Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

giovedì 27 agosto 2026

Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

Prima missione della Segreteria di Stato vaticana in Russia dall'inizio della guerra: Gallagher a Mosca dal 24 al 28 agosto incontra Lavrov, Ushakov e il Patriarcato. Obiettivo: verificare le condizioni per un processo diplomatico. Nessuna mediazione formale, ma l'unico canale ancora aperto tra Occidente e Cremlino.

Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

Prima visita ufficiale della Segreteria di Stato in Russia dall'inizio della guerra. Cinque giorni, due binari: il Cremlino e il Patriarcato. Nessun piano di pace sul tavolo, ma una porta che resta aperta. Il Vaticano torna a Mosca: Gallagher da Lavrov e Ushakov

La missione di Gallagher in Russia è il fatto diplomatico della settimana, anche se le cancellerie ne parlano a mezza voce. Dal 24 al 28 agosto monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, è a Mosca: è la prima visita ufficiale di un rappresentante della Segreteria di Stato vaticana dall’inizio della guerra in Ucraina. Un viaggio preparato con cura, annunciato ufficialmente dalla Segreteria di Stato e definito da Vatican News «una missione di dialogo e di pace». Dietro la formula di rito c’è una realtà che merita di essere guardata da vicino: mentre il conflitto entra nel suo quinto anno, la Santa Sede è tra i pochissimi attori al mondo ancora in grado di sedersi ai tavoli di entrambe le parti.

Lourdes bandisce la Fraternità Sacerdotale San Pio X: troppo cattolica per un santuario dell'"inclusività"?

Nella nostra traduzione da Remnantnewspaper. Il vescovo di Lourdes ha vietato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti e organizzare preghiere pubbliche presso il famoso santuario mariano. Eppure il santuario ha accolto pellegrinaggi interreligiosi che hanno coinvolto cristiani e musulmani... Ora la Fraternità Sacerdotale San Pio X ha risposto, affermando che continuerà comunque a recarsi a Lourdes. 

Lourdes bandisce la Fraternità Sacerdotale San Pio X:
troppo cattolica per un santuario dell'"inclusività"?


Il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, da tempo faro per i cattolici in cerca di guarigione e conversione, ha ora tracciato una linea di demarcazione, non contro il paganesimo o contro il modernismo che Papa San Pio X condannò con veemenza, bensì contro la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), una confraternita sacerdotale fondata dal defunto Arcivescovo Marcel Lefebvre, che da decenni, dopo il Concilio Vaticano II, chiede al Vaticano chiarezza dottrinale.

In una missiva datata 13 agosto 2026, il vescovo Jean-Marc Micas di Tarbes e Lourdes ha formalmente vietato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) di celebrare la Messa, amministrare i sacramenti o organizzare preghiere pubbliche all'interno del santuario di Lourdes. La giustificazione del prelato è tanto concisa quanto significativa: "La FSSPX non è più autorizzata a celebrare la Messa o altri sacramenti all'interno del Santuario di Lourdes, né a organizzarvi preghiere pubbliche. In seguito al decreto di scisma e scomunica emesso dalla Santa Sede, non posso autorizzare la celebrazione della Messa o di altri sacramenti, né tantomeno preghiere pubbliche, da parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X all'interno del Santuario".

mercoledì 26 agosto 2026

Il mio appello a Papa Leone XIV: la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine la testimonianza personale di un fedele stimolata dalla recente intervista del card. Burke. C'è da dire che l'esortazione del cardinale lascia il tempo che trova. Lo dico per esperienza personale. Ma viene da sé: abbiamo a che fare con una gerarchia ideologizzata, se non totalmente, con rare eccezioni. Come possismo aspettarci risultati, finora non pervenuti, nonostante l'autorevolezza, forse non abbastanza decisa ma certo non di poco conto, di alcuni cardinali e vescovi che ci hanno provato? Come convincere chi, come Leone, ha sposato la sinodalità, ritenendo superato quello che per noi è intensa vita spirituale innestata nel Soprannaturale? E sì, parla del Signore; ma senza metterLo al posto che Gli spetta, specialmente quando "dialoga" con i musulmani? O, invece di pronunciarsi in base al Depositum fidei, parla in termini politici,  peraltro orientati a sinistra? Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

Il mio appello a Papa Leone XIV:
la Messa antiquior permette una migliore partecipazione attiva


Ho ascoltato di recente l'intervista di Michael Knowles al Cardinale Raymond Burke. Verso la fine dell'intervista, si è parlato della Messa tradizionale. Sua Eminenza ha detto:
Penso che la cosa più importante sia che coloro che amano la Messa tradizionale facciano sapere ai loro vescovi, e soprattutto al Santo Padre, il loro desiderio di adorare secondo questa forma, e che non mettano in discussione la validità del Concilio Vaticano II. ( 32,57 )
Dopo aver sentito ciò, sono stato ispirato a inviare una lettera al Santo Padre secondo il mio diritto e obbligo canonico ( CIC , can. 212, §2 ). Tuttavia, quel canone dice che le nostre opinioni non devono essere rese note solo ai “sacri pastori” ma anche al “resto dei fedeli cristiani”. In questo spirito e come partecipazione al “dialogo sinodale”, desidero condividere più dettagliatamente ciò che ho inviato a Papa Leone XIV: desidero partecipare alla Messa con il Rito tradizionale perché lo trovo più facile da comprendere e a cui partecipare.

Piantedosi ferma la Sea Watch, multa e stop di 45 giorni

Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo.
Piantedosi ferma la Sea Watch, multa e stop di 45 giorni

È il quinto fermo per la Sea-Watch 5, il quinto. Dopo quanto si diventa recidivi? Marzo 2024, settembre 2024, gennaio 2026, marzo 2026, agosto 2026.
Stessa nave, stessa bandiera, stessa contestazione: ha deciso da sola con chi parlare in mare e dove scaricare i clandestini. E stessa risposta, ogni volta: "Non collaboriamo con criminali e trafficanti".

I criminali sarebbero le autorità libiche.
Bisogna credergli? Decidetelo voi. In ogni caso è un'ammissione travestita da orgoglio
Le immagini dicono con chi tratta. Undici maggio, ventisette miglia dalla Libia, un aereo di Frontex riprende una lancia veloce partita da Sabratha.

La sinodalità ucciderà il cattolicesimo

Nella nostra traduzione da The Catholic thing un articolo di Brad Mine. L'ultima moda in fatto di governo della Chiesa — la ormai consolidata e insopprimibile sinodalità [vedi] — rappresenta una minaccia esistenziale. Il suo stesso meccanismo trasformerà il cattolicesimo in una semplice setta protestante. Qui l'indice degli articoli sull'argomento.

La sinodalità ucciderà il cattolicesimo

La Chiesa cattolica si è sempre distinta dalle altre istituzioni cristiane per la sua pretesa di possedere, e di essere vincolata da, un depositum  fidei tramandato dagli Apostoli. La Chiesa proviene da Cristo e non inventa, rivede o vota sul suo Magistero, sulla sua applicazione autorevole di quel depositum fidei. Essa riceve, custodisce e trasmette quella fede antica. La dottrina può svilupparsi nel senso descritto da San John Henry Newman, crescendo in chiarezza e applicazione, come una ghianda che diventa una quercia. Ma non può essere rinegoziata – o ribaltata! – dal sentimento della maggioranza o dall'entusiasmo contemporaneo.

La pretesa di aver ricevuto la Verità e di custodirla è la ragione stessa della ragion d'essere della Chiesa e la rende qualcosa di più di una semplice associazione religiosa volontaria. Ma la sinodalità, a prescindere da ciò che sostengono i suoi fautori, introduce un meccanismo capace di dissolvere tale pretesa: un processo permanente, indefinito e partecipativo per la generazione di infiniti consensi ecclesiali contemporanei che funzionano sempre più come fonti di autorità rivali, accanto e – dal punto di vista degli innovatori – persino prevalenti rispetto al deposito consolidato della fede e, quindi, del Magistero chiamato a custodirlo.

martedì 25 agosto 2026

Una lettura disgustosa ma al contempo altamente istruttiva

Stamattina al bar, dopo il caffè, sono rimasto estasiato dalla lettura del Corriere della Sera, compiuta e perfetta espressione della propaganda di regime. In prima pagina si trova un lungo articolo di Goffredo Buccini che ci spiega, per l’ennesima volta, quanto sia cattivo Putin (chiamato gentilmente il “tiranno del Cremlino”) e quanto pericolosa sia la Russia, da combattere fino all’ultimo ucraino.

Poi l’intervista (con rimando in prima) a un luminare della virologia, che afferma come non solo i 10 vaccini per i bambini siano necessari, ma ve ne vadano aggiunti altri facoltativi.
L’ennesimo piazzista del grande capitale del farmaco che smercia all’ingrosso i prodotti dei suoi finanziatori, gabellando il tutto per scienza.

Poi (sempre con rimando in prima) l’ennesima intervista a una giovane protagonista del calcio femminile, sport che in realtà non si fila nessuno e sembra interessare solo al giornalismo fucsia.

Usus Antiquior – Comunione

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement, venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior – Comunione
Ai fedeli lavoratori viene pagato il loro denaro e partecipano al frutto dell'Albero della Vita

Crocifissione dell'Albero della Vita con il Vecchio e il Nuovo Adamo ed Eva, tratta da un Libro d'Ore franco-fiammingo (circa 1455). Immagine per gentile concessione della Newberry Library, Chicago.

Nel Domine Jesu Christe e nella Perceptio Corporis, il sacerdote prega per la grazia e la guarigione mediante il corpo e il sangue di Cristo, dicendo:
«Liberami per mezzo del tuo santissimo Corpo e Sangue da tutte le mie trasgressioni e da tutti i mali; fammi sempre aderire ai tuoi comandamenti e non permettere mai che io mi allontani da te» e «Che sia per me una salvaguardia e un rimedio di guarigione per l'anima e per il corpo».(1) Prega anche il «Dio vivente» la cui «morte ha dato la vita al mondo».(2) Proprio come Pietro Lo riconobbe a Cesarea di Filippo quando Gesù lo rese «la roccia» della sua Chiesa (Matteo 16,16-18), tutti gli altri dèi sono morti e solo l'unico Dio vivente può dare la vita al mondo ma anche redimerlo.(3)

'Quantum potes, tantum aude — osa fare il più possibile': un'intervista a Dom Alcuin Reid

Nella nostra traduzione da AdVaticanum. Dom Alcuin Reid, priore fondatore del Monastero di Saint-Benoît in Provenza, parla ad AdVaticanum del suo monastero e del ruolo centrale della Sacra Liturgia nella vita della Chiesa. Discute di Sacrosanctum Concilium, delle riforme liturgiche post-Concilio Vaticano II, dell'influenza di Papa Benedetto XVI e delle Traditiones Custodes. Precedenti su Alcuin Reid a partire da qui.

'Quantum potes, tantum aude — osa fare il più possibile':
un'intervista a Dom Alcuin Reid


Dom Alcuin Reid è il priore fondatore del Monastero di Saint-Benoît in Provenza, Francia, una comunità benedettina tradizionale nella diocesi di Fréjus-Toulon. Rinomato studioso di liturgia, ha dedicato gli ultimi quindici anni alla guida del monastero nella sua missione di offrire il meglio a Dio attraverso il Rito Romano antiquior.

In questa intervista, egli parla ad AdVaticanum degli ultimi sviluppi del monastero, della sua vita liturgica e della Sacrosanctum Concilium, la Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II.

lunedì 24 agosto 2026

Il vescovo Strickland si chiede se il Concilio Vaticano II si sia arreso al modernismo

Nella nostra traduzione da Lifesitenews Il vescovo Joseph Strickland, in un recente videomessaggio, ha sollevato il dubbio che il Concilio Vaticano II abbia fatto dei compromessi con il mondo moderno. Ha fatto notare che il cardinale Joseph Ratzinger una volta descrisse la Gaudium et Spes come una sorta di "contro-sillabo" in opposizione al Sillabo degli errori di Papa Pio IX. Cose che abbiamo più volte ben argomentato. L'importante è che ora le sostenga un vescovo inizialmente allineato e poi ravveduto... Qui l'indice dei precedenti.

Il vescovo Strickland si chiede se
il Concilio Vaticano II si sia arreso al modernismo


Il vescovo Strickland ha sottolineato i pericoli del modernismo, nonché gli avvertimenti di Pio X contro questa "sintesi di tutte le eresie". Il vescovo ha ricordato che nel 1910 il santo papa richiese a sacerdoti, vescovi e altri "incaricati dell'insegnamento della fede cattolica" di prestare il Giuramento contro il modernismo, con il quale si impegnavano a "rifiutare i principi del modernismo e a preservare fedelmente la dottrina tramandata dagli apostoli".

Strickland ha sottolineato che questo giuramento "rifletteva la convinzione che il modernismo rappresentasse un pericolo costante per la vita della Chiesa" e che tutti i sacerdoti ordinati tra il 1910 e il 1967 erano tenuti a prestarlo. Ciò includeva quasi tutti coloro che avevano partecipato al Concilio Vaticano II, con "pochissime eccezioni".
E si è chiesto: «Come avrebbero dovuto quei vescovi interpretare il giuramento che avevano pronunciato mentre partecipavano a un concilio che mirava a un nuovo rapporto tra la Chiesa e il mondo moderno? Come avrebbero dovuto conciliare gli avvertimenti intransigenti di San Pio X contro il modernismo con il desiderio del concilio di un maggiore impegno nella società contemporanea?». Ed ha aggiunto: “Non sono domande che si possono semplicemente liquidare con noncuranza. Meritano una riflessione ’attenta, onesta e ponderata”.

Continua il vescovo: “C’è un’enorme differenza tra proclamare il Vangelo al mondo e permettere che il mondo diventi il metro di paragone con cui il Vangelo viene interpretato.”
"Credo che questa distinzione sia al centro della crisi a cui stiamo assistendo oggi".

Il prelato si è poi rivolto direttamente al Concilio Vaticano II, che a suo dire merita una riflessione onesta. Ha sottolineato che, a differenza di tutti i precedenti concili ecumenici, il Vaticano II “non ha definito nuovi dogmi né ha emesso nuovi anatemi contro l’eresia”. È stato descritto piuttosto come un concilio “pastorale”, sia da Papa Giovanni XXIII, che lo ha aperto, sia da Papa Paolo VI, che lo ha chiuso. Lo stesso Papa Paolo VI, durante un’udienza generale del 12 gennaio 1966, ha affermato che, proprio per questo carattere pastorale, il Vaticano II aveva evitato definizioni dogmatiche infallibili.

Strickland ha osservato che lo scopo dichiarato del Concilio Vaticano II era quello di "presentare le verità perenni della fede cattolica in un modo più accessibile al mondo moderno".

Il vescovo ha poi affermato: «Può la Chiesa dialogare con il mondo moderno senza assorbirne i presupposti? Questa domanda è oggi più urgente che mai». E dunque ha preso di mira uno dei principali documenti del Concilio, la Gaudium et Spes, la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, che "ha delineato una visione di impegno tra la Chiesa e la società contemporanea che ha profondamente influenzato la vita cattolica negli ultimi sei decenni". 

Ed ha osservato: "Molti hanno visto questo come uno sviluppo positivo. Altri hanno sollevato seri dubbi sul fatto che parte del suo linguaggio sia stato interpretato in modi che vanno oltre un autentico coinvolgimento e si avvicinano all'adattamento allo spirito del tempo". Esplicidando: sono preoccupazioni che “meritano un’attenta considerazione, proprio perché Pio X ci ha avvertito che il modernismo spesso si insinua nella Chiesa gradualmente, rivestito di un linguaggio che appare del tutto ragionevole”. 

Ha fatto quindi notare che il cardinale Joseph Ratzinger, il futuro papa Benedetto XVI, disse una volta che la Gaudium et Spes funzionava come una sorta di “contro-sillabo” in opposizione al Sillabo degli Errori, pubblicato da papa Pio IX a corredo della sua enciclica Quanta Cura. 

 Secondo Strickland, Ratzinger considerava la Gaudium et Spes "un tentativo di riconciliazione tra la Chiesa e l'età moderna". Ciò solleva la domanda: "Se la Chiesa aveva precedentemente messo in guardia con tanta forza contro i pericoli posti dal liberalismo, dal razionalismo e dallo spirito del tempo, avvertimenti che si ritrovano soprattutto negli insegnamenti dei beati Pio IX e Pio X, cosa si intendeva esattamente riconciliare?". «Le preoccupazioni che avevano suscitato quei solenni avvertimenti non erano più valide? Il pericolo era in qualche modo scomparso? O la Chiesa aveva semplicemente adottato un approccio pastorale diverso, lasciando intatti gli avvertimenti precedenti?» 

E dunque Strickland afferma:  "Queste sono domande che meritano risposte ponderate". 

I critici del Vaticano II hanno sottolineato che, oltre a contenere errori, il Concilio ha introdotto una catechesi debole e tiepida, sia dal pulpito che nelle parrocchie e nelle scuole cattoliche. Ciò è stato attribuito in parte alla promozione, da parte del Concilio stesso, di un maggiore coinvolgimento nella società contemporanea, inteso come "ascolto" del mondo moderno.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte II

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di Michael Foley da New Liturgical Movement [qui - qui], venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento e sottolineato con molta efficacia l'aspetto sacrificale dell'Offertorio. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte II
Annunciare e presentare il nostro Liberatore

N.B. La Parte I si trova qui.

L’Offertorio è il primo momento in cui vengono utilizzate le campane liturgiche, precisamente quando il velo del calice viene “spogliato” dal calice. È il richiamo che ci fa sapere che gli eventi del Sacrificio stanno ora iniziando. Le campane sono l’equivalente della Nuova Alleanza delle trombe dell’Antica Alleanza.
Anche nel giorno della vostra gioia, nelle vostre feste stabilite e all’inizio dei vostri mesi, suonerete le trombe sopra i vostri olocausti e sopra i sacrifici delle vostre offerte di pace; ed esse saranno per voi un memoriale davanti al vostro Dio: Io Sono il SIGNORE, il vostro Dio. (Numeri 10, 10)
Yahweh sovrintende esplicitamente a ogni dettaglio della vita del Suo popolo eletto attraverso la Legge mosaica. I segnali delle trombe sono prescritti da Yahweh attraverso Mosè nel Libro dei Numeri per una varietà di ragioni, dall’annuncio della partenza dall’accampamento ai segnali di guerra. Non devono essere considerati semplicemente come richiami all’attenzione, ma come un memoriale o un ricordo per il popolo mentre offre il sacrificio, in particolare gli olocausti, che comprendevano le principali offerte dell’alleanza, le offerte per il peccato, le offerte di ringraziamento e le offerte di pace.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte I

Nella nostra traduzione da Substack. Notiamo come in questa versione, che affianca quella di New Liturgical Movement [qui - qui], venga messo in risalto ogni riferimento all'Antico Testamento e sottolineato con molta efficacia l'aspetto sacrificale dell'Offertorio. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus Antiquior — Offertorio, Parte I
Il Figlio e l’umanità sono riuniti da Maria per compiere l’offerta della quale il Padre si compiace

Il rito dell’Offertorio, che ha inizio alla conclusione della Messa dei Catecumeni dopo la recita del Credo [qui], presenta un numero notevole di fili conduttori e allusioni che si verificano simultaneamente. In questo articolo e nel successivo possiamo esplorarne soltanto alcuni.

Ai catecumeni che si stanno preparando e non sono ancora iniziati alla Fede cattolica viene chiesto di allontanarsi, poiché non sono ancora preparati ad assistere ai misteri che stanno per essere presentati. È così come avveniva nei pasti sacrificali dell’Antica Alleanza, ai quali era consentito partecipare soltanto ai circoncisi (Esodo 12, 43-50).

Ma quando uno straniero dimora presso di te e vuole celebrare la Pasqua del Signore, siano circoncisi tutti i suoi maschi, e allora si accosti e la celebri; ed egli sarà come un nativo del paese. (Esodo 12, 48)

domenica 23 agosto 2026

Usus Antiquior - Orate Fratres e Sanctus

Nella nostra traduzione da Substack continua la pubblicazione delle formule del latino liturgico nelle versioni di Filemonas, che affiancano quelle di Michael Foley già pubblicate. Non sono ripetizioni; ma prezioso arricchimento, anche per i dettagliati richiami all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico.

Usus Antiquior - Orate Fratres e Sanctus

Le chiese del Novus Ordo in genere non hanno balaustre o portali d'altare, poiché l'architettura di queste chiese influenzate dal protestantesimo attenua la realtà del Sacrificio, la Presenza Reale e, di conseguenza, la netta distinzione tra il santuario e i suoi recessi, per non parlare della differenza essenziale tra il sacerdozio e i laici.

All'Offertorio, gli accoliti chiudono l'accesso all'altare, permettendo la presenza nel santuario solo ai ministri ufficiali (cioè, nessun lettore, ministro straordinario dell'Eucaristia o donna (1) ), proprio come solo i ministri ufficiali potevano essere presenti dietro le porte interne del Tempio di Gerusalemme per il mistero dei sacrifici cruenti e incruenti che vi si svolgevano. Le porte vengono riaperte dopo le abluzioni al termine della Messa.

In Illo Tempore: XIII domenica dopo Pentecoste

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta circostanziata e profonda meditazione di P. John Zuhlsdorf, che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui.

In Illo Tempore:
XIII domenica dopo Pentecoste


Da alcune settimane le Epistole domenicali sono tratte dalle Lettere ai Corinzi di San Paolo. Con la tredicesima domenica dopo Pentecoste, che i nostri antichi antenati romani avrebbero chiamato la terza domenica dopo San Lorenzo, iniziamo ad ascoltare la Lettera ai Galati. Questo antico modo romano di contare dice molto sull'immenso posto che Lorenzo occupava un tempo nella coscienza della città.

Paolo scrisse alle chiese della Galazia, composte in gran parte da convertiti dal paganesimo. Dopo la sua partenza, alcuni maestri giudaizzanti persuasero almeno alcuni di questi cristiani gentili che la Legge mosaica rimaneva obbligatoria per la salvezza, inclusa la circoncisione e le altre osservanze che distinguevano Israele dalle altre nazioni. Da qui l'insistenza della lettera. "O Galati insensati! Chi vi ha ammaliato?", chiede in 3:1, pur continuando a rivolgersi a loro come "fratelli". La questione riguarda le condizioni della salvezza. L'eredità è garantita dalla Legge mosaica o proviene dalla promessa di Dio compiuta in Cristo?

Domenica XIII dopo la Pentecoste (Réspice, Dómine)

Ripercorriamo l'anno liturgico per approfondire, nella ripetizione, la nostra fede. Il Signore non nega la guarigione; ma indica la procedura: “Andate e mostratevi ai sacerdoti”. Andiamo a confessarci per essere mondati da ogni lebbra spirituale e imitiamo il Samaritano (ci ricorda quello di Luca 10 della settimana scorsa), l'unico straniero tra i guariti che torna da Gesù per esprimergli la dovuta gratitudine e “gli si prostrò dinnanzi a ringraziarlo”. Il verbo, al v.16, ringraziando, è 'euchariston'... Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa di oggi.

Domenica XIII dopo la Pentecoste
Intróitus
Ps. 73, 20, 19 et 23 - Réspice, Dómine, in testaméntum tuum, et ánimas páuperum tuórum ne derelínquas in finem: exsúrge, Dómine, et iúdica causam tuam, et ne obliviscáris voces quaeréntium te.
Ps. 73, 1 - Ut quid, Deus, repulísti in finem: irátus est fúror tuus super oves páscuae tuae? Glória Patri…
Ps. 73, 20, 19 et 23 - Réspice, Dómine
Introito
Sal. 73, 20, 19 e 23 - O Signore, abbi riguardo al tuo patto e non abbandonare per sempre le ànime dei tuoi poveri: sorgi, o Signore, difendi la tua causa e non dimenticare le voci di coloro che Ti cercano. Sal. 73, 1 - Perché, o Signore, ci respingi ancora? Perché arde la tua ira contro il tuo gregge? Gloria al Padre… Sal. 73, 20, 19 e 23 - O Signore, abbi riguardo…

La serie domenicale, che cominciava una volta con la festa di san Pietro, o degli Apostoli, non superava mai questa domenica e la festa di san Lorenzo dava il nome alle domeniche seguenti, ma tale denominazione designava le domeniche dalla nona in poi negli anni in cui la Pasqua sorpassava l'equinozio di Primavera. Quando la data della Pasqua risaliva verso il suo termine più alto, si contavano da oggi le domeniche del settimo mese, cioè di settembre.
Le quattro tempora di autunno possono cadere in questa settimana, ma possono tardare anche fino alla decimottava e noi ne parleremo seguendo l'ordine del Messale, che le colloca dopo la decimasettima. [infra]
La domenica decimaterza in occidente prende ora il nome dal Vangelo dei dieci lebbrosi, che si legge nella Messa. I Greci, che la chiamano decimaterza di san Matteo, leggono invece oggi la Parabola della vigna nella quale gli operai, chiamati al lavoro ad ora diversa del giorno, ricevono tutti la stessa mercede (Mt, 20).

sabato 22 agosto 2026

22 Agosto/ Festa del Cuore Immacolato di Maria

In calce quello che sono riuscita a trovare in rete del proprio della Santa Messa integrato col mio Messale. Qui l'Ordinario. Precedente sulla Festa qui.

22 Agosto/ Festa del Cuore Immacolato di Maria

La devozione al Cuore Immacolato.
La devozione al Cuore Immacolato di Maria è antica come il Cristianesimo. Lo Spirito Santo l'insegnò per mezzo di san Luca, l'evangelista dell'infanzia del Salvatore: "Maria conservava nel suo Cuore e meditava tutte queste cose". "E la Madre di Gesù conservava tutte queste cose nel suo Cuore" (Lc 2,19;51). La devozione, che porta i fedeli a rendere a Maria l'onore e l'amore che a Lei si no le perfezioni del suo Cuore: sant'Ambrogio, sant'Agostino, san Giovanni Crisostomo, san Leone, san Bernardo, san Bonaventura, san Bernardino da Siena, le due grandi monache sante Gertrude e Metilde... Nel secolo XVII, san Giovanni Eudes "padre, dottore e apostolo del culto al Sacro Cuore" (Bolla di Canonizzazione) si fece dottore e apostolo del culto al Cuore purissimo di Maria e dal dominio della pietà privata, lo introdusse nella Liturgia cattolica.

22 agosto. Festa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

Trovate qui i testi sulla liturgia della Santa Messa di oggi che pubblico in contempornea.

22 agosto. Festa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria

La Festa del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria cade oggi, sabato immediatamente successivo alla solennità del Sacro Cuore di Gesù.
La devozione celebra l'amore profondo, la purezza e la totale adesione di Maria al disegno di Dio. Già radicata nella tradizione cristiana, la festa fu estesa a tutta la Chiesa nel 1944 da Pio XII, in seguito all'atto di Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato.
Vi rimando a questo precedente, che riporta anche testi della Consacrazione del Montfort, raccomandandovelo. Vedi anche qui.

La festa è stata istituita come culmine dell'ottava dell'Assunzione, al fine di sottolineare la verità, spesso predicata dai Padri della Chiesa, che la Madonna lascia il mondo non per abbandonare la Chiesa Militante ma, come Mediatrice di Tutte le Grazie, per intercedere ancora più potentemente dal suo posto accanto al Figlio in cielo. Il suo cuore immenso, largo quanto i cieli, porta tutti noi con amore di madre e ci assiste attivamente. Si potrebbe dire, in breve, che la vecchia focalizzazione era il suo ruolo di intercessione.

Nel nuovo calendario, il 22 agosto è il memoriale della regalità di Maria, che ricordiamo anche ogni volta che preghiamo il quinto mistero glorioso. 

Camminando insieme, ma verso cosa?

Nella nostra traduzione da Catholic Unscripted. Considerazioni già presenti anche in articoli molto vecchi, ma che riproponiamo perché stanno emergendo in molti autori odierni che amano la Tradizione scoperta o ritrovata. Ed è importante tener desta l'attenzione soprattutto di chi le accosta solo oggi che, dopo sessant'anni di prassi conciliare, la crisi è ancor più evidente. Vedi indice articoli sull'ecumenismo.

Camminando insieme, ma verso cosa?
La Segreteria del Sinodo afferma che non può esserci sinodalità senza ecumenismo.

Non c'è dubbio che il linguaggio dell'ecumenismo abbia un profondo fascino, e certamente rispecchia gran parte del sentimento dell'epoca moderna. Inoltre, i cristiani dovrebbero desiderare l'unità; lo spettacolo di coloro che confessano Gesù Cristo divisi gli uni dagli altri è senza dubbio una ferita orrenda nella testimonianza cristiana al mondo. E non dimentichiamo che Cristo stesso pregò affinché i suoi discepoli fossero uno (Giovanni 17), un tema ripreso nell'enciclica di Papa San Giovanni Paolo II, Ut Unum Sint (1995), "Sull'impegno per l'ecumenismo", che essenzialmente riconosce la presenza, al di fuori della visibile comunione cattolica, di autentiche realtà cristiane, ma subito dopo spiega:
«Tutte queste cose, che provengono da Cristo e conducono a lui, appartengono di diritto all'unica Chiesa di Cristo» (§13).
Giovanni Paolo II è piuttosto esplicito nell'affermare che la meta è la piena comunione, non una fraternità che cresce all'infinito. La sua successiva spiegazione di Ut Unum Sint descrive l'ecumenismo come un processo che fa crescere la “comunione parziale” esistente verso la “piena comunione nella verità e nella carità”. Il Concilio Vaticano II, quindi, non ha inventato il desiderio di unità cristiana, ma ha riconosciuto una realtà esistenziale e in evoluzione e ha dato rinnovata urgenza a qualcosa che appartiene alla natura stessa della Chiesa. L'espressione preconciliare mostra che questa era la direzione del cammino. Nel 1928, la Mortalium Animos di Papa Pio XI (1928) è dedicata esplicitamente “all’unità religiosa” e, in parte, è stata scritta in risposta al nascente movimento ecumenico. La preoccupazione centrale di Pio XI è straordinariamente rilevante per le assurdità che vediamo attualmente diffuse dalla Segreteria del Sinodo: egli rifiuta l’idea che la Chiesa di Cristo debba essere immaginata come attualmente divisa in diversi corpi cristiani più o meno equivalenti che devono in qualche modo unirsi per creare l’unità che Cristo intendeva. Il passaggio particolarmente significativo è il §7. Pio XI identifica come errata la convinzione che l’unità della Chiesa di Cristo:

Contare i cieli

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Contare i cieli. Qui l'indice delle varie formule del latino liturgico.

Contare i cieli

Nel Credo niceno-costantinopolitano, si dice che Dio Padre abbia creato il cielo e la terra ( οὐρανοῦ καὶ γῆς ), mentre si dice che il Figlio di Dio sia disceso dai cieli ( ἐκ τῶν οὐρανῶν ) per farsi uomo e, dopo la sua risurrezione dai morti, sia asceso ai cieli ( εἰς τοὺς οὐρανούς ), dove siede alla destra del Padre. Si potrebbe essere tentati di liquidare l'uso sia del singolare che del plurale come una necessità di varietà poetica, piuttosto che come un'indicazione di due luoghi diversi. D'altra parte, vale la pena chiedersi se Dio Figlio sia venuto dal Cielo creato dal Padre, come se fosse una creatura simile al Cielo stesso. Certamente no, poiché il Credo niceno fu scritto per respingere questa posizione ariana. Pertanto, quando si dice che il Figlio è venuto e ritornerà "ai Cieli", il plurale può indicare il luogo in cui dimora soltanto la Santissima Trinità, in contrapposizione al luogo creato da Dio per le sue creature benedette (gli Angeli e i Santi).

venerdì 21 agosto 2026

Vescovo Strickland / «Stiamo diventando una Chiesa senza Dio?»

L'ennesima esortazione del vescovo che non tace, dando voce ai nostri interrogativi. "Fratelli e sorelle, non possiamo permettere che accadano queste cose. La risposta non sta nell'ennesimo programma. La risposta è Gesù Cristo". Qui l'indice dei precedenti.
Vescovo Strickland / «Stiamo diventando una Chiesa senza Dio?»

C'è una domanda che mi pesa sul cuore ed è un quesito difficile da porre: «Stiamo diventando una Chiesa senza Dio?»

Naturalmente non intendo dire che Dio abbia abbandonato la Sua Chiesa. Gesù Cristo ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. Né intendo dire che non vi siano innumerevoli cattolici fedeli, santi sacerdoti, religiosi, vescovi, padri e madri che amano profondamente Dio e si sforzano ogni giorno di vivere la fede cattolica. Intendo qualcosa di diverso.

Mi chiedo se abbiamo gradualmente costruito un modo di concepire la Chiesa – un modo di governarla, di parlare di essa, di pregare al suo interno e di stabilire le sue priorità – che funziona sempre più come se la realtà soprannaturale non ne fosse più il cuore pulsante. Perché il cattolicesimo o è soprannaturale, o non è nulla.

La Salmodia e il Mare

Nella nostra traduzione da Poetic Knowledge. La salmodia è il canto o la declamazione ritmica dei salmi all'interno della liturgia ebraica e cristiana.

La Salmodia e il Mare
Che cosa può contenere una nuova canzone, se non un nuovo amore?

Questo saggio è dedicato a JP, che mi ha insegnato a cantare.

Il basso, ondeggiante, misteriosamente aritmico borbottio delle onde sulla spiaggia: questo è il suono della mia infanzia, la realtà sonora che definisce il luogo in cui sono cresciuto. La vista è la regina dei cinque sensi fisici, ma l'udito la supera in un aspetto fondamentale: nessuna condizione comune può ostacolarlo. Ogni giorno, l'oscurità cala sulla terra e tutti gli uomini – se lasciati a ciò che la natura sola offre – devono sopportare ore di uno stato che si avvicina alla cecità. Ma in tutte quelle ore, il suono non si ferma mai. E persino alla luce del giorno, quanto è facile annullare la vista. Quanto è più facile chiudere gli occhi e produrre oscurità, che chiudere le orecchie e produrre silenzio. Copritele con un cappello, avvolgetele in una sciarpa, premetele così forte da far male, eppure potete ancora sentire. La vista di un luogo va e viene; il suono di un luogo è eterno. Potrei camminare fino alla riva nel cuore di una notte senza luna, chiudere gli occhi, e non vedrei nulla, e sentirei tutto.

Il 'Filioque'

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Filioque. Qui l'indice delle varie formule del latino liturgico.

Il Filioque

Nel bene o nel male, nessuna discussione sul Credo niceno sarebbe completa senza una discussione sul Filioque. Quando l'argomento è stato trattato su questo sito in passato, diversi ortodossi hanno affermato che il Filioque fosse il primo passo verso il Novus Ordo. Tali brillanti deduzioni ci ricordano perché New Liturgical Movement ha sospeso per un certo periodo la sua sezione di commenti.

Il Filioque, la formulazione secondo cui lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio anziché attraverso il Figlio, è frutto del Terzo Concilio di Toledo del 589 d.C., che aggiunse il termine al Credo per contrastare l'arianesimo. L'iniziativa ebbe successo, spingendo il re Reccaredo I e diversi altri ariani del suo regno visigoto a convertirsi al cattolicesimo. Dalla Spagna, il Filioque si diffuse in tutto l'Occidente latino fino a essere finalmente accettato da Roma nel 1014. Il Grande Scisma avvenne quarant'anni dopo, e da allora il Filioque è stato oggetto di controversie tra Oriente e Occidente.

giovedì 20 agosto 2026

Sabato 22 agosto, Pavia/ Santa Messa antiquior Cuore Immacolato di Maria

Cari Amici,
vi informiamo che sabato 22 agosto alle ore 10,00 in San Luca verrà celebrata la Santa Messa (in rito antico) nella festa del Cuore Immacolato di Maria Ss.
Chi può venire partecipi e diffonda la notizia agli interessati.
Don Fabio e Don Marino

La tradizione oltre la Messa

Nella nostra traduzione da Tradition & Sanity. I sacramenti sono il cuore della vita cristiana: in essi la fede prende forma, si trasmette e si custodisce. Ma che cosa è accaduto a questo patrimonio dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II? Il saggio di don Barthe di cui si parla propone un confronto diretto tra i rituali tradizionali e quelli riformati, mettendo in luce le differenze di linguaggio, struttura e contenuto teologico. Dal battesimo alla messa, dalla penitenza all'estrema unzione, emerge un quadro netto: i nuovi riti, pur legittimi, appaiono caratterizzati da una riduzione della sacralità, da un indebolimento del simbolismo e da una minore chiarezza dottrinale. Non solo: la trasformazione liturgica ha inciso anche sulla percezione del mistero cristiano e sulla trasmissione della fede.

“Ma che dire degli altri sei?”: La tradizione oltre la messa
Tutti i riti sacramentali sono stati modificati in peggio. Ecco perché è necessario recuperare le loro forme tradizionali.
Peter Kwasniewski, 15 agosto

Incisione di Antonie Wierix (II), Hollstein olandese 1672

Nel 1969, venne pubblicato "Breve esame critico del « Novus Ordo Missæ»" con le firme di due influenti cardinali, Antonio Bacci e Alfredo Ottaviani [qui]. Soprannominato "L'intervento di Ottaviani", divenne rapidamente un classico e non è mai andato fuori catalogo. Ma... dov'era il suo volume complementare? Sapete, quello sugli altri sei sacramenti?

Infatti, la riforma della Messa fu accompagnata da profonde revisioni dei riti del battesimo, della cresima, del matrimonio, dell'ordine sacro, della penitenza e dell'estrema unzione (questi ultimi due rinominati rispettivamente riconciliazione e unzione degli infermi). E i cambiamenti a questi riti non furono meno profondi, meno significativi, meno importanti.

Strana preparazione della visita di Leone XIV in Perù

Ci risiamo con la Pachamama. Ci resta da dire: scrivi Prevost leggi Bergoglio... Con autentico disgusto ma con ancor più dispiacere devo riportare da Infovaticana la notizia che un commissario pontificio e un vescovo depositano coca in un «pago alla terra»: Jordi Bertomeu offerente alla Pachamama. Precedenti in questo indice.

Strana preparazione della visita di Leone XIV in Perù

L’Incontro Macrorregionale Sud «Intrecciando Voci per la Dignità», presentato da Vatican News come parte della preparazione della visita di Leone XIV in Perù, si è aperto senza alcuna preghiera cattolica: al suo posto, un rito di invocazione alla Madre Terra con distribuzione di foglie di coca, esercizi di respirazione e offerte di cibo sul suolo.

Tra gli offerenti, come mostrano le immagini, monsignor Jordi Bertomeu, ufficiale del Dicastero per la Dottrina della Fede e commissario pontificio per il Sodalicio, che depone le sue foglie di coca nel recipiente del «pago» con visibile raccoglimento e che, al termine del suo intervento sul caso Sodalicio, gira a faccia in giù il cartello con il suo nome ed esce dall’inquadratura.

Consubstantialem Patri

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Consubstantialem Patri. Qui l'indice delle varie formule del latino liturgico.

Consustanziale al Padre

Durante il Sermone della Montagna, Gesù dice ai suoi ascoltatori:
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un puntino della Legge passerà, finché tutto non sia compiuto. (Matteo 5, 17-18)
Uno jot è uno iota, la lettera più piccola dell'alfabeto greco, e un puntino è un minuscolo segno usato in ebraico per distinguere una lettera dall'altra. Il punto di Cristo è che Egli adempirà la Legge mosaica fin nei minimi dettagli.
Ma lo iota riemerse durante il primo Concilio ecumenico tre secoli dopo. Il Concilio di Nicea fu convocato nel 325 d.C. per stabilire cosa i cristiani credessero realmente riguardo a Gesù Cristo: era veramente Dio, o era semplicemente simile a Dio? L'intero dibattito verteva sulla iota greca (paragonabile alla nostra lettera i): Cristo era o della stessa sostanza di Dio ( homoousios ), oppure di una sostanza simile ma distinta ( homoiousios ). Dopo lunghe deliberazioni, il Concilio professò che Cristo era della stessa sostanza ( homoousios ) di Dio Padre, sancendo la propria definizione nel Credo niceno che viene recitato ogni domenica durante la Messa.

mercoledì 19 agosto 2026

Cordileone. «Il latino è la nostra lingua comune e l'eredità che ci unisce / Le restrizioni sulla Messa antiquior sono irrealistiche»

È la solita solfa dei conservatori: dicono bene ma non vanno fino in fondo. Quando non denunci la radice dell'errore, non può arrivare la soluzione. Vedi in calce nota sulla Sacrosanctum Concilium. Sulle dichiarazioni del cardinale integro due fonti: Sign of The Cross e Lifesitenews. Vengono fuori molti elementi sugli atteggiamenti che caratterizzano i conservatori sulla Messa antiquior.

«Il latino è la nostra lingua comune e l'eredità che ci unisce / Le restrizioni sulla Messa antiquior sono irrealistiche»

L'arcivescovo Salvatore Cordileone ha affermato che la restrizione imposta dal Vaticano alla Messa tradizionale in latino "non è realistica" perché l'amore dei giovani cattolici per la tradizione è "inarrestabile".
"A dire il vero, non credo sia realistico. Guardiamo alla generazione più giovane. A loro piace molto la tradizione", ha detto a Raymond Arroyo durante la trasmissione "The World Over" di EWTN.
«Apprezzano il modo più classico in cui la Chiesa celebra il culto, la Messa tradizionale», ha affermato, citando anche l'interesse per la Messa del Novus Ordo celebrata «in modo più tradizionale, con il sacerdote ad orientem, la musica sacra e grande solennità e riverenza». «Desiderano questa profonda tradizione. Li conduce in un luogo molto intimo». “È inarrestabile. È ciò che attrae i giovani e continuerà a farlo.”

L'arcivescovo di San Francisco, che la scorsa settimana Papa Leone XIV ha nominato membro della Segnatura vaticana, ha inoltre respinto le affermazioni del cardinale Arthur Roche, prefetto del Concilio Vaticano II, secondo cui Leone XIV non modificherà le restrizioni imposte da Papa Francesco al rito tradizionale, dichiarando: «Non so quanto bene conosca il pensiero del Santo Padre». «Ma credo che una cosa sia chiara a tutti: il Santo Padre vuole unire tutti. Per lui l'unità è fondamentale».

Qual è la credibilità dottrinale e l'autorità morale del cardinale Fernández?

Nella nostra traduzione dal sito del FSSPX

Qual è la credibilità dottrinale e l'autorità morale del cardinale Fernández?

Il 2 luglio 2026, il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del dicastero per la dottrina della fede, ha firmato a Écône il decreto di "scomunica" contro i vescovi consacranti e quelli consacrati il giorno precedente. È ironico vedere questo decreto firmato da un prelato che, il 27 gennaio, durante la sessione plenaria del suo dicastero, aveva invocato "umiltà intellettuale, spirituale e teologica"

In quell'occasione, ha denunciato un'«assolutizzazione della ragione stessa o di certi criteri morali che potrebbe condurre a gravi abusi». Tra gli esempi citati figuravano l'Inquisizione, le guerre mondiali e l'Olocausto.

Il 'Per evangelica dicta'

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo sul Per evengelica dicta. Vedi osservazione in nota. Qui l'indice delle varie formule del latino liturgico.

I 'Per evangelica dicta'

Durante una Messa solenne, dopo che il diacono ha terminato la lettura del Vangelo, il suddiacono porta il libro dei Vangeli al sacerdote, che lo bacia e dice sottovoce: Per evangelica dicta deleantur nostra delicta. Durante una Messa cantata o Messa bassa, il sacerdote prende il Messale tra le mani e lo bacia, recitando la stessa preghiera.

Per evangelica dicta deleantur nostra delicta è presente anche nel nuovo Messale. Nell'edizione inglese del 2011, è tradotto come:
Per mezzo delle parole del Vangelo i nostri peccati siano cancellati. [1]
La precedente traduzione ICEL aveva cambiato il senso del testo con “Possano le parole del Vangelo cancellare i nostri peccati”. [2] Il verbo passivo ( deleantur ) è stato cambiato in attivo, e le parole stesse sono diventate gli agenti diretti che cancellano i peccati piuttosto che gli strumenti con cui Dio cancella i peccati.

martedì 18 agosto 2026

Lo strano caso a favore della permanenza del cardinale Roche

Stralcio da Substack l'interessante ipotesi di Mark Lambert ripresa di seguito. Ma, intanto, è intervenuta la lettera di Leone XIV a Roche [qui], già rivelatrice del pensiero dominante in questo momento. Staremo a vedere anche in base al contenuto delle Catechesi in itinere sulla Sacrosanctum Concilium... Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

Lo strano caso a favore della permanenza del cardinale Roche

Perché la decisione di Papa Leone XIV di non promuovere l'arcivescovo Vittorio Viola potrebbe dirci di più sul futuro della Messa tradizionale in latino di quanto non potrebbe mai fare la sopravvivenza di Roche.

Come continuo a ripetere, credo che il futuro del Prefetto del Dicastero per il Culto Divino sarà estremamente indicativo per il futuro del Papato leonino. Per i cattolici legati alla liturgia tradizionale, la prospettiva che il Cardinale Arthur Roche rimanga Prefetto del DDW sarebbe devastante. Roche è diventato, forse più di ogni altra figura a Roma, il volto pubblico delle restrizioni imposte alla Messa tradizionale in latino sotto il pontificato di Papa Francesco. La sua interpretazione della Traditionis Custodes è stata implacabilmente restrittiva, i suoi commenti pubblici sulla liturgia più antica sono spesso apparsi sprezzanti nei confronti di coloro che vi sono legati, e la sua recente intervista a The Tablet conteneva la straordinaria affermazione che Papa Leone XIV "non cambierà la Traditionis Custodes" e "non tornerà al Summorum Pontificum ".

Usus Antiquior -- Lavabo

Nella nostra traduzione da Substack continua la pubblicazione delle formule del latino liturgico nelle versioni di Filemonas, che affiancano quelle di Michael Foley già pubblicate. Non sono ripetizioni; ma prezioso arricchimento, anche per i dettagliati richiami all'Antico Testamento. Qui l'indice degli articoli sulle formule del latino liturgico.

Usus Antiquior -- Lavabo
Comunque interpretiamo le azioni di Pilato, si tratta dell'atto finale prima che la Passione cruenta abbia inizio sul serio.

Ora che le offerte sono state preparate, il sacerdote si lava le mani. La prossima volta che toccherà le offerte, queste saranno effettivamente il corpo e il sangue transustanziati di Cristo, non semplicemente pane e vino benedetti. Prega e si lava la punta delle dita nel lavabo, proprio come Gesù lavò i piedi dei discepoli, per indicare che è stato completamente purificato fino alla punta delle sue estremità. Nell'Antico Testamento, Yahweh ordina a Mosè di fare una conca di bronzo subito dopo avergli ordinato di fare un altare d'oro per il sacrificio dell'incenso. Parlando di Aronne e dei suoi figli, Yahweh dice:
«Quando entrano nella tenda della testimonianza, si lavano con acqua, affinché non muoiano; oppure quando si avvicinano all'altare per officiare e offrire olocausti al Signore» (Esodo 30:20).
Nel Tempio di Gerusalemme, non solo i sacerdoti si lavavano. Anche gli uomini che entravano nel Tempio per stare nel Cortile d'Israele dovevano essere purificati ritualmente. Questo avveniva nelle grandi vasche di purificazione (mikvah) appena fuori dall'ingresso del Tempio, dove Pietro in seguito battezzò migliaia di persone a Pentecoste (Atti 2:41). In una chiesa cattolica, questa purificazione rituale avviene quando i fedeli immergono le dita nelle acquasantiere all'ingresso e si fanno il segno della croce. Con questo gesto rinnovano anche il loro battesimo.

Vescovo Schneider: Un serio impegno del Vaticano con la Fraternità Sacerdotale San Pio X segnerebbe “l’inizio della fine” del progetto modernista

Nella nostra traduzione dal Substack di Diane Montagna. Il Vescovo Schneider,  che pur non aveva taciuto, ora si esprime con la sua prima dichiarazione pubblica dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio. Il problema è che il papa – come sta già accadendo per la Liturgia – non accenna a riconoscere l'esistenza della crisi, altrimenti avrebbe accettato un minimo di confronto e di discussione.

Vescovo Schneider: Un serio impegno del Vaticano con la Fraternità Sacerdotale San Pio X segnerebbe “l’inizio della fine” del progetto modernista.

ROMA, 17 agosto 2026 — Il vescovo Athanasius Schneider ha rilasciato la sua prima dichiarazione pubblica da quando Roma ha dichiarato sei vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X scomunicati automaticamente per le consacrazioni episcopali avvenute a Écône il 1° luglio, contro la volontà di Papa Leone XIV.

Sua Eccellenza si è espresso con voce ferma nel dibattito sulle consacrazioni, e la sua reazione alle conseguenze di esse è stata attesa con particolare interesse. Nei mesi precedenti, aveva ripetutamente implorato Papa Leone XIV di concedere alla Fraternità Sacerdotale San Pio X un mandato apostolico, anziché lasciare che l'atto procedesse senza la sua approvazione, in particolare in un "Appello Fraterno" [qui e anche qui - qui] del 24 febbraio, in cui invitava il Papa ad agire come "costruttore di ponti" e metteva in guardia contro "un'ulteriore divisione all'interno della Chiesa, davvero inutile e dolorosa".

lunedì 17 agosto 2026

Il video del vescovo Schneider che denuncia l'"islamizzazione dell'Europa" diventa virale nel contesto della crisi migratoria in Spagna.

Nella nostra traduzione da Sign of the Cross. L'avvertimento del vescovo Schneider sull'islamizzazione dell'Europa sta diventando virale in seguito alla recente crisi al confine di Ceuta in Spagna, che certamente non resterà circoscritta e si ripercuoterà sull'intera Europa. La notizia è integrata con le dichiarazioni del card. Sarah.

Il video del vescovo Schneider che denuncia l'"islamizzazione dell'Europa" diventa virale nel contesto della crisi migratoria in Spagna.

Il video del vescovo Schneider che denuncia l'"islamizzazione dell'Europa" diventa virale nel contesto della crisi migratoria in Spagna.

Un video del 2025 in cui il vescovo Athanasius Schneider denunciava l'"invasione" di migranti islamici in Europa, accusandoli di distruggere il patrimonio cristiano, è riemerso sui social media dopo che decine di migliaia di migranti hanno invaso la Spagna la scorsa settimana.

Usus antiquior -- Atti di contrizione

Nella nostra traduzione da Substack, Le preghiere  all'inizio dela Messa. Importanti i richiami all'Antico Testamento e le sottolineature delle differenze col Novus Ordo. Qui l'indice degli articoli sulle formule del Latino liturgico.

Usus antiquior -- Atti di contrizione
L'Alto Sacerdote dell'Ordine di Melchisedek si prepara ad entrare nell'Infinito
Filemonas

In geometria, il cerchio è considerato un simbolo di unità, poiché tutti i poligoni (1) perfettamente regolari sono racchiusi al suo interno. Essendo privo di inizio e fine, è anche un simbolo di infinito. È un simbolo geometrico perfetto.

La Messa tradizionale è stata descritta come circolare nella sua struttura perché è una forma di culto chiusa, altamente ordinata e "perfezionata". Le stesse preghiere sono state ripetute per secoli, creando la sensazione di un cerchio di sacrificio completo e autosufficiente. La Messa ripresenta il cammino circolare della salvezza che inizia con l'Antica Alleanza all' Asperge e al Judica me, prosegue attraverso il ministero pubblico di Gesù, il suo Sacrificio sulla Croce, la Risurrezione, la Comunione, e si conclude con l'Ultimo Vangelo – il prologo del Vangelo di Giovanni, che è il più famoso inizio dopo il primo capitolo della Genesi. La ripresentazione del Sacrificio inizia di nuovo con l'offerta di un'altra Messa da parte di Melchisedec come sacerdote in persona Christi.

L'arcivescovo di Firenze riduce il cristianesimo a sociologia laica

Mentre noi ci deliziamo con gli scritti sull'Assunzione e i testi sul latino liturgico il clero diocesano mostra gli effetti della nuova chiesa sinodale.

L'arcivescovo di Firenze riduce il cristianesimo a sociologia laica

Sconvolge la disinvoltura con la quale mons. Gherardo Gambelli, Arcivescovo di Firenze, nell'omelia sull'Assunzione al Cielo di Maria, riduce il cristianesimo a sociologia laica [vedi].

La fede in Dio non è minimamente menzionata.
Nell'articolo viene riportato un sermone laico, politico, su un tema attuale: le donne vittime di violenza.

E Maria Santissima diventa simbolo di questa lotta sociale che la Chiesa, sull'esempio di Maria, deve affrontare.
Rinnovando le sue strutture interne (con le donne sacerdotesse, non detto ma evidenteme), accompagnando, educando.

Maria Santissima, in tutto questo, non viene assunta in Cielo incorrotta per il suo essere senza peccato, sposa dello Spirito Santo, madre di Dio fatto uomo, unica creatura senza peccato che soffre con Lui e offre al Padre il martirio del calvario con fede incrollabile ed esemplare, che diventa Madre della Chiesa...

Canone Romano /Infra Actionem

Conosciamo più a fondo le sublimi formule della Messa dei secoli e gli elementi che ne fanno un unicum irreformabile. Ogni semplice sfumatura è densa di significati per nulla scontati a prima vista. Non minuzie, ma patrimonio del passato, da custodire nel presente e per il futuro. Conoscerle non è ininfluente per una fede sempre più profonda e radicata. Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement oggi ci soffermiamo su Il Canone Romano /Infra actionem. Specificamente sul Canone vedi anche [qui - qui - qui]. Qui l'indice degli altri articoli sulle varie formule del latino liturgico.

Canone Romano /Infra Actionem

Per gran parte della sua storia, ciò che il Messale del 1970 chiama “Preghiera Eucaristica I” era noto come Canone Romano. Papa Vigilio (537-555) lo definì prex canonica [1]; alla fine del secolo, era semplicemente canon/canonis. “Canone” in greco significa norma o regola; le Scritture canoniche, ad esempio, sono riconosciute come norma per la rivelazione divina scritta, mentre gli scritti apocrifi non lo sono. Allo stesso modo, il Canone Romano è (o era) la norma secondo cui un sacerdote nel Rito Romano consacra l’Eucaristia. C’è, tuttavia, una differenza tra i due: mentre le parole del canone biblico non cambiano, quelle del Canone Romano sì. Esistono diverse versioni del Communicantes [qui] e dell'Hanc Igitur [qui] per determinati periodi dell'anno, i nomi del Papa in carica e dell'ordinario locale cambiano, e le intenzioni private del sacerdote per i vivi e per i morti possono variare con ogni Messa, intenzioni che le rubriche presuppongono che egli pronunci ad alta voce con la stessa voce del resto della preghiera eucaristica.

domenica 16 agosto 2026

Preghiera di Sua Santità Pio XII alla Vergine Assunta in cielo

Pio XII ha proclamato il dogma dell'Assunta nel 1950. Qui il filmato dell'evento. Qui indice degli articoli sul Pastor angelicus.

Preghiera di Sua Santità Pio XII
alla Vergine Assunta in cielo
*

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre degli uomini.
1. — Noi crediamo con tutto il fervore della nostra fede nella vostra assunzione trionfale in anima e in corpo al cielo, ove siete acclamata Regina da tutti i cori degli Angeli e da tutte le schiere dei Santi;
e noi ad essi ci uniamo per lodare e benedire il Signore, che vi ha esaltata sopra tutte le altre pure creature, e per offrirvi l'anelito della nostra devozione e del nostro amore.

2. — Noi sappiamo che il vostro sguardo, che maternamente accarezzava l'umanità umile e sofferente di Gesù in terra, si sazia in cielo alla vista della umanità gloriosa della Sapienza increata, e che la letizia dell'anima vostra nel contemplare faccia a faccia l'adorabile Trinità fa sussultare il vostro cuore di beatificante tenerezza;
e noi, poveri peccatori, noi a cui il corpo appesantisce il volo dell'anima, vi supplichiamo di purificare i nostri sensi, affinché apprendiamo, fin da quaggiù, a gustare Iddio, Iddio solo, nell'incanto delle creature.