sabato 26 dicembre 2015

La data del Natale non è soltanto un simbolo

Rintracciamo nelle usanze dei nostri avi più antichi l'origine delle 'strenne' natalizie. 
Veduta del Foro. Sullo sfondo L'Arco di Tito che ricorda
la conquista di Gerusalemme e il nuovo corso
della Storia della Salvezza
In tutto il mondo c'è l'abitudine, a Natale, di ricevere e fare doni, le cosiddette strenne. Chi però riallaccerebbe l'origine di esse ai Romani? Eppure è così: in dicembre si celebravano nell'Urbe i famosi Saturnali che, per alcuni giorni, vedevano servi e liberi uniti nel divertimento, padroni e schiavi trattarsi giocondamente da pari a pari; tutti poi si scambiavano doni, le strenne in segno di affetto e protezione. 
Secondo Simmaco, l'usanza di queste risaliva addirittura al re Tito Tazio che soleva cogliere nella selva, dedicata appunto alla dea Strena, rami degli alberi a lei sacri, onde trarne felici presagi e fausti auspici per l'anno nuovo.
Di qui il termine dato ai regali, che se si volesse stare all'etimo del nome di Strena, dea della forza e del valore (donde deriva l'aggettivo strenuus gagliardo, senza paura), andrebbero dati ai più forti. Si danno inconsapevolmente forse, ai più piccini, per spronarli a divenire appunto strenui. (tratto da Maria Anna Causati Vanni, Curiosum Urbis, Ediz. tra 8 & 9, Velletri, 1999, p.142)
È interessante conoscere questo retaggio storico, visto che l'usanza persiste col nuovo significato cristiano che allude al 'dono dei doni' che è e dovrebbe essere solo un aspetto secondario - se pur significativo - della Ricorrenza della Nascita del Dio che si è fatto uomo. 
Quanto alla data del 25 dicembre circolano, com'è noto, versioni anticristiane a sostegno della tesi che i cristiani di Roma avessero fissato il Natale al 25 dicembre allo scopo di incitare i pagani ad abbandonare i Saturnali (che peraltro si celebravano dal 17 al 23 dicembre) a vantaggio della Natività di Cristo oppure che avessero scelto la stessa data per sostituire la festa del Natale a quella romana della nascita del sole invitto, ispirata al culto mitraico. Queste falsità le avevamo già confutate qui
Oggi, tuttavia, dai ritrovamenti di Qumran, sono emersi altri dati che, intrecciati con le fonti bibliche e storiche già note, confermano l'attendibilità storica della data del 25 dicembre come quella della nascita del Signore. E non mancano altri elementi[1].

La storia conferma la nascita di Gesù il 25 dicembre 

[...] Cominciamo col dire che il solstizio d’inverno – data in cui si festeggiava nelle culture politeiste il Sol Invictus - cade il 21 dicembre e non il 25. 

In secondo luogo è bene precisare che la Chiesa primitiva, soprattutto d’Oriente, aveva fissato la data di nascita di Gesù al 25 dicembre già nei primissimi anni successivi alla sua morte. Dato che è stato ricavato dallo studio della primitiva tradizione di matrice giudeo-cristiana - risultata fedelissima al vaglio degli storici contemporanei - e che ha avuto origine dalla cerchia dei familiari di Gesù, ossia dalla originaria Chiesa di Gerusalemme e di Palestina. 

E allora, se la Chiesa ha subito fissato al 25 dicembre la nascita di Gesù, abbiamo oggi prove documentali e archeologiche che possono confermare la veneranda tradizione ecclesiale? La risposta è sì. Nel 1947 un pastorello palestinese trova casualmente una giara, semisepolta in una grotta del deserto di Qumran, un’arida regione a pochi chilometri da Gerusalemme. La località era stata sede della comunità monastica degli esseni, che oltre all’ascetismo praticava la copiatura dei testi sacri appartenuti ai loro antenati israeliti. I monaci del Mar Morto produssero in pochi decenni una grande quantità di testi, poi nascosti in grandi anfore per salvarli dall’occupazione romana del 70 d.C.
All’indomani della fortunata scoperta, archeologi di tutto il mondo avviarono una grande campagna di scavi nell’intera zona desertica, rinvenendo ben 11 grotte, che custodivano, da quasi venti secoli, numerosi vasi e migliaia di manoscritti delle Sacre Scritture israelitiche, arrotolati e ben conservati. Tra questi importanti documenti, uno ci interessa particolarmente: è il Libro dei Giubilei, un testo del II secolo a.C.

La fonte giudaica ci ha permesso di conoscere, dopo quasi due millenni, le date in cui le classi sacerdotali di Israele officiavano al Tempio di Gerusalemme, ciclicamente da sabato a sabato, quindi sempre nello stesso periodo dell’anno. Il testo in questione riferisce poi che la classe di Abia, l’VIII delle ventiquattro che ruotavano all’officiatura del Tempio - classe sacerdotale cui apparteneva il sacerdote Zaccaria, il padre di Giovanni Battista - entrava nel Tempio nella settimana compresa tra il 23 e il 30 settembre.

La notizia apparentemente secondaria si è rivelata invece una vera bomba per gli studiosi del cristianesimo antico. Infatti, se Zaccaria è entrato nel Tempio il 23 settembre, giorno in cui secondo il vangelo di Luca ha ricevuto l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele, che gli ha comunicato - nonostante la sua vecchia età e la sterilità della moglie Elisabetta - che avrebbe avuto un figlio, il cui nome sarebbe stato Giovanni, questo vuol dire che il Precursore del Signore potrebbe essere nato intorno al 24 giugno, nove mesi circa dopo l’Annuncio dell’angelo. Guarda caso gli stessi giorni in cui la Chiesa commemora nel calendario liturgico, già dal I secolo, sia il giorno dell’Annunciazione a Zaccaria che la nascita di Giovanni.

Detto ciò, Maria potrebbe avere avuto la visita, sempre di Gabriele, giorno dell’Annunciazione, proprio il 25 marzo. Infatti, quando Maria si reca da sua cugina Elisabetta, subito dopo le parole dell’Arcangelo, per comunicare la notizia del concepimento di Gesù, l’evangelista annota: “Elisabetta era al sesto mese di gravidanza”. Passo evangelico che mette in evidenza la differenza di sei mesi tra Giovanni e Gesù. E allora, se Gesù è stato concepito il 25 marzo, la sua nascita può essere ragionevolmente commemorata il 25 dicembre, giorno più, giorno meno. Se così stanno i fatti - e la fonte qumranica li documenta - possiamo affermare senza tema di smentita che grazie alla scoperta della prezioso testo, avvenuto appena sessant’anni fa, la plurimillenatria tradizione ecclesiastica è confermata: le ricorrenze liturgiche dei concepimenti e dei giorni di nascita, sia di Giovanni che soprattutto di Gesù, si sono rivelati pertanto compatibili con la scoperta archeologica del Deserto di Giuda. [Fonte - Vedi anche Messori sul Corriere 2003]
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1. Il rito bizantino, alla data del  23 settembre, fa memoria dell’annuncio a Zaccaria, e conserva una data storica certa, e pressoché precisa (forse con un arretramento di uno o due giorni). La principale datazione storica sulla vita del Signore è centrata sull’evento-chiave: la sua Risurrezione. Avvenne all’alba della domenica 9 aprile dell’anno 30 d. C., data astronomica certa; quindi, quella della sua morte si verificò alle 15 pomeridiane del venerdì 7 aprile del 30. Secondo i dati ricavati dall’indagine succitata, si snoda da qui un intreccio di altre date storiche.

48 commenti:

RAOUL DE GERRX ha detto...

Ne pas oublier, non plus, les données (hypothèses) de l'astronomie sacrée. Voir, à ce sujet, les travaux, extrêmement intéressants, en espagnol, d'Antonio Yagüe. Par exemple :

http://gloria.tv/media/HSrgsTMtZqq

où l'auteur aborde, en particulier, la question de la vraie date de Noël (“La verdadera fecha de Navidad”).

Anonimo ha detto...


@ Ieri giorno di Natale, il Corriere della Sera ha pubblicato una meditazione di Ratzinger sul significato della nascita di Gesu', il Bambino che "ci libera dalla paura". Tale meditazione e' vecchia di circa 30 anni ed e' stata da poco ristampata nelle Opere Complete di Ratzinger, curate dal cardinale Mueller. Ebbene, in quella meditazione, che l'ex-Papa non ha sentito la necessita' di modificare, egli sostiene la tesi della natura del tutto simbolica del 25 dicembre. La data non e' testimoniata dai Vangeli e quindi non si puo' parlare di negazione della storicita' dei Vangeli. Tuttavia ha solidissime basi nella Tradizione, come rammenta l'articolo, ed e' stata confermata da ben note indagini archeologiche e papirologiche. Ignorando del tutto la Tradizione, e riproponendo la falsita' della data puramente simbolica, Ratzinger conferma qui l'impianto neomodernista del suo pensiero. parvus

Anonimo ha detto...

E' un argomento che mi appassiona molto, da anni...
Vorrei offrire qualche spunto di riflessione:
1-la gravidanza umana "normale" dura da 38 fino a 42 settimane; 38 settimane corrispondono a 266 giorni: i classici 9 mesi (se da 30) corrispondono a 270 giorni. E' del tutto teorico, ipotizzando un'annunciazione/concepimento al 25 marzo, far cadere "per decreto" la nascita al 25 dicembre. Non è escluso, ma non è affatto "automatico"; ancor più azzardato è calcolare le date, di nove mesi in nove mesi, su due gravidanze storicamente "concatenate", come furono quelle di Elisabetta per Giovanni e Maria per Gesù.
2-il mese di gravidanza non è un "punto", ma un "segmento": una donna incinta è nel suo "sesto mese" sia dopo 5 mesi e un giorno, sia dopo 5 mesi e 29 giorni. Elisabetta si tenne nascosta cinque mesi e nel sesto mese (per Elisabetta) Maria ricevette l'annuncio dell'Angelo. Ci sono una trentina di giorni rispondenti al dettato del Vangelo di S.Luca.
3-quando Zaccaria officiava al tempio non stava facendo una cosa "comune", tanto che, nel suo turno, S. Luca scrive che gli "toccò in sorte" (Lc 1,9) l'offerta dell'incenso, operazione (Levitico 16, 12-13) eseguita in un giorno ben preciso: il 10 tishri.
4-dall'anno che anche Antonio Yagüe (grazie Raoul!) identifica come l'anno di nascita di Gesù (il 2 a.C. del nostro calendario, in cui, bene ribadirlo, non c'è "l'anno zero") si deve tornare al 10 tishri del 3 a.C. che cadde (si può farlo calcolare ai calendari virtuali) il 17 settembre (un giovedì).
-i sacerdoti delle varie classi erano di turno al tempio per una settimana, da sabato a sabato: peranto Zaccaria fu di turno fino al 19 settembre, poi ritornò a casa dalla moglie. Zaccaria non dubitò come Maria (che disse giustamente all'angelo di non "conoscere" uomo), in quanto lui invece poteva "conoscere" Elisabetta, anche se erano entrambi anziani. Perciò, avendo dubitato di Dio senza averne "titolo", Zaccaria fu punito con il mutismo.
-il concepimento di Giovanni potè avvenire "naturalmente" dopo il ritorno a casa di Zaccaria, nell'ultima decade di settembre. Elisabetta si tenne nascosta 5 mesi, quindi fino a fine febbraio, quando iniziò il suo sesto mese. Era anche il mese di adar, tra l'altro il sesto mese dell'anno civile ebraico. In un periodo di un mese tra la fine di adar e la fine di nisan del 2 a.C. Maria ricevette l'annuncio. E -circa nove mesi dopo- nacque Gesù.
-non è possibile attribuire alla data del 25 dicembre l'automatico calcolo che muove dal 20-30 settembre e passa per la nascita del Battista al 24 giugno. Se i primi cristiani (che celebravano l'Incarnazione collegandola all'annunciazione/concepimento, che è la nascita di una vita -perciò l'aborto è contro il quinto comandamento- prima ancora del venirne alla luce) si decisero a scegliere il 25 dicembre non fu per calcoli astrusi...
-più semplicemente sapevano che Gesù, luce del mondo, nacque durante la festa delle luci, probabilmente l'ultimo giorno, quando tutte le luci sono accese. La festa delle luci è associata al 25 kislev. Un mese ebraico collegato al novembre/dicembre (dipende dall'anno).
-per Maria erano passati nove mesi. Era l'epoca in cui nascono gli agnelli. I pastori vegliavano le pecore gravide che escono dal gregge per partorire. Ecco l'Agnello che sarà immolato! Ecco il Buon Pastore annunciato dai profeti. Ecco il nazareno: perchè la radice della parola Nazaret in ebraico è "germoglio": il germoglio che rimanda a Betlemme, la città di Davide. Il tronco di Iesse.

ruggero sangalli

mic ha detto...

Ruggero Sangalli,
grazie dal profondo del cuore per questa condivisione. Così nitida!
Lettura 'sapiente' dei segni che non mancano e che ci vien data la grazia di riconoscere.
Il Signore è grande e Bello e semplice e ci ha parlato in tanti modi. Anche con le perle che ci hai sgranato qui, oggi.

mic ha detto...

La data non e' testimoniata dai Vangeli e quindi non si puo' parlare di negazione della storicita' dei Vangeli. Tuttavia ha solidissime basi nella Tradizione, come rammenta l'articolo, ed e' stata confermata da ben note indagini archeologiche e papirologiche.

E' così, parvus. E noi ne siamo commossi e edificati. Il resto lascerà delle ferite; ma tramonterà. E il Signore provvede e provvederà...

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Il Papa su Twitter: «Preghiamo per i Francescani dell'Immacolata che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti". Lo afferma papa Francesco in un nuovo tweet, diffuso sul suo account @Pontifex nella solennità di Santo Stefano, primo martire della Chiesa.

Anonimo ha detto...


Il Papa su twitter...

Perseguitati da chi, dai marziani?

Esistenzialmente Periferico ha detto...

Il Papa su Twitter: «Preghiamo per i fedeli legati alla Tradizione che sono perseguitati, spesso con il silenzio vergognoso di tanti". Lo afferma papa Francesco in un nuovo tweet, diffuso sul suo account @Pontifex nella solennità di Santo Stefano, primo martire della Chiesa.

Esistenzialmente Periferico ha detto...

No, anonimo: sia i primi che i secondi sono perseguitati dal Papa e dalla gerarchia ecclesiale.

Prova ad andare da un vescovo qualsiasi, o superiore religioso, a presentarti così: «vorrei diventare sacerdote, ma sono intenzionato a vivere esclusivamente la liturgia tridentina, così come permesso dalla Chiesa nel motu proprio Summorum Pontificum...»

Esistenzialmente Periferico ha detto...

L'esempio sulle vocazioni è solo uno dei tanti possibili, ma è praticamente infallibile.

Quanto al "tweet" originale di @Pontifex sui cristiani perseguitati, la tifoseria papista se ne infervorerà, mentre i cattolici normali al massimo si interrogheranno mestamente sulla forza d'urto di tale "tweet".

Rr ha detto...

Grazie per le interessantissime note storiche-religiose.
Capisco che oggi è di moda dare addosso a tutto cio' che e' tradizione ed "identitario", ma che la data del 25 dicembre non sia da considerare "iscritta nelle Tavole della Legge" no. e' una novità. L'importante non è che Gesù sia nato il 25, il 21, il 13 dicembre ( giorno del solstizio prima della riforma del calendario decisa da Papa Gregorio) o il 17 o il 30, l' importante è che sia nato, che il Verbo si sia incarnato per la nostra salvezza, che poi sia morto e soprattutto risorto. Infatti i Vangeli si dilungano sulla data della Passione, Morte e Resurrezione, mentre sono poco precisi sulla data della nascita.
Anzi, visto il lungo viaggio da Nazareth a Betlemme a dorso di un asino, e la tensione, l'ansia derivante dal suo stato avanzato do gravidanza, fuori casa, per una decisione della potenza occupante, è verosimile che la gravidanza si sia interrotta un po' prima del previsto. Del resto e' notorio che anche oggi, pur con l'ecografia, non e' possibile determinare con esattezza la data di nascita di un bimbo. Tanto più in una primipara. Essendo Gesu' vero Dio e vero Uomo, perché pensare che la gravidanza di Lui non abbia seguito le caratteristiche di tutte le altre ?
Rr
Rr

Rr ha detto...

Sui twitter: ma pensate sul serio che sia proprio Bergoglio a scrivere i "suoi"tweet" ?
Rr

Anonimo ha detto...

Solo un appunto all'articolo proposto, proprio nella nota finale:

... "La principale datazione storica sulla vita del Signore è centrata sull’evento-chiave: la sua Risurrezione. Avvenne all’alba della domenica 9 aprile dell’anno 30 d. C., data astronomica certa; quindi, quella della sua morte si verificò alle 15 pomeridiane del venerdì 7 aprile del 30".

Vorrei invitare a riflettere che non ha senso porre la Pasqua di resurrezione nel 30 d.C.
Gesù iniziò il suo ministero pubblico dopo il XV anno di Tiberio (corrispondente al 28-29 d.C. da settembre) in cui -prima di Gesù- entrò in scena il Battista.
All'epoca Gesù era trentenne (il che collima con la nascita sul finire del 2 a.C.)
San Giovanni nel quarto vangelo descrive tre pasque, quindi almeno due anni di ministero.
Il 30 d.C. è perciò storicamente "impossibile" come data per la "terza pasqua".
Tra l'altro in quell'anno il 14 nisan (giorno della crocifissione) non cadde di venerdì, bensì di mercoledì!
L'anno giusto è il 33 d.C. ed è senza alternative praticabili, grazie alla storicità dei vangeli. All'inizio di aprile del 33 d.C. Gesù aveva 33 anni e qualche mese.
Proprio come ha sempre attestato la tradizione.
Il 25 dicembre è la logica "trasposizione" della data di riferimento per la festa delle luci (che dura otto giorni).
Gesù stesso ne fa cenno in una controversia con i suoi detrattori accaduta proprio durante la festa, il giorno del suo probabile compleanno (Gv 7, 37-42).
E' diventata una "data fissa", anche se era una data variabile e nell'anno della nascita poteva (il 2 a.C.) non essere il 25 dicembre.
La Pasqua fu tra il 14 e il 16 nisan: è rimasta una data variabile, ma l'anno è "sicuro": il 33 d.C.

ruggero sangalli

Catholicus ha detto...

@ parvus : "Ignorando del tutto la Tradizione, e riproponendo la falsita' della data puramente simbolica, Ratzinger conferma qui l'impianto neomodernista del suo pensiero. "
La cosa non mi sorprende, ricordando che Ratzinger anni fa affermò che con il CV II la Chiesa si era finalmente riconciliata con l'illuminismo e lo spirito del 1789 (cosa già sostenuta da Congar, o Chenu, e Suenens). Inoltre, quando anni addietro 5 carsdinali gli chiesero, essendo lui divenuto Papa B XV, di proclamare il 5° dogma mariano (Maria Corredentrice, Mediatrice ed Avvocata nostra), come richesto dalla Madonna a Ida Peerdmani nelle apparizioni di Amstardam (1949-'55), egli rispose che ciò non era possibile, poiché avrebbe ostacolato il dialogo con i protestanti. Certo non era più il modernsita perito di Frings al Concilio, ed estensore del documento sulla libertà religiosa, che piacque tanto a Roncalli e fece piangere calde lacrime ad Ottaviani (e forse per questo è stato fatto dimettere), ma l'impianto del suo pensiero, le basi, sono rimaste quele degli ani '60.

Anonimo ha detto...

http://lascuredielia.blogspot.it/

Luisa ha detto...

Ma santo cielo, anche per Natale si sente il bisogno di prendersela con "Ratzinger"?
L`ho già detto a Catholicus, e vale per tutti, non è corretto buttar lì frasi perentorie attribuendole a "Ratzinger" senza citare le fonti esatte.
Se è facile estrarre una frase da un contesto per darle un senso che corrisponde a quel che si vuol dimostrare, se è un metodo scorretto in ogni caso, lo è ancor più se lo si fa con il pensiero e l`opera di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI che si svolge su più di 50 anni, un pensiero e un`opera che non si piegano alle classificazioni rigide e divisorie delle varie cappelle esistenti nella Chiesa tutte convinte di aver ragione e tutte pronte ad accusare l`altro chi di eresia e progressismo, chi di becero tradizionalismo.
E con questo non intendo criticare l`impegno di chi difende la nostra Fede, la Tradizione, il Magistero immutabile, di chi non si stanca di riaffermarne i principi fondamentali, un impegno positivo e costruttivo non "contro" ma "per", anche se en passant è talvolta obbligato-a di riprendere le parole di chi dovrebbe essere, in ogni circostanza e sempre, la guida fidata (e terrestre) della Chiesa, ma allora bisogna farlo citando le fonti per permettere di leggere l`integralità del testo, le date e il contesto.
Quanto alla data 25 dicembre, se capisco le ricerche storiche-religiose, lascio agli studiosi le dispute su chi ha ragione e chi torto, quel che conta è che Gesù sia nato, che lo si festeggi il 25 dicembre o il 6 gannaio, ma con questo pensiero devo pure io essere una modernista al limite dell`eresia.


Anonimo ha detto...

Il modernismo non consiste certo nel fissarsi o meno su una data...
Caso mai consiste nel delegittimare -a torto- la storicità del vangelo.
Consiste anche nell'opporre al "Gesù-storico" un "Gesù-della-fede".

Gesù -la luce- è venuto alla luce a Betlemme in una notte della stagione fredda.
Può essere simbolico dirla il 25 dicembre, ma non è simbolico che fosse la festa della luce. I più pignoli possono arrivare a stabilire giorno, mese e anno, ma non cambia la sostanza: il vangelo è solidamente storico e il Gesù della storia è irriducibile alle trame di chi vuol farne solo un'idea per sostenere le proprie "idee" sul mondo, riducendo la Verità a "valore" (o ideale) e il vangelo da "notizia" a manuale delle giovani marmotte...

Nessuno, specie chi dovrebbe conoscere bene la posta in gioco, può imputare a Joseph Ratzinger la responsabilità dell'esegesi più becera. Lui la Verità l'ha difesa dal relativismo. E ha pagato, agli occhi di guarda ottimisticamente al "positivo" e soprattutto alle luci di questo mondo ostile alla luce di Cristo, con il pubblico disprezzo.
Al quale, evidentemente, si aggiunge quello di chi si ostina, incautamente, a strappare il grano buono insieme alla zizzania...

Luisa ha detto...

"Inoltre, quando anni addietro 5 carsdinali gli chiesero, essendo lui divenuto Papa B XV, di proclamare il 5° dogma mariano (Maria Corredentrice, Mediatrice ed Avvocata nostra), come richesto dalla Madonna a Ida Peerdmani nelle apparizioni di Amstardam (1949-'55), egli rispose che ciò non era possibile, poiché avrebbe ostacolato il dialogo con i protestanti. "

Questo poi è semplicemente inesatto, Benedetto XVI non si è pronunciato, o allora che Catholicus dia la fonte esatta, ma non credo la troverà.
Qui invece quel che l`allora Prefetto della CdF rispose a chi gli fece questa domanda:

D- Intanto più di un milione di persone sollecitano l’esaltazione di Maria, da parte della Chiesa Cattolica, al riconoscimento del ruolo di "Corredentrice". Si acconsentirà a questa richiesta, o sarebbe un’eresia?".

"Non credo - risponde il futuro Papa Ratzinger – che si darà seguito a questa richiesta, che nel frattempo si è guadagnata il consenso di parecchi milioni di persone, in tempi prevedibili.
Secondo la "Congregazione per la Dottrina della Fede", quelle caratteristiche di Maria che la proposta vorrebbe mettere in primo piano possono essere meglio espresse da altri titoli di Maria, mentre la formula "Corredentrice" si allontana troppo dal linguaggio delle Scritture e dei Padri della Chiesa; e può perciò produrre degli equivoci.
Che cosa c’è di condivisibile in questa richiesta? Il fatto che Cristo non sia ad di fuori o accanto a noi, ma che stabilisca con noi una nuova, profonda comunione. Tutto ciò che è suo diventa nostro, e di ciò che è nostro Gesù si è fatto carico fino a farlo suo: questo grande scambio è il vero contenuto della Redenzione, che ci consente di oltrepassare i limiti della nostra individualità per approdare alla comunione con Dio.
Poiché Maria prefigura la Chiesa, e impersonifica - per così dire - la Chiesa, questa comunione è realizzata esemplarmente in lei. Ma non ci si può spingere oltre questa comunione, fino a dimenticare la priorità di Cristo: tutto procede da lui, come dicono in particolare le Lettere paoline agli Efesini e ai Colossesi. Anche Maria è tutto ciò che è, solo attraverso lui.
Il termine "Corredentrice" appannerebbe, dunque, quest’origine.
Una retta intenzione si esprime con una terminologia sbagliata.
Per i contenuti della fede è essenziale proprio la continuità con il linguaggio delle Scritture e dei Padri della Chiesa; perché il linguaggio non è manipolabile a proprio piacimento".

mic ha detto...

I più pignoli possono arrivare a stabilire giorno, mese e anno, ma non cambia la sostanza: il vangelo è solidamente storico

Lo sapevamo bene. Ma, poiché circolano tante falsità anche sulla data e poiché ci sono elementi storici per determinarla, ci piace e ci commuove prenderne atto e condividerli.
Nessuno qui ha attribuito a Ratzinger la responsabilità dell'esegesi più becera solo perché si è citato un suo discorso che insiste sul simbolismo anziché sulla storicità dei dati. Il che è un fatto, non determinato da noi, che non esclude altri suoi insegnamenti riconosciuti impareggiabili.

Anonimo ha detto...

Allora un distinguo è d'obbligo:

Ratzinger, a mio avviso correttamente, afferma che il 25 dicembre è una data simbolica, in quanto non è storicamente certo che la data di nascita di Gesù fosse esattamente quella.
Dicendo questo non è affatto "simbolico" il Natale, ossia l'evento, ma è simbolica solo la data del 25 dicembre.
Ferma restando la storicità del fatto, che porterebbe -secondo alcuni studi- alla festa delle luci (dedicazione/encenie) dell'anno che oggi noi diciamo il 2 a.C.
Qualche secolo dopo questa conoscenza si è cristallizzata in una data precisa (probabilmente solo simbolica, ma non insensata): il 25 dicembre, festeggiato per la nascita del Salvatore che si era incarnato nove mesi (circa) prima di allora.

Come in tutte le famiglie si festeggia la nascita e non il concepimento del bambino.
Giova ricordare che le primissime comunità cristiane scelsero di festeggiare innanzitutto il concepimento. Anche il 25 marzo poteva essere una data simbolica.
Quello che non è stato solo un "simbolo" è l'annuncio dell'angelo a Maria, nel sesto mese per Elisabetta.

Joseph Ratzinger ne parlò con arguzia (e una sottile stoccata al mondo dell'informazione).
https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/homilies/2012/documents/hf_ben-xvi_spe_20121208_immacolata.html

mic ha detto...

Poiché Maria prefigura la Chiesa, e impersonifica - per così dire - la Chiesa, questa comunione è realizzata esemplarmente in lei. Ma non ci si può spingere oltre questa comunione, fino a dimenticare la priorità di Cristo: tutto procede da lui, come dicono in particolare le Lettere paoline agli Efesini e ai Colossesi. Anche Maria è tutto ciò che è, solo attraverso lui.
Il termine "Corredentrice" appannerebbe, dunque, quest’origine.
Una retta intenzione si esprime con una terminologia sbagliata.


Chi ha modo di approfondire sa bene che nella Chiesa ci si riferisce a Maria come Corredentrice soltanto limitatamente al periodo della sua vita terrena. E non dimentica la priorità di Cristo. Ogni limitazione, sia pur suffragata dai più sottili 'distinguo', diventa un'amputazione e nel tempo oblìo, in questo caso di una splendida verità mariana.
Nei seguenti termini ne parlavo, nel riferire su un intervento di Mons. Gherardini:

In primis, Gherardini ha precisato che è opportuno distinguere mediazione da corredenzione. La corredenzione è la singolare unione di Maria con Cristo sulla terra e termina con la missione terrena di Maria: indica consociazione, unione sponsale. La mediazione, invece, è il collegamento tra due estremi, il cielo e la terra, il Figlio e gli uomini. Essa non termina con il pellegrinaggio terreno, ma si prolunga anche in cielo, con la sua intercessione celeste. Il fondamento dell’Assunzione è la Corredenzione di Maria, in quanto corredenzione consociativa, che richiama al consors, la consociata, la socia del Redentore. In questa linea si collocano Pio IX, Leone XIII e Pio XII.

Gherardini vede nella maternità divina di Maria, in quanto primo principio della mariologia (principio di analogia che unisce in unità e armonia tutte le verità mariane), il fondamento ultimo di ogni prerogativa mariana, sicché Maria Madre di Dio è la Corredentrice assunta in cielo o si potrebbe dire anche che l’Assunta è la Madre di Dio associata pienamente al Figlio. Per Gherardini «Maria è una dilatazione del Figlio, un prolungamento del Figlio». Tutto quanto è in Cristo si riversa in Maria: ecco la ragione ultima della sua Assunzione.
Ma ognuna delle verità mariane professate dalla Chiesa di sempre è ben distinta dall'azione unica, umano-divina, compiuta da Cristo Signore. E' a Lui solo infatti, il Verbo incarnato, che appartiene tutta la pienezza della divinità.

mic ha detto...

Vorrei ricordare, con accorato rammarico, che ogni amputazione che nel tempo diventa oblìo di alcuni dei fondamenti della nostra Fede cattolica, la impoverisce e la snatura e sottrae ai credenti luci importanti che nutrono l'approfondimento e, soprattutto, la contemplazione.
Certo si tratta di verità sublimi che non possono essere cancellate e ai veri adoratori nessuno potrà mai sottrarle. Ma, per noi piccoli è una improvvida sottrazione che ci impedisce di attingere ai tesori più belli, mentre veniamo depauperati da questa (ed altre) 'spoliazioni' più consone ai protestanti...

mic ha detto...

Giova ricordare che le primissime comunità cristiane scelsero di festeggiare innanzitutto il concepimento.

E' evidente che la scelta era determinata dal fatto che il concepimento è un evento importante quanto la nascita perché è il "fiat" di Maria all'Angelo che determina il punto d'innesto nella storia del compimento della Storia della Salvezza...

Anonimo ha detto...


@ Luisa, su Ratzinger e la data del 25 dicembre

Lei in genere accusa i critici di Ratzinger di estrapolare frasi isolate dal contesto delle sue dichiarazioni o di non citare le fonti. In sostanza, li accusa di malafede. L'accusa non corrisponde al vero. In dibattiti passati a proposito di Ratzinger mi sembra siano state date indicazioni abbastanza ampie dei testi (dubbi) del suddetto. Circa la faccenda del 25 dicembre, io mi sono letto tutta la meditazione come riportata dal Corriere della Sera dell'altro giorno. Naturalmente, per il blog, ho ripreso solo il concetto essenziale, non mi sono messo a fare un'esegesi analitica. Dalla "meditazione" dell'ex-Papa si deduceva questo concetto: che i cristiani si erano appropriati della data della festa del sol invictus per sostituirvi simbolicamente la nascita del sole di giustizia, Gesu' Bambino. Che tale data potesse avere anche un fondamento storico, nella "meditazione" non era detto. Io almeno non me ne sono accorto. Legga anche lei l'articolo del Corriere e poi ne riparliamo. Del resto, la tesi del 25 Dic. come data puramente simbolica non e' mica di Ratzinger, lui l'ha ripresa da una certa esegesi. Quando lui era giovane era piuttosto diffusa. E sicuramente lo e' anche oggi, alla faccia delle conferme degli studiosi (per esempio israeliani) della storicita' della data (articolo di Messori del 2003, sul CdS).

La faccenda della storicita' della data sostenuta dalla Tradizione non e' cosi' secondaria come crede lei. E' uno degli argomenti usati per negare l'esistenza di Cristo, oggi il fronte anticristiano laico sta riprendendo anche questo vecchio ed abusato tema della polemica anticristiana di un tempo, favorito in questo dalla miscredenza diffusa proprio tra gli esegeti cattolici. Se pensiamo che la scoperta dell'appartenenza a Marco del noto frammento in greco trovato a Qumram (grotta chiusa prima del 70 d.C.), confermante in modo impressionante i dati della Tradizione sulla storicita' dei Vangeli, fu prima tenuta nascosta e poi di fatto sabotata proprio dai Gesuiti, con il defunto card. Martini alla testa... parvus

Luisa ha detto...

parvus, non si tratta di accusare di malafede si tratta di domandare onestà intellettuale quando si critica, comne lei è solito fare, Benedetto XVI, tutto qui, se poi a lei va bene accusare Benedetto XVI di modernismo sfegatato, altri su altri lidi, lo hanno perfino accusato di essere eretico, liberissimo di farlo, io mantengo che non si può rinchiudere il pensiero e l`opera di Benedetto XVI negli angusti limiti di vuole a tutti costi incollargli un`etichetta, e questo vale anche per chi ha voluto fare di Benedetto XVI un papa tradizionalista e ne ha approffittato per riversare su di lui ogni sorta di insulto.
Comunque è abbastanza rivelatore che Benedetto XVI abbia subito gli strali e dei modernisti e di certi tradizionalisti, ma mi riesce difficile capire l`accanimento di taluni fra quest`ultimi che hanno un enorme debito di riconoscenza verso colui che ha donato loro e alla Chiesa il Summorum Pontificum.
Sono più che snervata da queste querelles di cappelle.

Luisa ha detto...

Ecco solo alcune delle meditazioni di Benedetto XVI durante le udienze che precedevano Natale, e non dimentico le sue omelie:

http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20091223.html

http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20111221.html

http://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/audiences/2008/documents/hf_ben-xvi_aud_20081217.html

Sperando che chi le leggerà non lo farà con la lente alla ricerca di quel che "non va" a conferma delle proprie idee :):)

mic ha detto...

Luisa, veramente siamo snervati anche noi del fatto di non poter criticare una virgola di Benedetto XVI, quando - tra l'altro - lo facciamo con dovizia di documentate motivazioni e nel più grande rispetto e non ci limitiamo alla critica.
Aggiungo che chi è abituato all'ambito accademico, (mi riferisco a diversi collaboratori di questo blog), lo fa con aperta parresìa, senza dover temere di offendere l'interlocutore, alimentando un dibattito corretto, non le querelle di cappelle né i sentimenti di parte, rispettabilissimi, al pari però di quanto sono rispettabili le discussioni serene e foriere di approfondimenti utili a tutti.
Aggiungo ancora che i sentimenti (bada bene non parlo di sentimentalismi, ma di sentimenti autentici e profondi) di parte li condivido anch'io, avendo vissuto gli anni di Benedetto XVI, soprattutto all'inizio del pontificato, con grandi aspettative commisurate alla sua levatura e al suo stile. Tuttavia, quando entra in campo la ragione la lascio agire e parlare, senza che per questo il sentimento abbia a risentirne, se non con una presa d'atto della realtà unita ad una punta di rammarico.

Silente ha detto...

Il tema di chi sia stato veramente Benedetto XVI, e quale la sua influenza sulla Chiesa e sulla sua dottrina, quali i suoi rapporti con il modernismo e il concilio, quali i motivi profondi delle sue drammatiche decisioni finali, il tutto pur considerando la naturale evoluzione del suo pensiero, è piuttosto ricorrente in questo blog.
Alla da me apprezzata Luisa, ma non solo, consiglio caldamente la lettura di questo testo di Carlo di Pietro, Joseph Aloisius Ratzinger, Edizioni Radio Spada. Libro illuminante, dove ogni dichiarazione del "Papa emerito" è documentata nelle sue fonti.
Certi personaggi, grandi e complessi, critici e spesso contraddittori, talvolta criptici anche per necessariamente incompleta conoscenza, da parte nostra, degli arcana imperii (ma spesso intuibili e ricostruibili, sia pure per ipotesi)vanno letti e interpretati sine ira ac studio.

Questo libro, che è dichiaratamente ma documentatamente "contro", può aiutare.
Poi, dopo averlo letto, se ne può parlare.

mic ha detto...

Questo libro, che è dichiaratamente ma documentatamente "contro", può aiutare.
Poi, dopo averlo letto, se ne può parlare.


Se non si riesce a sopportare una critica limitata e serena, un testo come questo risulta un pugno in faccia, una terapia d'urto piuttosto indigesta!

Anonimo ha detto...



Parvus replica.

Luisa, invece di cercare di offendermi accusandomi di disonesta' intellettuale, mi spieghi perche' proprio il giorno di Natale Ratzinger lascia che venga pubblicato, su un quotidiano portabandiera di tutte le deviazioni della Riv. Sessuale e di altr'ancora, un suo scritterello insignificante di circa 30 anni fa, tuttavia pericoloso se non dannoso per la nostra fede, poiche' contribuisce al mito anticristiano del 25 dicembre quale data fasulla della nascita di NS. Non siamo noi a non lasciare in pace lui, e' lui a non lasciare in pace noi. parvus

Luisa ha detto...

@ Silente, è a quel libro a cui mi riferivo a proposito di altri siti, quel che ho letto, su radio spada, della sua presentazione mi basta e avanza per non leggerlo, la discussione sul presunto modernismo di Benedetto XVI non mi interessa, sarà un mio limite.
Detto questo, @ mic, visto che snervo con la mia difesa di Benedetto XVI, che non è mai stata una difesa che esclude le critiche ma solo le critiche a prescindere, l`essere contro a prescindere, quelle critiche che vorrebbero rimpicciolire l`opera di Benedetto XVI per farla entrare nei ristretti limiti di chi rifiuta di ammettere quel che di buono egli ha scritto detto e fatto, e visto che trovo particolarmente bizarro di doverlo fare a Natale, mi ritiro e vi auguro buon proseguimento.

Silente ha detto...

A Mic e a Luisa
ho solo citato un libro, forse discutibile nelle sue intenzioni, ma inoppugnabile nelle sue fonti.
Perché, nel nostro ambito, non si riesce a discutere senza ingiusto astio o apologie incongrue di Benedetto XVI e del suo pensiero? Delle sue origini intellettuali, dei suoi autori ispiratori, del suo ruolo nel concilio, della parziale e prudente evoluzione del suo pensiero, del suo ruolo - probabilmente positivo come bilancio finale - come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, del suo Pontificato, della sua resa finale alla Curia nel rifiuto all'accordo con la Fraternità, del benemerito "Summorum Pontificum" e, al contempo, della sua non volontà di farlo rispettare, del vergognoso, famigerato articolo 19 del "decreto attuativo" "Universae Ecclesiae"? E cito alla rinfusa, ché molti altri potrebbero essere gli esempi, positivi e negativi, disponibili.

Il libro che ho citato espone e illumina un aspetto del controverso, complesso, amletico, forse anche tormentato personaggio. Ma che non può essere ignorato né negato. Fa torto alla sua intelligenza chi rifiuta di prenderlo in considerazione. E, tutto ciò, a prescindere dalla stima, dalla simpatia, dall'affetto che si può provare per colui che è stato, probabilmente, il miglior Pontefice dal concilio. Mi si consenta un semplicismo storico ed ecclesiale: se Benedetto XVI non può reggere il confronto con un Pio XII, la comparazione con il Pontefice attuale, con la sua sciatteria dottrinale, pastorale, comportamentale, liturgica, è semplicemente impietosa.

Lo ripeto: esaminiamo la figura di Joseph Ratzinger sine ira ac studio, senza ingenue esaltazioni o "sedevacantistiche" denigrazioni.

Anonimo ha detto...

Da quando gli esorcisti danno testimonianza, durante queste "catechesi", il Nemico è molto infastidito quando vengono invocati i nomi di anime Sante: in primis l'Immacolata, il Santo Padre Pio da Pietralcina, Santa Bernadette e, ultimamente, parola dell'esorcista De Leo, anche il papa emerito Benedetto XVI! Vorrà ben dire qualcosa.... noi non siamo ancora giunti a questa soglia, ma Benedetto XVI, potrebbe esserci molto vicino, quindi concordo con Luisa e difendo l'operato, l'impegno apostolico di BenedettoXVI e gli perdono anche eventuali imperfezioni, anche i Santi le ebbero.

mic ha detto...

Silente,
avevo già detto cosa penso di quel testo, conosci la sensibilità di Luisa, che senso ha insistere, oltretutto quando qui si rifugge sia dall'astio che dalle ingenue esaltazioni nonché dalle sedevacantistiche denigrazioni?

Anonimo ha detto...

Si potrebbe porre fine a questa inutile disputa che non porta a niente? Ne gioverebbero tutti i lettori e i partecipanti del blog, lasciate in pace chi non è più papa e che non può difendersi e concentratevi sulle preghiere per tutte le anime, vostra e nostra comprese.

Silente ha detto...

Mic,
pensavo che fosse possibile, qui, esprimere un giudizio equilibrato, moderato e ponderato. Pensavo che citare un libro non fosse offensivo per nessuno. Pensavo che si potesse discutere pacatamente e razionalmente, su base documentale, fattuale e non emotiva. Constato che non è possibile.
Non mi rimane che aderire all'ordine, così gradevole e cortese, dell'apodittico e tranchant anonimo (i soliti anonimi) qui sopra che, con quale tempestività!, impone di "porre fine a questa inutile disputa". Già, lungi da noi gli approfondimenti, le riflessioni e le civili discussioni.

mic ha detto...

Silente, quando le discussioni vengono portate avanti per puntiglio da un lato o per eccesso di suscettibilità dall'altro, già non sono più equilibrate. E allora, a che pro insistere?
Non è la prima volta che cerco di stopparvi senza riuscire. E non sempre è opportuno censurare. Tuttavia, quando si è di fronte a un limite o ci si ferma o si cercano mezzi diversi da quelli usati fino a quel momento.
Quando i punti di vista sono troppo divergenti o si hanno sensibilità diverse i fraintendimenti diventano insormontabili. E allora perché non troncare? Prendiamo il meglio da quello che viene e andiamo avanti.
E che anche in questo contesto vengano fuori dei limiti mi pare fisiologico. La sfida sta nel trovare il modo di superarli, se ne vale la pena.
Penso però che una inguaribile testardaggine, se viene da una convinzione profonda che è altra cosa rispetto al puntiglio o alla permalosità, può portare a cercare altre occasioni e magari tornare alla carica in modi diversi.
Il fervorino delle 19:15 era iniziato bene, ma poi ha concluso con superficialità.

Anonimo ha detto...

http://gloria.tv/media/ZaypCy3Tu9T
Santo Natale !

seraafino ha detto...

Buona e Santa Festa dei Santi Innocenti.
Noto come una delle poche tematiche ad essere regolarmente censurate, sono i riferimenti alla mariologia "estremista" di San Massimiliano Kolbe e di Mons. Fulton Sheen.
Pazienza. Ognuno la sua "vocazione". Chiederò ad altri amici di farsene, se vogliono, divulgatori. Non per questo la mia stima per la nostra padrona di casa, diminuirà di un "ETTA".
Di nuovo: Buona e Santa Festa dei Santi Innocenti.

Catholicus ha detto...

In un mio precedente post avevo chiesto scusa a Luisa per il mio eccesso di zelo antimodernista, ma il commento deve essere stato cestinato per sbaglio, poiché non conteneva nessuna offesa o parola irriverente. Per cui preherei di voler concedere visibilità alla mia richiesta di scuse. Grazie per la cortese attenzione.

Anonimo ha detto...

Franco Cardini sul 25 dicembre :
Nell’Urbe, c’era tuttavia un’altra festa molto popolare che si celebrava a sua volta all’inizio dell’inverno: in tale data gli imperatori usavano concedere al popolo romano generose elargizioni di grano e di vino. Si trattava del 25 dicembre, giorno centrale del periodo di due settimane durante il quale (dal 18 dicembre fino alle Calende di gennaio, giorno di apertura dell’anno nuovo secondo il calendario giuliano) in tutta Roma veniva celebrato il solstizio d’inverno, festa dedicata al dio d’origine indo-persiana Mithra.

mic ha detto...

Franco Cardini non è altro che una delle tante voci falsificanti che abbiamo contraddetto nell'articolo.
Basta leggerlo attentamente...

irina ha detto...

Solo ora leggo questo confronto tra i diversi commentatori, moderatrice compresa. Sono certa che per tutti qui non ci sia problema alcuno sul giorno di nascita di NSGC. Quante testimonianze, rivelatesi veritiere, sono state tramandate per lungo tempo mancando le pezze d'appoggio? Tantissime ed in campi anche diversisimi da quello religioso. Il problema è J.A.Ratzinger. Forse in una sua intervista, che ho cercato ma ora non trovo, parlava della cultura contemporanea come pelle di leopardo. Così nei suoi scritti si trovano sia le macchie scure sia lo sfondo chiaro.
Mi sono chiesta se le macchie scure non fossero un'esca per i pesci da mettere poi in acque più salubri oppure se fosse parte di lui vuoi come caratteristica personale, tipo doppiogiochista, vuoi come pelle caduta perchè cambiata e dunque schiarita. Non lo so.

Anonimo ha detto...

Franco Cardini, prima di tutto, non pensa di sminuire l Natale, anzi, facendo un fatto che va oltre i confini del Cristianesimo, è convinto (peno in buona fede) di, da un alto esaltarlo, e, dall'altro, di trovarne tracce, preannunci, se vogliamo "semi" in tutto ciò che c'era prima. Cardini insigne studioso e gran brava persona, è convinto di essere cattolico, e pure tradizionalista, ma, in definitiva è, forse suo malgrado, un ecumenista. Solo che, mentre il 99% degli ecumenisti è (sedicente) pacifista, infatti vuole, tale 99%, il dialogo tra le religioni per giungere alla pace e basato sulla spinta al "vvolemose bene" che, con un po' di impegno, si può trovare in alcuni passaggi dei libri sacri di tutti, lui non è così. Lui, il dialogo tra le religioni, lo vuole basare sull'etica guerriera.

mic ha detto...

Credo che Cardini, parlando da saggista, colga uno degli aspetti del cristianesimo, presente anche nelle prime espressioni figurative: quello di aver ripreso elementi della cultura pagana ma attribuendo loro diverso significato.
Avuto riguardo alla data del Natale, ci sono testimonianze di una storicità che prescinde da questa primitiva tendenza.
Forse Cardini più che un ecumenista può essere un mondialista...

Anonimo ha detto...

Se è un mondialista (non impossibile), è un mondialista di un tendenza oggi "perdente".

Anonimo ha detto...

....

(che dura otto giorni).

Nella tradizione cristiana il Natale è diventato (ben prima che servisse assorbirvi il “Sol Invictus”) una “data fissa”, anche se origina da una ricorrenza a data variabile e nell’anno della nascita del Salvatore (il 2 a.C.: Erode era ancora vivo e la data di morte al 4 a.C. è un abbaglio) poteva non essere il 25 dicembre.

La Pasqua di resurrezione invece avvenne all’alba del 16 nisan: è rimasta una data variabile, che segue la luna, ma l’anno è “sicuro”: il 33 d.C., per i vangeli, per la storia di Roma, per la NASA (il plenilunio di venerdì nell’intorno di anni “papabile” c’è solo in quell’anno) e per i mistici. Non per molti esegeti: facciamocene una ragione.

Anonimo ha detto...

....

(che dura otto giorni).

Nella tradizione cristiana il Natale è diventato (ben prima che servisse assorbirvi il “Sol Invictus”) una “data fissa”, anche se origina da una ricorrenza a data variabile e nell’anno della nascita del Salvatore (il 2 a.C.: Erode era ancora vivo e la data di morte al 4 a.C. è un abbaglio) poteva non essere il 25 dicembre.

La Pasqua di resurrezione invece avvenne all’alba del 16 nisan: è rimasta una data variabile, che segue la luna, ma l’anno è “sicuro”: il 33 d.C., per i vangeli, per la storia di Roma, per la NASA (il plenilunio di venerdì nell’intorno di anni “papabile” c’è solo in quell’anno) e per i mistici. Non per molti esegeti: facciamocene una ragione.