martedì 21 luglio 2015

don Giorgio Ghio. Vuoi il fumo o l'aria pura?

Io sono come un otre esposto al fumo, ma non dimentico 
i tuoi insegnamenti (Sal 118, 79).

Quando si dice che una cosa è come fumo negli occhi, si intende di solito, semplicemente, qualcosa di fastidioso e irritante. Il fumo può tuttavia avere effetti più gravi: se respirato, può provocare un’intossicazione. Nella società e nella Chiesa attuali il fumo delle chiacchiere ideologiche appesta ormai l’atmosfera da decenni: è naturale che tanti ne siano rimasti intossicati. 

Chi vi resiste, come afferma la divina Parola, è come un otre esposto al fumo: soffre profondamente, ma al tempo stesso lotta per non lasciarsi intossicare o, eventualmente, per disintossicarsi. La stessa Parola di Dio ci prescrive il tipo di terapia necessaria a questo fine: non dimenticare i Suoi insegnamenti, che sono immutabili e, di conseguenza, sempre validi, capaci di resistere a qualsiasi tentativo di “aggiornarli” in ragione delle “mutate condizioni” della società.

Il fumo di certe chiacchiere, in effetti, non è affatto qualcosa di innocuo: è anzi una realtà estremamente nociva che infantilizza le persone impedendone la crescita morale, le castra a livello psichico bloccandone lo sviluppo umano e le sterilizza sul piano della vita soprannaturale, ovvero nella ricerca della santità. Chi ci è nato e vissuto dentro può riportarne perfino dei danni cerebrali: è incapace di ragionare correttamente, libero dagli schemi indeformabili della “formazione” ricevuta. Questi sono d’altronde gli effetti di un indottrinamento forzato di cui non hanno consapevolezza alcuna; un lettore notava sconfortato che, con la maggior parte dei ministri sacri, chi si azzarda ad avanzare qualche perplessità su certi aspetti della chiesa attuale e della “riforma”, è subito investito da un fiume di parole (un «tormentone che sembra imparato a memoria») e poi inesorabilmente ostracizzato…

È proprio così, caro amico: chi sia stato in seminario o in una facoltà teologica conservando un minimo di indipendenza di giudizio conosce bene quel tormentone, quella versione della realtà e della storia che nella Chiesa è stata imposta come l’unica visione legittima e per ciò stesso indiscutibile, neanche fossimo in un regime totalitario. Quando poi, con uno studio più accurato (e soprattutto più libero di spaziare nelle fonti), uno si accorge di essere stato sistematicamente manipolato con una presentazione selettiva – e per di più deformata e tendenziosa – di dati e testi, dopo il primo, istintivo moto di ribellione si rende conto con profonda gratitudine di aver finalmente cominciato a respirare a pieni polmoni un’aria pura … È una delle esperienze più gratificanti per chi ami appassionatamente la verità; è una grazia inestimabile dello Spirito Santo. A questo punto, certo, bisogna rimboccarsi le maniche per ricuperare la virilità soffocata, rimettere in moto il processo di maturazione e riscoprire la vita di grazia; ma il più, grazie a Dio (in senso vero e proprio), è fatto.

Non si creda che ci piaccia la polemica sterile, fine a se stessa: dal nuovo punto di osservazione, semplicemente, la propaganda di partito si riconosce subito e, per quanto possa essere irritante, non fa più la minima presa. Che ci si scomodi, a cinquant’anni esatti di distanza, jour pour jour, per visitare la parrocchia romana dove il Papa dell’epoca celebrò la prima Messa in italiano, ormai ci fa solo sorridere: è un atto di pura propaganda perfettamente omogeneo a tutto il resto. Quello di allora fu un tipico gesto rivoluzionario promosso da individui che, con il Concilio ancora in corso, lo avevano già interpretato nel senso da loro voluto e avevano già iniziato ad applicare – sempre a modo loro – la Costituzione liturgica, non a caso la prima ad essere promulgata. Ciò che rattrista maggiormente è che il sommo Pontefice li abbia docilmente seguiti …

Quello, tuttavia, era soltanto il preludio di una rivoluzione ben peggiore: una Messa – culmine e fonte di tutta la vita cristiana, come ci hanno ripetuto fino alla nausea – non solo tradotta nella lingua parlata, fatto che già da solo la trasforma in non più che pio trattenimento (e, in breve tempo, trattenimento tout court), ma pure rifatta a tavolino come un cadavere sezionato di cui poi si riappiccichino i pezzi a piacimento e imposta all’orbe universo in luogo di quel corpo vivente che era cresciuto e maturato per due millenni. Come se non bastasse, nel passaggio dal testo tipico latino a quello nelle lingue volgari si sono moltiplicate ulteriori manipolazioni e falsificazioni, finanche nel cuore stesso del santo Sacrificio, cioè nella formula di consacrazione: rendere pro multis con per tutti non è una traduzione, sono due espressioni diverse; è un fatto carico di ripercussioni sulla fede del Popolo di Dio, ma gli ideologi della comunità ci hanno inculcato che il loro significato sarebbe identico; si sarebbe trattato anche lì di una semplice interpretazione…

A questo punto la gran parte dei fedeli, ora che potevano finalmente capire le parole della Messa (come se non fossero mai esistiti i messalini bilingui, che i nostri nonni conoscevano a menadito), ha pensato bene di non andarci più: una volta “capito” il gioco, evidentemente, non valeva più la pena di giocarlo. Dal canto loro i giovani ministri, non provando alcuna attrattiva per lo scialbo rito rifilato loro, hanno provato a renderlo più interessante con la propria creatività e inventiva, oppure si sono risolti a limitarsi a “timbrare il cartellino” dei propri doveri d’ufficio per potersi poi dedicare ai loro veri interessi, magari del tutto profani – nel migliore dei casi – o decisamente illeciti e contrari al loro stato – nel peggiore. Chi potrebbe del resto appassionarsi ad un’attività costruita sull’inammissibile ipocrisia del tacito assunto: “Sappiamo tutti perfettamente che non funziona, ma dobbiamo farlo ugualmente”?

Ormai nemmeno quei pochi fedeli che, nonostante tutto, continuano a venire in chiesa sono persuasi da quel che dicono i preti, visto che proprio loro si smentiscono di continuo con i propri stessi comportamenti. Prendiamo per esempio un’affermazione classica del tormentone ideologico post-conciliare: «Il Concilio ha restituito la Bibbia al Popolo di Dio». Poi, per proclamare la Parola sacra nell’assemblea liturgica, ut aiunt, prendono l’ultimo arrivato e lo mandano sul pulpito a leggere un testo che il malcapitato non ha mai visto prima, zeppo di nomi e termini assolutamente sconosciuti: cosa capirà l’assemblea liturgica della divina Scrittura, pur proclamata nella sua lingua nativa, a parte la figuraccia di quel poveretto? O, forse, per restituire la Bibbia al popolo si intende che ognuno se la legga e se la interpreti per conto e a modo suo, come i protestanti? Proprio per evitare che persone impreparate mettessero a rischio la propria e l’altrui fede, si erano saggiamente poste delle limitazioni alla lettura dell’Antico Testamento, all’epoca in cui si aveva a cuore la salvezza eterna di quanti Cristo ha redento con il Suo sangue.

Altro esempio per quelli che sono convinti di andare avanti, ma in realtà sono rimasti indietro e regrediscono sempre di più, dato che l’unico reale progresso, nella Chiesa, consiste nel ritornare alle radici: non si è mai parlato tanto dello Spirito (che un tempo si chiamava Spirito Santo); il fatto è che poi si pecca abitualmente contro di lui impugnando la verità conosciuta o, più semplicemente, ignorandola completamente, specie in ambito morale. Eppure basterebbe aprire un catechismo – meglio quello di san Pio X, piuttosto che quello tedesco od olandese – per conoscere le verità della fede (il che, sia detto per inciso, è ancora necessario alla nostra salvezza). All’epoca della Rete, qualsiasi testo è facilmente reperibile: non cerchiamo scuse, per le chat e per il gossip abbiamo sempre tempo… Poi non lamentiamoci, almeno, se ci sentiamo soffocare nell’anima: l’aria pura c’è e sappiamo dove trovarla. Fine del quaresimale.

P.S.: scusate, qualcuno sa dirmi che fine ha fatto il divin Sacrificio? Finanche nelle omelie del sommo, è totalmente assente … Si direbbe che, nella nuova Messa, sia rimasta soltanto la Parola – o piuttosto le parole: perfino lì, ancora fumo!
Don Giorgio Ghio
[Fonte: Il giudizio cattolico]

13 commenti:

Japhet ha detto...

Ecco chi sono i nostri padroni: i nuovi "padroni del mondo". Altro che fumo!

http://www.repubblica.it/politica/2015/07/21/news/unioni_gay_arriva_la_condanna_di_strasburgo_all_italia_riconosca_i_loro_diritti_-119511643/

da Fb ha detto...

"Sentirete di una sentenza europea che condanna l'Italia per il mancato riconoscimento dei diritti delle coppie gay.
1. Non è una sentenza della corte dell'unione europea e dunque nessuna questione in relazione alla nostra permanenza in Europa.
2. NON È DEFINITIVA e può essere appellata.
3. È fondata su presupposti incoerenti e comunque non obbliga in nessun modo lo stato italiano.
4. Invita a riconoscere diritti alle persone e non a approvare il matrimonio gay
5. È comunque una gravissima intrusione negli affari interni del nostro Paese. E ora via al piagnisteo dei soliti noti che grideranno allo scandalo. Noi continueremo a ribadire che i diritti dei bambini vengono prima di quelli degli adulti. Coraggio e avanti. Italia ultimo baluardo." ( Simone Pillon)

Anonimo ha detto...

Sempre da FB : alla Grecia il deficit a noi italiani il deficient......come sperare che si oppongano costoro, se, il Divo Giulio regnante saldamente, passarono divorzio ed aborto, che volete che sia questo? Intanto anche il 'grande vecchio' di repubblica prende le distanze da Re Giorgio, accusandolo di abuso di ufficio e di scavalcamento della costituzione per aver di fatto imposto 3, ben dicasi 3, governi illegittimi e non scelti dal popolo.....ma daaaaiiiii.Potenza di Internet....

Anonimo ha detto...

E meno male che la bandiera dell'Europa unita ha le dodici stelle in ossequio alla Vergine! Intanto un'altra sentenza della cassazione di Bologna: per dichiarare il genere sessuale non c'è bisogno dell'operazione. Uno o una può dichiarare il suo genere sessuale al di là della avvenuta o meno operazione di sesso. Altro che Sodoma e Gomorra!

Anonimo ha detto...

Caro don Giorgio, seguire il Signore, nel Suo Divino sacrificio, comporta un patire che è -per i più fortunati per i quali non è chiesto di più- almeno la pazienza.
Con questo sentimento prevalente vorrei raccontare una recente esperienza, in un tranquillo week end di calura nella diocesi ambrosiana: afa, prima della santa messa al coro è stato raccomandato di ridurre le strofe cantate… Arrivati alle letture, il sacerdote dice che si leggerà soltanto la seconda. Il salmo da cantato passa a recitato. Dopo il vangelo l’omelia. Visti i “tagli” dovuti a “motivi climatici” ci si attenderebbe concisione: e invece no, l’omelia dura sfidando la temperatura e il muover ventagli, incedendo sul tema del vangelo del giorno: il servizio. Perché il cristiano si riconosce dai servizi che svolge. Se non si fanno servizi, si va a messa "solo per tradizione".
Dal che dovrei evincere che la tradizione non prevedesse alcun servizio?

La prima lettura, saltata, era quella di Giudici 2, 6-17
… dopo di essa ne sorse un’altra, che non aveva conosciuto il Signore, né l’opera che aveva compiuto in favore d’Israele. Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e servirono i Baal; abbandonarono il Signore, Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dalla terra d’Egitto, e seguirono altri dèi tra quelli dei popoli circostanti: si prostrarono davanti a loro e provocarono il Signore, abbandonarono il Signore e servirono Baal e le Astarti. Allora si accese l’ira del Signore contro Israele e li mise in mano a predatori che li depredarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno, ed essi non potevano più tener testa ai nemici. In tutte le loro spedizioni la mano del Signore era per il male, contro di loro, come il Signore aveva detto, come il Signore aveva loro giurato: furono ridotti all’estremo

Insomma non sempre il “nuovo” migliora il precedente.
Concetto del tutto assente in ogni ideologia che guarda avanti e di ogni lettura biblica fa l’uso che serve a condurre verso il nuovo.
Inutile rimpiangere il passato (il passato è già "negativo", rimpiangerlo è un verbo triste... chi vede tutto al positivo, sa tingere di grigio tutto ciò che non colora il proprio immaginario arcobaleno... Sarà questo il fumo?

Alla fine loro dicono che è Dio che lo dice: indietro non si torna… (a me viene in mente qualcun altro... che si credeva un padreterno, questo sì...)
Prima era tutto sbagliato. In futuro tutto sarà migliore. Perchè noi (noi) faremo questo e quest'altro, servendo chi ci dice di farlo.

Giustamente lei, don Giorgio, scrive del tormentone ideologico: «Il Concilio ha restituito la Bibbia al Popolo di Dio».

Lei pensava a chi legge senza capire o a chi interpreta a proprio uso e consumo.
Sappia che si può estendere il campionario a chi non legge nemmno le letture che non sono addomesticabili. Motivi climatici... Ci hanno scritto pure l'enciclica "verde".

Mi è piaciuto questo passaggio: "Quelli che sono convinti di andare avanti, ma in realtà sono rimasti indietro e regrediscono sempre di più, dato che l’unico reale progresso, nella Chiesa, consiste nel ritornare alle radici: non si è mai parlato tanto dello Spirito (che un tempo si chiamava Spirito Santo); il fatto è che poi si pecca abitualmente contro di lui impugnando la verità conosciuta o, più semplicemente, ignorandola.


Anonimo ha detto...

Intanto un'altra sentenza della cassazione di Bologna: per dichiarare il genere sessuale non c'è bisogno dell'operazione. Uno o una può dichiarare il suo genere sessuale al di là della avvenuta o meno operazione di sesso. Altro che Sodoma e Gomorra!
Già visto in giro per il mondo. Anni fa, in Argentina una ex-donna, diventata anagraficamente uomo, ed un ex-uomo, diventato anagraficamente donna si sono sposati. Entrambi avevano cambiato sesso all'anagrafe, ma non si erano mai operati. Anatomicamente erano sembra donna, l'ex donna e uomo, l'ex uomo. In camera da letto, la realtà ha preso la sua rivincita. L'uomo è rimasto "incinto".

Anonimo ha detto...

Caro Don Giorgio la Chiesa cattolica sembra vacillare a causa degli stessi uomini di chiesa che tentano di trasformare la nostra fede in qualcosa che vada bene a tutti quelli che non vogliono guardare alla Croce del Salvatore e che desiderano essere corroborati nelle loro nefandezze (anche le più ripugnanti).

Per comprendere esattamente lo stato della Chiesa basta esaminare come viene trattato Gesù Sacramento.

La Chiesa è stata demolita dagli uomini di Chiesa non dai musulmani, protestanti massoni e comunisti.

Ho studiato in una Università Pontificia un gran numero di sacerdoti non era credente e comunque la stragrande maggioranza si vestiva da prete il solo giorno dell'esame.
La percentuale di sacerdoti amici degli invertiti era impressionante.

cordiali saluti

Anonimo ha detto...


@ Bene ha fatto Don Ghio ad evocare il carattere quasi sempre penoso delle letture dei Testi Sacri affidate ai laici nella Messa NO.

In particolare, penosissima era quella dell'Antico Testamento. Oltre a pronunciare i nomi ebraici in modo incomprensibile, si capiva che chi leggeva non capiva assolutamente nulla del testo. Costoro non erano preparati, evidentemente. Ma lo erano su S. Paolo e sul Vangelo? Da come mi ricordo io, tanti anni fa, quando ancora ci andavo a quella Messa, quasi mai lo erano. Peggio che andar di notte. Le "tre letture", inclusa quella dell'AT, per "restituire la Bibbia al Popolo di Dio", sono la prova di una Messa costruita a tavolino, in modo astratto ed intellettualistico, senza tener conto della Tradizione ne' del buon senso. Anche per il sacerdote celebrante tre letture cosi' sono difficili da dominare. Nell'omelia dovrebbe poi fare la sintesi dalle tre o comunque ricavare concetti da tutte e tre. Oppresso dal carico, il celebrante (come mi ricordo io) le saltava spesso tutte e tre a pie' pari, passando ad affligger i fedeli con il consueto pistolotto a sfondo sociale o con componimenti narcisistici sul suo "mettersi in gioco" di sacerdote moderno e impegnato. Raramente ho sentito belle prediche, di preti capaci di trarre valido spunto da tutti e tre i testi (o anche solo da S. Paolo e dal Vangelo). A. R.

Anonimo ha detto...


@ A proposito del trattamento riservato a "Gesu' Sacramento"

E' vero che in certi seminari europei si cerca di dissuadere i seminaristi dal genuflettersi di fronte al Tabernacolo o durante la Consacrazione? Lo si farebbe perche' la genuflessione in quanto atto "penitenziale" non si addirrebbe al Cristiano, che appartiene ad un Popolo "risorto" grazie alla Risurrezione di Nostro Signore. Il senso della Messa (NO) e' allora cambiato rispetto al VO: essa celebra la Risurrezione del Signore non piu' il Sacrificio della Croce, per ottenerci misericordia per i nostri peccati. Superbia luciferina, dunque, nell'intendere (nello stravolgere) il significato della Messa! E' chiaro che a questa Risurrezione parteciperebbe tutta l'umanita', senza convertirsi, dal momento che la Chiesa sarebbe il "sacramento" dell'unione con Dio di tutto il genere umano [sic] e che Cristo si sarebbe "incarnato in un certo modo in ogni uomo" [sic], come si legge in certi testi del Concilio.

Silente ha detto...

Ottima l'iniziativa di Mic di pubblicare, qui sopra, questo testo tratto da FB:
"Sentirete di una sentenza europea che condanna l'Italia per il mancato riconoscimento dei diritti delle coppie gay.
1. Non è una sentenza della corte dell'unione europea e dunque nessuna questione in relazione alla nostra permanenza in Europa.
2. NON È DEFINITIVA e può essere appellata.
3. È fondata su presupposti incoerenti e comunque non obbliga in nessun modo lo stato italiano.
4. Invita a riconoscere diritti alle persone e non a approvare il matrimonio gay
5. È comunque una gravissima intrusione negli affari interni del nostro Paese. E ora via al piagnisteo dei soliti noti che grideranno allo scandalo. Noi continueremo a ribadire che i diritti dei bambini vengono prima di quelli degli adulti. Coraggio e avanti. Italia ultimo baluardo." ( Simone Pillon)


Ottima, essenziale sintesi. Vedo peraltro, dalle dichiarazioni pubbliche di alcuni esponenti politici, che certe argomentazioni omosessualiste hanno fatto breccia anche nei suoi oppositori. Il "matrimonio", o "unione" o "patto civile" tra omosessuali va contrastato non solo per la terribile possibilità di adozioni di incolpevoli bambini, non solo per lo sdoganamento di pratiche quale quelle degli "uteri in affitto" o per la ridicola (e costosa per tutti noi) ipotesi di "pensioni di reversibilità", argomenti certamente giusti. Il "matrimonio" sodomita va rifiutato perché intrinsecamente perverso di per sé, immorale, socialmente disgustoso perché legittimerebbe comportamenti che non sono solo condannati dalla Chiesa, quella di sempre, ma anche dal diritto naturale e dal sentire comune di quella parte, certamente maggioritaria (ma non sono i numeri a determinare l'etica) di opinione pubblica.

La "sentenza" di questo pseudo-tribunale va semplicemente rifiutata.

ilfocohadaardere ha detto...

ORMAI C'E' SOLO L'ECOLOGIA E L'"EMERGENZA CLIMATICA", determinante per "il futuro dell'uomo e del mondo"..... Stamani ascoltavo radio vaticana, e veramente sono rimasto sbalordito....in Vaticano Bergoglio incontra i Sindaci di tutto il mondo e rappresentanti onu (Repubblica dice: "l'Onu co-sponsorizza l'evento")...mentre a Parigi incontro ecumenico/interreligioso col card. Turkson, Bartolomeo I e David Rosen, direttore internazionale degli Affari interreligiosi dell’American Jewish Committee: tutti insieme al "summit delle coscienze" per il clima nella sede del Conseil Economique, social et Environnemental (Cese). Sentire parlare il sindaco di NY,Parigi,Roma,Milano, secondo un linguaggio standard veicolante un contenuto politically correct....e sentire lo stesso linguaggio,e registrare la piena sintonia (almeno apparente) tra di loro, COLPISCE...e aumenta la paura di rimaner contagiati dalla sindrome della "rana bollita". Veramente sembra davvero che un grande movimento per la Sinarchia mondiale sia al massimo dei giri, e che la Chiesa Cattolica sia "occupata" manu militari per essere volano di questo meccanismo. Ormai mi pare che tutto stia in un certo senso precipitando sempre più, aumentano "i giri" del motore, aumenta la velocità...ho questa fortissima sensazione, di UNA "NUOVA CHIESA" IN USCITA PLANETARIA (come se tutto ciò che sinora è stato in gran parte sottotraccia, sotterraneo, stia uscendo fuori e riceva pubblica "consacrazione": altro linguaggio, altri contenuti, altra "fede", altra "chiesa". LA vera Chiesa,Cattolica, invece, è ghettizzata, emarginata, sofferente,lontana dall'"ufficialità" e dal "meccanismo vaticano" ormai mondano.E' questa davvero la "PROVA FINALE", l'"impostura religiosa" (o una sua prefigurazione, o un incipit?) che deve venire,di cui parla il CCC 675 in chiave anticristica?Io inizio a credere di si, che si stia avvicinando il momento di tante "rivelazioni", che chiariranno le cose per coloro che PERSEVERANO SALDI NELLA FEDE. NON PREVALEBUNT!
http://it.radiovaticana.va/news/2015/07/20/parigi_bartolomeo,_turkson_e_rosen_al_summit_sul_clima_/1159601
http://it.radiovaticana.va/news/2015/07/21/sindaci_in_vaticano_pronti_a_impegno_comune_/1159863
http://it.radiovaticana.va/news/2015/07/22/sindaci_contenere_cambiamenti_climatici_è_imperativo_morale/1160051

mic ha detto...

Grazie il foco, segnalazioni inquietanti. Purtroppo non è neppure la prima avvisaglia dell'ONU delle religioni et cetera.

ilfocohadaardere ha detto...

INNI ALLA DEA GAIA CANTATI ALLA FINE DELLA S. MESSA (TORONTO)

http://www.iltimone.org/33529,News.html