sabato 4 luglio 2015

Risposta ad Introvigne sulla manifestazione del 20 giugno … e su altro

Ero consapevole che sarebbe stato necessario tornare sull'argomento e mi ripromettevo di farlo. Ora mi accorgo che si è espresso molto bene Corrado Gnerre su Riscossa Cristiana, traendo spunto dalle recenti affermazioni di Introvigne. La sua posizione coincide con la mia e quella di altri, su questo blog già espressa nei giorni dell'evento.
Dunque ripartiamo dalla condivisibilissima puntualizzazione di Gnerre.

Caro Introvigne, a proposito di via stretta, anzi strettissima, dovresti sapere che l’approccio sociologico è insufficiente non solo per fare dovuti distinguo, ma anche per capire cosa veramente c’è dietro (e alla base) di certe scelte dei cattolici oggi.
Personalmente ho ritenuto opportuno non schierarmi in merito alla manifestazione del 20 giugno non aderendo, ma nemmeno permettendomi di sconsigliarne la partecipazione. Non aderendo, perché molte (troppe) erano le perplessità che avevo nel merito (perplessità che mi auguravo non prendessero consistenza, cosa che invece è avvenuta); non sconsigliando, perché sapevo bene che la stragrande maggioranza avrebbe partecipato con ottime intenzioni. Quelle ottime intenzioni che alla tua analisi sociologica possono facilmente sfuggire e che tu riduci semplicisticamente dicendo che chi ha partecipato è il cattolico in linea con gli odierni orientamenti pastorali.

Ma dov’è l’errore nel tuo approccio? Ti rispondo elencando quattro punti.
  • Ormai tu hai dichiarato guerra al mondo che solitamente viene definito “tradizionalista” (aggettivo su cui si può discutere), ma ti rifiuti di capire che questo mondo, pur con tutti i suoi limiti e facendo i dovuti distinguo, ha storicamente e cattolicamente vinto per un semplice motivo: perché i fatti gli hanno dato ragione. Lasciamo stare la questione del Vaticano II (rottura o ermeneutica della continuità) resta (ed è un fatto) che non solo i dati dell’eclisse della vita cristiana sono quelli che sono, ma i problemi che pone la pastorale contemporanea non sono certo di poco conto. La tua intelligenza non può non capire che non c’è pastorale senza dottrina e che anche coloro che decretano la morte della dottrina o che ritengono che la pastorale possa sganciarsi totalmente da questa, in realtà partono sempre da un dato teorico e teologico, appunto: l’oblio della dottrina. Dunque, ciò che oggi stiamo patendo è “figlio” di una ben precisa scelta teologica e di un certo orientamento magisteriale (mi riferisco soprattutto al magistero ordinario). Tu forse sei un po’ lontano dalla realtà, ti manca il contatto con il mondo cattolico, quello che s’incontra per le strade e nelle piazze. Prova a parlare con i ragazzi delle leggi omosessualiste che tra un po’ avremo anche in Italia, e ti accorgerai che spesso ad opporvisi sono ragazzi non cresciuti né in parrocchie né in oratori. I ragazzi cresciuti a Nutella e ACR, invece, in molti casi hanno idee tutt’altro che cattoliche e -vedi il caso degli scout- optano per altre scelte.
  • Vengo al secondo punto. Tu continui (perché ormai è storia lunga) ad affermare che l’errore di colui che definisci “cattolico fondamentalista” sarebbe quello di “cristallizzare” la Tradizione, anzi –dici- di “ipostatizzarla”. Mi fa meraviglia, ma lo dovresti sapere bene: per un cattolico la Tradizione è proprio un’ipostasi. E’ chi non è cattolico che la può ritenere non tale. Nel linguaggio filosofico “ipostasi” significa ciò che “sta fermo” al di là del divenire. La Tradizione è la Verità; e la Verità è la natura costitutiva di Dio: nulla di più immutabile, nulla di più assoluto.
  • Ma veniamo più specificamente in merito al riferimento del tuo intervento: la partecipazione alla manifestazione del 20 giugno. Anche in questo caso l’uso esclusivo del metodo sociologico ti fa dimenticare che per un cattolico la questione dell’omosessualismo non può essere totalmente sganciata dalla diffusione (sociologicamente rilevante) del peccato di omosessualità. Se tu confondi il ricordare che la pratica omosessuale sia contro-natura con l’essere contro le persone omosessuali, allora lo stesso Catechismo (anche quello di San Giovanni Paolo II e non solo di San Pio X) è contro le persone omosessuali … e certamente non ti sentiresti di affermare una cosa del genere.
  • Il quarto punto è quello più grave. Con il dovuto rispetto, è un errore da “matita blu”. Sono d’accordo con la definizione che tu dai di “cattolico clericale”, sono d’accordo anche con quella di “laicismo”, ma non sono per nulla d’accordo su come definisci il “cattolico tradizionalista”. Tu dici che fondamentalmente questo tipo di cattolico tende a rinnegare il valore della ragione e quindi la giusta autonomia del naturale dal soprannaturale. So bene che tu sei cresciuto con persone che ti hanno parlato continuamente di Regalità Sociale di Cristo. E cos’è questa Regalità se non l’unico vero antidoto tanto alla deriva teocratica di immanentismo fideista (sul modello islamico per intenderci) quanto di quella liberale e totalitaria in cui le strutture politiche diventano realtà totalmente autonome e auto-giudicantesi?
Concludo permettendomi di dire che il problema tuo e di certi ambienti a te vicini è l’aver abbandonato questa prospettiva. Avete dimenticato nei fatti che anche la soluzione liberale è una forma totalitaria, che non può esserci una fondazione assiologica alternativa a qualsiasi deriva di positivismo giuridico senza un fondamento metafisico. Ed è per questo che quando si agisce a livello politico (con azioni politiche dirette o con azioni civico-culturali, come può essere una manifestazione come quella del 20 giugno) non si può cattolicamente dimenticare questa prospettiva.
Ed è anche per questo che mi riconosco nel Cattolicesimo della Tradizione (espressione che ritengo più precisa e meno ambigua di “cattolicesimo tradizionalista”), perché è l’unico cattolicesimo che assume una posizione intelligente nei confronti della storia: né estraniandosi da essa né diventandone cortigiana.

Lo so molto bene che un conto è il “male minore” altro il “bene possibile” e che molti fondano la propria azione “politica” su quest’ultimo principio. Non sto qui a sindacare perché alle volte il discrimine può essere molto labile. C’è un fatto, però, che un conto è fare una valutazione di questo tipo, altro, come fai tu, teorizzare una posizione che ha ormai dimenticato il principio perenne della Regalità Sociale di Cristo.
Corrado Gnerre

16 commenti:

Antonio Spinola ha detto...

Mi sembra una risposta precisa, argomentata e pienamente condivisibile.

Luisa ha detto...

Qui papa Bergoglio si rivolge al RNS, certe parole dovrebbero far fischiare le orecchie di Arguello e dei suoi pedissequi e onnipotenti catechisti, il cnc ha una struttura gerarchica piramidale molto precisa, se vi interessa potete andare qui;

http://neocatecumenali.blogspot.ch/2015/06/la-struttura-gerarchica-segreta-del-cammino-neocat.html

Le frasi secondo le quali "tutti i servizi nella Chiesa è conveniente che abbiano una scadenza», e «non ci sono leader a vita» ,anche se si riferiva ai laici nella Chiesa, è già ripresa da diversi media come se si riferisse al suo mandato.

RIC ha detto...

Nel frattempo Galantino continua a sparare castronerie. Ormai e' una gara a chi le spara piu' grosse. Estrapolo solo una perla, il resto contiene fra l'altro un velato attacco alla manifestazione di San Giovanni



Per monsignor Galantino ci si deve «convincere che non siamo noi i salvatori del mondo. Qualche volta, anche nei nostri ambienti può insinuarsi la tentazione di crederci gli unici ad avere la parola e i modi giusti, gli unici, per far crescere il regno di Dio. Vigiliamo - ha ammonito mons. Galantino - per non cadere vittime inconsapevoli, singole o collettive, di una brutta sindrome: la `sindrome del padreterno´, senza evidentemente esserlo. È un contagio che ci rende pericolosi oltre che allontanarci dal Vangelo».


http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/cei-cei-cei-42173/

Anonimo ha detto...

Il discorso di Francesco al Rinnovamento è stato eccellente....chi ha orecchi per intendere!!!! Come ben evidenzia Luisa però il riferimento che era diretto ai laici, dai media è stato manipolato. Come manipolato è quasi tutto ciò che il Papa dice. Peccato che il resto non manipolato contiene eccellenti insegnamenti di dottrina e morale e, ahinoi, molte parole e insegnamenti che puzzano di eresia! Con tutto il rispetto per il Vescovo di Roma.

irina ha detto...

Conosco ed apprezzo la capacità di Corrado Gnerre di prendere ogni pensiero dalla sorgente e condurlo alla foce mantenendolo nel suo alveo.
Massimo Introvigne sembra avere, essersi dato, il compito di far quadrare ogni cerchio sempre. Meglio lasciare il quadrato quadrato, il cerchio cerchio.
Ieri ho letto un articolo di Marcello Veneziani sul 20 giugno. Chi può lo legga. Diverso dal parlare di questo blog e simili ma con punti di contatto interessanti, ariosi.

il maccabeo ha detto...

wow...analisi da meditare ancora e ancora ... La Ragalitá di Cristo non é un relitto del costantinismo come ha voluto la nuova teologia del postconcilio, ma una realtà teologica e di fede irrinunciabile. "Sia fatta la tua volonta come in Cielo COSÍ IN TERRA". E´ora di ricordarselo e di viverne le conseguenze in famiglia a scuola e in fabbrica "Noi vogliam Dio". Senza il Cristo Re é il "principe di questo mondo" a farla da padrone, nelle famiglie come nelle fabbriche come nelle scuole come nelle societá tutte!
Strano che Introvigne e Alleanza se ne siano dimenticati... ah! E´vero per`che per piacere agli americani bisogna credere nella democrazia...e per piacere ai vescovi bisogna essere democristiani di sinistra.

mic ha detto...

OK. Ma, glissando sui fondatori di certi movimenti, né il fondatore di un ordine religioso né tanto meno il papa sono dei leader; ma guide spirituali, con la differenza che il papa è niente meno che il vicario di Cristo.

Anonimo ha detto...

Non ci sono leader a vita....Non posso dire a chi fosse rivolto o se ci fosse un avvertimento dietro le parole del Papa. Sono invece sicurissimo che Francesco le sue dimissioni non le darà mai.bobo

Mihela ha detto...

Papa Francesco parla chiaro, peccato che o si oscurino le sue parole, oppure ci si voglia improvvisare suoi interpreti.
Egli ha fatto capire bene:
"No" a don Julián Carrón,
"No" a Salvatore Martinez!

Se quello che ha detto oggi al raduno del RNS l'avesse detto all'incontro con i neocatecumenali, i titoli sarebbero stati tipo "Il papa ha detto a Kiko di ritirarsi!"

Rr ha detto...

Ma veramente vi e' piaciuto il discorso a braccio, sull' unione tra cristiani, ecc.? Di quel che ho sentito e letto, NON c'e' niente di veramente cattolico.
Quando legge, forse dice cose cattoliche qualche volta, quando parla a braccio, quasi MAI.
Ggalantino e Co. l' han giurata ad Arguello (bastava ascoltare il GR1di ieri), adesso vedremo chi ha amici più potenti in Curia.
Chi porterà più famiglie in piazza, Galantino in ottobre o il Family Day dell' altro sabato?
Il Monsignore poi non vuole soffrire della sindrome da padreterno? Stia tranquillo, nessun cattolico con un minimo di cervello lo prende per tale. Per un minus habens, forse si. E si chiede come ha fatto anche solo a conseguire la licenza di scuola media inferiore.
RR

Mihela ha detto...

Mons Galantino vuol rimettere i laici sotto il cappello clericale e ha invitato ad una manifestazione tutti assieme per la famiglia.
Questo è MOLTO pericoloso e molto politico!
Può solo portare i cosiddetti rappresentanti al potere di contrattare e togliere ai laici la lotta propria del loro stato laicale!

viandante ha detto...

Se c'è una cosa che crea confusione in continuazione nei discorsi del papa è il continuo inventare parole o espressioni nuove il cui significato esatto solo lui conosce (ma che non esplicita). L'ambiguità che ne consegue è più che garantita.
Leggo che nell'ultimo discorso parla di "ecumenismo del sangue" e poi addirittura dopo aver ricordato la preghiera di Gesù per l'unità, ci parla di "diversità riconciliata".

L'importante è creare impressioni, suscitare interesse, mostrare apertura nei confronti del mondo, capire che tutto ciò che non corrisponde a quanto detto o fatto da Gesù è comunque opera dello Spirito Santo che è fonte di diversità e di creatività...


Luisa ha detto...

Le parole "lo Spirito soffia dove vuole" hanno permesso e permettono anche a falsi profeti e cattivi maestri di far soffiare il loro spirito, il vento del loro orgoglio, della loro superbia non certo lo Spirito Santo, lo Spirito di Verità e di Libertà, quella vera.
Sono stati aiutati dall`autorità della Chiesa che, senza premurarsi della loro ortodossia, dell`integrità dei fondatori e dei loro metodi, ha benedetto e incoraggiato gli innumerovoli movimenti sorti dopo il Vaticano II definendoli tutti come frutti dello Spirito che soffia dove vuole.
E così all`interno di molti di quei movimenti ognuno ha coltivato il proprio orticello, facendo la cucina con i propri ingredienti, evidentemente migliori di quelli del orticello del vicino, e poco importa se l`orticello e i suoi frutti erano inquinati dalla superbia divisoria di chi seminava e raccoglieva, poco importa che una divisione perniciosa si creava nelle parrocchie, dunque nella Chiesa...io sono di cl, io del rns, io del cnc, io delle beatitudini, io..., e sono l`élite, noi salveremo la Chiesa, è lo Spirito che ci ha voluti, che ha parlato ai nostri fondatori.
Una volta all`anno tutti, o quasi, li vediamo insieme a Roma in Piazza San Pietro per ricevere la benedizione papale per poi ritornare a casa e continuare a fare come prima, come sempre, e coltivare il proprio orticello.
Purtroppo alcune inchieste-scandali recenti o ancora in corso (talune in modo molto riservato come per le Beatitudini o, purtroppo, la Comunità di Sain Jean) ci hanno mostrato e mostrano quanti danni possono provocare la mancanza di vigilanza, la fiducia data a occhi chiusi.
La diversità e la molteplicità non nell`unità ma a discapito dell`unità, non credo che lo Spirito Santo voglia la divisione provocata dalla superbia .

Bene ha dunque fatto papa Bergoglio a dire certe cose al rns, peccato che non le abbia dette ai neocatecumenali, e alla loro rigida e onnipotente gerarchia.
Ed è anche vero che, come al solito in mezzo a parole saggie ne troviamo altre che ci fanno "sobbalzare", che sono confuse, ambigue e interpretabili a volontà a secondo dell`aria che soffia.

viandante ha detto...
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viandante ha detto...

Certo Mihela, quell'aspetto è molto importante.
Tuttavia vari porporati modernisti (per non dire di peggio), cui non manca una certa capacità intuitiva, hanno capito che la situazione attuale e la confusione regnante sta ridestando in molti fedeli le responsabilità loro proprie e che avevano dimenticato.
Che siano loro a chiamarle a raccoglimento dopo tutto quel che hanno fatto e stanno facendo dietro le quinte del sinodo, solleva dubbi e inquietudini.

Luisa ha detto...

O è un ingenuo e come tale si fa manipolare o è consapevole e complice di certe lobby, in effetti come può mons. Sorondo affermare che l`ONU non promuove l`aborto?
Lamentable, simplement lamentable:

http://www.rossoporpora.org/rubriche/vaticano/504-enciclica-onu-polemiche-intervista-a-mons-sanchez-sorondo.html