venerdì 11 dicembre 2015

Gli errori papali del passato dimostrano quanto è ridicola la propaganda mediatica in favore del papa

Il testo  che riportiamo è la prima delle tre parti di un saggio approfondito sulla “fallibilità papale” di Edward Feser pubblicato da LifeSiteNews [qui]. È in corso la traduzione della seconda parte: “È permesso al papa cambiare la dottrina? È tempo di fare chiarezza sull’infallibilità del papale” [qui] e della terza: “Quando il papa sbaglia: la distinzione dei gradi dell’autorità papale”. Saranno pubblicate a seguire.
Osserviamo: Forse non tutti gli esempi portati dall'autore calzano a pennello. Calzano solo quei pochi di Papi che si siano dimostrati incerti sulla dottrina o abbiano addirittura civettato con tesi eretiche (in documenti sempre non dogmatici, come sermoni o lettere). Anche il Borgia, pur dissoluto e spregiudicato, non attentò alla dottrina. L'effetto della sua vita per la religione fu comunque disastroso, dato che, come sappiamo, "la miglior predicazione è l'esempio". Bisogna tuttavia distinguere. La caratteristica sgradevolissima che accomuna oggi tutti i Papa da Giovanni XXIII in poi consiste nel fatto che, in diversa misura per ognuno, hanno tutti in qualche modo propagato dottrine non corrette, a cominciare dall'ecumenismo (abbiamo dimenticato Assisi e il bacio del Corano?) per finire alla dottrina della "Chiesa sinodale" (comunitaria, dal basso, del "popolo" in ascolto del mondo) del presente Pontefice. Uno di loro, Paolo VI, ha addirittura distrutto la vera liturgia cattolica.

Gli errori papali del passato dimostrano quanto è ridicola
la propaganda mediatica in favore del papa

3 dicembre 2015 (EdwardFeser) – Pur senza farla precipitare nell’eresia, un papa può danneggiare seriamente la Chiesa. Quando gli venne chiesto se è vero che lo Spirito Santo influisca sull’elezione di un papa, l’allora Cardinal Ratzinger rispose:
Direi di sì, ma non nel senso che lo Spirito Santo scelga il papa, poiché esistono troppi esempi di papi che lo Spirito Santo non potrebbe mai aver scelto. Direi invece che lo Spirito non assume il controllo totale della situazione, ma agisce piuttosto come se fosse un buon educatore: ci lascia molto spazio e molta libertà pur non abbandonandoci completamente. Il ruolo dello Spirito dovrebbe quindi essere inteso in un senso molto più flessibile rispetto all’idea che Egli detti il nome del candidato per cui si deve votare. Probabilmente l’unica garanzia che lo Spirito offre è che le cose non potranno andar male del tutto (cit. John Allen, Conclave: The Politics, Personalities, and Process of the Next Papal Election [Il conclave: la politica, le personalità e i processi delle prossime elezioni papali]).
Riportiamo qui alcuni esempi di papi che hanno commesso errori, in alcuni casi anche gravi:

San Pietro († 64 ca.): Il fatto che Dio abbia permesso che il primo papa commettesse gravi errori potrebbe essere considerato un monito per ricordare alla Chiesa che i papi sono infallibili solo entro certi limiti. Prima della crocefissione Pietro rinnegò Cristo. In un’altra occasione, egli si rifiutò di mangiare insieme a convertiti gentili per paura di offendere la sensibilità dell’ala intransigente di cristiani di origine giudaica, inducendo San Paolo – com’è noto – a rimproverarlo. La Catholic Encyclopedia afferma:
Quest’azione era totalmente contraria ai principi e alla prassi di Paolo, e avrebbe potuto generare confusione tra i pagani convertiti: l’Apostolo rimproverò quindi pubblicamente San Pietro, perché la sua condotta sembrava indicare la volontà che i convertiti pagani diventassero ebrei e accettassero la circoncisione e la legge giudaica. […] Paolo, che aveva giustamente valutato erronea la condotta di Pietro e dei cristiani provenienti dal giudaismo, non esitò a perorare l’immunità dei pagani convertiti alla legge giudaica.
Papa San Vittore I (189-198): I cristiani d’occidente e d’oriente sono stati a lungo in disaccordo sulla data in cui si sarebbe dovuta celebrare la Pasqua. Nonostante i papi a lui antecedenti avessero tollerato le differenze d’opinione, San Vittore cercò d’imporre la sua e scomunicò diversi vescovi orientali che la pensavano diversamente da lui. Venne criticato da Sant’Ireneo per la sua eccessiva severità e per essersi allontanato dalla politica papale anteriore.

Papa San Marcellino (296-304): Durante la persecuzione dei cristiani, l’imperatore Diocleziano ordinò che venissero consegnati tutti i testi sacri e che venissero resi sacrifici agli dèi. Si dice che San Marcellino, timoroso, in un primo tempo obbedì, per poi pentirsi di averlo fatto. Il dibattito tra gli storici sulla veridicità di questo fatto è ancóra aperto. Tuttavia, la Catholic Encyclopedia afferma:
È d’altro canto singolare il fatto che nella “Cronografia” romana, la cui prima edizione risale al 336, manchi solamente il nome di questo papa, mentre tutti gli altri papi da Lucio I in poi sono presenti. […]
Bisogna ammettere che in alcuni circoli romani il comportamento del papa durante la persecuzione di Diocleziano non venne approvata. […] È possibile che Papa Marcellino si sia nascosto in un luogo sicuro al momento giusto, come fecero anche altri vescovi. Ma è anche possibile che al momento della pubblicazione dell’editto egli si fosse assicurato la propria immunità: nei circoli romani ciò gli sarebbe stato imputato come un atto di codardia, il che avrebbe provocato una sorta di damnatio memoriae nei suoi confronti, a cui potrebbe essere dovuto il fatto che il suo nome sia stato omesso […] dalla “Cronografia” […].
Papa Liberio (352-366): Quando l’eresia ariana venne adottata dalla maggioranza dei vescovi, Papa Liberio cedette alla pressione dell’imperatore scomunicando Sant’Atanasio, che era irreprensibilmente ortodosso, e accettò di adottare una formula teologica ambigua. Più tardi egli si pentì della sua vigliaccheria, ma i suoi errori fecero sì che egli diventasse il primo papa a non essere venerato come santo.

Papa Onorio I (626-638): Papa Onorio accettò almeno in modo implicito l’eresia monotelita, e fu per questo condannato dal suo successore Sant’Agatone e criticato da Papa Leone per essere stato quanto meno negligente. Il suo comportamento non è in nessun modo associabile all’infallibilità papale –Onorio non emise una definizione ex cathedra –, eppure causò un grave danno fornendo un pretesto ai critici del papato. Come afferma la Catholic Encyclopedia: “È evidente che nessun cattolico ha il diritto di difendere Papa Onorio, poiché era un eretico, non nell’intenzione, ma nei fatti [...]”.

Papa Stefano VI (869-897): Nel famoso “sinodo del cadavere” – un evento che è considerato da alcuni storici il punto più basso della storia del papato – Papa Stefano fece riesumare il cadavere del suo predecessore papa Formoso, lo fece rivestire dei suoi paramenti sacri e sedere su un trono, lo processò per aver presuntivamente violato la legge della Chiesa, lo dichiarò colpevole e dichiarò che tutti gli atti di Formoso come papa erano nulli e invalidi; il cadavere fu poi gettato nel Tevere. I sostenitori di Formoso deposero in séguito Stefano e lo rinchiusero in carcere, in cui venne strangolato.

Papa Giovanni XII (955-964): E. R. Chamberlin, nel suo libro The Bad Popes [I cattivi papi], descrive come segue il carattere di Papa Giovanni XII:
Nel suo rapporto con la Chiesa, Giovanni sembra aver avuto una compulsione al sacrilegio deliberato che andò ben oltre il godimento occasionale di piaceri sensuali. È come se il suo lato oscuro lo pungolasse a verificare fino a che punto si potesse estendere il suo potere. Fu una sorta di Caligola cristiano i cui crimini sono resi ancor più atroci dall’officio che deteneva. Più tardi, venne specificamente accusato di aver trasformato il Laterano in un bordello; di aver violentato delle pellegrine, insieme alla sua banda, nella stessa basilica di San Pietro; di aver rubato le offerte deposte dalla gente umile sull’altare.
Aveva una passione disordinata per le scommesse, e quando si dedicava ad esse invocava i nomi di quegli dèi decaduti che oggi vengono universalmente considerati demòni. Il suo desiderio sessuale era insaziabile – una colpa leggera agli occhi dei romani. Ma la cosa peggiore era che chi andava a letto con lui riceveva come ricompensa non oggetti d’oro ma terreni (pp. 43-44).
J. N. D. Kelly scrive a proposito del suo decesso nel The Oxford Dictionary of Popes: “Fu colpito da un infarto, si dice mentre giaceva a letto con una donna sposata. Una settimana dopo morì”.

Papa Benedetto IX (1032-44; 1045; 1047-8): Benedetto IX venne eletto papa grazie a delle tangenti pagate dal padre. Kelly afferma che “la sua vita privata – pur tenendo in conto il fatto che molti particolari sono stati esagerati – era scandalosamente violenta e dissoluta”. La Catholic Encyclopedia afferma senza mezzi termini: “Fu una disgrazia per la Cattedra di Pietro”.

Papa Giovanni XXII (1316-34): Papa Giovanni XXII insegnò la dottrina eterodossa secondo la quale l’anima dei beati non vedrebbero Dio immediatamente dopo la morte, ma solo dopo la resurrezione – una versione di quella che è chiamata la teoria del “sonno dell’anima”. Fu aspramente criticato a causa di ciò dai teologi suoi contemporanei, e più tardi ritrattò il suo punto di vista. Come nel caso di Onorio, le azioni di Giovanni non sono incompatibili con l’infallibilità papale, poiché egli espresse la propria teoria in un sermone, senza emettere una dichiarazione dottrinale formale. Tuttavia, come afferma James Hitchcock nella sua History of the Catholic Church, “questo rimane il caso più lampante, nella storia della Chiesa, della possibilità dell’esistenza di un papa eretico” (p. 215).

Papa Urbano VI (1378-89): Urbano viene descritto dalla Catholic Encyclopedia come un uomo “incostante e litigioso” il cui “intero pontificato è consistito di una serie di disavventure”. I cardinali cercarono di rimpiazzarlo con un altro papa, Clemente VII: quest’evento causò il tristemente famoso Grande Scisma d’Occidente, che durò quarant’anni e durante il quale questi due uomini, a cui più tardi si aggiunse un terzo, rivendicarono il trono papale. I teologi – e persino i santi – erano divisi sulla controversia. Santa Caterina da Siena era tra quelli che sostenevano Urbano, mentre San Vincenzo Ferreri era tra quelli che sostenevano Clemente.

Papa Alessandro VI (1492-1503): È ben noto come il papa Borgia, che ebbe vari figli dalle sue amanti, abbia utilizzato il suo potere papale per promuovere gli interessi della sua famiglia.

Papa Leone X (1513-21): Leone X è il papa a cui è attribuita la frase tristemente famosa: “Godiamoci il papato, poiché Dio ce l’ha dato”. La Catholic Encyclopedia afferma:
Questa frase mostra eloquentemente la natura di persona amante dei piaceri e la mancanza di serietà di questo papa. Egli non prestò alcuna attenzione ai pericoli che minacciavano il papato, e si dedicò in modo sfrenato a divertimenti che si procurò abbondantemente con gran dispendio di ricchezze. Era dominato da un’insaziabile sete di piacere, che era un tratto distintivo della sua famiglia [i Medici, N.d.T.]. La musica, il teatro, l’arte e la poesia l’attraevano come se fosse stato un comune personaggio mondano viziato.
Leone fu papa durante la ribellione di Lutero, che egli non seppe affrontare in modo saggio. La Catholic Encyclopedia continua:
Se passiamo a esaminare gli eventi politico-religiosi che si sono scatenati durante il pontificato di Leone, […] l’aureo splendore promanante dal suo mecenatismo letterario e artistico si trasforma nell’oscurità più profonda. Le sue tendenze passivamente pacifiche nell’affrontare la situazione politica hanno lasciato un penoso retaggio: egli cercò solamente di riportare la calma tramite esortazioni a cui, tuttavia, nessuno prestava ascolto […].
L’unico verdetto possibile sul pontificato di Leone X è quello di essere stato una disgrazia per la Chiesa. […] Von Reumont affermò in modo pertinente: “È Leone X che deve essere biasimato in gran misura per il fatto che la fede nell’integrità e nei meriti del papato, nei suoi poteri morali e rigenerativi, e persino nelle sue buone intenzioni, precipitasse così in basso da indurre alcuni uomini a dichiarare defunto l’antico vero spirito della Chiesa”.
Potrebbero essere forniti ulteriori esempi, ma già solo questi sono sufficienti per mostrare con quanta gravità un papa può sbagliare quando non esercita il suo Magistero straordinario. E se un papa sbaglia in modo grave persino in materie che toccano la dottrina e il governo della Chiesa, è ovvio che a maggior ragione può sbagliare anche in materia di politica, scienza, economia e così via. Come ha scritto il Cardinal Raphael Merry del Val nel suo libro del 1902 The Truth of Papal Claims [La verità sulle rivendicazioni papali]:
Per quanto grande possa essere il nostro dovere di riverenza nei confronti di qualsiasi cosa [il papa] affermi, per quanto grande possa essere il nostro dovere di obbedire alla guida del Primo Pastore, non riteniamo che ogni sua parola sia infallibile, o che possa avere sempre ragione. Men che meno ci sogniamo di insegnare che egli sia infallibile o superiore in qualsiasi grado a qualsiasi altro uomo quando parla di materie scientifiche, storiche o politiche, o che egli non possa commettere errori di giudizio nell’affrontare gli eventi contemporanei, gli uomini e le cose (p. 19).
Anche oggi un vescovo può […] presentare le sue rimostranze a un papa che stia agendo – a suo giudizio – in modo che possa sviare le persone affidate alla sua cura. […] Quest’ipotesi è abbastanza plausibile, e non distrugge né sminuisce in alcun modo la supremazia del papa (p. 74).
Come ha scritto il teologo Karl Adam nel suo libro del 1935 The Spirit of Catholicism [Lo spirito del cattolicesimo]:
Gli uomini che fungono da mediatori per la rivelazione divina sulla terra sono per legge di natura condizionati dai limiti relativi alla loro età o alla propria individualità. Il loro particolare temperamento, la loro mentalità e il loro carattere non possono non condizionare – e lo fanno realmente – il modo in cui essi dispensano la verità e la grazia di Cristo. […] Può così succedere – ed è inevitabile che succeda – che il pastore e il gregge, i vescovi, i sacerdoti e i laici non siano sempre degni mediatori e recipienti della grazia di Dio, e che ciò che è infinitamente santo possa essere talvolta deformato e distorto passando attraverso di loro. L’uomo è sempre destinato ad avere una visione e un giudizio limitati: il talento è raro, e il genio sorge solo quando Dio lo suscita. I papi eminenti, i vescovi di grande levatura spirituale, i teologi di genio, i sacerdoti dalle grazie straordinarie e i laici devoti saranno sempre l’eccezione, non la regola. […] Dio ha promesso alla Chiesa che non cadrà mai nell’errore in materia di fede e di morale, ma non ha mai garantito che tutti gli atti e tutte le decisioni delle autorità ecclesiastiche saranno eccellenti e perfetti. La mediocrità e i difetti saranno sempre possibili (pp. 248-249).
Per i cattolici, il fatto che i papi siano fallibili in vario modo è altrettanto importante da tenere a mente come quello che essi siano infallibili quando parlano ex cathedra. Molti cattolici in buona fede hanno dimenticato questa verità, o sembra che vogliano sopprimerla. Quando i papi più recenti hanno detto o fatto cose strane o manifestamente poco sagge, molti apologisti si sono rifiutati di ammetterlo. Sono rimasti essi stessi irretiti nelle loro trame aggrovigliate cercando di dimostrare che quelle frasi e azioni discutibili fossero assolutamente innocenti, o che fossero persino ispirate da profonde intuizioni che non tutti sarebbero disposti a vedere. Se i blogger cattolici e gli apologisti papali fossero esistiti nelle epoche anteriori alla nostra, alcuni di loro avrebbero sicuramente assicurato ai loro lettori che i vescovi orientali scomunicati da Papa Vittore dovevano aspettarselo e che Sant’Ireneo avrebbe dovuto tacere; o che col “sinodo del cadavere” Papa Stefano stava cercando di insegnarci qualche profonda verità spirituale che saremmo in grado di comprendere se solo fossimo disposti a farlo; o che Liberio, Onorio e Giovanni XXII stavano in realtà approfondendo la nostra comprensione della dottrina invece di confondere i fedeli.

Questa sorta di “propaganda mediatica” riesce solo a far sembrare quanti la praticano ancóra più ridicoli di quanto non siano, ma quel che è peggio è che essa arreca dei gravi danni alla Chiesa e alle anime dei credenti. Fa sembrare il cattolicesimo qualcosa di orwelliano, come se un papa potesse far passare qualsiasi novità inaudita e qualsiasi rovesciamento degli insegnamenti tradizionali per un’eredità del deposito della fede. La fede dei cattolici che non possono sopportare questa dissonanza cognitiva può essere scossa. I non cattolici disgustati da tale disonestà intellettuale giudicheranno impropriamente che per essere cattolico uno debba diventare un imbonitore.

La realtà cruda è che a volte Cristo permette che il suo Vicario sbagli, solamente entro certi limiti ma a volte gravemente. Perché? In parte perché i papi, come tutti noi, sono dotati di libero arbitrio, ma in parte proprio per dimostrare che (come ha affermato l’allora Cardinal Ratzinger) “le cose non potranno andar male del tutto”, nemmeno per colpa di un papa. Sarà bene citare ancóra una volta la Catholic Encyclopedia, che scrive giudicando gli esiti del Grande Scisma d’Occidente:
Gregorovius, a cui nessuno attribuirebbe mai un rispetto esagerato per il papato […] scrive: “Un regno temporale sarebbe crollato di fronte a queste cose; ma l’organizzazione del regno spirituale era così stupenda, l’ideale del papato era così indistruttibile che questo scisma, il più serio di tutti, servì solo a dimostrare la sua indivisibilità”. […] Da un punto d’osservazione decisamente differente, de Maistre è della stessa opinione: “Questo flagello per i contemporanei è per noi un tesoro storico. Serve a dimostrare l’irremovibilità del soglio di Pietro. Quale organizzazione umana, infatti, avrebbe mai potuto superare questa prova?”.
[Traduzione a cura di Chiesa e post-concilio]

34 commenti:

Luisa ha detto...

Errori papali del passato, errori papali attuali, ad esempio quando un papa si lascia influenzare da chi difende, promuove e finanzia "lo sviluppo sostenibile", uno sviluppo che implica il controllo delle nascite, i cui strumenti inevitabili, come sottolinea Cascioli , sono la contraccezione e l`aborto .
E ci troviamo con un cardinale, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, che afferma che "il controllo delle nascite può offrire una “soluzione” per il clima".
Oramai tutti, dal vertice sino alla base della gerarchia della Chiesa, si sentono legittimati a interpretare liberamente la Dottrina, e pochi sono coloro che reagiscono.

"Se il cardinale ecologista apre al controllo delle nascite"
di Riccardo Cascioli

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-se-il-cardinale-ecologista-apre-al-controllo-delle-nascite-14649.htm


E qui ancora sullo show dissacratorio:

"Leoni e pinguini Facciamo luce su quelle ombre"
di Stefano Fontana

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-leoni-e-pinguinifacciamo-lucesu-quelle-ombre-14650.htm

Anonimo ha detto...

A parte il fatto che alcuni degli esempi citati non sono pertinenti all'insegnamento della retta dottrina, ma alla condotta personale o alla pastorale, il problema primario non è il magistero, come comunemente si vuol credere, ma la confessione pubblica della propria fede cattolica, espressa in parole e gesti; questi ultimi oggi hanno un peso superiore alle parole stesse.

Anonimo ha detto...

“La chiesa diventa ridicola se sostiene teorie pseudoscientifiche sul clima”
Parla padre James Schall S.I., docente alla Georgetown University di Washington

http://www.ilfoglio.it/chiesa/2015/12/11/la-chiesa-diventa-ridicola-se-sostiene-teorie-pseudoscientifiche-sul-clima___1-v-135937-rubriche_c310.htm

mic ha detto...

il problema primario non è il magistero, come comunemente si vuol credere, ma la confessione pubblica della propria fede cattolica, espressa in parole e gesti; questi ultimi oggi hanno un peso superiore alle parole stesse.

Effettivamente oggi i tempi sono cambiati e le parole e i gesti del papa hanno un impatto immediato e più forte in quanto diffusi ovunque in tempo reale, per effetto dei mezzi di comunicazione più sofisticati; il che un tempo non accadeva e i fedeli avevano punti di riferimento solidi e immediati nelle parrocchie e nei sacerdoti cui è affidata la cura delle anime.
Il "magistero liquido" favorito dai media e la pastorale scissa dalla dottrina, introdotta dal Vaticano II e ora giunta all'apice di un'applicazione ormai senza rete, stanno facendo danni incalcolabili sulle masse che non hanno sufficienti basi di formazione e capacità critiche. Anche perché veicolate da filtri "di regime"...

Anonimo ha detto...


@ Il caso di Urbano VI mi sembra diverso. Era molto spigoloso di carattere ma non attento' alla dottrina. Lo scisma fu provocato dai cardinali francesi, che non accettavano la disciplina che Urbano VI voleva (con durezza, e' vero) ristabilire nella Chiesa e pretesero, se ben mi ricordo, che la sua elezione non fosse valida perche' fatta sotto la pressione del popolino romano assiepato fuori del conclave, invocante il ritorno del Papa a Roma e quindi un Papa "romano o almanco italiano", e non piu' francese (era l'epoca della "cattivita' avignonese" della Chiesa, con Papi tutti francesi, infeudati al re di Francia). Non furono quei cardinali francesi, anche troppo contenti di tornarsene nella sicura e sensuale Avignone, a nominare l'antipapa Clemente, francese pure lui (Roberto di Ginevra, il responsabile del massacro di Cesena)?
Forse non tutti gli esempi portati dall'autore calzano a pennello. Calzano solo quei pochi di Papi che si siano dimostrati incerti sulla dottrina o abbiano addirittura civettato con tesi eretiche (in documenti sempre non dogmatici, come sermoni o lettere). Anche il Borgia, pur dissoluto e spregiudicato, non attento' alla dottrina. L'effetto della sua vita per la religione fu comunque disastroso, dato che, come sappiamo, "la miglior predicazione e' l'esempio". Bisogna tuttavia distinguere. La caratteristica sgradevolissima che accomuna oggi tutti i Papa da Giovanni XXIII in poi consiste nel fatto che, in diversa misura per ognuno, hanno tutti in qualche modo propagato dottrine non corrette, a cominciare dall'ecumenismo (abbiamo dimenticato Assisi e il bacio del Corano?) per finire alla dottrina della "Chiesa sinodale" (comunitaria, dal basso, del "popolo" in ascolto del mondo) del presente Pontefice. UNo di loro, Paolo VI, ha addirittura distrutto la vera liturgia cattolica. Historicus

Josh ha detto...

Ce n'è alcuni recenti che assomigliano tanto a Papa Stefano VI :
hanno preso la Sacra Tradizione bimillenaria della Chiesa, costata il Sangue dei Martiri e dei Santi, l'hanno processata per aver presuntivamente violato "i diritti dell'uomo" propalati dalla Massoneria, l'hanno dichiarata colpevole di putrefazione nel cuore, pelagianesimo e attaccamento alla Dottrina, e hanno lasciato da intendere che tutti i principi della Sacra Tradizione erano invalidi; hanno così fondato una nuova chiesa basata sul pensiero del mondo e il cadavere della Tradizione fu poi gettato nel Tevere, come Stefano VI fece con Formoso.

Si attende, infatti, un intervento celeste per mano del Dio degli Eserciti.

Urgentissimo! ha detto...

Bisognerebbe rinfacciare ai modernisti che tutto questo loro papismo a oltranza non lo avevano mai esibito con i papi precedenti...

Anonimo ha detto...

Di tutti gli esempi portati, l'unico che riguarda una questione dottrinale è quello di Giovanni XXII, dato che tutti gli altri riguardano la condotta personale e quindi non hanno alcun riferimento plausibile con la decadenza per eresia di questi papi certo discutibili ma solo sul piano morale personale.

Giovanni XXII però pur avendo fatto una affermazione eterodossa (questo dimostra che anche un papa può cadere in eresia) poi la ritrattò e pertanto venne meno la pertinacia nella eresia che costituisce uno degli elementi indispensabili per la decadenza ipso-facto per eresia, ben spiegata dal Bellarmino. A ciò si aggiunga che nel caso di Giovanni XXII si trattò di una unica affermazione e riguardante un aspetto della visione beatifica che non ha alcun riferimento alle dottrine che riguarda l'orientamento del fedele quando è in vita. Si trattò in quel caso di una questione meramente teologica riguardante la diversità delle tappe escatologiche delle anime dopo la morte.

Nel caso di Bergoglio, unico e ben diverso da quelli sopra riportati, le affermazioni eretiche sono molteplici e nessuna ha visto alcuna ritrattazione, inoltre per la maggior parte dei casi il vulnus dottrinale inferto dalle affermazioni eretiche di Bergoglio è diretto verso la dottrina di fede che riguarda i sacramenti ed i comandamenti, anche in documenti ufficiali e di magistero papale ordinario e straordinario, oltre ad altre svariate questioni anch'esse già definite come "de fide" e quindi dogmatiche ed irreformabili, che Bergoglio ha pubblicamente negato o messo in dubbio.

La differenza quindi tra questi casi del passato e l'attuale momento storico
è palese ed abissale e proprio in considerazione delle differenze tra l'oggi e il passato (con
gli esempi qui riportati) dovrebbe essere chiarissimo che seppure in passato vi sono stati pessimi papi, essi furono comunque papi fino alla morte, mentre Bergoglio, ammesso che sia stato validamente eletto (ed anche su questo si può dubitare come si dubita) è chiaramente decaduto per le sue reiterate eresie formali pubbliche e pertinaci.

La dichiarazione di tale decadenza già avvenuta ipso-facto, spetta ovviamente a chi ne ha l'autorità, ma la decadenza in quanto tale, è avvenuta e resta definitiva a prescindere dalla sua proclamazione da parte delle autorità ecclesiastiche preposte, proprio perché avvenuta ipso-facto per eresia.

irina ha detto...

Il comportamento, proprio perchè sotto gli occhi di tutti, sta diventando di nuovo molto importante perchè veicola anche il non detto. Ora il papa non deve essere l'attore consumato sotto gli occhi della cinepresa, deve essere un uomo di Dio, Uno e Trino. Deve trasparire attraverso il suo muoversi, il suo fare oltre che il suo semplice parlare, che lui con Dio, Uno e Trino, ci convive ogni istante di ogni giorno e di ogni notte della sua vita. A Lui parla, a Lui chiede consiglio, con Lui si confida,a Lui affida se stesso e tutte le anime dei vivi e dei morti.
Che sia serioso o ridanciano non interessa, anzi diturba. Se possibile dovrebbe diventare trasparente per lasciar trasparire Dio, Uno e Trino, con lui e con noi tutti.

Anonimo ha detto...

"le parole e i gesti del papa hanno un impatto immediato e più forte in quanto diffusi ovunque in tempo reale, per effetto dei mezzi di comunicazione più sofisticati"

Ma altrettanto immediata è perciò la frantumazione di parole e gesti. Quando il prossimo successore di Pietro agirà e si esprimerà in maniera opposta.

Luisa ha detto...

Articolo di Blondet:

http://www.maurizioblondet.it/sono-quasi-contento-tutto-cio-sta-per-finire/

Leggendolo mi son ritornate alla mente alcune delle perle di Jorge Bergoglio, ad esempio quelle che ha infilato alla fine del Sinodo o a Firenze.
Bergoglio interrogandosi sul significato del Sinodo ha detto che il Sinodo ha
-" testimoniato a tutti che il Vangelo rimane per la Chiesa la fonte viva di eterna novità, contro chi vuole “indottrinarlo” in pietre morte da scagliare contro gli altri."

Salvo che è quel che lui fa quasi quotidianamente.

-Ha "spogliato i cuori chiusi che spesso si nascondono perfino dietro gli insegnamenti della Chiesa, o dietro le buone intenzioni, per sedersi sulla cattedra di Mosè e giudicare..."

Non è forse quel che lui fa costantemente e sempre verso gli stessi?

-"Ha fatto anche capire meglio che i veri difensori della dottrina non sono quelli che difendono la lettera ma lo spirito; non le idee ma l’uomo; non le formule ma la gratuità dell’amore di Dio e del suo perdono. ....

Gratuità, senza nulla esigere o domandare? Ma il "va e non peccare più" si è perso per strada?

Dobbiamo ancora sorprenderci delle parole e azioni di un papa che
preferisce "una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze. Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti»,

che afferma che:

"Davanti ai mali o ai problemi della Chiesa è inutile cercare soluzioni in conservatorismi e fondamentalismi, nella restaurazione di condotte e forme superate che neppure culturalmente hanno capacità di essere significative. La dottrina cristiana non è un sistema chiuso incapace di generare domande, dubbi, interrogativi, ma è viva, sa inquietare, sa animare..."?

Di un papa così umile aperto e liberale che, pur dicendo ai vescovi che non spetta a lui dire come e che cosa fare per realizzare il suo sogno, e usando un ipocrita "permettetemi"", lascia loro un`indicazione = l`ordine che
" in ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni, specialmente sulle tre o quattro priorità che avrete individuato in questo convegno. Sono sicuro della vostra capacità di mettervi in movimento creativo per concretizzare questo studio."

Di un papa che dà un suo testo come riferimento assoluto da concretizzare?

Ha ragione Blondet, mancano le parole per mettere la gente in guardia, i Pastori che il papa bastona ( dando di loro al popolo una ben pietosa immagine) se ne stanno muti o se aprono la bocca è per lodarlo enfaticamente, la massa che oramai ignora la dottrina cattolica non è in grado di cogliere la realtà della Verità calpestata e applaude il papa supestar, il novello Francesco, il profeta.
Difficile dunque se non impossibile far capire " a tutta “questa generazione” il pericolo estremo che rappresenta per loro la finta misericordia sentimentalista ed ecologista bandita dal Vaticano."

RAOUL DE GERRX ha detto...

L'inénarrable Béhachelle a encore frappé !

« BHL : "Il se dégage du pape une grande sainteté." — Bernard-Henri Lévy a été reçu au Vatican, pour préparer le 50e anniversaire de l'encyclique Nostra Aetate. Le pape François lui a fait forte impression. »

Une grande sainteté ou une grande fumée ? Lisez le commentaire du "philosophe" milliardaire athée, ami de Soros et de Yatseniuk, et tombeur de Khadafi. Il y parle, notamment, du "50e anniversaire de l'encyclique Nostra Aetate qui a marqué, comme vous savez, la fin de la haine chrétienne du judaïsme". Il n'a pas dit : "la fin de la haine juive du christianisme". Nuance… Mais lisez toujours :

http://www.lepoint.fr/monde/bhl-il-degage-du-pape-une-grande-saintete-11-12-2015-1989101_24.php

Anonimo ha detto...


@Anonimo sedevacantista delle 13:16

Se la supposta decadenza del Papa che insegna cattive dottrine e' gia' avvenuta ipso facto a prescindere dalla dichiarazione dell'autorita' competente, che pur ci deve essere, non si capisce a che cosa serva tale dichiarazione, essendo appunto gia' avvenuta la vacanza, a causa dell'insegnamento delle cattive dottrine. Le cattive dottrine insegnate costituiscono eresia in senso solo materiale. Per decadere dalla sede il Papa deve esser convinto di eresia in senso formale, cioe' del peccato di eresia, risultante dall'intenzione di voler scientemente negare le verita' di fede, in tutto o in parte. Qual e' l'autorita' competente a dichiarare formalmente eretico un Papa?
Noi non possiamo entrare nelle coscienze. Non sappiamo quanto Bergoglio sia cosciente di errare in diverse sue prese di posizione. Lui e' entrato in una Chiesa che era gia' quella inquinata dalle riforme del Vaticano II, la vera Chiesa non l'ha mai conosciuta. L'assurda dottrina della Chiesa "collegiale" e "sinodale", con il vertice rappresentato dalla base (il popolo di Dio) che avrebbe preso il posto della Gerarchia in senso proprio, la ritroviamo anche presso i Papi precedenti, anche presso Benedetto XVI, ma espressa in termini piu' sobri ed eleganti.
[A margine: Il titolo del libro "The Bad Popes" andrebbe reso con: "I cattivi Papi", per esser piu' precisi] Historicus.

Anonimo ha detto...

Secondo me non bisogna spaventarsi perchè certe affermazioni strampalate lasciano il tempo che trovano. La gente (fedeli)normalmente capisce ,purtroppo ,molto poco di questi argomenti considerando che anche molti addetti ai lavori (clero) ne sono scandalosamente e colpevolmente digiuni.Lasciate che questa bolla di benessere nella quale siamo sospesi si rompa per qualche motivo (crisi economica o terrorismo islamico) e vedrete dove andranno a finire tante banalità ed eresie che tanti ripetono a pappagallo.Giustamente essendoci lo Spirito Santo a vigilare le cose non potranno andar male del tutto e per il resto gli uomini sono mortali ed il loro tempo è limitato.bobo

Josh ha detto...

E comunque siamo da un pezzo ben oltre il livello di gaurdia con questa ossessione del clima e delle bestie che sembrano più importanti dell'uomo, di Cristo, e di Dio stesso.
Francamente non se ne può più (per essere educati).

Luisa ha detto...

Il "generale" Jorge Bergoglio ha colpito una volta ancora, in matiera di nullità matrimoniale.
Incurante delle analisi critiche degli esperti oggi ha pubblicato un suo rescritto "con il quale vengono specificamente abrogate le norme precedenti, anche quelle approvate in forma specifica dai Pontefici, come nel caso del motu proprio di Pio XI nel 1938 che istituiva in Italia i tribunali regionali per le cause matrimoniali."

E così oggi non solo si potrà annullare in fretta il matrimonio ma si potrà farlo gratis!
Leggere per credere:
"perché la Chiesa, mostrandosi ai fedeli madre generosa, in una materia così strettamente legata alla salvezza delle anime manifesti l’amore gratuito di Cristo dal quale tutti siamo stati salvati”.

Siderante, solo Bergoglio può osare invocare l`amore gratuito di Cristo attaccando il Sacramento del matrimonio.

Lui che tanto ama i dubbi e la chiesa inquieta accelera e rende gratuito il processo di nullità affinchè ..."il cuore dei fedeli che attendono il chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio”.

Siamo fuori strada.

Luisa ha detto...

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/11/papa-francesco-abolisce-le-parcelle-degli-avvocati-rotali-difensore-dufficio-nei-procedimenti-di-nullita-matrimoniale/2296237/

Josh ha detto...

Avvenire:

sperticate lodi a Lutero: "teologo di grande importanza" (...'nnte dico);
"Un cristiano appassionato della parola di Dio"....;
"era molto dotato";
"suonava diversi strumenti";
"era in grado di comporre brani polifonici, aveva notevole gusto...";
"Tanto forte era questa esperienza, che molti (sia cattolici sia protestanti) compresero che il successo della Riforma....";
"il colto dottore in teologia ...";

http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/LUTERO-.aspx

il 2017 si avvicina

Anonimo ha detto...

@ Anonimo 15:26

C'è differenza tra una generica "cattiva dottrina" ed una eresia formale.

L'eresia formale si verifica a determinate e stringenti condizioni ovvero negando in modo manifesto ovvero pubblicamente o mettendo in dubbio un dogma o comunque una sentenza definita "de fide" e se si verifica in un papa in modo pubblico e pertinace esso decade ipso facto, questa non è una dottrina "sedevacantista" come viene bollata spregiativamente, è invece la posizione teologica di insigni teologi Santi e Dottori della Chiesa del presente e del passato tra cui San Roberto Bellarmino ed ovviamente non solo.

L'eresia formale infatti comporta la decadenza anche nel caso che in foro interno
l'eventuale papa esteriormente eretico non fosse convinto di ciò che erroneamente propugna pubblicamente, ovvero anche se non fosse realmente eretico in foro interno.

Bellarmino spiega molto bene la differenza ed infatti (al contrario di quanto scrive Lei) sostiene che la decadenza avviene solo nel caso di eresia formale in foro esterno ovvero pubblica e pertinace, mentre un papa eretico solo in foro interno pur essendo eretico di fatto non decadrebbe dalla carica, proprio perché
la sua eresia non sarebbe formale, pubblica e pertinace, ma solo interna.

La dichiarazione poi da parte della competente autorità della decadenza in caso di eresia formale in foro esterno diviene necessaria ma solo in senso pratico, affinché anche coloro che ignorano questioni dottrinarie complesse come queste, o magari l'eresia formale pubblica del papa decaduto, possano (ed anche debbano) smettere di ritenerlo impropriamente papa, tale compito censorio e punitivo spetta ovviamente alla Chiesa.

A tale proposito La invito a studiare il trattato del Bellarmino "De Romano
Piontifice" che al riguardo è chiarissimo, per brevità ne riporto solo:

"De Romano Pontefice, Libro 2, Capitolo 30: "Un Papa manifestamente eretico cesserebbe automaticamente, per sé, di essere Papa e capo, proprio come egli cesserebbe automaticamente di essere un Cristiano ed un membro della Chiesa. Laonde, egli potrebbe essere giudicato e punito dalla Chiesa. Questo è l'insegnamento di tutti gli antichi padri, i quali insegnarono che gli eretici manifesti perdono immediatamente tutta la giurisdizione."

Come vede io ho solo riportato le dottrine del San Bellarmino Dottore della Chiesa
che non ritengo possa essere definito sprezzantemente e superficialmente "sedevacantista".

Buona serata.

Ex Aedibus ha detto...

"sperticate lodi a Lutero: "teologo di grande importanza""

Non è altro che la normale risposta di un media di regime alla 'velina' partita dai Sacri Palazzi di non sottolineare le differenze tra cattolici e Luterani e di non citare le cose terribili scritte da Lutero contro la Chiesa e contro il Papa. Tutto questo in vista del 2017.

Gli "obbedienti" del quotidiano della CEI (e nemmeno basta per non essere snobbati dal Papa: vedi schiaffo alle diocesi italiane e in particolare a Scola per tutto il 2016) sono andati anche oltre. Non solo non hanno evidenziato le differenze, ma si danno alle lodi sperticate...

RAOUL DE GERRX ha detto...

L'antidote qui nous sauvera, par le bon médecin des âmes qu'était Mgr Lefebvre :

http://laportelatine.org/mediatheque/videotheque/laportelatine/mgrlefebvre_testament_790923_paris.php

Anonimo ha detto...

@Josh 11 dicembre 2015 17:54: la Chiesa di Bergoglio ha già dato ragione a Enrico VIII, ora santifica Lutero, manca la beatificazione di Erode e Giuda. In pratica secondo questa nuova religione avevano ragione quelli che a suo tempo urlavano "Barabba!!! Barabba!!!" E la Chiesa Cattolica ha sbagliato tutto per duemila anni.
Miles

Luisa ha detto...

Segnalo una "lettera aperta al papa" scritta da un ex-membro della Curia romana, spiega perchè sceglie di restare anonimo, io me ne rammarico:


Qui `originale in tedesco:

http://2n613ar7ekr056c3upq2s15c.wpengine.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/2015/12/Former-Curial-Member-Open-Letter.pdf

Qui in inglese:

http://www.onepeterfive.com/open-letter-to-pope-francis-from-a-former-member-of-the-roman-curia/

Qui in francese:

http://benoit-et-moi.fr/2015-II/actualite/une-lettre-ouverte-a-franois.html

Anonimo ha detto...

La lettera si trova anche sul sito di Magister, una piccola noticina, il tedesco è splendido ed essenziale, va dritto al punto senza troppi voli pindarici, viene definito come ex membro della curia di altissimo rango........mi prudono i polpastrelli sulla tastiera, cmq. leggetela, è bellissima, forse al vdr, in caso si degnasse di leggerla, verrà l'orticaria....no comment

Anonimo ha detto...


@ Anonimo che non vuole esser definito "sedevacantista". Replica

Mi sembra che lei, appoggiandosi a S. Bellarmino, utilizzi il concetto di "eresia formale" in senso diverso da come l'ho usato io (io l'ho usato in quello che credo esser un significato tramandato ovvero di eresia che per esser veramente tale deve configurare il peccato di eresia, ossia un'intenzione cosciente oltre che ostinata di negare in tutto o in parte una verita' di fede - in tal modo si perfezionerebbe l'eresia secondo la sua forma compiuta).

Invece il passo di S. Bellarmino da lei riportato si riferisce a formale nel senso di pubblico, nel caso di un papa "manifestamente eretico" perche' avrebbe pubblicamente negato una qualche verita' di fede, anche se in foro interno non fosse (del tutto) convinto di questa negazione. Ora, il carattere "manifesto" di questa eresia lo stabilisce qualcuno o si stabilisce di per se stesso? Possiamo dire che lo stabilisce il pubblico dei fedeli, teologi, chierici, etc. quando la cosa in se' e' talmente evidente che non e' possibile negarla. Cosi' si ebbe una levata di scudi collettiva contro le famose affermazioni sbagliate di Giovanni XXII sul destino dell'anima individuale subito dopo la morte. La negazione della verita' di fede era pubblica e manifesta, lineare di per se'. Ma questo, a quanto sembra, e' stato l'unico caso della storia della Chiesa. (Tra l'altro, fu Giovanni XXII considerato decaduto ipso facto da Papa?).
Ora, nel caso di Papa Bergoglio, quale sua dichiarazione ha negato in modo "manifesto" e plateale und dogma di fede? Ma, dira' lei, insegna una pastorale torbida, fa discorsi ambigui sulla misericordia, ha di fatto introdotto il "divorzio cattolico", scassando il matrimonio cristiano, etc. etc. Tutto vero. Pero' possiamo accusarlo di aver professato in modo "manifesto" una sola eresia? E lo stesso si potrebbe dire, fatte le opportune differenze, per i suoi predecessori: sulla scorta del Concilio hanno insegnato anche loro dottrine ambigue e non cattoliche. Ma "l'eresia manifesta"? Diretta, plateale, secondo il caso prospettato da S. Bellarmino? Riusciamo ad estrarla? Sono tutti insegnamenti che sapiunt heresim ossia contengono, per certi aspetti, il materiale dell'eresia in senso proprio o formale. Historicus

irina ha detto...

Letto la lettera dell'ex-membro della Curia Romana.
Lettera severa.Forse potrebbe essere tradotta.
Le intenzioni sono costruttive non distruttive Speriamo capisca. Preghiamo.

Rr ha detto...

Anonimo 20.35, ich habe verstanden was du bedeutest.
Rr

Anonimo ha detto...

Ich auch...
Diciamo che, quanto meno, come si suol dire, rings a bell or two.
Vediamo cosa si scatena adesso.
humilitas

Anonimo ha detto...


Finche' si resta alla denunce e proteste anonime, non si scatena proprio niente. A.R.

Anonimo ha detto...

Beh, intanto qualche denuncia parte, questa è pubblicata su giornale a tiratura elevata, è scritta, quindi documento, certo l'anonimato non sarà granché, ma l'anonimo e passivo silenzio-assenso è molto peggio.....

Anonimo ha detto...

Il libellus accusationis di Remnant non è anonimo....

Anonimo ha detto...


Ma e' un "libello" scritto da laici. La lettera aperta dell'ex curiale e' anonima.
Le accuse o lettere aperte o petizioni, suppliche dei laici contano come il due di coppe, questa e' la verita'. Qualche effetto lo provocano, certamente, ma in superficie. Diverso sarebbe se fossero esponenti del clero a scendere in campo, con nome e cognome, chiamando direttamente in causa il Papa, che e' il maggior responsabile dell'attuale situazione. A. R.

Anonimo ha detto...

Forse non avete ancora capito con chi hanno a che fare, è finita l'era Ratzinger dove chiunque poteva insultare a suo piacimento il Papa, con questo vescovo neanche un sussurro è permesso, guardate come tratta la Cei e i card. italiani o europei in generale, non gliene frega niente e di Roma e del papato tradizionale, e della sede che occupa, fa quello che vuole e basta e ci mette poco a cancellarti, quindi, o si trovano tutti d'accordo per un'azione comune contro di lui, se no temo dovremo subirlo in tutti i modi.....almeno smettiamo di andare alle udienze in piazza e lasciamolo dire senza dargli enfasi e importanza, non compriamo le miriadi di libri su di lui e non andiamo al cinema, non guardiamo tv 2000, niente radiomaria né Avvenire, niente 8 x 1000, altro non si può fare, a meno pregare......

mic ha detto...

L'enfasi su di lui non siamo noi ad averla, sono i media che te lo propinano in ogni salsa, persino nei programmo di intrattenimento, qualunque argomento si tocchi, citandone le frasi che fanno presa, inconsapevoli o indifferenti al resto. Ed è su quel resto che sfugge a molti che noi non possiamo tacere.