domenica 8 dicembre 2019

Perché il mondo progressista odia tanto la famiglia

Segnalazioni dei lettori: Succede in Italia. Anno Domini 2019.
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Al testo della riforma sanitaria regionale in corso di approvazione in Friuli-Venezia Giulia, esponenti di una parte politica (PD) hanno presentato una serie di emendamenti per sostituire la parola “Famiglia” con la locuzione “Rete formale e informale della persona”.
Quando l’ho letto mi è scappato da sorridere. In realtà non c’è nulla da ridere. Il Male, quando lo metti a nudo, è sempre banale. E nella sua banalità lo riconosci facilmente, soprattutto quando fa la guerra alle parole.
Negli ultimi anni l’attacco più feroce è stato mosso alle parole mamma, papà, figli che vorrebbero sostituire con genitore 1, genitore 2 e prodotti del concepimento. L’obiettivo finale è la destrutturazione e successiva distruzione della famiglia, non solo della parola. Purtroppo Bibbiano docet.
Il sistema imperante impazzisce quando guarda alla famiglia e la dipinge così come vorrebbe ridurla: rete formale e informale della persona. E invece la famiglia non è (solo) una rete di rapporti e sentimenti, importanti ma assolutamente non sufficienti.
La famiglia è carne e sangue, è cromosomi e DNA, è mamma e papà e bambini, è maschi e femmine uniti nell’unico amore fecondo capace di generare altra vita e per questo essa stessa persona.
La famiglia è il nucleo primordiale che già esisteva quando ancora non esistevano gli stati di diritto e gli ordinamenti giuridici, perché la famiglia precede il diritto, le leggi e le costituzioni degli stessi stati.
In famiglia ci si consiglia, ci si aiuta, ci si protegge, ci si sostiene, ci si valorizza, ci si corregge, ci si difende. La famiglia è l’ultimo baluardo di libertà tra le persone e il sistema di potere che vuole possederle.
Senza famiglia non ci sono più persone, ma singoli individui, soli, senza radici né identità, facilmente influenzabili, manipolabili e controllabili, consumatori perfetti ai quali poter vendere di tutto, persino i bambini, e ai quali poter promettere di tutto, persino l’immortalità.
Per questo il sistema odia la famiglia, perché essa non consente di possederla.

Tota pulchra es Maria et macula originalis non es in te!

Ricordiamo questa bellissima festa in onore della nostra Madre Santa e Benedetta.
Tota pulchra es, Maria.
Et macula originalis non est in Te.
Tu gloria Ierusalem.
Tu laetitia Israel.
Tu honorificentia populi nostri.
Tu advocata peccatorum.
O Maria, o Maria.
Virgo prudentissima.
Mater clementissima.
Ora pro nobis.
Intercede pro nobis.
Ad Dominum Iesum Christum. Amen
Tutta bella sei, Maria,
E il peccato originale non è in te.
Tu sei la gloria di Gerusalemme,
tu letizia d’Israele,
tu onore del nostro popolo,
tu avvocata dei peccatori.
O Maria! O Maria!
Vergine prudentissima,
Madre clementissima,
prega per noi,
intercedi per noi
presso il Signore Gesù Cristo. Amen

“Ineffabilis Deus”: Pio IX e il dogma dell’Immacolata Concezione

Dio attingendo dal tesoro della divinità, ricolmò Maria– assai più di tutti gli spiriti angelici e di tutti i santi – dell’abbondanza di tutti i doni celesti in modo tanto straordinario, perché Ella, sempre libera da ogni macchia di peccato, tutta bella e perfetta, mostrasse quella perfezione di innocenza e di santità da non poterne concepire una maggiore dopo Dio, e che nessuno, all’infuori di Dio, può abbracciare con la propria mente...

sabato 7 dicembre 2019

Liturgia Novus Ordo: in arrivo la Riforma della Riforma

Vorrei ricordarvi il mio libro: Maria Guarini, «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca dei due papi’» Ed. Solfanelli, pag.168, Euro 13 [qui]. In relazione ad alcuni commenti devo precisare che la "Riforma della riforma" del titolo è intesa non nel senso ratzingeriano di restaurazione della sacralità perduta, ma in senso ironico di ulteriore degrado e allontanamento dal Rito perenne.

Apprendo [qui] che nella 2° domenica del tempo ordinario 2020, e cioè da Gennaio, andrà in vigore la nuova Messa introdotta dai Nuovi Messali.
Vergo di seguito alcune osservazioni essenziali a caldo, in attesa di conoscere in maniera più diretta i testi.
Da ricerche in rete trovo che ne parla in anticipo un documento diocesano, dal linguaggio infarcito di fumoserie 'pastorali', da cui estraggo il brano che segue. Acrobazie linguistiche che meriterebbero una confutazione a parte perché molto rivelatrici della mens conciliare centrata sull'Assemblea e della nuova ecclesiologia - e conseguente teologia antropocentrica e non più Cristocentrica - che sottende la nuova messa. Risulteranno tuttavia in parte decriptate da quanto andrò chiarendo di seguito. Cito:
"La liturgia, hanno evidenziato i vescovi, coinvolge l’intera assemblea nell’atto di rivolgersi al Signore: «Richiede un’arte celebrativa capace di far emergere il valore sacramentale della Parola di Dio, attingere e alimentare il senso della comunità, promuovendo anche la realtà dei ministeri... Per dare sostanza a questi temi, si è evidenziata l’opportunità di preparare una sorta di «riconsegna al popolo di Dio del Messale Romano» con un sussidio che rilanci l’impegno della pastorale liturgica." [qui]
Oltre ai cambiamenti già noti riguardanti il Pater noster e il Gloria, ci saranno cambiamenti nei Prefazi dei Santi e della beata Vergine Maria e il Confiteor (1) avrà la variante: "confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli e sorelle" (per non escludere il sesso femminile) poi è stato confermato il versato per tutti e non per molti [sul "pro multisvedi, invece, Benedetto XVI ai vescovi tedeschi, mons. Hauke qui e un sacerdote qui]
Ma la sostituzione che maggiormente inquieta è quella delle parole che precedono la Consacrazione, cioè quelle della cosiddetta Epiclesi (2); per cui, anziché dire: Scenda o Signore il Tuo Santo Spirito, su questi doni che ti offriamo, perché diventino il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo nostro Salvatore, si dirà : SCENDA O SIGNORE LA TUA "RUGIADA"......

Totem della sinistra. Francesco Agnoli: “Vi spiego perché Nilde Iotti non è un’eroina”

Il professor Francesco Agnoli ha dedicato una paginata su la Verità del 3 dicembre su Nilde Iotti, intitolata Gli omissis nella santificazione della Iotti, e ha dedicato alla Iotti e alle donne comuniste alcune pagine del suo Donne che hanno fatto la storia, in uscita a marzo per Gondolin. Lo abbiamo intervistato per capirne qualcosa di più.

Agnoli, perchè questo articolo?
Proprio perché certe santificazioni sono strumentali, oltre che fasulle. Rai 1 celebrerà in questi giorni la Iotti, a 30 anni dalla sua morte, presentandola come un’ “eroina”, espressione di “una classe politica degna di stima e rispetto la cui competenza, a differenza di oggi, non era messa in dubbio. Una classe politica dotata di profondo senso etico dello Stato e abituata a considerare la propria missione altissima, irreversibile. Abbiamo bisogno di modelli così». In questa definizione retorica e pomposa non c’è nulla di vero.

Cina: sinificazione della Chiesa cattolica, censura e repressione

Chi è interessato può consultare l'indice degli articoli sulla questione Cina / Vaticano.

Dall'accordo provvisorio tra Cina e Santa Sede, il 22 settembre 2018 - ancora tenuto segreto - sono state celebrate due prime ordinazioni episcopali il 26 e 28 agosto 2019.
Padre Anthony Yao Shun, 54 anni, è stato ordinato vescovo di Jining il 26 agosto, nella Cattedrale di Nostra Signora del Rosario di Jining, nel nord del Paese. Jining è la più grande diocesi della Mongolia interna, che ospita circa 70.000 cattolici. La cerimonia è stata presieduta da mons. Paul Meng Qinglu, vescovo di Hohhot, vicepresidente dell'Associazione patriottica (ufficiale) dei cattolici cinesi (CCPA), Eglises d'Asie, l'agenzia delle missioni estere di Parigi.

Mons. Etienne Xu Hongwei, nominato vescovo coadiutore della diocesi di Hanzhong, nella provincia di Shannxi, è stato ordinato il 28 agosto nella cattedrale Saint-Michel di Hanzhong. L'ufficio stampa della Santa Sede ha confermato che queste due ordinazioni si sono svolte in virtù dell'accordo provvisorio sino-vaticano, mentre il Papa aveva accettato mons. Yao e mons. Xu prima di firmare l'accordo.

venerdì 6 dicembre 2019

Cristiani iracheni avvertono la Svezia del rischio di un “governo islamista”

Mentre i ricercatori svedesi respingono l’idea di una rivalsa islamica al governo nonostante l’impressionante cambiamento demografico, hanno ammesso l’incremento dell’indottrinamento islamico e delle tensioni.

Tra i cristiani iracheni c’è l’idea diffusa che molti paesi europei, come Svezia e Francia, abbiano accolto troppi musulmani dal Medio Oriente e che adesso rischiano un influenza islamica al punto di un governo islamista, riporta la rivista cristiana Världen Idag.

"Si perderà il controllo", ha detto alla rivista Layla (uno pseudonimo per motivi di sicurezza) del Kurdistan iracheno. Tra gli iracheni cristiani come lei, ha affermato, c'è la convinzione che la Svezia diventerà islamica in futuro, a causa della grande immigrazione dai paesi musulmani.

Venerdì 6 dicembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica ora perfino amazzonica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profilano all'orizzonte anche gli esiti inquietanti del Sinodo dell'Amazzonia [qui]
Preghiamo per come viene contristato il Signore nella Sua Chiesa, nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia specialmente in questo tempo, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
«Parole» di Sant'Atanasio
Vescovo e Dottore della Chiesa

giovedì 5 dicembre 2019

La forza dell'eresia catara e la sessualità dell'amore.

Il pensiero di un insegnante. Che ce ne fossero! Argomento difficile soprattutto in un tempo, come il nostro, in cui non arde più il faro della legge morale naturale che guida le coscienze (fin troppo assopite). Forse con gli adolescenti può esserci qualche speranza, nonostante i venti contrari da cui sono investiti attraverso i messaggi svianti con cui siamo tutti bombardati, salvo l'essere più o meno strutturati e dunque più o meno immuni da manipolazioni. L'essere sessuati, è una dimensione costitutiva della persona umana. Non esiste l'unisex. E dunque ogni nostra azione ha un marchio al maschile o al femminile, che penso sia rintracciabile anche in atti apparentemente "neutri", come una lezione o una preghiera o qualunque approccio comunicativo. 

La forza dell'eresia catara e la sessualità dell'amore.

Uno dei temi da trattare in classe sui quali col passare degli anni le difficoltà aumentano è quello dell'amore. Da qualche tempo a questa parte noto - visibilmente - delle mutazioni generazionali impressionanti.
Mentre fino a solo due o tre anni fa gli studenti capivano, quasi tutti e quasi subito (in genere a partire da Platone, dunque al terzo anno di Liceo), oggigiorno è sempre più difficile tornare alla realtà delle cose: per noi esseri umani l'amore è solo sessuato. Se è a-sessuato significa solo una cosa: stiamo parlando di un animale, di un lavoro, di una musica o un dipinto, etc. L'uomo (sano) può amare in modo a-sessuato solo un cane, un gatto, giocare a scacchi o la birra tal dei tali.

Europa: rinascita o morte? Intervista a Stanislaw Grygiel

Interessante. Effettivamente il problema è che non c'è Solidarność perché è intervenuta la scristianizzazione.

Europa: rinascita o morte?” è il titolo di un incontro che il prof. Stanislaw Grygiel (filosofo, direttore della cattedra Karol Wojtyla al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II presso la Pontificia Università Lateranense a Roma) ha recentemente tenuto per la Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa. È stata l’occasione per delineare i principali tratti della crisi del Vecchio continente, crisi che affonda le radici – prima ancora che nella politica – nella cultura e nella visione dell’uomo. A margine dell’incontro abbiamo potuto raccogliere qualche sua dichiarazione.
Professore, nel 2020 cade l’anniversario dei 40 anni dal primo sciopero di Solidarność, iniziato proprio nei cantieri navali di Danzica nel 1980, e proprio da lì è partita la rivoluzione. Che cosa può dire un’esperienza come quella all’Europa di oggi?
Solidarność consiste nel portare gli uni i pesi degli altri. Se posso dire così, è il modo in cui si vive nella famiglia che è communio personarum. Se l’Europa è famiglia delle nazioni, e io l’intendo così, allora anche in essa una nazione deve portare i pesi dell’altra nazione. Altrimenti non potremmo parlare della solidarność europea. Ed è alla luce di questa solidarność che la politica e l’economia europee dovrebbero essere intese e fatte. In tal modo, nel centro della vita dell’Europa si troverebbe la persona umana e, quindi, il matrimonio e la famiglia, perché è nella persona umana che essi avvengono. Nessuna nazione può imporre il proprio modo di vivere alle altre nazioni. Aiutare non significa comandare. Questa solidarność, e non gli interessi economici e politici, deve dare il contenuto e la forma alle forze di difesa dell’Europa.

mercoledì 4 dicembre 2019

Prato 7 dicembre. Messa da Requiem in suffragio di mons. Piolanti e di mons Gherardini

Parrocchia Sacro Cuore di Gesù
Via Ofanto, 9 Prato
Sabato 07 dicembre 2019 alle ore 10.30
 presso la chiesa del S. Cuore di Gesù in Prato

Solenne Messa da Requiem
celebrata dal Rev.mo Mons. Gilles Wach, 
Priore Generale Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote
in suffragio di 
Mons. Antonio Piolanti e 
Mons. Brunero Gherardini

Terrà la commemorazione il
Rev.mo Mons. Rudolph Michael Schmitz,
Vicario Generale dell’Istituto

Assisterà in coro il
Rev.mo Canonico Philippe Mora,
Superiore del Seminario San Filippo Neri

Presteranno servizio i Chierici e  i Seminaristi
dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote

Invito tutti a partecipare
Monsignor Vittorio Aiazzi
Prelato d’Onore di Sua Santità e Canonico della Basilica Cattedrale di Prato

I sacerdoti e i religiosi che intendono partecipare sono pregati di portare il proprio abito corale

Concerto Lgbt in cattedrale. Mons. Viganò: Vienna senza pastore

Nei giorni scorsi ha suscitato scalpore l'evento svoltosi nella Cattedrale di Vienna [qui] per il terzo anno consecutivo. Si è trattato di un concerto pro-Lgbt, a cui ha partecipato anche la cantante barbuta Conchita Wurst, dal titolo: “Desiderare gli angeli”; e l’organizzatore, l’attivista omosessuale Gery Keszler, ha ringraziato il cardinale Christoph Schönborn: “Siamo molto grati per la fiducia che il cardinale ha riposto in noi”. L’anno scorso nella navata della cattedrale del ‘300 in un contesto di musica ad altissimi volumi un attore noto per recitare ruoli omosessuali si è esibito a torso nudo in mezzo a comparse vestite da demoni.
Alexander Tschugguel, il giovane che ha gettato nel Tevere le Pachamama ha detto che i cattolici austriaci non amano molto che la cattedrale di santo Stefano sia usata per promuovere eventi LGBT. E ha organizzato un rosario fuori della Chiesa.
Apprendiamo da Stilum Curiae che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò gli ha inviato la lettera riportata di seguito:

Caro Alexander,
Cari fedeli riuniti in preghiera per la recita del Rosario fuori dalla Cattedrale di Santo Stefano a Vienna,
 Il Signore Gesù e la Vergine Maria siano con voi!

Mons. Fang Xingyao: La patria prima della Chiesa; la legge cinese prima delle regole canoniche

Trovate l'indice degli articoli sulla questione cinese in calce al messaggio del Card. Zen ze-Kiun.

Il vescovo di Linyi (Shandong) è membro del Comitato permanente del Cpcpc (Conferenza politica consultiva del popolo cinese), presidente dell'Associazione patriottica; vicepresidente del Consiglio dei vescovi cinesi. Il dispiacere di molti cattolici. Per la Santa Sede amore alla patria e amore alla Chiesa stanno sullo stesso piano. Ma la Chies chiede anche libertà religiosa e potersi “adoperare per la giustizia”.
Pechino (AsiaNews) – “L’amore della patria deve essere superiore all’amore verso la Chiesa e la legge del Paese è superiore alle regole canoniche”: è quanto avrebbe affermato mons. Fang Xingyao alla Conferenza politica consultiva sulle religioni tenuta il 26 novembre scorso nella capitale. L’incontro, presieduto da Wang Yang (v. foto), presidente del Comitato nazionale della Conferenza politica consultiva del popolo cinese (Cpcpc) e membro del Comitato centrale del Partito comunista, si è tenuto nella Sala dorata della sede del Cpcpc ed ha visto la partecipazione di esperti, accademici, personalità religiose e consiglieri politici.
Il raduno mirava a sviluppare “un sistema ideologico religioso con caratteristiche cinesi in linea con le richieste dei tempi”, secondo la linea della “sinicizzazione” voluta dal presidente Xi Jinping, che fa rischiare una sottomissione delle religioni al dominio del Partito comunista anche dal punto di vista teologico.

martedì 3 dicembre 2019

Due ore di fumo alle Camere: tutti gli equivoci e le contraddizioni di Conte sul MES

Le lacune nella ricostruzione di Conte sul Mes e il clamoroso episodio svelato da Alberto Bagnai).

Al Parlamento il 19 giugno scorso fu taciuta un’informazione fondamentale: che il testo del nuovo MES era stato chiuso il 13 e la “logica di pacchetto” era già saltata
Nonostante quasi un’ora di intervento alla Camera e altrettanto al Senato, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha risposto alla contestazione principale che gli viene mossa, né è riuscito a rimettere insieme i brandelli cui si è ridotta la sua maggioranza sulla riforma del MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità. Anzi, probabilmente le sue arrampicate sugli specchi ne hanno approfondito le divisioni, i sospetti, la sfiducia.
L’equivoco di fondo, che suona come una vera e propria beffa, è la confusione che il premier deliberatamente alimenta (ma non è il solo) tra firma e approvazione.(1) Sulla base del solo fatto di non aver ancora firmato nulla, Conte rivendica di aver rispettato la legge 234 del 2012 e il mandato del Parlamento. Ma è ormai appurato che il testo è chiuso, inemendabile, come ha detto il ministro dell’economia Gualtieri in audizione la scorsa settimana. E fu approvato, come ha raccontato l’ex ministro Tria, all’Eurogruppo del 13 giugno scorso, dunque ancor prima che il Parlamento potesse esprimersi con la risoluzione del 19 giugno a seguito delle comunicazioni del presidente del Consiglio.

La transeuropa per tutti i gender

Mentre le forze politiche litigano sul Mes, tomo tomo cacchio cacchio, l’Europarlamento ha approvato il Ces, che come dice la sigla da noi liberamente desunta, è un luogo di pubblica indecenza. La spiegazione dell’acronimo è alla fine dell’articolo, ora vi racconto le premesse. Il Parlamento europeo ha approvato nel silenzio-assenso di tutti, cattolici e leghisti inclusi, una risoluzione che confuta i generi stereotipati, ovvero – fuor di linguaggio eurocratese - reputa il sesso maschile e femminile e dunque i ruoli genitoriali del padre e della madre come stereotipi di cui liberarci.
Con 500 voti a favore e 91 contrari è passata l’altro giorno la risoluzione con la quale l’europarlamento invita il Consiglio a concludere la ratifica della Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne, nota anche come Convenzione di Istanbul.

lunedì 2 dicembre 2019

Benedetto XVI: alla Commissione teologica internazionale, “voce ascoltata che indica l’orientamento di fondo”

Joseph Ratzinger, ancora una volta rompe il silenzio dal 'recinto di Pietro'. “Alla Commissione teologica internazionale vanno il mio cordiale saluto e la mia speciale benedizione”. È iniziato così il suo indirizzo di saluto fatto pervenire in occasione dell’incontro “50° Anniversario – Fondazione della Commissione teologica internazionale”, svoltosi ieri alla Pontificia Università Lateranense. Ed ora risulta ancor più assordante il suo silenzio sulle recenti profanazioni [vedi] dalla gravità inaudita, che purtroppo stanno lasciando strascichi e possiamo solo temerne le conseguenze nefaste, nonostante non manchino le preghiere e le riparazioni. Mentre con questo intervento, e le sottili allusioni soprattutto alla teologia morale, Benedetto XVI sembra voler riaffermare il Magistero della Veritatis Splendor e l'importanza dell'Istituto Giovanni Paolo II, pesantemente penalizzato dalle recenti trasformazioni [qui l'ultimo articolo che, dai link dell'incipit, riporta a diversi precedenti]. Ho dato una scorsa al documento e notato punti inesorabilmente conciliaristi; ma intanto lo pubblico e vi invito a fare le vostre di osservazioni. Immediatamente interessante il suo riferimento alla Telogia della liberazione, in linea con la sua posizione ma che suona come critica alle derive attuali, quando ricorda: "...la questione fondamentale di Gaudium et spes, vale a dire la problematica di progresso umano e salvezza cristiana. In quest’ambito - precisa - emerse inevitabilmente anche il tema della Teologia della liberazione, che in quel momento non rappresentava affatto un problema solo di tipo teorico ma determinava molto concretamente, e minacciava, anche la vita della Chiesa in Sudamerica. La passione che animava i teologi era pari al peso concreto, anche politico, della questione”.
Utile consultare indice articoli sui 'Due papi'. 

Indirizzo di saluto del Papa Emerito Benedetto XVI
in occasione del 50° anniversario di istituzione
della Commissione Teologica Internazionale

Alla Commissione Teologica Internazionale, in occasione del suo cinquantesimo anniversario, vanno il mio cordiale saluto e la mia speciale benedizione.

Il Sinodo dei Vescovi come stabile istituzione nella vita della Chiesa e la Commissione Teologica Internazionale sono state donate ambedue alla Chiesa da Papa Paolo VI per fissare e continuare le esperienze del Concilio Vaticano II. Il distacco, che si era palesato al Concilio, fra la Teologia che andava dispiegandosi nel mondo e il Magistero del Papa doveva essere superato. Fin dall’inizio del secolo XX era stata costituita la Pontificia Commissione Biblica, che d’altronde nella sua forma originaria rappresentava essa stessa una parte del Magistero pontificio, mentre dopo il Concilio Vaticano II venne trasformata in un organo di consulenza teologica al servizio del Magistero, così da fornire un parere competente in materia biblica. Secondo l’ordinamento stabilito da Paolo VI, il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede è al contempo Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Commissione Teologica Internazionale, le quali tuttavia si scelgono il loro segretario al proprio interno.

Liberare la persona dai personalismi da Maritain a Rahner. Il IV Convegno di Montefiascone.

Sabato 23 novembre 2019 si è tenuto a Montefiascone (Viterbo) il IV Convegno “San Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa” sul tema “DIFENDERE LA PERSONA DAI PERSONALISMI” [vedi il programma]. Nella magnifica Sala della Rocca dei Papi, i lavori sono stati moderati da don Samuele Cecotti, vicedirettore dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân, che ha portato i saluti dell’arcivescovo Giampaolo Crepaldi e di Giordano Faccincani presidente dell’Osservatorio, presente anche Massimo Paolini, sindaco di Montefiascone, comune che ha concesso il patrocinio all’iniziativa culturale.

Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio, ha introdotto i lavori con un breve intervento su la “PRESENZA DEI PERSONALISMI NELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA POSTCONCILIARE”. Egli ha invitato ad approfondire il tema su due versanti. Da un lato il rapporto dei personalismi del Novecento (per esempio di Mounier e di Maritain ma non solo) con San Tommaso, dato che molti di essi si presentano in continuità con il tomismo classico. Dall’altro l’influenza di queste filosofie sul Concilio e sul Postconcilio. Si nota infatti che nelle encicliche preconciliari non si parla della persona come fondamento e fine della società, come avviene invece nel Concilio e nel Postconcilio. Il Relatore ha poi indicato il nesso tra i personalismi degli anni Trenta e Quaranta del Novecento – periodo considerato cruciale a questo proposito – e la “svolta antropologica” di Karl Rahner.

domenica 1 dicembre 2019

Dominica prima Adventus e Mistica dell'Avvento, dom Prosper Guéranger

Testi che appartengono alla vena aurea dei tesori che La Catholica ci ha tramandato e che noi disseppelliamo per rimeditarli e perché non siano consegnati all'oblìo e continuino a nutrire anche questa generazione e quelle che verranno.

Dominica prima Adventus
Questa Domenica, la prima dell’Anno Ecclesiastico, è chiamata, nelle cronache e negli scritti del medioevo, la Domenica Ad te levavi, dalle prime parole dell’Introito, oppure anche la Domenica Aspiciens a longe, dalle prime parole d’uno dei Responsori del Mattutino.

EPISTOLA (Rm 13,11-14). – Fratelli, riflettiamo che è già l’ora di svegliarsi dal sonno; perché la nostra salvezza è più vicina ora di quanto credemmo. La notte è inoltrata e il giorno si avvicina: gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Viviamo onestamente, come di giorno; non nelle crapule e nelle ubriachezze; non nelle mollezze e nell’impudicizia; non nella discordia e nella gelosia; ma rivestiti del Signore Gesù Cristo.

Chiesa in crisi. I cattolici nel mondo resistono al Papa

Riprendo da Duc in altum, la lettera aperta inviata a Francesco da Michael J. Matt, direttore di The Remnant Newspaper che spiega il perché i fedeli cattolici di tutto il mondo resistono a questo papa radicalmente di sinistra. Sostanzialmente egli vi compendia tutte le occasioni - da noi puntualmente denunciate in diretta e reiterate in molteplici occasioni e iniziative - in cui le deformazioni moderniste (e oltre) hanno prevalso in misura incontenibile nel papato attuale.

Santità,
mi chiamo Michael Matt. Sono cattolico dalla nascita, educato nelle scuole cattoliche dalla prima elementare all’università. Sono anche padre di sette figli.
Sono un editore di giornali cattolici e provengo da una famiglia di editori di giornali cattolici. Mio nonno fu nominato cavaliere di San Gregorio proprio qui a Roma dal tuo predecessore di felice memoria, Papa Pio XI.
Per centocinquant’anni la mia famiglia si è impegnata nell’apostolato della stampa cattolica, difendendo la Chiesa da aggressori di ogni tipo. Quando i nazisti occuparono Roma, il giornale di mio nonno fu inserito in una lista nera e per ordine dello stesso Adolf Hitler fu vietato diffonderlo in Germania.