lunedì 24 luglio 2017

Preghiere di Riparazione per concerto blasfemo in provincia di Verona

Il 26 luglio, Marilyn Manson dovrebbe esibirsi nel Castello Scaligero di Villafranca di Verona. Il condizionale è d’obbligo perché parte della popolazione locale si è attivata per impedire il concerto. Più di 2,600 cittadini hanno firmato una petizione per chiedere la cancellazione del concerto. L’iniziativa è partita da un gruppo di cattolici, sostenuti dal vescovo di Verona Giuseppe Zenti. Oggi ci arriva questo avviso che volentieri pubblichiamo

Stiamo cercando di organizzare una rete di preghiera con rosario e Sante Messe offerte con questa importante intenzione: aiutare il vescovo di Verona che sta lottando per far annullare il concerto del capo satanista Marylin Manson, in realtà si tratterà di un vero e proprio rito satanico, con cui offenderanno il Nostro Signore Gesù Cristo, con atti sacrileghi, tra i quali il rogo della Bibbia in pubblico. Aiutiamo i fratelli delle Chiese locali che si stanno battendo contro questo inferno, previsto proprio per il 26 luglio, ricorrenza di Sant'Anna e Gioacchino (ai quali è dedicata la nostra parrocchia). Aiutiamoci a vicenda, lodando ed esaltando l'Unico Vero Signore, Re del Cielo e della terra, implorando la Sua Divina Misericordia, chiedendo l'intercessione degli Angeli e dei Santi, con a capo S.Michele Arcangelo. Coraggio, con la preghiera che il Signore vuole e ci chiede fervorosa, ce la faremo. Christus Vincit, Christus Regnat, Christus Imperat! Amen " - Grazie dell'attenzione, Rossella Campagnini, S.Croce di Casalecchio ( Bologna )

Il tempo superiore allo spazio Esame dell’eracliteismo latente di Papa Francesco

Il tempo superiore allo spazio 
Esame dell’eracliteismo latente di Papa Francesco
di Don Renuad de Sainte Marie, FSSPX
Pubblicato sul n. 600, giugno 2017, del Courrier de Rome

L’apparente pragmatismo dell’attuale pontificato contrasta con i numerosi articoli e analisi che si sforzano di scoprire i presupposti intellettuali che costituiscono la trama dei discorsi e dell’agire del Papa attuale. Il ruolo dell’analisi intellettuale non è solo di cogliere le grandi linee, ma anche di segnalare le conseguenze funeste che sono legate al pensiero che essa prende in esame.

Il lungo articolo del Professor Turco (Courrier de Rome n° 593, novembre 2016) aveva permesso di stabilire, tra l’altro, la natura eraclitea del pensiero di Francesco. Notiamo che anche Giovanni Scalese (1) aveva segnalato la cosa, quando aveva rilevato nella serie di affermazioni papali riguardanti il tempo e lo spazio, il primato del divenire sull’essere.

domenica 23 luglio 2017

Piccolo assaggio dell'esame di 'Nostra aetate'

L'immagine è tendenziosa perché mostra
le conseguenze ultime - vedi qui - qui
Prima di iniziare il nostro annunciato lavoro ricordiamo che il problema del differente grado di assenso ai documenti conciliari, oltre che da mons. Brunero Gherardini [qui], nonché da Mons. Schneider [qui], è espresso con estrema chiarezza anche da un eccellente sacerdote di Curia [qui]: « Nei decreti e nelle dichiarazioni non si tratta dell’affermazione magisteriale di verità, bensì dell’agire pratico, cioè della pastorale come conseguenza della dottrina. Nella teologia manca un concetto per questo magistero pastorale […]. Non si può fare a meno di rimproverare a certi teologi "moderni" un atteggiamento conservatore, poiché essi non di rado guardano ai decreti e alle dichiarazioni del Vaticano II come a testi dogmatici, che definiscono "nuove" verità. Il Concilio stesso non voleva questo ».

Faccio una prova  partendo dalla Dichiarazione NOSTRA AETATE sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane. Trascrivo di seguito l'introduzione, con l'aggiunta di una breve chiosa e attendo i vostri commenti. In realtà la chiosa si è poi allargata ad una conclusione più problematica irta di interrogativi. Vedremo cosa ne esce fuori...

Puntualizzazioni sulle recenti affermazioni di Mons. Athanasius Schneider sul Concilio.

Aggiornamento: Il nostro concreto contributo alla discussione auspicata da mons. Schneider avverrà attraverso l'analisi argomentata di documenti conciliari e successiva sintesi finale in un articolo conclusivo sui punti salienti emersi sia dal testo che dai commenti. Non mancano analisi e studi sui 'punti controversi' ormai individuati; ma renderemo attuale il discorso lavorandoci su con il contributo di tutti.
Cominceremo dalla Dichiarazione conciliare "Nostra Aetate" sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane, uno dei testi chiave sull'ecumenismo professato dall'attuale Gerarchia. Il testo è semplice solo in apparenza, ed è uno di quelli fondamentali dello spirito del Concilio, dello spirito di apertura che lo ha caratterizzato. Recentemente anche il card. Burke ci ha tenuto a sottolineare che quella dichiarazione non è magistero. Peccato che, a partire anche dai predecessori di Bergoglio ne siano stati affermati e persino applicati i punti deviati e svianti...
Si tratta di esaminare i 5 articoli: art. 1 Introduzione. 2. Le diverse religioni. 3. La religione musulmana 4. La religione ebraica. 5. La fraternità universale. 
Vi invito ad inviare i commenti dopo l'imminente pubblicazione della relativa pagina che riporterà lo schema in corso di preparazione da parte di Paolo Pasqualucci.

Riproduco la riflessione del mio incipit, che introduce lo scritto di Mons. Schneider in ordine all'interpretazione del Vaticano II e la sua connessione con l'attuale crisi della Chiesa [qui], integrata con quella di Paolo Pasqualucci perché penso sia bene puntualizzare e poi proseguire ripartendo da qui.

Esemplare lo scritto di mons Schneider, ripreso nella nostra traduzione da Rorate Caeli.  Esso, sui punti controversi1, rispecchia e conferma la nostra posizione sul Concilio e sue applicazioni ed è una presa d'atto ufficiale e autorevole, necessaria per guardare in faccia la realtà. Come più volte ribadito, si tratta di un passaggio ineludibile per uscire dalla temperie attuale mettendo in essere i correttivi necessari. I 'punti controversi' il vescovo li ha chiaramente ed essenzialmente individuati ed espressi. (ad es. collegialità; libertà religiosa; dialogo ecumenico e interreligioso; atteggiamento verso il mondo).

sabato 22 luglio 2017

L'interpretazione del Vaticano II e la sua connessione con l'attuale crisi della Chiesa

Esemplare lo scritto di mons Schneider, che riprendiamo nella nostra traduzione da Rorate Caeli.
Esso, sui punti controversi, rispecchia e conferma la nostra posizione sul Concilio e sue applicazioni ed è una presa d'atto ufficiale e autorevole, necessaria per guardare in faccia la realtà. Come più volte ribadito, si tratta di un passaggio ineludibile per uscire dalla temperie attuale mettendo in essere i correttivi necessari. I 'punti controversi' il vescovo li ha chiaramente ed essenzialmente individuati ed espressi. Osservo tuttavia che il problema, più che nella cattiva applicazione - e del resto è ciò che l'ha consentita - risiede in quello 'spirito del concilio' (il gegen-geist : contro-spirito, come lo chiama Mons. Gherardini[1]) che, insieme alle ambiguità ed alle innovazioni arbitrarie, permea l'intera assise. Esso viene da lontano e vi è confluito; ed è questo che ha fatto sì che gli applicatori del concilio procedessero e procedano nei termini che ci hanno portati a questo punto e che, se non si inverte la rotta, rischiano di condurci verso un 'oltre' non più tollerabile e umanamente difficilmente neutralizzabile più il tempo passa e lo iato aumenta. Lo stesso paragone con la crisi Ariana è calzante ma non completamente adeguato. La differenza, non da poco, sta in un autentico 'sentire cum ecclesia' (quella sana) della comunità dell'epoca; mentre, oggi, al contrario, esso va sempre più diluendosi a causa della prassi deformante e della dottrina sempre più adulterata o assoggettata a seri tagli e lacune senza che alcuno vi possa porre rimedio perché solo un Papa può ripareggiare la verità. Del resto mons. Schneider ne è ben consapevole, visto che egli stesso perorava la formulazione di un nuovo Sillabo [vedi]. (M.G.)

L'interpretazione del Vaticano II
e la sua connessione con l'attuale crisi della Chiesa


L'attuale situazione di crisi senza precedenti della Chiesa è paragonabile con la crisi generale nel 4° secolo, quando l'arianesimo aveva contaminato la stragrande maggioranza dell'episcopato, assumendo una posizione dominante nella vita della Chiesa. Dobbiamo cercare di affrontare questa attuale situazione da un lato con realismo e, dall'altro, con uno spirito soprannaturale - con un profondo amore per la Chiesa, nostra madre, che soffre la Passione di Cristo a causa di questa tremenda e generale confusione dottrinale, liturgica e pastorale.

Kirill a Valaam: ‘Il male non può dominare per sempre; il bene alla fine vince’

Il Patriarca ortodosso di Mosca in visita, insieme al Presidente Putin, al monastero sul Lago Ladoga, che era in rovina sotto l’atesimo sovietico negli anni ’60, mentre oggi “rifiorisce con vigore inatteso”. Interessantissimo il richiamo al simbolismo del luogo e al suo significato anche per l'oggi. Ne prediamo atto per i segnali di indubbia rinascita, senza voler per questo fare l'apologia dell'Oriente slavo e alimentare, solo perché viviamo una crisi senza precedenti, incongrue spinte ad aderire a ciò che comunque non è interamente 'nostro' e mostra segnali 'contro corrente' rispetto all'Occidente disfattista.

Mosca (AsiaNews) - “Con il completo restauro del monastero del SS. Salvatore della Trasfigurazione di Valaam, abbiamo una dimostrazione che il bene alla fine vince sul male”: lo ha dichiarato il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie Kirill (Gundjaev) durante l’omelia per la festa della comunità. Come ogni anno, il Patriarca visita l’isola monastica sull’immenso lago Ladoga, a nord di San Pietroburgo, nel giorno della festa dei fondatori Sergij e German di Valaam (11 luglio). Quest’anno, per celebrare il pieno ritorno del monastero alla sua missione, alla funzione ha preso parte anche il presidente Vladimir Putin.

venerdì 21 luglio 2017

L'ultima storia di 'Santa Marta'

Un aneddoto quantomeno preoccupante trasmesso da un lettore sacerdote (18/7/2017).
La storia risale a qualche giorno fa. Non è un fatto isolato, ma un episodio che si incastra con molti altri, e che svela un aspetto piuttosto inquietante della personalità del Papa, in tutti i casi molto distante dalla cordialità presentata dai media.
Peraltro, lo stesso sacerdote mi confida: «Un amico argentino, che conosceva bene il Vescovo Bergoglio, mi dice che sa essere molto duro con i deboli».
L’affidabilità della fonte (di cui non desidero svelare l’identità, ma che è una personalità nota) è al di sopra di ogni sospetto.
Un gruppo di giovani preti, tutti appartenenti alle stessa diocesi, e che sono stati appena ordinati, ha fatto un pellegrinaggio a Roma. Non sono tradizionalisti, ma giovani preti del giorno d’oggi, camicia bianca col colletto, classici, pii, normali, assai felici del dono di Cristo che hanno appena ricevuto. Naturalmente, hanno chiesto e ottenuto di desinare a Santa Marta e di essere presentati al Papa, e anche di concelebrare con lui l’indomani.
Arrivano dunque a Santa Marta all’ora stabilita, e si mettono nel posto che viene loro indicato. Un segretario li segnala al Papa che sta arrivando verso di loro. Il Papa: «Di dove siete?». E loro, tutti fieri: «Della diocesi di X». E lui, con l’espressione delle cattive giornate: «Ah, a X, ci sono ancora molti preti. Significa che là c’è un problema, un problema di discernimento». E prosegue il suo cammino.
I giovani preti, sbalorditi, si guardano tra loro, si consultano, ed escono senza mangiare. E, l’indomani, hanno fatto a meno della concelebrazione di Santa Marta.
[Fonte : Benoit et moi by MiL.]

Venerdì 21 luglio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Sabato 29 luglio, a Rimini, si terrà una processione in riparazione del “gay-pride” che si svolgerà in quella città. Cliccate qui per maggiori dettagli. Invitiamo gli aderenti alla Lega di riparazione, e tutti gli amici di Chiesa e post-concilio, a unirsi alla processione, partecipandovi personalmente o, se impossibilitati, con la preghiera. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di San Cirillo di Gerusalemme. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 20 luglio 2017

Card. Müller: Papa Benedetto "deluso" sul suo congedo dalla Dottrina della Fede

Nella nostra traduzione da OnePeterFive.

Oggi, 19 luglio, è apparsa una nuova intervista al cardinale Gerhard Müller, ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. È un'intervista rilasciata all'inizio di luglio alla nota agenzia di stampa laica tedesca DPA; ciò significa che la stessa intervista viene ora ripresa da un nutrito numero di canali di comunicazione. Ne citiamo alcuni estratti dal quotidiano tedesco Die Welt e dal commento apparso sullo stesso giornale.

Anche se molte delle cronache mediatiche hanno sottolineato quella parte della nuova intervista in cui il cardinale Müller si difende - in particolare per quanto riguarda le accuse di negligenza nel trattare i casi di abusi sessuali sia quando era vescovo di Ratisbona che successivamente in qualità di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) - metteremo in evidenza altri e rilevanti aspetti di questa intervista più completa.

Ratisbona, Gotti Tedeschi: "Scandali per avvertire, li conosco. Occorre capire rinuncia Ratzinger"

Gotti Tedeschi intervistato da Marta Moriconi su IntelligoNews.
Sull'accaduto riporto l'osservazione di un lettore: "Leggi il titolo del Corriere e ti senti male: '547 bambini abusati; e George Ratzinger sapeva'. Poi leggi e si tratta di violenze fisiche, non sessuali per la stragrande maggioranza. Poi vai avanti e leggi che si tratta per lo più di schiaffi (brutta cosa ma a scuola usava la bacchetta anche nella classe di mia sorella, 1972). Continui e leggi che nel periodo delle (presunte) violenze sessuali George Ratzinger non c'era. Allora, nonostante la vergogna che comunque la vicenda comporta (sempre sia dimostrata, perché qui siamo ancora all'inchiesta) il titolo è una bufala, in pratica.". Il problema è che molti si fermano alla lettura del titolo e credono di essere informati. Il male è fatto, volutamente fatto.

Un nuovo scandalo ha investito in queste ore la Chiesa. E' infatti venuta alla luce la vicenda di 547 bambini che, tra il 1945 e l'inizio degli anni '90, avrebbero subito violenze nel coro del Duomo di Ratisbona, il più antico coro di voci bianche del mondo e che fu anche diretto per trent'anni dal fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger. A fornire i numeri delle presunte violenze, l'avvocato Ulrich Weber, incaricato dalla Chiesa di far luce sul presunto scandalo. Secondo quanto rilevato dal legale in quel lungo periodo, bambini e ragazzi subirono violenze corporali e 67 violenze sessuali, in alcuni casi entrambe. L'indagine avrebbe permesso di identificare 49 responsabili, anche se difficilmente ci saranno processi perché i reati sono prescritti. Molti ritengono questo scandalo costruito ad arte per colpire il Papa emerito Benedetto XVI, una figura scomoda e combattuta. Intelligonews ha sentito il parere autorevole dell'economista cattolico, già direttore dello Ior Ettore Gotti Tedeschi.

Processione di Riparazione per il 'gay-pride' a Rimini

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Dal punto di vista pratico ci eravamo lasciati lo scorso 3 giugno a Reggio-Emilia, con una Processione che ha certamente lasciato un segno indelebile nella città emiliana. Diremo di più: non solo a Reggio risuona ancora il tintinnio di quel turibolo ondeggiante fra le vie delle città, per mondare e riparare, per pregare ed elevare la giusta lode riparatoria a Dio, ma anche in diverse altre città che, sulla sequela di quanto accaduto lì, si sono rimboccate le maniche per organizzare eventi analoghi. Fra queste spiccano certamente Pavia, Varese, Milano e varie altre città del sud Italia. Il Comitato "Beata Giovanna Scopelli", come sappiamo, nasce a Reggio-Emilia sopra le spoglie dell'omonima Beata, vergine e carmelitana reggiana. La struttura del Comitato, specialmente dopo la Processione di pubblica riparazione al gay pride, non poteva garantire una copertura di portata nazionale, ed è per questo che altri comitati - se vogliamo di portata minore ma animati da grande fede e perseveranza - sono andati via via costituendosi singolarmente, pur non mancando mai l'appoggio del riferimento reggiano.
Tuttavia questo non ha mai implicato la "fine" del nostro Comitato il quale, lasciando la decisione agli oltre 2000 membri facenti parte di esso, ha mantenuto la sua costituzione garantendo l'impegno laddove possibile.

Ecco perché siamo lieti di annunciare a tutti voi, a poco più di un mese trascorso dall'appuntamento in terra reggiana, una nuova Processione di pubblica riparazione allo scandaloso "Summer Pride" di Rimini, previsto per sabato 29 luglio.

mercoledì 19 luglio 2017

Emma Bonino, parlerà in chiesa sull'immigrazione

Lo aveva già anticipato qui Danilo Quinto. Emma Bonino parlerà nella chiesa dedicata a San Defendente, a Ronco di Cossato, vicino a Biella, il prossimo 26 luglio, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato 2017, per presentare la campagna “ERO STRANIERO – L’umanità che fa bene”. Una campagna alla quale ha dato la sua adesione anche papa Bergoglio. Parteciperà Walter Massa, coordinatore nazionale della commissione immigrazione dell’ARCI e modererà il parroco, don Marco Marchiori. A questo si riferiscono i nostri amici del Movimento Liturgico Benedettiano di Ferrara che ci propongono l'unita iniziativa, in riparazione.

Carissimi,
Emma Bonino, portabandiera delle peggiori efferatezze che il nostro cattolico sentire cum Ecclesia possa annoverare (ad esempio e fra l’altro l’assassinio non mai rinnegato di migliaia di bimbi con una pompa da bicicletta), parlerà dell’immigrazione in una Chiesa del biellese venerdì 26 luglio p.v. su incarico della chiesa locale.
Proponiamo di recitare quotidianamente una Corona del S. Rosario alla Regina di tutte le Vittorie (“vincitrice di tutte le battaglie di Dio”, Pio XII) perché ci protegga da questa iniziativa, che non va certamente nella direzione del bene: se di una cosa non abbiamo bisogno ai tempi nostri, è di cattivi maestri. Se non sarà possibile evitare questo evento, le nostre preghiere serviranno almeno di riparazione. 
Passiamo parola e preghiamo il S. Rosario!
In J et M
Il Movimento Liturgico Benedettiano di Ferrara

P.S.: Qualcuno dei nostri cari amici suggerisce di riconsacrare  la Chiesa dopo che la Bonino vi abbia tenuto la sua predica!

Il Superiore generale dei gesuiti venera Budda...

C'è forse qualcosa da aggiungere?

martedì 18 luglio 2017

Custode della nostra coscienza storica, il Liceo Classico è nemico del mercato

Intanto parliamone. Un altro fronte (formazione e cultura) su cui "resistere"... Gli studi classici danno una struttura, una forma mentis, una coscienza critica, una capacità di lettura del mondo e di approccio ad ogni ulteriore approfondimento che altri studi non danno o danno in maniera diversa. Riformarli ulteriormente significa snaturare uno strumento prezioso per le generazioni che verranno. Anche se già fortemente depauperato, resta tra gli ultimi baluardi della nostra civiltà.
Nonostante l'autore appartenga ad un versante ideologico polare rispetto al nostro, non possiamo non condividerne le preoccupazioni nel caso specifico.

Ciclicamente torna il tema della riforma. Che significherebbe togliere tempo a greco e latino per darlo a materie "più utili". Una tendenza a cui bisogna opporsi.
Mi ha assai colpito, debbo ammetterlo, leggere bene in vista sulla prima pagina piemontese del quotidiano La Stampa l'annuncio di un particolare convegno a Torino. Tema degno di nota, non v'è dubbio. "Ma il Liceo Classico deve restare com'è o deve essere rivisitato?": questo l'annuncio sul quotidiano sabaudo.

lunedì 17 luglio 2017

Caro Papa ti scrivo... Lettere di un teologo al Papa

Riprendiamo dal Blog di Aldo Maria Valli, da un articolo da lui recentemente pubblicato, il contenuto di tre Lettere che un teologo italiano ha inviato di recente a papa Francesco, assieme a un’attestazione di stima e di affetto filiale. Ottimo compendio delle puntualizzazioni relative alle maggiori inquietudini suscitate da detti e fatti del Papa regnante.

[...] I tre messaggi sono stati inviati a Santa Marta, residenza del papa, tra la fine di giugno e l’inizio di questo mese di luglio. Ha fatto da tramite un religioso amico del teologo, un uomo di Chiesa che Francesco apprezza e che ha la possibilità di incontrare spesso il pontefice, a cadenza fissa, parlando con lui di tutto in modo aperto.
Sono in grado qui di riportare i contenuti delle tre lettere inviate al papa. Proponendoli ai lettori del mio blog non li sposo totalmente (per esempio, ho più di una perplessità circa ciò che il mittente sostiene a proposito di uso legittimo della forza). Non di meno giudico il contributo del teologo di grande importanza sia sotto il profilo delle questioni affrontate, perché aiuta il dibattito su questo pontificato a uscire da una certa indeterminatezza, sia sotto il profilo della strategia, perché fa capire che, pur in presenza di sensibilità diverse, c’è sempre la possibilità di collaborare con sincerità per il bene della Chiesa, a salvaguardia della fede e soprattutto per la gloria di Dio.

domenica 16 luglio 2017

La grazia di essere rivestiti dello scapolare carmelitano

Condividiamo questa testimonianza di un carissimo lettore per onorare la Madre del Signore e nostra e, a edificazione di tutti, per interiorizzare le stupende verità di fede che essa ci ricorda.

Oggi ho ricevuto la grazia di essere vestito dello scapolare carmelitano.
Scacci ogni dubbio chi temesse il potenziale scaramantico e l'uso improprio (a mò di amuleto) di questo oggetto di devozione: si tratta di una vestizione innanzitutto interiore e spirituale, frutto dell'amore filiale rivolto alla Beata Vergine Maria attraverso una libera e totale consacrazione (per molti rinnovandone altre già fatte) a Lei.
La devozione non nasce, come vorrebbero certi innovatori, da ignoranza, fanatismo o superstizione, perché invece sgorga dall'essenza e l'autenticità della fede cristiana, che riconosce il ruolo della Madre di Dio, rivolgendosi a Lei per imitarla nell'aderire a Gesù.
Chi ama la Madre del Cielo e si dichiara "sua proprietà", partecipa del suo essere umile ancella del Signore, lasciandosene soccorrere come avvocata in questa valle di lacrime, cioè in un tempo di prova che ci vede esuli figli di Eva in un mondo soggetto alla signoria del principe del mondo, malgrado la gran voglia di "dialogo" e di "apertura" per esso.
Il vangelo ascoltato oggi durante la Santa Messa dice che il seme sparso da Dio se cade sulla strada non può portare frutto e la "strada" è proprio il luogo dei dispersi nel mondo, il luogo dei vagabondi senza nido, senza casa, senza una mèta e senza la coscienza di essere figli...

16 luglio Madonna del Carmelo

O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te consacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitudine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. 
Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. 
Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evitando il peccato e imitando le tue virtù. 
Desidero offrire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riuscirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. 
O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

sabato 15 luglio 2017

Parole di saluto di Benedetto XVI per la Messa da requiem per il Cardinale Joachim Meisner nella cattedrale di Colonia

Riprendo nella nostra tempestiva traduzione dall'originale tedesco su kath.net il testo integrale del saluto di Benedetto XVI letto da mons. Georg Gänswein. Importante sia per l'immagine drammatica della barca di Pietro vicina a capovolgersi, che per le sentite parole sull'adorazione eucaristica così trascurata dall'ala liberal della Chiesa compreso il suo successore.
Errata corrige: rileggere interamente il punto punto 1, che si riferisce al Sacramento della Penitenza.

Testo integrale delle parole di saluto di Benedetto XVI in occasione della Messa da requiem per il Cardinale Joachim Meisner nella cattedrale di Colonia, letto dall'Arcivescovo Georg Gänswein

In questo momento in cui la Chiesa di Colonia e i suoi fedeli danno l'addio al Cardinale Joachim Meisner, il mio cuore e i miei pensieri sono con voi tutti e sono felice di  inviarvi, su richiesta del cardinale Woelki, alcune parole commemorative.
Quando, mercoledì scorso, ho appreso da una telefonata della morte del card. Meisner, in un primo momento non potevo crederci. Il giorno prima avevamo parlato al telefono. La sua voce era piena di gratitudine perché era ormai arrivato in vacanza, dopo che la domenica precedente aveva partecipato, a Vilnius, alla beatificazione del vescovo Teofilius Matulionis.  Lo ha sempre caratterizzato l'amore per le Chiese dei paesi vicini dell'est europeo, che hanno subìto la persecuzione comunista e la gratitudine per la fortezza con cui hanno sopportato, all'epoca, tali prove. E quindi non è affatto una coincidenza il fatto che l'ultima visita della sua vita sia stata dedicata a un testimone della fede in quelle terre..
Ciò che mi ha colpito particolarmente nei recenti colloqui con il defunto cardinale sono state la serenità, la gioia interiore e la fiducia che aveva raggiunto. Sappiamo che per lui, appassionato curatore di anime, risultava difficile lasciare il suo ufficio e proprio in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di pastori che sappiano resistere alla dittatura dello spirito del tempo e vivere e pensare con decisione in conformità con la fede.
Ma mi ha commosso  ancora di più il fatto che in quest'ultimo periodo della sua vita abbia imparato a prendere le cose più serenamente  e che vivesse sempre più nella profonda consapevolezza che il Signore non abbandona mai la sua Chiesa, anche se a volte la barca si è riempita [d'acqua] fino quasi a capovolgersi.

Scuola parentale 'San Pancrazio' - 2017

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Gli errori del falso ecumenismo

Del vero e falso ecumenismo abbiamo parlato a più riprese [vedi]. Leggo ora un testo di chiarezza cristallina che tocca molti punti essenziali e merita di essere condiviso.

Perché l'ecumenismo è un errore
di Mons. Marcel Lefèbvre

Nella confusione di idee delle quali attualmente certi cristiani sembrano piacevolmente compiacersi, è insita una tendenza particolarmente dannosa per la fede e tanto più pericolosa in quanto si presenta sotto le apparenze della carità: l’ecumenismo. Il termine, apparso nel 1927 all’epoca di un Congresso tenutosi a Losanna, avrebbe dovuto già di per sé stesso mettere in guardia i cattolici se avessero badato alla definizione che ne dànno tutti i dizionari: «Ecumenismo: movimento favorevole alla riunione di tutte le Chiese cristiane in una sola». Non si possono fondere princìpi contraddittori, è ovvio; non si possono riunire, in modo da farne un tutto unico, la verità e l’errore. A meno di adottare gli errori e di rigettare tutta o in parte la verità. L’ecumenismo si condanna da solo.

Il sostantivo ha conosciuto una tale voga dopo l’ultimo Concilio, da entrare anche nel linguaggio profano. Si parla di ecumenismo universitario, di ecumenismo informatico o chissà che altro, per esprimere un gusto o un partito preso di diversificazione, di eclettismo. Nel linguaggio religioso, si è ultimamente esteso perfino alle religioni non cristiane […].

venerdì 14 luglio 2017

Venerdì 14 luglio. La preghiera di riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Rimaniamo fedeli al nostro impegno per la preghiera di riparazione, perché gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù sono quotidiani e condotti a ogni livello. Altrettanto insistente e continua deve essere la nostra preghiera. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di San Giovanni Crisostomo. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

Ancora una volta l'ha sparata grossa

Aggiornamento: Ne ha sparate e ne spara di grosse e clamorose anche sul versante internazionale. 
Riprendo l'immagine a sinistra, e relativa notizia, dal sito Blondet & Friends [qui]. Cliccarvi sopra per leggere la notizia, riguardante un delirante messaggio rivolto alla Mekel: un 'governo unico mondiale' per salvare l'umanità!


Durante l’Angelus di domenica, Bergoglio si è lasciato andare a una vera e propria teologia dell’immigrazionismo. Non se ne può più! Rischia di fare danni ancor peggiori di quelli che ci sovrastano... Leggo su La Stampa 
«Alla fine saremo giudicati sulle opere di misericordia», sostiene all’Angelus Francesco citando la celebre canzone di Mina (con Alberto Lupo) «Parole, parole» per mettere in guardia dalle «parole che si porta via il vento» e per distinguere le opere di misericordia da una solidarietà solo affermata con le parole. «Dio è nei rifugiati che tutti vogliono cacciare via. Il mio prossimo ha anche nazionalità e religioni diverse», evidenzia Francesco. [...] Infatti il Signore potrà dirci: «Ti ricordi quella volta, sulla strada da Gerusalemme a Gerico? Quell’uomo mezzo morto ero io. Quel migrante che volevano cacciare via ero io. Quel nonno abbandonato ero io. Quel malato che nessuno va a trovare in ospedale ero io».

Gli ultimi giorni di Costantinopoli - Luigi Pecchioli

Narrano le storie che i dotti teologi bizantini amassero discettare del sesso degli angeli. Tale attitudine non cessò, sembra, neppure durante l’assedio di Costantinopoli da parte di Maometto II, che pose fine al millenario impero romano d’Oriente nel 1453. Poi entrò il nemico, celebrò il suo trionfo, consumò le sue vendette e la superba Bisanzio cambiò pelle, ed è ora Istanbul, culla del mondo turco e antica capitale ottomana.

Nulla di insolito, dopotutto: già Tito Livio commentò così la fine e la distruzione di Sagunto, storica alleata dei Romani accerchiata da Annibale: dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur, mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata. Sono gli ultimi giorni di Costantinopoli, la situazione è grave, ma non seria, come direbbe Ennio Flaiano. L’Italia sta per esalare gli ultimi respiri, già rantola, ma tutto prosegue come prima: il governo regala 17 miliardi al sistema bancario, Renzi fa il finto gradasso con le istituzioni europee, Minniti e Gentiloni non sanno che fare dinanzi all’invasione africana. Con acuta intelligenza, anzi, un professorone liberal come Luca Ricolfi nega che si tratti di invasione: siamo noi stessi che li portiamo a riva e li accogliamo sul territorio nazionale, di che cosa stiamo parlando?

giovedì 13 luglio 2017

Una risposta a "La Scure di Elia" - Cristiano Lugli

Il contributo di Cristiano Lugli al nostro serio e appassionato dibattito sui temi caldi ricorrenti: il risveglio delle iniziative di riparazione e il comportamento dei confronti dei due Riti: Vetus e Novus. Lo accogliamo con gratitudine nella certezza di alimentare un approfondimento costruttivo.

Si è potuto leggere, ormai quindici giorni fa, un articolo pubblicato sul blog "La scure di Elia" dal titolo "omosessualismo e tradizione", all'interno del quale si è parlato anche delle processioni di pubblica riparazione susseguitesi in diverse città per tutto il mese di Giugno, e con qualche evento simile organizzato anche nei primi giorni di Luglio. Nel suddetto articolo, sono state analizzate alcune presunte criticità di questi atti liturgici, le quali evidentemente non sono state molto apprezzate dalla maggior parte dei lettori. Ecco forse perché, a distanza di due settimane, è comparso un nuovo articolo sull'omonimo blog dal titolo "apologia pro via sua". Ambedue gli articoli, rientrando certamente nel dibattito e in un criterio di legittimità di presentare un punto di vista, sono stati ripresi anche dal sito Chiesa e Post Concilio. [Il primo dei due articoli non è stato ripreso dal blog; ho inserito il link al secondo perché può essere interessante la discussione che ne è scaturita, che ha avuto il suo seguito qui]

La protestantizzazione della Chiesa cattolica

Ripropongo questo testo che merita la dovuta attenzione.

Non c’è nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severità. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessità odierne, esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando (Giovanni XXIII, Discorso di apertura del Concilio Vaticano II, 11 ottobre 1962).

La medicina della misericordia va usata solo con l’errante o anche con l’errore? A tale quesito, apparentemente peregrino, la retta ragione non consente di dare se non questa risposta: solo con l’errante (qualora dia segni di disponibilità al ravvedimento e fino a che l’ostinazione non obblighi alla sanzione) e con il preciso scopo di ricondurlo al riconoscimento della verità. L’idea che si possa curare l’errore con la misericordia, invece, è semplicemente assurda: l’uomo ragionevole ha infatti l’obbligo di coscienza non solo di individuarlo, ma anche di confutarlo e di combatterlo. L’errore è un male in sé e, come una malattia, va debellato prontamente perché non si propaghi, infettando le menti e corrompendo la vita morale. A maggior ragione questo ineludibile dovere grava sui Pastori della Chiesa, che devono rispondere a Dio non solo dell’anima propria, ma anche di quelle altrui.

mercoledì 12 luglio 2017

Il leone di Münster e l'eutanasia di stato nazista.

Il nazionalsocialismo tedesco programmò e praticò quello che in codice venne definita Operazione T4. Una vera e propria eutanasia di Stato che avrebbe causato circa 70 mila morti, in gran parte disabili fisici e mentali, ma anche mutilati, persone con la sindrome di Down o affette da malattie degenerative.

La voce più autorevole che si levò contro questa vergogna fu quella del vescovo cattolico di Münster, Clemens August Graf von Galen, che in una sua predica, datata 3 agosto 1941, disse queste parole su cui in queste ore è importante meditare:
«(…) Da qualche tempo ci giunge notizia che, in case di cura e istituti per disabili mentali, i pazienti già da lungo tempo malati e che forse sembrano incurabili vengono soppressi coercitivamente, per ordine di Berlino. Regolarmente, dopo breve tempo i parenti ricevono comunicazione che il malato è deceduto, che il cadavere è stato cremato e che è possibile farsi recapitare le ceneri. In generale domina il sospetto, vicinissimo alla certezza, che questi numerosi decessi inattesi di malati di mente non avvengano in modo naturale, ma vengano causati di proposito secondo il principio per cui si pensa di poter sopprimere le cosiddette vite indegne di essere vissute, cioè uccidere esseri umani innocenti quando si pensi che la loro vita non sia più di valore per il Popolo e lo Stato. È un insegnamento spaventoso, che legittima l’omicidio di innocenti, e che fondamentalmente ammette l’uccisione forzata dei non più abili al lavoro, degli storpi, dei malati incurabili, degli anziani (…).»
«Come ho saputo da fonti affidabili, ora anche nelle case di cura e negli istituti della Provincia di Vestfalia vengono redatte delle liste [di eliminazione NdT] (…).

martedì 11 luglio 2017

Ecco ancora 'i due Papi'

Con l'ultimo concistoro e la creazione dei nuovi cinque cardinali, il plenum dei 120 cardinali elettori è permanentemente garantito?

E di nuovo con l'avallo del Papa emerito?

14 luglio. Presentazione libro su San Bonaventura

San Bonaventura da Bagnoregio e san Tommaso d'Aquino danno inizio alla serie di statue che ornano il Colonnato del Bernini. Posti rispettivamente alla destra e alla sinistra della Basilica di San Pietro, quali santi più vicini alla facciata, evidenziano il loro ruolo quali dottori della Chiesa.
Con la consapevolezza di tale importanza la festa di san Bonaventura sabato 15 luglio sarà celebrata con particolare solennità per l'ottavo Centenario della sua nascita (1217-2017).
Chiesa cattedrale, ore 18,00 Celebrazione dei Primi Vespri della solennità di san Bonaventura.
La locandina a lato riporta il programma della presentazione del libro di Barbara Faes presso l'Auditorium comunale di Bagnoregio.

San Benedetto, padre dell’Europa

San Benedetto è il padre dell’Europa. Quando l’Impero romano è crollato, consumato dalla vecchiaia e dai vizi, e i barbari si sono lanciati sulle sue provincie, quell’uomo, che è stato chiamato “l’ultimo dei grandi Romani” (secondo l’espressione di Tertulliano), unendo allo stesso tempo la romanità e il Vangelo, ha attinto a queste due fonti aiuto e forza per unire efficacemente i popoli d'Europa sotto il vessillo e l’autorità di Cristo... Infatti dal mar Baltico al mar mediterraneo, dall’oceano Atlantico alle pianure della Polonia, legioni di monaci benedettini si sono diffusi, rendendo mansuete le nazioni ribelli e selvagge con la croce, i libri e l’aratro.
Ora et Labora”: questa massima dei benedettini non contiene forse, nella sua brevità maestosa, ciò che è la legge principale dell’umanità e della sua regola di vita?... Pregare, è un precetto divino, come pure lavorare: dobbiamo adempiere l’uno e l’altro per la gloria di Dio e il perfezionamento dello spirito e del corpo... Ora [l’indomani della seconda guerra mondiale], l’Europa geme sotto le calamità e le miserie che ha subite... In mezzo a questa tempesta che fa cadere l’Europa nel disastro e nella sventura, non è inopportuno né inutile ricordare che forze interiori potenti, una lunga storia di grande civiltà... si erano stabilite in Europa come su un fondamento di grande solidità.
[...] Dilectus demum Deo et hominibus Benedictus: «cuius memoria in benedictione est » (cfr. Eccli. 45, 1) benedicat laboranti Ecclesiae, cuius fuit pugnator fortissimus; benedicat humano generi, cuius est decus inocciduum; Europae, cuius est altor et parens; Italiae, cuius est gemma; universis hic adstantibus benedicat; effuso amore Benedictinis sodalibus, gloriosae suboli suae, benedicat, ut ipsius celsa virtutis species relucescat: «Et ipso beato Confessore Benedicto intercedente, sit in eis fides recta, imitabilis forma, castissima sobrietas, hospitalis caritas, spiritualis prudentia, alta sapientia, mens humilis, vita sublimis. Amen » (The Canterbury benedictional ed. by Reginald Maxwell Woolley, London, 1917, p. 89). 
(Pio XII, papa dal 1939 al 1958 - Omelia a San Paolo-Fuori-le-Mura, 18 settembre 1947)

Si può partecipare alla Messa Novus Ordo?

Su segnalazione di un lettore, ai fini di approfondire il discorso sulla partecipazione al Novus Ordo. riporto di seguito la nostra traduzione di un articolo di don Philippe Toulza pubblicato, nell'ambito della FSSPX, da Fideliter/giugno 2017. Lo riprendo integralmente per poi poter formulare le relative considerazioni e dare l'ennesimo contributo sulla spinosa questione che trova già alcune risposte nei contenuti di questo precedente articolo. [Intanto potete consultare, quiqui - qui - qui -qui, alcuni contributi sul biritualismo]. Mi rendo conto che non è agevole rimandarvi a citazioni plurime che affrontano o ribadiscono diversi aspetti del problema: Esse peraltro rispecchiano anche l'evolversi della mia esperienza, ma dovrò formulare una nuova ben articolata sintesi. (M.G.)

Non possiamo celebrare la messa di Paolo VI, né parteciparvi. Questa è l'opinione dei sacerdoti della Fraternità San Pio X , di altre comunità, e di molti fedeli. 
Questa affermazione sembra dura. Molti la rifiutano. Essi, oltre a difendere il Novus Ordo Missae, ci dicono: « Le vostre critiche sulla nuova Messa sono eccessive. Celebrarla o parteciparvi, non è proibito ». Le obiezioni sono le seguenti :

lunedì 10 luglio 2017

Il cardinale Meisner, Fatima, il rosario. E quella venerazione per Mindszenty

Ottimo articolo e bellissimo ricordo del card. Joachim Meisner di Aldo Maria Valli.

Il 5 luglio oltre a Joaquín Navarro-Valls ci ha lasciati un altro Gioacchino: il cardinale Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia. Un grande pastore che ha sempre difeso la fede e la Chiesa, fino alla decisione, presa con i confratelli Carlo Caffarra, Walter Brandmüller e Raymond Burke, di manifestare al papa i suoi «dubia» a proposito di «Amoris laetitia».
La morte l’ha colto nel sonno, con il breviario in mano, mentre pregava per prepararsi alla messa del mattino successivo e dopo una telefonata con il cardinale Gerhard Müller, pochi giorni prima allontanato da papa Francesco dall’incarico di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.
Per capire meglio il cardinale Meisner e tracciare un suo profilo è utile l’articolo «Cardinal Meisner’s Witness Concerning Fatima and the Dubia», scritto da Maike Hickson per il sito «onepeterfive», nel quale, fra l’altro, si rivela quanto riferito da un amico del cardinale, Michael Hesemann, storico della Chiesa tedesca.

Quo vadis, Bergoglio?

Gli ultimi giorni a Roma sono stati giorni di alta tensione. Nell’aria si percepisce come la sensazione che Bergoglio senta che il suo pontificato abbia i giorni contati, e senta il bisogno di accelerare il processo di “riforma” voluta da lui e da quelli che hanno fatto una decisa campagna per la sua elezione nell’ultimo Conclave, al punto che – come ha confessato lui stesso – la detta “riforma” sarebbe irreversibile e tale da lasciare le mani legate al suo successore. Una riforma che per molti aspetti appare confusa e informe, come confuso e indefinito è il suo attore principale. Così che un alto prelato della Curia - e non è certo l'unico! - è arrivato a chiedersi, seriamente, se l’ex Primate argentino non soffra di una certa confusione mentale cronica - per usare un’espressione piuttosto mitigata ...

Chi può ancora sostenere che non c'è crisi nella Chiesa?

Due immagini che non hanno bisogno di commenti. La prima per le allusioni poco rassicuranti. La seconda per la esplicita dichiarazione omofila di un alto prelato di nuova nomina.


domenica 9 luglio 2017

don Elia. Apologia pro via sua

Non penso che si tratti tanto di pro via sua - chi si pone come guida spirituale non ha una sua via - quanto di desiderio e volontà di districarsi nel ginepraio pazzesco il cui siamo senza rimanere impastoiati. E non è facile per nessuno di noi. Proviamoci insieme. 

Quando si combatte un nemico dalla forza (umanamente) schiacciante, non lo si affronta in campo aperto, ma si conduce un’azione di guerriglia. Quando si naviga nella tempesta tra opposti scogli, il timoniere che li evita non sta tentennando, ma impedendo alla nave di sfracellarsi. Quando si ha a che fare con una situazione completamente inedita, le soluzioni più ovvie non sono necessariamente le più opportune. Quando sono i Pastori ad andare fuori strada, bisogna redarguirli senza porsi fuori della comunione gerarchica. Se poi qualcuno ha la verità in tasca, fa un dogma anche dell’opinabile e se ne infischia dell’unità del Corpo mistico, io mi dissocio. Qualora il mio dolore per l’attuale situazione della Chiesa sia traboccato in un sarcasmo tagliente, spero con tutto il cuore che questo non abbia favorito in nessuno l’esecrabile tentazione di spezzarla.

sabato 8 luglio 2017

Intervista esclusiva di Chiesa e post Concilio a Don Francesco Giordano sul caso Charlie

Una intervista esclusiva a cura di Cristiano Lugli.

Don Francesco Giordano è Direttore di Human Life International Italia, nonché insegnante alla Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino (Angelicum) a Roma.
Primo di tre fratelli nati in diversi paesi in tutto il mondo, Don Francesco ha avuto un grande amore per la fede cattolica fin dalla giovane età, in una prospettiva internazionale. Per questo la sua decisione di diventare sacerdote è stata accolta come una scelta naturale. Don Francesco sostiene che l’amore per la liturgia tradizionale e il buon esempio di molti sacerdoti e vescovi siano stati la chiave per il discernimento della propria vocazione, e le amicizie sviluppate in America abbiano fatto scaturire in lui l’impegno per la difesa della vita e della famiglia.
Fra le altre cose, don Francesco è anche cappellano della "Compagnia della Buona Morte" [1]

Lo abbiamo intervistato a proposito della vicenda che coinvolge il piccolo Charlie Gard insieme alla sua famiglia.

Il Cardinale Svedese contro la Comunione condivisa con i luterani. Ma nella Chiesa non tutti vanno nella stessa direzione

Crolla un sogno per l’attuale Pontefice, il Cardinale Anders Arborelius di Stoccolma non è pronto a sostenere la condivisione di Comunione tra Cattolici e luterani.
Il nuovo Cardinale Carmelitano, per la prima volta Membro del Collegio Cardinalizio, che proviene da un paese prevalentemente luterano, mette il freno a quello che sembrava già ben radicato, “l’Intercomunione con i Luterani”.
Tra le molteplici difficoltà è riuscito ad affrontare la questione “luterana” , parlando delle grandi differenze che persistono tra Cattolici e Luterani, una delle tante il riconoscimento del Corpo e Sangue di Gesù Cristo, nell’Eucaristia!
In un’intervista rilasciata al giornale la Crux di John Allen, il Cardinale Anders ha fatto delle osservazioni:“nella Chiesa Luterana, ci sono diverse visioni sull’Eucaristia. Alcuni membri sono molto vicino a noi, … mentre altri hanno una visione molto diversa.”
Il Cardinale Arborelius ha continuato:
Molti nella Chiesa luterana ora diranno: “Abbiamo raggiunto un accordo, ora dobbiamo celebrare insieme l’Eucaristia.” Considerando che abbiamo molto da dire, iniziamo con: “No, non siete venuti finora in un dialogo reciproco”, e, naturalmente, questo creerà una sorta di frustrazione in molti luterani, (e in molti loro sostenitori) perchè non possiamo festeggiare insieme.
Un problema per il papa regnante, nella sua ansia di riconciliazione con i Luterani.

Ma nella Chiesa regna sovrana la confusione. E purtroppo, se si voleva una prova dell'apostasia non più strisciante ma sotto gli occhi di tutti, nel frattempo dobbiamo registrare un infausto evento, conseguenza delle ultime derive [qui - qui - qui - qui] :

Per la prima volta in Spagna si è svolta la Liturgia luterano-cattolica: la preghiera comune 'Dal conflitto alla comunione' , presieduta da Brian Farrell, Segretario del 'Pontificio Consiglio per l'unità dei cristiani' e da Martin Junge, Segretario Generale della Federazione Luterana Mondiale.

Tra i predicatori erano presenti: il cardinale e presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, Ricardo Blázquez , ed il pastore della Chiesa Evangelica spagnola, Pedro Zamora. La celebrazione è stata la cerimonia di chiusura del Congresso di Teologia Ecumenica 'Dal conflitto alla comunione' tenuto presso la Pontificia Università di Salamanca, in occasione della commemorazione del 500° anniversario della Riforma.
A proposito della tanto enfatizzata commemorazione, abbiamo ampiamente scritto [vedi e indice degli articoli].

venerdì 7 luglio 2017

Due nuovi saggi di Danilo Quinto

Europa. Italia. Chiesa Cattolica. Sono questi i tre campi minati trattati in questo libro. Un continente e un Paese che in nome della Felicità Universale hanno eliminato Dio dalla scena, fanno i conti con la situazione inedita in cui si trova la Nuova Chiesa, che per servire i desideri del mondo non proclama più i suoi princìpi e la sua dottrina. Così, eresie e ideologie una volta denunciate e combattute – il Modernismo, la Massoneria, l’Islam e il Protestantesimo – spadroneggiano, insieme alla disoccupazione e alla povertà, alla corruzione delle classi dirigenti e di buona parte della società civile, alla dirompente affermazione della dilagante ideologia omosessualista, al dominio dell’euro e delle oligarchie burocratiche e finanziarie, ad un potere che è sempre più spregiudicato. Il Nuovo Ordine Mondiale che s’intende creare nega la Regalità Sociale di Gesù Cristo sul Cielo e sulla Terra, per fare posto al Serpente, che sta insidiando la Donna al Suo calcagno, ma chi ha fede ha una certezza, quella che la Vergine Maria predisse cent’anni fa a Fatima: il Suo Cuore Immacolato trionferà. Cooperiamo con Lei e, grazie al Suo aiuto, gridiamo sempre dai tetti la Verità, smascherando i falsi miti, le ipocrisie e le menzogne.
La sera del primo luglio 2016, a Dacca, capitale del Bangladesh, un commando composto da  jihadisti fa irruzione in un albergo. Sparando al grido Allahu akbar, prende in ostaggio decine di persone. Quale memoria è rimasta dei 9 italiani seviziati e squartati vivi, morti senza colpo di grazia, insieme ad altre 13 persone di varia nazionalità? Nessuna. In un mondo alla rovescia, che difende le foche, i gatti e i cani, le persone non interessano più a nessuno. Siamo assuefatti all’idea,  diffusa in base ad un disegno mondialista, che esista un Islam moderato e un Islam radicale. Niente di più falso. Le violenze che l’Islam opera all’interno dei Paesi in cui è al potere e che esporta in Europa e nel resto del mondo, si spiegano se si legge il Corano e se si studia la sua storia e quella del suo fondatore. L’Islamismo si oppone ferocemente al Cristianesimo, ma la Nuova Chiesa – che tratta la Misericordia di Dio come un qualsiasi prodotto da acquistare al supermercato – rinuncia a confermare la sua dottrina e propaganda l’accoglienza e l’integrazione di milioni di persone che si riversano ogni anno nel territorio dell’Europa, attraverso un business di gigantesche proporzioni, gestito da organizzazioni criminali, in combutta con quelle dei paesi che ospitano. Non basta. C’è chi paga l’invasione dell’Europa, come George Soros, che investe – in base alle sue dichiarazioni – 500 milioni per salvare i migranti e chi, come Emma Bonino, lancia campagne sulla necessità per l’Italia di 300mila migranti ogni anno, per sopperire al deficit d’incremento della popolazione; campagne, come quella che s’intitola “L’umanità da salvare”, che sono condivise dal papa della Chiesa Cattolica. Non si promuove nessuna campagna per la natalità, mentre aumentano gli aborti e i nostri giovani, laureati e disoccupati, vengono lasciati migrare all’estero, per far posto ad altri giovani immigrati robusti, che vediamo aggirarsi, bivaccare e bighellonare per le nostre città, ben vestiti, con lo smartphone e gli occhiali da sole. E’ un genocidio culturale quello che si sta realizzando e ne pagheremo tutti e presto le conseguenze.

7 luglio 2017. 10° Anniversario del Summorum Pontificum

Oggi, 7 luglio 2017, ricordiamo l'anniversario - il decimo - della promulgazione del motu proprio Summorum Pontificum, che de iure, pur se stenta a realizzarsi de facto, ha sdoganato come tesoro della Chiesa universale il Rito Romano Antiquus

Vi rimando alla rievocazione della prima applicazione, dopo 39 anni, avvenuta il 14 settembre successivo a Santa Maria Maggiore.

Molto abbiamo dibattuto e tutti siamo consapevoli del ruolo centrale della Liturgia che continuiamo ad amare e cerchiamo di vivere e far conoscere Deo adiuvante.

Colgo l'occasione per riproporvi la lettura di un testo pubblicato l'anno scorso ma sempre attuale.

Perseverare nell’azione salvifica iniziatasi con i 'Dubia'

Questo del "terzo passo" dei 3 cardinali, che Paolo Pasqualucci illustra sapientemente nell'articolo che segue, è un punto fondamentale. Nella situazione attuale sarebbe un fatto del tutto rivoluzionario, che potrebbe aprire finalmente la crisi nella Chiesa visibile (artatamente nascosta, la crisi, dal conformismo ufficiale) e far crollare uno dei pilastri dell'attuale sistema "mondialista".

L’improvvisa, dolorosa scomparsa di S. Em. il cardinale Joachim Meisner, avvenuta il 4 luglio scorso, ha destato – è inutile negarlo – un senso di smarrimento. Il porporato aveva 83 anni, è vero; però ha fatto impressione la subitaneità della morte, non preceduta, a quanto se ne sa, da uno stato di malattia.

I quattro cardinali firmatari dei cinque ben noti Dubia sollevati a proposito di certi sconcertanti passi dell’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia sull’amore nel matrimonio, si sono ora ridotti improvvisamente a tre, le Eminenze Burke, Caffarra, Brandmüller. Speriamo, da semplici fedeli, che il luttuoso evento non incida sulla loro determinazione a proseguire con la massima celerità nella loro coraggiosa e benemerita azione salvifica.

Pro Charlie, oggi alle 19 a Roma


Venerdì 7 luglio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Restiamo fedeli al nostro impegno per la preghiera di riparazione, mentre la società che si definisce “civile” pretende di sostituirsi a Dio, decidendo per la vita e la morte delle persone, come nel caso del piccolo Charlie Gard. Oggi abbiamo nel cuore l'eutanasia di stato sdoganata con la sentenza nei confronti del piccolo Charlie. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di San Bonaventura da Bagnoregio. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 6 luglio 2017

Charlie Gard, eutanasia e insegnamento della Chiesa - Cristiano Lugli

Mentre la situazione di Charlie Gard rimane sospesa in vortice di tensione generale e potremmo dire mondiale, le veglie di preghiera in tuffo il mondo crescono a macchia d'olio. Colpisce, quasi in modo inaspettato, come l'Italia sia stato lo stato ad organizzarne di più, con una presa a carico dei cattolici di portata nazionale. Va pure detto che le telefonate capaci di intasare i centralini di Santa Marta e della Segreteria di Stato Vaticana per chiedere un intervento immediato del Papa - il quale a pensarci bene è arrivato proprio dopo questo assedio - sono piovute principalmente dal nostro vecchio stivale usurato e malconcio.

Nel medesimo tempo, mentre tutto questo accade in Italia e nel mondo, intervengono Trump e l'ospedale del Bambin Gesù. I fatti, per chi segue la vicenda, sono ben noti. Interessanti però sono alcuni dettagli.

Azione non dialogo

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno X n° 7 - Luglio 2017

Tutta la Rivoluzione, scoppiata in questi decenni in casa cattolica, è avvenuta in nome del dialogo.
La nuova chiesa si è concepita in contrapposizione alla Chiesa del passato proprio in nome del dialogo: ti dicono che la Chiesa prima del Concilio era una chiesa in difesa, mentre ora la Chiesa ha capito che bisogna aprirsi, aprirsi in un dialogo continuo con il mondo.

In nome di questo dialogo hanno anche preteso il cambiamento della Messa: la Messa di prima, nella sua sacralità, sarebbe la Messa di una Cristianità in “difensiva”, preoccupata di distinguersi dal mondo; la nuova messa sarebbe, invece, la messa di un cristianesimo in “dialogo”, lievito nascosto nella pasta del mondo.

mercoledì 5 luglio 2017

Prima della sua morte, il cardinal Meisner ha manifestato al Cardinal Müller il suo dispiacere per la sua destituzione

Nella nostra traduzione da OnePeterFive. Il card. Müller ribadisce la sua fedeltà al papa. Si afferma che rimarrà al di sopra di ogni correzione fraterna pubblica o resistenza alle parole e alle azioni del papa: un papa che inequivocabilmente ha provocato confusione nella Chiesa a tal punto da renderla quasi irriconoscibile. Strana considerazione dell'articolista. Non risulta che chi ha parlato di correzione fraterna sia stato e continui ad essere meno fedele e rispettoso, avendo agito, nei termini dovuti, nella propria responsabilità per il bene delle anime.
Ulteriore considerazione da non trascurare: il card. Müller afferma di voler restare fedele al Papa, per l'unità della Chiesa. Giusto in linea di principio e doveroso. Tuttavia, quando il Papa sta andando per una strada sbagliata, quella della confusione dottrinale e pastorale, sì che certi suoi documenti rendono possibili interpretazioni non solo ambigue ma anche erronee e perfino eretiche; quando tutto questo sta creando una situazione di scisma di fatto nella Chiesa, sull'interpretazione di certi ben noti passi della AL; dichiarare di volersi mantenere fedeli a questo Papa, nel senso di non volerne mai criticare gli errori, significa allora mantenersi fedeli all'uomo Bergoglio, pro tempore Papa, ma non al Papato, a ciò che il Papato, in quanto istituzione di origine divina, ha il dovere di essere e di fare per la missione attribuitagli da Cristo, la salvezza eterna delle anime. Sull'aperto elogio di Bergoglio all'eresia luterana del Sola Fide, ad esempio, il card. Müller non ha niente da dire, lui che è stato Prefetto dell'ex Sant-Uffizio?

Nel ricordare l'improvvisa e triste morte del cardinale Joachim Meisner, il cardinale Gerhard Müller, ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha appena rivelato in una nuova intervista del 5 luglio di aver parlato con il cardinale Meisner la sera prima della sua morte. Come riferisce Passauer Neue Presse:
Müller aveva parlato al telefono con l'ex arcivescovo di Colonia [il cardinale Meisner] la notte precedente [prima della sua morte avvenuta la mattina successiva]; e avevano anche parlato del mancato rinnovo della sua funzione. Secondo la descrizione del cardinale di Curia [Müller] della reazione di Meisner, questi era rimasto “profondamente addolorato” per la sua destituzione. “Ne era personalmente commosso e ferito - e la considerava una forma di danno per la Chiesa”.

S.Messa a Torino nel decennale del MP Summorum Pontificum venerdì 7 luglio 2017

Venerdì 7 luglio 2017 - h.19,00
nella Chiesa della Misericordia 
V. Barbaroux 41, Torino
verrà celebrata la S. Messa  Votiva del Sacro Cuore di Gesù 
in occasione del decennale del Motu Proprio Summorum Pontificum
con  canto del  Te Deum