mercoledì 18 luglio 2018

don Elia - Keep calm… e resta nell’ovile

Et in umbra alarum tuarum sperabo, donec transeat iniquitas. Alienati sunt peccatores a vulva, erraverunt ab utero: locuti sunt falsa. Ad nihilum devenient tamquam aqua decurrens. Laetabitur iustus cum viderit vindictam (Sal 56, 2; 57, 4.11).

Un barcone alla deriva: ecco che cosa sembra l’attuale dirigenza della Chiesa Cattolica. Potrebbe sembrare un giudizio temerario e irrispettoso, ma avremo pur il diritto di esprimere lo sgomento  provocato da certe dichiarazioni pontificie o episcopali che ormai da anni spingono ossessivamente nella stessa direzione: una sistematica demolizione della morale cristiana e una resa incondizionata all’agenda della tirannia mondialista. Non riusciamo più a riconoscere i nostri Pastori, ma abbiamo davanti agli occhi il tipico comportamento dei mercenari, che non solo si astengono dal respingere il lupo, ma gli spalancano le porte dell’ovile. Su questioni non negoziabili, come la vita e la famiglia, tacciono o insegnano l’errore; su quesiti opinabili, come il modo di gestire un fenomeno migratorio palesemente artificiale, sono di un’intransigenza che sconfina nell’assurdo e ignora totalmente il solco sempre più profondo che si sta scavando tra loro e una popolazione ormai esasperata che li detesta. Sono come serpenti sordi che non odono la voce dell’incantatore (cf. Sal 57, 5-6); la loro pervicacia ideologica li accieca privandoli di ogni buon senso.

Ora, di fronte a tale inaudita situazione, si fa sempre più forte e diffusa la tentazione di fuggire su piccole scialuppe di salvataggio che ognuno si fabbrica o sceglie in base al proprio giudizio privato. Ma già agli inizi di questo sito scrivevo: se nella tempesta la nave è in pericolo, che ne sarà di barchette improvvisate? Illusori tentativi di mettersi autonomamente in salvo, oltretutto, possono tradire una mancanza di fede nell’indefettibilità della Chiesa e nell’infinita potenza del suo Sposo. I loro risultati visibili, peraltro, ne confermano la pericolosità: nel mondo della resistenza cattolica par di assistere a una sorta di gara al più ortodosso e tradizionalista, ci si affibbia a vicenda sentenze di eresia, si frantumano le forze in mille rivoli e mille obbedienze… Come non vedere in certe vicende la tipica opera del divisore, che nella sua astuzia soffia sul fuoco di uno sdegno pur giusto per fuorviare anche quanti non riesce a pervertire nel modo ordinario? Ma chi gli dà appigli con la propria superbia e insubordinazione è responsabile del proprio sbandamento.

L’alternativa non è certamente una supina sottomissione a cattive guide in nome di un’obbedienza mal compresa: è non solo consentito, ma doveroso resistere a ordini o insegnamenti palesemente contrari alla legge divina; è altresì del tutto lecito rifiutare il proprio assenso a indicazioni pratiche che siano mero frutto di opinioni umane, anziché rigorosa applicazione di norme morali oggettive. Per passare però dalla legittima resistenza ai superiori alla loro pubblica riprensione, bisogna essere insigniti di un’autorità proporzionata; ignorare questo può portare a sovvertire la costituzione divina della Chiesa, dissolvendo nei fatti l’ordine che il suo Fondatore le ha impresso e finendo col fare peggio di quelli che si vuol criticare. Se coloro che potrebbero – e dovrebbero – intervenire, specie ai livelli più alti, finora non si sono mossi nel senso di una correzione formale, è perché questo potrebbe provocare uno scisma. È pur vero che uno scisma latente è già in atto, dato che numerosi membri della gerarchia sostengono posizioni manifestamente eretiche e che, di conseguenza, non sono più nella Chiesa né sono in comunione con noi; ma la storia insegna che uno scisma dichiarato è una situazione da cui non si saprebbe né se, né come né quando si uscirebbe. Qualcuno è pronto a prendersi una responsabilità del genere davanti a Dio?

Che fare, allora? Anzitutto, smettere di agitarsi, perché lo Spirito Santo rifugge l’agitazione umana, che spesso traveste di nobili ragioni lo spirito di superbia e di disobbedienza. Poi, chiedere a Lui di sostenerci e guidarci in questa tempesta, senza lasciare la barca di Pietro. Se ai comandi ci sono degli impostori che la vogliono trasformare in qualcos’altro per renderla funzionale al nuovo ordine mondiale, questo non ci lascia certo tranquilli, ma sappiamo bene di non essere chiamati a salvarla: un Salvatore c’è già, anche se dorme. L’importante è che ognuno di noi stia saldo al posto in cui il Signore lo ha messo facendo il proprio dovere giorno per giorno, con umiltà e fiducia in Dio, fino a che il nostro adorabile Gesù non si svegli: allora sarà Lui a ristabilire l’ordine – e i giusti se ne rallegreranno (Laetabitur iustus cum viderit vindictam). Gli empi e increduli che stanno abusando del loro ruolo nella Chiesa non addiverranno a nulla: sono come acqua che scorre via (Ad nihilum devenient tamquam aqua decurrens). Dicendo falsità, essi si sono separati dal grembo della Chiesa che li ha partoriti ed errano lontano dal suo seno (Alienati sunt peccatores a vulva, erraverunt ab utero: locuti sunt falsa).

Ma a noi, per pura grazia, è riservato ben altro, se non lo mettiamo in pericolo con un insensato orgoglio e una malsana impazienza: all’ombra delle ali del Signore, possiamo bearci nella speranza che non delude, finché non sia passato questo regime iniquo (Et in umbra alarum tuarum sperabo, donec transeat iniquitas). Non è certo una forma di egoistico quietismo: Dio solo sa quanto ci costi sopportare questa situazione e resistervi; dobbiamo nondimeno sforzarci di non trascurare alcuna opportunità di convincere i vacillanti e di riportare sulla retta via quanti sono disposti a ravvedersi. Ma – vi supplico – non uscite dall’ovile santo, che è l’unica arca di salvezza. Quelli che ne occupano abusivamente i posti di responsabilità, se non si convertono, saranno spazzati via per mano di quegli stessi islamici che tanto amano e difendono. A noi, invece, nessuno può togliere la fede e la grazia, se non siamo noi stessi a volerlo; se altri si lasciano fuorviare, è perché non cercano effettivamente la verità, ma acconsentono alla menzogna o accettano l’ambiguità (cf. 2 Ts 2, 10-12).

Non intendo spingervi a una vana autoconferma né a perniciosi sentimenti di autocompiacimento o tantomeno di autoesaltazione, ma vorrei soltanto – se Dio me lo consente – rinfrancarvi l’animo e aiutarvi a scacciare lo sconforto: pensate ai meriti che il Signore ci permette di acquisire in questa prova così inedita. Una volta superata, la ricompensa e la gioia saran proporzionate alla sua durezza. Perciò non perdetevi d’animo, ma adorate la divina Provvidenza nei Suoi disegni di imperscrutabile sapienza: in questo pontificato sta uscendo tutto il marcio che prima, nella Chiesa, si mimetizzava; le maschere stanno cadendo ad una ad una e i traditori, nell’illusione di una vittoria vicina, stan venendo allo scoperto. Non lasciatevi togliere la pace dalle loro manifestazioni di empietà: non ne vale la pena; dovremmo piuttosto compatirli, se pensassimo al castigo che li attende. E poi, amici miei, ci rendiamo conto fino a che punto Dio ci ha preservati da questa deriva che tanto ci disgusta negli altri e nella quale, senza una grazia speciale, saremmo immersi anche noi?

Possiamo forse metterci al posto dell’unico Giudice, attentando alla Sua maestà e inaridendo così la fede nella signoria di Cristo, la speranza nei Suoi disegni e la carità verso il prossimo bisognoso di correzione? Continuiamo piuttosto a pregare e offrire perché il Signore accorci i tempi e, in un modo o in un altro, ponga fine alla prova. Ci vorrebbe un’anima disposta (ma esclusivamente per esplicita chiamata divina e con il consenso di un buon padre spirituale) a offrirsi vittima perché cessi questo regime nella Chiesa, atto che attirerebbe su di essa croci e sofferenze non prevedibili. E se invece, più semplicemente, il tiranno accettasse finalmente di farsi da parte, se davvero non si sente papa, come ha di recente dichiarato a un giovane che era lì per servirgli la Messa? Altrimenti, Dio dovrebbe atterrarlo con un miracolo che lo convincesse della sua incredulità e lo costringesse a convertirsi. In ogni caso, la potenza divina non ha limiti, per chi crede.

Ma voi, diletti, ricordatevi dei fatti predetti dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo, che vi dicevano: «Nell’ultimo tempo vi saranno impostori che si comporteranno secondo i loro desideri di empi». Questi sono quelli che si separano, fermi al piano umano, privi dello Spirito. Ma voi, diletti, edificandovi sopra la vostra santissima fede, pregando nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. Gli uni redarguiteli se sono colpevoli, gli altri salvateli strappandoli dal fuoco, altri ancora compatiteli con timore, aborrendo perfino la veste contaminata dalla loro carne. A Colui che ha il potere di custodirvi da ogni caduta e di collocarvi immacolati al cospetto della sua gloria nell’esultanza, all’unico Dio nostro salvatore, mediante Gesù Cristo nostro Signore, sia gloria, grandezza, forza e potestà, prima di ogni tempo, ora e per tutti i secoli. Amen! (Gd 17-25).

20 commenti:

irina ha detto...

Anche andare a Messa è diventato difficile, a qualunque tipo di rito, tacita aleggia la confusione, l'incredulità, a volte prevale solo la coesione sociale per quel poco o tanto che sia presente.

Siamo immersi nell'ateismo diffuso, nel materialismo, nel nichilismo ed è difficile toglierseli di dosso, nulla sembra sufficiente per ritrovare uno spirito di adorazione minimo. Spesso uno si aiuta con i gesti che lo dovrebbero manifestare ed invece lo evocano, lo cercano, spesso invano.

Il cattolico dovrebbe essere metà monaco, metà soldato, una sorta di Amish se vogliamo, che naturalmente non deflette dal suo stile di vita, che è lo stile di vita dei suoi padri. Nei fatti il cattolico molto spesso è mondano come tutti gli altri, per cultura e desideri e opere.

Se va bene durate la Messa qualche tentativo di essere diversi qualcuno lo fa ma, già all'uscita ognuno riprende il modo di fare mondano. Siamo, per lo più, cattolici superficiali, alcuni più istruiti altri meno, quasi tutti con vita mondana.

Non so proprio cosa possa venire in aiuto, con il monachesimo si ricompattarono le forze ed una nuova civiltà sorse; oggi le comunità spesso, sono moltiplicatrici di eresie e la civiltà è moribonda.

Si lamenta la mancanza di un contrasto qualificato, culturale, alla menzogna con la quale siamo bombardati. Mancano le forze, mancano le guide e i pochi cristiani residui sono sfiancati da una resistenza contro una macchina del consenso tentacolare, in azione 24 ore su 24.

Speriamo che il Signore riesca ha tirar fuori, da questa pochezza, qualcosa di buono.

mic ha detto...

Un campione di eroica fedeltà alla Chiesa e al Papa fu san Gaspare del Bufalo.

Nel luglio del 1809, Napoleone, dopo aver occupato Roma, fece arrestare ed esiliare papa Pio VII.

Ai cardinali, vescovi, e sacerdoti fu imposto un giuramento di fedeltà all’imperatore.

Quando san Gaspare, da poco più di un anno sacerdote, fu chiamato dal magistrato e invitato a giurare, rispose con fermezza: “Non posso, non debbo, non voglio!“. Né valsero le lusinghe più blande e le più terribili minacce.

Le conseguenze di tanto coraggio furono l’esilio a Piacenza e le carceri a Bologna, a Imola e a Lugo di Romagna.

Le sofferenze e le privazioni subìte in quei luoghi di pena furono così gravi che lo condussero sull’orlo della tomba.

Ma anche in quelle condizioni egli rimase irremovibile ogni qualvolta gli si ingiungeva di mancare di fedeltà al Papa.

RIFLESSIONE

Chi ama il Preziosissimo Sangue di Cristo non può tradire. Non può ripagare l’infinito amore di Dio con la pavidità.

Chi confida in se stesso, si ritroverà un nano dinanzi all’incalzare degli eventi.

Chi confida in Cristo, si ritroverà un gigante per dominare gli eventi

http://itresentieri.it/preziosissimo-sangue-18-luglio/

Anonimo ha detto...


Grazie, Mic, questo articolo è prezioso ed è un vero atto di carità!

Anonimo ha detto...


S. Gaspare del Bufalo è ricordato anche per le conversioni che operò fra i
briganti che infestavano lo Stato Pontificio. Gente feroce e bestiale, li
affrontava con il Crocifisso in mano, con incredibile coraggio,
rischiando la vita. Riuscì a convertirne diversi.

Anonimo ha detto...

Bell'articolo, utile e da meditare. Umilmente suggerirei all'Autore di inserirvi un riferimento alla Vergine ...
Allora sarebbe davvero completo!

Anonimo ha detto...

A proposito di ovile e traditori: qualcuno ha notato la strana "O" dell'incontro mOndiale delle famiglie ???

qui:
https://www.riscossacristiana.it/incontro-mondiale-delle-famiglie-no-grazie-di-aldo-maria-valli/


E' impressione mia o quelle specie di tre cose colorate (spermatozoi arcobaleno ?) all'interno della "O" formano tre 6 (come il logo della nota trasmissione TV "In Onda" ?

Naturalmente é un "caso" (noi non ci facciamo caso ai simboli, ma "Loro" sì e ce li sbattono in faccia continuamente).

Anna

marius ha detto...

Ora, di fronte a tale inaudita situazione, si fa sempre più forte e diffusa la tentazione di fuggire su piccole scialuppe di salvataggio che ognuno si fabbrica o sceglie in base al proprio giudizio privato. Ma già agli inizi di questo sito scrivevo: se nella tempesta la nave è in pericolo, che ne sarà di barchette improvvisate? Illusori tentativi di mettersi autonomamente in salvo, oltretutto, possono tradire una mancanza di fede nell’indefettibilità della Chiesa e nell’infinita potenza del suo Sposo. I loro risultati visibili, peraltro, ne confermano la pericolosità: nel mondo della resistenza cattolica par di assistere a una sorta di gara al più ortodosso e tradizionalista, ci si affibbia a vicenda sentenze di eresia, si frantumano le forze in mille rivoli e mille obbedienze… Come non vedere in certe vicende la tipica opera del divisore, che nella sua astuzia soffia sul fuoco di uno sdegno pur giusto per fuorviare anche quanti non riesce a pervertire nel modo ordinario? Ma chi gli dà appigli con la propria superbia e insubordinazione è responsabile del proprio sbandamento.

L’alternativa non è certamente una supina sottomissione a cattive guide in nome di un’obbedienza mal compresa: è non solo consentito, ma doveroso resistere a ordini o insegnamenti palesemente contrari alla legge divina; è altresì del tutto lecito rifiutare il proprio assenso a indicazioni pratiche che siano mero frutto di opinioni umane, anziché rigorosa applicazione di norme morali oggettive. Per passare però dalla legittima resistenza ai superiori alla loro pubblica riprensione, bisogna essere insigniti di un’autorità proporzionata; ignorare questo può portare a sovvertire la costituzione divina della Chiesa, dissolvendo nei fatti l’ordine che il suo Fondatore le ha impresso e finendo col fare peggio di quelli che si vuol criticare.


Belle parole, senza dubbio, molto utili specialmente in questi tempi per far riflettere don Minutella, che dalla sua pseudocattedra dichiara eretico il Papa,  e i suoi numerosi ed agitati seguaci.

Ma consultando la Scure di Elia ci si può legittimamente domandare come mai don Elia non applichi in casa sua quanto egli predica ed auspica suadentemente per gli altri.
Mi riferisco ad uno scritto che appare in evidenza sulla colonna di destra del suo blog:

http://lascuredielia.blogspot.com/p/columbanus-peregrinus.html?m=1

da cui estraggo qualche passaggio:

(segue)

marius ha detto...

(seguito)

Ma ciò, carissimi fratelli, significa una e una sola cosa: egli è decaduto dall’ufficio di Romano Pontefice: si è scomunicato da solo. E la condizione di scomunicato in quanto eretico-scismatico, (perché tale è chi si dichiara fratello nella fede di eretici e scismatici e ne assolve, abbraccia e benedice gli errori), ebbene tale condizione è ASSOLUTAMENTE INCOMPATIBILE con la dignità di Successore del Beato Apostolo Pietro, pena il venire meno della continuità visibile della Chiesa di Cristo.

Perciò, cari fratelli, spiace dirlo – qualcuno bisogna pure che lo dica – non crediate di poter più salvare capra e cavoli: essere cattolici ortodossi tradizionali e seguire “papa Francesco”; non si può più essere in comunione con lui, pregare per lui nel Canone, chiedere che il Signore lo benedica, lo salvi, ce lo conservi a lungo, senza essere suoi complici nell’errore e aver fatto naufragio nella fede: LEX ORANDI LEX CREDENDI, non si scappa. Se pregate con lui e per lui, allora avete scelto di credere anche come lui. E ne condividerete il giudizio.

E voi, padri e principi della Chiesa, membri del Sacro Collegio, Patriarchi, Vescovi tutti, Abati e Superiori Generali, chiunque abbia ancora un briciolo di fede cattolica: fate come vi pare, buttate la conta e tiratela a sorte per decidere a chi tocca, se volete, ma QUALCUNO VADA A SANTA MARTA, COMUNICHI ALL’ARCIVESCOVO BERGOGLIO CHE È DECADUTO DA ROMANO PONTEFICE, gli faccia fare le valigie (e non dovrebbe esser difficile perché grazie a Dio viaggia leggero, lui), dopodiché riunitevi a San Pietro in conclave, perché la Chiesa non può più stare senza un pastore.


Beh, tra don Minutella e la Scure francamente passa una gran differenza?

Anonimo ha detto...

VODERHOLZER: “ABBANDONARE LA FISSAZIONE DELLA INTERCOMUNIONE COME ‘PASSO VERSO L’UNITÀ’”
https://www.sabinopaciolla.com/voderholzer-abbandonare-la-fissazione-della-intercomunione-come-passo-verso-lunita/

Anonimo ha detto...

Bhe, francamente mi sembra una gran cattiveria il paragonare una persona seria e meditativa come don Elia (almeno così appare da quel che scrive sul suo blog e non ho motivo per dubitare che dica la verita') ad un sacerdote un po' troppo sopra le righe come il Minutella... scusate, ma questo commento del sig. Marius mi ha dato piuttosto fastidio.
E comunque si legge nel brano da lei riportato che don Elia invita "padri e principi della Chiesa, membri del Sacro Collegio, Patriarchi, Vescovi tutti, Abati e Superiori Generali" ad andare a comunicare a Bergoglio che deve fare le valigie, non certo una persona del calibro di Minutella.

Anna Franzon ha detto...

finora comunque chi ha perso parrocchia stabilita fisica girare tutti in giorni come i zingari non avere piu lo stipendio essere diffamato deriso e se non fosse per il Caso..tanta gente sarebbe addormentata..ogni opinione e relativa e a tempo specie in televisione..poi da molti anni da un insegnamento catechistico non proprio ad hoc ha portato a una fede tiepida e soggettiva

Anonimo ha detto...

http://www.lanuovabq.it/it/eucaristia-ai-protestanti-ogni-diocesi-fa-le-sue-regole
Da questo articolo sembra che l'intercomunione in alcune zone della Germania sia già cosa fatta. Mic riprenderai la notizia? Grazie per il tuo prezioso lavoro.

Anonimo ha detto...

Anche a me sembra una gran cattiveria paragonare Don Elia al Minutella. Basta leggere "La Scure" per capire che non è così e va detto che la citazione riportata non è sua ma di un'altra persona che scrive sotto lo pseudonimo di Colombanus. Gli scritti di Don Elia hanno contribuito in maniera determinante alla crescita della mia fede, sono stati un supporto fondamentale per farmi capire molte cose utili e per mettermi al riparo da molti pericoli e mi dispiace molto vedere commenti che hanno il solo scopo di denigrare un sacerdote che potremmo portare ad esempio per rettitudine e fedeltà alla sana dottrina cattolica ed alla Chiesa di Cristo.
Regina sine labe originali concepta, ora pro nobis.
Ale

marius ha detto...

@ Anonimo18 luglio 2018 21:20

Al di là della differenza di personalità tra i due personaggi e la simpatia e antipatia che essi provocano agli uni e agli altri, o la riconoscenza che si può avere per l'uno o per l'altro, il dato oggettivo che li accomuna è la dichiarazione altisonante di eresia e di decadenza dall'ufficio petrino.

marius ha detto...

@ Ale 19 luglio 2018 09:05

Ale, chi metterebbe in evidenza sul suo sito uno scritto che non condivide senza neppure una breve nota per distanziarsene?

Ebbene, "don Elia" è stato da me privatamente reso attento su quel testo da me citato intitolato "Sedes apostolica vacans?“ di cui ho messo il link, ma senza alcun risultato tangibile.

marius ha detto...

... e poi andiamoci piano con il tacciare me di cattiveria: quel testo, che è di pubblico dominio in evidenza sulla colonna destra del blog, mica l'ho scritto io, e mica l'ho pubblicato io sulla Scure.

Come detto sopra, io ho provveduto anzitutto a rendere attento privatamente "don Elia", il curatore del blog, sulla grave problematicità del testo in questione. E qui non alludo al mio commento sulla Scure [marius 16 novembre 2016 10:20] in cui chiedevo ragguagli sull'autore, ma ad una lettera privata alla quale c'è stato un insoddisfacente seguito scritto da parte sua.

Capisco che essendo io "quantité négligeable" ci si possa anche permettere il lusso di snobbarmi. Vediamo se ora, diventando pubblica la faccenda (che pubblica comunque già era, anche se sopita nella rete), egli provvederà a sistemare la cosa. In caso contrario traetene voi le debite conseguenze...

Intanto rimane la plateale incongruenza tra "keep calm... e resta nell'ovile" e "sedes apostolica vacans".
La speranza è che nel frattempo ci sia stato un ripensamento ed una maturazione, che però finora non sarebbe esplicitata.

E se, come mi auguro, così fosse, bisogna tenere presente che chi legge il blog non può implicitamente ipotizzare un'evoluzione del pensiero quando il testo in questione non è inserito nella cronologia degli articoli, ma si trova invece nel posto dove si mettono i contributi che caratterizzano la linea editoriale del blog.


Emanuele ha detto...

Caro Marius,
poteva chiedere direttamente sul blog La Scure a padre Elia tra le domande postabili sotto l'articolo ultimo in questione, anziché mettere frasi un po prive di carità come "Beh, tra don Minutella e la Scure francamente passa una gran differenza?". Penso che padre Elia le possa rispondere in tutta franchezza. Come fa con tutti.

Con padre Elia abbiamo parlato personalmente del caso don Minutella e posso dirle che la posizione del padre è quella che emerge dall'articolo messo dalla signora Guarini in questo blog. Cosa ne pensasse prima chissà (fermo restando che non è lui l'estensore dell'articolo). Penso anche che nessuno è perfetto ed un ragionamento che si aveva prima possa modificarsi nel tempo, anche attraverso l'azione della Grazia che sempre ci assiste se siamo umili e docili.

Un caro saluto

Anonimo ha detto...

Sarebbe l'ora di svegliarsi incece di lamentarsi:

DAL SECONDO CONCILIO ECUMENICO, A COSTANTINOPOLI ( INFALLIBILE )


VI. Chi può essere ammesso ad accusare un vescovo o un chierico.

"Poiché molti volendo turbare e sconvolgere l'ordine ecclesiastico, da veri nemici e sicofanti, inventano accuse contro i vescovi ortodossi incaricati del governo della Chiesa, nient'altro cercando che di contaminare la buona fama dei sacerdoti e di eccitare tumulti tra i popoli che vivono in pace, è sembrato bene al santo concilio dei vescovi radunati a Costantinopoli di non ammettere gli accusatori senza previo esame, né di permettere a chiunque di poter formulare accuse contro gli amministratori delle diocesi, né, d'altra parte, di respingere tutti. Se, quindi, uno ha dei motivi privati, personali, contro il vescovo, perché sia stato defraudato, o perché abbia dovuto sopportare da parte sua qualche altra ingiustizia, in questo genere di accuse non si guardi né alla persona dell'accusatore, né alla sua religione. E’ necessario, infatti, assolutamente, che la coscienza del vescovo si conservi libera dalla colpa e che quegli che afferma di essere trattato ingiustamente, quali che possano essere i suoi sentimenti religiosi, ottenga giustizia. Se, però, l'accusa che si fa al vescovo ha attinenza con la religione in sé e per sé, allora bisogna tener conto della persona degli accusatori. In questo caso, primo, non si permetta agli eretici di formulare accuse contro i vescovi ortodossi in cose riguardanti la chiesa (per eretici intendiamo sia quelli che già da tempo sono stati pubblicamente banditi dalla Chiesa, sia quelli che poi noi stessi abbiamo condannato; sia quelli che mostrano di professare una fede autentica, ma in realtà sono separati e si riuniscono contro i vescovi legittimi). Inoltre, quelli che sono stati condannati, scacciati o scomunicati per vari motivi dalla Chiesa, sia chierici che laici, non possono accusare un vescovo, prima di essersi lavati della loro colpa. Analogamente non possono accusare un vescovo o altri chierici, coloro che siano sotto una precedente accusa, se prima non abbiano dimostrato di essere innocenti delle colpe loro imputate. Se, però, vi è chi senza essere eretico, né scomunicato, né condannato o accusato di alcun delitto, ha delle accuse in cose di chiesa contro il vescovo, questo santo sinodo comanda che questi presenti la sua accusa ai vescovi della provincia e dimostri davanti a loro la fondatezza delle accuse. Se poi i vescovi della provincia non sono in grado di correggere le mancanze di cui viene accusato il vescovo, allora gli accusatori possono adire anche il più vasto sinodo dei vescovi di quella diocesi (cioè il sinodo patriarcale), che saranno convocati proprio per questo. Non può però, essere ammesso a provare l'accusa, chi non abbia prima accettato per iscritto di subire una pena uguale a quella che toccherebbe al vescovo se nell'esame della causa si constatasse che le accuse contro il vescovo erano calunnie. Se qualcuno, disprezzando ciò che è stato decretato, osasse importunare l'imperatore, o disturbare i tribunali civili, o il concilio ecumenico, con disprezzo di tutti i vescovi della diocesi, la sua accusa non deve essere ammessa, perché egli ha disprezzato i canoni, ed ha tentato di sconvolgere l'ordine ecclesiastico."

DAVIDE TROIANO

marius ha detto...

poteva chiedere direttamente sul blog La Scure a padre Elia tra le domande postabili sotto l'articolo ultimo in questione, (...) Penso che padre Elia le possa rispondere in tutta franchezza. Come fa con tutti.

Come fa con tutti? Con quasi tutti.
Caro Emmanuele, La ringrazio per il suggerimento, ma io scrissi direttamente a don Elia anzitutto perché si trattava di una questione avente un addentellato non pubblicabile, e non da ultimo proprio perché in precedenza avevo fatto ripetutamente esperienza di non essere stato pubblicato con pretesti vari. In fondo rispondere in tutta franchezza ad una domanda da me posta con altrettanta franchezza in camera caritatis sarebbe stato per lui certamente molto più facile che non doverne render ragione in pubblico.

anziché mettere frasi un po prive di carità come "Beh, tra don Minutella e la Scure francamente passa una gran differenza?"

E dai! Prima la presunta cattiveria, ora la presunta mancanza di carità.
Anzitutto la Scure non è che sia sempre stato un fulgido esempio di linguaggio pacato e rispettoso nei confronti di tutti, e in tal senso l'accostamento con don Minutella non è per nulla fuori luogo. D'altro canto l'accostamento con don Minutella suona spregiativo solo per coloro che considerano spregiativamente quest'ultimo, non per gli altri. Considerando dunque la cosa dal punto di vista emotivo il risultato è di conseguenza molto labile e soggettivo.
Ma chi mi conosce ben sa che la mia attenzione è sempre concentrata sui contenuti testuali. Perciò non posso che ripetere quanto già specificato sopra ad anonimo 18 luglio 2018 21.20, cioè che, al di là dell'aspetto emotivo, delle differenti personalità ecc..., "il dato oggettivo che li accomuna è la dichiarazione altisonante di eresia e di decadenza dall'ufficio petrino."

Con padre Elia abbiamo parlato personalmente del caso don Minutella e posso dirle che la posizione del padre è quella che emerge dall'articolo messo dalla signora Guarini in questo blog.

Mi fa piacere, come già sopra mi auguravo a livello di ipotesi, quel che mi racconta che la posizione del padre è quella che emerge dall'articolo messo dalla signora Guarini in questo blog. In tal caso non gli rimarrà che -come sopra auspicavo- fare in un certo senso pulizia in casa propria come primo positivo effetto del predicare al pubblico della rete.

Cosa ne pensasse prima chissà (fermo restando che non è lui l'estensore dell'articolo). Penso anche che nessuno è perfetto ed un ragionamento che si aveva prima possa modificarsi nel tempo, anche attraverso l'azione della Grazia che sempre ci assiste se siamo umili e docili.

Come dicevo sopra, quando un pensiero è inserito nella cronologia dell'archivio blog si può evincere implicitamente una modificazione del pensiero nel tempo (tanto meglio se questa modificazione viene anche esplicitata), ma se il pensiero è esposto nella colonna dei contenuti in evidenza definenti la linea editoriale del blog, allora questa supposizione non può sussistere. È necessaria un'azione chiarificatrice dell'amministratore del blog, vuoi lo stralcio oppure una nota previa ecc.

mic ha detto...

Vorrei riportare la discussione al nocciolo della questione. E tutto sommato la pianterei con le pulci a don Elia. Se anche in passato ha ritenuto di ospitare un certo articolo, ciò che fa fede è l'oggi e tutti possiamo giovarci delle rilessioni rese possibili dall'articolo di cui si sta discutendo.