martedì 30 aprile 2019

Illustri studiosi laici ed ecclesiastici accusano Papa Francesco di eresia in una Lettera Aperta

Aggiornamento 26 giugno: Il numero dei firmatari sale complessivamente a 94 (vedi aggiornamenti nella lista)

In simultanea con LifeSiteNews pubblichiamo la Lettera aperta ai vescovi della Chiesa Cattolica di venti eminenti studiosi laici ed ecclesiastici, preceduta da una breve introduzione. Un documento che non esito a definire storico, che si pone nell'alveo della Correctio filialis de heresibus propagatis [qui] e della Dichiarazione di fedeltà [qui]. Altri importanti riferimenti sono ampiamente riportati con i rispettivi link. Il nostro è il testo ufficiale italiano. I testi inglese (qui), franceseolandese, tedesco, spagnolo.

Argomento della ‘Lettera Aperta’ ai vescovi della Chiesa Cattolica

  Questa Lettera Aperta ai vescovi della Chiesa Cattolica costituisce la terza fase di un processo iniziatosi nell’estate del 2016. All’epoca, un gruppo selezionato di studiosi ecclesiastici e laici scrisse una lettera personale e privata a tutti i cardinali e ai patriarchi della Chiesa cattolica orientale, mettendo in rilievo eresie ed altri gravi errori che sembravano risultare o esser favoriti dall’Esortazione Apostolica Amoris laetitia di Papa Francesco. L’anno successivo, avendo Papa Francesco continuato a propalare molte di quelle eresie mediante discorsi, atti e omissioni, molti studiosi di quello stesso gruppo, unitamente ad altri, ecclesiastici e laici, indirizzarono al papa una “Correzione Filiale”. Questa seconda Lettera fu resa pubblica nel settembre del 2017 [qui]. Una petizione a suo sostegno ottenne circa 14.000 adesioni. Gli Autori della Lettera, tuttavia, dichiararono di non aver cercato di stabilire se Papa Francesco fosse consapevole di disseminare eresie.
     La presente Lettera Aperta ai vescovi della Chiesa Cattolica innalza il livello della denuncia con l’affermare che Papa Francesco è colpevole del crimine di eresia. Questo crimine viene perpetrato quando un Cattolico in modo consapevole e persistente nega una verità che egli sa esser insegnata dalla Chiesa in quanto rivelata da Dio. Considerate nel loro insieme, le parole e le azioni di Papa Francesco concretano una ripulsa globale dell’insegnamento cattolico sul matrimonio e i rapporti sessuali, sulla legge morale, sulla grazia e il perdono dei peccati.
     La Lettera Aperta mostra anche il nesso esistente fra la reiezione della dottrina cattolica e il favore accordato da Papa Francesco a vescovi e altri membri del clero colpevoli di peccati e crimini consistenti in abusi sessuali, come l’ex-cardinale McCarrick, o che hanno protetto ecclesiastici colpevoli di tali peccati e crimini, come nel caso del cardinale Danneels, recentemente scomparso. Proteggere e promuovere ecclesiastici che rigettano l’insegnamento cattolico su materie quali il matrimonio, l’attività sessuale e la legge morale in generale, persino quando costoro hanno violato la legge morale e il codice penale in modi orrendi, mostra una coerenza rivelatrice di un vero e proprio indirizzo politico da parte di Papa Francesco. A dir poco, dimostra mancanza di fede nelle verità insegnate dal Magistero della Chiesa in quelle materie. Indica altresì la presenza di una strategia volta ad imporre alla Chiesa la ripulsa della dottrina della Chiesa in quelle stesse materie; attuata, la strategia, proprio con il nominare a posti di rilievo individui le cui vite personali si fondano sulla violazione di quelle verità.
     Gli Autori ritengono che un papato eretico non può esser tollerato o ignorato con l’idea di evitare in tal modo un male peggiore. Un papato del genere colpisce alle fondamenta il patrimonio di valori della Chiesa.  Esso deve esser sottoposto a correzione.  Per tal motivo, lo studio contenuto in questa Lettera si conclude con la descrizione dei tradizionali principi teologici e giuridici applicabili in una situazione del genere. Gli Autori  chiedono rispettosamente ai vescovi della Chiesa di esaminare le accuse contenute nella Lettera: se le troveranno ben fondate potranno liberare la Chiesa dalla sua presente distretta - ottemperando al sacro adagio: Salus animarum prima lex [la salvezza delle anime è la prima legge] - con l’ammonire Papa Francesco a rinnegare le sue eresie; e, se dovesse ostinatamente rifiutarsi, con il dichiarare che egli si è liberamente privato del papato.
     Questa Lettera Aperta è un documento insolito e, forse, persino storico. Ma lo stesso diritto della Chiesa afferma che: “In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, i fedeli hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa“[CIC 1983, can. 212 § 3].  In conclusione, mentre i cattolici ritengono giustamente che il Papa si pronunci infallibilmente solo quando si verificano certe condizioni strettamente definite, la Chiesa non dice che egli non possa cadere nell’eresia, quando si esprima al di fuori di quelle condizioni.
     Tra i firmatari di questa Lettera Aperta, oltre a professori di teologia e filosofia specialisti di determinati settori vi sono accademici e studiosi provenienti dai più ampi campi di ricerca. Ciò ben si accorda con la tesi principale della Lettera Aperta, secondo la quale la negazione di verità rivelate da parte di Papa Francesco è evidente per ogni Cattolico istruito nella fede, il quale voglia effettivamente guardare in faccia l’evidenza. Si noteranno le firme di P. Aidan Nichols OP e del Prof. John Rist. P. Nichols è uno dei più conosciuti teologi del mondo anglo-sassone, autore di molti libri su di un ampio spettro di argomenti teologici, incluse le opere di Hans Urs von Balthasar e di Joseph Ratzinger. Il Prof. Rist, di chiara fama per i suoi studi di filologia classica e di storia della teologia, ha insegnato nell’Università di Toronto, all’Augustinianum di Roma, nella Catholic University of America, nell’Università di Aberdeen e nell’Università Ebraica di Gerusalemme.
    La Lettera Aperta viene pubblicata subito dopo la celebrazione della Settimana Santa e della settimana di Pasqua, nella speranza che la presente ‘passione’ della Chiesa si risolva presto in una piena risurrezione della verità salvifica di Dio.
I sacerdoti e gli studiosi che desiderassero firmare la Lettera aperta possono inviare il loro nome e le credenziali agli organizzatori all'indirizzo email: openlettertobishops@gmail.com. Tutte le richieste saranno accuratamente vagliate. Chi volesse firmare l'Appello qui.
30 aprile 2019. Santa Caterina da Siena
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Lettera aperta ai Vescovi della Chiesa cattolica
Settimana di Pasqua 2019

Vostre Eminenze, Vostre Beatitudini, Vostre Eccellenze,

     Per mezzo di questa lettera ci rivolgiamo a Voi con due obiettivi: il primo è quello di accusare Papa Francesco del delitto canonico di eresia; il secondo, quello di sollecitarVi ad assumere le misure necessarie per affrontare la grave situazione che implica la presenza di un papa eretico.
     Prendiamo questa iniziativa come ultima risorsa per contrastare i danni causati ormai da diversi anni dalle parole e dalle azioni di Papa Francesco – che hanno generato una delle peggiori crisi nella storia della Chiesa cattolica.
  Accusiamo Papa Francesco del delitto canonico di eresia. Per commettere il delitto canonico di eresia si devono verificare due condizioni: la persona in questione deve mettere in dubbio o negare, per mezzo di parole e/o azioni pubbliche, una verità rivelata della fede cattolica che dev'essere creduta con l'assenso di fede divina e cattolica; e il dubbio o la negazione devono essere pertinaci, ossia, espressi con la conoscenza del fatto che la verità messa in dubbio o negata è stata insegnata dalla Chiesa cattolica come verità divinamente rivelata che dev'essere creduta con l'assenso di fede; inoltre, il dubbio o la negazione devono essere persistenti.
Accusare un papa di eresia è ovviamente un passo eccezionale, che si deve basare su solide prove. Ebbene, entrambe le condizioni succitate sono state soddisfatte da Papa Francesco in modo dimostrabile. Non lo accusiamo di aver commesso il delitto di eresia ogni volta che è sembrato aver  pubblicamente contraddetto una verità di fede. Ci limitiamo ad accusarlo di eresia basandoci su occasioni in cui ha pubblicamente negato verità della fede ed ha poi agito in modo da confermare  di non credere nelle verità che ha pubblicamente negato. Non affermiamo che abbia negato verità della fede in dichiarazioni che soddisfano le condizioni necessarie per essere considerate un insegnamento papale infallibile. Asseriamo che ciò sarebbe impossibile, giacché sarebbe inconciliabile con la guida fornita alla Chiesa dallo Spirito Santo. Neghiamo che qualsiasi persona ragionevole possa anche lontanamente pensare che questo sia accaduto, dal momento che Papa Francesco non ha mai fatto una sola dichiarazione che soddisfi le condizioni necessarie per l'infallibilità.
Accusiamo Papa Francesco di aver dimostrato pubblicamente e pertinacemente, con le sue parole e con le sue azioni, di credere nelle seguenti proposizioni, contrarie a verità divinamente rivelate (per ogni proposizione forniamo una selezione di insegnamenti scritturistici e magisteriali che la condannano in quanto contraria alla divina rivelazione – riferimenti comprovanti l’evidenza, che tuttavia non vogliono essere esaustivi) :

I. Una persona giustificata non ha la forza di osservare – con l'aiuto della grazia di Dio – i comandamenti oggettivi della legge divina, come se alcuni dei comandamenti di Dio fossero impossibili ad obbedirsi da parte della persona giustificata; o come se la grazia divina, quando genera  la giustificazione in un individuo, non provocasse invariabilmente e per la sua stessa natura la conversione da tutti i peccati gravi, o non fosse sufficiente per convertirsi da tutti i peccati gravi.

[Concilio di Trento, sessione VI, canone 18:  “Se qualcuno dice che anche per l’uomo giustificato e costituito in grazia i comandamenti di Dio sono impossibili ad osservarsi, sia anatema “(DH 1568). Vedi inoltre:  Gen 4, 7;  Deut 30, 11-19; Ecclesiastico 15, 11-22; Mc 8, 38; Lc 9, 26; Ebr 10, 26-29; 1 Gv 5, 17; Zosimo, 15° (o 16°) Sinodo di Cartagine, canone 3 sulla grazia, DH 225; Felice III, 2° sinodo di Orange, DH 397; Concilio di Trento, Sessione V, canone 5; Sessione VI, canoni 18-20, 22, 27 e 29; Pio V, Bolla Ex omnibus afflictionibus, sugli errori di Michele Baio, 54, DH 1954; Innocenzo X, Costituzione Cum occasione, sugli errori di Cornelio Jansen, 1, DH 2001; Clemente XI, Costituzione Unigenitus, sugli errori di Pasquier Quesnel, 71, DH 2471; Giovani Paolo II, Apostolica Esortazione Reconciliatio et paenitentia 17, AAS 77 (1985), 222; Veritatis splendor 65-70, AAS 85 (1993), 1185-89, DH 4964-67.]

II. Un fedele cristiano può possedere la piena conoscenza di una legge divina e decidere di sua spontanea volontà di trasgredirla in materie gravi, e ciononostante non trovarsi in stato di peccato mortale come conseguenza di tale azione.

[Concilio di Trento, sessione VI, canone 20:  “Se qualcuno afferma che l’uomo giustificato e perfetto quanto si voglia, non è tenuto ad osservare i comandamenti di Dio e della Chiesa, ma solo a credere, come se il Vangelo non fosse altro che una semplice e assoluta promessa della vita eterna, non condizionata all’osservanza dei comandamenti, sia anatema”(DH 1570).  Vedi inoltre:  Mc 8, 38; Lc 9, 26; Ebr 10, 26-29; 1 Gv 5, 17; Concilio di Trento, sessione VI, canoni 19 e 27;  Clemente XI, Costituzione Unigenitus, sugli errori di Pasquier Quesnel, 71, DH 2471; Giovanni Paolo II, Apostolica Esortazione Reconciliatio et paenitentia 17, AAS 77 (1985), 222; Veritatis splendor, 65-70, AAS 85 (1993), 1185-89, DH 4964-67.]

III. Una persona che osserva una divina proibizione può peccare contro Dio per via di quello stesso atto di obbedienza.

[Sal  18, 8:  “La legge del Signore è senza macchia, rifà le anime”.  Vedi inoltre: Ecclesiastico 15, 21; Concilio di Trento, sessione VI, canone 20;  Clemente XI, Costituzione Unigenitus, sugli errori di Pasquier Quesnel, 71, DH 2471;  Leone XIII, Libertas praestantissimum, ASS 20 (1887-88), 598 (DH 3248); Giovani Paolo II, Veritatis splendor, 40, AAS 85 (1993), 1165 (DH 4953).]

IV.  La coscienza può giudicare con verità e giustizia che i rapporti sessuali tra persone che hanno contratto un matrimonio civile – nonostante una delle due sia sposata sacramentalmente con un’altra persona o tutt’e due lo siano – possano talvolta essere moralmente giusti, o richiesti o persino comandati da Dio.

[Concilio di Trento, sessione VI, canone 21: “Se qualcuno afferma che Gesù Cristo è stato dato agli uomini da Dio come redentore, in cui confidare e non anche come legislatore, cui obbedire: sia anatema”, DH 1571; Concilio di Trento, sessione XXIV, canone 2:  “Chi dirà che è lecito ai cristiani avere nello stesso tempo più mogli e che ciò non è proibito da alcuna legge divina: sia anatema”, DH 1802;  Concilio di Trento, sessione XXIV, canone 5: “Se qualcuno dirà che per motivo di eresia o a causa di una convivenza molesta o per l’assenza esagerata dal coniuge, si possa sciogliere il vincolo matrimoniale:  sia anatema, DH 1805; Concilio di Trento, sessione XXIV, canone 7: “Se qualcuno dirà che la Chiesa sbaglia quando ha insegnato ed insegna che secondo la dottrina evangelica ed apostolica non si può sciogliere il vincolo del matrimonio per l’adulterio di uno dei coniugi, e che l’uno e l’altro (perfino l’innocente, che non ha dato motivo all’adulterio) non possono, mentre vive l’altro coniuge, contrarre un altro matrimonio, e che, quindi, commette adulterio colui che, lasciata l’adultera, ne sposi un’altra, e colei che, scacciato l’adultero, si sposi con un altro: sia anatema”, DH 1807. Vedi inoltre:  Sal 5, 5; Sal 18, 8-9; Ecclesiastico, 15, 21;  Ebr  10, 26-29; Giac 1, 13;  1 Gv 3, 7; Innocenzo XI,  Condanna delle proposizioni dei ‘Lassisti’, 62-63, DH 2162-63; Clemente XI, Costituzione Unigenitus, sugli errori di Pasquier Quesnel, 71, DH 2471; Leone XIII, Enciclica Libertas praestantissimum, ASS 20 (1887-88), 598, DH 3248; Pio XII, Decreto del Sant’Uffizio sull’etica della situazione, DH 3918; Concilio Vaticano II, Costituzione pastorale Gaudium et spes, 16; Giovanni Paolo II, Veritatis splendor, 54, AAS 85 (1993), 1177; Catechismo della Chiesa Cattolica, 1786-87.]

V.  È falso che gli unici rapporti sessuali buoni nel loro genere e moralmente leciti siano quelli tra marito e moglie.

[1 Cor 6, 9-10:  “Non illudetevi:  né fornicatori, né idolatri, né adulteri; né effeminati, né pederasti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci, erediteranno il regno di Dio”;  Giuda 1, 7:  “Così pure Sodoma e Gomorra e le città attorno, ree allo stesso modo di fornicazione e di vizi contro natura, ci restano ad esempio, soffrendo la pena di un fuoco eterno”.  Vedi inoltre:  Rom 1, 26-32; Efes 5, 3-5;  Gal 5, 19-21;  Pio XI, Casti connubii 10, 19-21, 73;  Paolo VI, Humanae vitae, 11-14;  Giovanni Paolo II, Evangelium vitae, 13-14.]

VI.  I principi morali e le verità morali contenuti nella divina rivelazione e nella legge naturale non includono proibizioni di carattere negativo che proibiscano in modo assoluto certi tipi di atti, in quanto sempre gravemente illegittimi per via del loro oggetto.

[Giovanni Paolo II, Veritatis splendor  115:  “Ciascuno di noi conosce l’importanza della dottrina che rappresenta il nucleo dell’insegnamento di questa Enciclica e che oggi viene richiamata con l’autorità del successore di Pietro.  Ciascuno di noi può avvertire la gravità di quanto è in causa, non solo per le singole persone ma anche per l’intera società, con la riaffermazione dell’universalità e della immutabilità dei comandamenti morali, e in particolare di quelli che proibiscono sempre e senza eccezioni gli atti intrinsecamente cattivi”, DH 4971.  Vedi inoltre:  Rom 3, 8; 1 Cor 6, 9-10; Gal 5, 19-21; Apoc 22, 15; Quarto Concilio Lateranense, cap. 22, DH 815;  Concilio di Costanza, Bolla Inter cunctas 14, DH 1254; Paolo VI, Humanae vitae 14, AAS 60 (1968) 490-91; Giovanni Paolo II, Veritatis splendor 83, AAS 85 (1993), 1199, DH 4970.]

VII. Dio non solo permette, ma vuole positivamente il pluralismo e la diversità delle religioni, tanto cristiane quanto non cristiane.

[Giov 14, 6:  “Io sono la via, la verità, la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo mio”.  Atti 4, 11-12:  “Questa è la pietra, da voi edificatori disprezzata, che è divenuta pietra angolare.  E in nessun altro è salvezza; poiché non c’è sotto il cielo alcun altro nome dato agli uomini, dal quale possiamo aspettarci d’esser salvati”.  Vedi inoltre:  Es 22, 20; Es 23, 24; 2 Cron 34, 25; Sal 95, 5; Ger 10, 11; 1 Cor 8, 5-6; Gregorio XVI, Mirari vos 13-14; Pio XI, Qui pluribus 15; Singulari quidem 3-5; Primo Concilio Vaticano, Professione di fede;  Leone XIII, Immortale Dei 31; Satis cognitum 3-9;  Pio XI, Mortalium animos 1-2, 6.]

Queste eresie sono  tra loro connesse. Il fondamento della morale sessuale cattolica consiste nella nozione secondo cui l'atto sessuale è finalizzato alla procreazione, può essere vissuto solo all'interno del matrimonio, ed è moralmente sbagliato se viene esercitato consapevolmente al di fuori di questo contesto.  La pretesa secondo la quale persone civilmente divorziate dai loro coniugi possono svolgere legittimamente atti sessuali con un'altra persona che non sia il proprio coniuge – che fa parte del punto IV qui sopra – ripudia questo fondamento. Di conseguenza, sostenere il punto IV significa legittimare molti tipi di attività sessuale al di fuori del matrimonio, non solo i rapporti sessuali tra persone sposate civilmente. Papa Francesco ha protetto e promosso religiosi che praticano l'omosessualità ed ecclesiastici apologeti degli atti omosessuali. Ciò dimostra che egli crede che gli atti omosessuali non costituiscano peccato grave. Queste sue convinzioni rientrano nell'affermazione più ampia formulata al punto V, secondo la quale non tutti gli atti sessuali tra persone non sposate sarebbero moralmente sbagliati. La pretesa secondo la quale un fedele cristiano che abbia la piena conoscenza di una legge divina possa scegliere di sua spontanea volontà di infrangerla in materie gravi e ciononostante non trovarsi in stato di peccato mortale come conseguenza di tale azione, si basa sul sostegno dato da Papa Francesco alla pretesa di Lutero secondo la quale la giustificazione non richiede l'osservanza della legge divina. Prese tutte insieme, queste posizioni esprimono un rifiuto completo dell'insegnamento cattolico sul matrimonio e sulla sessualità, dell'insegnamento cattolico sulla natura della legge morale e dell'insegnamento cattolico sulla grazia e sulla giustificazione.

Prove del fatto che Papa Francesco è colpevole del delitto di eresia

La prova è duplice: viene infatti fornita dalle dichiarazioni pubbliche di Papa Francesco e dalle sue azioni pubbliche. Le citazioni qui sotto riportate da Amoris laetitia non si dovrebbero leggere isolatamente ma secondo il loro autentico significato, quale risulta dal contesto dell’intero cap. VIII di quel documento. Questi due tipi di prove sono correlati. Le sue azioni pubbliche servono a stabilire che le dichiarazioni elencate qui sopra sono state formulate da lui con l'intenzione che venissero interpretate in senso eretico.(1)

(A) Le dichiarazioni pubbliche di Papa Francesco che contraddicono verità della fede

1. Amoris laetitia 295: ‘San Giovanni Paolo II proponeva la cosiddetta “legge della gradualità”, nella consapevolezza che l'essere umano “conosce, ama e realizza il bene morale secondo tappe di crescita”.   Non è una “gradualità della legge”, ma una gradualità nell'esercizio prudenziale degli atti liberi in soggetti che non sono in condizione di comprendere, di apprezzare o di praticare pienamente le esigenze oggettive della leggeʼ. (I, II, IV)

2. Amoris laetitia 298: ‘I divorziati che vivono una nuova unione, per esempio, possono trovarsi in situazioni molto diverse, che non devono essere catalogate o rinchiuse in affermazioni troppo rigide senza lasciare spazio a un adeguato discernimento personale e pastorale. Una cosa è una seconda unione consolidata nel tempo, con nuovi figli, con provata fedeltà, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza dell'irregolarità della propria situazione e grande difficoltà a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe. La Chiesa riconosce situazioni in cui “l'uomo e la donna, per seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – non possono soddisfare l'obbligo della separazione”. [Nota a piè di pagina 329: In queste situazioni, molti, conoscendo e accettando la possibilità di convivere “come fratello e sorella” che la Chiesa offre loro, rilevano che, se mancano alcune espressioni di intimità, “non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli”.] C'è anche il caso di quanti hanno fatto grandi sforzi per salvare il primo matrimonio e hanno subito un abbandono ingiusto, o quello di “coloro che hanno contratto una seconda unione in vista dell'educazione dei figli, e talvolta sono soggettivamente certi in coscienza che il precedente matrimonio, irreparabilmente distrutto, non era mai stato valido”. Altra cosa invece è una nuova unione che viene da un recente divorzio, con tutte le conseguenze di sofferenza e di confusione che colpiscono i figli e famiglie intere, o la situazione di qualcuno che ripetutamente ha mancato ai suoi impegni familiari. Dev'essere chiaro che questo non è l’ideale che il Vangelo propone per il matrimonio e la famiglia. I Padri sinodali hanno affermato che il discernimento dei Pastori deve sempre farsi “distinguendo adeguatamente”, con uno sguardo che discerna bene le situazioni. Sappiamo che non esistono “semplici ricette”’. (III, IV)

3. Amoris laetitia 299: ‘Accolgo le considerazioni di molti Padri sinodali, i quali hanno voluto affermare che “i battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo. La logica dell'integrazione è la chiave del loro accompagnamento pastorale, perché non soltanto sappiano che appartengono al Corpo di Cristo che è la Chiesa, ma ne possano avere una gioiosa e feconda esperienza. Sono battezzati, sono fratelli e sorelle, lo Spirito Santo riversa in loro doni e carismi per il bene di tutti. […] Essi non solo non devono sentirsi scomunicati, ma possono vivere e maturare come membra vive della Chiesa, sentendola come una madre che li accoglie sempre, si prende cura di loro con affetto e li incoraggia nel cammino della vita e del Vangelo. Questa integrazione è necessaria pure per la cura e l'educazione cristiana dei loro figli, che debbono essere considerati i più importanti”’. (II, IV)

4. Amoris laetitia 301: ‘Per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta “irregolare” vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante. I limiti non dipendono semplicemente da una eventuale ignoranza della norma. Un soggetto, pur conoscendo bene la norma, può avere grande difficoltà nel comprendere “valori insiti nella norma morale” o si può trovare in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa’. (II, III, IV)

5. Amoris laetitia 303: ‘Ma questa coscienza può riconoscere non solo che una situazione non risponde obiettivamente alla proposta generale del Vangelo; può anche riconoscere con sincerità e onestà ciò che per il momento è la risposta generosa che si può offrire a Dio, e scoprire con una certa sicurezza morale che quella è la donazione che Dio stesso sta richiedendo in mezzo alla complessità concreta dei limiti, benché non sia ancora pienamente l'ideale oggettivo’. (II, IV, V)

6. Amoris laetitia 304: ‘Prego caldamente che ricordiamo sempre ciò che insegna san Tommaso d'Aquino e che impariamo ad assimilarlo nel discernimento pastorale: “Sebbene nelle cose generali vi sia una certa necessità, quanto più si scende alle cose particolari, tanto più si trova indeterminazione. […] In campo pratico non è uguale per tutti la verità o norma pratica rispetto al particolare, ma soltanto rispetto a ciò che è generale; e anche presso quelli che accettano nei casi particolari una stessa norma pratica, questa non è ugualmente conosciuta da tutti. […] E tanto più aumenta l'indeterminazione quanto più si scende nel particolare”. È vero che le norme generali presentano un bene che non si deve mai disattendere né trascurare, ma nella loro formulazione non possono abbracciare assolutamente tutte le situazioni particolari’. (VI)

7. Il 5 settembre 2016 i vescovi della Regione Pastorale di Buenos Aires hanno emesso una dichiarazione sull'applicazione dell'Amoris laetitia, in cui affermano:
6) En otras circunstancias más complejas, y cuando no se pudo obtener una declaración de nulidad, la opción mencionada puede no ser de hecho factible. No obstante, igualmente es posible un camino de discernimiento. Si se llega a reconocer que, en un caso concreto, hay limitaciones que atenúan la responsabilidad y la culpabilidad (cf. 301-302), particularmente cuando una persona considere que caería en una ulterior falta dañando a los hijos de la nueva unión, Amoris laetítía abre la posibilidad del acceso a los sacramentos de la Reconciliación y la Eucaristía (cf. notas 336 y 351). Estos a su vez disponen a la persona a seguir madurando y creciendo con la fuerza de la gracia. [...]
9) Puede ser conveniente que un eventual acceso a los sacramentos se realice de manera reservada, sobre todo cuando se prevean situaciones conflictivas. Pero al mismo tiempo no hay que dejar de acompañar a la comunidad para que crezca en un espíritu de comprensión y de acogida, sin que ello implique crear confusiones en la enseñanza de la Iglesia acerca del matrimonio indisoluble. La comunidad es instrumento de la misericordia que es “inmerecida, incondicional y gratuita” (297).
10) El discernimiento no se cierra, porque “es dinámico y debe permanecer siempre abierto a nuevas etapas de crecimiento y a nuevas decisiones que permitan realizar el ideal de manera más plena” (303), según la “ley de gradualidad” (295) y confiando en la ayuda de la gracia.
[6) In altre circostanze più complesse, e quando non sia stato possibile ottenere una dichiarazione di nullità, l'opzione menzionata può essere di fatto impraticabile. Ciononostante, è sempre possibile un cammino di discernimento. Se si arriva a riconoscere che, in un caso concreto, vi sono limiti che attenuano la responsabilità e la colpa (cfr. 301-302), in particolare quando una persona consideri di poter cadere in una colpa ulteriore facendo del male ai figli della nuova unione, Amoris laetitia apre la possibilità dell'accesso ai sacramenti della Riconciliazione e dell'Eucarestia (cfr. note 336 e 351). Questi ultimi dispongono a loro volta la persona a continuare a maturare e a crescere con la forza della grazia. […]
9) Può essere conveniente che un eventuale accesso ai sacramenti si realizzi in modo riservato, soprattutto quando si prevedono situazioni di conflitto. Ma allo stesso tempo non bisogna smettere di accompagnare la comunità perché cresca in uno spirito di comprensione e di accoglienza, senza che questo implichi creare confusioni nell'insegnamento della Chiesa sul matrimonio indissolubile. La comunità è uno strumento della misericordia, che è “immeritata, incondizionata e gratuita” (297).
10) Il discernimento non finisce mai, perché “è dinamico e deve rimanere sempre aperto a nuove tappe di crescita e a nuove decisioni che consentano di realizzare l'ideale in modo più pieno” (303), secondo la “legge della gradualità” (295) e nutrendo fiducia nella grazia.]
In questo modo si asserisce che secondo l'Amoris laetitia – nonostante in essa non venga negata l'indissolubilità del matrimonio – i “divorziati e risposati” possono ricevere i sacramenti, e che persistere in questo stile di vita è compatibile con la ricezione dell'aiuto della grazia. Lo stesso giorno Papa Francesco ha scritto una lettera ufficiale al Vescovo Sergio Alfredo Fenoy, di San Miguel, un delegato dei vescovi argentini della Regione Pastorale di Buenos Aires, in cui afferma che i vescovi della Regione Pastorale di Buenos Aires hanno fornito l'unica interpretazione possibile dell'Amoris laetitia:
Querido hermano:
Recibí el escrito de la Región Pastoral Buenos Aires “Criterios básicos para la aplicación del capítulo VIII de Amoris laetítia”. Muchas gracias por habérmelo enviado; y los felicito por el trabajo que se han tomado: un verdadero ejemplo de acompañamiento a los sacerdotes... y todos sabemos cuánto es necesaria esta cercanía del obíspo con su clero y del clero con el obispo. El prójimo “más prójimo” del obispo es el sacerdote, y el mandamiento de amar al prójimo como a sí mismo comienza para nosotros obispos precisamente con nuestros curas.
   El escrito es muy bueno y explícita cabalmente el sentido del capitulo VIII de Amoris laetitia. No hay otras interpretaciones.

[Caro fratello,
Ho ricevuto lo scritto della Regione Pastorale di Buenos Aires, “Criteri basici per l'applicazione del capitolo VIII dell'Amoris laetitia”. Vi ringrazio molto per avermelo mandato e vi faccio i miei complimenti per lo sforzo che avete intrapreso: si tratta di un autentico esempio di accompagnamento dei sacerdoti... e tutti sappiamo quanto sia necessaria questa vicinanza del vescovo col suo clero e del clero col suo vescovo. Il prossimo “più prossimo” del vescovo è il sacerdote, e il comandamento di amare il prossimo come se stessi comincia per noi vescovi esattamente con i nostri sacerdoti.
Lo scritto è molto buono ed esprime perfettamente il senso del capitolo VIII dell'Amoris laetitia. Non sono possibili altre interpretazioni.]
Questa lettera ai vescovi di Buenos Aires è stata poi pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis dell'ottobre 2016, con una nota che spiega che Papa Francesco ha ordinato la sua pubblicazione come atto di magistero autentico. Questa nota non afferma che le dichiarazioni dell'Amoris laetitia o quelle dei vescovi di Buenos Aires fanno parte del magistero autentico: asserisce con autorità magisteriale che l'interpretazione dei vescovi di Buenos Aires di quanto Papa Francesco voleva dire nell'Amoris laetitia è corretta. (II, IV, V).

Si deve ricordare che il negare la Comunione alle coppie divorziate e invalidamente risposatesi o coabitanti, è in se stesso dottrina fondata sulla Sacra Scrittura e ancorata sulla legge divina.(2)  Sostenere che sia possibile dare la Santa Comunione a coloro che sono divorziati e invalidamente risposati implica, per necessaria deduzione logica, il credere nelle eresie II, IV e V, oppure la negazione del dogma della indissolubilità del matrimonio.(3) [indice articoli su AL]

8. Il 16 giugno 2016, in un Congresso Pastorale della diocesi di Roma, Papa Francesco ha affermato che molte coppie di “conviventi” possiedono la grazia del matrimonio. (II, IV, V)

9. Nella conferenza stampa del 26 giugno 2016, Papa Francesco ha affermato:
Penso che le intenzioni di Martin Lutero non fossero sbagliate. Era un riformatore. Forse alcuni suoi metodi non erano corretti. […] E oggi luterani e cattolici, protestanti, tutti noi siamo d'accordo sulla dottrina della giustificazione. Su questo punto, che è molto importante, egli non era nell'errore. (I)
10. In un'omelia nella Cattedrale luterana di Lund, in Svezia, il 31 ottobre 2016, Papa Francesco ha affermato:
L'esperienza spirituale di Martin Lutero ci sfida a ricordare che senza Dio non possiamo fare nulla. “Come posso propiziarmi Dio?”. Questa era la domanda che assillava Lutero. In effetti, la questione di una giusta relazione con Dio è la questione decisiva per le nostre vite. Come è noto, Lutero ha incontrato quel Dio propizio nella Buona Novella di Gesù, incarnato, morto e risorto. Col concetto “mediante la sola grazia”,  egli ci ricorda che è sempre Dio a prendere l'iniziativa, ancor prima di ogni risposta umana, anche se Egli cerca di suscitare tale risposta. La dottrina della giustificazione esprime pertanto l'essenza dell'esistenza umana di fronte a Dio. (I)
11. Il 31 ottobre 2016, in occasione della Commemorazione Congiunta Cattolico-Luterana della Riforma, Papa Francesco ha firmato la Dichiarazione Congiunta, che contiene l'affermazione: “Siamo profondamente grati per i doni spirituali e teologici ricevuti per mezzo della Riforma”. (I)

12. Il 4 febbraio 2019, Papa Francesco e Ahmad Al-Tayyeb, il Gran Imam della moschea di Al-Azhar, hanno firmato pubblicamente ed emanato una dichiarazione intitolata “Documento sulla Fraternità Umana”, in cui si trovano le seguenti affermazioni:
La libertà è un diritto di ogni persona: ogni individuo gode di libertà di fede, di pensiero, di espressione e di azione. Il pluralismo e la diversità delle religioni, dei colori, dei sessi, delle razze e delle lingue sono stati voluti da Dio, che li ha pensati così nella Sua Sapienza, tramite la Quale Egli ha creato gli esseri umani. Questa divina Sapienza è la fonte da cui emana il diritto alla libertà di fede e alla libertà di essere diversi.(4) (VII)
(B)  Atti pubblici di Papa Francesco che dimostrano il suo rifiuto di verità di fede

Se vengono interpretate nel senso più ovvio, le dichiarazioni elencate qui sopra sono eretiche. Ciò è stato fatto notare – a proposito di molte di esse – nella Correzione Filiale inviata a Papa Francesco e nelle censure teologiche all'Amoris laetitia inviate al collegio dei cardinali da 45 studiosi cattolici. Sono state interpretate come eresie da gran parte della Chiesa, intese a legittimare  credenze e comportamenti ad esse conformi.  Papa Francesco non ha mai corretto coloro che le hanno pubblicamente interpretate in senso eretico, nemmeno quando si trattava di vescovi o cardinali.

Tuttavia, queste dichiarazioni non sono l'unica prova dell'adesione pubblica di Papa Francesco all'eresia. È possibile mostrare di credere in una proposizione non solo a parole ma anche con le azioni. Il diritto canonico ha sempre ammesso che azioni non verbali possano essere prove di eresia; per esempio, il rifiuto di inginocchiarsi di fronte al Santo Sacramento è stato interpretato come una prova della mancanza di fede nella dottrina della Presenza Reale. Le azioni non verbali possono costituire prova di eresia da sole o in concomitanza con dichiarazioni verbali e scritte. In quest'ultimo caso, forniscono un contesto che rende chiaro che le dichiarazioni verbali e scritte in questione devono essere interpretate in senso eretico. Un gran numero di azioni pubbliche di Papa Francesco ha reso evidente la sua fede nelle eresie elencate qui sopra, nell'uno o nell'altro di questi due modi. Forniamo qui sotto un elenco sommario di siffatte azioni, che non pretende di essere esauriente, né deve esserlo: se vengono prese in esame insieme alle dichiarazioni di Papa Francesco sopra riportate, il numero e la gravità delle azioni elencate è sufficiente per provare oltre ogni ragionevole dubbio che Papa Francesco ha manifestato pubblicamente di credere nelle eresie che lo accusiamo di sostenere.

Le azioni di Papa Francesco manifestano in vari modi il suo credere nelle eresie sopra elencate: esse includono la protezione, la promozione e l'elogio di sacerdoti e laici che hanno manifestato di credere in tali eresie, o che hanno agito costantemente in modi che sfidano le verità che tali eresie contraddicono. Il diritto canonico ha sempre considerato che la protezione, la promozione e l'aiuto forniti agli eretici può essere in sé una prova di eresia. Elogiando sacerdoti e laici che promuovono queste eresie, o affidando loro incarichi importanti, o proteggendo dal castigo o dalla destituzione sacerdoti di questo tipo pur colpevoli di atti gravemente immorali e criminali, egli li aiuta a diffondere il loro credo eretico. Scegliendo prelati eretici per i posti più importanti nella Curia Romana, egli manifesta l'intenzione di imporre queste eresie a tutta la Chiesa. Proteggendo sacerdoti colpevoli di atti sessuali immorali e criminali anche quando tale protezione causa grave scandalo per la Chiesa e rischia di provocare un intervento distruttivo da parte delle autorità civili, egli dimostra di non credere nell'insegnamento cattolico sulla morale sessuale e di ritenere l’appoggio ai prelati eretici e criminali più importante del bene della Chiesa. Elogiando pubblicamente individui che hanno dedicato le loro carriere ad opporsi all'insegnamento della Chiesa e alla fede cattolica e a promuovere e a commettere crimini condannati dalla rivelazione divina e dalla legge naturale, egli trasmette il messaggio, secondo il quale il credo e le azioni di questi individui sono legittimi e degni di lode.

È notevole il fatto che questa approvazione e questo appoggio pubblici non sono indiscriminati: egli non è solito estendere il suo elogio a quei cattolici che sono noti per essere interamente fedeli all'insegnamento della fede, o a quelli che ritengono il comportamento di questi ultimi  un esempio da seguire. E bisogna anche osservare che Papa Francesco ha destituito o messo da parte le persone di tendenze fedeli e ortodosse.

Elenco di azioni papali indicanti adesione alle eresie sopra menzionate.

Cardinale Domenico Calcagno
Il Cardinal Calcagno era noto per aver protetto Nello Giraudo, un prete che aveva abusato un minore dello stesso sesso, prima dell'elezione di Papa Francesco. Quest'ultimo lo ha mantenuto nel suo ufficio di presidente dell'Amministrazione del Patrimonio della Santa Sede finché non ha raggiunto l'età pensionabile nel 2017. (II, V)

Cardinale Francesco Coccopalmerio
Nel 2014 il Cardinale Coccopalmerio ha affermato pubblicamente che i leader cattolici devono enfatizzare gli elementi positivi delle relazioni omosessuali, e che in certi casi sarebbe sbagliato negare la comunione a persone che vivono in relazioni adulterine o chieder loro di por fine a tali relazioni.  Ha mostrato anche in altro modo la sua  approvazione degli atti omosessuali. Papa Francesco gli ha affidato numerosi incarichi importanti, tra cui la guida di un gruppo di lavoro incaricato di velocizzare il processo di dichiarazione di nullità del matrimonio, e quella di una commissione della Congregazione per la Dottrina della Fede che scrutina gli appelli dei religiosi dichiarati colpevoli di abuso sessuale su minori. (II, IV, V)

Cardinale Blase Cupich
Nel Sinodo sulla Famiglia del 2015 il Cardinale Cupich ha sostenuto la proposta di permettere alle persone che vivono in relazioni adulterine e agli omosessuali sessualmente attivi di ricevere l'Eucarestia in buona coscienza, in alcune circostanze. Papa Francesco lo ha nominato Arcivescovo di Chicago nel 2014, cardinale nel 2016, e membro della Congregazione dei Vescovi e della Congregazione per l'Educazione Cattolica. (II, IV, V)

Cardinale  Godfried  Danneels
Nel 1997 e nel 1998 il Cardinale  Danneels è stato esortato a intervenire sul testo del catechismo Roeach, utilizzato nelle scuole cattoliche del Belgio sotto la sua autorità.  Questo testo corrompeva i minori proponendo un’educazione sessuale contraria ai principi cattolici, insegnando loro a ricercare qualsivoglia piacere sessuale volessero – solitario, eterosessuale od omosessuale. Riportava le affermazioni tipiche della propaganda utilizzata per legittimare l’abuso sessuale dei fanciulli pre-pubescenti. Danneels difese il testo e si rifiutò di mutarlo o sopprimerlo, anche di fronte alle obiezioni dei genitori belgi che gli obiettavano come esso incoraggiasse la pedofilia. Danneels è intervenuto per proteggere il vescovo pedofilo Roger Vangheluwe, dopo che si venne a sapere aver quest’ultimo sessualmente abusato di suo nipote sin da quando era un bambino di cinque anni.  Allorché il nipote, ormai adulto, richiese a Danneels di intervenire contro Vangheluwe, costui si rifiutò dicendo al nipote di tacere sulla vicenda e di riconoscere la sua propria colpa.  Tutto ciò era di pubblico dominio nel 2010. Il cardinale  Danneels si trovava a fianco di Papa Francesco quando questi fece la sua prima apparizione pubblica dopo l’elezione. Papa Francesco lo ha nominato delegato speciale del Sinodo sulla Famiglia del 2015.  Nel 2019, dopo la sua morte, Papa Francesco lo ha elogiato definendolo “un pastore zelante”.  (II, IV, V)

Cardinale John Dew
Il Cardinale Dew ha presentato argomenti a favore dell'ammissione di coppie adultere all'Eucarestia al Sinodo sull'Eucarestia del 2005. Papa Francesco lo ha nominato cardinale nel 2015 e lo ha nominato delegato speciale del Sinodo della Famiglia del 2015.  (II, IV, V)

Cardinale Kevin Farrell
Il Cardinal Farrell ha espresso il suo appoggio alla proposta che i “divorziati e risposati” possano ricevere la comunione. Papa Francesco lo ha nominato prefetto del neo-formato Dicastero per il Laicato, per la Famiglia e per la Vita, lo ha promosso al rango di cardinale e lo ha nominato cardinale camerlengo. (II, IV, V)

Cardinale Oswald Gracias
Il Cardinal Gracias ha pubblicamente espresso l'opinione secondo cui l'omosessualità potrebbe essere un orientamento dato agli uomini da Dio. Papa Francesco ha fatto di lui uno degli organizzatori del summit vaticano sugli abusi sessuali del febbraio 2019. (II, IV, V)

Cardinale Jozef de Kesel
Nel 2014 il Cardinal de Kesel, allora Vescovo di Bruges, ha nominato Padre Tom Flamez titolare di parrocchia dopo la sua condanna per abuso sessuale. Non ha rimosso Padre Antoon Stragier dal suo ministero fino al 2015, nonostante i crimini di Stragier fossero noti alla diocesi dal 2004. Papa Francesco ha scelto il Vescovo de Kesel come Arcivescovo di Mechelen-Bruxelles nel novembre 2015 e lo ha nominato cardinale nel novembre 2016. (II, IV, V)

Cardinale Rodriguez Maradiaga
In un discorso all'Università di Dallas nel 2013, il Cardinale Maradiaga ha affermato che il Concilio Vaticano Secondo “aveva l'intenzione di chiudere le ostilità tra la Chiesa e il modernismo, che era stato condannato dal Concilio Vaticano Primo”, e ha sostenuto che il “modernismo era, nella maggioranza dei casi, una reazione alle ingiustizie e agli abusi che violavano la dignità e i diritti della persona”. Ha dichiarato che “all'interno del popolo cristiano non vi è una bipartizione fondata su una differenza essenziale tra laici e religiosi” e che “per parlare in modo corretto, non dovremmo parlare di sacerdozio e laicato, bensì di comunità e ministero”. Ha asserito: “Nemmeno Cristo ha proclamato o predicato Se Stesso, ma il Regno. La Chiesa, come Sua discepola e Sua serva, dovrebbe fare la stessa cosa”.
Il Cardinal Maradiaga è rimasto inattivo di fronte all’accusa di molestie sessuali ai seminaristi e di peculato nei confronti di Juan José Pineda Fasquelle, Vescovo ausiliare di Tegucigalpa. Tali accuse sono state l'oggetto di una visita apostolica condotta dal Vescovo Alcides Jorge Pedro Casaretto, il quale ha presentato una relazione a Papa Francesco nel maggio 2017. Il Vescovo Fasquelle si è dimesso dal suo ufficio nel luglio 2018 all'età di 57 anni. Maradiaga si è rifiutato di indagare le accuse di molestie sessuali di indole omosessuale presentate da 48 dei 180 seminaristi del seminario dell'Honduras, e si è anzi scagliato contro gli accusatori. Papa Francesco ha nominato Maradiaga membro e coordinatore del consiglio di nove cardinali da lui formato nel 2013 per assisterlo nel governo della Chiesa universale. (II, IV, V)

Ex-Cardinale Theodore McCarrick
Secondo numerosi e credibili accusatori, l'ex-Cardinale McCarrick costringeva i seminaristi ad avere relazioni omosessuali con lui. Queste accuse erano ben note alla Santa Sede già dal 2002. Tra il 2005 e il 2007, la diocesi di Metuchen e l'arcidiocesi di Newark hanno pagato risarcimenti pecuniari a due sacerdoti che avevano accusato McCarrick di abuso. Nel 2013 Papa Francesco è stato informato personalmente del comportamento di quest'ultimo e del fatto che Papa Benedetto gli aveva imposto restrizioni. Papa Francesco ha richiamato McCarrick dal pensionamento e lo ha utilizzato per molti compiti importanti, tra cui viaggi come rappresentante della Santa Sede in Israele, Armenia, Cina, Iran e Cuba. McCarrick ha accompagnato Papa Francesco nei suoi viaggi in Israele e a Cuba. Quando, nell'agosto 2018, l'Arcivescovo Carlo Maria Viganò ha affermato che Papa Francesco sapeva già dal 2013 che McCarrick era un predatore abituale, il papa ha rifiutato di rispondere a quest'accusa. Nel febbraio 2019, l'ex-cardinale è stato ridotto allo stato laicale. Nonostante l'esempio negativo fornito dal suo comportamento, l’argomento dell'abuso omosessuale di adulti, in modo particolare di seminaristi, è stato escluso dalle discussioni del summit sugli abusi sessuali che si è svolto a Roma lo stesso mese. (II, IV, V)

Cardinale Donald Wuerl
Il Cardinale Wuerl ha permesso a George Zirwas di mantenere il suo ministero dopo aver appreso che aveva commesso numerosi abusi sessuali. Wuerl si è dimesso dall'ufficio di Arcivescovo di Washington dopo che il suo comportamento in vari casi di abuso sessuale era stato censurato nel Rapporto di un Gran Giurì della Pennsylvania. Quando Wuerl si è dimesso a causa di queste sue mancanze, Papa Francesco lo ha elogiato per la sua nobiltà, lo ha mantenuto in carica affidandogli il ruolo di amministratore apostolico dell'Arcidiocesi di Washington e lo ha mantenuto quale membro della Congregazione per i Vescovi. (II, IV, V)

Arcivescovo Mario Enrico Delpini
Come vicario generale dell'arcidiocesi di Milano, Delpini ha trasferito Padre Mauro Galli in una nuova parrocchia dopo esser stato informato del fatto che egli aveva abusato sessualmente di un giovane. Delpini ha ammesso il fatto in una deposizione giudiziale, nel 2014. La Santa Sede è stata informata di tutto ciò e Papa Francesco ha nominato Delpini Arcivescovo di Milano nel 2017. (II, IV, V)

Vescovo Juan Barros Madrid
Barros ha coperto i gravi reati sessuali di Padre Fernando Karadima, condannato per abuso sessuale da un tribunale ecclesiastico nel 2011. Nel 2015 Papa Francesco ha nominato Barros Vescovo di Osorno nonostante le forti proteste dei fedeli, e ha definito quanti lo criticavano calunniatori. Il Vescovo Barros ha ammesso le sue responsabilità e si è dimesso nel 2018 dopo che Papa Francesco ha ammesso che aveva compiuto “gravi errori” nella gestione del suo caso. (II, IV, V)

Vescovo Juan Carlos Maccarone
Maccarone è stato Vescovo di Santiago de Estero in Argentina e decano della Facoltà di Teologia dell'Università Pontificia di Buenos Aires. Nel 2005 è stato reso di pubblico dominio un video che mostrava Maccarone mentre veniva sodomizzato da un taxista. In seguito a ciò, egli si è dimesso dall'ufficio di vescovo. Dopo questo incidente, l'allora Arcivescovo Bergoglio ha firmato una dichiarazione di solidarietà a Maccarone emanata dalla conferenza episcopale argentina, di cui era allora capo. (II, IV, V)

Vescovo José Tolentino Mendonça
Nel 2013 Mendonça ha elogiato la teologia di Suor Teresa Forcades, la quale sostiene che gli atti omosessuali sono morali, che l'aborto è un diritto e ha affermato che “Gesù di Nazareth non ha codificato o stabilito regole”. Nel 2018 Papa Francesco lo ha fatto arcivescovo e lo ha nominato capo degli Archivi Segreti Vaticani. Lo stesso anno lo ha anche scelto per predicare nel ritiro spirituale quaresimale del papa e degli alti dignitari curiali. (II, IV, V, VI)

Vescovo Gustavo Óscar Zanchetta
Zanchetta è stato nominato da Papa Francesco vescovo di Orán, in Argentina, nel 2013. Zanchetta si è reso colpevole di reati sessuali di indole omosessuale, ivi comprese molestie sessuali a seminaristi. Prove fotografiche di ciò sono state presentate alla Santa Sede nel 2015. Nel dicembre 2017 Papa Francesco ha nominato Zanchetta assessore dell'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. (II, IV, V)

Monsignor Battista Mario Salvatore Ricca
Battista Ricca ha commesso gravi reati sessuali di indole omosessuale quando prestava la sua opera presso la Nunziatura  in Uruguay. In un'occasione è rimasto intrappolato in un ascensore con un prostituto e ha dovuto essere liberato dai pompieri. Dopo che questi scandali erano diventati di pubblico dominio, Papa Francesco lo ha incaricato della gestione della sua residenza,  Casa Santa Marta, e lo ha nominato prelato dell'Istituto delle Opere di Religione. (II, IV, V)

Padre Julio Grassi
Grassi è stato condannato nel 2009 per aver abusato sessualmente di un ragazzo adolescente. La conferenza episcopale argentina, sotto la presidenza dell'allora Cardinal Bergoglio, ha profuso grandi sforzi per prevenire la condanna di Grassi, facendo preparare al proposito un dossier di quattro volumi che gettava fango sulle vittime di Grassi. Grassi ha dichiarato che l'Arcivescovo Bergoglio “gli ha tenuto la mano” durante tutto il suo iter giudiziale. (II, IV, V)

Padre Mauro Inzoli
Nel 2012, Inzoli è stato ridotto allo stato laicale dalla Congregazione per la Dottrina della Fede per abuso sessuale su minori. L’esecuzione della sentenza di prima istanza fu sospesa in seguito all’appello dell’Inzoli.  Nel giugno 2014 Papa Francesco ha commutato la condanna nell’assai più mite obbligo di condurre una vita ritirata.   Nel 2016 egli fu arrestato e condannato dalla Giustizia italiana.  Solo dopo questa condanna, Papa Francesco si è finalmente deciso a ridurlo allo stato laciale (II, IV, V).

Padre James Martin S.J.
Martin è un noto sostenitore della legittimazione delle relazioni e degli atti omosessuali. Nel 2017 Papa Francesco lo ha nominato consulente del Segretariato delle Comunicazioni della Santa Sede. (II, IV, V)

Padre Timothy Radcliffe O.P.
Nel 2013 Radcliffe ha affermato che gli atti omosessuali possono essere un'espressione del dono di Sé del Cristo. Papa Francesco lo ha nominato consulente del Consiglio Pontificio per la Giustizia e la Pace nel maggio 2015. (II, IV, V)

Emma Bonino
Emma Bonino è l'attivista politica più accanitamente a favore dell'aborto e dell'eutanasia in Italia. Ella stessa si è vantata di aver procurato molti aborti. Nel 2015 Papa Francesco l'ha ricevuta in Vaticano, e nel 2016 l'ha elogiata come uno dei “grandi personaggi dimenticati” d'Italia. (II, IV. V, VI)

Pontificia Accademia per la Vita
Nel 2016 Papa Francesco ha mandato a casa tutti i 132 membri della Pontificia Accademia per la Vita [vedi]. Ha eliminato il requisito in base al quale i membri dell'Accademia devono giurare di credere negli insegnamenti cattolici sulla vita umana, di non condurre ricerche distruttive sugli embrioni o sui feti, di non procurare l’aborto libero o l'eutanasia. Tra i 45 nuovi membri dell'Accademia che egli ha nominato vi sono numerose persone che rinnegano gli insegnamenti della morale cattolica. Padre Maurizio Chiodi si è dichiarato a favore dell'eutanasia mediante la sospensione del nutrimento e ha rifiutato l'insegnamento della dottrina morale cattolica sulla contraccezione [qui]. Padre Alain Thomasset ha negato l'idea dell'esistenza di atti intrinsecamente cattivi  e ha dichiarato che alcune relazioni omosessuali possono essere cammini di santità. Padre Humberto Miguel Yáñez ritiene che la contraccezione artificiale possa essere lecita in alcune circostanze. La professoressa Marie-Jo Thiel rifiuta l'insegnamento della Chiesa secondo il quale gli atti omosessuali sono intrinsecamente cattivi e l'insegnamento secondo cui la contraccezione è moralmente sbagliata. Il professor Nigel Biggar sostiene che l'aborto fino alle diciotto settimane di gravidanza sia lecito, e ammette che l'eutanasia possa essere in certi casi giustificata. (II, IV, V, VI)

La promozione della ricezione dell'Eucarestia da parte dei “divorziati risposati”

Papa Francesco ha persistentemente promosso la ricezione dell'Eucarestia, in determinate circostanze, da parte di persone divorziate civilmente dal loro coniuge e aventi relazioni sessuali con un'altra persona. La citata sua lettera ai vescovi di Buenos Aires ha approvato esplicitamente tale pratica. Bergoglio è intervenuto nella composizione della Relatio post disceptationem per il Sinodo sulla Famiglia del 2014. La sua aggiunta a tale Relatio proponeva di permettere l'accesso alla Comunione ai cattolici divorziati e risposati, “giudicando caso per caso”, e affermava che i pastori dovrebbero enfatizzare gli “aspetti positivi” di stili di vita che la Chiesa considera gravemente peccaminosi, ivi compresi un secondo matrimonio dopo il divorzio e la coabitazione prematrimoniale. Queste proposte sono state introdotte nella Relatio dietro sua insistenza personale, nonostante il mancato raggiungimento della maggioranza di due terzi dei consensi richiesta dal regolamento del Sinodo per le proposte da includere nella Relatio stessa. Papa Francesco ha, inoltre, emanato linee guida per la diocesi di Roma che permettono la ricezione dell'Eucarestia, in determinate circostanze, da parte di cattolici divorziati e risposati civilmente che vivono more uxorio con il loro partner civile. Questi insegnamenti e atti costituiscono in se stessi un'offesa contro la fede: l'insegnamento secondo cui i cattolici con un coniuge ancora in vita  apertamente conviventi con un'altra persona non possono ricevere l'Eucarestia, è una verità che appartiene come minimo all'oggetto secondario dell'infallibilità della Chiesa. Si tratta come minimo di una verità la cui accettazione è necessaria affinché il deposito della fede possa essere efficacemente difeso o proposto con sufficiente autorità. Noi non neghiamo che ciò faccia parte della Sacra Tradizione divinamente rivelata. Ma la negazione di questa verità non è stata elencata fra le eresie abbracciate da Papa Francesco perché alcuni teologi cattolici di rispetto hanno sostenuto che essa non fa parte del deposito della fede divinamente rivelato. Ciononostante, la negazione di questa verità fornisce le basi per le eresie (IV) e (V) sopra elencate.

Altre indicazioni

    Il 9 giugno 2014 Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano i leader dell'organizzazione argentina di militanza filo-omosessuale Tupac Amaru e ha benedetto le foglie di coca che essi usano nei loro rituali religiosi pagani, atto che comporta il riconoscimento della coca come pianta sacra. (II, IV, V, VII)
    Papa Francesco non ha speso nemmeno una parola a favore delle campagne popolari per evitare che l'aborto e l'omosessualità venissero legalizzati in paesi cattolici: per esempio, prima del referendum sull'introduzione dell'aborto in Irlanda, nel maggio 2018. (II, IV, V, VI)
    Alla messa di apertura del Sinodo sulla Gioventù del 2018, Papa Francesco recava un pastorale a forma di stang, un bastone biforcuto simile a quello usato nei rituali satanici. (VI, VII)
     Durante il Sinodo sulla Gioventù del 2018, Papa Francesco portava una croce sghemba coi colori dell'arcobaleno, noto simbolo, quest’ultimo, della promozione di massa del movimento omosessuale. (II, IV, V)
     Papa Francesco ha stretto un accordo con la Cina che permette al governo cinese di scegliere i vescovi cattolici di quel paese, e ha ordinato a vescovi cattolici rimasti fedeli a Roma di cedere le loro diocesi a vescovi nominati dallo Stato cinese.  La Cina è uno Stato ateo che perseguita i cristiani e applica una  immorale politica di controllo delle nascite, la quale prevede tra l'altro la promozione della contraccezione e l'aborto obbligatorio su scala massiccia. Questa politica demografica è di alta priorità per il governo cinese e ha causato incalcolabili danni. Il controllo della Chiesa da parte del governo cinese garantirà che la Chiesa in Cina non opponga alcuna resistenza a tale politica. (II, VI)
    Papa Francesco ha rifiutato di negare che l'Amoris laetitia insegni le eresie (IV), (V) e (VI) elencate sopra, quando è stato esortato a farlo nei Dubia [qui] presentatigli dai Cardinali Brandmüller, Burke, Caffarra e Meisner nel settembre 2016. Questi Dubia menzionavano esplicitamente un grave senso di smarrimento e la grande confusione di molti fedeli su materie di fede e di morale provocata dall'Amoris laetitia. La presentazione di Dubia da parte di vescovi e la formulazione di una risposta da parte del papa fa parte di una procedura normale, assolutamente tradizionale: il rifiuto di Papa Francesco di rispondere a questi Dubia è pertanto del tutto deliberato.

(C) L'adesione pertinace di Papa Francesco alle proposizioni eretiche

Papa Francesco ha completato gli studi teologici necessari per l'ordinazione, ha ottenuto la licenza in filosofia e la licenza in teologia ed è diventato professore di teologia presso le Facultades de Filosofía y Teología di San Miguel, un'università e seminario dei Gesuiti argentini.  Successivamente è stato nominato rettore di queste facoltà. L'esortazione apostolica Familiaris consortio e l'enciclica Veritatis splendor, che condannano molte delle eresie elencate qui sopra, sono state pubblicate quando egli era rispettivamente sacerdote e vescovo. Bergoglio ha citato la Familiaris consortio nei suoi scritti e nel 2004 ha partecipato a una conferenza sulla Veritatis splendor in cui ha presentato un contributo che asseriva la dottrina negata nell'eresia (VI), elencata qui sopra. I summenzionati Dubia, fatti pervenire in privato a Papa Francesco nel settembre 2016 e resi pubblici nel novembre dello stesso anno, richiamano passi della Veritatis splendor e della Familiaris consortio. È pertanto da presumere che egli possieda una buona conoscenza della dottrina cattolica,  sufficiente a renderlo cosciente del fatto che le eresie che professa sono ad essa contrarie. La loro natura eretica gli è stata documentata e messa in evidenza anche in una Correzione Filiale  inviatagli  da studiosi cattolici nell'agosto 2017,  resa pubblica nel settembre dello stesso anno. [qui] (5)

Le richieste che porgiamo a Voi in quanto vescovi

    Chiediamo pertanto alle Vostre Eccellenze di affrontare urgentemente la questione dell'adesione pubblica di Papa Francesco all'eresia. Riconosciamo con gratitudine che alcuni di Voi hanno riaffermato le verità contrarie alle eresie che abbiamo elencato o hanno allertato i fedeli sui gravi pericoli che minacciano la Chiesa sotto questo pontificato. Ricordiamo che, per esempio, Sua Eminenza il Cardinale Burke ha affermato già nel 2014 che la Chiesa sembra una nave senza timone e che nel settembre 2016, insieme a Sua Eminenza il Cardinale Pujats, al Cardinale Caffarra e a vari altri vescovi, ha firmato una Dichiarazione di Fedeltà all'insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio [qui - qui]. Ricordiamo anche la dichiarazione di Sua Eminenza il Cardinale Ejik dello scorso maggio [qui], secondo la quale l'attuale incapacità dei vescovi in unione col successore di Pietro di trasmettere la dottrina della Chiesa fedelmente, fa pensare al grande inganno degli ultimi tempi profetizzato dall'Apocalisse. E ricordiamo che Sua Eminenza il Cardinale Gerhard Müller ha fatto in tempi ancor più recenti dichiarazioni simili nel suo Manifesto della Fede [qui]. Per questi e per altri interventi da parte di cardinali e vescovi, che hanno intrapreso in qualche modo azioni intese a rassicurare i credenti, rendiamo grazie a Dio.
     Tuttavia, in un'emergenza così grave e senza precedenti come la presente, crediamo che non sia più sufficiente insegnare la verità in termini che possono sembrare astratti, o deprecare la “confusione” che regna nella Chiesa in termini abbastanza generici.  Infatti, i cattolici faticheranno a credere che il papa stia attaccando la fede se ciò non verrà espresso esplicitamente; pertanto, le denunce di carattere meramente astratto rischiano di sortire l'effetto contrario, fornendo a Papa Francesco una copertura per andare avanti e raggiungere i suoi obiettivi.
     Nonostante le prove  presentate in questa Lettera, riconosciamo che non spetta a noi dichiarare il papa colpevole del delitto di eresia in modo tale che la dichiarazione abbia conseguenze canonicamente rilevanti per i cattolici. Facciamo pertanto appello a Voi in quanto nostri padri spirituali, vicari di Cristo all'interno delle Vostre giurisdizioni e non vicari del romano pontefice, affinché ammoniate pubblicamente Papa Francesco ingiungendogli di abiurare le eresie che ha professato. Anche prescindendo dalla questione della sua adesione personale a queste credenze eretiche, il comportamento del Papa in relazione alle sette proposizioni contrarie alla fede menzionate all’inizio di questa lettera, giustifica l’accusarlo del delitto di eresia. È fuor di dubbio che egli promuove e diffonde concezioni eretiche relative a quelle proposizioni.  Il promuovere e il diffondere concezioni eretiche giustifica di per sé l’imputazione di questo delitto. Vi sono pertanto ragioni più che sufficienti affinché i vescovi prendano seriamente in considerazione queste accuse di eresia e cerchino di por rimedio alla situazione che si è creata. 

Dato che egli ha manifestato eresie tanto con le parole che con i fatti, l'abiura deve includere il ripudio e il rinnegamento di quei suoi fatti, ivi comprese le nomine di vescovi e cardinali che hanno promosso quelle eresie con le loro parole o con le loro azioni. Una siffatta ammonizione è dovere di carità fraterna nei confronti del papa e della Chiesa. Se ciononostante – Dio non voglia! – in Papa Francesco non maturerà il frutto del pentimento sincero in risposta a tali ammonizioni, Vi chiediamo di compiere il Vostro dovere – sancito dal Vostro ufficio – di dichiarare che egli ha commesso il delitto canonico di eresia e ne deve subire le conseguenze previste dal Diritto della Chiesa.
     Non c'è bisogno che queste iniziative vengano intraprese da tutti i vescovi della Chiesa cattolica e nemmeno dalla loro maggioranza. Un gruppo rilevante e rappresentativo dei vescovi fedeli alla dottrina della Chiesa avrebbe il potere sufficiente per intraprenderle. Data la natura aperta, estesa e devastante dell’eresia di Papa Francesco, l'essere disposti ad ammonirlo pubblicamente per il fatto di propagare l'eresia sembra esser ormai una condizione necessaria per essere davvero vescovi fedeli della Chiesa cattolica.
     Questa linea d'azione si fonda sul diritto canonico e sulla tradizione della Chiesa ed è da entrambi richiesta. Aggiungiamo qui di seguito un breve sommario delle basi canoniche e teologiche che lo dimostrano.
     Chiediamo alla Santa Trinità di illuminare Papa Francesco affinché rinneghi ogni eresia contraria alla sana dottrina, e preghiamo affinché la Beata Vergine Maria, madre della Chiesa, infonda nelle Eccellenze Vostre la luce e la forza necessarie per difendere la fede di Cristo. Permetteteci di affermare in tutta franchezza che, agendo in questo modo, non dovrete affrontare il rimprovero del Signore: “Voi non siete saliti sulle brecce né avete rifabbricate le mura della casa d’Israele, affinché possa resistere nella battaglia, nel giorno del Signore “(Ez 13, 5).
     Chiediamo umilmente la Vostra benedizione, e Vi assicuriamo delle nostre preghiere per il Vostro ministero e per la Chiesa.

     Vostri in fedeltà a Cristo,   

Georges Buscemi, Presidente di Campagne Québec-Vie, membro della John-Paul II Academy for Human Life and Family
Robert Cassidy, STL
P.  Thomas Crean OP
Prof. Matteo D’Amico, Professore di Storia e Filosofia, Liceo di Ancona
Diacono  Nick Donnelly  MA
Maria Guarini STB, Pontificia Università Seraphicum, Roma; editore del sito web Chiesa e Postconcilio
Prof. Robert Hickson, PhD, già professore di Letteratura e studi strategico-culturali
P.  John Hunwicke, già Senior Research Fellow, Pusey House, Oxford
Peter Kwasniewski  PhD
John  Lamont  Dphil (Oxon.)
Brian M. McCall, Professore di Giurisprudenza presso la Fondazione Orpha and Maurice Merrill;  Direttore di Catholic Family News
P. Cor Mennen JCL, diocesi di ‘s-Hertogenbosch (Paesi Bassi), canonico del Capitolo cattedrale, docente presso il Seminario diocesano di ‘s-Hertogenbosch
Stéphane Mercier, STB, PhD, già docente presso l’Università Cattolica di Lovanio
P. Aidan Nichols OP 
Paolo  Pasqualucci, già professore di Filosofia nell’Università di Perugia
Dr Claudio Pierantoni, professore di Filosofia Medievale nell’Università del Cile; già professore di Storia della Chiesa e Patrologia nell’Università Cattolica Pontificia del Cile
Professore John Rist
Dr  Anna Silvas, Adjunct Senior Research Fellow, Facoltà di Studi umanistici, delle arti, scienze sociali ed educazione, Università del New England
Prof. dr.  W. J.  Witterman, fisico, professore emerito, Università di Twente

Nomi aggiunti il 1 maggio 2019
Fr William Barrocas
Pedro Erik Carneiro, PhD
Michael J. Cawley III, PhD, Psicologo
Fr Gregory Charnock, Ba LLB, Sacerdote diocesano, Parrocchia cattolica di St Bartholomew, Western Cape, South Africa
Ernesto Echavarria, KSG
Sarah Henderson, DCHS BA MA
Edward T. Kryn, MD
Alan Moy, MD, Direttore Scientifico e Fondatore, John Paul II Medical Research Institute
Jack P. Oostveen, Assistente emerito Docente di Geomeccanica, Delft University of Technology, Paesi Bassi; Presidente ad interim dell'International Federation Una Voce, 2006-2007
Harriet Sporn, eremita
Dr. Zlatko Šram, Croatian Center for Applied Social Research
Prof. em. Dr. Hubert Windisch, Teologo pastorale, Graz/Freiburg/Regensburg

Nomi aggiunti il 2 maggio 2019
Fr Daniel J. Becker, Ph.D
Deacon Andrew Carter B.Sc. (Hons.) ARCS DipPFS
Dr Lee Fratantuono, Professor and Chair of Classics, Ohio Wesleyan University
Fr Paul John Kalchik, STB MD
Dr Thomas Klibengajtis
Patrick Linbeck, BA, STL, Board Member of Texas Right to Life
Nancy E. Martin, MA Theology
Fr Boguslaw Nowak, SVD
Abbé Guy Pagès 
Quintilio Palozzi, PhD in Philosophy, Retired Professor
Dr M. Elizabeth Phillips, MD
Dr Brian Charles Phillips, M.D. FRSCS
Dr Robert L. Phillips DPhil (Oxon), Professor em. of Philosophy, University of Connecticut (USA)
Fr Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez, Parish Priest, Diocese of Los Teques, Venezuela
Fr Darrell Roman
Robert Siscoe, author
Prof. Dr. Peter Stephan
Dr. Patrick Toner, Associate Professor of Philosophy, Wake Forest University, Winston Salem
Elizabeth D. Wickham, PhD, Executive Director, LifeTree

Nomi aggiunti il 3 maggio
Prof. Mario Bombaci, Professor of Philosophy and Bioethics
Erick Chastain, PhD, Postdoctoral Research Associate, Department of Psychiatry, University of Wisconsin-Madison
Lynn M. Colgan Cohen, OFS, MA
Fr Ian Farrell, STL
James Fennessy, MA, MSW, JD, LCSW
Patricia McKeever, BEd, MTh, retired Head of Religious Education
Prof. Dr. Juan Carlos Valdes Ossandón, Former Professor of History of Medieval Philosophy, Pontifical Catholic University of Chile
Harold A. Reyes, MRE
Padre Gabriele Rossi, FAM, Doctor of Canon Law
Daniel Younan, BA Phil, MA Th

Nomi aggiunti il 4 maggio
Fr Jeremy Davies, MA, MBBS
Dr.rer. nat. Jochem Hauser, Professor(em), Ostfalia University
Prof. Dr. rer.nat. Dr.rer.pol. Rudolf Hilfer
Mark McMenamin, Professor of Geology
Renacito R. Ramos, MD, DFM
Fr Andreas Wanka

Nomi aggiunti il 6 maggio
Fr Giovanni P. Ortiz Berrios
Fr Tullio Rotondo, STD
Fr Tam X. Tran, STL, Pastor, Archdiocese of Washington, USA
Biagio Buonomo, PhD, former writer for L'Osservatore Romano
Fr Thomas Edward Dorn
Marie I. George, PhD
Fr Wilhelm Meir, Ziemetshausen, Diözese Augsburg
Dr Robert Adams & Mrs Sonia Adams
Dominique Millet-Gérard, Professor of French and Comparative  Literature, Sorbonne Université, Paris, France.
Prof. Maksym Adam Kopiec, OFM

Nomi aggiunti il 7 maggio
Avv. Carlo Foresti, lawyer
Adrie A.M. van der Hoeven MSc, physicist
Prof. Cesar Félix Sanchez Martínez, Professor of Philosophy of Nature, Philosophy of History and History of Philosophy (Modern and Contemporary) at the Archdiocesan Seminary of Saint Jerome, Arequipa-Perú
Mark Vatuone, JD, LLM

Nomi aggiunti il 10 maggio
Fr Edward B. Connolly
Fr Paul Driscoll MA
Michael Lofton MTS
Atty. Rafael M Reynante MA, MSM
Fr Michael Yelavich

Nomi aggiunti il 13 maggio
Martin Mosebach, author

Npmi aggiunti il 21 maggio
Ivan M. Rodriguez, PhD
Fr Timothy J. Sauppé, STL
Dr Mauro Scaringi, MA (Phil.)

Nomi aggiunti il 31 maggio
Mary McMenamin, MA Biblical Theology
Fr Michael Menner

Nomi aggiunti il 26 giugno
Lynn M Colgan Cohen, OFS, MA
Antonio Marcantonio, MA

Il codice di diritto canonico e la teologia cattolica sull'eventualità di un papa eretico

   L'eventualità che un papa cada nell'eresia è da lungo tempo oggetto di discussione presso i teologi cattolici. Tale eventualità venne alla ribalta dall’AD 681, quando il Terzo Concilio Ecumenico di Costantinopoli anatematizzò l'eresia monotelita e il già defunto Papa Onorio come eretico per aver appoggiato tale eresia. La condanna di Onorio fu poi ribadita da Papa San Leone II nel ratificare gli Atti di quel Concilio. A partire da allora, i teologi e i canonisti cattolici hanno raggiunto un consenso su vari punti essenziali, concernenti l’eresia pubblica di un papa. 
Questi sono in breve i punti:

     Si è concordi sul fatto che nessun papa possa sostenere un'eresia quando insegni ponendo in essere le condizioni necessarie affinché il suo magistero possieda il carattere dell’infallibilità. Questa restrizione non implica però che un papa non possa rendersi colpevole di eresia, giacché i papi possono rilasciare – e rilasciano – molte dichiarazioni pubbliche che non posseggono il carattere dell'infallibilità. Di fatto, molti papi non hanno mai emanato definizioni infallibili.
    Si è concordi sul fatto che la Chiesa non abbia giurisdizione sul papa, e che pertanto essa non possa  rimuovere un papa dall’ufficio esercitando un’autorità superiore alla sua, persino nel caso di eresia. 
    Si è concordi sul fatto che il male rappresentato da un papa eretico è così grande che non può essere tollerato in nome di un presunto bene più grande.
Suárez esprime nel modo seguente il consenso su questo punto: “Sarebbe estremamente dannoso per la Chiesa avere un siffatto pastore e non essere in grado di difendersi da un pericolo così grande; inoltre, sarebbe contrario alla dignità della Chiesa costringerla a rimanere soggetta a un pontefice eretico senza essere in grado di espellerlo dal suo corpo; giacché il popolo è abituato a comportarsi allo stesso modo dei suoi prìncipi e dei suoi sacerdoti”. San Roberto Bellarmino afferma: “La Chiesa verserebbe in condizioni miserevoli se fosse costretta a prendere come suo pastore una persona che si comportasse in modo manifesto come un lupo” (Controversie, 3ª Controversia, Libro 2, Cap. 30).
    Si è concordi sul fatto che sulle autorità ecclesiastiche gravi la responsabilità di agire per porre rimedio al male rappresentano da un papa eretico. La maggioranza dei teologi sostiene che siano i vescovi della Chiesa le autorità a cui corrisponde il dovere assoluto di agire di concerto in modo da rimediare a questo male.
    Si è concordi sul fatto che un papa colpevole di eresia che continui ostinatamente a mantenere i suoi punti di vista eretici non possa continuare ad esser papa.(6)
     I teologi e i canonisti dibattono su questa questione come parte dell’argomento avente ad oggetto la perdita dell'ufficio papale. 
   Le cause della perdita dell'ufficio papale che essi elencano comprendono sempre la morte, le dimissioni e l'eresia. Questo consenso coincide con il punto di vista spontaneo del senso comune, il quale afferma che per essere papa bisogna innanzitutto esser cattolico. Questa posizione si basa sulla tradizione patristica e sui principi teologici fondamentali riguardanti l'ufficio ecclesiastico, l'eresia e lo status di membri della Chiesa.(7) I Padri della Chiesa hanno negato che un eretico possa esser titolare di una giurisdizione ecclesiastica di qualsiasi tipo. I successivi dottori della Chiesa hanno ritenuto che questo insegnamento si riferisse all'eresia pubblica, che è soggetta a sanzioni ecclesiastiche, e hanno sostenuto che esso si basa sulla legge divina e non sulla legge positiva ecclesiastica. Essi hanno dichiarato che un siffatto eretico non potrebbe esercitare nessuna giurisdizione perché la sua eresia lo separerebbe dalla Chiesa, e nessuna persona espulsa dalla Chiesa può detenere alcuna autorità al suo interno.(8)
     Il diritto canonico sostiene questo consenso realizzatosi fra i teologi. Il canone che ha preso per la prima volta in considerazione esplicita la possibilità dell'eresia di un papa si trova nel Decretum di Graziano. Il canone 6 della Distinctio XL del Decretum afferma che un papa non può essere giudicato da nessuno, a meno che non si scopra che egli abbia deviato dalla fede:
Cunctos ipse iudicaturus a nemine est iudicandus, nisi deprehendatur a fide devius (‘egli, l'unico giudice di tutti, non può essere giudicato da nessuno, a meno che non si scopra che abbia deviato dalla fede’).
    Sembra che i termini usati in questa affermazione siano stati influenzati dal De Sancta Romana Ecclesia (1053) del Cardinal Humbert, opera in cui si afferma che il papa è immune dal giudizio di chicchessia, eccetto in questioni di fede: ‘a nemine est iudicandus nisi forte deprehendatur a fide devius’. La regola contenuta nel canone è uno sviluppo di quella di Papa Gregorio Magno, secondo cui i cattivi prelati devono essere tollerati da quanti sono loro soggetti , purché non ci sia pericolo per la fede (Moralia XXV c. 16: ‘Subditi praelatos etiam malos tolerant, si salva fide possint […]’).
  L'affermazione canonistica che asserisce esser il papa giudicabile per eresia è sorta come spiegazione del principio canonistico secondo cui il papa non può essere giudicato da alcuno. L'affermazione contenuta in questo canone è pertanto originariamente l'enunciato di un privilegio; il suo obiettivo è quello di asserire che il papa ha la più grande esenzione possibile dai giudizi degli altri.
    Questo canone è stato incluso insieme al resto del Decretum di Graziano nel Corpus iuris canonici, che ha formato le basi del diritto canonico della Chiesa Latina fino al 1917 e la cui autorità è sorretta dall'autorità papale, dato che il diritto della Chiesa è sostenuto dall'autorità papale stessa. Ciò è stato insegnato da Papa Innocenzo III, che ha asserito nel suo sermone sulla consacrazione del Sommo Pontefice: “Posso essere giudicato dalla Chiesa solo per i peccati commessi contro la fede, mentre per gli altri peccati solo Dio è il mio giudice”. [“In tantum enim fides mihi necessaria est, ut cum de caeteris peccati solum Deum iudicem habeam, propter solum peccatum quod in fide committitur possem ab Ecclesia judicari.”] Il rifiuto del canone contenuto nel Decretum minerebbe i fondamenti canonistici dello stesso primato petrino, dato che questo canone è ricompreso nei fondamenti giuridici del principio secondo cui il papa non può essere giudicato da alcuno. Il canone è stato universalmente accettato dalla Chiesa dopo la compilazione e la pubblicazione del Decretum.
    L'eresia a cui questo canone si riferisce è interpretata praticamente da tutti gli autori come eresia manifestata esteriormente (la tesi secondo cui un papa può perdere il suo ufficio per la semplice eresia interiore è stata avanzata da Juan de Torquemada O.P. ma è stata definitivamente refutata e respinta da tutti i canonisti e i teologi successivi). Né il Codice di Diritto Canonico del 1917 né quello del 1983 abrogano il principio secondo cui un papa eretico perde l'ufficio papale. Tutti i commentatori di entrambi i codici sono concordi nell'affermare che questo principio è corretto.(9)
   La tradizione canonistica antica esige in generale che, nel caso specifico dell'eresia papale, il pontefice sia ammonito varie volte prima di essere trattato come un eretico. La Summa di Rufino, la Summa de antiquitate et tempore (scritta dopo il 1170) e la Summa di Johannes Faventius (scritta dopo il 1171) asseriscono che si deve ingiungere al papa di desistere dall'eresia una seconda e una terza volta prima che egli possa essere giudicato come eretico. La Summa di Huguccio afferma che prima che il papa possa essere giudicato come eretico gli dev'essere stato ingiunto di abbandonare l'eresia e in risposta a tale ingiunzione egli deve aver difeso il suo errore alla maniera di un contumace.
    Gli autori sedevancantisti hanno sostenuto che un papa perderebbe automaticamente l'ufficio pontificio come conseguenza della sua eresia pubblica, senza che sia necessario richiedere o permettere  un intervento da parte della Chiesa. Tale opinione non è compatibile con la tradizione e la teologia cattoliche e dev'essere respinta. Come hanno osservato molti teologi, la sua accettazione precipiterebbe la Chiesa nel caos nel caso in cui un papa abbracciasse l'eresia, dato che spetterebbe allora ad ogni singolo cattolico decidere se e da quando il papa debba essere considerato eretico e abbia perso il suo ufficio. Bisognerebbe invece tener per fermo che un papa non può perdere il suo ufficio senza un'azione da parte dei vescovi della Chiesa.
    Tale azione deve comprendere la ripetuta ingiunzione al papa di abbandonare l’eresia che abbia adottato e la dichiarazione, rivolta ai fedeli, che egli si rende colpevole di eresia nel caso in cui rifiuti di rinnegarla. L'incompatibilità tra l'eresia e l'appartenenza alla Chiesa è ciò che porta un papa eretico alla perdita dell'ufficio papale. La constatazione del fatto che un papa è eretico fatta dalla Chiesa e l'annuncio di tale eresia effettuato dai vescovi della Chiesa, trasformano l'eresia del papa in un fatto giuridico, un fatto che ha come conseguenza la perdita dell'ufficio.
    Esistono  minori divergenze d'opinione tra i teologi cattolici a proposito delle misure che la Chiesa deve prendere nell'affrontare la questione del papa eretico. La scuola di Gaetano e di Giovanni di San Tommaso afferma che affinché un papa perda il suo ufficio, la Chiesa, dopo aver accertato e dichiarato il fatto che egli è eretico, deve anche ordinare ai fedeli di evitarlo a causa della sua eresia.      La scuola di San Roberto Bellarmino non respinge l'idea di ordinare ai fedeli di evitare il papa in quanto eretico, ma non la considera una condizione necessaria affinché il papa perda il suo ufficio a causa della sua eresia. Entrambe queste opinioni hanno avuto e hanno tuttora i loro sostenitori.  Noi non prendiamo posizione su queste questioni ancora sottoposte a dibattito, la cui soluzione spetta ai vescovi della Chiesa.
_____________________________
1.  L’eresia o le eresie inerenti a ogni singola dichiarazione o atto del papa, sono indicate tra parentesi con il numero romano dell’eresia ricompresa nella lista di cui sopra.
2. Vedi: Familiaris consortio 84.  In aggiunta:  Dichiarazione del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi:  Circa l’ammissibilità alla Santa Comunione dei divorziati risposati (L’Osservatore Romano, 7 luglio 2000, p. 1; Communicationes 32 [2000]).
3. Vedi: Card. G. Müller, in: Riccardo Cascioli, “Vogliono far tacere Benedetto perché dice la verità”, La Nuova Bussola quotidiana: http://www.lanuovabq.it/it/vogliono-far-tacere-benedetto-xvi-perche-dice-la-verita: “Un vescovo emerito, quando celebra una Messa, nell’omelia non deve dire la verità? Non deve parlare sulla indissolubilità del matrimonio solo perché altri vescovi ancora in attività hanno introdotto nuove regole che non sono in consonanza con la legge divina?  Piuttosto sono i vescovi ancora in attività a non avere il potere di cambiare il diritto divino nella Chiesa.  Non hanno alcun diritto di dire a un sacerdote che deve dare la comunione a una persona che non è in piena comunione con la Chiesa cattolica.  Nessuno può cambiare questa legge divina, se uno lo fa è un eretico, è uno scismatico”. Vedi: http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/04/17tra-i-due-papi-è-“frattura”-il-silenzio-di-Francesco-contro-Benedetto.
4.  Papa Francesco ha offerto spiegazioni informali su questa dichiarazione ma nessuna mostra di essere priva di quell’ambiguità che la rende incompatibile con la fede cattolica.  Una dichiarazione che fosse ortodossa, infatti, dovrebbe specificare che Dio vuole positivamente l’esistenza della sola religione cattolica. Ma la dichiarazione è una dichiarazione congiunta con il Gran Imam, ragion per cui non può esser interpretata in un senso che il Gran Imam rigetterebbe. E poiché il Gran Imam rigetta la posizione secondo la quale Dio vuole positivamente unicamente l’esistenza della religione cattolica, risulta impossibile conferire un significato ortodosso alla dichiarazione.  Pertanto, noi ne manteniamo il  senso naturale,  di per sé opposto a una verità della fede Cattolica.
5.  Vedi:  http://www.correctiofilialis.org
6. Vedi per es. Tommaso De Vio Gaetano, De Comparatione auctoritatis papae et concilii cum Apologia eiusdem tractatus (Roma, Angelicum, 1936); Melchior Cano, De Locis theologicis, libro 6, capitolo 8; Bàñez, In IIa IIae q. 1 a. 10; Giovanni di San TOmmaso, Cursus theologici II-II, De auctoritate Summi Pontificis, d. 8, ad. 3, De depositione papae; Suárez, De fide, disp. 10; San Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice, libro 2; Billuart, Cursus theologiae, Pars II-II; Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Vindiciae pro suprema Pontificis potestate adversus Justinum Febronium; Cardinal Charles Journet, L'Église du Verbe Incarné, vol. 1: l'hiérarchie apostolique (Éditions Saint-Augustin, 1998), pp. 980-83.
7. Vedi per es. Sant'Agostino, Sermone 181; Papa Pio IX, Bolla Ineffabilis che definisce la dottrina dell'Immacolata Concezione.
8. Questo principio si applica alla perdita dell'ufficio papale per eresia secondo quanto affermato da San Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice, Libro 2, Capitolo 30. Gli autori successivi hanno convalidato quest'asserzione accettando il fatto che i chierici eretici possano esercitare la loro autorità in alcune circostanze straordinarie, perché in quel caso viene loro supplita dalla Chiesa. Nessuno di questi autori ha però accettato il fatto che un papa la cui eresia sia manifesta e stabilita possa detenere o esercitare l'autorità papale. Infatti, la Chiesa non può assegnare la giurisdizione papale, e un papa eretico non se la può assegnare da solo.
9. Vedi per es. Jus Canonicum ad Codicis Normam Exactum, Franciscus Wernz and Petrus Vidal (Gregorianum, 1924-1949), II (1928), n. 453; Introductio in Codicem, 3ª ed., Udalricus Beste (Collegeville, St John’s Abbey Press, 1946), Canone 221; New Commentary on the Code of Canon Law, a cura di John P. Beal, James A. Coriden e Thomas J.
[© Testo ufficiale in italiano - Traduzione di Antonio Marcantonio per Chiesa e post concilio]

* * *

BIBLIOGRAFIA  SCELTA   A  SOSTEGNO  DEGLI  ARGOMENTI CONTENUTI  NELLA  ‘LETTERA  APERTA  AI  VESCOVI  DELLA  CHIESA  CATTOLICA’    CONTRO  LE  ERESIE  PROPALATE  DA  PAPA  FRANCESCO

Fr. Robert Dodaro OSA, Remaining in the Truth of Christ. Marriage and Communion in the Catholic Church. Contributions by Paul Mankowsky SJ, Dr. John M. Rist, Archbishop Cyril Vasil’ SJ, Walter Card. Brandmueller, Gerhard Ludwig Card. Mueller, Carlo Card. Caffarra, Velasio Card. De Paolis, Raymond Leo Card. Burke. Ignatius Press, San Francisco, 2014. 

John Finnis and Germain Grisez, “An Open Letter to Pope Francis”, 
https://www.firstthings.com/web-exclusives/2016/12/an-open-letter-to-pope-francis

Fr. Thomas Weinandy OFM Cap., “Letter of to Pope Francis”,
 http://www.ncregister.com/blog/edward-pentin/full-text-of-father-weinandys-letter-to-pope-francis

Fr. Aidan Nichols, “Lecture of to the Fellowship of St Alban and St Sergius”
https://catholicherald.co.uk/news/2017/08/18/leading-theologian-change-canon-law-to-correct-papal-errors/

Fr. Brian Harrison OS, “Analysis of Amoris Laetitia”
https://www.lifesitenews.com/opinion/priest-pope-francis-pastoral-revolution-goes-against-2000-years-of-tradition

Fr. Thomas Crean OP, “Amoris Laetitia is not a Thomistic Document”
https://thewandererpress.com/catholic/news/our-catholic-faith/fr-thomas-crean-op-amoris-laetitia-is-not-a-thomistic-document/

+ Athanasius Schneider, “Amoris laetitia: a need for clarification in order to avoid a general confusion”.
 http://www.ncregister.com/blog/edward-pentin/bishop-schneider-amoris-laetitia-demands-clarification

Dr. Christian Brugger, “Five serious problems with chapter 8 of Amoris Laetitia”, The Catholic World Report April 22, 2016
http://www.catholicworldreport.com/2016/04/22/five-serious-problems-with-chapter-8-of-amoris-laetitia/

Dr. Josef Seifert “Amoris Laetitia, Joy, Sadness and Hopes”, Aemaet Wissenschaftliche Zeitschrift für Philosophie und Theologie Bd. 5, Nr. 2 (2016) 160-249.
http://aemaet.de, ISSN 2195-173X

Dr. Claudio Pierantoni, “The Arian crisis and the current controversy about Amoris laetitia: a parallel”  AEMAET  Wissenschaftliche Zeitschrift für Philosophie und Theologie,   Bd. 5, Nr. 2 (2016) 250-278:
https://aemaet.de/index.php/aemaet/article/view/40

Dr. Robert A. Gahl jr., “Healing through Repentance”, in «First things», 7.26.16.

Fr. Brian Harrison OS, “Divorced and Invalidly Remarried Catholics. The Magisterial Tradition - Part II”, Latin Mass, Fall 2017, 14-19.

Benito Amado (pseudonym), “Elenchus rationum sophisticarum Rocci Buttiglionis”, in: Adelante la fe (18 de mayo 2017): https://adelantelafe.com/elenchum-rationum-sophisticarum-rocci-buttiglionis/

Dr. Josef Seifert, “Does pure Logic threaten to destroy the entire moral Doctrine of the Catholic Church?” in: Aemaet, Wissenschaftliche Zeitschrift für Philosophie und Theologie. Bd. 6, Nr. 2 (2017) 2-9:
 http://aemaet.de/index.php/aemaet/article/view/44/pdf_1

Dr. Christian Brugger, “Yes, Amoris Laetitia 303 really undermines Catholic moral teaching: scholar.”
https://www.lifesitenews.com/news/yes-amoris-laetitia-303-really-undermines-catholic-moral-teaching-scholar

Dr. John R. T. Lamont, “The meaning of Amoris laetitia according to Pope Francis.”
https://rorate-caeli.blogspot.com/2018/02/important-guest-essay-meaning-of-amoris.html

Dr. Claudio Pierantoni, “Le fallacie di Rocco Buttiglione in materia di Teologia morale e Teologia sacramentaria”, in: Antonio Livi, ed., La legge eterna di Dio e l’insegnamento morale della Chiesa di oggi. Discussioni teologiche sulla riforma della prassi pastorale voluta dall’Amoris laetitia. Contributi di Luca Gili, Ivo Kerze, Claudio Pierantoni.
Casa Editrice Leonardo Da Vinci, Roma (in print).

Dr. John Lamont “Francis and the Joint Declaration on Human Fraternity: A Public Repudiation of the Catholic Faith”
https://rorate-caeli.blogspot.com/2019/02/guest-article-francis-and-joint.html

Dr. Josef Seifert, “Grave Concerns About Pope Francis’ Abu Dhabi Document”:
https://gloria.tv/article/FL9X8LzsDd8v4yYN39TCeEsrM

Benedict XVI, Pope Emeritus: https://www.corriere.it/cronache/19_aprile_11/papa-ratzinger-chiesa-scandalo-abusi-sessuali-3847450a-5b9f-11e9-ba57-a3df5eacbd16.shtml?refresh_ce-cp

Gerhard Card. Mueller: Interview with Riccardo Cascioli:
http://www.lanuovabq.it/it/vogliono-far-tacere-benedetto-xvi-perche-dice-la-verita http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/04/17/between-the-two-popes-there-is-%E2%80%9Cfracture-%E2%80%9D-the-silence-of-francis-against-benedict/

133 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutto bene. Tutto giusto. Ma in tutto questo perché Ratzinger perché non ha mai fiatato? Lui sì che sarebbe stata una voce davvero, profondamente autorevole. O no? Se si parla di elementi importanti per poter parlare di eresia manifesta di un pontefice, mica si può sottacere perché facendo così "ci si comporterebbe da signori", come purtroppo mi è capitato di leggere da qualche parte tra coloro che difendono l'ex papa a prescindere (è terribile anche solo doverlo scrivere "ex papa", ma tant'è, ormai siamo abituati a ogni stravaganza possibile e impossibile).

fabrizio giudici ha detto...

Ora bisognerà intensificare ancora le preghiere.

Sulcitano ha detto...

Solo in Dio è la nostra speranza, la salvezza e la vita eterna. A Lui la lode, l'onore e la gloria nei secoli dei secoli. Amen! Preghiamo con cuore umile e sincero. Maria Santissima ci preservi da ogni male e ci guidi sulla strada della santità incontro a Gesù Risorto. Sia lodato Gesù Cristo!

Sulcitano ha detto...

Signore Gesù, Luce e Salvatore del mondo, sostieni la Santa Chiesa in questi terribili e oscuri giorni di apostasia. La divina Verità trionfi e siano definitivamente sconfitti i nemici del Popolo di Dio.
SIA LODATO GESÙ CRISTO!

mic ha detto...

Non occorre essere specialisti di diritto canonico per riconoscere l'enorme problematica sulla questione del Papa eretico e per sentirsi smarriti di fronte alla possibilità, da parte dei vescovi, se trovassero fondate le motivazioni addotte,di dichiarare che "egli si è liberamente privato del papato".
Non esiste alcun preciso riscontro nella Tradizione e davvero la questione è estremamente problematica ma non per questo è ulteriormente eludibile perché la situazione, inedita e anomala, è estremamente grave e diventa sempre più ingravescente. Abbiamo a che fare con un caso unico, cioè con la totale impermeabilità di fronte alla pars sana del Sacro Collegio e alle istanze motivate dei fedeli.

Japhet ha detto...

Giustamente la questione non è posta come pronunciamento giuridico, ma come atto di conoscenza che richiede una costruzione anche giuridica. Potrebbero e dovrebbero esserci sviluppi.

Anonimo ha detto...

http://m.ilgiornale.it/news/2019/04/30/la-dottrina-del-papa-e-eretica-la-nuova-lettera-anti-bergoglio/1686993/

Vittorio Bertolini ha detto...

Ottima lettera. Persino troppo "clemente", vista l'enorme sequela di bestemmie, blasfemie, comportamenti anti-cristiani, eresie aperte e coperte messe in atto quotidianamente da Bergoglio

irina ha detto...

Teniamo presente che, se lui ha osato ed osa tanto è perché ha dietro una lobby potentissima non solo nel clero ma, anche nella oligarchia plutocratica in corsa per il governo del mondo.
Consapevoli del fatto che dietro le quinte sono tutti gli strumenti di pressione che le potenze del mondo hanno messo a sua disposizione, noi dobbiamo essere talmente sinceri dal riconoscere che la Chiesa è sempre stata esposta alla possibilità di tradire il Signore. Quest'ultimo tradimento ha radice lontane ma, man mano, che si avvicina ai nostri giorni ha preso la forma di un complotto dei chierici del mondo, contro i chierici di Gesù Cristo, con lo scopo di distruggere la Chiesa senza darlo troppo a vedere. Noi abbiamo visto e compreso.
Personalmente credo che anche questa Lettera Aperta non sortirà reazione alcuna. E' bene tuttavia che sia stata scritta e firmata in quanto è un ulteriore documento a futura memoria. Parimenti sono certa che gran parte dei consacrati e delle consacrate ha già aderito in cuor suo alla nuova chiesa.E nel cuore degli altri infuria la battaglia.
Concludendo,bene queste domande,sollecitazioni, rimproveri, accuse, sono la prova provata che il nostro dovere lo si è fatto e cerchiamo di farlo ogni giorno, e così continuiamo. Il Signore vede, provvede e provvederà. Consiglio ad ognuno di riguardarsi come procede la storia davanti ai dispotismi,dapprima è una stretta cerchia, vicina al potere dispotico, che agisce nel rispetto stretto delle regole; poi sono gli ambienti intellettuali in gruppi variegati e contrapposti tra loro; poi le forze economiche grandi e piccole di sostegno o contro il dispotismo, infine il popolo che nella confusione sempre più può confondersi ed in extremis la canaglia.
Preghiamo il Signore affinché intervenga presto.

Anonimo ha detto...

Finalmente!
Ora speriamo che i cardinali ed i vescovi che hanno conservato la fede cattolica si decidano a fare il loro dovere.

Anonimo ha detto...

https://benedettoxviblog.wordpress.com/2019/04/29/arcivescovo-georg-ganswein-chiunque-modifichi-il-dna-della-chiesa-e-sulla-strada-sbagliata/

Anonimo ha detto...

Mons. Ganswein si accorge solo adesso della mutazione genetica che ha colpito la Chiesa visibile anche e soprattutto aggiungo io, per le gravi infedeltà dottrinali dei suoi pastori financo i più importanti? Per tacere di quelle morali..

Anonimo ha detto...

oK, UN OTTIMO GESTO DOVUTO x amore verso Dio e la Sua Chiesa, si tenga conto che in massima parte,per quanto mi consta, i vescovi sono nella stessa situazione di Bergoglio, e i sacerdoti pure . Quindi la precisazione che necessita una minima parte ortodossa è adatta al caso, situazione nuova come già nei secoli ogni volta avvenne, non ci si spaventi, se noi si fa Dio agisce.

Anonimo ha detto...

Anche noi ci siamo posti accanto ai Cardinali dei famosi % Dubia e a tutti gli altri che janno chiesto a Bergoglio di ritornare sulla strada giusta della Chiesa di Cristo Bimillenaria.... ora anche noi chiediamo quello che chiede il vero Cattolico ... cioè chi non crede in Cristo ma lo deve rappresentare, se non vuole proprio farlo sareebbe giusto che facesse un passo indietro e tornasse fuori del sacerdozio e non parlasse più della Chiesa Cattolica per non confondere più i fedeli di Cristo.

Anonimo ha detto...

anche io ho firmato e spero che anche una semplice firma serva a qualcosa di importante per la Chiesa Cattolica bimillenaria.

fabrizio giudici ha detto...

https://www.lifesitenews.com/blogs/why-correcting-pope-francis-is-a-true-act-of-charity

Anonimo ha detto...

Più avanti il Concilio ricorda che "la Chiesa Cattolica nulla rigetta di quanto è vero e santo in queste religioni. Essa considera con sincero rispetto quei modi di agire e di vivere, quei precetti e quelle dottrine che, sebbene in molti punti differiscano da quanto essa stessa crede e propone, tuttavia non raramente riflettono un raggio di quella verità che illumina tutti gli uomini. Essa però annuncia, ed è tenuta ad annunciare, il Cristo che è via verità e vita (Gv 14,6), in cui gli uomini devono trovare la pienezza della vita religiosa e in cui Dio ha riconciliato con Se stesso tutte le cose" (Nostra Aetate, n.2).
Le parole del Concilio si richiamano alla convinzione da tanto tempo radicata nella tradizione, dell'esistenza dei cosiddetti semina Verbi (semi del Verbo), presenti in tutte le religioni. Consapevole di ciò, la Chiesa cerca di individuarli in queste grandi tradizioni dell'Estremo Oriente, per tracciare, sullo sfondo delle necessità del mondo contemporaneo, una sorta di via comune. Possiamo affermare che, qui, la posizione del Concilio è ispirata da una sollecitudine veramente universale. La Chiesa si lascia guidare dalla fede che Dio Creatore vuole salvare tutti in Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini, poiché ha redento tutti. Il Mistero pasquale è ugualmente aperto a tutti gli uomini e, in esso, a tutti è aperta anche la strada verso la salvezza eterna.
In un altro passo il Concilio dirà che lo Spirito Santo opera efficacemente anche fuori dell'organismo visibile della Chiesa (cfr. LG n.13). Opera proprio in base a questi semina Verbi, che costituiscono quasi un comune radice soteriologica di tutte le religioni.
Ebbi occasione di convincermi di ciò numerose volte, sia visitando i paesi dell'Estremo Oriente, sia incontrando i rappresentanti di quelle religioni, specialmente durante lo storico incontro di Assisi, nel quale ci trovammo insieme a pregare per la pace.
Così, dunque, invece di meravigliarci che la Provvidenza permetta una tanto grande varietà di religioni, ci si dovrebbe piuttosto stupire dei numerosi elementi comuni che in esse si riscontrano.

(Brano estratto dal libro "Varcare la soglia della speranza" di Giovanni Paolo II, Arnoldo Mondadori editore, pagine 89-90)

Proposizioni ereticali da condannare unitamente a quelle di Papa Bergoglio ad Abu Dhabi.
"San" Giovanni Paolo II non è da meno di Papa Francesco, e come lui dovrebbe essere pure indagato per le sue eresie.
Ma anzitutto dovrebbe essere indagata la fonte inquinata da cui ambedue (e non solo loro) hanno attinto: il famigerato CVII.

Anonimo ha detto...

Tra le eresie di Bergoglio avrebbero dovuto segnalare anche quella dello scorso 18 dicembre quando ha negato il dogma dell'Immacolata concezione.
Comunque, per usare un espressione pallavolistica, potremmo dire che gli eminenti studiosi hanno alzato la palla per la schiacciata. Ora toccherebbe a Vescovi e Cardinali effettuarla, dichiarando pubblicamente l'eresia di Bergoglio.
Se non lo faranno, come temo, si assumeranno una grande responsabilità difronte a Dio.

Rr ha detto...

A S.Marta, purtroppo, non batteranno ciglio. Gente così l’abbatte solo Dio, di solito servendosi del “potere temporale”.

fabrizio giudici ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
fabrizio giudici ha detto...

Anonimo delle 22:25

È corretto - qui lo facciamo sempre - rintracciare le cause dell'eresia presente a cose dette e fatte negli ultimi quarant'anni. Però non facciamo di tutta l'erba un fascio: quelle frasi in "Varcare la soglia della speranza" sono certamente un problema serio, ma il libro è del 1994; GPII si corresse con la "Dominus Iesus" nel 2000.

Anonimo ha detto...

Qualcosa inizia a scricchiolare

Il profondo significato della lettera dei prelati anglofoni denunciante l'eresia di Francesco, risiede in tre elementi essenziali:
1) per la prima volta non ci si limita alla solita trita e ritrita Amoris Laetitiae, come tutti i contestatori e scrittori di suppliche avevano fatto finora (sebbene comunque la si passi al setaccio), sempre seguendo la concezione postconciliare e wojtyliana del primato - se non teorico almeno fattuale - della morale sulla teologia.
2) Per la prima invece si denuncia l'intero pontificato, iniziando a denotare che l'eresia risiede anzitutto nella sua quotidianità e pervade anche l'ambito prettamente teologico.
3) La lettera non è rivolta a Francesco, ma a tutte le gerarchie ecclesiastiche, evitando in tal maniera stucchevoli baciature di pantofole, "filiali suppliche" e lacrime incontenibili, così come raccolte di firme che servono solo a chi firma.
Non servirà a nulla? Forse.
Si potrà condividere o meno, ma certamente è una lettera virile. E' una denuncia lucida e, se non completa, almeno vasta e documentata.
Dopo l'interessante e comunque importante documento di Benedetto XVI, questa lettera rappresenta un momento topico della storia della Chiesa: ecclesiastici e laici cattolici denunciano di eresia un papa, portando argomenti oggettivi.
Qualcosa inizia a scricchiolare. Ci sono le prime crepe.
E, come sempre, vengono dagli umili. (Massimo Viglione)

Anonimo ha detto...

Non credo che risponderà ma il proseguimento di questo papato ,per mille motivi,sarà sempre più faticoso e difficile.Giornali e TV sono per la stragrande maggioranza a favore di Francesco ,malgrado ciò si avverte chiaramente un senso di precarietà,quasi di attesa.Che il Signore ci aiuti e ci illumini tutti (diceva la mia mamma) a cominciare dal Papa.

fabrizio giudici ha detto...

Da quanto ho capito (ammetto di non aver letto ancora tutto il testo) non ha più senso chiedersi se Francesco risponderà, perché la lettera è indirizzata ai vescovi chiedendo loro di agire.

Anonimo ha detto...

Il problema non è solo relativo a "Varcare la soglia della speranza". È semplicemente assurdo sostenerlo. Amerio ha praticamente mente distrutto la "Nuovo millennio",ma tanto altro ci sarebbe da aggiungere. La Dominus Jesus non ha risolto un bel niente.
State sempre a fare la graduatoria di chi ha sparato meno eresie. Non può essere Bergoglio il metro di paragone ma la Tradizione.
Leggetevi il commento di Radaelli su l'ultima esternazione del "papa emerito".

mic ha detto...

Non può essere Bergoglio il metro di paragone ma la Tradizione. 
Leggetevi il commento di Radaelli su l'ultima esternazione del "papa emerito".


Non ignoriamo tutto quanto precede Bergoglio e del resto ne abbiamo parlato ripetutamente. Ma hic et nunc si imponeva il nostro 'atto di conoscenza' al quale chi di dovere dovrà dare veste giuridica. È un punto di partenza ineludibile che non può non avere conseguenze su indotto e prodotto....

Anonimo ha detto...

Secondo il mio modesto parere parlare di eresie è eufemistico. Nel caso di Bergoglio, almeno, si tratta di miscredenza, quindi di sostanziale apostasia.

mic ha detto...

Il cardinal Burke è a Lourdes con l'ICRSS. Celebrerà lì, alle 10:00, la Messa del primo del mese. E dopo reciterà il rosario. Un altro assist di cui c'è bisogno...

Anonimo ha detto...

https://onepeterfive.com/catholic-scholars-accuse-pope-francis-of-the-canonical-delict-of-heresy/

lister ha detto...

Eretico o non, apostata o non, rimovibile o non...
Lui stesso ha dichiarato di non credere nel Dio Cattolico, ergo non è Cattolico, ergo NON È Papa dei Cattolici.
Solo adesso "si svegliano" costoro?

mic ha detto...

Anche Tosatti rilancia
http://www.marcotosatti.com/2019/05/01/lettera-aperta-ai-vescovi-e-alla-chiesa-per-accusare-papa-bergoglio-di-eresia-come-unirsi-allappello/

Anonimo ha detto...

Premesso che, leggendo la lettera, si nota un testo ben strutturato e inattaccabile, credo che sarà difficile che alcuni vescovi, per quanto pochi, rivolgano le richieste della lettera stessa a Bergoglio. E' più facile immaginare lo scenario di un Bergoglio in difficoltà, premuto dai cosiddetti progressisti ad accellerare i cambiamenti e dai cosiddetti conservatori a frenarli e che, per salvarsi la pellaccia, freghi gli uni e gli altri dimissionando. In questo estremo modo farà pure la figura di colui che non ha voluto prendersi carico delle conseguenze delle sue azioni e lascerà la patata bollente al suo successore, un comportamento menefreghista che vedo bene nel personaggio!

Anonimo ha detto...

"quelle frasi in "Varcare la soglia della speranza" sono certamente un problema serio, ma il libro è del 1994; GPII si corresse con la "Dominus Iesus" nel 2000."

Davvero nella Dominus Jesus GPII ha esplicitamente rigettato le sue precedenti eresie?

Attenzione: un modernista è capace di affermare la retta fede e nel contempo l'eresia, senza farsi problemi.

Anonimo ha detto...

Queste lettere bisognerebbe stamparle e portarle in ogni diocesi d'Italia 'alla cortese attenzione di sua eccellenza' avvisando di ciò i media locali. Secondo me forse qualcosa accadrebbe.
(Pietro Ferrari)

fabrizio giudici ha detto...

Dunque, se si vuol ragionare sul fatto che un documento papale contenga eresie non si può pensare di farlo con quattro commenti. In un commento si può far ragionevolmente presente che in un passaggio di un libro, come quello citato ieri, ci sono errori gravi. Questi errori gravi sono stati certamente corretti nella "Dominus Iesus" nel momento in cui viene esplicitamente riaffermato che Gesù Cristo è l'unica porta di salvezza.

Sempre per quanto riguarda Radaelli, che solleva problemi reali, è vero o non è vero che egli sostiene l'impossibilità di eresia formale in documenti magisteriali?

Anonimo ha detto...

Grazie per la coraggiosa denuncia delle eresie di Bergoglio, avete dato voce a tanti "piccoli" che sono stati ripetutamente e implacabilmente scandalizzati da quest'uomo

mic ha detto...

Sempre per quanto riguarda Radaelli, che solleva problemi reali, è vero o non è vero che egli sostiene l'impossibilità di eresia formale in documenti magisteriali?

E' vero. Ma la questione non è così semplice e il dibattito non si esaurisce qui...

fabrizio giudici ha detto...

Infatti, mic, io non ho intenzione di sostenere niente, se non contrastare affermazioni apodittiche come "GPII è eretico" (che è ben diverso dal denunciare i gravissimi errori del suo governo e di certi suoi scritti). Specialmente se si citano le pertinentissime osservazioni di Radaelli solo in modo parziale.

mic ha detto...

Sempre per quanto riguarda Radaelli, che solleva problemi reali, è vero o non è vero che egli sostiene l'impossibilità di eresia formale in documenti magisteriali?

E' vero. Ma la questione non è così semplice e il dibattito non si esaurisce qui...
In effetti, premesso che sussistono condizioni per l'infallibilità del Magistero che, a rigore non si riscontrano in quello di Bergoglio, il suo martellamento con dichiarazioni atti e prassi distorte la realtà la cambia, come cambia la gerarchia attraverso i suoi turiferari. E i 'processi' innescati appaiono inesorabili e il tutto rischia di divenire irreversibile...
Come si può rimanere inerti?
Ora c'è un atto di conoscenza la cui adeguata veste giuridica spetta a chi ne ha autorità. Almeno quella parte di chiesa militante che è corpo mistico di Cristo ha detto la sua e quel che si porta nella mente e nel cuore lo grida innanzitutto al Cielo!

mic ha detto...

Vorrei invitare un certo Unknown ed altri leoni da tastiera che continuano a tempestare la redazione di critiche piene di insulti ma completamente prive di argomenti, ad esprimere il loro dissenso argomentandolo e anche confutando. Solo così potrà essere preso in considerazione.

Anonimo ha detto...

Continuo a ripetere che il problema e' sempre tutto alla base, e cioè tutto il marciume e' stato e proviene dal un concilio pastorale ma che contemporaneamente è stato dogmatico, in quanto ha imposto tutto.... dunque se vogliamo ritornare al cattolicesimo puro e vero, dobbiamo ripartire da quel concilio (un Vat.III?) si, anche, ma fatto da Vescovi teologi veri e cattolici non modernisti..... si scelgono i vescovi.... perchè in oltre 50 anni centinaia non sono vescovi veri cattolici, ma progressisti fino alle midolla e preti uguali.... rimettiamo sugli altari i veri preti e gli altri vadano a fare volontariato in Africa, in Asia, ed in altre regioni del mondo che ce n'è tanto bisogno.... chi non ha la vera chiamata sacerdotale oppure è stato formato con il sistema modernista conciliare, non è sacerdote e non puo' guidare una comunità Cristiana.... la corrompe e quindi fuori a fare altro...l'abbiamo capito che bisogna ricominciare daccapo come gli Apostoli???? con pochi ma veri e preparati dottrinalmente..... infatti una grande Fraternità ha sempre detto che prima di ogni cosa, con la Congregazione della Dottrina della Fede, si deve partire dalla Dottrina e dal Catechismo Cattolico..... basta con questo spirito del concilio.... questo deve sparire quasi tutto.

mic ha detto...

E anche Aldo Maria Valli rilancia
https://www.aldomariavalli.it/2019/05/01/lettera-aperta-ai-vescovi-della-chiesa-cattolica/amp/

Catholicus ha detto...

@ Anonimo 11:20 : un bel programma il suo, caro amico, ma purtroppo irrealizzabile, dato che la Chiesa di Cristo è occupata ormai dal 1958 dalla massoneria, e quelli non sono certo tipi da mollare la presa, così, senza combattere fino all'ultimo sangue. Non c'è scampo se non interviene l'Immacolata, contro La Quale nulla possono tutte le potenze dell'inferno, figurarsi Bergoglio e la sua cricca di apostati, traditori, eretici, sicari dell'inferno. Pochi, pochissimi, credo, siano ormai gli utopisti incalliti e incapaci di vedere la malvagità del clero modernista, il piano che viene da lontano per cdancellare il Cattolicesimo dalla faccia della terra. I pochi dissidenti (in solo foro interno) credo siano pavidi, timorosi, ben nascosti. Sarah, Schneider, Mueller, ecc., credo non deporranno mai Bergoglio, non si spingeranno oltre la riconferma della retta dottrina. La Chiesa è in mano al Nemico, questa è la triste realtà. Che Dio ci aiuti, e presto anche ! LJC !

mic ha detto...

Catholicus, di fatto nessuno può deporre il papa. Ma alla luce di quanto emerso ed esposto, è l'incompatibilità tra l'eresia e l'appartenenza alla Chiesa ciò che porta un papa eretico alla perdita dell'ufficio papale. La constatazione del fatto che un papa è eretico fatta dalla Chiesa e l'annuncio di tale eresia effettuato dai vescovi della Chiesa, può trasformare l'eresia del papa in un fatto giuridico, un fatto che ha come conseguenza la perdita dell'ufficio. Ma la questione non finisce qui...

Anonimo ha detto...

anonimo 11,20 e catholicus, qui si tratta di salvarsi l'anima anche per i vari Sarah e Burke e pochi altri, gli altri dovranno convertirsi o continuare come se nulla fosse, fossero pure una foresta cadranno perché Dio lo vuole.Per salvarsi dovranno obbligatoriamente seguire la via della dichiarazione al mondo dell'apostasia del biancovestito (entrambi, non si ricicli il primo), se credono veramente lo faranno.

Anonimo ha detto...

Permettetmi una terminologia poco canonica, ma penso che questo sia il primo atto formale di una sorta di "Impeachment" per eresia di Mr. Bergy .....
(Francesco Patruno)

fabrizio giudici ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
fabrizio giudici ha detto...

Non credo che il termine "impeachment" sia appropriato. Esso si riferisce alla possibilità di mettere sotto stato d'accusa la più alta autorità di uno stato, che però la Costituzione di quello stato ritiene possa essere processata in circostanze eccezionali. Il documento spiega chiaramente che non è in ballo un processo né un giudizio, ma la constatazione di un decadimento. È molto diverso e molto complicato. Credo che sia pernicioso usare termini impropri: primo, per non ridurre - pur se involontariamente - la figura del Papa a quella di un capo di stato, essendo il Primato Petrino cosa totalmente diversa; secondo, per non offrire il fianco a critiche strumentali.

Anonimo ha detto...

Donnelly dice che la prima critica è sul numero esiguo di firmatari.
Vecchio metodo bergoglian-peronista di chiamare alla parresia per poi fustigare i singoli, con pene, vendette e maldicenze ad hoc

PaoloP ha detto...

La critica ad AL più cogente da me letta ad AL è il seguente libro di padre Giulio Meiattini: "Amoris laetitia? I sacramenti ridotti a morale"

Meritera senza dubbio di far parte della bibliografia riportata in calce alla lettera, lo raccomando vivamente; a mio parere individua chiaramente il problema fondamentale di AL e molti altri atti e parole provenienti dal Vaticano: la sostituzione del tutto arbitraria degli elementi oggettivi della fede Cattolica - la presenza del Signore tra noi nei sacramenti, nella dottrina e nella liturgia - con processi esistenzialistici e morali modellati su filosofie popolari nell'area progressista, che prendono Cristo solo come pretesto per introdurre tesi a loro care.

PaoloP ha detto...

Irina, condivido pienamente le tue considerazioni e previsioni.
Prego per conservare la fede e proteggere quella dei miei figli.

Anonimo ha detto...

Cardinal Sarah: "Christians are confused. Daily, I receive calls for help from everywhere by those who do not know anymore, what they shall believe. Each day I receive in Rome discouraged and suffering priests. The Church experiences the dark night."

PaoloP ha detto...

Anonimo del 30 aprile 2019 22:52

Cosa sarebbe eretico del brano di GPII?

Che ci siano elementi della presenza salvifica di Dio in alcuni aspetti delle varie culture umane, e anche delle varie religioni?

Se non sbaglio san Giustino diceva esattamente questo, così come Gesu Cristo trova la Fede in persone non appartenenti ad Israele. C'è un abisso tra questo e le affermazioni di Bergoglio che fanno pensare ad una positiva volontà di Dio di avere diverse religioni contraddittorie, tutte egualmente valide.

Mazzarino ha detto...

Iniziativa coraggiosa, condivisibile, utile. Utile ad indirizzare le anime dei fedeli disorientati, utile ad indirizzare gli altrettanto disorientati veri sacerdoti di NSGC. Non va dimenticato che è la prima pubblica accusa di eresia. Non è mica un rimbrottino del tipo "brutto cattivo fa il bravo d'ora in poi" come quelli che finora gli erano stati rivolti in foro interno. Qui si tratta di un "togliti dai piedi impostore". E' vero che l'eretico Bergoglio è consapevole, convinto e felice di esserlo per cui farà spallucce e procederà ancora più tenacemente verso la completa apostasia. E' vero che quasi tutti i cardinali e vescovi, anche quelli che non lo volevano, hanno già scelto di seguire l'eretico nella sua eresia. Ma credo che ciò non valga per la maggior parte dei saceerdoti e dei fedeli. Questi a seguir Bergoglio, specie se giovani, otterrebbero solo di rischiare la propria anima. Infatti lo stipendio statale ai dipendenti di un partito politico (oltretutto di sinistra) ha già i mesi contati. Che poi la maggior parte degli occupanti le parrocchie non credano neppure nell'esistenza dell'anima è un altro discorso. Ma non è a loro (purtroppo) che questa dichiarazione farà bene. Lo farà a chi crede e segue NSGC morto e risorto e a Maria Santissima sua immacolata vergine e madre. E' già tantissimo.

Anonimo ha detto...

Caro Fabrizio, gli incontri di Assisi sono venuti dopo la Dominus Jesus .Radaelli, in passato ha colto punti critici anche nel suddetto documento.
Non a caso Amerio, nella Nuovo Millennio ha praticamente accusato GPII di ipocrisia, perché dopo aver sparso sincretismo religioso in tutta l'enciclica poi, alla fine, ha detto di fare attenzione a non cadere nel sincretismo. Ma di cosa parliamo.
Io non ho accusato GPII di eresia formale ma in documenti non infallibili di aver espresso eresie e, ti piaccia o no, questo è inconfutabile.
Quello che non mi va e lo ribadisco,è di esaltare,o quasi, i papi precedenti,non in base al deposito della fede ma in relazione a Bergoglio.
Se facciamo un elenco serio ed esaustivo di tutti gli errori dei papi che hanno preceduto Bergoglio, a partire dal papa "buono"(scusate le virgolette) facciamo notte.

Anonimo ha detto...

https://edwardpentin.co.uk/father-aidan-nichols-signs-open-letter-charging-pope-francis-with-heresy/

mic ha detto...

Anonimo 15:55
Qui non si esaltano i papi precedenti. Radaelli è uno studioso di valore ma non è l'unico ad aver individuato bachi e ambiguità svianti in documenti conciliari e post con riferimento ai vari pontificati. E in questo blog ne abbiamo parlato diffusamente in lungo e in largo...

Mi chiedo a che serva alimentare schermaglie puntuali quando c'è un punto di partenza nuovo del quale conosciamo i prodromi ma dal quale stiamo comunque partendo?

Anonimo ha detto...

https://uk.reuters.com/article/uk-pope-heresy/conservatives-want-catholic-bishops-to-declare-pope-a-heretic-idUKKCN1S73KC

VATICAN CITY (Reuters) - A group of 19 Catholic priests and academics have urged bishops to denounce Pope Francis as a heretic, in the latest ultra-conservative broadside against the pontiff over a range of topics from communion for the divorced to religious diversity....

Anonimo ha detto...

ULTRA CONSERVATIVES TAKE AIM

In it, Francis called for a Church that is less strict and more compassionate towards any “imperfect” members, such as those who divorced and later remarry in civil ceremonies.

Under Church law they cannot receive communion unless they abstain from sex with their new partner, because their first marriage is still valid in the eyes of the Church, unless they have received an annulment. The Church does not allow divorce.

Francis has opened the door to some exceptions, allowing the decision whether the person can be fully re-integrated and receive communion to be made by a priest or bishop jointly with the individual on a case-by-case basis.

After Amoris Laetitia was published, four conservative publicly challenged the pope, accusing him of sowing confusion on important moral issues. He has thus far not responded to their demands that he clear up their doubts.

The new letter lists pages of what it calls “Evidence for Pope Francis being guilty of the delict (crime) of heresy”.

It attacks him for having once said that the intentions of Martin Luther, the father of the Protestant Reformation, “were not mistaken”. It says he has not condemned abortion strongly enough and is too lenient with homosexual Catholics.

The letter criticised Francis for signing a joint statement with Lutherans in 2016 in which the pope said Catholics were grateful for the “theological gifts” of the Reformation.

It attacked the pope for a common statement with a prominent Muslim leader in Abu Dhabi in February which said the pluralism and diversity of religions was “willed by God”. Conservatives say the Roman Catholic Church is the only true one and that members are called to convert others to it.

Reporting By Philip Pullella, Editing by William Maclean

irina ha detto...

@ PaoloP.
La fede richiede combattimento quotidiano contro noi stessi, come cita Radaelli commentando l'ultimo scritto di Ratzinger. I figli hanno questo merito, di insegnarci ad essere genitori via via migliori. Il nostro modello pedagogico è la Sacra Famiglia, preghiera, lavoro, l'aiutarsi reciproco, ringraziare per i doni, quotidiani ed inaspettati, che ognuno riceve dal Signore. Auguri a lei ed ai suoi cari.

Anonimo ha detto...

Io comprendo e condivido il profondo desiderio di avere presto una guida diversa. Tuttavia temo che per "ripareggiare la verità" troppe volte passata al tritacarne in questi cinque decenni, occorrerà un pontefice che FINALMENTE si dissoci da molto di quanto espresso nel famigerato (a mio giudizio) CVII e nel post-concilio susseguente fino ad oggi. Insomma, sperare in un cambio di guardia il più vicino possibile appare lecito, ma pregare per un ritorno alla Dottrina bimillenaria (e quindi ad una condizione ante-conciliare o quasi) a me sembra ancor più necessario.

So che tale desiderio può essere oramai definito da molti "eccessiva pretesa fuori da ogni possibilità", ma ricordiamo sempre che a Dio tutto è possibile e che la Chiesa è Sua - non nostra - quindi affidiamoci con fiducia in particolare alla intercessione della Beata Vergine Maria specie in questo mese di Maggio come sempre a lei dedicato, e a San Giuseppe suo castissimo sposo e patrono della Chiesa universale e di cui oggi celebriamo la festa (come san Giuseppe artigiano, o lavoratore che dir si voglia).

Sursum corda, dunque.

Cordialmente,
Romanus

Stephen Neville ha detto...

I wonder why Catholics who defend the sane and divine doctrine of the Church are labeled as “ultra conservative”. Is it “ultra conservative” to be faithful to the apostolic Tradition and to Jesus Christ?

mic ha detto...

Per PaoloP 14:53

Cosa sarebbe eretico del brano di GPII?
Che ci siano elementi della presenza salvifica di Dio in alcuni aspetti delle varie culture umane, e anche delle varie religioni?
Se non sbaglio san Giustino diceva esattamente questo, così come Gesu Cristo trova la Fede in persone non appartenenti ad Israele.


Secondo i Padri dei primi secoli, compreso S. Agostino, i semina Verbi non fecondano le religioni pagane, alle quali essi riservano giudizi molto severi, quanto piuttosto la filosofia greca e la sapienza dei poeti e delle Sibille. Cito Giustino «Tutto ciò che rettamente enunciarono e trovarono via via filosofi e legislatori, in loro è frutto di ricerca e speculazione, grazie ad una parte di Logos. Ma poiché non conobbero il Logos nella sua interezza, che è Cristo, spesso si sono anche contraddetti» (Seconda apologia, X, 2-3).
Invece, a partire dal Vaticano II:
« fuori dei confini della chiesa visibile, e in concreto nelle diverse religioni, si possono trovare “semi del Verbo”; il motivo si combina spesso con quello della luce che illumina ogni uomo e con quello della preparazione evangelica (Ad gentes, nn. 11 e 15; Lumen gentium, nn. 16-17;Nostra aetate, n. 2; Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, n. 56).
Nella sua ripresa moderna, quindi, la formula è applicata proprio alle religioni non cristiane, secondo due significati. Il primo è anche quello del Concilio Vaticano II, nei cui documenti i ‘semina Verbi’ sono la misteriosa presenza di Cristo salvatore in tutte le religioni, in quanto esse possono avere di “vero e santo” e quindi anche di salvifico, sempre però attraverso Cristo per vie che solo lui conosce. Il secondo compare in alcune correnti teologiche della seconda metà del XX secolo, secondo le quali le religioni non cristiane avrebbero capacità salvifica non mediata ma propria, perché esprimerebbero molteplici esperienze del divino, indipendenti e complementari, e Cristo – piuttosto che l’unica Via necessaria – sarebbe il simbolo di questa molteplicità di esperienze e di percorsi dell’intelletto e dello spirito.

C'è un abisso tra questo e le affermazioni di Bergoglio che fanno pensare ad una positiva volontà di Dio di avere diverse religioni contraddittorie, tutte egualmente valide.

Più che un abisso direi che c'è una correlazione diretta...
Comunque per approfondire ancor di più consiglio di leggere qui
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/p/2.html

mic ha detto...

I wonder why Catholics who defend the sane and divine doctrine of the Church are labeled as “ultra conservative”. Is it “ultra conservative” to be faithful to the apostolic Tradition and to Jesus Christ?

Grazie Stephen Neville. Non sono soltanto gli anglofoni ad esprimersi in termini di “ultra conservative”, purtroppo è la vulgata corrente progressista che è quella dominante...

fabrizio giudici ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
fabrizio giudici ha detto...

Io non ho accusato GPII di eresia formale ma in documenti non infallibili di aver espresso eresie e, ti piaccia o no, questo è inconfutabile.
Questo non lo contesto, così come non contesto l'accusa di ipocrisia (*). Però sopra è scritto: "Proposizioni ereticali da condannare unitamente a quelle di Papa Bergoglio ad Abu Dhabi." - è sempre meglio chiarire in un forum pubblico: documenti magisteriali e non, eresia formale e non, eccetera (e io per primo non li domino perfettamente questi concetti), perché ricordiamoci che leggono molti più di quanti scrivono e molti non hanno le idee chiare.

D'accordissimo a non fare personalismo sui papi.

Cosa sarebbe eretico del brano di GPII?
Sui semina verbi ha risposto mic, in ogni caso quello è un argomento per me ancora complesso. Però posso dire una cosa: GPII ha messo nel pacco regalo pure l'Islam, e questo non puo minimamente essere messo insieme alle religioni pagane pre-cristiane, perché è arrivato 600 anni dopo Cristo. Prima di Cristo e dopo Cristo cambia chiaramente tutto: per le religioni pre-esistenti va certamente messo in conto il tempo necessario perché la Parola di Cristo sia predicata, vinca le resistenze, eccetera. Ma una religione nuova, che rinnega tutte le verità, non può che essere solo un danno.

(*) Può darsi che sia ipocrisia, d'altronde non sarebbe una novità, è quello che Paolo rinfacciò a Pietro. Ma credo che sia qualcosa di più complesso, che ancora non viene ben compreso. È una specie di sindrome bipolare, per cui quei papi hanno fatto cose grandi ed eroiche da un lato, e disastrose dall'altro.

Anonimo ha detto...

deve rispondere alla Lettera Aperta

La Lettera non è indirizzata al Papa ma ai vescovi. Chi deve rispondere, sono i vescovi
e i cardinali, in quanto vescovi. 
Il caso di coscienza viene creato a loro. Se non rispondono, peggio per loro. 
E la risposta qui è una sola, possibile : devono ammonire il papa a cambiar rotta.
Non importa siano in tanti ad ammonirlo, basterebbe anche un gruppetto. 
Questa Lettera creerà forse degli imbarazzi a qualcuno, p.e. ai cardinali dei Dubia 
superstiti. Non è indirizzata la Lettera ai cardinali come collegio né come individui.
Possono quindi tacere. Però sarebbe appunto imbarazzante per loro non prender posizione su una lettera del genere, un unicum nella storia della Chiesa, che fa parlare i fatti in modo serio ed equilibrato, senza uscire dal seminato teologico-canonistico. Ancor più imbarazzante, tuttavia, se la criticassero. Imbarazzante per loro, si capisce.
Z.

mic ha detto...

Grazie Fabrizio per le tue precisazioni.
In genere rispondo velocemente (o a volte non riesco a rispondere) e riguardando mi accorgo che resta appeso qualcosa... meno male che ci siete voi!

Anonimo ha detto...


L'IMPUTAZIONE DI ERESIA VIENE DI FATTO ESTESA ANCHE AL MAGISTERO PRECEDENTE, in un punto preciso della Lettera.

E dove? Dove si imputa a Papa Bergoglio di aver firmato la "Dichiarazione congiunta" cattolico-luterana, un documento nel quale si afferma : "siamo profondamente grati per i doni spirituali e teologici ricevuti per mezzo della Riforma". Si tratta di una autentica bestemmia, a ben vedere.
A prima vista, potrebbe sembrare che questa frase sia di Bergoglio. Ma in realtà la frase viene dalla Dichiarazione Congiunta ed è comunque conforme al suo spirito e significato. Non credo ci sia dubbio su questo. Per questo c'è tra parentesi, alla fine, lo (I). Si tratta della prima proposizione eretica indicata nel testo, quella concernente l'elogio bergogliano della dottrina delle giustificazione per sola fede propalata da Lutero. Ora, lo scoperto elogio di Lutero e delle sue eresie fatto da Papa Francesco, è in un certo senso l'inevitabile conseguenza di venti anni e passa di lavoro in comune con i luterani per arrivare appunto alla famigerata "Dichiarazione Congiunta", nella quale si fanno concessioni ai Luterani, sul piano della dottrina (v. P. Pasqualucci, L'eresia luterana di Papa Francesco, in questo blog). L'eresia luterana di Papa Francesco rappresenta il coronamento di tutti gli errori ammessi e incoraggiati dai suoi predecessori, nel "dialogo" con i Luterani.

Anonimo ha detto...

A ben controllare allora non poche delle sue 'uscite' si scopriranno essere state implicitamente e/o esplicitamente preparate da documenti risalenti fino al famoso CVII figlio naturale del Modernismo. Se così fosse, 'asso piglia tutto'!

Anonimo ha detto...

Scusate, ma come fanno i vescovi a redarguire il papa ed eventualmente ad ordinarne il suo decadimento, se sono tutti modernisti come lui?
Prima deve cadere il Modernismo, e venire insegnata la tradizione nei seminari, affinché si formino sacerdoti e teologi non eretici, i quali poi diventino vescovi, e facciano ritornare la Chiesa nell'alveo. Cioè almeno un paio di generazioni.

Anonimo ha detto...

Vaticano, Papa Francesco accusato di eresia! Che farà ora Bergoglio?Vaticano, è la prima volta che accade

http://www.affaritaliani.it/politica/palazzo-potere/vaticano-papa-francesco-accusato-di-eresia-che-fara-ora-bergoglio-602209.html

Francesco Solazzo su Fb ha detto...

Il valore della accusa di eresia è più teologica che non canonica e credo che gli estensori ne siano ben consapevoli. L'intento della lettera è più che altro suscitare e sostenere il movimento di resistenza alla montante apostasia nella Chiesa e che questa opposizione la si faccia in faccia agli eretici. Allo stato delle cose appare urlare in modo chiaro che il re è nudo e così chi sostiene l'eresia verrà vieppiù allo scoperto.
Chi fa la verità si unisce all'opera di Gesù che è venuto "per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori"; e possiamo anche intendere il nuovo Israele che è la Chiesa. Ma questa opera di svelamento non avviene senza dolore, infatti, Simeone aggiunge: "E anche a te una spada trafiggerà l`anima" (cfr. Lc 2,34-35). Nella Vergine Maria infatti è raffigurata anche la Chiesa, la vera Chiesa fedele che segue il destino del suo Signore sulla via della Croce.

Anonimo ha detto...

https://www.maurizioblondet.it/vandali-delle-chiese-e-loro-mandanti/

VANDALI DELLE CHIESE. E LORO MANDANTI
Maurizio Blondet 1 Maggio 2019
“In Francia, due chiese vengono profanate ogni giorno in media. Secondo PI-News , un sito di notizie tedesco, 1.063 attacchi a chiese o simboli cristiani (crocifissi, icone, statue) sono stati registrati in Francia nel 2018. Questo rappresenta un aumento del 17% rispetto all’anno precedente (2017), quando 878 attacchi sono stati registrati – il che significa che tali attacchi vanno solo di male in peggio”....

...Mentre finivo questo articolo, già troppo lungo per chi non è credente, viene diffusa la notizia:

Illustri studiosi laici ed ecclesiastici accusano Papa Francesco di eresia in una Lettera Aperta

LifeSiteNews pubblica la Lettera aperta ai vescovi della Chiesa Cattolica di venti eminenti studiosi laici ed ecclesiastici, preceduta da una breve introduzione. Un documento che non esito a definire storico, che si pone nell’alveo della Correctio filialis de heresibus propagatis [qui] e della Dichiarazione di fedeltà [qui]. Altri importanti riferimenti sono ampiamente riportati con i rispettivi link. Il nostro è il testo ufficiale italiano. I testi inglese (qui), francese, olandese, tedesco, spagnolo.
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2019/04/illustri-teologi-e-studiosi-accusano.html?m=1

E’ la speranza di un risveglio.

Anonimo ha detto...

Che farà ora Bergoglio? Bergoglio non farà e non dirà niente ,almeno apertamente,ma coprirà di insulti gli autori della lettera senza nominarli. Poi per il lavoro sporco sono pronte schiere di operatori della comunicazione (disinformazione) che si incaricheranno di gettare badilate di sterco sui firmatari della lettera.

fabrizio giudici ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
fabrizio giudici ha detto...

Quello che si registra intanto è un certo imbarazzo anche tra le fila amiche: né EWTN (*), né La Nuova Bussola Quotidiana, né La Verità per ora hanno riportato la notizia. Ora, comprendo bene che appoggiare o criticare l'iniziativa non sia una questione da poco e richieda del tempo per rifletterci, specialmente se non sei un singolo, ma responsabile anche per altri. Ma il fatto c'è e almeno due righe per riportarlo, anche asetticamente, non vedo come possano essere un problema.

(*) Ne ha parlato Pentin, ma sul suo blog personale, indipendente dalla politica redazionale di EWTN.

fabrizio giudici ha detto...

Uscito sulla Reuters:

https://www.euronews.com/2019/05/01/conservatives-want-catholic-bishops-to-declare-pope-a-heretic


A questo punto penso che per quanto riguarda il primo problema - il tentativo di fare passare la cosa sottotraccia - dovremmo essere a posto.

fabrizio giudici ha detto...

Anche Ignatius Press si è esposta:

https://www.lifesitenews.com/news/watch-ignatius-press-bosses-suggest-rome-reply-to-open-letter-accusing-francis-of-heresy

Anonimo ha detto...

L'Anonimo delle 00.45 scrive: "Prima deve cadere il Modernismo, e venire insegnata la tradizione nei seminari, affinché si formino sacerdoti e teologi non eretici, i quali poi diventino vescovi, e facciano ritornare la Chiesa nell'alveo. Cioè almeno un paio di generazioni."


Gentile Anonimo, sì, più o meno, in teoria, è così. Salvo però scossoni improvvisi che farebbero saltare la teoria stessa e che allo stato attuale non possono essere prevedibili, ma neanche impossibili.

Come detto ieri, teniamo sempre ben presente Chi è il Fondatore e il Sovrano della Chiesa, senza ovviamente che questo rammentarlo implichi la non-azione/fatalismo dei pastori e dei fedeli che devono fare sempre la loro parte, ma che non possono essere i protagonisti assoluti - cioè in primissima battuta, voglio dire - di svolte anche a gomito che possono spuntare improvvisamente da dietro l'angolo dell'apparentemente "già scritto" e del "già instradato".

Noi preghiamo con fiducia e agiamo per quanto ci può competere, per quanto possibile, rimettendo tutto nelle mani di Colui che tutto sa e tutto può.

Cordialmente,
Romanus

fabrizio giudici ha detto...

https://gloria.tv/article/BuphAjY2TfWb3ECh3jjPufYto

fabrizio giudici ha detto...

Mi correggo: EWTN/NCR ha riportato la notizia e il post personale di Pentin è evidenziato in prima pagina:

http://www.ncregister.com/daily-news/theologians-accuse-pope-francis-of-heresy

Anonimo ha detto...


Spero di sbagliarmi, ma temo che dal fronte amico verranno delle delusioni,
per quanto riguarda l'appoggio a questa Lettera Aperta.

Per ora si percepisce un silenzio imbarazzato. E lo si può anche capire.
Speriamo non venga frainteso lo spirito di questa Lettera Aperta.
Essa vuole risvegliare i vescovi, un colpo di frusta per metterli di
fronte alle loro responsabilità (e indirettamente, anche il Papa, mettendolo
di fronte ai propri errori, sperando che gli cada il velo che evidentemente
ha davanti agli occhi). La Lettera si muove rigorosamente dentro
le categorie canonistiche e teologiche tradizionali. Elencate in modo
rigoroso le molteplici deviazioni dottrinali del presente pontefice, invita
i vescovi ad ammonirlo affinché cambi rotta, il più presto possibile.
Accenna anche alle conseguenze di un rifiuto di Bergoglio a cambiar rotta.
Conseguenze di carattere giuridico che non è possibile determinare ora
ma che eventualmente spetterà ai vescovi stabilire. Con ciò la competenza
dei vescovi è rispettata in pieno. La Lettera non si arroga il diritto di
processare il Papa, non si avventura sul terreno minato di un processo
al Papa, esponendosi all'accusa di favorire il sedevacantismo o il conciliarismo.
Esercita il diritto, riconosciuto dal CIC (citato nella
Lettera), di far rispettosamente presente la propria opinione alle autorità,
in un momento di gravissima e perdurante crisi della Chiesa, crisi della quale non si
vede un minimo sbocco, stante la passività quasi generale del clero di fronte ad essa.
E' un'opinione costruttiva non una condanna a prescindere, che non spetta
comunque a noi fedeli. Si condannano gli errori del Papa, non il Papa in quanto persona
né il Papato in quanto istituzione. Si condannano gli errori, impossibili a negarsi, affinché l'errante si emendi e ritorni alla vera fede.
La Lettera rigetta anche in modo espresso ogni tentazione
sedevacantista.

Anonimo ha detto...

Ma vista la quantità di marciume e il numero di prelati coinvolti come si può sperare che ci siano i numeri necessari per dichiarare il Papà eretico?

Aloisius ha detto...

Ottima iniziativa, al momento giusto, intelligente rivolgersi ai Vescovi e sono contento che ci sia la "nostra" Maria.
È scritto giustamente che
".... La maggioranza dei teologi sostiene che siano i vescovi della Chiesa le autorità a cui corrisponde il dovere assoluto di agire di concerto in modo da rimediare a questo male".
Passare attraverso la gerarchia è essenziale.

Purtroppo sappiamo che i vescovi che concorderanno saranno pochissimi.
Tra questi, saranno ancora di meno quelli che agiranno con le opere consequenziali, uscendo allo scoperto.
Chi glielo fa fare? Ossequiati, rispettati, piu' mostrano la loro sottomissione ai "valori" dl mondo e più compaiono, attirano l'attenzione, vanno pure in televisione.
Sono loro al centro della scena, se omosessuali e pedofili anche ben protettoli.
Insomma, stare con Bergoglio e il modernismo paga, chissenefrega di Gesù, 'tanto ormai sono vescovo, avrà sicuramente misericordia, mica siamo nel medioevo'.

Ma la lettera aperta si aggiunge alla precedente, rincara la dose con prove concrete, argomentazioni precise, da voce a coloro che credevano neutralizzati, a quei 'pochissimi' che sono 'contro Francesco'.
Il Signore renderà loro merito, a noi "aderenti"il compito di pregare tanto e di sostenerli per quanto possiamo, uscendo allo scoperto nel nostro piccolo.

Ma sono convinto anche io, insieme ad altri che lo hanno gia' notato, che solo il Signore potra' risolvere questa situazione.
E che il modo per sanare gli errori del CVII sia stato quello di consentire la maturazione dei frutti cattivi da esso prodotti, attraverso i quali riconoscere i cattivi pastori, i lupi travestiti e gli errori stessi
Del resto la pianta si e' radicata all'interno in modo capillare e forte.
Tutti i papi, chi più chi meno, hanno dovuto rendere omaggio al CVII e agli errori in esso contenuti.
Solo il 'Padrone della vigna' può rimediare.

Anonimo ha detto...

"Tutti i papi, chi più chi meno, hanno dovuto rendere omaggio al CVII e agli errori in esso contenuti."


Hanno voluto, direi.

fabrizio giudici ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
fabrizio giudici ha detto...

Spero di sbagliarmi, ma temo che dal fronte amico verranno delle delusioni, per quanto riguarda l'appoggio a questa Lettera Aperta.

Penso anch'io. Il recente documento di mons. Schneider, che sostiene che in caso di papa eretico o semi-eretico è meglio aspettare che passi piuttosto che sfociare in uno scisma, secondo me rappresenta l'opinione di tutti i vescovi ortodossi.

Per ora si percepisce un silenzio imbarazzato.
Il che, per quanto mi riguarda, è la cosa peggiore, perché è un protrarsi di una lenta agonia. Stamattina però pensavo a questa cosa: all'inizio dell'anno scorso, se ricordate, girava una voce relativa ad un giuramento di fedeltà (oltre il lecito) che Francesco avrebbe chiesto ai vescovi. Poi la voce morì senza esiti. Ora, io non credo che queste voci si basino sul nulla: probabilmente sono amplificate e ci sono esagerazioni, ma l'idea a qualcuno sarà certo venuta in mente. Forse è stata accantonata perché stava scoppiando il caso Cile e tutto il resto. Ora mi chiedo se qualche zelante turiferario la tirerà fuori di nuovo (o meglio: sono sicuro che lo farà, bisogna vedere se verrà portata avanti questa volta). In qualche modo potrebbe essere una cosa buona: obbligherebbe _tutti_ i vescovi ad uscire dall'imbarazzato silenzio con un sì o un no. Se poi tutti piegheranno la schiena, almeno sapremo che non dovremo più riporre speranze su questa generazione della gerarchia. Oppure potrebbero esserci delle sorprese - Thomas Moore tentò a lungo di non pronunciarsi, poi messo di fronte all'obbligo di dover prendere una delle due posizioni, diede una testimonianza coraggiosa.

Anonimo ha detto...

"Ma vista la quantità di marciume e il numero di prelati coinvolti come si può sperare che ci siano i numeri necessari per dichiarare il Papa eretico?"

Credo che i (veri) fedeli lo abbiano già capito da mò come stanno le cose, anche se non dovessero arrivare mai le prese di posizione e di distanza da parte dei gerarchi...

Unknown ha detto...

La Lettera aperta e un altro passo per mettere in serie difficoltà questo Papa che ha dimenticato come si parla alla gente di fede e di Cristo...

Anonimo ha detto...

E te pareva?

http://www.ilgiornale.it/news/politica/papa-bacchetta-i-sovranisti-nazioni-sono-fatte-dai-migranti-1687814.html

...ancora un altro bel po' di globalismo immigrazionismo multiculturalismo, in attesa che prima o poi torni almeno un barlume di guida spirituale per questo povero gregge percosso e disperso ogni anno sempre di più a partire da metà degli anni sessanta e con ulteriori mostruose battiture in questi ultimi tempi...

mic ha detto...

Questa la conclusione di Repubblica
...
In Vaticano c’è consapevolezza che alcune di queste critiche sono pilotate dal mondo conservatore statunitense che vede in Francesco un ostacolo alle proprie politiche sociali ed economiche. Le aperture del Papa sui migranti ed anche le parole spese sui temi ambientali contro le lobby del petrolio infastidiscono.

https://www.repubblica.it/vaticano/2019/05/02/news/la_lettera-appella_che_accusa_il_papa_di_eresia_-225306534/

Anonimo ha detto...

https://www.interris.it/religioni/papa--il-nazionalismo-preoccupa-la-chiesa

Bergoglio commette un errore dottrinale grave rispetto alla Dottrina Sociale della Chiesa, oltre a quelli terrificanti e già documentati sul Catechismo e sul Depositum Fidei: "cattolico" non significa "mondiale", ma "universale".... Errore di concetto gravissimo perché confonde il piano politico (il mondo) col piano teologico (Universo = "Verso Uno" che è Dio, definizione che riguarda l'ontologia e dunque la sfera teoretica e metafisica, non la sfera pratica e immanente).... Ma ormai siamo abituati a queste sue sparate e abbiamo capito, non per nulla sono in atto le procedure in seno alla Chiesa per mettere in evidenza e trarre le conseguenze dei suoi errori conclamati....

Anonimo ha detto...

I vescovi o credono o non credono, certamente i non compromessi in foro esterno non esistono, avendo accolto il concilio con il suo post, ma qualcuno che non lo sia in foro interno e che pensi anche a salvarsi dall'inferno, anche se raro, deve esistere oppure le eresie (porte inferi) hanno prevalso : ciò non è possibile, saranno uno o due ma ci devono essere, altri si aggiungeranno, molti si opporranno, ma ormai qualcuno deve affrontare la propria coscienza e dichiarare per la Chiesa una santa cattolica apostolica romana che costui non è Papa in quanto eretico in modo pubblico visibile universale. Non è il numero che conta: come sapere chi è ortodosso e chi no? Come unirsi cioè? Penso sia impossibile sino a quando qualcuno prende il coraggio e col cuore pieno di carità a Dio ed ai fratelli nella fede si espone rischiando tutto quanto ha, solo allora i non compromessi in foro interno potranno unirsi e conoscersi e procedere al passo successivo. Se si aspetta non esisterà più la Chiesa divina ma sarà solo umana e cadrà comunque, sta già cadendo da 60 anni. E renderanno conto a Dio per sé e per tutte le anime che si sono dannate per il loro silenzio complice. Il giuramento a Bergoglio deve esistere, perché ne sentii parlare già da anni, penso che invece di fare il giuramento antimodernista facciano il giuramento al papa di turno, anche qui cosa umana, e che tale giuramento sia sempre più vincolante. Devono sciogliersi.Sempre lecito sciogliersi dal nemico.

mic ha detto...

PaoloP
vedo che torna alla carica sui semina Verbi. Riprenderemo il suo discorso in un altro momento. Ora rimaniamo in tema per favore.

Anonimo ha detto...

Questo della lettera aperta è un atto sommamente buono e virile, che Dio ricompenserà nei modi e nei tempi giusti per il suo piano di salvezza. Intanto chi lo condivide può viverlo come un piccolo/grande tassello necessario e importante anche per il proprio cammino personale di santità. Qualcosa che sebbene invisibile per molti e odiato da tanti credo sia splendente agli occhi di Dio. Un grazie anche a Maria per il solito coraggio e parresia. Massimo

mic ha detto...

Grazie a te (e anche a Emanuela), caro Massimo. Quando ci si incontra nel Signore, c'è qualcosa di più che l'amicizia. Speriamo di poterci incontrare, almeno con l'assiduità di un tempo. Sarebbe una grazia grande...

Japhet ha detto...

qui Rodari (uno dei maggiori turiferari): ha inizio la danza oscena delle letture menzognere

Una lettera-appello firmata da alcuni docenti universitari, teologi e uomini di Chiesa accusa esplicitamente Papa Francesco di “eresia”. Scritta in diverse lingue, è pubblicata sui siti web che fanno riferimento al mondo dei cattolici tradizionalisti, quegli stessi siti che lo scorso agosto pubblicarono la richiesta di dimissioni al Papa messa nero su bianco dall’ex nunzio a Washington Carlo Maria Viganò.
...
https://www.repubblica.it/vaticano/2019/05/02/news/la_lettera-appella_che_accusa_il_papa_di_eresia_-225306534/

Templar ha detto...

Chi semina vento raccoglie tempesta. Accusare un Papa di eresia è molto grave, specialmente se chi lo accusa non è affatto in buona fede ma agisce per fini strumentali molto compatibili con certe tendenze in voga nell'amministrazione presidenziale americana attuale.
Per essere davvero cattolici nel senso originario del termine bisogna che universalmente sia chiaro il messaggio mandato alla Città e al Mondo. Quello di Papa Francesco lo è sicuramente molto di più e molto meglio di coloro che lo accusano e che, di fatto con ciò, fomentano divisioni scismatiche. Ponendosi in tal modo contro l'unità della Chiesa.
Tutto ciò che divide è diabolico, e come tale è da intendersi questa ennesima provocazione che il Papa fa molto bene ad ignorare
Vadite retro! Non praevalebunt!

Anonimo ha detto...

Ora è il momento dell'aria sospesa, ancora non tutti sanno e chi sa, non sa che pesci prendere. Per non prendere posizione, negheranno l'evidenza, minimizzeranno, ridicolizzeranno. La battaglia non è contro gli estensori della lettera, né contro o a favore d Bergoglio, la battaglia è contro se stessi, tra l'io mondano e l'io cattolico. Chi sa ha già cominciato a combattere questa battaglia, chi non sa presto saprà e se vorrà, dovrà scegliere, il Signore o il mondo.

Aloisius ha detto...

(Mt 5,11): "Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, MENTENDO, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia..."

Quell'inciso è grandioso, perché contiene l'essenza degli attacchi contro la Verità, contro chi segue e difende Gesù, pur non essendo santo.
L'arma principale di tutti i nemici della Chiesa, e del loro numero uno, è sempre la stessa:LA CALUNNIA, cioè un'accusa grave basata sulla MENZOGNA.

Per resistere e combattere ci vuole la grazia di Dio, perche' contro tutto questo veleno la pazienza umana non basta.

Antonio ha detto...

Ci vuole solo un intervento di Dio non si può far niente solo pregare ed aspettare .(lo spero con tutto il cuore)0

mic ha detto...

Templar 16:55
usa il linguaggio assertivo e affabulatorio tipico del progressismo e inanella enunciazioni di per sé esatte, ma le applica arbitrariamente e senza argomentare alla sua versione della realtà.

Anonimo ha detto...

Altra narrazione approssimativa e tendenziosa.

https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13457753/vaticano-papa-francesco-eresia-lettera-appello-pedofilia-nomi-crimini.html

mic ha detto...

Ho bisto ora l'huffington post, che elude il succo dei contenuti, si sofferma su dettagli di comodo, dice che mancano firme di peso (ma quelli di peso sono i destinatari) e conclude:

Il Papa non ha mai risposto alle accuse che gli sono state mosse negli anni per il modo in cui ha gestito il suo ruolo. Nel 2018 riferendosi alle critiche aveva detto: “Quando in queste persone, per quel che dicono o scrivono, non trovo bontà spirituale, io semplicemente prego per loro. Provo dispiacere, ma non mi soffermo su questo sentimento per igiene mentale”.

https://www.huffingtonpost.it/entry/una-lettera-appello-accusa-papa-francesco-di-eresia_it_5ccadae5e4b0913d078d71fc

Anonimo ha detto...

God bless these signatories for their fidelity and the repercussions they are apt to face.

Anonimo ha detto...

Ho notato questa tendenza 'complottista' che ha fatto capolino fin da ieri. Il famoso politicamente corretto li ha talmente permeati che rivoltano la frittata d'istinto. Ipocrisia come scelta obbligata del non essere. Non essendo morali, non avendo morale si sono attaccati all'apparenza del politicamente corretto; stravolgendo la verità per mestiere, hanno messo al bando le fake news, che sono solo i loro strumenti del loro mestiere. Sono talmente sprofondati nel loro non essere, scelto pur di non pensare, che non possono fare altro che descriversi.

fabrizio giudici ha detto...

Ma, soprattutto, evitano di rispondere nel merito delle questioni.

irina ha detto...

@Anonimo
2 maggio 2019 19:22

Questo non essere, che lei ha diagnosticato, li porterà ad ostinarsi nell'errore, ritenendo l'ostinazione un prova, davanti al mondo, di essere persone di carattere, perchè li porta a non recedere dalla loro posizione, 'erronea' però. Mentre la vera forza si dimostra riconoscendo il proprio errore, davanti a se stessi, davanti a Dio, Uno e Trino, e davanti al prossimo. Se Bergoglio e molti vescovi, però, hanno mercanteggiato il loro ruolo con altri, umanamente senza scrupoli, più scaltri, più furbi e più mondani di loro, che sono sempre quelli in corsa per il governo mondiale, volto a trasformare il mondo in un perpetuo laboratorio antropologico, economico e via delirando, loro, come Bergoglio, si impunteranno nell'errore, per paura. A nessun cattolico interessa la tragedia greca, il cattolico è interessato alla conversione dell'anima sua e di quella del prossimo. Tutto questo 'casino', che Bergoglio paventò fin da quando al Vescovo Forte disse che per evitarlo, fin d'allora, alla sintesi finale avrebbe pensato lui in persona, è comunque scoppiato perchè lui stesso, che pur l'aveva presagito a se stesso, si ostinò nell'errore. Come se ne esce? Con la Verità. Bergoglio si liberi da tutte le su maschere, dalle sue furbizie, dalle mafie che l'hanno eletto e dica la Verità. Diteci, tutti i superstiti Ratzinger compreso, la Verità. Noi vogliamo essere e rimanere cattolici, altro non vogliamo. Se voi nel pensiero vi eravate finti un'altra chiesa, avete commesso un errore, questa è la Chiesa di Gesù Cristo. Se non credete in Gesù Cristo prego, la porta sapete dov'è. Se invece trovate la forza della Verità, pentitevi convertitevi, incominciate un'altra vita, quella cattolica sul serio.

mic ha detto...

Un atto dovuto diventa un complotto...
https://www.ilsussidiario.net/news/cronaca/nuova-lettera-preti-contro-papa-francesco-accuse-di-eresie-complotto-anti-bergoglio/1878030/

mic ha detto...

Passati i Dubia, la Correctio filialis, il “comunicato” dell’ex nunzio Viganò, il “Manifesto” del cardinale Muller, per la primavera estate 2019 la consueta fronda mediatico-politico-culturale in opposizione a Papa Francesco lancia una nuova iniziativa contro il Pontefice argentino: una lettera aperta per accusarlo di «eresia».
....
https://www.lastampa.it/2019/05/02/vaticaninsider/papa-francesco-nuova-mossa-dei-tradizionalisti-una-lettera-aperta-lo-accusa-di-eresia-359rqsRIrLBYKwPr37mafM/pagina.html

mic ha detto...

Non poteva mancare: ci sono anch'io...
Il fatto è che per quanto mi riguarda ho indicato il titolo accademico (come mi è stato richiesto, con l'indicazione di dove è stato conseguito). Ovvio poi che una facoltà pontificia, soprattutto oggi cone oggi, si dissoci dalla lettera...

"In alcuni casi, la qualifica riportata ha generato anche confusione: è il caso di Maria Guarini, editore del sito “Chiesa e post Concilio” (blog propagatore delle dichiarazioni del cardinale Raymond Leo Burke, di riflessioni di Marcello Veneziani o di lunghi editoriali sulle minacce straniere all’Occidente), registrata come “STB, Pontificia Università Seraphicum”.
Ad un occhio distratto si potrebbe intendere quindi un legame con la Facoltà Teologica “San Bonaventura”, la quale ha infatti diffuso presto una «precisazione urgente» in cui spiega - in neretto e stampatello - che «la sig.ra Maria Guarini, firmataria del documento, non ha alcun rapporto con la medesima Facoltà, se non quello di esserne stata studente». «La sig.ra Guarini, infatti, - si legge nella nota - ha frequentato la Facoltà conseguendo il titolo di Baccalaureato (STB= Sacrae Theologiae Baccalaureus) nell’anno 1998, senza conseguire altri gradi accademici né avere incarico alcuno. La Pontificia Facoltà Teologica “San Bonaventura” prende le distanze da tutti i contenuti della detta Lettera e diffida la Sig.ra Guarini da agire in nome di questo Ente accademico»."

mic ha detto...

Ovvio anche che invece di entrare nello spirito dell'atto e nei suoi contenuti cerchino di minimizzare:

"Le loro descrizioni, come pubblicate da siti di forte stampo tradizionalista, rimangono spesso sul generico: diacono, professore di liceo, fisico, canonico... Molti sono pensionati da oltre dieci anni, come Paolo Pasqualucci, professore di Filosofia presso l’Università di Perugia che non conserva alcuna registrazione del docente."

fabrizio giudici ha detto...

“Quando in queste persone, per quel che dicono o scrivono, non trovo bontà spirituale, io semplicemente prego per loro.

Non era quello che diceva "Chi sono io per giudicare?". Ah, evidentemente solo i sodomiti.

mic ha detto...

E ecco la ciliegina sulla torta. Burke l'hanno nominato prima e ora:

"Quanto ai contenuti della Lettera aperta salta subito all’occhio la bibliografia «scelta a sostegno» del documento: la maggior parte pubblicazioni degli stessi firmatari o link di interviste a personaggi della Chiesa che si sono sempre mostrati scettici o ostili al pontificato bergogliano, come il vescovo ausiliare di Astana, Athanasius Schneider."

Lo stigma è sempre e comunque "ostili al pontificato"; ma nel merito non entra nessuno!

Anonimo ha detto...

A rinforzo delle prove che testificherebbero l'eresia in Bergoglio io metterei pure l'atteggiamento da esso assunto verso un ex sacerdote operante in Vaticano, tale Francesco Lepore, infastidito dagli obblighi verso il celibato e la castità. Bergoglio prova addirittura "simpatia" per costui e glielo testifica chiaramente! Ma lasciamo la parola a questo ex sacerdote, ora attivista in organizzazioni gay.
____

"La mia vicenda, sia pure con talune inesattezze, apre il primo capitolo del libro [di Frederik Martel]. In esso si racconta di una telefonata fattami da Bergoglio il 15 ottobre 2013. Il papa, che aveva ricevuto, il giorno prima, una mia lettera per le mani del card. Raffaele Farina (già mio superiore durante il servizio presso la Biblioteca Apostolica Vaticana), volle chiamarmi per esprimere «stima e commozione» per il mio «coraggio e coerenza» nell’aver deciso d’abbandonare il ministero sacerdotale nel 2006. Decisione presa per vivere liberamente la mia omosessualità".

Vedi: http://espresso.repubblica.it/attualita/2019/02/14/news/sodoma-gay-in-vaticano-cosi-il-libro-racconta-la-mia-storia-1.331621

sergio ha detto...

Sono quattro gatti rispetto al totale del mondo cattolico. Non otterranno niente e Bergoglio trionferà.

Paolo Pasqualucci ha detto...


E' una tattica comprovata, non volendo o non riuscendo ad entrare nel merito cercano di
delegittimare gli autori della Lettera Aperta, attaccandoli sul piano personale con singolari argomenti.

Ah, questa Università di Perugia, anzi i suoi Uffici, che non conservano traccia dei loro antichi docenti. Che smemorati!
Ma non è colpa loro, è colpa mia. Per non farla troppo lunga ho scritto "già professore di filosofia nell'Università di Perugia"(in inglese, prof. of philosophy (retired) etc.". Avrei dovuto esser più pignolo: "già professore ordinario di filosofia del diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Perugia". Ho quasi 80 anni e da parecchi anni sono in pensione.
Ma stia tranquillo il giornalista di La Stampa, non sono un rincitrullito come sembra voler insinuare (- capirai, uno in pensione da così tanto tempo, che l'Università ne ha perso il ricordo, una specie di Matusalemme, insomma..sarebbero di questo calibro i "firmatari"). Questi anni li ho messi ben a frutto, non ho mai studiato e scritto tanto in vita mia, a Dio piacendo.
Per l'argomento in questione (la crisi della Chiesa) credo di avere tutte le carte in regola e forse più di certi addetti ai lavori o presunti tali: in quasi trent'anni ho scritto articoli, saggi e libri su questa orribile crisi, il più importante dei quali è: P.PASQUALUCCI, "UNAM SANCTAM. Studio sulle deviazioni dottrinali nella Chiesa Cattolica del XXI secolo", Solfanelli ed. 2013, pp. 437, € 34. Il manoscritto fu approvato integralmente dallo scomparso mons. Brunero Gherardini, non l'ultimo arrivato, nel settore. Dato l'argomento, non c'è da stupirsi se, nel clima attuale, l'opera sia passata praticamente inosservata.
Di altri lavori miei su questo doloroso tema, cito solo "Il Concilio parallelo. L'inizio anomalo del Vaticano II", Fede & Cultura, 2014 € 12; da poco uscito in traduzione inglese: The Parallel Council, Gondolin Press, 2108. Sono 123 pagine nelle quali documento le molteplici illegalità procedurali messe in atto dai neomodernisti per sabotare il corso regolare del Concilio, gettare a mare gli schemi ortodossi preparati dalla Curia per sostituirvi quelli elaborati successivamente, con il loro determinante concorso - il tutto, ovviamente, con la complicità e l'acquiescenza dei Papi allora regnanti, Roncalli e Montini.
Sono tutti libri ordinabili via email.
Forse il giornalista de La Stampa farebbe bene a documentarsi per bene prima di lasciarsi andare ad affermazioni avventurose, che non giovano né a lui né al giornale sul quale scrive.
Chiedo scusa ai lettori se ho dovuto far pubblicità a me stesso, ma vi sono stato
costretto per fatto personale, come si suol dire. E ringrazio Mic per l'ospitalità concessami.

Anonimo ha detto...

Costoro hanno l'interesse di silenziare e bypassare e deridere onde far credere che si tratti dei soliti noti, per un colpo di stato da loro sognato nei confronti dei due signori in bianco,concordi peraltro, nessuno infatti può dire che Ratzinger stia sostenendo la retta dottrina: quando il colpo è stato fatto da loro alla luce del sole sotto il nostro naso e senza colpo sparare. L'interesse di chi non sta nella verità non è affrontare il problema onde risolverlo, ma usare le tangenziali per allontanarlo ancora una volta. Infatti loro hanno fondato una nuova religione ed ora prendono le distanze essendosi ormai seduti sullo scranno usurpato col nostro silenzio di un tempo. Hanno anche ragione, i cattolici non fanno parte del loro dna: ne usano solo la struttura esterna, ormai vuota del vero Dio trinitario. Comunque scisma sia, lo stanno prospettando loro e pure il canonista lo descrive come soluzione. D'altronde la Chiesa non sarà mai scismatica, sono loro ad essersi staccati e sia dichiarato. Amen.

fabrizio giudici ha detto...

Molti sono pensionati da oltre dieci anni, come Paolo Pasqualucci, professore di Filosofia presso l’Università di Perugia che non conserva alcuna registrazione del docente."

Questo atteggiamento di disprezzo solo perché uno è un pensionato non si configura come "cultura dello scarto"? Che gaffe per un giornale bergogliano.

Anonimo ha detto...

Le posizioni espresse da Jorge Mario Bergoglio, specie sui temi relativi alla situazione economica e sociale e allo sfruttamento delle risorse in danno all'ambiente, oltre alle aperture in tema morale, non hanno mancato di provocare una levata di scudi negli ambienti conservatori nordamericani e trovato sponda fra i cattolici tradizionalisti. Il cui rispetto della 'tradizione' non si spinge evidentemente fino al riconoscimento del primato papale e della sua infallibilità in tema di fede.

https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2019/05/02/eresia-una-lettera-accusa-papa-francesco_DvvWwLBIFW9RHQk3mpgnCJ.html

fabrizio giudici ha detto...

Anche ADNKronos commenta senza aver letto il documento. Pennivendoli.

irina ha detto...

Piano piano rileggo questa lettera aperta, l'entrare subito nell'argomento mi ha colpito in maniera molto positiva: Eresia. Il Catechismo dice che l'eresia riguarda i battezzati che si ostinano a non credere qualche verità rivelata da Dio e insegnata dalla Chiesa. Questo ostinarsi, questa ostinazione l'ho citata anche sopra senza ricordare, senza sapere che caratterizza l'eretico, cioè il battezzato che non vuol credere una certa verità rivelata da Dio.
Cosa c'è dietro l'ostinazione in generale? La superbia. Nell'ostinazione manca l'umiltà di riconoscere che si è sbagliato, che non si sa, che non si è capito, che non ci si arriva, almeno per il momento presente.Lo studio negli anni dimostra di essere un'arma potente per mitigare la superbia, perché quotidianamente ti mette davanti a quello che non sai,che non capisci,che non riesci a comprendere. Ora trattandosi di Fede e di molte verità rivelate, di molto superiori alla nostra possibilità di comprenderle all'impronta o anche dopo molto studio e meditazione, viene facile non voler riconoscere la nostra impotenza a capire e lavarcene le mani dicendo 'in questo non ti credo'. A riflettere l'eresia è un infantilismo, come un bambino capriccioso che vuol mettersi sul piano del maestro senza averne le capacità. Prendiamo la Presenza Reale, la capiamo? No. La crediamo? Sì. Perchè crediamo una tale astrusità? Crediamo sulla parola del Signore, parola e atti del Signore che la Chiesa insegna e custodisce. Vogliamo metterci a discutere balbettando con le nostre deboli menti e debolissime capacità di comprensione? No, crediamo. Molti consacrati e laici adulti non credono più, nè nella transustanziazione, nè nel Signore. Magari fossero semplicemente eretici, ormai moltissimi sono semplicemente idolatri. Molti ritengono che il credere indebolisca le capacità intellettive, invece le aumenta. Le aumenta perchè piano piano la presunzione si allontana e si avvicina l'umiltà, la quale si accompagna con la costanza, la quale a sua volta sostiene, giorno dopo giorno, nel portare a compimento il tuo lavoro, il tuo studio, la tua preghiera, il tuo colloquio con Dio nascosto, che piace al Signore e rallegra te. Credo che Bergoglio abbia una zona ampia di eresia diffusa, vorrei sbagliarmi, spero di sbagliarmi, zona più aperta all'idolatria che alla fede cattolica. Mi sembra essere stato un ostinato ed esserlo diventato sempre più. Speriamo che si ravveda. Un suo ravvedimento, ripescherebbe tutte le anime che allegramente sta mandando a ramengo.

Anonimo ha detto...


Non facciamo il processo alle intenzioni e cerchiamo di usare sempre
toni moderati, please. Occorre adesso più che mai una calma olimpica.
Dimostra soprattutto ADNKronos di avere un'idea assai confusa del primato
e dell'infallibilità papale, che la Lettera Aperta non
attacca né scalfisce in alcun modo.

z

Anonimo ha detto...

Siamo in terra di missione, circondati da atei, miscredenti e nemici religiosi. oggi non c'è più bisogno di andare in giro per il mondo a fare i missionari, è già dura essere cattolici qui

Signor Z ha detto...

Sulla stampa italiana ed europea la notizia sta girando parecchio, nessuno però inserisce il link nell'articolo. Io ho scritto nei commenti di quante più testate italiane ho potuto ma è necessario che il link alla lettera ed alla petizione giri il più possibile sia per una presa di coscienza, per una corretta informazione ed anche per essere presi in considerazione.

Anonimo ha detto...

Veramente patetici gli attacchi dei modernisti!
Non hanno argomentazioni cattolicamente valide, ripetono come pappagalli frasi-slogan o citazioni estrapolate dal contesto ed invece di criticare nel merito (ma come farebbero visto che hanno torto?) attaccano le persone ed attribuiscono agli altri le intenzioni più meschine.
Ma il punto più importante è questo: la nostra Fede è costituita in gran parte da verità DEFINITIVE (IRRIFORMABILI) e da verità DEFINITORIE (verità IRRIFORMABILI la cui negazione è detta ERESIA).
Ciò che i modernisti non capiscono (o che non vogliono capire) è che una verità IRRIFORMABILE non può essere modificata, neppure da un Papa o da un Concilio dogmatico.
Il loro problema è nell'incapacità di comprendere che la verità non può mutare e che irriformabile significa ETERNAMENTE VERO ED IMMODIFICABILE e non "vero fino a quando un papa non dirà l'opposto".
Hanno dei difetti nella logica e nella comprensione del concetto di verità ASSOLUTA ED OGGETTIVA: ODIANO O NON COMPRENDONO TUTTO CIO' CHE NON PUO' MUTARE!

Non essendo in grado di utilizzare bene il principio di non contraddizione, nella loro mente convivono in contemporanea idee fra di loro incompatibili: non è raro trovare modernisti che ritengono che ci si possa salvare anche al di fuori della Chiesa Cattolica (e quindi senza credere a nessun insegnamento papale) e che poi attaccano a testa bassa chi critica un papa, magari minacciandolo pure di andare all'Inferno (Inferno a cui non credono o a cui credono ad intermittenza ed a modo loro).
Non è raro neppure trovare coloro che apprezzano l'eretica frase bergogliana sul dovere di seguire di propria coscienza e che poi si indispettiscono se qualcuno, SEGUENDO LA PROPRIA COSCIENZA, critica Bergoglio.
I modernisti e la logica sono acerrimi nemici: essi simboleggiano alla perfezione l'incapacità di ragionare in modo coerente.

Anonimo ha detto...

E questa è la versione di Repubblica che conclude

In Vaticano c’è consapevolezza che alcune di queste critiche sono pilotate dal mondo conservatore statunitense che vede in Francesco un ostacolo alle proprie politiche sociali ed economiche. Le aperture del Papa sui migranti ed anche le parole spese sui temi ambientali contro le lobby del petrolio infastidiscono.

https://www.repubblica.it/vaticano/2019/05/02/news/la_lettera-appella_che_accusa_il_papa_di_eresia_-225306534/?ref=RHPPBT-BH-I225307987-C4-P9-S1.4-F4

fabrizio giudici ha detto...

Un articolo critico:

http://www.ncregister.com/blog/jimmy-akin/on-charging-a-pope-with-heresy

Anonimo ha detto...

https://www.radiospada.org/2019/05/tutto-cio-che-non-si-dice-sulla-lettera-denuncia-relativa-alle-eresie-di-bergoglio-e-sulla-sua-eventuale-deposizione/

fabrizio giudici ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
fabrizio giudici ha detto...

Un commento di Ed Condon, tradotto da Sabino Paciolla:

https://www.sabinopaciolla.com/accuse-serie-e-non-serie-di-eresia-papale/

Io su molte cose non posso esprimermi. Ma c'è un passaggio per me incredibile:

La critica teologica più sostanziale della lettera del Papa è incentrata sulle note polemiche su alcune delle espressioni del Sinodo sulla Famiglia del 2015 e sulla successiva esortazione apostolica Amoris laetitia. Ma gli autori della lettera non tengono conto del numero di vescovi e teologi, compreso lo stesso papa, che sostengono che Amoris può e deve essere letta in continuità con l’insegnamento cattolico sul matrimonio, la sessualità e la famiglia.

Perché questa menzogna omissiva così evidente? Lo stesso Papa ha pubblicato sugli AAS un commento sull'interpretazione dei vescovi argentini, che è interpretazione di rottura, dicendo che quelli interpretano bene le sue intenzioni e che è l'unica possibile. Perché devo leggere commenti come quello sopra citato che ignorano questo passo fondamentale? Che ovviamente è stato citato nella lettera aperta? Perché non ho ancora letto una critica che risponda a questo punto?

Marco Masetti ha detto...

La questione è delicata, perché un conto sono le regole, un conto i casi particolari (la casistica gesuitica non nasce oggi). Certamente qualcosa non quadra perché sembra sbilanciato il modo di comportarsi di questo papa, apertura ai temi cari alla "sinistra" anche quando contraddicono la morale cattolica.