Peregrinatio Summorum Pontificum 2022

domenica 10 maggio 2026

Essere madre… Il senso di una festa

Essere madre… credo di averne compreso davvero il significato soltanto quando lo sono diventata io stessa. Prima di allora, sì, noi donne portiamo già dentro qualcosa di materno, quasi come un seme silenzioso custodito nel cuore… ma la maternità si comprende davvero quando la si vive ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo della propria vita. Quando il proprio cuore inizia a battere anche fuori dal proprio corpo.

Essere madre non è facile. Anzi, credo sia una delle vocazioni più grandi, più profonde e più sacre che esistano. È la vocazione dalla quale nascono tutte le altre. Prima di esserci un sacerdote, una religiosa, un medico, un insegnante, un santo… c’è stata una madre che ha custodito una vita, che ha sofferto per quella vita, che ha pregato per quella vita. Nel silenzio di una maternità si formano le anime che un giorno cammineranno nel mondo. Eppure, quanto spesso questa vocazione viene dimenticata, sminuita o data per scontata.

Una madre dona continuamente sé stessa. Lo fa anche quando è stanca, anche quando nessuno vede i suoi sacrifici, anche quando il suo cuore è pieno di preoccupazioni. Ci sono madri che crescono i propri figli da sole, combattendo battaglie che nessuno conosce. Madri che rinunciano ai propri sogni, al riposo, alla serenità, pur di mettere i figli al primo posto. Madri che sorridono davanti ai loro bambini mentre dentro stanno lottando con lacrime silenziose.

E poi ci sono quelle madri che piangono per la fede dei propri figli… che pregano di notte, che affidano i loro nomi a Dio, che soffrono vedendoli lontani da Lui, ma che non smettono mai di sperare. Credo che il cuore di una madre sia uno dei luoghi dove si comprende meglio l’amore di Dio: un amore che continua ad amare anche quando soffre, che continua ad aspettare anche quando tutto sembra perduto.

Oggi ringrazio la mia mamma. Con tutte le imperfezioni della sua generazione, con i suoi limiti, le sue ferite e le sue fragilità… mi ha comunque cresciuta, amata e donato ciò che aveva. Crescendo ho capito che molte madri hanno amato come potevano, con gli strumenti che avevano, portando pesi che forse nessuno aveva mai visto.

E sopra ogni cosa, ringrazio la Madre del Cielo, Maria. Lei che ha vissuto la maternità nel modo più puro e doloroso, custodendo il Figlio di Dio nel suo grembo e poi sotto la Croce. Lei che continua ancora oggi ad accompagnare ogni madre sulla terra con la tenerezza di una vera Madre.

A tutte le mamme: quelle felici e quelle stanche, quelle amate e quelle dimenticate, quelle che sorridono e quelle che piangono in silenzio… auguro di sentirsi viste da Dio, amate profondamente e custodite nel Suo cuore. Non dimenticate mai il valore immenso della vostra vocazione, perché nelle vostre mani passa il futuro del mondo e delle anime.

E forse la verità è questa: per una madre, ogni giorno è la Festa della Mamma.
Zarish Imelda Neno

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bellissimo. Grazie.
Giorgio