venerdì 29 giugno 2012

Mons. Fellay oggi a Ecône: «siamo al punto di partenza»

Riprendiamo da Rorate Caeli. Il testo tradotto conserva tutta l'enfasi e la struttura del discorso parlato (ho migliorato il testo dall'ascolto diretto dell'originale in tandem con Luisa) :

Il Superiore Generale della Fraternità San Pio X , il Vescovo Bernard Fellay, questa mattina a Ecône, in Svizzera ha ordinato sacerdoti e diaconi. Nel suo sermone, ha incluso alcuni commenti sulla situazione attuale delle relazione tra Roma e la FSSPX :
«Nel celebrare la festa di san Pietro e san Paolo, non possiamo non pensare a Roma. E non possiamo dimenticare l'amore che aveva per Roma il nostro fondatore, e che avrebbe voluto e che voleva inculcare nei suoi figli. Siamo Romani! E questo non possiamo lasciarlo andare! Anche se viviamo in tempi difficili, anche se dobbiamo soffrire a causa della Roma di oggi, questo non può affatto offuscare questo amore vero, effettivo e affettivo per Roma, perché era il buon Dio colui che ha scelto questa città per essere capo della Chiesa. Questo non significa che noi amiamo gli errori, no davvero, ne soffriamo. Ma non dobbiamo lasciarci disgustare da quello che succede, fino al punto di rinunciare. No, è necessario resistere; che è quello che cerchiamo di fare.
Certamente, mi chiedete, 'Cosa sta succedendo a Roma'? Se fino ad ora non abbiamo detto quasi nulla, è perché non abbiamo molto da dirvi. Fino ad ora, le cose sono in una fase stagnante, si può dire, o addirittura ad un punto morto. Nel senso che ci sono stati va e vieni, scambi, corrispondenze, proposte, ma siamo al punto di partenza. Il punto di partenza in cui avevamo detto di non essere in grado di accettare, né di firmare. Siamo qui, questo è tutto. Si vede bene da una parte ciò che rende complicata questa situazione. È già da due o tre anni che lo dico che ci troviamo a Roma davanti alla contraddizione. È dal 2009, che lo lo ripeto, e si può dire che ciò si verifica ogni giorno. È la situazione della Chiesa, cosa volete? Ci sono coloro che tirano, che desiderano andare ancora più in là, possiamo dire, col progressismo e le sue conseguenze. Ci sono altri che vorrebbero fossero attuate correzioni. E noi, in mezzo, siamo diventati come una pallina da ping pong, che ognuno colpisce. Sappiamo che alla fine, alla fine, la Chiesa ritroverà di nuovo se stessa, e spetta a noi, a noi, mantenere nel nostro cuore la volontà di non soddisfarci di un certo comfort in una situazione che semplicemente non è normale. Non bisogna, in definitiva che, abituati ad avere più o meno tutto quello di cui abbiamo bisogno, si consideri la situazione nella quale ci troviamo come normale. Questo non è vero. Semplicemente non è vero. È normale che cerchiamo, con il rispetto per tutte le condizioni che sono necessarie, evidentemente, di recuperare questo titolo, che è il nostro, a cui abbiamo diritto, di cattolici. Questo non significa che dobbiamo prostrarci ai modernisti, non c'è niente a che vedere con questo.

Ma è una situazione difficile, difficile, tutto sembra elettrico, si vede chiaramente che il diavolo scatenato corre su tutti i lati. E quindi, questo è il momento della preghiera. È un momento difficile. Per noi, di noi, si dicono ogni sorta di cose. Caro Dio, l'unica cosa che desideriamo è fare la volontà di Dio, questo è tutto. La volontà di Dio si esprime in fatti. Per noi è chiaro che quest'opera che Monsignore ha fondato non si tratta comprometterla. È anche chiaro che non possiamo portare a tutta la Chiesa un bene se non rimanendo fedeli all'eredità di Monsignore. Da qui vengono queste famose, non so, "condizioni", "assicurazioni", che abbiamo presentato più volte, che devono garantire che la Fraternità resterà quello che è. Se, in un certo momento, una collaborazione è concepibile, quando, come, le circostanze lo dimostreranno». ( Audio: DICI )

30 commenti:

Cogitans ha detto...

Da questo discorso sembra poter dedurre che se non interviene qualcosa di nuovo, ad esempio una prossima mossa del Papa, il "tempo di riflessione" dato a Mons. Fellay non servirà a nulla.

Al momento, in attesa di conoscere chi sarà il nuovo Prefetto della CDF al posto di Levada, qualcosa di confortevole forse potrebbe venire dalla sponda Di Noia. Ma sembra tutto così incerto!

Se non altro non dovremo assistere alla frantumazione della FSSPX. Ma ci sarà un prezzo? E quale?

mic ha detto...

Forse tornare al punto di partenza potrebbe aiutare a trovare un percorso più breve e/o più rapido.

Ma questo potrebbe avverarsi se non fosse cambiata qualche carta in tavola: ad esempio se, strada facendo e a soluzione imminente, non fosse rincarata la dose del Preambolo...

Luisa ha detto...

Se la nomina di Müller a Prefetto della CdF si conferma, che cosa potrà fare il vicepresidente dell`ED, se il suo superiore è acerrimo nemico della FSSPX?

DANTE PASTORELLI ha detto...

A me, da quel che qui leggo, sembra un discorso rivolto sia all'interno - mantenere l'unità nella romanità - sia alla controparte: non potete chiederci l'impossibile.
La garanzia nel senso indicato da Di Noia di mantenere la propria integrità teologica. non può esser aggirata o negata.
Non vedo reali chiusure.

Ghergon ha detto...

Le parole di Monsignor Fellay ancora una volta colpiscono per coerenza ed integrità, ma soprattutto per la Misericordia, il santo zelo, la voglia di agire.

E' un vero vescovo cattolico, e il suo posto di superiore è ben meritato, c'è poco da fare.

Dio lo benedica.

Ora, davanti ad una santità del genere, dovrebbe intervenire personalmente il Papa.

1 Perchè ormai sono chiare a tutti, la buona fede e le ottime intenzioni della FSSPX di pervenire ad una soluzione per un unico intento: il bene delle anime, unica cosa che conta.

2 Perchè sono chiare a tutti la malafede, e le cattive intenzioni di qualcuno che, dall'altra parte, gestisce le trattative.

Se il Vaticano, davanti ad un sant'uomo che in GRAZIA DI DIO ha le migliori intenzioni, continua a fare queste ridicole ripicche, di ripresentare documenti triti e ritriti, quasi come se volesse boicottare tutto, chi continuerà a fare la pessima figura?

La FSSPX o il Vaticano?

DANTE PASTORELLI ha detto...

Di Noia mi sembra che abbia compreso la realtà del problema. Speriamo che abbia la possibilità di collaborare positivamente col papa.

Anonimo ha detto...

E'certamente impossibile negare che ci sia stata una "complicazione", dovuta alle ultime documentazioni presentate a mons. Fellay. Ma è da tenere bene a mente che il Santo Padre, nell'affidare i colloqui dottrinali e le trattative pratiche all'ombra di quel che fu il sant'Uffizio, s'è riservato l'ultima parola. Attendetela oranti e fiduciosi.
EXAEDIBUS

hpoirot ha detto...

"Se il Vaticano, davanti ad un sant'uomo ... continua a fare queste ridicole ripicche...chi continuerà a fare la pessima figura?La FSSPX o il Vaticano?"

Il vostro ingenuo ottimismo é commovente: come se Roma (qualla umana ma si vede praticamente solo quella) si fosse fermata davanti alla fede di un altro grande sant'uomo: Monsignor Lefebvre... Io prevedo a breve che ci riscomunicano altro ceh fare ammenda perché mons.Fellay é corretto!

Ghergon ha detto...

Non vedo dove sia l'ingenuo ottimismo.
I fatti sono fatti. Se nel 1988 agli occhi del cattolico distratto, Lefebvre sembrava un intransigente in lotta con la Chiesa, poichè mancava una degna informazione, oggi che le coscienze sono più mature, grazie ad un inspessimento dei media -internet- i "distratti" sono molto più attenti, e la cosa oggi assume un aspetto del tutto diverso; Fellay ne esce molto bene: appare come uomo onesto e timorato di Dio in lotta con una cricca di persone che non fanno il volere del Papa.

Non sia così oscuro e pessimista per il futuro Poirot. I cattolici devono essere ottimisti, uniti in preghiera possono spostare le montagne.

hpoirot ha detto...

per chi mastica la langue de Molière l'editoriale dell'abbé de la Motte...

http://www.laportelatine.org/district/prieure/fabregu/bulletin/apostol57.pdf

Anonimo ha detto...

Io credo che il protocollo SPX si risolverà entro l'estate. Ma dobbiamo stare attenti a pensare semplicisticamente che la SPX sia una specie di "medicina" che presuppone un corpo "malato da concilio".

Perchè la Chiesa è una entità umana assai penosa ma già dalla sua fondazione e non certo dal Concilio. Basta studiare un po' di storia della Chiesa, ma basta pensare solo che ci sono voluti "solo" 1854 anni ripeto 1854 anni per proclamare una evidentissima verità di Fede (senza contare Vaticano I e l'Assunta), in un contesto di Chiesa assolutamente PRE conciliare che tutti definisco MERAVIGLIOSA!!! Solo perchè lontana un secolo dal concilio!

Ora la Chiesa Cattolica per essere tale si poggia sulla Fede Trasmessa e sulla Gerarchia. Due aspetti sostanziali e imprescindibili. Sulla Fede non ci sono problemi ma per essere cattolici è necessaria per mandato divino anche l'aspetto Gerarchico. Fellay lo sa bene, bellissimo infatti è il suo concetto di "romanità" e quindi di gerarchia. Se il Papa garantisce la "sopravvivenza" e "l'identità" alla SPX, FELLAY DEVE accettare! La SPX sarà perfezionata e questa perfezione porterà beneficio al Corpo Mistico, nei modi solo a Dio noti. E poi Dio provvederà!

Quando arriveranno delle "leggi" (speriamo di no)o situazioni secondo le quali dovremmo andare contro una legge che è va contro la Legge Divina o la morale, dovere nostro e di ogni cristiano è resistere, diversamente se è una legge che va contro la coscienza (che ne so, per esempio con una la canonizzazione o magari se domani viene imposto il Kammino come prassi pastorale non liturgica a tutte le parrocchie e priorati del mondo) percorse tutte le strade del caso l'Angelico ci dice in ultima analisi che è possibile rispettare la legge in epikeia anche violando la lettera delle leggi, per rimanere ancora Cattolici, tenendo saldi i due principi sopra esposti.

mic ha detto...

Stupende foto delle ordinazioni ad Econe

don Camillo ha detto...

Il Concetto di Epikeia, è un concetto anzi una dottrina assai complessa. Ho dato una occhiata all'Enciclopedia Cattolica e la stessa, per la firma di Palazzini un grande moralista, descrive dettagliatamente questo istituto giuridico-morale. Anche se il Palazzini stesso ritiene che ancora non c'è una univocità sul significato del termine, tuttavia considera valido il principio secondo cui un soggetto obbligato da una legge vincolante può sottrarsi in foro interno (alcuni dicono anche in foro esterno) pur aderendo formalmente alla legge stessa.
Sarebbe opportuno approfondire questo interessante concetto!

Stefano78 ha detto...

Io prevedo a breve che ci riscomunicano altro ceh fare ammenda perché mons.Fellay é corretto!

S'era capito. Purtroppo quests "speranza" alberga nei cuori di molti, che stanno lavorando perchè avvenga al più presto. Purtroppo anche "dentro" la SPX.

Questi "colloqui dottrinali", sebbene a mio avviso non servano assolutamente a nulla dal punto di vista "dottrinale" (SIC! La dottrina della SPX è quella CATTOLICA), almeno hanno avuto il "merito" di tirare fuori dei "virus". Il primo atto per debellarli è riconoscerli.

Si è visto, anche molto bene (con il chiasso fatto), che durante le "trattative", elementi NON CATTOLICI della SPX hanno solevato i toni in ogni media "possibile", facendo concentrare l'attenzione su questi toni e non sulla SPX. Così, aiutati, anzi preceduti, dai loro omologhi opposti.

La "trattativa" è stata funestata da una verbosità animosa e senza nessuno sguardo a DIO, che ne dava i contorni di una battaglia per le investiture.

La penna di conservatori come Tornielli ha ben ringraziato. E continua a farlo.

Questa onda destabilizzante ha provocato, insieme ad altre concause, la tirata di remi in barca di molti media tradizionali. Le provocazioni si sono succedute, ed i toni hanno mostrato, anche all' "esterno", non una disputa teologica per il bene delle anime, ma una lotta intestina per la supremazia!

Ogni analisi che cercava di riquadrare il cerchio e di tendere all'obiettività, veniva screditata da i due "opposti/uguali" che si stavano sbranando.

Tutta questa ardimentosità era diretta proprio a quello che hai vaticinato.

Solo che il Diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Mons. Fellay è un Vescovo secondo il Cuore di Gesù. Ed io spero che non si faccia irretire da sofismi burocratici e soprattutto non si lasci intimorire da documenti da firmare, su cui è scritta SOLO ARIA FRITTA!

I "preamboli" sono documenti di ARIA FRITTA, che sono scritti in modo ambivalente! Il Vaticano II NON E' UN DOGMA. A questo riguardo ogni documento che lo vuole "riconosciuto" può essere firmato SUBITO. Con o senza "preamboli". La riserva di CRITICA è INSITA nello stesso Vaticano II, ed è già una realtà in alcuni istituti. Se il Vaticano II non è un dogma, come è vero, non è possibile "incastrare" la SPX in "obblighi" che superano anche il Concilio stesso!

Il principio aristotelico di non contraddizione funziona anche qui.

Per quanto Mons. Fellay si trovi in un "punto morto", io credo che sarebbe stato saggio firmare subito il primo preambolo. Proprio a fronte della sua fumosità.

La prudenza e l'astuzia non sono solo strumenti di Satana, ma vengono invocati da NSGC nel Vangelo per sostenere i suoi! E non vi sono solo "pragmatismi", ma anche buone strategie. Dove non è la Verità a essere oscurata, ma dove si cerca proprio di esaltarla.

Non è possibile guardare la realtà in modo DUALE. Perchè così si esca dallo Gnosticismo per entrare nel Manicheismo.

Io spero che Mons. Fellay non si faccia irretire, e continui la strada segnata per l'aiuto della CHiesa.

Infatti i messaggi minimizzatori e FALSI UMILI che leggo di alcuni fedeli della SPX, che evidenziano come la SPX non debba essere "santificata" e non debba essere definita come la "salvezza della Chiesa", pena la blasfemia, rientrano in questa volontà "scismatica" di cui sopra.

Infatti nessuno ha mai detto che la SPX sarebbe come Dio, ma che gli Operai sono chiamati nella Vigna, e che i Talenti del SIgnore devono essere messi a servizio delle anime! E' QUESTO IL COMPITO DELLA SPX, come di tutti i cristiani!

Stefano78 ha detto...

La base per firmare un accordo pratico, è dal 2005 che esiste.

Il famoso discorso del Papa alla Curia è il vero "preambolo dottrinale" che la SPX avrebbe potuto sottoscrivere il giorno dopo il suo pronunciamento.

Il "tirare per le lunghe", con colloqui dottrinali, preamboli, discussioni teologiche, ecc, ecc, fa parte di quella strategia antiunitaria e antiveritiera di cui sopra.

L'iniziativa potrebbe partire anche dalla SPX, e direttamente col PAPA!

Il Vaticano II non è un dogma, ma è incredibile come anche la SPX abbia "timore" ad agire di conseguenza.

Non è un dogma, ma tutti lo trattano così.

hpoirot ha detto...

Stefano78 non capisco come puoi estrapolare una cosa del genere dalla mia testa. La mia non é per niente "speranza" che alberga nei cuori perché tutto vada male ...ma grande timore!

Sono semrpe stato per la firma dell'accordo alla sola condizione che mons.Fellay lo giudichi buono. Ora che mons.Fellay stima che é impossibile firmare. Fiat!

...senza farsi strani film nella testa!

hpoirot ha detto...

...e quando dico "Io prevedo a breve che ci riscomunicano..." lo faccio perché anche mons.Fellay ha seriamente evocato questa possibilità circa un mese fa in un predica, dicendo che la situazione potrebbe peggiorare e potremmo anche subire da Roma più persecuzione di quanta ne subimmmo in passato.

hpoirot ha detto...

"Il Vaticano II non è un dogma, ma tutti lo trattano così...."

...tutti compreso il papa, che nella predica alla messa crismale 2012 ribadiva che il CV2 rimane ufficialmente il punto di riferimento per l’annuncio del messaggio della fede:

“I testi del Concilio Vaticano II e il Catechismo della Chiesa Cattolica sono gli strumenti essenziali che ci indicano in modo autentico ciò che la Chiesa crede a partire dalla Parola di Dio.”

Cosi' nell’Anno della Fede che è anche il ricordo dell’apertura del Concilio Vaticano II 50 anni fa, si deve “...annunciare il messaggio della fede con NUOVO zelo e con NUOVA gioia” partendo da queste basi.

... l'intramontabile Concilio !

DANTE PASTORELLI ha detto...

Non credo, POIROT, che Stefano si riferisse a te individualmente: è partito da una tua frase per metter in evidenza che molti "lefebvriani" nei vari blog, e altrove, tifano per una rottura sicuri che così si salva la purezza della fede. Tu hai spesso scritto che seguirai mons. Fellay nelle sue scelte perché lo giudichi saggio uomo di Dio
Il panorama che Stefano78 disegna, forse un po' esagerando, corrisponde però alla realtà.
E, com'è noto, anch'io come lui spero in un'iniziativa alimentata dall'amore divino, da parte del papa e di Fellay.

mic ha detto...

L'ascolto integrale dell'omelia mette in luce che il problema centrale, il nocciolo di tutto è la formazione sacerdotale, la dignità del Sacerdozio che è stata la principale preoccupazione di Mons. Lefebvre quando ha fondato la Fraternità...

hpoirot ha detto...

Articolo di John Vennari pubblicato sul famoso sito americano Catholic Family News (CNS)

" Il Vaticano sta usando il Ju-Jitsu con la FSSPX? "

http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV296_Vennari_Ju-Jitsu_Vaticano.html

qualcuno ha detto: ha detto...

Anche il Sabato Santo sembrava un "punto morto"!

Gederson Falcometa ha detto...

Se la nomina di Müller se conferma, me sembra che Di Noia, non potrà fare niente tra lui e Mons. Pozzo. Questo mi ricorda di Padre Louis Boyer, che era stato tra Paolo VI e Mons. Annibale Bugnini (vedere qui http://insidethevatican.com/newsflash/2009/newsflash-oct-14-09.htm). Per me non ha senso mettere Dom Di Noia, tra il Don Müller e Mons. Pozzo e credo che le persone legate alla Commissione Ecclesia Dei, dovrebbe fare qualcosa contro tale nomina (almeno una preghiera pubblica e comune, a fronte di tale nomina).

Qui in Brasile il sito tradizionalista più letto (Fratres in Unum) ha rivelato in queste giorni, il motivo più grande per Mons. Pozzo essere l'ostacolo nella CED: la sua tese di dottorato, dice rispetto all'assenso dovuto al Concilio Vaticano II (che me sembra per l'atuazione di lui dovrebbe essere sbagliata). Ho fatto una ricerca per tentare trovare la tesi, ma non ho encontrato niente per avere qualcosa di concreto o almeno capire chi è Mons. Pozzo...

Anonimo ha detto...

per Stefano e le sue tesi non cattoliche.

PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELL'UNITÀ DEI CRISTIANI

Il carattere teologicamente vincolante del Decreto sull'ecumenismo
del Concilio Vaticano II "Unitatis redintegratio"

(...)Sia le difficoltà, sia i fraintendimenti portano, talvolta, a guardare al movimento ecumenico con diffidenza. Allora, spesso si mette in dubbio il carattere teologicamente vincolante del Decreto conciliare "Unitatis redintegratio". Come argomento, si adduce che tale documento non è una Costituzione dogmatica, ma "solo" un Decreto, che non ha carattere dottrinale vincolante - o tutt'al più lo possiede in forma minima - ed ha solamente importanza pastorale e disciplinare.

I. A prima vista questa tesi sembra evidente. In realtà, se si osservano le cose con più precisione, non lo è affatto. Comunque, tale tesi non può esser dedotta dal solo uso delle parole. Infatti, il Concilio di Trento ha solo decreti; però sotto tale nome ha approvato documenti dogmaticamente importanti e vincolanti. A differenza di Trento, il Vaticano II distingue tra Costituzioni e Decreti; però il Concilio non ha spiegato questa differenziazione, o, almeno, non in modo da giustificare la tesi suddetta.

Le dichiarazioni del Papa Paolo VI all'atto della solenne promulgazione di "Unitatis redintegratio" vanno in altra direzione. Già all'inizio della seconda sessione del Concilio, il Papa, in un discorso di carattere fondamentale, dichiarò che l'avvicinamento ecumenico era uno degli scopi - per così dire il dramma spirituale - in ragione del quale il Concilio era stato convocato (1). Se si tiene in debito conto questa dichiarazione, tutti i testi del Concilio debbono essere letti in prospettiva ecumenica. Quando fu promulgato il Decreto sull'ecumenismo, alla fine della terza sessione (assieme alla Costituzione dogmatica sulla Chiesa), il Papa Paolo VI affermò che il Decreto spiega e completa la Costituzione sulla Chiesa: "ea doctrina, explicationibus completa in Schemate "De Oecumenismo" comprehensis, [...]" (2). Egli ha dunque strettamente collegato, quanto a importanza teologica, tale Decreto alla Costituzione sulla Chiesa. Infine, nella sua allocuzione conclusiva dell'8 dicembre 1965 (d'accordo con il discorso di apertura del Papa Giovanni XXIII [3]) dichiarò che il Concilio nel suo complesso, e quindi anche la Costituzione dogmatica, aveva un orientamento pastorale. E non lasciò dubbi circa il fatto che l'orientamento pastorale non escludeva né relativizzava i pronunciamenti dottrinali, ma, al contrario, aveva come fondamento l'insegnamento della Chiesa (...).

Card. WALTER KASPER
Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani

Anonimo ha detto...

Motu proprio Ecclesia Dei:
“4. La radice di questo atto scismatico è individuabile in una incompleta e contraddittoria nozione di Traditione. Incompleta, perché non tiene sufficientemente conto del carattere vivo della Tradizione, «che – come ha insegnato chiaramente il Concilio Vaticano II – trae origine dagli Apostoli, progredisce nella Chiesa sotto l’assistenza dello Spirito Santo: infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, cresce sia con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro, sia con la profonda intelligenza che essi provano delle cose spirituali, sia con la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma certo di verità»(5)
Ma è soprattutto contraddittoria una nozione di Tradizione che si oppone al Magistero universale della Chiesa, di cui è detentore il Vescovo di Roma e il Corpo dei Vescovi. Non si può rimanere fedeli alla Tradizione rompendo il legame ecclesiale con colui al quale Cristo stesso, nella persona dell’apostolo Pietro, ha affidato il ministero dell’unità nella sua Chiesa(6)
5. Dinanzi alla situazione verificatasi, sento il dovere di rendere consapevoli tutti i fedeli cattolici di alcuni aspetti che questa triste circostanza pone in particolare evidenza. [...]
Nelle presenti circostanze, desidero soprattutto rivolgere un appella allo stesso tempo solenne e commosso, paterno e fraterno, a tutti coloro che finora sono stati in diversi modi legati al movimento dell’Arcivescovo Lefebvre, AFFINCHÉ COMPIANO IL GRAVE DOVERE DI RIMANERE UNITI AL VICARIO DI CRISTO NELL’UNITÀ DELLA CHIESA CATTOLICA, E DI NON CONTINUARE A SOSTENERE IN ALCUN MODO QUEL MOVIMENTO. NESSUNO DEVE IGNORARE CHE L’ADESIONE FORMALE ALLO SCISMA COSTITUISCE UNA GRAVE OFFESA A DIO E COMPORTA LA SCOMUNICA STABILITA DAL DIRITTO DELLA CHIESA.

Capito cosa dice la Chiesa Una, Santa, Cattolica e Apostolica?
Studia Stefano.

mic ha detto...

Ho scelto da un logorroico tsunami di post di conio neo-cattolico, questi due messaggi.

Non ho il tempo ora di rispondere. Lo farò appena possibile. Nel frattempo, confido nelle buone volontà di chi passa di qua.

DANTE PASTORELLI ha detto...

Più che nella buona volontà, Mic, devi confidare nella pazienza che si esprime anche nel voltar pagina.

Anonimo ha detto...

Per Dante pastorelli che dice:
... Mic, devi confidare nella pazienza che si esprime anche nel voltar pagina.

... e nel non sapere cosa rispondere!!!

Gederson Falcometa ha detto...

Mamma mia anonimo, citare Walter Kasper è fare un appello a ciò di quello che ce di peggiore nella Chiesa post-conciliare. Le persone come lui sono l'eccezione alla regola della Imitazione di Cristo e di S. Ignazio, lui non ce la capacità capacità di comprendere la realtà, egli crea le cose che non esistono. Onestamente non so come arrivò a diventare un cardinale, perchè non merita attenzione, e molto meno fiducia...

Per quanto riguarda il Motu Proprio Ecclesia Dei, la situazione è diversa, ma su questo, Mons. Gherardini a parlato troppo bene:

"Selon moi, il n’y a qu’un argument à mettre sur le tapis : Jean-Paul II l’a suggéré quand, infligeant la fameuse excommunication en 1988, il a reproché à la Fraternité Saint-Pie X d’avoir “une incomplète et contradictoire notion de la Tradition”. Personnellement, je suis d’un tout autre avis, mais c’est exactement pour cela que je vois dans la Tradition l’unique thème doctrinal à traiter à fond. Si on réussissait à clarifier le concept de Tradition sans se réfugier dans l’escamotage de la tradition vivante, mais aussi sans fermer les yeux sur le mouvement interne de la tradition apostolico-ecclésiale “eodem tamen sensu, eademque sententia” [en conservant le même sens et la même pensée], le problème cesserait d’exister".

[Aletheia] Entretien avec Mgr Brunero Gherardini - http://tradinews.blogspot.com.br/2010/03/aletheia-entretien-avec-mgr-brunero.html

Me scusa di avere fatto la citazione in francese, ma questa era la mia fonte secundaria do portoghese. Qui Mons. Gherardini...

mic ha detto...

... e nel non sapere cosa rispondere!!!

Anonimo, se non so cosa rispondere lo dico. E ci sono cose, come quelle scritte sopra, che davvero ripugnano.... per cui a volte mi capita di essere satura. Quando mi riprendo, riparto e rispondo...