sabato 8 aprile 2017

Il viaggio del Papa in Egitto: che senso ha ostinarsi a parlare di dialogo e ripetere che l'Islam è una religione di pace?

la Santa Sede ha annunciato il programma del viaggio del Papa in Egitto, il 28-29 aprile prossimi: «Il Papa di pace nell’Egitto di pace»(1). Un viaggio all'insegna del relativismo religioso che prevede, come momenti significativi, incontri interconfessionali fra Bergoglio e i responsabili di altre religioni. fondati sulla falsa equivalenza delle religioni. E ci risiamo con l'Islam religione di pace... Lo attesta la dichiarazione delle autorità egiziane:
«L’Egitto accoglie con piacere questa visita che contribuirà a radicare il messaggio dell’islam basato sulla tolleranza e sul dialogo con tutte le religioni, e a rinunciare al linguaggio della violenza e dell’estremismo».
Non è un caso che la visita del Papa sia stata preparata dalla prestigiosa Università di Al-Azhar, il più grande centro teologico sunnita sotto l’egida del grande imam Ahmed El -Tayyb, che del resto Bergoglio aveva già abbracciato in Vaticano nel maggio del 2016.
Emblematico che si tratti della stessa persona che rifiutò gli auguri rivolti dal Vaticano in occasione della festa del Sacrificio di Abramo (Edi al-Adha) ai tempi di Benedetto XVI [qui]. Ancor più emblematico è il fatto che, oltre alle vergognose reazioni alla Lectio Magistralis di Ratisbona, il dialogo sia stato interrotto dal gennaio 2011 in seguito anche ad alcune affermazioni di Benedetto XVI :
«Sì, guardando verso l’Oriente, gli attentati che hanno seminato morte, dolore e smarrimento tra i cristiani dell’Iraq, al punto da spingerli a lasciare la terra dove i loro padri hanno vissuto lungo i secoli, ci hanno profondamente addolorato. Rinnovo alle Autorità di quel Paese e ai capi religiosi musulmani il mio preoccupato appello ad operare affinché i loro concittadini cristiani possano vivere in sicurezza e continuare ad apportare il loro contributo alla società di cui sono membri a pieno titolo. Anche in Egitto, ad Alessandria, il terrorismo ha colpito brutalmente dei fedeli in preghiera in una chiesa. Questa successione di attacchi è un segno ulteriore dell’urgente necessità per i Governi della Regione di adottare, malgrado le difficoltà e le minacce, misure efficaci per la protezione delle minoranze religiose. Bisogna dirlo ancora una volta? In Medio Oriente, "i cristiani sono cittadini originali e autentici, leali alla loro patria e fedeli a tutti i loro doveri nazionali. È naturale che essi possano godere di tutti i diritti di cittadinanza, di libertà di coscienza e di culto, di libertà nel campo dell’insegnamento e dell’educazione e nell’uso dei mezzi di comunicazione" (Messaggio al Popolo di Dio dell’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, 10). A tale riguardo, apprezzo l’attenzione per i diritti dei più deboli e la lungimiranza politica di cui hanno dato prova alcuni Paesi d’Europa negli ultimi giorni, domandando una risposta concertata dell’Unione Europea affinché i cristiani siano difesi nel Medio Oriente. Vorrei ricordare infine che la libertà religiosa non è pienamente applicata là dove è garantita solamente la libertà di culto, per di più con delle limitazioni. Incoraggio, inoltre, ad accompagnare la piena tutela della libertà religiosa e degli altri diritti umani con programmi che, fin dalla scuola primaria e nel quadro dell’insegnamento religioso, educhino al rispetto di tutti i fratelli nell’umanità. Per quanto riguarda poi gli Stati della Penisola Arabica, dove vivono numerosi lavoratori immigrati cristiani, auspico che la Chiesa cattolica possa disporre di adeguate strutture pastorali». (Benedetto XVI, discorso al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, 10 gennaio 2011)
E non è neppure un caso che padre Samir Khalil Samir, islamologo gesuita, docente al pontificio istituto orientale e già consigliere speciale di Benedetto XVI sull’Islam,  dia ora voce  alle molte riserve, fuori e dentro il Vaticano, sullo sconcertante atteggiamento di Francesco dichiarando:
«Papa Francesco viene dall’Argentina, non conosce l’Islam. Ha conosciuto a Buenos Aires un imam molto gentile e con lui ha avuto una buona relazione ma la sua ignoranza dell’Islam non giova al dialogo. Bergoglio ha detto spesso che l’Islam è una religione di pace e questo è un errore, semplicemente ... Non posso leggere il Corano e pretendere che sia un libro il cui orientamento è la pace. E neppure la Sunna, il libro dei detti e delle gesta di Maometto ... L’imam di Al-Azhar aveva interrotto il dialogo con il Vaticano per sei anni con motivazioni ridicole. Per due volte emissari della Santa Sede non erano stati neanche ricevuti. Grazie all’atteggiamento aperto di Bergoglio, l’imam ha cambiato le sue posizioni e ora è pronto ad accoglierlo al Cairo», 
Ma Al Tayyq rappresenta solo il mondo sunnita, mentre
«il grande problema oggi dell’Islam è proprio la divisione tra sunniti e sciiti. Inoltre Al-Azhar non è un’università generalista ma un centro teologico e di diritto islamico con un insegnamento che si limita alla lettera dei testi senza analisi critica e un’interpretazione aggiornata. Su molte cose è ferma a concetti medievali». [Fonte]
L'Occidente sembra non voler capire che per l'Islam la religione non è un rapporto personale con Dio. Nel sistema islamico, la religione è tutto. È un progetto globale: spirituale, sociale, intellettuale, familistico, economico, politico e militare. Include il modo di mangiare, di vestirsi, di stare con gli altri, di vivere. L'islam entra in ogni cosa. Questo sistema è quello wahabita, salafita o dei fratelli musulmani. Nelle nostre città, nei quartieri che occupano, tutti vanno nella stessa linea, quella del fanatismo integralista, che impone un modo di essere musulmano(2), alla fine la sharia.
E dunque è incomprensibile questo poco dignitoso atteggiamento di sottomissione, che viene vista dall'islam come vera e propria dhimmitudine: un atteggiamento, oltre che politicamente rischioso per il futuro dell'Occidente non solo Europeo, spiritualmente blasfemo nei confronti del Signore, perché non è vero che adoriamo lo stesso Dio [vedi].
Così come continua ad essere incomprensibile oltre che irrealistico ostinarsi a parlare di dialogo quando è drammaticamente evidente che i musulmani non dialogano neppure tra di loro, senza poter ignorare la drammatica complessità, che tende all'ingovernabilità, della pesante problematica posta dalla massiccia invasione che stiamo subendo, anch'essa inopinatamente sostenuta ad nauseam, ad ogni piè sospinto, dal papa attuale. Sarà mai possibile arginare e porre fine alla follia immigrazionista, relativista, globalista e buonista? (Maria Guarini)
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1. A proposito di "Egitto di pace", ricordo le decine di attentati e di chiese distrutte e richiamo solo una delle notizie più recenti sulle persecuzione dei cristiani di cui abbiamo parlato qui
2. Fortemente incentivato dagli ingenti finanziamenti dal Qatar e dall'Arabia Saudita per la costruzione di moschee alle quali non viene posto alcun limite e che diventano centri di aggregazione della umma e di addottrinamento soprattutto delle nuove generazioni; per cui diventa davvero irrealistico parlare di integrazione.

21 commenti:

irina ha detto...

Sarebbe opportuno sostituire, per l'aggiornamento dei consacrati, la glossolalia VCIIista del dialogo vacuo,con un esame annuale,a vita,permanente,obbligatorio, severo e serio, sulle religioni, storia e attualità del mondo contemporaneo.Tanto a cuore ai Padri conciliari.

Luisa ha detto...

L`islam religione di pace?
Solo chi non conosce il Corano, e chi pur conoscendolo ha interesse a ripetere quel mantra, può dire che l`islam è una religione di pace.
Nel Corano si trova di tutto, versetti poetici e pacifici in mezzo a sure che incitano alla violenza, alla crudeltà, alla conquista, a sottomettere con qualsiasi mezzo gli infedeli, l`islam è tutto salvo una religione di pace, dirlo è mentire, semplicemente.

Bisognerebbe offrire un Corano a tutti quei beoti, irenisti e codardi, se hanno occhi per leggere, qualche neurone ancora acceso, una coscienza non ancora totalmente schiavizzata, normalmente, come minimo, almeno gli ignoranti dovrebbero cessare di essere dei ripetitori passivi, gli altri, i bugiardi per professione, i codardi che non vogliono ammettere il fallimento della loro ideologia, coloro che già sapevano, continueranno a mentire.

Coloro che vengono chiamati terroristi islamici in realtà sono musulmani che obbediscono alla lettera del Corano e seguono l`esempio del loro profeta Maometto che fu un guerriero conquistatore che seminò morte e violenza sul suo passaggio.
Dirlo non è essere islamofobo è rispettare la verità storica.

I musulmani detti "moderati" sono semplicemente dei musulmani che non seguono alla lettera il Corano, che lo contestualizzano, che si sono distaccati dai dogmi, che si permettono di interpretarlo per renderlo vivibile in primis per loro e poi per la vita nella società in cui vivono, ma bisogna sapere che chi osa vivere e diffondere quell`immagine di un islam "éclairé", e lo fa con sincerità e non mentendo, è mal visto e giudicato molto severamente, quando non è punito.

Ah ma direbbe il papa argentino, l`islam è una religione di pace, gli estremisti esistono in tutte le religioni...
Che siano solo fedeli musulmani a seminare la morte, anche in quella Svezia che secondo Bergoglio sarebbe un esempio di immigrazione pacifica e riuscita, che quelle persone uccidano gridando il nome di Allah, non modifica i mantra interessati e menzogneri di chi è tetanizzato all`idea che si possa accusarlo di islamofobia, di chi preferisce occultare la verità piuttosto che riconoscere il fallimento della sua politica e della sua ideologia.

pinco ha detto...

Speriamo che la sua lezione, signora Luisa, la imparino i membri della Commissione bilaterale delle delegazioni del Gran Rabbinato di Israele e della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con l'ebraismo, i quali hanno " ESORTATO " i legislatori affinché " implementino, in modo più efficace, le procedure migratorie, tenendo conto delle destinazioni preferite dei migranti stessi ".

Anonimo ha detto...

Il concetto di pace per i mussulmani è sottomettere tutti i popoli all'Islam, solo allora ci sarà la pace, una pace in cui chi non è sottomesso è morto.
Ora noi da loro siamo definiti terra di conquista, non di dialogo.
Quando l'Islam dice di essere una religione di pace è come quando dice di credere in Gesù figlio di Maria, semplicemente il Gesù e la Maria del Corano non sono le stesse persone del Vangelo, hanno solo lo stesso nome.
Così la definizione di pace nel Corano non è la stessa del Vangelo, o di martirio.
Un martire per noi è (direi era) uno che viene ucciso per non rinnegare la propria fede, per loro è uno che ammazza l'infedele per propagarla.
Non dimentichiamo poi un fatto gravissimo, per loro la menzogna non è un peccato, un valore da applicare tutte le volte che è necessario per difendere o diffondere l'Islam!
Quindi di quello che dicono c'è da fidarsi zero.
Io conosco tanti copti che sono fuggiti dal Cairo perché picchiati, massacrati, derisi, questa è la realtà.

Japhet ha detto...

http://www.imolaoggi.it/2016/09/22/sostituzione-etnica-la-svezia-che-non-esiste-piu/

Anonimo ha detto...



Per chi non conoscesse la Taqiyya:

https://fr.scribd.com/doc/242967634/Dissimulazione-islamica-La-Taqiyya

irina ha detto...

Chi va con lo zoppo impara a zoppicare:

Dissimulazione= Doppiezza= Ipocrisia= Politically correct

Luisa ha detto...




L’Osservatore romano dans son édition des 13-14 janvier.

OT

Ancora un esempio dei metodi usati da Jorge Bergoglio per far passare sul terreno la sua volontà e ideologia, non attacchi frontali( ancorchè..) ma una pennellata qua un`altra là, una lettera qua un`altra là, un cardinale citato come riferimento e altri ignorati, qui ringrazia i vescovi di Malta per le linee direttrici di AL, linee moooolto aperturiste, la sua gratitudine è stata espressa da Baldisseri la cui opinione sull`interpretazione e applicazione dell`AL non è un segreto:

www.ncregister.com/

http://benoit-et-moi.fr/2017/actualite/la-methode-franois-nouvele-illustration.html

Luisa ha detto...

Scusate la prima frase si riferisce all`OR che effettivamente già in gennaio aveva salutato molto positivamente il testo dei vescovi maltesi.
Tout se tient, OR e Jorge Bergolio même combat.

Ma c`è anche chi dissente e resiste e non sono pochi:

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/04/07/amoris-laetitia-dallafrica-e-dalla-spagna-due-voci-ben-accordate/

Anonimo ha detto...

Credo che la questione vada ben oltre all'aspetto "islam" che è solo uno strumento, uno dei tanti, che il Potere Globale, chiamiamolo così, utilizza per affermare il proprio predominio planetario.
Poi che per Bergoglio tutte le religioni siano uguali e vere e che il cattolicesimo prima di lui (e del CVII...) si da buttare nella spazzatura è solo una questione nella questione.
Miles

Luigi Rmv ha detto...

Ho perso alcuni articoli, non so se e' stato già segnalato, mi scuso in tal caso, ma a prescindere dall'etichetta, cosa ci dobbiamo aspettare da un papa blasfemo?

Socci ha riportato la frase di Bergoglio nella 'omelia' di Santa Marta, nella quale ha affermato che

"GESÙ SI E'FATTO PECCATO, SI È FATTO DIAVOLO, SERPENTE, PER NOI"

http://www.antoniosocci.com/bergoglio-arriva-ad-affermare-chiesa-gesu-si-diavolo-tutti-fanno-finta-nulla-la-sua-strategia/

Un bel pensierino blasfemo per la Quaresima e la prossima Settimana Santa.

Ecco che il 'dialogo' con l'imam egizio è in realtà una piena condivisione sul modo islamico di vedere Gesù


Armand ha detto...

"Gesù si è fatto diavolo per noi".

https://gloria.tv/article/6dZSNCesVEKN13nZF77VEXUPn/postings/

Anonimo ha detto...


...
“DRAMMATICA LOTTA IN CONCLAVE”

Ma, forse, per capire fino in fondo quello che sta accadendo, è bene ricordare la “drammatica lotta” nella Chiesa, di cui parlò, un anno fa, alla Pontificia università Gregoriana, mons. Georg Gaesnwein, segretario di Benedetto XVI, a proposito del Conclave del 2005, quello che portò all’elezione del card. Ratzinger a cui si era contrapposto l’allora card. Bergoglio, sostenuto dai progressisti.
Gaenswein evocò appunto il Conclave dell’aprile 2005 “dal quale Joseph Ratzinger, dopo una delle elezioni più brevi della storia della Chiesa, uscì eletto dopo solo quattro scrutini a seguito di una drammatica lotta tra il cosiddetto ‘Partito del sale della terra’ (Salt of Earth Party) intorno ai cardinali López Trujíllo, Ruini, Herranz, Rouco Varela o Medina e il cosiddetto ‘Gruppo di San Gallo’ intorno ai cardinali Danneels, Martini, Silvestrini o Murphy-O’Connor. (…) L’elezione era certamente l’esito anche di uno scontro, la cui chiave quasi aveva fornito lo stesso Ratzinger da cardinale decano, nella storica omelia del 18 aprile 2005 in San Pietro; e precisamente lì dove a ‘una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie’ aveva contrapposto un’altra misura: ‘il Figlio di Dio e vero uomo’ come ‘la misura del vero umanesimo’ ”.
Gaenswein aveva poi aggiunto che attualmente sta prevalendo la mentalità che Benedetto XVI aveva avversato e “la ‘dittatura del relativismo’ da tempo si esprime in modo travolgente attraverso i molti canali dei nuovi mezzi di comunicazione che, nel 2005, a stento si potevano immaginare”.
Parole che fanno capire quale dramma sia in corso oggi dentro la Chiesa.

OLTRE OGNI LIMITE

Uno dei maggiori filosofi cattolici viventi, Robert Spaemann, amico personale di Benedetto XVI, ha tuonato tempo fa su “Die Tagespost” con un articolo dal titolo eloquente: “Anche nella Chiesa c’è un limite di sopportabilità”.
Un altro importante filosofo cattolico, Josef Seifert, collaboratore di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI, è intervenuto con critiche durissime, che ha motivato così: “il Papa non è infallibile se non parla ex cathedra. Vari Papi (come Formoso e Onorio I) furono condannati per eresia. Ed è nostro santo dovere – per amore e per misericordia verso tante anime – criticare i nostri vescovi e persino il nostro caro Papa, se essi deviano dalla verità e se i loro errori danneggiano la Chiesa e le anime”.
Una situazione tanto esplosiva nella Chiesa non si era mai vista.

Antonio Socci
Da “Libero”, 6 aprile 2017

Luisa ha detto...

Da tempo oramai non leggo più le "meditazioni" quotidiane di Santa Marta, in realtà per la mia serenità ho smesso molto in fretta di farlo, ma quel che è riportato da Socci mi ha spinto ad andare alla fonte, ecco Bergoglio nella sua personalissima lettura e percezione del segno della croce:

«Il serpente di bronzo guariva ma il serpente di bronzo era segno di due cose: del peccato fatto dal serpente, della seduzione del serpente, dell’astuzia del serpente; e anche era segnale della croce di Cristo, era una profezia».
E «per questo il Signore dice loro: “Quando avrete innalzato il figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono”».

Così possiamo dire «Gesù si è “fatto serpente”, Gesù si “è fatto peccato” e ha preso su di sé le sporcizie tutte dell’umanità, le sporcizie tutte del peccato. E si è “fatto peccato”, si è fatto innalzare perché tutta la gente lo guardasse, la gente ferita dal peccato, noi.
Questo è il mistero della croce e lo dice Paolo: “Si è fatto peccato” e ha preso l’apparenza del padre del peccato, del serpente astuto».
“Sì, io porto la croce per far vedere che sono cristiano”». E «sta bene», però «non solo come distintivo, come se fosse una squadra, il distintivo di una squadra»; ma, ha detto Francesco, «come memoria di colui che si è fatto peccato, che si è fatto diavolo, serpente, per noi; si è abbassato fino ad annientarsi totalmente».

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2017/documents/papa-francesco-cotidie_20170404_nel-segno-della-croce.html

Io continuerò ad evitare di leggere quelle "meditazioni", e penso di non essere la sola, ma è sconcertante che non ci sia nessuno che osi contraddire Bergoglio, che osi riprendere quelle sue personali letture della Sacra Scrittura per rimettere il tutto sui binari della retta fede, per tentare di arginare gli effetti devastanti di quel fiume in piena che sembra tutto travolgere sul suo passaggio, ma anche quelli più sottili, più subdoli perchè legati ad immagini, a frasi, semplici e a sicuro effetto emotivo, che lavorano su un terreno molle e rammollito pronto ad accogliere quelle suggestioni che lo lasciano e lo incoraggiano a restare nella sua "zona di confort".

mic ha detto...

Gesù non si è fatto peccato né diavolo, si è fatto uomo per salvarci dal peccato e dal diavolo di cui l'uomo era ed è schiavo se non Lo accoglie!
Ma si è incarnato come uomo prendendo su di sé le conseguenze del peccato.
E, se Lui è l'agnello senza macchia che ci ha redenti a prezzo della sua vita donata sulla Croce, offrendosi soffrendo e obbedendo fino in fondo al Padre al posto nostro, come si può dire che si è fatto peccato e, ora addirittura e persino diavolo?
Il segno del serpente innalzato da Mosè è figura della Croce, non altro.

mic ha detto...

Ricordate quando abbiamo discusso qui su Cristo-peccato?

http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2013/06/mi-scrive-una-lettrice.html

lister ha detto...

Egitto: esplosione vicino ad una Chiesa. 15 morti, decine di feriti.
Benvenuto, fratello-ayatollah Bergoglio, buona Domenica delle Palme..

Japhet ha detto...

Egitto, esplosione in una chiesa nella domenica delle Palme, morti e feriti
Ventuno le vittime nell’attentato alla chiesa copta Mar Girgis a Tanta, a nord del Cairo. Almeno 69 i feriti. La bomba sotto una panca è esplosa durante la Messa

http://www.corriere.it/esteri/17_aprile_09/egitto-esplosione-una-chiesa-domenica-palme-morti-feriti-1e333d36-1cfe-11e7-b755-4576cad31df7.shtml

irina ha detto...

Verrà commentata l'esplosione nella chiesa? Si girerà la testa dall'altra parte? Si parlerà dei mercanti di armi? Della violenza? Delle colpe dei cristiani, forse? Ascolteremo.

irina ha detto...

Certo è che il Buon Dio lo sta incalzando.

Anonimo ha detto...

Domenica delle Palme. Strage in due e al Cairo e ad Alessandria.

La prima deflagrazione è avvenuta dopo le 9.30 nella chiesa di Mar Girgis (San Giorgio, ndr), mentre 2mila persone assistevano alla messa: "Almeno 25 morti". Una forte esplosione si è verificata attorno alle 13.00 davanti alla chiesa di San Marco, nella città costiera: poco prima, riferiscono fonti ecclesiastiche all'agenzia Mena, il papa copto Tawadris aveva detto messa nell'edificio