martedì 19 maggio 2020

Nota sulla Comunione eucaristica - don Elia

1. Le disposizioni governative sulla ripresa delle celebrazioni con il popolo sono assolutamente nulle: le autorità civili non hanno alcuna competenza in materia di culto religioso; i rappresentanti della conferenza episcopale non hanno giurisdizione né sui vescovi, né sui sacerdoti, né sui fedeli. Ogni singolo vescovo, purché sia in comunione con il Papa, è sovrano nella sua diocesi per ciò che compete alla sua autorità; in essa non rientra però quanto stabilito dalle rubriche del Messale, che sono legge per tutta la Chiesa e possono essere modificate solo dalla Santa Sede, o di sua iniziativa o in risposta ad eventuali richieste dei vescovi (rescriptive). La Santa Sede, poi, ha facoltà solo sugli elementi non essenziali dei riti, non sulla loro sostanza immutabile.

2. Le rubriche del Messale non dicono nulla circa l’uso di guanti nella celebrazione della Messa. Nel rito tradizionale il vescovo, nella prima parte della Messa pontificale, indossa le chiroteche, ma le ritira prima di accedere all’altare per la parte sacrificale. Da ciò si deduce che secondo la Tradizione ecclesiastica, di cui la liturgia è testimonianza qualificata, l’Ostia consacrata può essere toccata solo con mani nude: la ragione è che dei frammenti possono rimanere attaccati alle dita che la tengono, motivo per cui, dopo la consacrazione del Pane, il sacerdote tiene uniti i polpastrelli del pollice e dell’indice fino a quando, terminata la Comunione, non li purifica nel calice, assumendo poi il vino e l’acqua con cui li ha purificati.

3. L’uso di guanti di lattice, alla luce di quanto appena esposto, è assolutamente da escludere, salvo ammettere l’aberrante idea di purificarli nel calice, che ha contenuto il Sangue di Cristo. Oltretutto il Corpo sacramentale del Signore, essendo quanto di più prezioso la Chiesa possieda in assoluto, non può certo essere toccato con materiale spregevole che sarà gettato nella spazzatura, ma soltanto dalle mani consacrate del sacerdote, il quale, proprio per questo, se le lava immediatamente prima della Messa e non può usarle se non per atti buoni o indifferenti. Inoltre tutti i vasi sacri, per rispetto di ciò che devono contenere, sono obbligatoriamente dorati; anche da ciò si deduce che il mettere volontariamente le Sacre Specie a contatto con materiali vili è un attentato alla loro sacralità, cioè un atto sacrilego in senso lato.

4. La distinzione tra la sostanza (il Corpo di Cristo) e gli accidenti (le specie consacrate) non risolve il problema. Nell’Eucaristia, per un miracolo permanente dell’onnipotenza divina, persistono sì le apparenze del pane e del vino, ma esse non sussistono più nelle rispettive sostanze del pane e del vino, bensì in quella del Corpo e Sangue del Figlio di Dio fatto uomo e morto sulla croce; il sostrato ontologico (subiectum) cui ineriscono non è più quello proprio, bensì un altro, dal quale sono a tal punto inseparabili che, una volta distrutte le specie, non c’è più il Sacramento. Pertanto il toccare le specie non significa toccare solo gli accidenti, ma toccare la sostanza, benché quest’ultima non sia visibile in se stessa. In alcuni miracoli eucaristici, anche recenti, la specie del pane ha mostrato la realtà: tessuto miocardico di un uomo sottoposto a grave violenza.

5. Per comprendere meglio il punto precedente, può essere utile un’analogia con l’Incarnazione: la natura umana assunta dal Verbo, pur conservando caratteristiche accidentali, sussiste unicamente nella Persona del Figlio, alla quale è unita senza confusione, ma anche senza separazione, ragione per cui la Vergine Maria è davvero Madre di Dio (Theotókos). Da ciò deriva che le stesse qualità (onnipotenza, perfezione, santità ecc.) possono essere attribuite tanto alla natura divina che a quella umana (communicatio idiomatum), le quali sono entrambe oggetto di adorazione. Tutto ciò che, durante la Sua vita terrena, è stato fatto a Gesù, in bene o in male, è stato fatto a Dio; i Giudei, per mano dei Romani, non hanno crocifisso gli accidenti, ma Dio stesso, benché nella carne, in quanto quest’ultima appartiene al Verbo e non sussiste se non in Lui.

6. Il fedele che si trovi ad assistere ad una Messa in cui il sacerdote indossi guanti di lattice per tenere e distribuire il Corpo di Cristo non ne porta la minima responsabilità, in quanto non ha alcuna facoltà di impedirlo e non coopera positivamente a quell’azione, per quanto intrinsecamente cattiva; qualora però possa agevolmente partecipare ad una Messa in cui ciò non avvenga, egli ha il diritto di manifestare così la propria disapprovazione, evitando di assistere a un atto che scandalizza la sua coscienza. Anche la sofferenza di vedere il Signore trattato in modo quantomeno irriverente è una ragione più che valida per andare altrove, potendolo fare, almeno dopo aver tentato di persuadere il sacerdote ad evitare l’uso dei guanti. La carità può suggerire svariati modi di aiutare i ministri sacri, con delicatezza e rispetto, a prendere coscienza della responsabilità che grava su di loro, non solo verso Dio, ma anche verso i fedeli.

7. Né il vescovo né, a maggior ragione, il sacerdote può imporre la comunione sulla mano. La legge universale della Chiesa stabilisce la comunione sulla lingua come la forma normale, alla quale si può derogare solo qualora la conferenza episcopale ne abbia chiesto e ottenuto licenza dalla Santa Sede. Un vescovo o un sacerdote che imponga la comunione sulla mano può essere denunciato alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, che ha il compito di intervenire per richiamare l’interessato all’osservanza delle norme vigenti. Nessuno deve sentirsi forzato nella coscienza a subire tale grave abuso; se non ottiene nulla né con la persuasione né con la denuncia, il fedele si astenga dal comunicarsi e ricorra a un sacerdote fidato che lo comunichi nella bocca fuori della Messa. Non è necessario comunicarsi per adempiere il precetto festivo, né la partecipazione alla Messa è imperfetta senza la comunione. Astenersi dalla comunione per non ricevere l’Eucaristia sulla mano non è peccato, dato che non si sta respingendo il Signore, bensì rifiutando un modo di porgerlo che ripugna alla fede ed espone il Sacramento a una profanazione involontaria.

8. In sintesi, le norme emanate circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo non obbligano in nulla nessuno, né sul piano civile, né su quello morale, né su quello canonico; la loro inosservanza, da parte del sacerdote o del fedele, non costituisce peccato, nemmeno veniale, dato che non sussiste alcuna ragionevole ipotesi di un rischio maggiore di contagio se l’Eucaristia è amministrata in modo corretto. Pertanto nessuno deve sentirsi obbligato a comunicarsi in una modalità che la sua coscienza non può accettare; viceversa, chi accetta di farlo perché non può altrimenti accedere al Sacramento non commette peccato, purché abbia la massima cura di evitare la dispersione di frammenti dell’Ostia consacrata. A questo proposito, l’uso di un fazzoletto di lino o di un piattino dorato non risolve il problema, dato che il fedele è tenuto a purificarli subito dagli eventuali frammenti, ma non ne ha né la facoltà né i mezzi, mentre il sacerdote purifica subito, nel calice, patena e piattello.

9. Fin qui la prospettiva si è limitata agli obblighi morali in senso stretto; ciò non esclude tuttavia che lo zelo della fede e l’ardore della carità possano spingersi oltre ciò che è strettamente dovuto e richiedano da alcuni una risposta più radicale: non solo il rigetto assoluto, ma anche l’attiva lotta contro norme totalmente irrazionali e illegali che oltraggiano il Santissimo Sacramento, umiliano la Chiesa e calpestano i diritti dei fedeli. Le conseguenze giudiziarie e canoniche che tale scelta può comportare sono mezzi atti al conseguimento della virtù eroica; in ogni caso, le sanzioni civili o ecclesiastiche in cui si può incorrere non valgono minimamente la tremenda posta in gioco, cioè il rispetto della Presenza Reale e la fede dei cattolici.

10. Lo zelo autentico non è disgiunto da quella prudenza soprannaturale che fa tener conto del fatto che molti sacerdoti possono essere soggettivamente in buona fede, convinti di compiere la volontà di Dio obbedendo a disposizioni superiori che suppongono, benché erroneamente, miranti al bene comune; perciò nessuno deve sentirsi autorizzato a comportamenti ispirati da aggressività o disprezzo. Non dimentichiamo che il giudizio sulle coscienze spetta unicamente a Dio e che le svolte interiori sono sempre possibili, ma richiedono l’aiuto della Sua grazia; è per questo che non si pregherà mai abbastanza per i ministri sacri e per i loro superiori. 

41 commenti:

Grazia ha detto...

Ringrazio di cuore don Elia per queste delucidazioni di cui sentivo vivamente il bisogno e il desiderio.

Luigi ha detto...

Discorso condivisibile fino ad un certo punto, ossia dove si dice che "il fedele si astenga dal comunicarsi". E' vero che non si è tenuti a fare la Comunione ad ogni Messa, ma come fa notare Cordialiter, il precetto va osservato in almeno tre circostanze:
1) almeno una volta all'anno nel periodo pasquale, anche se il Codice di Diritto Canonico, per giusta causa, consente di adempiere questo precetto in un altro periodo dell’anno;
2) in pericolo di morte (Viatico);
3) ogni volta che un fedele, senza l’aiuto spirituale dell’Eucaristia, ritenesse di non riuscire a superare una grave tentazione.

La Comunione sulla mano è un abuso e può esporre maggiormente alla profanazione, ma di per sè non è un sacrilegio, ossia non è un'azione intrinsicamente immorale. https://vocazionereligiosablog.blogspot.com/2020/05/la-comunione-sulla-mano-non-e-un.html

Anonimo ha detto...

Sono d’accordo su tutta la linea, ma come trovare un sacerdote che dia la s. Comunione in bocca? Milano per esempio ha circa un milione di abitanti, ma è ricca di sacerdoti-don Abbondio.... che fare dunque?

Luigi ha detto...

Poi non metto in dubbio che le motivazioni teologico/morali prima alla chiusura al pubblico delle Messe, ora all'imposizione della Comunione sulla mano, siano piuttosto traballanti.

Anonimo ha detto...

La tradizione prevede strumenti eucaristici usati durante la peste, il colera etc https://www.liturgicalartsjournal.com/2020/04/eucharistic-utensils.html

Aloisius ha detto...

Vi chiedo:
nel caso in cui un fedele riceva la Comunione prendendola col guanto disinfettato dal sacerdote, che a sua volta l'ha presa e data col suo guanto disinfettato, sono entrambi in peccato mortale per aver commesso un sacrilegio?

Anonimo ha detto...

Ho stampato questo articolo: è pieno di dottrina per noi oggi importantissima!

grazie don Elia

Anonimo ha detto...

SIGNORE TI CHIEDO PERDONO PER TUTTI COLORO CHE TI OFFENDERANNO

Anonimo ha detto...

Credo che risponda alla sofferenza di Aloisius :

Ricevere la Santa Comunione sulle mani è peccato? Risponde Don Antonio Mattatelli, esorcista
https://www.youtube.com/watch?v=HVnabE6U9RA&feature=emb_logo

Anonimo ha detto...

Certo è, se ripensiamo alla nostra vita di fede, che essa fu molto selettiva, perfino superficiale nel suo insieme. Questa somma di tutte le eresie ha eroso la fede in in ogni suo ambito, ha dilagato in larghezza, in lunghezza, in altezza e profondità. E' realmente difficile prevedere un risanamento della Fede Cattolica. Il clero in massima parte non crede più, men che meno alla transustanziazione; i laici anche, quelli di loro che fanno la comunione ad ogni costo, ne hanno una cognizione magica, del tipo fa bene alla pelle. Paganesimo vissuto e cattolicesimo interiormente ridicolizzato. Il 99% dei sacerdoti si sono spiritualmente ridotti allo stato laicale e i laici vivono un sincretismo quotidiano, pagano/massonico. Ora se vogliamo arrivare a guardare le radici di questo 'odio inveterato' verso la Chiesa Cattolica esso dipende non tanto da questioni dogmatiche ma, da questioni di proprietà terreni/case. Tutte le riforme imposte dall'esterno alla Chiesa mirarono e mirano ad appropriarsi dei suoi beni materiali. Ma come la Chiesa ha potuto accumulare tanti beni? Per dono o lasciti. Questo mi è stato chiarissimo quando una suora di clausura di un micro convento si lamentava di quelle persone che lasciano gli anziani morire senza cure e calore della famiglia e...gli anziani cambiano il testamento volgendolo a favore della Chiesa per le opere buone. Queste sono le radici del patrimonio della Chiesa. Ora a chiesa infiltrata è chiaro che al suo interno sono presenti pochi onesti amministratori e molti disonesti ladroni. Nei fatti della dogmatica non interessa più a nessuno, la pastorale serve da copertura, mentre all'interno si dividono il malloppo chiamando al banchetto i politici loro simili, cioè quelli traditori e ladri.

Ireneo ha detto...

Questa è la mia testimonianza:
Quelle 3 volte che l'ho fatta sulle mani, quando c'era già il coronavirus ma ancora non erano chiuse le Chiese, per disposizione del Vescovo del luogo, invece di sentire una gioia interiore, mi sono sentito dentro di me come un fantoccio, una sensazione molto strana, ero tristissimo e senza alcuna gioia. Ho provato un enorme imbarazzo a vedermi l'Ostia nella mano ed ho sentito dentro di me qualcosa che diceva: ma cosa sto facendo! Ecco, questo ho sentito.
Penso che questa esperienza non la ripeterò, non lo so, sono combattuto, ma c'è un limite a tutto. Bisogna rendere a Dio l'Onore e la Gloria che merita il suo Santissimo Sacrificio.

Anonimo ha detto...

"6. Il fedele che si trovi...”

Qui emerge la personalità irriducibile del modernista in talare.
"qualora però possa agevolmente partecipare ad una Messa in cui ciò non avvenga, egli ha il diritto di manifestare così la propria disapprovazione, evitando di assistere a un atto che scandalizza la sua coscienza.”
Che significa ciò? che qualora non possa agevolmente partecipare ad una Messa in cui ciò non avvenga, non ha il diritto di manifestare la propria disapprovazione?
Cosa è determinante? è il fatto di assistere a un atto che scandalizza la sua coscienza, oppure di assistere ad un atto offensivo verso il vero protagonista, cioè NSGC?
Qui il criterio di giudizio è sempre il soggettivismo.

"Anche la sofferenza di vedere il Signore trattato in modo quantomeno irriverente è una ragione più che valida per andare altrove, potendolo fare, almeno dopo aver tentato di persuadere il sacerdote ad evitare l’uso dei guanti.”
Idem come sopra: è la propria sofferenza la ragione valida per andare altrove, non il fatto oggettivo riscontrabile in foro esterno dell’offesa arrecata a Dio!

Anonimo ha detto...

"8. (…) Pertanto nessuno...”

Qui si contraddice: prima affermava che è una cosa disdicevole, ora dice che non si fa peccato ad acconsentire con la propria partecipazione attiva a condizione di non disperdere, per quanto riguarda soggettivamente il fedele, i frammenti. Che farà con i guanti monouso? potrà forse purificarli prima di buttarli nella spazzatura? Mah!!!

D’altro canto fa bene a criticare indirettamente la panzanata di mons. Schneider di dotarsi di un Corporale ad uso privato, cosa che detta da un vescovo autore di insigni scritti sull’Eucarestia lascia come minimo allibiti per la sua ingenua mancanza di senso pratico e irresponsabile incoscienza sulle conseguenze per i possibili ulteriori abusi che questa pratica comporterebbe. Per fortuna nessun prete sano di mente accetterebbe di assecondarla durante la distribuzione con guanti o no.

mic ha detto...

Anonimo censore 11:28

Non scendo negli altri dettagli perché non posso in questo momento ma le chiedo: la sofferenza, che lei adduce come ragione del comportamento, da che deriva se non dalla consapevolezza della mancanza di rispetto nei confronti del Signore, e dunque da retta dottrina? Tanto più se a parlare è un sacerdote del quale si conoscono il cuore e gli insegnamenti e che definire 'modernista in talare' è tanto irrispettoso quanto falso?

Anonimo ha detto...

Finora abbiamo ricevuto immagini politicamente corrette:
Abbracciare i cinesi (febbraio).
Cantare l'inno o altre canzoni alla finestra (inizio marzo).
Stare in casa perché potenziali untori, con esibizione di camion carichi di bare.
I virologi e la scienza che sa che cosa fare: e il vaccino come fine delle paure.
La solidarietà, i volontari, i buoni che ti salvano, non le inutili baggianate religiose.
Gli eroi in prima linea (al lordo dell'eutanasia di stato, della scelta di chi fosse degno di cura e chi no, del ritardo e degli errori nelle cure e del silenziare le cure efficaci).
Il bisogno di regole, il Comitato che regola, gli addetti all'applicar le regole, denunce e sanzioni a chi sgarra: una ventata di dirigismo e giustizialismo dopo anni di deregulation.

Più scorrette sarebbero queste:
-il virus(comunque sia originato)non è stato riconosciuto e sottovalutato/taciuto per mesi.
-il virus è stato contenuto meno efficacemente di come si sarebbe potuto.
-il virus è stato utilizzato per altri scopi.
-sono morte persone che avrebbero potuto essere salvate.
-sono mancate cure che avrebbero dovuto esserci.
-sono mancate autopsie preziose per capire
-sono venute meno cure necessarie per i più deboli, gli anziani e i malati.
-sono mancate le minime protezioni individuali per chi ha lavorato a contatto con il virus
-si è calpestata la costituzione
-si è chiuso il Parlamento
-si sono uccisi (economicamente) migliaia di piccoli e medi imprenditori.
-ci si è beati del potere di decidere tutto, facendo leva sulla paura alimentandola ad arte.
-si sono fatte morire migliaia di persone senza nemmeno un parente vicino
-si sono praticate "scelte" che hanno ucciso prima e più del virus
-si sono ritardate cure (ricoveri solo a saturazione di ossigeno scesa sotto il 90%)
-e ventilate persone in cui l'ossigeno non poteva essere scambiato da polmoni trombotizzati

Anonimo ha detto...

Dopo Bonaccini, anche Calenda ha affermato che, se una persona verrà trovata positiva al Covid e vive in un appartamento con superficie inferiore ai 60 mq, verrà isolato un una struttura denominata "Covid center".
A questo punto, mi chiedo: è lecito prelevare una persona dalla sua abitazione, separandola dal suo nucleo familiare? Serve un'autorizzazione del Tribunale?

Anonimo ha detto...

Inferiore ai 60 mq. e prelevato fino al covid center.
Questo center è più grande di 60 metri quadrati? NO.
È violenza privata e sequestro di persona. Prima si chiamavano con espressioni tedesche. Oggi con lingua inglese ma la sostanza è sempre la stessa.
L'abuso dell'uomo sull'uomo.
L'assoggettamento e la schiavitù.

In Cina i prigionieri - specialmente quelli politici, vale a dire chiunque abbia un'opinione diversa dal Partito COMUNISTA- viene usato come donatore di organi. Lo uccidono! E non è fake news. È risaputo e ci sono organizzazioni internazionali che denunciano questa attività del governo cinese. Usati come pezzi di sostituzione.

Qui stiamo solo facendo le prove.
Se funzionano si passa alla FASE DUE. Quella vera.


Ormai siamo ad un punto dove solo Dio può far qualcosa.
Penso che molti che disprezzarono la Fede vi ritorneranno. Contriti. E diranno: "O Dio, vieni a salvarmi. Signore vieni presto in mio aiuto"

E, sempre col Salmista, "solo in Dio la mia salvezza, Lui il mio aiuto"

Solo Dio salva.


PS: molti pensatori di quel partito con la stella a cinque punte, desiderano l'abolizione della proprietà privata.
Cosa c'è di più privato della propria famiglia? Preleveranno dalle loro famiglie anche i fanciulli, RAPENDOLI?

Spero che Gesù Cristo faccia giustizia.
Salmo 11

6 «Per l'oppressione dei miseri e il gemito dei poveri,
io sorgerò - dice il Signore -
metterò in salvo chi è disprezzato».
7 I detti del Signore sono puri,
argento raffinato nel crogiuolo,
purificato nel fuoco sette volte.
8 Tu, o Signore, ci custodirai,
ci libererai da questa gente per sempre.

Anonimo ha detto...

I falsi profeti addormentano le coscienze, i profeti veri le svegliano. E non si deve neppure tacere; specialmente le sentinelle costituite da Dio devono "suonare la tromba e dare l’allarme" (Es 33,2-3) avvertire della morte spirituale, conseguenza delle iniquità (Ez 33,10-16). Chi blandisce o tace colpevolmente compromette la salvezza eterna altrui.
http://www.unavoce-ve.it/11-01-16.htm

Anonimo ha detto...

"...In Cina i prigionieri - specialmente quelli politici, vale a dire chiunque abbia un'opinione diversa dal Partito COMUNISTA- viene usato come donatore di organi..."

Anche qui da noi in piena democrazia non si scherza, un'associazione apposita contro la depredazione degli organi è stata fondata da tempo. Non sarebbe stata fondata un'associazione di questo tipo se non fosse esistita la necessità di tutelare gli organi di coloro che non hanno nessuno che li cercherà.

Anonimo ha detto...

sono d'accordo che l'uso dei guanti è irrispettoso e lo trovo anche inutile.

@Aloisius 9 e 14 ritengo che il fedele non commetta alcun peccato. Se non si trova un sacerdote che non usa i guanti è molto meglio ricevere l'Eucaristia che non riceverla affatto. Nel primo caso forse non tutto è perfetto, ma nel secondo caso il fedele si priva, senza una ragione sufficiente, di un bene immenso.
Vorrei ricordare la dottrina tradizionale del "supplet ecclesia" che si insegna nei corsi di morale in tutti i seminari: tipicamente si fa l'esempio di un fedele che senza saperlo si confessa da un sacerdote falso che si è seduto nel confessionale e recita la parte del prete... La confessione e l'assoluzione sono valide…"supplet ecclesia" si dice….cioè la chiesa è stata fatta per la salvezza e quando le cose non sono proprio perfette l'Onnipotenza Divina, la comunione ecclesiale e i meriti dei santi suppliscono in sovrabbondanza agli errori e alle malvagità umane a beneficio del giusto (il supplet ecclesia non vale per il falso prete che fa un peccato gravissimo). Anche se è un caso un po' diverso c'è comunque qualche analogia con la nostra situazione, si tratta di un caso di necessità e nei casi di necessità la legge si adegua. Come un sacerdote in un carcere comunista che, ottenuti un po' di pane e vino di nascosto, celebra l'Eucarestia nel palmo delle sue mani. E' considerato un atto di virtù in questa circostanza, anche se normalmente sarebbe una pratica inaccettabile.

Riguardo al ricevere la comunione nelle mani, invece non capisco dove stia la mancanza di rispetto. E' molto più ardito infatti masticare- manducare, si dice, e ingoiare l'Eucarestia che riceverla sul palmo delle mani. Sarebbe come dire che non ho problemi ad abbracciare a lungo una persona e poi mi faccio tanti problemi a dargli una stretta di mano… E' una eresia pensare che la bocca è più pura delle mani. La bocca può dire terribili cattiverie o lasciarsi andare alla sensualità e poi ricevere l'ostia!!!

Ognuno si deve esaminare...se si ritiene degno di ricevere l'Eucarestia, allora sono degne le sue mani proprio come la sua bocca.

LJC ha detto...

Anime mariane ed eucaristiche.
https://www.youtube.com/watch?v=A1W-7rI2oFg&t=37s

Regina dell'Amore - Web TV
Quarta Catechesi - Mirco Agerde

Anonimo ha detto...

Leggo tutte queste giuste considerazioni, e mi chiedo quale sia il comportamento migliore da tenere di fronte alla distribuzione delle particole in questo clima di persecuzione (e di compromesso), che sovrasta di gran lunga la questione del contagio.

Preciso che da tanto tempo ricevo la comunione solo sulla lingua. Con la riammissione del popolo alla Messa nella giornata di ieri, mi sono astenuto dal comunicarmi, verificato l'uso dei guanti di lattice dopo la Consacrazione (gesto difficile da digerire). Oggi però ho chiesto al Signore un segno, affinché mi fosse chiaro il suo desiderio, se cioè era opportuno comunicarmi o invece continuare con la comunione spirituale. Ebbene stasera il celebrante, diverso da quello di ieri, con mia grande meraviglia non portava la mascherina e non ha indossato i guanti; e pensare che si tratta di un sacerdote per nulla tradizionalista. Mi è stato chiaro che lui non ci sta ad applicare integralmente questo famigerato Protocollo. L'ho voluto interpretare come il segno richiesto, e perciò, anche se con un certo timore misto a imbarazzo, ho allungato la mano e ho ricevuto un frammento dell'Ostia consacrata da lui.

Io non credo di aver commesso un "abominio" - parola adoperata da qualcuno, mi pare - ma soltanto ritengo di aver corrisposto al desiderio del Signore in questo clima di persecuzione. Credo pertanto di aver fatto la cosa giusta. Mi rinfranca che già da oggi mi è parso di vedere un allentamento delle misure previste da quel documento governativo. Credo che i sacerdoti a disagio per queste assurde prescrizioni siano di più di quanto si creda. Mi auguro che da parte loro non ci siano ripensamenti e che anzi prendano coraggio.

Aggiungo che non sempre è possibile fare presente a un sacerdote che ricevere la particola sulla lingua è teoricamente ancora possibile. Evitare contrasti con una persona consacrata in certe circostanze è quanto mai opportuno. Alcuni non sono nemmeno italiani; non sanno niente del Concordato, nulla della legge penale italiana e poco di come gestire una situazione come l'attuale. Sono spesso dei bravi sacerdoti. Teniamoceli stretti, perché dopotutto sono le vittime designate, coloro i quali pagheranno in anticipo.

mic ha detto...

Per Anonimo 20:21

La Comunione si riceve sulla lingua, in ginocchio. Non in altri modi. Lo sottolinea il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il Porporato lo scrive nella prefazione al libro di don Federico Bortoli «La distribuzione della Comunione sulla mano. Profili storici, giuridici e pastorali» (Edizioni Cantagalli), in cui denuncia un attacco diabolico multiplo all’Eucaristia.

La premessa del Porporato è basata sull’Angelo di Fatima: «Prima dell’apparizione della Vergine Maria, nella primavera del 1916, apparve a Lucia, Giacinta e Francesco, e disse loro: “Non abbiate paura, io sono l’Angelo della Pace. Pregate con me”». Nella primavera del 1916, «alla terza apparizione dell’Angelo, i bambini si resero conto che l’Angelo, sempre lo stesso, teneva nella sua mano sinistra un calice, sul quale era sospesa un’ostia. Diede la santa Ostia a Lucia, e il Sangue del calice a Giacinto e Francesco, che rimasero in ginocchio, mentre diceva: “Prendete e bevete il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio”».

Sarah afferma che questa scena «ci indica come noi dobbiamo comunicare al Corpo e al Sangue di Gesù Cristo». E la preghiera «di riparazione dettata dall’Angelo, purtroppo, è tutt’altro che obsoleta», dice il Porporato.

Il Cardinale spiega poi quali sono «gli oltraggi che Gesù riceve nell’Ostia santa».

....

Così si comprende come il «più insidioso attacco diabolico consista nel cercare di spegnere la fede nell’Eucaristia, seminando errori e favorendo un modo non confacente di riceverla». Lo scopo di Satana è il «Sacrificio della Messa e la Presenza reale di Gesù nell’Ostia consacrata».

E questo tentativo di «rapina segue a sua volta due binari: il primo è la riduzione del concetto di “presenza reale”. Molti teologi non cessano di dileggiare o di snobbare – nonostante i continui richiami del Magistero – il termine “transustanziazione”».

Per il Prefetto del Culto Divino la fede nella presenza reale «può influenzare il modo di ricevere la Comunione, e viceversa». Riceverla sulla mano comporta «indubbiamente una grande dispersione di frammenti; al contrario, l’attenzione alle più piccole bricioline, la cura nel purificare i vasi sacri, non toccare l’Ostia con le mani sudate, diventano professioni di fede nella presenza reale di Gesù, anche nelle parti più piccole delle specie consacrate: se Gesù è la sostanza del Pane Eucaristico, e se le dimensioni dei frammenti sono accidenti soltanto del pane, ha poca importanza quanto un pezzo di Ostia sia grande o piccolo! La sostanza è la medesima! È Lui!», esclama.

Al contrario, la disattenzione ai frammenti fa «perdere di vista il dogma: pian piano potrebbe prevalere il pensiero: “Se anche il parroco non fa attenzione ai frammenti, se amministra la Comunione in modo che i frammenti possano essere dispersi, allora vuol dire che in essi non c’è Gesù, oppure c’è “fino a un certo punto”».

L’altro «binario» su cui si «snoda l’attacco contro l’Eucaristia è il tentativo di togliere dal cuore dei fedeli il senso del sacro». Scrive Sarah: «Mentre il termine “transustanziazione” ci indica la realtà della presenza, il senso del sacro ce ne fa intravedere l’assoluta peculiarità e santità. Che disgrazia sarebbe perdere il senso del sacro proprio in ciò che è più sacro! E come è possibile? Ricevendo il cibo speciale allo stesso modo di un cibo ordinario».
....
https://www.lastampa.it/vatican-insider/it/2018/02/23/news/sarah-c-e-un-attacco-diabolico-all-eucaristia-che-si-riceve-sulla-lingua-inginocchiati-1.33983831

Anonimo ha detto...

Gradirei che la CEI spiegasse perché è possibile che vi siano Vescovi che concedono la Comunione Eucaristica a fedeli divorziati e risposati civilmente pur non astenendosi dall’intimità detta coniugale ma in realtà adulterina (es. Emilia Romagna ma non solo) e la rifiutano invece ai Fedeli che, in grazia di Dio, desiderano riceverla in ginocchio o nella bocca o nella mano senza i guanti di lattice. Pastori? Ipocriti? Sacrileghi?

Anonimo ha detto...

Le considerazioni del Card Sarah sono interessanti e hanno un fondo di verita'. Sono s'accordo che c'è una generale mancanza di fede nel reale valore della Presenza Reale.

Le apparizioni di Fatima sono illuminanti, ma non esauriscono certo la complessita' del mistero dell'Eucaristia. Le apparizioni non sono mai state "la regola della fede", al contrario lo è la Scrittura, interpretata autenticamente dalla Tradizione. Lì dobbiamo andare al Vangelo per capire il significato profondo dell'Eucaristia.

L'intenzione del Salvatore quando disse: "prendete e fatelo passare tra voi" "mangiatene tutti" era certamente concentrata sul fatto che i presenti ricevessero il suo Santissimo Corpo e Sangue… poiché lui ha scelto del pane che si sbriciola e non un sasso, del vino che si può versare, era consapevole del rischio che qualcosa finisse per terra. Egli, piaccia o no, ha anche scelto di farlo passare tra le mani degli Apostoli, con il rischio che andasse a finire per terra, invece di imboccarli lui. E' giustissimo fare attenzione che anche il più piccolo frammento non si disperda. Ma un' attenzione eccessiva a questo fa perdere di vista il senso principale dell'Eucaristia, che i fedeli ricevano il Signore del mondo, con animo riverente, sereno,e grato, ma non nel terrore di commettere un sacrilegio ad ogni respiro.
L'attenzione al particolare esasperata può essere frutto di rispetto della presenza reale, ma può anche facilmente scivolare in una spiritualità scrupolosa e un po' malata……Quando vedi un sacerdote che non fa attenzione e purifica in modo affrettato, ti domandi se abbia ancora la debita riverenza e il rispetto per la Presenza reale, e quando vedi quello che stà lì a lavarsi e rilavarsi...ti domandi se non è uno un po' troppo scrupoloso….. bisogna trovare una giusta misura.

Anonimo ha detto...

No. Non bisogna trovare la giusta misuro, gentile Anonimo 7:21.

CHI DECIDE IL CRITERIO COL QUALE STABILIRE LA "GIUSTA" MISURA?
io? Un comitato tecnico-scientifico-pastorale-liturgico magari coordinato da una diaconessa?
Ognuno ha un'idea diversa di cosa sia "giusto" per lui!

NON BISOGNA TROVARE QUALCOSA DI "GIUSTO", MA LA VERITÀ.

NOI ABBIAMO LA RIVELAZIONE DI GESÙ. Lui ha fatto vedere, insegnato e compiuto cosa sia giusto e cosa no. E quale sia il giusto modo di compiere i sacramenti.

C'è un modo vero di distribuire la Comunione e tanti fasulli.

In un sacerdote che si accerta che non ci siano frammenti di Eucarestia NON c'è radicalismo. Vi è Verità.

Tra Cristo e Satana NON vi è una zona grigia, bensì un confine ben chiaro e definito.
E si sta da una parte o dall'altra.

La strada della Verità è una sola. Le strade di Satana sono tante, variegate, comode per ogni gusto. Ma portano tutte verso un'unica direzione: lontano da Cristo e dalla Vita.

"Trovare la giusta misura" non è un atteggiamento veritativo.

Nelle cose di fede, non si cerca la misura, ma la Verità.

Quando mangio gli spaghetti cerco una giusta misura. Giusta per i miei bisogni.
Quando mi accosto al Corpo di Gesù cerco la Vita. E la Vita o c'è o non c'è. C'è tutta e tutta intera oppure no.


Detto senza durezza ma con fermezza sì.
Questo fu anche l'atteggiamento di tutti i santi. (Io non lo sono ma loro sono modelli)

Un Vescovo come Fulton Sheen diceva che è sleale stemperare la Verità per renderla più in sintonia con le nostre voglie. Anzi, è pure un indurre in errore o peccato un peccatore.

Ti auguro ogni bene.

Anonimo ha detto...

@Anonimo 7 e 21,

una verità che non prende in considerazione la complessità della realtà e la diversità delle circostanze, compresa l'esistenza di zone grigie, non è verità, è fondamentalismo.

….e per concludere… vorrei chiedere come mai il Card Sarah è tanto devoto delle apparizioni di Fatima ma le accetta solo in quello che vuole lui.

"Sarah afferma che questa scena «ci indica come noi dobbiamo comunicare al Corpo e al Sangue di Gesù Cristo»" perché allora non ci danno mai la comunione al calice da secoli???? Mons Sarah??? Guarda che l'angelo ha dato a Giacinta e Francesco il calice da bere, senza nemmeno dargli l'ostia!….loro non sono celiaci….l'angelo ha commesso un abuso liturgico!!! Intervenga Eminenza!!!!!!!E' scandaloso che un angelo venga lasciato impunito a commettere abusi liturgici……
ed è scandaloso, e qui non scherzo, che da secoli i ministri di rito latino -e solo loro, è bene aggiungerlo-, con motivazioni ridicole, hanno riservato a sé l'accesso al calice.

un ricordo nella preghiera, pregate per me, auguri a tutti di ogni bene

mic ha detto...

Quando riceviamo la Santa Comunione, anche se (soprattutto nel rito antico) non beviamo dal calice, nell'Ostia consacrata riceviamo il Signore presente in corpo sangue anima e divinità...
La discussione riguarda come viene trattato nelle celebrazioni moderniste e in questa contingenza che mostra come no ci siano limiti al peggio...

Agartha ha detto...

Buongiorno,
ho interesse a contattare personalmente Don Elia, se non è latitante.
Molti mi hanno criticato per aver condiviso il suo pensiero che ritengo giusto.
Attendo un riscontro.
Buona giornata.

mic ha detto...

Don Elia non è latitante. Mi stupisce il tono con cui chiede il contatto una perdona di fatto anonima...

Anonimo ha detto...

NUOVE "MESSE" ....
Entro in Chiesa e trovo un'accoglienza mai avuta senza il covid19. Mi viene spruzzato il gel alle mani e vengo indirizzata al posto per sedermi.
Trovo il prete che con la mascherina, al microfono da' delle istruzioni di cui non capisco una cicca.
Tutti rigorosamente in maschera...
Sull' altare scopro uno strumento in più oltre alla Pisside e al Calice, IL GEL. Nuovo ospite sacramentale!
Non sopporto la mascherina...prego il Signore che mi dia la forza di sopportare quell'assurda realtà...paradossale! Mi viene voglia di andare via, ma non posso, ero li' per LUI IL MIO SIGNORE!
Durante la Consacrazione mi inginocchio, e mi si avvicina una persona la quale mi invita ad alzarmi, perché non potrei avere le distanze di sicurezza con le due persone che mi stavano nel banco davanti, posizionati ai due margini del banco mentre io stavo da sola sul mio.
Mi sono chiesta cosa stesse facendo quella persona che DURANTE LA CONSACRAZIONE ANZICHÉ ADORARE GESÙ, venne a disturbare il mio raccoglimento.
Una somma di fastidi che mi fece desiderare profondamente, cche Gesù si materializzasse, perché con le funi, venisse a buttare fuori dal tempio i venditori che profanavano la CASA DI SUO PADRE.
Non è finita qui'. Uscendo dalla chiesa incontro una mia ex collega d' ufficio. La saluto e questa togliendisi la mascherina scoppia a pia ngere a dirotto dicendo tra le lacrime che era stata rimproverata mentre anche lei co e me stava inginocchiata durante la Consacrazione.
La signora che l' ammoni' le disse: Alzati non si deve stare in ginocchio! Lei rispose: no! Io sono qui' con Gesù! L'altra rispose: allora se non vuoi alzarti te ne vai a casa!!!
ORRENDO!
Nella Casa di Dio non ci si può permettere di fare tanto male a qualcuno....visto che il covid ha cancellato il termine...FRATELLO O SORELLA...con il beneplacito di chi ha firmato questo teatrino assurdo ed inaccettabile!

Testimonianza di Silvana Campanaro.

Anonimo ha detto...

Sono inorridita dalla testimonianza qui sopra riportata. Allora vi chiedo semplicemente: vi sembra accettabiile entrare in chiesa ed essere immersi volenti o nolenti - in una scena da KU-KLUX-KLAN ? vi sembra possibile che Gesù Eucaristico si ASSOGETTI A QUESTA impostazione raccapricciante, IN CUI I VERI FEDELI che lo vogliono ADORARE E ricevere con il massimo amore e rispetto siano trattati da bestie ?
e allora se Gesù deve sottostare ai protocolli dell'anticristo, mi spiegate che validità abbia questo tipo di messa ? ho rivolto il quesito a don Elia, ma non lo ha pubblicato e non mi ha risposto. Vorrei una risposta chiara che mi tolga l'angoscia, perchè io non ritengo che il Signore ci chieda di accettare questo scenario ORRENDO E DI SUBIRLO. Dopo di questo, vedrete, ci chiederanno (pretenderanno) l'app immuni e tutto il resto = RFID per partecipare alla Messa. Di RICATTO IN RICATTO, com esta avvenendo per ACCEDERE A TUTTI I BENI E SERVIZI (fate caso alle condizioni-capestro poste ai commercianti, ristoratori, parrucchieri ecc.) Cioè si ripeterà la proposta di satana a Nostro Signore: TI DARO TUTTE QUESTE COSE, SE TU, PROSTRANDOTI MI ADORERAI. Siamo all'avveramento di Ap. 13, 16-18, chiarissimo !
E si tratta di un ricatto sulla S. Messa. Ci rendiamo conto a che punto stiamo arrivando ? io credo di avere gli occhi aperti, voi non so se potete illuminarmi meglio.
PS : il divieto di mettersi in ginocchio è un noto dettame del PROGRAMMA MASSONICO di distruzione della Chiesa 1962 al punto 6), che ho riferito, già noto sul web da 20 anni (ma non so se qui è stato pubblicato altre volte).

Anonimo ha detto...

povera Silvana e povera l'amica sua, meritate tutta la nostra compassione.
Che tristezza, venire a disturbare per 20 cm di differenza!!!!!

Credo che l-atteggiamento giusto in un simile caso non sia quello di lasciar perdere, ma finita la Messa andare a parlare con il sacerdote e dirgli che la persona che deve vigilare, si comporta in modo eccessivo e che lui le faccia assumere un atteggiamento rispettoso……….

Anonimo ha detto...

Senza dimenticare che il rito è nato con Gesù e gli Apostoli nell'Ultima Cena e non a Fatima.

rosa rita ha detto...

Comunicarsi almeno durante il periodo pasquale, non oggligatoriamente durante tal periodo. Ciè durante l'anno solare, ci si comunichi almeno una volta. Ma non in occasioni di confusione mai viste prima come ora.

Anonimo ha detto...

Penso che l'approccio corretto sia quello di Ireneo, valutare oggettivamente l'effetto che la Comunione ha su di noi.

mic ha detto...

È una valutazione importante ma è soggettiva. L'approccio corretto non è mai slegato dalla Verita conosciuta e a cui si aderisce.
Ciò che appartiene solo al sentimento può anche trarre in inganno...

Anonimo ha detto...

Shock anche il fatto che ti misurino la febbre (come in ospedale) prima della celebrazione. Ho visto dei volti totalmente consenzienti! Io ho detto che si vergognasse e me ne sono andata disgustata. Ma come si può accettare una cosa così in palese contrasto con il luogo Sacro e che disprezza la nostra dignita' personale???

Anonimo ha detto...

La misurazione della febbre per entrare in Chiesa era stata tolta..
Nella mia Parrocchia dove non c'e' mai stato un cartello se non quelli delle Catechesi dei Neocatecumenali , dei Focolarini , dei Carismatici , di S.Egidio , (ce ne sono 10 !) , adesso c'e' un cartello in cui si esorta chi ha la febbre a starsene a casa , chi e' stato a contatto con malati di starsene a casa , come deve sedersi , come deve disinfettarsi ...
Vi dico la sincera verita': tutti questi cartelli e ammonizioni favoriscono l'impressione di entrare in ospedale piu' che in un luogo sacro o meglio in una camera mortuaria , l'aula e' asettica come quelle protestanti . Non vi nascondo che mi vien voglia di aggiungerci il cartello di "Pericolo radiazioni ionizzanti ". L'avete presente ?
Preghiamo perche' vedano !

Aloisius ha detto...

Quindi scondo lei, per duemila anni, milioni di cristiani e tutti i Santi avevano "una spiritualità un po' malata".

Solo nell 1989, invece, il Signore ha fatto scoprire questa morbosità e, con un solo voto, ha ispirato la Chiesa a guarire dalla spiritualità malata.
E solo nel 1989 si è trovata la 'giusta misura'.
Non è oggettivamente possibile, non regge da nessun punto di vista, nonostante il modo mellifluo con cui lei 'la prende alla larga' nel tentativo di rendere convincente questo ragionamento tipicamente protestante.

Il vero scopo è solo e uno:
in nome del cavallo di Troia dell'ecumenismo inteso in modo malizioso ed errato, far piacere ai protestanti e demolire, briciola per briciola, tutto ciò che di cattolico è rimasto nell'unica vera Chiesa di Cristo, al fine di creare una nuova e unica chiesa cattoprotestante, sul presupposto - questo è il vero seme di gramigna del CVII - che il protestantesimo sia più adatto alla modernità.
Da cui il modernismo cattolico subdolo, ambiguo e mellifluo, che sta avanzando e ha trovato i questo papa la sua vittoria, dopo anni di trame e lavorio incessante.
Quando preti e suore si potranno sposare - qundi fare sesso - allora l'obiettivo sarà raggiunto.

Aloisius ha detto...

Oppure di cambiare Parrocchia
a costo di fare qualche chilometro in più