sabato 23 giugno 2012

Il Cardinal Koch sul V Centenario della Riforma: «non possiamo celebrare un peccato»

Noi ne avevamo già parlato qui. Ora, da Infocatolica, apprendiamo recenti sviluppi, peraltro sorprendenti nel clima attuale; ma certamente in senso positivo!

Si avvicina il 2017, le confessioni sorte dalla autodichiarata Riforma vogliono celebrare il Quinto Centenario. È caduto già da tempo il mito secondo il quale Lutero ha affisso le tesi alla porta della Chiesa del castello di Wittenberg, ed è indubbio che i primi di novembre del 1517 lasciarono il segno nella storia dell'umanità. La segnarono con ferite. 

La Chiesa è stata invitata agli eventi. In questo contesto sono rimasto gradevolmente sorpreso dalle dichiarazioni del Presidente del Pontificio Consiglio per la Unità dei Cristiani sul sito della diocesi di Münster. Il Cardinal Koch è stato estremamente chiaro: «non possiamo celebrare un peccato». Così, senza anestesia. 

«Gli eventi che dividono la Chiesa non possono esser chiamati un giorno di festa», l'unica cosa a cui è stato disposto ad accedere il cardinale è classificare l'anniversario come un giorno da ricordare ma non da festeggiare. Non si è trattato di dichiarazioni imprudenti, ha riconosciuto che sarà considerato «anti-ecumenico», il che per essere il responsabile della cosa non è niente male, no? Preferirebbe assistere piuttosto a una riunione nella quale le confessioni riformate, seguendo l'esempio di Giovanni Paolo II nel 2000, chiedessero scusa e riconoscessero i loro errori, e allo stesso tempo condannassero come ha fatto il Papa beato lo scisma nella Cristianità.

Ringrazio il Cardinale per la sua chiarezza. Finiti gli anni della ‘lutero-mania‘ si avvicinano quelli della ‘reforma-mania’. I primi passi sono fermi. Riconoscere le differenze e dir sempre la verità è un'ottimo punto di partenza. Nemmeno sul piano ‘pseudoecumenico‘, Koch ha avuto ragione anche per quella che altri chiamano diplomazia. Alcuni pensano che l'ecumenismo significhi prendersi per mano, fare un sorriso idiota, e dire sempre di sì all'altro anche quando gli si mente. La Commissaria (ambasciatrice, comissaria, delegata o quel che è) del Consiglio della Chiesa Evangelica in Germania (EKD) per il giubileo del 2017, Margot Kässmann, due giorni fa ha avuto una reazione viscerale alle parole di Mons. Koch:
La Riforma Protestante non è il nostro peccato, ma una riforma della Chiesa urgente e necessaria dal punto di vista biblico, nella quale difendiamo la libertà evangelica; non dobbiamo confessarci colpevoli di nulla.
E allora perché vogliono che partecipi la Chiesa? Forse la cosa più strana in tutta questa vicenda è proprio il fatto che le dichiarazioni del Caridinal Koch siano considerate straordinarie.
Juanio Romero
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[Fonte: Infocatolica.com]

8 commenti:

uno ha detto ha detto...

Non dimentichiamo che Koch ha recentemente affermato che l'antica alleanza è ancora in vigore per gli ebrei, che secondo lui come per molti altri nella chiesa conciliare, non è necessario accettare il Dio Uno e Trino, essere battezzati o convertirsi alla Chiesa cattolica per essere salvati.
Koch può parlare giustamente nel non celebrare la rivolta protestante, ma anche un orologio rotto ha ragione due volte al giorno.

Sibelius ha detto...

hehehe! Questa affermazione cattolica di Koch non mi sorprende affatto consideriamo infatti che lo "Zio" Lutero ha scritto cose sui "fratellimaggiori" che farebbero arrossire Adolfo Hitler ...

ps. il raccontino dell'orologio rotto è troppo simpatico... :)

Dante Pastorelli ha detto...

Ma guarda dove si va a ficcar la Verità! W Koch, che almeno una volta si dimostra un vescovo cattolico!

hpoirot ha detto...

Non dimentichiamo neanche che Koch il 12 maggio 2012 dichiarava

"Tutte le decisioni dottrinali del magistero sono vincolanti per un cattolico, anche il Concilio vaticano II con tutti i suoi testi"

parlando del valore della 'Nostra Aetate' sui rapporti con gli ebrei e rispondendo alle domande dei giornalisti sui Lefebvriani presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino? In quel frangente Koch era ospite del rabbino Jack Bemporad...

Caterina63 ha detto...

E allora perché vogliono che partecipi la Chiesa?

***
se a volerlo sono i Protestanti è solo PER UMILIARE la Chiesa...
essi sanno bene che la Chiesa, nella veste di non pochi prelati , è sempre pronta a piccoli compromessi e non chiede loro di convertirsi a Roma ,ma solo di DIALOGARE... restare nelle proprie diversità, ma al tempo stesso la presenza della Chiesa è per loro prestigio, quel prestigio che alla fine della fiera non sono mai riusciti ad avere in campo mediatico ;-)

se invece è la Chiesa stessa a voler essere presente, Essa, nella veste di non pochi suoi Prelati gode nel mettersi in mostra per dimostrare al mondo di essere capacein tutto; essere tutto e il contrario di tutto, di essere amica con tutti, di essere un punto di riferimento per tutti....
è così che come ha brillantemente osservato "1-2" ^__^ "ma anche l'orologio rotto ha ragione due volte al giorno"... a questi Prelati basta dimostrare questa sporadica ragione e procedere....
e del resto, Koch, deve ancora spiegarci perchè l'anno scorso ha piantato un albero in san Paolo Fuori le mura per FESTEGGIARE i preparativi del grande avvenimento del 2017, ma che il Papa NON è andato a benedire, il giorno dopo, pur informato, non è andato nè a vedere nè a benedire...

Ad ogni modo è consolante che il cardinale Koch sia giunto a fare una affermazione di per sè neppure originale: non possiamo celebrare un peccato!", bastava infatti seguire la Tradizione invece di perdere il tempo ricnorrendo una pietosa ecu-mania per capire che questa è una logica semplicemente dottrinale... ma meglio tardi che mai ed è certo che questa frase suonerà come un nuovo slogan, pro o contro, da parte delle schiere agonizzanti progressiste...

Merito della politica di Benedetto XVI ? io credo di sì....
domani vedremo!
ad ogni giorno basta la sua pena e il suo caldo!
^__^

Marco ha detto...

"Non possiamo celebrare un peccato".

Finalmente una parola chiara!
A questo punto però è doveroso invitare i luterani a non ripetere il peccato di Lutero aderendo ai suoi errori.

Marco Marchesini

Catholicus ha detto...

A questo punto però è doveroso invitare i luterani a non ripetere il peccato di Lutero aderendo ai suoi errori.


Purtroppo è questo che non va più di moda...

Anonimo ha detto...

Ma perchè invitare i cattolici? Ma chi se ne frega della loro presenza? Perchè invitare dei peccatori alla nostra festa? Noi protestanti dobbiamo iniziare a parlare chiaro: la chiesa cattolica segue Mammona non il Vangelo, quindi è nel peccato.