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sabato 3 ottobre 2026

Il fallimento che non si vuole raccontare

Segnalazioni dei lettori. Di seguito trovate due diverse riflessioni sullo stesso problema, che purtropo riguarda anche noi. Qui l'indice degli articoli sull'immigrazionismo

Il fallimento che non si vuole raccontare

Basta guardare le immagini che arrivano dalla Francia per capire che ridurre tutto alla formula rassicurante: “studenti in protesta” è insufficiente oltre che fazioso.

Dietro le barricate, le molotov, gli incendi, le devastazioni e gli scontri con la polizia c’è una realtà sociale ormai raccapricciante.

Il problema è un’integrazione che non ha prodotto il risultato sperato dalla gauche caviar e dai movimenti color fucsia. Quando non c’è appartenenza, non ci sono radici comuni, storia comune, identità con il territorio, identità di religione, responsabilità e rispetto delle regole condivise, la fine è segnata. La Nouvelle Vague meticcia cresciuta nelle banlieau francesi appare intrappolata tra marginalità, conflitto identitario, rabbia sociale, nessuna volontà di volersi integrare e una crescente distanza dalle istituzioni.

E quando a questa frattura si aggiunge la mobilitazione di gruppi radicali e antagonisti, come “France insoumise”, partito di estrema sinistra, il risultato può diventare esplosivo: la scuola smette di essere il luogo dove costruire un futuro e diventa uno dei terreni di scontro.

C’è quindi una evidente responsabilità di quella quota di adulti che soffiano sul fuoco. Quella classe docente che dovrebbe trasmettere conoscenze, metodo e senso civico, ma si è trasformata, dagli anni 70’ in avanti, in un'estensione della militanza politica estrema.

La lezione vale anche per l’Italia. Il dissenso politico è legittimo. La protesta pure. Ma quando ogni provvedimento governativo diventa un pretesto per mobilitare gli studenti e l'aula viene trasformata in una piazza politica, la scuola smette di educare alla libertà di giudizio e comincia a educare al conformismo ideologico, all’indottrinamento.

Oggi, Saint-Denis, Marsiglia e Parigi, domani Milano, Bologna e Roma? Non è soltanto una questione di ordine pubblico. Ma anche il risultato di anni di politiche di integrazione errate, di vomitevoli speculazioni elettorali e politiche immigrazioniste scellerate verso chi non ha alcuna intenzione di radicarsi.

Le sinistre hanno inculcato a queste “seconde e terze generazioni” che l’integrazione è un diritto, senza pagare alcun prezzo, quando in realtà, come ticket minimo d’ingresso, si dovrebbe pretendere almeno la responsabilità.

Perché senza appartenenza e senza regole, non c’è futuro. Non solo per quelle generazioni, ma nemmeno per il paese che le ospita.

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Ecco come vengono utilizzati i clandestini


In Francia è già guerra civile. I ragazzi africani di seconda e terza generazione che i Fake News Media chiamano "francesi" stanno bruciando le scuole, distruggendo le città e malmenando le persone.

L'integrazione non è mai avvenuta e mai avverrà. Ci sono diversi video in cui questi codardi etnici girano con le bandiere del Marocco. Vi ricordo che in estate il Marocco ha dichiarato guerra alla Spagna del pupillo Sanchez, organizzando una vera e propria invasione a Ceuta, città autonoma spagnola situata nel nord Africa.

Una dichiarazione di guerra, in cui diversi criminali marocchini hanno avuto il lasciapassare per invadere la Spagna, stuprare bambine e donne spagnole. Una situazione del genere avrebbe richiesto l'intervento dell'esercito e la risposta decisa con embargo al Marocco ed azione militare. Il tutto invece risolto con la regolarizzazione dei criminali e la loro re-distribuzione in tutta Europa, mentre Sanchez era in vacanza a farsi Selfie.

Rivoltante.

Il Marocco è una nazione ostile all'Europa. Da questa nazione partono la maggior parte dei fondamentalisti islamici, che hanno lo scopo di destabilizzare l'occidente e scristianizzarlo.

I Fake News Media hanno definito le guerriglie francesi dei maranza marocchini "proteste studentesche".

Vi ricordo che questi Maranza sono studenti perché le scuole vengono utilizzate come parcheggi per questi nullafacenti. Non sono reali studenti. Molti di loro concludono la scuola dell'obbligo senza saper parlare correttamente la lingua del Paese che li ospita.

Stanno abbassando il livello culturale della nazione. E la proposta del governo italiano di mettere un tetto ai Maranza nelle classi non è solo intelligente, ma necessaria. Uno straniero che non sa leggere e scrivere ed ha un livello intellettivo inferiore alla media di tutti gli altri compagni, abbassa il livello generale di tutta la classe.

Immaginate una classe di 15 Maranza e 5 ragazzi italiani. Cosa può concludere un docente in quella classe? Non riuscirebbe ad insegnare nulla, perché il livello culturale sarebbe troppo basso. Ne sarebbero pesantemente penalizzati i 5 ragazzi italiani che avrebbero la sfortuna di trovarsi in una classe del genere.

La legge che invece proporrei io se fossi Ministro sarebbe quella di eliminare la scuola dell'obbligo fino ai 19 anni per i Maranza, e ridurre l'obbligo (per loro) a 14 anni.

Inoltre (come ben sapete) comincerei con una re-migrazione a tappeto. Le Elite Oscure hanno imposto l'immigrazione di massa per distruggere l'Occidente.

Chiamano questi ragazzi marocchini "francesi", perché vogliono abituare all'idea che la Nuova Francia sarà composta da Africani, mentre gli autoctoni francesi saranno sterminati o messi nelle riserve. E di loro se ne cancellerà memoria. Proprio come è stato per gli Indiani d'America.

L'altra sera avete visto in Tv la partita di calcio Italia Francia, in cui la modesta compagine italiota ha sfidato 11 africani che i giornalisti definiscono "nazionale di calcio francese".

Si stima che nel 2045 gli africani supereranno di numero gli europei autoctoni e li sostituiranno, divenendo i nuovi europei.

Ma se continua così faranno molto prima.
Le élite oscure non hanno fretta, possono aspettare.
Noi invece siamo in netto ritardo.
Urge soluzione.

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