giovedì 3 dicembre 2015

La grazia e non la rivoluzione

Editoriale "Radicati nella fede" - Anno VIII n° 12 - Dicembre 2015

Il Natale cristiano pone il principio della grazia. Dio viene sulla terra, si fa uomo, per caricarsi del peccato degli uomini e pagare sulla Croce il prezzo del nostro riscatto.

La redenzione è opera di Gesù Cristo, Dio fatto uomo; è opera del suo sacrificio, della sua Croce, che continua nel tempo con il sacrificio propiziatorio che è la Messa cattolica.

Non ci possiamo salvare con le nostre forze, nessuno può riscattare se stesso; nessuno può, con la propria azione, darsi la vita eterna. Tutto il nostro desiderio di bene, fosse anche in noi sincero e puro, non ci salverà senza la grazia di Cristo, senza la grazia di Dio.

Il principio della grazia non solo deve essere all'inizio di ogni nostra considerazione, ma deve essere il criterio di giudizio e il principio operativo di ogni azione che voglia dirsi cristiana, cioè vera ed efficace.

Si susseguono in questi giorni le notizie di scandali continui in Vaticano e nella Chiesa, scandali che coinvolgono i Pastori del gregge di Dio; scandali che fanno male, che creano sconcerto e inciampo, e che rendono ancora più deboli difronte alle drammatiche violenze del terrorismo.

Fermo restando che molto di ciò che è propagandato va verificato, ci sentiamo in dovere di dire una parola su tutto questo, una parola che pensiamo cristiana, e lo facciamo applicando, appunto, il principio della grazia.

 Occorre innanzitutto non cadere in una falsa analisi che nasce dal mondo e non da Dio: non è innanzitutto la Curia Romana ammalata che infetta la Chiesa, ma è la Chiesa ammalata, e gravemente da troppi anni, che ammala anche la Curia.

Una Chiesa sconquassata dalla mancanza di dottrina chiara, che ha cullato al suo interno tanti covi di eresia, formale o meno non importa, ha prodotto i suoi Pastori, confusi e deboli.
 Una Chiesa che ha giocato con la morale, parlando di una facile misericordia che omette le conseguenze devastanti del peccato, ha espresso i suoi “quadri dirigenti” a sua immagine e somiglianza. Certo, nella Chiesa il male c'è sempre stato, è frammisto come la zizzania al buon grano, da sempre; Gesù ce lo ricorda nelle sue parabole (Mt 13, 24-30), ma come negare che ora la misura è veramente troppa?

Una Chiesa, infettata dal desiderio di essere al passo con la modernità, ha prodotto una Curia mondana.
Una Chiesa, preoccupata di un facile consenso, ha prodotto, troppe volte, Pastori dediti all'immagine e non alla sostanza della santità.
Una Chiesa, americanizzata nell'attivismo (che si chiama appunto “Americanismo”, vedi Enciclica di Leone XIII), ha prodotto Pastori che hanno fatto delle “pubbliche relazioni” un sostitutivo alla preghiera e alla penitenza, che sole hanno valore di intercessione.

Insomma, una Chiesa moderna, sì tanto moderna, produce una Curia mondana, troppo e solo umana.
E l'umano, lasciato a se stesso, produce peccato, di ogni genere.

Dobbiamo però stare attenti, molto attenti: non possiamo assumere, per reazione, un criterio protestante per riformare la Chiesa. I Protestanti hanno preteso di riformare la Chiesa facendo battaglie “purificatrici”, attaccando i vertici, la Curia Romana, i Pastori, pensando così di inaugurare una “nuova Chiesa”. Così facendo i Protestanti hanno di fatto distrutta la Chiesa e non hanno più ritrovato Cristo.

È il principio del Naturalismo, che pensa di purificare la casa di Dio con il mezzo umano della lotta alla struttura.
È il metodo che, inaugurato dall'eresia protestante, è passato poi ad ogni Rivoluzione: far fuori gli “impuri” per migliorare la società.

È il principio che fonda tutte le dittature, quelle di ogni colore, tutte iniziate per migliorare il mondo, per reagire alla corruzione.
Basta però scorrere le pagine di qualsiasi manuale di storia per sapere, con certezza, che il “mondo migliore”, inaugurato da ogni Rivoluzione purificatrice, è sempre stato peggiore di quello di prima. Manca alla Rivoluzione il principio, il metodo della grazia: l'uomo nel suo orgoglio ferito vuole migliorare il mondo con le sue forze, ma finisce col distruggere l'opera di Dio.

Il principio della grazia, inaugurato dal Natale di Cristo, pone invece all'inizio la santificazione personale.
La Chiesa va male perché tu hai peccato. È il tuo peccato che contribuisce al male del mondo; e sarà la tua conversione, la tua santificazione, che farà respirare la Chiesa e la purificherà.

Anche qui stiamo attenti a non ricadere, anche desiderando la santità, nel Naturalismo: non ci saranno conversione e santità possibili se ci appoggeremo al solo nostro sforzo; occorre partire dagli strumenti della grazia che sono i sacramenti, accompagnati dall'unica dottrina di verità comunicata dalla Rivelazione.
Non ci sarà santità possibile, continuiamo a ripeterlo, se non ai piedi del Calvario dove Cristo ci santifica.
Non ci sarà purificazione possibile per la Chiesa, per te e per tutti, se non ai piedi del Calvario di oggi, che è l'altare dove è celebrato il Divino Sacrificio.

La battaglia per la Messa tradizionale, che continuiamo a compiere, si inserisce in questo principio della grazia che, unica, salverà le anime.

Voler purificare la Chiesa senza la Messa cattolica è una tragica illusione.

Purificare la Chiesa senza tornare alla Messa di sempre, la Messa che ha fatto i santi, la Messa che non rincorre affannosamente la modernità, equivale all’errore di un nuovo Pelagianesimo, che produrrà cadaveri dove dovevano sorgere anime salvate dalla conversione.

Che il Natale di Cristo faccia sorgere un popolo di umili che, riconoscendosi peccatori, si abbeverano alla grazia di Cristo.
Faccia sorgere questo popolo per la pace di tutti; Pastori e gregge rinascano alla grotta di Betlemme, che è già Calvario, che è già il luogo della grazia che salva.

Pastori e gregge rinascano nella Messa della tradizione, che parla con purezza della grazia che salva; e che dà le condizioni perché questa grazia produca i suoi frutti di santità.

Allora sarà la Riforma, quella vera.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Ormai sono i Vescovi che fanno un passo indietro dal significato del Natale e sono i Sindaci a vigilare!!
http://www.ilgiornale.it/news/cronache/vescovo-sinchina-allislam-pronto-fare-marcia-indietro-sulle-1200217.html

Juan Carlos ha detto...

Grazie tante per l' informazione che ci condividete per approfondire sulla nostra Fede Cattolica. Un salutone dal Cile :)

Anonimo ha detto...

Che bellissima lettura. Grazie, perché mi sento confortato nello sconforto che provo ed esortato a perseverare nella preghiera. Grazie.
Mi amareggia il pensare che tanti cattolici che conosco annuirebbero convinti fino a quasi la fine della lettura, salvo bollarla come fondamentalista e farisaica al momento che propone la Messa tradizionale quale auspicio per un rinnovo.
Sono addolorato perché oggi è un gran parlare di fondamentalismo (islamico), ma mi è anche chiaro che a volerci mettere nello stesso calderone non sono stati gli atei, i "laici", ma i nostri uomini di chiesa. Che mossa astuta questa....farlo in questo preciso periodo storico. Non me la aspettavo, me lo aspettavo dai laici, non dagli uomini di chiesa.
La Tradizione è il fondamentalismo cattolico da estirpare, così come per i musulmani i terroristi.

Cmq grazie, perché vengo ora da una lunga discussione su questi argomenti, da dove ne sono uscito malconcio, non per essere stato sconfitto, ma per il dolore che provo nel vedere cosa sta.succedendo. Grazie perché questa lettura è stata come una boccata d'ossigeno.
Giuseppe M

Mazzarino ha detto...

Da cinquant'anni di Natale in Natale sempre più light fino al Natale sconveniente rifiutato dai pastori, sull'esempio del Crocifisso sistematicamente oscurato e nascosto da Bergoglio. Siamo oltre al Natale sentimentale degli affari, alla festa protestante delle luci. Vediamo già bagliori di fiamme mussulmane che Teilhardianamente ci inseriranno nel Cristo Cosmico. Bambini ?! Pastori!? Mangiatoie!? Grazia !? Messa? Dopo i Sacerdoti, la Messa, la Confessione, misericordiosamente giubilati dal mercante vestito di bianco, siamo prossimi a capire che non abbiamo bisogno neppure del Natale, è la "grande" teologia bergogliana della Laudato si. Cristo viene in terra tramite la fotosintesi. In fondo la Mulleriana verginità intermittente di Maria non è poi così lontana....

Annarè ha detto...

Sicuramente noi non possiamo nulla con le nostre forze, ma un solo santo può cambiare la storia. Lo abbiamo visto più volte, ad esempio quanto bene ha potuto con la grazia di Dio, fare un don Bosco? Tutto quello che ha fatto in quante vite potrei farlo io?
Pertanto credo che la cosa migliore da fare è aderire alla volontà di Dio e farci santi. Non aspettandoci di fare cose fantastiche o memorabili, ma sapendo che solitamente la via della santità viene dal fare il proprio dovere, qualsiasi esso sia, anche preparare una zuppa. Io devo ringraziare di avere la S.Messa di sempre e buoni sacerdoti che la dicono, mi dispiace vedere che nonostante il Summorum pontificum, la S.Messa non sia stata la scelta fatta dalla maggioranza dei sacerdoti, peccato! non sanno cosa si perdono e cosa fanno perdere alle anime. Che il buon Dio in questo S.Natale ci rafforzi nella Fede e ci liberi dall'eresia modernista.

Anonimo ha detto...

Pare che persino in una scuola cattolica, per decisione del preside, che in questo caso è in parroco, abbiano deciso di non celebrare la Messa di Natale, ma al suo posto una specie di preghiera interreligiosa, col divieto dell'Eucaristia per gli studenti cattolici.

Giuseppe M.

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/primopiano/871988/Se-anche-una-scuola-cattolica-mette.html

Tanto per puntualizzare ha detto...

Cittadino Sgarbi la ringrazio per la difesa appassionata delle nostre radici cristiane . Ah,che soddisfazione , ha espresso anche il mio pensiero :
http://www.tempi.it/studia-questa-nativita-crozza#.VmIM2OPqhHw

Rr ha detto...

Giuseppe M.,
a Monza. Non è pero che c'è un divieto a partecipare all' Eucaristia, è che proprio hanno deciso semplicememte di non celebrare la Messa perche è un rito "troppo forte", troppo " identitario". In una scuola cattolica !!

Bah ! ha detto...

La Messa ? Scherziamo ?!? Il contraccolpo sarebbe troppo forte , non sia mai , da richiedere l'intervento dell'unita' coronarica !!!
Figurati se fosse se fosse in latino ..... da schock anafilattico !

Luigi Rmv ha detto...

Bellissimo articolo, va al nocciolo del cristianesimo cattolico: santificazione personale secondo i propri talenti, il Vangelo e la Chiesa, l'unica è vera "rivoluzione" portata da Gesù.

Ora i vece si è tagliata la testa a tutta la curia, indistintamente: tutti corrotti, tutti cattivi.
Le notizie che avete riportato sono veramente inquietanti, Anonimo ha detto bene sul 'tradimento' degli alti prelati, che peraltro si muovono sulla linea del Papa; verissima anche la sottigliezza, inaspettata, di rigettare la Tradizione cattolica, accomunata all'integralismo in generale e a quello islamico in particolare.
Una sottigliezza tutra satanica, aggiungo.

Ormai chi difende la Tradizione e la Dottrina, prelato o fedele, è un fariseo e/o uno scriba ipocrita, integralista, un formalista che non conosce la misericordia, un rigorista reazionario con il cuore indurito ecc.

E'un pensiero indotto nella gente, unico, automatico: una moda.

Riguardo alle scuole cattoliche, in quella gesuita dei miei figli, a Roma, il padre rettore ha voluto la condivisione dei locali della scuola con gli immigrati, riducendo le razioni di cibo della mensa, senza alcuna considerazione dei genitori che fanno salti mortali per pagare rette salatissime.
Ci saremmo aspettati qualche rassicurazione su vari aspetti ma nulla e non mi pare corretto imporre la beneficienza in questo modo, senza informare e coinvolgere prima i genitori paganti.

Come se non bastasse, ha levato un'ora di religione sostituendola con una di... geografia e ha levato un bellissimo e grande crocifisso dalla cappella, sospeso dall'alto, senza snemmeno sostituirlo con un altro.
E io ovviamente ho levato i figli dalla scuola.

Prepariamoci a tornare nelle catacombe!
A Roma già ci sono, basta solo qualche accessorio :)
Un abbraccio a tutti

Rr ha detto...

BRAVO, Luigi Rmv: bisogna colpirli in quello a cui tengono di più: i soldi. Con i quali, poi, si pagano i viziacci loro.
Per tenere i figli in una pseudo scuola cattolica, pagando un sacco di soldi, meglio una scuola statale, almeno si sa con chi si ha a che fare. Si risparmia, e qualche volta, se si è fortunati, si trovano anche bravi insegnanti cattolici.

Sempre a proposito di scuole, avete letto tutti di quello che è successo a Sassari, quando il consiglio degli insegnanti (i genitori ? gli studenti ? eh che, siamo mica nel '68!) hanno deciso di rifiutare la visita del Vescovo. Adesso vien fuori, dopo scuse reciproche, che non era chiaro in diocesi che quello è un istituto statale laico, "sperimentale, di integrazione religiosa" (cito testualmente dall'articolo sulla stampa locale).
Al che ho commentato: "adesso si chiamano così. Fino ad alcuni anni fa si chiamavano "scuole-ghetto" per i poveracci delle periferie (com'è appunto quella scuola, di periferia) e per gli extracomunitari. Mentre invece le scuole del centro storico erano tenute ben riservate ai figli di papà (un nome a caso: Berlinguer).
Infatti ovunque succede che gli immigrati finiscono concentrati in periferia o comunque nei quartieri già difficili, "sensibilI", come li chiamano ora. Così ai problemi sociali, economici, educativi della cittadinanza locale, irrisolti, si aggiungono quelli degli immigrati. Cfr banlieus parigine.
Quando poi una persona, la sua famiglia, i suoi antenati, hanno vissuto in un ghetto: " it is easy to take away one from the ghetto, but not to take way the ghetto from him"
RR