sabato 20 gennaio 2018

Roma cristiana: l’esorcismo del Pantheon

Sulle meraviglie del Pantheon vedi precedenti nel blog qui - qui.

Il Pantheon è un monumento alla grandezza della Roma antica (e moderna). È rimasto in piedi per più di duemila anni, resistendo ai terremoti, agli incendi e alle inondazioni del Tevere.
L’oculo aperto della cupola ha turbato architetti e scrittori. Perché la calotta del Pantheon non è chiusa da una lanterna? Il fascio di luce che penetra da lì sembra una lancia che fende il buio interno. Molti autori l’hanno considerato simbolo di una presenza divina, che affronta le tenebre e giunge in soccorso degli uomini.
Un tempo, quando la città era pagana, lì si veneravano tutti gli dei del politeismo romano. Nel 608 l’imperatore bizantino Foca lo donò a Papa Bonifacio IV e si organizzò la suggestiva cerimonia per consacrarlo al Dio cristiano.

L'essenza, l'istituzione e i fini del santo sacrificio della Messa

Chi ama e vive la tradizione non leggerà nulla di nuovo. Ma purtroppo quello che per noi è scontato e che troviamo sistematizzato di seguito, non lo è per tutti i cattolici di questa generazione. Ed ecco che lo proponiamo ad maiorem Dei gloriam.

  1. L'Eucaristia si deve considerare solamente come sacramento?
    L'Eucaristia, oltre essere sacramento, è anche il sacrificio permanente della nuova legge, che Gesù Cristo lasciò alla sua Chiesa, da offrirsi a Dio per mano dei suoi sacerdoti.
  2. Che cos'è la santa Messa?
    La santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo offerto sui nostri altari sotto le specie del pane e del vino, in memoria del sacrificio della Croce.
  3. Il sacrificio della Messa è il medesimo della Croce?
    Il sacrificio della Messa è sostanzialmente il medesimo della Croce in quanto lo stesso Gesù Cristo, che si è offerto sulla Croce, è quello che si offre per mano dei sacerdoti, suoi ministri, sui nostri altari; ma in quanto al modo con cui viene offerto il sacrificio della Messa differisce dal sacrificio della Croce, pur ritenendo con questo la più intima ed essenziale relazione.

venerdì 19 gennaio 2018

Conversione folgorante: da Mohammed al-Sayyid al-Moussaoui a Joseph Fadelle

E se, oltre a farla finita con l'accoglienza indiscriminata e suicidaria, cominciassimo a fare proselitismo, che non significa coercizione, ma Annuncio dell'Unico che salva?

Già dignitario sciita, Joseph Fadelle, iracheno, si è convertito al cattolicesimo in seguito a un’intuizione sconvolgente. Ma non si lascia l’Islam tanto facilmente. Ancora oggi, ogni giorno ne paga il prezzo.
l vero nome di Joseph Fadelle è Mohammed al-Sayyid al-Moussaoui, nato nel 1964 in una delle più grandi famiglie dell’aristocrazia sciita d’Iraq, discendente dall’imam Ali, cugino del Profeta. Ignora praticamente tutto del cristianesimo fino al suo primo incontro con un cristiano, all’epoca del suo servizio di leva. Con lui ingaggia discussioni su islam e cristianesimo. Ha 23 anni. Massoud, che da principio guardava in cagnesco, comincia a poco a poco a intrigarlo. Come lo intrigherà uno dei suoi libri, intitolato I miracoli di Gesù, che si sarebbe messo a leggere un giorno in cui l’altro era assente, lasciandosi presto trasportare dal fascino di questo personaggio che non conosceva e che gli procurava, senza che sapesse dirne il motivo, «una gioia benefica». Da questo libro, Mohammed passa alla Bibbia, ma non senza aver attentamente e intelligentemente riletto il Corano, come gli aveva chiesto di fare Massoud.

«Tucho» Fernandez, l'ispiratore di Amoris Laetitia, lancia un attacco contro i cardinali Müller e Sarah

A giudicare da certi collaboratori di Bergoglio, c'è da rabbrividire su cosa ancora dovremo vedere!

Molto vicino al Papa, monsignor Victor Manuel Fernandez ha appena pubblicato un articolo sul quotidiano argentino La Nacion per denunciare l'atteggiamento dei cardinali Sarah e Müller che agiscono, ha detto, come se Francesco non fosse Papa. Rettore dell'Università Cattolica Argentina, Arcivescovo "ad personam" per grazia di Papa Francesco, autore di un libro intitolato Saname con tu boca. El arte de besar  [qui], chiamato familiarmente «Tucho», Fernandez ha fortemente influenzato la scrittura di Amoris laetitia come dimostra la conformità dei passaggi più controversi dell'esortazione con suoi scritti precedenti [qui]. Dietro le innovazioni di Papa Francesco c'è lui al 100%. Attaccando due cardinali noti per il loro conservatorismo, ma che non hanno mai qualificato come inaccettabili questi insegnamenti - neppure attraverso i Dubia [firmati peraltro da altri 4 cardinali -ndT] - il prelato argentino lascia intuire un'escalation nell'opera di destabilizzazione.

Venerdì 19 gennaio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui. Ed è anche il primo venerdì del mese.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. 
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 

Per la nostra formazione, continuiamo la lettura della “Vita di Martino”, di Sulpicio Severo. Il testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete è possibile conservare la biblioteca di letture di formazione.

giovedì 18 gennaio 2018

Idolatria del Migrante - Federico Trotta

Eccoci, siamo arrivati: quella del “migrante” è diventata ormai una figura idolatrata. In particolare, lo è diventata sia nel mondo del clero che in quello laico (o, meglio, in una parte di essi).

Prima di vedere entrambe queste idolatrie – che hanno scopi e ragioni diverse – dobbiamo passare attraverso alcune precisazioni etimologiche.

Il termine “migrante” è un neologismo

Il dizionario Treccani ci dice che “fin dall’Ottocento, migrante era adoperato in concomitanza con emigrante”, dove con “emigrante” si intende “chi emigra”, in particolare chi espatria, temporaneamente o definitivamente, a scopo di lavoro. “Emigrante, come dice l’etimo, sottolinea il distacco dal paese d’origine, calca sull’abbandono da parte di chi ne esce, come segnala anche l’etimologico e- da ex- latino. Ad emigrante, proprio per via di quel prefisso (che è e-ex latino, che indica proprio la separazione, il distacco, qualcosa che non è più, NdA), ma anche a causa del precipitato storico che si è sedimentato nell’uso della parola, si associa l’idea del permanere di un’identità segnata dal disagio del distacco, e dunque l’allusione a una certa difficoltà di inserimento nella nuova realtà di vita.”

Vox populi... cominciano ad essere molti a non tacere.

Significativo articolo da Il Giornale. 
Ricordiamo il fondamento della Vox populi: «In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono [i fedeli], essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità della persona»
(Codice di Diritto Canonico, Can. 212 § 3):

Le sottoscrizioni sono già oltre 3.600. La lettera firmata da “ex musulmani” [qui] contro Papa Francesco e il suo “insegnamento sull’islam” in un modo o nell’altro ha fatto parlare di sé.

Alcuni hanno criticato la credibilità della petizione, aperta a tutti i fedeli senza il coinvolgimento di teologi o studiosi del Diritto Canonico. Eppure da Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna continuano ad arrivare adesioni che i promotori sperano di presentare a Sua Santità per fargli capire che “non si possono servire allo stesso tempo la Chiesa e l’islam”.

mercoledì 17 gennaio 2018

Nella Siria dei cristiani perseguitati dall'islam

Dalla prefazione del libro di Gian Micalessin Fratelli traditi (Il Giornale).

Gian Micalessin è uno dei nostri maggiori esperti del Medio Oriente e con una propria concezione generale della geopolitica asiatica. In questo libro però si è trasformato in un investigatore che percorre tutta la Siria di città in città, di paese in paese, strada per strada e ogni volta osserva attentamente, parla con la gente comune, raccoglie documenti, prove, e poi racconta cosa ha visto e cosa ha sentito. E dal suo minuzioso e accurato resoconto appare evidente che le informazioni che vengono date in Occidente, in Europa, negli Stati Uniti dalla stampa, dalla televisione, nei dibattiti ufficiali, negli enti internazionali sono tutte manipolate a favore di una immensa coalizione politico-economico-culturale formata da Stati Uniti, Gran Bretagna, Ue con Francia e Italia, Arabia Saudita, Qatar e Turchia, che combatte Bashar al-Assad appoggiando i massacratori islamici dell'Isis, di Al-Qaida e di Al-Nusra e nascondendo le loro infamie mentre infierisce contro gli alauiti, gli sciiti e i cristiani che si appoggiano al governo per sopravvivere. I media di questa coalizione negano o nascondono la loro sistematica persecuzione, i massacri compiuti dai fanatici islamisti che vogliono distruggere, annientare la più antica comunità cristiana che è lì dalle origini del Cristianesimo e ne conserva la purezza, la freschezza e la fede.

Il nuovo “alto consigliere” del Papa Bergoglio

Il Papa Bergoglio, nell’intervallo fra una predica a favore dei migranti ed un’altra per esortare all’accoglienza, ha lasciato la sua sede in Vaticano e si trova in viaggio per Santiago del Cile dove lo aspettano le autorità di quel paese e la comunità dei cattolici delle Chiese cilene.
Questo viaggio porterà il Papa per una settimana prima in Cile e poi in Perù, si tratta del ventiduesimo viaggio all’estero del suo pontificato, la sesta volta che tocca Paesi dell’America Latina. L’aereo dell’Alitalia atterrerà a Santiago del Cile, dopo quasi 16 ore di volo, intorno alla mezzanotte di oggi, le ore 20.00 locali. Grandi attese nella comunità cattolica di quei paesi.

martedì 16 gennaio 2018

Seminario Tomistico Modena - VI e VII conferenza

Approfondimenti da non perdere

Proseguono gli appuntamenti del seminario permanente di studi tomistici di Modena tenuto dal Professor Giovanni Turco presso la Parrocchia dello Spirito Santo di Modena. Inserisco il link al video del primo incontro [qui] e quello al canale video dei successivi [qui]. Di seguito potete consultare i video dei due più recenti. Trovate qui i video degli incontri precedenti
- Sesto incontro: L'esistenza di Dio
- Settimo incontro: La natura di Dio.

lunedì 15 gennaio 2018

Pellegrinaggio Internazionale Summorum Pontificum 2018

Ѐ già stata fissata la data del Pellegrinaggio ad Petri Sedem 2018.

Mons. Kozon, Vescovo di Copenaghen, a Roma con il Populus Summorum Pontificum

Dopo il successo delle celebrazioni del decimo anniversario del Motu Proprio di Benedetto XVI, il CISP ha annunciato a tutti i pellegrini che sarà Mons. Czeslaw Kozon, Vescovo di Copenaghen, a guidarli ad Petri Sedem nel 2018.

Come già annunciato, il prossimo anno, il settimo pellegrinaggio internazionale a Roma del Populus Summorum Pontificum ritroverà la sua data di elezione, il fine settimana della festa di Cristo Re nel calendario rito romano antico, da venerdì 26 a domenica 28 ottobre. 

Al termine della tradizionale processione per le vie di Roma, Mons. Kozon celebrerà nella Basilica di san Pietro sabato 27 ottobre 2018, a mezzogiorno.

La vera unità è nella verità

Riprendiamo da Radio Spada

Ottavario di preghiera per la conversione dei non cattolici
  • Primo giorno (18 gennaio), Cattedra di San Pietro: pregare per la conversione di tutti coloro che sono nell’errore.
  • Secondo giorno (19 gennaio): pregare per la conversione di tutti gli scismatici.
  • Terzo giorno (20 gennaio), apparizione all’ebreo Ratisbonne: pregare per la conversione dei Luterani e dei protestanti d’Europa in genere.
  • Quarto giorno (21 gennaio), Sant’Agnese: pregare per la conversione degli Anglicani.
  • Quinto giorno (22 gennaio): pregare per la conversione dei protestanti d’America.
  • Sesto giorno (23 gennaio): pregare per la conversione dei cattolici non più praticanti.
  • Settimo giorno (24 gennaio): pregare per la conversione degli Ebrei.
  • Ottavo giorno (25 gennaio), Conversione di San Paolo: pregare per la conversione degli islamici e di tutti i pagani.
Tra le preghiere tradizionalmente approvate per tale pratica, figura la seguente Coroncina per l’Unità:
Deus, in adiutorium meum intende.
Domine, ad adiuvandum me festina
.
Gloria Patri.
Sui grani del Pater recitare: “Sacro Cuore di Gesù, abbiate pietà di noi e dei nostri fratelli avvolti nelle tenebre dell’errore”.
Sui grani dell’Ave recitare: “Venga Signore Gesù il tuo Regno, nell’unità della Chiesa, per intercessione della tua Santa Madre”.
Si concluda con:
“Vergine Immacolata, Voi che per singolare privilegio di grazia foste preservata dalla colpa originale, guardate pietosa ai nostri fratelli dissidenti, che sono pure figli vostri. Non pochi di loro, benché separati, conservano un qualche culto per Voi. E Voi, generosa qual siete, ricompensateli, impetrando a loro la grazia della conversione. Vittoriosa qual siete, dell’infernale serpe, fin dal principio della vostra esistenza, rinnovate, ora che più stringe la necessità, gli antichi trionfi, glorificate il Figlio vostro, riconducendo le pecorelle smarrite all’unico ovile, sotto la guida del Pastore universale, e sia vostra gloria, o Vergine sterminatrice di tutti gli errori, aver riportato così la pace in tutto il mondo cristiano. Amen”.
Salve Regina.

domenica 14 gennaio 2018

Ave radix, ave porta, ex qua mundo lux est orta

Lux orta est iusto, et rectis corde laetitia (Sal 96, 11).

[...] I rivoluzionari in clergyman probabilmente intuiscono di avere le ore contate e stanno tentando il tutto per tutto per realizzare la propria agenda, ma l’aggressività e intolleranza che li connota è sintomo di estrema debolezza: il loro è un potere basato soltanto sulle menzogne della propaganda e sull’appoggio del sistema massonico che oggi appare imbattibile, ma può dissolversi nel giro di pochissimo tempo. Non conosciamo certo i piani di Dio, ma possiamo presumere che, oltre alle prove, ci riservino grandi sorprese. Il nostro impegno principale, allora, non deve consistere tanto in un rabbioso contrasto alla rivoluzione, quanto in una gioiosa e pacifica riappropriazione di ciò che è nostro: è questo che fa più paura e porta più frutto. Siamo d’altronde innestati su un albero che non può seccare né essere abbattuto. Non praevalebunt! (Don Elia)

Note sopra la liturgia, di Cristina Campo

Note sopra la liturgia 
Cristina Campo

1. 
Negli Apophtegmata Patrum è detto come il demonio sia incapace di conoscere i nostri pensieri perché di un’altra natura dalla nostra, ma come egli possa indovinarli osservando i movimenti del nostro corpo. Di quella spia egli profitta per tenderci i suoi tranelli: donde l’importanza data in ogni tempo al comportamento esteriore e la spontanea venerazione per chi l’abbia perfetto. Costui, oltre a creare intorno a se stesso un anello di purezza inviolabile, sta in certo modo compiendo un esorcismo a beneficio di quanti gli sono prossimi. «Beato – dice san Francesco – quell’uomo che non vuole nei suoi costumi e nel suo parlare esser veduto né conosciuto se non è in quella pura composizione e in quello adornamento semplice del quale Iddio lo adornò e compose».

Léon Bertoletti su Ratzinger e l'ultimo scritto di E.M. Radaelli

Ricevo dall'Autore e volentieri pubblico.

No, no, no, no e no. Non è un Adversus Iosephum, un Contra Benedictum o - come sostengono incurabili qualunquisti - un libello che, dalla nebulosa “tradizionalista”, cita in giudizio per eresia il Sommo Emerito benemerito. No, non è un parlarsi addosso, a vuoto. Non è un dissertare colto sui massimi sistemi. Gli ottanta paragrafi e le trecentosettanta pagine di Al cuore di Ratzinger, al cuore del mondo, fatica puntigliosa di Enrico Maria Radaelli, edizioni pro manuscripto Aurea Domus, sono piuttosto un saggio sine ira et studio solidamente scientifico, un trattato splendidamente catechetico-teologico-dottrinale, il tracciato lineare di una rotta, l’indicazione spirituale di un obiettivo concreto, un documento pesato, soppesato, meditato. 
Non un lavoro divulgativo o di sintesi, un’opera sistematica. Servirà agli storici e ai commentatori ecclesiastici quando finalmente vorranno aprire gli occhi sulla realtà sgangherata, sulla verità invertita. Con i suoi riferimenti precisi, con i rimandi luminosi all’Aquinate e al Tridentino, con le osservazioni limpide, rende tutto chiaro, dona consapevolezza, apre portali di sapienza. 

sabato 13 gennaio 2018

Vicissitudini del NO

Questa sera ho partecipato alla Santa Messa prefestiva nella mia parrocchia. Grazie a Fra Cristoforo dal quale avevo ricevuto segnalazione dell'articolo pubblicato qualche ora fa, ho notato la traduzione 'diluita' della seconda lettura [vedi]. Purtroppo non c'è stato il tempo di parlarne col sacerdote; ma nella predicazione l'apostolo Paolo è stato completamente ignorato: l'omelia era centrata sulla sequela del Signore e sul 'nome nuovo' di Simone e anche nostro se siamo veramente fedeli alla chiamata del Signore. Ma il problema delle traduzioni è serio e neppure facile da monitorare. Per l'uso personale è bene custodire gelosamente le vecchie traduzioni, per il resto, mantenere alta la guardia.
Volevo piuttosto farvi una piccola segnalazione. Sono stata invitata a leggere la preghiera dei fedeli. Ho dato un'occhiata al foglietto prima della Messa e sono subito corsa in Sacrestia a dire al celebrante che avrei saltato l'invocazione n.4 : la solita solfa sui migranti (immagine a lato). Ha preso il foglietto e, dopo averla letta, ha alzato il pollice e mi ha confermato: saltala! Poi, la n. 6  mi è venuto spontaneo leggerla così: "Perché l'unità dei cristiani sia vissuta nella verità anche nelle nostre famiglie e comunità". Chissà se qualcuno se n'è accorto? Comunque è importante non desistere. In questo caso ne è valsa la pena, grazie alla presenza di un sacerdote secondo il cuore di Dio. Ma è una situazione di 'esilio'. Mi manca la Messa Bella che riesco ad avere solo una volta al mese...

“Lo strano caso della Seconda Lettura spezzettata e mal tradotta nella Messa di domani: 1 Cor 6,13-20” - Fra Cristoforo

L'articolo pubblicato di seguito mostra un esempio lampante di come le traduzioni lasciate all'arbitrio delle singole conferenze epistolari (in seguito alla revisione della Liturgiam authenticamvedi qui e precedenti) possono dapprima annacquare e, come effetto finale, espungere le verità fondanti della nostra fede.

Questa è una di quelle letture che sono state completamente “fratturate” dai Liturgisti. Anche la traduzione è parecchio carente. Ma un motivo c’è sempre. Sono sicuro che pochissimi sacerdoti domani faranno riferimento a questa Seconda Lettura di San Paolo ai Corinzi, perché nettamente in contrasto con l’Amoris Laetitia e tutto l’insegnamento della neochiesa e di Bergoglio.

Non mi soffermo sul fatto che questa Parola sia stata “spezzettata”, perché il mio commento sarebbe troppo lungo. Lascio come sempre a voi lettori, ogni commento, contributo e aggiunta in merito.

Mi soffermerò solo su due punti che ritengo molto importanti da spiegare. Intanto vi posto la Lettura per intero (senza spezzettamenti – nella versione del 1974):

Se si tocca la Humanae vitae crolla la Dottrina sociale della Chiesa

Giustamente Stefano Fontana osserva: «Si sente dire che la Humanae vitae deve essere letta alla luce di Amoris Laetitia. Ma la verità è piuttosto il contrario, è Amoris Laetitia che deve essere letta alla luce di Humanae vitae». Come meravigliarsene, tuttavia, se Bergoglio ha potuto affermare: «Il Vaticano II è stato una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea» senza che nessuno reagisse, tranne noi qui. Il problema è il nuovo concetto di Tradizione: la 'tradizione vivente' storicista, che cambia secondo le mode del tempo ed è centrata sul soggetto-chiesa anziché sull'oggetto-rivelazione, a differenza della tradizione perenne. Purtroppo è il cambio di paradigma introdotto dal concilio; ma non se ne può discutere. Il nuovo dogmatismo conciliarista sembra aver scardinato i dogmi. Fino a quando?

Se si tocca la Humanae vitae di Paolo VI crolla l’intero impianto della Dottrina sociale della Chiesa: è questo il messaggio contenuto nell’ultimo numero del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” dell’Osservatorio cardinale Van Thuân in distribuzione in  questi giorni e dedicato al 50mo anniversario dell’enciclica paolina sull’amore coniugale con un interessante sottotitolo: “il significato pubblico della sessualità umana”. Come dire che, una volta rivista la lezione della Humanae vitae, non cade solo la morale coniugale, né la sola morale in generale, ma anche il senso ultimo dell’impegno per la costruzione della società. A dirlo sono i cinque saggi del fascicolo e, in particolare, l’Editoriale dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi: «Una messa in questione o una liquidazione dell’enciclica con la scusa di un suo “aggiornamento” avrebbe conseguenze negative per tutto l’ambito della Dottrina sociale della Chiesa».

Liberamente tratto da: «La forza del silenzio»

Lo scritto di un nostro lettore. Da assaporare in silenzio.

Ogni non credente in Dio vive lo scandalo di vedersi consegnato ad un universo che lo può schiacciare senza riuscire a vedere l’Amore infinito ed eterno che non cessa di vegliare ogni creatura, anche mentre accade il male. 
L’Amore che non interviene e fa sentire abbandonato il malcapitato è in realtà rispettoso della libertà che non Gli ha dato consenso.

La nostra epoca urla spesso la propria accusa al Dio assente ed indifferente di fronte al dolore e alla morte, ma si tratta della stessa folla che ha dato il proprio assenso legale alle ragioni della morte, salvo ritrovarsi incapace di accettarla ogni volta che essa bussa inattesa nella sua scomoda realtà.
Alla fine l’uomo si ribella proprio contro Chi è stato escluso dalla vita, il che equivale ad emettere un rumore vuoto, che non possiede né risposta, né speranza. 
Diverso è il grido di chi tiene aperto l’accesso all’Invisibile, sapendoLo presente a sovrintendere il nostro pellegrinaggio terreno: in tal caso anche l’angoscia, l’inquietudine e l’agitazione possono trovare riposo, passando dalla ribellione all’accettazione, da una vita che invece di bestemmiare Dio, Lo adora anche quando c’è la croce.

venerdì 12 gennaio 2018

Nella confusione imperante, i cardinali dei dubia esortano i fedeli a mantenersi saldi nella tradizione

Nella nostra traduzione dal testo inglese (LifeSiteNews4 gennaio 2018), una recentissima intervista del Card. Brandmüller. Nessun accenno alla cosiddetta correzione formale; il che potrebbe significare una sua desistenza che attendibilmente ne condiziona la concretizzazione. Siamo alla solita impropria cattedra mediatica da cui vengono commenti adeguati ed esortazioni valide; ma la confusione continua a regnare sovrana. Bisogna continuare a pregare e a resistere, tenendo desto l'impegno anche nel versante informativo.

Il Cardinal Walter Brandmüller, uno degli estensori dei dubia, esorta i cattolici a mantenersi saldi nell’adesione all’immutabile tradizione della Chiesa nel contesto della crisi e della confusione attuali.
In unʼintervista rilasciata a dicembre ad Armin Schwibach del sito internet tedesco kathnet, tradotto in inglese da Michael J. Miller per il Catholic World Report, il cardinale ha risposto candidamente alle  domande dell’intervistatore su Martin Lutero, sui dubia, sui “matrimoni” tra persone dello stesso sesso, sui transgender e sulla crescente confusione all’interno della Chiesa cattolica.

‘Una ribellione perversa’

Quando l’intervistatore gli ha rivolto domande sulle nuove sfide alla legge naturale, il cardinale non ha usato mezzi termini. Brandmüller ha definito le idee di “matrimonio” tra persone dello stesso sesso e di transgender “una ribellione perversa”.

Il prof. Seifert commenta la "rilettura" di Humanae vitae da parte del prof. Chiodi

Nella nostra traduzione da OnePeterFive pubblichiamo un testo in cui il prof. Josef Seifert, già Rettore delle Università cattoliche del Cile e del Liechtenstein, fondatore dell'Accademia Internazionale di Filosofia, già membro a vita della Pontificia Accademia della Vita, insigne filosofo cattolico, amico personale di San Giovanni Paolo II, confuta le gravi affermazioni del prof. Chiodi [qui], che palesemente contraddicono l'insegnamento di Paolo VI e Giovanni Paolo II.

Il prof. padre Maurizio Chiodi non solo rifiuta apertamente un insegnamento morale basilare della Chiesa sulla contraccezione, mirabilmente affermato in Humanae Vitae, cioè che esiste un mirabile e profondo legame tra l'unione d'amore coniugale e la procreazione, sicché ogni singolo atto contraccettivo che separi il significato unitivo dal significato procreativo dell'atto coniugale è intrinsecamente sbagliato in ogni situazione.
Al di là della sua negazione di questo insegnamento, Chiodi afferma persino che, in certe circostanze, la contraccezione è anche moralmente obbligatoria. Secondo lui, la genitorialità responsabile può obbligare una coppia sposata ad usare il controllo artificiale delle nascite.
Ciò suggerisce una risposta data dal prof. Don Chiodi a due dei famosi dubia dei quattro cardinali. Una risposta implicita che può essere formulata nei seguenti termini: "In effetti, non ci sono azioni umane intrinsecamente sbagliate in tutte le circostanze".

Venerdì 12 gennaio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui. Ed è anche il primo venerdì del mese.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. 
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 

Per la nostra formazione, iniziamo la lettura della “Vita di Martino”, di Sulpicio Severo. Il testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo è possibile conservare la  biblioteca di letture di formazione.

giovedì 11 gennaio 2018

Mons. Athanasius Schneider versus gli scribi e farisei odierni

Nella nostra traduzione dal sito Polonia Cristiana pubblichiamo di seguito l'intervista di Izabella Parowicz a mons. Athanasius Schneider, Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Santa Maria di Astana, Kazakistan. Mons. Schneider, oltre che sulle gravi discrasie, pone l'accento sulla pars sanior dei padri sinodali e sulla loro testimonianza, sferza senza mezzi termini chi devia dalla sana dottrina, incoraggia e dà indicazioni di comportamento nella fedeltà all'insegnamento costante della Chiesa.

Intervista rilasciata a Izabella Parowicz da mons. Athanasius Schneider Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Santa Maria di Astana, Kazakistan. 
La Chiesa e il mondo hanno urgente bisogno di testimoni intrepidi e sinceri di tutta la verità del comandamento e della volontà di Dio, dell'intera verità delle parole di Cristo sul matrimonio. I farisei e gli scribi clericali moderni, quei vescovi e cardinali che lanciano granelli di incenso agli idoli neopagani dell'ideologia e del concubinato di genere, non convinceranno nessuno a credere in Cristo o ad essere pronti ad offrire la propria vita per Cristo.
Eccellenza, qual è la sua opinione sul Sinodo? Qual è il suo messaggio alle famiglie?

Durante il Sinodo ci sono stati momenti di evidente manipolazione da parte di alcuni chierici che detenevano posizioni chiave nella struttura redazionale e di governo dell'Assise. Il rapporto provvisorio (Relatio post disceptationem) era chiaramente un testo prefabbricato senza alcun riferimento alle dichiarazioni reali dei padri sinodali. Nelle sezioni sull'omosessualità, la sessualità e i "divorziati risposati" e la loro ammissione ai sacramenti, il testo rappresenta un'ideologia neopagana radicale.
Ѐ la prima volta nella storia della Chiesa che un testo così eterodosso è stato effettivamente pubblicato come documento-sintesi di un incontro ufficiale dei vescovi cattolici sotto la guida di un papa, anche se esso aveva solo un carattere preliminare. Grazie a Dio e alle preghiere dei fedeli di tutto il mondo un consistente numero di padri sinodali ha decisamente rifiutato un tale ordine del giorno; questo programma riflette la moralità corrente corrotta e pagana del nostro tempo, che viene imposta globalmente per mezzo di pressioni politiche e attraverso i mass media ufficiali quasi onnipotenti, fedeli ai principi del partito ideologico di genere mondiale. Un tale documento sinodale, anche se solo preliminare, rappresenta un vero peccato e è indicativo di quanto lo spirito del mondo anticristiano abbia già raggiunto livelli importanti della vita ecclesiale. Questo documento rimarrà per le generazioni future e per gli storici un segno nero che ha macchiato l'onore della Sede Apostolica. Fortunatamente il Messaggio dei Padri sinodali è un vero documento cattolico che delinea la verità divina sulla famiglia senza tacere sulle radici più profonde dei problemi, cioè sulla realtà del peccato. Dona vero coraggio e consolazione alle famiglie cattoliche. Alcune citazioni: "Pensiamo al fardello imposto dalla vita nella sofferenza che può sorgere con un bambino con bisogni speciali, con gravi malattie, con il deterioramento della vecchiaia o con la morte di una persona cara. Ammiriamo la fedeltà di tante famiglie che sopportano queste prove con coraggio, fede e amore. Essi non le vedono come un peso loro inflitto, ma come qualcosa in cui essi stessi donano, vedendo nella debolezza della carneCristo sofferente... L'amore coniugale, che è unico e indissolubile, resiste nonostante molte difficoltà. È uno dei più belli tra tutti i miracoli e il più comune. Questo amore si diffonde attraverso la fertilità e la generatività, che coinvolge non solo la procreazione dei figli, ma anche il dono della vita divina nel battesimo, la loro catechesi e la loro educazione . ...La presenza della famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe nella loro modesta casa aleggia su di te ".

Una testimonianza appassionata e coraggiosa - Danilo Quinto

Ringrazio Danilo Quinto per questa sua recensione alla nuova edizione aggiornata e ampliata del mio testo su La Questione liturgica.

Maria Guarini, laureata in Teologia ed esperta in Comunicazione e nuove tecnologie, titolare dell’autorevole blog “Chiesa e Post Concilio”, molto seguito ed apprezzato, autrice di libri di grande spessore (“La Chiesa e la sua continuità. Ermeneutica e istanza dogmatica dopo il Vaticano II, Ed. DEUI, Rieti 2012) e “Agorà Telematica” (Edizioni Vivere in, Roma 2001), ha pubblicato di recente, per le Edizioni Solfanelli, la seconda versione – rivista e ampliata rispetto a quella uscita nel 2015 – di “La questione liturgica”, che ha un sottotitolo molto significativo: “Il rito Romano usus Antiquior e il Novus Ordo Missae dal Concilio Vaticano II all’epoca dei ‘due Papi’”.

Come per la prima edizione, il libro si avvale della prestigiosa prefazione di Mons. Brunero Gherardini, recentemente scomparso, teologo, direttore della rivista di studi teologici “Divinitas” e canonico di San Pietro, decano emerito della Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense, maestro di generazioni di sacerdoti.

mercoledì 10 gennaio 2018

Il card. Burke chiama in causa le dimissioni di BXVI

Si tratta di un'analisi e relativa interpretazione di recenti dichiarazioni del card. Burke da parte del noto editorialista statunitense Louie Verrecchio1 [qui]. Le osservazioni del card. Burke e le considerazioni di Verrecchio coincidono con quelle fatte da noi e da altri a partire da quel tragico febbraio 2013, che potete trovare tra i numerosi articoli scritti in diretta [vedi]. Dunque niente di nuovo e che qualunque persona di buon senso non abbia già pensato senza però poter trarre conclusioni certe ed inequivocabili. Solo dubbi e perplessità, determinate da una situazione inedita e anomala quant'altre mai.

9 gennaio 2018 - Il 21 dicembre scorso, nel corso di un'intervista, al cardinale Raymond Burke è stato chiesto di commentare le dimissioni di Papa Benedetto XVI. Egli ha così risposto:
È stato un gesto che mi ha colto di sorpresa. È chiaro che Papa Benedetto ha raggiunto una certa età, ma certamente era in pieno possesso delle sue facoltà. Qualcuno ha detto che "non era più in grado di viaggiare o di reggere molte udienze". Ma mi chiedo: chi dice che il papa deve viaggiare o che deve ricevere così tante persone? Penso che sia necessario riesaminare la sostanza dell'ufficio petrino. Vorrei anche dire che non è una buona cosa per la Chiesa perdere il suo pastore universale: tra molti cattolici serpeggia il sentimento che il padre li abbia abbandonati. Spero che non diventi una pratica comune.

Per il secondo giorno, colpiti i quartieri cristiani di Damasco

Non cessiamo di inserire nelle nostre intenzioni di preghiera anche i nostri fratelli del MO. Che le minacce che continuano a incombere su di loro abbiano finalmente termine!

Almeno 14 missili sono stati lanciati anche in questi giorni sui quartieri cristiani di Damasco, causando 5 morti, molti danni a edifici, a negozi e automobili, e diversi feriti. Anche la sede del Patriarcato Greco Cattolico è stata raggiunta dalle bombe, come il giorno prima era stata colpita la Chiesa francescana e quella Maronita.

Chiediamo all’amico Joseph Antabi , cristiano di Damasco, cosa pensano i cristiani di questa situazione:
Oggi sono molto scoraggiato, vedo un futuro nero per noi. Siamo convinti che ci sono Paesi (America e Israele in primo luogo) che non vogliono i Cristiani in Medio Oriente. Se ci sono i Cristiani c’è resistenza, c’è identità e coscienza; senza i Cristiani potranno dire che sono tutti cattivi, e se resteranno solo i musulmani sarà più facile avere i pretesti per prendere la terra siriana. Nel Medio Oriente è questa la operazione di pulizia, e dopo aver già spazzato via i Cristiani dall’Iraq, continueranno con la Siria. la Giordania e il Libano.  Ma noi Siriani siamo gli abitanti originari qui, siamo qui fin dalle origini del Cristianesimo! ”

Un colpo di mortaio ha raggiunto lunedì 8 gennaio il quartiere di Bab Tuma, nella città vecchia di Damasco dove sono concentrate diverse chiese, danneggiando la cattedrale maronita. La chiesa danneggiata costruita nel 1865, è dedicata a Nostra Signora della Trasfigurazione e a sant’Antonio.
L’Arcieparchia di Damasco dei maroniti, retta dall’Arcivescovo Samir Nassar, nel 2013 contava oltre 20mila battezzati.
I colpi di artiglieria lanciati contro la Città Vecchia di Damasco rappresentano l’ennesima conferma che, al di là dei proclami, il conflitto in Siria è ancora in atto e continua a interessare anche aree periferiche della Capitale. Nei giorni scorsi, fonti locali contattate dall’Agenzia Fides confermavano la notizia di raid aerei compiuti alla periferia est di Damasco, su aree ancora in mano ai gruppi anti-Assad. Mentre le fonti ufficiali siriane riferiscono che alle prime ore di oggi, martedì 9 gennaio, Israele ha messo in atto un attacco su territorio siriano con uso di aerei e missili terra-terra, diretto a colpire una base militare siriana nei pressi di al Katifa, sobborgo orientale di Damasco. [Fonte]

Un membro della Pontificia Accademia per la Vita: “Si ai metodi contraccettivi artificiali”, nonostante la Chiesa li definisca “intrinsecamente sbagliati”

Purtroppo registriamo la prima conferma delle picconate all'Humanae vitae preannunciate qui, come conseguenza delle destrutturanti aperture di AL.

Padre Maurizio Chiodi, teologo morale recentemente nominato membro della Pontificia Accademia per la Vita, durante una conferenza pubblica alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, ha detto, basandosi a suo dire sugli insegnamenti di Amoris Laetitia, che è lecito ricorrere a metodi contraccettivi responsabili artificiali. Quando “i metodi naturali sono impossibili o non realizzabili, è necessario trovare altre forme di responsabilità”, ha affermato padre Chiodi nella sua conferenza. In tali circostanze, ha detto, “un metodo artificiale per la regolazione delle nascite potrebbe essere riconosciuto come un atto di responsabilità che viene eseguito, non per rigettare radicalmente il dono di un bambino, ma perché in quelle situazioni la responsabilità chiama la coppia e famiglia ad altre forme di accoglienza e ospitalità”.

Alberto Melloni e le violente falsità sulla nostra storia - Sabino Paciolla

L’intervento di Alberto Melloni ... sembra solo il ripetersi di una ideologia ormai definitivamente superata. Quando si fa storia occorre un grande realismo e l’assenza di pregiudizi.
Il 4 gennaio scorso Alberto Melloni, esimio esponente della Scuola di Bologna, fondata ed ispirata da Giuseppe Dossetti, ha scritto un articolo su Repubblica. In quell’articolo, in sintesi, Melloni, oltre a scrivere cose che dal punto di vista storico sono discutibili ed anche offensive, afferma che l’Università Cattolica fino ad un certo punto della sua storia, ha “fornito al paese un pregiato e ristretto nucleo di giuristi, economisti, filosofi, storici con un ritmo costante. Tutto finì nel 1983, quando Giovanni Paolo II decise che doveva iniziare l’egemonia di CL, con poche concessioni ad altri movimenti: quel passaggio che voleva portare un supplemento di muscolarità al posto delle mediazioni, ha invece segnato l’inizio della sterilità della Cattolica che dura da un terzo di secolo. Con un danno al paese incalcolabile. Negli oltre tre decenni che abbiamo alle spalle l’Italia ha assistito alla semina di incultura: risentimenti, pedagogia del disprezzo, denigrazione metodica delle istituzioni, sdoganamento del turpiloquio che è sempre fascista, ebrezza da disintermediazione, manipolata vicinanza alla ‘gente’”.

martedì 9 gennaio 2018

Vaticano, Papa Francesco e l'intervista bomba di monsignor Luigi Negri a Libero: "La Chiesa si è piegata all'islam e alla sinistra"

Monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara e Comacchio, da pochi mesi Emerito, per tanti anni docente di Filosofia presso l' Università Cattolica, si è fatto la fama di prelato del dissenso. Motivo, le sue esternazioni sugli immigrati, la comunione ai divorziati e la deriva laicista della Chiesa. Ma lui non ci sta a farsi affibbiare questa etichetta. «Tutte le mie parole» spiega «nascono dal fatto che sono ben consapevole della gravità della situazione in cui versa il cattolicesimo odierno e ritengo che per uscire da questa situazione occorra una consapevolezza precisa di ciò che non va; per questo mi premuro di evidenziarlo».

Cos' è che non funziona nella Chiesa, monsignore?
«Sono due secoli che si avverte in Occidente una profonda tendenza antireligiosa, espressione del razionalismo e dell' illuminazione laicista. Tale movimento di pensiero e di azione si sta configurando come pensiero unico dominante, come ha denunciato anche Papa Francesco nei primi momenti del suo pontificato. L' uomo ormai ha una concezione di sé e del suo potere intellettuale, morale, tecnico e scientifico come l' unica misura del mondo e ha costruito una società insensibile alla domanda religiosa».

Raymond Card. Burke. Predica in Epiphania Domini 2018

In Epiphania Domini - Predica
Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini
Roma, 6 gennaio 2018
Is 60, 1-6
Mt 2, 1-12
Sia lodato Gesù Cristo!

La festa della Natività del Signore è inseparabilmente unita alla festa della Sua Epifania. Dio Figlio è nato dalla Vergine Maria per la salvezza del mondo e, perciò, tutto il mondo è attratto dalla luce che promana dal Suo Volto dal momento della Nascita. La stella che i Re Magi seguono simboleggia quella luce che attrae ogni uomo di buona volontà alla fonte di vera luce, alla fonte della verità e dell’amore divino: Dio Figlio Incarnato, il Bambino Gesù Nostro Salvatore.
Questa luce non ci attrae ad un qualcosa di passeggero, che può interessarci per qualche tempo, ma che poi svanisce. Questa luce ci attrae verso Dio stesso che è disceso dal cielo per abitare in mezzo a noi, per abitare nella Sua santa Chiesa per la nostra salvezza. Non possiamo mai esaurire la fonte di verità e d’amore alla quale la stella di Betlemme ci attrae. Conoscere, amare e servire il Signore abbraccia l’intero arco della nostra vita ed anticipa, già qui in terra, la vita eterna. Per questa ragione, seguendo la stella, portiamo con noi le nostre offerte da donare al Re dell’Universo. Essenzialmente, portiamo i nostri cuori per donarli, per farli riposare per sempre, nel Suo Cuore Divino. Il Bambino Gesù si manifesta non come uno spettacolo passeggero, ma come la presenza fedele e duratura di Dio in mezzo a noi, della quale ogni uomo, nel suo intimo, ha fame e sete.

Alcuni ex musulmani divenuti cattolici e i loro amici a Sua Santità Papa Francesco circa il suo atteggiamento nei confronti dell'islam

Ricordiamo un'altra Lettera aperta di un sacerdote [qui], a seguito di una precedente [qui].

Si riporta di seguito il testo di una Lettera aperta a Papa Francesco. Chi lo desidera, può firmarla. Essa verrà presentata al Pontefice non appena sarà raggiunto un numero significativo di firmatari. Grazie a tutti coloro che vorranno perciò farla conoscere. Ad ogni buon fine, si rammenta che: «In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono [i fedeli], essi hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva restando l’integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i Pastori, tenendo inoltre presente l’utilità comune e la dignità della persona» (Codice di Diritto Canonico, Can. 212 § 3):

* * *
Alcuni ex musulmani divenuti cattolici
e i loro amici
a Sua Santità Papa Francesco
circa il suo atteggiamento nei confronti dell’islam.

Padre Santo,

Semplicemente riprovevole, oltre che vergognoso!
Molti di noi, a più riprese e per diversi anni, abbiamo cercato di contattarla, ma non abbiamo mai ricevuto il minimo messaggio di avvenuta ricezione delle nostre lettere o richieste di colloquio. Lei non ama i convenevoli e noi neppure, ci consenta perciò di dirle con grande franchezza che non comprendiamo il suo insegnamento riguardo all’islam, quale noi lo leggiamo per esempio nei paragrafi 252 e 253 dell’Evangelii gaudium, perché non tiene conto del fatto che, essendo l’islam venuto DOPO il Cristo, esso è, e non può che essere, un Anticristo (Cfr. 1 Gv 2.22), e uno dei più pericolosi al mondo, giacché si presenta come il compimento della Rivelazione (della quale Gesù non sarebbe stato altro che un profeta). Se l’islam è intrinsecamente una buona religione, come lei sembra insegnare, per quale ragione noi siamo divenuti cattolici? Le sue parole non mettono forse in dubbio la fondatezza della scelta che abbiamo fatto… a rischio della nostra vita? L’islam prescrive l’uccisione degli apostati (Corano 4.89; 8.7-11), forse che lei lo ignora? Come è possibile equiparare la violenza islamica e una presunta violenza cristiana ?! «Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele?» (2 Cor 6.14-17). In conformità con il Suo insegnamento (Lc 14,26), noi L’abbiamo preferito, Lui, il Cristo, alla nostra stessa vita. Non siamo forse ben posizionati per parlare con lei dell’islam ?

lunedì 8 gennaio 2018

“Cosa trattiene il mistero dell’iniquità? Una importante riflessione su 2 Ts 2,3-12” di Fra Cristoforo

Stat Crux dum volvitur orbis. L'Eucaristia è la Presenza del Signore e della Sua azione divino-umana fino alla fine dei tempi nel momento più grande, unico e insostituibile, fonte e culmine della nostra vita di Fede e ragion d'essere della Sua Chiesa. Per questo vi ricordo anche il grido d'allarme che ho lanciato mentre accadevano le più recenti minacce al nostro tesoro più grande [vedi a partire da qui]. In genere non diamo spazio a 'spifferi' anonimi. Ma quanto detto di seguito merita attenzione e richiederebbe maggior preoccupazione da parte dei nostri Pastori di riferimento, insieme al contenuto del link richiamato sopra (che rimanda ad altri testi correlati), prim'ancora di Amoris Laetitia et alia.

Ritengo importante, prima della pubblicazione dello Spiffero che sarà prossimamente, darvi una interpretazione di questo passo di San Paolo che reputo di natura capitale. Vi ho sempre detto che è fondamentale imparare a leggere questi tempi che viviamo con la Luce della Parola di Dio. Altrimenti non c’è scampo. Non ci capiamo nulla. Solo la Parola può illuminarci e aiutarci a dare un senso a tutto ciò che accade. Perchè è già Scritto! Ѐ tutto già profetizzato nella Scrittura.

Questo brano di San Paolo è davvero misterioso. Molti biblisti si sono addentrati nella ricerca di un significato a questi versetti. Ma senza un risultato concreto. Hanno abbozzato teorie, a volte anche interessanti, ma nessuna spiegazione esaustiva a questo testo. Credo che i tempi siano maturi. E abbozzo una interpretazione.

Disperato S.O.S. alla Nuova Chiesa! - Danilo Quinto

Ho scritto quest’articolo prima di leggere la notizia della disponibilità del simbolo di Centro Democratico, da parte di Bruno Tabacci, cattolico, a favore della lista +Europa di Emma Bonino, che non avrà più il problema di raccogliere le firme autenticate per le prossime elezioni politiche. Adesso, attendiamo le dichiarazioni pubbliche a sostegno della Bonino del mondo cattolico (cosiddetto), sacerdoti, parlamentari, vescovi, cardinali e l'Angelus di Bergoglio dedicato alla grande italiana, amata da tutto il popolo miscredente di questa povera e derelitta patria.
A Voi tutti, membri della Nuova Chiesa. La vostra coscienza sarà sicuramente tormentata in questi giorni da un gigantesco problema che i giornali raccontano nelle loro prime pagine e le televisioni mostrano nei titoli di testa. Non si tratta dei 5 milioni italiani in povertà assoluta o della guerra nucleare che potrebbe scoppiare da un momento all’altro per un pazzo al comando di un paese che pigia un bottone o dell’invasione dei musulmani per cui tanto meritoriamente e onestamente vi prodigate, per impedire che a causa dei 6 milioni di aborti in 40 anni, della non sufficiente natalità e della distruzione della famiglia, la popolazione italiana scompaia.
Il problema è rappresentato dalla zia d’Italia, come lei si è definita. A causa delle firme autenticate da raccogliere per le prossime elezioni e dei candidati da trascrivere sulle liste per iniziare la raccolta, Emma Bonino e la sua lista + Europa – un nome che è tutto un programma – minaccia di presentarsi da sola, con il rischio di non riuscire nell’impresa e di non allearsi con il Partito Democratico, come pare vorrebbe.

domenica 7 gennaio 2018

C'è un movimento per minare la morale cattolica, la Comunione ai divorziati risposati è solo l'inizio

Interessante quanto scrive Ed Condon sul Catholic Herald. È un articolo abbastanza pungente che rivela intenzione e tendenze che vanno oltre, in tema di etica sessuale, le già destrutturanti aperture dell'AL. Possiamo sempre limitarci a stare in guardia?

Paolo VI raffigurato su copie de L'Osservatore Romano
prima della messa di beatificazione nel 2014
Azzardo una previsione: il 2018 sarà l'anno in cui vedremo la fine delle dispute su Amoris Laetitia.

Potrebbe sembrare un po' presuntuoso, dato che proprio questa settimana cinque vescovi [più un cardinale] (qui - qui - qui)  hanno ribadito l'insegnamento tradizionale della Chiesa sull'assunzione della Comunione da parte dei divorziati risposati. È piacevole leggere la dichiarazione dei vescovi per la chiarezza di pensiero e di espressione, soprattutto dopo gli intricati sofismi che ultimamente abbiamo dovuto subìre.
Il documento ci ricorda senza remore che alcune cose sono semplicemente sbagliate, e che nessuna riflessione personale o circostanze attenuanti possono cambiarle.

Hódie cælésti sponso juncta est Ecclésia

Dalle segnalazioni dei lettori, un tema adatto per la ricorrenza di oggi e il Tempo di Natale. Scopro tratto da qui (ed è uno stralcio).

Hódie cælésti sponso juncta est Ecclésia, quóniam in Jordáne lavit Christus ejus crímina: currunt cum munéribus Magi ad regáles núptias, et ex aqua facto vino lætantur convívæ, allelúja.
Oggi allo Sposo Celeste è unita la Chiesa, poiché nel Giordano Cristo ha lavato i suoi peccati: accorrono i Magi coi doni alle nozze regali, e dell'acqua mutatasi in vino si allietano i convitati, alleluja.
Da quest'antifona ben capiamo che tre sono i misteri celebrati nella festa dell'Epifania, e corrispondono alle tre manifestazioni iniziali della Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo (tale è infatti il significato della parola Ἐπιφάνεια (epifania), e ancor meglio di Θεοφάνεια (teofania), come i Greci chiamano questa festa): 
  • L'adorazione dei Magi 
  • Il Battesimo di Nostro Signore Gesù Cristo nel Giordano 
  • Il miracolo compiuto alle Nozze di Cana
L'adorazione del Cristo infante come il Re dei Re della terra; l'inizio della sua vita pubblica e la vocazione dal cielo "Tu sei il figliuolo mio diletto, in te mi sono compiaciuto" (Ὁ μέγας Ἁγιασμὸς τῶν ὑδάτων (La Grande Santificazione delle acque); il primo miracolo pubblico, sono tutte manifestazioni eloquenti della Divinità di Cristo, così come la festa della Circoncisione, il 1 gennaio, era una manifestazione eloquente della sua Umanità, risultando così spiegata attraverso questo ciclo di feste natalizie anche l'unione ipostatica delle due nature nell'unica persona del Figlio. Queste tre manifestazioni divine, pur avvenuta in anni diversi, in giorni diversi, sono festeggiate insieme, a cagion della strettissima relazione intrinseca, il 6 di gennaio, 12 giorni esatti (numero altamente simbolico) dopo il Natale di Gesù; questa triplicità del mistero dell'Epifania è condivisa da tutte le tradizioni cristiane, essendo la festa delle Sante Teofanie (ecco spiegato perché i Greci più correttamente usano il nome al plurale) una delle più antiche e venerate di tutta la Chiesa. Cionondimeno, ciascuna tradizione sviluppò indipendentemente il ricordo di questi tre misteri, spesso slegandoli l'uno dall'altro e spostando la memoria di alcuni in altri giorni dell'anno liturgico. 

Il vescovo di Salisburgo, Andreas Laun, si unisce alla “Professione delle verità immutabili riguardo al matrimonio sacramentale”

Nel giorno della Epifania di Nostro Signore Gesù Cristo, unico Salvatore del mondo, un'altra occasione di “grandissima gioia”!

Un altro Vescovo aderisce, dando il suo nome come firmatario, alla “Professione delle verità immutabili riguardo al matrimonio sacramentale” dei tre vescovi del Kazakhstan [qui], ai quali si sono uniti due vescovi italiani [qui] e un cardinale [qui].

Si tratta di Sua Eccellenza Monsignor Andreas Laun, austriaco di Vienna, Vescovo Titolare di Libertina e già Vescovo Ausiliare di Salisburgo. Mons. Laun (nato nel 1942) è un Religioso degli Oblati di San Francesco di Sales. Lo ricordo presente a questo evento, con Mons. Schneider e due Cardinali dei Dubia, apertamente solidale con loro, al quale ho avuto la grazia di partecipare.

Preghiamo incessantemente la Vergine Immacolata perché assista i nostri pastori in questa temperie oscura e susciti molti coraggiosi Confessori della vera fede non soltanto riguardo a questa minaccia a due importanti sacramenti che ha tante implicazioni negative sia sul senso del peccato che sul timor di Dio, ma anche su tutte le altre distorsioni che minacciano la nostra Fede perché in modi diversi tradiscono nostro Signore! Non ultima la profanazione dell'Eucaristia cosiddetta interconfessionale.

Mons. Athanasius Schneider su "La professione di fede nelle verità immutabili" circa la comunione ai "divorziati risposati". Intervista a Rorate Caeli

Rorate Caeli pubblica una recente intervista di Mons. Athanasius Schneider su "La professione di fede nelle verità immutabili" circa la comunione ai "divorziati risposati" [qui - qui - qui]. Da non perdere. Mentre il turiferario massimo ha già ha già dato il via [qui] alla campagna di denigrazione della Correzione e dei suoi autori, rincarando la dose [qui]
Torneremo sulle argomentazioni sofiste per confutarle. Col consapevole rammarico, però, che nella babele dei linguaggi che caratterizza il nostro tempo le nostre sensate e motivate repliche non fanno presa : i turiferari di vario ordine e grado non sono nostri interlocutori proprio perché non parliamo più la stessa lingua. o, peggio, la lingua è la stessa ma sono cambiati i significati delle parole. 

Eccellenza, da molti anni lei è in prima linea sulla questione della restaurazione della liturgia tradizionale. Ora, dopo le conseguenze prodotte da Amoris Laetitia, Sua Eccellenza, gli arcivescovi Peta e Lenga sono intervenuti pubblicamente, a ciò costretti, in difesa del matrimonio. Perché avete deciso che proprio questo fosse il momento di reagire?

Dopo la pubblicazione di Amoris Laetitia, molti vescovi e conferenze episcopali hanno iniziato a prescrivere norme "pastorali" riguardo ai c.d. "divorziati e risposati". Bisogna intanto dire che per un Cattolico non non esiste il divorzio poiché il legame sacramentale di un matrimonio valido, rato e consumato è assolutamente indissolubile; persino il legame di un matrimonio naturale è, di per se stesso, altrettanto indissolubile. Inoltre, per un cattolico esiste un matrimonio valido finché uno dei coniugi è ancora in vita. Perciò in questi casi non si può parlare di "risposati". L'espressione "divorziati e risposati" è perciò ingannevole e fuorviante. Dato che l'espressione è oramai diffusa, la usiamo solo tra virgolette e preceduta dalla sottolineatura "cosiddetta". Le norme pastorali sui cosiddetti "divorziati e risposati" che ho citato -- norme che sono mascherate da una retorica ai limiti del sofismo -- prevedono in ultima analisi l'ammissione dei "divorziati e risposati" alla Santa Comunione senza che siano rispettate la condizioni di diritto Divino, vale a dire che essi non violino il sacro vincolo matrimoniale consumando abitualmente rapporti sessuali con una persona che non è il legittimo coniuge. L'estremo di questo processo di riconoscimento implicito del divorzio nella vita della Chiesa è stato raggiunto quando Papa Francesco ha ordinato la pubblicazione negli Acta Apostolicae Sedis di una sua lettera di approvazione di norme analoghe promulgate da vescovi della Regione Pastorale di Buenos Aires. Questo gesto è stato seguito da dichiarazioni dirette a interpretare l'approvazione papale alla stregua di magistero autentico della Chiesa. Di fronte a queste norme che contraddicono la rivelazione Divina, la quale disapprova in modo assoluto il divorzio e che al tempo stesso contraddicono l'innsegnamento e la pratica sacramentale del Magistero infallibile ordinario e universale della Chiesa, siamo stati costretti dalla nostra coscienza, in quanto successori degli apostoli, a levare la nostra voce al fine di ribadire la dottrina e la pratica immutabili della Chiesa riguardo all'indossolubilità del matrimonio sacramentale.

sabato 6 gennaio 2018

Sostegno affettuoso a don Walter Tardini, Parroco di Camposanto (Modena) - Don Giorgio Bellei

Succede nei pressi di Modena, precisamente nella parrocchia di Camposanto. Don Walter Tardini, parroco della vecchia guardia, in un’omelia esprime un suo pensiero sulle complicanze a cui sono soggetti i figli di genitori separati. Un fedele esce dalla chiesa perché si sente offeso e, come chiaro che sia per i tritacarne dell’informazione a senso unico, la notizia arriva subito ai media che ne fanno un caso sociale, facendo passare ovviamente il povero prete come un povero pazzo, antiquato e anacronistico per il modello di “Chiesa in uscita” ormai imposto universalmente.
I giornalisti, facendo il loro mestiere, corrono di fretta a prendere informazioni su don Walter. Se ne ricava che alcuni dei parrocchiani non si dicono stupiti per quanto successo, giacché il parroco, già in passato, avrebbe dato luogo ad omelie shock: “Quel prete antiquato - dice un parrocchiano -  durante una predica disse che i figli nati fuori dal matrimonio sono figli del peccato: sono uscita di Chiesa”. Ovviamente ciò corrisponde assolutamente al vero, ma il messaggio che passa è che don Walter abbia detto qualcosa di assurdo quando assurdo e poco cattolico, piuttosto, sarebbe dire il contrario.

Epifania 2018 a Santa Trinità dei pellegrini con il Card. Burke

Nella festa dell’Epifania di Nostro Signore, Santa Messa celebrata da S.Em. il Card. Burke a Roma, in Santa Trinità dei Pellegrini. Da Paradiso, anche per il Coro.