martedì 19 giugno 2012

CL: dopo il danno la beffa

Dopo il danno, la beffa: i cattocomunisti e gli eretici godono e sguazzano dopo che il cardinale di Milano ha preso le distanze dal leader di Comunione e Liberazione in seguito ad una lettera firmata da nientemeno che 550 cattoprogressisti ambrosiani, accortisi (con qualche settimana di deplorevole ritardo) di una lettera di don Carròn inesorabilmente veritiera e perciò offensiva per loro. 

La solenne calata di braghe di Scola è avvenuta l'8 giugno scorso davanti al Consiglio Presbiterale (wow), creando così il clamoroso precedente su cui faranno leva tutte le "proteste" future che la stampa orchestrerà (specialmente quando verranno tirate fuori le ridicole "rivelazioni" che gli faranno concludere la carriera da cardinale anziché da Pontefice): 


A suo tempo l'allora seminarista Angelo Scola fu fatto fuori dal seminario di Milano proprio in quanto ciellino. Don Giussani, faticosamente, riuscì a farlo inserire nella diocesi di Teramo (una vera vincita alla lotteria, vista la fine che generalmente fanno i seminaristi cacciati via perché rei di avere uno spirito anche solo vagamente tradizionale).
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[Fonte: Letturine, 19 giugno 2012]

12 commenti:

Dante Pastorelli ha detto...

Pensiamo un po' a come si comporterebbe da Papa dinnanzi a sollevazioni di preti, vicari, ex-preti (per quanto lo si possa essere) e rappresentanti delle comunità di base per cui la religione è lotta di classe.
Ad ogni vescovo che nominerà farà come S.S. Benedetto con mons. Wagner.

hpoirot ha detto...

prendere la distanza dal movimento di don Giusssani (qualcuno lo chiamava don polo-colorate-tinta-unita) mi sembra una gran bella cosa. da fare e rifare senza moderazione!! il problema é che qui lo si fa per difendere chi é ancora più eretico ... ma non starei a fare tante distinzioni tra gli eretici conservatori e quelli filo Martini.

Notare il rispetto assoluto per la democrazia di Scola, grande e intoccabile conquista del CV2: 500 laici firmano... io intervengo. La verità é nel popolo e del popolo, io al massimo sono l'arbitro...

Accuso il Concilio di non aver amato gli uomini, preferendo piacere loro con parole fiacche e sdolcinate anziché dare loro parole di verità per la loro felicità eterna.
S.E. Mons Lefebvre.

hpoirot ha detto...

qualcuno penserà che esagero... eppure questo sito laico anti-cattolico per prendersela con Scola ne rivelan il pensiero.

LA LAICITA' SECONDO SCOLA
http://impegno-laico.blogspot.com/2011/08/la-nuova-laicita-proposta-dal-cardinale.html

In sintesi, ecco il pensiero del cardinale ciellino:

«Io devo proporre… la mia idea di “vita buona”, in competizione dialogica con le altre» «Se io mi permetto di esprimere la mia idea buona di famiglia, commetto forse un’invasione di campo? Io dico la mia, tu dici la tua, poi il popolo sovrano… prenderà le sue decisioni… Lo Stato laico, dopo il confronto fra le parti e dopo che il popolo sovrano si è espresso, è tenuto ad assumere il risultato».

Non capisco cosa si possa anceh minimamente sperare dal "braccio destro del papa"

Gederson Falcometa ha detto...

Hpoirot,

E 'il "Vivi, lascia vivere e aiutare a vivere" l'americano Ralph Waldo filófoso Emmerson, che sembra la migliore definizione per quello che abbiamo visto dopo la chiusura del Concilio.

Un Saluto dal Brasile

Dante Pastorelli ha detto...

Chissà da quello sinistro.

Dante Pastorelli ha detto...

La competizione, dialogica o meno, è nell'essenza stessa di una proposta. Quel che spaventa di più è quel "se mi permetto..." Prima di tutto è un dovere ben preciso che gli è imposto da Cristo, e poi è un diritto innegabile.
Quanto al popolo sovrano ecc., qui mi sembra che forse più che d'un auspicio si tratti di una constatazione: la realtà in uno stato laico è questa. Ma ciò non può indurre a rinunciare ad ammaestrare, anche se si resta in minoranza, e senza timori reverenziali (se mi permetto...)

hpoirot ha detto...

Mi spiace ma non riesco a condividere l'ottimismo conciliante di Dante.

Contestualmente al pessimo retaggio del Concilio, quando un cardinale riesce a parlare due volte in 30 righe di 'popolo sovrano' (che in italiano significa che il popolo é re per decidere su tutto in quanto verità=maggioranza) non la vedo per niente come una constatazione

d'altro canto se proprio vogliamo chiedere al popolo basterebbe fare un sondaggio nella diocesi di Milano per vedere se i fedeli l'hanno capita come auspicio o come constatazione

imbevuti di concetti modernisti e televisionati da decenni non ho dubbi sull'esito...

mic ha detto...

imbevuti di concetti modernisti e televisionati da decenni non ho dubbi sull'esito...

E' per questo che vanno rieducati.Di certo non dialogando, ma insegnando con autorità e ripristinando il Signore al suo posto sia nella liturgia che nella vita.

Dante Pastorelli ha detto...

Che la sovranità consista nel popolo è un dato della nostra costituzione ed è fondamento degli stati moderni. La forma di governo democratica è stata accettata anche dalla Chiesa.
Dunque lo stato laico, che ci piaccia o meno - io fo un discorso asettico - lascia decidere al parlamento ed anche ai referendum. Questo non impedisce alla Chiesa di opporsi a leggi che violano la verità e la morale cattolica ed anhe di chiamare i fedeli ad organizzarsi per combatterle o abrogarle. Ma abbiamo visto come è finita con certe leggi relativwe a "diritti civili".
Sarò conciliante, ma non mi sembra che il cardinale abbia espresso un'approvazione a leggi contrarie alla Chiesa. per me ha fotografato la realtà. XChe poi a lui come ad altri tocchi impegnarsi per modificarla è un altro discorso.

hpoirot ha detto...

ma Dante...

«Io devo proporre… la mia idea di “vita buona”, in competizione dialogica con le altre»

... é falso. Al massimo é costretto a farlo, non deve. Il solo dovere di Scola é ribadire che la verità non é oggettiva e dire chiaramente qual'é la legge che Dio ha messo nel cuore di OGNI uomo. A maggior ragione perché "Il mio giogo é soave"

Almeno indirettamente Scola ha "approvato a leggi contrarie alla Chiesa", ne é la prova _il fatto che 90% del suo auditorium lo ha capito nel senso dottrinalmente sbagliato: verità=maggioranza

SI VEDE CHE era scappata la "esse" ha detto...

l massimo é costretto a farlo, non deve. Il solo dovere di Scola é ribadire che la verità *é* oggettiva,
NON è *SOGGETTIVA*.

hpoirot ha detto...

mea culpa. grazie per avermi corretto