mercoledì 4 luglio 2018

La Mafia di San Gallo

Pubblichiamo l'inizio del libro Il Papa dittatore [qui] definito "la storia segreta del papato più tirannico e senza scrupoli dei tempi moderni". L’autore, Marcantonio Colonna (pseudonimo) si è laureato all’Università di Oxford e possiede una profonda esperienza nell’ambito della ricerca storica e in altri campi. Risiede a Roma fin dall’inizio del pontificato di Papa Francesco, e il suo libro è frutto di stretti contatti con molte persone che lavorano in Vaticano. 
Vedi precedente qui. E sulla mafia di San Gallo qui. Il mafia-club è stato citato anche in una analisi di Georg Gänswein: Benedetto XVI, la fine del vecchio, l'inizio del nuovo (nostre osservazioni qui)

Potete ingannare tutti per qualche tempo, o alcuni sempre, 
ma non potete ingannare tutti per sempre. Abramo Lincoln

Danneels svela tutto durante un’intervista televisiva 

Dopo più di quattro anni di Papa Francesco Bergoglio, si dice con più frequenza e sempre più apertamente, che la strana situazione odierna del Vaticano assomiglia a niente di meno che a un romanzo di Dan Brown, in cui si intrecciano cospirazioni di eminenti prelati, scandali sessuali e finanziari, e loschi interessi bancari internazionali. Mentre molti si augurano che Papa Francesco ammorbidisca gli insegnamenti e le pratiche tradizionali della Chiesa, è stata data sorprendentemente poca attenzione a un commento di uno dei prelati più importanti e influenti del mondo occidentale, e cioè che Bergoglio è stato eletto dalla “mafia” liberale, un gruppo di vescovi e di cardinali progressisti che per anni ha agito per centrare proprio questo obbiettivo.

Lungi dall’essere un’accusa mossa dai conservatori della Chiesa, il termine è stato usato per la prima volta in un’intervista televisiva 1 nel settembre 2015 dal Cardinal Godfried Danneels, arcivescovo emerito, ma ancora molto influente, di Bruxelles-Mechelen. Danneels ha affermato di aver fatto per anni parte di questo gruppo che si era opposto a papa Benedetto XVI durante tutto il suo pontificato. Il gruppo ha lavorato, egli ha detto, per favorire la formazione di una Chiesa Cattolica “molto più moderna” e per far eleggere papa l’arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio. Un esame degli antefatti di queste straordinarie dichiarazioni può dare un’idea della natura dell’attuale politica ecclesiastica, in particolare dei gruppi episcopali europei liberali

La Mafia di San Gallo: cos’è, quando si è formata, per opera di chi e perché 

“Il gruppo di San Gallo è un modo di dire elegante”, ha dichiarato Danneels, gradendo le risate del pubblico dal vivo. “Ma in realtà chiamavamo noi stessi e quel gruppo: ‘la mafia’”. Il cardinale parlava in un programma televisivo belga. Nel breve video caricato su Internet contenente le dichiarazioni di Danneels, una voce fuori dal campo ha sintetizzato la natura del gruppo che “si incontrava ogni anno dal 1996” a San Gallo, in Svizzera, originariamente su invito del vescovo della città, Ivo Fürer, e del famoso Gesuita italiano e accademico, l’arcivescovo di Milano, il cardinale Carlo Maria Martini.

“Insieme hanno organizzato la ‘resistenza’ segreta contro il Cardinale Ratzinger, che a quel tempo era il braccio destro di Giovanni Paolo II” , come capo della Congregazione per la Dottrina della Fede. “Quando papa Giovanni Paolo II è morto nel 2005, il gruppo aveva già spinto alla ribalta l’attuale papa [Francesco]” , anche se questo primo tentativo di mettere Jorge Mario Bergoglio sul soglio è fallito. Quando ha dovuto fare i conti con l’elezione di Ratzinger come Papa Benedetto XVI, “Danneels non ha potuto nascondere la sua delusione” , dice il narratore.

Danneels aveva rilasciato l’intervista per promuovere la sua biografia autorizzata e ha aggiunto che il gruppo San Gallo vantava vescovi e cardinali, “troppi da elencare”. Ma tutti avevano lo stesso obiettivo comune: l’attuazione di un programma “liberale/progressista” in opposizione a Papa Benedetto e all’orientamento di un moderato conservatorismo dottrinale. Sebbene più tardi si sia negato che il gruppo fosse segreto, Danneels aveva detto: “si discuteva molto liberamente; non si faceva mai nessuna relazione di modo che tutti potessero sfogarsi”. Il programma ha intervistato il biografo di Danneels,Jurgen Mettepenningen, il quale ha affermato che nel 2013, con l’abdicazione di Benedetto, “si può dire che grazie alla sua partecipazione a quel gruppo, il cardinale Danneels sia stato uno dei pionieri della scelta di Papa Francesco”.

Gli autori della biografia di Danneels hanno classificato le preoccupazioni del gruppo in “la situazione della Chiesa” , “il primato del Papa” , “la collegialità” e “la successione di Giovanni Paolo II”. Il vaticanista inglese Edward Pentin scrive [nostra traduzione qui] che essi “hanno anche dibattuto del centralismo nella Chiesa, della funzione delle conferenze episcopali, dello sviluppo del sacerdozio, della morale sessuale [e] della nomina dei vescovi”. Uno schema più o meno identico a quello che doveva essere pubblicato per i due Sinodi sulla Famiglia convocati da Papa Francesco nel 2014 e nel 2015.

La biografia autorizzata del cardinale è stata scritta da Mettepenningen insieme a Karim Schelkens. Poiché si tratta di uno dei più influenti prelati cattolici in Europa e di una delle voci più importanti del dominante fronte liberale dell’episcopato europeo, la biografia di Danneels rivestiva un grande interesse pubblico. Affinché non si pensasse che il cardinale stesse scherzando, l’esistenza e gli scopi generali della “mafia” di San Gallo sono stati confermati il giorno successivo da Schelkens in un’intervista a una stazione radio locale di San Gallo.

Pentin ha sintetizzato sulle pagine del National Catholic Register: “Le personalità e le idee teologiche dei membri talvolta differivano, ma una cosa li univa: la loro opposizione all’allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Joseph Ratzinger”.

Pentin ha scritto: “Il gruppo voleva una drastica riforma della Chiesa, molto più moderna e aggiornata, con Jorge Bergoglio, Papa Francesco, come capo. Hanno ottenuto quello che volevano”. Pentin ha aggiunto in un articolo successivo che anche se il gruppo di San Gallo ha ufficialmente terminato le sue riunioni nel 2006, non c’è dubbio che la sua influenza sia continuata nel 2013. “Si può asserire con sicurezza che esso ha contribuito a formare una rete che ha spianato la strada, quanto meno favorendolo, al Cardinale Bergoglio nel conclave sette anni dopo”. Nel 2015, Paul Badde scrittore tedesco ed esperto delle questioni concernenti il Vaticano ha confermato tutto ciò, sostenendo di aver ricevuto “informazioni attendibili” che tre giorni dopo la sepoltura del papa Giovanni Paolo II, i cardinali Martini, Lehmann e Kasper dalla Germania,Bačkis dalla Lituania, van Luyn da Paesi Bassi, Danneels da Bruxelles e Murphy O’Connor da Londra “si sono incontrati nella cosiddetta Villa Nazareth a Roma, casa del cardinale Silvestrini, il quale ormai non era più eleggibile; hanno poi discusso in segreto una tattica per evitare l’elezione di Joseph Ratzinger”.

Seguendo le rivelazioni di Danneels, dalla diocesi di San Gallo è saltata fuori una lettera piuttosto confusa che ha parzialmente ritrattato l’affermazione secondo cui il gruppo avrebbe influenzato l’abdicazione di Papa Benedetto. La lettera ha confermato che l’elezione di Jorge Bergoglio come Papa Francesco nel 2013 “corrispondeva all’obiettivo perseguito a San Gallo”, rilevando che queste informazioni provenivano dalla biografia del cardinale Danneels. “Questo è confermato dal vescovo Ivo Fürer”, continuava la lettera, il quale ha dichiarato che la sua “gioia per la scelta dell’Argentino non è mai stata un segreto”...

28 commenti:

irina ha detto...

Non so quale utilità possa esserci a riproporre questo libro di un autore che scrive sotto pseudonimo, sottacendolo, collegando solo alcuni fatti tra loro.
Qui c'è molto di più della mafietta di San Gallo. Riporto il ridicolo, a mio parere:

"...Danneels aveva detto: “si discuteva molto liberamente; non si faceva mai nessuna relazione di modo che tutti potessero sfogarsi”. .."

Che dei vescovi e cardinali si mettano a fare terapia di gruppo oltre che far pena per loro, rafforza nel convincimento che da mo' la chiesa era bollita.

C'è sicuramente del vero, cioè è una storia verosimile, ma non è la verità a mio parere, è una storia convenuta che dice alcune cose tacendone altre più importanti, per dare l'impressione che alcuni fossero i cattivi ed altri i buoni.

Dobbiamo, a mio parere, capire che il corpo della lumaca è stato tutto estratto dal guscio, che chiamiamo ancora chiesa, ed è stato riempito da un corpo protestante, sincretista, ateo de sinistra.

Anonimo ha detto...


OT iL dilettantismo dei 5 Stelle sta per far danni gravi in economia

E la Lega deve subire il c.d. "decreto dignità", animato dalle migliori intenzioni di giustizia sociale, ma, per come è stato concepito (il datore di lavoro visto sempre come un nemico da combattere e spolpare), capace di assestare un grave colpo alle nostre imprese artigiane. Si vogliono ripristinare vincoli che renderebbero assai "legnoso" il nostro mercato del lavoro.
Vedi articolo di oggi su il Giornale.
Anche il famoso taglio delle pensioni "d'oro" sembra una misura similmente astratta. "Risparmiamo un miliardo per darlo alle pensioni più basse". Ma le pensioni più basse sono milioni, ogni pensionato, da questo risparmio, avrebbe in tasca solo pochi spiccioli in più al mese, una cosa da ridere. Non sarebbe meglio, allora, risparmiare il miliardo e basta, diminuendo così il deficit dell'INPS? I "tagli" poi difficilmente sopravviverebbero ai ricorsi alla Corte Costituzionale, per come sono concepiti.
Vige il concetto della "parità di trattamento", applicato dalle Corti in modo rigido, il che impedisce ai governi di cambiar politica, diminuendo quelli che sembrano diventati oggi privilegi, anche se si basano su diritti acquisiti. I giuristi allora consigliano di "tagliare" in modo da investire tutta una determinata "categoria", sì da evitare i famosi ricorsi. Così oltre alle "pensioni d'oro" Di Maio dovrebbe tagliare gli stipendi degli assessori regionali, che sicuramente bassi non sono. Ma si attirerebbe l'odio di costoro e dei gruppi dirigenti delle regioni italiane, cosa politicamente pericolosa, oggi.
Z.

Anonimo ha detto...


I cardinali nominati quali appartenenti alla autodefinitasi "mafia di S. Gallo" sono quasi tutti o sono stati "gay-friendly", per così dire, in particolare il card. CM Martini SJ, le cui scandalose dichiarazioni pubbliche in favore dell'apertura alla omosessualità e in generale alla rivoluzione sessuale sono ben note.
H.

Giovanni Evangelista ha detto...

Daneels, Kasper ,Van Luyn, tutti condottieri di realtà cattoliche fiorentissime, traboccanti di Fede e di Vocazioni Religiose.
L'unico modo per avere ancora qualcuno nelle loro chiese è dare la Comunione ad Adulteri e Protestanti.

Zio Paulie ha detto...

Sembra un gioco delle parti.
Ratzinger, per cui non ho particolare stima (ma io non sono nessuno), è stato estromesso anche per la sua avversione ai "lupi" (pedofili? Probabile).
Questo Daneels, che ha cospirato "ab antiquo" contro Ratzinger e ha promosso Bergoglio, vicario dei mondialisti, è stato interrogato dalla polizia belga per l'affare Dutroux (un lupo tra i peggiori: ma, dietro di lui, creature ancor più mostruose: molto significative alcune sue allusioni, neanche troppo velate).
Si noti, tuttavia, che Bergoglio ha anche parlato di una "lobby gay" all'interno della Chiesa.
Eppure, "Il vaticanista inglese Edward Pentin scrive [nostra traduzione qui] che essi “hanno anche dibattuto del centralismo nella Chiesa, della funzione delle conferenze episcopali, dello sviluppo del sacerdozio, della morale sessuale [e] della nomina dei vescovi”. Uno schema più o meno identico a quello che doveva essere pubblicato per i due Sinodi sulla Famiglia convocati da Papa Francesco nel 2014 e nel 2015".
"Morale sessuale". Come scritto da Don Curzio, libertinismo e liberalismo vanno insieme. Il chicco di neve diventa valanga, nel tempo.

Anonimo ha detto...


Ma che bello :

https://www.corriere.it/cronache/18_luglio_04/don-giuliano-si-sposa-paolo-e43de68a-7f5d-11e8-8b30-21507ef7c055.shtml

Anonimo ha detto...

L'autore non è più anonimo, è un ex prof di Oxford che è stato minacciato e silenziato, ma il libro è stato un successone e adesso con Amazon si acquista velocemente......sto leggendo il libro di Pepinster The keys and the kingdom e, pur essendo giornalista del Tablet, qualche sassolino se lo toglie e coinvolge, oltre alla mafia sangalliana, cita addirittura la famiglia Windsor moooooolto intrigata in varie associazioni cosiddette benefiche, solo per loro che ci guadagnano, e gli intrallazzi per scalzare Ratzinger inviso a Clinton, data per sicura vincitrice delle elezioni USA ed ancor prima da Obama ed ONU, ricordatevi che il principe Filippo è a capo dell'UNCHR e non tralasciate il suo grado di gran maestro, datosi che la regina, in quanto donna, non può ricoprire la carica, ad ora è il duca di Kent, succeduto a Lord Mountbatten, l'ultimo viceré dell'India, sì, proprio quello fatto saltare in aria col suo yacht e i suoi ingombranti segreti. Ribadisco, il complotto per far fuori Benedetto XVI, se non fisicamente, politicamente era perseguito da molti dei powers that be che lo ritenevano un duro ostacolo ai loro piani di globalizzazione.......

Aloisius ha detto...

Ma anche Ganswein ha raccontato la storia della 'mafia San Gallo', parlandone pubblicamente.
Comunque più si va avanti, più mi sembra evidente che l'elezione di Bergoglio, prima e durante il conclave, a prescindere dalle prove, ha qualcosa di oscuro, molto oscuro.

Oscurita' confermata dall'armonia tra le varie ricostruzioni e le 'novità dottrinali' di questo papato.
Novità e 'aria fresca' che doveva riguardare anche le famose riforme su finanze e scandali vari.
Ma non mi sembra che siano arrivate.
Ai familiari della Orlandi, Bergoglio ha detto che Emanuela 'sta in cielo', ma sull' orribile e inconfessabile verità, che i familiari cercano da molti anni, la solita cappa di piombo (e sappiamo che Bergoglio e' maestro nell'arte di non rispondere).

Ma per i modernisti la verità non conta, l'importante e' che la massa, resa malleabile dall'opera pluriennale di protestantizzazione, sia convinta - e lo è - che il male nella Chiesa e' stato causato da coloro che difendono la sana dottrina, esponenti di una Chiesa arcigna e matrigna cattiva piena di gabbie dogmatiche che li ha resi cattivi e che ora, per nascondere le loro malefatte, si oppongono alle 'riforme di Francesco'.

Anonimo ha detto...

@ Irina " il corpo della lumaca è stato tutto estratto dal guscio, che chiamiamo ancora chiesa, ed è stato riempito da un corpo protestante, sincretista, ateo de sinistra" : perfetta similitudine Irina, ma bisogna aggiungere che lo sfratto alla lumaca hanno cominciato a darlo nel lontano 1958, non nel 2013, e che gli esecutori erano Roncalli e Montini. Il loro "conciliabolo", poi, è stato il vero e proprio cavallo di Troia che ha permesso ai barbari di incendiare la città, ai pirati di dirigere la barca verso gli scogli... ed ora siamo tra le macerie fumanti, stiamo per affondare definitivamente. Si salvi chi può, quindi, da questa generazione perversa di falsi chierici, facciamo aprire gli occhi almeno ai nostri cari, anche se ci sarà sempre qualche "moglie di Lot" che vorrò volgersi indietro, tradita dalla nostalgia del falso buonismo, ipocrita suicida.

Gederson Falcometa ha detto...

Per il Gran Maestro Venzi, papa Francesco è un “tiranno illuminato”
https://www.corrispondenzaromana.it/per-il-gran-maestro-venzi-papa-francesco-e-un-tiranno-illuminato/

Gederson Falcometa ha detto...

«Non possiamo governare i nostri fedeli, se non combattiamo - con zelo divino - coloro che sono malvagi e corruttori» S. Leone Magno

I malvagi e corrutori nella Chiesa Conciliare hanno piena libertà. Benedetto XVI per l'occasione della morte del cardinale Martini ha fatto un'omilia elogiosa nei confronti del cardinale defunto. Non ha la virtù della giustizia chi onora una persona che non lo merita. Il Il cardinale Martini mai è stato un buon cardinale.

irina ha detto...

A me dispiace, profondamente, il solo pensare che sacerdoti abbiano vissuto divisi in se stessi lungo tutta la loro vita sacerdotale e, che molti di loro abbiano portato avanti, in questa scissione interiore, un piano rivoluzionario nascosto, al quale hanno dedicato tutte le cure che avrebbero dovuto dedicare al Signore , alla Sua Parola integra presso i fratelli e alla cura della loro anima con il sì sì no no.
Aver tradito il Signore, i fratelli, se stessi, a mio parere, è stato per loro crearsi l'inferno, con le proprie mani, fin da qui.

Anonimo ha detto...

Durissimo atto di accusa verso l'attuale ESTABLISHMENT a capo della Chiesa Cattolica, definita "una cricca di eretici", una sorta di loggia, di associazione a delinquere, da Mons. Livi, Docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Lateranense.
«Per più di cinquant’anni i teologi eretici, malvagi, hanno cercato ci conquistare il potere, e adesso ci sono riusciti. È per questo che parlo di eresia al potere». Bisogna dare atto a monsignor Antonio Livi, già teologo dogmatico alla Pontificia Università Lateranense, firmatario della “correctio filialis” rivolta a Papa Francesco, di saper parlare chiaro. L’intervista video concessa in lingua italiana il 2 maggio 2018 alla rivista “The Wanderer” è stata trascritta e pubblicata sul “Courrier de Rome” n° 611 di giugno 2018. È un’intervista significativa, nella quale il teologo si dice “perseguitato” (le librerie cattoliche non espongono la rivista che dirige) perché permette di comprendere la natura delle critiche più profonde all’attuale pontificato e rivela una volta di più come esse abbiano origine in una critica a tutti i Pontefici del Concilio e del post-concilio. Le schermaglie interpretative su Amoris laetitia o sulle dubbie affermazioni attribuite a Francesco da qualche illustre intervistatore segnano il passo e stanno lasciando spazio all’emergere di una vena di dissenso più profonda e radicale, che mette in discussione il Vaticano II e tutti i successori di Pietro che l’hanno indetto, guidato, condotto a compimento e applicato.


Nelle prime due risposte dell’intervista Livi parla dell’elezione di Francesco definendola “orchestrata”. Alla domanda sul perché il Papa non si renda conto che la sua pastorale «conduce a una Chiesa moribonda», il teologo risponde: «Perché lui è stato eletto proprio per questo. L’ha detto lui stesso: "i miei fratelli cardinali mi hanno eletto perché io mi occupassi dei poveri e perché portassi avanti la riforma". In realtà, fu il gruppo dei teologi di San Gallo, in Svizzera, Godfried Danneels, Walter Kasper e altri, che già in occasione dell’elezione di Benedetto XVI aveva l’idea che il Papa che avrebbe potuto far avanzare la riforma nella Chiesa, nel senso luterano del termine, poteva essere lui, Bergoglio». Il quale vorrebbe, a detta di Livi, «una Chiesa senza sacerdozio, una Chiesa senza magistero, una Chiesa senza dogmi, una Chiesa senza un’interpretazione ufficiale della Sacra Scrittura, lasciata in mano a persone che la interpretano secondo lo spirito, presunto, che essa suggerisce loro».

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Anonimo ha detto...

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Quindi Livi, a proposito del conclave, si dice «assolutamente sicuro» che l’elezione di Francesco sia stata «orchestrata». Per il monsignore «si tratta di una certezza storica. Le certezze storiche si sono sempre basate sulle testimonianze» e sul fatto che «non c’è nessuno che abbia avanzato una tesa diversa». «Se penso al cardinale Kasper che era già eretico prima e voleva distruggere la santa messa, il matrimonio, la comunione e il Diritto canonico, e che adesso il Papa dice che è il suo teologo per eccellenza e gli fa organizzare il Sinodo per la famiglia, dico a me stesso: qui c’è qualcosa di totalmente orchestrato». E ancora: «si capisce che si tratta di un piano molto ben orchestrato, che non data da oggi, ma dagli inizi degli anni Sessanta. Per più di cinquant’anni i teologi eretici, malvagi, hanno cercato ci conquistare il potere, e adesso ci sono riusciti. È per questo che parlo di eresia al potere. Non sono i papi ad essere eretici; non ho mai detto questo di nessun Papa. I Papi hanno subito questa influenza e non vi si sono opposti. Essi hanno seguito quell’idea folle di Giovanni XXIII che diceva: affermiamo la dottrina di sempre, ma senza condannare nessuno. È impossibile; la condanna fa parte dell’esplicitazione del dogma».

Lasciando da parte l’accusa di eresia verso Walter Kasper, pronunciata con ferrea sicurezza da Livi (ricordiamo, per inciso, che Kasper è un vescovo e un cardinale di Santa Romana Chiesa, eletto e creato da san Giovanni Paolo II e mantenuto nel suo incarico da Benedetto XVI e che i suoi scritti non sono mai stati oggetto di pubblica censura da parte della Congregazione per la dottrina della fede), la certezza circa il conclave “orchestrato” appare assai debole dal punto di vista storico. Che cosa significa “orchestrare” un’elezione? Che ci sono cardinali i quali tra di loro parlano su quello che ritengono il candidato migliore, come è sempre avvenuto prima e durante ogni elezione pontificia? La Chiesa da secoli ha stabilito che non possa essere eletto il Papa di una parte, ma che sia sempre necessaria la maggioranza dei due terzi dei consensi.

Uno sguardo alla storia dell’ultimo secolo fa comprendere come siano state quattro le elezioni pontificie avvenute nel giro di sole 24 ore, dunque con notevole rapidità e con il coagularsi del consenso della stragrande maggioranza degli elettori attorno a un candidato. I conclavi più rapidi degli ultimi cento anni sono stati quelli di Pio XII (1939), Giovanni Paolo I (1978), Benedetto XVI (2005) e Francesco (2013): tutti “orchestrati”, data la loro sorprendente rapidità? Se è da ritenere “orchestrata” l’elezione di Jorge Mario Bergoglio perché un gruppetto di porporati potrebbe aver deciso deciso di puntare su di lui prima che si chiudessero le porte della Cappella Sistina, lo stesso si deve dire – come minimo - per tutti i conclavi-lampo precedenti. A meno di non pensare che nel 2005, ad esempio, i cardinali si siano radunati senza mai essersi scambiati delle idee tra di loro e improvvisamente, per impulso dello Spirito Santo, più dei due terzi di loro abbia scritto «Joseph Ragtzinger» sulla scheda.
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Anonimo ha detto...

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A proposito dell’«eresia al potere», monsignor Livi precisa: «Mi riferisco non a delle persone che professano formalmente l’eresia, perché se si trattasse di autorità ecclesiastiche sarebbero tutte scomunicate e perderebbero il loro ruolo, ma a delle eresie che sono professate formalmente e con insistenza da dei teologi che hanno avuto molto potere all’inizio del concilio Vaticano II, grazie o a causa di Giovanni XXIII, e poi nel post-concilio, poiché tutti i papi hanno continuato a trattare con rispetto questi teologi eretici. Certuni, come Benedetto XVI, sia come Prefetto della Congregazione per la fede, sia come Papa, hanno mantenuto una posizione ortodossa e pia nell’adorazione di Dio e nel rispetto della sacralità dell’Incarnazione, ma in definitiva anch’essi erano uniti effettivamente a questi teologi eretici. Quando Benedetto XVI, come Papa, parla di Karl Rahner, dice semplicemente che entrambi erano d’accordo per aiutare i vescovi ad orientare il Concilio in una certa direzione, una direzione orribile, e solo in seguito si sono separati solo per certi disaccordi». Come si vede da Papa Giovanni a Papa Ratzinger tutti i Pontefici sono uniti ai teologi “eretici”, secondo Livi.

Il teologo ex docente della Lateranense così critica Benedetto XVI: «Io sono un esperto di logica e posso solo esaminare una proposizione, un metodo, e in questo dico delle cose che sono assolutamente vere e incontestabili. Quando critico le tendenze all’eresia di Benedetto XVI, non ignoro che è un santo e che ha fatto molte cose buone nella pastorale per la Chiesa e che ha sempre avuto buone intenzioni. Ma questo non toglie nulla al fatto che ha sempre manifestato della simpatia per il neo-modernismo, che consiste sostanzialmente in due cose: ignorare la metafisica e volere spiegare il dogma con dei criteri ermeneutici basati sull’esistenzialismo e la fenomenologia». Papa Ratzinger simpatetico con il neo-modernismo, anch’egli sarebbe venuto meno alla difesa del dogma.

Per Livi «da dopo Giovanni XXIII si ha l’idea che la pastorale della Chiesa consista nel tradurre il dogma in un linguaggio comprensibile, accettabile per l’uomo moderno – cosa che è un mito, una fantasia - e nel trovare il bene anche nelle posizioni teoretiche più contrarie al dogma. Io ritengo che si tratti di una pastorale che, in quanto tale, è erronea e nociva per la Chiesa». Il teologo aggiunge di non ritenere la teologia di Joseph Ratzinger una «via d’uscita dalla crisi della Chiesa», «a causa di ciò che ho già detto. Già nella “Introduzione al Cristianesimo” egli dimostrava una cultura cattolica sotto l’influenza della cultura protestante, e nella teologia egli agiva già sulla base della scelta di combattere il neo-tomismo e la neo-scolastica, con i loro preambula fidei e la teologia naturale». Secondo Livi Benedetto XVI «ha prodotto dei documenti che derivano più dalla teologia che dal magistero. Se si fa della teologia e si mette il proprio lavoro sullo stesso piano di quello dei teologi, non si fa più del magistero, che consiste nel riproporre il dogma e spiegarlo. Le sue encicliche sono al 90% della pura teologia».

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Anonimo ha detto...

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Il teologo dogmatico critica anche l’invito ai non credenti, fatto proprio da Papa Ratzinger, affinché vivano «come se Dio esistesse». «Con il più grande rispetto per il cardinale Ratzinger – che in seguito ha ripetuto la stessa cosa come Papa – si tratta di una sciocchezza. Non si può presentare agli uomini l’esistenza di Dio come fosse un’ipotesi. Questo è solo fideismo».

Proprio questo punto permette a Livi di esprimere il suo pensiero su una questione cruciale: «Colui che ammette l’ipotesi – sia il Papa sia gli atei – nega una verità sapendo che è una verità. Nessuno può convincermi che vi sia veramente qualcuno che, apoditticamente, neghi l’esistenza di Dio. In Francia, negli anni sessanta, Étienne Gilson, mio maestro, scrisse un libro, L'Athéisme difficile, nel quale affermava che per un filosofo è impossibile affermare che Dio non esiste. La fonte della filosofia mondiale, che viene dalla Grecia, parte dal presupposto che Dio esiste». Per l’ex professore della Lateranense, «pensare che l’uomo moderno sia ateo è falso, mi sembra. Ogni uomo ha la certezza che Dio esiste, sulla base del senso comune». Qui sta l’origine della critica serrata alla Chiesa post-conciliare che accomuna Livi ad altri esponenti del mondo cosiddetto tradizionalista: l’aver abbandonato la neo-scolastica, grazie alla quale – sembra voler affermare il teologo - si “dimostrava” a chiunque passasse per la strada che Dio esiste grazie al ragionamento, perché «per un filosofo», qual è lo stesso intervistato, «è impossibile affermare che Dio non esiste».

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Anonimo ha detto...

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Livi sembra non voler comprendere che quanto egli bolla sbrigativamente come “neo-modernismo” accomunando in un sol fascio teologi e Papi, rappresenta invece il tentativo di risposta alla drammatica domanda su come si annuncia il Vangelo in una società che comincia a vivere come se Dio non esistesse. È questa domanda che sta alla base del Concilio, dell’aggiornamento voluto da Giovanni XXIII, dell’intenso dialogo con il mondo voluto da Paolo VI e continuato dai suoi successori. Come affermava Benedetto XVI nel discorso ai vescovi del Portogallo (Fatima, 13 maggio 2010): «Quando, nel sentire di molti, la fede cattolica non è più patrimonio comune della società e, spesso, si vede come un seme insidiato e offuscato da “divinità” e signori di questo mondo, molto difficilmente essa potrà toccare i cuori mediante semplici discorsi o richiami morali e meno ancora attraverso generici richiami ai valori cristiani. Il richiamo coraggioso e integrale ai principi è essenziale e indispensabile; tuttavia il semplice enunciato del messaggio non arriva fino in fondo al cuore della persona, non tocca la sua libertà, non cambia la vita. Ciò che affascina è soprattutto l’incontro con persone credenti che, mediante la loro fede, attirano verso la grazia di Cristo, rendendo testimonianza di Lui». Non bastano i ragionamenti filosofici e le dimostrazioni logiche, per quanto cristalline e pronunciate da una cattedra di dogmatica rigorosamente neo-tomista. Non bastano oggi, nella società “liquida” e scristianizzata, ma a ben guardare non bastavano duecento o duemila anni fa. È un’altra infatti la dinamica che emerge dai Vangeli.

«All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea - ha scritto Benedetto XVI all’inizio dell’enciclica Deus caritas est - bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva». Il cristianesimo, aveva precisato nell’omelia funebre per don Luigi Giussani, «non è un sistema intellettuale, un pacchetto di dogmi, un moralismo», ma «è un incontro; una storia d'amore; è un avvenimento».

Un’ultima considerazione, infine, circa la «persecuzione» di cui Livi si dice vittima: «Va di peggio in peggio; e questa persecuzione si giustifica con certe affermazioni imprudenti dell’attuale Papa. Tutti quelli che sono fedeli alla dottrina, al Diritto canonico, e vogliono che le certezze della fede non vengano messe da parte, sono apertamente accusati di eresia». A parte il fatto che ad accusare di eresia gli altri qui è soltanto Livi, forse una maggiore cautela nelle parole da utilizzare sarebbe auspicabile: in un tempo in cui tanti cristiani soffrono e vengono davvero perseguitati e spesso uccisi in odio alla fede, parlare di «persecuzione» perché qualche libreria si rifiuta di esporre in vetrina le tue riviste suona un po’ eccessivo.
(Marcello Mascia su Fb)

irina ha detto...

"... rappresenta invece il tentativo di risposta alla drammatica domanda su come si annuncia il Vangelo in una società che comincia a vivere come se Dio non esistesse..."

La società, a parer mio, ha iniziato a vivere, e ha vissuto e vive, come se Dio non esistesse ogni qual volta la Chiesa in alcuni suoi rappresentanti, pochi o tanti che fossero, ha vissuto e vive come se Dio non esistesse, dandone l'esempio con parole e fatti alla società.

irina ha detto...

"...«All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea - ha scritto Benedetto XVI all’inizio dell’enciclica Deus caritas est - bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona..."

Questa Persona ha un nome, Gesù Cristo; di solito è Lui che decide 'l'incontro' e lo decide a Suo insindacabile giudizio, su persone, tempi, spazi, modalità. C'è chi lo incontra nella preghiera, chi sul marciapiede, chi sui Testi, chi mai. L'unica certezza per noi è aver del Signore Gesù Cristo qualche nozione fondamentale fin da piccoli, tipo il concetto del 'rinuncio' battesimale e dell'Amor di Dio, Uno e Trino, e amor del prossimo. Poi ognuno ha la su strada, non prevedibile neanche da lui stesso, camminando sulla quale imparerà quello che deve imparare, rinunciando ed amando, e dove il Signore Gesù Cristo gli si manifesterà a Suo tempo e Suo luogo.

Oggi come mai, a mio parere, invece è vitale portare incontro ai giovani un'etica rigorosa e grandi idee e non limitarsi a ripetere le banalità mondane che portano solo sempre più in basso, perchè su questa strada si può solo incontrare il principe di questo mondo, con buona pace delle interpretazioni della teologia aggiornata.

Anonimo ha detto...

OT secondo news freschissime su the Post online, el jefe celebrerà una messa il 6 p.v. per i migranti ed ha scritto una lettera personale a Conte perché riapra i porti ed accolga tutti, Feltri ed altri stanno prendendo posizione, ma ditemi se questa non è una pesantissima ingerenza nella politica italiana, non dimenticatelo nella prossima dichiarazione, mai più 8x1.000 a questa banda o magna latrocinia, se preferite.....

Anonimo ha detto...

Business migranti.
E' stato arrestato l'ex deputato siciliano Onofrio Fratello.
Gestiva 4 centri ad Alcamo.
Predicava l'accoglienza

Anonimo ha detto...

Pubblicamente consacrato a SAT 2000 "padre Enzo "....quanto sono utili 'sti salotti signora mia... la televvisione e' tutto'nsalotto ...
Enzo Bianchi, fondatore della Comunità Bose, è ospite di Lucia Ascione a Bel tempo si spera.
https://www.youtube.com/watch?v=xjgf5YW1RSo

Gederson Falcometa ha detto...

"...«All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea - ha scritto Benedetto XVI all’inizio dell’enciclica Deus caritas est - bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona..."

Il problema è che BXVI ha incontrato un Gesù che non ha fatto un sacrifizio espiare i nostri peccati. Bergoglio a sua volta sembra trovare Gesù nei poveri, negli immigranti e in generale nei bisognosi, ma l'incontra nell'Eucarestia. Lo stesso Bergoglio ha detto di non credere in uno Dio Cattolico. Forse, il suo Dio sia anonimo. Me sembra che se può chiamare di Cristo anonimo, il Cristo che lui incontra negli poveri, immigranti ecc. È il Cristo del cristianesimo anonimo di Karl Rahner.

irina ha detto...

@ Gederson Falcometa

Ha detto benissimo, Gesù Cristo lo si incontra nella Eucarestia. Inoltre mistici o chiunque altro, scelto dal Signore Gesù Cristo, hanno visto e parlato proprio con Gesù Cristo o con la Sua Madre Santissima o con un Santo.

Poi tutti possiamo dire di vedere Gesù Cristo in qualcosa o qualcuno che per certe sue caratteristiche lo accomunano, per noi in quel frangente, a Lui, può essere anche un'alba o un bambino o un fiore o un vecchio o un migrante; per Ratzinger è una persona, prossimo che incontri e ti consiglia di far così e così, questo consiglio lo verifichi, ti fa ottenere buoni risultati e dici, chi mi ha consigliato è Gesù, l'ha mandato Gesù. Bergoglio invece è per il gommone, non approfondisce mai il perchè ed il per come uno si trovi sul gommone, per lui la sofferenza di chi sta sul gommone lo equipara alla sofferenza patita da Gesù. Direi che tutta questa gamma infinita di casi umani ci avvicinano a loro, con sentimento cristiano, per alcune caratteristiche che noi attribuiamo ad entrambi vuoi al nostro prossimo, per gratitudine- Ratzinger, per sofferenza-Bergoglio, vuoi a Gesù Cristo.

Ma questi casi non sono il Caso di un Incontro con Gesù Cristo in prima persona. Sono casi di avvicinamento, di preparazione ma, non sono Quel Caso. Sono casi umani o della natura che ci affinano, ci preparano. Viceversa Gesù Cristo può volerci incontrare proprio quando stiamo andando contro di Lui, vedi Paolo sulla via di Damasco; dal racconto( già raccontato) che raccolsi in una casa per destitute, una giovane prostituta, nel baratro di un festino infernale, mi confidò di aver visto Maria Santissima che le disse: tutti questi moriranno tu, ti salverai. Quando lo raccontava era sotto psicofarmaci per i tanti aborti fatti e per i traumi e le violenze subite e viste da prostituta.

Concludendo il cattolico, come ha giustamente sottolineato Gederson, ha l'Incontro con Gesù Cristo che si sacrifica per molti, nella Santa Eucarestia; poi esistono una gamma infinita di casi possiamo chiamarli di addestramento, di preparazione; infine Gesù si mostra quando Lui vuole, con chi vuole, quante volte vuole, tra l'estremo di quando siamo ad un passo dalla santità e l'altro estremo di quando siamo ad un passo dalla morte fisica e spirituale.

Anonimo ha detto...


La "pesantissima ingerenza" di Papa Francesco nella politica italiana

Scrivere una lettera personale al capo del governo italiano per chiedergli una determinata misura di carattere politico, non può considerarsi una "pesantissima ingerenza" del Papa nella politica italiana.
Non come tale, voglio dire.
Bisogna riconoscere al Papa questa libertà "di ingerenza" nella politica. Non credo che la lettera contenga l'ordine a Conte di riaprire i porti. E'come se chiedesse un favore.
Il fatto è che "l'ingerenza" di Papa Francesco avviene per i motivi sbagliati, che tutti conosciamo ed è inutile ripetere qui. Non è buona per ciò che chiede, non per il fatto in sé di chiedere.
Nei mesi precedenti la nostra fatale entrata in guerra nel 1940, Pio XII fu tra quelli che scrissero una lettera personale a Mussolini, chiedendogli (pregandolo) di tener l'Italia fuori dal conflitto. Era quella di Pio XII una "ingerenza" illegittima? Sicuramente, no.
Ed era certamente buona in ciò che chiedeva.
PP

irina ha detto...

P.S. Bisogna poi avvertire, per quello che capisco, che accanto all'Incontro con Gesù Cristo in prima persona, c'è l'incontro con il nemico che, sotto mentite spoglie, si presenta come Gesù, cioè si presenta simile a Lui ma, Lui non è. Non veniamo però lasciati nell'inganno, se non vogliamo essere ingannati, infatti il diavolo fa le pentole ma, non i coperchi, cioè esiste sempre quel particolare, per piccolo che sia, che lo smaschera, che esce fuori dalla pentola denunciando la sua vera identità. Quindi attenzione. L'attenzione, vigilanza, discernimento, la si deve prima esercitare di qua nel quotidiano, esercitandoci a distinguere la voce del nostro Angelo Custode da qualsiasi demonio suggeritore. Ho l'impressione che l'oggi non sappia più fare distinzione alcuna.

Anonimo ha detto...

Il vescovo Zenti abbraccia Giuliano «Sei un mio prete»
http://www.larena.it/territori/lessinia/selva-di-progno/il-vescovo-zenti-abbraccia-giuliano-sei-un-mio-prete-1.6616647

chiusura con schizzetti ?.
http://www.larena.it/territori/lessinia/selva-di-progno/l-ex-parroco-di-selva-sono-ancora-prete-ma-solo-nel-cuore-1.6612391

Anonimo ha detto...

http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/cultura-e-filosofia/la-contro-chiesa/6158-processare-i-gesuiti