giovedì 23 maggio 2019

Ora i vescovi africani invitano i migranti a restare in Africa

Un documento ufficiale dei vescovi africani consiglia a coloro che vorrebbero migrare di restare nelle loro nazioni di provenienza

Da una parte c'è buona parte della Chiesa cattolica occidentale, specie quella italiana, che rilancia con cadenza quotidiana il tema dell'accoglienza dei migranti, dall'altra ci sono i vescovi africani, che sul fenomeno e sulle sue conseguenze hanno una visione molto differente sin dai tempi dell'esplosione della crisi migratoria.
I presuli di quelle nazioni, quelle abbandonate da tanti giovani che cercano fortuna e futuro inEuropa, nutrono preoccupazioni lampanti per quello che sta accadendo. L'ennesima conferma è arrivata in queste ore, con le numerose firme poste sotto a un documento ufficiale, stilato al termine di un'assemblea plenaria, che sollecita le persone che manifestano una volontà di andarsene a non intraprendere un'Odissea rischiosa. Quella che non di tado termina con un naufragio fisico ed esistenziale.

“Il rosario per l'Austria” – Predica del Cardinal Walter Brandmüller

Nella nostra traduzione da kath.net la versione integrale della predica che era prevista per la comunità “Il rosario per l'Austria” ma che non è stata pronunciata poiché il Cardinal Brandmüller ha dovuto purtroppo disdire la sua partecipazione. La predica avrebbe dovuto essere declamata il 13 maggio nella chiesa viennese Karlskirche, nel corso della messa solenne celebrata con la forma straordinaria del rito romano. kath.net ringrazia Sua Eminenza per aver gentilmente permesso la sua pubblicazione.

“Chi non ricorda le ore fatali?”
21 maggio 2019
“Oggi non sono più eserciti stranieri a minacciarci, bensì ideologie nemiche dell'umanità e deviazioni morali che hanno colpito la nostra società come malattie... Oggi il futuro dell'Europa non si decide più sui campi di battaglia, ma col voto. Ma anche in questo caso è doveroso non perdere di vista tutto ciò che ha reso grande l'Europa”
Cari fratelli e sorelle nel Signore!
Il rosario per l'Austria: è questo che ci fa riunire qui oggi.
Chi non ricorda le ore fatali in cui i vostri antenati hanno afferrato la corona del rosario e, nell'estrema necessità, hanno sperimentato in modo grandioso l'aiuto della Madre di Dio, la Magna Mater Austriae?

Quando Giovanni d'Austria vinse a Lepanto, quando gli assedi dei giannizzeri del sultano vennero respinti dagli eroi che vi hanno opposto resistenza e quando l'Austria è stata liberata al termine della Seconda Guerra Mondiale, la preghiera del rosario è sempre stata esaudita.

Ricordando come si è manifestato l'aiuto del Cielo in quei momenti così duri, affidiamoci anche oggi al rosario, a questa potentissima arma nelle mani dei cristiani.

Oggi, cari fedeli, non sono più eserciti stranieri a minacciarci, bensì ideologie nemiche dell'umanità, deviazioni morali che hanno colpito la nostra società e il nostro vivere insieme come malattie e che distruggono la nostra cultura.

È perciò opportuno supplicare di nuovo la Madre di Dio affinché ci aiuti, affinché pregando il rosario possiamo meditare i misteri della nostra salvezza e ripetere ancora: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen”.

Allo stesso tempo però ascoltiamo anche le parole che Ella ha rivolto ai servi alle nozze di Cana, quando il vino era finito: “Fate ciò che Egli vi dirà” – e allora si compì il miracolo. Ma cosa ci dice LUI – anche oggi?  “Io Sono la Via, la Verità, la Vita”.

I
In realtà ci siamo allontanati dal buon cammino. Le perversioni morali sono presentate come la normalità. Solo alcuni esempi: la vita e la salute del popolo sono messe in pericolo da cibo e medicine guasti, i costruttori utilizzano materiali di cattiva qualità e provocano il crollo degli edifici.

I bambini sono rapiti, mutilati, uccisi per poter fare commercio dei loro organi.

Dietro ricerche biotecniche discutibili si nascondono massicci interessi finanziari. A ciò si aggiungono in modo spaventoso il mostruoso scandalo dell'aborto, della pratica sempre più frequente di “porre fine alla vita” – che bell'eufemismo per l'assassinio, per la cosiddetta eutanasia! Ci siamo allontanati di molto dalla retta via, da Gesù Cristo, Che dice: “Io Sono la Via”.

Ma ricordiamo che il Creatore stesso ha messo a disposizione della sua creatura, l'uomo, una bussola che gli mostra la Via verso la Vita.
Mi riferisco innanzitutto alle leggi morali, le cui norme e i cui precetti emergono dalla natura fisica e spirituale dell'uomo, della persona umana.

Dato che la natura umana è sempre la stessa anche con lo scorrere del tempo e col mutare dei luoghi, il comportamento morale dell'uomo dev'essere sempre orientato verso quel canone che è valido sempre e dappertutto e che non può subire alcun mutamento.

E, come afferma Papa San Giovanni Paolo II: “Queste norme costituiscono, infatti, il fondamento incrollabile e la solida garanzia di una giusta e pacifica convivenza umana...” (Veritatis splendor, 96). Questi principi e norme hanno radice nella natura più intima dell'uomo. È per questo che San Paolo poteva scrivere che anche nei pagani “sono inscritti i precetti della Legge, e la loro coscienza ne è testimone”.

Alla luce di queste parole è opportuno anche difendersi con fermezza dalle molteplici minacce che le ideologie moderne rivolgono alla purezza dell'uomo e della donna, nonché alle molteplici deviazioni morali che sono propagate dall'educazione sessuale dei bambini e dei giovani. Giovanni Paolo II lo ha insegnato con decisione nella sua “Teologia del corpo”.

Se seguiamo questo faro, troveremo Colui Che afferma: “Io Sono la Via. Nessuno va al Padre se non per mezzo di Me”.
Torniamo insieme, come individui, come popolo, su questa Via, ascoltiamo le parole della Madre del nostro Signore: “Fate ciò che EGLI vi dirà!”.

II
Gesù dice: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. Sì, la questione è proprio la verità – e solo oggi è sufficiente parlare della “verità” per sollevare proteste e incomprensioni. L'antica domanda di Pilato: “Cos'è la Verità?” riecheggia – diciamolo – anche in questo modo: “Cosa sarebbe mai la verità? Esistono solo opinioni: la mia, la tua – e ognuno ha il diritto di conservare la sua opinione. Ma soprattutto, esiste davvero la verità? È possibile raggiungerla?”.

In realtà no, dicono molti. Il punto di riferimento decisivo delle azioni umane diventa dunque ciò che è utile, ciò che porta al successo!

La pensava in questo modo anche l'alto sacerdote Caifa, quando sosteneva che era meglio che morisse uno solo affinché i romani non sterminassero tutto il popolo. Non gli importava se le accuse sollevate contro il profeta galileo fossero vere o false, dato che era in gioco in modo così cruciale la politica.

Si può raggiungere davvero la verità? Ma alla fine ciò che ispira le decisioni è la praticabilità o meno di una cosa. La praticabilità, già! La verità? Pilato ha già chiesto: “Cos'è la Verità?”.

Nel caso del galileo gli si presentò una soluzione praticabile: la liberazione di Barabba. Sì, miei cari, anche oggi succede la stessa cosa quando si parla di verità!

Eppure essa è raggiungibile. Solo un esempio: gli astronauti non sarebbero mai atterrati sulla luna se le informazioni fornite dagli ingegneri non fossero coincise con la verità, con i dati di fatto, ma fossero errate!

La domanda non unica ma decisiva che dobbiamo porre di fronte a tutte le nostre decisioni non è: “Che risultato otterremo?”, bensì: “È vero o no?”. E se è vero è anche buono e bello, e in conformità con l'insegnamento di Cristo Che afferma: “Io Sono la Verità”.

III
Poi però Egli aggiunge: “e la Vita”. “Io Sono la Via, la Verità e la Vita”. Gesù si riferisce alla vita eterna: “chi mangia la mia carne...”.

Un individuo e una società che hanno perso di vista la salvezza eterna dell'uomo si precludono da soli la dimensione decisiva dell'esistenza umana. Ciò implica però anche una rinuncia fondamentale al vero, al buono, al bello e al sacro, poiché la fonte di tutto ciò è l'infinito, eterno Creatore di ogni essere. Solo se Lo incontriamo, solo se la nostra vita è un costante dialogo con il Dio Uno e Trino possiamo riuscire a far sfociare il fiume della nostra vita nell'oceano senza sponde della vita eterna.

Il rendere partecipi di questa testimonianza coloro che vacillano privi di orientamento è un autentico atto di amore per il prossimo. Ognuno di noi qui presenti si è assunto l'impegno di farlo. Come Maria portò nel Suo grembo il Figlio di Dio quando andò a visitare la cugina Elisabetta, anche noi dobbiamo portare Gesù, Che vive in noi, a coloro che incontriamo nella nostra vita di tutti i giorni.

Per far ciò è importante – ancor più di ogni parola – offrire la testimonianza della nostra vita nella verità, nella giustizia e nell'amore.

IV
La nostra preghiera pubblica odierna del rosario per l'Austria risveglia – come ho detto al principio – grandi ricordi. E anche il ricordo di epoche storicamente importanti in cui era in gioco non solo il destino dell'Austria, ma anche quello dell'Europa, quello del cristianesimo in Europa. Ci troviamo oggi – possiamo chiederci – nelle stesse circostanze?

È vero che oggi il futuro dell'Europa non si decide più sui campi di battaglia, ma col voto. Ma anche in questo caso è doveroso non perdere di vista tutto ciò che ha reso grande l'Europa e la nostra patria nel corso dei secoli: la fede, che noi attestiamo quando cominciamo il rosario. Ma allo stesso tempo ascoltiamo anche la voce della Madre, Che – come ai servi a Cana – anche oggi e anche a noi dice: “Fate ciò che EGLI vi dirà”.

Se ascoltiamo e seguiamo ciò che Suo Figlio dice, Egli potrà anche ai nostri giorni operare il miracolo della trasformazione dell'acqua in vino – la meraviglia della rinascita cristiana dell'Europa.
Fonte: http://www.kath.net/news/67999
[Traduzione: Antonio Marcantonio per Chiesa e post-concilio]

mercoledì 22 maggio 2019

Il cardinale Müller: "non possiamo pregare come o con i musulmani"

Interessante Lectio del cardinale Gerhard Ludwig Müller sul tema dal tema "La Preghiera, Dono di Dio", dalla quale sono stati stralciati i punti riferiti all'Islam. Ho aggiunto alcune mie notazioni. Qui potete leggere il testo intero da cui sono state tratte le citazioni dell'articolo che segue.

Secondo il cardinale e teologo Gerhard Ludwig Müller, già vescovo di Ratisbona e prefetto della Congregazione vaticana per la dottrina della fede dal 2012 al 2017, 
"non possiamo pregare come o con i musulmani, perché la loro fede in Dio e la sua auto-rivelazione non è solo diversa dalla fede cristiana in Dio, ma ne nega addirittura la formula, sostenendo che Dio non abbia un Figlio, che, come Verbo eterno del Padre, è una persona divina, e, con il Padre e lo Spirito Santo, è il Dio unico e trinitario".
Di conseguenza, per il cardinale Müller,

L’appello di mons. Athanasius Schneider al Papa affinché ‘corregga’ la Dichiarazione di Abu Dhabi, rafforza le accuse di eresia rivolte al Papa dalla Lettera Aperta ai Vescovi?

L’appello di mons. Athanasius Schneider al Papa affinché ‘corregga’ la Dichiarazione di Abu Dhabi, rafforza le accuse di eresia rivolte al Papa dalla Lettera Aperta ai Vescovi
Paolo Pasqualucci

Nota previa:  pubblico qui una breve mia nota uscita su LifeSiteNews nella colonna Opinions il 16 maggio scorso  con il titolo: Does Bp Schneider’s call for Pope to ‘correct’ Abu Dhabi statement lend weight to heresy accusations? [qui] L’ho leggermente ritoccata in alcuni punti. Nel frattempo, mons. Schneider ha rilasciato sempre il 16 maggio una teleintervista a Raymond Arroyo di The World Over, ripresa da LifeSiteNews [qui], nella quale prende le distanze dalle accuse di eresia a Papa Francesco contenute nella Lettera Aperta [qui].  Rimprovera alla Lettera di aver accusato il Papa di eresia in senso formale senza esser riuscita a provarla. Cita, comunque, come esempio i rilievi della Lettera contro il cap. VIII di Amoris Laetitia. L’accusa di eresia a proposito della Dichiarazione di Abu Dhabi, contenuta nella Lettera, mons. Schneider tuttavia non la menziona quale possibile errata accusa. Una doverosa quanto rispettosa analisi delle critiche di mons. Schneider alla Lettera Aperta, richiederebbe un articolo a parte, date le questioni che tale analisi dovrebbe cercare di chiarire, a mio avviso, in relazione al concetto stesso di eresia [PP]. 

* * *
Sembra a me che la recente, coraggiosa intervista rilasciata da mons. Athanasius Schneider l’8 maggio scorso al sito LifeSiteNews, rafforzi, oggettivamente ed a tutti gli effetti, la correttezza dell’ormai famosa Lettera Aperta ai Vescovi, accusante il Papa di eresia. In modo particolare per quanto affermato al punto VII dell’elenco di eresie papali ivi allegato. Secondo questo punto VII, Papa Francesco sostiene che “Dio non solo permette ma vuole positivamente il pluralismo e la diversità delle religioni, sia cristiane che non cristiane”. Un’affermazione di questo tenore è stata fatta dal Papa il 5 febbraio 2019 in una Dichiarazione congiunta da lui sottoscritta ad Abu Dhabi con il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, [vedi indice articoli] nella quale per l’appunto si affermava, tra altre cose, che la “pluralità e diversità” di religioni è “voluta da Dio”.  Sarebbero frutto della “saggezza divina”, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. 

Lettera Aperta ai Vescovi sull'eresia papale. Indice articoli

Indice articoli sulla Lettera Aperta ai Vescovi

Illustri studiosi laici ed ecclesiastici accusano Papa Francesco di eresia in una Lettera Aperta ai Vescovi pubblicata il 30 aprile 2019 in simultanea con LifeSiteNews e altri siti in tutto il mondo. A tutt'oggi, 22 maggio, i firmatari sono saliti a 90. Per comodità di consultazione, inserisco il link alla lettera e, a seguire, l'indice dei più interessanti articoli che la riguardano, a partire dai più recenti.

martedì 21 maggio 2019

L'intuizione controrivoluzionaria di Salvini

Articolo interessante. Perché tuttavia chiamare "controrivoluzionaria" l'intuizione di Salvini, che è semplicemente cristiana ed anzi cattolica? Così le si dà una tinta ideologica che di per se stessa non ha. Mettere tutte le nostre imprese, private e pubbliche, politiche sotto la protezione della Divinità corrisponde semplicemente all'istinto più sano. Gli Antichi, e i Romani in particolare, non lo facevano sempre? Loro non avevano avuto ancora la vera rivelazione, c'era però una religiosità naturale, anche se imperfetta e inquinata dall'Avversario.

Sempre nella stessa piazza sotto la Madonnina, a distanza di poco più di un anno, Salvini riespone il rosario e si appella al sacro. Chiede la protezione, per se stesso o per l’Italia, al Cuore Immacolato di Maria. Lo fa davanti al Duomo di Milano, uno dei templi più splendidi della cristianità.
Subito dopo si apre il dibattito, tra i tradizionalisti cattolici: è sincero o non è sincero? E chi lo sa veramente? Nessuno di noi può leggere il suo cuore. Ma non è questo il punto.
Il punto è che Salvini ha comunque genialmente intuito il fondamento teologico, sovrannaturale, della politica, quel fondamento occultato dalla politica moderna perlomeno dalla Rivoluzione francese in poi. Affidarsi a Cristo e alla Madonna significa infatti, per un politico, riconoscere pubblicamente il sovrannaturale, il sacro.

Incontro con Cristo - don Elia

L’errore oggi più diffuso, riguardo alla vita spirituale, è uno dei capisaldi del modernismo: è l’idea che la fede nasca da un’esperienza soggettiva, piuttosto che dall’adesione della coscienza alla verità rivelata da Dio e insegnata dalla Chiesa. È innegabile che la fede vissuta conduca ad una certa esperienza di quanto creduto, ma ciò richiede dapprima l’accoglienza di una dottrina che la ragione riconosce credibile e alla quale la coscienza obbliga ad aderire. L’esperienza mistica, in altre parole, è un punto d’arrivo, non un punto di partenza – e non potrebbe essere altrimenti. La fede, infatti, è anzitutto una forma di conoscenza; il suo contenuto supera la razionalità umana, ma non la elimina e richiede quindi l’assenso della ragione, il quale presuppone a sua volta l’esame degli argomenti razionali che lo giustificano (i cosiddetti praeambula fidei).

lunedì 20 maggio 2019

Hanno staccato i supporti vitali di Vincent Lambert

Aggiornamento: La corte d'appello di Parigi si è espressa: l'alimentazione e l'idratazione verranno ripristinate!! Forza Vincent! Viva la vita!

Una china inumana.
Hanno staccato i supporti vitali di Vincent Lambert. Il protocollo di morte è iniziato con la “sedazione profonda”. L'omicidio del più debole, del più ammalato, del più piccolo si ripete, sotto gli occhi di tutti. Signore, pietà.

--->> folla davanti all'ospedale che esulta alla lieta notizia


Riporto di seguito il Comunicato asettico del Vaticano, peraltro tardivo, perché porta la data del 21 maggio, mentre non risulta alcun precedente intervento a difesa della vita. E inserisco, a patente contrasto, il Tweet del cardinale Robert Sarah

Dichiarazione congiunta del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e la Pontificia Accademia per la Vita sul caso del Sig. Vincent Lambert
Nel condividere pienamente quanto affermato dall’Arcivescovo di Reims, S.E.Mons. Éric de Moulins-Beaufort, e dal Vescovo Ausiliare, S.E. Mons. Bruno Feillet, in relazione alla triste vicenda del Sig. Vincent Lambert, desideriamo ribadire la grave violazione della dignità della persona, che l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione comportano. Lo “stato vegetativo”, infatti, è stato patologico certamente gravoso, che tuttavia non compromette in alcun modo la dignità delle persone che si trovano in questa condizione, né i loro diritti fondamentali alla vita e alla cura, intesa come continuità dell’assistenza umana di base.


Sarebbe stato opportuno esplicitare che il prendersi cura, come "assistenza umana", è atto di carità che, oltre ad assicurare alimentazione e cure possibili, riguarda anche l'assistenza amorevole materiale, morale, spirituale... 
Diretto e chiaro, senza dubbi né ambiguità o circonlocuzioni fumose, il Tweet del Card. Robert Sarah (immagine a lato. clicca per ingrandire)

L'imponente offensiva mediatica, politica e giudiziaria contro Salvini e la Lega. Il peso dei simboli cristiani

Ho messo insieme significative osservazioni dei lettori sulle recenti vicende pubbliche nell'agone politico.

Ennesimo sbarco di clandestini nel porto di Lampedusa dopo l'entrata in scena di un procuratore di estrema sinistra, colui che voleva processare Salvini per il caso Diciotti e si inventa un sequestro probatorio, che poi come già avvenuto probabilmente farà cadere in pochi giorni (lieti di essere smentiti), permettendo alla Sea Watch di tornare in Libia e ricominciare il suo traghettamento di afro-islamici. Questo è un attacco concertato all’Italia. È una dichiarazione di guerra da parte di poteri ostili all’Italia. Un tentativo, eversivo, di pilotare e condizionare la politica migratoria italiana.
E, in tutto questo, non si può non notare la complicità o comunque il silenzio dei grillini: la loro apparente inerzia sa di connivenza dopo le aperture precedenti. Per non parlare del Colle.
Sul tema vedi indice articoli qui.

Il politico di sinistra Gysi dal papa: "Temo una società senza Dio". Da quale pulpito....

Continua la sfilata dal papa dei politici di sinistra, così come ogni giorno assistiamo ad un nuovo exploit di Bergoglio contro un'Italia che "s'è desta", doppiamente scorretto in quanto avviene in piena campagna elettorale. Di seguito, nella nostra traduzione dal sito tedesco domradio.de, la notizia (e le dichiarazioni) dell'ex membro del partito comunista della DDR, oggi dirigente della sinistra europea, che ha incontrato Bergoglio, per parlare di come affrontare la pericolosa destra. Ѐ l'ennesima paradossale manifestazione del fatto che questo papa privilegia l'approccio politico di sinistra, in perfetta sintonia col fronte globalista, mentre osteggia apertamente, persino con tanto pesanti quanto inopportune ingerenze, le forze della sana reazione identitaria. E nelle affermazioni che seguono vediamo reiterati i peggiori luoghi comuni su un pauperismo che ignora la Dottrina sociale della Chiesa e sul buon senso per il bene comune scambiato per razzismo.

Il politico di sinistra Gysi offre al papa la sua collaborazione: “Temo una società senza Dio”

Il presidente della Sinistra Europea Gregor Gysi ha incontrato Papa Francesco e ha parlato con lui di povertà e migrazioni. La sua conclusione: per salvare l’Europa [quale Europa? ndr] la Chiesa e la politica devono collaborare.

DOMRADIO.DE: Migrazioni e povertà – sono questi i due temi di cui Lei voleva parlare col papa. Lei si definisce non credente. Perché dunque vuole coinvolgere in queste questioni il capo della Chiesa cattolica?
Gregor Gysi: In primo luogo, è vero che non credo in Dio, ma temo una società senza Dio. So quale significato ha la religione per la tradizione, per la cultura e anche per una morale universalmente vincolante.

domenica 19 maggio 2019

La suora che Bergoglio non vuole incontrare: “Isis è l'Islam, chi lo nega è un bugiardo

Suor Hatune Dogan non vive nelle stanze dorate del Vaticano. Ha testimoniato la devastazione delle antiche comunità cristiane in Medio Oriente di persona. Ha ascoltato i sopravvissuti raccontare come le donne cristiane e yazidi vengano vendute come schiave del sesso. Ha visto. E ha qualcosa da dire a Bergoglio.
“Scelgono la più bella, anche se ha un bambino piccolo, e vendono queste donne, queste donne gli uni agli altri. Non vendono a membri di un’altra religione – solo a sunniti musulmani. Ci sono stati 12.000 donne e bambini rapiti per mano di ISIS. Che cosa sta succedendo lì, quello che ho sentito, è la peggiore barbarie della storia fino ad oggi...”.
Suor Dogan non è estranea alla persecuzione islamica. Da giovane ragazza, le minacce da parte dei musulmani locali hanno costretto la sua famiglia armena a lasciare la propria casa in Turchia trasferendosi in Germania, dove opera la sua fondazione, e lancia l’allarme circa la minaccia incombente della tempesta islamica.
“La missione di (Abu Bakr) Baghdadi, di ISIS, è quella di convertire il mondo completamente alla religione islamica e portare tutti a Dar Al Salam, come lo chiamano. E l’Islam non è la pace, per favore. Chi dice che ISIS non ha alcuna connessione con l’Islam o qualcosa di simile è un bugiardo. ISIS è l’Islam; L’Islam è ISIS “, ha spiegato Dogan. Ehi Bergoglio, hai sentito? La suora è delusa da quella che definisce la debole reazione dall’Occidente: “Sappiamo che nel mondo islamico non c’è democrazia. Islam e democrazia sono opposti, come bianco e nero. E spero che l’Occidente lo capirà”. - [Fonte]

Le sorti del bene comune nel passaggio dalla teologia del cosa a quella del come.

Il 9 maggio 2019, a Udine, nella Sala di Palazzo Belgrado, si è tenuto un convegno per la presentazione del libro “Le chiavi della questione sociale. Bene comune e sussidiarietà: storia di un equivoco”. Curato da Stefano Fontana per le Edizioni Fede & Cultura (Verona 2019), il volume contiene scritti, oltre che del Curatore, di Danilo Castellano, don Samuele Cecotti, Padre Arturo Ruiz Freites IVE, Giovanni Turco. Al convegno di Udine sono intervenuti il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, dott. Mauro Zanin, che ha portato il suo indirizzo di saluto, e i professori Castellano, Fontana e Turco. Pubblichiamo qui l’intervento di Stefano Fontana.

In questo intervento mi propongo di mettere in luce la necessità e l’utilità di questo libro che presentiamo questa sera. Ci stiamo accorgendo che anche nella Chiesa è ampiamente venuto meno un linguaggio comune. Termini ed espressioni di uso perfino quotidiano sono intese in modo fortemente equivoco e se un nuovo Socrate girasse per le nostre piazze ponendo la domanda su cosa fosse il bene comune o la sussidiarietà, riceverebbe risposte molto stravaganti. Questo libro nasce dalla necessità di rifare chiarezza su alcuni concetti fondamentali della vita pubblica alla luce della Dottrina sociale della Chiesa e della recta ratio. Poiché uno dei motivi principali della confusione concettuale attuale, sia nel mondo che nella Chiesa, è dovuto ad un uso scorretto dello strumento filosofico e, quindi, teologico, dato il progressivo allontanamento dalla “filosofia cristiana”, ci siamo proposti di far interloquire tra loro il realismo metafisico di San Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa, ritenendo che quello costituisca l’impianto filosofico e teologico consono a questa, come del resto affermato dalla Aeterni Patris all’origine della Dottrina sociale della Chiesa detta, anche se in modo da precisarsi, “moderna”. Cosa diventa la Dottrina sociale della Chiesa una volta allontanata dalla recta ratio  e posta in mano all’attuale pluralismo filosofico, che diventa pluralismo teologico e finisce per essere inevitabilmente pluralismo dottrinale? Questione complessa, ma sulla quale si può senz’altro dire che la concettualità propria della Dottrina sociale della Chiesa, che essa eredita dal deposito della fede e dalla ragione correttamente adoperata, subisce una evoluzione corrosiva di senso. Nei miei due interventi pubblicati in questo libro[1] cerco di mostrare come nei documenti del magistero sociale si sia progressivamente verificata una lenta corrosione dello spessore teoretico di concetti fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa, a cominciare proprio da quello di bene comune e da quello di sussidiarietà. Posso anticipare che nell’analogo volume che – se Dio vuole – presenteremo qui l’anno prossimo, la stessa analisi verrà fatta per il tema della legge e del diritto.

sabato 18 maggio 2019

Appello alla preghiera per le elezioni europee

Tra il 23 ed il 26 maggio si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Mons. Crepaldi, vescovo di Trieste, ha recentemente ricordato che l’Europa nasce come respublica christiana e il concetto di “bene comune” è radicato nel diritto naturale fondato sul diritto divino. Tuttavia:
[L’Unione Europea] non ha nessuna visione del bene comune perché non possiede più le categorie di ragione e di fede per fondarlo adeguatamente [;] intende il bene comune in senso operativo e funzionale, oppure come somma del soddisfacimento dei desideri individuali, oppure come l’uso comune dei beni collettivi. […] Le pressioni delle istituzioni europee sugli Stati sui “nuovi diritti” sono elementi del male comune. […] Ecco perché bisogna frenare l’Unione Europea per avere il tempo e lo spazio per costruire un’Europa che ridia a Dio quel primato nel mondo, attraverso cui è stata costituita. .... Leggi tutto

Il Cardinal Müller, ex-prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, afferma che la lettera aperta che accusa il papa di eresia merita 'una risposta'

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews (16 maggio 2019) continua la nostra condivisione di osservazioni e pareri - e questo finora  è il più autorevole - sulla Lettera Aperta ai vescovi del 30 aprile, i cui firmatari, inizialmente 19, sono ora saliti a 87. Il cardinal Müller in sostanza aggira il problema. Tuttavia, pur evitando una risposta chiara sull'eresia, non disapprova l'iniziativa dei fedeli.

Il Cardinal Gerhard Müller, ex-prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha affermato di ritenere che Papa Francesco non sia eretico, ma che la Lettera Aperta del 30 aprile firmata da eminenti prelati e studiosi che accusano il papa di essere caduto in eresia merita comunque una “risposta” da Roma.
Il prelato tedesco ha dichiarato in un'intervista a Regina Einig, giornalista di Die Tagespost, che gli autori della lettera sono “teologi di spicco”, e che pertanto “è importante che il Santo Padre faccia emettere una risposta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, e non dal Segretario di Stato o dai giornalisti o teologi a lui prossimi”.
Per il Cardinal Müller l'accusa di eresia mossa contro Papa Francesco nella lettera aperta ai vescovi è “l'evento peggiore” che “possa verificarsi” all'interno della Chiesa cattolica, poiché “il Papa, in qualità di Vescovo di Roma, è il successore di San Pietro, su cui Nostro Signore ha costruito la Sua Chiesa”.

venerdì 17 maggio 2019

IX Marcia per la Vita. Preceduta dalla celebrazione della Santa Messa a San Vitale

IX Marcia per la Vita. Il CNSP promuove la celebrazione della S. Messa.
Sabato 18 maggio, a partire dalle h. 14,30, si terrà a Roma la IX edizione della Marcia per la Vita. Il ritrovo è fissato in Piazza della repubblica (piazza Esedra). 
Anche quest’anno il CNSP promuove l’ormai consueta celebrazione di una Santa Messa in Rito Romano Antico, che sarà offerta da Mons. Marco Agostini, in suffragio di Mario Palmaro, alle h. 12 dello stesso 18 maggio presso la Basilica di S. Vitale, in via Nazionale, n. 194/b; il servizio liturgico sarà a cura dell’ICRSS. 
Le offerte raccolte durante la S. Messa saranno devolute all’Associazione S. Giuseppe, che assiste la Famiglia Palmaro dopo la scomparsa del grande e indimenticato scrittore. 
Dalla Basilica di S. Vitale si raggiunge poi in pochi minuti il punto di partenza della Marcia.

Il Professor John Rist spiega perché ha firmato la lettera aperta che denuncia l'eresia del papa

Nella nostra traduzione dal National Catholic Register pubblichiamo l'intervista di  Edward Pentin al famoso studioso cattolico John Rist sulle ragioni che lo hanno spinto a firmare la controversa Lettera Aperta ai vescovi e ribatte ad alcune delle critiche contro di essa.

Al 10 maggio, la lettera aperta che accusa Papa Francesco di eresia ed esorta i vescovi di tutto il mondo ad indagare in merito è stata firmata da 86 persone, tra le quali si annoverano eminenti teologi ed altri studiosi.
Uno dei personaggi più illustri tra i primi 19 firmatari della missiva è il Professor John Rist, uno stimato studioso di patristica britannico noto per i suoi contributi alla storia della metafisica e dell'etica.
Autore di studi specialistici su Platone, Aristotele e Sant'Agostino di Ippona, Rist ha detenuto la cattedra di filosofia del Padre Kurt Pritzl presso la Catholic University of America ed è un membro a vita della Clare Hall presso l'Università di Cambridge, in Inghilterra.
È stato anche uno dei collaboratori alla stesura di Remaining in the Truth of Christ (qui - qui - qui) [Permanere nella verità di Cristo, edito in Italia da Cantagalli. – N.d.T.], un libro che difende l'insegnamento della Chiesa sul divorzio e le seconde nozze pubblicato alla vigilia del Sinodo sulla famiglia del 2014. Il Cardinale Gerhard Müller, all'epoca prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano, è stato un altro dei collaboratori alla stesura di questa antologia di saggi.
In questa intervista via email al corrispondente romano del National Catholic Register Edward Pentin, il Professor Rist ribatte a una serie di critiche sollevate dalla lettera aperta, compresa quella secondo cui essa sarebbe “estremista” e “intemperante” ed esagererebbe la portata del problema.
Come tutta risposta, afferma di aver associato il suo nome all'iniziativa principalmente perché ritiene che le dichiarazioni – da lui considerate ambigue – di Papa Francesco hanno l'obiettivo di cercare di cambiare la dottrina della Chiesa “in modo surrettizio”.
Egli afferma che l'intento della lettera è quello di prevenire “l'ulteriore diffusione massiccia di confusione tra i cattolici” e di “denunciare il doppio gioco del papa”: egli ritiene che il Papa stia tentando deliberatamente di “sottrarsi alle accuse di eresia”.

Venerdì 17 maggio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Riflessione settimanale:
Dal trattato «Sulla Trinità»
di Sant'Ilario, vescovo
(Lib. 8, 13-16; PL 10, 246-249)

giovedì 16 maggio 2019

Mysterium iniquitatis: dal Nuovo ordine mondiale al caos globale

Pubblichiamo il testo della relazione svolta dal prof. Roberto de Mattei  il 16 maggio 2019 al Rome Life Forum, che precede la Marcia per la Vita del 18 maggio, tenutosi presso la pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), sul tema “City of man vs City of God – Global One World Order vs Christendom”. Il convegno è stato organizzato dalla coalizione internazionale Voice of the Family [vedi].

Mysterium iniquitatis: dal Nuovo ordine mondiale al caos globale

Il Mysterium iniquitatis secondo Leone XIII

Per cercare di fare un poco di luce sul mysterium iniquitatis, bisogna risalire ai primi momenti della storia universale.
Nella sua enciclica Humanum genus del 20 aprile 1884 contro la massoneria Leone XIII  afferma:
“Il genere umano, dopo che “per l’invidia di Lucifero” si ribellò sventuratamente a Dio creatore e largitore de’ doni soprannaturali, si divise come in due campi diversi e nemici tra loro; l’uno dei quali combatte senza posa per il trionfo della verità e del bene, l’altro per il trionfo del male e dell’errore. Il primo è il regno di Dio sulla terra, cioè la vera Chiesa di Gesù Cristo; e chi vuole appartenervi con sincero affetto e come conviene a salute, deve servire con tutta la mente e con tutto il cuore a Dio e all’Unigenito Figlio di Lui. Il secondo è il regno di Satana, e sudditi ne sono quanti, seguendo i funesti esempi del loro capo e dei comuni progenitori, ricusano di obbedire all’eterna e divina legge, e molte cose imprendono senza curarsi di Dio, molte contro Dio.”

Cosa c'è di giusto e di meno giusto nella lettera che accusa Papa Francesco di eresia secondo Edward Feser

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews continua la condivisione degli interventi in ordine alla Lettera Aperta ai vescovi. Edward Feser, professore di filosofia al Pasadena City College, se da un lato evidenzia alcuni che considera lati deboli della lettera, mette ben a fuoco anche le problematiche alla base di alcune affermazioni di papa Francesco che hanno mosso i sottoscrittori alla formulazione della stessa.

8 maggio 2019 (Edward Feser) — Che opinione dovremmo nutrire nei confronti della recente lettera aperta – firmata da Padre Aidan Nichols, dal Professor John Rist e da altri sacerdoti e accademici (a cui il Professor Josef Seifert ha manifestato il suo sostegno) – che accusa Papa Francesco?  Come altre persone che hanno espresso i loro commenti su di essa, penso che la lettera esageri la portata di certi elementi nella sua accusa principale e presenti alcuni argomenti deboli, ma che nel complesso colga nel segno su molti punti importanti che non possono essere ignorati per il mero fatto che la lettera non è impeccabile su altri aspetti.
Per quanto riguarda l'accusa principale, è vero che un papa può cadere nell'errore dottrinale, e persino nell'eresia quando non parla ex cathedra. Tuttavia, la possibilità e il modo di accusare un papa di eresia formale e le conseguenze che deriverebbero dal sancire la sua colpevolezza sono elementi trattati in modo molto meno definito dalla tradizione canonica e teologica rispetto a quanto la lettera sostenga. Alcuni dei più grandi teologi della Chiesa hanno speculato sulla questione, e se da una parte sono molti gli argomenti a favore di ogni diversa opinione, non vi è dall'altra un consenso teologico o un insegnamento magisteriale che risolva il caso. Inoltre, un papa che cada nell'eresia formale rappresenterebbe la crisi più drammatica che si possa immaginare per la Chiesa. Quindi, si richiede la massima precauzione prima di avanzare una tale accusa, e a mio modo di vedere accusare il papa in modo chiaro e tondo del “delitto canonico di eresia”, come fa la lettera, è un atto avventato.

mercoledì 15 maggio 2019

Indice degli articoli sul controverso documento di Abu Dhabi

Il 4 febbraio 2019 il papa ha firmato col Grande Imam Ahmad el-Tayeb ad Abu Dhabi il controverso “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” che contraddice la fede della Chiesa.
Indice degli articoli

La misericordia a targa unica: 'di sinistra'

Estratto da alcuni scritti dei lettori
Qui l'articolo e la nutrita discussione)
"Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!"
Non pagano le bollette, ma incassano il pizzo dagli immigrati e, nei locali abusivi, fanno affari esentasse [qui - qui] elencati di seguito.
E c'è anche una presenza, quella della Santa Sede, che nello stabile occupato dicono si sia sempre sentita: “La Curia è parte integrante del nostro progetto, qui gestisce dieci laboratori”. Da verificare, ma qui un protagonista afferma che la Curia gestisce laboratori abusivi nel palazzo occupato. E ora il responsabile del centro sociale alza il tiro, vuole la regolarizzazione degli irregolari che hanno già scritto alla Raggi per il riconoscimento della residenza. [qui]
Ormai Bergoglio ha più fans nelle moschee e nei centri sociali che nelle chiese.
Alla faccia della irriconoscibile mater et magistra universale nonché dell'Italia e degli italiani - che di questa illegalità, difesa con arroganza giacobina, subiscono gli oneri materiali e morali - e di Salvini, che cerca di arginare un fenomeno ingovernato e mettere ordine.  Mentre le componenti statali di sinistra e persino i suoi alleati di governo (la cui anima sinistrorsa ora è più aggressiva che mai) prendono parte per l'illegalità...
Una piccola notazione. Le prospettive cambiano il senso delle cose: quando si parla di occupazione nei dibattiti televisivi e sulla stampa, come in questo caso, non viene stigmatizzata l'illegalità di fenomeni di vera e propria criminalità che esercitano con le occupazioni il proprio controllo del territorio e propri interessi, ma immediatamente si invocano interventi nei confronti di occupazioni da parte di nuclei familiari, che sembrano non avere altra alternativa per darsi un tetto. Situazioni illegali da risolvere anche queste. Ma senza fare di ogni erba un fascio.

Notizie sui "poveri" inquilini:

Riforma della curia, la vittima sarà la Dottrina della fede

I due interessanti articoli sotto riportati ci aiutano a comprendere i progetti di riforma della Curia romana, la cui bozza, che porta il nome di “Praedicate Evangelium”, è stata inviata oltre che a cardinali ai vertici delle conferenze episcopali, ai sinodi delle chiese orientali, ai Superiori e alle Superiore maggiori e ad alcune università romane. Nonostante la tanto sbandierata e controversa sinodalità, la bozza non è stata mandata a tutti i cardinali, che sono i primi consiglieri del Papa. 

Riforma della curia, la vittima sarà la Dottrina della fede

Non risparmia né le parole né i concetti il cardinale Gerhard Müller nel valutare i progetti di riforma della Curia romana emersi dal Consiglio dei C9 (ora ridotto a C6) e fatti conoscere da alcune interviste e dichiarazioni di porporati vicini al Pontefice regnante. In un caso specifico l’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (“la Suprema”, come era definita una volta) ha parlato di “scioccante stupidità teologica”. La bozza di documento, che è stata distribuita nelle settimane scorse ai cardinali (ma, secondo alcune fonti, non a tutti) nelle intenzioni vorrebbe far assumere all’evangelizzazione un ruolo preminente, rispetto alla dottrina e al Magistero; e questo anche fisicamente, accorpando Propaganda Fide e il dicastero per la Nuova Evangelizzazione. Ma secondo Müller il documento, che costituirebbe il punto di arrivo di decine e decine di riunioni del C9-C6 non presenta “un’idea convincente dell’origine, dell’essenza e della missione della Chiesa”.

martedì 14 maggio 2019

Annientamento fisico e spirituale del cristianesimo. Cristianofobia ingravescente anche in occidente

In certi posti del mondo i cristiani sono letteralmente annientati con la violenza fisica, qui da noi invece sono annientati col pensiero dominante.
In Europa, e nel cuore della vecchia cristianità, l’ateismo teorico e pratico ha preso il sopravvento, non c’è neppure bisogno di perseguitare fisicamente i cristiani basta inglobarli nella melassa indifferenziata del pensiero politicamente corretto ecumenico convincerli che l’identità cattolica è una cosa cattiva e dirsi seguaci di Gesù è discriminante, mentre Dio è unico per tutti cristiani, musulmani, ebrei, ecc., Dio non è cattolico ecc.
La Santa Sede ci mette del suo in questa opera di de-costruzione dell’identità cattolica, spostando tutto l’interesse dall’amore e adorazione della Santissima Trinità, di Gesù, della Madonna e dei Santi e dall’importanza dei Sacramenti, in speciale modo dell’Eucarestia, e della preghiera, a un modo di essere socio-politico indifferenziato, che pone la Chiesa cattolica quale altre istituzioni sovranazionaliste, ONU ecc., il cui scopo sarebbe quello di promuovere il benessere materiale del mondo.

L'annientamento dei cristiani e della vita cristiana: dov'è l'indignazione in Occidente?

Aggiornamento: Purtroppo il giorno dopo la strage di Dablo, una comunità a Zimtenga è stata attaccata durante una processione mariana: quattro sono stati uccisi, la statua della Madonna fatta a pezzi. La strage è avvenuta mentre a Dablo monsignor Théophile Nare, vescovo della diocesi di Kaya, stava officiando le esequie dei sei cristiani uccisi nell’attacco alla chiesa parrocchiale.
* * *
Chiesa protestante assaltata in aprile
In Burkina Faso si registrano due massacri in due settimane [qui]: «Dov’è il vostro prete? Non può scappare, è necessario che lo uccidiamo». È quello che una ventina di jihadisti hanno domandato agli abitanti di Dablo, nel nord del Burkina Faso, appena arrivati nella cittadina. Appena scoperto che il sacerdote stava celebrando la messa nella chiesa cattolica parrocchiale, l’hanno accerchiata, hanno fatto irruzione e hanno ucciso il prete insieme ad altri cinque fedeli. Poi, prima di andarsene, hanno dato fuoco alla chiesa, a un ristorante e altri negozi. Ricorda Giulio Meotti: "Hanno cercato di costringerli a convertirsi all’Islam per avere salva la vita. I 6 cristiani nel villaggio di Sirgadji, nel Burkina Faso, si sono rifiutati e i terroristi islamici li hanno condotti sotto a un albero vicino alla chiesa, hanno sequestrato le loro bibbie e li hanno giustiziati, uno a uno. Tra le vittime un pastore e due membri della sua famiglia. Ovunque le stesse storie, dai cristiani uccisi nelle spiagge libiche a quelli massacrati nel deserto egiziano. E sempre lo stesso silenzio di media e pastori occidentali. Ormai si è perso il conto dei cristiani che finiscono ogni giorno in questa mega fossa comune." 

L'annientamento dei cristiani e della vita cristiana: Dov'è l'indignazione in Occidente?

lunedì 13 maggio 2019

Il cardinale 'Robin Hood' che 'ruba' ai poveri

Cosa ne dicono altri blog amici qui.

Inizio con lo sfogo di un lettore: "Siamo proprio alla frutta... Questo sarebbe un cardinale? Quando si pensa che si sia toccato il fondo ne commentiamo una nuova. Fino a quando? La regia è chiara ed anche lo scopo! Signore, Salus populi romani, venite presto in nostro aiuto!"
Così scrive Il Sole24Ore:
Chi è «Don Corrado», l’elemosiniere del Papa che ha dato la luce ai migranti.
Il cardinale elettricista K. Krajewski, elemosiniere del papa,
che qui lo saluta mentre se ne va in Vespa
(per uno dei suoi blitz provocatori?)
Sembra che si sia calato lui in persona sotto il tombino davanti allo stabile occupato da 400 persone, in maggioranza migranti, nel quartiere Esquilino di Roma per staccare i sigilli ai contatori e riaccendere la luce staccata dallo scorso 6 maggio. E lo ha fatto, a nome del Vaticano, prendendosi la piena responsabilità dell'azione con Prefettura e Acea. Si chiama Konrad Krajewski, «Don Corrado» come piace farsi chiamare, ed è l’elemosiniere di Papa Francesco che lo ha creato cardinale nel 2018 della Diaconia di Santa Maria Immacolata all'Esquilino....
E ora vediamo bene chi è stato scelto dal cardinale per il deprecabile gesto di uno che se lo può permettere perché non soggetto alla legge italiana ed è potente, e notiamo anche una sfumatura di un nuovo insospettato concetto : l'illegalità legale umanitaria.

Le tappe (5, per ora) della correzione di Mons. Schneider a Bergoglio

Schema sulle varie tappe della correzione di Mons. Athanasius Schneider (vescovo ausiliare di Astana) a Bergoglio [qui; ma aveva già preso posizione qui]]. Quanto segue è utile a ricapitolare i punti salienti dell’ammonizione inerente i gravi errori diffusi con la Dichiarazione di Abu Dhabi (che è stata firmata il 4 febbraio 2019). In essa si sostiene che: ” Il pluralismo e le diversità di religione, di colore, di sesso, di razza e di lingua sono una sapiente volontà divina, con la quale Dio ha creato gli esseri umani. Questa Sapienza divina è l’origine da cui deriva il diritto alla libertà di credo e alla libertà di essere diversi“. Va precisato ancora una volta: si tratta di errori non nuovi e perfettamente collocabili sulla scia del Concilio Vaticano II.

domenica 12 maggio 2019

Festa della mamma

FESTA DELLA MAMMA
Io le tenevo la mano, quella controra di maggio di tanti anni fa, mentre lei andava via. Era domenica pomeriggio, proprio come ora, ero seduto sul suo letto e sentivo i suoi ultimi respiri. L'accompagnavo fin dove potevo, al cancello estremo della vita sua. La sentivo ancora pulsare, si attenuava il soffrire. Io la sentivo madre e bambina, sangue del mio sangue, anima dell'anima mia, che se ne andava. La sentivo venir meno alla vita, farsi sacra e lontana.
Avevo pensato a quel momento tutta la vita mia. E quel momento ora veniva, vestito di maggio, nel bianco sole di un ospedale, in mezzo ai suoi figli. Fu mio fratello a chiuderle gli occhi. Le baciai le mani o le guance o la fronte, io non ricordo, non ero presente per stare nell'assenza con lei.
Ci sentimmo d'un tratto svuotati di carne, smarriti nel cuore; soli, fraterni e randagi, senza la prima casa. Restammo a guardarla nel vuoto, in cerca di lei, muti ed inerti, trafitti da quella ferita. Restituimmo i dolori del parto, placenta di lacrime, cordone spezzato. Smettemmo poi di guardarla, mentre lei ci guardava.
Mi darà lei la mano quando verrà a riprendermi all'uscita.
Marcello Veneziani

sabato 11 maggio 2019

Crux riporta che Papa Francesco avrebbe letto un libro sull'omosessualità in Vaticano... e che gli sarebbe piaciuto

Ricordiamo quiqui (vedi anche) alcuni precedenti sul libro ma soprattutto sul vertice vaticano di febbraio su cui intendeva influire. Se i gay "sono o non sono buone persone solo a causa del potere", ecco ribadito il principio che praticare l'omosessualità non appartiene all'ordine del peccato.....

10 maggio 2019 (LifeSiteNews) – Crux riporta oggi la notizia secondo cui un avvocato che sta combattendo contro gli abusi sessuali avrebbe recentemente incontrato Papa Francesco in udienza privata e che questi gli avrebbe detto di aver letto il libro di Frédéric Martel Inside the Closet of the Vatican: Power, Homosexuality, Hypocrisy(1) [Letteralmente: Nell'armadio del Vaticano: Potere, omosessualità, ipocrisia. Pubblicato in italiano col titolo Sodoma vedi – N.d.T.]. “Mi ha detto di averlo letto, che gli è sembrato un buon libro e che conosce molti dei gay menzionati al suo interno. Abbiamo parlato dei gay che sono buone persone e di quelli che non lo sono, ma a causa del potere”, ha affermato l'avvocato in un messaggio di testo ottenuto da Crux.
Papa Francesco avrebbe anche detto di conoscere alcuni degli omosessuali che lavorano in Vaticano.
La fonte di questa informazione è un messaggio di testo inviato allo stesso Martel, che Crux ha potuto leggere. L'autore di questo messaggio è stato contattato ma preferisce rimanere anonimo.
Questo il testo del messaggio:
“Dopo averti incontrato [Frédéric Martel] a Roma, ho incontrato anche il papa e gli ho chiesto che ne pensava del tuo libro[.] Mi ha detto che l’ha letto, che lo considera un buon libro e che conosce molti di loro. Mi ha detto che non c’è nessun problema nell’essere gay. Siamo arrivati alla conclusione che i gay siano buone persone e che quando non lo sono dipende dal potere”.
La tesi principale di Martel è che tra i sacerdoti in Vaticano vi sia un gran numero di omosessuali; egli propone alla Chiesa di far cadere la condanna dell'omosessualità. Secondo lui, la crisi degli abusi sessuali sarebbe vincolata a questi omosessuali “in incognito” che non sono liberi di ammettere la propria omosessualità.
Parlando con Crux, Martel ha affermato che nella Chiesa “si registra una singolarità se l'80-85% delle vittime di abusi di sacerdoti sono ragazzi o uomini”.
“Nella Chiesa questo vincolo è chiaro”, ha aggiunto. La sessualità della maggior parte dei sacerdoti omosessuali che ha intervistato “è sublimata e repressa”, il che secondo lui li indurrebbe non solo a condurre una doppia vita e a cadere nel crimine, ma creerebbe anche problemi a livello di affidabilità.
“Tutte le storie di casi coperti sono strettamente vincolate all'omosessualità”, Martel ha affermato. “Nel 90% dei casi gli stessi vescovi che li coprono sono omosessuali. Quando succede qualcosa si ha paura dello scandalo, della 'mediatizzazione', di essere messi sotto accusa se la propria omosessualità viene rivelata”.
Martel è convinto che questa cultura del segreto che vige in Vaticano apra le porte al ricatto. “Il ricatto è frequentissimo”, ha detto.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]
_________________________________
1. Nota di Chiesa e post-concilio
Il libro dell'attivista gay Frédéric Martel, Sodoma, afferma che ogni uomo di chiesa che condanna l’omosessualità è un omofobo e ogni omofobo è un omosessuale represso. Si dice che il vero peccato sia l’ipocrisia di coloro che non si dichiarano pubblicamente omosessuali. 
Il libro ha rappresentato anche un tentativo di esercitare pressioni minacciose attraverso i media sui vescovi nell'imminenza del raduno a Roma (21-24 febbraio) per ridurli al silenzio. Un silenzio che si è cercato di rompere sia con l'azione simbolica del 19 febbraio di P.za San Silvestro [qui - qui] - che ci è sembrato potesse esprimere un messaggio più forte del linguaggio verbale -che con la successiva Conferenza con i rappresentanti anche della stampa estera.
Che il libro rapppresentasse una minaccia è dimostrato dal fatto che esso è il frutto di 4 anni di lavoro e ha comportato viaggi in trenta paesi e l'intervista di 1500 persone; il che ha richiesto un considerevole dispendio di fondi che non sono evidentemente mancati neppure alla spettacolare operazione mediatica dell'uscita contemporanea in 7 lingue e venti paesi, alla vigilia del citato vertice vaticano dei vescovi di tutto il mondo. 

Gli Scritti su Etica, Famiglia e Vita del cardinale Caffarra


Gli ultimi tempi si sono caratterizzati per una serie impressionante di attacchi alla famiglia e alla vita umana a livello legislativo e prima ancora culturale. All’interno del mondo cattolico si sono levate voci che hanno denunciato questa situazione, e una delle più autorevoli è stata sicuramente quella del card. Carlo Caffarra (1938-2017), che ha difeso in modo appassionato la verità sull’uomo alla luce della fede e della retta ragione. Egli è stato, infatti, nel 1981 fondatore e primo preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su Matrimonio e Famiglia, che doveva aiutare i cristiani a riscoprire la centralità della famiglia nella Chiesa e nella società.
Bene ha fatto l’editore Cantagalli a pubblicare gli scritti più recenti del cardinale, dal 2009 al 2017, che sono stati raccolti in volume da mons. Livio Melina, suo collaboratore e successore alla carica di preside dell’Istituto, e da don Alberto Frigerio. Nonostante siano testi composti in circostanze diverse (alcuni mai pronunciati a causa della morte), sono accomunati dal fatto di riguardare l’etica, la famiglia e la vita, temi che la Dottrina sociale della Chiesa annovera fra i principi non negoziabili, a causa della loro straordinaria rilevanza. Infatti la questione oggi più che mai decisiva e urgente è quella dell’humanum, ossia di cosa caratterizzi la persona umana. Quello che preoccupava il cardinale, e che si avverte con forza scorrendo le pagine del volume, è la crisi della verità circa l’uomo, dal momento che le visioni distorte della famiglia derivano da un’antropologia inadeguata e quindi falsa. Come scrive Melina nell’introduzione: “Il destino dell’uomo si gioca per lui soprattutto sulla questione della verità” (p. 12).

venerdì 10 maggio 2019

Mons. Gänswein: “Chi cerca di inventare una nuova Chiesa abusa della sua autorità spirituale”

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, un'altra risposta, di non trascurabile autorevolezza, alle minacce di smantellamento della vera Chiesa. Mons. Georg Gänswein, nel corso di una ordinazione sacerdotale in Germania.

Il segretario di Papa Benedetto: “Chi cerca di inventare una nuova Chiesa abusa della sua autorità spirituale”

Lo scorso 27 aprile, l’Arcivescovo Georg Gänswein, segretario personale del Papa Emerito Benedetto XVI e Prefetto della Casa Pontificia, ha ordinato quattro nuovi sacerdoti del seminario del monastero di Heiligenkreuz in Austria. Nella sua omelia ha parlato del dovere dei sacerdoti di rimanere fedeli alla “verità dei Vangeli” e ha rimproverato quanti – all’interno della Chiesa stessa – vogliono “inventare una nuova Chiesa”.
All’inizio dell’omelia il prelato tedesco ha formulato la metafora del capitano di una nave da guerra che ordina a quella che crede essere un’altra nave – ma che in realtà è un “faro presidiato da un ufficiale di rango inferiore” – di cambiare rotta per evitare una collisione. Il guardiano del faro replica più volte con calma che è il capitano a dover cambiare rotta. Quest’ultimo, gonfio di orgoglio, si vanta quindi della potenza della sua nave e minaccia di prendere misure drastiche per salvaguardare la sicurezza della sua nave e del suo equipaggio. Ma il guardiano risponde di nuovo che gli è impossibile cambiare rotta.

giovedì 9 maggio 2019

Esclusivo: Claudio Pierantoni spiega i punti essenziali della Lettera Aperta ai Vescovi

Pubblichiamo il testo originale, ricevuto direttamente dall'autore, dell'intervista di Claudio Pierantoni - professore di Filosofia Medievale nell’Università del Cile; già professore di Storia della Chiesa e Patrologia nell’Università Cattolica Pontificia del Cile - uno dei firmatari ed anzi dei protagonisti della stesura della Lettera Aperta. L'intervista è lunga e formidabile. Con assoluta calma e precisione spiega tutti i punti essenziali della Lettera e chiarisce molti distinguo formulati dai commentatori critici.

Claudio Pierantoni sulla Lettera Aperta ai Vescovi
Diane Montagna, LifeSiteNews (7 maggio 2019)

Professor Pierantoni, cosa la ha spinta a firmare la lettera aperta che accusa papa Francesco del delitto di eresia e chiama i vescovi della Chiesa cattolica a indagare sulle accuse?

In primo luogo, un dovere di coscienza come cattolico. Come dice la Lettera, questo atto segue alla pubblicazione di un documento su Amoris Laetitia, firmato da 45 studiosi nel 2016, in cui si metteva in rilievo la grave ambiguità di molti passi, che nel loro senso più ovvio e naturale sembravano eretici. Poi, l’anno seguente, 2017, con un gruppo più ampio, arrivato a 250 studiosi, abbiamo pubblicato la Correctio filialis de haeresibus propagatis (“Correzione filiale sulla propagazione di eresie”) [qui] quando è stato chiaro da vari atti e affermazioni del Papa che i passi ambigui di AL andavano senz’altro intesi in senso eretico. Finalmente, durante l’ultimo periodo, si è ampiamente confermata la volontà del papa di imporre una certa linea di cambiamento rivoluzionario della morale sessuale e matrimoniale, soprattutto mediante le nomine di prelati favorevoli a tale rivoluzione in posti di rilievo del governo della Chiesa. Quindi, ormai siamo arrivati a quello stadio di affermazione dell’eresia che è appropriato chiamare “ostinata” o “pertinace”. Di qui la necessità di ricorrere ai vescovi per rimediare a questa situazione tragica per la fede: la situazione di un papa che cade nell’eresia.  

Il Vescovo Schneider dichiara che il papa deve emettere una correzione formale alla sua dichiarazione secondo cui Dio vuole le false religioni

Mons. Schneider ci mette il carico da undici. Nella nostra traduzione da LifeSiteNews le dichiarazioni a GloriaTV di mons. Athanasius Schneider, che con la consueta calma ma con grande lucidità e fermezza chiede a Bergoglio di correggere ufficialmente la Dichiarazione di Abu Dhabi [qui]. La dichiarazione di Abu Dhabi va "rescissa" per la parte che contraddice la dottrina cattolica: con quella dichiarazione si professa un'altra religione e cita S. Paolo ove dice che una dottrina difforme da quella da lui insegnata va rifiutata anche se a proporla fosse un angelo. Mons. Schneider ha imboccato una strada, quella della verità cattolica, che, di fronte ad un recidivo rifiuto del Papa ad emendarsi, lo porterebbe a doverlo accusare pubblicamente di eresia. La ormai famosa Lettera Aperta, al punto VII delle 7 eresie imputate a Bergoglio, concerne proprio la infausta dichiarazione da lui sottoscritta ad Abu Dhabi.

Il Vescovo Schneider dichiara che il papa deve emettere una correzione formale alla sua dichiarazione secondo cui Dio vuole le false religioni
di Maike Hickson

In una nuova intervista, il Vescovo Athanasius Schneider rende chiaro che la correzione privata [qui], da parte del papa, della sua dichiarazione ufficiale di Abu Dhabi secondo la quale la “diversità delle religioni” è “voluta da Dio” – correzione privata che lui stesso ha ricevuto da Papa Francesco il 1° marzo – non è sufficiente. La dichiarazione di Abu Dhabi “è ancora valida” e pertanto, afferma Schneider, “si sta proclamando un nuovo Vangelo, un Vangelo che non è quello insegnato dal Verbo Incarnato di Dio e che è stato fedelmente predicato dagli Apostoli e tramandato alla Chiesa”. “Non c’è alcun dubbio”, spiega Schneider, “che San Paolo si esprimerebbe oggi così a proposito della formula controversa contenuta dalla dichiarazione di Abu Dhabi: ‘Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!’ (Ga 1, 8)”.

mercoledì 8 maggio 2019

Asia Bibi è in Canada. Deo gratias!

Temevamo fosse l'ennesima notizia non verificata; ma la seguente comunicazione ci conforta.
"Tanti di voi mi avete chiesto se la notizia del trasferimento di Asia Bibi è vero. Ho fatto le chiamate in Pakistan e vi posso dire che la notizia è vera. Asia Bibi è in Canada unita con la sua famiglia. Preghiamo ora per i cristiani in Pakistan che la situazione non diventi difficile per loro". (Zarish Neno)

“Il più terribile scisma che il mondo abbia mai visto” - Roberto De Mattei

Efficace analisi del Prof. Roberto De Mattei sul documento di Abu Dhabi, in quanto gravissima contraddizione della fede cattolica, stigmatizzata senza mezzi termini nel titolo. Precedenti, nel blog:

Il 4 febbraio 2019, ad Abu Dhabi, papa Francesco e il Grande Imam di Al Azhar Ahmad Al-Tayyeb hanno firmato un documento sulla Fraternità umana per la pace mondiale e la convivenza comune. La dichiarazione si apre nel nome di un Dio che, se deve essere comune, non può essere altro che l’Allah dei musulmani.
Il Dio dei cristiani, infatti, è uno nella sua natura, ma trino nelle sue persone, uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo. Dai tempi di Ario in poi, la Chiesa ha combattuto gli antitrinitari e i deisti che negavano, o mettevano da parte questo mistero, il più alto del Cristianesimo. L’Islam lo respinge invece con orrore, come proclama la sura detta “del culto sincero”: «Egli, Dio, è uno! Dio, l’Eterno! Non generò né fu generato, e nessuno gli è pari!» (Corano 112, 2, 4).