lunedì 25 settembre 2017

Un'iniziativa che ha smosso le acque. Speriamo non solo quelle torbide.

Vatican Insider apre, sulla Correctio filialis de haeresibus propagatis con un titolone ad effetto e contenuti al vetriolo, all'evidente scopo di stornare l'attenzione dalla limpida pregnanza dei contenuti e alimentare la campagna diffamatoria nei confronti di studiosi e fedeli che non sono «contro» nessuno, tanto meno del Papa, ma pensano e si esprimono « per » amore della verità. 

L'Autore presenta, capziosamente, la correzione filiale come se fosse la «correzione formale» attesa da parte dei 4 e ora 2 cardinali firmatari dei Dubia.  Si tratta invece di una iniziativa del tutto diversa. Scrive: «...è stata pubblicata la preannunciata 'correzione formale' a Papa Bergoglio per i presunti errori contenuti nell'esortazione post-sinodale AL. Ma a sorpresa il documento, che secondo quanto affermato da chi l'ha pubblicato è stato consegnato a Francesco l'11 agosto, non contiene le firme di cardinali...». Può parlare qui di «sorpresa» per l'assenza della firma di cardinali solo chi sta spacciando il documento per la «correzione formale» cardinalizia preannunciata e, a quanto si sa, per nulla tramontata. Inoltre il documento va ben oltre i Dubia, anche se non li ignora.

Le due risposte alla 'Correzione': sminuire, etichettare, ghettizzare e il silenzio del papa, inaccettabile

La reazione di Marco Tosatti a Vatican Insider. La pubblico ricordando anche la nostra. Non tutti hanno abbandonato la ragionevolezza portando il cervello e il cuore all'ammasso o all'adulazione ideologica o strumentale. Approfitto per inserire l'indice della nutrita serie di interventi su Amoris Laetitia.

Le due risposte alla 'Correzione':
sminuire, etichettare, ghettizzare e il silenzio del papa, inaccettabile

Primum, denigrare. Affibbiare all’avversario un’etichetta che comunque lo ponga in difficoltà rispetto all’opinione pubblica, lo collochi sulla difensiva. È un artificio retorico vecchio come il mondo e ben lo conosce la Chiesa. Così a fronte di un evento sicuramente eccezionale, ed eccezionalmente sofferto, come la correzione filiale firmata – per ora – da 62 personalità del mondo cattolico, laici e sacerdoti (cardinali e vescovi, ci dicono, sono stati volontariamente esclusi) abbiamo due reazioni. La prima, su cui torneremo, da parte del diretto interessato: il silenzio.

La seconda, dei suoi uomini di mano, o di penna, o di computer, o di TV, se preferite: sminuire, etichettare in forma ghettizzante, far capire che si tratta di povera gente, di (orrore!) destra; non ha firmato anche mons. Fellay, il capo dei lefebvriani? Altra reazione: preghiamo per loro, poverini, che osano dire che il papa può scrivere cose sbagliate! Non è possibile: il papa, è lui che definisce eretico qualcuno! Come potrebbe scrivere cose sbagliate? Lasciamo a chi ne sa più di noi confutare questa tesi, che sembra attribuire al papa, sempre, comunque e dovunque, prerogative di cui non dispone e che nessuno ha mai rivendicato. Ma osserviamo che negli articoli di critica, più o meno velata all’iniziativa, manca – rigorosamente – un elemento: la valutazione se quello che viene detto nella correzione formale abbia senso, o non ce l’abbia.

domenica 24 settembre 2017

Correctio filialis de haeresibus propagatis - Testo integrale

Testo integrale
Correctio filialis de haeresibus propagatis

16 luglio 2017,
Festa della Madonna del Carmine
Beatissimo Padre,

con profondo dolore, ma mossi dalla fedeltà a Nostro Signore Gesù Cristo, dall’amore alla Chiesa e al papato, e dalla devozione filiale verso di Lei, siamo costretti a rivolgerLe una correzione a causa della propagazione di alcune eresie sviluppatesi per mezzo dell’esortazione apostolica Amoris laetitia e mediante altre parole, atti e omissioni di Vostra Santità.

Ci è consentito fare questa correzione in virtù della legge naturale, della legge di Cristo e della legge della Chiesa, tre cose che Vostra Santità è chiamato dalla divina Provvidenza a proteggere. Dalla legge naturale: poiché come gli inferiori per natura hanno il dovere di obbedire ai loro superiori in tutte le cose previste dalla legge, così essi hanno il diritto di essere governati secondo la legge e pertanto di insistere, qualora ci fosse bisogno, che i loro superiori così governino. Dalla legge di Cristo: poiché il suo Spirito ispirò l’apostolo Paolo di rimproverare Pietro in pubblico quando quest’ultimo non agì secondo la verità del Vangelo (Gal 2). San Tommaso d’Aquino nota che questo rimprovero pubblico di un inferiore al superiore fu lecito in ragione dell’imminente pericolo di scandalo concernente la fede (Summa Theologiae 2a 2ae, 33, 4 ad 2) e la “Glossa di Sant’Agostino” aggiunge che, in quell’occasione, «Pietro stesso diede l’esempio ai superiori di non sdegnare di essere corretti dai sudditi, quando capitasse loro di allontanarsi dalla giusta via» (ibid).
Anche la legge della Chiesa ci costringe a ciò, poiché afferma che «i fedeli […]in modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, […] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa» (Codice di Diritto Canonico, can. 212, § 2 e 3; Codice dei Canoni delle Chiese orientali, can. 15, § 3).

Correctio filialis de haeresibus propagatis

Sintesi del testo ed elenco dei firmatari (62) del Documento Correctio filialis de haeresibus propagatis, reso pubblico oggi 24 settembre. 
Un documento storico, che si spera abbia il massimo impatto in tutto l'Orbe cattolico. Lo affidiamo alla Madonna della Mercede, di cui oggi ricorre la festa1. Il testo integrale è scaricabile qui in formato pdf
Sintesi della “Correctio filialis”
«... Come sudditi, non abbiamo il diritto di indirizzare a Vostra Santità quella forma di correzione mediante la quale un superiore minaccia o amministra la punizione a coloro che sono sottomessi a lui (cf. Summa Theologiae 2a 2ae, 33,4). Le rivolgiamo questa correzione, piuttosto, al fine di proteggere i nostri fratelli cattolici – e quelli fuori della Chiesa, dai quali la chiave della conoscenza non deve essere portata via (cf. Lc 11) – sperando di prevenire una diffusione  maggiore di dottrine che tendono per se stesse alla profanazione di tutti i sacramenti e alla sovversione della Legge di Dio. ...»
Una lettera di 25 pagine firmata da 40 sacerdoti e studiosi laici cattolici è stata spedita a Papa Francesco l'11 agosto. Per il fatto che non è stata ricevuta nessuna risposta dal S. Padre, la si rende pubblica quest'oggi, 24 settembre, Festa della Madonna della Mercede e di Nostra Signora di Walsingham. 

La lettera, che è aperta a nuovi firmatari, ora porta i nomi di 62 sacerdoti e studiosi cattolici provenienti da 20 nazioni, i quali rappresentano anche altri che però non hanno la necessaria libertà di parlare. La lettera ha un titolo latino: Correctio filialis de haeresibus propagatis (letteralmente, Correzione filiale in ragione della propagazione di eresie).

sabato 23 settembre 2017

Storie di ormai ordinaria follia. Ma nessuno dice: 'Basta'!

L'immagine riproduce l'incontro del Papa con i Direttori nazionali delle Migrazioni in Sala Clementina, in occasione del quale sono pronunciate le dichiarazioni sotto riportate. Spero che quei signori applaudano il Papa e non l'ideologo... Ne abbiamo abbastanza di questo ritornello ossessivo e nauseabondo, che non rispetta né l'Italia né l'Europa né tanto meno le persone (la loro identità e la loro storia), se non i credenti, che soffrono e subìscono un'invasione apocalittica, foriera di rischi materiali e spirituali. Un'invasione, ché tale è, per di più affrontata con la stessa ideologia, se non in collusione con i poteri forti sovranazionali, da parte dei loro governanti.
(ANSA) - ROMA, 22 SET - "Non vi nascondo la mia preoccupazione di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d'Europa. Esse sono spesso motivate dalla diffidenza e dal timore verso l'altro, il diverso, lo straniero". Così il Papa ai capi della pastorale migranti. "Mi preoccupa ancor più la triste constatazione che le nostre comunità cattoliche in Europa non sono esenti da queste reazioni di difesa e rigetto, giustificate da un non meglio specificato 'dovere morale' di conservare l'identità culturale e religiosa originaria".

Presentazione saggio sull'energia

Inserisco la locandina della presentazione che segue per chi fosse interessato. Io e Luigi Rmv ci saremo.

Sabato 7 ottobre Pellegrinaggio alla Madonna di Montenero

A lato la locandina del pellegrinaggio annuale del Coordinamento toscano Benedetto XVI alla Madonna di Montenero con il pontificale di mons. Schneider. 

cliccare sull'immagine per ingrandire--->

X pellegrinaggio regionale
dei cattolici legati all'antica tradizione liturgica della Chiesa

Sabato 7 ottobre 2017, presso il Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero (Livorno)
Patrona della Toscana

Il pellegrinaggio si svolgerà con i seguenti orari:
  • Ore 10,00 - Ritrovo dei pellegrini in piazza delle Carrozze (Montenero basso)
  • Ore 10,30 - Processione e salita verso il santuario.
  • Ore 11,30 - S. Messa in rito romano antico (in latino, Messale del 1962) Solenne Pontificale al Faldistorio celebrata da S. Ecc. Rev.ma Mons. Athanasius Schneider, OCR, vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana

'Bussate e vi sarà aperto' non vale per la FSSPX

Avevamo registrato un precedente qui. Ma sembrava che nei confronti della Fraternità qualcosa stesse cambiando.

Il pellegrinaggio annuale della SSPX a Nostra Signora di Knock, Irlanda, è stato interrotto sabato (16 settembre) da funzionari del santuario che hanno rifiutato l'accesso a sacerdoti e laici.
Per la prima volta in oltre dieci anni, la SSPX è stata costretta a celebrare la Messa nel parcheggio delle auto di una cortese caffetteria locale. Per la prima volta in assoluto, il Rosario è stato recitato sulla strada principale, che scorre a fianco del santuario, mentre la sicurezza del santuario si assicurava che il gruppo non entrasse nei confini del santuario.
Secondo il blog "Dio non è morto!" padre Richard Gibbons, rettore del santuario, non ha problemi a invitare anglicani, presbiteriani e musulmani, che non accettano gli insegnamenti della Chiesa su Nostra Signora, a partecipare ai servizi o anche a guidarli. 

venerdì 22 settembre 2017

Ci lascia anche Mons. Brunero Gherardini.

22 settembre - "Ecce Sacerdos Magnus qui in diebus suis placuit Deo" - "Euge, serve bone et fidelis. Intra in gaudium Domini tui".
Cari amici, mi raggiunge una notizia molto triste. Vibrante la mia commozione nel vergare le scarne essenziali notizie che inquadrano la figura di mons. Brunero Gherardini, gloria della città di Prato e maestro insigne di generazioni e generazioni di sacerdoti, poi divenuti vescovi e cardinali, morto la notte scorsa.
Noto per essere l'ultimo illustre esponente della Scuola Romana, già docente alla Università Gregoriana e successivamente ordinario di Ecclesiologia ed Ecumenismo alla Lateranense, dove ha guidato il periodo della delicata fase del post concilio e il passaggio al nuovo ordinamento accademico. È stato uno dei massimi esperti di Lutero e del rapporto tra cattolici e protestanti. 
Come canonico di San Pietro, fino a poco tempo fa, era ancora possibile incontrarlo in Basilica, ai Vespri. Ero felice di andarlo a trovare ogni tanto - mi aspettava sempre a braccia aperte - nel suo appartamento all'ombra del 'Cupolone', e rimpiango le nostre conversazioni nel suo studio accogliente e letteralmente sommerso di sudate carte, dove mi soffermavo con gioia non senza aver sostato nella Cappella in cui ogni mattina celebrava il Rito Antico. Aveva 92 anni; ma non aveva perso neppure un'oncia della sua lucidità, del suo entusiasmo, del suo generoso impegno del quale, negli ultimi tempi, avevano risentito soltanto gli impegni esterni. 
Durante la sua lunga docenza ha avuto contatti e scambi con i più importanti teologi del Novecento. Ha diretto varie riviste scientifiche, tra cui la prestigiosa Divinitas, ed è stato il postulatore, come successore di mons. Antonio Piolanti, della causa di beatificazione di Pio IX. 
La sua bibliografia conta oltre 80 e spesso ponderosi libri e varie centinaia di articoli, molti dei quali arricchiscono queste pagine.
I suoi funerali saranno celebrati lunedì 25 settembre alle ore 11 nella basilica di San Pietro a Roma. Sono troppo addolorata per dire di più se non che la schiettezza del suo sguardo acuto e sereno e il suo frequente sorriso dicevano tutto della persona. Ci lascia un Maestro, un sacerdote, un grande innamorato della Chiesa. Ci lascia qui, ma abbiamo un intercessore di più in Cielo.

Oriente Occidente. Seconda Parte ciclo conversazioni

Venerdì 29 settembre l’associazione culturale Oriente Occidente darà il via alla seconda parte del suo ciclo di conversazioni di Teologia e Attualità dal titolo “Religione, Identità, Protezione”.
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L’iniziativa è la prosecuzione di una prima serie di conversazioni che si sono svolte nella primavera 2017 [qui]. In autunno verranno approfonditi altri temi sempre di grande spessore, tutti oggetto di forte attualità e dibattito, guidati da importanti relatori, estremamente preparati e in prima persona coinvolti nell’affrontare i temi oggetto delle conversazioni assegnate (cfr. programma inserito di seguito), tutti selezionati in virtù della propria esperienza, conoscenza e capacità espositiva dal curatore dell’iniziativa dr. Giuseppe A. Possedoni, responsabile della programmazione culturale di Oriente e Occidente.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di guidare le persone interessate all’apprendimento e all’approfondimento di temi tanto difficili quanto di grande peso nell’attualità contemporanea, caratterizzata da grande confusione, per essere in tal modo maggiormente consapevoli nell’affrontarli, compito ormai richiesto ad ognuno. Il tema di fondo consiste sempre nell’allacciare teologia e attualità, cosa che permette una interpretazione più vera di quest’utima, proprio perché scevra da qualsiasi chiave di lettura esclusivamente di parte politica, principio valido anche per coloro i quali si dichiarano apertamente non credenti.

La riforma protestante una benedizione per la Chiesa?

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Sono un fedele lettore del blog chiesa e post concilio.
Stamane, entrando in una chiesa di Milano per una preghiera, ho notato con stupore il volantino di un'iniziativa dal titolo "La riforma protestante: una benedizione per la Chiesa".

Ormai non ci si può più meravigliare di nulla... Come è possibile considerare lo scisma protestante una benedizione per la Chiesa? Come è possibile non ricordare che i protestanti non riconoscono la presenza di Gesù nell'Eucaristia e la santità di Maria?

Vi allego foto del volantino, e prego Maria Incoronata, a cui è dedicata la parrocchia sede dell'iniziativa, affinché possa illuminare le menti ed i cuori di chi sta portando avanti questi incontri.

Un caro saluto nella fede

Venerdì 22 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

La preghiera di riparazione è quanto mai necessaria, in particolare dopo gli ultimi episodi di celebrazioni “ecumeniche”, che si traducono nel tradimento della Liturgia, centro della vita cristiana. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proseguiamo nella lettura di San Cirillo di Gerusalemme. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 21 settembre 2017

Intervista a S. E. Mons. Schneider su: Prof. Seifert, il Cardinale Caffarra e il dovere di resistere


Maike Hickson, 17 settembre 2017, Nota dell’editore: quanto segue è un’intervista al vescovo Athanasius Schneider, condotta dalla Dr.sa Maike Hickson di OnePeterFive.    

Il vescovo Schneider è vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Astana, Kazakistan.

Maike Hickson (MH): Lei ha firmato, insieme al professore Josef Seifert (tra molti altri), l’Appello Filiale che conferma l’insegnamento tradizionale della Chiesa sul matrimonio. Il professor Seifert è stato ora rimosso dal suo arcivescovo spagnolo dalla sua cattedra Dietrich von Hildebrand presso l’Accademia Internazionale di Filosofia di Granada, Spagna – con l’esplicito riferimento avverso alla sua critica su alcune affermazioni contenute in Amoris Laetitia. Possiamo chiederle la sua risposta a una misura così punitiva, giustificata dall’argomentazione che il professor Seifert stava sconvolgendo l’unità della Chiesa cattolica e confondendo i fedeli?

Mons. Athanasius Schneider (BAS): il professor Josef Seifert ha compiuto un atto urgente e meritorio nel formulare domande critiche su alcune affermazioni palesemente ambigue contenute nel documento papale Amoris Laetitia, considerando che queste affermazioni stanno causando un’anarchia morale e disciplinare nella vita della Chiesa, un’anarchia che è sotto gli occhi di tutti e che, nessuno che ancora usi la propria ragione e abbia vera fede e onestà, può negare.

mercoledì 20 settembre 2017

"Summa familiae cura" è una risposta ai 'Dubia'?

Il Motu Proprio Summa familiae cura
in stretta connesione con Amoris laetitia


Due giorni dopo la morte del Cardinale Carlo Caffarra, presidente fondatore dell'Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia è stato pubblicato il Motu Proprio Summa familiae cura, che pone termine all'attività dell'Istituto voluto per rispondere alla crisi contemporanea attraversata dalla famiglia, profondamente impegnato per promuovere una dottrina e una formazione più solide sul matrimonio e sugli obblighi morali ad esso connessi.

La nuova istituzione accademica, è denominata Istituto Pontificio Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze Matrimoniali e Familiari, allo scopo di portare avanti l'opera dei recenti Sinodi sulla Famiglia, con la conseguenza che lo statuto dell'istituto originale fondato da San Giovanni Paolo II rimarrà solo provvisoriamente finché, d'intesa con la Lateranense, saranno emanati i nuovi statuti.

don Elia. Dio ci chiama a una nuova crociata

Il Signore non abbandonerà la Sua Chiesa. Gli Apostoli erano dodici e il Signore ricomincerà con pochi. Dobbiamo avere fede, speranza e fortezza (il cardinale Carlo Caffarra in lacrime, pochi giorni prima di morire).

Parlare di situazione drammatica è ormai superfluo: solo chi è ipnotizzato dalla propaganda dorme sonni tranquilli, come se tutto fosse in ordine. L’invasione è sotto gli occhi di tutti: migliaia di giovanotti prestanti, che non hanno affatto l’aria di persone denutrite che scappano dalla fame, continuano a sbarcare ogni giorno sulle nostre coste, prelevati dalla nostra stessa Marina militare a pochi chilometri dalle coste libiche. Il ritiro delle “organizzazioni umanitarie” prezzolate ha inciso solo parzialmente sul flusso di migranti indotti, che poi finiscono o nelle maglie del lavoro nero e della criminalità organizzata o in bivacchi improvvisati sulle piazze italiane, dalle quali spostarsi eventualmente di quando in quando, onde ammazzare la noia, per qualche stupro singolo o di gruppo. È notorio, fra l’altro, che la cosiddetta “accoglienza” sia diventata un business molto redditizio. Gridare indignati al razzismo contro chi denuncia quest’incubo è semplicemente da imbecilli; esortare all’accoglienza incondizionata, invece, è da criminali.

Se la Chiesa non fa più politica sarà la politica a zittire la Chiesa

Ringrazio di cuore Ettore Gotti Tedeschi che ci invia copia di questo suo articolo apparso su La Verità del 17 settembre.

Galli della Loggia sostiene che i cattolici non abbiano più nulla da dire in campo pubblico. Ma, al suo estremo, questa tesi porta alla sparizione totale della fede. E il bisogno di sacro tornerà sotto forma di un'etica gnostica.
Ernesto Galli della Loggia (sul Corriere della Sera di venerdì 15 settembre) propone una importante, ma piuttosto sofisticata, spiegazione sulla fine del messaggio cristiano a prestarsi a divenire politico. In pratica sulla fine della influenza della Chiesa cattolica sulla politica. Galli della Loggia, storico e finissimo intellettuale, non propone certamente un simile messaggio fine a sé stesso.

Vediamo però se ho ben capito. A supporto delle sue affermazioni egli porta varie ragioni di carattere geopolitico sui grandi cambiamenti di potere che necessariamente hanno influenzato le esigenze sociali di morale religiosa e quindi il ruolo della religione cattolica (e della Chiesa) che non può pertanto pretendere più di esser più parte di una “religione civile” (da sempre avversata dal laicismo), sacralizzando in qualche modo alcuni valori politici.

29 settembre. San Michele Arcangelo. Messa Antiquior in San Pietro

Laudetur Jesus Christus!

Venerdì 29 settembre 2016 - ore 7,15
Festa di San Michele Arcangelo
Altare di San Michele
della Basilica di San Pietro in Vaticano

Santa Messa Solenne della Festa di San Michele
celebra mons. Marco Agostini

All’arcangelo San Michele, già dall’VIII secolo, era dedicato un piccolo oratorio posto tra la rotonda di S. Petronilla e l’antica Basilica. Oggi all’Arcangelo è dedicata la cappella più antica della nuova basilica. Tale cappella conserva anche la memoria del più antico culto di San Michele (V secolo) del santuario dell’Arcangelo sulla via Salaria.

martedì 19 settembre 2017

L’intima compassione di Gesù: ἐσπλαγχνίσθη

Ѐ il Vangelo di oggi (Messale Novus Ordo). Ci soffermiamo perché ci nutre e ci consola. E ci ricorda la pregnanza di significato dei termini nella lingua originale; il che assume particolare importanza nella Sacra Scrittura. Oggi che vengono sdoganate le traduzioni...

Vangelo Lc 7, 11-17 
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei. Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

ἐσπλαγχνíσθη (esplanknìsthe). Questa parola greca vuol dire letteralmente il movimento interiore delle viscere. Gesù ebbe compassione intima, profonda, viscerale.
In ebraico ci sono almeno tre radici per indicare la misericordia.
  • hèsed: è la fedeltà misericordiosa di Dio, la sua misericordiosa ostinazione verso il peccatore;
  • hanan: questa radice indica invece gratuità e grazia;
  • raham: radice verbale che evoca il seno materno, la tenerezza della madre (letteralmente indica la membrana attraverso la quale il mondo antico era convinto che il bambino comunicasse con la madre).
Il termine greco di oggi esprime quest’ultima misericordia. Il movimento uterino della misericordia di una madre. E’ bello allora oggi ricordare i passi della Parola di Dio in cui è utilizzata questo verbo ἐσπλαγχνίσθη da noi tradotto con un più tranquillo “sentire compassione”.

Jus soli. Doppio caos politico e Vaticano

Aggiornamento: Antonio Socci, su Libero, pubblica un articolo sullo stesso argomenti dal titolo: "Il patto tra il Vaticano bergogliano e governo PD per "gabbare lo santo" (cioè gli italiani) sull'immigrazione". Lo riprendo e, per completezza, lo riporto di seguito.

Scrive Marco Tosatti su Stilum Curiae che "la storia dello Jus Soli, il pressing che alcuni pezzi di sinistra e di governo, e del Vaticano fanno per approvare prima delle elezioni una legge di cui moltissimi non sentono il bisogno [non solo non se ne sente il bisogno ma è suicidaria: ne abbiamo scritto ripetutamente qui - qui - qui - quiqui - qui -ndR], ha solleticato l’attenzione di un lettore che si è dato il nick Pezzo Grosso per rimanere nell'anonimato". E aggiunge che costui "ha scritto sul neo-collateralismo ormai evidente (ai tempi della DC erano bazzecole, al confronto) fra pezzi di Chiesa al potere e la sinistra al potere. Le unioni civili, con la legge Cirinnà-Galantino (permettete che si scherzi!) erano solo l’antipasto; e ormai con i giudici che approvano step-child adozioni a tutto andare se ne sono visti i frutti. Una volta – ai tempi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI se tanto tanto qualche uomo di Chiesa sfiorava un tema che avrebbe potuto avere riferimenti politici fioccavano gli editoriali e le condanne sulle “Interferenze” e gli interventi “A Gamba Tesa”. Adesso, chissà perché, tutti zitti… Ma ecco Pezzo Grosso:

Una piccola Lourdes nel cuore di Roma - Danilo Quinto

C’è una Chiesa, nel cuore di Roma, che mi è molto cara, perché fu la Chiesa in cui tornai a confessarmi dopo quarant’anni. Ѐ detta di Santa Maria in Via – meglio conosciuta come Chiesa della Madonna del Pozzo - dal nome dell’omonima via dove si trova: di fronte all’attuale galleria dedicata alla memoria di Alberto Sordi, vicino Piazza Colonna, in Via del Corso. 

Nel XIII secolo, il cardinale Pietro Capocci era proprietario di una stalla adiacente all’antico edificio di Santa Maria in Via, la cui presenza nella zona è attestata già nel X secolo da una bolla di papa Agapito II. I Capocci erano un’antica famiglia feudale romana, secondo le fonti più accreditate di origine genovese. Per i servigi resi a quella Repubblica, ebbe i più ambiti titoli nobiliari. Le prime notizie della famiglia, risalgono alla seconda metà del secolo XI. Divisasi in almeno tre rami, il principale dei quali aveva le sue abitazioni nel rione Monti, nell’area nota come Suburra, dove possedevano anche la torre omonima pervenuta loro dalla famiglia Arcioni. La famiglia aveva altri rami ed abitazioni nel rione Pigna e nel rione Trevi. Furono alcuni membri di questa famiglia ad aver fondato l’ospedale di S. Andrea in Piscinula presso la basilica di Santa Maria Maggiore, dove eressero alcune loro cappelle gentilizie.

lunedì 18 settembre 2017

Sussidi cattolici. Preghiera di Liberazione suggerita da Padre Amorth

Preghiera scritta e recitata da Padre Gabriele Amorth che consiglia di recitarla anche per noi stessi. Nel video che segue sentirete molte indicazioni utili per meglio comprendere l’argomento dei disturbi spirituali. Una preghiera che si può dire su di sé, su singole persone o anche su gruppi interi. La conoscevo senza alcune aggiunte, inserite da Padre Amorth, ascoltate in questo video e l'ho trascritta di seguito, riprendendole.


Preghiera di liberazione
Spirito del Signore, Spirito di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, Santissima Trinità, Vergine Immacolata, angeli, arcangeli e santi del paradiso, scendete su di me.
Fondimi, Signore, plasmami, riempimi di te, usami.
Caccia via da me tutte le forze del male, annientale, distruggile, perché io possa stare bene e operare il bene.
Caccia via da me i malefici, le stregonerie, la magia nera, le messe nere, le fatture, le legature, le maledizioni, il malocchio, la macumba, il voodoo, i riti satanici, i culti satanici. Spezza tutti i legami con satana e tutte le persone legate a satana vive o defunte; l'infestazione diabolica, la possessione diabolica, l'ossessione diabolica; tutto ciò che è male, peccato, invidia, gelosia, perfidia; la malattia fisica, psichica, spirituale, diabolica.
Brucia tutti questi mali nell'inferno, perché non abbiano mai più a toccare me e nessun'altra creatura al mondo.
Ordino e comando con la forza di Dio onnipotente, nel nome di Gesù Cristo salvatore, per intercessione della Vergine immacolata, a tutti gli spiriti immondi, a tutte le presenze che mi molestano, di lasciarmi immediatamente, di lasciarmi definitivamente, e di andare nell'inferno eterno, incatenati da s. Michele arcangelo, da s. Gabriele, da s. Raffaele, dai nostri angeli custodi, schiacciati sotto il calcagno della Vergine santissima immacolata. Amen.

Perché mai San Francesco avrebbe dovuto camminare alla cieca?

Riprendo da Vita Nuova di Trieste.

Si è aperta ad Assisi l’edizione 2017 de “Il Cortile di Francesco”, una sorta di “Cattedra dei non credenti”, nato come «luogo di incontro – attraverso la scoperta dell’altro – non solo tra credenti e non, ma anche tra fedi e culture diverse». Così lo presenta padre Enzo Fortunato, Coordinatore dell’evento. Molti gli invitati, per discutere attorno al tema “Cammino. Dialogo tra credenti e non credenti”.
Non è il titolo a fare problema: il frate francescano è in fondo un itinerante, un peregrinus, che dalla città dell’uomo si dirige verso la città di Dio. Non sarebbe un problema, a certe condizioni, la scelta degli invitati, che in un dialogo tra credenti e non-credenti, tra anticonformisti e conformisti, ci possono pure stare: Oliviero Toscani, Gabriele Lavia, Romano Prodi, Carlo De Benedetti, Valeria Fedeli, Umberto Galimberti e altri. Si tratta dell’italica intellighenzia che conta nei media, allineati al mainstream ufficiale. E qua s’intravvede un’ombra.

domenica 17 settembre 2017

Convegno Summorum 2017. “Il silenzio e il primato di Dio nella sacra Liturgia” - Card. Robert Sarah

Di seguito inserisco il completamento del resoconto sul Convegno del decennale: "Il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI: una rinnovata giovinezza per la Chiesa", che si è tenuto presso l'Università Pontifica Angelicum lo scorso 14 settembre [vedi].
Praticamente ho annotato le frasi e le espressioni che più mi hanno toccata della relazione del Card. Sarah. Il testo integrale (purtroppo dovremo avere la pazienza di attendere la pubblicazione degli atti) certamente consentirà di scoprire molte altre ricchezze nascoste o espresse in maniera incompleta in questa mia trascrizione, che comunque credo lasci assaporare profondità spirituali che purtroppo non entrano nella predicazione comune. In ogni caso ci sono contenuti da approfondire in riferimento a questo testo, che stiamo traducendo, che contiene anche altri elementi: La riconciliazione liturgica

Ed ecco la relazione del card. Robert Sarah (Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti). Il suo tema: “Il silenzio e il primato di Dio nella sacra Liturgia”.
Il cardinale esordisce citando Benedetto XVI, sottolineando che suo intento era la riconciliazione all'interno della Chiesa dopo che si è cercato di adattare la riforma alla svolta antropologica per ricostruirla in senso antropocentrico. Ma la Liturgia non è il laboratorio del nostro agire: è il baluardo della presenza di Dio. Infatti  è la dimenticanza di Dio il pericolo più incombente del nostro tempo in cui l'attenzione non è più diretta al primato di Dio. Conseguenze: terrorismo senza Dio; secolarismo sempre più aggressivo; consumismo; cultura della morte (Ratzinger luglio 2004). La liturgia deve fungere da baluardo offrendo la presenza di Dio. Ma che succede se nella liturgia noi pensiamo solo a noi stessi?

sabato 16 settembre 2017

Pellegrinaggio a San Michele di Mezzo (SA)

Clicca sull'immagine pe ringrandire
Nel primo centenario delle Apparizioni di Fatima, impetrando il patrocinio di san Michele Arcangelo e meditando sul Rosario
Pellegrinaggio presso il Santuario
di San Michele di mezzo - Fisciano (SA)

Domenica 8 ottobre 2017

Ore 9 - Raduno presso uscita casello autostradale Fisciano - Mercato San Severino (presso distributore carburante IP)
Ore 9,30 - Visita al Santuario e venerazione
Ore 10 - Recita del Rosario
Ore 10,30 - Messa in rito romano antico
Ore 12 - Conferenza
Ore 13,30 - Colazione
Sarà possibile, per chi lo desidera, accostarsi al Sacramento della Confessione.
Per il pranzo, ciascuno potrà provvedere con una colazione al sacco, oppure consumare i prodotti offerti dalla Compagnia di San Michele (lasciando una offerta corrispettiva).
A cura di:
Compagnia di San Michele Arcangelo - Società Internazionale Tommaso d’Aquino (sezione di Napoli) - Cammino dei Tre Sentieri - Associazione “Veritatis Splendor”

venerdì 15 settembre 2017

Convegno Summorum Pontificum. Roma, Angelicum 14 settembre 2017. Resoconto essenziale

Quello che segue è il mio resoconto dell'evento di ieri: il Convegno del decennale: "Il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI: una rinnovata giovinezza per la Chiesa", tenutosi presso l'Università Pontifica Angelicum
Mi sono servita dei miei appunti e di quanto la memoria custodisce dell'esperienza. Non mi dilungo in commenti che non mancheranno in un prossimo articolo in cui condenserò diverse impressioni e riflessioni. Quella più immediata è che tutti - e dico tutti - gli illustri relatori vedono e riconoscono qual è la verità, quali sono i problemi (anche se, quanto al concilio, se ne parla solo con citazioni commestibili) e quali i rimedi, mentre i loro insegnamenti ci fanno ardere il cuore come ad Emmaus. Dunque c'è consapevolezza ed è risuonato, forte, l'invito a 'resistere' ed anzi a promuovere la Liturgia - e la pastorale - tradizionali, come unico rimedio, baluardo certo e irrinunciabile. Ma chi è che deve promuovere? Penso innanzitutto alla formazione dei sacerdoti che tutti dicono carente ma che nelle sedi adeguate nessuno cura nel senso auspicato. E mi fermo qui... mentre la realtà continua ad andare da tutt'altra parte. Ma lasciamo prevalere la fiducia e la speranza nel Signore e nella Sua e nostra Madre e nella pars sanior dei nostri Pastori.  (M.G.)

Laudetur Jesus Christus!
Molto numerosa e partecipe l'Assemblea di cardinali vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose nonché di laici provenienti da tutto l'Orbe cattolico. Saluti particolari sono stati rivolti da Padre Nuara a presenze inconsuete: una delegazione di Hong Kong e le monache eremite provenienti dalla Lapponia Svedese.

In questa nostra società così  segnata dal relativismo, è confortante veder riuniti a Roma - anche in preghiera per il concomitante Pellegrinaggio ad Petri Sedem -migliaia di laici e centinaia di sacerdoti e seminaristi convenuti da lontano per portare proprio a Roma la loro preghiera e la loro speranza.

I lavori dell'evento congiunto del Convegno del decennale: "Il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI: una rinnovata giovinezza per la Chiesa", tenutosi presso l'Università Pontifica Angelicum il 14 settembre, iniziano con il canto del Veni Creator nella corale consonanza di pensieri e sentimenti.

Pellegrinaggio Summorum 2017. Aggiornamento Via Crucis

Ricordo che ieri è stato dato l'avviso che la Via Crucis di oggi alle ore 16,00, anziché al Colosseo, si terrà presso la Chiesa di S. Maria in Campitelli. Dopo la Santa Messa Solenne che sarà celebrata alle ore 19,00 dal Rev. Mons. Gilles Wach, Superiore Generale dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, il Card. Raymond Leo Burke terrà une breve orazione funebre in memoria del Card. Carlo Caffarra.

Terrorismo, responsabilità e sensi di colpa - Agostino Nobile

Troppe volte abbiamo sentito dire, perfino a papa Bergoglio, che il terrorismo contro l'occidente è la diretta conseguenza dell'aggressione dei paesi occidentali in Medio Oriente. Quel “noi occidentali abbiamo bombardato” è corale, da destra a sinistra, intellettuali, personaggi mediatici fino al bar dello sport. Ma certi “mea culpa” si scontrano con i fatti. Gli attacchi terroristici e le conversioni forzate dilagano anche nei paesi africani e asiatici che non hanno mai attaccato le terre dell'islam. La guerra in Iraq, Sira e Libia sono state volute e pianificate dalle monarchie arabe, in primis quella saudita, sostenute dal governo israeliano e dai paesi filo massoni anglosassoni. In Vaticano sono contro la guerra, così i popoli occidentali, ma i primi ad essere minacciati e colpiti dal terrorismo islamico sono proprio i cristiani, credenti o meno. Perché vengono colpiti gli innocenti e non i personaggi appartenenti a quelle lobbies che programmano le guerre, e che i terroristi conoscono molto bene? Se a questi attacchi indiscriminati sommiamo l'apertura delle frontiere a centinaia di migliaia di giovani maschi musulmani, i continui stupri di cui si macchiano, a spese delle donne occidentali, e l'appoggio che danno loro i partiti progressisti, abbiamo il quadro completo del suicidio europeo. Quando pure Bergoglio sostiene la politica delle porte aperte e migliaia di chiese vengono chiuse o adibite a luoghi ludici, ristoranti, librerie o convertite a moschee, significa che il cattolicesimo si trova a un passo delle catacombe. [vedi]

Venerdì 15 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno per la preghiera di riparazione, perché gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù sono quotidiani e purtroppo a ogni livello. Altrettanto insistente e continua deve essere la nostra preghiera. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proseguiamo nella lettura di San Cirillo di Gerusalemme. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 14 settembre 2017

Convegno Summorum 2017

È iniziato il Convegno. Notevole l'afflusso di partecipanti da tutto il mondo. Ho avuto già occasione salutare i cardinali Burke e Müller. Padre Nuara sta ricordando il card. Caffarra annunciando che la Messa in San Pietro sarà celebrata al suo posto da mons. Guido Pozzo. È appena arrivato il card. Sarah. Numerosa e partecipata presenza dunque. Laudetur Jesus Christus. Ora parlerà mons. Pozzo dell'Ecclesia Dei.

14 settembre (2007-2017). In Santa Maria Maggiore la prima Messa Antiquior dopo 39 anni di cattività

Nos autem gloriari opórtet, in cruce Dómini nostri Jesu Christi:
in quo est salus, vita et resurréctio nostra: per quem salváti et liberáti sumus. (Gal.6,14).

Tra quei fedeli, alle 15 pomeridiane, c'ero anch'io
Il 14 settembre di 10 anni fa a Roma, dopo 39 anni di cattività, in S. Maria Maggiore, alle ore 15,30, è stata celebrata la Messa Antiquior, nel giorno in cui entrava in vigore il Motu proprio Summorum Pontificum. E nell'arco della giornata lo stesso è accaduto in tutte le diocesi (o quasi) del mondo. 

Oggi i centri di messa destinati all'usus antiquior sono grandemente aumentati, ma stentano a crescere con le potenzialità che prometterebbero, perché continua a mancare la volontà nei vescovi e nei sacerdoti di impegnarsi ad introdurre nelle parrocchie la nostra Messa e la relativa 'pastorale' e non viene stato dato corso alla formazione liturgica ad hoc nei seminari. Dunque, se non ci preoccuperemo anche di questo, saremo più un'adunata di acquiescenti da tenere sotto controllo ben inquadrati nel loro recinto, che fedeli che vivono la Liturgia, culmen et fons di tutto, e ne gioiscono.

In più, come se non bastasse, proprio nei giorni di questo decennale, abbiamo bevuto l'amaro calice del motu proprio Magnum principium, che modifica il can. 838 del Codice di diritto canonico, riguardante le competenze della Santa Sede, delle Conferenze episcopali e dei Vescovi diocesani nell’ordinamento della liturgia. Ne abbiamo già discusso [qui] e non mancheremo di approfondire. Di fatto si tratta di un colpo di spugna all’istruzione Liturgiam authenticam, già temuto e preconizzato [qui], “sull’uso delle lingue volgari nella pubblicazione dei libri della liturgia romana”. La frammentazione della comunione della Chiesa acquista velocità sia sulla dottrina che sulla morale e ora sulla liturgia, fons et culmen di tutto. Quanto a noi non possiamo che affidarci e "resistere".
Oggi sarò al convegno Summorum all'Angelicum.

mercoledì 13 settembre 2017

Miracoli eucaristici - Danilo Quinto

Fu lo scolastico Berengario di Tours (ca. 999-1088) il precursore delle eresie sulla verità della transustanziazione e della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia. Egli riteneva simbolica la presenza del Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia. Nonostante le confutazioni dei più illustri teologi di quel tempo – perché allora i teologi questo compito lo svolgevano seriamente – le numerose condanne di sette Concili convocati dalla Chiesa, che allora le eresie le combatteva, la professione di fede nella vera trasformazione sostanziale del pane e del vino che Gregorio VII impose nel 1073 a Berengario di pronunciare, tra l’XI e il XII secolo dilagò anche in Italia il pensiero eretico sulla transustanziazione e su altri errori, sotto il nome di Albigesi, Pietrobrusiani, Euriciani, Catari, Patarini, comunemente appellati nuovi Manichei.

I pericoli per la Chiesa erano enormi, perché riguardavano la centralità del credo cristiano. Solo nel 1215, con il Concilio lateranense IV, nella professione di fede contro gli Albigesi, la Chiesa decretò il dogma («In realtà la Chiesa universale dei fedeli è una, e al di fuori di essa nessuno assolutamente è salvato, e in essa lo stesso Gesù Cristo è sacerdote e sacrificio, e il cui corpo e sangue sono veramente contenuti nel sacramento dell'altare sotto le specie del pane e del vino: il pane transustanziato nel corpo, e il vino nel sangue per il potere di Dio»), che fu poi ribadito dal Concilio di Trento, molti secoli dopo: «Poiché il Cristo, nostro Redentore, ha detto che ciò che offriva sotto la specie del pane era veramente il suo Corpo, nella Chiesa di Dio vi fu sempre la convinzione, e questo santo Concilio lo dichiara ora di nuovo, che con la consacrazione del pane e del vino si opera la conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo del Cristo, nostro Signore, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del suo Sangue. Questa conversione, quindi, in modo conveniente e appropriato è chiamata dalla santa Chiesa cattolica transustanziazione» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1376).

martedì 12 settembre 2017

Pellegrinaggio 2017 Summorum Pontificum ad Petri Sedem

“Fiat voluntas tua”
Gli organizzatori degli eventi che celebreranno la settimana prossima a Roma il decimo anniversario del motu proprio Summorum Pontificum invitano tutto il popolo Summorum Pontificum ad unirsi spiritualmente alle intenzioni del pellegrinaggio ed in particolare alle preghiere in suffragio dell’anima del Cardinale Caffarra che avrebbe dovuto celebrare la Messa di ringraziamento nella Basilica di San Pietro sabato 16 settembre.
Il nome del celebrante che officerà a San Pietro verrà comunicato nel corso del convegno che si terrà all’Angelicum giovedì 14.
Si comunica che prima dell’apertura del convegno di giovedì 14 verrà celebrata una Messa letta presso la chiesa dell’Angelicum, alle ore 8.

lunedì 11 settembre 2017

Il testamento spirituale di Caffarra: «Urgente che la Chiesa ponga fine al silenzio sul soprannaturale»

Testo della relazione che il cardinale aveva preparato per "La giornata della Bussola" pochi giorni prima di morire, considerata il suo testamento spirituale.


 Carlo card. Caffarra: «Urgente che la Chiesa
ponga fine al silenzio sul soprannaturale»

Dividerò la mia riflessione in due parti. Nella prima cercherò di riflettere su ciò che costituisce la distruzione dell’umano e su alcuni principali fattori di questa distruzione. Nella seconda parte risponderò alla domanda: chi ricostruisce l’umano?

LA DISTRUZIONE DELL’UMANO.

Partiamo da una pagina drammatica del Vangelo: il tradimento di Pietro. Lo leggiamo nella versione marciana [cfr.Mc.14,66-72].

In che consiste il tradimento di Pietro? La domanda della serva lo mette davanti una scelta, una scelta che riguarda se stesso e la sua identità in relazione a Gesù. Due possibilità si aprono davanti alla libertà di Pietro: affermare o negare la verità di se stesso. Pietro sceglie di negare la verità: "Non so e non capisco quello che vuoi dire" [69]. Pietro prevarica la verità.

11 settembre. Anniversario della battaglia di Vienna

L'abbiamo già pubblicata, ma la riproponiamo oggi. 11-12 settembre i giorni della battaglia.

Preghiera del Beato Marco d'Aviano
da lui composta per l'occasione e letta all'alba del 12 settembre 1683, dopo la celebrazione della S. Messa e la benedizione impartita all'esercito cristiano che si accingeva a dare vittoriosamente battaglia ai Turchi che assediavano Vienna

O grande Dio degli eserciti, guardaci prostrati qui ai piedi della tua maestà, per impetrarti il perdono delle nostre colpe. Sappiamo bene di aver meritato che gl’infedeli impugnino le armi per opprimerci, perché le iniquità, che ogni giorno commettiamo contro la tua bontà, hanno giustamente provocato la tua ira. O gran Dio, ti chiediamo il perdono dall’intimo dei nostri cuori; esecriamo il peccato, perché Tu lo aborrisci; siamo afflitti perché spesso abbiamo eccitato all’ira la tua somma bontà. Per amore di Te stesso, preferiamo mille volte morire piuttosto che commettere la minima azione che ti dispiaccia. Soccorrici con la tua grazia, o Signore, e non permettere che noi tuoi servi rompiamo il patto che soltanto con te abbiamo stipulato.

Il gesuita, l'islam jihadista e quel silenzio del Papa - Rino Cammilleri

Parlavamo qui dei 'silenzi' del papa ascrivibili ad una strategia.

Sul sito CulturaCattolica.it del 25 luglio 2017 è apparsa la traduzione di un’intervista (a cura di Luca Costa) così intrigante che val la pena riprenderla. Sono le parole di un anziano gesuita, p. Henri Boulad, pronunciate a briglia sciolta alla tivù francese Liberté la settimana prima.

Il p. Boulad (86 anni, gesuita da quando ne aveva 19), ha trascorso tutta la sua vita in Egitto e se c’è una cosa che conosce bene è l’islam. La sua è stata una vera filippica a cui lui stesso ha dato il titolo J’accuse!, che volutamente imita la famosa lettera-manifesto con cui lo scrittore Emile Zola prendeva posizione nel celebre «caso Dreyfus». Senza peli sulla lingua, il gesuita dichiara che «il primo centro di radicalizzazione islamica del mondo intero è l’università al-Azhar del Cairo», e lo dice proprio all’indomani della visita-abbraccio (col Gran Mufti) di papa Francesco. Questa università (in realtà solo una moschea generalista, anche se la più importante del mondo sunnita) «è presentata in tutto l’Occidente come un’istituzione moderata e tollerante, ma non è così». Il presidente egiziano Al-Sisi «ha a più riprese richiesto ufficialmente ed espressamente ai vertici dell’al-Azhar di sopprimere ogni insegnamento facente riferimento alle fonti islamiche che incitano all’odio e alla violenza contro ebrei e cristiani. Tali richieste sono sempre cadute nel vuoto». Infatti, «sono proprio gli imam formati ad al-Azhar che in molte, troppo moschee d’Europa vanificano ogni speranza di integrazione alla società occidentale della nuove generazioni di musulmani. L’università al-Azhar del Cairo è il primo destinatario del mio J’accuse! perché è la prima responsabile del radicalismo che si diffonde in tutto il mondo».

domenica 10 settembre 2017

Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno X n° 9 - Settembre 2017

Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti,
è ciò che viene a noi in mente mentre leggiamo i terrificanti dati pubblicati in questi giorni dalla conferenza episcopale tedesca. Terrificanti davvero per il futuro del cattolicesimo in quelle terre: nell'ultimo anno (2016) la Chiesa tedesca ha perso 162.000 fedeli e chiuso 537 chiese. Dal 1996 ad oggi il numero dei fedeli è crollato del 15% e a questo si aggiunge la chiusura di un quarto delle comunità cattoliche... la diocesi di Monaco per esempio nell'anno scorso ha avuto un solo candidato al sacerdozio... potremmo dilungarci in questo tristissimo elenco.

Tutto suona come una beffa: nell'anno centenario di Lutero, la Chiesa cattolica che si è ammodernata diventando così simile alla chiesa protestante, deve celebrare il proprio funerale, constatando il progressivo e inesorabile assottigliamento della sua presenza.

«Guai se la memoria della Chiesa avesse contenuti diversi dalla Risurrezione di Cristo dai morti» - Carlo Caffarra

La Nuova Bussola Quotidiana anticipa un estratto dalla seconda parte dell'intervento che il cardinale Carlo Caffarra avrebbe dovuto tenere domenica prossima, consegnato appena prima della sua  morte. Esso dunque rappresenta una sorta di testamento spirituale che esorta tutti noi a portare avanti la difesa della Verità di cui il cardinale Caffarra è stato grande esempio. 
La lezione di domenica si divide in due parti: nella prima il cardinale esamina i fattori di distruzione dell'umano, e nella seconda spiega Chi ricostruisce l'umano. Quella che segue è l'introduzione della seconda parte. 
Inizio questa seconda parte della mia riflessione da una metafora. Due persone stanno camminando sull’argine di un fiume in piena. Uno sa nuotare, l’altro no. Questi scivola e cade nel fiume, che sta travolgendolo. Tre sono le possibilità che l’amico ha a disposizione: insegnare a nuotare; lanciare una corda raccomandargli di tenerla ben stretta; buttarsi in acqua, abbracciare il naufrago, e portarlo a riva.
Quale di queste vie ha percorso il Verbo Incarnato, vedendo l’uomo trascinato all’auto-distruzione? La prima, risposero i Pelagiani, e rispondono tutti coloro che riducono l’evento cristiano ad esortazione morale. La seconda, risposero i Semi-pelagiani, e rispondono coloro che vedono grazia e libertà come due forze inversamente proporzionali. La terza, insegna la Chiesa. Il Verbo, non considerando la sua condizione divina un tesoro da custodire gelosamente, si gettò dentro la corrente del male, per abbracciare l’uomo e portarlo a riva. Questo è l’evento cristiano.

sabato 9 settembre 2017

Lettera apostolica in forma di Motu Proprio “Magnum Principium” Quibus nonnulla in can. 838 Codicis Iuris Canonici immutantur, 09.09.2017

Amici miei, c'è del nuovo e, avuto riguardo dell'aria che tira, credo ci sia da preoccuparsi. Eravamo già in guardia qui, nell'apprendere della revisione della Liturgiam Authenticam.

Ora non ho tempo di leggere il testo perché sto per andare a Messa. Ma così a occhio mi pare che siamo al 'rompete le righe' col decentramento alle Conferenze episcopali della preparazione dei libri liturgici. Che n'è dell'unità e dell'universalità de La Catholica? Ma ne parleremo. A più tardi.

Lettera apostolica in forma di Motu Proprio “Magnum Principium” Quibus nonnulla in can. 838 Codicis Iuris Canonici immutantur, 09.09.2017 [vedi]

don Elia. Dall’Ungheria la salvezza dell’Europa?

Circa ventisette anni fa avevamo pensato che il nostro futuro fosse in Europa. Oggi noi siamo il futuro dell’Europa (Viktor Orban, 25 luglio 2017). [qui]
Il 2 settembre, nel calendario tradizionale, si fa memoria di santo Stefano, re apostolico d’Ungheria. Il fondatore dello Stato magiaro aveva chiesto e ottenuto dal Papa, al quale offrì il proprio regno, il titolo regale e l’autorizzazione ad essere consacrato con l’unzione. Durante il suo governo, egli propagò vigorosamente il cristianesimo con la fondazione di diocesi e monasteri da lui stesso dotati di beni. Come riconoscimento della sua intensa devozione mariana, il Signore lo chiamò a Sé il 15 agosto 1038. Per volere del beato Innocenzo XI, promotore della coalizione antiturca, la data della festa liturgica coincide però con l’anniversario della riconquista di Buda, attribuita all’intercessione del Santo e avvenuta tre anni dopo la storica vittoria di Vienna (1683). L’Ungheria, liberata dal giogo ottomano, scelse come re l’arciduca Giuseppe d’Asburgo e, fino al 1918, la sua storia rimase legata a quella dell’ultimo impero cattolico.

Ma CL di Giussani era un’altra cosa. Intervista a Monsignor Negri

Purtroppo i timori di Stefano Fontana erano fondati. Fontana si chiedeva su “La Nuova Bussola Quotidiana del 28 agosto 2015 se, per caso, Comunione e Liberazione fosse caduta nella prassi della «scelta religiosa», secondo cui i cattolici farebbero bene a testimoniare apertamente Gesù Cristo solo all’interno delle chiese, mentre nella società essi dovrebbero dissimulare la propria identità cristiana, sganciando l’ambito religioso da quello civile e politico.

Un incidente analogo era occorso all’Azione Cattolica che, nel 1969, sotto la guida di Vittorio Bachelet, impose a se stessa la «scelta religiosa» come metodo irreversibile. I risultati, nei decenni posteriori, non tardarono a manifestarsi, vista anche l’adesione pratica alla «scelta religiosa» di vasti settori della Chiesa: ininfluenza dei cattolici dalla scena pubblica, svilimento della testimonianza cristiana, scomparsa del vero dialogo veritativo, nascita di un dialogo ideologico che tralascia l’essenziale e scade nella chiacchiera.

venerdì 8 settembre 2017

La Preghiera di Riparazione del venerdì

Vi ripropongo il link all'avviso precedente, perché troviate tutte le indicazioni. Rimaniamo fedeli al nostro impegno per la preghiera di riparazione, perché gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù sono quotidiani e purtroppo a ogni livello. Altrettanto insistente e continua deve essere la nostra preghiera.

.: Chiesa e post concilio: La Preghiera di Riparazione

Bergoglio non si inginocchia

Bergoglio in Colombia. Non si convince neppure con l'inginocchiatoio per le gambe più sensibili. Tutti in ginocchio, tranne lui, che si inginocchia solo davanti ai simboli protestanti (come durante la visita alla chiesa Anglicana africana - vedi) o per lavare i piedi ai mussulmani. 
Da Cardinale si inginocchia per farsi porre le mani sulla testa e farsi benedire dai protestanti. Ma, davanti al Santissimo e alla Consacrazione del Corpo e Sangue di Cristo, non si inginocchia mai...

9 settembre Reggio Emilia. Convegno informativo sulle vaccinazioni

I nostri amici di Reggio Emilia, coerentemente, oltre che per la loro testimonianza di fede, si distinguono anche per l'impegno civile.

8 settembre. Natività della Beata Vergine Maria

Riceviamo e condividiamo, oggi, ricorrenza della Natività delle Vergine Madre del Signore e nostra, la riflessione che segue, dono del lettore tralcio. 
Sub tuum praesidium confugimus, Sancta Dei Genitrix. Nostras deprecationes ne despicias  in necessitatibus nostris, sed a periculis cunctis libera nos semper, Virgo gloriosa et benedicta
(Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche nelle nostre necessità, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta).


Leggendo il vangelo è evidente che Satana “creda in Dio”.
Il diavolo è una creatura angelica che prima della ribellione godeva della visione di Dio da una posizione di primaria importanza. Cacciato dal Cielo e precipitato nella materia terrena, come serpente antico, gli resta l’intelligenza angelica con la quale può ingannare le creature, muovendole al dubbio su Dio e al peccato con il quale ci rende suoi schiavi. Il diavolo sa che Dio c’è, sa chi è, conosce la missione del Verbo incarnato.
Il diavolo ha rifiutato l’obbedienza e vuole disordinare il creato, ribellandolo al Creatore, odiando il creato e le creature e invidiando la possibilità che quelle spirituali possano raggiungere la visione beatifica di Dio.
Dialogare con il diavolo è consegnarsi alla sua intelligente astuzia, mentre non crediamo abbastanza alla bontà di Dio e non ci consegniamo a Lui, affidandoci felici di fare la Sua volontà. Dio ci lascia liberi.

Comunione con chi e su cosa?

clicca sull'immagine per ingrandire
Il 31 agosto scorso l'arcivescovo di Granada Victor Manuel Fernández ha sospeso dall'insegnamento nell'Accademia Internazionale di Filosofia (di cui peraltro è uno dei fondatori, ma che ora dipende dall'arcidiocesi) il prof. Joseph Seifert, uno dei massimi filosofi cattolici odierni, già membro della Pontificia Accademia per la Vita, dalla quale pure è stato escluso recentemente insieme ad altri illustri 'dissidenti' [qui - qui], tra cui il filosofo tedesco Robert Spaemann, anche lui reo di aver criticato con rispettosa correttezza la controversa Esortazione post-sinodale [qui].
Il prof. Seifert infatti è uno dei numerosi studiosi che hanno espresso perplessità su alcuni passi dell'Amoris Laetitia. Lo ha fatto in un lungo e articolato intervento pubblicato da katholisches.info, in conclusione del quale ha chiesto al papa una rettifica del testo dell'enciclica in linea con gli insegnamenti costanti della Chiesa.

giovedì 7 settembre 2017

Senza vergogna

Rigorista : espressione spagnola dispregiativa usata per screditare l'attendibilità della persona a cui si riferisce.

Austen Ivereigh è l'autore di The Great Reformer [qui].
Se n'è parlato anche recentemente [qui].

Bergoglio ha taciuto ancora una volta - un silenzio assordante -  di fronte alla morte di un Cardinale di Santa Romana Chiesa. E questo è lo stile, che rispecchia l'anima, di uno dei suoi maggiori turiferari.

Un nuovo libro rivela l'azione di lobbying per eleggere Bergoglio

L'articolo che segue è ripreso da Stilum Curiae. Richiamo l'attenzione dei lettori sui numerosi link inseriti in riferimento a precedenti articoli da noi pubblicati sulla questione.

Un libro che sta per uscire in Gran Bretagna offre nuovi elementi per capire come, e portati da chi, Jorge Mario Bergoglio è diventato papa. Il libro è scritto da Catherine Pepinster, che è stata direttrice del giornale cattolico inglese The Tablet, e si intitola: “The Keys and the Kingdom” (Le chiavi e il regno). In esso si afferma che il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, ex arcivescovo di Westminster, scomparso nei giorni scorsi, organizzò a Roma, nei locali dell’Ambasciata britannica, almeno un incontro per convincere i cardinali votanti del Commonwealth a votare l’arcivescovo di Buenos Aires. Escluse però volontariamente dall’invito sia il card. Marc Ouellet, canadese, prefetto della Congregazione per i vescovi, sia il card. George Pell, australiano. Probabilmente temeva che avrebbero sconsigliato la sua azione di lobbying.

Murphy O’Connor non era più, per questioni di età, ammesso a votare in Conclave; ma era a Roma per partecipare alle Congregazioni, le riunioni di cardinali che precedono il Conclave e che sono aperte anche agli ultraottantenni.

mercoledì 6 settembre 2017

"La nostra coscienza ci spinge..." - I 4 cardinali dei 'dubia' al Papa a firma del Card. Caffarra

Davamo notizia qui di una recente lettera dei quattro cardinali, firmata da Carlo Caffarra a nome degli altri tre: Walter Brandmüller, Raymond L. Burke e Joachim Meisner. E anche a questa lettera, come già ai "dubia", egli non ha risposto. I quattro cardinali chiedevano al papa di essere ricevuti in udienza. Per parlare con lui delle divisioni generate da "Amoris laetitia" e della conseguente "situazione di confusione e smarrimento" di larga parte della Chiesa.
La ripropongo di seguito in memoria del Card. Caffarra.

LA NOSTRA COSCIENZA CI SPINGE…

Beatissimo Padre,
è con una certa trepidazione che mi rivolgo alla Santità Vostra, durante questi giorni del tempo pasquale. Lo faccio a nome degli Em.mi Cardinali: Walter Brandmüller, Raymond L. Burke, Joachim Meisner, e mio personale.
Desideriamo innanzi tutto rinnovare la nostra assoluta dedizione ed il nostro amore incondizionato alla Cattedra di Pietro e per la Vostra augusta persona, nella quale riconosciamo il Successore di Pietro ed il Vicario di Gesù: il "dolce Cristo in terra", come amava dire S. Caterina da Siena. Non ci appartiene minimamente la posizione di chi considera vacante la Sede di Pietro, né di chi vuole attribuire anche ad altri l'indivisibile responsabilità del "munus" petrino. Siamo mossi solamente dalla coscienza della responsabilità grave proveniente dal "munus" cardinalizio: essere consiglieri del Successore di Pietro nel suo sovrano ministero. E del Sacramento dell'Episcopato, che "ci ha posti come vescovi a pascere la Chiesa, che Egli si è acquistata col suo sangue" (At 20, 28).

Una milizia segreta riduce notevolmente la tratta di esseri umani in Italia

Leggo su Eponymous Flower e lo traduco al volo. La notizia è interessante e mostrerebbe che qualcosa si muove al di là delle inarrestabili politiche suicidarie europee con l'Italia in prima fila. Sulla riduzione di arrivi conosciamo anche altri eventi noti. Primo fra tutti lo smascheramento del comportamento anomalo delle ONG e la parziale maggior cautela del governo anche per il sentore dell'evidente rumore di popolo che si traduce in drastica diminuzione di voti (ammesso che ci siano ancora le elezioni e che non ci sostituiscano con i beneficiari del mai abbastanza deprecato jus soli). Inoltre recentemente si è parlato anche della creazione di “campi di identificazione” dei possibili rifugiati direttamente sul territorio libico. E non è da escludere che a qualcuno facciano gola i relativi finanziamenti e l'iniziativa sia legata a dinamiche locali. Non mi dispiace che vengano sottratti cespiti alla indegna speculazione clientelare che si è sviluppata in Italia con tutto quanto ne consegue. Ma non è buonismo il mio rammarico che, se sempre di speculazione di tratta, al di là dei manipolati e dei terroristi che si infiltrano nell'apocalittico flusso in fuga da non si sa cosa, ci sono persone che comunque ne faranno le spese. (M.G.)

A luglio e agosto il numero di rifugiati che arrivano in Italia attraverso il Mediterraneo è diminuito notevolmente. Rispetto all'anno precedente, il 90 per cento meno di rifugiati hanno raggiunto la costa italiana, come mostrano i dati del Ministero dell'Interno italiano. Si suppone che la flessione sia correlata a una misteriosa milizia.
Il numero di rifugiati che arrivano in Europa attraverso il Mediterraneo è recentemente diminuito radicalmente. Una ragione potrebbe essere attribuibile a un gruppo misterioso. La cosiddetta "Brigata 48" nel porto libico di Sabratha garantisce che non ci siano navi di trafficanti. Molto ancora non è chiaro sul gruppo: i militari sono armati, si dice che alla testa del gruppo ci sia un ex mafioso, che forse avrebbe addirittura lavorato come contrabbandiere.