto a indottrinamento.

La crisi degli abusi sessuali perpetrati all’interno della Chiesa cattolica ha tutta l’aria di non essere un incidente, ma una strategia per ‘distruggerla dall'interno’

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un'ulteriore interessante riflessione sugli inquietanti aspetti della grave crisi morale, che innanzitutto è una crisi di fede, all'interno della Chiesa.  Quel che si dice per la sovversione ideologica descritta per gli USA è perfettamente riscontrabile per tutto l'Occidente non solo Atlantico  ma anche Europeo.

Le scioccanti accuse dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò, secondo le quali Papa Francesco avrebbe contribuito alla copertura dei casi di abuso sessuale – e a cui il papa ha finora negato la replica –, unite all’interminabile sequenza di casi registrati tra i religiosi, costringono ogni cattolico a porsi la domanda: com’è possibile che ciò succeda in un’istituzione così altamente morale come la Chiesa cattolica romana?
Una possibile risposta – poco conosciuta ma molto importante – risale ai tempi dei bolscevichi e del loro leader comunista Josip Stalin.
Recentemente mi sono imbattuto in un video pubblicato su YouTube che riporta una conferenza dell’ex-propagandista del KGB sovietico Yuri Bezmenov, alias Tomas Schuman, il quale lavorò per l’agenzia di stampa dell’Unione Sovietica Novosti fino al 1970, anno in cui disertò. Nel video, che è del 1983, Bezmenov afferma che all’epoca l’Occidente era sottoposto a un processo di “sovversione ideologica” al marxismo, vale a dire a metodi utilizzati dal KGB come arma contro l’America.

martedì 6 novembre 2018

Omosessualità e abusi - Affrontare la crisi: le lezioni della storia

“La situazione è paragonabile a quella della Chiesa nell’XI e XII secolo”. Da autorevole storico della Chiesa e da presidente del pontificio comitato di scienze storiche dal 1998 al 2009, il cardinale Walter Brandmüller, 89 anni, non ha dubbi quando vede la Chiesa attuale “scuotersi fin nelle sue fondamenta” a motivo del dilagare di abusi sessuali e di omosessualità “in modo quasi epidemico tra il clero e perfino nella gerarchia”. “Come si è potuti arrivare a questo punto?”, si chiede il cardinale. E la sua risposta è in un ampio e argomentato articolo pubblicato in questi giorni sul mensile tedesco “Vatican Magazin” diretto da Guido Horst: Homosexualität und Missbrauch - Der Krise begegnen: Lehren aus der Geschichte [qui]. Di seguito la versione italiana integrale ripresa da Settimo Cielo

Omosessualità e abusi - Affrontare la crisi: le lezioni della storia
[Card. Walter Brandmüller, da “Vatican Magazin”, novembre 2018]

Apprendere che gli abusi sessuali e l’omosessualità sono diffusi in modo quasi epidemico tra il clero e perfino nella gerarchia della Chiesa in America, Australia ed Europa, scuote la Chiesa attuale fin nelle sue fondamenta, per non dire che l'ha fatta addirittura cadere in una sorta di stato di shock.
Si tratta di un fenomeno che, pur presente anche in passato, fino alla metà del XX secolo era sconosciuto nelle terribili dimensioni attuali.
Si pone dunque la domanda su come si è potuti arrivare a questo punto.

Confermato il divieto del Vaticano a Mons. Schneider

Aggiornamento: katholisch.de afferma che il vescovo Athanasius Schneider è stato sottoposto da parte del Vaticano ad una restrizione della sua attività di viaggio fuori dalla sua diocesi di Astana in modo da non superare il limite previsto di 30 giorni che rappresentano la legge canonica. Il vescovo ha affermato che non si tratta né di una punizione né di un bavaglio. Il resto è speculazione (traduzione nostra).
Gloria Tv riprende questa fonte e aggiunge che a mons. Schneider sarebbe stato chiesto di attenersi al Canone 410, uno dei molti articoli elastici nel Diritto Canonico, che obbliga un vescovo ausiliario a risiedere nella diocesi, eccetto per "doveri al di fuori della diocesi" o per un mese di vacanza. Dato che Schneider non viaggia per vacanza ma per doveri religiosi, come celebrare la Messa, amministrare Cresime o per predicare, il limite di un mese contraddice il Diritto Canonico. Inoltre, non esiste notizia che il Canone 410 sia mai stato applicato, eccetto che nel caso di Schneider, anche se ci sono molti vescovi di sinistra spesso in aeroporto. In ogni caso la sua presenza in diocesi non sembrerebbe così indispensabile, visto che la minuscola arcidiocesi di Astana conta 17 sacerdoti e 55.000 Cattolici.
* * *
Ricordo che Mons. Athanasius Schneider è stato il primo a mettere in luce il paradosso delle interpretazioni contraddittorie di «Amoris laetitia» dichiarando la necessità di chiarire per evitare la confusione generale [qui]. Ancor prima della formulazione dei Dubia, ai quali non ha tardato a dare pubblicamente il suo appoggio [qui], ribadendo "la bellezza non negoziabile del matrimonio cristiano" [qui] e rivolgendo un importante appello ai vescovi di tutto il mondo [qui]. Inoltre, su richiesta della Santa Sede, è stato uno dei visitatori della FSSPX sulla quale si è espresso in termini positivi [qui - qui - qui]. Più recentemente aveva richiesto a mons. Fellay di non ritardare gli accordi [qui]. Non fa mai mancare la sua partecipazione a eventi e convegni di importanza internazionale.
Chi ha interesse può consultare il nutrito indice degli articoli pubblicati sulla vexata questio dell'AL.

Traduco da Gloria Tv
Comunicazioni sui social media hanno affermato che al vescovo del Kazakhistan Athanasius Schneider è stato proibito di viaggiare. 
Un Twitter del 4 novembre di Rorate-Caeli ha in parte confermato la notizia : "Gli è stato chiesto di ridurre la frequenza dei suoi viaggi fuori dalla sua diocesi, ma non gli sono stati proibiti tutti i viaggi". Mons. Schneider, nel 2011, è stato spostato come vescovo ausiliare da Karaganda ad Astana, in Kazakhstan, anche se il suo nuovo vescovo ha dichiarato in pubblico che non aveva bisogno di un vescovo ausiliare.

Riprendo da Stilum Curiae:
Il vescovo ausiliare di Astana, e precedentemente vescovo di Karaganda, Athanasius Schneider, ha ricevuto un’ingiunzione verbale dal Vaticano che gli chiede di ridurre la frequenza dei suoi viaggi all’estero.
Questa misura è stata presa nella primavera scorsa; il vescovo ha saputo di questa straordinaria misura restrittiva della sua libertà dal nunzio in Kazakhistan, Francis Assisi Chullikatt, ad aprile. Ma – altro elemento singolare in questa vicenda – è che mons. Schneider ha avuto lettura della disposizione, impartita direttamente dal Segretario di Stato, il card. Pietro Parolin, solo verbalmente.

Il marito di Asia Bibi: "Italia, aiutaci!"

Nei giorni scorsi Giorgia Meloni, leader del partito “Fratelli d’Italia”, ha invitato il governo italiano a «offrire un posto sicuro dove vivere ad Asia e alla sua famiglia: l’Italia non può essere indifferente».

(ANSA) - ROMA, 6 NOV - "Chiedo al governo italiano e faccio un appello: aiutateci a fare uscire dal Pakistan me e la mia famiglia perché siamo in pericolo": questo l'appello urgente del marito di Asia Bibi, la donna cristiana condannata 8 anni fa all'impiccagione per blasfemia e di recente assolta dalla Corte Suprema, ma che non può lasciare il Paese a causa delle proteste dei fondamentalisti islamici. Ashiq Masih ha lanciato la sua richiesta di aiuto all'Italia in un videomessaggio ad Aiuto alla Chiesa che Soffre. "La nostra vita è in pericolo, abbiamo difficoltà anche a trovare da mangiare", dice Ashiq Masih, marito di Asia Bibi, nel suo appello all'Italia. Lui e la figlia Eisham erano stati in Italia lo scorso 24 febbraio come testimoni dell'evento di Acs 'Colosseo Rosso' in occasione del quale il monumento romano era stato illuminato in solidarietà con chi è perseguitato per ragioni di fede. "È molto importante l'attenzione della comunità internazionale e dei media per mantenere viva Asia Bibi e per proteggerci", conclude. [Fonte]    

Clero pro-omosessuale e clero filo-islamico: un'incredibile convergenza

Il sinodo sui giovani che si è appena concluso a Roma con la pubblicazione di un documento finale incentrato principalmente sulla "sinodalità" - per nulla messa in discussione dai padri sinodali- porta a compimento l'impresa di evocare il "discernimento vocazionale" dei giovani senza parlare una sola volta di vocazione alla paternità e maternità, stato di vita ordinario per i fedeli. La sessualità è discussa in termini di "inclinazione", senza alcuna questione sulla procreazione: un intero paragrafo dei tre sul tema della sessualità è centrato sul "sostegno per gli omosessuali" troppo spesso un eufemismo che si riferisce all'accoglienza senza remore di coloro che si definiscono in base alla loro attrazione sessuale. Sappiamo che una parte significativa del clero ha sostenuto questa aberrazione di Chiesa aperta all'omosessualità, ma, come notato da William Kilpatrick, è lo stesso clero che spesso si mostra pro-islamico. Incredibile convergenza?

lunedì 5 novembre 2018

Ventimila clandestini armati di coltelli verso l'Italia, accampati a est

Milano, Milano! I pachistani lo gridano in coro alzando il dito
all’islamica seduti sui binari della stazione ferroviaria
di Sarajevo, da dove progettano di partire per l’Italia
A proposito di chi si lamenta perché Salvini sta respingendo i clandestini che superano i nostri confini orientali, più di 20mila sono ammassati sul confine bosniaco-croato per cercare di entrare e poi dilagare verso l’Italia e il resto dell’Europa occidentale.
Lo riporta il più grande quotidiano austriaco, Kronen Zeitung, citando dati del governo austriaco.
I clandestini, come un esercito nemico in attesa della primavera, si sono concentrati intorno alla città di Velika Kladusa in Bosnia ed Erzegovina. La Croazia ha rafforzato la sicurezza delle frontiere, erigendo anche una sorta di barriera. Secondo il rapporto, il 95 percento dei clandestini è giovane e maschio, molti – se non tutti – sono armati di coltelli. La maggior parte è arrivata dal Pakistan, dall’Iran, dall’Algeria e dal Marocco. Non ci sono siriani. [Fonte]

La Basilica di Norcia rinascerà com'era

Parlavamo qui delle ambiguità - e relative perplessità e preoccupazione - sulla ricostruzione del monumento simbolo di Norcia e del terremoto. 

"La Basilica di San Benedetto rinascerà come era e questo è un grande messaggio di speranza per il futuro che, spero, tutti vogliate cogliere". È quanto ha detto il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, nel corso delle celebrazioni del 4 Novembre, festa delle Forze armate [ma più che altro della Vittoria -ndR], dell'Unità nazionale, svelando così il contenuto del documento consegnato al ministero dei Beni e delle attività culturali da parte della commissione ministeriale per la ricostruzione della Basilica, presieduta dal professore Antonio Paolucci.
Documento che era stato depositato il 31 ottobre e che contiene in particolare due indirizzi guida: ricostruire la "casa" di Benedetto con la stessa volumetria di come era prima del sisma 2016 e con il massimo grado di sicurezza antisismico. [Fonte]

domenica 4 novembre 2018

Un strano fenomeno, dal Veneto

Carissimi, che interpretazione date al fenomeno mostrato da questo video (dal quale ho tratto l'immagine a lato), per me inspiegabile? 
Non mi pare che sia la forza del vento, sembra più un fenomeno tellurico; ma direi sui generis...

Il Piave continua a mormorare "Non passa lo straniero!"

L'Altare della Patria custodisce la salma del milite ignoto, scelta da una madre ad Aquileia per rappresentare i tanti caduti senza nome che hanno dato la loro vita per l'Italia. Tutte cose perdute, nell’Italia di oggi? Non permettiamolo, perché rischiano di divenirlo dove l’onore è un difetto, dove difendere la propria terra è razzismo. E dove la propaganda vuole togliere dai nostri cuori e dalle nostre menti, l’identità. Chi siamo. L'incubo peggiore dell'ideologia dominante finora, è che l’italiano ricordi chi è. Che il Piave torni a mormorare.

« Certo che, Giulia mia, questa nostra stupenda e grande patria, questa nostra materna terra italiana, ha in sé iniziative e energie meravigliose. Certo che la sua specialità è quella di vincere, continuamente, se stessa: questo è il suo durissimo sforzo nella storia.
Adesso, dopo quella grande guerra, dopo quella terribile prova, la prima grande prova, veramente, in tutta la sua storia; dopo Caporetto e dopo la fine, adesso essa risolve la tremenda crisi che ebbe, con la risurrezione dell'idea di Patria: l'idea di Patria che ha subito nella crisi mortale del dopo-guerra una eclissi, che aveva subito la sua crisi, la sua peggiore crisi, si risolleva.

Domenica IV Soprannumeraria dopo l'Epifania

Dicit Dóminus: Ego cógito cogitatiónes pacis, et non afflictiónis:
invocábitis me, et ego exáudiam vos:
et redúcam captivitátem vestram de cunctis locis
.  

Benedixísti, Dómine, terram tuam: avertísti captivitátem Iacob. 

SAN SIMEON PICCOLO
cappellania per la liturgia in rito tridentino a Venezia

La sacra liturgia ci nutre oggi con un passaggio del Vangelo secondo San Matteo, che descrive come nostro Signore Gesù Cristo ha calmato una terribile tempesta con la potenza della sua parola. In questo brano del Vangelo, vediamo una giustapposizione fra i discepoli terrorizzati e impauriti nel mare in tempesta da un lato, e nostro Signore Gesù Cristo che dorme pacificamente a poppa dall’altro. Come potrebbe il nostro Signore dormire in mezzo a tale violenza e turbolenza? La Sacra Scrittura suggerisce che la chiave per comprendere la capacità di Cristo di dormire durante questo tempesta è la sua fede e la sua fiducia in Dio Padre. Cristo è stato un modello per noi durante il suo ministero terreno di una completa fiducia nel Padre.

sabato 3 novembre 2018

Allerta massima dopo l’assoluzione di Asia Bibi. La testimonianza drammatica di una giovane cristiana

Abbiamo raggiunto Zarish Neno via WhatsApp e per email, temendo che la connessione venisse sospesa e le abbiamo chiesto di riferirci cosa stanno vivendo la situazione attuale come cristiani e cittadini pakistani (Aleteia)

Buongiorno Zarish, grazie della tua disponibilità e del tuo prudente coraggio. Per i nostri lettori: dove ti trovi e cosa vedi intorno a te?
Vedo la paura tra le persone, specialmente i nostri fratelli e sorelle cristiani che si sono chiusi nelle loro case e hanno limitato i loro movimenti. Chi vive in zone cristiane popolate è più spaventato. Ci sono proteste in corso al momento (ore 11 A.M circa). Scuole, università, alcuni uffici sono stati chiusi per motivi di sicurezza. I servizi telefonici sono stati sospesi. Le strade sono bloccate. I fondamentalisti gridano e chiedono di “Uccidere Asia Bibi!”. Stanno provocando gli altri in modo che possa generarsi ancora più caos. Ieri autobus e auto sono stati danneggiati. La proprietà del popolo è danneggiata. Tutti hanno paura di entrare nelle zone dove si stanno svolgendo queste proteste. Le città sembrano vuote e stanno mostrando un’immagine molto strana del paese. Noi cristiani non abbiamo potuto partecipare alla Messa ieri e anche oggi sembra che non saremo in grado di partecipare. Molti preti hanno dovuto cancellare i servizi. La vita sembra che è diventata difficile. È triste!

È il mercato e i soldi che fanno le leggi, non più la morale.(Contro la deriva antropologica)

Il messaggio veicola contemporaneamente la famiglia omosessuale, l'utero in affitto e il meticciato... E purtroppo accade sovente e più subdolamente in molte pubblicità televisive.

Sono anni che Benetton non si limita soltanto a propagandare i suoi prodotti, ma anche modelli sociali e stili di vita, in questo caso probabilmente anche l'utero in affitto.
Ci chiediamo appunto da dove provenga quella bambina bionda, se da una pratica illegale come la maternità surrogata e il frutto di una compra-vendita di bambini.
Vorremmo che non fosse così, ma la foto è così esplicita da non lasciare dubbi e non è l'unica, come Benetton non è l'unica azienda impegnata nel preparare le persone al nuovo ordine mondiale.
Il risultato è che tali pratiche, contro la vita, divengono sempre più diffuse... e davanti al fatto compiuto per di più giudici e sindaci regolarizzano secondo i desideri di questi adulti facoltosi.

Sapiente commento di un lettore:

Occidente. Il brivido dell’agonia (alle origini del caos)

Lo scritto che segue è di un assiduo lettore, che ce lo propone con lo pseudonimo di Baldr da Thule, da lui stesso definito una "testimonianza" che può offrire molti spunti di discussione.

Look back on Time, with kindly Eyes -
    He doubtless did his best -
   How softly sinks that trembling Sun
   In Human Nature's West.
E. Dickinson -

In questo nostro contributo andiamo a riprendere, in particolare, alcune suggestioni tratte dalla significativa intervista di Aldo Maria Valli ad Alessandro Gnocchi [qui: vedi nostro incipit e discussione].
Premettiamo che, a nostro modo di vedere, a rigore non vi è rapporto “gerarchicamente ordinato” tra dottrina e santità, le due realtà afferendo ad ambiti diversi; noi, tuttavia, ci concentreremo più sulla prima, visto che la seconda ci è in nuce inaccessibile (non essendo noi dotati del carisma della “cardiognosia”); mentre le “variazioni” dottrinali, per esprimerci in lessico ameriano, possono essere mostrate con oggettività. Il discorso, che deve essere considerato una sommaria introduzione al problema, riguarda anche (soprattutto) la cd. “civiltà occidentale”. A questo proposito, si proporranno anche degli spunti ideologici e personali (nel senso di una “testimonianza”, per quanto modesta, vissuta anche in prima persona) “paralleli”, legati ai temi affrontati, ma non direttamente connessi all’ubi consistam dell’articolo; da questi, il lettore potrà ripartire per affrontare de visu scorci teoretici “laterali”, ma spesso cruciali.