giovedì 30 novembre 2017

1 dicembre 2017. Continuiamo l'operazione 'Assalto al cielo' col Card. Burke

Rimaniamo fedeli a questa esperienza forte di preghiera che ci vede uniti già da oltre un anno. E intensifichiamola, soprattutto in relazione alle recenti vicende che vedono il nostro Cardinale, impegnato a riaffermare con parresìa l'insegnamento costante della Chiesa. Ricordiamo che quest'anno ricorre il centenario delle apparizioni di Fatima.
Chi è interessato può consultare i precedenti a partire da qui.

Domani, venerdì 1° dicembre, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa alle h 7:00am a Roma, presso la sua Cappella privata, e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera. 

Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. Gli oltre 100.700 Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.
Quando direte il vostro Rosario, ricordate di pregare per le intenzioni di tutti i Guerrieri del Rosario, così come loro pregano anche per le vostre.
« Il potere del Rosario è superiore ad ogni descrizione! » affermava l'Arcivescovo Fulton Sheen. Usate dunque questa preghiera potente per prendere d'assalto il Cielo e rivolgere a Dio e alla Benedetta Vergine Maria le seguenti intenzioni:

6 dicembre Santa Messa tradizionale a Venezia

Mercoledì 6 dicembre 2017 - ore 11
S. Messa cantata in rito antico
nella Festa di S. Nicola da Myra, vescovo e confessore
Chiesa di S. Nicolò del Lido di Venezia
ove si custodiscono le Reliquie del Corpo del Santo

La S. Messa è organizzata dalla direzione del sito "Traditio Marciana"
Il canto è a cura del gruppo stabile "S. Canziano" di Padova
_______________________
Indicazioni di mezzi per raggiungere la chiesa:
Vaporetto linea 5.1 (alle 9:44 dalla Stazione "C" e alle 9:48 da P.le Roma "E") oppure linea 6 (alle 9:59 da P.le Roma "E") fino alla fermata "Lido S. Maria Elisabetta" (circa 35 minuti)
Autobus linea "A" da S. M. Elisabetta (alle 10:30 o alle 10:50) fino alla fermata "S. Nicolò Chiesa" (la 8a fermata, circa 9 minuti)

Bergoglio in Myanmar: le parole del Buddha offrono "a ciascuno di noi una guida"

Il 29 novembre a Yangon, durante il suo viaggio apostolico in Myanmar, presso il tempio birmano Bergoglio ha incontrato il consiglio supremo «Sangha» dei monaci buddisti. Nel suo discorso ai monaci ha lodato il Buddha e san Francesco di Assisi, ma ignorato Cristo. Parla di una via senza alcun riferimento all'Unico - Via Verità e Vita che sono inscindibili - il nostro Signore Gesù Cristo. Di fatto ha espulso il Sacrificio e il dono di sé il cui frutto è la salvezza, di cui i valori che enumera non sono altro che conseguenze e senza il quale nulla possono le volontà umane. Colui che dovrebbe confermare nella fede i cristiani, afferma infatti:
Sulla base delle nostre rispettive tradizioni spirituali, sappiamo che esiste una via per andare avanti, una via che porta alla guarigione, alla mutua comprensione e al rispetto. Una via basata sulla compassione e sull’amore. 
Ha espresso "stima per tutti coloro che vivono in Myanmar in accordo con le tradizioni religiose del buddismo", aggiungendo : "Attraverso gli insegnamenti del Buddha e la testimonianza dedita di così tanti monaci e monache, il popolo di questa terra si è formato nei valori della pazienza, tolleranza e rispetto per la vita". E la convinzione che le parole del Buddha offrano "a ciascuno di noi una guida" per "superare la rabbia con la non-rabbia" e "il malvagio con la bontà"...
Che dire se non che siamo di fronte all'ennesimo rinnegamento di ciò che è la nostra Fede, che è in una Persona umano-divina, Unica e insostituibile?

Venti luterani - Danilo Quinto

Questo articolo di Danilo Quinto, che introduce una seria e purtroppo tuttora irrisolta problematica, mi offre l'occasione per una testimonianza personale.
Il mio incontro con Padre Zoffoli ha segnato una svolta nel mio percorso di approfondimento e purificazione della fede ricevuta da bambina. E' accaduto in relazione ad una profonda crisi dovuta al fatto che negli anni '80, cambiando quartiere, ero capitata in una parrocchia esclusivamente neocatecumentale e in quegli insegnamenti e prassi non riconoscevo la Chiesa che, ex abrupto e mancando punti di riferimento, era logico identificare col Cammino NC. Finché, alla resa dei conti, ho potuto nettamente identificarlo come una realtà settaria infarcita di suggestioni giudeo-luterano-gnostiche, che ha potuto incistarsi nella Chiesa grazie alla creatività ed alle indiscriminate  aperture al movimentismo introdotte dalle innovazioni conciliari. Una volta confermata nei miei dubbi proprio da padre Zoffoli, ho cominciato a chiedermi il motivo per cui nella Chiesa, nonostante le denunce precise e circostanziate, nessuno intervenisse; ma soprattutto come potesse accadere che sacerdoti, vescovi e cardinali assistessero senza reagire e senza riconoscerle, alla predicazione di vere e proprie eresie. Ed eccomi arrivata fin qui a partire da questa esperienza,  che è stata un punto di svolta, insieme ad altre sui fronti del dialogo ecumenico ed ebraico-cristiano nei quali, sul campo, ho pure riconosciuto pecche e incongruenze mentre, nel frattempo, completavo la mia formazione anche accademica. Di Padre Zoffoli potete consultare alcuni testi in rete: qui - qui - qui - qui - qui - qui.
Per chi volesse approfondire, inserisco i link ad una pagina ricca di documentazione e ad un'altra di analisi. Da esse in ogni caso è raggiungibile l'articolata struttura del sito a suo tempo costruito per raccogliere e diffondere i contenuti delle critiche e delle denunce inoltrate alla Dottrina della Fede, apparentemente senz'alcun esito. Tuttavia, al di là e nonostante la desistenza delle autorità, un effetto concreto c'è stato. Uno stuolo innumerevole di anime che non riuscivano a dar nome ai loro disagi e sofferenze non solo spirituali, ha rifiutato le lusinghe e gli inganni anche manipolatori di una realtà settaria e ora porta avanti la campagna di denuncia e informazione [qui] da me iniziata e che non riesco più a seguire perché ormai impegnata su altri fronti. (Maria Guarini)

Questo è quello che avviene. In molte chiese, i sacerdoti, dai pulpiti, affermano: «Dio non può essere offeso dal peccato»1; «L’uomo non può peccare perché non è libero di resistere al male»; «L’uomo, dunque, non contrae alcun dovere di riparazione»; «D’altra parte, il sacrificio di espiazione non è cristiano, perché residuo di paganesimo»; «La morte di Cristo non è un sacrificio di espiazione»; «Egli non ha redento l’uomo»; «L’uomo, perciò, rimasto fondamentalmente traviato, non è capace di bene ed è schiavo del maligno»; «Per salvarsi, gli basta riconoscersi peccatore e credere nella potenza di Cristo risorto»; «Il quale non è affatto un suo modello di vita»; «Per cui è inutile per l’uomo promettere e sforzarsi di correggersi»; «Egli può soltanto affidarsi alla misericordia di Dio, che salva tutti»; «La Messa non è un vero sacrificio, ma un banchetto comunitario che celebra la potenza salvifica del Cristo risorto»; «Il pane consacrato non si trasforma nella sostanza del Corpo e del Sangue di Cristo, non avendo altra funzione che quella di simboleggiare la presenza spirituale di Lui, che, risorto, tutti trascina sul Suo carro di fuoco».

mercoledì 29 novembre 2017

Novena all'Immacolata Concezione. Dal 29 novembre al 7 dicembre

NOVENA ALL’IMMACOLATA CONCEZIONE 

Immacolata Concezione della beata Vergine Maria, che veramente piena di grazia e benedetta tra le donne, in vista della nascita e della morte salvifica del Figlio di Dio, fu sin dal primo momento della sua concezione, per singolare privilegio di Dio, preservata immune da ogni macchia della colpa originale, come solennemente definito da papa Pio IX, sulla base di una dottrina di antica tradizione.

I° GIORNO: INVOCAZIONE D'AIUTO A MARIA

O Vergine Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiriamo e con Te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mirabili prodigi. Guardando Te, noi possiamo capire ed apprezzare l'opera sublime della Redenzione e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ricchezze infinite che Cristo, con il suo Sangue, ci ha donato. Aiutaci, o Maria, ad essere, come Te, salvatori insieme con Gesù di tutti i nostri fratelli. Aiutaci a portare agli altri il dono ricevuto, ad essere "segni" di Cristo sulle strade di questo nostro mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di salvezza. Amen. 3 Ave Maria

Predica di SER Mons. Schneider nella cappella di San Giuseppe, ospedale di Livorno Domenica diciottesima dopo Pentecoste.

La fede cattolica: un dono inestimabile

«Sii fedele fino alla morte ed Io ti darò la corona della vita» (Apoc. 2,10). Queste parole di Nostro Signore rappresentano un santo compito per ogni cristiano. Per il fedele, questo significa mantenere la fede, infusa nell’anima per il Dio Uno e Trino, in tutta la sua integrità, purezza e bellezza senza alterarla. «La parola Credo vuol dire: io tengo per verissimo tutto quello che in questi dodici articoli si contiene: e credo più fermamente queste cose, che se le vedessi cogli occhi miei, perché le ha rivelate Iddio, che non può ingannarsi, né ingannare, alla santa Chiesa cattolica e per mezzo di essa le rivela anche a noi.» (S. Pio X, Catechismo maggiore).

martedì 28 novembre 2017

Santa Messa in Rito Romano Antico a Pistoia

Dalla PRIMA DOMENICA DI AVVENTO - il 3 DICEMBRE 2017 - riprende la regolare celebrazione della Santa Messa nel Rito Romano Antico


Chiesa di San Vitale a Pistoia - ore 18

Via della Madonna, 58 

OGNI DOMENICA -  dalle 17:30 confessioni

Per la Solennità dell'Immacolata tutta la Diocesi parteciperà in Cattedrale alla Santa Messa presieduta dal Vescovo per l'ordinazione presbiterale.

Il significato straordinario del messaggio profetico di Fatima

Il 7 ottobre 2017, nel Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero, Livorno, in occasione del decimo pellegrinaggio del Coordinamento toscano Summorum Pontificum, il vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana S.E.R. Monsignor Schneider ha dato una conferenza dal titolo: Il significato straordinario del messaggio profetico di Fatima.
  Il significato straordinario del messaggio profetico di Fatima
S.E. Mons. Athanasius Schneider, ORC, Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana, Kazakhstan

Relazione tenuta nei convegni in occasione del centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima a Milano (24 maggio 2017), Verona (26 maggio 2017) e Bergamo (27 maggio 2017). 

L’ineffabile sapienza e misericordia della provvidenza divina dona ad ogni epoca della storia umana e della storia della Chiesa quei mezzi d’aiuto, che sono più necessari per sanare le piaghe spirituali e salvare gli uomini da grandi disastri spirituali e materiali. Di solito Dio interviene nei momenti più critici della storia umana e sacra per mezzo di quelle profezie autentiche che sono esaminate ed accettate dalla Chiesa. Tali interventi divini sono avvenuti nel corso della storia della Chiesa e avverranno fino alla fine del tempo. 

Il Magistero della Chiesa afferma nel Catechismo: 
«L’economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e non c’è da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo. Tuttavia, anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata; toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli. Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private”, alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di “migliorare” o di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa, il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo o dei suoi santi alla Chiesa» (C.C.C. n. 66-67).

lunedì 27 novembre 2017

Il Papa lo ha ispirato a diventare "creativo" nella liturgia

"Il cardinale dice che Papa Francesco lo ha ispirato a diventare «creativo» nella liturgia, e permetterà ai laici di leggere il Vangelo": questo il titolo della citata notizia di LifeSite News. Riprendiamo qui sotto un articolo di Cesare Baronio.

Il card. John Dew ed un vescovo protestante
Il Card. John Dew, Arcivescovo di Wellington (Nuova Zelanda), ha partorito una nuova creatura liturgica da inserire nella Messa: la Lectio divina, ossia un rito che arbitrariamente sostituisce la proclamazione del Vangelo dal parte del Sacerdote o del Diacono prescritta dalle Rubriche del Missale Romanum. Ne dà oggi notizia LifeSite News (qui).

Le modalità di questo monstrum sono come al solito all'insegna del più squallido sentimentalismo di matrice ereticale. Il lettore, rigorosamente laico, guida l'assemblea con una lettura del Vangelo; le Letture dell'Antico e del Nuovo Testamento, così come il Salmo responsoriale, vengono omesse.

Predica di SER Mons. Schneider. Livorno 7 ottobre 2017

Il 7 ottobre 2017, nel Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero, Livorno, in occasione del decimo pellegrinaggio del Coordinamento toscano Summorum Pontificum, il vescovo ausiliare di Maria Santissima in Astana S.E.R. Monsignor Schneider ha celebrato una Messa pontificale e ha dato la predica:
Festa della Madonna del sacratissimo Rosario, 7 ottobre 2017.

In questo Santuario della Madonna delle Grazie abbiamo oggi la gioia di celebrare la festa della Beata Vergine Maria, Regina del sacratissimo Rosario. La nostra Madre celeste si rivelò come mediatrice delle grazie in modo particolare per mezzo del dono della preghiera del santo rosario. Possiamo ammirare nel mondo, ai primi posti fra i Santuari più celebri, le tre splendide Basiliche del SS. Rosario di Lourdes, Fatima e Pompei, a cui accorrono folle pressoché senza numero, oranti con la corona benedetta fra le mani.

Il Santo Rosario è «il compendio di tutto il Vangelo», diceva il Papa Pio XII; è il più bel riassunto della storia della salvezza. Santa Teresa del Bambino Gesù ci assicura che «col Rosario si può ottenere tutto», e aggiunge la più bella spiegazione: «Secondo una graziosa immagine, esso è una lunga catena che lega il cielo alla terra; una delle estremità è nelle nostre mani e l’altra in quelle della Santa Vergine. Il Rosario sale come incenso ai piedi dell’Onnipotente. Maria lo rinvia subito come una benefica rugiada, che viene a rigenerare i cuori».

domenica 26 novembre 2017

Il cardinale Müller: «Si rischia una separazione che potrebbe sfociare in uno scisma. Io resto con Bergoglio, ma chi reclama va ascoltato»

Dal Corriere della Sera riprendiamo di seguito gli stralci dell'intervista [qui]. 
Notate il sofisma circa la responsabilità delle tensioni nella Chiesa attribuita non alla seria confusione e diffusione di errori conclamati alla quale chi ne ha l'autorità non pone rimedio, ma alla «contrapposizione tra un fronte tradizionalista estremista su alcuni siti web, e un fronte progressista ugualmente esagerato, che oggi cerca di accreditarsi come superpapista». Capito? 

Il cardinale Gerhard Müller parla con voce piana e un marcato accento tedesco. Siamo nell’appartamento di Piazza della Città Leonina che in passato aveva occupato Joseph Ratzinger prima di diventare Benedetto XVI, in un palazzo abitato da alti prelati.
«C’è un fronte dei gruppi tradizionalisti, così come dei progressisti, che vorrebbe vedermi a capo di un movimento contro il Papa. Ma io non lo farò mai. Ho servito con amore la Chiesa per 40 anni da prete, 16 anni da cattedratico della teologia dogmatica e 10 anni da vescovo diocesano. Credo nell’unità della Chiesa e non concedo a nessuno di strumentalizzare le mie esperienze negative degli ultimi mesi. Le autorità della Chiesa, però, devono ascoltare chi ha delle domande serie o dei reclami giusti; non ignorarlo o, peggio, umiliarlo. Altrimenti, senza volerlo, può aumentare il rischio di una lenta separazione che potrebbe sfociare in uno scisma di una parte del mondo cattolico, disorientato e deluso. La storia dello scisma protestante di Martin Lutero di cinquecento anni fa dovrebbe insegnarci soprattutto quali sbagli evitare».

Cristo universorum Rex

La celebrazione di Cristo Re è stata istituita l'11 dicembre 1925 da Papa Pio XI mediante l'enciclica Quas primas. Se l'istituzione della Festa è recente, per nulla nuova è l'idea della regalità attribuita a Cristo, che non soltanto la Scrittura, i Padri e i teologi, ma anche l'arte sacra e il senso comune dei fedeli concordemente affermano.
Col Novus Ordo Missae e l'introduzione di un diverso calendario liturgico, la Festa di "Cristo Re dell'Universo" cade oggi in quanto è fatta coincidere con l'ultima domenica dell'anno liturgico. Invece, nell'anno liturgico tradizionale la si celebra l'ultima Domenica prima della Festa di Tutti i Santi, che tali sono in virtù di Lui, l' universorum Rex = Re di tutti e di tutte le cose1. Non soltanto genericamente Re dell'universo; il che indebolisce la dimensione storica, immanente del Regno, la regalità temporale e non solo spirituale. Sembrano semplici sfumature, ma nella prassi e nel tempo diventano voragini (verificare le strofe soppresse dell'Inno aggiunto in fondo).

Roma, M5S chiede di abolire la messa di Natale. L'ennesima picconata alla nostra fede.

Leggiamo sul sito Imola Oggi la notizia della risoluzione presentata dal M5S nel municipio XIII, che chiede di abolire la tradizionale messa di Natale, che da sempre viene celebrata all’interno della struttura municipale, perché offenderebbe il dialogo interreligioso.
In questo modo i 5 stelle dimostrano di essere atei. Del resto è del loro ideologo, Casaleggio, il complesso esoterismo di 'Gaia' e del pianeta terra... Credono anche nel Nuovo Ordine Mondiale e non sono altro che un'ala della massoneria nonché l'altra faccia del nichilismo sinistroide. Lo dimostrano i più recenti schieramenti in occasioni di leggi contrarie alla civiltà nata dal cristianesimo. Abili nell'aver incanalato, anche attraverso una intensa e fitta attività telematica, energie giovani e di protesta, ma ormai attestate sulla contestazione e poco e nulla su progetti e proposte alternative.
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia fa notare che tante religioni e culti non festeggiano il Natale, come i cristiani «e sarebbe assurdo vietare a qualcuno un momento di preghiera tradizionale, che nulla toglie a chi non crede. Ci auguriamo che non tutti i consiglieri di maggioranza, siano così strumentali e ignoranti, come i presentatori dell’atto, e boccino la richiesta». La delibera in aula martedì.

Intorno a Medjugorje. La relazione del Professor Manfred Hauke per la presentazione del libro di D.A. Foley a Lugano e a Seregno

Riprendiamo da Vigiliae Alexandrinae

Il 13 novembre 2017 a Lugano presso la Facoltà Teologica e, il giorno successivo, a Seregno, presso la Sala Civica “Monsignor Gandini”, a cura del Circolo Culturale Card. J.H. Newman, è stato presentato il libro di Donal Anthony Foley, Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso? (Cantagalli, Siena 2017) (vedi qui, qui). In entrambe le occasioni il pubblico ha potuto ascoltare le relazioni del Professor Dott. Manfred Hauke e del Dottor Andrea Sandri cui si deve la traduzione italiana del volume. A Lugano è intervenuto anche il Dottor don Giorgio Ghio. 
Pubblichiamo qui di seguito, per prima, la relazione di don Manfred Hauke che è Professore di Dogmatica presso la Facoltà di Teologia di Lugano, Presidente della “Deutsche Arbeitsgemeinschaft für Mariologie” e membro ordinario della Pontificia Academia Mariana Internationalis. Si può accedere alla biografia e alla bibliografia del Professor Hauke qui. Segnaliamo inoltre la tavola rotonda curata dalla Radio Svizzera Italiana tenutasi Lugano nel contesto della presentazione (vedi qui). 
Siamo nel centenario delle apparizioni mariane di Fatima. La Facoltà di Teologia di Lugano ha offerto, nel semestre precedente, un corso opzionale su quest’evento importante per la vita della Chiesa. A differenza di Fatima, le presunte mariofanie iniziate a Medjugorje non sono state riconosciute dalla Chiesa. Vi sono già stati dei giudizi negativi a livello di Chiesa locale e da parte dei Vescovi jugoslavi nel 1991: “non constat de supernaturalitate”. Nel momento presente, molti si aspettano un pronunciamento da parte del Sommo Pontefice. Qualsiasi decisione della Chiesa, comunque, va affiancata da un’attenta documentazione dei fatti storici e da un discernimento critico fatto dai teologi. Stiamo presentando, stasera, uno studio che potrà aiutare proprio in questo discernimento: il libro di Donal Anthony Foley, “Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso?”. È il quattordicesimo volume della “Collana di Mariologia”, pubblicata dalla EuPress FTL e curata dal sottoscritto (Andrea Sandri). 

sabato 25 novembre 2017

Contro il venerdì nero

Totalmente d'accordo con  Aldo Maria Valli.

Oggi, 24 novembre, usciamo da una giornata da incubo. Attraverso i mass media siamo stati bombardati, inseguiti, perseguitati, tormentati da messaggi all’insegna del «black friday», il venerdì nero dell’acquisto forsennato.

Importato, tanto per cambiare, dagli Stati Uniti, il «black friday» viene dopo il «thanksgiving day», il giorno del ringraziamento, osservato il quarto giovedì di novembre per ringraziare Dio del raccolto. Una festa, quest’ultima, che ha origine nel Seicento, quando i primi pionieri sentirono il bisogno di dire grazie a Dio per essere riusciti a sostentarsi (dietro consiglio dei nativi) con il granoturco e i tacchini. Di qui l’idea, che risale al presidente Kennedy, di concedere la «grazia presidenziale» a due tacchini, i quali, anziché finire in padella, vengono trasferiti in un ranch. Dove, almeno teoricamente, nessuno dovrebbe più minacciarli.

Smascheriamo gli inganni del 'falso ecumenismo'

Potete leggere nella locandina (immagine a lato), consultabile qui per intero in formato pdf,  il seguente slogan, perché altro non è che uno slogan, che apre il programma della celebrazione dei 500 anni della Riforma nella diocesi di Bologna. 
Diversità dono di Dio,
 unità compito comune
Il testo che segue introduce il programma:
In occasione della memoria dei 500 anni della Riforma protestante, la Chiesa cattolica di Bologna, la Chiesa cristiana avventista del 7° giorno, la Chiesa evangelica della Riconciliazione e le Chiese metodiste e valdesi di Emilia-Romagna e Bassa Padana invitano a una giornata di ascolto comune della Parola, di riconciliazione e di celebrazione dell’ unità nella diversità.
Ѐ uno slogan ingannatore, come la maggior parte dei proclami, degli annunci, delle affermazioni nonché degli argomenti formativi diffusi ormai capillarmente nelle parrocchie e nei centri di formazione di ogni diocesi dell'orbe una volta cattolico. Dove cattolico - termine che rischia di essere svuotato del suo vero significato1 come molti altri in questo tempo della chiesa ribaltata - sta per universale ed è proprio unicamente della Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica nonché Romana. Ѐ un discorso che ho già sviluppato; ma anziché rimandarvi al link ve lo condenso di seguito nei termini essenziali.

Ecco il perché si tratta di un inganno

venerdì 24 novembre 2017

Vergine del Miracolo, prega per noi, per la Chiesa tutta, per il nostro Paese e per il mondo intero!

Prepariamoci alla ricorrenza in onore della Vergine del Miracolo (S.Rosario e Coroncina), nell'imminenza del 27 novembre 

La raffigurazione di Maria Santissima che vedete a lato è presente nella Chiesa di Sant'Andrea delle Fratte a Roma, luogo della Sua apparizione ad Alfonso Ratisbonne [vedi], che ancor oggi richiama fedeli e pellegrini. 

Madonna del Miracolo, prega per noi, per la Chiesa tutta, per il nostro Paese e per il mondo intero!

* * *
Coroncina alla Vergine del Miracolo 

Mons. Gherardini, il sacerdote, il maestro, l’amico

Riproponiamo qui un ricordo di don Stefano Carusi. Ne siamo molto edificati e vi riconosciamo uno dei nostri più cari maestri.

Mons. Gherardini, il sacerdote, il maestro, l’amico

Pregate per me perché l’ora è vicina”. Ormai da quasi un anno erano queste le sue parole di congedo sull’uscio, quando immancabilmente accompagnava alla porta dopo un visita. E un bel sorriso, di chi era in pace, tranquillo e disteso, sapeva pur tra mille limiti umani che la sua battaglia l’aveva combattuta, “bonum certamen certavi”. Ormai era il tempo della vita di preghiera e riposo, nel suo “eremo” all’interno del palazzo dei Canonici di San Pietro in Vaticano. Non sempre era stato così, anzi la situazione di crisi della fede nella Chiesa e la preoccupazione - oserei dire l’angoscia - di sapere cosa veramente gli chiedesse il Signore, lo avevano in certi momenti affaticato, quasi fiaccato. Lui che sulla pericolosità dei disegni intorno al Nuovo Offertorio della Messa si era già espresso nel lontano 1967, come amava ricordare, confessava che in certi momenti non aveva la forza di scrivere e di parlare, al punto che era lecito chiedersi se non ci fosse qualche intervento preternaturale che voleva ottenerne il silenzio o l’inattività. Cito a memoria “se devo dire tutto quel che c’è da dire sul Concilio e quel che è seguito, devo essere duro”, diceva al telefono ancora nel 2008. Monsignor Gherardini si interrogò a lungo sull’opportunità di un suo intervento scritto in materia. E la scelta fu travagliata. Parlando del suo passato all’università Lateranense diceva “avevo il terrore di dare scandalo sulla Chiesa soprattutto ai seminaristi, tenuto conto del mio ruolo di professore” e chi l’ha conosciuto sa che questa sua ritrosia ad esprimersi pubblicamente su tutti i mali che affliggevano la Chiesa non era l’alibi del carrierista, ma vera preoccupazione, derivante in parte dal suo spirito romano ed in parte dalla formazione ricevuta dai sacerdoti della sua generazione. Poi candidamente ammetteva “per anni mi sono arrampicato sugli specchi per poter leggere Lumen Gentium 22 in coerenza con la Tradizione e il Magistero”, e - con quell’onestà intellettuale che sempre accompagnò i suoi passi - dichiarava che alla fine aveva dovuto arrendersi e confessare apertamente che nemmeno la Nota Praevia era soddisfacente sulla questione del Primato del Papa e della collegialità episcopale. E lo scrisse e firmò i suoi scritti con nome e cognome anche su tanti altri punti controversi, con umiltà, con forza, con amore alla Chiesa.

Venerdì 24 novembre - La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare anche perché sia sventata la tremenda introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. 
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 

Per la nostra formazione, leggiamo una Lettera di San Girolamo. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 23 novembre 2017

Perché siamo ancora nella Chiesa - J. Ratzinger/BenedettoXVI (2008)

Una metafora per la natura della Chiesa

 “Una Chiesa che venga considerata solo dal punto di vista politico, cioè contro tutta la sua storia e la sua natura, non ha alcun senso e la decisione di rimanere in essa, se è una decisione esclusivamente politica, non è leale anche se si presenta come tale.

Ma di fronte alla situazione attuale, come si può giustificare la permanenza nella Chiesa? In altri termini: se vuole avere senso, la scelta a favore della Chiesa deve essere di carattere spirituale – ma come si può motivare una simile scelta spirituale? Vorrei dare una prima risposta di nuovo con un paragone e con il ricorso a un’affermazione fatta in precedenza per descrivere la situazione attuale.
Avevamo detto che noi, con la nostra analisi approfondita della Chiesa, siamo arrivati talmente vicino a essa che non riusciamo più a percepirla nel suo complesso.

Ѐ la morte il prezzo della vita - Danilo Quinto

San Francesco d’Assisi la chiama sorella nel Cantico delle creature: «Laudato sii, mio Signore, per sora nostra morte corporale». Don Divo Barsotti, durante le Meditazioni predicate in un ritiro spirituale a Fiesole del 1953, contenute in un libretto intitolato Loquere Domine, scrive: 
«Ѐ la morte il prezzo della vita. Ѐ la morte che fa grande la vita. Senza la morte la vita presente sarebbe veramente la morte, una morte peggiore di ogni morte. La vita non è che anticipazione e promessa, non è che desiderio e attesa di quel giorno. Quando cadrà il velo che ci nasconde la visione di Dio, quando saremo a Lui uniti e in Lui eternamente vivremo nel dono totale di tutto l’essere nostro».
Scriveva Santa Teresa d’Avila: «Vivo ma non vivo in me, e attendo una tal alta vita, che muoio perchè non muoio». Ѐ necessario, per il cristiano, vivere così, nell’attesa della morte, del compimento del disegno divino. Castigo e liberazione: questo è l’evento morte. Se il nostro primogenitore non avesse peccato, i suoi successori non avrebbero conosciuto la morte e la loro vita non sarebbe stata quella che conosciamo. In questo senso, la morte è castigo: è conseguenza del peccato originale, che ha segnato il distacco dell’uomo da Dio, la ribellione al Suo disegno e la necessità della successiva purificazione, nella certezza che l’uomo sarà liberato anche dalla morte. Così come fa l’Antico Testamento (Gn 3,17-19; Sap 1,13 s.; 2,23), San Paolo collega strettamente la morte con il peccato originale, di quella favoletta raccontata dalla Genesi, che non serve più neanche per far addormentare i bambini. Meglio parlare loro di Halloween: la mela, il frutto proibito, è stata sostituita dalle zucche colorate. Scrive San Paolo: «Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, e così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato» (Rm 5,12). E dopo: «Il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 6,23). Come la morte è entrata nel mondo a causa del peccato, essa sarà superata nella risurrezione finale (1 Cor 15,3-58).

mercoledì 22 novembre 2017

Chiese sempre più deserte

Commento a questa notizia : "Papa Francesco, il risultato sconfortante: crollo dei fedeli a messa negli ultimi quattro anni"

La causa? Per i progressisti è l'ostinarsi a voler restare cattolici.
Nonostante le aperture, le accoglienze, il non giudicare, il compromesso con i protestanti, gli agnostici, gli atei, nonostante la simpatia, la propaganda mediatica e un culto quasi idolatrico, nelle chiese c'è sempre meno Chiesa. Mi sorge un dubbio: ma se l'obiettivo non era quello d'incentivare il ritorno ad una pratica religiosa, nessuno si sta chiedendo a cosa si mira?
Se il popolo che era rimasto sta diventando latitante, e quello che si era allontanato si allontana sempre di più, evidentemente c'è un fallimento o di metodo o di identità. Il mondo si riconosce nel Papa, ma non nella Chiesa. Storie già vissute negli anni settanta, quando cominciò la diaspora. Allora si diceva: cloro al clero... ci si riconosceva in Cristo e non nei preti. Ecco... gli anni settanta sembrano nuovamente arrivati, peccato che oggi non facciano più neanche riferimento a Cristo. Non si riconoscono più neanche in Lui, ma solo in Bergoglio: "unico e vero leader della sinistra mondiale" (Cit.). E tra i cattolici sono ancora molti quelli che sono convinti che la Chiesa non ha alcun problema e che, semmai, il problema sta nei fedeli e clero cattolico che rallentano ed ostacolano la rivoluzione di Francesco. Che croce sti cattolici, ma perchè devono essere così refrattari e reazionari? Trovata forse la causa di questo nuovo e imponente defilarsi dalle Chiese: la colpa è la loro, dei cattolici... ma guardateli come sono brutti, sporchi, cattivi e fuori dal mondo. (Don Mario)

Chi la fa, l'aspetti

Lo scorso 31 ottobre 2017, in occasione del cinquecentesimo anniversario della ribellione protestante, alcuni ignoti hanno affisso sul portone della Chiesa Evangelica Alemanna di Venezia una copia della bolla di scomunica a Martin Lutero.
(cliccare sulle immagini per ingrandire)

martedì 21 novembre 2017

Corso su Torah, Bibbia, Corano: un unico Dio, tre Messaggi

Il sincretismo avanza, lento ma inesorabile.
Il corso di cui all'immagine a lato è aperto a chiunque sia interessato ed avrebbe come obiettivo un accostamento consapevole ai Testi Sacri. La presenza di relatrici donne permette di partire dal punto di vista “femminile” – dicono gli organizzatori – e di essere in sintonia con papa Francesco, che più volte ha ribadito l’importanza del dialogo fra le fedi e il ruolo delle donne in esse. Il corso dovrebbe favorire la conoscenza di Torah e Corano e aiuterebbe a “rinnovare il rapporto con la Bibbia“. [Fonte]

Ma sulla vexata questio dell'unico Dio, più volte da noi chiarita in termini cattolici per sventare l'inganno che ne deriva, richiamo i precedenti: qui - qui.

Bergoglio sull’eutanasia: equivoco voluto? - Antonio Primaldo

Non so se i lettori hanno letto la lettera di Bergoglio a monsignor Paglia e alla World Medical Association per via del convegno in Vaticano sul fine vita (qui)

Ebbene, per mesi ormai i media e la maggioranza di governo dicono che questo DDL sul testamento biologico è importantissimo perchè permette il rifiuto delle cure (che e’ gia’ nella Costituzione all’art.32) e proibisce l’accanimento terapeutico (altra bugia, l’accanimento terapeutico è già nel codice deontologico medico ed e’ vietato da Santa Madre Chiesa). La maggioranza parlamentare afferma anche che il DDL 2801 (sulle DAT o testamento biologico) non è un DDL eutanasico e anche Paglia lo ha affermato. Altra bugia: vi è nel DDL eutanasia omissiva, cioè lasciar morire di fame e di sete un paziente, e eutanasia non consensuale di minori e incapaci.

I media da mesi continuano a confondere suicidio assistito (DJ Fabo) con le DAT mentre le due cose sono diverse. Le DAT sono un assegno in bianco, un pezzo di carta firmato decenni prima, che vincola gli operatori sanitari a lasciar morire anche di fame e di sete un paziente che non può esprimersi. Con le DAT si richiede alle persone di esprimere una volontà che diventerà vincolante nel momento stesso in cui la loro volontà attuale non potrà più manifestarsi: il paziente arriva in coma in ospedale e, senza nessuna considerazione sul suo stato clinico e sulle sue possibilità di guarire, viene abbandonato a morire di fame e di sete.

lunedì 20 novembre 2017

L'inganno delle ideologie

Benedetto XVI a pranzo con i poveri
Vorrei riportare alcune espressioni che ho potuto leggere sull'evento che ha visto il Papa pranzare con i poveri. Leggo: 
"Papa Francesco sta rivoluzionando la Chiesa tornando alle radici. La storia l'aveva rivoltata e il Papa la rivolta di nuovo. Il cristianesimo non è una dottrina da imparare a memoria. E' una vita che si rinnova sulla scia di Gesù Cristo, volto di Dio. Ci vorrà molto tempo, tanta fatica, tante incomprensioni e critiche "da salotto" neppure letterario, tanti scandalizzati che hanno timore della verità, ci saranno passi indietro e rigurgiti ... ma le fiamme dell'inferno (metafora) non prevarranno."
Io non conosco l'autore di questo post. Ma non posso non notare come si abbia memoria corta nella storia recente della Chiesa. La Chiesa ha sempre privilegiato i poveri e gli stessi Papi hanno sempre pranzato con loro. Mi dispiace che si vuole propagandare un cambio della dottrina e della fede sfruttando l'immagine dei poveri. Se la rivoluzione di Francesco è a favore dei poveri, allora si sappia che non è una rivoluzione, perché la Chiesa ha avuto fin dall'inizio il suo tesoro nei poveri (Il diacono San Lorenzo docet). Se la rivoluzione è dottrinale, allora si abbia il coraggio di non strumentalizzare i poveri e la loro dignità e si manifestino le vere intenzioni e il vero entusiasmo.... (Don Mario)

Il silenzio è il suono dell'amore

Un cuore in silenzio è una melodia per il cuore di Dio.
La lampada si consuma senza fare rumore davanti al tabernacolo e l’ incenso sale in silenzio fino al trono di Dio: questo è il suono del silenzio e dell’amore.
(Robert Sarah  "La forza del silenzio")

domenica 19 novembre 2017

Amoris laetitia è solo un granellino di sabbia rispetto alla dissacrazione - Danilo Quinto

clicca sull'immagine per ingrandire
Siamo nel 1994. Un uomo di Dio, padre Enrico Zoffoli, scrive poche pagine intitolate Chiesa e uomini di Chiesa – Apologetica a rovescio [vedi]. Pagine che dovrebbero essere rilette e meditate, per comprendere chiaramente quanto già era accaduto da molti anni, precedenti alla stesura di questo libretto. Pagine che oggi costituiscono un tesoro prezioso per chi voglia vivere nella Verità e non coltivare la menzogna, che appartiene al Maligno, come ognuno ben sa.

Le pagine si aprano, non a caso, con questo richiamo: «Questa è l’ultima ora. Come avete udito che deve venire l’anticristo, di fatto ora molti anticristi sono apparsi. Da questo conosciamo che è l’ultima ora. Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri» (1Gv 2, 18ss).

sabato 18 novembre 2017

"L'Europa ha rinunciato alle sue radici cristiane e ora si trova immersa in un'apostasia silenziosa"

Il prefetto del Culto divino in Polonia: "L'Europa ha rinunciato alle sue radici cristiane e ora si trova immersa in un'apostasia silenziosa"

Riprendo da un articolo de Il Foglio [qui] significative citazioni del cardinale Robert Sarah a Varsavia, integrate con quelle riportate dal Catholic Herald [qui], nel corso del suo intervento al Congresso Internazionale a cura del Movimento Europa Christi, alla presenza di esponenti della politica, della cultura e della Chiesa.
“Ogni nazione ha il diritto di distinguere tra i rifugiati e i migranti economici che non condividono la cultura di quella nazione”... “mentre ogni migrante è un essere umano che deve essere rispettato, la situazione diventa più complicata quando i migranti provengono da un'altra cultura o hanno una religione diversa”. 
I leader mondiali non possono mettere in discussione il "diritto di ogni nazione di distinguere tra un rifugiato politico o religioso" che è costretto a fuggire dalla propria terra e "l'emigrante economico che vuole cambiare la sua residenza" senza adattarsi alla nuova cultura in cui lui vive.

Un teologo anglicano: "Il Papa non è cattolico"

A questo punto della Débâcle Bergogliana, il fatto che Francesco rappresenti una minaccia per l'integrità della Fede è divenuto così evidente nel commento mainstream, che persino un teologo anglicano, scrivendo su First Things, ha lanciato l'allarme.
«Il papa è cattolico? Per almeno un secolo, questo è stato il modo in cui noi anglicani abbiamo scherzato su tutto ciò che sembrava fin troppo ovvio», scrive Gerald McDermott, titolare della cattedra di Teologia alla Beeson Divinity School. Ma continua: «Ora dobbiamo chiederci seriamente se il Papa non sia un protestante liberale».
McDermott cita numerosi esempi dello straripante torrente di eterodossia orale e scritta che Francesco ha generato negli ultimi quattro anni e mezzo. I lettori di Remnant hanno familiarità con ciascuno di essi, e non c'è bisogno di ricapitolarli qui. Come molti Cattolici preoccupati, McDermott si concentra sull'ultimo insulto che corona questo distruttivo pontificato: Amoris Laetitia e il suo incredibile tentativo di introdurre l'etica della situazione nella Teologia Morale cattolica.

venerdì 17 novembre 2017

I vescovi americani bocciano il “candidato” di papa Francesco. Indicativa la posizione 'pro life'

Indicativa la posizione della maggioranza dei vescovi USA: sulla difesa della vita umana bocciano il “candidato” di Bergoglio e una certa idea di Chiesa.
Con 96 voti contro 82 (e 34 astensioni) i vescovi statunitensi, riuniti in assemblea in questi giorni, hanno scelto come presidente dell’importante comitato pro life l’arcivescovo di Kansas City, Joseph Naumann, che è risultato vincitore sul cardinale di Chicago, Blase Cupich.

Secondo diversi commentatori il fatto costituisce una sorpresa. Da un lato appare come una bocciatura del cardinale Cupich che è considerato un pastore “bergogliano” doc: è stato Francesco a sceglierlo per governare la diocesi di Chicago, è stato da lui creato cardinale e recentemente lo ha nominato anche membro della Congregazione vaticana dei vescovi. Ma soprattutto Blase Cupich è ritenuto un alfiere di punta della linea morbida sui temi della battaglia pro life, inserendosi in quella schiera di pastori che intendono la difesa della vita come un orizzonte ampio, da non fissarsi troppo sulla questione aborto (molto aperto anche sulle questioni pro family).

La rana bollita di Bergoglio - Francesco Lamendola

Se Bergoglio è un innovatore, e lo è certamente, il suo metodo consiste nella strategia dei piccoli passi. Sandro Magister notava con acume che per lui è importante "gettare il seme perché la forza si scateni", "mescolare il lievito perché la forza faccia crescere" (ipse dixit alcuni giorni fa a Santa Marta). Metodo tanto subdolo e mefitico quanto ingannevole per chi sembra non aver occhi per vedere... L'articolo, che riporto di seguito, apparso due giorni fa su La nuova Italia, Accademia Adriatica di filosofia [qui] lo dimostra in termini di una chiarezza cristallina.

La rana comincia a fumare? La strategia dei piccoli passi è quella con cui la neochiesa si sta sostituendo un pezzo alla volta alla vera Chiesa cattolica da quell'11 febbraio del 2013 in cui Benedetto XVI annunciò le dimissioni.
Pascal, il filosofo e uomo di fede che Francesco dice di voler beatificare, scrisse parole di fuoco contro i gesuiti del suo tempo, che gettavano nella mischia le loro tesi più ardite per far sì che nel tempo pian piano maturassero e diventassero pensiero comune.

Potremmo chiamarla, e alcuni l'hanno chiamata, la strategia dei piccoli passi: è quella con cui la neochiesa si sta sostituendo, un poco alla volta, un pezzetto alla volta, una parola o un gesto alla volta, alla vera Chiesa cattolica, quella che va scritta con la maiuscola, perché è la Chiesa dei Santi, fondata da Gesù Cristo e poggiante con la base sulla terra, ma protesa nel mondo ultraterreno, assistita dagli Angeli e dagli Arcangeli e da Maria sempre Vergine, passando per le anime sante del Purgatorio e del Paradiso, fino al trono di Dio.

Venerdì 17 novembre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare anche perché sia sventata la tremenda introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese(1). 
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 
___________________
1. A partire dal 5 Novembre 2017, le Comunità Cattoliche partecipano alla santa cena protestante nella chiesa luterana di via Sicilia a Roma (qui). Ѐ solo l'inizio della rivoluzione che parte dalle periferie. Vedi la "carta ufficiale" che dichiara: “Cattolici e luterani ritengono che questi percorsi vanno sostenuti e incoraggiati nella prospettiva di favorire un ripensamento della catechesi in chiave ecumenica, soprattutto in relazione alla celebrazione del battesimo e del matrimonio e, più in generale, alle liturgie ecumeniche di riconciliazione, così da aiutare a vivere questi momenti della vita delle comunità locali come opportunità per riaffermare che per cattolici e luterani l’ecumenismo costituisce una scelta irreversibile”. Il dato più terrificante è che abbiamo lanciato l'allarme da tempo [qui e precedenti] ma non c'è stato nessun intervento autorevole che non vediamo neppure ora che i giochi nefandi sono venuti allo scoperto e hanno raggiunto obiettivi non più tollerabili.

Per la nostra formazione, leggiamo una Lettera di San Girolamo. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 16 novembre 2017

Il Card. Sarah rifiuta di stare al gioco di Francesco

Nella nostra traduzione da gloria.tv. In effetti il cardinale non ha ancora ritrattato la sua nota. Si  registra un dato di fatto. Tuttavia da questo non emergono le intenzioni del cardinale.

Il cardinale Robert Sarah non ha ritirato la sua dichiarazione [qui] che è del Vaticano la responsabilità finale delle traduzioni liturgiche, anche se papa Francesco glielo ha chiesto umiliandolo pubblicamente [qui]. 
Tutto è iniziato con il Motu Proprio Magnum Principium (3 settembre) in cui Francesco applica la sua strategia di confusione al fine di trasferire la responsabilità delle traduzioni liturgiche ai vescovi locali senza dirlo. Sarah ha rettificato questa confusione con la dichiarazione pubblicata da L'Homme Nouveau (1 ottobre). 
Francesco voleva che Sarah inviasse una sconfessione a L'Homme Nouveau, a tutte le Conferenze episcopali e ai membri e ai membri e consultori della sua congregazione. Sembra che Sarah abbia deciso di non stare al gioco di Francesco. Finora L'Homme Nouveau non ha ricevuto alcun documento dal cardinale.

Ripetitività è fedeltà e 'santa routine', non linguaggio da pappagalli.

Udienza generale del 15 novembre [qui]:
"Nella nostra relazione con il Signore, nella preghiera – domando – ci lasciamo meravigliare o pensiamo che la preghiera è parlare a Dio come fanno i pappagalli? No, è fidarsi e aprire il cuore per lasciarsi meravigliare. Ci lasciamo sorprendere da Dio che è sempre il Dio delle sorprese?"
Riprendo come nostro contributo di riflessione, lo splendido commento di Irina e, a seguire, la illuminante relazione di Martin Mosebach, che mettono l'accento sulla ripetitività. 
Inoltre sottolineo che l'uso delle preghiere codificate (basti pensare solo al Pater, Ave e Gloria, che sono perle della Rivelazione condensate come meglio non si potrebbe da una esperienza viva di fede millenaria. Il Pater addirittura ci è consegnato direttamente dal Signore) ha uno spessore maieutico e anche pedagogico; inoltre nutre la fedeltà e consente alle splendide verità che contengono di inverarsi nella nostra vita andando sempre più in profondità proprio grazie alla ripetizione. Chi non lo vede e non lo percepisce è certamente colto da una qualche forma di cecità.

mercoledì 15 novembre 2017

Rémi Brague, un pensatore da conoscere e apprezzare

Venerdì prossimo 17 novembre, alle ore 20,30, nel teatro Remondini di Bassano del Grappa (Vicenza), verrà consegnato il Premio Internazionale alla Cultura Cattolica al filosofo francese Rémi Brague. Il riconoscimento, giunto alla 35ma edizione dopo aver premiato il fior fiore della cultura cattolica italiana e internazionale, è istituito dalla Scuola di Cultura Cattolica di Bassano del Grappa, a continuazione dell’opera del santo parroco don Didimo Mantiero. La Scuola, insieme alla società di preghiera “La Dieci”, al “Comune dei Giovani” e ad altre attività, tiene fede a quella ispirazione originaria.

martedì 14 novembre 2017

Raymond Leo card. Burke: Amoris Laetitia, fare chiarezza per salvare la fede

A un anno dalla pubblicazione dei Dubia sull'esortazione apostolica "Amoris Laetitia", viene diffusa la seguente intervista al cardinale Raymond Leo Burke, che fa il punto su quanto accaduto da allora. Così come i "Dubia" questa intervista esce contemporaneamente su La Nuova Bussola Quotidiana, Settimo Cielo e il National Catholic Register. E noi contestualmente la riprendiamo. 
La ritengo importante sia perché avalla pubblicamente la Correctio filialis che perché attendibilmente prelude, nel caso di mancata risposta a questo che viene chiamato 'ultimo appello', alla correctio canonica.

Eminenza, è passato un anno da quando lei, il cardinale Walter Brandmüller e i due cardinali recentemente scomparsi, Carlo Caffarra e Joachim Meisner, avete pubblicato i "dubia". A che punto siamo?

A un anno dalla pubblicazione dei "dubia" su "Amoris laetitia", che non hanno ottenuto alcuna risposta dal Santo Padre, constatiamo che la confusione sull’interpretazione dell’esortazione apostolica è sempre maggiore. Per questo motivo si fa ancora più urgente la nostra preoccupazione per la situazione della Chiesa e per la sua missione nel mondo. Io, naturalmente, continuo ad essere in regolare contatto con il cardinale Walter Brandmüller per quanto riguarda questi gravissimi problemi. E tutti e due rimaniamo in profonda unione con i due cardinali defunti Joachim Meisner e Carlo Caffarra, che ci hanno lasciati nel corso degli ultimi mesi. Così, ancora una volta faccio presente la gravità della situazione, che continua a peggiorare.

Anche a Parigi giovani cattolici riparano la commemorazione della riforma protestante

Leggo su Stilum Curiae che a Parigi - come a Bruxelles [qui - qui] - alcuni giovani cattolici, nella chiesa di Notre-Dame des Blancs Manteux hanno inteso riparare quello che evidentemente considerano un sacrilegio cantando Christus vincit Christus regnat, come si distingue dal video sotto riportato.  Ѐ accaduto lo scorso 31 ottobre mentre si stava svolgendo la commemorazione dei 500 anni della riforma protestante alla presenza di una donna pastore della Chiesa protestante unita che ha danzato davanti all’altare (vedi immagine a lato).
Anche a Parigi non sono mancate le proteste dei presenti ed è stata chiamata la polizia, che ha fatto uscire e ha fermato i ragazzi.

Alcuni stralci dal libro "il segreto delle tre fontane"

Le apparizioni delle tre fontane:
Alcuni stralci dal libro "il segreto delle tre fontane "
(Saverio Gaeta, Il veggente. Il segreto delle Tre Fontane, Salani 2016, p.233)

A pagina 153 del suo libro Saverio Gaeta riporta una annotazione personale di Cornacchiola su un malinteso ecumenismo, che definisce “ecclesiasticamente scorretto”:
“Non posso farmi l’idea che tutte le religioni portano alla redenzione. Tutte le religioni, dicono oggi, danno la salvezza. Ma allora perché Gesù è venuto, se già esistevano tante religioni? Gesù dice: ‘Chi crede in Me sarà salvo’; non chi crede alla sua religione. Se anche i protestanti si salvano, perché la Vergine mi è venuta a chiamare e mi ha detto di rientrare nell’Ovile santo, quando poteva lasciarmi benissimo dov’ero, fra gli avventisti?”.

lunedì 13 novembre 2017

San Benedetto e Santi Benedettini salvezza d'Europa

"San Benedetto è il padre dell'Europa. Quando l'Impero Romano è crollato, consumato dalla vecchiaia e dai vizi, e i barbari si sono lanciati sulle sue provincie, quell'uomo, che è stato chiamato "l'ultimo dei grandi Romani", unendo allo stesso tempo la “romanità” (secondo l’espressione di Tertulliano) e il Vangelo, ha attinto a queste due fonti aiuto e forza per unire efficacemente i popoli d'Europa sotto il vessillo e l'autorità di Cristo. Infatti dal mar Baltico al mar mediterraneo, dall'oceano Atlantico alle pianure della Polonia, legioni di monaci benedettini si sono diffusi, rendendo mansuete le nazioni ribelli e selvagge con la croce, i libri e l'aratro. Prega e lavora: questa massima dei benedettini non contiene forse, nella sua brevità maestosa, ciò che è la legge principale dell'umanità e della sua regola di vita? Pregare è un precetto divino, come pure lavorare: dobbiamo adempiere l'uno e l'altro per la gloria di Dio e il perfezionamento dello spirito e del corpo."
(Pio XII, Omelia nella Basilica Ostiense per il IV centenario della morte di San Benedetto, 18 settembre 1947, nel giorno della festa di Tutti i Santi Benedettini, 13 novembre)

Il prete coraggio e un Avvenire senza pudore

Un articolo da condividere, che riprendo di seguito, preceduto da una comunicazione appena ricevuta, che dimostra come, nonostante la nefasta deriva, ci siano ancora persone di retta coscienza che non le mandano a dire e ci mettono la faccia:
« Spettabile Direzione Nazionale AGESCI 
Sono padre di 6 (sei) scout, che negli ultimi undici anni si sono avvicendati nelle varie branche del Pavia. Vi scrivo avendo appreso la notizia che il sig. Marco Di Just è stato riconfermato fra i responsabili del reparto dello Staranzano [allega il link all'articolo di Avvenire sotto citato]. Non occorre richiamare i contorni della vicenda, che certo conoscete benissimo, nonostante il Vostro atteggiamento evasivo e pilatesco rispetto alle gravissime violazioni del patto associativo e dell'ispirazione cattolica dell'Associazione perpetrate nel gruppo goriziano. Non vale giustificarsi dietro le indicazioni ambigue o latitanti di pastori più preoccupati delle critiche del padrone del mondo che della Legge di Dio. La moneta con cui paga quel padrone è nota, e mai il misericordiosissimo Figlio di Dio usò espressioni più dure che contro chi "scandalizza uno solo di questi piccoli". Viene il giudizio di Dio, anche quando quello degli uomini per timore o ignavia latita. Ciò vale per il sig. Di Just, per i suoi responsabili e per voi stessi. Che Dio vi illumini.
Marco Crevani - Pavia »

C’è molto di simbolico nella vicenda di Staranzano, dove il parroco si preoccupa dell’educazione cristiana dei suoi giovani, e si trova costretto ad affrontare da solo una grande macchina propagandistica che vede alleati un’associazione cattolica come l’Agesci, il suo vice-parroco, il quotidiano ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana [qui] e l’ignavia del suo vescovo, che rinuncia ad esercitare il proprio magistero.

È il ripetersi della lotta di Davide contro Golia. Un parroco, don Francesco Maria Fragiacomo, che malgrado le forti pressioni e la solitudine in cui è stato lasciato da superiori e confratelli, non rinuncia a dire la verità e a richiamare il vescovo alla propria responsabilità. Ha a cuore anzitutto il bene dei propri ragazzi, aggrediti dall’ideologia gay fin dentro la chiesa, con un “educatore” che si pone come modello di vita facendosi beffe del catechismo e accostandosi alla comunione malgrado ostenti uno stile di vita contrario alla legge naturale. È un parroco che non ha paura di rimetterci la “carriera”, che sa di dover pagare di persona questa sua ostinazione alla verità.

domenica 12 novembre 2017

Il cardinal Müller appoggia il Cardinal Sarah nella sua interpretazione del 'Magnum principium' contestatagli dal papa

Com'è ormai purtroppo consuetudine, le alte gerarchie ecclesiastiche continuano a parlare dall'impropria cattedra mediatica. 
Suscita grande interesse la recente intervista del cardinale Gerhard Ludwig Müller al Neue Passauer Presse [qui], nel corso della quale, oltre a ribadire la sua posizione sul decentramento alle Conferenze episcopali [qui - qui], si pronuncia specificamente anche in ordine alla liturgia, rivelando il suo appoggio al cardinale Robert Sarah a proposito della sua interpretazione [qui] del motu proprio Magnum Principium sulla traduzione dei testi liturgici e, conseguentemente, anche in ordine alla correctio papale che ne è seguita, che sostanzialmente accusava il Card. Sarah di aver frainteso le direttive del papa. [qui].  
Alla specifica domanda rivoltagli nel corso dell'intervista: 
“Recentemente c’è stato anche un conflitto del papa con il cardinale Robert Sarah prefetto della Congregazione per il culto divino. Diversamente da Sarah, Francesco lascia ai vescovi delle Conferenze episcopali più libertà nella traduzione dei testi liturgici. È un affronto al cardinale?”.

La “dichiarazione di Parigi” e il futuro dell’Europa - Lupo Glori

Il 7 ottobre 2017, data certamente non casuale in cui ricorre l’anniversario della battaglia di Lepanto in cui l’Europa cristiana fermò l’avanzata islamica, alcuni dei più importanti intellettuali europei – tra i quali il filosofo britannico Roger Scruton, l’ex ministro polacco dell’Istruzione Ryszard Legutko e lo studioso tedesco Robert Spaemann – hanno firmato la cosiddetta “Dichiarazione di Parigi” che prende il nome dalla città in cui un gruppo di studiosi e intellettuali conservatori si è incontrato nel maggio 2017 per discutere riguardo il preoccupante stato di salute della politica, della società e della cultura europea, sempre più afflitte dall’attuale processo di secolarizzazione e dal logorante morbo del relativismo etico.

sabato 11 novembre 2017

La grande tribolazione - Danilo Quinto

Alla presenza del Vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, domenica 12 novembre si tiene a Siracusa un convegno dal titolo “Chiesa e massoneria, così vicini e così lontani?”, che ha come punto di partenza le dichiarazioni del cardinale Gianfranco Ravasi:
“Queste varie dichiarazioni di incompatibilità tra le due appartenenze alla Chiesa e alla Massoneria non impediscono, però, il dialogo come è esplicitamente affermato nel documento dei vescovi tedeschi che già elencavano ambiti specifici di confronto come la dimensione comunitaria, la beneficenza, la lotta al materialismo, la dignità umana, la conoscenza reciproca […] bisogna andare oltre ostilità, oltraggi, pregiudizi reciproci, perché rispetto ai secoli passati sono migliorati e mutati il tono, il livello e il modo di manifestare le differenze che pure continuano a permanere in modo netto”. 
Leggendo queste parole, mi sono venute alla mente quelle che Michael D. O’Brien, il grande scrittore cattolico canadese, fa dire al protagonista del suo straordinario libro L’inviato. Padre Elia si trova invitato ad una festa, dove incontra, tra gli altri, un cardinale, che lo intrattiene sulla figura del Presidente, sulla bontà del suo messaggio sulla Felicità Universale, che metterà finalmente in pace il cuore degli uomini. Dopo un lungo dialogo, in cui ascolta le farneticanti dichiarazioni di quel principe della Chiesa, Padre Elia gli rivolge queste parole, alzando il palmo delle mani sopra l’uomo: “Lei è un pastore del gregge del Signore. Il Giorno del Giudizio renderà conto per ogni sua parola e ogni suo atto. La esorto solennemente a lasciare subito l’accampamento del malvagio, a ritornale al suo gregge e a dare forza a ciò che è rimasto!”.

venerdì 10 novembre 2017

Pluralismo a senso unico. E il Comune di Milano censura il libro di Allam

Leggo ora su Il Giornale. Non commento. I fatti purtroppo parlano da soli e confermano la deriva suicidaria che una parte del nostro Paese sembra percorrere, speriamo non inesorabilmente.

"Tesi troppo nette". Negata la sala per la presentazione di Maometto e il suo Allah 
Pluralismo a senso unico. Garantito, ma se sei di sinistra e dici cose «giuste». Le convinzioni di Magdi Cristiano Allam? «Inopportune» dal Comune di Milano, e per questo Palazzo Marino ha negato una sala alla presentazione di «Maometto il suo Allah», il libro del giornalista e scrittore.(1)

È sempre la stessa storia: tutte le idee sono uguali, ma alcune sono «più uguali» delle altre. Almeno così pare, vedendo la decisione dei dirigenti della biblioteca comunale di Villa Litta, che - dopo aver traccheggiato con qualche impedimenta alla Azzeccagarbugli alla fine hanno detto «no». Altro che disponibilità, altro che personale. Dopo aver consultato la dirigente di Area del Comune, è stato il responsabile della biblioteca di Affori che si è preso la briga di spiegare in due mail che «libri che sostengono tesi così nette ma anche così discusse e contestate da altri studiosi e critici» hanno bisogno «di essere messe a confronto in un contraddittorio». La risposta ha lasciato di stucco i promotori dell'evento, primo fra tutti Enrico Turato, capogruppo di FdI e presidente di commissione Turismo. Il 43enne consigliere circoscrizionale, dopo aver letto il libro, aveva sentito il desiderio di farlo conoscere anche ai suoi concittadini e si è fatto avanti per ottenere una sede adeguata e capiente, come è il salone appena restaurato: «Volevo organizzare questa presentazione - spiega Turato - perché il libro tratta di argomenti molto attuali, come lo Ius soli, e problematiche legate al terrorismo islamico che ha funestato l'Europa negli ultimi anni. Sono molto convinto di questa iniziativa, perché può fornire elementi di informazione con una personalità autorevole. Mi sembrava giusto informare i cittadini milanesi ed essendo un libro, quale luogo migliore della biblioteca?».

Il problema di Medjugorje. Intervista al teologo Manfred Hauke sul recentissimo volume di Donal A. Foley

Riprendiamo da Vigiliae Alexandrinae [qui].

Martedì 14 novembre 2017 (ore 21.00, Aula civica Monsignor Gandini, a Seregno – vedi) il Circolo Culturale Cardinal John Henry Newman ospiterà la presentazione del libro di Donal A. Foley, Comprendere Medjugorje. Visioni celesti o inganno religioso? recentemente pubblicato in una coedizione della casa editrice della Facoltà Teologica di Lugano Eupress FTL e dell’editore Cantagalli. Sarà presente all’evento l’autore dello studio Donald A. Foley, il dottor Andrea Sandri, traduttore del libro, e il Professor don Manfred Hauke, dogmatico e mariologo. Foley, che è un esperto di apparizioni mariane nell’età moderna, analizza la trascrizione delle interviste fatte ai veggenti dai francescani nei primi giorni delle presunte apparizioni. La prima e la seconda edizione del volume sono state pubblicate in inglese nel 2006 e 2011, questa terza edizione esce ora tradotta in italiano, con parti inedite.
Pubblichiamo qui di seguito un’intervista del Professor Hauke sui principali contenuti dell’opera uscita nel quotidiano ticinese Giornale del Popolo lo scorso sabato 4 novembre in vista di un'analoga presentazione che avrà luogo il 13 novembre presso la Facoltà Teologica di Lugano.