Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 17 gennaio 2026

La liturgia ai tempi di Leone

La liturgia ai tempi di Leone/ Primo Concistoro
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16 commenti:

Anonimo ha detto...

È teorico de sinistra, quei teorici che si capivano tra loro, a stento. È scollato dal suo parlare ed agire, da solo si è creato il personaggio 'Papa'. Personalmente mi sembra che reciti per fare una seria figura ...forse non è entrato ancora nel suo ruolo, forse il papato era lontano mille miglia da ogni suo presagio, forse l'hanno messo in mezzo e non è stato capace di dire: no, grazie! Forse ha studiato il CVII e non la Storia della Chiesa. Non so. Mi sembra che lui sia infelice e noi pure. Possibile che in tutta la sua vita sacerdotale non abbia avvertito e sondato il malessere della Chiesa? Ma anche in America, nord e sud, se ne sarà parlato.Non capisco . Eppoi perché scegliere il nome Leone ... a meno che non gli abbiano anche imposto il nome. Non so. Spero di non scrivere più su questo tema.

Osservatorio finito ha detto...

Con questa continua insistenza sul Messale di Pio V avete davvero stancato: diventate noiosi e finite per rendere quel messale persino odioso. Possibile che non riusciate a capire che il Messale di Pio V non può coesistere con quello di Paolo VI, semplicemente perché la Chiesa ha scelto di riformarlo? Se lo ha riformato è perché non lo riteneva più adeguato.
Il Concilio Vaticano II non ha mai previsto la coesistenza di due forme del rito romano: sarebbe impossibile, sbagliato e fonte di caos, confusione e divisione. Il Messale di Pio V è in evidente antitesi con il Vaticano II. Come potete pensare che nella Chiesa postconciliare possano convivere due forme dello stesso rito, quando una è stata riformata proprio per sostituire l’altra? Il Messale di Pio V non può trovare posto nella Chiesa dopo il Concilio, perché il Vaticano II ha scelto la riforma, non la coesistenza. L’unica strada, dunque, è prendere atto che il rito di Pio V è ormai superato. Sinceramente non capisco cosa ci troviate di così irrinunciabile. Il canto gregoriano? Si può celebrare anche nella liturgia riformata. Che cosa vi dà, concretamente, questo rito? Io non ci trovo nulla di piacevole: lo percepisco freddo, poco coinvolgente, e facilmente capace di far sentire esclusi.
Per questo sono convinto che Papa Leone XIV non cambierà nulla, e farà bene: introdurre eccezioni o ritorni al passato spaccherebbe ancora di più la Chiesa. Basta con questa idolatria per un messale che la Chiesa ha riformato proprio per andare avanti.

Anonimo ha detto...

Cari tradizionalisti vorrei farvi riflettere che con il Concilio Vaticano II la Chiesa ha avviato una riflessione profonda sulla propria identità. Non si è trattato di negare o condannare la visione tridentina, ma di andare oltre, di approfondire la propria natura alla luce della Tradizione viva. Prima di essere una “società perfetta” rigidamente strutturata, la Chiesa è mistero di comunione, Popolo di Dio convocato e guidato dallo Spirito.Questa consapevolezza ha permesso alla Chiesa di progredire nella comprensione di sé stessa. Per questo motivo insistere oggi sul Messale di Pio V significa ancorarsi a una visione ecclesiologica precedente, che non corrisponde più alla maturazione teologica ed ecclesiale espressa dal Vaticano II. Come si può celebrare un rito che nasce in un contesto polemico e antiprotestante, quando il Concilio ci chiede invece di dialogare, avvicinarci, riconoscerci fratelli e sorelle? La divisione tra cristiani è uno scandalo per il mondo, e non possiamo attribuirne la responsabilità solo agli altri.Lo Spirito Santo guida la Chiesa non per mantenerla immobile né per alimentare un conflitto permanente con il mondo moderno, ma per condurla a una testimonianza più credibile del Vangelo. Come possiamo evangelizzare se ci poniamo in atteggiamento di guerra verso la realtà che siamo chiamati a servire?Il rito di Pio V ha avuto una sua ragione storica, legata a un preciso momento della vita ecclesiale. Oggi quella ragione è venuta meno. Continuare a insistere sul suo uso ordinario significa non riconoscere il cammino compiuto dalla Chiesa e rischia di contraddire la natura piu profonda della Chiesa.Per questo è necessario lasciarlo al suo posto: una testimonianza del passato, non la forma ordinaria della liturgia di una Chiesa che vuole parlare al mondo di oggi.Purtrooppo ci sono membri del clero che da questo orecchio non vogliono ascoltare e soffianosul fuoco della polemica alimentando questa assurda lotta nella Chiesa.

Anonimo ha detto...

Noi europei siamo ricchi di vestigia del passato che ancora oggi ci insegnano, anzi son proprio gli esempi e/o le fondamenta che ci hanno permesso e ci permettono di essere, nei casi migliori, capaci di pensare, scrivere, costruire, curare, coltivare, educare. Il passato ci ha consentito di vivere nel presente e di migliorare il futuro quando abbiamo zappato a dovere il passato. Nello specifico dell'anima,come lei saprà, i cambiamenti sono lentissimi o non sono affatto.Ultimamente i vari Catechismi vaticansecondisti hanno chiamato il percorso catechistico 'iniziazione cristiana' forse senza sapere che anche le iniziazioni religiose e/o occulte hanno regole ferree che non cambiano, in quanto per diventare iniziato il percorso 'serio' è uno.
Perché il percorso è uno, perché salendo nel mondo spirituale si incontrano non solo le tentazioni, che superate irrobustiscono, ma anche entità che angeliche non sono. Per cercare di capire come stanno le cose in ambito Cattolico, la Messa è essenziale dal punto di vista spirituale, non è spettacolo, non è raduno sociale, non è neanche preghiera comune, è insegnamento e mistero. E qui è bene spendere parole chiare sul mistero a cui sarebbe bene aggiungere mistero Santo vissuto nel rispetto assoluto cioè nella adorazione. Ognuna delle parole usate per caratterizzare il Mistero che accade nella Messa Cattolica richiederebbe una vita santa per essere adeguatamente spiegate e comprese. A dir poco ed a dir bene la Messa non dovrebbe mai eppoi mai essere variata, cambiata, men che meno aggiornata. La Messa Cattolica non riguarda la riunione di uomini, riguarda prima di tutto e di tutti la presenza del Signore Gesù Cristo. Gli uomini pasticciano sempre ed assai, lei si chieda perché esistono tante edizioni della Bibbia, perché ognuno ne fa la propria traduzione. E così spesso è stato anche con i libri della Messa. Come lei saprà i tempi nostri sono infausti e perché siano infausti di preciso non so. Certamente la chiesa diventata lassa e sentina di tutti i peccati è ,vuoi o non vuoi, la causa maggiore. Allora si ritorna alla Messa Cattolica tridentina, la si studia passin passino, si ritorna al Catechismo di Sa Pio X, parola per parola a memoria e di tutto il modernariato un bel falò. Ritorniamo al 'sì sì, no no' e guariremo tutti.

EquesFidus ha detto...

Volevo rispondere ai due commenti di cui sopra, ma mi sono reso conto che è inutile, dato che solo Dio potrebbe fsr cambiare loro idea. Chi odia la Santa Messa apostolica (che non è nata col Concilio di Trento ma che nasce, col suo nucleo essenziale che è il Canone romano, con San Pietro) non potrà mai cambiare idea perché sottomesso al mondo. Vorrei solo chiedere a costoro: se la Messa rivoluzionaria di Montini-Bugnini è tanto buona, così come il Concilio Vaticano II (che però nei suoi documenti non riporta mai che bisogna abbandonare il latino o rivoluzionare radicalmente ed s tavolino i riti della Chiesa di rito latino), perché c'è stato un crollo verticale della pratica religiosa, dei Sacramenti e delle vocazione dalla sua adozione? Perché, invece di contrastare questo fenomeno, dal 1965 (anno dell'adozione del Messale tradotto e, di conseguenza, tradito) e, soprattutto, dal 1969 (adozione globale della Messa rivoluzionaria nel rito latino), si è invece assistito ad una sua folle accelerazione, con abbandoni dei sacerdoti, poche vocazioni, pochi santi, chiese vuote ed età media dei partecipanti in continuo aumento? La verità è che il rito rivoluzionaria è il più grande fallimento della storia della Chiesa: una Messa nata vecchia , stanca, che rimanda alle contestazioni del Sessantotto e non all'Infinito ed all'esterno e che, quindi, viene sottoposta a continui lifting (pardon, aggiornamenti) per restare a galla. La verità è che la Messa rivoluzionaria, come tutta la dottrina pseudo-cattolica, il "dialogo" col mondo (cioè Satana) e così via è destinata a morire. La Tradizione, eterna ed immutabile, della Chiesa no.

Anonimo ha detto...

Vorrei solo chiedere a costoro: perché c'è stato un crollo verticale della pratica religiosa, dei Sacramenti e delle vocazione dalla sua adozione?
Domanda legittima e tuttavia non credo che l’intero fenomeno sia da attribuire soltanto al Vaticano II. In realtà a far data dal ’68, almeno nel mondo occidentale, si è manifestato uno stravolgimento dei valori e del modo di vivere. Un solo esempio, perché l'argomento è ampio. Al crollo verticale della pratica religiosa ha contribuito in modo pesante lo sfaldamento dell’humus religioso famigliare. Quell’atmosfera che fin da piccoli ha accompagnato i bambini, poi adolescenti e così via. I fanciulli andavano a dormire pensando e pregando Gesù bambino che doveva proteggere i genitori, i nonni e la casa. A tavola ci si segnava con il segno della croce ringraziando Dio di tutto ciò che c’era. Uscendo di casa ci si segnava con il segno della croce per iniziare nel migliore dei modi la giornata. Piccole consuetudini certo, ma che contribuivano a fare sì che il pensiero religioso iniziava a far parte del quotidiano fin da piccoli. Oggi nelle famiglie tutto questo è stato cancellato ed è evidente che dopo 60 anni di deserto i giovani non solo non hanno idea di che cosa sia la pratica religiosa, ma non hanno nessun interesse verso l’argomento. Era solo un esempio e se poi ci aggiungiamo con quale spirito si vive in famiglia i primi passi del percorso catechetico, credo che quel “Perché” si possa anche comprenderlo meglio.

Anonimo ha detto...

#Osservatorio finito.
In poche parole: chi non comprende la differenza essenziale, sostanziale, tra Vetus e Novus Ordo, si merita quest'ultimo. La Chiesa piaciona, morbida, vellutata, dalle vie larghe e piatte, senza spigoli, ad orizzonte basso, costruita dai Modernisti, ha i suoi adepti. E' una liturgia costruita su misura per questa società indolente, in cui si è abbassato Dio all'uomo, anziché innalzare l'uomo a Dio.
Lo dico senza saccenza nè orgoglio; anch'io per quieto vivere mi sono abbeverato per tanto tempo alla liturgia vaticansecondista. Ma non c'è storia: se vuoi seguire Cristo, devi salire, devi faticare, devi guardare in alto. Il Vetus Ordo ti insegna che la Via è stretta e dura, ma è quella che salva.

Anonimo ha detto...

La Chiesa conosce la Sua identità essendo la Sposa di Cristo, non deve andare oltre perché deve insegnare quello che Gesù Cristo le ha insegnato, quello è e quello rimane. Dato si è che essendo Dio Eterno, il Suo Insegnamento è eterno, cioè non muta. La Chiesa non ha fatto nessuna maturazione teologica perché ripete sempre gli stessi errori, presume di sapere perché si è messa in ascolto del mondo che è un ripetitore automatico dei vizi capitali e dei peccati che gridano vendetta davanti a Dio. La testimonianza più credibile del Vangelo ci sarà quando il Vangelo sarà letto e meditato seriamente giorno dopo giorno. Gli spiriti sono tanti e credere che tutti gli spiriti siano lo Spirito Santo è da bamba o mistificazione voluta. La Chiesa deve essere immobile, perché il suo Insegnamento ed il suo esempio non devono mutare. La Chiesa, come ho letto nel libro di Henry Delassus, non deve essere irenica verso il mondo, ma polemica. Cioè essendo il mondo infestato da diavoli e diavoloni deve combattere contro i lupi per salvare gli uomini e possibilmente tutti. Quasi noi tutti siamo stati imbossolati nelle illusioni, ora semplicemente chi si è un po' liberato cerca di liberare gli altri.

Anonimo ha detto...

Il signore che scrive con lo pseudonimo di EquesFidus, ha perfettamente ragione e non sono in grado di argomentare meglio. Vorrei sommessamente solo aggiungere due brevissime osservazioni. Primo: nel Vangelo, Cristo dice che dai frutti riconoscerete l'albero. Quali sono i frutti positivi della nuova Messa? (Mai imposta dal Concilio) Quanti protestanti sino tornati tra i cattolici grazie a questa Messa?. Secondo: siamo fratelli con tutti e dobbiamo dialogare con l'universo mondo, tranne con chi vuole celebrare la Messa con il vecchio rito (che non puo' mai essere abrogato, dice Benedetto XVI). Questi "tradizionalisti" vengono invece combattuti aspramente in ogni modo e ovunque. Che coerenza ! E che credibilita' potra' mai avere questa sbandierata fraternita' ?

Anonimo ha detto...

Ai troll è inutile rispondere. Però una cosa va sottolineata. Evidentemente lei, caro "Osservatorio finito", è molto più intelligente, maturo, edotto in materia liturgica del povero mentecatto Benedetto XVI, che promulgò il folle Summorum Pontificum... Chapeau! Chapeau! Chapeau!

Anonimo ha detto...

@ Anonimo 22:24 : imperdibile commento, il suo, caro amico, da mandare a memoria come il Catechismo di San Pio X. Inutile arrampicarsi sugli specchi, l'ermeneutica della continuità è una solenne bufala o un ingenuo tentativo di conciliare l'inconciliabile. Dialogo impossibile con i modernisti "duri e puri", tempo perso per entrambi. Andiamo avanti con coraggio, amico mio, sicuri di non sbagliare strada tenendoci stretti a due millenni di Santa Tradizione cattolica...e che ci chiamino pure indietristi, come diceva Totò, " ci fanno un baffo!". Catholicus

Anonimo ha detto...

Pardon, Anonimo 12:24, Catholicus

Anonimo ha detto...

A me sembra di parlare con chiarezza. Alcuni di voi sono francesi, ma la maggior parte è italiana: non credo di essermi espresso in modo confuso. Evidentemente, però, devo spiegarmi meglio. Molte delle “verità” sulle quali poggiate le vostre convinzioni non sono affatto verità: sono cliché, idee ripetute per abitudine, senza alcun fondamento storico. Ma il punto centrale è un altro: la Chiesa deve combattere il mondo oppure deve illuminarlo?
Voi vi lascereste illuminare da qualcuno che vi combatte? Ascoltereste chi vi condanna e si chiude davanti a voi? Essere la Sposa di Cristo significa forse essere in conflitto con il mondo, combatterlo, giudicarlo? Gesù ha fatto così?Mostratemi un solo insegnamento di Gesù che giustifichi una Chiesa chiusa al mondo, rigida, dogmatica nel senso deteriore del termine, sempre pronta a puntare il dito contro la società.Gesù dice: «Non sono venuto per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato»(Gv 12,47). «Voi siete la luce del mondo»* (Mt 5,14), non la sua nemica. «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore»(Mt 11,29).Dov’è, in tutto questo, la giustificazione per una Chiesa che si chiude, che respinge, che giudica prima ancora di ascoltare — come a voi sembra piacere tanto?Se non ci fosse stato il Concilio Vaticano II, la situazione della Chiesa oggi sarebbe immensamente peggiore: sarebbe rimasta simile a un regime teocratico, forte solo al suo interno ma evitata da tutti, come accade nei fondamentalismi religiosi. Una Chiesa così non evangelizza nessuno.
State seguendo una strada sbagliata. Lasciate perdere questa visione cupa e difensiva: non appartiene né al Vangelo né alla tradizione viva della Chiesa. Quanto al rito di Pio V, ha concluso la sua ragione d’essere. Non può coesistere nella stessa Chiesa una forma del rito romano che procede per conto proprio, con un diverso calendario liturgico e una diversa visione ecclesiale. Non è solo una questione di latino: è il modo stesso in cui la liturgia tridentina interpreta la Chiesa. Quella visione è superata.


Anonimo ha detto...

"questa sbandierata fraternità", caro Anonimo 17:23, è e deve essere solo tra i nemici di Cristo e dell' umanità; questo l' ambito di applicazione, il limite, del motto bergogliano "todos, todos, todos".... infatti al Nemico, il diavolo, vanno bene tutti, purché non siano i veri seguaci di Cristo. Così la falsa Chiesa, o meglio gli usurpatori che se ne sono impossessati ( che di cattolico mantengono solo il nome, per meglio ingannare i fedeli creduloni) deve conbatterli, isolarli, denigrarli, tappare loro la bocca, non avendo alcuna possibilità di prevalere in un confronto aperto e sincero. Ecco perché i papi modernisti non rispondono mai ai quesiti posti loro dai tradizionalisti ( o anche solo da prelati e fedeli perplessi), vedasi Ottaviani e Bacci col loro "Breve esame del NOM" oppure i 4 cardinali dei famosi "Dubia"... e sarà sempre così, fino alla loro definitiva sconfitta e cacciata. LJC Catholicus

Anonimo ha detto...

Le chiedo: lei è andato a scuola? Perché è andato a scuola? Come era organizzata la sua scuola?
La Chiesa ha il compito di insegnare e santificare. Questo è il suo dovere. Oggi si torna alla scuola scuola, passata la sbronza della scuola 'fai come ti pare.'
È tempo che dopo le baldoria del fai come ti pare si ritorni tutti a fare il proprio dovere. Ognuno il suo. Senza false illusioni, cioè senza svalangate di libri per arricchire l'editoria ed impoverire i genitori ma, quei buoni libri sempre quelli che passavano di fratello in fratello. Lei sa che le basi essenziali di ogni materia erano conosciute anche da coloro che ai loro tempi avevano frequentato solo le prime classi delle elementari ed avevano frequentato il Catechismo per i Sacramenti e ricordavano tutto a puntino fino al loro ultimo giorno? Perché restava per sempre quel poco che si era impararato? Perché quel poco era preso sul serio e rispettato da tutti, genitori, insegnanti,Chiesa e Stato. Ora nella società del fai come ti pare l'intelligenza è venuta meno e la morale è precipitata ed impera l'aria fritta anche in quelle che erano situazioni un tempo ritenute serie. Lei non nota che c'è moltissimo fumo e niente arrosto?

Anonimo ha detto...

"Ma il punto centrale è un altro: la Chiesa deve combattere il mondo oppure deve illuminarlo? Voi vi lascereste illuminare da qualcuno che vi combatte? Ascoltereste chi vi condanna e si chiude davanti a voi?"

La Chiesa ha sempre condannato senza pietà l'errore, ma è sempre stata caritatevole con i peccatori, che lei nella sua ignoranza teologica confonde con il mondo. Lasciarsi illuminare è un atto della volontà, possibile grazie all'aiuto dello Spirito Santo e della Sua Grazia, a disposizione di tutti coloro che la vogliono e ne vogliono fare uso.
Al contrario il "mondo", anzi "questo mondo", è stato condannato da Gesù Cristo stesso. I discepoli e noi siamo "nel mondo ma non del mondo". Le aperture al mondo del concilio Vaticano II, cosi come lo sbracamento attuale, sono anti-cristiche.