martedì 12 maggio 2020

A Silvia icona di una sinistra e di un buonismo senza identità noi preferiamo Asia Bibi

A Silvia icona di una sinistra e di un buonismo senza identità noi preferiamo Asia Bibi 
La conversione di Silvia Romano, sintomo della nostra tragica decadenza [qui], è la conseguenza della mancanza di valori e di identità di molti italiani ed europei. 
Per una Silvia disperata, sola e probabilmente priva di salda identità la religione dei suoi carcerieri è diventata l’ancora di salvezza. 
 Per Asia Bibi e per tanti altri cristiani perseguitati la propria fede è l’ancora a cui aggrapparsi rifiutando il ricatto di chi chiede la conversione in cambio della vita.

«Ti ha mandato Dio?»
Asia Bibi, che assieme alla giornalista Anne-Isabelle Tollet ha appena pubblicato un libro sulla sua storia, Enfin libre!, che sarà presto tradotto in italiano per le Edizioni Terra Santa, racconta a La Vie i lunghi giorni di prigionia:
«Il terzo giorno dopo la mia condanna, mentre pregavo, un uccellino è venuto a posarsi sul davanzale della finestra della mia cella e mi ha guardata. Io gli ho domandato: “Ti ha mandato Dio?”. Poi se n’è andato, ma è tornato ogni giorno per tre anni. Avevo l’impressione che mi parlasse ed è stato per me simbolo di speranza. Ho pregato molto durante tutta la mia detenzione. Sola nella mia cella, mi immaginavo Gesù e gli parlavo. Gli chiedevo di liberarmi. Questo legame mi ha dato forza e speranza. Ho sempre pensato che la giustizia avrebbe trionfato e che sarei stata liberata».
«Non abbandonate i perseguitati del Pakistan»
Non andiamo a togliere le pietre d’inciampo a chi se l’è cercate da sola e ne è uscita vincente, piuttosto, aiutiamo Asia Bibi Cristiana doc.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Basti pensare che Asia, per non rinnegare il suo Signore ha rischiato la pena di morte ed ha trascorso anni in fetide prigioni. Tutt'altra tempra.
Giovanni Cerbai

Anonimo ha detto...

Condivido la gioia di Silvia per il suo ritorno in famiglia e in Italia. Rispetto la sua coscienza e la sua decisione di cambiare la sua credenza religiosa. Chiedo una pubblica e dettagliata relazione da parte di Silvia e del Governo su tutto ciò che è accaduto. Aspetto da papa Bergoglio, CEI e Autorità religiose islamiche una forte denuncia sulla violenza fatta alla libertà religiosa e l’invito a non attribuire la dizione di “conversione” a quanto avviene in condizioni di sequestro terroristico, detenzione imposta da uomini armati, privazione di ogni comunicazione, liberazione a seguito di trattative segrete e discutibile riscatto pecuniario: un contesto che priva irrimediabilmente della credibilità. Piuttosto, preferisco pensare ed ispirarmi ai tanti Vescovi, Sacerdoti e Laici che, anche in questi ultimi decenni, sono rimasti in carcere, indottrinati forzatamente, senza cercare trattative e riscatti, uscendone (quando non sono morti nel frattempo) rafforzati nella loro fede in Cristo.

Catholicus ha detto...

Ma il proselitismo non era un'enorme sciocchezza, una cosa che paralizza, parole del Sommo Pontefice (?) se lo fanno i musulmani invece è cosa buona e giusta? e chi abiura la nostra fede bimillenaria è un figlio/a prediletto, mentre chi viene ucciso, segregato, imprigionato nei paesi arabi a causa della sua fede cristiana non viene degnato nemmeno di una parola di incoraggiamento, di sostegno? Ma chi stanno servendo questi sepolcri imbiancati mascherati da preti, vescovi, cardinali, ecc? m a chi la vogliono dar a bere? Vedranno che bella accoglienza riserverà loro il Signore della vita, il Giusto Giudice, e se la saranno meritata

Anonimo ha detto...

Leggo che il giovedì Santo di quest'anno 148 cristiani sono stati uccisi in Kenya da Al Shabaab. Siamo tutti contenti che Silvia sia viva, ma permettete che uno si incavoli un po' e si faccia due domande se questa ritorna Aisha, parli bene dei suoi carcerieri, gli assassini, e vestita a festa da Al Shabaab?