Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

sabato 21 febbraio 2026

Il vescovo Strickland sulla situazione della FSSPX: "La salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema"

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews. Ancora il vescovo Strickland sulla FSSPX. Quando coloro che contraddicono apertamente l'insegnamento della Chiesa vengono tollerati, mentre coloro che cercano la continuità vengono trattati come sospetti, qualcosa si è invertito. Qui l'indice dei suoi interventi.

Il vescovo Strickland sulla situazione della FSSPX:
"La salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema"


L'attuale situazione che vede coinvolta la Fraternità San Pio X (FSSPX) ha rivelato ancora una volta, all'interno della Chiesa, una realtà seria e irrisolta, che non può essere ignorata, rinviata a tempo indeterminato o alla quale non si può rispondere con il silenzio.

Negli anni successivi al Concilio, l'arcivescovo Marcel Lefebvre ha agito nella convinzione che elementi essenziali della vita della Chiesa – la formazione sacerdotale tradizionale, la teologia sacramentale che l'aveva plasmata e la Messa che aveva nutrito innumerevoli santi – venissero abbandonati o attivamente soppressi. La Fraternità San Pio X è nata da quella crisi e, per decenni, ha preservato queste realtà quando pochi altri erano disposti o autorizzati a farlo.

Questa preservazione non era ideologica o nostalgica. Richiedeva che i vescovi ordinassero i sacerdoti, confermassero i fedeli e governassero affinché la vita sacramentale tradizionale della Chiesa non si estinguesse durante un periodo di profondo sconvolgimento.

Con la scomparsa di gran parte della generazione di vescovi che per primi si è assunta questa responsabilità, la Fraternità ha ripetutamente sollevato una preoccupazione concreta: senza nuovi vescovi, la continuità di quella formazione sacerdotale e di quella vita sacramentale non può essere mantenuta. Non si tratta di una richiesta di novità, di potere o di eccezione. Si tratta piuttosto di chiedersi se qualcosa preservato a caro prezzo per il bene della Chiesa possa ora essere lasciato scomparire per inazione.

Quando tali preoccupazioni vengono sollevate con calma, rispetto e ripetutamente – e quando vengono accolte non con chiarezza ma con il silenzio – il ritardo stesso diventa una decisione. L'inazione diventa un giudizio. E il silenzio inizia a funzionare come una risposta.

La Chiesa è gerarchica per disegno divino e l'autorità esiste per salvaguardare ciò che le è stato affidato. Tale autorità ha una grave responsabilità: proteggere il sacerdozio, preservare la continuità apostolica e parlare con chiarezza quando sono in gioco realtà essenziali.

L'unità nella Chiesa non si preserva attraverso l'ambiguità. La fedeltà non è una minaccia. La tradizione non è un nemico. Quando coloro che contraddicono apertamente l'insegnamento della Chiesa vengono tollerati, mentre coloro che cercano la continuità vengono trattati con sospetto, qualcosa si è invertito.

Questo momento richiede preghiera, onestà e coraggio, soprattutto da parte di coloro a cui è affidata l'autorità. La salvezza delle anime deve rimanere la legge suprema della Chiesa. Il silenzio non può essere l'ultima parola.

[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

23 commenti:

Anonimo ha detto...

Bravo Strickland! Però potresti cominciare anche tu a consacrare qualche vescovo... Vescovi della Tradizione sarebbero necessari ovunque.

Anonimo ha detto...

https://www.marcotosatti.com/2026/02/20/chiesa-cattolica-alla-deriva-siamo-agli-ultimi-tempi-riflessioni-di-catholicus/. : chiedo scusa per l'impressione che può suscitare questa mia autocitazione, ma tanta è la gioia del sentirmi in perfetta linea con Mons. strickland ( e con Mons. Viganò, ovviamente) che non ho saputo resistere dal confessare di aver ben evidenziato la frase di Mons.Strickland ("salus animarum suprema lex") in un mio articolo, inviato all' editore giorni addietro e pubblicato l'altro ieri. Nessun protagonismo, tengo a ribadire, ma solo umile spirito di servizio alla causa di Nostro Signore, che ci esorta così " quello che Io vi dico nel segreto, gridatelo dai tetti!". LJC Catholicus

Anonimo ha detto...

La salvezza delle anime è l' unico concreto obiettivo cui devono tendere tutti coloro che hanno ricevuto l' Ordine sacro. Da qui non si scappa davvero. Via, via ecologia, clima, migrazioni, riti tribali, preoccupazioni elettorali e ogni simile mostruosità! Che si cerchi e si promuova la santità, con l' esempio dei santi (quelli veri) e di loro si asaltino le virtù e su questa base si avviino i processi per beatificarne di nuovi. Sì, sulla base delle virtù eroiche, non sulla base di narrazioni quanto meno dubbie. Altroché vescovi nudisti uccisi non si sa per quale motivo i cui atteggiamenti fanno rabbrividire... Bisogna proporre i santi veri. E, giustamente, bisogna che nella Chiesa non vi sia una impalcatura democratica, ma monarchica, con un papa cui necessariamente tocca l' ultima parola, una parola di verità perché Egli deve essere il custode e il difensore della verità e della fede. Così ricordo e rimpiango i vescovi e i papi di un tempo: custodi e apostoli della verità. Che la Madonna Santissima, Mediatrice di tutte le grazie, interceda per il ristabilimento della Santa Chiesa di Cristo.

Anonimo ha detto...

E aggiungo: il silenzio o le mezze verità non appartengono ai buoni e santi pastori, appartengono alle malizie del nemico.
Nonna

Anonimo ha detto...

Leggetevi la scuola laica che cede al ramadan, articolo di Marco Lepore su la NBQ di oggi e poi ne parliamo. Dal neopaganesimo alla sottomissione ventura all'Islam.

E.P. ha detto...

A contribuire all'idea che i "conservatori" e i "normalisti" siano gli utili idioti del modernismo è l'articolo di ieri di un pur apprezzabile teologo che contesta le annunciate ordinazioni del 1° luglio ma lo fa... difendendo certi teologi responsabili dello sfascio che viviamo, dei quali uno era stato elogiato come «uno tra i più brillanti ecclesiologi del Novecento» nientemeno che da mons. Gherardini. Quest'ultimo, evidentemente, parlava di brillantezza professorale, di prestigio accademico, non di brillantezza cattolica, utile per salvarsi l'anima.

In quell'articolo (che non citerò qui), così come nella vastissima parte dei maldipancia pubblicati da blog e siti "conservatori" sull'argomento ordinazioni 1° luglio, assieme a premesse corrette ci sono piccole ma significative forzature. Come ad esempio il confondere «l'ossequio religioso della volontà e dell'intelletto» con l'ingoiare acriticamente le ambiguità e contraddizioni in materia di fede e di morale. Come se fosse necessario sotterrare il talento della ragione. Come se tali contraddizioni fossero poche e ben isolate e già in fase di correzione, anziché un diluvio perdurante da oltre sessant'anni. Come se non ci fosse mai il rischio di anteporre l'autorità alla verità. Come se la gerarchia quelle contraddizioni le stesse combattendo anziché producendo. Come se l'apostolo Paolo avesse sbagliato a "resistere in faccia" a Pietro (cfr. Gal 2,11).

Quei maldipancia sono probabilmente dovuti più all'ironia che ai ragionamenti: "la FSSPX si può iscrivere al Partito Comunista Cinese, ottenendone automaticamente il diritto di ordinare vescovi a piacimento", "ma è l'Amoris Laetitia a insegnarci che le convinzioni personali valgono più della legge della Chiesa".

Nessuno dei pontefici conciliari ha finora corretto la rotta della barca di Pietro. Noialtri ci limitiamo a gridare «Signore, salvaci» (e anche a implorare Pietro e gli altri ufficiali di bordo di fare il loro sacro dovere) e ad aggrapparci a ciò che troviamo. Spiacerà molto ai "conservatori", ma se esistono i "tradizionalisti" è solo perché la gerarchia cattolica ha infaticabilmente creato (e tuttora crea) tutte le più adatte condizioni per farli esistere e moltiplicare.

Anonimo ha detto...

Oggi si ricorda San Pier Damiani, dottore della Chiesa.
Già ai suoi tempi l'eremita, censore di simonia ed eccesso di lavanda, fu mal sopportato.
Speriamo che oggi non sia addirittura censurato il suo nome e il suo pensiero.

Anonimo ha detto...

La distinzione tra "tradizionalisti" e "conservatori" è da ripensare.
"Conservatore" è chi vuole conservare l'ancien regime. "Tradizionalista" è chi ama la Tradizione. Anche i Tradizionalisti alla Lefebvre sono "conservatori", in quanto vogliono conservare la Chiesa pre-conciliare o riandare ad essa. E viceversa i "conservatori" possono a buona ragione affermare di essere "tradizionalisti" se amano la Tradizione e ne praticano la Liturgia.

Dunque la definizione di "conservatori" per designare i tradizionalisti moderati o quelli che stanno dentro la Chiesa (Ecclesia Dei e Summorum Pontificum) è del tutto errata. Così come quella di "tradizionalisti" per designare i lefebvriani e compagnia bella. Oltretutto storicamente il tradizionalismo non nasce con Lefebvre. Lefebvre è uno dei tanti. Ci sono altri tradizionalisti altrettanto antichi che nulla hanno avuto a che fare con Lefebvre e che hanno dato un validissimo e originale contributo alla sopravvivenza della Liturgia pre-conciliare. Vedi la serie di articoli che recentemente OnePeterFive ha pubblicato sui "padri del tradizionalismo".

La vera distinzione è sulle scelte pratiche che derivano dall'essere moderati o estremisti, nella Chiesa o fuori dalla Chiesa. Ma quelle sono scelte "di coscienza" e ognuno in coscienza ne risponderà a NSGC.
A mio modesto avviso, tutti sono stati e sono importanti, più o meno a seconda dei casi, ma non disprezzerei nessuno. Il giudizio lo lascio al Suddetto, che è onnisciente.

Anonimo ha detto...

Un numero record di oltre 450 persone si convertiranno al cattolicesimo nella Vigilia Pasquale di quest'anno a Sydney, Australia.
Un aumento di circa il 17% rispetto alle 384 dell'anno scorso.

Anonimo ha detto...

SER Card. Raymond Leo Burke: "Signore fa che io veda di nuovo" - Omelia di inizio Quaresima 2026
Scuola Ecclesia Mater IPC
https://www.youtube.com/watch?v=nT3VKxnFF1g&t=12s

Anonimo ha detto...

Autorità da un lato pure riconosciuta dai lefevbriani contro la verità degli ultimi.... come dice E.P. .. bella sintesi ...e gran caos.

Laurentius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Laurentius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

"NON LA PRENDA COME UNA PROVOCAZIONE"

La parte più divertente della risposta della FSSPX al Prefetto Fernandez si trova a fine lettera, dove don Pagliarani dice letteralmente:"Prego in particolare per Lei lo Spirito Santo e – non lo prenda come una provocazione – la Sua Santissima Sposa, la Mediatrice di tutte le Grazie."

Dire a Fernandez, che ha fatto uscire di recente il documento in cui si dice "Siate cauti nell'usare il termine mediatrice di tutte le Grazie" letteralmente :"Pregherò la Mediatrice di tutte le Grazie per te" è meraviglioso.

E fa riderissimo.

Anonimo ha detto...

Ma il problema mi pare sia la Nuova Religione Universale, di fronte alla quale la parte moderata e quella integralista del cattolicesimo reagiscono diversamente. La Chiesa sinodale e conciliare è lanciata come un treno verso la NRU, dove il sincretismo religioso è la nuova stella polare.
Il cattolico tradizionale è conservatore oppure integralista, questa è la distinzione corretta.

Anonimo ha detto...

Un Santissimo tiè!

Anonimo ha detto...

Questa è opera del Cardinale George Pell in terra e dal Cielo!!!

Anonimo ha detto...

@ Aninimo 21:18, bravo, amico mio, lei ha fatto un ritratto fedelissimo della falsa chiesa, la conciliar-sinodale, con il suo clero ormai venduto anima e corpo al Nemico; una sola chiosa, mi conceda di fare : se per conservatore lei intende le vedove ratzingeriane e wojtyliane, allora non sono cattolici tradizionali quelli, anzi direi nemmeno cattolici, poiché volevano mettere d'accordo Cristo con Belial, come suol dirsi, con l'assurda e irricevibile " ermeneutica della continuità". I conservatori conciliari, nella migliore ipotesi, si fermano a metà del guado ( vedasi don Minutella) e, pur criticando aspramente Bergoglio e Prevost, stravedono per i loro due ultimi predecessori e accettano il CV II, rischiando così di venur travolti dall' impetuosa corrente del modernismo degli Ultimi Tempi ( mitus in fine velocior). LJC Catholicus

Da Fb ha detto...

Vabbè, so che può far venire qualche sopracciglia, ma lo dico e basta. E prima di ogni altra cosa, sia chiaro: non sono un prete. Non sono un teologo. Sono solo un cattolico laico che cerca di dare un senso a quello che sta succedendo tra la SSPX e Roma. Questi sono solo i miei pensieri. Non prendere le mie parole come giudizio ufficiale. Parlo come uno che ama la Chiesa e che ha il cuore spezzato onestamente per tutta questa situazione.

Quindi la domanda è questa: il Vaticano è troppo duro con la SSPX? Perché da fuori guardando dentro, sembra che Roma sia stata meno pastorale con la Società. E uso quella parola con attenzione. Sentiamo costantemente parlare di "sinodalità", di ascolto, di accompagnamento, di dialogo. Ma vale solo per certi gruppi? La sinodalità si estende solo a persone e movimenti che si allineano alle priorità attuali?

Quando guardi come Roma si impegna con vari gruppi, anche con persone che promuovono apertamente idee che contraddicono l'insegnamento morale cattolico, vedi inviti, incontri, pubblico privato, gesti pubblici di accoglienza. Abbiamo visto il clero associato a cause progressiste ricevere incontri e incoraggiamenti. Abbiamo visto persone che dissentono pubblicamente dall'insegnamento ecclesiastico trattati con pazienza e apertura in nome della cura pastorale.

E poi guardi la SSPX.

Ecco una società che celebra la Messa Tradizionale in latino, insegna la dottrina classica cattolica, amministra i sacramenti, promuove la modestia, le famiglie numerose, la teologia morale tradizionale. Sì, hanno delle irregolarità canoniche. Sì, ci sono vere tensioni teologiche, soprattutto per quanto riguarda l'interpretazione del Concilio Vaticano II. Questo è grave. Nessuno dovrebbe fingere il contrario.

Ma la domanda che molti si pongono è: perché sembra così difficile per Roma sedersi con loro coerenza e diretta, soprattutto ai massimi livelli? Perché sembra che le porte si chiudano più velocemente che ad altri?

È doloroso da vedere. Soprattutto quando il Superiore Generale della SSPX avrebbe chiesto incontri in passato, e quegli sforzi non sembravano andare avanti. E ora, con le imminenti consacrazioni episcopali del 1° luglio 2026, si rinnova improvvisamente il dialogo. Roma ha espresso preoccupazione. Stanno emettendo avvertimenti. Si parla di discussioni.

Ed ecco la domanda onesta e scomoda che la gente si pone: perché ora? Se un dialogo serio era possibile, perché ci voleva l'annuncio delle consacrazioni episcopali per scatenarlo? Se la Società non avesse fatto quell'annuncio, sarebbe cambiato qualcosa? Ci sarebbe stata una divulgazione proattiva?

Questo è ciò che turba molti fedeli cattolici.

Ora siamo in equilibrio. La Santa Sede ha una vera responsabilità. Le consacrazioni episcopali non autorizzate non sono una cosa da poco. La storia ce lo ha già mostrato nel 1988. I vescovi non sono solo amministratori, sono successori degli Apostoli. Consacrandoli senza mandato papale colpisce l'unità visibile della Chiesa. Roma non può semplicemente alzare le spalle. Dal loro punto di vista, si tratta di preservare l'ordine ecclesiale e l'unità.

Allo stesso tempo, molti cattolici simpatizzano per l'intenzione dichiarata della SSPX: preservare la tradizione, salvaguardare gli insegnamenti perenni della Chiesa, proteggere la Messa Tradizionale latina e resistere alla confusione dottrinale. Per i sostenitori, non si tratta di ribellione. Si tratta di sopravvivenza. Si tratta di consegnare ciò che è stato ricevuto

Ecco perché tutta questa situazione è straziante.

Perché mi sembra che non si dovesse arrivare a questo.

Se ci fosse stata una fiducia più profonda. Se ci fosse stato un impegno più coerente. Se ci fosse stato un percorso più chiaro alla regolarizzazione che non si sentisse condizionato al compromesso dottrinale. Forse questa escalation poteva essere evitata.

Da Fb ha detto...

Segue
Alcune persone speculano, e lo dico con cautela, che forse in certi ambienti si teme che se la SSPX fosse completamente regolarizzata e avesse uno status canonico stabile, la loro influenza potrebbe crescere. La chiarezza morale tradizionale, la liturgia tradizionale e la forte predicazione dottrinale potrebbero attrarre molti cattolici, specialmente giovani famiglie. E in un clima ecclesiastico che enfatizza sinodalità, sviluppo e flessibilità pastorale, quel tipo di chiarezza tradizionale potrebbe essere visto come dirompente.

Ora, che questa speculazione sia vera o no, solo Dio conosce i cuori. Ma la percezione esiste. E le percezioni contano perché influiscono sulla fiducia.

È facile inquadrare la SSPX come il "ragazzo cattivo. ” È facile dire che sono testardi o disobbedienti. Ma è anche giusto riconoscere che molti fedeli cattolici li vedono come preti che cercano di aggrapparsi a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e fatto. Quella simpatia è reale.

Allo stesso tempo, non possiamo ignorare il pericolo della separazione. Consacrare i vescovi senza l'approvazione papale, aggrava le ferite. Rischia di indurire le posizioni su entrambi i lati. E i fedeli presi in mezzo soffrono.

Personalmente, ecco perché mi spezza. Comprendo il desiderio della SSPX di preservare fede e tradizione. Capisco la frustrazione. Ma sono anche devastato dalle potenziali conseguenze. Perché ogni passo più lontano dall'unità visibile rende la riconciliazione più difficile.

Alla fine, non si tratta di vincere una battaglia ideologica. Si tratta dell'unità della Chiesa, della salvezza delle anime e della fedeltà a Cristo.

Forse Roma avrebbe potuto agire prima. Forse la Società avrebbe potuto aspettare di più. Forse l'orgoglio e la paura esistono da entrambe le parti. Non si sa tutto a porte chiuse.

Ma una cosa è certa: questo momento richiede preghiera, umiltà e coraggio da tutti coloro che sono coinvolti.

Perché il risultato peggiore non sarebbe chi "vince" questa disputa.

Il risultato peggiore sarebbe una divisione più profonda nel Corpo Mistico di Cristo.

E nessuno di noi dovrebbe volerlo.

Laurentius ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Non riesco a trovare il link degli altri interventi di Sua Eccellenza.

Anonimo ha detto...

Non riesco a trovare il link degli altri interventi di Sua Eccellenza.