domenica 26 luglio 2015

Latinità Ortodossa - il Rosario è anteriore allo Scisma d' Oriente?

È vero, la parola "rosario" fa paura ( agli ortodossi)  e subito tutti pensano alla devozione cattolica. È pur vero che moltissimi ortodossi - fra cui me medesimo - pregano un analogo canone di preghiera alla Vergine che si chiama Regola Mariana di San Serafino di Sarov, che forse suona all'orecchio un po' più conosciuto e rispettabile in virtù del santo cui la Madre di Dio avrebbe concesso il canone.

Ho trovato le informazioni che seguono casualmente, mentre girovagando per internet cercavo novità circa l'Ordine Benedettino e mi è spuntato un sito anglofono dedicato al santo di Norcia, quando l'ho aperto ho trovato queste curiose ( e devo dire: OTTIME ) notizie storiche... non potevo fare a meno di renderle pubbliche in lingua italiana.  Pare che la devozione del Rosario sia antecedente allo Scisma.

La corda da preghiera
( chotki, komboskini o rosario )
è lo strumento utile della preghiera

Alexander Gumanovskij, il figlio spirituale di Padre Zozima, il quale a sua volta fu figlio spirituale di S. Serafino di Sarov, scrisse al Padre Zozima le righe che seguono:
Mi sono dimenticato di consegnarti un tramite sicuro per la tua salvezza... recita la preghiera "Ave Maria, piena di Grazia" per centocinquanta volte ogni giorno, e vedrai che questo canone ti condurrà sulla via della salvezza. La stessa Madre di Dio ci diede questa regola nell'Ottavo secolo e fin da allora tutti i cristiani la recitano... noi Ortodossi ci siamo scordati di questa pratica, ma San Serafino di Sarov ce l'ha ricordata. Ho un libro di Serafino stesso, scritto a mano, che ho trovato nella sua cella, in cui vi sono narrati i miracoli accaduti a chi ha recitato questa preghiera con devozione. E se per te è troppo dura dire le 150 Ave-Maria tutte insieme, dividile per 50 invocazioni al giorno. E ogni dieci invocazioni, prega col Padre Nostro e col Gloria.
La fonte è l'articolo che ho menzionato precedentemente... dategli un'occhiata.

Lungi da me voler apparire per forza "cattolicheggiante", mi limito a riportare quanto letto poiché lo trovo interessante sia a livello devozionale che a livello meramente storico-ecclesiastico.

Ad ogni modo, se dire il rosario "alla latina" vi crea problemi, potete sempre recitare la Regola di San Serafino tutta d'un pezzo come ci è stata consegnata dal santo dell'Athos - come del resto faccio io quando la recito...
[Fonte: Cristianità ortodossa by Muniat intrantes Crux Domino famulantes]

4 commenti:

viandante ha detto...

Mi scusino i redattori, ma dall’articolo non è che si ricavino grandi informazioni sulla nascita del rosario. Tra l’altro Serafino di Sarov (1759 – 1833) visse molto dopo lo scisma d’oriente (1054) e Alexander Gumanovskij ci dice semplicemente che: “La stessa Madre di Dio ci diede questa regola nell'Ottavo secolo e fin da allora tutti i cristiani la recitano... noi Ortodossi ci siamo scordati di questa pratica, ma San Serafino di Sarov ce l'ha ricordata.”

È comunque evidente che la prima parte dell’Ave Maria è molto antica e si trova la scritta Rallegrati Maria, sulla casa di Nazareth, già attorno al III-IV secolo. Liturgicamente in Oriente, nella liturgia di San Giacomo (e stesso testo nella liturgia di San Marco) del IV-V secolo, si canta “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta tra le donne e benedetto il frutto del tuo seno, poiché tu hai generato il salvatore delle nostre anime”. (http://www.revue-kephas.org/02/2/Guillaume127-133.html ).
Tuttavia leggo altrove, su un sito legato all’ortodossia russa: “E’ diffusa convinzione che la devozione a Maria costituisca un elemento di grande unione tra Oriente e Occidente. Non si può negare che questa convinzione abbia solide fondamenta; tuttavia, anche nella comprensione del rapporto con Maria si riflettono le più generali differenze tra Cattolicesimo e Ortodossia.
Dimenticare questo può portare a equivoci e ingenuità: è difficile, ad esempio, dimenticare le facce sorprese, per non dire scandalizzate, dei fedeli cattolici quando scoprono che una preghiera come l’"Ave Maria" è ignota agli ortodossi. “ (http://www.ortodossia-russa.net/testi/Maria%20petra/Maria.htm )
In nota però si dice: “Va tuttavia ricordato, a titolo di esempio, che nelle chiese di tradizione slava il tropario “Deipara Vergine gioisci” è noto ad ogni credente, ed è cantato durante i grandi vespri, nel contesto della “grande veglia” domenicale. Il testo: Madre di Dio Vergine, gioisci, piena di grazia Maria, il Signore è con te: benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo, perché hai generato il Salvatore delle anime nostre”.

Pare quindi evidente che se la prima parte della preghiera sia comune con gli ortodossi, la seconda parte (Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori ora e nell’ora della nostra morte. Amen) è invece specifica dei cattolici.
(continua)

viandante ha detto...

Invece all’origine del Rosario vi sono i 150 Salmi di Davide che si recitavano nei monasteri.
Per ovviare alla difficoltà, al di fuori dei centri religiosi, di imparare a memoria tutti i Salmi, verso l'850 un monaco irlandese suggerì di recitare al posto dei Salmi 150 Padre Nostro.
Per contare le preghiere i fedeli avevano vari metodi, ma ben presto si passò all'uso delle cordicelle con 50 o 150 nodi.
Poco tempo dopo, come forma ripetitiva, si iniziò ad utilizzare anche il Saluto dell'Angelo a Maria, che costituiva allora la prima parte dell'Ave Maria.

Nel XIII secolo i monaci cistercensi svilupparono una nuova forma di preghiera che chiamarono rosario, perché la comparavano ad una corona di rose mistiche donate alla Madonna. Questa devozione fu resa popolare da san Domenico, che nel 1214 ricevette il primo rosario della Vergine Maria come strumento per l'aiuto dei cristiani contro le eresie.
Nel XIII secolo si svilupparono i Misteri del Rosario: numerosi teologi avevano già da tempo considerato che i 150 Salmi erano velate profezie sulla vita di Gesù. Dallo studio dei Salmi si arrivò ben presto alla elaborazione dei Salteri di Nostro Signore Gesù Cristo, nonché alle lodi dedicate a Maria. Così durante il XIII secolo si erano sviluppati quattro diversi salteri: i 150 Padre Nostro, i 150 Saluti Angelici, le 150 lodi a Gesù, le 150 lodi a Maria.
Verso il 1350 si arriva alla compiutezza dell'Ave Maria come la conosciamo oggi. Questo avviene ad opera dell'Ordine dei certosini, che uniscono il saluto dell'Angelo con quello di Elisabetta, fino all'inserimento di «adesso e nell'ora della nostra morte. Amen».
Verso la metà del XIV secolo, un monaco della certosa di Colonia, Enrico Kalkar, introdusse prima di ogni decina alla Madonna, il Padre Nostro. Questo metodo si diffuse rapidamente in tutta Europa.
Molte di queste informazioni sono tratte da: http://www.santorosario.net/storia.htm

Ma vorrei fare ancora una nota riguardo all’articolo: se in ambito occidentale si fa risalire la diffusione della devozione al rosario a San Domenico (1214), sarebbe interessante sapere da quali fonti sono tratte le affermazione secondo cui: “La stessa Madre di Dio ci diede questa regola nell'Ottavo secolo e fin da allora tutti i cristiani la recitano...”.
E per anticipare eventuali critiche, queste mie osservazioni non sono volte a fomentare divisioni, ma a cercare di superarle chiarendo le fonti, anche perché in sostanza, almeno su questo punto, non mi sembra vi siano grandi ostacoli.

Anonimo ha detto...

Il diavolo ha tre tentacoli: per i poveri il comunismo, per i credenti l'ecumenismo e per i ricchi la massoneria.
S. Paisios Athonita

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=r7avPl6jB5w