mercoledì 20 novembre 2019

Anche Chiesa e post-concilio denuncia di essere sotto censura social: «Limitazioni alla nostra pagina»

Riprendo da Radio Spada.

Giornate dense per i “garanti della tolleranza”. Dopo l’attacco al Convegno di Studi Storici Cattolici di Vignola [qui], ecco la denuncia di Chiesa e post-Concilio.
Questo clima – che qualche mese fa ha portato alla chiusura improvvisa in un elevato numero di profili social – ha spinto Radio Spada a incrementare la diversificazione degli strumenti di comunicazione, promuovendo sempre più piattaforme alternative come VK o Telegram. Per questo, ricordiamo a tutti che è possibile iscriversi in maniera immediata e gratuita al nostro canale Telegram: https://t.me/Radiospada

La "Nuova Chiesa" e le inutili pecette

Ci scrive un lettore e pubblichiamo, condividendo.

Cari amici,
in questa nuova puntata dell’evoluzione omosessualista all’interno di frange sempre più consistenti della Chiesa cattolica, Stefano Fontana mette in evidenza quella da lui definitiva “nuova chiesa”.

Non mi piace questa definizione, perché non sufficientemente descrittiva della realtà dei fatti. Il termine corretto è “chiesa invertita”. Per comprenderlo bene, basta leggere l’articolo di Fontana (qui). Ecco la parte più incisiva dell’articolo:
Ecco qui un esempio del “nuovo paradigma” teologico di oggi, che sembra a tutti gli effetti espressione di una “nuova Chiesa”. Innanzitutto la dimensione storicistica: non ci sono principi morali assoluti, ma tutti gli insegnamenti della Chiesa devono essere giudicati alla luce dell’esistenza e dell’esperienza, che quindi diventano co-produttrici di dottrina. Secondariamente, un nuovo concetto di tradizione: non più come qualcosa di vero sempre, ma come qualcosa di passato e da aggiornare. In terzo luogo l’idea che Cristo ci abbia dato degli ideali e che tutti siano in cammino verso di essi, anche se qualcuno è più avanti e altri sono più indietro. La relazione omosessuale può piacere quindi a Dio ed eventuali criteri morali non la devono condannare ma farla crescere. Infine l’idea che Dio si comunica nell’esistenza, quindi si comunica a tutti e in tutte le situazioni, con la conseguente scomparsa dell’idea di peccato. Niente è peccato, tutto è grazia, anche se in misura diversa. Tutti questi elementi si trovano codificati nell’esortazione apostolica Amoris laetitia.
Capisco la prudenza di Stefano nell’utilizzare “sembra” al posto di “è”, ma la realtà è che non sembra affatto, ma  lo è proprio! Tanto più che Fontana, molto onestamente e senza paura, trova questo immondo paradigma all’interno di Amoris laetitia.

La 'sinodalità mascherata' - George Weigel

Nella nostra traduzione da First Thing il pensiero di George Weigel, biografo e amico di Giovanni Paolo II, sulla 'sinodalità mascherata'. Rimando a questi precedenti [qui - qui]; considerazioni sulla sinodalità recidiva [qui];  Conciliarità sinodalità:: come cambia la Chiesa? [qui].

Durante il Sinodo dei vescovi del 2001, il cardinale Francis George di Chicago, che nel corso degli anni aveva sofferto a causa di molti discorsi sinodali e discussioni in piccoli gruppi, fece un’osservazione incisiva: “Gesù Cristo non voleva che la sua Chiesa fosse governata da una commissione”.
Infatti. 
I meccanismi di consultazione presenti nella Chiesa – dai consigli parrocchiali ai consigli diocesani al Sinodo dei Vescovi – servono a rafforzare il governo della Chiesa da parte dei suoi pastori: i sacerdoti nelle loro parrocchie, i vescovi nelle loro diocesi, il vescovo di Roma per la Chiesa universale. Tuttavia, i Sinodi del 2014, 2015 [qui], 2018 [qui] e 2019 [qui], fanno intuire che il modello di commissione deplorato dal cardinale George si sia trasformato in qualcosa di probabilmente ancora peggiore: il modello della messinscena, in cui un “processo sinodale” del “camminare insieme” fornisce la copertura per realizzare seri cambiamenti nella auto-comprensione e nella prassi cattolica, per i quali non esiste un mandato dottrinale, teologico o pastorale.
Nel Rapporto finale del recente Sinodo amazzonico, questo modello di finzione è descritto con un linguaggio pieno di cliché: 

martedì 19 novembre 2019

Il vescovo Cordileone si commuove celebrando nel Rito Antico la 'Messa delle Americhe'

Estrapolo da gloria.tv. L'arcivescovo di San Francisco (USA), Salvatore Cordileone, ha celebrato il 16 novembre l'annuale Messa Solenne Pontificale in Rito Antico nella Basilica dell'Immacolata Concezione a Washington D.C.
Merita cliccare per ingrandire
L'enorme chiesa era gremita. Tra i fedeli c'era l'inviato di Gloria.tv Jungerheld.
Cordileone ha predicato che la bellezza nutre l'anima e ha suggerito che l'odierna mancanza di bellezza "spiega il turbamento spirituale in cui ci troviamo".
Verso la fine della Messa, quando è stato cantato il Salve Regina, Cordileone era così commosso che ha cominciato a piangere (foto a lato; nell'originale c'è il video -ndr).
Il coro ha cantato la "Messa delle Americhe" composta da Frank LaRocca. Ecco alcuni momenti musicali della Messa:
- Kyrie
- Salve sancta parens
- Ave verum corpus
Altarworthy.com, che ha fatto i paramenti, ha detto a don Zuhlsdorf che sono stati incorporati alcuni elementi appena visibili, come scudi circondati da rose dorate su ambo i lati della dalmatica e titoli di Nostra Signora presi dalle Litanie Lauretane. 
Inoltre, da altra fonte [vedi], commuove vedere, attraverso la locandina (cliccare per leggerla ingrandita), l'immagine della Madonna di Guadalupe che ormai, dopo le recenti nefande profanazioni durante il Sinodo amazzonico,  è sempre più vista e sentita come la vera Regina delle Americhe. Mentre vengono riportate alcune dichiarazioni significative del vescovo e di altri presenti alla celebrazione.
Ero in estasi. Si ha la sensazione che qualcosa di veramente santo accada lì” (Arcivescovo Salvatore Cordileone)
"Ecco come appare una fiorente cultura religiosa: la pietà viene sollevata e sublimata nell'attuale liturgia della Chiesa". (Professore e poeta James Matthew Wilson)
"La grande tradizione cattolica è viva e vegeta, e sta solo aspettando una coraggiosa leadership pastorale e un patrocinio dalla visione lungimirante per continuare la sua grande storia nel punto di maggiore appartenenza: nel seno della Chiesa". (Professore e compositore Mark Nowakowski) 

Lo ‘Instrumentum Laboris’ dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani degli anni Trenta del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie.

Approfittiamo di un commento per nulla marginale per un utile approfondimento di una della tante tematiche poste dal Sinodo per l'Amazzonia, su cui fervono i dibattiti. Qui indice articoli precedenti.

Scrive Andrea Sandri:
""Dopo le dichiarazioni etno-nazionaliste di Obrador sul passato pagano del Messico, l’arrivo dello Stregone boliviano potrebbe accendere l’incendio anche in una terra in cui, finora, non c’è mai stato sincretismo, nemmeno nei più reconditi villaggi del Sud.
D’altronde il crollo della Spagna ha a che fare con tutto ciò. Bisognerebbe rileggere il “Serpente piumato” di D. H. Lawrence che era buon amico di Aldous Huxley, un altro profeta degli sviluppi postcristiani del moderno. Queste élites esoteriche giocavano perfettamente tra il progetto e il loro stesso sgomento per i risultati evocati.""
La rilettura auspicata da Sandri è stata di recente fatta da Paolo Pasqualucci nel par. 4 del suo lungo saggio pubblicato qui sulle aberrazioni della cosiddetta "teologia india", grazie alla quale ci si vogliono ora imporre i culti idolatrici del paganesimo amerindio. Nel par. 4 dal titolo "Lo Instrumentum Laboris dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani degli anni trenta del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie".  Il paragrafo contiene una stroncatura di Lawrence, autore sopravvalutato, icona della Rivoluzione Sessuale incombente. Per questo lo stralcio dal ponderoso testo integrale di cui al link sopra e lo riprendo di seguito.
4. Lo ‘Instrumentum Laboris’ dà corpo alle profezie anticristiane dei letterati decadenti e neopagani degli anni Trenta del Novecento affascinati dalle tenebrose religioni amerindie.

lunedì 18 novembre 2019

Don Roberto Spataro: “Il latino è patrimonio immateriale dell’umanità”

"Il latino è una lingua precisa, essenziale. Verrà abbandonata non perché inadeguata alle nuove esigenze del progresso, ma perché gli uomini nuovi non saranno più adeguati ad essa. Quando inizierà l’era dei demagoghi, dei ciarlatani, una lingua come quella latina non potrà più servire e qualsiasi cafone potrà impunemente tenere un discorso pubblico e parlare in modo tale da non essere cacciato a calci giù dalla tribuna. E il segreto consisterà nel fatto che egli, sfruttando un frasario approssimativo, elusivo e di gradevole effetto “sonoro” potrà parlare per un’ora senza dire niente. Cosa impossibile col latino". (Giovannino Guareschi) - Indice articoli dedicati al Latino.

Illustri professori e studenti, cari amici,
nella relazione che sto per presentare, attenendomi al titolo che mi è stato affidato, svilupperò tre punti. Anzitutto, definirò il concetto di patrimonio immateriale e lo applicherò alla lingua latina; in secondo luogo, mostrerò alcune caratteristiche del latino liturgico; infine, presenterò la cosiddetta “Messa tridentina”, comunemente designata anche come “Messa in latino”, che valorizza moltissimo il latino liturgico.

1) Per definire il concetto di “patrimonio immateriale”, vorrei rifarmi ad un’iniziativa promossa circa due anni e mezzo fa da una benemerita istituzione culturale italiana, l’Accademia “Vivarium Novum”, che, con il sostegno di altri prestigiosi partner europei, ha raccolto moltissime adesioni perché l’Organizzazione delle Nazioni Unite dichiari la lingua latina e la lingua greca antica “patrimonio culturale immateriale dell’umanità “. Nella petizione che è stata diffusa, era descritto, pur se con altre parole, come “patrimonio immateriale dell’umanità” un qualche bene spirituale intangibile capace di creare una sorta di comunione diacronica tra gli uomini che ne usufruiscono. Come tutti le ricchezze culturali, esprime sempre un’esperienza significativa dell’avventura umana sulla terra che possa toccare l’anima dell’uomo in quanto tale, senza esclusioni e senza barriere nel tempo e nello spazio.

Lahore, si dimette una giornalista cristiana, perseguitata sul lavoro

Gonila Gill è sposata con Husnain Jamil, musulmano laico. Né l’uomo né la sua famiglia le hanno mai imposto la conversione all’islam. Per questo tutti sono perseguitati. “Chiedo al governo di proteggere le famiglie miste come la nostra”.
Lahore (AsiaNews) – Perseguitata per la propria fede dai colleghi e insultata per non essersi convertita all’islam dopo il matrimonio con il fidanzato musulmano. È la storia di Gonila Gill, 38 anni, l’unica giornalista cristiana iscritta al Club della stampa di Lahore. Ad AsiaNews racconta la sua storia fatta di continui tormenti sul posto di lavoro da parte dei colleghi che volevano che si convertisse all’islam. Alla fine era diventata così infelice al punto di decidere di licenziarsi. “Le persone sono vili – afferma – quando dicono idiozie sulla mia fede. Tuttavia non perdo la speranza e rimango salda nella mia religione”.
Gonila dice di aver “ricevuto da Dio il dono di un marito onesto, rispettoso di me e di nostro figlio che abbiamo scelto di battezzare come cristiano. Gli sono molto grata perché mi aiuta e si prende cura di me, nonostante anch’egli sia costretto a sopportare la crudeltà delle persone. Sostiene me e mio figlio nella nostra vita cristiana. Spesso viene a messa con noi e partecipa alle preghiere. Sono fortunata ad essere circondata da persone che mi vogliono bene, da amici che mi sostengono”. Al tempo stesso, aggiunge, “avverto un senso d’insicurezza nel vivere in questa società, e sono molto preoccupata per il futuro di mio figlio”.

domenica 17 novembre 2019

Mercanti nel tempio

La desacralizzazione che avanza. Segnali sempre più frequenti.

Immagine: © Cambridgeshire Live
Questo fine settimana torna nella cattedrale di Ely, una delle cattedrali più belle e storiche della Gran Bretagna, il mercatino di Natale (cibi e articoli da regalo).
Le oltre cento bancarelle, che offriranno di tutto, dai formaggi ai gioielli, saranno allestite nella splendida navata centrale, nella Lady's Chapel dedicata alla Madonna, e in un tendone nel recinto della cattedrale.
Torneranno iniziative tradizionalmente apprezzate, come la Food Hall natalizia (gin, vodka, ottimi formaggi, cioccolato, salumi, marmellate e sottaceti) e una bellissima giostra vittoriana restaurata. Alle quali si aggiungeranno nuovi espositori (oggettistica d'interni, regali insoliti, gioielli funky). Vi saranno inoltre dei laboratori gratuiti con dimostrazioni su come confezionare regali, realizzare ghirlande natalizie, ed altro. 

I cinque inganni di Pachamama, idolo anticristiano nemico dell'uomo. - Gianfranco Amato

Nonostante le gerarchie Vaticane e i loro portavoce minimizzino l'accaduto, ignorandone anche le gravi ripercussioni pastorali da noi registrate [qui], continua nel mondo cattolico la riflessione e la consapevolezza. Ricevo e volentieri pubblico anche il seguente articolo di Gianfranco Amato, che va ad arricchire il nostro indice di testi sulla vexata quaestio

Le cronache degli ultimi tempi hanno reso il termine “Pachamama” particolarmente conosciuto anche tra il pubblico non addetto alle questioni teologico-religiose. Se ne parla persino al bar. La Chiesa cattolica, attraverso il Sinodo dell’Amazzonia, ha sdoganato questa parola che in lingua quechua significa “Madre Terra”. Qualcosa però non quadra dentro e fuori la Chiesa. Il concetto di Pachamama nasconde un inganno. Anzi, per l’esattezza ne nasconde cinque. E meritano di essere visti uno per uno.
  1. La Pachamama è un inganno religioso. Si tratta, in realtà, di una divinità pagana che appartiene alla cultura e alla religione inca del Perù. Secondo la mitologia pagana inca Pachacamac, dio del cielo, si unì a Pachamama e da questa unione nacquero due gemelli, un maschio e una femmina. In Amazzonia ci sono circa quattrocento popolazioni indigene distinte, la maggior parte delle quali non ha la stessa cultura né la medesima religione di quelle tribù peruviane che conservano elementi inca tra cui, appunto, la Pachamama. Presentare quest’ultima come l’icona della cultura indigena amazzonica significa non solo falsificare la realtà ma anche disconoscere e svilire la diversità delle vere culture amazzoniche nel tentativo di imporre una visione teologica indigena, per finalità esclusivamente ideologiche e politiche. Questo tentativo, tuttavia, è più ampio e non riguardando soltanto l’Amazzonia ma coinvolge tutto il continente latino-americano fino al Messico. Però, che cosa hanno in comune un indigeno tzotzil, maya o purépeche, con gli incas e la Pachamama? Assolutamente nulla. L’inganno, quindi, è tanto grave in quanto pretende di imporre una teologia indigena latino-americana unificata che vanifica la ricchezza della diversità degli stessi popoli indigeni originari di tutta l’America Latina.

sabato 16 novembre 2019

Montefiascone 23 novembre. IV convegno su “San Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa”

cliccare sull'immagine per ingrandire
Osservatorio cardinale Van Thuân
Istituto del Verbo Incarnato (IVE)
Società Internazionale Tommaso d’Aquino - FVG
Gustav-Siewerth-Akademie
Con il patrocinio del Comune di Montefiascone

IV convegno su
“San Tommaso e la Dottrina sociale della Chiesa”
Montefiascone – Sabato 23 Novembre 2019
DIFENDERE LA PERSONA DAI PERSONALISMI:
compito della Dottrina sociale della Chiesa

Ore 09,30
INDIRIZZI DI SALUTO
Padre Andres Bonello – Provinciale IVE Italia
Massimo Paolini - Sindaco di Montefiascone
INTRODUZIONE AI LAVORI
LA PRESENZA DEL PERSONALISMO NELLA  DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA
Dott. Stefano Fontana

Le relazioni pericolose...

L’imam Tayyeb accolto ieri dal Papa in Vaticano. “Un messaggero di pace” (tweet di Avvenire nell'immagine a lato). Nelle stesse ore a Pordenone veniva invitato e ricacciato l’imam Ismail, che dice di “frustare le donne”. Imam moderato il primo, imam estremista il secondo? No. Anche Tayyeb, ospite del Papa, le donne dice che è bene picchiarle. Ma con più “moderazione”.
Ma il fatto grave è che il 4 febbraio 2019 il papa ha firmato col Grande Imam Ahmad el-Tayeb ad Abu Dhabi il controverso “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune” che contraddice la fede della Chiesa.
Uno dei frutti: la “Abrahamic Family house” – Casa della Famiglia di Abramo – una struttura che sorgerà ad Abu Dhabi ed ospiterà al suo interno una sinagoga, una moschea ed una chiesa dedicata a San Francesco.
Non facciamo altro che assistere impotenti, oltre a pregare e sperare....

Qui l'indice degli articoli sul controverso Documento di Abu Dhabi. Vi trovere tutti gli approfondimenti.

Esclusivo: La nuova preghiera di Benedetto XVI

A me sembra un testamento spirituale...
Nella nostra traduzione dal testo originale tedesco [quiuna nuova preghiera scritta recentemente da Joseph Ratzinger per la diocesi di Burgenland Eisenstadt, uscendo ancora una volta dal suo silenzio. Interpretabile in riferimento allo smantellamento della vera Chiesa. Può essere utile consultare l'indice degli articoli dedicati ai "due papi" e alle molteplici analisi dell'inedita e anomala situazione.
Apprendiamo dal BenedettoXVIblog che il vescovo di Eisenstadt Ägidius Zsifkovics, nella sua prefazione all’Annuario del Burgenland, descrive la preghiera come teologicamente scaltra e toccante  Lo scritto di Benedetto XVI è del giugno scorso; ma contiene elementi significativi anche in relazione agli eventi più recenti, tenendo anche conto che il discusso testo dell'Instrumentum Laboris del Sinodo Amazzonico era in quel momento già noto.
Ricordiamo un precedente scritto particolarmente significativo: le Note [quivergate in occasione della riunione dei presidenti di tutte le conferenze episcopali del mondo per discutere sul tema degli abusi, convocata in Vaticano (24-29 febbraio 2019). Il documento fu reso pubblico nel successivo mese di aprile dimostrando come le sue osservazioni non fossero state tenute in alcuna considerazione.

La preghiera di Benedetto 
Benedictus XVI Papa emeritus
Signore Gesù Cristo,
sono passati più di 1900 anni da quando Tu, il Verbo eterno di Dio, sei entrato nel tempo e Ti sei fatto carne – Ti sei fatto uomo. Non hai dismesso la Tua natura umana come un vestito dopo averla assunta per poco tempo. No, fino alla Tua morte sulla croce Tu l’hai assunta, l’hai attraversata e l’hai sofferta e rimani, dopo essere risorto, per sempre uomo. Nella parabola, Ti sei paragonato al chicco di grano, che cade nella terra e muore, ma non rimane isolato, bensì emerge di nuovo e porta costantemente frutto. Nella Santa Eucarestia Tu sei sempre presente tra di noi, Ti affidi nelle nostre mani e nei nostri cuori affinché possa sorgere una nuova umanità. Quindi il Tuo farti uomo non è per noi un’esperienza lontana, bensì ci tocca tutti, ci chiama tutti. Aiutaci a comprenderlo sempre di più. Aiutaci a vivere e a morire nel segreto del chicco di grano e a contribuire al sorgere di una nuova umanità.

venerdì 15 novembre 2019

Card. Müller: quando i pastori dormono, suona l’ora dei laici

Riprendiamo dal Tagenpost. Qui indice articoli precedenti.

Il cardinale Gerhard Müller respinge le critiche riguardanti il lancio delle Pachamama nel Tevere. Senza nominare l’artefice dell’azione, Alexander Tschugguel [qui - qui], Müller ha detto al nostro giornale: “Quando i pastori dormono, suona l’ora dei laici”. Lo scandalo risiede nella bestemmia quando, al posto dell’unico e vero Dio, nelle chiese cattoliche e alla presenza dei fedeli cattolici e dei loro pastori si venerano creature o immagini di pietra, legno, metallo, ecc fatte dall’uomo.

Müller: I profeti dell’Antico Testamento si sono comportati con maggior rigore
Interrogato sul lancio nel Tevere compiuto da Tschugguel, il cardinale ha detto che i profeti dell’Antico Testamento si sono comportati con maggior rigore nella lotta contro gli idoli. Müller ha ricordato anche l’esempio dell’”apostolo dei tedeschi”: san Bonifacio ha costruito una cappella cristiana col legno dell’albero di Thor da lui abbattuto. Letteralmente il Cardinale ha affermato: “Fosse successo nell’epoca dell’autosecolarizzazione del cristianesimo, alcuni suoi discepoli – serenamente in armonia con i nemici che lo portarono alla croce – avrebbero accusato e condannato pubblicamente Cristo per danni alle cose e lesioni alle persone dopo la pulizia che egli stesso fece nel tempio”. I discepoli avrebbero attestato la mancanza di disponibilità al dialogo di Gesù, continua Müller, “perché era intervenuto con santo zelo, mentre cambiavalute e commercianti di animali trasformavano la casa del Padre in un mercato”.
Il card. Müller ancora una volta ha criticato aspramente il Sinodo amazzonico:
“Non si può minimizzare tutta questa baraonda  –  sponsorizzata con tanti euro –giustificandola come semplice inculturazione o, addolcendo la pillola, come segno di rispetto per le altre culture, né voler riconoscere nelle figure femminili un simbolo di fertilità o addirittura un simbolo Pro-Life”. 
Il cardinale ha sollecitato i cardinali a ricordare l’esempio dell’apostolo Paolo. Infatti i licaoniani avrebbero voluto offrire sacrifici a Paolo e Barnaba perché li consideravano  dei greci Zeus ed Ermes. Paolo, però, rispose ai pagani: “Vi portiamo la Buona Novella affinché dal vostro niente vi convertiate al Dio vivente che ha creato il cielo e la terra”.

A Policoro il miracolo della Madonnina scampata all’uragano

Come in altre occasioni: terremoti, incendi, uragani, ecc., chi resiste è sempre Lei! Anche questa volta è l'unica che ha resistito!

Foto gentilmente concessa da Giuseppe Ferrara
Ѐ stata una notte da incubo quella appena trascorsa a Policoro e nell’intero Metapontino, ma questa immagine scattata qualche ora dopo la tempesta, da un senso di speranza e fede. Stiamo parlando della statua della Madonnina che si trova presso l'Opera Don V. Grossi al lido di Policoro e che è avvolta in mezzo a rami caduti e spezzati dalla furia della tromba d’aria.
Lei è rimasta lì, intatta ben dritta in segno di speranza, come se la natura avesse rispettato questa statua della Vergine Maria. In molti gridano al miracolo, convinti che qualcosa di strano in tutto questo ci sia stato. Nella giornata odierna in molti si sono recati sul posto per vedere dal vivo la scena. Sarà un caso?, intanto la Madonnina resta intatta tra la vegetazione distrutta dalla furia del vento e della pioggia. (Claudio Sole - Fonte)

Milano, 7 dicembre. In Piazza Duomo si prega per la Chiesa

II 5 ottobre ci siamo trovati in tanti a Roma [qui - ma anche il 27 ottobre qui e, precedentemente, il 28 settembre qui] per pregare pubblicamente insieme il Rosario invitando tutti a partecipare: chiesa che prega per la Chiesa! I tempi sono giunti.

Occorre pregare di più e far pregare.

Ogni Primo Sabato del Mese nelle piazze italiane pregheremo il Rosario e ci consacreremo a Maria, regalando a chi passa rosari e medagliette benedetti.

Il 7 dicembre alle 16.30 ci troveremo a Milano in Piazza Duomo.

Unisciti anche tu e attivati: prega e fai pregare.
Trionfi il Cuore Immacolato di Maria nella tua città e dove vivi.
Siamo tutti le cellule di Maria!

Se vuoi organizzare un Rosario pubblico per la Chiesa il Primo Sabato del Mese scrivi a Dario Maria, che è a tuo servizio per organizzarci e ricevere rosari, medagliette e preghiere di consacrazione.

Mail: dott.minotta@gmail.com

ATTENZIONE:SIAMO CHIESA e vogliamo testimoniarlo: per questo non si esibiranno loghi di associazioni ma tutte sono invitate a essere protagoniste di questa santa iniziativa.

giovedì 14 novembre 2019

“Il nuovo fascismo accademico”

Ricordate quando a Roma, alla Sapienza, hanno rifiutato una conferenza di Benedetto XVI, mentre la cronaca ci consegna altri episodi più recenti? È il serio vulnus anche delle università italiane, ostaggi dei "Centri sociali" e della cultura egemone.

Stanno vietando di dire la verità. La Sorbona, il tempio accademico fondato da Robert de Sorbon nel 1252 e dove hanno studiato i grandi di Francia e che ha portato la stampa di Gutenberg in quel paese, in un paio di settimane ha annullato due conferenze sul terrorismo islamico. O non ci rendiamo conto di quello che sta succedendo, o peggio, lo sappiamo ma abbiamo deciso di non batterci per la nostra cultura. (Giulio Meotti)

Papa eretico e certezze pratiche - Guido Ferro Canale

Riprendo da Radio Spada l'articolo di Guido Ferro Canale: Papa eretico e certezze pratiche, più volte citato e segnalato dai lettori.

Torno sull’argomento del Papa eretico dopo un lungo ritardo, da me non preventivato, di cui mi scuso con i lettori e soprattutto con don Curzio Nitoglia: da troppo tempo gli debbo una risposta e, prima ancora, un vivo ringraziamento per l’attenzione, il tempo e le energie che ha voluto dedicare al mio articolo, nonostante la mia forma colloquiale e pur nella divergenza di vedute; ho apprezzato molto l’opportunità di approfondire il pensiero di altri autori e confido che la mia controargomentazione possa non sfigurare.
Ancora in limine, noto che, frattanto, egli è tornato in argomento con un articolo in cui muta i toni, ma non la sostanza degli argomenti addotti illo tempore. A onor del vero, mi lascia un po’ perplesso questa sua preoccupazione verso “elementi anti-infallibilisti statunitensi e latino/americani, più o meno vicini all’ambiente massonico, ‘giudaico/cristianoe a quello esoterico della ‘Tradizione primordiale’ (cui si rifaceva Cristina Campo col suo convivente Elemire Zolla)” che vorrebbero indurre allo scisma, tale essendo per lui la pretesa di deporre il Papa: sembra quasi che si esprima come se incombessero a giorni atti formali contro Bergoglio di cui, fin qui, mi pare che nessuno abbia visto la benché minima traccia. Ma, comunque stiano le cose, la nostra disputatio riguarda l’aspetto dottrinale del problema, che per fortuna di tutti prescinde dal convulso agitarsi delle vicende umane; perciò evito di soffermarmi sia sulle ipotesi di congiura sia sulla sceneggiata pampero-renana nota come “Sinodo sull’Amazzonia”, nonché sull’ennesimo “Scalfari-gate”. 
Vengo, quindi, ai singoli argomenti addotti da don Curzio.

mercoledì 13 novembre 2019

James Martin in udienza dal Papa : «Ho condiviso preoccupazioni e speranze delle persone Lgbt»

Niente di muovo sotto il sole. Quanto riportato di seguito è il ritratto di Bergoglio, uno dei suoi tanti aspetti, corrispondenti alla sua idea di chiesa-poliedro, a dir poco inquietanti. Evidentemente non è un 'attacco', ma una semplice constatazione illustrata da immagini eloquenti. 

L'udienza privata era stata annunciata ufficialmente, tra le altre, dal Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede.
E lo scorso 9 novembre il gesuita James Martin, Consultore del Dicastero per la Comunicazione, la commemora col tweet visibile dall'immagine a lato (cliccare per ingrandirla). Traduzione:
""Un mese fa oggi (9 novembre), sono stato invitato a incontrare Papa Francesco nel Palazzo Apostolico, 30 minuti che mi hanno incoraggiato a continuare a prestare "il ministero con i cattolici LGBT". Spero che questo evento, in quanto segno pubblico del suo sostegno, incoraggi molti altri a raggiungere quella comunità nella nostra chiesa.""
Il gesuita - autore di Building a bridge. How the Catholic Church and the Lgbt community can enter into a relationship of respect, compassion, and sensitivity (edito in Italia per i tipi Marcianum Press col titolo Un ponte da costruire: Una relazione tra Chiesa e persone Lgbti e con la prefazione dell’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi) - così aveva pubblicato su Facebook:
«Cari amici, oggi Papa Francesco mi ha ricevuto in un’udienza privata di 30 minuti al Palazzo Apostolico, nel corso della quale ho condiviso con lui le gioie e le speranze, i dolori e le preoccupazioni dei cattolici Lgbt e delle persone Lgbt in tutto il mondo. Sono stato così grato di incontrare questo pastore compassionevole. L‘unica altra persona nella stanza con noi durante il nostro incontro è stato il suo traduttore».
James Martin aveva puntualmente pubblicato su Twitter la  stessa foto commemorata sopra (immagine a lato)  col messaggio:
«Uno dei momenti più importanti della mia vita. Oggi mi sono sentito incoraggiato, consolato e ispirato dal Santo Padre. E il tempo trascorso con me, nel mezzo di una giornata intensa e di una vita frenetica, appare un chiaro segno della sua profonda cura pastorale per i cattolici Lgbt e le persone Lgbt in tutto il mondo».
A completamento del quadro, qualora ce ne fosse bisogno, ricordiamo p. James Martin, il sacerdote gesuita che usa i social media per difendere l’omosessualità nella Chiesa cattolica, per averlo già incontrato qui, in occasione dei suoi auguri social per il mese dell'orgoglio gay. E qui, quando avevamo appreso che, su invito del Vaticano, avrebbe tenuto una relazione dal titolo: “Esplorare come le parrocchie possano sostenere le famiglie con membri che si identificano come LGBT”. E ciò in occasione dell’Incontro Mondiale delle Famiglie 2018 di Dublino col tema sull'Amoris Laetitia che ha visto anche la partecipazione del papa. Così lo annunciava p. Martin sui social:
“Su invito del Dicastero Vaticano per i Laici, la Famiglia e la Vita, e dell’Arcidiocesi di Dublino, parlerò all’Incontro Mondiale delle Famiglie di agosto, come parte della visita di Papa Francesco in Irlanda, su come la Chiesa possa accogliere le famiglie con membri LGBT”. “Il mio invito invia un messaggio chiaro e forte dal Vaticano ai cattolici LGBT, ai loro genitori e alle loro famiglie: voi appartenete e siete i benvenuti”». 
Tutto ufficiale, alla luce del sole e, soprattutto, regolare. Capito?

p. Serafino M. Lanzetta. Dopo l’apostasia l’idolatria

Indice degli articoli sul Sinodo dell'Amazzonia.

Come può accadere che senza troppi rimorsi, anzi con baldanzosa esultanza, l’idolatria penetri nel tempio di Dio? Delle statuine, alla fine identificate ufficialmente come idoli Pachamama, sono state non solo al centro di un roboante evento mediatico per il fatto che giustamente erano state gettate nel Tevere, ma soprattutto sono state il simbolo e la vera cifra del Sinodo amazzonico appena conclusosi. Un Sinodo che ha fatto i conti con l’idolatria. Le premesse erano state già poste dall’Instrumentum laboris. Era chiaro sin dall’inizio che il Sinodo amazzonico presentasse una nuova religione ecologica legata alla terra – “madre terra”, simbolo della femminilità più riuscita – fonte di ispirazione e di profezia per il nostro tempo e ciò al fine di assegnare alla Chiesa il suo vero volto. Un volto è stato trovato in quello scolpito dal feticcio della fertilità. Il tira e molla dei media vaticani e para-vaticani per dissuadere il pubblico dall’idea che a Roma si sponsorizzasse la religione di Pachamama non è riuscito a spegnere l’ira e l’indignazione di quei cattolici che hanno avuto il coraggio di parlare. Pochi, come sempre. E poi il fatto che un periodico liberale inglese come The Tablet si preoccupasse di dissuadere dal pericolo idolatrico fornendo un’ermeneutica cristiana delle statuine la dice lunga. L’idolatria di questi giorni è frutto di un processo più lungo, ma che avrebbe portato inevitabilmente a sostituire Dio con le cose delle mani dell’uomo. La vicenda delle Pachamama è un’accurata radiografia della Chiesa nel suo interno in questo momento drammatico.

martedì 12 novembre 2019

Protesta di 100 studiosi contro gli atti sacrileghi di Papa Francesco

Il testo che segue viene diffuso contemporaneamente in sette lingue su diverse piattaforme internazionali.
Gli studiosi chiedono «rispettosamente a Papa Francesco di pentirsi pubblicamente e senza ambiguità, di questi peccati oggettivamente gravi e di tutte le trasgressioni pubbliche che ha commesso contro Dio e la vera religione, e di riparare questi oltraggi” e “a tutti i vescovi della Chiesa Cattolica di rivolgere una correzione fraterna a Papa Francesco per questi scandali, e di ammonire i loro greggi che, in base a quanto affermato dall’insegnamento della fede Cattolica divinamente rivelato, se seguiranno l’attuale Papa nell’offesa contro il Primo Comandamento, rischiano la dannazione eterna».
Qui il link (in fondo alla pagina del sito di riferimento) per chi vuole sottoscrivere Contra Recentia Sacrilegia. Qui l'indice degli articoli pubblicati sul Sinodo per l'Amazzonia

Noi sottoscritti chierici, studiosi e intellettuali cattolici, protestiamo e condanniamo gli atti sacrileghi e superstiziosi commessi da Papa Francesco, il Successore di Pietro, durante il recente Sinodo sull’Amazzonia tenutosi a Roma.
Questi atti sacrileghi sono i seguenti:
  • Il 4 ottobre Papa Francesco ha partecipato ad un atto di adorazione idolatrica della dea pagana Pachamama [qui].
  • Ha permesso che questo culto avesse luogo nei Giardini Vaticani, profanando così la vicinanza delle tombe dei martiri e della chiesa dell'Apostolo Pietro.
  • Ha partecipato a questo atto di adorazione idolatrica benedicendo un’immagine lignea della Pachamama.
  • Il 7 Ottobre, l’idolo della Pachamama è stato posto di fronte all’altare maggiore di San Pietro e poi portato in processione nella Sala del Sinodo. Papa Francesco ha recitato preghiere durante una cerimonia che ha coinvolto questa immagine e poi si è unito a questa processione [qui].
  • Quando le immagini in legno di questa divinità pagana sono state rimosse dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina [qui - qui], dove erano state collocate sacrilegamente [qui], e gettate nel Tevere da alcuni cattolici oltraggiati da questa profanazione della chiesa, Papa Francesco, il 25 ottobre, si è scusato per la loro rimozione [qui], e una nuova immagine di legno della Pachamama è stata restituita alla chiesa [qui]. In tal modo è incominciata un’ulteriore profanazione.
  • Il 27 ottobre, nella Messa conclusiva del Sinodo, ha ricevuto una ciotola usata nel culto idolatrico della Pachamama e l’ha collocata sull’altare [qui].
Lo stesso Papa Francesco ha confermato che queste immagini in legno sono idoli pagani. Nelle sue scuse per la rimozione di questi idoli da una chiesa Cattolica, li ha chiamati specificamente Pachamama [qui], nome di una falsa dea della madre terra secondo una credenza religiosa pagana del Sud America.
Svariate caratteristiche di queste cerimonie sono state condannate come idolatriche o sacrileghe dal cardinale Walter Brandmüller [qui - qui] dal cardinale Gerhard Müller [qui - qui] dal cardinale Jorge Urosa Savino [qui], dall’Arcivescovo Carlo Maria Viganò [qui]. dal vescovo Athanasius Schneider [qui], dal vescovo José Luis Azcona Hermoso [qui], dal vescovo Rudolf Voderholzer [qui] e dal vescovo Marian Eleganti [qui]. Infine, anche il cardinale Raymond Burke [qui] ha dato la stessa interpretazione in un’intervista.

lunedì 11 novembre 2019

Una prima riflessione in seguito alle dichiarazioni del Card. Burke

Riprendo di seguito una prima riflessione di Paolo Pasqualucci a seguito della Conversazione di Ross Douthat con il cardinale Raymond Leo Burke pubblicata qui
  • L'instrumentum laboris per il Sinodo Amazzonico si allontana dalla tradizione apostolica perché contiene eresie o proposizioni che favoriscono l'eresia o prossime all'eresia. Questo significa  "allontanarsi dalla tradizione apostolica".
  • Se il papa lo firmasse, firmerebbe un documento eretico, implicante la trasformazione del cattolicesimo in una religione "dal volto amazzonico" ossia in una religione sincretistica fra cristianesimo e paganesimo, sostanzialmente improntata a un panteismo naturalistico, con tanto di culto della Madre Terra, di un dio Padre-madre: un abominio mai visto, una nuova religione.
  • Trattandosi della professione di fatto di una nuova religione il papa si dichiarerebbe oggettivamente capo di questa nuova religione in sostituzione della cattolica, diventando così scismatico. Una situazione effettivamente mai verificatasi prima, va apprezzata grandemente l'onestà intellettuale del card. Burke, che dichiara di non avere (al momento) gli strumenti, anche concettuali, per affrontarla.
  • Ѐ evidente che un papa del genere non possiamo considerarlo moralmente vero papa: chi lo seguisse cesserebbe di esser cattolico, diventerebbe apostata ed eretico, prenotandosi il posto all'Inferno, per così dire.  
  • Ma occorre trovare una soluzione sul piano canonistico e teologico.
  • Propongo, pertanto, come semplice credente, e certo la proposta vale quello che vale, di considerare mai perento ossia mai abrogato il famoso principio: "il papa non può essere giudicato da nessuno, a meno che non devii dalla fede." Il principio fece parte per secoli del Corpo del diritto canonico. Il fatto che i due Codici del dr. can., del 1917 e del 1983, l'abbiano omesso, non è a mio avviso decisivo: trattasi di un principio generale dell'ordinamento canonico, fondato sulla Scrittura ("conferma nella fede i tuoi fratelli"), che deve ritenersi implicitamente sempre presente. Se un papa, anziché confermare nella fede i fratelli, cioè tutti noi, fa il contrario e propone loro un'altra religione, nettamente contraria al cristianesimo, come il neopaganesimo di tipo amerindio, è evidente che egli sta deviando dalla fede e quindi non può essere più valido per lui il privilegio di non essere mai sottoposto a giudizio.
  • Sul piano concettuale, non ci sarebbero allora ostacoli ad istituire una commissione, un organo anche numericamente esiguo, di cardinali e vescovi, che ammonisse formalmente il papa ad abiurare i suoi errori per poi, in caso di suo rifiuto, dichiararlo eretico, contumace, scismatico ed iniziare una procedura di deposizione dalla cattedra a questo punto indegnamente occupata.
Nella sua dichiarazione il cardinale ha detto bene. Nemmeno noi, che siamo costretti a criticarlo severamente, siamo e ci consideriamo nemici del Papa. Siamo, in quanto credenti e milites Christi, nemici implacabili degli errori che lui, Papa Francesco, purtroppo ormai propala a pie' sospinto. E ci sentiamo in dovere di denunciarli. Dicendoglielo in faccia, come dall'esempio di S. Paolo ad Antiochia e per obbligo di lealtà. IN faccia, senza nascondere nessuna delle possibili conseguenze negative per lui, in quanto Papa, se continua a perseverare nell'errore, come purtroppo sta facendo. 
Cerchiamo, quindi, di mantenere sempre le necessarie distinzioni. Anche se siamo costretti a criticare ad personam, nelle dovute forme, noi combattiamo contro gli errori e l'Errore, che ammazza le anime e tradisce Cristo Nostro Signore, non combattiamo contro le persone in quanto tali. 
Nell'intervista Burke ha detto che Bergoglio, se firmasse il documento finale del Sinodo per l'Amazzonia, firmerebbe un documento scismatico e diventerebbe (di fatto) scismatico. Ma questa presa di posizione non lo qualifica, appunto, come "nemico del Papa". I sostenitori di Bergoglio cercano sempre di mettere la questione sul piano personale perché intuiscono che su quello dottrinale non hanno argomenti. PP

Cardinale Raymond Burke: “Mi chiamano nemico del papa, ma non lo sono”

Nella nostra traduzione da The New York Times, 9 novembre 2019. Ringrazio il lettore che ci ha fornito il  testo integrale riservato agli abbonati dell'importante e significativa Conversazione di Ross Douthat con il cardinale Raymond Burke che riporto di seguito. A parte, pubblico una prima riflessione a caldo di Paolo Pasqualucci. Ci saranno molte altre riflessioni da fare, che colgo qua e là nelle pieghe del discorso.

Conversazione di Ross Douthat con il cardinale Raymond Leo Burke

Iniziamo dal personale piuttosto che dalla teologia. Com’è diventato sacerdote?

Sono cresciuto in una piccola fattoria in una zona rurale del Wisconsin da genitori cattolici devoti. Allora era naturale che un ragazzo pensasse di diventare prete. Ma quando frequentavo la seconda elementare, nel 1955, a mio padre fu diagnosticato un tumore al cervello. Fu operato alla Mayo Clinic, ma in realtà non si poteva far molto. Ha trascorso a casa gli ultimi mesi della sua vita, e il sacerdote era solito venire per ascoltare la confessione e portargli la Santa Comunione. In quei giorni, quando veniva il sacerdote, andavo alla porta e lo trovavo con una candela accesa. Nella camera da letto, dove giaceva malato mio padre, si svolgeva una piccola processione. Il sacerdote lo confessava e poi ci invitava a rientrare per il rito della Santa Comunione. Questo mi ha lasciato una grande impressione. Solo negli anni successivi ho compreso il vero significato della sofferenza e della morte di mio padre. Ma ho potuto capire, pure da bambino, quello che stava succedendo. Ho visto come quel prete si comportava. Quindi l’idea di diventare sacerdote è cresciuta in me, e quando ero in terza media chiesi a mia madre di andare al seminario minore della diocesi. Lei era un po’ preoccupata. Ero il più giovane di sei figli, piuttosto fragile, e il seminario assomigliava a una scuola militare. Ma poi ha accettato.

P. Serafino Lanzetta. Un «collasso della teologia morale» alla radice della crisi

Gli appunti scritti da Benedetto XVI [qui] sulle radici della crisi morale nella Chiesa Cattolica in vista dell’incontro vaticano sugli abusi dello scorso febbraio (1) hanno destato costernazione tra alcuni e speranza tra altri. Costernazione tra chi ha letto la “mossa” di Ratzinger come un attentato alla libertà magisteriale di Francesco, rispondendo così indirettamente ai dubia sollevati qualche anno fa da quattro cardinali. Speranza tra coloro che invece chiedono di capire come mai sia stato possibile che una un’onda d’immoralità del clero dalle proporzioni indecifrabili si sia abbattuta in modo così veemente sulla Chiesa. Con queste riflessioni il discorso si fa sostanziale e finalmente si passa da un generico “clericalismo” all’esame delle cause degli abusi sessuali, andando alle radici di ciò che viene ora definito «un collasso della teologia morale cattolica». Questa situazione d’afflosciamento della dottrina morale è stata un humus favorevole al proliferare degli abusi sessuali da parte del clero. 

domenica 10 novembre 2019

Il Vescovo Schneider afferma che l’adorazione idolatrica della Pachamama durante il Sinodo dell’Amazzonia affonda le sue radici nel Concilio Vaticano II

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews  (8 novembre) interessante analisi dell'intervista rilasciata da mons. Athanasius Schneider a Michael Matt, editore di The Remnant. Ne avevamo dato notizia qui col link al filmato. La cosa più importante è forse la sua critica al Concilio, cui avevo accennato nel riassunto, che ora LSNews riporta con grande evidenza e ulteriori dettagli nel testo che segue.
Pochi giorni prima, il 27 ottobre, mons. Schneider aveva reso pubblico un Monito chiaro ed incalzante, in forma di lettera pastorale, nella ormai lunga battaglia per la Verità. da noi pubblicato qui. Per prima volta, dai tempi del 'vietato vietare' di Giovanni XXIII, troviamo esplicitamente pronunciata la parola "condanno" (al punto 7.) da parte di un vescovo di Santa Romana Chiesa.
Qui l'indice degli articoli sul Sinodo Amazzonico.

Il Vescovo Schneider afferma che l’adorazione idolatrica della Pachamama durante il Sinodo dell’Amazzonia affonda le sue radici nel Concilio Vaticano II

Il Vescovo ausiliare di Astana (Kazakhstan) Athanasius Schneider ha recentemente rilasciato un’intervista a Michael Matt, editore del periodico cattolico The Remnant. Parlando dell’adorazione idolatrica delle statue della Pachamama durante il Sinodo dell’Amazzonia a Roma, il prelato ha affermato: “Dobbiamo condannare questi atti”. “L’idolatria”, ha aggiunto, “è una violazione della Divina Rivelazione” e del Primo Comandamento. “Non si possono commettere atti di idolatria all’interno della Chiesa cattolica”.
Egli ha poi parlato del “male” presente nella Chiesa, che sta raggiungendo “il suo culmine” ma che si è andato sviluppando già “negli ultimi decenni”. La situazione attuale mostra fino a che punto questo “male è penetrato nella Chiesa”.

sabato 9 novembre 2019

Domenica 10 novembre - FSSPX. Sante Messe di Riparazione per il Sinodo dell'Amazzonia

Come saprete, Don Davide Pagliarani, Superiore Generale, ha chiesto a tutta la Fraternità San Pio X, una giornata di preghiera e penitenza riparatrice per gli spettacoli esecrabili e gli abominevoli riti idolatrici che si sono svolti, in Vaticano ed a Roma, durante i lavori del recente Sinodo per l’Amazzonia.
Oltre alla giornata di digiuno, sabato 9 novembre, domenica 10/11 dovranno essere celebrate S. Messe di Riparazione con il canto o la recita delle Litanie dei Santi “per chiedere a Dio di proteggere la sua Chiesa e di risparmiarle i castighi che simili atti non possono mancare di attirare”.
Don Ludovico Sentagne
Superiore del Distretto
Via Trilussa, 45, 00041 Albano Laziale RM
Telefono: 06 930 6816

Luoghi di culto in Italia della Fraternità San Pio X

Albano Laziale - Cappella

Card. Sarah: “La Chiesa non la riformiamo con la divisione e l’odio, ma quando cominciamo a cambiare noi stessi!”. Alcune osservazioni

Sul sinodo dell'Amazzonia si era già pronunciato qui: «Manipolare il Sinodo sull’Amazzonia sarebbe un insulto a Dio».

Introduzione
Lettura per molti versi sorprendente sul card. Robert Sarah, quella di Michael Warren Davis, ripresa nella nostra traduzione da Crisis Magazine. che indica il libro del cardinale, Si fa sera e il giorno ormai volge al declino come manuale per la nuova Contro-Riforma, ritenuta indispensabile per la riconosciuta grave crisi della Chiesa.
Mi fa tornare in mente l'intervista, rilasciata dal cardinale al Corriere, che ha suscitato non poche perplessità [qui]. Di questa non entro nei dettagli perché è un discorso complesso che non riesco ad affrontare ora; ma non posso ignorare le nuove chiavi di lettura offerte da questo articolo, con alcune chiose ad alcuni punti del testo che comunque evidenzio sinteticamente.
  • La prima chiosa sull'affermazione: “Non abbiamo paura di dire che la Chiesa ha bisogno di riforme profonde e che questo avviene attraverso la nostra conversione”. Queste ultime tre parole sono cruciali: attraverso la nostra conversione. “Non riformiamo la Chiesa con la divisione e l’odio”, avverte; “Riformiamo la Chiesa quando cominciamo a cambiare noi stessi!
    Il dilemma sta nella risposta ai seguenti interrogativi: una denuncia che viene  da sentinelle deste (non come quelle cieche insieme ai cani muti: Isaia 56,10) può generare divisione e odio o non è piuttosto un grido di allarme che mette in guardia il gregge disperso? Una denuncia che, nel silenzio della maggior parte dei pastori, non cambia ma difende e riafferma l'insegnamento costante. E parlare di divisione e odio non è forse anche in questo caso un aspetto del solito neo-linguaggio che definisce 'attacchi' che generano odio, tutto ciò che non si uniforma all'andazzo dominante? Davvero neutralizzabile solo con la conversione e la preghiera? Dovrebbe bastare quella di un 'piccolo resto'? Ma chi si converte più se l'annuncio, indispensabile per comando del Signore, è diventato inopportuno proselitismo a fronte della contro-evangelizzazione che stiamo subendo? Se il card. Sarah dice: “Non abbiamo paura di dire che la Chiesa ha bisogno di riforme profonde e che questo avviene attraverso la nostra conversione” e raccomanda: “Andateriparate con la vostra fede, con la vostra speranza e con la vostra carità”, il Signore forse non dice: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»? 
  • La seconda sull'affermazione, associata dall'articolista al fatto che "potremmo far perdere la fiducia nei nostri padri spirituali": “Coloro che fanno annunci sensazionali di cambiamento e rottura sono falsi profeti”. A chi si riferisce Sarah? A chi promuove il cambiamento e la rottura (peraltro innegabili) o a chi denuncia? Bisognerebbe contestualizzare leggendo il libro.
    O quando vien detto "Può anche incoraggiare la disobbedienza in nome della purezza teologica: non dobbiamo dimenticare che i protestanti originari si consideravano conservatori". 
  • La terza sull'osservazione: “... Di cosa abbiamo bisogno per cambiare noi stessi? Di tutto ciò che non ci separa da Lui. Egli attacca le radici spirituali e morali delle marcite radici che si diffondono ben oltre il Vaticano e vanno oltre il 2013”.
    Questo è vero; Le radici del male sono sempre presenti e non riguardano solo questo pontificato; ma alcuni polloni (certamente provenienti da lontano) e ora divenuti foresta inestricabile sono entrati attraverso le più volte ricordate ambiguità e innovazioni travestite da aggiornamento del 'pastorale' Vaticano II. E, se allora le marcite radici erano in profondità, sepolte da una più o meno spessa coltre di terra buona, ora sono in superficie e ammorbano l'aria che respiriamo. Nell'ottica del cardinale significa che devono aumentare la preghiera e l'offerta. Cosa buona e giusta; ma come la mettiamo con le sentinelle deste di cui sopra, che già Giovanni XXIII etichettava come profeti di sventura e ora vengono sprezzantemente ignorate (vedi i Dubia e i reiterati successivi appelli e richiami)? Esse che non sono mai mancate e mai mancheranno nel Popolo di Dio diventato corpo mistico di Cristo, mentre ora dovrebbero tacere e obbedire, se non ho capito male? Tra l'altro San Giovanni della Croce obbediva alle punizioni ma non  recedeva dalle sue convinzioni.
Certamente la conversione personale e la coerenza di vita - grazie ad una fede retta alimentata da preghiera, digiuno e altri sacrifici - è ciò che fa di una persona un cristiano, un Figlio di Dio nel Figlio. La conversione è alla base di ogni impegno personale e comunitario per il presente e per il futuro della Chiesa e del mondo; ma nell'ottica dell'incarnazione non esclude la risposta personale, se occorre, di testimonianza pubblica, coram populo, commisurata alla responsabilità del proprio status. A maggior ragione per chi riveste un grado elevato della gerarchia piuttosto che per un fedele comune. Me lo dico razionalmente e in coscienza; ma il discorso mi mette in crisi e non mi spiego come il cardinale possa affermare che Papa Francesco è un “figlio fedele e devoto di sant’Ignazio”. Semmai è ciò per cui si prega...  E, se posso continuare a pregare per il papa, non posso obbedire o aderire al profluvio di storture, a danno di tante anime, che vedo e sento ogni giorno. Inoltre mi ricorda quei conservatori conciliari che per anni ci hanno messi al bando definendoci "tradi-protestanti". E comunque sarà utile risalire al testo originale (Maria Guarini) 

Card. Sarah: “La Chiesa non la riformiamo con la divisione e l’odio, ma quando cominciamo a cambiare noi stessi!”

Nel 1577, San Giovanni della Croce fu fatto prigioniero da un gruppo di carmelitani di Toledo che si opponevano alle riforme dell’Ordine che si accingeva ad intraprendere con Santa Teresa d'Ávila. Per otto o nove mesi, fu tenuto in una cella di 1,8 per 3 metri. Il soffitto era così basso che Giovanni, per quanto piccolo di statura, a stento riusciva a stare in piedi. La sua unica tunica era costantemente intrisa di sangue a causa dei frequenti flagelli. Il cibo che gli davano era così cattivo che sospettava che i suoi carcerieri cercassero di avvelenarlo; diceva un Atto d’amore ad ogni morso per darsi coraggio contro la calunnia.

Eppure fu qui che scrisse il Cantico Spirituale e parti del suo capolavoro, La notte oscura dell’anima. Sopportava la prigionia e la tortura con tale amore, pazienza e determinazione che i carmelitani più anziani lo chiamavano “il codardo”. I monaci più giovani – non ancora avvelenati dalla decadenza e dallo spirito di faziosità della Chiesa del XVI secolo – piansero il coraggio di Giovanni di fronte alla sofferenza. T tra loro sussurravano: “Questo è un santo”.

venerdì 8 novembre 2019

Altre voci a favore dell’innocenza di Pell. Mentre funzionari vaticani rivelano: “Il cardinale si oppose a un’operazione finanziaria sostenuta da Becciu”

Due ex impiegate della scuola della cattedrale di Melbourne, in Australia, esprimono forti dubbi circa le accuse che hanno portato il cardinale George Pell in carcere con l’accusa di abusi sessuali.

Secondo quanto riferisce il National Catholic Register, le ex impiegate, Lil Sinozic e Jean Cornish, si sono anche dichiarate deluse per il fatto che il collegio di difesa di Pell non le abbia chiamate come testimoni nel processo.
Pell, settantotto anni, è stato condannato perché nel 1996, quando era arcivescovo di Melbourne, avrebbe costretto due adolescenti, membri del coro, a commettere atti sessuali, subito dopo la celebrazione della messa domenicale, nella sacrestia della Cattedrale di San Patrizio, e per aver accarezzato uno dei ragazzi in un corridoio nel 1997.

All'indice le idee del "Giornale" et alii: la Turchia detta la linea alla Ue

Sapete dirmi, dopo aver letto l'articolo che riprendo di seguito, che fine ha fatto la logica, assieme al comune buon senso? Nel frattempo la Commissione Segre/Cirinnà [qui] si «impegna a livello nazionale contro l’odio in tutte le sue forme e in particolare contro l’hate speech», anche se lo si riconosce di «difficile definizione» perché ancora non ne esiste «una definizione normativa», col rischio non remoto che se ne diano interpretazioni e conseguenti applicazioni arbitrarie. Tra le forme di incitamento all'odio razziale si cita espressamente anche l'antislamismo, mentre nessun accenno all'anticristianesimo quando nel mondo migliaia di cristiani vengono perseguitati e uccisi ogni giorno e le Chiese violate e vandalizzate sono cronaca quotidiana. Il problema è che, dal testo della mozione e dalle dichiarazioni rilasciate, emerge la concreta possibilità che siano considerate 'parole d’odio' anche tutte quelle che riguardano la difesa dell’identità nazionale, della famiglia naturale e dei valori tradizionali, ma diventerà difficile persino parlarne perché potrà esser chiesta la censura in rete delle idee non allineate, non gradite, non conformi al pensiero unico politicamente corretto ma dall'etica distorta, o meglio alla propaganda ideologica e nichilista dominante, che ha escluso dall'Europa le radici cristiane. (M.G.)

Articoli e pubblicazioni nel rapporto sull'islamofobia di Bruxelles. Redatto da una fondazione di Ankara

I turchi mettono all'indice giornali, libri e politici italiani. E lo fanno con i soldi dell'Unione europea, cioè in definitiva nostri.
Dietro il paravento di un uso arbitrario dell'«islamofobia» si consuma così il più beffardo dei paradossi: un «rapporto» sferra bacchettate a destra e a manca - soprattutto a destra - e lancia accuse pesanti quanto approssimative, per arrivare alla più scontata delle generalizzazioni: «L'islamofobia in Italia è reale».
Il primo problema è che questa improbabile lezione di democrazia e tolleranza parla turco. La beffa è che - come recita la copertina - la pubblicazione sia stata «prodotta con il sostegno finanziario dell'Unione europea», la nostra Europa che si trincera dietro un pilatesco «i contenuti sono di esclusiva responsabilità degli autori delle relazioni nazionali; e non riflettono necessariamente le opinioni dell'Unione europea e del ministero degli Affari esteri - Direttorato degli Affari europei».

Venerdì 8 novembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità [qui], complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.
Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica ora perfino amazzonica, che vanifica il Santo Sacrificio. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra. Si profilano all'orizzonte anche gli esiti inquietanti del Sinodo dell'Amazzonia appena concluso [qui]
Preghiamo per come viene contristato il Signore nella Sua Chiesa, nel nostro Paese e nell'Occidente già cristiano e nel degrado ingravescente che lo attanaglia specialmente in questo tempo, in cui vediamo prevalere le forze che promuovono un “nuovo umanesimo” senza Cristo, che dovrebbe rimpiazzare il “vecchio”, fondato sulle nostre radici cristiane.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “senza di Lui non possiamo far nulla” (Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga coloro che si espongono con parresìa.

Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
* * *
Riflessione settimanale
Dalle «Lettere» di
Sant'Agostino, vescovo

(Lettera 98, 9)

giovedì 7 novembre 2019

Uno scempio felicemente rientrato

La Madonnina che nel rione Monti, a Roma, aveva davanti a sé numerosi cassonetti dei rifiuti è stata liberata. Dopo che, giorni fa, nel blog abbiamo denunciato quello scempio inaccettabile, i cassonetti finalmente sono stati portati via. Ringraziamo i cittadini che non hanno rinunciato a combattere. Ringraziamo l’amministrazione comunale capitolina che non è rimasta insensibile. Rendiamo grazie a Dio! - Fonte

Mons. José Luis Azcona condanna l’“Instrumentum Laboris” del Sinodo sull’Amazzonia e definisce demoniaci i riti nei giardini vaticani

Dopo il testo che segue pubblichiamo anche quello in cui Mons. Azcona definisce demoniaci i riti con gli idoli amazzonici compiuti nei giardini Vaticani.

Mons. José Luis Azcona, agostiniano recolletto e vescovo emerito della Prelatura di Marajó, nella regione amazzonica, ha dato il suo parere sull’“Instrumentum Laboris” (IL) del sinodo sull’Amazzonia. Lo considera completamente distante dalla realtà della regione, in contrasto con la fede e mette in guardia dal pericolo di scisma nella Chiesa.

(ACI/InfoCatólica) Nella sua analisi, offerta al Gruppo ACI , Mons. Azcona mette in discussione i punti centrali dell’IL, il cui testo, a suo avviso, dà una “visione distorta” del cosiddetto “volto amazzonico”, dell’“interculturalità” e dell’ordinazione di uomini sposati.

Amazzonia, protestante pentecostale

Secondo il prelato: «l’Amazzonia, almeno la brasiliana, non è più cattolica» e «questo punto di partenza è cruciale per la celebrazione del Sinodo. Dal momento che l’Amazzonia ha una maggioranza pentecostale, questo fenomeno dev’essere trattato in profondità. Qualunque visione di un’Amazzonia che non esiste più è fatale per la sua completa evangelizzazione. In alcune regioni dell’Amazzonia, la maggioranza pentecostale raggiunge addirittura l’80%».

mercoledì 6 novembre 2019

Carlo Maria Viganò: 'L'abominio dei riti idolatrici è entrato nel santuario di Dio'

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews  (6 novembre 2019) - L'arcivescovo Carlo Maria Viganò chiede la riconsacrazione della Basilica di San Pietro, alla luce di quelle che lui chiama "le spaventose profanazioni idolatriche" commesse tra le sue mura attraverso la venerazione della Statua della Pachamama.

Intervista concessa a Diane Montagna

Eccellenza, come caratterizzerebbe l'arco del resoconto sinodale? C'è un'immagine che la sintetizzi adeguatamente?

La nave della Chiesa è in piena tempesta. Per sedarla, i Successori degli Apostoli che hanno lasciato Gesù sulla riva e che non percepiscono più la Sua presenza, hanno iniziato a invocare la Pachamama!
Gesù ha profetizzato: "Quando dunque vedrete l'abominio della desolazione....vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà" (Mt 24, 15; 21).
"L'abominio dei riti idolatrici è entrato nel santuario di Dio e ha dato origine a una nuova forma di apostasia i cui semi, già attivi da lungo tempo, ora crescono con rinnovato vigore ed efficacia". "Il processo della mutazione interna della fede, che ha avuto luogo nella Chiesa cattolica per diversi decenni, ha visto con questo Sinodo una drammatica accelerazione verso la fondazione di un nuovo credo, riassunto in un nuovo tipo di adorazione [cultus]. In nome dell'inculturazione, elementi pagani infestano il culto divino in modo da trasformarlo in un culto idolatrico".

Ancora vandalismi contro i simboli sacri cristiani. Tutti ciechi o complici?

Segnalazione di un lettore:
""A sinistra, la statua di Santa Bernadette decapitata ieri nella chiesa francese di Oberhaslach. 
A destra, la statua della Madonna decapitata in Iraq. Benvenuti in Europa! Tout va bien!""
Purtroppo si moltiplicano i casi di  Chiese bruciate o profanate. In Francia non si contano più, nel silenzio indifferente e complice dei media e dei governanti. Di fatto l'Europa - che non crede più in nulla - ci sta trascinando nel baratro, colpevolizzando l'Occidente di tradizione cristiana e sottomettendosi al nuovo Padrone islamico in arrivo, che considera forte, prolifico, invincibile, pieno di rozza voglia di vivere, unico rimedio materiale al caos e al nulla di cui è malata. Ma il Signore della Storia è ancora presente e lo sarà fino alla fine dei tempi. Non solo nei tanti segni lasciati dalla fede millenaria; ma nei cuori dei fedeli che soffrono e offrono e non tacciono, nonostante si continui a rinnegarLo persino ai più alti vertici ecclesiatici... Il resto non è che conseguenza, ma non praevalebunt!

José Antonio Ureta. Sinodo Panamazzonico o Sinodo di Pistoia?

Chissà se è per timore dei cardinali Brandmüller, Müller e Burke oppure per non dare ragione al vescovo Athanasius Schneider [vedi rispettivi interventi: Indice degli articoli sul Sinodo per l'Amazzonia] che il Vaticano ha ritenuto prudente evitare la presenza della statua della Pachamama nella Messa di chiusura dell’Assemblea speciale del Sinodo per la Regione Panamazzonica. Chissà se è per lo stesso motivo che gli scandalosi riferimenti panteistici dell‘Instrumentum laboris, con le loro lodi alle religioni pagane come strumenti alternativi di salvezza, sono stati diplomaticamente limati nel Documento finale.
Tuttavia, uno dei proiettili della vera e propria bomba a grappolo di fabbricazione tedesca che è stato il recente Sinodo ha portato, nel Documento Finale, una carica esplosiva maggiore di quella dei suoi documenti preparatori. Mi riferisco all’ambita rivoluzione ecclesiologica, corrispondente ai sogni  dorati di Leonardo Boff ed espressi nel suo libro “Ecclesiogenesi: le comunità di base reinventano la Chiesa”[1].