Nella nostra traduzione da Catholic Culture, un articolo sulle due grandi sfide del momento. Hanno in comune solo la forma ma non il contenuto e l'essere entrambe oggetto di disapprovazione...
La Fraternità San Pio X, i vescovi tedeschi e la parabola dei due figli
La prossima estate Papa Leone dovrà affrontare due gravi sfide alla sua autorità: una proveniente dalla Fraternità San Pio X (SSPX), che ha annunciato l’intenzione di consacrare nuovi vescovi senza mandato papale; l’altra dalla Conferenza episcopale tedesca, che sta introducendo un rito per la benedizione delle unioni coniugali illecite. Sulla carta i due casi sono piuttosto diversi, poiché coinvolgono principi teologici e canonici distinti. Ma il trattamento riservato dal Vaticano ai due gruppi ribelli inviterà certamente a fare dei confronti, per due ragioni. In primo luogo perché le controversie raggiungeranno il culmine più o meno nello stesso momento. In secondo luogo (e cosa più importante, dal punto di vista della percezione pubblica) perché i due casi coinvolgono due forze centrifughe opposte all’interno della Chiesa: la gerarchia progressista tedesca e quella tradizionalista FSSPX.
Alla FSSPX è stato ingiunto di non procedere con le ordinazioni in programma. (L’ordine non è venuto direttamente dal Papa, ma dal cardinale Fernandez. Tuttavia, Papa Leone ha ovviamente il potere di revocarlo, e non l’ha fatto). Eppure la FSSPX, che professa una fedeltà incrollabile all’autorità papale, intende ignorare quell’ordine, sostenendo che uno “stato di necessità” giustifica la propria sfida.
D'altro canto, i vescovi tedeschi hanno ripetutamente assicurato al mondo che i loro piani sono pienamente in linea con gli insegnamenti perenni della Chiesa, come articolato più recentemente in Fiducia Supplicans. Ma questa settimana il Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) – ancora il cardinale Fernandez – ha pubblicato il testo di una lettera di ammonimento scritta alla gerarchia tedesca due anni fa, con l'avvertenza che i rituali proposti non sono in accordo [perfino -ndT] con la Fiducia Supplicans [vedi].
Quindi, sembra che ci si trovi in un vicolo cieco in entrambi i casi. I leader della FSSPX riconosceranno l’autorità del Vaticano di giudicare se la Chiesa si trovi o meno in uno “stato di necessità”? I vescovi tedeschi riconosceranno che ciò che propongono non è autorizzato?
Questo stato di cose inquietante richiama alla mente la parabola dei due figli, raccontata da Matteo (21, 28-31). Gesù disse:
Un uomo aveva due figli; andò dal primo e gli disse: «Figlio, va’ oggi a lavorare nella vigna». Egli rispose: «Non voglio», ma poi si pentì e andò. Andò dal secondo e gli disse la stessa cosa; egli rispose: «Vado, signore», ma non andò. Chi dei due ha fatto la volontà del padre?
Voci non confermate circolanti a Roma questa settimana suggeriscono che se la FSSPX procedesse con le ordinazioni episcopali non autorizzate, tutti i sacerdoti della FSSPX, così come i vescovi coinvolti nelle cerimonie illecite, potrebbero essere scomunicati per il delitto canonico di scisma – cioè, per aver istituito un corpo ecclesiastico separato dalla Chiesa cattolica. Tale accusa non può essere facilmente respinta; il gruppo tradizionalista insiste sul fatto che deve avere propri vescovi per preservare l’integrità della fede – con l'evidente implicazione che l’integrità della fede non è stata preservata altrove nella Chiesa universale. Il superiore generale della FSSPX, don Davide Pagliarani, aveva fatto l’affermazione sconcertante: «In una parrocchia ordinaria, i fedeli non trovano più i mezzi necessari per assicurarsi la salvezza eterna». L’implicazione inevitabile è che «una parrocchia ordinaria» non è associata alla vera Chiesa di Gesù Cristo – mentre la FSSPX lo è. Si tratta di un’affermazione che il Sommo Pontefice non può accettare.
Ma ora consideriamo la proposta all’esame dei vescovi tedeschi, volta ad approvare un manuale di «benedizioni per coppie che si amano». Come ha sottolineato il cardinale Fernandez, nella lettera resa pubblica questa settimana, il manuale offre benedizioni per una «unione», quando persino la Fiducia Supplicans, nonostante tutte le sue carenze, avverte che un’unione illecita non deve essere benedetta. Pertanto il cardinale Fernandez lamenta che il manuale tedesco «sembra mirare a legittimare lo status di tali coppie», in senso contrario a quanto affermato dalla Fiducia Supplicans.
I vescovi tedeschi hanno ostinatamente ignorato le obiezioni del Vaticano, affermando che le benedizioni proposte non equivarrebbero all’approvazione dei matrimoni omosessuali. Irme Stetter-Karp, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi – che siede al fianco dei leader della conferenza episcopale nella guida del “Cammino sinodale” tedesco – assicura al mondo: «Non c’è alcuna possibilità di confondere [la proposta di benedizione] con il sacramento del matrimonio».
Forse no; forse la benedizione della Chiesa non sarebbe vista come una celebrazione del matrimonio. Ma sarebbe vista come l’approvazione formale da parte della Chiesa di un’unione sessuale illecita e immorale. «La Santa Sede – affermazione di Papa Leone in una recente intervista – ha chiarito di non essere d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie: in questo caso, delle coppie omosessuali», I vescovi tedeschi e i loro complici laici si stanno comportando in modo disonesto fingendo che in entrambi i casi, la loro non costituisca una minaccia all’integrità dell’insegnamento cattolico, quando in pratica il manuale di benedizioni proposto sfiderebbe direttamente gli insegnamenti della Chiesa sulla sessualità.
Inoltre, pur professando la volontà di accogliere tutti i punti di vista, i prelati progressisti tedeschi mostrano la loro determinazione di imporre il loro approccio, a prescindere dalle obiezioni di coscienza. Il cardinale Reinhard Marx di Monaco, uno dei prelati della Chiesa più influenti, intende non solo adottare le nuove benedizioni formali, ma anche obbligare tutti i sacerdoti a impartirle o a indirizzare le coppie verso un altro sacerdote disposto a farlo.
Nessuna persona ragionevole dovrebbe dubitare che Papa Leone voglia che sia la FSSPX che la Conferenza Episcopale Tedesca annullino i loro piani attuali. Le prossime settimane mostreranno se uno dei due “figli” è disposto a fare la volontà del Santo Padre, e fino a che punto il Papa è disposto a tollerare gli atti dei figli ribelli.
Phil Lawler[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]


17 commenti:
Il Vaticano respinge i piani di benedizione della Germania di coppie dello stesso sesso, ma il dibattito è tutt'altro che finito
Le tensioni all'interno della Chiesa cattolica continuano a crescere dopo che Papa Leone XIV ha confermato lo scorso mese che il Vaticano si oppone alle controverse linee guida di benedizione dei vescovi tedeschi promosse da Reinhard Marx.
Il Vaticano ha recentemente reso pubblica una lettera dottrinale del 2024 in cui si afferma, direttamente contro l'iniziativa tedesca, che le benedizioni per le coppie dello stesso sesso non possono essere formalizzate o trasformate in riti liturgici.
Tuttavia, allo stesso tempo, la Santa Sede continua a concedere certe benedizioni "non liturgiche" o spontanee a persone in situazioni irregolari nell'ambito del quadro introdotto durante il pontificato di Papa Francesco; il che continua a dividere i cattolici in tutto il mondo.
Papa Leone ha recentemente avvertito che ridurre l'unità della Chiesa ai dibattiti sulla sessualità rischia di creare divisioni ancora più profonde, insistendo sul fatto che l'autentica cura pastorale deve rimanere fedele all'insegnamento cattolico.
Il risultato?
Una Chiesa che cerca di bilanciare dottrina, divulgazione pastorale e crescente tensione interiore - tutto allo stesso tempo.
Ora resta la domanda:
Roma sta preservando l'unità...
o sta ritardando uno scontro ancora più grande all'interno della Chiesa?
L'unità se puramente formale ed esteriore non porterebbe ad un assetto stabile della Chiesa. Purtroppo non riesco a vedere l'attuale papato come fonte autorevole di dottrina. Bisognerà superare in qualche modo i pronunciamenti del Vat2, ma è ciò che non si vuole fare.
Paragonare i due eventi a me appare come segno di disorientamento....
Aichardus
Che cosa sta cercando di fare Roma?
Gesù a un certo punto chiese ai suoi: volete andarvene anche voi?
E Pietro: e da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna.
Pietro resta perchè solo Gesù parla di vita eterna.
Più tardi però Pietro viene rimproverato di essere "satana", cioè (tra l'altro) il divisore.
Così Pietro, unito a Cristo dal riconoscerlo tale e unico a parlare di vita eterna, è accusato di essere motivo di divisione. Perchè? Perchè non accetta la croce.
L'Agnello di Dio è immolato fin dalla fondazione del mondo: la croce è inscritta nella realtà e rappresenta un'occasione ineludibile di verità e di salvezza: infatti a contare non è questa vita, ma quella eterna.
Temo dunque inevitabile un redde rationem doloroso. Per la Sposa e per il mondo.
Gesù non è venuto a condannare chi non lo ascolta, ma a salvarlo.
Però ha la parola detta da Gesù a condannarlo: non in questa vita; in quella eterna.
Per risorgere e rinascere dall'alto la Chiesa deve seguire lo Sposo.
Non interessano capre e cavoli, interessa che almeno uno dei due ladroni si converta.
La casalinga di Voghera avrebbe risolto due problemi da mo'! Grande è, in Vaticano, l'incapacità di attenersi al "sì sì, no no" indicato dal Signore.
@ Anonimo 13:28 più che di incapacità io parlerei di mancata volontà, fi ostinazione, pervicace e orgogliosa, degna del loro nuovo padrone
Anche a Voghera le casalinghe sono dedite alla sinodalità pretesa dal parroco.
Quindi nemmeno loro usano il si si, no no: vanno più di moda il ma e il però.
Non si può farla facile, perchè il guaio è davvero gigantesco.
Umanamente non ha soluzione: questa verrà dal Cielo tramite gli uomini che sceglierà.
L'ultima sembra una domanda retorica... La risposta è ovvia: non ci può essere unità tra ortodossia ed eresia. Se ci fosse, la Chiesa cattolica sarebbe gia di per sé stessa eretica, perché ammetterebbe l'eresia al suo interno, dandole diritto di cittadinanza.
Il problema è che le questione sono oggetto di dialogo, non è propriamente un dibattito.
Non è giusto mettere la casalinghe di Voghera nella stessa parrocchia con lo stesso parroco eppoi non tutte dicono, signorsì, al parroco. Chissà quante, al parroco, hanno già detto: "Ciaone!"
«In una parrocchia ordinaria, i fedeli non trovano più i mezzi necessari per assicurarsi la salvezza eterna».
NON È FORSE VERO? VENGANO A VEDERE COME E COSA SI CELEBRA E PREDICA E CHI SI BENEDICE... VAI A MESSA E PERDI LA FEDE (era il titolo di un libro di don Bux).
CHI SOSTIENE IL CONTRARIO È FUORI DALLA CHIESA, VALE A DIRE DALLA REALTÀ.
Si tratta di un’affermazione che il Sommo Pontefice non può accettare.
IL SOMMO PONTEFICE IN TEMPI NORMALI.
NON CONOSCE FORSE IL SOMMO PONTEFICE LA REALTÀ DI TANTE PARROCCHIE?
PONESSERO MANO AD UNA VERA Riforma DELLA CHIESA, A PARTIRE DALLA SOMMITÀ, E ALLORA SE NE POTRÀ PARLARE
L'analogia con la parabola dei due figli ha i suoi limiti, perché in essa il padre chiede la stessa cosa ai figli. Se chiedesse qualcosa di male, il figlio non potrebbe dire di no? È così. Fernandez, contro il caso tedesco, usa la Fiducia Supplicans... Questo semplice caso serve a dimostrare lo stato di necessità. Quando il superiore della FSSPX afferma che "in una parrocchia ordinaria, i fedeli non riescono più i mezzi necessari per garantire la salvezza eterna", non significa forse, tra le altre cose, che Amoris Laetitiae e Fiducia Supplicans non si applicano in questa parrocchia?
Quando Roma fa un passo avanti nella rivoluzione, la Germania ne fa due. È un dato di fatto. È come una squadra di calcio, dove Roma è il regista e la Germania è l'attaccante centrale (che non segna mai).
Purtroppo nelle parrocchie e nelle curie aggiungasi...il livello non è molto cattolico...il Vaticano ne prenda atto, se vuole scomunicare chi preserva il vero cattolicesimo, si adopri per cattolicizzare curie vescovili e parrocchie...e prima cattolicizzi sè stesso. Quindi il vaticano si faccia un buon esame di coscienza. Quanto ai tedesxhi sono già fuori della Chieda. Tanto vale tagliare il ramo per salvare chi si vuol salvare.
Consacrazioni episcopali
«E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.» (Mt 16, 18)
«Gli undici discepoli andarono in Galilea, su quella collina che Gesù aveva indicato. Quando lo videro, lo adorarono. Alcuni, però, avevano dei dubbi. Gesù si avvicinò e disse: "A me è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Perciò andate, fate che tutti diventino miei discepoli; battezzateli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo; insegnate loro a ubbidire a tutto ciò che io vi ho comandato. E sappiate che io sarò sempre con voi, tutti i giorni, sino alla fine del mondo".» (Mt 28, 16-20)
Mi chiedo se Sant'Ambrogio e Sant'Agostino, come gran parte dei santi vescovi della Chiesa antica, siano stati consacrati con "mandato pontificio". Non c'è, né nel Vangelo né nella Tradizione, il principio secondo cui Pietro invia i vescovi alle nazioni; al contrario in Mt 28 (presente Pietro) è Cristo (e non Pietro) che invia gli Apostoli. Il parametro della comunione con il Papa (e della ex-communicatio) dovrebbe essere solamente l'ortodossia cattolica del candidato (ed, eventualmente, del consacrato extra ordinem per le più diverse ragioni). Tutta la stortura della questione sta nei Canoni 1013 e 1387 che appaiono sospetti di una "tradizione sovrapposta" che comprende le diocesi come emanazioni amministrative della Sede di Roma. Ciò, tuttavia, al pari delle Conferenze episcopali e di altre fantasiose creazioni recenti, non sta nella Rivelazione e nella Costituzione della Chiesa divinamente rivelata. Gli effetti dell'infallibilità, perniciosamente intesa anche prima dei due Concili Vaticani come "potere costituente" del "Sovrano assoluto romano", e della codificazione legislativa del Diritto canonico non smettono di produrre rappresentazioni aberranti dell'unità della Chiesa. Quanto al caso concreto andrebbe valutata la strana (eterodossa?) ecclesiologia del Rev. Pagliarani e le idee dei candidati che eventualmente la facciano propria.
Cristo inviò gli apostoli a predicare il Vangelo in un mondo pagano. Il Papa invia i vescovi nei luoghi dove esistono già Chiese consolidate. È ben diverso. Inoltre, il Papa è il più alto rappresentante di Cristo sulla terra; è su di lui che Cristo ha edificato la sua Chiesa; egli ha il potere delle chiavi: "Tutto ciò che legherete sulla terra sarà legato anche in cielo...".
Sant'Agostino e Sant'Ambrogio furono eletti per acclamazione popolare; è questo che vuole Andrea Sandri? Se si applicasse questo criterio, persino James Martin raggiungerebbe l'episcopato. Ricordo che fino a Pio XII la consacrazione dei vescovi non era punita con la scomunica, ma lo divenne a causa dei problemi nei paesi comunisti.
La Chiesa progredisce nel corso della storia. Tornare indietro e presentare un elemento per opporsi a ciò che accade attualmente dimostra solo ignoranza del legittimo processo di progresso. Questo è ciò che fecero i membri della Nouvelle Théologie, e ciò che fece il modernismo prima di loro. In questo senso, il modello ideale di Chiesa per il protestantesimo sarà sempre quello nascente, primitivo!
Qual è il rapporto tra l'infallibilità papale e il mandato papale? L'idea del Papa come sovrano assoluto ha senso dopo il Concilio, non prima.
Quanto all'ecclesiologia di Don Davide Pagliarani, affermare che sia strana o eterodossa è un'analisi che non tiene conto dello stato di necessità. Non ha alcun valore.
Siccome la Chiesa si è inserita nel tessuto giuridico del Diritto Romano, bisognerebbe fare raffronti tra l'una e l'altro per capire quante siano le sovrapposizioni iniziali, quante e quali siano le leggi proprie del Diritto Canonico, e quante siano le pseudo leggi di copertura delle eresie e dei complotti in essere.
Qui occorrerebbe l'aiuto di persone tipo il Prof.Pasqualucci che sono Cattolici e sanno come muoversi nel campo di entrambi i Diritti.
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