mercoledì 20 luglio 2011

Mons. Brunero Gherardini ci parla sulle orme di S. Agostino: "La Cattolica"

È appena uscito, per i tipi della Lindau di Torino, un nuovo testo di Monsignor Brunero Gherardini, dal titolo La Cattolica. Lineamenti d’ecclesiologia agostiniana.

Il Libro: Brunero Gherardini, La Cattolica. Lineamenti d’ecclesiologia agostiniana, LINDAU, € 18,00, pp. 202.

L'insegnamento ecclesiologico del grande Vescovo d'Ippona ebbe il merito di fronteggiare una situazione terribilmente critica: l'unità della Chiesa infranta dallo scisma dei donatisti e minacciata da altri gravissimi errori, come quello manicheo e quello pelagiano. Sant'Agostino ebbe ragione degli uni e degli altri riaffermando la dottrina di sempre e riproponendo, quindi, il volto genuino della Chiesa di Cristo, come era pervenuta fino a lui sulle ali sicure della Tradizione cattolica. All'antichiesa di Donato, infatti, contrappose vittoriosamente la Chiesa d'oggi, di ieri, di sempre: la Cattolica. I nostri tempi, è evidente, non sono quelli di sant'Agostino, ma il suo intento di ritrovare l'unità della Chiesa nei valori trasmessi dalla Tradizione ecclesiale è ancor oggi esemplare. Lo riproponiamo in un momento in cui quell'unità sembra entrare in crisi.


Agostino adottava l'uso onnicomprensivo del termine «Catholica» nel presupposto che fosse inequivocabilmente riferito all'«Ecclesia», non in quanto sinonimo, ma nella consapevolezza della «ratio Ecclesiae», perché la Chiesa -lasciando da parte la vexata questio tra substistit in ed est- o è cattolica oppure non è Chiesa. Anche al tempo di Sant'Agostino non mancavano le eresie che rendevano cogente il problema: basti ricordare donatisti, manichei, pelagiani; ma allora la Chiesa non era inquinata dal suo interno e le eresie erano riconosciute e rigorosamente condannate.

Mons. Gherardini ha l'abilità di riaffermare la dottrina di sempre proprio attraverso il vigore e la capacità intellettuale, illuminata dalla 'Sapienza', del vescovo di Ippona. Tant'è che l'Autore stesso dice: «Ho voluto, infatti, un’esposizione “ordinaria” insieme e “cursoria” del pensiero agostiniano sulla Chiesa, per non sovrapporre nessun altro pensiero ad esso e per non filtrarlo al setaccio degl’interpreti. A tener banco è Lui, Agostino».

Ed è così che emerge in tutta la sua trasparenza e autenticità il volto della Chiesa, detentrice e custode della Verità, che nell’universalità di tempo e di spazio realizza l’assoluta compresenza fra se stessa e Cristo Signore, il «Christus totus» di Agostino.

Un elemento messo in risalto da Mons. Gherardini è l'intuizione di Agostino sulla genesi della Sposa di Cristo dal costato trafitto del Signore, con una immagine significativa: come Eva fu tratta dalla costola di Adamo dormiente, così dal fianco squarciato di Cristo morente scaturì la Chiesa con i suoi sacramenti dai quali essa è formata o, per dirla con san Tommaso, «è fabbricata». È così che l’Ecclesia divenne Sposa diletta di Cristo, suo Capo: «un medesimo colpo di lancia determinò la presenza della Chiesa nella sua qualità di corpo».

Ed è così che recuperiamo, in tutta la sua ricchezza semantica e misterica, l'immagine della Chiesa come Corpo Mistico di Cristo nel Chritus totus: due parole chiave per esprimere il Mistero che condensano gli insegnamenti del Santo vescovo, ben consapevoli della limitatezza e del sapore tutto vetero-testamentario di quella di Popolo di Dio, privilegiata dal Concilio.


La Chiesa è Una, Santa, Cattolica e Apostolica, nonché Romana.

Una: unica la Chiesa come unigenito è il Figlio di Dio, avente un’unica Sposa
Santa: «Chiesa [...] santa, la madre vostra, che dovete onorar amar e predicare come la Gerusalemme celeste, la città santa di Dio». La Chiesa è Corpo, ma è anche Madre Santa che esige figli santi di ogni popolo e nazione, che ricevono non più un'identità etnica, ma teologale: «la Chiesa dei santi e non degli eretici: dei santi, designata da Dio prima che facesse la sua comparsa, e additata poi perché fosse riconosciuta [...] Prima nei Libri Sacri, poi fra le genti».
Cattolica: universale, che significa essere dovunque, con tutti, per tutti, sempre e per sempre, in eterno… «Gli eretici son su tutta la faccia della terra, ma non tutti dappertutto. Gli uni qui, gli altri là. Tuttavia non mancan mai […]. La superbia è la loro unica madre, così come la madre di tutt’i fedeli cristiani, sparsi in tutt’il mondo, è la nostra Chiesa cattolica. Nessuna meraviglia: la superbia ingenera lacerazioni, la carità produce l’unità» . Nessuna meraviglia: la superbia è sempre presente, lo sarà ancora, fino alla fine dei tempi e con essa gli errori e purtroppo anche gli orrori, da quelli generati. La gramigna mischiata al grano, le tenebre coabitanti con la luce.
Apostolica: è la Chiesa degli Apostoli che è giunta fino a noi e permane in eterno: un unico corpo, un'unica Fede, un unico Capo. Una realtà oggettiva, viva e organica, custode e, quindi, trasmettitrice (missionaria) dell’integrità dottrinale. «L’esser e il rimanere apostolica è dunque la condizione per la quale la Chiesa è e resta una santa cattolica».
Romana: la Chiesa ha sede a Roma per volontà del suo Fondatore e per le vicende storiche nelle quali è entrato il Provvidente Progetto di Dio.

Poter attingere con fedeltà assoluta alle fonti Agostiniane ci permette di comprendere il presente alla luce del passato e del futuro sapientemente prefigurati e ci aiuta a sciogliere dubbi e interrogativi particolarmente drammatici, oggi.

4 commenti:

DANTE PASTORELLI ha detto...

Sapevo che doveva uscir un nuovo libro del grande Maestro e amico, ma non così presto. E sapevo che aveva altri interventi in ponte.
Purtroppo potrò legger quest'opera in ritardo trovandomi in campagna ormai da quasi un mese.
Ma quello che hai scritto, Mic, indica con grande chiarezza le linee guida ed il fine: l'unità della Chiesa, che nel corso dei secoli è sempre stata aggredita, ma ha sempre saputo al suo vertice usar il bisturi e risorger più rigogliosa e luminosa, come un albero dopo una sapiente potatura.
Ed oggi? Le cesoie, salvo i casi di ordinazioni episcopali illecite, son sotterrate e nessun San Domenico "contro gli sterpi eretici percuote", parafrasando Dante: gli sterpi stan divenendo selva selvaggia. Ed è da qui che nasce la differenza tra le antiche e le nuove eresie, che tu ben sottolinei: l'eresia si sviluppa incontrastata all'interno della Chiesa. E gli operai son affaccendati in tutt'altro e non c'è un più duro e meno chiacchierone Brunetta ecclesiastico che li licenzi.

mic ha detto...

Appena possibile pubblicherò un saggio significativo di quest'ultima fatica del nostro Maestro.
So che continua a scrivere, pieno di sacro zelo e di fervore, guardando dritto avanti a sé, senza ascoltare rumors di sorta... penso a Valuet, ad esempio, ed alle sue apodittiche confutazioni che, quando gliene ho parlato, mi ha liquidata con un sorriso ed un'alzata di spalle, facendo intendere che non meritava neppure parlarne :)

DANTE PASTORELLI ha detto...

Si tratta di teologi secondo i quali se un Papa afferma senza impegnar l'infallibilità e senza adeguatamente motivare che i documenti del concilio sono in continuità col precedente magistero bisogna credergli sulla parola. Insomma dal devoto ossequio dovuto al magistero autentico (per non parlar delle dichiarazioni del dottore privato)si passa all'obbligo di adesione con un'estensione illegittima del carisma dell'infallibilità.
Capirai che ragionamenti del genere non meritano da parte di mons. Gherardini nient'altro che un'alzata di spalle e un sorriso di compassione.

mic ha detto...

Insomma dal devoto ossequio dovuto al magistero autentico (per non parlar delle dichiarazioni del dottore privato)si passa all'obbligo di adesione con un'estensione illegittima del carisma dell'infallibilità.

Difficile riuscire a farlo capire a chi se ne serve come di una clava per indurci di nuovo al silenzio.

Ma, per Grazia del Signore, sono sempre di più e con maggiori articolazioni e motivazioni, le voci che si alzano nell'impegno di promuovere il ripareggiare la Verità...