Dove sta andando la Chiesa cattolica? La Chiesa Una Santa è viva e immacolata nel Suo Sposo; ma una parte di quella visibile rischia di subire una 'mutazione genetica' o questa è già avvenuta nostro malgrado e ne stiamo vedendo gli effetti? Ci confrontiamo per "resistere", nella fedeltà.
Peregrinatio Summorum Pontificum 2022
martedì 3 novembre 2026
«Contro-Sillabo»? Occorre una riflessione... occorre...
10 - Che documenti quali la Gaudium et spes e la Dignitatis humanæ abbian sollecitato l'autorevole giudizio di «contro-Sillabo», sembra a me un motivo più che sufficiente per una proporzionata riflessione. «Contro Sillabo» signífica che il famoso o documento del beato Pio IX è dialetticamente superato, ossia controbattuto e almeno intenzionalmente annullato. Un fatto nuovo lo scalza dal suo píedístallo dogmatícamente víncolante e gli dà l'ostracismo, collocandosi al suo posto. La forza di quel «contro» mette in irriducibile antitesi l'insegnamento nel quale il beato Pio IX aveva raccolto la Tradizíone di sempre, e l'insegnamento nel quale, sia pur dichiarando d'aderir alla medesima Tradizione, il Vaticano II ribalta e contrappone le posizioni. Va pure notato che si tratta non di pur sempre gravi «decisioni storiche», ma di due contrapposte trasmissioni dottrinali d'un contenuto tradizionale che vien frantumato da antitetiche interpretazioni. II risultato di tale antitesi è la Chiesa-contro-se-stessa. Non una ragione storica, infatti, bensì la Fede nella divina Rivelazione aveva guidato Pio IX fin alla decisione di proscrivere, tra l'altro, l'indifferentismo e il latitudinarismo in materia religiosa; non è più la medesima Fede - oggettivamente parlando e al di fuori d'ogni soggettiva convinzione - quella che porta la Dignitatis humanæ su posizioni radicalmente diverse". So bene che, in forma diretta ed esplicita, la Dignitatis humanæ è ben lungi dal contraddire alla condanna della seguente proposizione: «Gli uomini posson trovare nel culto d'ogni religione la via dell'eterna salvezza e conseguirla», Ma quando, in forma assoluta, perentoria e di principio, dichiara che «l'uomo non dev'esser impedito d'agire secondo coscienza, soprattutto in materia religiosa», indirettamente e implicitamente lascia intendere che la condanna di Pio IX, pur avendo il suo valore in astratto, lo perde nel sacrario della libertà individuale.
lunedì 2 novembre 2026
Mons. Viganò/ INTER SANCTOS SORS ILLORUM Omelia nella festa di Tutti i Santi
INTER SANCTOS SORS ILLORUM
Omelia nella festa di Tutti i Santi
In Novembre il ricordo dei santi e dei defunti
In Novembre il ricordo dei santi e dei defunti
La “conquista del Pantheon”
domenica 1 novembre 2026
1° Novembre/ Festa di tutti i Santi
1° Novembre/ Festa di tutti i Santi
La festa della Chiesa trionfante.
sabato 31 ottobre 2026
Alla Santa Vergine per il 31 ottobre (e per ogni volta che serve)
sei divenuta Madre e Signora di tutto,
Tu che, per il singolare concorso prestato alla nostra redenzione,
sei vera Regina del mondo,
Tu che, intimamente associata all’opera dell’umana salvezza,
frutto del Tuo olocausto d’amore fuso all’immolazione espiatoria di Cristo,
ci doni con Lui e da Lui la vita divina,
accogli nel Tuo Cuore immacolato la supplica dei figli in balìa della tempesta
e trasmettila ben più perfetta e potente al Sacro Cuore del Figlio Tuo.
Tu conosci i disegni degli empi penetrati nel Santuario di Dio
per trasformarlo, se possibile, in tempio del diavolo.
Tu ci hai messi in guardia dalle insidie in cui saremmo caduti
se non avessimo ascoltato i Tuoi ripetuti richiami.
Oggi veniamo a prostrarci ai Tuoi piedi
implorando perdono per tanta inerzia e tiepidezza,
ma confidando al contempo nella paziente bontà del Tuo Cuore di Madre,
per il quale non è mai troppo tardi.
Impedisci d’ora in poi ogni sacrilego incontro
tra chi dovrebbe rappresentare Tuo Figlio
e quelli che in vaste regioni del mondo ne hanno sedotto i fedeli,
separando dal Suo mistico Corpo tante membra, redente dal Suo Sangue,
con dottrine perverse che falsificano la Sua Parola di verità.
Disperdi con il Tuo scettro regale
tutti i demòni che nella notte di una vigilia santa(1)
saranno stoltamente evocati da chi rifiuta la luce divina,
non più trattenuti da chi, pur avendo missione di istruire e difendere,
preferisce tacere e nascondersi, abbandonando le pecore ai lupi.
Schiaccia sotto il Tuo calcagno la superbia di Satana e dei suoi cultori,
che si tratti di eretici, traditori o ignari gaudenti.
Manda i Tuoi santi Angeli a nostra difesa e protezione,
suscita ardenti e coraggiosi araldi del Vangelo,
rianima i cuori dei Tuoi figli devoti:
che quel giorno non sia ricordato
se non per la Consacrazione del mondo al Tuo Cuore immacolato,
in attesa che Gli sia apertamente consacrato il popolo
che hai scelto in vista del Tuo trionfo, Maria!
(da recitare al termine del santo Rosario)
Novembre 2026 / Calendario Sante Messe antiquior a Bergamo
sperando di fare cosa gradita, allego il calendario delle Sante Messe di novembre celebrate a Bergamo secondo il Missale Romanum del 1962.
- domenica 1 novembre: Festa di tutti i Santi;
- lunedì 2 novembre: Commemorazione di tutti i fedeli defunti;
- venerdì 6 novembre: San Leonardo e BENEDIZIONE EUCARISTICA E LITANIE DEI SACRO CUORE DI GESÙ;
- domenica 8 novembre: V domenica dopo l’Epifania;
- domenica 15 novembre: VI domenica dopo l’Epifania;
- domenica 22 novembre: XXIV domenica dopo Pentecoste;
- domenica 29 novembre: I domenica di Avvento.
Vi invito a rimanere aggiornati consultando il sito SummorumPontificumBergamo.it, cliccando «Mi piace» sulle pagine facebook.com/SummorumPontificumBergamo e facebook.com/SanLeonardoBergamo, cliccando «Iscriviti» sulla pagina youtube.com/SummorumPontificumBergamo e cliccando «Segui» sulla pagina instagram.com/SummorumPontificumBergamo e sul canale whatsapp.com/channel/0029Vb8WMkq5q08VN6kBSC0U (Summorum Pontificum di Bergamo).
Un saluto nel Signore.
Lorenzo Vitali
Comitato Summorum Pontificum di Bergamo
Ancora sulla differenza fra Chiesa e uomini-di-Chiesa
QUEL CHE LA CHIESA CATTOLICA NON È
La conclusione è solo apparentemente negativa, perché mette in risalto gli aspetti positivi della Chiesa, esaminati nel capitolo [precedente] e mai sufficientemente capiti da molti estranei, prevenuti dai pregiudizi della pseudo-cultura laicista, anti-clericale.
Si tratta di una chiarificazione oggettiva e leale che consente di concludere questa prima fase della nostra ricerca...
- a) È quasi superfluo escludere che la nostra «Chiesa» non è - assolutamente - l'edificio dedicato al culto, come tanti sprovveduti suppongono. Il «tempio» si chiamò chiesa perché luogo dell'assemblea dei fedeli; i quali - a rigore - possono convenire ovunque: i veri adoratori del Padre non hanno bisogno di «luoghi», dovendo Egli essere adorato soprattutto «in spirito e verità» (Gv 4, 21-24;. cf. At 17, 24-28).
- b) La Chiesa non riconosce se stessa neppure nel «culto» inteso come fatto fisico ed esteriore, che colpisce la fantasia, suscita dei sentimenti, può essere registrato, riprodotto e persino parodiato... Potrebbe quindi risultare vuoto, coreografico, ridicolo...
- c) La Chiesa cattolica non si ravvisa nel ministero di sacerdoti venali e irriverenti, sbrigativi e distratti...; né in certi fedeli pietosamente primitivi che, vocianti e scomposti, partecipano a processioni, si accalcano nei santuari, strepitano, gesticolano, esigono a tutti i costi «il miracolo»...
Nessuno potrebbe riconoscerla nel contegno di credenti tiepidi, abitudinari, idolatri di tradizioni spesso discutibili quanto a forma e contenuto... Il loro esempio provoca reazioni legittime soprattutto in certi ambienti laici... La Chiesa è la prima a denunziarli come suoi più temibili avversari. - d) La Chiesa non è uno «Stato», ossia una potenza politica con territorio, sudditi, Parlamento, tribunali, esercito, ecc. Il potere temporale - che essa cominciò ad esercitare dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente - non ha mai costituito la sua vita specifica, né condizionato in modo assoluto l'adempimento del suo vero mandato.
Il Clero, per se stesso, non ha alcuna vocazione o diritto al dominio politico inteso nel senso corrente. Perciò, sempre in virtù della sua missione, non ha potuto né potrebbe mai vantare dei «carismi di governo». La sua diplomazia ha potuto essere perfino fallimentare e spesso - specialmente nel passato- ha ridotto notevolmente l'efficacia del suo «servizio pastorale», meritando i più severi giudizi della storia... - e) La Chiesa non è il Vaticano, ossia l'attuale minuscolo Stato riemerso nel cuore d'Italia in seguito ai Patti Lateranensi: la sua origine, la sua struttura, i suoi poteri, la sua missione, il suo destino, il suo prestigio... trascendono smisuratamente i confini dell'attuale trascurabile angolo della terra, ridotto appena ad un'espressione simbolica dell'autonomia spirituale del Papa.
- f) E molto meno essa è un «partito politico», concepito e organizzato da uomini, dovuto al loro talento, operante in vista del benessere temporale, condizionato a particolari e sempre mutevoli fattori ambientali e storici, soggetto a deviazioni, metamorfosi, declini; partito che incarna una visione della realtà umana inevitabilmente parziale, non unica, non definitiva, sempre discutibile...
- g) La Chiesa non s'identifica coi singoli fedeli, quale che sia la dignità di ciascuno, perché tutti sono e devono ritenersi peccatori, bisognosi della misericordia di Dio... Dunque, per se stessi, miserabili, poveri, ciechi, soli, dispersi, incapaci di salvare se stessi e gli altri, di organizzarsi, sì da diventare LA CHIESA come Potenza spirituale, in lotta contro un mondo dominato dal Maligno (Gv 5,19).
- h) Non identificandosi con nessuno dei fedeli, la Chiesa - quale si è sempre presentata - neppure si costituisce «somma» dei medesimi... Essi intatti non la precedono, ma la seguono perché da essa nascono, per essa si organizzano, da essa derivano quel singolare modo d'essere, di pensare e di agire che li trasfigura e sublima, facendone delle «nuove creature», come studieremo più direttamente e ampiamente a suo tempo.
In altri termini - secondo la teologia e la coscienza dei credenti più illuminati - questi non si considerano come «parti integranti» di UN TUTTO che ne risulti...: bensì elementi ed espressioni di un TUTTO che li precede, li produce, li compagina, li finalizza...; di un TUTTO che, rispetto ad essi, è PRIMO in quanto ne è la CAUSA, ed ULTIMO perché in essi si esplicita e prolunga, comunicando loro la propria vitalità, rivelando pienamente se stesso... - i) Logicamente, la Chiesa non si identifica neppure coi «ministri del culto», i cui poteri, per quanto li rendano rispettabili, li lasciano uomini con tutti i limiti e i difetti della loro natura. Essa è «fonte» dei loro poteri, com'è il «Soggetto» principale delle loro funzioni. La Chiesa perciò non può confondersi con «questo» o «quel membro» della Gerarchia, potendo - ciascuno per se stesso - fraintendere tutto, rinnegare tutto, esporsi quindi ai meritati vilipendi del pubblico.
Ignoranza e grettezza, volgarità e ambizioni, nepotismo, ipocrisia, abusi di potere e tutto ciò che può rendere odioso ed esecrabile un uomo... non viene dalla Chiesa, perché NON È DELLA CHIESA, OSSIA NON ESPRIME LA SUA VITALITÀ, Ề UN TRADIMENTO DELLA SUA MISSIONE. Esso ha origine da quell'ANTI-CHIESA ch'è il mondo con le sue concupiscenze e Sue menzogne, le illusioni e le tragedie che funestano la vicenda umana nel tempo... - i) Insomma, tutto il negativo che rende biasimevole il «sacerdote» non è un PRODOTTO DELLA CHIESA COME TALE, ma del mondo che l'ha generato, ne alimenta gli egoismi, ne confonde le idee, ne deprime le forze, ne ostacola la maturazione spirituale...
Il «prete» cessa di essere sé stesso «come sacerdote» nel preciso momento in cui si laicizza uniformandosi al «secolo», ossia plaudendo a criteri, interessi e stile di vita di una società a cui la Chiesa è estranea, ad un tipo di cultura che essa rifiuta, condanna.
venerdì 30 ottobre 2026
Distinguere fra Chiesa e uomini-di-Chiesa (a certi prelati fischieranno le orecchie)
L'EQUIVOCO
La Chiesa non può né deve confondersi con gli uomini di Chiesa, com'è certo che questi non sono la Chiesa.
Identificare papi, cardinali, vescovi, parroci e fedeli con la Chiesa, equivale a sopprimere questa, ossia negarne l'origine e la natura, l'autonomia dei suoi poteri, la trascendenza della sua storia e del suo destino. In breve: significa avvilire la Chiesa a livello di ogni società umana.
In effetti, chi pretende di confondere Chiesa e uomini di Chiesa offende la verità, perché induce ad attribuire all'una e agli altri bene e male, indifferentemente; mentre, come il bene spetta tutto e solo alla Chiesa, agli uomini di Chiesa - considerati in se stessi, o dal punto di vista della loro umanità con quanto ad essa è naturalmente possibile - si deve tutto il male.
Novembre 2026 /Calendario Messe antiquior di Pavia
Vi invito a prestare attenzione al cambio di orario delle Sante Messe feriali, che saranno d'ora in poi alle ore 18,00 (precedute come sempre dalla recita del S. Rosario).
Un cordiale saluto nel Signore,
don Fabio e don Marino
- Domenica 1, Tutti i Santi: ore 10,00 S. Messa
- Lunedì 2, Commemorazione di tutti i fedeli defunti: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa "da requiem"
- Venerdì 6, primo del mese, B. Contardo Ferrini: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa
- Domenica 8, V post Epiphaniam: ore 10,00 S. Messa
- Domenica 15, VI post Epiphaniam: ore 10,00 S. Messa
- Domenica 22, XXIV et ultima post Pentecosten: ore 10,00 S. Messa
- Mercoledì 25, S. Caterina d'Alessandria: ore 17,40 S. Rosario; ore 18,00 S. Messa
- Domenica 29, I di Avvento: ore 10,00 S. Messa
- 1. Venerdì 30 ottobre, ore 17,45 S. Rosario; ore 18,15 S. Messa per i defunti
- 2. Nel tempo di Avvento manterremo la bella consuetudine delle S. Messe "Rorate": nei sabati 5, 12 e 19 dicembre alle ore 7,00 (antimeridiane). Segnate le date sulle vostre agende!
Arcivescovo Viganò / Una cronologia che è una sentenza
Arcivescovo Viganò / Una cronologia che è una sentenza









