domenica 15 settembre 2019

Julio Loredo, editorialista del Pan-Amazon Synod Watch rivela il “piano” dietro al Sinodo sull’Amazzonia

Julio Loredo, autore di “Teologia della liberazione, un salvagente di piombo per i poveri” (Cantagalli, 2014), ha affermato che il retroscena “non detto” del Sinodo sull’Amazzonia è qualcosa che è stato preparato da decenni e che mira a “cambiare l’intera Chiesa” d’accordo con “la cosiddetta teologia indigenista e ecologica”.  “Si tratta di un rinnovamento totale della Chiesa da un punto di vista ‘amazzonico’, che altro non  è che il culmine della Teologia della liberazione”, ha detto Loredo a LifeSiteNews il 21 giugno scorso. Di seguito l'intervista.

Intervista rilasciata da Julio Loredo a Diane Montagne 

Sig. Loredo, chi è il responsabile del lancio del sito “Pan-Amazon Synod Watch” e che assicurazione può dare ai lettori che in esso troveranno una fonte credibile di informazioni riguardo alle questioni relative al Sinodo di ottobre?
Il sito è stato creato da una rete internazionale di associazioni conservatrici. Appartiene ufficialmente all’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira, che ha sede a San Paolo, in Brasile. Il prof. Corrêa de Oliveira (1908-1995) ha studiato le cosiddette correnti indigeniste all’interno della Chiesa già dall’inizio degli anni ’70. Ma è un sito internazionale che implica non solo le TFP (le Associazioni per la difesa dei valori della Tradizione, Famiglia e Proprietà), ma anche altre realtà conservatrici a livello internazionale.

sabato 14 settembre 2019

14 settembre 2007-2019. Ricordando l'entrata in vigore del Summorum Pontificum

14 settembre 2007 / 2019
Nel giorno dell'Esaltazione della Santa Croce di dodici anni fa, in Santa Maria Maggiore, alle ore 15, dopo una cattività di 39 anni, è stata celebrata la Messa Vetus Ordo. Era il giorno in cui è entrato in vigore il Motu proprio Summorum Pontificum. E nell'arco della giornata lo stesso è accaduto in tutte le diocesi (o quasi) del mondo. Tante attese, infinita speranza. E ora, cosa resta? Inserisco il link ad una memoria di alcuni anni fa. Una successiva qui. E un mio recente intervento: Il Rito Romano Antico e l'applicazione del Summorum Pontificum [qui].
Colgo l'occasione per ricordarvi anche il mio libro «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca deidue papi’», 2a Edizione, Solfanelli 2017.
Chi si arma di pazienza, inserendo le parole chiave dal motore di ricerca interna consultabile dalla colonna destra del blog, può trovare una marea di articoli sull'argomento.
Infine, un cimelio storico: il filmato che sono riuscita ad avere da Repubblica, nel quale, insieme ad altre, ci sono alcune mie precise risposte a precise domande. Perché io c'ero. Interessanti le interviste: laici con le idee chiare, che non si sono lasciati confondere dalle domande con i pregiudizi che conosciamo bene e che non accennano a sparire.

Un papa che non teme lo scisma può causarne uno

Nel corso della conferenza stampa di Bergoglio sul volo di ritorno dall’Africa, è stata toccata la questione della possibilità di uno scisma ed è emersa la sua mancanza di timore al riguardo. Nella nostra traduzione da Catholic Culture l'articolo di Phil Lawler.

“Non ho paura degli scismi”, ha detto Papa Francesco ai giornalisti durante la sua ultima conferenza stampa sull’aereo.
Beh, io ce l’ho. E ho paura di ogni Romano Pontefice che non ha paura di scisma nella Chiesa universale.  Il che significa che, sì, ho paura di papa Francesco.
Nell'imminenza del Sinodo amazzonico, si evidenziano numerose indicazioni che il Papa e i suoi alleati utilizzeranno l'assise per promuovere un’altra serie di drammatici cambiamenti nell’insegnamento e nella prassi della Chiesa. È disposto a rompere con i nostri padri nella fede; è disposto a rompere con i suoi fratelli. Temo che il Papa sia determinato a procedere per la sua strada, a prescindere dal costo per l’unità della Chiesa.
Come ho notato di recente, nelle ultime settimane abbiamo visto segni inquietanti di un nuovo atteggiamento ai vertici del Vaticano: la volontà di eliminare e licenziare i critici del Papa senza nemmeno la minima simulazione di cortesia. Questo approccio aggressivo – forse un tentativo di assicurare un “cambiamento irreversibile“ nel poco tempo a disposizione – si è evidenziato quando il Papa ha risposto a una domanda di Jason Horowitz del New York Times, circa le critiche che gli sono state rivolte dai cattolici americani.

venerdì 13 settembre 2019

L’obiettivo ultimo dell’ideologia LGBT è quello di distruggere il cristianesimo

Così va il mondo... Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Nota del Traduttore: "Ho introdotto un apparato di note per rendere più familiare la questione legale in America. L'American Thinker, da cui è stato originariamente pubblicato l'articolo, è un blog di destra molto serio".

10 settembre 2019 (American Thinker) — Recentemente, il quarterback [1] Drew Brees è stato brutalmente criticato per aver ‘osato’ apparire in un video esortando gli studenti cristiani a portare con sé le loro bibbie a scuola.
Il pretesto per l’attacco è stato il fatto che Brees ha supportato un progetto dell’associazione cristiana Focus on the Family, organizzazione che crede nella bibbia, e quindi anche nella visione biblica del matrimonio e della sessualità.
Si noti che Brees non ha detto assolutamente nulla che possa essere anche lontanamente interpretato come anti-LGBT. Al contrario, in passato ha persino partecipato a campagne pubblicitarie contro il bullismo proprio in favore delle comunità LGBT.
Ma la sua ‘colpa’ era duplice: quella di appartenere a un’associazione che i progressisti odiano e amano prendere di mira e quella ancor più grave di esortare i ragazzi a leggere la bibbia, libro che molti all’interno della comunità LGBT disprezzano. Secondo il punto di vista dei suoi critici, è bene fare campagna contro il bullismo nei confronti dei membri della comunità LGBT, ma il bullismo contro i cristiani non costituisce nessun problema.

Venerdì 13 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte, specialmente in questi giorni, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
San Giovanni Maria Vianney

giovedì 12 settembre 2019

Nella drammatica vigilia di un Sinodo di grande impatto sulla Chiesa, si organizza la resistenza dei fedeli

(Maria Guarini) Chiesa e post-Concilio — L'imminente Sinodo Amazzonico appare il culmine di un 'cambiamento di paradigma' innescato dal Concilio Vaticano II che vede il suo motus in fine velocior, apparentemente inarrestabile, nell'attuale pontificato. Mai come in questa tormentata vigilia dell'annunciato Sinodo per l'Amazzonia si intrecciano analisi e grida di allarme, da e per tutto l'Orbe cattolico, che dall'inizio seguiamo e documentiamo condividendo (vedi).
In ordine al discutibile e discusso Istrumentum laboris non mancano accuse di eresia e di apostasia da parte di alcuni tra i più eminenti esponenti della Chiesa e interventi di studiosi e fedeli qualificati. Su tutto resta ancora aperta una drammatica domanda: i protagonisti dell'evento porteranno avanti le linee del documento preparatorio o saranno costretti a recedere, tanti sono gli elementi, contestati, che li renderebbero artefici di uno scisma, con il loro Superiore in testa?
Anche in questa occasione Roma si distingue per radunare molti fedeli di buona volontà da ogni parte del mondo, che non restano inerti di fronte ad uno scempio così grande e fanno sentire le loro voci, manifestando una rispettosa ma ferma e ben motivata resistenza ad autorità sorde ad ogni appello. E dunque si annunciano preghiere ed espressioni pubbliche della resistenza; ma anche convegni e conferenze di approfondimento e condivisione, che rafforzano l'azione comune, ormai ineludibile. Di seguito trovate l'elenco delle iniziative romane.
Ma innanzitutto dobbiamo registrare la «crociata di preghiera e digiuno» lanciata dal card.Raymond L. Burke e da mons. Athanasius Schneider vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan) perché il Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris. Per quaranta giorni a partire dal 17 settembre e fino al 26 ottobre, vigilia della chiusura del Sinodo: ogni giorno una decina del Rosario dedicata a questa intenzione e digiuno una volta alla settimana secondo la tradizione della Chiesa, per accompagnare con il cuore e con la mente questo evento che potrebbe avere gravi ripercussioni per la vita della Chiesa. Pubblico a parte il testo integrale del relativo Documento [qui].

Sintesi delle iniziative in itinere a Roma

«Una crociata di preghiera e digiuno per il Sinodo sull'Amazzonia»

Testo integrale del documento che lancia la «crociata di preghiera e digiuno» promossa dal card.Raymond L. Burke e da mons. Athanasius Schneider vescovo ausiliare di Astana (Kazakhistan) perché il Sinodo sull’Amazzonia non approvi errori ed eresie contenute nell’Instrumentum Laboris. Per quaranta giorni a partire dal 17 settembre e fino al 26 ottobre, vigilia della chiusura del Sinodo: ogni giorno una decina del Rosario dedicata a questa intenzione e digiuno una volta alla settimana secondo la tradizione della Chiesa, per accompagnare con il cuore e con la mente questo evento che potrebbe avere gravi ripercussioni per la vita della Chiesa. Il documento evidenzia sei gravi errori ed eresie contenute nell'Instrumentum Laboris. Richiamo qui l'indice dei precedenti documenti pubblicati.

Una crociata di preghiera e digiuno
Per implorare Dio che l'errore e l'eresia non pervertano l'imminente sinodo dei vescovi della regione Amazzonica

Vari prelati e commentatori laici, nonché istituti laicali, hanno messo in guardia sul fatto che gli autori dell'Instrumentum Laboris - pubblicato dalla Segreteria del Sinodo dei Vescovi e che servirà da base per la discussione nella prossima Assemblea Speciale per la Regione Panamazzonica - hanno inserito gravi errori teologici ed eresie nel documento.
Invitiamo pertanto il clero cattolico e i laici a partecipare a una crociata di preghiera e digiuno per implorare il Nostro Signore e Salvatore, attraverso l'intercessione della sua Vergine Madre, per le seguenti intenzioni:
che durante l'assemblea sinodale non vengano approvati gli errori teologici e le eresie inserite nell'Instrumentum Laboris;
che in particolare Papa Francesco, nell'esercizio del ministero petrino, possa confermare i suoi fratelli nella fede con un netto rifiuto degli errori dell'Instrumentum laboris e non acconsenta all'abolizione del celibato sacerdotale nella Chiesa latina con l’introduzione della prassi dell'ordinazione di uomini sposati, i cosiddetti "viri probati", al Sacro Sacerdozio.

12 settembre 1683 - Silvana De Mari

Ottanta anni fa esatti i panzer di Hitler traversavano la Polonia, una pianura sterminata senza ostacoli naturali, fatta apposta perché  i carri armati possano invaderla, il sogno perfetto del conquistatore carogna. Qualche giorno più tardi saranno i carri armati di Stalin a entrare dal lato orientale. La Polonia era stata spartita in due dallo sciagurato patto Ribbentrop Molotof, quindi tutti quelli che sostengono che il governo PD/5Stelle sia la porcata più grossa mai vista nella storia di questo provato pianeta, stanno onestamente mentendo: il patto Ribbentrop Molotof è stato una porcata talmente enorme da superare per ignominia persino il Conte bis.
Hitler considerava i polacchi esseri inferiori, da cancellare dalla faccia della terra, prima la minoranza ebraica, ovviamente, e poi la maggioranza cattolica. I sovietici invece, dei polacchi, volevano solo cancellare la storia, la lingua, la religione e la cultura e intendevano procedere con poche decine di migliaia di uccisioni e pochi milioni di deportati. I sovietici cioè erano più buoni, per questo adesso abbiamo piccoli geni come Fico, che salutano tutti i contenti col pugno chiuso. Io che come cattolica so che Satana non è una metafora e che l’Inferno esiste, un cono che scende, come esiste il Purgatorio, una montagna che sale, mi auguro sempre che nella montagna un girone per gli zuzzerelloni sia previsto e che tutti coloro che hanno salutato col pugno chiuso passino qualche tempo della loro eternità alla Kolima di Stalin o nei Tostadores di Che Guevara, tanto per chiarirsi le idee. Come penso che probabilmente Stalin e Che Guevara stiano passando  l’eternità nei rispettivi gironi Kolima e Tostadores, nell’imbuto che scende. Tostadores vuol dire tostapane, è una vezzosa allusione alla temperatura delle celle esposte a sud, senza nessun tipo di servizio igienico, dove fino a cinquanta uomini erano ammucchiati in pochi metri quadrati, per la colpa di essere oppositori, sacerdoti, oppure  omosessuali.

Spadaro e la fede come propaganda... ma senti chi parla!

Il direttore della Civiltà Cattolica si fa bello leggendo a messa la colletta per i profughi. Ma non sa che nel Missale Romanum per loro è auspicato il ritorno in patria, solo che il traduttore italiano si è "dimenticato" la parola reditus e così il gesuita ha avuto gioco facile a usare la messa secondo il credo anti Salviniano. Chi usa la fede - e la liturgia! - in chiave ideologica e propagandistica? Al Messale Novus Ordo, monco della traduzione, viene opposto quello tridentino della Missa contra Turcas et Haereticos (v. immagine)
Messa Spadaro 17 agosto
Messa Antica contra Turcas
Si tratta di un fatterello senza troppa importanza e che, visto il personaggio particolarmente malato di protagonismo, meriterebbe di essere taciuto. Eppure il fatterello rivela una mentalità malata di molti uomini di Chiesa, che ormai si riferiscono alle Scritture, alla liturgia, alla Tradizione solo per saccheggiarle e ricavare un po’ di bottino utile per la propria folle propaganda.
Il 17 agosto scorso, padre Antonio Spadaro ha emesso il suo cinguettio per informare i lettori sul formulario da lui utilizzato per la Messa di quel giorno (vedi qui), ossia quello per i profughi e gli esuli. L’incauto gesuita, dopo aver scritto, tutto trionfante, “lex orandi lex credendi”, posta la foto della Colletta in italiano, che recita così: “O, Padre di tutti gli uomini, per te nessuno è straniero, nessuno è escluso dalla tua paternità; guarda con amore i profughi, gli esuli, le vittime della segregazione e i bambini abbandonati e indifesi, perché sia dato a tutti il calore di una casa e di una patria, e a noi un cuore sensibile e generoso verso i poveri e gli oppressi”.
Posto che è tempo perso spiegare a padre Spadaro la differenza tra un profugo, un esule ed un immigrato clandestino, bisogna però notare che oltre che incauto, il direttore de La Civiltà Cattolica è stato anche avventato nell’usare l’orazione del messale come se fosse il lasciapassare per l’invasione dell’Italia o lo spot di una società senza confini. Perché il testo latino, quello cioè normativo da cui le traduzioni dipendono, o meglio, dovrebbero dipendere, data la “libertà” che certi traduttori si sono presa, prega perché ai profughi e agli esuli sia concesso di ritornare nella propria patria: ut illis reditus in patriam [...] tribuatur. Il traduttore-traditore italiano si è dimenticato la parola chiave, reditus, ritorno, e così Spadaro ha avuto gioco facile a piegare la Colletta in senso anti-salviniano. E invece la Chiesa prega perché questi fratelli che hanno dovuto lasciare la patria contro la propria volontà – e non per gli immigrati economici e clandestini - possano al più presto ritornarvi; perché l’uomo ha bisogno della propria patria, di vivere radicato nella propria cultura, nelle proprie tradizioni.

mercoledì 11 settembre 2019

In Amazzonia i diaconi sposati già dicono messa. E il papa lo sa

Riprendo da Settimo cielo. Ѐ dura tenere la barra dritta su tanti fronti, ma non siamo senza bussola... L'importante è sapere dalla parte di Chi stare e che non siamo soli; non facciamo come gli Apostoli durante la tempesta! Sul Sinodo per l'Amazzonia vedi indice qui.

Circola da alcuni giorni sul web un video nel quale un sacerdote italiano di primissimo piano, tra i più vicini a Jorge Mario Bergoglio, dice che in Amazzonia la celebrazione della messa da parte di diaconi sposati è già una realtà di fatto, autorizzata dai vescovi del luogo. E papa Francesco, informato della cosa, avrebbe detto: “Andate avanti!”.

L’autore di questa esplosiva rivelazione non è uno qualsiasi. È Giovanni Nicolini, 79 anni, stimato sacerdote dell’arcidiocesi di Bologna, che ha come arcivescovo quel Matteo Zuppi che pochi giorni fa Francesco ha promosso cardinale.

martedì 10 settembre 2019

I Vescovi portoghesi si mobilitano contro il gender nelle scuole.

Non tutto è scontato. Resistere si può. E si deve. Basta volerlo; ma occorrono anche le guide adeguate.

Contro la circolare che “ufficializza la implementazione dell’ideologia gender nelle scuole”: raccolte di firme, lettere a ministri, diffusione di documenti del Magistero e della CEP.
I vescovi portoghesi si uniscono alle preoccupazioni di alcuni settori della società civile sull’introduzione nelle scuole dell’insegnamento dell’ideologia di genere. Un provvedimento in questo senso è stato approvato il 16 agosto dal Consiglio dei Ministri.
Si tratta del decreto n. 7247/2019 dei Ministeri dell’Istruzione e per l’uguaglianza e la cittadinanza, che “stabilisce le misure amministrative” per l’attuazione delle disposizioni di una legge varata nel 2018. Contro la misura è stata lanciata una petizione che ha sinora raccolto più di 32 mila firme.

lunedì 9 settembre 2019

L'Italia che s'è desta... il resto tutto da scrivere

Roma 9 settembre 2019 - Un Parlamento blindato, mentre la Piazza - l'Agorà, il luogo dell'incontro, ma soprattutto dei fatti, di ciò che accade - traboccante di persone di ogni estrazione e da ogni dove nello sventolio di mille tricolori al vento.
È l'inizio, tra l'assurdo e il paradossale, di un governo frutto di un ribaltone all'insegna del trasformismo  (targato Colle/UE/USA e scusate se è poco) di Giuseppe Conte e dal poltronismo dei 5 stelle, insieme all'opportunismo del PD che si è rimangiato quanto lo opponeva anche violentemente agli attuali compagni di consorteria.
È un governo tenuto insieme, oltre da alcuni comuni afflati ideologici, dall'intento di bloccare Matteo Salvini impedendo il voto agli italiani. Certo la piazza di oggi (anzi le 5 piazze per via delle sacche di folla che la polizia ha vergognosamente immobilizzato: ci sono le immagini), insieme a Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Giovanni Toti, è il primo segnale della risposta che in tanti ci aspettiamo a alla quale cerchiamo di contribuire. Ed è anche la prima affollatissima adunata apartitica che io ricordi... E che abissale differenza con le manifestazioni violente dei centri sociali! Una piazza civile: a chi, fremente, anche perché venuto da lontano, cercava di forzare i blocchi, persone equilibrate e calme esortavano: "siate pazienti, stanno facendo il loro lavoro". Posso dirlo perché li ho ascoltati e non mancheranno i filmati sui social. Ovvio che nessun telegiornale lo riporterà.
Ora provo a inserire un Video.
scorcio manifestanti bloccati
un angolo della piazza
Uno dei blocchi delle forze dell'ordine

Religione e politica non saranno mai separate

Una riflessione sul rapporto politica-religione, a partire dalle recenti polemiche sull'ostentazione dei simboli religiosi in contesti politici da parte di Matteo Salvini. Rodolfo Casadei riprende temi cruciali della sua intervista a padre Sosa Abascal. Che in quell'occasione non ha parlato solo del diavolo... Spunti da allargare e approfondire.

Religione e politica non saranno mai separate

Quando, nel 1988, la Chiesa cattolica ungherese decise di portare in pellegrinaggio in tutte le diocesi del paese la più importante reliquia nazionale, la mano destra del re santo Stefano, tutte le autorità comuniste locali e nazionali parteciparono assiduamente alle celebrazioni per sottolineare che il santo re era all’origine della nazione ungherese. Così Regis Debray si riferisce a ciò che accadde: «Janos Kadar, ultimo capo comunista d’Ungheria, solido pezzo d’uomo che non aveva nulla del taumaturgo, un giorno non ha forse portato a spasso la mano destra di santo Stefano I, reliquia del re fondatore, lungo le frontiere del suo Paese per renderle inviolabili?». In realtà a quel tempo Kadar era soltanto presidente onorario del partito. Per quel che riguarda i simboli religiosi e nazionali dell’Ungheria, la sua fama resta legata al negoziato con cui nel 1978 convinse il presidente americano Jimmy Carter a restituire la corona di santo Stefano, che i militari ungheresi avevano consegnato agli americani nel 1945 per il timore che i sovietici se ne impossessassero, e che era stata conservata a Fort Knox.

domenica 8 settembre 2019

Dio gli ha dato il Nome che è al di sopra di ogni altro nome...

Nella ricorrenza della Natività di Maria, Madre del Signore e nostra, ringrazio di cuore "Tralcio" perché possiamo condividere questa lettura autenticamente cattolica dell'imminente Sinodo per l'Amazzonia nonché annessi e connessi.

Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato 
il Nome che è al di sopra di ogni altro nome; 
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi 
nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che 
Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre. (Fil 2,91-12)

C'è un episodio descritto dei vangeli sinottici, accaduto nei primi tempi della vita pubblica di Gesù, a Cafarnao.
Poco prima, in sinagoga a Nazaret, Gesù attribuendolo a sé aveva citato Isaia in un passo adatto a un anno giubilare, di liberazione da ogni tipo di prigionia.
Ѐ quello del paralitico calato dal tetto a causa della folla che si accalcava attorno a Gesù in cerca di miracoli.
Il nome Gesù significa: "Dio salva". Ѐ il nome che l'angelo ha suggerito a San Giuseppe per il bambino nel grembo di Maria. Un nome che è un compito.
Dio salva l'uomo e l'uomo è interessato e cerca chi lo salvi dai propri guai.
Ѐ pur vero che l'uomo (non Dio) è molto abile nel cacciarti in un guaio e poi presentarsi come salvatore del malcapitato che non sa di essere in quel male grazie a chi "ti aiuta".

I Cardinali Burke e Brandmüller dichiarano che il Sinodo per l’Amazzonia minaccia il Depositum Fidei

Nella nostra traduzione da Catholic News Agency, riportiamo una ulteriore iniziativa dei due Cardinali superstiti dei Dubia [qui il nutrito dibattito su AL] i quali, attraverso lettere fatte pervenire al Collegio dei Cardinali, hanno formulato la loro preoccupazione, già espressa [qui - qui], in ordine ai contenuti dell'Instrumentum laboris per il sinodo amazzonico di ottobre prossimo. Di nuovo, e rilevante, c'è che sostanzialmente tutti i cardinali vengono ufficialmente indotti a meditare su come reagiranno a “tutte le dichiarazioni o decisioni eretiche del sinodo”. Qui l'indice degli interventi finora pubblicati. 

Città del Vaticano, 4 settembre 2019 (CNA) – Due cardinali hanno spedito ai colleghi membri del Collegio dei Cardinali lettere in cui manifestano la loro preoccupazione suscitata dal documento di lavoro per il prossimo sinodo dei vescovi sulla regione amazzonica.

“Alcuni punti dell’Instrumentum laboris del sinodo sembrano non solo in dissonanza con l’autentico insegnamento della Chiesa, ma addirittura contraddirlo”, ha scritto il Cardinal Walter Brandmüller ai colleghi cardinali in una lettera del 28 agosto che Catholic News Agency ha potuto leggere.

sabato 7 settembre 2019

Crisi della Chiesa - La questione dominante, circa l’apostatico ed eretico ‘Instrumentum laboris per l’Amazzonia

Torniamo ai nostri temi più sviscerati e, segnatamente, al famigerato Sinodo per l'Amazzonia, che ormai incombe, con una puntuta affermazione di Paolo Pasqualucci. Noterete che entra in ballo anche la questione dello scisma, ma in modo da chiarire subito che gli scismatici, virtualmente già in atto, non siamo noi che critichiamo il Papa dal punto di vista della sana dottrina, ma il Papa e con lui tutti quelli che, con lui, sottoscrivono eresie e apostasie. Gli interventi degli autori citati sono consultabili da questo indice. Faccio notare due elementi che appartengono alla Chiesa perenne: 1) il linguaggio, sobrio essenziale definitorio, senza fronzoli e arzigogoli: parole pesate, scolpite; 2) la forma, lo schema tipico del decreto nell'ordinamento giuridico: preambolo - considerazioni - conclusione. 

Crisi della Chiesa -  La questione dominante, circa l’apostatico
ed eretico ‘Instrumentum laboris per l’Amazzonia

La questione dominante è la seguente:
“Se, vescovi, cardinali, il Papa, tutti legittimi sacerdoti di Gesù Cristo Nostro Signore, sottoscrivono formalmente un Documento magisteriale intitolato Instrumentum laboris per l’Amazzonia, contenente evidenti e r e s i e e una chiara  a p o s t a s i a dalla religione cattolica, perché si propone, violando senza remore il Primo Comandamento, di     m e s c o l a r e    la fede nella Santissima Monotriade con la fede nella divinità androgina padre-madre del paganesimo amerindio, culto panteistico e idolatrico delle forze della natura, immorale in tanti suoi aspetti; la cui f o n t e  è vista ovviamente non nel Dio Uno e Trino ma nel popolo indio non convertito, con i suoi usi e costumi e il suo territorio, innalzati l’uno e l’ altro a “luoghi teologici” ossia a realtà “sacre” perché immaginati esser testimonianza vivente della presenza del Dio padre-madre nella natura; mostrando, in tal modo, il suddetto perverso Documento, di voler  s o s t i t u i r e   il cristianesimo con un’ a l t r a  religione, un   i b r i d o  pagano-cristiano, nel quale del cristianesimo resterebbe solo un involucro, tant’è vero che il medesimo Documento propone ulteriori eresie o errori prossimi all’eresia, con l’augurarsi l’ordinazione al sacerdozio di uomini sposati, intaccando così l’obbligo del celibato ecclesiastico, e addirittura l’ordinazione di donne, sempre dichiarata dai Papi impossibile perché al di fuori del potere della Chiesa; nonché, rifiutando anche qui l’insegnamento bimillenario della Chiesa, l’introduzione di laici di ambo i sessi nel governo della Chiesa, intaccandone il carattere sacramentale-gerarchico; il cambiamento della materia dell’Eucaristia, che autorizzerebbe un cambiamento della sostanza del Sacramento, rispetto a all’azione di Cristo nostro Signore come determinata nell’Ultima Cena, invalidandolo;
tutto ciò considerato;
e tenendo nel doveroso conto le condanne inappellabili, pur nella diversità dei toni, di siffatto Documento apparse nei media ad opera delle Eminenze  cardinali Brandmüller, Müller, Burke, Pell; dei vescovi Mons. Schneider, Eleganti, Azcona, Viganò; di mons. Bux; [vedi]
si impone a tutti i fedeli la seguente questione, di capitale importanza : se tutti i sacerdoti di Cristo (vescovi, cardinali e il Papa) firmatari di un Documento del genere, non diventino per il fatto stesso di averlo approvato   e r e t i c i , separandosi  quindi  d i   f a t t o  dall’unica e vera Chiesa di Cristo che è la Chiesa Cattolica, e dando vita in tal modo ad  uno  s c i s m a   i n   s e n s o   v i r t u a l e.   
Paolo  Pasqualucci, Filosofo  cattolico, 6 settembre 2019

Opposizione del card Voelki (Colonia) e del Vescovo Voderholzer (Ratisbona) ai processi rivoluzionari innescati dal 'cammino sinodale' tedesco

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un articolo di Maike Hickson che riporta la posizione del card. Woelki, vescovo di Colonia, sul cammino sinodale tedesco, che prelude all'imminente controverso Sinodo per l'Amazzonia: i fedeli hanno “paura che si possa arrivare a uno scisma all’interno della Chiesa universale”. E quella del vescovo Voderholzer, vescovo di Ratisbona, espressa l'11 maggio presso il monastero austriaco di Heiligenkreuz: questo “processo sinodale... divide i cristiani, fa a pezzi la Chiesa; infine danneggia la nostra società ed è un fardello anche per le comunità protestanti”.

Il cardinale Rainer Woelki, arcivescovo di Colonia, descrive in una nuova intervista in occasione della sua recente visita negli Stati Uniti, le sue impressioni e il suo nutrito dialogo con i cattolici durante il viaggio.
Parlando al giornale diocesano locale, Kirchenzeitung Köln, Woelki dice che si sente “incoraggiato” dalla sua visita negli Stati Uniti, ma anche che molte persone hanno espresso la loro preoccupazione per gli sviluppi in Germania. E spiega: “Ovunque mi sono trovato di fronte alla preoccupazione per gli attuali sviluppi in Germania”. “In molti incontri, la preoccupazione era palpabile [per il timore] che il ‘cammino sinodale’ ci conduca su un percorso separato [“Sonderweg”] tedesco, che, nel peggiore dei casi, metta a rischio persino la comunione con la Chiesa universale, per diventare una chiesa nazionale tedesca”. “Nessuno può volerlo – aggiunge Woelki – e quindi dovrebbe prendere sul serio questo avvertimento”.

venerdì 6 settembre 2019

Il 5 Ottobre, vicino a San Pietro, una preghiera pubblica per la Chiesa che vive la Passione

Ricevo e pubblico.

Il 5 ottobre, alle ore 14.30, in largo Giovanni XXIII si svolgerà una preghiera pubblica per la Chiesa. Ѐ un gesto forte che risponde ad un sentire ormai comune: la chiesa sta vivendo la sua Passione.
Una Passione protratta, che non data dal 2013, ma da ben prima, come dichiarato più volte dallo stesso Benedetto XVI. Anche gli ultimi suoi due anni di pontificato sono stati, per i credenti, di intensa sofferenza, essendo a tutti evidenti gli ostacoli posti sul suo cammino da nemici dichiarati o nascosti.
Eppure Benedetto fungeva in qualche modo da diga (forse lo fa, in qualche maniera, ancora oggi): dopo le sue dimissioni, però, è arrivato il diluvio.
Oggi questo è sotto gli occhi di tutti, ma c’è voluto tempo per prenderne coscienza. L’anno scorso, ad aprile, decisi di recarmi al convegno “Chiesa cattolica, dove vai?” [qui; qui il testo della Declaratio  di fede finale; vedi anche link agli interventi dalla colonna destra del blog] in onore del cardinal Carlo Caffarra, a Roma: del mio gruppo di preghiera mi seguirono in pochi. Eppure, il successo di quell’evento mi convinse che qualcosa stava mettendosi in moto.

Emmanuel Macron, l'umanista anticristiano

Per capir meglio cosa bolle in pentola, cui purtroppo non è estraneo il Vaticano. "Tutti hanno fretta. Conte ha fretta d’imporre il suo governo di non eletti. Macron ha fretta di aggiornare la propria agenda di governo. Questa nuova e strana Chiesa ha fretta d’indire sinodi e di sostituire le persone al comando". Silvio Brachetta - traduzione dal francese a cura di Massimo Zamarion.
Vedi precedente qui.

Prima di Giuseppe Conte, e del plauso da parte dei vescovi italiani (qui), il presidente francese Emmanuel Macron ha invocato la necessità dell’«umanesimo», durante il discorso agli ambasciatori del 17 agosto scorso (qui). Anzi, di più. Qua non si tratta di un qualche commento sporadico da parte del mainstream laicista. È in atto – o si vorrebbe porre in atto – un cambiamento epocale, imposto dall’alto, che intronizzi l’uomo autosufficiente al centro della realtà e spodesti Dio per sempre dalla signoria sul mondo e dai cuori dei fedeli.
Tre le parole chiave – la Triade al posto della Trinità – che Macron ha posto a fondamento del programma, suo e dei poteri forti che lo sostengono: «Umanesimo», «Rinascimento», «Illuminismo». Una specie di Cerbero a tre teste di cui, in verità, si sa tutto. Si sa che la modernità è umanista illuminista, e rinascimentale. Si sa che, per questo motivo, la modernità disintegra l’unità tra fede e ragione. Si sa, inoltre, che la modernità è fondata sulla “svolta antropologica”, tipica dell’uomo che si fa Dio.

Venerdì 6 settembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profila all'orizzonte anche un problematico Instrumentum laboris [qui] per il Sinodo dell'Amazzonia del prossimo ottobre...
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte, specialmente in questi giorni, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
Tutta la santità consiste nell'amare Dio, e l'amore a Dio consiste nel fare la sua volontà. Bisogna dunque rassegnarsi senza riserva a tutto quello che Dio dispone per noi e abbracciare in pace gli eventi prosperi e avversi che Dio vuole, lo stato di vita che Dio vuole, la salute che Dio vuole. Tutte le nostre preghiere siano dirette a ciò: che Dio ci faccia adempiere la sua santa volontà.

Asia Bibi parla per la prima volta: Giustizia per le vittime innocenti di blasfemia

La donna cristiana assolta dall’accusa di oltraggio al profeta Maometto è fuggita in Canada. Ricorda il dolore nel vedere le figlie crescere senza di lei e rivela di aver spesso pensato di non uscire viva dal carcere. Nelle galere pakistane sono rinchiuse 77 persone incolpate di blasfemia, in maggioranza musulmani.
Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Giustizia per le vittime di blasfemia rinchiuse in carcere senza prove o senza processo: lo chiede Asia Bibi nella prima intervista rilasciata al Sunday Telegraph da quando è in esilio in Canada. Asia è una donna cristiana pakistana, divenuta famosa per la falsa accusa di oltraggio al profeta Maometto, per la quale è stata prima condannata a morte, poi assolta dalla Corte suprema del Pakistan. Nel frattempo, tra mille rinvii processuali e minacce di morte a lei e alla sua famiglia, ha trascorso nove anni in prigione. Ora, libera ma costretta a fuggire dal suo Paese, lancia un appello: “Ci sono tanti altri casi in cui gli imputati languono in carcere da anni e dovrebbe essere presa una decisione. Il mondo deve ascoltarli”.
Secondo il Dipartimento di Stato americano, nelle galere pakistane sono rinchiuse 77 persone accusate di blasfemia, di cui la maggior parte musulmana. I loro avvocati e gli attivisti che difendono i diritti umani sostengono che gli imputati sono incolpati con false accuse, spesso costruite per dirimere controversie private e mettere a tacere i rivali.

giovedì 5 settembre 2019

Nuovo umanesimo? No, grazie

Governo politico Quirinale-Bruxelles per blindare l’Italia. Pd: urne vuote, Palazzi pieni. Una distonia che sottoporrà ad un forte stress il nostro sistema politico. Questa in sintesi la situazione. Per portare avanti la nostra discussione sulla temperie socio-politica, ma soprattutto spirituale, attraversata dal nostro Paese e dall'Europa intera, inserisco una nuova pagina, poiché le precedenti sono tutte affollate di contenuti interessanti e significativi e quindi risulterebbero di difficoltosa consultazione. Lo faccio scegliendo l'analisi di Stefano Fontana che sviluppa uno dei temi già emersi nel nostro percorso. Buona lettura e buon confronto, saldi nel riprendere il nostro impegno!

Nuovo umanesimo? No, grazie
Con gli interventi del vescovo Forte sul Corriere e di Lorizio su Avvenire, il nuovo governo ha avuto il varo anche da parte della Chiesa cattolica. Nella storia abbiamo avuto la proposta di vari nuovi umanesimi, molti dei quali hanno rappresentato un disastro per l’uomo. Ma teologia e filosofia insegnano che non c'è nessuna salvezza in essi.
Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha dedicato tre righe del suo discorso per chiedere la fiducia al Parlamento alla necessità di un “nuovo umanesimo”. Si è trattato di un breve accenno, su cui però nei giorni successivi sono stati ricamati molti commenti. Una cosa stupisce prima di tutto: grandi nomi del mondo cattolico ufficiale si sono buttati subito a lodare l’accenno di Conte e a tentare di svilupparlo in vario modo.
Dopo la benedizione politica nei confronti del nuovo governo giallo-rosso, sembra essere giunta dalla Chiesa anche quella teologica. Sia Bruno Forte sul Corriere di ieri che Giuseppe Lorizio su Avvenire dell’altro ieri hanno addirittura collegato il breve intervento di Conte al discorso del papa alla Chiesa italiana convenuta in congresso a Firenze nel 2015. In questo modo il nuovo governo ha avuto il varo da parte della Chiesa cattolica.

mercoledì 4 settembre 2019

La High Court ha dichiarato l'ammissibilità di spostare al Gaslini la piccola Tafida

È un caso simile a quelli di Charlie Gard e Alfie Evans. Un altro caso in cui un Ospedale vuole togliere a due genitori il diritto di curare e assistere i figli malati in strutture altamente specializzate per non lasciarli morire con pratiche palesemente eutanasiche (Tafida morirebbe soffocata).
In Gran Bretagna, per la ragazzina figlia di una coppia musulmana si era prospettata l’interruzione dell’alimentazione artificiale. Svolta nella vicenda della piccola Tafida Raqeeb. Colpita da un aneurisma celebrale, era stata data per spacciata in Gran Bretagna, una condizione tanto grave da spingere i medici a comunicare l’intenzione di interrompere cure e alimentazione artificiale, contro la volontà dei genitori (una coppia di religione islamica). Ma l’appello disperato della famiglia ha trovato risposta in Italia: per curare la bimba si è reso subito disponibile l’ospedale “Gaslini” di Genova. Ora, il Tribunale ha difatti accolto l’istanza della famiglia, finalizzata a verificare la possibilità per Tafida di spostarsi all’interno della Comunità Europea, al fine di curarsi in altri ospedali diversi da quello in cui si trova ricoverata. E’ la prima volta che un’istanza simile viene proposta ed accolta [speriamo non sia solo per prendere tempo e non esacerbare gli animi]. Si tratta di un’ammissione comunque preliminare, mentre l’udienza definitiva è stata rinviata a settembre. I genitori si dicono comunque soddisfatti. La coppia ha deciso di affidarsi all’associazione italiana “Giuristi per la vita”, delegandola di gestire i rapporti con enti, singoli e associazioni che si interessino alla bambina, o che vogliano prestare aiuto e soccorso a lei e ai suoi familiari.
* * *
Ora rivela Lucia Bellaspiga:
Blitz della mamma di Tafida al Gaslini di Genova: "Nessuno ucciderà la mia bambina, riuscirò a portarla in Italia. In Inghilterra i medici non conoscono la compassione, i malati sono solo un costo". L'ho incontrata. Ѐ una coraggiosa e determinata donna avvocato. Mentre eravamo insieme, approfittando della sua breve assenza l'équipe pro-morte a Londra ha tentato un colpo di mano... La tensione sale, il 9 settembre l'Alta Corte deciderà se la famiglia potrà partire per Genova (a spese sue!) o dovrà sottostare al diktat di un giudice che ritiene la morte "il miglior interesse" della bambina. Tafida, 5 anni, ha avuto un aneurisma, ma stringe la mano della mamma e i giocattoli. PER FAVORE, CONDIVIDETE, il 9 settembre è vicino. Il Gaslini è pronto per riceverla!

Polonia: e adesso tutti i vescovi si sollevano contro il gender

Le gerarchie cattoliche tornano a tuonare contro l’ideologia gender. Sono i vescovi dell’Europa orientale ad alzare la voce per ribadire la posizione tradizionale della Chiesa: il rifiuto di “ogni marchio di ingiusta discriminazione” non va confuso con un avallo al tentativo di stravolgere la morale sociale e delle relazioni. Questo è il ‘succo’ delle dichiarazioni rese nei giorni scorsi da alcuni tra i più autorevoli prelati dell’ex blocco sovietico schieratisi a supporto dell’arcivescovo di Cracovia.

Monsignor Marek Jędraszewski era finito al centro delle polemiche nelle scorse settimane, bersagliato sui social da attivisti e simpatizzanti della causa arcobaleno per aver sostenuto che la cultura Lgbt sarebbe “una minaccia per i valori e per la solidità sociale e familiare della nazione” (qui).

martedì 3 settembre 2019

Il governo in fieri: una pagina nera nella storia d'Italia

la capitolazione dell'Italia, sotto gli occhi di Tsipras...
In attesa degli sviluppi che tutto lascia prevedere conclusivi degli eventi che stanno portando alla formazione del nuovo governo Conte/2 o della discontinuità, riprendo ed estrapolo le comunicazioni di diversi lettori.
Una pagina nera della storia d'Italia, riporto nel titolo. L'attenzione va focalizzata sul "nera" perché nera è la sintesi sulle cause, metodi, e fini di questo governo, che non è nuovo ma, vecchissimo in quanto portatore di tutti i mali storici dell'umanità; con la sola differenza che si presenta elegante, forbito, con un pacchetto infiocchettato di diritti individuali e sociali che altro non sono, che i vecchi mali di sempre distruttori sia dell'essere umano sia delle società storiche, in  particolare di quelle che, nel loro apogeo, furono costruttrici e civilizzatrici. L'aggettivo, nera, sia nostra guida nello smascherare l'artificio che, per il momento, possiamo limitarci a definire doppio, per le due facce che presenta ma, ha caratteristiche per essere ben altro.
Riscontriamo una sostanziale mancanza di coerenza di logica nella regola politica come della vita quotidiana. Se il governo precedente era comunque il governo ibrido di due forze dissimili, esso aveva come collante il rifiuto dell'establishment, e cioè della ideologia che sta dietro la tecnocrazia europeista mondialista in nome di una visione nazional-populista della politica: un governo di cambiamento nato in opposizione al sistema politico e finanziario imperante per caldeggiare le famiglie, le imprese.
Ora invece lo stesso uomo si accinge paradossalmente a guidare il partito dell'establishment, e cioè del potere e del privilegio: un altro governo ibrido, ma che rinuncia alla libertà e agli interessi nazionali a vantaggio dell'Europa di Merkel e Makron. Nuovo collante è la piattaforma dell'avanzata dei cosiddetti diritti e in particolare leggi contro omostransfobia, eutanasia, legalizzazione droghe, adozioni omosessuali, diritti LGTB, l'invasione afro-islamica. Un percorso completamente nuovo sponsorizzato dai circoli mondialisti e purtroppo, contro ogni logica cristiana, sponsorizzato persino dal Vaticano. 
La sfida è lanciata. Sappiamo con chi dobbiamo combattere e su quale terreno. Nell'attesa, imbracciamo l'arma del Santo Rosario e prepariamoci a continuare la buona battaglia, che inizia sempre da noi stessi prima di condurci sull'agone pubblico nelle forme adeguate alla situazione di ognuno.

lunedì 2 settembre 2019

Una svolta epocale. Troppi elementi sommersi sono ora noti. Basterà?

Non faccio commenti. Vi invito ad ascoltare. Comunque vada, la consapevolezza dei cittadini meno massificati aumenta; mentre nel 2011 tutto è passato sulle nostre teste. Chissà che non possa fare la differenza.... se non ora quando? 

"La Matrix Europea" - Francesco Amodeo

La verità sull'Amazzonia. Importante convegno a Roma

Indice degli articoli pubblicati sull'argomento.

La verità sull'Amazzonia. Importante convegno a Roma

Qual è la verità sull'Amazzonia? Perché la propaganda internazionale si è scatenata contro Bolsonaro a questo proposito? Cosa pretende, esattamente, il Sinodo Panamazzonico promosso da Papa Francesco? Per rispondere a queste e altre domande, abbiamo organizzato un importante convegno internazionale a Roma, il 5 ottobre. Esperti di prima linea spiegheranno al pubblico italiano la vera posta in gioco. Cliccando sul link di sotto troverà il programma del Convegno.
L’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira
la invita al Convegno Internazionale:

AMAZZONIA: LA POSTA IN GIOCO
Che si terrà

Sabato 5 ottobre dalle 9:30 del mattino
Hotel Quirinale
Via Nazionale 7 – 00184 Roma
(zona Metro Repubblica – Stazione Termini)

sabato 31 agosto 2019

I 'Guerrieri del Rosario' Continua l'Operazione Assalto al Cielo del 1° di ogni mese col Cardinale Burke

Domani 1 settembre, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa alle ore 7:00am (ora locale) a Roma e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera.
Per ricevere il link per collegarsi in streaming qui. In differita qui
Rimaniamo fedeli a questa esperienza forte di preghiera che ci vede uniti già da oltre due anni. E intensifichiamola, soprattutto in relazione alle vicende che vedono il nostro Cardinale impegnato a riaffermare con parresìa l'insegnamento costante della Chiesa. Ricordando Padre Pio: « Il Santo Rosario è l'arma per questi tempi ». Senza dimenticare le forze oscure che, oltre alla Chiesa, minacciano il nostro Paese e l'Europa intera.
Anche in questo mese rinnoviamo il nostro fervore e preghiamo più che mai. Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. Gli oltre 150.000 Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.

Il trionfo - così sembra - dei catto-dem, che viene da lontano. Ma non in nostro nome.

Aggiorniamo il nostro bollettino di guerra e proseguiamo con le  informazioni, condivisioni ed analisi sul garbuglio che si va dipanando in queste ore. I precedenti più recenti qui - qui - qui.

Un puzzle dalle molte tessere che solo ora, per chi non fosse addentro alle segrete cose, stanno andando al loro posto. Con una ingerenza del papa e del Vaticano nella politica, anche e soprattutto del nostro Paese, che definire 'a gamba tesa' è un eufemismo. La nostra è l'epoca del sovvertimento e dell'inversione dei valori. Ma non in nostro nome. Erga si omnes ego non
per Conte il rosario va bene;
perché per Matteo Salvini no?
Una 'consultazione' inconsueta, ma non la meno importante, il designato premier l'ha fatta ieri in Vaticano, in occasione dei funerali del suo mentore, il card. Achille Silvestrini. 
Apprendendo chi era costui, come indicato dopo alcune riflessioni preliminari, ci rendiamo conto che Biarritz (con l'investitura Trump/Macron) e i precedenti baciamano europei sono solo l'ultimo atto di un copione già scritto, che passa sulla testa dei comuni mortali segnandone le sorti, attraverso gli strati di potentati che si interpongono fra i cittadini e i centri decisionali.
Dunque ieri, tra molte fibrillazioni, si è consumata l'ennesima rappresentazione di un deplorevole gioco delle parti la cui cabina di regia risiede altrove, a livello sovranazionale, gestito solertemente dalle sponde nazionali che hanno il potere di oltrepassare le scelte dei cittadini.
Ora è del tutto chiaro e  viene persino riconosciuto in una trasmissione televisiva: "Esiste un ordine mondiale e  Salvini era un problema" [qui]. Aggiungo un altro elemento. Il famigerato Oettinger, colui che sosteneva con fare minaccioso che i mercati avrebbero insegnato agli italiani come votare [qui], anche lui ora benedice il governo Conte/bis. Ieri evocavamo l'inquietante analoga approvazione di Junker.  Insomma è il governo della classe dominante. E, se se ne parla apertis verbis ormai senza perifrasi, significa che la morsa si va stringendo. Siamo forse alle battute finali? Ho voluto inserire l'interrogativo perché tutto realisticamente lo farebbe pensare o forse è spes contra spem; ma non voglio arrendermi e ancora spero che intervenga qualcosa a sparigliare i giochi. Perché comunque si tratta di un gioco sporco e, come tale sarà difficile da concludere ma ancor più difficile da gestire.
Tornando all'incontro di ieri, non è stato un endorsement, ripetono in Vaticano: "Pochi minuti assieme, un paio di fotografie di rito e il dono di un rosario da parte del pontefice". Piccola chiosa amara: per Giuseppe Conte il rosario va bene; per Matteo Salvini è un simbolo che non può entrare in campo. Ma c'è di più. Ora decifro con chiarezza l'equazione che era stata posta da un lettore :

venerdì 30 agosto 2019

Oltre al danno, la beffa. Da brividi: Juncker elogia il Conte bis: “Come con Tsipras”

Anche la pagina precedente [qui] è affollatissima, densa com'è di commenti molto interessanti di cui vi ringrazio, tutti. Ed ora riprendiamo il discorso, che sta diventando un diario di guerra con questa notizia, per me da brividi... Ma proseguiamo sperando che davvero non sia detta l'ultima parola, anche se tutto lascerebbe pensarlo soprattutto avuto riguardo al calibro delle forze in campo - interno e sovranazionale - che, ora sotto gli occhi di tutti, è avverso all'Italia e agli italiani... Noi ci siamo e continueremo a fare del nostro meglio.

Mesi fa avevo scritto a Salvini, non ricordo sull'onda di quale notizia: "Non permettere che Conte diventi il nostro Tsipras!". 
Ricordate i greci che ballavano felici in piazza Sintagma dopo il loro NO all'Europa e l'inesorabile voltafaccia del governo, Tsipras appunto, commissariato dai tecnocrati europei? Ricordo che anche allora mi ha fatto molto male e sono rimasta sconcertata per lo strano silenzio, direi indifferenza, con cui anche da noi si è consumata e continua a consumarsi quella tragedia... E ora siamo inesorabilmente avviati per quella china. Ma possibile che siamo così anestetizzati? 
Non dico niente di nuovo, ma i popoli e le civiltà, oggi, non si annientano più con l'occupazione militare e le guerre, ma con l'economia pilotata dalle élite sovranazionali. Non scendo in altri dettagli perché li conosciamo ad nauseam.
Leggiamo sui quotidiani di oggi che il merito del fatto che il governo che si sta formando sia così gradito alla Ue è tutto di Giuseppe Conte, il candidato Premier che sarebbe stato trasformato da Jean-Claude Juncker in un novello Tsipras. A quanto pare, infatti, il presidente (uscente) della Commissione europea aveva detto ai suoi collaboratori di voler plasmare il premier italiano in un soggetto simile all’ex premier di sinistra, che in ossequio ai diktat di Bruxelles e alla troika (Bce, Ue, Fmi), negli scorsi anni ha letteralmente disintegrato l’economia della Grecia. E ora lo considera un fedele alleato di un partito di potere come il Pd : alleanza, prima che a Palazzo Chigi, sancita a Strasburgo – ricorda Juncker – con il voto favorevole dei 5 Stelle alla nomina di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione. Per completare il quadro, Bruxelles ora si attende che il M5S entri in uno dei gruppi tradizionali del Parlamento Ue, come quello dei Liberali. Così che la trasformazione sia compiuta. Chi di noi può rimanere a guardare indifferente? 

Mons. Athanasius Schneider: Il Sinodo dell'Amazzonia è un'apostasia dal Vangelo

Mons. Schneider si è già espresso [qui] sul Sinodo dell'Amazzonia (qui indice articoli). Di seguito riportiamo la sua più recente dichiarazione, grati al nostro lettore polacco, che è un Sacerdote, che ce l'ha segnalata:
„ Ѐ un attentato a tutta la fede cattolica. Ѐ un attentato di tutte le forze del modernismo e del liberalismo che si sono accumulate nella Chiesa già per cento anni e fanno adesso un attacco frontale all’essenza della fede cristiana. Praticamente è un’apostasia dal Vangelo” (Licheń, 10 agosto 2019). - Fonte

giovedì 29 agosto 2019

Ripartiamo da qui...

Estraggo ed estrapolo dalla discussione precedente [qui], affollatissima, alcune conclusioni per riprendere il filo del discorso ripartendo con nuovi commenti.

Può darsi che Salvini abbia sbagliato i tempi e i modi della crisi. Ma ha solo anticipato ciò che sarebbe successo inevitabilmente. E sapeva cosa stessero tramando. Di fatto era, ed è, solo contro tutti. Ma ora quel che conta è resistere e affilare le armi. Lo sapeva Salvini, lo sapevano i suoi. Interessante leggere quel che dice Bagnai qui. Certo dovrà correggere il suo stile comunicativo. Questo è quanto avevo scritto ai suoi comunicatori sui social durante la crisi: « Mi permetto di suggerirvi di tenere a cuccia la Bestia [così chiamano la squadra di comunicatori sul web] finché i giochi non sono fatti, altrimenti ci diamo la zappa sui piedi. E, alla ripresa, meno quisquilie. Ricordate il de minimis...? Inoltre più serietà non guasta. Toni più moderati, e più argomenti non potranno che giovare alla causa. Sostanzialmente meno battute soprattutto provocatorie e più approfondimenti, sia pure essenziali... Anche perché la canea dei "tutti contro Salvini" si alimenta delle virgole più eclatanti e sommerge con chiacchiere inutili ma soprattutto dannose le idee vincenti e i fatti convincenti ».
Di fatto Salvini non parla al popolo, che è una realtà indistinta, e non solo 'alla pancia', ma parla anche alla testa e al cuore di ogni persona che sa riconoscerlo. Il suo maggiore impegno dovrà essere quello di far capire che non è un populista tou-court e qual è il sovranismo di cui si fa portatore, per neutralizzare chi alimenta una paura che non ha ragione di esistere e accusa l'odiato di fomentare un'odio che è solo resistenza a situazioni ingovernabili; questo sì che cattura la 'pancia' dei molti che si lasciano massificare... Senza alimentare il culto della personalità, trovo sensato continuare ad appoggiarlo, continuando la nostra buona battaglia anche sul piano civico. Ovvio che un discorso del genere coinvolge anche Giorgia Meloni, peraltro più sensibile di alcune frange della Lega sui temi etici. Al di là di quali saranno gli esiti, la crisi del sistema è un dato di fatto. E noi ci siamo.
E si riparte da qui
Oggi Le Figaro ha centrato il punto: due partiti che si odiano si sono accordati per impedire il ritorno ad elezioni che avrebbero perso e che Salvini invece avrebbe stravinto. Invece le narrazioni dei media italiani al soldo dei sinistri “lo facciamo per il paese” è la solita fuffa per gli allocchi.

mercoledì 28 agosto 2019

Benedetto XVI: «Nelle reazioni al mio testo Dio non appare affatto»

È evidente che il pensiero di Benedetto XVI, affidato a poche righe riportate di seguito, ha una forte valenza, che conferma la sua chiara critica al modo con cui in Vaticano è stata considerata e gestita la questione degli abusi, di cui al documento: La Chiesa e lo scandalo degli abusi sessuali . Una critica che si estende anche alla teologia odierna che ha provocato la drammatica crisi della fede che stiamo attraversando. Tuttavia ci si chiede come possa aspettarsi di essere ascoltato chi non lo era neppure da regnante, tant'è che ha abdicato certo non solo per questo; ma ha riconosciuto la sua debolezza che, sostanzialmente, era impotenza a fronteggiare una situazione non più gestibile e nel cui innesco non manca anche una sua responsabilità, se pensiamo al concilio e agli effetti della sua applicazione.
CITTÀ DEL VATICANO, 27 agosto 2019/ 9:00 AM (ACI Stampa) - “Per quanto posso vedere, nella maggior parte delle reazioni al mio contributo, Dio non appare affatto, e perciò non viene affrontato proprio quello che volevo sottolineare come il punto chiave della questione”.
Così il Papa emerito Benedetto XVI risponde con poche righe pubblicate da Herder Korrespondenz ad alcune delle critiche scaturite dal suo testo di riflessione sulla questione degli abusi sessuali nella Chiesa cattolica [qui - vedi anche]
“Il contributo della Signora Aschmann ("La vera sofferenza cattolica al 1968, HK, luglio 2019, 44-47), nonostante la sua unilateralità - si legge nel numero di settembre della rivista - può ispirare ulteriori riflessioni, ma come risposta alla mia pubblicazione sul Clergy Paper on the Abuse Crisis (No. 4/2019, 75-81) tuttavia è insufficiente e tipico del deficit generale nella ricezione del mio testo.
Mi sembra che nelle quattro pagine dell'articolo della Signora Aschmann non appaia la parola Dio, che ho posto al centro della questione. Ho scritto, "Un mondo senza Dio può essere solo un mondo senza significato" (78). "La società occidentale è una società in cui Dio è assente dal pubblico e non ha altro da dire. Ed è per questo che è una società in cui la misura dell'umanità si perde sempre più "(79).
Per quanto posso vedere, nella maggior parte delle reazioni al mio contributo, Dio non appare affatto, e perciò non viene affrontato proprio quello che volevo sottolineare come il punto chiave della questione. Il fatto che il contributo di Aschmann trascuri il passaggio centrale della mia argomentazione proprio come la maggior parte delle reazioni di cui sono venuto a conoscenza mi mostra la gravità di una situazione in cui la parola Dio sembra spesso emarginata nella teologia”.
Nel commentare il documento dicevo che è già notevole che, nella temperie in cui siamo, abbia ritenuto far sentire la sua voce e abbia voluto render pubblico un suo contributo, dal momento che era stato ignorato dall'Assise e da chi la pilotava. Una riflessione che riteneva indispensabile per come stavano andando le cose in vista dell'incontro dei vescovi (21 al 24 febbraio 2019) sugli abusi, di cui ci siamo ampiamente occupati. Ne estraggo una 'perla' colta al volo: 
"Ci sono beni che sono indisponibili. Ci sono valori che non è mai lecito sacrificare in nome di un valore ancora più alto e che stanno al di sopra anche della conservazione della vita fisica. Dio è di più anche della sopravvivenza fisica. Una vita che fosse acquistata a prezzo del rinnegamento di Dio, una vita basata su un’ultima menzogna, è una non-vita. Il martirio è una categoria fondamentale dell’esistenza cristiana".

martedì 27 agosto 2019

Mons. Schneider afferma che il Vaticano tradisce “Gesù Cristo come unico Salvatore dell'umanità”

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews (approvata da mons. Schneider) - Importanti e articolate puntualizzazioni di Mons. Athanasius Schneider sul Documento di Abu Dhabi, precedute dall'introduzione di Diane Montagna. Vedi indice tutti i precedenti qui e, in particolare quelli relativi alle prese di posizione di Mons. Schneider qui - qui - qui.

La decisione del Vaticano di mettere in pratica un documento che afferma che la “diversità delle religioni” è “voluta da Dio”, senza correggere questa affermazione, equivale a “promuovere l’abbandono del primo comandamento” e ad un “tradimento del Vangelo”. Lo ha detto Monsignor Athanasius Schneider.
In un’intervista esclusiva a LifeSiteNews su un’iniziativa sostenuta dal Vaticano per promuovere il “Documento sulla fraternità umana per la pace nel mondo e la convivenza”, il vescovo Ausiliare di Astana (Kazakistan) afferma che “per quanto nobili possano essere obiettivi quali ‘la fraternità umana’ e “la pace nel mondo’, non possono essere promossi a costo di relativizzare la verità dell’unicità di Gesù Cristo e della Sua Chiesa”.
La diffusione di questo documento nella sua forma erronea “paralizzerà la missione  ad gentes della Chiesa” e “soffocherà il suo ardente zelo per evangelizzare tutti gli uomini”, ha affermato Mons. Schneider. Aggiungendo: “I tentativi di pace sono destinati a fallire se non proposti nel nome di Gesù Cristo”.

La cura sinistra diventa ineluttabile?

Tanti sciacalli ora se la prendono con Salvini, che di certo ha le sue pecche, ma ha fatto fino all'ultimo tutto quello che era in suo potere, compresa la rottura della morsa infame in cui lo stavano stritolando. Anzi, quanto è riuscito ad ottenere nonostante lo scenario ora ben chiaro, va tutto a suo onore, anche se rischia di essere vanificato. E tutto il subdolo e inqualificabile operato del catto-progressista Conte - sconosciuto, finora, solo per noi, ma non per chi l'ha collocato in quel ruolo - rivela un quadro desolante e nefasto, che purtroppo ora constatiamo in pectore (di Mattarella in primis) già in atto fin dalla nascita del governo giallo-verde. Lo rivela anche la scelta forzosa di alcuni elementi della compagine governativa... Da subito, e via via in maniera sempre più esplicita e violenta, tutti contro Salvini, con il fulcro a Parigi-Berlino, con uno schieramento di forze mai visto. Dobbiamo continuare a resistere e aspettare il loro schianto, che tale sarà... visto che la Provvidenza divina "la c'è", insieme ad una adeguata e agguerrita opposizione, se sarà necessario, perché speriamo che non sia ancora detta l'ultima parola!