Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 2 maggio 2026

Programma ufficiale della 15ª Peregrinatio ad Petri Sedem 2026 (23-24-25 ottobre)

Precedenti più recenti qui - qui. Gli altri, in fondo, nella colonna destra del blog (Visione web)
Deo gratias!
Il prossimo ottobre, nella Basilica di San Pietro, in occasione del 15° Pellegrinaggio a Roma Summorum Pontificum, sarà nuovamente celebrata - come lo scorso anno - la Messa tradizionale proibita sotto il precedente pontificato [vedi].
Gli organizzatori della Peregrinatio ad Petri Sedem – già Pellegrinaggio internazionale Populus Summorum Pontificum – hanno reso noto il programma ufficiale, riportato di seguito.
A breve sarà reso noto anche il programma ufficiale dell’11º Incontro Pax Liturgica che, al solito, precede l’inizio del Pellegrinaggio nella giornata di venerdì. 

clicca per ingrandire
Programma ufficiale della 15ª
Peregrinatio ad Petri Sedem 2026
(23-24-25 ottobre)

Venerdì 23 ottobre:
  • ore 9:00 – 17:00: Incontro Pax Liturgica presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum;
  • ore 18:30: Vespri pontificali nella Basilica di Santa Maria ad Martyres (Pantheon).
Sabato 24 ottobre:
  • ore 9:00: Rosario davanti alla Basilica dei Santi Celso e Giuliano in Banchi;
  • ore 10:00: processione verso la Basilica di San Pietro in Vaticano;
  • ore 12:00: Cerimonia pontificale all’Altare della Cattedra di San Pietro.
Domenica 25 ottobre:
  • ore 8:30: Messa di ringraziamento nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini;
  • ore 11:00: Messa solenne di chiusura nella Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini;
  • ore 16:30: Messa di ringraziamento nella Chiesa di Sant’Anna al Laterano

Contro la concelebrazione: il notevole intervento dell'arcivescovo Paul-Pierre Philippe OP al Concilio Vaticano II

Nella nostra traduzione da New Liturgical Movement. Uno dei Padri del Concilio Vaticano II, Paul-Pierre Philippe, OP, non era una figura minore; in seguito fu creato cardinale e nominato prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Durante il Concilio ha tenuto un intervento stimolante contro la concelebrazione, che il vescovo Schneider ha riscoperto, e che condivido oggi su NLM. Non si può dire che l'arcivescovo Philippe si sia sbagliato in alcun modo, né nella sua sinossi teologica né nella sua previsione degli effetti spirituali e liturgici della concelebrazione di routine. Leggete e vedete.

Contro la concelebrazione: il notevole intervento
dell'arcivescovo Paul-Pierre Philippe OP al Concilio Vaticano II


Immagine a lato. I vescovi Yves Ramousse e Paul Tep Im concelebrano nel monastero benedettino di Kep negli anni '70. 

Bisogna ringraziare il vescovo Athanasius Schneider per aver recuperato e reso pubblico, nel suo pregevole libro La Messa Cattolica: Passi per Ristabilire la Centralità di Dio nella Liturgia, un discorso particolarmente ben argomentato contro la concelebrazione, pronunciato dall'arcivescovo domenicano durante il dibattito sulla liturgia del Concilio Vaticano II.

È bene precisare che Paolo-Pierre Filippo non era certo una figura di secondo piano; in seguito fu creato cardinale e nominato prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

Esiste davvero una Liturgia senza problemi di dottrina e di ecclesiologia

Lettera 1363 del 27 Aprile 2026 di Paix Liturgique. Affronta le discussioni attuali. Precedente qui. Il vero problema è permettere ai fedeli di conoscere la Liturgia dei secoli. Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone.

Esiste davvero una Liturgia senza problemi di dottrina e di ecclesiologia...

La Liturgia tradizionale
Nella nostra lettera n. 1358 del 15 aprile 2026, avevamo sottolineato quanto riportato da *La Croix* in merito alle discussioni dei vescovi durante la loro ultima assemblea plenaria a Lourdes, tenutasi dal 24 al 27 marzo. Secondo il quotidiano ufficiale dell’episcopato francese, tutti concordavano nell’affermare che: «Dietro la liturgia, ci sono problemi di dottrina ed ecclesiologia».

È tuttavia necessario mettere in discussione questa constatazione degna del Maresciallo de La Palice. Se infatti i vescovi di Francia ritengono che dietro la liturgia emergano «problemi di dottrina ed ecclesiologia» (il che di per sé è già un’enormità, dato che la liturgia dovrebbe essere normalmente quel linguaggio chiaro e distinto che offre un culto a Dio senza difetti e avvicina i fedeli al Cielo con sicurezza e precisione), di quale liturgia parlano allora? Della liturgia riformata, composta in condizioni brutali e in un’ermeneutica di discontinuità? O della liturgia tradizionale, celebrata per secoli e che partecipa attivamente in tutta la Chiesa alla sua unità dottrinale, disciplinare e di preghiera?

venerdì 1 maggio 2026

Una nota su 'Roma Aeterna'

Nella nostra traduzione da The Catholic Thing 

Una nota su 'Roma Aeterna'

Roma, se non proprio la "Città Eterna", ha quasi 2800 anni e continua a crescere. L'ho conosciuta per la prima volta negli anni '70, in visita allo zio di mia moglie, un sacerdote che prestava servizio nella Congregazione per la Dottrina della Fede (ora Dicastero). Ciò che ricordo più vividamente di quei giorni è una rappresentazione serale felliniana dell'opera Aida con elefanti veri alle Terme di Caracalla, seguita da un viaggio di ritorno a casa da brividi nel traffico romano. La città allora era un mix elettrizzante di sacro e profano: un cocktail di devozione religiosa, bellezza sbalorditiva, energia sgargiante e nostalgia oppioide; strana e inebriante allo stesso tempo. La adoravo.
Nel corso degli anni vi sono tornato molte volte, sempre con lo stesso misto di sentimenti. In tutte quelle visite, l'anima cattolica viva della città ha riscattato la sua volgarità e la pornografia dei graffiti – una venerabile tradizione romana – e ha offerto una gioia pura e fresca per lo spirito, in contrasto con l'odore narcotico del passato e delle sue rovine.

Il vescovo Strickland risponde alle dichiarazioni di Leone XIV sulle «benedizioni» omosessuali

Dichiarazione del vescovo Joseph Strickland pubblicata sul suo account X. Qui l'indice dei precedenti.
Il vescovo Strickland risponde alle dichiarazioni di Leone XIV
sulle «benedizioni» omosessuali

Chiedo ancora una volta: stiamo ragionando con la mente di Cristo… o con la mente del mondo?
In risposta alle recenti osservazioni riguardanti le priorità morali e la benedizione di coloro che vivono in unioni irregolari, offro questo chiarimento per il bene dei fedeli.
La Chiesa, alla quale è stata affidata la verità del Vangelo, non può benedire il peccato. È chiamata sempre a benedire le persone – a chiamare ogni anima al pentimento, alla guarigione e alla santità – ma non deve mai agire in modo tale da suggerire l’approvazione di azioni o relazioni contrarie alla legge di Dio.
La recente enfasi sulla distinzione tra benedizioni “formali” e “informali”, come menzionata nella “Fiducia Supplicans” [qui], ha portato a una diffusa confusione tra i fedeli.

Non mi piacciono le liturgie 'attraenti'

Nella nostra traduzione da Substack.com
Non mi piacciono le liturgie 'attraenti'
La filosofia della dolcezza, con l'aiuto della Dott.ssa Sianne Ngai
Robert Keim, 26 aprile

Ultimamente abbiamo esplorato argomenti legati direttamente o indirettamente al culto religioso pubblico: la vera natura di una festa, la storia delle festività cristiane qui i banchetti nella liturgia medievale qui e le campane come strumenti liturgici qui nell'Antica e nella Nuova Alleanza. Tutte queste discussioni indicano, in un modo o nell'altro, una qualità fondamentale della liturgia, così come è stata intesa e praticata per secoli nella Chiesa occidentale e orientale. Questa qualità si rifà a concetti come bellezza, solennità, formalità, trascendenza, sublimità, ma non è equivalente a nessuno di questi. Esiste una singola parola con cui possiamo esprimere la qualità che ho in mente? Credo di sì, anche se dobbiamo accettare che sia imperfetta per il suo scopo e dobbiamo anche tenere vivi nella nostra mente i suoi vari significati. La parola è "grande". Gli atti liturgici della Chiesa erano, nel senso migliore del termine, grandi.

giovedì 30 aprile 2026

Comunicato conclusivo sul pellegrinaggio italiano Roma-Subiaco

Precedenti: Annuncio qui; Partenza: da Santa Maria Maggiore qui; Primo giorno: Genazzano, Madonna del Buon Consiglio qui; Arrivo a Subiaco, Monastero di Santa Scolastica qui; Ultima tappa: la salita al Sacro Speco di S. Benedetto, culla dell’Europa qui. Di seguito trovate immagini nuove e le osservazioni dalla Lettera 1365 di Paix Liturgique.

Comunicato conclusivo sul pellegrinaggio italiano Roma-Subiaco

Subiaco - Sacro speco
Deo gratias!
Dopo aver portato felicemente a termine il I Pellegrinaggio Nostra Signora della Cristianità-Italia, Roma-Subiaco, “Dalla culla di Betlemme alla culla dell’Europa” (24-26 aprile 2026), insieme al Cappellano, desideriamo ringraziare la Trinità Santissima largitrice di ogni benedizione, la Madre di Dio venerata con i titoli di Salus Populi Romani e Mater boni Consilii, e il Patrono principale dell’Europa San Benedetto per la protezione accordata al nostro cammino.

Ringraziamo le Autorità religiose che hanno ospitato le tappe del nostro Pellegrinaggio:
l’Eminentissimo Cardinale Arciprete della Basilica papale di S. Maria Maggiore, l’Eccellentissimo Abate dei Monasteri di Santa Scolastica e San Benedetto in Subiaco, il Reverendo Parroco-Rettore del Santuario della Madre del Buon Consiglio in Genazzano, i Reverendi Padri Mercedari di Nemi.

Grazie al Sindaco e Vice-Sindaco del Comune di Genazzano per la concessione del Patrocinio della Città e degli spazi pubblici del Castello Colonna e per l’apprezzata presenza. Grazie al Senatore On. Marco Silvestroni, al Prof. Riccardo Turrini Vita Presidente del Garante Nazionale dei Diritti delle Persone private della libertà personale e Giudice presso la Corte d’Appello della Città del Vaticano per la gradita visita.

Grazie a coloro che hanno reso nobile e bella la Sacra Liturgia, con la preparazione, il servizio e il canto.

Grazie ai Volontari che, a vario titolo, hanno contribuito alla sicurezza e al sostentamento del cammino: il servizio d’ordine e di cucina (Esselunga in primis) e di assistenza sanitaria. Grazie a tutti quelli che hanno contribuito visibilmente e invisibilmente, da vicino o da lontano, alla realizzazione dell’iniziativa con l’offerta di preghiere e donazioni.

Grazie a tutti i giovani, giovanissimi e differentemente giovani pellegrini, Sacerdoti, Seminaristi e laici italiani, francesi, spagnoli, portoghesi, inglesi, irlandesi, ungheresi, cechi, croati, argentini, messicani, brasiliani, peruviani per la loro edificante partecipazione e testimonianza di Fede.

Un grazie particolare anche ai Blog Messainlatino e Chiesa e postconcilio per la copertura mediatica dell’evento in tempo reale.
Giacomo Mollo 
Nicolò Toppi

Qui un video del Capitolo francese.
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Dalla Lettera n. 1365 di Paix Liturgique

Seguendo l'esempio di quanto avviene in altri Paesi, in particolare in Francia, Spagna e Argentina, un gruppo di laici si è riunito a Roma per organizzare un grande pellegrinaggio al ritmo della liturgia tradizionale.
Sebbene questo primo pellegrinaggio internazionale italiano non sia stato il primo di tale portata, non bisogna dimenticare che nel 2024 un gruppo della parrocchia di Verona ha aperto la strada, con una camminata che ha riunito più di 40 pellegrini alla Madonna della Corona, addossata a una rupe.
L'idea di un grande pellegrinaggio italiano è nata dopo che gli organizzatori, insieme ad altri giovani, hanno partecipato al pellegrinaggio omonimo alla Madonna della Cristianità in Spagna, da Oviedo a Covadonga. Dopo questo lungo viaggio di tre giorni, vissuto con tanti altri giovani cattolici, sulle orme degli eroi della Reconquista e benedetto dalla Santa Messa, si è deciso che questo magnifico mezzo di evangelizzazione – il cammino di fede che da millenni converte i cattolici in tutta Europa – dovesse nascere anche in Italia, e in particolare a Roma.

I giovani organizzatori, Giacomo Mollo e Nicolò Toppi, entrambi laici legati all'Usus antiquior, beneficiano del sostegno di un gruppo di giovani volontari dinamici e di numerosi sacerdoti.

Le iscrizioni per questa prima edizione furono numerose: 160 partecipanti, tra laici, seminaristi e una ventina di sacerdoti. Molti pellegrini provenivano da Roma e dal Lazio. Ma si potevano incontrare anche sardi, lombardi, veneziani, napoletani e pellegrini piemontesi e umbri. Giacomo è abruzzese e attualmente studia a Roma; il suo capitolo locale è posto sotto il patrocinio di San Camillo de Lellis. Molti altri fedeli, impossibilitati ad affrontare i 91 chilometri di cammino, si sono uniti alle Sante Messe. A giudicare dai primi riscontri, l'esperienza è stata magnifica: "Oltre alla sua perfetta riuscita, senza alcun incidente, abbiamo attraversato luoghi di grande bellezza, sia per i loro paesaggi che per il loro profondo significato spirituale per i cattolici".

Un argentino che di solito si reca in pellegrinaggio a Luján e che attualmente si trova in Europa per un viaggio di studio, racconta con orgoglio che " in patria ci è stato proibito di celebrare la messa nel santuario, ma i nostri sacerdoti stanno assumendo lo stato di guerra liturgica e celebrano nei boschi ".

Un uomo di Tolone è arrivato con Flixbus: " Stiamo camminando per Nosto Fe in Provenza, possiamo certamente farlo per i nostri amici italiani! " Per Alberto, che ha già compiuto il pellegrinaggio a Chartres, " è motivo di orgoglio fare un pellegrinaggio in Italia, e per di più sotto i nostri colori, quelli del Veneto ". È arrivato con un piccolo gruppo e tre sacerdoti della diocesi, con le talari e le stole pastorali che svolazzavano al vento.

E poi c'erano anche spagnoli – è stata Covadonga a ispirare i giovani organizzatori – oltre ad almeno due inglesi, tra cui un londinese che ha già percorso " Walsingham, Lujan, Covadonga, Fatima, ma non ancora Chartres ". Rimedierà tra due mesi.






1° Sabato del mese a Sant'Anna al Laterano

"Carissimi
Sabato prossimo è il 2 maggio, I sabato del mese.
Alle ore 15.00 Confessioni, ore 16.00 S. Messa Votiva del Cuore Immacolato di Maria.

Al termine della Messa, come da programma, alle ore 16,45
Catechismo sulle Virtù Teologali: la Carità.
In Domino"

Maggio 2026. Calendario Sante Messe antiquior a Pavia

Cari Amici, care Amiche,
si apre ormai davanti a noi il mese di maggio, che la pietà del popolo cristiano dedica in modo particolare alla venerazione per la Madre di Dio, la vergine Maria: «In questi giorni preziosi, la Madonna chiama tutti attorno a sé, perché vuole aiutare, proteggere, salvare tutti. Andiamo da lei, avviciniamoci alle chiese a lei dedicate, e soprattutto onoriamola con la serietà della vita, con la frequenza ai sacramenti, con la pratica delle virtù cristiane. In questi giorni, mostriamoci figli devoti della nostra Madre celeste: così potremo sperimentare l'efficacia della sua protezione» (p. Alfonso Muzzarelli). In questo mese le nostre celebrazioni saranno nelle seguenti date:
A tutti un cordiale saluto nel Signore,

Ordinario della Santa Messa.pdf

Il Vaticano si prepara alle conseguenze delle consacrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Nella nostra traduzione da Substack,com di Diane Montagna. Il Dicastero per la Dottrina della Fede si sarebbe detto "preoccupato per la cura pastorale" del clero che lascerà la Fraternità Sacerdotale San Pio X dopo le consacrazioni episcopali del 1° luglio.

Il Vaticano si prepara alle conseguenze delle
consacrazioni della Fraternità Sacerdotale San Pio X.


CITTÀ DEL VATICANO, 29 aprile 2026 — Il cardinale Victor Manuel Fernández ha preparato una dichiarazione di scisma nel caso in cui la Fraternità Sacerdotale San Pio X procedesse con le consacrazioni episcopali a Écône il 1° luglio. Il Vaticano sta inoltre predisponendo misure pastorali per accogliere coloro che dovessero lasciare la Fraternità dopo l'ordinazione di nuovi vescovi senza l'autorizzazione papale.

È quanto riporta il giornalista italiano Nico Spuntoni. Le sue dichiarazioni giungono in un contesto di indiscrezioni online su chi, precisamente, sarà soggetto al decreto predisposto dal Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede.

IN NOME DI ALLAH, il Clemente, il Misericordioso. VOTA PD.

Qualcuno dovrebbe avvisare il papa... Qui l'indice degli articoli sul filo-islamismo. Di seguito trovate un nutrito aggiornamento.
In nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso. Vota PD.

Non è satira. Non è un esperimento sociale. È un volantino elettorale. Stampato, distribuito e pubblicato sui social da due candidati bengalesi del Partito democratico di Marghera, per le comunali veneziane del 24 e 25 maggio 2026.

L'invocazione ad Allah in apertura. Il saluto islamico subito dopo. Il testo in bengalese. L'italiano ridotto a tre parole: "Vota PD" e "Municipalità". I candidati si chiamano Ardul e Sumiya Begum. Lei in hijab. L'obiettivo dichiarato: la moschea a Mestre.

Il Partito Democratico non solo li ha candidati e presentati dal palco del teatro Dante di Mestre. Li ha pure difesi. "Tradurre un volantino significa voler parlare con tutti", ha risposto la sezione di Marghera a chi protestava. Come se aprire un volantino elettorale con "Nel nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso" fosse una traduzione e non una professione di fede.

mercoledì 29 aprile 2026

Novena alla Madonna del Rosario di Pompei

Qui la supplica per l'8 maggio.
(Fino all'8 maggio)
Novena alla Madonna del Rosario di Pompei

O Santa Caterina da Siena, mia protettrice e maestra, assistimi e degnati di unirti a me in questa novena alla Regina del Rosario, che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei; per la tua intercessione fa' che io ottenga la desiderata grazia. Amen.

"Deus, in adiutórium meum inténde"
"O Dio vieni a salvarmi"
"Domine, ad adiuvándum me festína"
"Signore vieni presto in mio aiuto"

Gloria e Salve Regina

1. O Vergine Immacolata, Regina del Rosario, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull'antica terra di Pompei. Da quel luogo dov'erano adorati idoli e demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi i tesori delle celesti misericordie. Da quel trono, o Vergine pietosa, rivolgi, o Madre, sopra di me gli occhi tuoi ed abbi pietà: ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mostrati a me come a tanti altri vera Madre di misericordia: "Monstra te esse Matrem"; mentre con tutto il cuore Ti saluto e Ti invoco mia Sovrana e Regina.
Salve, o Regina...

Dichiarazione pastorale sugli eventi recenti nella Basilica di San Pietro e sull'integrità del sacerdozio

Nella nostra traduzione da Pillars of faith . Qui l'indice dei precedenti. 
Dichiarazione pastorale sugli eventi recenti nella Basilica di San Pietro e sull'integrità del sacerdozio

Sono circolate immagini e resoconti che mostrano una donna anglicana "vescova" mentre impartisce una benedizione all'interno della Basilica di San Pietro. Per molti fedeli, questo non è stato un momento di unità, ma fonte di profonda confusione e dolore.

In quanto successore degli Apostoli, ho il dovere di parlare non con asprezza, ma con una chiarezza che nasce dalla carità.

Il sacerdozio cattolico non è una creazione umana. È un dono divino istituito da Nostro Signore Gesù Cristo, affidato alla Chiesa e custodito nei secoli con fedeltà e sacrificio. Il sacerdote, mediante l'ordinazione sacramentale, si configura a Cristo in modo unico e insostituibile, agendo in persona Christi Capitis, specialmente nell'offerta del Santo Sacrificio della Messa.

In illo tempore: Terza domenica dopo Pasqua

Nella nostra traduzione da OnePeterFive la consueta meditazione di P. John Zuhlsdorf che ogni settimana ci consente di approfondire i tesori di grazia ricevuti nella celebrazione domenicale qui.
In illo tempore: Terza domenica dopo Pasqua

La terza domenica dopo Pasqua, nel Vetus Ordo, ci introduce in quella peculiare esperienza cristiana di vivere tra il dono e il compimento, tra la consolazione ricordata e la consumazione promessa, tra la gioia pasquale già data e la gioia più grande che ancora si protende verso l’Ascensione e la Pentecoste. L’intero formulario ha una qualità tesa. Attesa. Movimento. Si avverte quella legge familiare delle conclusioni, motus in fine velocior, quell’accelerazione che si produce quando una realtà si avvicina al suo termine assegnato. In questi giorni la Chiesa sembra raccogliersi e muoversi con maggiore rapidità verso il compimento di ciò che il Signore ha messo in moto nella Sua Passione, Risurrezione, Ascensione e nell’invio dello Spirito Santo.

Vescovo Strickland: "La Chiesa Cattolica è molto chiara: il sionismo non è un'idea cristiana"

Nella nostra traduzione da Lifesitenews. Qui l'indice dei precedenti. 
Vescovo Strickland: "La Chiesa Cattolica è molto chiara:
il sionismo non è un'idea cristiana"


Il vescovo Joseph Strickland ha dichiarato a Tucker Carlson in un'intervista pubblicata il 30 marzo che la morte di civili a Gaza costituisce "un olocausto del nostro tempo".

Quando Carlson gli ha chiesto perché si fosse espresso sull'espulsione di Carrie Prejean Boller dalla Commissione per la Libertà Religiosa del Presidente Trump [vedi], Strickland ha risposto di essersi sentito in dovere di denunciare quello che considerava un trattamento ingiusto nei confronti della Boller, dopo essere stato sollecitato a farlo dalla stessa Boller.

All'inizio di questo mese, Boller è stata rimossa dalla Commissione per la Libertà Religiosa per aver presumibilmente tentato di "dirottare un'udienza" per i propri "promozioni personali e politiche su qualsiasi argomento", dopo aver ingaggiato un acceso dibattito con i relatori sul sionismo, da lei dichiarato incompatibile con la dottrina cattolica. Boller aveva anche sfidato i relatori a condannare la condotta di Israele nella guerra contro Hamas a Gaza.

Solo i laici sono in grado di presentare il mondo tradizionale a Papa Leone

Nella nostra traduzione da Rorate caeli. Del rischio di un deprecabile "ibrido", di cui alla seconda lettera, abbiamo parlato più volte nel corso degli anni... Qui l'indice degli articoli sulla liturgia ai tempi di Leone. 

Solo i laici sono in grado di presentare il mondo tradizionale a Papa Leone

Solo i laici sono in grado di presentare il mondo tradizionale a Papa Leone; e ciò che chiediamo è la liturgia tradizionale in ogni parrocchia.

Le seguenti due lettere (n. 1307 e n. 1354) di Paix Liturgique sono state pubblicate il 20 novembre 2025 e il 9 aprile 2026. Vale la pena dar loro maggiore diffusione, soprattutto alla luce della proposta oltraggiosa dell'abate di Solesmes.

Lettera n. 1307

Dato che la religione musulmana si è diffusa esponenzialmente in Francia, è evidente che la Repubblica francese sta incontrando grandi difficoltà nello stabilire uno spazio costruttivo di dialogo con l'Islam. Diverse iniziative, sotto la guida di Sarkozy, Hollande e Macron, si sono concluse con fallimenti più o meno clamorosi. Naturalmente, la complessità organizzativa dell'Islam ha giocato un ruolo in questo esito. Di fatto, fino ad ora, uno dei principali ostacoli alla realizzazione di un consiglio realmente rappresentativo per i musulmani in Francia risiede proprio nella sua mancanza di rappresentatività. Quale autorità può avere un Consiglio francese del culto musulmano o un proposto Comitato nazionale degli imam se nessuno dei due gode di una legittimità riconosciuta dalla maggioranza dei fedeli musulmani francesi?

martedì 28 aprile 2026

1° pellegrinaggio tradizionale Roma-Subiaco /Ultima tappa: la salita al Sacro Speco di S. Benedetto, culla dell’Europa 

Precedenti: Annuncio qui; Partenza: da Santa Maria Maggiore qui; Primo giorno: Genazzano, Madonna del Buon Consiglio qui; Arrivo a Subiaco, Monastero di Santa Scolastica qui.

1° pellegrinaggio tradizionale Roma-Subiaco /Ultima tappa: la salita al Sacro Speco di S. Benedetto, culla dell’Europa 

Dopo la celebrazione nella chiesa del Monastero di S. Scolastica, i pellegrini si sono recati al Sacro Specco, un luogo di meditazione e preghiera. Nella grotta, hanno offerto le loro suppliche e ringraziamenti, ricevendo la benedizione finale, simbolo di un nuovo inizio spirituale.
Con il cuore colmo di gratitudine, i pellegrini hanno dato appuntamento per il prossimo anno, pronti a ripetere questa meravigliosa esperienza di fede.
La prima immagine, tra quelle di seguito, è del Capitolo di Covadonga. Le altre sono riprese da MiL.
ARRIVEDERCI AL 2027!

Mons. Viganò. Felix cœli Porta /Omelia nella Benedizione della Cappella privata intitolata a Maria Santissima “Janua Cœli”

Qui l'indice degli interventi precedenti e correlati.
Mons. Carlo Maria Viganò
Felix cœli Porta
Omelia nella Benedizione della Cappella privata
intitolata a Maria Santissima “Janua Cœli


Amen, amen, dico vobis:quia plorabitis et flebitis vos,
mundus autem gaudebit:vos autem contristabimini,
sed tristitia vestra vertetur in gaudium.
Gv 16, 20
È per me motivo di grande gioia poter essere qui con voi, in un’occasione speciale e molto intima, quasi clandestina. Come i Cattolici inglesi ai tempi del puritano Cromwell o i Vandeani al tempo della Rivoluzione francese, anche noi siamo costretti a organizzare cappelle e oratori di fortuna, mentre le nostre belle chiese — le stupende chiese del Veneto! — ci sono proibite. E come i Cattolici inglesi o i Vandeani, nemmeno noi abbiamo cambiato nulla della nostra Fede, del nostro modo di pregare, della nostra fedeltà alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana e al Papato. Sono invece coloro che ci accusano di scisma e ci scomunicano ad aver introdotto errori – che i Papi hanno sempre condannato – e deviazioni, che sono riusciti ad imporre in sessant’anni di martellante indottrinamento.

Perché tanti temono la rinascita cattolica?

Perché tanti temono la rinascita cattolica?

Mentre cresce il numero dei battesimi di adulti, molti cattolici gioiscono alla prospettiva di quello che viene definito un silenzioso risveglio. È motivo di grande speranza vedere così tanti giovani desiderosi di approfondire la fede.

È anche motivo di grande mistero. Molti vescovi si sono dichiarati stupiti e perplessi dall’ondata di nuovi convertiti che hanno affollato le loro chiese questa Pasqua. Ciò non rientrava in nessun programma di nuova evangelizzazione. Nessuno sembra avere una spiegazione del perché il cattolicesimo, in particolare il cattolicesimo tradizionale, sia improvvisamente diventato popolare tra la Generazione Z.

“La campana è il rintocco del silenzio”

Nella nostra traduzione da Substack.com
“La campana è il rintocco del silenzio”

il suono delle campane e lo splendore della Pasqua
Robert Keim, 21 aprile
Dolcezza, pace, gioia, amore e beatitudine,
Manna esaltata, gioia dei migliori,
Il paradiso nell'ordinario, l'uomo ben vestito,
La Via Lattea, l'uccello del Paradiso,
Si udirono le campane della chiesa oltre le stelle, il sangue dell'anima,
La terra delle spezie; qualcosa di comprensibile ricevuto.
—tratto da “Preghiera”, di George Herbert (morto nel 1633)
Sebbene le campane siano presenti nella liturgia cattolica durante tutto il ciclo annuale di feste e digiuni, hanno un rapporto speciale con la Resurrezione: è solo nei giorni immediatamente precedenti la Pasqua che le campane d'altare sono formalmente proibite. Il suono aspro e stridente del loro sostituto – un batacchio di legno noto come crotalo – è un elemento indimenticabile delle cerimonie del Triduo di rito romano. Evoca lo stato tetro e dissonante di un mondo che ha scelto Barabba al posto del divino Musicista, e assicura che il ritorno del dolce suono delle campane il Sabato Santo annuncerà la dolcezza della festa delle feste.

lunedì 27 aprile 2026

Ultimo Giorno del Pellegrinaggio verso Subiaco

Precedenti: annuncio qui; partenza qui; primo giorno qui.
Ultimo Giorno del Pellegrinaggio verso Subiaco

Oggi, il terzo e ultimo giorno del nostro pellegrinaggio verso Subiaco. Dopo una colazione frugale, abbiamo lasciato le nostre preghiere ai piedi della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano, confortati dalla sua materna protezione. La strada si è rivelata impegnativa, con salite che ci hanno messo alla prova, ma immersi in paesaggi meravigliosi. Finalmente, dopo un cammino che ci ha portato attraverso le rovine della Villa di Nerone, abbiamo raggiunto il monastero di Santa Scolastica, fondato da San Benedetto. Questo luogo sacro, testimone di una vita monastica ininterrotta per 1500 anni, ci ha accolto con la sua spiritualità unica. L''ultima immagine mostra la celebrazione della Santa Messa solenne nel Monastero. (Da MiL)

Elogio dell'irregolarità

Stralcio da Pelican+ di una recente riflessione di Peter Kwasniewski sulle letture. Precedente più esaustivo dello stesso autore sul confronto tra il lezionario del rito antico e quello del Novus Ordo qui.

Elogio dell'irregolarità

Perché condivido una mappa topografica 3D degli Stati Uniti?

È la metafora che mi è venuta in mente mentre riflettevo sul modo in cui le letture dell'antica liturgia variano nel corso dell'anno.

Gran parte degli Stati Uniti è relativamente pianeggiante, ma nell'ovest si trovano imponenti catene montuose che sembrano ergersi improvvisamente maestose.

Analogamente, nel rito antico, la maggior parte dei giorni prevede due letture piuttosto brevi, un'Epistola e un Vangelo. Ma nelle Quattro Tempora, quattro volte all'anno, si leggono più letture, a volte una serie continua. Durante la Settimana Santa si leggono tutti e quattro i racconti della Passione: Matteo la Domenica delle Palme, Marco il Martedì Santo, Luca il Mercoledì Santo e Giovanni il Venerdì Santo. Il mercoledì della quarta settimana di Quaresima e di nuovo il mercoledì della Settimana Santa si leggono due Epistole. Nella tradizionale Veglia Pasquale si leggono dodici profezie. A volte le letture del lezionario antico sono molto, molto lunghe, altre volte consistono solo in uno o due versetti.

Sull'uso della lingua latina e sui suoi significati

Nella nostra traduzione da OnePeterFive. Riflessione interessante che non dice cose per noi nuove; ma giova riprenderle per chi ci legge solo ora.  Noto che è fondata sulla Veterum Sapientia, tuttavia ben presto superata dal fatidico concilio (vedi nota aggiunta). Chi è interessato potrà trovare molti approfondimenti in questo indice degli articoli sul latino. 

Sull'uso della lingua latina e sui suoi significati

L'emarginazione del latino nel mondo cattolico non è un fenomeno recente. Nonostante la costituzione Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II affermasse che «l'uso della lingua latina deve essere conservato nei riti latini» (art. 36, §1), di fatto il latino è stato eliminato. Ciò è avvenuto principalmente con l'abbandono del latino come lingua di studio nelle università cattoliche, dove un tempo corsi, master e dottorati si tenevano nella lingua di San Girolamo. Sottolineo che per uso della lingua latina non intendo solo la lettura durante le celebrazioni religiose, ma il suo pieno utilizzo e un buon livello di competenza: lettura, conversazione e scrittura. Un tale livello di conoscenza della lingua latina è oggi un'eccezione tra il clero cattolico, non – come un tempo – la regola.

Lettera al Santo Padre di un cattolico della Fraternità Sacerdotale San Pio X

Nella nostra traduzione da Crisis Magazine. Il capolavoro di una lettera al papa di Kennedy Hall. Da leggere per capire, sia intellettualmente che visceralmente, perché la FSSPX è nata e continua ad esistere. Credo che prima che qualcuno possa avere il diritto di criticare o accusare, dovrebbe dimostrare di capire. Il che manca in molti commenti "conservatori" e, spesso, anche "tradizionalisti".

Lettera al Santo Padre
da un cattolico della Fraternità Sacerdotale San Pio X


Santità,
Devo confessare di non aver mai scritto una lettera al Papa prima d'ora, e le chiedo scusa se non rispetto le formule di cortesia. Le assicuro che si tratta di innocente ignoranza, non di malizia.

Innanzitutto, desidero ringraziarla per aver accettato la chiamata al soglio pontificio. Non è un ruolo che desidererei per me stesso. È la carica più importante al mondo, umanamente parlando, la posizione di autorità più rilevante di tutta la storia umana. Non esiste carica più elevata, né maggiore dignità, né posizione che un uomo possa ricoprire che dimostri in modo più potente l'autorità di Cristo nostro Re sulla terra.

domenica 26 aprile 2026

Primo Pellegrinaggio tradizionale da Roma a Subiaco / 2° giorno

Primo Pellegrinaggio tradizionale da Roma a Subiaco / 2° giorno
verso la Madonna del Buon Consiglio

Partito ieri (qui), all’alba il Pellegrinaggio (annunciato qui) riprende tra gli ombreggianti e freschi boschi del Monte Cavo, alla volta di Valmontone. I rovi che hanno invaso i sentieri, dopo le abbondanti piogge primaverili, non hanno scoraggiato i pellegrini che grazie all’intrepida azione degli organizzatori hanno ritrovato il varco.
Ormai il Santuario della Madre del Buon Consiglio di Genazzano non è lontano (proprio nel giorno della sua festa liturgica).
Di seguito trovate le immagini più belle riprese da Mil

Una ferita che non può essere ignorata

Segnalazione dei lettori che condivido.
Una ferita che non può essere ignorata

Sapevamo che papa Leone l'avrebbe ricevuta in questi giorni [vedi]. Avverrà domani, lunedì, e già si tratta di una incongruenza. Ma non avremmo mai immaginato di vedere questa immagine proprio davanti alla tomba di San Pietro.

Dalla Basilica Vaticana, uno degli spazi più sacri per la fede cattolica, sono state diffuse immagini che hanno generato profonda inquietudine tra i fedeli.
La protagonista: Sarah Mullally, vescovessa anglicana.

Come pubblicato sul sito ufficiale dell'Arcivescovo di Canterbury, è osservato che compie una benedizione partecipando ad atti di carattere liturgico proprio davanti al luogo dove riposa il primo Papa.

E qui sorge una ferita che non può essere ignorata.
La Chiesa Cattolica insegna chiaramente che al di fuori della successione apostolica valida non esiste la piena autorità sacramentale. Non è una questione di rifiuto personale... ma di fedeltà a ciò che Cristo ha istituito.

Terza Domenica dopo Pasqua (Iubiláte Deo)

Meditiamo i tesori della nostra fede seguendo l'anno liturgico. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi (Gv, 14). Qui trovate l'Ordinario e qui il proprio della Santa Messa.

Terza Domenica dopo Pasqua
Iubiláte Deo, omnis terra, psalmum
dícite nómini eius, date glóriam laudi eius, allelúia.
Acclamate al Signore da tutta la terra, cantate un inno al suo nome, rendetegli gloria, elevate la lode. Alleluia.

La dignità del popolo Cristiano
Ancora un poco e non mi vedrete;
e un altro poco e mi vedrete;
perché vado al Padre
Niente di più grande, di più alto sulla terra che i Principi della Santa Chiesa, che i Pastori stabiliti dal Figlio di Dio, e di cui la successione durerà tanto quanto il mondo; ma non crediamo che i sudditi di questo immenso impero, che si chiama la Chiesa, non abbiano anche la loro magnanima dignità. Il popolo Cristiano, in seno al quale si confondono in completa uguaglianza, sia un Principe che un semplice privato, sovrasta in luce e valore morale di tutto il resto dell’umanità. Ovunque esso si estende, penetra la vera civilizzazione; poiché ovunque porta l’esatta nozione di Dio e del fine soprannaturale dell’uomo. Avanti a Lui arretra la barbarie, si cancellano le istituzioni pagane, per quanto antiche possano essere; un giorno vide anche la civiltà Greca e Romana rendergli le armi; e il diritto cristiano, scaturito dal Vangelo, sostituirsi da se stesso a quello dei Gentili. Numerosi fatti hanno dimostrato la superiorità che il battesimo imprime alla stirpe Cristiana; poiché non sarebbe ragionevole pretendere di trovare altrove la ragione principale di questa superiorità nella nostra civiltà, la quale non è stata che la conseguenza del battesimo.

sabato 25 aprile 2026

Inizia oggi il Primo Pellegrinaggio tradizionale da Roma a Subiaco

Inizia oggi il Primo Pellegrinaggio tradizionale da Roma a Subiaco, Nostra Signora della Cristianità Italia, annunciato qui, con la Messa in Santa Maria Maggiore.
L’idea del pellegrinaggio è nata dopo che, insieme ad altri giovani, il Capitolo italiano Salus Populi fidelis — nato nell'ambito del gruppo giovani che frequentano la Santa Messa antiquior di Sant'Anna al Laterano — ha partecipato all’omonimo pellegrinaggio di NSC-España, da Oviedo a Covadonga [qui e precedenti]. 
Dopo quel lungo cammino di tre giorni, vissuto insieme a tanti altri giovani cattolici tradizionali, sulle orme degli eroi della Reconquista e benedetti dalla Santa Messa antica, hanno deciso che quel bellissimo modo di evangelizzazione — il cammino di fede, che per millenni ha convertito i cattolici di tutta Europa — dovesse nascere anche in Italia, e in particolare a Roma. 
Nell'immagine a lato uno scorcio dei pellegrini. 
Di seguito due immagini dell'avvio della prima tappa, precedute da quella della Processione iniziale della Messa in Santa Maria Maggiore. 
Da Santa Maria Maggiore, i pellegrini percorreranno l'Appia Antica, attraverseranno Castel Gandolfo, tornato residenza storica dei papi, e Nemi; quindi raggiungeranno Genazzano dove saluteranno la Madonna del Buon Consiglio, alla quale sono devoti molti cattolici, tra cui gli Agostiniani ed in particolar modo il Santo Padre Leone XIV. Infine, giungeranno al Sacro Speco di San Benedetto, a Subiaco.

25 Aprile - San Marco, Evangelista / La litania maggiore

La Litania maggiore è chiamata così per distinguerla dalle Litanie minori, o processioni delle Rogazioni, istituite nella Gallia nel V secolo. Il formulario delle così dette Rogazioni [qui - qui], prima dell'ultima riforma liturgica era contenuto nei Rituali e, per quanto riguarda i canti relativi ala celebrazione, nel Liber Usualis dove il rimando era sempre alla pagina "In Litaniis majoribus et minoribus" e alla "Missa de Rogationibus". L'ultima riforma liturgica ha pubblicato il Rituale in volumi separati e nel De Benedictionibus (la cui editio typica del 1984, approvata da Giovanni Paolo II e giunta nel 2013 alla sua terza ristampa) non c'è traccia delle Rogazioni.

25 Aprile - San Marco, Evangelista

Il Leone evangelico, che vigila avanti al trono di Dio, insieme all'Uomo, al Bue, e all'Aquila, viene oggi festeggiato dalla santa Chiesa. È il giorno che vide Marco salire dalla terra al cielo, con la fronte cinta dalla duplice aureola dell'Evangelista e del Martire.

L'evangelista.
Come i quattro profeti maggiori - Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele - riassumono in sé il ministero profetico in Israele, così Dio voleva che la nuova alleanza riposasse su quattro testi degni di venerazione, destinati a rivelare al mondo la vita e la dottrina del suo Figliolo incarnato. Marco è discepolo di Pietro. Il suo Vangelo è stato scritto a Roma, sotto l'ispirazione del Principe degli Apostoli. Quello di Matteo era già in uso nella Chiesa; ma i fedeli di Roma desideravano che vi fosse aggiunta la narrazione personale dell'Apostolo. Pietro non intese scriverlo di proprio pugno, ma ordinò al suo discepolo di prendere la penna; e lo Spirito Santo condusse la mano del nuovo Evangelista. Marco si attiene alla narrazione di Matteo; l'abbrevia e, nello stesso tempo, la completa. Una parola, un cenno che ne sviluppi i fatti, attestano, ad ogni pagina, che Pietro, testimone e uditore di tutto, ispirò il lavoro del discepolo. Ma il nuovo Evangelista passerà sotto silenzio, o cercherà di attenuare la colpa del suo Maestro? Ben lungi da ciò, il Vangelo di Marco sarà più duro di quelle di Matteo nel raccontare il rinnegamento dì Pietro. Vi si sente che le amare lacrime, provocate dallo sguardo di Gesù nella casa di Caifa, non avevano cessato di sgorgare. Quando il lavoro di Marco fu compiuto, Pietro lo riconobbe giusto e l'approvò, le Chiese accolsero con gioia questa seconda narrazione dei misteri svoltisi per la salvezza del mondo ed il nome di Marco divenne celebre per tutta la terra [1].

Sul 25 aprile, oggi, festa della "Liberazione".

Precedenti qui - qui - qui.
Sul 25 aprile, oggi, festa della "Liberazione"

Dalla sezione Lettere al direttore de il Giornale, che allora si chiamava Giornale Nuovo, breve lettera di un militare italiano prigioniero in Germania, da poco liberato dagli inglesi, pubblicata il 30 maggio 1980. 
"Caro direttore,
ricordo i primi giorni di maggio del 1945 : da poco eravamo stati liberati, a Fallinghostel, dalla 6a Brigata corazzata inglese. Un giorno, con un altro collega, mi reco in un lager vicino al nostro, dimora di militari francesi, belgi e polacchi, perché ci dissero che in una bacheca trovavasi esposta una copia del 'Times' (mi pare) che riportava la fotografia della "macelleria" di PIazzale Loreto.
Nel vedere tale fotografia, restammo inorriditi per tanta ferocia e sommessamente commentavamo il triste episodio; un ufficiale polacco che trovavasi alle nostre spalle ci disse in perfetto italiano : "Italiani, vi siete macchiati di un delitto che la Storia mai vi perdonerà"! Ammutolimmo".
Lettera firmata, da Padova. L 'infame episodio fece un'enorme impressione in tutto il mondo, assai negativa per l'Italia.

Papa Leone: un approccio latino alla Messa tradizionale?

Nella nostra traduzione da Pillar Catholic. Qui l'indice degli articoli sulla Liturgia ai tempi di Leone. 

Papa Leone: un approccio latino alla Messa tradizionale?

Durante il periodo coloniale in America Latina, i funzionari che ricevevano dalla Spagna ordini impossibili o semplicemente sgraditi avevano un detto: "Se acata pero no se cumple".

«Ne prendiamo atto», recita la frase, «ma non applichiamo le sanzioni».

In altre parole, sebbene tali ordini provenienti dalla Spagna rimanessero tecnicamente in vigore, gli scambi commerciali oltreoceano continuavano come di consueto. E ben oltre il periodo in cui la corona spagnola aveva acquisito autorità in America Latina, il termine persistette.

Una vecchia foto che ci parla

Riprendo da Duc in altum qui. Forte, purtroppo, l'analogia con lo schieramento a sinistra di Bergoglio ed i suoi evidenti legami con la teologia della liberazione.

Una vecchia foto che ci parla

La vecchia fotografia del ventottenne Robert Prevost che nel 1983 marcia a Comiso, in Sicilia, per protestare assieme ai pacifisti – chiamati a raccolta dal Partito comunista – contro l’installazione dei missili Cruise merita qualche riflessione.

Ho sentito dire: all’epoca i giovani erano così. Non è vero. All’epoca il sottoscritto aveva venticinque anni, era ferocemente anticomunista, faceva il tifo per gli operai polacchi di Solidarność ed era politicamente innamorato di Reagan e Margaret Thatcher. Il giovane Prevost invece andava in piazza con il Pci.