martedì 31 ottobre 2017

Una scomunica invalida - Uno scisma inesistente. Due studi sulle consacrazioni lefebvriane di Écône del 1988 - Paolo Pasqualucci

P. Pasqualucci : Una scomunica invalida - Uno scisma inesistente. Due studi sulle consacrazioni lefebvriane di Écône del 1988, Solfanelli, 2017, pp. 164, € 13 [qui]

Da parte di alcuni, comprese autorevoli personalità ecclesiastiche, si continua a ritenere in qualche modo “scismatica” la FSSPX. Che mons. Marcel Lefebvre non abbia mai attuato né voluto attuare scisma alcuno, viene ribadito con ricchezza di argomenti in questi due studi del 1999, pubblicati ora per la prima volta in volume da Paolo Pasqualucci, autore del secondo (Una scomunica invalida – Uno scisma inesistente), da lui ampiamente rielaborato per l’occasione. 

Si tratta di due lavori “tecnici”, come si suol dire, ma scritti in modo chiaro e semplice, alla portata di tutti. Questi studi hanno indubbiamente il merito di mettere nel dovuto rilievo un aspetto essenziale, in genere trascurato nelle discussioni e polemiche sulla FSSPX: l’esistenza effettiva dello “stato di necessità”, sempre invocato da mons. Lefebvre a giustificazione delle sue “resistenze”. Tale status, riconosciuto dal diritto canonico, viene indagato, come principio e concetto, sia nei suoi aspetti teologici (primo studio) che in quelli canonistici (secondo studio), con puntuale utilizzo della dottrina tradizionale e più autorevole in materia. 

lunedì 30 ottobre 2017

'Cattolici fondamentalisti' hanno contestato la commemorazione del 500° anniversario della Riforma

Nella nostra traduzione da Le Forum Catholique.

La commemorazione ufficiale del 500° anniversario della Riforma organizzata sabato alla cattedrale di St-Michel-et-Gudule a Bruxelles è stata interrotta da circa 15 cattolici fondamentalisti. La polizia ha dovuto intervenire ed espellere dall'edificio gli oppositori. La cerimonia si è poi tenuta.
Dopo la cerimonia di apertura musicale, quindici integralisti cattolici hanno interrotto la predica Steven H. Leak, Presidente del Sinodo della Chiesa protestante unita del Belgio (EPUB), recitando versetti della Bibbia. Di fronte all'impossibilità di far uscire i manifestanti, è stata chiamata la polizia. E gli oppositori hanno abbandonato la cattedrale senza dover usare la forza. I manifestanti sono stati quindi sottoposti ad un fermo amministrativo.
Steven H. Fuite aveva detto pochi giorni fa che tra le chiese cristiane ormai regna la pace ecumenica.

Che belli quei ragazzi che recitavano il Santo Rosario! Deo gratias per questa testimonianza. Qui sotto il video.

Attraversiamo la notte, ci attende l’eternità - Danilo Quinto

Dice il Vangelo di Luca (12, 35-38): “In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: ‘Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro’”.

Se consideriamo e comprendiamo bene le parole di Gesù, ci accorgeremo che le titubanze, le paure e le angosce della nostra vita non hanno davvero nessuna ragione di opprimerci. Siamo salvati dall’inizio, per il solo fatto che Gesù ci ama siamo e siamo stati confermati nella salvezza eterna dal Suo sacrificio per noi.

Ѐ tutto già ora presente per colui che crede. Cristo non è andato via. Ha vinto la morte con la resurrezione e così ha raggiunto Suo Padre che è nei Cieli e per noi ha preparato sin d’ora Terre e Cieli Nuovi. Li scopriremo dopo questa notte che dobbiamo attraversare, nella certezza di averLo sempre accanto a noi, in ogni momento della nostra vita. Nelle sofferenze e nelle gioie. Egli ci guida e ci sostiene. Soffre e gioisce con noi e per noi. Non ci abbandona mai. Ci forgia nel dolore di questa nostra vita terrena, ma non ci abbandona mai. Anche quando siamo disperati, confusi, inariditi dalle cose terrene che ci avvinghiano e ci sferzano, Cristo è lì. Ci protegge e ci dice di essere sempre pronti, vigili, mai dormienti, obbedienti alle Sue parole che ci plasmano, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese.

domenica 29 ottobre 2017

Presentata a Roma la Accademia Giovanni Paolo II per la vita e la famiglia

In occasione del convegno sull’Humanae Vitae, promosso alla Pontificia Università “Angelicum” da Voice of the Family., un gruppo di membri della Pontificia Accademia per la Vita (PAV), creata nel 1994 da Giovanni Paolo II e recentemente “ripulita” e trasformata nei suoi obiettivi da papa Francesco, ha deciso di dare vita ad una John Paul II Academy for Human Life and the Family (JAHLF), che inevitabilmente si pone come contraltare della nuova accademia bergogliana.
Della nuova Accademia fanno parte, Joseph Seifert, Christine de Marcellus Vollmer, Thomas Ward, Philippe Schepens, Mercedes Arzú de Wilson, Luke Gormally, Michael Schooyans (tutti ex componenti della Pontificia Accademia per la Vitae), Paul Byrne, Judie Brown, Carlos Casanova, Roberto de Mattei, Claudio Pierantoni, John-Henri Westen. Caratteristica comune di queste personalità è l’attaccamento al Magistero della Chiesa e il rifiuto di tutti i tentativi di “rivedere” o trasformare questo insegnamento immutabile:
Il fine di questa Accademia – ha detto il prof. Seifert – è quello di rifiutare tutti gli orribili mali ed errori che caratterizzano la società moderna e sono perfino entrati all’interno del santuario della Chiesa, opponendo ad essi la chiara esposizione della verità sulla vita umana e la famiglia. Ciò comporta il chiamare l’aborto omicidio e non semplicemente interruzione di gravidanza, ed evitare di usare parole disoneste che oscurano la verità. (…) Nel testimoniare così la bontà e la difesa della vita, la nuova Accademia ritiene importante considerare ciascuno di questi aspetti alla luce della vita eterna“. Perciò, afferma il prof. Seifert: “La JAHLF non si limita a considerare la vita umana da un punto di vista meramente biologico. Riconosce altresì ed afferma la realtà dell’anima umana che è all’origine della vita. Pertanto, la JAHLF si occupa anche, parlando in termini generali, dei fondamenti metafisici ed antropologici della verità etica”. (T.M.) - [Fonte]

Riforma luterana: La Gnosi contro il Logos - Stefano Fontana

Riprendiamo di seguito, dal sito dell' Osservatorio internazionale Cardinale van Thuan [qui], ringraziando per la segnalazione, la Relazione tenuta il 21 ottobre 2017 a Salerno nell’ambito del Convegno : “2017 quattro Centenari: la sfida della storia, la risposta dell’Eterno.

Mi sono chiesto quale cifra possa esprimere contemporaneamente tutti e quattro gli avvenimenti che vengono celebrati in questo 2017: la Riforma luterana, la nascita della Massoneria, la rivoluzione comunista, le apparizioni di Fatima. Credo si possa dire che ciò che esprime, in estrema sintesi, la lotta tragica che questi avvenimenti esprimono sia di origine gnostica, si tratta della battaglia della Gnosi contro il Logos. Ѐ una battaglia già persa per la Gnosi, dato che il Prologo del Vangelo di san Giovanni non dice che in principio era la Gnosi ma che in principio era il Logos. Ma l’apostasia gnostica combatterà fino all’ultimo e in questa battaglia continueranno a prodursi molte sofferenze.

La Gnosi è un’eresia complessa. Tra i tanti suoi aspetti voglio qui ricordarne uno particolarmente importante per il nostro discorso. La Gnosi nega la realtà e la vuole riplasmare. Il comunismo, come diceva Dostoevskij, non riguarda il tema della giustizia, riguarda il tema di Dio. I demoni del suo romanzo omonimo, non sono semplici riformatori sociali, vogliono devastare il piano di Dio e sovvertire l’ordine del creato stabilendo il “diritto al disonore”. La Bibbia comincia con il peccato gnostico: “Eritis sicut dii”, che nella Massoneria e nel Comunismo ha avuto ed ha la propria continuazione. A Fatima, al contrario, la Madonna denuncia questi tragici errori e indica la via per contrapporsi ad essi in modo vittorioso.

sabato 28 ottobre 2017

Resoconto Convegno: “Humanae Vitae 50 anni dopo: il suo significato ieri ed oggi” - Roma, Angelicum, 27-28 ottobre

Resoconto, curato dagli organizzatori, del Convegno: “Humanae Vitae 50 anni dopo: il suo significato ieri ed oggi” - Roma, Angelicum, 27-28 ottobre 

Si è svolto oggi a Roma, nell’affollatissima aula magna della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), il convegno internazionale dedicato al tema: “Humanae Vitae 50 anni dopo: il suo significato ieri ed oggi”. L’evento è stato organizzato da 25 associazioni pro life e pro family provenienti da tutto il mondo, ed ha inteso ricordare i 50 anni dalla promulgazione della famosa enciclica Humanae Vitae di Paolo VI sul controllo delle nascite, che destò scalpore nell’opinione pubblica mondiale poiché, nel pieno della rivoluzione sessuale e del clima di contestazione radicale degli insegnamenti morali e religiosi, ribadì la dottrina di sempre della Chiesa nel campo della morale familiare e l’inaccettabilità etica di qualsiasi metodo contraccettivo.

I lavori sono stati aperti da S.E. il Card. Walter Brandmueller, il quale ha sottolineato come Humanae vitae, perfettamente inserita nel solco degli insegnamenti papali del XX secolo, sia uno straordinario esempio di come si svolge il processo della “paradosis”, ovvero della trasmissione della dottrina nella Chiesa: nella ricezione, adozione e trasmissione della verità di fede accade che ciò che viene ricevuto, nell’essere adottato e trasmesso, risponda, con una più profonda comprensione ed espresso con maggiore precisione, alle domande del presente, pur rimanendo nel suo nucleo fondamentale identico a se stesso. Non vi è e non può esservi contraddizione, poiché è lo Spirito Santo che agisce nella Chiesa di Gesù Cristo a guidare questo processo di “paradosis”, ed è Lui a garantire lo sviluppo uniforme della fede, che, nel fluire del tempo, rimane identica a se stessa, proprio come la persona adulta continua a essere identica al bambino che è stata in passato.

Pro multis – pro omnibus. L’Eucaristia – cambio delle parole della consacrazione del Calice


Un sacerdote slovacco, don Ján Košiar, nostro lettore, ci manda il suo scritto in ottimo italiano che pubblico di seguito. Molto interessante per la panoramica della ricezione delle istruzioni di Benedetto XVI in diverse diocesi.
Ci è utile per approfondire ancor meglio la questione del pro multis, alla quale abbiamo già dedicato alcuni articoli: Benedetto XVI ai vescovi tedeschi [qui]; uno studio di don Manfred Hauke [qui]; una recensione al suo libro di Cristina Siccardi [qui]. 

Pro multis – pro omnibus.
L’Eucaristia – cambio delle parole della consacrazione del Calice


Durante il breve pontificato di Benedetto XVI. abbiamo potuto osservare che preferiva  celebrare la Santa Messa in latino; sia in Vaticano che nei suoi viaggi apostolici e visite fuori Roma ed all’Estero. Forse anche perché le parole della consacrazione del calice, nelle traduzioni in lingua moderna, tra cui l'italiano, sono diverse da quelle in latino.

Egli ha espresso Questa sua convinzione e ha voluto promuovere il ritorno alla tradizione originaria in tutta la Chiesa cattolica, e quindi ha chiesto al Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il cardinale Francis Arinze, di informare di ciò tutti i vescovi del mondo. Per espressa volontà del Santo Padre Benedetto XVI. nella preghiera eucaristica doveva essere cambiata la formula della consacrazione del calice.

venerdì 27 ottobre 2017

Esprimiamo il nostro appoggio e stima al Card. Robert Sarah

Cultura Cattolica ha lanciato una raccolta di firme in sostegno al Cardinale Sarah.
Per aderire potete cliccare qui.
Ѐ importante, in questo momento, che Sua Eminenza il Card. Sarah senta il nostro sostegno non solo con la preghiera, ma anche in modo concreto. E che a Santa Marta prendano atto che dietro ai Cardinali Cattolici c’è un popolo fedele a Cristo Signore.

29 ottobre Messa in rito Ambrosiano antico a Legnano

IX ANNIVERSARIO: celebrazione della S. Messa in latino, secondo il rito ambrosiano antico.

Domenica 29 Ottobre, alle ore 17:30
Chiesa Natività della B.V. Maria "la Madonnina"
Legnano - via Ronchi 2, angolo con corso Sempione

Al termine della sacra funzione seguiranno esposizione, benedizione eucaristica e atto di consacrazione del genere umano a Cristo Re; a precedere, alle ore 17:00, recita del S. Rosario in latino; assiste ai riti la Confraternita del SS.mo Sacramento.
Per informazioni: www.ambrosianeum.net

Il "caso Bergoglio" e il problema del Concilio

Allo stato attuale delle cose, non possiamo pretendere di legare la "soluzione" del "caso Bergoglio" alla soluzione del problema rappresentato dal Concilio. La "soluzione" del caso Bergoglio potrebbe cominciare se i 2 o più cardinali dei Dubia si decidessero finalmente a stilare la cosiddetta. "Correzione dottrinale", che non ha bisogno nell'immediato di mettere sotto accusa il Concilio, nel suo intento (si suppone) di ristabilire la vera dottrina della Chiesa sul matrimonio e i Sacramenti. 

Tuttavia, resta il dato di fondo: il non aver fatto e il continuare a non far chiarezza sul Concilio (si rinvia all'infinito) rende gli eventuali tentativi di restaurazione della vera dottrina privi di un solido fondamento, facendone (temo) qualcosa di non sufficientemente chiaro e nitido, destinato pertanto a incider poco.

giovedì 26 ottobre 2017

Invito alla lettura. Cornelio Fabro, Esegesi tomistica

Cornelio Fabro
Opere Complete – Volume 23
Esegesi tomistica
a cura di Gianluca Trombini e Marcelo Lattanzio
€ 45,00
ISBN 978-88-89231-55-5
544 pp.
Volumi rilegati, con sovra-copertina
Formato 17x24
Per ordinare il volume scrivere a edivi.info@gmail.com.
Disponibile nelle librerie.



Il libro
Il volume raccoglie 14 saggi scritti nell’arco di un trentennio; essi precedono ed integrano l’analisi fatta in La nozione metafisica di partecipazione. I saggi sono indirizzati ad indicare le linee maestre dell’itinerario che Fabro ha tentato di mostrare nelle opere sulla partecipazione per attuare quella radicalizzazione del tomismo che ne esprima l’istanza teoretica al suo livello autentico di pensiero essenziale.

Montefiascone, 17 novembre 2017 - Convegno: 'Il principio di sussidiarietà'

Osservatorio Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa
Società Internazionale San Tommaso d’Aquino – FVG
Istituto del Verbo Incarnato (IVE)
Gustav-Siewert-Akademie

La Dottrina sociale della Chiesa e San Tommaso d’Aquino
Il principio di sussidiarietà
Montefiascone - 17 novembre 2017

Presiede i lavori: Dott. Don Samuele Cecotti
Indirizzo di saluto: P. Ernesto Caparros Provinciale IVE Italia
Introduzione ai lavori: SE mons. Giampaolo Crepaldi
Chi è interessato può scaricare qui la Locandina

Prima Sessione 
  • ore 10,00 - IL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETÀ NEI DOCUMENTI DEL MAGISTERO SOCIALE DELLA CHIESA
    Dott. Stefano Fontana – Direttore dell’Osservatorio Van Thuan
  • ore 10,40 - SUSSIDIARIETÀ PER CHE COSA? NATURA, FINE E PROBLEMI DI UN PRINCIPIO
    Prof. Danilo Castellano – Ordinario di Filosofia politica, già Preside della Facoltà di Giurisprudenza Università di Udine,  membro della Reale Accademia di Spagna per le Scienze Morali e Politiche e della Reale Accademia di Giurisprudenza e di Legislazione del Regno di Spagna

La balcanizzazione della liturgia

Nei giorni scorsi abbiamo avuto occasione di commentare e evidenziare i risvolti della recente correctio di Papa Francesco al Cardinale Sarah, soprattutto sugli effetti che il motu proprio Magnum principium dispiegherà sulla Liturgia.
Sull’argomento ci accingevamo a tradurre una interessante intervista al al Dott. Peter Kwasniewski del Wyoming Catholic College, apparsa su LifeSiteNews, ma questa volta  ci ha preceduti padre Scalese, pubblicandola sul suo sito Antiquo robore da cui la riprendiamo.
Vedi nostri precedenti sul blog qui - qui.

Un esperto di liturgia: Le riforme liturgiche del Papa rischiano di riportare i cattolici "agli anni '70"

Quali potrebbero essere le ripercussioni della lettera pubblica con cui Papa Francesco corregge il Cardinal Robert Sarah, Prefetto della Congregazione del Culto divino, per aver cercato di imbrigliare il nuovo decentramento liturgico del Papa?
Per ampliare la prospettiva sul significato e il possibile impatto della lettera del Papa al Cardinale, abbiamo parlato col Dott. Peter Kwasniewski, scrittore prolifico e conferenziere internazionale sulla liturgia, e allo stesso tempo cantore, direttore del coro e compositore di musica sacra.

Ci incontriamo a Roma. Informazioni preliminari

Salus Populi romani, ora pro nobis!
Carissimi,
mentre ci stiamo organizzando e attrezzando adeguatamente per la cadenza da dare agli eventi e iniziative in pectore, ora ci disponiamo ad un incontro che ci consente, a breve, di ritrovarci insieme per un momento di contatto diretto, anche con i compagni di cordata che si sono aggiunti di recente e che ancora non abbiamo avuto possibilità di conoscere personalmente, visto che siamo così sparpagliati in ogni parte d'Italia e non solo.
Vuole essere un momento intenso di preghiera, di condivisione e anche di partecipazione e di comune orientamento. 
Per questo abbiamo pensato di trovarci a Roma  un sabato del prossimo mese di novembre, indicativamente il 18 o il 25 con la seguente agenda:
  • ore 14:30 - Santo Rosario
  • ore 15:00 - Incontro con una breve presentazione della nuova edizione del saggio sulla Questione liturgica
  • ore 17:00 - Santa Messa in Rito Romano antiquior
  • ore 18:00 - ci ritroviamo ancora dandoci il tempo per le conclusioni, ulteriori rapide comunicazioni e per i saluti
Nei prossimi giorni comunicheremo gli ulteriori dettagli e, nel frattempo, diteci la vostra.

Il segreto meraviglioso del Santo Rosario per convertirsi e salvarsi

Regina Sacratissimi Rosarii, ora pro nobis. 

Il segreto meraviglioso del Santo Rosario per convertirsi e salvarsi
San Luigi Maria Grignon de Montfort

ROSA QUARANTATREESIMA
Combattere con energia le distrazioni

[122] Nessuna preghiera è più meritoria per l'anima e più gloriosa per Gesù e Maria quanto il Rosario ben recitato; ma è pure difficile il recitarlo come si deve e costa molta fatica il perseverarvi a causa delle distrazioni particolari che sorgono quasi naturalmente dalla continua ripetizione della medesima preghiera. Quando si recita l'Ufficio della Madonna o i sette Salmi o altre preghiere la varietà dei termini e la diversità delle parole frenano l'immaginazione e ricreano la mente: aiutano, perciò, l'anima a ben recitarle. Ma nel Rosario, composto essenzialmente dalla monotona ripetizione di Pater e Ave Maria e di un metodo sempre uguale, è assai difficile non annoiarsi o addirittura addormentarsi; motivo, questo, che induce nella tentazione di abbandonarlo per scegliere preci più dilettevoli e meno noiose. Occorre, pertanto, per recitare il Rosario con perseveranza, una devozione incomparabilmente più profonda di quella richiesta da qualsiasi altra preghiera, fosse pure il Salterio davidico.

mercoledì 25 ottobre 2017

29 ottobre. Missa Regia a Torino

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Intervento del Cardinale Robert Sarah, al Sinodo per la Famiglia

Al Sinodo per la Famiglia il Card. Robert Sarah ha coordinato il lavoro di uno dei “circoli minori” in cui si sono discusse le tesi della relatio post disceptationem, il documento stilato al termine della prima settimana di lavoro dei vescovi. Il suo intervento è stato tra i più critici nei confronti di alcuni passaggi della relatio. Ad esempio, sulle coppie gay, la conclusione del circolo da lui presieduto hanno richiesto di distinguere il giudizio sulla persona omosessuale da quello sull’atto omosessuale, affermando: «La Chiesa non ha mai giudicato le persone omosessuali, ma i comportamenti e le unioni omosessuali sono una grave deviazione della sessualità». In questi giorni in cui molto si parla di lui per la correctio del papa alla sua nota sul Magnum proncipium [qui], un lettore mi segnala  il suo intervento, veramente esemplare che, insieme ai numerosi richiami alla 'riforma della riforma' in netta divaricazione con le tendenze dell'attuale pontificato, spiegherebbe le ostilità dell'ala progressista nei suoi confronti emergenti dall'agone mediatico. Mi è stato segnalato nella versione inglese a suo tempo pubblicata dal National Catholic Register [qui] ma mi sono ricordata che lo avevamo tradotto  e pubblicato qui. Lo ripropongo di seguito perché vale la pena ripercorrerlo alla luce di quel che poi è accaduto con l'AL. Infatti, seppure il card. Sarah non ha firmato i Dubia, non c'è dubbio alcuno sulla sua posizione. E richiamo la vostra attenzione sulla nostra  nota finale. 

Intervento del Cardinale Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

Sua Santità, Eminenze, Eccellenze, partecipanti al Sinodo,

Propongo questi tre pensieri:

1. Più trasparenza e rispetto tra di noi

Sento un forte bisogno di invocare lo Spirito della Verità e dell'Amore, la fonte di parrhesia nel parlare e umiltà nell'ascolto, ciò che solo può creare vera armonia nella pluralità.

Dico francamente che nella fase precedente del Sinodo, su varie questioni si è avvertita la tentazione di cedere alla mentalità del mondo occidentale secolarizzato e individualista. Riconoscere le cosiddette "realtà della vita" come un locus theologicus significa rinunciare alla speranza nella forza trasformatrice della fede e del Vangelo. Il Vangelo che, una volta trasformate le culture, ora è in pericolo di essere da esse trasformato. Inoltre, alcune delle procedure utilizzate non appaiono finalizzate ad arricchire la discussione e la comunione, per quanto si sono adoperate per promuovere un modo di vedere tipico di alcune frange delle chiese più ricche. Questo è in contrasto con una Chiesa povera, segno gioiosamente evangelico e profetico di contraddizione per la mondanità. Neppure si capisce perché alcune affermazioni non condivise dalla maggioranza qualificata nell'ultimo Sinodo siano finite nella Relatio e poi nei Lineamenta e nell'Instrumentum laboris mentre altre questioni urgenti e molto attuali (come l'ideologia di genere) vengono invece ignorate.

La prima speranza è quindi che, nel nostro lavoro, ci sia più libertà, trasparenza e obiettività. Per questo, sarebbe utile pubblicare i riassunti degli interventi, per facilitare la discussione ed evitare qualsiasi pregiudizio o discriminazione nell'accettare le dichiarazioni dei Padri sinodali.

“Cristo ha espiato le nostre colpe non risorgendo, ma morendo” - Danilo Quinto

Nell’introduzione ad un suo libro pubblicato nel 1992, Eucaristia ed Ecumenismo, padre Enrico Zoffoli (1915-1996), scrive: 
“Ѐ il ‘popolo di Dio’, il pubblico dei lettori, cui intendo trasmettere la voce della Chiesa per rispettarne la fede in un Magistero che nessuna teoria teologica, nessuna ipotesi biblica, nessuna proposta liturgica potrà mai far supporre superato, soprattutto riferendosi fraudolentemente al Vaticano II. Se, dopo questo Concilio, la Chiesa, per assurdo, osasse riconoscere di aver sempre errato nel proporre articoli del Credo e norme morali, i fedeli potrebbero sentirsi autorizzati a voltarle le spalle e condannarne l’opera come offesi dalla più colossale truffa della storia. Appunto quel che vorrebbero i suoi nemici – occulti e palesi -, ossessionati da uno storicismo che in ultima istanza si risolve nel più radicale umanesimo ateo”.

martedì 24 ottobre 2017

Anche la Civiltà Cattolica rivaluta Lutero

Secondo La Civiltà Cattolica [vedi articolo, rispecchiato dal tweet della foto. Se dopo il collegamento vi buttasse fuori, allo stesso si accede anche dal link sulla pagina twitter qui da cui ho ripreso l'immagine]:
«le Tesi di Wittenberg non sono né una sfida né una ribellione all’autorità, ma la proposta di rinnovamento dell’annuncio evangelico, nel desiderio sincero di una «riforma» nella Chiesa. La questione dirimente è stata forse la pretesa, da parte sia della Chiesa di Roma sia di Lutero, di incarnare in toto la verità e di esserne dispensatori. Eppure, nonostante tutto, non si può negare il ruolo che Lutero ha avuto come testimone della fede».
Dunque, ad esempio, la proposta di rinnovamento vale anche per la tesi 26 di Lutero, che afferma: «Il papa agisce in modo corretto quando concede la remissione dei peccati alle anime non in virtù del potere delle chiavi, che non deve essere inteso in questo senso, ma in virtù del suo suffragio».
Ora «il potere delle chiavi designa l'autorità per governare la casa di Dio, che è la chiesa, mentre il potere di legare e di sciogliere indica l'autorità di assolvere dai peccati, di pronunciare giudizi in materia di dottrina, e prendere decisioni disciplinari nella Chiesa». (CdCC, n.553). Autorità conferita da Gesù ed esercitata attraverso il ministero degli Apostoli (Mt 18:18; 28,16-20) e particolarmente di Pietro, il solo al quale Egli ha esplicitamente affidato le chiavi del Regno (CdCC n. 553).

«Io ho le chiavi». Il «potere delle chiavi» del Papa.

Interessante e incisivo Padre Giovanni Scalese su una battuta di Bergoglio che induce a chiarir bene in cosa consiste il «potere delle chiavi» del Papa. Riprendo da Antiquo robore.

In un articolo pubblicato ieri su OnePeterFive, Maike Hickson si chiede: “Potrebbe l’aneddoto raccontato sulla rivista dei Cappuccini essere la chiave per svelare i piani del Papa sull’ordinazione delle donne?”.

Di che si tratta? Si tratta di un aneddoto narrato tre anni fa (2014) nell’editoriale del numero di aprile della rivista dei Cappuccini svizzeri Ite dal Direttore Fra Adrian Müller. L’originale è in tedesco; non conoscendo il tedesco, vi traduco in italiano la versione inglese della Hickson:
Papa Francesco non risiede nell’appartamento pontificio, ma piuttosto nell’albergo del Vaticano [l’Ospizio Santa Marta]. Lì le Guardie [Svizzere] hanno il compito di proteggere il Papa o, talvolta, quando mette la testa fuori dalla porta, andare a prendergli un caffè. Al nuovo Vescovo di Roma non piace fare colazione da solo. Perciò, di solito, si siede ogni volta accanto a qualcuno e incomincia a parlare con lui. In una di tali occasioni, pare che sia avvenuto il seguente incontro:
Si dice che Papa Francesco si sia seduto una mattina di fronte a un Arcivescovo e abbia portato il discorso sulla questione del sacerdozio femminile. Poi avrebbe chiesto al suo compagno di tavola che cosa ne pensasse. Quello taceva, non sapendo come rispondere a questa domanda. Dopo un momento di silenzio, si dice che Francesco abbia replicato: “Sí, sí, entrambi i miei predecessori ci hanno chiuso la porta”. Quindi, ridendo, avrebbe detto: “Per fortuna, io ho le chiavi”.

lunedì 23 ottobre 2017

28 ottobre Ravenna. Pontificale del Cardinale Burke

28 ottobre - ore 11 a Ravenna, nella Basilica di Sant'Apollinare in Classe. Il Card. Raymond Leo Burke celebrerà una Santa Messa Pontificale.

Cliccate sull'immagine della locandina, per leggere, ingrandendola, tutti i dettagli.

Avviso del CNSP - Gli Amici che organizzano il Pellegrinaggio di Ravenna del prossimo 28 ottobre ci chiedono di inoltrare a tutti coloro che parteciperanno questo avviso.

È stato organizzato un pranzo, al quale parteciperà anche S. E. Rev.ma il Card. Raymond Leo Burke, che si terrà, al termine del solenne Pontificale, al ristorante La Campaza, in Via Romea Sud 395, località Fosso Ghiaia (1 km circa dalla Basilica di S. Apollinare in Classe). La quota di partecipazione è di € 30,00. È possibile partecipare, prenotando, fino ad esaurimento posti, all'indirizzo: circoloculturalesanmichele@gmail.com.

Roma, 28 Ottobre. Humanae vitae 50 anni dopo

28 ottobre h 9:15. Angelicum - Università S Tommaso d'Aquino, Largo Angelicum 1

Il prossimo anno cadrà il cinquantesimo anniversario della promulgazione dell’Enciclica Humanae Vitae di Paolo VI (25 luglio 1968). In essa Paolo VI previde che l’accettazione del controllo artificiale delle nascite avrebbe avuto come conseguenza un declino generale delle norme morali in tutta la società; un aumento dell’infedeltà coniugale; un venir meno del rispetto per le donne da parte degli uomini; e l’introduzione di tecnologie riproduttive coercitive da parte dei governi. 
Dopo quasi cinquant’anni, non solo queste previsioni si sono avverate, ma siamo arrivati al punto in cui la società, su larga scala, ammette che nel matrimonio le relazioni sessuali possono essere separate dalla procreazione. 
Per cercare di evitare alle future generazioni gli effetti distruttivi della mentalità contraccettiva e per aiutare a ripristinare un’autentica cultura cristiana, l’insegnamento cattolico sulla castità e l’apertura alla vita nel matrimonio deve essere difeso e insegnato apertamente. Con il convegno in programma, Voice of the Family vuole offrire un’opportunità per studiare l’Enciclica Humanae Vitae nella sua epoca storica e nella nostra, ribadendone la continuità con l’insegnamento perenne della Chiesa sancito dal suo paragrafo 14. 
Scaricare qui la Locandina con l'intero programma.

Roma: il cardinale Burke non rinuncia ad una «correzione fraterna»

Nostra traduzione da TradiNews - 20 ottobre 2017

Il 3 ottobre 2017, in un'intervista rilasciata al Vaticanista Edward Pentin del National Catholic Register, il cardinale Raymond Burke ha detto la sua nomina come membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica del 30 settembre non richiede un lavoro sul tempo pieno, ma saltuario a seconda delle circostanze.
Ha detto che la nomina non cambierebbe né ritarderebbe la correzione fraterna indirizzata a Papa Francesco sull'esortazione apostolica Amoris Lætitia. Su questo punto, lo storico Roberto de Mattei rispondeva a coloro che erano stupiti che i due autori superstiti dei Dubia, i cardinali Walter Brandmüller e Raymond Burke, non avessero firmato la Correzione filiale: «significa ignorare, ha scritto, come sottolineato da Rorate Coeli, che la correctio filialis di sessantadue firmatari è puramente teologica, mentre quella dei cardinali, quando apparirà, avrà autorità e un ambito molto diverso, sul piano canonico». Alcuni osservatori romani hanno motivo di ritenere che la presentazione della «Correzione fraterna» sia imminente.

L’omelia in fotocopia - Stefano Fontana

Un’omelia standard ricorre ogni domenica: Dio ti ama così come sei. Ma è proprio così? 
Da un po’ di tempo noto che gran parte delle omelie che ascolto la domenica durante la Messa dicono sempre la stessa cosa. Qualsiasi siano le letture da commentare, come un singolare mantra ripetono lo stesso concetto che possiamo riassumere in questa frase: Dio ti ama così come sei.

L’attenzione é posta sulla misericordia di Dio, che ci accoglie nonostante le nostre debolezze e fragilità. In genere in queste omelie di “peccato” si parla ormai poco. La parola é sostituita appunto da debolezza e fragilità , davanti alle quali si prova di solito un sentimento di misericordia.

La conclusione di queste omelie fotocopia é quindi che non dobbiamo giudicare, non dobbiamo essere legalisti nel senso di rammaricarci se non riusciamo a rispettare la legge di Dio, e che l’unica cosa importante é ricambiare questo amore di Dio che, appunto, ci ama così come siamo.

domenica 22 ottobre 2017

Maria Guarini, «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca dei ‘due papi’»

Ѐ uscita la seconda edizione del mio saggio «La questione liturgica. Il rito Romano usus antiquior e il Novus Ordo Missae dal Vaticano II all'epoca dei due papi», Ed. Solfanelli, pag.168, Euro 13. 

Per procedere all'acquisto [qui]
Il Libro:
Lo scenario della Chiesa di oggi, riformata secondo le applicazioni del Concilio Vaticano II, presenta un mosaico di “criticità” che non sfuggono ai fedeli e agli studiosi più sensibili e competenti. Esse non hanno risparmiato — anzi vi trovano il loro focus — la Liturgia, culmine e fonte della vita di fede nella sua espressione culturale e sacramentale.
Soprattutto dopo l’abdicazione di Benedetto XVI, essa rischia ulteriori improprie manipolazioni che diventano abusi.
Il testo è stato rivisto e ampliato. Inoltre sono stati aggiunti due Capitoli, sui processi  dissolutivi accelerati a partire dall'abdicazione di Benedetto XVI fino alle ultime avvisaglie che hanno portato al motu proprio Magnum principium, col quale si promuove il decentramento alle Conferenze episcopali della preparazione dei libri liturgici, che mina l'unità e dell'universalità de La Catholica.
Nel presente saggio viene analizzato sul piano filosofico e teologico lo status quaestionis, in ambito liturgico, della crisi che viene da lontano ma caratterizza l’ultimo cinquantennio. Vengono quindi sviluppati in termini essenziali alcuni dei punti rilevanti di un dibattito ancora aperto, da diffondere ed allargare, al fine di alimentare una “pastorale” secondo la Tradizione che è vita e giovinezza della Chiesa.
L'autore
Maria Guarini, laureata in teologia ed esperta in Comunicazione e nuove tecnologie, ha diretto per anni la Biblioteca e le Relazioni al Pubblico del Ministero delle Comunicazioni. Continua a svolgere un’attività di Operatore dell’Informazione a livello internazionale.
È da tempo impegnata a testimoniare la presenza della Chiesa sulla Rete Internet, nuova frontiera di libertà e crogiolo per la formazione di correnti di pensiero svincolate dalle culture dominanti e tendenti al vero, in quanto radicate nella Tradizione perenne, ritrovando e rivendicando il primato della verità sull’azione, della conoscenza sulla prassi ateoretica. Autrice dei libri «La Chiesa e la sua continuità. Ermeneutica e istanza dogmatica dopo il Vaticano II» (DEUI, Rieti 2012) e «Agorà Telematica» (Edizioni Vivere in, Roma 2001).

Il vulnus diventa uno squarcio. Il papa corregge il card. Sarah

Il vulnus diventa uno squarcio
I processi innescati a ritmi incalzanti da una Santa Sede irriconoscibile stanno portando la Chiesa verso un altrove che ne ribalta l'identità e la funzione. La Verità è tradita e addirittura ribaltata. Ormai chi tace è complice. Non basta più neppure la "correzione formale" all'Amoris Laetitia, che pure si sta facendo attendere. Una Correctio dei cardinali - quella filialis più recente già allarga al modernismo e alle derive protestantizzanti - non potrà che essere ampia e avere il suo focus nella Liturgia, fonte e culmine di tutto. Dov'è il nostro Atanasio?
La spinosa e vexata questio era stata da noi tempestivamente sollevata qui. Ciò che si temeva purtroppo sta accadendo a ritmi sempre più serrati confluiti nel motu proprio Magnum principium [qui]. Siamo al 'rompete le righe' col decentramento alle Conferenze episcopali della preparazione dei libri liturgici, che mina l'unità e dell'universalità de La Catholica.

Recentemente è intervenuto il  Cardinal Robert Sarah, con una nota [qui] che attenua la svolta rivoluzionaria favorita dal Motu Proprio Magnum Principium. alla cui stesura, come già osservato, egli era stato tenuto estraneo.

Oggi la Nuova Bussola Quotidiana [qui] registra un caso senza precedenti. Giorni fa aveva pubblicato la nota del card. Sarah dando risalto, come noi, al fatto che egli proponeva una interpretazione del motu proprio nel senso di limitare l'autonomia delle  Conferenze episcopali nella traduzione dei testi liturgici. Ora il papa in persona chiede la pubblicazione della sua lettera autografa [qui l'originale] al Prefetto per la Congregazione del Culto divino, che ne smentisce l'interpretazione. Il card, Sarah ha sottolineato la distinzione tra confirmatio e recognitio in ragione dell’effetto prodotto : la confirmatio attiene semplicemente alla traduzione della edizione tipica latina; la recognitio riguarda nuovi testi e modifiche rituali. Esse tuttavia si configurano come atti identici avuto riguardo alla responsabilità della Santa Sede. Il che renderebbe ancora possibile una analisi dettagliata del tutto, a garanzia dell'unità della Chiesa, messa a rischio da un decentramento che amplia le responsabilità delle Chiese locali.
L'anomalia sta anche nel fatto che il papa corregge il Prefetto del Culto Divino con le proposizioni del Segretario della stessa Congregazione.

Mons. Galantino e Lutero. Ci soccorre Chesterton

Si sta procedendo con fin troppa enfasi alla commemorazione anche da parte cattolica dei 550 anni della Riforma Protestante.
Lo scorso 19 ottobre il segretario della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Nunzio Galantino,  nel corso del convegno “Passione per Dio. Spiritualità e teologia della Riforma a 500 anni dal suo albeggiare”, tenutosi presso la Pontifìcia Università Lateranense, ha dichiarato:
“La Riforma è stata, è e sarà in futuro un evento dello Spirito” e “La Riforma risponde alla verità espressa nella formula ‘ecclesia semper reformanda’”.
A dir poco sconcertante, per non dir peggio! Ne abbiamo già parlato in altre occasioni : qui - qui e vedi anche il nutrito indice di svariati articoli sull'argomento. Oggi approfitto dell'interessante segnalazione di un lettore per tradurre e condividere un articolo di Dale Ahlquist, presidente dell'American Chesterton Society, creatore della serie di EWTN "G.K. Chesterton: l'apostolo di senso comune". Si tratta di un suo commento ad un libro del 2001 di Tim Drake: “There We Stood, Here We Stand”. Riflessioni calzanti e significative che ci interpellano su quanto nella Chiesa cattolica sta accadendo con effetti ulteriormente ingravescenti da alcuni decenni.

La fossilizzazione di Martin Lutero
GK Chesterton riconosceva che ci sono luterani ancora sinceramente e fortemente cristiani, ma sosteneva che la stessa teologia originaria non contiene più altro che solo la forma rimasta.

sabato 21 ottobre 2017

il Card. Müller sostiene di non aver votato in unanimità la relazione tedesca al Sinodo per la Famiglia 2015

Nella nostra traduzione da OnePeterFive, riprendiamo un articolo di Maike Hickson che sottolinea gli interrogativi sollevati dall'intervista rilasciata dal Card. Müller il 13 ottobre scorso al giornale cattolico tedesco Die Tagespost [qui].  Potrebbe apparire a prima vista una questione di lana caprina; ma in realtà non sarebbe altro che una nuova conferma del cosiddetto Sinodo “taroccato” e delle molteplici ambiguità a tutti i livelli [qui].

Il cardinale Müller dichiara che il suo voto alla relazione tedesca al Sinodo della Famiglia 2015 non è stato unanime.

Il cardinale Gerhard Müller, ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (CDF), continua a sorprenderci. Dopo aver recentemente parlato pubblicamente dell'attuale clima di paura e di censura in Vaticano sotto papa Francesco [qui], il cardinale tedesco ora dichiara di non essere coinvolto col suo consenso personale alla relazione finale del gruppo germanofono al secondo Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia a Roma nel 2015. Se ciò fosse vero, ci troveremmo di fronte a un altro grande scandalo, dal momento che quel documento sinodale è stato presentato al pubblico come se avesse avuto l'approvazione dello stesso prefetto della CDF.

Intervista a mons. Schneider di padre Olivera Ravasi

Nella nostra traduzione da Adelante la Fe, pubblichiamo l'intervista del padre Olivera Ravasi a Mons. Athanasius Schneider, cogliendo l’occasione della sua visita in Argentina, nell’ambito del XX Incontro di Formazione Cattolica  organizzato dal Círculo de Formación San Bernardo de Claraval. Non si parla solo di Amoris laetitia. ma dell' immigrazione, della questione della teoria del 'genere' e degli altri errori dottrinali e ideologici nonché della Liturgia e della situazione della Chiesa.

Umile, sereno e gioioso, Mons. Schneider ci riceve durante una visita di appena tre o quattro giorni a Buenos Aires. Ci offre il suo prezioso tempo e, come tutte le grandi anime, non ha fretta alcuna. 

P. Javier Olivera Ravasi: C’è qualche tema di cui vuole evitare di parlare? – gli chiedo prima di cominciare l’intervista.

Mons. Schneider: “Non vi è niente di occulto che non sarà rivelato”; mi chieda ciò che desidera – risponde in buon italiano.

P. Javier Olivera Ravasi: Bene – rispondo –, ma prima una domanda un po’ scomoda: Lei è vescovo ausiliare di Astana, in Kazakhstan… “ma non fa altro che viaggiare”, si mormora… 

Mons. Schneider: È vero: ma è proprio quel che mi ha chiesto il mio arcivescovo, Mons. Tomasz Peta, da cui dipendo. Quel che succede è che – specialmente in quest’epoca di confusione – è importante che noi vescovi parliamo, soprattutto visto che la diocesi di cui sono ausiliare è così piccola ed è così ben accudita (appena lo 0,5 % della sua diocesi si dichiara cattolico).

venerdì 20 ottobre 2017

27 ottobre incontro a Varese: Si scrive DAT si legge eutanasia

Venerdì 27 ottobre 2017, ore 21.00
Istituto Maria Ausiliatrice
Piazza Libertà 9 Varese
Si scrive DAT si legge eutanasia

relatore: Avvocato Simone Pillon
Marito, padre, mediatore familiare, cofondatore del Comitato Organizzatore dei Family Day, patrocinante in Cassazione
Beato chi non ha perduto la speranza
testimonianza di Cristina Maracci, malata di SLA
(Chicchi per gli amici) ed il marito Guglielmo Bianco

Approfondimento in vista dell'approvazione in parlamento della legge sul fine vita. È importante informarsi per sapere come comportarsi di fronte a scelte che ci interpellano come esseri umani. Vi aspettiamo e vi invitiamo a diffondere questa proposta.
Scaricare:
la Locandina di ottobre e
il Depliant ottobre/novembre
Movimento e centro Aiuto alla Vita Varese Onlus

Geniale il vescovo di Macerata - Stefano Fontana

 Un’Ave Maria nell’aula universitaria a Macerata. Un gran can can sul web e perfino una interrogazione parlamentare. L’unico ad affrontare la cosa in modo intelligente è il vescovo.
Venerdì 13 ottobre scorso la professoressa Claudia Ferranti, ricercatrice all’Università  di Macerata, ha interrotto la sua lezione e ha recitato una preghiera a Maria Santissima. Perché? Perché molte associazioni cattoliche di preghiera avevano invitato a recitare il Rosario alle ore 17,30 di quel giorno, centesimo anniversario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima. La catena di preghiera era indetta in continuità  con il Rosario recitato dai Polacchi ai confini della loro patria il 7 ottobre scorso.

La professoressa ha chiesto agli studenti di poter sospendere per un momento la lezione e li informò che lei avrebbe recitato un’Ave Maria per la pace. Gli studenti liberamente avrebbero potuto unirsi a lei o meno. Alla fine della sua preghiera la professoressa ha proseguito la lezione.

I "cristiani nascosti" del Giappone. Troppo scomodi per questo pontificato

Lo stendardo dei lefebvriani giapponesi
rappresenta i martiri giapponesi crocifissi
Quando nello scorso agosto mia moglie ed io eravamo a Fatima per il pellegrinaggio internazionale della FSSPX rimanemmo molto colpiti dalla partecipazione del gruppo dei giapponesi, presenti con uno stendardo rappresentante i martiri nipponici che, come noto, furono crocifissi tutti insieme in gran numero.

Appena poco tempo prima avevamo visto il film intitolato "Silence" di Martin Scorsese, quello che propugna la possibilità di amare Cristo pur apostatando. Le autorità politiche giapponesi erano abilissime nell'inventare tecniche psicologiche terribili ed aberranti al fine di ottenere l'apostasia e quindi l'eliminazione completa del cristianesimo su tutto il territorio. Molte persone in effetti rinnegarono la loro fede, ma i famosi martiri giapponesi furono quelli che invece resistettero. Il film è da vedere anche solo per l'efficacia e la crudezza con cui documenta questi fatti.

Ultimamente Sandro Magister sul suo blog Settimo Cielo ha rievocato questa vicenda proponendo un articolo di Shinzo Kawamura, S.J.. 
Non voglio dilungarmi: dovrei ripetere solo l'avvincente storia di come i cattolici giapponesi superstiti conservarono la vera fede cattolica per 250 anni senza la presenza di alcun prete. In questa temperie di apostasia generale abbiamo di che imparare... (marius)

Venerdì 20 ottobre. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Di fronte all’azione instancabile dei nemici di Cristo, che si palesano sempre più numerosi anche tra coloro che dovrebbero guidare i fedeli, rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, leggiamo la prima parte della Didachè. Anche oggi il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

giovedì 19 ottobre 2017

L'attualità di Thomas More - Card. Raymond Burke

Nella nostra traduzione : Edward Pentin del National Catholic Register  - 17 ottobre 2017

Il cardinale Burke venera la reliquia del capo di San Thomas More
Il cardinale americano afferma che oggi è "eccezionalmente importante" la testimonianza della Verità del santo patrono dei politici, che morì per difendere l'indissolubilità del matrimonio quando pochi altri lo avrebbero fatto.
Nel pomeriggio di una insolitamente calda domenica d'ottobre, il cardinale Raymond Burke ha visitato la chiesa parrocchiale di San Dunstan a Canterbury, in Inghilterra, dove ha pregato nel luogo dove giace la testa di San Tommaso More, la sola importante reliquia del martire del XVI secolo.
“Mi sono profondamente commosso nel pregare lì, per tutti coloro che si trovano in situazioni simili alla sua: giuristi e membri del governo che hanno una così pesante responsabilità per il bene comune che egli sapeva che poteva essere servito solo servendo la legge divina".

Il male si organizza - Danilo Quinto

Ascoltare Bruno Cornacchiola in un video registrato, come mi è capitato qualche settimana fa, scuote davvero la coscienza. Siamo nel mese di novembre del 1987 e il veggente delle Tre Fontane si rivolge ai suoi cari Arditi – così chiamava i membri dell’associazione S.A.C.R.I., da lui fondata – con una catechesi intitolata Natale senza vocazioni o vocazioni senza Natale? 
Dice Cornacchiola: 
“Il titolo mi è venuto alla mente (la Vergine della Rivelazione è sempre presente; se non fosse così io non sarei capace di non fare niente di ciò che faccio!), ma io ho pianto nel meditarlo”. Aggiunge: “Perché se è un ‘Natale senza vocazioni’, vuol dire che siamo finiti e Dio si è allontanato da noi! Non avere vocazioni significa non più Misericordia, ma maledizione e castigo e se è un’ondata di ‘vocazioni senza Natale’, allora la maledizione è completa, perché abbiamo vocazioni, ma atee o agnostiche, che corrono in ogni dove per superstizione, che s’interessano di tutto meno che di arginare, con la Dottrina della Verità, il male dilagante e non mettono la Lampada della Verità della Salvezza sopra il moggio, perché tutti la vedano e l’accettino col buon esempio di pratica delle virtù (Mt 5 – 14,16)”.

mercoledì 18 ottobre 2017

21 ottobre, Teramo - Presentazione libro di p. Serafino Lanzetta

Sabato prossimo, 21 ottobre - ore 16:30, a Teramo nella Sala Conferenze della Piccola Casa Santa Maria Aprutina, Pierfrancesco Nardini presenterà il libro di padre Serafino Lanzetta: Fatima. Un appello al cuore della Chiesa.

Cliccare sull'immagine per ingrandire ---->>

Intervista a Martin Mosebach: un grande difensore della liturgia tradizionale

Martin Mosebach è un famoso scrittore tedesco, noto sia come romanziere, sceneggiatore, drammaturgo, saggista e poeta. Nel 2007 ha vinto il Premio Georg-Büchner, uno dei più prestigiosi premi letterari del Paese. I suoi articoli sulla sua scoperta e la difesa della liturgia tradizionale hanno fatto un certo scalpore, non potendo essere ignorata la sua voce. Era uno degli oratori del Colloquio del 14 ottobre a Roma in occasione del pellegrinaggio Summorum Pontificum [vedi, nel blog l'intero resoconto dell'evento, compresa la sintesi della relazione di Mosebach].
Martin Mosebach è autore de: La Liturgia romana e il suo nemico, l'eresia dell'informe ed. Hora Decima, 196 pag, 18 euro (In Italia nelle ed. Cantagalli, pag. 251, € 17,90 [qui]).

Qual è stato il ruolo della scoperta della liturgia cattolica tradizionale nella crescita della sua fede cattolica?
È stata la scoperta della liturgia tradizionale che mi ha riportato alla Chiesa. Non sono un teorico né un filosofo, ma piuttosto una persona concreta - la liturgia tradizionale è stata per me la forma visibile della Chiesa e quindi la Chiesa stessa. La religione dell'Incarnazione possiede un rito dell'incarnazione. Il lato fisico del rito mi convince perché il Dio dei cristiani è stato uomo.

martedì 17 ottobre 2017

“Sensus fidelium” e scollamento ecclesiale

Riprendiamo da Antiquo robore una riflessione di padre Giovanni Scalese, che non è il solito rigido 'tradizionalista'. 

Come annunciato, venerdí scorso, 13 ottobre, è stato compiuto l’Atto di consacrazione della Missione e di tutto l’Afghanistan al Cuore Immacolato di Maria. Ne ha riferito AsiaNews, per cui non starò qui a ripetermi.
L’idea di consacrare l’Afghanistan, che è un paese interamente musulmano, alla Madonna potrebbe apparire bizzarra. In realtà essa è il frutto di una profonda convinzione: che le situazioni piú complicate possono essere risolte non con gli sforzi umani, ma solo con un intervento dal cielo. È un’ispirazione venuta in occasione del centenario di Fatima. Sapevo di iniziative analoghe prese nei mesi scorsi da singoli Vescovi e da qualche Conferenza episcopale; ma scopro ora che il numero delle consacrazioni che sono state compiute in questi giorni è notevolmente superiore. Provo a buttare giú un elenco, che sarà certamente incompleto:

‘Et Verbum caro factum est’. La drammatica esperienza di un sacerdote

Et Verbum caro factum est’. La drammatica testimonianza di un sacerdote che ha vissuto un’esperienza di redenzione; ma ciò nonostante è stato condannato senz’appello, almeno finora. 
Ho avuto l’occasione di conoscerlo personalmente e mi ha affidato in anteprima la lettura di un libro di imminente pubblicazione nel quale, oltre ad aprire il suo cuore, illustra con dovizia di documentazione il sofferto iter da lui vissuto fino alla dolorosa conclusione, alla quale speriamo possa esserci una diversa soluzione. Don Marco è il suo vero nome e Verona la città in cui ha svolto per anni la sua pastorale. Il tema è delicato; ma forte e chiara è la trasformazione di un'anima e di una vita umana prima che sacerdotale, per effetto della Grazia. Trasformazione purtroppo disattesa o addirittura, negli effetti, di fatto negata.
Don Marco ha accettato di rispondere alle nostre domande che mirano ed estrarre il succo della drammatica vicenda che vede protagonista un’anima sacerdotale nel nostro tempo, in cui il corpo mistico di Cristo soffre di una grande sete di autentici santificatori. Sosteniamolo con la nostra preghiera e vicinanza spirituale e affidiamo uno sbocco diverso della vicenda alla Provvidenza e a chi, leggendo, abbia la competenza e la compiacenza di suggerire possibili e adeguati comportamenti ad hoc nelle sedi opportune. Allo scopo, ovviamente, egli metterà a disposizione tutti i documenti del caso. (M.G.)

Don Marco, cosa lo ha spinto a scrivere questo libro?
L’idea del libro nasce dopo le mie dimissioni forzate dallo stato clericale, dimissioni che io ritengo profondamente ingiuste. Ѐ stata questa grande sofferenza, questo profondo senso di ingiustizia a convincermi a mettere per iscritto questa mia esperienza di “anima dannata”.

Potrebbe spiegare meglio cosa intende dire?
Dopo la grave caduta nel reato di pedofilia e dopo aver scontato la giusta condanna, iniziai a fare un bellissimo cammino di recupero, cammino, tra l’altro, che la Chiesa stessa mi chiese di fare. Per quindici anni posso affermare che la mia fu una vera storia di redenzione, di resurrezione, di riscatto dal male fatto, un bel cammino umano e sacerdotale.

lunedì 16 ottobre 2017

Miracolo del Sole in Nigeria, il 13 ottobre, dopo la riconsacrazione al Cuore Immacolato di Maria

“Miracolo del Sole in Nigeria, il 13 ottobre, dopo la riconsacrazione della Nigeria al Cuore Immacolato di Maria, in occasione del centenario dell’ultima apparizione a a Fatima”. 

A Benin City, nello Stato di Edo, in Nigeria, era presente l’intera Conferenza Episcopale, che ha confermato l'autenticità del fenomeno. 

Da questo link il video del fenomeno.

Su Fine dei tempi è pubblicato un articolo [qui]: La Madonna inizia dagli ultimi, ma a Roma tutto tace.

Qui sotto l'immagine dei vescovi durante l'Atto di Consacrazione alla Vergine.

Intervista al professor Rémi Brague. Per la salvezza dell'Europa, la feconda tensione dei frutti della "via romana".

Un'intervista a tutto campo con uno dei più brillanti pensatori del XXI secolo, per approfondire diversi temi e questioni di attualità. Rémi Brague è docente alle università di Parigi I Pantheon-Sorbona e di Monaco Ludwig-Maximilian. Tra i temi da lui studiati e trattati in diversi saggi, vi sono l'identità europea, il pensiero medievale, la filosofia araba. Nel 2012 è stato insignito del premio Ratzinger, promosso dalla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger - Benedetto XVI, insieme al gesuita patrologo statunitense Brian Edward Daley. In Italia è conosciuto in particolare per i celebri libri: Dove va la storia? Dilemmi e speranze (Editrice La Scuola 2015), Il futuro dell’Occidente. Nel modello romano la salvezza dell’Europa (Bompiani 2005) Il Dio dei cristiani. L’unico Dio? (Cortina 2009); Ancore nel cielo. L’infrastruttura metafisica (Vita e Pensiero 2012).

Professore, spesso si sente dire che per la formazione dell'Europa è stato fondamentale l'incontro tra Roma Atene e Gerusalemme: le cose stanno proprio così?

Vi è una banalità nel parlare delle "tre città simbolo" e nell'affermare che è dalla loro combinazione che viene la civiltà occidentale. Altri oltre me, e ben prima di me, l'hanno dimostrato meglio di me; come Paul Valéry. Per quanto mi riguarda, la novità del mio lavoro sta nell'aver sottolineato l'importanza dell'esperienza romana: la Roma della storia, ma anche e soprattutto l'atteggiamento romano, che ho descritto con i concetti come "la secondarità", "il rinascimento" (distinta dalla semplice reviviscenza), "l'adozione inversa" e così via. I Romani hanno compreso che il loro compito storico consisteva anche nel diffondere una cultura che non era la loro. Non a caso, la secondarità ha questo significato: sapere che ciò che si trasmette non proviene da sé stessi, e che lo si possiede solo in modo fragile e provvisorio. Questo implica tra l’altro che nessuna costruzione storica ha niente di definitivo. Deve essere sempre rivista, corretta, riformata. Perciò, in Europa non vedo tanto la sintesi delle tre città, ma piuttosto, i frutti della "via romana", la quale ha permesso la feconda tensione tra le tre. Ciò ha reso possibile la coesistenza delle caratteristiche di ciascuna: l'impero il diritto da Roma, la filosofia la cultura da Atene, il rapporto con un Dio unico e personale da Gerusalemme, grazie in primis ai cristiani; senza che una assorbisse le altre.

domenica 15 ottobre 2017

Santa Teresa d'Avila e Martin Lutero

Anche noi vogliamo commemorare Santa Teresa d'Avila, festeggiata oggi, attraverso le sue parole su Martin Lutero. A perenne memoria.

...in questo tempo mi giunse notizia dei danni e delle stragi che avevano fatto in Francia i luterani e di quanto andasse aumentando questa malaugurata setta. Ne provai gran dolore e, come se io potessi o fossi qualcosa, piangevo con il Signore e lo supplicavo di porre rimedio a tanto male. Mi sembrava che avrei dato mille volte la vita per salvare una fra le molte anime che là si perdevano. Ma, vedendomi donna e dappoco, nonché incapace a essere utile in ciò che avrei voluto a servizio del Signore, poiché tutta la mia ansia era, come lo è tuttora, che avendo egli tanti nemici e così pochi amici, decisi di fare quel poco che dipendeva da me. Decisi cioè di seguire i precetti evangelici con tutta la perfezione possibile e di adoperarmi perché queste religiose che son qui facessero lo stesso. Fiduciosa nella grande bontà di Dio, che aiuta sempre chi decide di lasciar tutto per amor suo, pensai che, essendo tali le mie consorelle come io le avevo immaginate nei miei desideri, le loro virtù avrebbero compensato i miei difetti e così io avrei potuto contentare in qualche cosa il Signore; infine pensavo che, tutte dedite alla preghiera per i difensori della Chiesa, per i predicatori e per i teologi che la sostengono, avremmo aiutato come meglio si poteva questo mio Signore, così perseguitato da coloro che ha tanto beneficato, da sembrare che questi traditori lo vogliano crocifiggere di nuovo e che egli non abbia dove posare il capo.

Avviso riguardante la Santa Messa Antiquior a Mirano

Il Coetus di Mirano informa che, dal prossimo novembre (il giorno 12 per l'esattezza), la S. Messa nel rito romano antiquior che ha luogo a Mirano (Venezia) nella chiesa parrocchiale di S. Leopoldo Mandic (via Wolf-Ferrari n° 39) ogni seconda domenica del mese, sarà posticipata di mezz'ora rispetto all'orario attuale e verrà pertanto celebrata alle ore 08,45 anziché alle 08,15.
Ciò è stato deciso dal Parroco, in accordo col nostro Coetus, per venire incontro alle esigenze dei fedeli con un orario un po' più comodo.

Invitiamo tutti i fedeli che vivono nell'entroterra veneto (Venezia, Padova e Treviso) a venire alle nostre celebrazioni: si tratta dell'unica Messa Tridentina attualmente officiata nella Diocesi di Treviso.

Resta confermato, naturalmente, l'appuntamento con la S. Messa in rito romano antico che sarà mensilmente celebrata nella vicina Oriago di Mira (VE) a partire dal 22 ottobre prossimo [qui].

Per qualsiasi informazione, telefonare al numero 334-2953547. Vi invitiamo anche a consultare la nostra pagina facebook pubblica intitolata "Messa in latino Mirano e Terraferma Veneziana", contenente indirizzi e orari delle celebrazioni.

Un esempio o un “segno”? Il “Rosario alle frontiere” della Polonia cattolica

L’esempio è stato seguito in Italia il 13 ottobre scorso. Non è stato un fenomeno mediatico anche perché la CEI è ben diversamente orientata, e di conseguenza, così è anche gran parte del clero. Ciò nonostante sia a livello individuale che comunitario le adesioni si sono moltiplicate, anche attraverso Internet e le reti sociali, che si sono rivelati strumenti preziosi.

Uno dei motti della nazione polacca è “Polonia semper fidelis”, risalente al 1658 quando Papa Alessandro VII chiamò la città di Lviv: città del Leone, Leopoli (Lwów), in riconoscimento dell’eroica lotta degli abitanti in difesa dell’Europa cristiana minacciata dall’invasione musulmana.

A dispetto del pesante destino toccato alla Polonia di dover subire la dittatura comunista dopo aver vissuto il diffondersi del laicismo e del liberalismo, il popolo polacco è rimasto profondamente e diffusamente cattolico. Non a caso è così sentita la venerazione della Madonna, rappresentata principalmente dal culto dell’icona miracolosa della Madonna di Czestochowa, la Madonna nera, incoronata 300 anni fa, l’8 settembre 1717, “Regina della Polonia”.

sabato 14 ottobre 2017

Un resoconto serio e critico della Messa Tradizionale del Vescovo di Reggio-Emilia - Cristiano Lugli

L'articolo pubblicato nei giorni scorsi a proposito della Messa Tradizionale celebrata da S.E. Mons. Massimo Camisasca ieri sera, a Correggio di Reggio-Emilia,ha creato diverse polemiche ed un discreto dibattito. Come era immaginabile che accadesse d'altronde.

Difficile era però aspettarsi che un articoletto scritto su un blog di "talebani", come qualcuno sicuramente ci considererà, potesse finire negli interessi del Vescovo reggiano, il quale durante l'omelia si è riferito- ovviamente non nominandolo - a questo blog e ai due articoli comparsi a proposito di questa vicenda.

Le parole pronunciate dal Vescovo sono state udite dalle stesse orecchie di chi scrive che, nonostante le domande spigolose, critiche, e se vogliamo anche provocatorie, si è recato alla Santa Messa a differenza di chi si fa promotore restando chiuso fra le quattro mure domestiche della propria cittadella. O, per dirla con Luciano Ligabue, correggese di nascita e di vissuto, pensa che basti la propria "piccola città eterna" per essere a posto con il mondo.

Invito alla lettura. Il mistero dell’Anticristo

Reinhard Raffalt, L’Anticristo – Der Antichrist, traduzione e postfazione di Andrea Sandri, XY.IT Editore (Antaios), 112 p., Euro 13

L’Anticristo. Evoca cose ultime e, per questo, suona come un termine di altri tempi. Eppure, l’Anticristo è una figura chiave del Nuovo Testamento e, dunque, del fondamento stesso della fede, con una potenza evocativa che va ben oltre i margini più ristretti della teologia e, come Nietzsche insegna, invade e permea quelli del pensiero. I termini che evocano sono sempre quelli arcaici e, del resto, anche per questo per due millenni la lingua del rito non ha mai coinciso con quella della quotidianità. È sempre Nietzsche, a sua volta autore di un celeberrimo Der Antichrist, a ricordarcelo con il linguaggio magistralmente poetico ed evocativo del suo Zarathustra.
L’Anticristo ha a che fare col mistero del male e la sua presenza in questo eone mortale. È appena il caso di ricordare che, con sorpresa di un certo pensiero cattolicizzante, forse sin troppo clericale, e con scandalo di un diffuso buonismo, certo sin troppo banale, dell’Anticristo parla solennemente e in maniera esplicita, non un testo preconciliare, ma il Catechismo della Chiesa Cattolica, fortemente voluto da papa Giovanni Paolo II.