giovedì 22 settembre 2011

Il Papa al Bundestag. Sconcerto e delusione.

Nel suo discorso al Bundestag, di rara levatura intellettuale, il Papa ha nominato Salomone, Origene e la resistenza, Gerusalemme Atene e Roma, l'Illuminismo, la dignità umana citando la Carta dei diritti dell'uomo; senza specificare però che la dignità non è fondata sull'uomo in se stesso, ma sul fatto che l'uomo è "ordinato a Dio in Cristo".

I valori illuministi e positivisti sono i soli fondamenti presi in considerazione dai politici atei e non è neppure detto che tutti gli ascoltatori lo fossero; ma chi parlava era il Papa e tra tante alate parole, non è apparsa mai una volta la Parola: Cristo. Se ha citato ben a proposito la sapienza di Salomone la filosofia greca e il diritto Romano e di certo sulla cultura europea Roma ha influito anche come Sede del primato petrino, qualcosa di cattolico il Papa lo poteva dire... sì, ha citato Paolo e la Lettera ai Romani in riferimento alla Legge trovata anche dai pagani nella ragione e nella natura; ma nemmeno il minimo accenno che non è la legge che salva, ma Qualcun Altro! Non credo che nel Vangelo non si possa trovare, sulla Giustizia e sul Diritto, qualcosa almeno alla pari con la citazione di Salomone; «ben più di Salomone c'è qui!» dice il Signore (Luca, 11, 31).

Richiamarsi al "diritto naturale" equivale a quando gli ebrei parlano ai goyim - che siamo anche noi - e richiamano loro i principi noachidi perché noi non abbiamo neppure la Torah, che per loro è Luce prima che Legge... Ma è normale che il Vicario di Cristo in terra non abbia nemmeno sfiorato il fatto che ci sia molto di più, attraverso qualche brano incisivo di quella Parola che è Luce per la mente e il cuore di ogni uomo venuto in questo mondo? E hai visto mai che qualche cuore di pietra si potesse fondere magari un po'?

Mi soffermo su alcuni elementi del discorso:

Constatazione del dato:
La ragione positivista, che si presenta in modo esclusivista e non è in grado di percepire qualcosa al di là di ciò che è funzionale, assomiglia agli edifici di cemento armato senza finestre, in cui ci diamo il clima e la luce da soli e non vogliamo più ricevere ambedue le cose dal mondo vasto di Dio.
Domanda circa la soluzione:
Ma come lo si realizza? Come troviamo l’ingresso nella vastità, nell’insieme? Come può la ragione ritrovare la sua grandezza senza scivolare nell’irrazionale? Come può la natura apparire nuovamente nella sua vera profondità, nelle sue esigenze e con le sue indicazioni?
Risposta:
L’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé. L’uomo non crea se stesso. Egli è spirito e volontà, ma è anche natura, e la sua volontà è giusta quando egli ascolta la natura, la rispetta e quando accetta se stesso per quello che è, e che non si è creato da sé. Proprio così e soltanto così si realizza la vera libertà umana.[...]
È veramente privo di senso riflettere se la ragione oggettiva che si manifesta nella natura non presupponga una Ragione creativa, un Creator Spiritus?
Drammatico realistico affresco sulla ragione positivista, poi bellissime parole e edificanti osservazioni. Nella "ragione oggettiva" potremmo vedere il Logos e quindi in questa frase si configura, anche se non è esplicitato, un senso trinitario. Ma siamo fermi al Dio Creatore, non c'è traccia dell'Incarnazione del Dio Salvatore che si è fatto uomo per redimere la natura, ferita. Anche di questa ferita sembra non ci sia traccia... E' una sorta di linguaggio mimetico nei riguardi dei non credenti, ai quali è rivolto un discorso privo della potenza spirituale e morale del Cattolicesimo.

Sembra si voglia entrare in dialogo a tutti i costi, accettando un denominatore comune al ribasso, mentre alla Chiesa è chiesto tutt’altro: mostrare la Verità, annunciarla, insegnarla, spiegarla, dimostrarne la ragionevolezza e anche la Bellezza.

La scristianizzazione diffusa porta a ritenere - ma sarà proprio così? - che le orecchie e il cuore degli uomini del nostro tempo siano chiusi agli insegnamenti che traiamo dal Discorso della Montagna: la Nuova Legge data su un monte dove il Signore conduce i Suoi, a differenza di Mosè che dal monte, luogo della presenza di Dio, porta al popolo la legge. Questa chiusura renderebbe difficoltoso spezzare il pane 'saporoso' di questa Parola che ci risuona forte e chiara: «se la vostra giustizia non sorpasserà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli» (Mt 5,1). E tuttavia se ne potrebbe almeno ricordare la traduzione di san Tommaso, e cioè che giustizia è sempre in primo luogo tendere al bene comune e va promossa da chi ha il dovere di averne cura; il che non implica soltanto la necessità di mantenere l'ordine e far valere il diritto, ma avere attenzione per la persona e, soprattutto, che c'è Qualcuno che ce lo rende possibile.

Sembra addirittura diventato impossibile pronunciare l'Annuncio della salvezza, perché è un linguaggio che il mondo non conosce; ma poi va a finire che non lo riconosceremo più neanche noi.

Credo possa essere interessante, per chi volesse allargare lo sguardo, consultare i precedenti:
[Ratisbona, 2006] - [Ankara, 2006] - [Auschwitz, 2006] - [Austria, 2007] - [Les Bernardins 2008] - [Amman, 2009] - [Palestina, 2009] - [Gerusalemme, 2009] - [Tel Aviv, 2009] - [Praga, 2009] - [Nicosia, 2010] - [Westmister Hall, 2010]

64 commenti:

Stefano Gavazzi ha detto...

Mi scusi mic cosa si aspettatava, ancora si stupisce? non sa quale è l'estrazione filosofica del Santo Padre, la sua ermeneutica?
Non era forse amico discepolo di rhaner?
pensa che sia il primo discorso dove non si nomini Cristo?
cristo è pietra d'inciampo come Maria per l'ecumenismo.
nei giorni a seguire andrà a rendere omaggio a lutero...cosa dire ancora, poi breve pausa e poi...assisi
CVCRCI

DANTE PASTORELLI ha detto...

Son rimasto anch'io sconcertato.
Ma pensavo che fra tanto tripudio non avessi ben compreso. Ho riletto e son rimasto ancora sconcertato. L'ambiguità linguistica conciliare, che non lesina voli di eleganza oratoria, stringi stringi sinceramente, oltre lo sconcerto, non mi lascia altro. Non mi sento edificato, né confermato nella fede, forse non comprendo certe altezze teologiche.
E quanto a Salomone, basterebbe rileggersi i canti XII e XIII del Paradiso: "non surse il secondo". Non ci fu per sapienza nessuno pari a Salomone. E Adamo e ancor più Cristo che furon direttamente creati da Dio? Non ebbero una sapienza ben maggiore di quella di Salomone? S. Tommaso spiega a Dante che nessuno di tutti i re raggiunse la sapienza di Salomone, la sapienza politica, tutta terrena.
Ma il Papa ci deve parlar solo della terra? La politica non va vista in una prospetiva soprannaturale?
In altri interventi c'è qualcosa di più, meno male.
Vedremo che dirà ad Erfurt. Qualche Papa ebbe a dire che profonda fu la religiosità di Lutero. Profonda, come un abisso, quell'abisso in cui ha portato milioni di persone.

Giulio G ha detto...

Non è sicuramente un annuncio di Cristo al Bundenstag (che tra l'altro non l'avrebbe gradito), la vedo (spero) più come se il Papa l'avesse presa larga : ha mostrato il fallimento della "ragione positivista", ha citato le uniche basi comuni europee rimaste (diritto romano ecc ecc) e anche senza mai nominarLo, li ha accompagnati alla porta : di qui c'è il fallimento di là c'è Cristo, anche se non ve lo nomino lo sapete benissimo.

Considerando lo stato di scristianizzazione della Germania, più di così sarebbe stato prendersi a testate.

Cristo stesso parlava per parabole ai semplici, perché renderli partecipi subito della Verità li avrebbe allontanati, ha fatto compiere a chi lo ascoltava un percorso.

Sono comunque convinto che il Papa sprechi il fiato, nessuno lo vuole più ascoltare, buona parte del clero compreso.

mic ha detto...

Vedo che non sono la sola...

Penso che nel trovare una soluzione solo umana al problema dell'etica e, in definitiva, del senso della vita, sia il perpetuarsi del terribile antropocentrismo della Gaudium et Spes: «l’uomo è nel mondo la sola creatura che Dio abbia voluta per sé stessa». Il richiamo scritturistico è Proverbi 16,4: «Universa propter SEMETIPSUM operatus est Dominus »: Il Signore ha fatto tutte le cose per sé stesso.

La scrittura viene in qualche modo 'piegata' alla visione dell'uomo al centro di tutto. Quella che sta accompagnando tutto il post-concilio e ha sovvertito anche la Liturgia, centro e culmine della nostra Fede. Non è più il Signore il Protagonista, ma l'Assemblea...

In fondo dire che l'ascolto della natura e in definitiva della coscienza basti all'uomo per compiere la giustizia, se vale per chi, come dice San Paolo, non conoscendo il Signore segue i dettami della propria coscienza, non è così scontato nelle vicende umane che, se fondate su principi e valori solo immanenti, prima o poi deteriorano.

Confermare i non-credenti in queste cose e non annunciare loro la Salvezza portata dal Signore, l'Unico che ci rende capaci di uscire dalla Legge perché è Lui a scriverla nel nostro cuore redento, significa trarli in inganno e non annunciare loro l'unica cosa necessaria: conoscere il Signore e aderire a Lui...

mic ha detto...

Cristo stesso parlava per parabole ai semplici, perché renderli partecipi subito della Verità li avrebbe allontanati, ha fatto compiere a chi lo ascoltava un percorso.

sì il Papa ha fatto un discorso ragionevole, così com'è attendibile la tua ipotesi.

Ma perché dare per scontato che nessuno avrebbe capito e forse aderito ad un annuncio più esplicito, sia pure essenziale, della Salvezza operata dal Signore?
Non è questo che un cristiano, e il Papa in primis è chiamato a fare in ogni contesto, opportune et importune ci vien detto?

Speriamo che il percorso, a cui il Papa di certo li ha introdotti, serva agli ascoltatori di buona volontà a superare la soglia dell'umano e a trovare la Verità...

Amicus ha detto...

Fondarsi sul “diritto naturale” di matrice ellenistico-cristiana e fare del diritto naturale il fondamento della libertà della persona, rectius “individuo” è figlio del protestantesimo. Quando si sorvola con troppa facilità, e con debole prospettiva storico-teologica, sulla sincope epocale, intervenuta con Lutero, l’erronea conseguenza è proprio quella di confondere il protestantesimo, e le sue creature politiche, con il Cristianesimo tout court.

E così anche Bendetto XVI sembra ignorare le radici spurie dello stato liberale.

Icabod ha detto...

cito da La Stampa su Erfurt, tappa di oggi:

"Insomma Lutero riformatore invece che eretico".

"Una rivalutazione del «gran rivoluzionario"»

"riabilitazione ratzingeriana del monaco eretico"

se il cattolicesimo attuale vede Lutero sotto questa luce, c'è solo da sperare che Dio ci soccorra. Umanamente la Chiesa è perduta.

Aficionado ha detto...

"Penso che nel trovare una soluzione solo umana al problema dell'etica e, in definitiva, del senso della vita, sia il perpetuarsi del terribile antropocentrismo della Gaudium et Spes: «l’uomo è nel mondo la sola creatura che Dio abbia voluta per sé stessa». Il richiamo scritturistico è Proverbi 16,4: «Universa propter SEMETIPSUM operatus est Dominus »: Il Signore ha fatto tutte le cose per sé stesso."

mi permetto di ricordare che proprio su questo blog c'è una interessante riflessione proprio sulla GS

Anonimo ha detto...

Ferma restando la mia ammirazione e la mia fedeltà a Benedetto XVI, ritengo comunque opportuno riproporre le parole - a mio parere profetiche - di Mons. Antonio De Castro Mayer.

CARATTERISTICA DELLA NUOVA CHIESA: LA RELIGIONE DELL'UOMO

[…] nell'esecuzione del piano tracciato dal Concilio, in molti ambienti ecclesiastici lo sforzo di adattamento è andato oltre la semplice espressione più adeguata alla mentalità contemporanea. […] si tenta, più propriamente, per mezzo di un linguaggio ambiguo e ricercato, di presentare una nuova Chiesa, consona ai gusti dell'uomo formato secondo le massime del mondo di oggi. Così si diffonde, più o meno ovunque, l'idea che la Chiesa deve passare attraverso un mutamento radicale, nella sua morale, nella sua liturgia, e anche nella sua dottrina. Negli scritti, come nella prassi, comparsi in ambienti cattolici dopo il Concilio, si inculca la tesi che la Chiesa tradizionale, come esisteva fino al Vaticano II, non è più all'altezza dei tempi moderni. Di conseguenza, deve trasformarsi totalmente. E una osservazione rapida su quanto succede in ambienti cattolici porta alla convinzione che davvero, dopo il Concilio, esiste una nuova Chiesa, essenzialmente distinta da quella conosciuta, prima del grande sinodo, come l'unica Chiesa di Cristo. Infatti, si esalta, come principio assoluto e intangibile, la dignità umana, ai cui diritti si sottomettono la verità e il bene. Questa concezione inaugura la religione dell'uomo; e fa dimenticare l’austerità cristiana e la beatitudine celeste. […] Nella vita pubblica, la religione dell'uomo non comprende la gerarchia e propugna l’ugualitarismo proprio dell'ideologia marxista e contrario all'insegnamento naturale e rivelato, che attesta l'esistenza di un ordine sociale esigito dalla natura stessa. Nella vita religiosa, lo stesso principio preconizza un ecumenismo che, a beneficio dell'uomo, metta d'accordo tutte le religioni; preconizza una Chiesa trasformata in istituto di assistenza sociale e rende inintelligibile il sacro, comprensibile soltanto in una società gerarchica. Da, ciò la preoccupazione eccessiva per la promozione sociale, come se la Chiesa fosse soltanto un più esteso organismo di assistenza sociale.

Mons. Antonio De Castro Mayer
11 aprile 1971

Stefano

mic ha detto...

Nella vita religiosa, lo stesso principio preconizza un ecumenismo che, a beneficio dell'uomo, metta d'accordo tutte le religioni;

una volta l'ecumenismo era inteso come il movimento che favoriva la realizzazione dell' "unt unum sint" in ordine alle varie confessioni cristiane, alle quali è stato inopinatamente aggiunto l'ebraismo.
Da parte cattolica si era intransigenti sulla necessità che la convergenza dovesse avvenire attraverso la "conversione" cioè il rientro dei riformati nel cattolicesimo, unico custode e depositario della retta fede e del Christus totus.

Oggi, invece, si nota una crescente omogenizzazione frutto di un progressivo diluirsi dell'indentità cattolica con l'adesione a troppe visuali, anche dottrinali, di matrice protestante: vedi liturgia e sacerdozio, per fermarci a quelle più vistose.

Il discorso del "dialogo a tutti i costi" con le altre religioni si fa complesso. Se da un lato la società pluralista in cui ci troveremo sempre di più esige una convivenza pacifica e rispettosa, dall'altro questo rischia di avvenire a scapito della nostra identità, purtroppo già diluita...
Come diceva Marcello Pera confermato da Benedetto XVI, il dialogo tra fedi è impossibile; sono le culture invece che possono e devono dialogare.

E le vigili 'sentinelle' non mancano... preghiamo il Signore che ci sostenga e ci aiuti a custodire e difendere e diffondere la retta Fede cattolica!

Anonimo ha detto...

Ma di "lasciar fare a chi sa fare"
e di avere un poco di fiducia non vi riesce proprio né !

Anonimo ha detto...

Sono molto perplesso, ma sostanzialmente d'accordo con la visione di Giulio G.: da un lato mi aspetterei - desiderei, auspicherei - di vedere proclamato, da parte del Santo Padre, l'Annuncio di Salvezza di Nostro Signore Gesù Cristo; dall'altro non posso reputare un errore l'anticipare detto annuncio iniziando da punti comuni, comprensibili e adatti all'auditorio.

Stefano

Giulio G ha detto...

@mic

Gli atei sono dogmaticamente contro Cristo, il solo nominarlo li avrebbe fatti sbavare dalla rabbia : meglio mostrargli la devastazione portata dalla secolarizzazione per fargli capire che c'è solo una Via di uscita.

Anche Cristo ha atteso fino all'ultimo prima di proclamare il vero senso della Sua venuta, prima ne non avrebbero capito il senso.
Il Papa a suo modo sta facendo lo stesso : i "razionalisti" costantemente peccano di superbia, non ha parlato loro della Soluzione perché non l'avrebbero voluta intendere, ha cercato di mostrar loro la miseria di un mondo (questo) senza Dio.

Spero.

hpoirot ha detto...

dal concerto di Allievi ...allo sconcerto di Erfurt. Tutto OK, la continuità c'é.

Anonimo ha detto...

Questo articolo ha un altissimo tasso di faziosità ed è sicuramente scritto da una persona mentalmente limitata. Ma scusate. Siete in grado di guardare ai fatti?
Abbiamo un Papa che è stato chiamato a tenere un discorso in un parlamento di uno stato ateo, poiché, come ci insegna Leone XIII il laicismo, ossia l'accettazione di tutti i culti per non sceglierne nessuno è sinonimo di indifferentismo, ovvero "l'ateismo meno il nome". Il Papa quindi è stato chiamato a parlare ad un istituzione e ad un popolo che ufficialmente, secondo le sue leggi liberali, si dichiara ateo e nella sfera pubblica non si pone minimamente il problema di Dio. Dunque come fare a parlare di Cristo che è Dio incarnato se prima non si chiarisce chi sia Dio, cosa faccia, dove sia, ecc.? Facile obiettare al Papa il non avere parlato di Cristo poiché noi lo analizziamo dall'ottica della fede cristiana, ma lo stato tedesco, così come la quasi totalità degli stati occidentali sono nazioni atee che hanno smarrito ogni minimo senso del divino nella vita publica. Quindi bene ha fatto il Vicario Di Cristo, proprio come Cristo, a parlare del Padre. Certo poteva anche parlare di Cristo ma in che termini: Cristo umanista? Cristo rivoluzionario? Cristo maestro? Non poteva parlare del Cristo divino di fronte ad un istituzione che non riconosce il minimo significato alla divinità.Dunque l'obiettivo è quello di proporre alla cultura positivista dominante almeno l'idea del divino poiché se non si chiarisce l'idea di Dio allora è inutile parlare di Cristo, di Chiesa, di fede, ecc.

Stettino ha detto...

Caro Giulio G. mi permetto di farle notare l'errore di principio che si fa nel trattare una qualunque fede migliore dell'ateismo vorrei segnalarle un modesto articolo che ho postato "assisi e l'anticristo" sul blog militia christi dove viene dimostrata l'infondatezza di un mondo che crede in Dio se per Dio si intende qualsiasi, i discorsi del Santo Padre non sottintendono Cristo ma sono di portata mondialista, chiunque li legge può dire "sta parlando del mio dio" non del Dio uno e Trino vero.
Inoltre per l'anonimo il partire dai punti in comune è proprio un'errore, facilmente dimostrabile, peraltro Sant'Agostino lo sottolinea in una sua celebra frase.
San Pio X diceva bisogna combattere apertamente:"non si deve cedere dove non bisogna cedere. Si deve combattere, non con mezzi termini, ma con coraggio; non di nascosto, ma in pubblico; non a porte chiuse,ma a cielo aperto"
Ma se non lo fa il vicario di Cristo per primo a chi spetta questo?
Cristo cosa avrebbe detto ai signori della bundestag? (ah già non sappiamo se a parlare sia stato il Papa o il dottore privato o l'uomo Ratzinger, non riesco mai a capirlo)
Valgono sempre le parole di Dio:"chi si vergognerà di me io mi vergognerò di lui"(Mc 8,38) ancor di più per il vicario di Cristo.
Infine dice S. Cirilo d'Ales."Chi ci potrà difendere nel giorno del giudizio? Quale scusa troveremo all’essere stati per così lungo tempo in silenzio.
Quale discorso potrà allora giustificare il nostro silenzio?
Quando la fede è offesa, vada pure alla malora la riverenza verso i parenti, come qualcosa di
stantio e pericoloso; passi in secondo piano anche la norma che ci obbliga all’affetto verso i figli e i fratelli, e sia preferibile per le persone pie la morte alla vita, affinché trovino una migliore risurrezione (Eb. 11;35), come sta scritto"
CVCRCI
PS per Mic le risulterà interessante sapere che la traduzione del passo citato di GS ha delle anomalie gliele posterò devo fare alcuni riscontri.

by Tripudio ha detto...

Caro esperto di faziosità, concordo sul fatto che se il Papa pronuncia quel discorso significa anzitutto che i "lupi" che lo circondano sono sempre più forti e numerosi.

Ma non concordo con le tue conclusioni: se infatti il Papa dovesse ipoteticamente fare un discorso in Cina o in Arabia Saudita, cosa dovrebbe dire secondo te?

by Tripudio ha detto...

Mi riferivo all'intervento delle 13:05.

mic ha detto...

Dunque l'obiettivo è quello di proporre alla cultura positivista dominante almeno l'idea del divino poiché se non si chiarisce l'idea di Dio allora è inutile parlare di Cristo, di Chiesa, di fede, ecc

Di questo ero consapevole e la ringrazio per la articolata, equilibrata e motivata riflessione.

Tuttavia, quel che ho inteso sottolineare è che, pur ammettendo ed apprezzando l'esigenza di gradualità, il parallelo con Cristo già fatto -e giustamente - anche da Stefano, l'abilissima e profonda dissertazione del Papa, egli non la lasciasse monca, perché anche gli atei hanno bisogno e anche diritto di conoscere la Verità e non è detto che l'impatto debba essere necessariamente soft.
In ogni caso, almeno fare entrare il Nome del Signore in quel consesso, dalla bocca del Papa (che ha nominato Roma solo per il suo diritto e non per la Sede Apostolica che di certo non è estranea all'Europa di ieri di oggi e di domani) io, faziosa e mentalmente limitata come sono secondo lei, me lo sarei aspettato.

Il Pasquino ha detto...

Hanno ragione Stefano Gavazzi e Stettino

D'altra parte come diceva Renzo Arbore..."cosa mi porti a fare su a Posillipo se non mi vuoi piu' bene?"

Il Pasquino

Anonimo ha detto...

..bhè ora siamo arrivati a criticare pure il Papa!!!!

non bastava criticare le altre realtaà ecclesiali e movimenti della Chiesa.

ora criticate pure il Successore di Pietro!!!

Voglio vedere se lo pubblicate e cosa rispondete!!!!!

by Tripudio ha detto...

Leggo su uno dei quotidiani più anticattolici d'Italia questo virgolettato del Papa che parla del convento agostiniano di Lutero:

"Per me, come vescovo di Roma, è un momento emozionante incontrare qui, nell'antico convento agostiniano di Erfurt, rappresentanti del consiglio della chiesa evangelica in Germania".

Poi, mentre pronunciava queste parole, avrà certamente pensato: "ma guarda cosa mi tocca dire per evitare guai seri per la Chiesa".

Nel frattempo, però, cosa dobbiamo pensare di quelle parole noi semplici fedeli?

DANTE PASTORELLI ha detto...

"Ma di "lasciar fare a chi sa fare"
e di avere un poco di fiducia non vi riesce proprio né !"

O ANONIMO coraggioso! Noi lasciam fare a chi sa fare o a chi dovrebbe saper fare. In questo caso non giudichiamo un documento infallibile, ma un discorso discutibilissimo. Io stesso, che questa prolusione non ho apprezzato molto, ho scritto che in altre esternazioni in Germania o in viaggio il Papa ha parlato più chiaramente e positivamente.
Ricordo che S. Giovanni Evangelista, XVIII, 20, affermava con forza la sua fedeltà al ministero ricevuto da Cristo:"Ho predicato sempre APERTAMENTE ED IN PUBBLICO e non ho mai detto niente di segreto". Nessuna differenza?
E a chi sostiene che nel parlamento di una nazione scristianizzata non si poteva dir di più oppongo l'esempio degli Apostoli e di tanti martiri che non predicavan certo in un mondo cristianizzato.
Si parla di Assisi III: s'invitan eretici, scismatici, animisti, idolatri ecc. a pregar per la pace: significa che le preghiere di questi ultimi alle loro false divinità hann'un valore dinnanzi al vero Dio? Non significa, al contrario, rafforzar la loro convinzione d'esser nel vero? Non è negazione del I comandamento? Non è la lacerazione della Mortalium animos?

Quanto chi ci chiede di lasciar fare a chi sa fare, io non gli chiedo di lasciar scrivere a chi sa scrivere, ma almeno di consultar il dizionario. Il suo commento finisce con un "né" (accento acuto) ch'è negazione. Forse voleva scrivere "nèh" che è interiezione rafforzativa
(da "non è": ed il verbo essere alla III persona singolare ha l'accento grave e pronunzia aperta.)

DANTE PASTORELLI ha detto...

L'anonimo delle 14,10 è andato in onda. Mic, saresti stata più caritatevole con lui se l'avessi censurato: gli avresti risparmiato un'altra brutta figura per le stupidaggini che scrive.
Bada, anonimo: non si scrive "bhè", che non significa niente, ma "beh". Consulta il dizionario prima di scrivere.

Anonimo ha detto...

Secondo me voi non avete compreso il messaggio del Papa e questo mi preoccupa molto. Forse non lo avete nemmeno ascoltato e, con la funzione trova del browser" avete inserito la parola cristo senza avere alcun riscontro. Ecco che allora siete partiti all'attacco. Insomma, un discorso, se vuole essere tale, ossia se intende mirare all'instaurazione di un dialogo, non può essere incentrato su concetti o idee estranee all'interlocutore o tali per cui il discorso possa essere subito tacciato di chiusura e uniteralità. Mirare al dialogo significa scendere al livello dell'interlocutore e fargli comprendere con le sue stesse armi i propri pensieri. E Ratzinger in ciò è un fuoriclasse. Insomma, Benedetto XVI, se lo avesse voluto, avrebbe potuto anche tracciare un dipinto della grandiosità della fede cattolica e presentarla come fiore senza macchia che ogni uomo deve accettare per essee salvato? Certo che sì, avrebbe potuto farlo, e anche bene, come lo ha già più volte dimostrato in decine di omelie o discorsi rivolti ai fedeli. Tuttavia in quel contesto un'operazione del genere non avrebbe funzionato, poiché un dialogo, ripeto DIALOGO, deve essere commisurato all'interlocutore, altrimenti si trasforma in un soliloquio, in un monologo, in un autocelebrazione ridicola e calamita di ogni critica e vituperio. A che scopo cercare uno scontro? Erigere un muro, quando con la forza della ragione, della retorica, della filosofia e dell'intelligenza si può sostenere e dimostrare una tesi e, magari, farla anche accettare e rattificare dai più scettici? Il Santo Padre ieri, di fronte al parlamento di una delle nazioni più potenti, ma anche secolarizzate, del mondo contemporaneo, ha parlato della necessità di non escludere Dio dalla vita pubblica, della necessità della religione, del rispetto della natura umana in quanto creata da Dio, insomma ha tessuto un elogio a Dio nel regno di Satana proprio perché massimo rappresentante di Cristo sulla terra. E voi vi lamentate poiché il discorso non corrisponde ai vostri cristianissimi parametri? Ma lo volete capire che il discorso non era rivolto a voi, ma ad un mondo che rifiuta Dio? Ad un parlamento in cui un centinaio di deputati erano assenti poiché non concepiscono che un uomo di Dio prenda la parola nel tempio dell'uomo? Il discorso di Ratzinger al Bundestag è stato geniale, sconvolgente, scandaloso, pornografico, trasgressivo più di qualunque altro discorso abbia mai pronunciato poiché usando le armi del nemico, con un discorso logico e lineare, quasi matematico, ha saputo proclamare e DIMOSTRARE, (per quanto possibile in un discorso di pochi minuti) l'inevitabilità della potestà di Dio su tutte le cose, compreso l'uomo. La prova? Il fatto che il discorso abbia stupito tutti, da destra a sinistra, si direbbe in Italia. Effetto riuscito. Complimenti dolce Cristo in Terra.

mic ha detto...

Ma lo volete capire che il discorso non era rivolto a voi, ma ad un mondo che rifiuta Dio? Ad un parlamento in cui un centinaio di deputati erano assenti poiché non concepiscono che un uomo di Dio prenda la parola nel tempio dell'uomo?

nel concordare sulla megagalattica abilità dialettica diplomatica intellettuale e culturale di Benedetto XVI, non credo che tutti i presenti considerassero il Bundestag come il tempio dell'uomo e non mi aspettavo certo che il Papa parlasse come Gesù faceva nell'intimità con i suoi discepoli (lei ha frainteso le mie aspettative e anche le mie osservazioni); ma almeno come parlava alle folle, che non penso fossero meno miscredenti dei presenti (tra i quali forse c'era pure qualche cristiano e magari anche cattolico), questo sì...

Citare Gerusalemme Atene e Roma non in riferimento al Bundestag, ma all'Europa, indicando espressamente Roma come patria del diritto e non anche come Sede del Soglio Petrino, non le pare oltre che riduttivo, anche poco rispettoso nei confronti di Colui dal quale questa funzione è stata attribuita e che nella storia (ovviamente non solo europea ma soprattutto in quella Europea) è entrato entra ed entrerà fino alla fine dei tempi?

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ma agli Apostoli e a Pietro in primis Cristo cos'ha comandato di fare? di dialogare o di render discepole tutte le genti, insegnando e scuotendo la polvere dei calzare ove non fossero accolti?

Anonimo ha detto...

Parlare di Gerusalemme Atene e Roma non in riferimento al Bundestag, ma all'Europa, indicando espressamente Roma come patria del diritto e non anche come Sede del Soglio Petrino, non le pare oltre che riduttivo, anche poco rispettoso nei confronti di Colui dal quale questa funzione è stata attribuita e che nella storia (ovviamente non solo europea) è entrato entra ed entrerà fino alla fine dei tempi?

Scusi, ma vorrei farle notare un particolare che, leggendo il suo commento, mi pare esserle sfuggito. Quel discorso l'ha pronunciato proprio colui che siede sul Soglio di Pietro, quale successore degli apostoli a Roma. Non vedo la necessità di scindere le parole da colui che le pronuncia. Quell'uomo vestito di Bianco che ieri ha parlato al Bundestag non era un fantasma ma il Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica. Il problema da lei posto non si pone. Lei addebita al Papa (sappiamo tutti che significato ontologico possiede questa parola) il fatto di non avere detto che dove lui risiede è la sede petrina. Lei addebita al Papa di non avere detto che lui è il Papa quasi come se tra le sue parole e la sua persona ci fosse una scissione. E' proprio lo scisma dell'essere e del fare di cui parlava Ratzinger enunciando le storture del positivismo. La persona del Papa porta già un messaggio implicito con sé, se volgiamo è simbolica della Verità della fede Cattolica. Comunque vorrei concludere dicendo che il discorso di ieri al parlamento si inserisce in una serie di decine di discorsi istituzionali rivolti a pubblici differenti. Non è che il Papa abbia parlato solo ieri e poi resti muto per l'eternità, tranquilli! Tornerà ad annunziare Cristo come ha sempre fatto. Il discorso di ieri si inserisce in una serie di discorsi che il Papa terrà in Germania i quali sono sicuramente legati da un filo conduttore e tra loro si bilanciano. Agli atei propone Dio? Bene chi è questo Dio? E' Cristo, ovvero quella persona a cui il Papa fa riferimento nelle omelie, pesno a quella di ieri dell'Olypiastadion (seguita subito dopo il bundestag). Insomma come disse Pio XI, impariamo ad amare di più gli universali, impariamo a pensare attraverso gli univerali, non chiudiamoci nel particolarismo ottuso e meschino che crea diviosione e settarismo e non sia apre al confronto che oggi più che mai è necessario per rendere la ragione della Verità di cui siamo depositari.

Stettino ha detto...

Basta con questo dialogo torniamo alla realtà, il dialogo è un discorso fra pari, la Fede Cattolica è un discorso tra chi insegna (superiore) e chi apprende (inferiore) sulla scorta del Divin redentore che disse "euntes docete" non "dialogate", cosa avrebbe da apprendere Cristo da Beliar?
Una retta ragione lo capirebbe immediatamente.
La missione della Chiesa di annuniare il Vangelo a tutte le genti, come ho detto partire dai punti in comune è un'errore messo in atto da satana.
CVCRCI
PS Stefano Gavazzi e stettino sono la stessa persona non so perchè il primo post abbia inserito il nome, fa nulla.

mic ha detto...

E' proprio lo scisma dell'essere e del fare di cui parlava Ratzinger enunciando le storture del positivismo. La persona del Papa porta già un messaggio implicito con sé, se volgiamo è simbolica della Verità della fede Cattolica.

E' ovvio che la persona del Papa porta con sé tutto ciò che è e rappresenta; ma lei non vuol tener conto che io mi riferisco a sue precise parole in riferimento all'Europa e alle sue radici specificamente Romane-Cristiane, che non hanno meritato alcuna citazione insieme al Signore che ne è sia la Sorgente che il punto di arrivo...

mic ha detto...

Insomma come disse Pio XI, impariamo ad amare di più gli universali, impariamo a pensare attraverso gli univerali, non chiudiamoci nel particolarismo ottuso e meschino che crea diviosione e settarismo e non sia apre al confronto che oggi più che mai è necessario per rendere la ragione della Verità di cui siamo depositari.

In questo e nelle precedenti parole trovo un respiro che mi vede concorde...

C'è tuttavia una cosa che mi lascia perplessa: il fatto che noi che seguiamo il Papa da vicino alla fine riusciamo a vedere il "filo conduttore" di cui lei parla e che c'è di sicuro; ma la ricezione che danno i media di questi singoli eventi puntuali che effetto provoca sui fedeli meno attenti e su chi non ha fede?

Penso anche ad Erfurt, dove un certo respiro son riuscita a vederlo, ma è sottile e va cercato col lanternino e poi c'è qualcosa che mi ha fatto inorridire, ma devo pregarci su per parlarne in maniera più meditata.

Stettino ha detto...

Anonimo 15,33 certo che il papa è sempre la stessa persona lo vada a dire anche a quelli che lo scindono dal dottore privato che scrivi libri dai contenuti alquanto dubbi tipo la reinterpretazione dei vangeli ed il rapporto con gli ebrei.
Mettetevi d'accordo, peraltro nel mio post precedente avevo già parlato di questo!
CVCRCI

by Tripudio ha detto...

Mi permetto di dire una cosa che probabilmente molti pensano ma pochi avranno il coraggio di dire. Mi scuso anticipatamente per la fretta con cui mi esprimo qui.

Questa visita di cortesia all'inventore dell'eresia luterana danneggia i protestanti almeno quanto i cattolici. Se infatti è possibile una coesistenza pacifica (*) coi cattolici... allora ai protestanti che ragione resta per esistere?

(*) il primo problema di Benedetto XVI è che sebbene le sue intenzioni siano chiare, di fatto saranno la tv e la stampa a "produrre" l'interpretazione da dare in pasto a vescovi, clero, religiosi e laici. Ai quali verrà veicolata la perniciosissima idea che verità ed errore possano andare a braccetto.

Anonimo ha detto...

Ma agli Apostoli e a Pietro in primis Cristo cos'ha comandato di fare? di dialogare o di render discepole tutte le genti, insegnando e scuotendo la polvere dei calzare ove non fossero accolti?

Viviamo ormai nell'epoca post-moderna e post-cristiana. Qui non si tratta di annunciare Cristo a chi non l'ha mai sentito nominare. Qui si tratta di annunciare Cristo a chi lo conosce, ma lo rifiuta. Qui si tratta di RI-evangelizzare intere nazioni che sono sature di annuncio cristiano, ma che tuttavia a causa di una cultura positivista lo rifiutano. Si tratta di annunciare Dio a chi fugge da Dio. In questo contesto il dialogo sembra essere l'unica via percoprribile. Ormai nessuno si stupisce più di fronte al vangelo, ai santi, ai miracoli, alla Vergine, ecc. Non è una novità Cristo in sè, o la Chiesa, o il cristianesimo, tutto sta nel recuperarlo, nel farlo riaffiorare, ma come? Impossibile proclamare la verità di cristo come una novità perché non lè nel senso proprio del termine. Stiamo parlando in gran parte a gente che si è allontanata spontaneamente da un retroterra culturale cristiano, quindi la sfida consiste nella capacità di dialogare con loro capendo il perché hanno rifiutato deliberatamente la Verità.

Dubito fortiter ha detto...

Il Papa ad Erfurt esordisce con la "preghiera di Gesù" (Gv 17,20).

Mi chiedo e vi chiedo. Nelle parole di Gesù rivolte al Padre: "Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per le loro parole crederanno in me; perché tutti siano una cosa sola"

Io ci ho sempre visto, e credo che sia l'interpretazione sempre data dalla Chiesa, la "successione Apostolica". Come possiamo pensare che i luterani, che sono eretici, ce l'abbiano e possano predicare e far conoscere lo stesso Signore?

mic ha detto...

quindi la sfida consiste nella capacità di dialogare con loro capendo il perché hanno rifiutato deliberatamente la Verità.

Credo che lei non sappia di cosa parla. Se c'è qualcuno che rifiuta deliberatamente la Verità, non può far altro che scrollarsi la polvere dai calzari e andare altrove e magari pregare...

Ma credo che lei si riferisca alla "scristianizzazione", che non credo sia avvenuta per rifiuto deliberato della Verità, ma per diluizione, oscuramento e semi-scomparsa della Verità. Molte sono le cause: la più macroscopica è l'antropocentrismo spinto indotto dalle filosofie moderne e altri fattori anche complessi che in questa sede non è agevole discutere.

Ma nessuna ri-evangelizzazione potrà mai essere autentica se non si ripareggia dogmaticamente la Verità, perché è proprio l'aver abbandonato i dogmi, che non sono gabbie e segni di oscurantismo come vorrebbero farci credere, ma sono il fondamento, l'orientamento preciso per la nostra fede. E non è ininfluente credere in una cosa piuttosto che in un'altra, perché diventiamo ciò che professiamo: o avviene la nostra 'cristificazione' o non so dove andremo o dove altri cercheranno di portarci con l'inganno... ne circolano parecchi!

mic ha detto...

Non è una novità Cristo in sè, o la Chiesa, o il cristianesimo, tutto sta nel recuperarlo, nel farlo riaffiorare, ma come?

Adorando

Stettino ha detto...

Una nuova evangelizzazione si magari coi neocatecumenali, ma per favore, la parola di Dio è aterna le sue parole non passeranno bisognaripeterle così come le ha sempre insegnate la Chiesa, anche dove sono saturi o infedeli, "insisti sempre ed ovunque" nei "momenti opportuni ed inopportuni" (2 Tim 4:2) non dialogo.
Vale anche per gli atei, che non sono una novità fanno parte sempre del genere degli increduli una specie diversa ed il loro idolo è la loro stessa persona.
Basta con questa ambiguità, l'idolatra e l'ateo entrambi non credono a nulla!
Perchè l'idolo è nulla! (1Cor 10,19)
Basta!!!!!!!!
CVCRCI

mic ha detto...

Stettino, sono d'accordo e aspetto con interesse, quando avrà tempo,le anomalie sulla traduzione del passo citato di GS di cui mi ha parlato.

mic ha detto...

Come possiamo pensare che i luterani, che sono eretici, ce l'abbiano e possano predicare e far conoscere lo stesso Signore?

io non lo penso.

metaraf ha detto...

cominciamo il cammino a ritroso Aperi, Domine, os meum
L'opera prima di Annibale Bugnini.

Annibale Bugnini, subito dopo la guerra, iniziò la sua opera di banalizzazione della Lex Orandi cattolica, abolendo la seguente ORAZIONE, da recitarsi prima dell'Uffizio (in pratica si recitava in apertura delle 7 Ore Canoniche). Non pochi vecchi preti, accolsero tale abolizone borbottando.

Da quanto mi risulta, ormai sono pochi coloro che la recitano, anche nell'ambiente FSSPX e, per lo più, solo come devozione privata.
Ebbene, visto che Bugnini ha cominciato così, ripartiamo pure noi da qua.
TUTTI i cattolici di sensibilità tradizionale, tutti coloro che non sono entusiasti di Assisi 3, dell'alleluja delle lampadine, dei giudizi "positivi" sui condom, insomma tutti coloro che non pensano che "Tutto va bene, Madama la Marchesa", e che le meravigliose sorti e progressive" si aprono di fronte alla primavera "Conciliare", si impegnino a recitare non dico sette volte al giorno (come era la regola a suo tempo) ma ALMENO una volta al giorno. Va proprio bene nel corso delle preci del mattino e/o all'inizio del Rosario.
Ovviamente, TUTTI i Cattolici (almeno quelli di sensisibilità tradizionale) recitano le preci del mattino e/o almeno una posta di Rosario (o no?). Come che sia, recitiamola.
DIO non potrà che rendercene merito

Oremus. Aperi, Domine, os meum ad benedicendum Nomem Sanctum tuum: munda quoque cor meum ab omnibus vanis, perversis, et alienis cogitationibus; intellectum illumina, affectum inflamma: ut digne, attente ac devote hoc officium recitare valeam, et exaudiri merear ante cospectum Divinae Maiestatis tuae. Per Christum Dominum nostrum. Amen
Domine in unione illius divinae intentionis, qua ipse in terris laudes Deo persolvisti, has tibi Horas persolo
Versione Italiana:
Preghiamo. Aprite, o Signore, la mia bocca, affinché io degnamente benedica il vostro santo Nome: purificate inoltre il mio cuore da tutti i vani, perversi e profani pensieri: illuminate l'intelletto, infiammate la volontà, perché degnamente, attentamente e devotamente io possa recitare quest'uffizio e meriti di essere esaudito davanti il trono della vostra Divina Maestà. Per i meriti di Gesù Cristo Nostro Signore. Amen
Signore, unendo la mia alla vostra divina intenzione, con la quale voi in terra lodaste il vostro divin Padre, io pure vi lodo e per sempre vi benedico.

mic ha detto...

metaraf,
grazie infinite e perdonami se ho reinserito il tuo post riformattandolo per renderlo più leggibile.

Combinazione proprio in questi giorni ho scoperto quella preghiera, celebrando le Lodi o i Vespri da qui:

http://divinumofficium.com/cgi-bin/horas/officium.pl

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ad un dialogo inconcludente perché le posizioni son troppo lontane e volutamente opposte - e certo il Cattolicesimo non potrebbe/dovrebbe rinunciare ad una sola delle sue -,preferisco il continuo e perentorio
annuncio di Cristo, della missione della Chiesa che non è cambiata se non per opera di piccoli uomini.
E lasciamo perder la sociologia da quattro soldi dell'era post moderna e post cristiana. Ogni era è "post" rispetto alla precedente.

Anonimo ha detto...

Finalmente ho ritrovato,più agguerrito che mai, Dante Pastorelli e capisco perchè abbia abbandonato messainlatino.it. Ciao Dante

Pietro Adilardi ha detto...

Mi accorgo di non aver fimato. Pietro Adilardi

DANTE PASTORELLI ha detto...

Ciao, Pietro. Ormai della nostra era siamo rimasti in pochi. Noi non diserteremo finché Dio ci darà forza.
Da Messa in Latino mi sono a suo tempo allontanato in silenzio ed in tutta serenità di spirito, per incompatibilità con la per me eccessiva tolleranza nei riguardi di vigliacchi anonimi denigratori delle persone più serie, specie di alcune signore preparate e innamorate della Chiesa e sempre dileggiate. Non so come ora si sviluppi la discussione in quel blog che ho visitato soltanto molto raramente, quando qualcuno m'ha segnalato qualcosa che poteva interessarmi. E poi, il mio impegno ormai è quasi del tutto rivolto altrove: più lavoro manuale da sacrestano e meno web. Credo d'esser più utile lavorando tranquillamente ma intensamente.
Ci vedremo prima o poi.
d

Stettino ha detto...

Mi associo a lei Sig. Pastorelli su MIL che trovo veramente dannoso e trovo le sue critiche azzeccate, nel mio piccolo blog l'ho inserito tra i "non approvati" a volte qualcuno mi segnala alcuni articoli ma raramente ci vado è veramente un sito nocivo.
Sono contento che ci siano persone che se ne sono accorte.
CVCRCI

Anonimo ha detto...

Bellissima la preghiera citata da 'metaraf', particolarmente attinente alla mia situazione. Quindi, grazie.

Stefano

Anonimo ha detto...

Per Dante Pastorelli. Sono felice per lei in merito all'aver trovato un certo 'equilibrio', e concordo per quanto riguarda una certa 'invadenza' dell'informatica nella vita delle persone (parlo per esperienza diretta). Se mi posso permettere: per quanto sia indiscutibile quanto lei affermi in merito a MIL, consideri anche che grazie a certi interventi 'di spessore', molti dei semplici 'lettori' vengono a contatto con fondamentali - ma poco noti - aspetti della propria fede. Lo potrebbe considerare un servizio, ecco, per quanto sgradevole. Non voglio insistere, però, e rispetto profondamente la sua scelta (anche perché la maleducazione di alcuni è veramente indisponente). Buon proseguimento!

Stefano

mic ha detto...

molti dei semplici 'lettori' vengono a contatto con fondamentali - ma poco noti - aspetti della propria fede.

è la ragione per cui ancora frequento MiL, intervenendo sporadicamente, di solito spinta dall'impulso di non riuscire a tacere quando vengono dette enormi castronerie nei confronti dell'autentico cattolicesimo. Continuo poi anche a consultare proprio per il fatto che si incontrano alcuni interventi di spessore dai quali c'è sempre da imparare. Di certo mancano molto quelli di Dante Pastorelli e di altri che hanno abbandonato per lo stesso motivo, cosa che avevo fatto anch'io, per poi rilanciarmi di nuovo nella mischia.

metaraf ha detto...

Subject: Novità editoriale: IL CREDO DEL PROTESTANTESIMO di Eusebio Maria Vismara (Edizioni Amicizia Cristiana)
Eusebio Maria Vismara
IL CREDO DEL PROTESTANTESIMO

Il Protestantesimo è fondato sulla base del libero esame. Si credeva con ciò di liberare le anime dalla disciplina cattolica; in realtà introduceva un principio di anarchia, che doveva finire per distruggere ogni fede cristiana.
Ritardata, al principio, per un resto di attaccamento istintivo a tradizioni secolari, quest'evoluzione rovinosa si manifesta oggi nella sua implacabile virulenza: il Protestantesimo si può, in questo, giudicare (secondo il Vangelo) come l'albero dai suoi frutti.
Ed a questo male non vi è alcun rimedio possibile. Giacché è una chimera fare assegnamento su un assestamento automatico; normalmente le forze dissolventi devono continuare il loro lavoro; di modo che l'ortodossia, anche ridotta al suo minimo, è condannata a sopravvivere in cerchi sempre più ristretti, e ancora sotto forma di semplice opinione indi nella misura in cui il Protestantesimo le conserva, oltreché hanno perduto il gusto dell'intervento nelle questioni dottrinali, esse non saprebbero imporre decisioni senza contraddire ai principî essenziali della Riforma. Cosicché le Chiese sono necessariamente votate al caos [...]. Non è dunque solo l'unità di fatto che manca al Protestantesimo, ma la possibilità stessa di stabilirla.

Eusebio Maria Vismara
IL CREDO DEL PROTESTANTESIMO
Edizioni Amicizia Cristiana
[ISBN-978-88-89757-40-6]
Pag. 64 - Euro 6,00

http://www.edizioniamiciziacristiana.it/ilcredodelprotestantesimo.htm

DANTE PASTORELLI ha detto...

Quando mi sono allontanato da quel blog, c'eran molti giovani e meno giovani, oltre a MIC, a Luisa ed altre signore, che, benché volgarmente sbeffeggiate, esponevano con acume e precisione d'argomentazione la Verità Cattolica. Già qualche "spirito magno" aveva lasciato il campo per l'impossibilità di svolgere un confronto serio e sereno.
Ora non so, non mi metto certo a legger i commenti che son tanti, ma penso che di difensori della nostra Fede ce ne siano ancora. E non credo che i post della redazione possano aver cambiato orientamento sì da divenir pericolosi. Se qualcosa in essi non convince il lettore, motivatamente, ne discuta. Non mi sembra che lì abbia mai imperato la censura, semmai non han mai difettato distrazioni, perché i redattori - per comprensibili motivi - non son sempre impegnati nel controllo, né una per me negativa tolleranza. Ma il blog necessariamente rispecchia il pensiero del direttore e della redazione: chi non approva, lo fa presente, poi, a risposta non soddisfacente a dir poco, si defila.
Quindi io non son d'accordo con chi mette MiL tra i blog negativi. Questo in tutta sincerità non mi sento di condividerlo. Alcuni post che qua e là ho letto perché segnalatimi, li ho trovati interessanti e comunque d'impulso alla riflessione e alla discussione, sempre che si possa fare in un clima sovreccitato. A cui, confesso, ho contribuito anch'io ma con un fine ben preciso: scender al livello degl'ignoranti e dei denigratori per richiamar l'attenzione della redazione costretta a cancellar decine d'interventi. Ma così non potevo andar avanti, a scapito della mia dignità.

Quanto al mio "servizio" nel web l'ho svolto per parecchi anni, da semplice fedele. Ora preferisco dedicarmi ad altro, specie nella casa del Signore, piccola ma gloriosa, a me affidata.

Anonimo ha detto...

Va bene così, Dante. Ripeto: mi fa piacere abbia trovato la 'sua' dimensione di servizio.

Per mic: approfitto dell'occasione per ringraziarti del servizio che stai facendo - analogo a quello portato avanti da Dante, a suo tempo - con l'aggravio delle volgarità a cui Dante accennava che, suppongo, lo rendano (non sempre, per fortuna!) ben poco piacevole.

Stefano

P.S.: chiedo scusa ai lettori per queste le ultime due digressioni, ma mi ronzavano da un pò nelle mie confuse meningi...

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non comprendo cosa ci sia di così emozionante per un Papa nel ritrovarsi nella città dove fu ordinato sacerdote l'eresiarca Lutero. Io rimarrei inorridito. Né capisco in cosa consista la profondità del pensiero del traditore che distrusse l'unità della Chiesa e la sua base sacramentale, definiva abominio la S. Messa, sede del diavolo Roma e sfornava, dopo le gozzoviglie, figli con l'ex monaca Caterina.
I luterani s'aspettano la riabilitazione dopo le parole del Papa. L'unico eresiarca è mons. Lefebvre?

mic ha detto...

Per mic: approfitto dell'occasione per ringraziarti del servizio che stai facendo - analogo a quello portato avanti da Dante, a suo tempo - con l'aggravio delle volgarità a cui Dante accennava che, suppongo, lo rendano (non sempre, per fortuna!) ben poco piacevole.

Caro Stefano, ti sono grata per questo incoraggiamento e sono felice se dai pensieri che riesco ad esprimere può venir fuori qualcosa di utile per qualcuno.

Intanto è sempre un dono innanzitutto per me che, per tirar fuori certe cose, mossa da tanti interventi di ogni genere, devo pescarle e riordinarle dentro di me e, così, diventano ancora più chiare, ma soprattutto c'è speranza che si inverino sempre più pienamente a partire da me.

Andiamo avanti, con fiducia, perché la crisi che viviamo è anche una grazia grande perché ci costringe a vigilare pregare e approfondire quanto forse non avremmo fatto diversamente.

mic ha detto...

non comprendo cosa ci sia di così emozionante per un Papa nel ritrovarsi nella città dove fu ordinato sacerdote l'eresiarca Lutero.

caro Dante,

Credo che il Papa per essere diplomatico e rispettoso alla fine rischi di diventare equivoco. In ogni caso penso abbia voluto sottolineare un denominatore comune perché in tempi di secolarizzazione e prodromi di caos il sempre più diluito protestantesimo conservi ancora quei 'germi' di verità che possono aiutare ad evitare il peggio.

Il problema vero è venuto fuori quando, nel concreto, si chiedeva di favorire la communicatio in sacris (poter fare la comunione nelle rispettive celebrazioni liturgiche) per le coppie miste, che non condividono la stessa liturgia e quindi non condividono la stessa fede, al di là del denominatore e delle origini comuni: una mensa rispetto ad un Altare fa di certo la differenza.
A quel punto le differenze restano e allora si può collaborare nel sociale; ma la sfera del sacro è purtroppo lacerata...

Comunque quel denominatore comune che il Papa mette sempre in campo rischia di allinearci al protestantesimo liberale, che tanto ha influenzato e influenza la società occidentale, che riduce il cristianesimo ad una sorta di umanitarismo filantropico-buonistico, che lascia sullo sfondo, ma molto sullo sfondo, la forza dirompente e tutta la potenza morale e spirituale che viene da Cristo Signore.

Anche la disattenzione alla Liturgia, che non appartiene al Papa ma al resto della Chiesa, va proprio in questo senso. Del resto non è proprio la Liturgia la fonte e il culmine della nostra fede?

Piùcheperplesso ha detto...

Leggo sull'Osservatore Romano.
"tutto il discorso è stato una vera e propria lectio magistralis sui fondamenti dello Stato liberale di diritto"

Ma il liberismo non è quella corrente di pensiero che fa della ragione umana il criterio unico di verità, negandone la possibilità di sottomettersi alla Rivelazione, mettendo da parte tutte le conseguenze del peccato originale; mette l'ateismo e tutte le religioni sullo stesso piano; separa l'economia dalla morale; fa dello Stato un assoluto, fondando in esso tutti i diritti della persona umana, annichilendo la funzione sociale della religione?

Non è proprio questo insieme di errori che ha minato le basi della fede, soprattutto nelle masse?

DANTE PASTORELLI ha detto...

Si vuole esser rispettosi? E chi lo vieta! Ma dichiarare la propria grande emozione, via! Ma non si potrebbero evitar parole inutili? Chissà che emozione avremmo tutti se ci mandassero nel paradiso di Allah.
MIC, i pericoli che sottolinei son reali e non da oggi.
E piccheperplesso ha ragione d' esser tale.
E non mi si ritorni a dire che è il Papa che parla: affermi il Papa che quanto detto in Germania è definitive tenendum.
Insomma qualche critico si ricordi che i discorsi occasionali e che non rispecchiano alcuna verità di fede, ma solo volontà di rapporti diplomatici, non costituiscono Magistero. Verba che volant

metaraf ha detto...

Insomma qualche critico si ricordi che i discorsi occasionali e che non rispecchiano alcuna verità di fede, ma solo volontà di rapporti diplomatici, non costituiscono Magistero. Verba che volant

24 settembre 2011 19:31
Professore,
perfettamente vero. Solo che lo comprendiamo io, lei e forse qualche lettore del presente blog.
Il resto del mondo (tanto più che ci sono i media-che, mai come in questo caso, sono il plurale di "MEDIUM"- che presentano le cose in un certo modo) saprà solo che è il Pontefice che ha parlato.

DANTE PASTORELLI ha detto...

E noi continuiamo a ripeterlo in continuazione ad una cerchia sempre più vasta di persone. Gutta cavat lapidem.
Guarda che io son Dante per tutti, il mio titolo professionale appartiene ad un passato senza ritorno.

dino ha detto...

Caro Stefano, ho incontrato il nostro vescovo da un anno ad oggi diverse volte, mi ero proposto di voler con lui un incontro per provare a discutere del C.V.II in generale e sopratutto chiedere la base "la S.Messa Gregoriana"- ho definitivamente accantonato l'idea dell'incontro dopo averci parlato e capito in mezzo alla strada le risposte. Sembra un bonaccione, ma quando tocchi le rivoluzioni del V.II 'e' come una mezza furia. A me disse che il concilio e' una benedizione del cielo e quello che dobbiamo fare e' rievangelizzare l'Europa - mentre quello che hanno fatto i padri conciliari e' eliminare la chiesa cattolica apostolica - "forse per fare una nuova chiesa protestante come tante altre" Io credo che il Vangelo dica che l'unica chiesa salvifica e' quella di Cristo, e non ce n'e' altra. poi quando abbiamo parlato della messa gregoriana mi ha detto che sarebbe stato lui a celebrarla ed io dovevo solo scegliere se la volevo in latino - greco o ebraico, ma mi ha chiesto a che cosa mi serviva un altra lingua e chi l'avrebbe capita.in fondo le domande e le sue risposte soni state simili a quelle tue. Mentre a te ha chiesto se lo ritenevi ancora il tuo pastore questa domanda in principio glielo posta io dicendogli che lui era il mio pastore e avrebbe dovuto darmi la dottrina di sempre. A questo punto il dialogo si e' interrotto da parte mia in quanto ho visto che per gli ultraprogressisti non c'e' soluzione di alcunche'. Per loro esiste solo il modernismo ed il liberismo- aveva ragione Pio X con la Pascendi. rispondi.

dino ha detto...

Stefano ,scusami avevo dimenticato di dirti che anch'io seguo e vado a Messa alla FSSPX. Poi credo che ci incontreremo a Vigne.

dino ha detto...

Faccio una precisazione di lettura alla mia di cui sopra: la frase- mentre quello che hanno fatto i padri conciliari etc. e' una frase mia, si capisce, non del vescovo come sembra.

dino ha detto...

Vorrei un commento da Mic e da Dante Pasterelli sulla discussione tra Stefano Gavazzi ed il suo Vescovo. Preciso che quel vescovo l'avevo incontrato precedentemente e mi aveva detto all'incirca le stesse cose che mi avevano lasciato molto turbato, tanto che mi sto ancora chiedendo, visto che ho parlato molto a lungo con molti vescovi e sacerdoti, se possiamo chiamarli ancora con quei titoli.?